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Versione completa: NON RIESCO A DIRE AI MIEI CHE SONO FIDANZATA
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LALLA

Salve, mi chiamo Laura e ho 23 anni.
Non riesco a dire ai miei ( a mio padre in particolare modo, visto che mia madre già sa di suo) che sono fidanzata. Lo sono da più di 5 anni con un ragazzo di 27, usciamo, dormo da lui, festeggio ogni festa con lui a casa sua, il tutto di nascosto, dicendo mille bugie. I miei genitori hanno 70 e 56 anni, mentalità molto chiuse e arretrate. È tutto un tabù, persino il bacio in TV. Sono completamente bloccata da star male alla sola idea di dover dire a mio padre di essere fidanzata. Ho il timore ,inoltre, - ma ne sono certa - che sapendolo possa vietarmi tutto ciò che ho fatto con tranquillità sino ad ora. Ciò me lo conferma mi madre, che non vuole aiutarmi in questo. Non ho mai avuto la necessità di dover riferire della mia relazione; e non ne ho nemmeno ora. È una necessità del mio fidanzato, il quale è stanco di dover agire di nascosto, vorrebbe poter passare del tempo anche a casa da me, vorrebbe fosse tutto alla luce del sole soprattutto perché ormai stiamo cercando casa per andare a convivere e creare una nostra famiglia e pensa quindi che sarebbe giusto mettere loro al corrente della nostra relazione senza andare via all'improvviso, temendo anche che mio padre me lo impedisca, e spera magari di avere anche un loro aiuto/appoggio. A me invece andrebbe bene dirgli che sono fidanzata e che vado a convivere quando sono già in possesso delle chiavi di casa mia. In questo modo mi risparmierei il forte disagio. Ultimamente litighiamo molto per questa cosa, perché non si sente accettato ed è arrivato addirittura a pensare di chiudere la nostra storia. Non voglio perderlo e lo farei solo per lui, per farlo stare bene. Io però ho smesso di star bene. Sono agitatissima, ora ancora di più perché ho saputo che un vicino ha riferito a mio padre che sono fidanzata e mi vede andare a dormire da lui. Mio padre avrebbe negato tutto, sicuro del fatto che non sono nemmeno fidanzata. La cosa strana è che ancora non mi abbia detto nulla (forse aspetta che gli chieda di andare a dormire da un'amica), e che secondo le mie sorelle mio padre già sapeva ma faceva finta di nulla perché gli conviene di più - quindi è strano che abbia negato in maniera così forte -.
So che il mio blocco dipende dal fatto che mio padre è sempre stato un violento, maschilista, retrogrado. Ho anche paura che in futuro possano accadere situazioni spiacevoli con il mio fidanzato e la sua famiglia, cosa già successa, come le bugie di lui e gli insulti gratuiti di mia suocera, o peggio le relazioni che lei ha con gente poco raccomandabile. Ciò darebbe ai miei la possibilità di sapere e vincolarmi di conseguenza.
Riconosco di aver perso molto carattere negli anni; sono insicura e timorosa su tutto, persino portare l'auto - cosa che adoravo - o praticare lo sport che ho sempre amato. A questo punto, cosa dovrei fare? Parlo o non parlo? Se sì, come e quando? È un mio problema o dipende da chi ho attorno?
Grazie per l'aiuto.
Gentilissima,

Credo sia molto difficile capire chi, tra di voi, abbia ragione o torto: secondo me avete ragione entrambi, per motivi diversi, dal momento che ciascuno dei due porta argomentazioni comprensibili e convincenti.

E' giusto, come dice il suo fidanzato, fare le cose alla luce del sole, conoscersi, trascorrere del tempo a casa della propria ragazza, prepararsi insieme con le famiglie alla futura convivenza.

E' giusto, come dice lei, evitare di perdere la propria libertà di movimento proprio mentre state cercando una casa per iniziare una convivenza...

Occorre essere pragmatici: al di là di quello che è giusto o più giusto, cerchiamo di capire cosa è funzionale al vostro rapporto e cosa non lo è. E' possibile cambiare il carattere di un settantenne maschilista e retrogrado? Direi proprio di no.

Dunque, guardate avanti. Continuate così come fate, usufruendo di tutte le libertà. Le bugie che lei è costretta a dire sono "bianche", nel senso che non sono dette per slealtà o mancanza di rispetto per suo padre, ma per cercare un modus vivendi che le permetta di coltivare la relazione, in attesa di rendersi indipendente dalla famiglia.

Se c'è qualcosa che dovreste fare in fretta infatti è rendervi indipendenti, dopo di che... Cosa ve ne importa delle idee di un settantenne maschilista e retrogrado che vive in un'altra casa e che non vi mantiene economicamente?

Cordialmente,