Cosa
fare quando si è avuto un rapporto non protetto e si teme
una possibile gravidanza? Tanto per cominciare
occorre evitare di applicare creme
spermicide, lavande, aceto, acqua e sapone ecc: questi sistemi non
funzionano ed anzi possono essere dannosi! Meglio servirsi della così detta
pillola del giorno dopo, un farmaco (di tipo
ormonale, che può contenere estrogeni, estroprogestinici, oppure solo
progestinici) e che rappresenta l’unico "contraccettivo
d'emergenza" veramente valido.
Come
si usa:
il farmaco deve essere assunto entro e non oltre le 72 ore dopo un
rapporto sessuale non protetto, qualora si voglia
impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata.
Come
si presenta:
Una confezione contiene due compresse: la prima compressa deve essere
assunta al più presto possibile e comunque entro 72 ore (3 giorni)
dal rapporto non protetto. La seconda compressa va assunta 12 ore dopo
la prima e, comunque non oltre le 16 ore.
Come
funziona :
Il
preciso meccanismo di azione non è completamente conosciuto: si
ritiene che esso agisca principalmente a livello dell'ovulazione,
della fecondazione, e della mucosa dell'utero, rendendola inadatta
all'impianto dell’ovulo fecondato. Il risultato finale consiste
nella espulsione e nella perdita dell' embrione
fecondato. Il farmaco
avrebbe dunque un'azione ‘antinidatoria’ dell’ovulo: per questo
motivo è considerato da molti medici un metodo contraccettivo (che
previene la gravidanza) e non abortivo (che interrompe la gravidanza).
Se il processo di impianto fosse già cominciato infatti (dopo le
prime 72 ore), la pillola non sarebbe efficace per interrompere
la gravidanza già iniziata, seppure da poco tempo.
Chiesa Cattolica:
La pontificia accademia per la vita ritiene l’uso di questa pillola
‘un aborto realizzato con mezzi chimici’. La gravidanza, infatti,
secondo la dottrina della Chiesa, comincia dalla fecondazione e non
dall'impianto della blastocisti (ovulo fecondato al 4-5 giorno di
vita) nella parete uterina; la stessa illiceità di procedere a pratiche abortive
sussiste dunque anche per la diffusione, la prescrizione e l'assunzione della pillola del giorno dopo.
Efficacia:
La pillola del giorno dopo è tanto più efficace nella prevenzione
della gravidanza quanto prima viene assunta. L'efficacia di questo
trattamento contraccettivo di emergenza è stimato all'85% . Questo
tipo di
contraccezione è efficace soltanto per il rapporto che ha motivato la
sua assunzione e non protegge quindi da rapporti sessuali successivi,
fino all'arrivo delle mestruazioni.
Utilizzo:
In nessun caso questa pillola deve sostituire un regolare metodo
contraccettivo: essa va usata solo come misura occasionale
e di emergenza, anche
perché meno affidabile dei metodi di contraccezione regolare.
Chi
la prescrive:
La prescrive il medico, preferibilmente uno specialista in Ginecologia.
N.b.
Il Medico ha il diritto di rifiutarsi di prescrivere il Farmaco, purché
ne spieghi il motivo.
Effetti
collaterali:
Gli effetti
collaterali sono rari, ma
possono presentarsi dopo l'assunzione: nausea, vomito,
cefalea, astenia, sensazione di tensione mammaria, dolori addominali,
perdite ematiche.
Controindicazioni
:
Insufficienza epatica grave, antecedenti di gravidanza extrauterina o
di malattia infiammatoria pelvica. In corso di allattamento, sospendere
lo stesso e riprenderlo dopo 2-3 giorni.
Conseguenze
in caso di inefficacia:
I risultati degli studi condotti fino ad oggi dalla OMS, escludono che
questo farmaco possa provocare anomalie nel feto. Pertanto la
gravidanza potrà continuare regolarmente.
Ciclo
mestruale:
in
genere, le mestruazioni sono un po' più abbondanti, ma hanno una
durata normale (tra i 4 e i 7 giorni). Se le caratteristiche del
ciclo, sia in termini di quantità che di durata, sono fortemente
differenti dal solito, è opportuno effettuare un test per escludere
una gravidanza, sia essa normale che extrauterina (cioè che si
impianta al di fuori dell'utero, in genere nelle tube).
Nomi
Commerciali della Pillola del Giorno dopo: Levonelle
(Shering) Norlevo (Angelini)
- - -
In Italia anche la classica pillola anticoncezionale viene usata
pochissimo: meno di una italiana su 5 ne fa uso. Solo
una donna su dieci ricorre alla contraccezione d’emergenza
con la pillola del giorno dopo. Non è solo la paura di ingrassare o
della cellulite, come è stato detto, a frenare le donne dall’utilizzo
dei contraccettivi: basti pensare che
oltre il 27% delle under 25 italiane non è mai andato dal ginecologo
e 8 donne su 100 non hanno mai usato
un metodo anticoncezionale: c’è evidentemente un serio
problema di informazione e di prevenzione.
Non sono tempi facili per gli
anticoncezionali e per i preservativi. Essi infatti, come emerge
dalle recenti e molto discusse esternazioni vaticane in materia,
vengono considerati dalla Chiesa cattolica come
meri strumenti di arricchimento delle industrie farmaceutiche, oltre
che simboli di un falso progresso,
che vede la sessualità come semplice atto ludico e ricreativo e che
dunque illude e deresponsabilizza. Il consumo di
profilattici in Italia è
fermo da un decennio, anzi è in calo. Il picco di 115 milioni di pezzi
del ‘ 99 non è mai più stato raggiunto ed oggi si vendono poco più di
due condom all’anno per ogni adulto (contro 6 milioni di pillole di
Viagra all’anno). Siamo uno dei peggiori mercati d’ Europa per i
preservativi: chiusa la storica Hatù, ora gli accessori in lattice
vengono dalla Malesia o dall’ India e la prima forma di contraccezione
in Italia resta il coito interrotto.
