Gabrielle
Bonheur Chanel, meglio conosciuta come Coco Chanel è uno dei miti
della Francia moderna, insieme a De Gaulle e a Ricasso, come ebbe a
dire di
lei André Malraux.
E' un mito che ancora resiste perché la ricordiamo come una delle
prime donne-manager europee, una donna che, partendo dal nulla, fu
abile a 'farsi da sola', a costruire un impero, anche se, chiaramente,
ricorse abbondantemente ai suoi mariti e fidanzati per farsi
finanziare. In ogni caso, dobbiamo riconoscere a Coco che molte
donne nella storia hanno vissuto delle ricchezze dei propri uomini, ma
pochissime hanno costruito qualcosa di così importante e duraturo,
riuscendo a fare del proprio nome, sconosciuto e plebeo, un punto di
riferimento imprescindibile nel campo della moda.
Certamente Coco
ebbe, sin da giovanissima, grande determinazione nel cercare di
rompere con le vecchie regole della moda, per inventare un proprio
stile. Cocteau diceva di lei che era 'particolare'. per quel suo lavorare nella moda secondo regole
che sembravano poter avere valore solo per i pittori, i musicisti, i
poeti…
Era di umili origini: nacque il 19 agosto del 1883, nel
villaggio francese di Saumur, nella Francia meridionale e all'età di
dodici anni perse la madre, fatto dolorosissimo cui seguì a breve l’abbandono del padre. Passò
la sua adolescenza in un orfanotrofio e presso alcune zie, che vivevano
nella provincia di Auvergne e che le insegnarono a cucire: furono loro
a darle il soprannome di Coco, che significa ‘bestiolina'
.
Cocò cominciò
la sua attività nel 1909, cucendo cappelli, e già nel
1914 i suoi
guadagni le permisero di aprire due negozi, uno a Parigi ed un altro a Deauville. Nel 1916
aprì un salone di alta moda a Biarritz, che nel 1920 trasferì a Parigi, in una zona
frequentata da gente molto abbiente, rue Cambon, dove è ancora il suo
atelier.
Le sue creazioni di questo periodo erano
particolarmente in contrasto con quelle della belle époque, allora in
gran voga: i suoi modelli erano minimalisti, informali e mascolini, ad
esempio non prevedevano
corsetti.
Nel 1923 uscì il famoso profumo Chanel
No.5, in una tipica bottiglia
Art Deco. Fu il primo profumo a portare il nome di uno stilista e
divenne in seguito il
profumo più famoso del mondo, reso ancor più leggendario negli anni
50-60 da Marilyn Monroe, che dichiarò alla stampa di utilizzarlo come
'pigiama'.
Coco divenne ricca e cominciò a frequentare uomini
ancor più ricchi di lei. Le piaceva ricevere in dono dei gioielli costosissimi, che
poi lei prese a
copiare per farne della
bigiotteria da abbinare ai suoi modelli.
Nei primi anni '30 sposò uno degli
uomini più ricchi d'Europa, il Duca di Westminster; ebbe così a
dire: "Ci sono state parecchie Duchesse di Westminster, ma c'è
una sola Chanel".
Nel 1939 fu costretta a chiudere il
proprio atelier, quando la Francia dichiarò guerra alla Germania. Nel 1945 se ne andò
esule in Svizzera, a causa di una
storia d'amore avuta con un ufficiale nazista che le aveva fatto
perdere il successo e la simpatia dei francesi. Di lei ormai si
conosceva il suo anti-semitismo e vi erano forti pettegolezzi sulla
sua vita privata.
Il 1954 vide il suo grandioso ritorno
sulle scene della moda mondiale, forse per poter meglio fronteggiare il calo delle vendite dei
profumi, forse per il disgusto da lei provato per ciò che vedeva nella moda del momento, o
semplicemente per noia, per tornare ad essere una protagonista della
vita mondana.
Morì
il 10 gennaio del 1971, all'età di 87 anni, nei suoi appartamenti
personali all'Hotel Ritz di Parigi, mentre stava preparando la
collezione di quello stesso anno.
Nel 1969 a Broadway fu prodotto un
musical, Coco, nel quale lavorava Katharine Hepburn, ispirato
alla sua vita.
Nel 1978
nella Casa di mode Chanel è stata introdotto il pret-a-porter: oggi
il suo impero rende più di centosessanta milioni di dollari all'anno.
Si dice che il suo stile nacque dalla mancanza di mezzi
economici, che
le impediva di comprare i vestiti stile Belle Epoque, in voga
durante il periodo della sua giovinezza : fu così
che cominciò a cucirseli da sola, usando le giacche sportive e le
cravatte che erano, fino a quel momento, l'abbigliamento maschile di tutti i giorni . La sua
era una moda che tendeva a nascondere il lusso, piuttosto che
ostentarlo, appropriandosi di stili, tessuti e articoli d'abbigliamento che
prima di allora erano stati indossati solo dagli uomini: soprattutto
si ispirò all'abbigliamento sportivo, che le donne non conoscevano
ancora.
"Come fa un cervello a funzionare sotto a certe cose?"
diceva Coco, alludendo alla moda femminile del tempo, specialmente ai
corsetti.
Il suo stile
inconfondibile era dunque un mix di stile maschile e femminile,
arricchito di gioielli. Fu uno stile che, ai suoi tempi, contribuì
notevolmente alla liberazione
della donna, soprattutto per gli stili “garçon”
e “soup kitchen”, un look androgino che andò molto di moda negli
anni venti.
I suoi primi capi includevano lana jersey, che
era comoda e
pratica, ma non veniva considerata elegante, il 'vestitino nero', lo stile unisex
e la moda per lo sport. Gli accessori prevedevano
perle e catene d’oro, gioielli veri accanto a bigiotteria di qualità,
borsette imbottite con catene dorate che si indossavano sulle
spalle, scarpe con due tonalità e gardenie. Coco diceva sempre che
lei disegnava solo ciò che le sarebbe piaciuto indossare: se poi
piaceva anche agli altri la cosa non poteva che farle
piacere.
Ancor oggi
lo stile
Chanel è quello della donna elegante, cui piace indossare abiti
pratici e sportivi.
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