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Definire
quando l'eiaculazione
è 'precoce'
non è semplice, perché i tempi 'giusti' variano da persona a persona,
da coppia a coppia. In genere si definisce 'precoce'
l'eiaculazione che
arriva entro i due minuti dalla penetrazione, oppure entro le prime
cinque-sei spinte.
In molte coppie tuttavia l'eiaculazione viene semplicemente
considerata 'precoce' in quanto avviene
prima che la partner
abbia raggiunto l'orgasmo: questo modo di pensare non è
corretto dal punto di vista sessuologico (la partner potrebbe avere
tempi troppo lunghi per una serie di motivi), così come non è corretto
pensare di avere una eiaculazione precoce semplicemente perché essa
arriva costantemente
prima del tempo desiderato.
La maggioranza degli uomini teme, spesso ingiustamente, di soffrire di
eiaculazione precoce: questo timore è così diffuso perché, in effetti,
la maggior parte degli uomini raggiunge l'orgasmo troppo in fretta
rispetto ai tempi che desidererebbe,
specialmente quando si è in condizioni di stress o
si è
particolarmente eccitati.
Si può dunque parlare correttamente di
eiaculazione precoce
solo quando vi sia
persistente e ricorrente eiaculazione con minima stimolazione
sessuale, prima o subito dopo la penetrazione (e comunque
prima che l’interessato lo desideri).
Premesso che l’uomo che riesce a durare per ore si vede solo al
cinema, i dati della realtà ci dicono che ben
quattro uomini su
dieci dichiarano di aver sofferto di questo problema in
qualche periodo della vita, e che esso ha pregiudicato sia la loro
autostima,
sia la qualità del
rapporto con la partner.
Le cause sono molteplici:
1.
Focalizzazione sensoriale del riflesso/Punto di
inevitabilità. Gli uomini che soffrono di
eiaculazione precoce spesso non sono in grado di riconoscere
il punto di eccitazione superato il quale il riflesso
eiaculatorio diventa inevitabile e di conseguenza non fanno nulla per modificare la
stimolazione, al fine di evitare l'eiaculazione
precoce. Gli uomini che non
riescono a riconoscere questo momento particolare in cui occorre fare
una pausa, o modificare il ritmo della stimolazione sono, in genere,
quelli che hanno sempre fatto sesso in modo affrettato, associandolo a
sentimenti di colpa, a vissuti di ansia.
2. Pressioni della
partner. A volte gli uomini diventano eiaculatori precoci a
causa delle pressioni della partner:
cercando di allungare i tempi del coito per 'durare' di più,
ottengono poi l'effetto contrario.
3. Autostima.
Precedenti esperienze negative condizionano le future prestazioni
sessuali, in quanto minano l'autostima e la propria virilità.
4. Sensi di colpa.
Masturbazioni rapide, per paura di essere scoperti, o rapporti
occasionali veloci con prostitute sono spesso legati a senso di
colpa o di sporcizia, dai quali inconsciamente ci si
vuole "ritrarre" al più presto possibile.
5. Partner occasionali. Questa situazione crea un’ansia da prestazione
che poi condiziona la performance e determina un circolo vizioso, dal
quale è poi difficile uscire.
6. Eccitazione
sessuale: quando è eccessiva, influisce sulla qualità della
prestazione. Altrettanto dicasi quando è troppo scarsa.
7. Inesperienza.
Generalmente l’eiaculazione precoce riguarda le prime esperienze
sessuali ed è dunque dovuta, fra l’altro, ad ansia da prestazione. La
maggior parte degli uomini impara gradualmente a controllare
l'orgasmo, attraverso l’esperienza.
8. Scarsa frequenza
nei rapporti. In genere, più è lungo il periodo trascorso
dall’ultima eiaculazione, più è veloce il tempo in cui si raggiunge
l’orgasmo.
8. Giovane età.
I giovani tendono ad eiaculare più in fretta degli uomini più maturi,
sia per la mancanza di esperienza, di cui si è già detto, sia per
cause organiche.
9. Problemi organici.
Il problema può nascere da una condizione fisica, come ad esempio un'infiammazione del tratto urinario o della prostata. Recenti ricerche
indicano inoltre che alcuni uomini possono avere una predisposizione
fisiologica all'eiaculazione precoce.
Come si è detto, la valutazione della ‘giusta’ durata dell’erezione è
un fatto personale: per un uomo possono bastare due minuti dopo la
penetrazione, per un altro 5 o 10 minuti, mentre un altro
ancora potrebbe desiderare
che l'eiaculazione avvenga dopo ore dall'inizio delle stimolazioni.
