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Home Page > SESSUOLOGIA > Pillola del giorno dopo

LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO


Dr. Walter La Gatta - Dr. Giuliana Proietti


Cosa fare quando si è avuto un rapporto non protetto e si teme una possibile gravidanza? Tanto per cominciare occorre evitare di applicare creme spermicide, lavande, aceto, acqua e sapone ecc: questi sistemi non funzionano ed anzi possono essere dannosi! Meglio servirsi della così detta pillola del giorno dopo, un farmaco (di tipo ormonale, che può contenere estrogeni, estroprogestinici, oppure solo progestinici) e che rappresenta l’unico "contraccettivo d'emergenza" veramente valido.

Come si usa: il farmaco deve essere assunto entro e non oltre le 72 ore dopo un rapporto sessuale non protetto, qualora si voglia impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata.

Come si presenta: Una confezione contiene due compresse: la prima compressa deve essere assunta al più presto possibile e comunque entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto non protetto. La seconda compressa va assunta 12 ore dopo la prima e, comunque non oltre le 16 ore.

Come funziona : Il preciso meccanismo di azione non è completamente conosciuto: si ritiene che esso agisca principalmente a livello dell'ovulazione, della fecondazione, e della mucosa dell'utero, rendendola inadatta all'impianto dell’ovulo fecondato. Il risultato finale consiste nella espulsione e nella perdita dell' embrione fecondato. Il farmaco avrebbe dunque un'azione ‘antinidatoria’ dell’ovulo: per questo motivo è considerato da molti medici un metodo contraccettivo (che previene la gravidanza) e non abortivo (che interrompe la gravidanza). Se il processo di impianto fosse già cominciato infatti (dopo le prime 72 ore), la pillola non sarebbe efficace per interrompere la  gravidanza già iniziata, seppure da poco tempo.

Chiesa Cattolica: La pontificia accademia per la vita ritiene l’uso di questa pillola ‘un aborto realizzato con mezzi chimici’. La gravidanza, infatti, secondo la dottrina della Chiesa, comincia dalla fecondazione e non dall'impianto della blastocisti (ovulo fecondato al 4-5 giorno di vita) nella parete uterina; la stessa illiceità di procedere a pratiche abortive sussiste dunque anche per la diffusione, la prescrizione e l'assunzione della pillola del giorno dopo.

Efficacia: La pillola del giorno dopo è tanto più efficace nella prevenzione della gravidanza quanto prima viene assunta. L'efficacia di questo trattamento contraccettivo di emergenza è stimato all'85% . Questo tipo di contraccezione è efficace soltanto per il rapporto che ha motivato la sua assunzione e non protegge quindi da rapporti sessuali successivi, fino all'arrivo delle mestruazioni.

Utilizzo: In nessun caso questa pillola deve sostituire un regolare metodo contraccettivo: essa va usata solo come misura occasionale e di emergenza, anche perché meno affidabile dei metodi di contraccezione regolare.

Chi la prescrive: La prescrive il medico, preferibilmente uno specialista in Ginecologia. N.b. Il Medico ha il diritto di rifiutarsi di prescrivere il Farmaco, purché ne spieghi il motivo.

Effetti collaterali:  Gli effetti collaterali  sono rari, ma possono presentarsi dopo l'assunzione:  nausea, vomito, cefalea, astenia, sensazione di tensione mammaria, dolori addominali, perdite ematiche.

Controindicazioni : Insufficienza epatica grave, antecedenti di gravidanza extrauterina o di malattia infiammatoria pelvica. In corso di allattamento, sospendere lo stesso e riprenderlo dopo 2-3 giorni.

Conseguenze in caso di inefficacia: I risultati degli studi condotti fino ad oggi dalla OMS, escludono che questo farmaco possa provocare anomalie nel feto. Pertanto la gravidanza potrà continuare regolarmente.

Ciclo mestruale: in genere, le mestruazioni sono un po' più abbondanti, ma hanno una durata normale (tra i 4 e i 7 giorni). Se le caratteristiche del ciclo, sia in termini di quantità che di durata, sono fortemente differenti dal solito, è opportuno effettuare un test per escludere una gravidanza, sia essa normale che extrauterina (cioè che si impianta al di fuori dell'utero, in genere nelle tube).

Nomi Commerciali della Pillola del Giorno dopo: Levonelle (Shering) Norlevo   (Angelini)

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In Italia  anche la classica pillola anticoncezionale viene usata pochissimo: meno di una italiana su 5 ne fa uso. Solo una donna su dieci ricorre alla contraccezione d’emergenza con la pillola del giorno dopo. Non è solo la paura di ingrassare o della cellulite, come è stato detto, a frenare le donne dall’utilizzo dei contraccettivi: basti pensare che oltre il 27% delle under 25 italiane non è mai andato dal ginecologo e 8 donne su 100 non hanno mai usato un metodo anticoncezionale: c’è evidentemente un serio problema di informazione e di prevenzione.