Obiezione di coscienza. Gli ospedali molto spesso negano la prescrizione
della pillola del giorno dopo,
invocando l’obiezione di coscienza del personale. Ciò è molto strano,
in quanto l’Organizzazione mondiale della sanità definisce la pillola
del giorno dopo un contraccettivo di emergenza e non un farmaco
abortivo. Dunque, cosa c’entra
l’obiezione di coscienza?
Per farsi comunque un’idea di cosa sia l’obiezione di
coscienza in Italia, basti sapere che, dagli ultimi dati disponibili,
resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità e poi inviati al ministero
della Salute per la relazione sulla legge 194,
il 60% dei ginecologi italiani è
obiettore di coscienza. In quasi tutte le regioni italiane
questo numero è molto elevato, con punte massime in Basilicata, con il
92,6% e in Veneto con l’80,5%. Seppure la legislazione italiana preveda l’obiezione di coscienza dei
medici solo in relazione all’aborto (interruzione volontaria di
gravidanza) e alla fecondazione assistita, non vi è alcuna limitazione
per la diffusione degli anticoncezionali e dunque appare inspiegabile
questa forte ostilità dei medici verso questo strumento che non causa
aborto, ma che impedisce solamente all’ovulo fecondato di annidarsi
nell’utero. Negare la pillola del giorno dopo è comunque illegale, perché va
contro a quanto è scritto nell’articolo 2 della legge 194 che prevede
«la somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie
e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità
liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile. Anche ai
minori».
La soluzione potrebbe essere, anche in Italia, quella dell’abolizione
della ricetta per questo farmaco il quale oltre tutto, dicono i
medici, non sembra provocare alcun rischio sanitario. Un capitolo a
parte è la sempre più frequente questione dell’obiezione di coscienza
dei farmacisti.
Altri Paesi. In Francia, a partire dal 1999 (dieci anni fa!), la pillola del giorno
dopo viene venduta senza prescrizione medica e costa meno di 10 euro;
è ugualmente disponibile senza bisogno di prescrizione in altri 11
paesi europei (Albania, Inghilterra, Belgio, Danimarca, Finlandia,
Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Svizzera). In
alcuni Paesi il costo della pillola è più elevato (ad esempio circa 25
sterline in Inghilterra, 24 euro in Svizzera).
Vendita online. In altri Paesi è stata
ammessa la vendita online (es. Lloyds Pharmacy) : la vendita
è libera, purché la pillola non venga venduta alle minorenni e venga
consegnata esclusivamente al titolare della carta di credito che ne ha
fatto l’ordinazione online.
Pubblicità. La Chiesa si definisce contraria alla “martellante
campagna per l’introduzione e la diffusione delle cosiddette ‘pillole
del giorno dopo’ : ma dove sono queste
“martellanti campagne”? In Italia francamente non sembra ve ne
siano... Se non quelle, veramente martellanti, di matrice cattolica.
Diffusione di massa della pillola del giorno dopo.
Va sicuramente detto che la diffusione di massa, anche nelle scuole,
di pillole e preservativi, come accade in altri Paesi europei non ha
diminuito il ricorso all’aborto delle minorenni le cui
gravidanze precoci stanno
diventando un drammatico problema sociale.
Pillola abortiva. Quanto alla vera ”pillola abortiva”
(RU486), che è quella che
provoca una vera e propria interruzione di gravidanza, dove questo
farmaco è già una realtà consolidata, il numero di aborti praticati
chirurgicamente è sensibilmente diminuito di almeno il 30%. Se in
paesi come Francia, Gran Bretagna e Svezia nel 2006 più di un quarto
delle donne ha scelto l’aborto farmacologico, in Italia il ricorso
alla pillola RU486 risulta ancora essere in “fase
sperimentale”. In Europa siamo solo noi e l’Irlanda ad avere
problemi con l’introduzione di questo farmaco. Un motivo ci sarà…
Educare alla responsabilità. La Chiesa suggerisce di puntare
sull’educazione alla responsabilità: chi potrebbe non essere
d'accordo su questo punto? E' giusto che i temi della salute e della
vita vengano trattati con la massima attenzione e con un senso di
responsabilità individuale. Quando poi le teorie diventano obiettivi
educativi è difficile trovare un accordo. Cosa significa per la Chiesa
cattolica "educare alla responsabilità"? Fare dei giuramenti di
verginità, praticare l’astinenza, inviare nelle scuole “informatori”
che dicono ai bambini che la pillola fa venire il cancro?
E se la gerarchia non vede nel condom uno strumento di lotta
all’Aids, in un Paese devastato e impoverito da questa malattia, come
è l’Africa, dove la diffusione dell’Aids supera il 20% della
popolazione e un adulto su cinque è dunque malato e contagioso, quale
potrebbe essere lo strumento di lotta? Spero non si risponda
l'astinenza: ciò
significherebbe aver probabilmente capito tutto della natura divina,
ma veramente pochissimo di quella umana. Soprattutto significherebbe
non aver capito che a rimetterci
sarebbero soprattutto e di nuovo le donne, come del resto è
sempre stato, con la compiacenza di tutti, alte gerarchie comprese.
Psicolinea Agg. Magg. 09
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