In realtà la durata dell'erezione
è irrilevante, se il livello e
la qualità della
soddisfazione sessuale che si sperimentano
nel rapporto, sia a livello personale, sia per quanto riguarda la
partner, sono soddisfacenti. Se il rapporto non è
invece soddisfacente, occorre cercare dei rimedi.
Cosa fare.
Rilassamento.
Avere un rapporto sessuale quando ci si sente pienamente rilassati è
una delle cose più importanti che la persona possa fare per migliorare
la situazione. Il rilassamento può essere ottenuto con il training
autogeno o altre tecniche di rilassamento orientali, come la
meditazione o le tecniche di respirazione. A volte anche una bella
doccia calda può fare il suo effetto.
Stop-Start.
Arrestarsi e Ricominciare: questa è la più comune tecnica utilizzata
nella terapia psicosessuale. All'inizio la si comincia a praticare su
sé stessi, attraverso una stimolazione che aiuti a riconoscere il
punto di non ritorno.
Quando si riconosce questo momento, ci si ferma, si aspetta un po' e
poi si ricomincia. Invece di fermarsi del tutto si può semplicemente
provare a cambiare il ritmo, o la qualità dello stimolo. Il passo
successivo è quello di sdraiarsi sulla schiena con la donna in
posizione soprastante. Il pene viene inserito nella vagina, dopo di
che, appena si sente che ci si sta avvicinando ad un punto critico, lo
si segnala alla compagna, quindi si sospende per un po’, e poi si
ricomincia. Una volta raggiunto il controllo in questa posizione, si
passa a quella laterale e solo infine si torna a quella detta del ‘missionario’,
con l’uomo sopra, perché è quella in cui il controllo delle proprie
sensazioni è più difficile. Di solito si può raggiungere un buon
controllo eiaculatorio in 2-10 settimane di ripetuti esercizi.
Petting. La
stessa pratica dello stop-start potrebbe essere ripetuta con la
partner, ma in momenti diversi dal rapporto sessuale vero e proprio,
in una situazione di petting.
Tecnica dello squeeze,
o della compressione. Metodo ideato da Masters e Johnson e
consiste in esercizi simili alla tecnica precedente, ma il controllo
dell’eiaculazione avviene questa volta attraverso una pressione alla
cima e alla base del pene, non appena si sente che sta arrivando il
momento dell’orgasmo. La donna anziché fermarsi, quando il compagno le
fa segno dell’approssimarsi del momento critico, afferra il pene
eretto sotto il glande e schiaccia con forza, fino a che l’uomo non
perde buona parte della sua erezione.
Pensare ad altro.
In genere gli uomini che vogliono risolvere un problema di
eiaculazione precoce cercano, durante il rapporto, di pensare ad
altro, ma questo non solo non è un rimedio efficace: è anche un modo
per deconcentrarsi e privarsi del piacere sensuale ed erotico
dell’esperienza sessuale. Per molti tuttavia può funzionare e dunque
vale la pena provarci.
Creme
desensibilizzanti. Sono prodotti che servono per diminuire le
sensazioni sentite dall’uomo durante il rapporto, in modo da farli
durare più a lungo. Il limite di questi prodotti è che rendono il
rapporto meno piacevole per questa diminuita stimolazione.
Masturbazione.
Quando il desiderio è molto alto, molti uomini si masturbano per
diminuire il desiderio ed accrescere il controllo. Questa tecnica non
rappresenta sempre una soluzione efficace, perché il livello del
desiderio è solo una delle componenti dell’eiaculazione precoce,
tuttavia può essere provata.
Preservativo.
Indossare un preservativo, o anche due, può servire per diminuire la
stimolazione del pene ed aumentare il tempo di erezione; inoltre il
preservativo protegge da gravidanze indesiderate e da malattie
sessualmente trasmesse, per cui vale la pena sperimentarlo.
Ritmo.
Movimenti lenti anziché veloci aiutano a conservare l’erezione più a
lungo.
Se queste tecniche non sono di aiuto, è consigliabile chiedere una
consulenza specialistica. Si comincia dalla visita andrologica e dal
controllo dei parametri medici. A volte alcuni farmaci possono essere
di aiuto nel ritardare l'eiaculazione. Una consulenza psicologica può
invece essere molto efficace per riconquistare l'autostima e vincere
l'ansia da prestazione.
Psicolinea Ult. Agg. Sett. 08
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