Non sono tempi facili per gli anticoncezionali e per i preservativi. Essi infatti, come emerge dalle recenti e molto discusse esternazioni vaticane in materia, vengono considerati dalla Chiesa cattolica come meri strumenti di arricchimento delle industrie farmaceutiche, oltre che simboli di un falso progresso, che vede la sessualità come semplice atto ludico e ricreativo e che dunque illude e deresponsabilizza. Il consumo di profilattici in Italia è fermo da un decennio, anzi è in calo. Il picco di 115 milioni di pezzi del ‘ 99 non è mai più stato raggiunto ed oggi si vendono poco più di due condom all’anno per ogni adulto (contro 6 milioni di pillole di Viagra all’anno). Siamo uno dei peggiori mercati d’ Europa per i preservativi: chiusa la storica Hatù, ora gli accessori in lattice vengono dalla Malesia o dall’ India e la prima forma di contraccezione in Italia resta il coito interrotto.

Obiezione di coscienza. Gli ospedali  molto spesso negano la prescrizione della pillola del giorno dopo, invocando l’obiezione di coscienza del personale. Ciò è molto strano, in quanto l’Organizzazione mondiale della sanità definisce la pillola del giorno dopo un contraccettivo di emergenza e non un farmaco abortivo. Dunque, cosa c’entra l’obiezione di coscienza? Per farsi comunque un’idea di cosa sia l’obiezione di coscienza in Italia, basti sapere che, dagli ultimi dati disponibili, resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità e poi inviati al ministero della Salute per la relazione sulla legge 194, il 60% dei ginecologi italiani è obiettore di coscienza. In quasi tutte le regioni italiane questo numero è molto elevato, con punte massime in Basilicata, con il 92,6% e in Veneto con l’80,5%. Seppure la legislazione italiana preveda l’obiezione di coscienza dei medici solo in relazione all’aborto (interruzione volontaria di gravidanza) e alla fecondazione assistita, non vi è alcuna limitazione per la diffusione degli anticoncezionali e dunque appare inspiegabile questa forte ostilità dei medici verso questo strumento che non causa aborto, ma che impedisce solamente all’ovulo fecondato di annidarsi nell’utero. Negare la pillola del giorno dopo è comunque illegale, perché va contro a quanto è scritto nell’articolo 2 della legge 194 che prevede «la somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile. Anche ai minori».
La soluzione potrebbe essere, anche in Italia, quella dell’abolizione della ricetta per questo farmaco il quale oltre tutto, dicono i medici, non sembra provocare alcun rischio sanitario. Un capitolo a parte è la sempre più frequente questione dell’obiezione di coscienza dei farmacisti.

Altri Paesi. In Francia, a partire dal 1999 (dieci anni fa!), la pillola del giorno dopo viene venduta senza prescrizione medica e costa meno di 10 euro; è ugualmente disponibile senza bisogno di prescrizione in altri 11 paesi europei (Albania, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Svizzera). In alcuni Paesi il costo della pillola è più elevato (ad esempio circa 25 sterline in Inghilterra, 24 euro in Svizzera).

Vendita online. In altri Paesi è stata ammessa la vendita online (es. Lloyds Pharmacy) : la vendita è libera, purché la pillola non venga venduta alle minorenni e venga consegnata esclusivamente al titolare della carta di credito che ne ha fatto l’ordinazione online.

Pubblicità. La Chiesa si definisce contraria alla “martellante campagna per l’introduzione e la diffusione delle cosiddette ‘pillole del giorno dopo’ : ma dove sono queste “martellanti campagne”? In Italia francamente non sembra ve ne siano... Se non quelle, veramente martellanti, di matrice cattolica.

Diffusione di massa della pillola del giorno dopo. Va sicuramente detto che la diffusione di massa, anche nelle scuole, di pillole e preservativi, come accade in altri Paesi europei non ha diminuito il ricorso all’aborto delle minorenni le cui gravidanze precoci stanno diventando un drammatico problema sociale.

Pillola abortiva. Quanto alla vera ”pillola abortiva” (RU486), che è quella che provoca una vera e propria interruzione di gravidanza, dove questo farmaco è già una realtà consolidata, il numero di aborti praticati chirurgicamente è sensibilmente diminuito di almeno il 30%. Se in paesi come Francia, Gran Bretagna e Svezia nel 2006 più di un quarto delle donne ha scelto l’aborto farmacologico, in Italia il ricorso alla pillola RU486 risulta ancora essere in “fase sperimentale”. In Europa siamo solo noi e l’Irlanda ad avere problemi con l’introduzione di questo farmaco. Un motivo ci sarà…

Educare alla responsabilità. La Chiesa suggerisce di puntare sull’educazione alla responsabilità: chi potrebbe non essere d'accordo su questo punto? E' giusto che i temi della salute e della vita vengano trattati con la massima attenzione e con un senso di responsabilità individuale. Quando poi le teorie diventano obiettivi educativi è difficile trovare un accordo. Cosa significa per la Chiesa cattolica "educare alla responsabilità"? Fare dei giuramenti di verginità, praticare l’astinenza, inviare nelle scuole “informatori” che dicono ai bambini che la pillola fa venire il cancro?
E se la gerarchia non vede nel condom uno strumento di lotta all’Aids, in un Paese devastato e impoverito da questa malattia, come è l’Africa, dove la diffusione dell’Aids supera il 20% della popolazione e un adulto su cinque è dunque malato e contagioso, quale potrebbe essere lo strumento di lotta? Spero non si risponda l'astinenza: ciò significherebbe aver probabilmente capito tutto della natura divina, ma veramente pochissimo di quella umana. Soprattutto significherebbe non aver capito che a rimetterci sarebbero soprattutto e di nuovo le donne, come del resto è sempre stato, con la compiacenza di tutti, alte gerarchie comprese.

Psicolinea Agg. Magg. 09
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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