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Con il termine violenza
si intendono tutti quegli atteggiamenti distruttivi che comportano nel
soggetto-vittima condizioni di disagio fisico, psicologico e sessuale.
Tali atteggiamenti possono essere diretti con forza e brutalità, ma
possono essere anche caratterizzati da un comportamento meno evidente
come l'indifferenza o il rifiuto.
La violenza sui minori, ad esempio, è quella più facilmente attuabile,
innanzitutto per la differenza nella forza fisica, ma anche per il
potere psicologico che può avere un adulto nei confronti del minore,
soprattutto se genitore.
La famiglia infatti è purtroppo il luogo dove si consumano il maggior
numero di violenze sui minori, e gli aggressori sono spesso identificati
negli stessi genitori, fratelli, nonni o parenti più stretti.
Oggi si parla ad
esempio di atteggiamenti violenti anche per situazioni che, a prima
vista, sembrerebbero del tutto innocue: ad esempio 'violenza' è
anche tutto ciò che impedisce al minore qualunque sviluppo o
realizzazione del proprio potenziale evolutivo.
Anche l’incapacità del genitore di tutelare i propri figli nella salute,
nella sicurezza, nell'amore e nell'affetto, è un'altra forma di abuso
nei confronti del minore.
Il concetto di famiglia
dunque, sarebbe da riconsiderare in termini più realistici, in quanto
non sempre questo è 'il' luogo di amore e riparo dalle avversità, ma
spesso è un luogo di sopraffazione e di abuso nei confronti delle
persone più deboli.
In passato questo problema era molto meno sentito, in quanto i minori
non venivano tutelati e certi abusi, di tipo sessuale o di rigidità
nell'educazione, erano più o meno considerati 'normali' ( vedi per
esempio gli infanticidi, i fratricidi, l'incesto, ecc.).
La causa principale di queste situazioni al limite è stata spesso
individuata nel disagio sociale ed economico delle famiglie dei più
bassi livelli sociali, ma purtroppo possiamo dire che la violenza e
l'abuso domestico è un fenomeno trasversale ed interclassista, in quanto
interessa tutti gli strati sociali.
Per quanto riguarda i
minori, le denunce che li riguardano non li vedono sempre e solo come le
vittime degli abusi e delle violenze, anzi ultimamente, secondo i dati
Istat, è un fenomeno in crescita la violenza minorile, effettuata da
bande di adolescenti, che individuano fra i loro coetanei un soggetto
debole e lo minacciano, attuando nei suoi confronti tutti i tipi di
violenza e di sopraffazione.
Eppure l'individuo non nasce cattivo. Le ultime scoperte scientifiche
infatti, hanno dimostrato che il cervello umano non e’ definitivamente
formato alla nascita e che le prime esperienze di vita uterina ed extra
uterina, dei primi giorni e delle prime settimane sono essenziali allo
sviluppo della sua struttura psichica. E’ l’interazione tra il
patrimonio genetico e le esperienze ambientali che modellano l’essere
umano, soprattutto nell’infanzia. Gli scienziati hanno evidenziato
quanto i traumi violenti, gli atteggiamenti di rifiuto e la
trascuratezza possano comportare lesioni evidenti nelle aree del
cervello correlate alle emozioni.
I genitori hanno dunque
una grande responsabilità nella formazione dei giovani, ma e’ importante
valutare anche il peso delle influenze extrafamiliari, quali per esempio
i canali di comunicazione (televisione, giornali ecc.) e la scuola,
nella quale i minori passano gran parte del loro tempo.
E’ vitale dunque una collaborazione tra la famiglia e la scuola, ma
anche tra tutte le istituzioni del territorio per crescere individui non
violenti, in grado di comunicare i propri disagi e le proprie
difficoltà. E' altresì importante insegnare a questi ragazzi a non
essere distruttivi e a costruire rapporti sociali chiarificanti, che
sostituiscano l'atto violento.
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