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Il
problema della pedofilia vede coinvolti diversi soggetti interagenti,
con i loro comportamenti e le loro finalità:
Essi sono anzitutto:
1. Il pedofilo. Il pedofilo desidera desidera raggiungere la
soddisfazione sessuale e ritrovare la fiducia nelle proprie capacità
sessuali attraverso il rapporto con i bambini. Non si sente ‘malato’,
tanto che difficilmente si rivolge ad uno psicologo per essere curato.
E’ invece perfettamente consapevole di effettuare azioni illegali e
pertanto si muove con circospezione per mantenere segreti i suoi
comportamenti;
2. I familiari del pedofilo. Spesso questi soggetti
(generalmente la moglie) sono a conoscenza del problema del loro
congiunto, ma preferiscono tacere in quanto temono che questo possa
compromettere l’accettazione sociale della famiglia;
3. I bambini: in assenza di azioni sessuali violente (e
dolorose), tendono talvolta a percepire l’esperienza pedofila come
piacevole (in termini di sensazioni fisiche e psicologiche) e non
chiedono aiuto, nel senso che non capiscono di essere sfruttati,
manipolati e violentati, nel corpo e nella psiche. In altri casi la
situazione di abuso viene vissuta dal minore come estremamente
vergognosa e foriera, se scoperta, di gravi sanzioni da parte dei
familiari e del gruppo di riferimento. I pedofili conoscono bene
questo sentimento di vergogna sociale del bambino e, con il loro
comportamento, fanno di tutto per rinforzare questo sentimento con
specifiche strategie.
Per combattere il fenomeno della pornografia, la Polizia di
Stato opera attraverso un comparto sanitario, formato da medici e
psicologi (Centro di Neurologia e Psicologia Medica) che si occupa di
prevenzione e repressione del crimine. Con lo sviluppo di Internet,
questi ricercatori si sono occupati anche di pedofilia on line,
studiando in particolare il modus operandi del pedofilo.
Attraverso il progetto OLDPEPSY si è potuto così tracciare, dei
soggetti che hanno subito una denuncia, un profilo criminologico
digitale, che registra i comportamenti in Internet ed un profilo
criminologico più generale, che riporta le caratteristiche ricorrenti
dei soggetti indagati.
A questo si è affiancato un programma di indagine clinica, per
comprendere a fondo il fenomeno dal punto di vista scientifico. E’
stato anche possibile tracciare un profilo comportamentale dei minori,
cioè il tipo di comportamento tenuto dai ragazzi che interagiscono su
internet con i pedofili.
Il digital profiling del pedofilo viene effettuato nello studio
dei comportamenti avuti con altri pedofili, nelle operazioni di
scambio di materiale e di esperienze, nelle interazioni con un agente
della Polizia Postale sotto copertura che si finge, a seconda delle
circostanze, un bambino o un altro pedofilo. E’ stato così possibile
stabilire gli orari di collegamento, le chat, l’hardware ed il
software più utilizzati, il luogo dal quale il pedofilo si connette in
rete.
L’attività di ricerca ha evidenziato una casistica variegata di
approccio con il minore (o con la sua raffigurazione fotografica) che
varia dalle semplici fantasie intrapsichiche (non agìte) a forme di
contatto fisico, saltuario o stabile, fino ai contatti violenti.
I dati della ricerca pubblicata dalla Polizia Postale nel 2003
(Strano, 2003), indicano che il pedofilo on-line è nella maggior parte
di sesso maschile (maschi 96%, femmine 4%) e più giovane rispetto
all’età che ci si potrebbe immaginare. Queste le varie fasce di età e
le relative percentuali: 10-20 anni: 3%; 21-30: 44%; 31-40: 27%;
41-50: 11%; 51-60: 14%, oltre i 60 anni: 1%).
Naturalmente ci si riferisce ad un campione di pedofili che
agiscono in Internet e dunque l’età giovane potrebbe essere correlata
a questo fattore.
Quanto a titolo di studio, non vi sono soggetti con la sola
licenza elementare, il 7% ha la licenza media, il 65% la scuola media
superiore, il 5% è laureato. Non si è potuto rilevare questo dato nel
23% dei casi. I pedofili sono soprattutto dei celibi (67%), non dei
singles in generale, visto che tra i separati e divorziati si
registrano solo l’1%, come tra i vedovi. Al secondo posto vi sono
soggetti coniugati o conviventi (23%).
I pedofili esaminati avevano precedenti penali specifici,
ovvero erano stati accusati già in passato di pedofilia, solamente nel
2% dei casi; 90 su 100 non avevano precedenti penali, il 5% di loro
aveva precedenti generici, ma non aggressivi (rissa, lesioni,
omicidio), categoria che riguarda solo l’1% dei pedofili in rete. Il
pedofilo on line è dunque una persona bene integrata socialmente e
estranea agli ambienti criminali.
Solo uno, ogni dieci pedofili che agiscono in rete, passa poi
dalla fruizione della pornografia ad azioni più gravi. (Ma è
sicuramente già troppo).
Sappiamo anche le fasce orarie di connessione più utilizzate:
13-20: 34%, 20-24 32%, 8-13: 9%, 01-08: 23%, non rilevabile: 1%.
Il luogo di connessione più utilizzato dal pedofilo è la
propria abitazione (93% dei casi). Dal luogo di lavoro si connettono
solo il 6% dei pedofili; usa un Internet Cafè solo un pedofilo ogni
cento.
Quanto ai bambini, quelli che sono considerati maggiormente a
rischio sono quelli particolarmente curiosi, che hanno un buon
rapporto con il proprio corpo (capaci dunque di inviare facilmente una
foto) e che amano entrare in contatto con figure adulte.
Se un bambino infatti è piuttosto introverso, poco disponibile
a parlare di sé, a condividere le proprie scoperte ed esperienze, in
questo caso corre sicuramente meno rischi di entrare in contatto con
un pedofilo on line.
Il pedofilo conosce i gusti ed i desideri dei bambini ed è
molto scaltro nel chiedere ai ragazzi informazioni sui loro hobbies, i
gusti, gli interessi proponendogli anche oggetti o situazioni per lui
particolarmente interessanti. Non si tratta dunque, come si vede, di
non accettare le caramelle dagli sconosciuti: la cosa è molto più
complessa.
In un’indagine (Strano ed altri, 2000) è risultato che su 500
studenti, utenti di Internet e con un’età compresa tra gli 8 ed i 13
anni, il 34% si è imbattuto sui siti pornografici ed il 18% ha almeno
una volta incontrato un adulto on line, che ha proposto conversazioni
su tematiche sessuali. Internet dunque, non basta mai ripeterlo, può
essere uno strumento pericoloso per i bambini e la pericolosità
maggiore sta nel fatto che il bambino non dovrebbe mai essere lasciato
solo e libero di navigare su Internet.
Per questo è nato il nucleo informatico della polizia Postale e
delle Comunicazioni, NOPI, che lotta contro il crimine informatico. Da
segnalare anche l’UACI (Unità di Analisi del Crimine Informatico) i
cui componenti hanno conoscenze specifiche in ambito tecnologico,
psicologico e giuridico.
Riferimenti bibliografici utilizzati:
Strano M1., Uno studio clinico e criminologico dei pedofili
on-line, Relazione al Congressointernazionale della SOPSI (Società
Italiana di Psicopatologia), Roma, Hotel Hilton, 26febbraio 2003.
Medri, Tampelli Cyberpedofilia. Analisi delle condotte e delle
strategie di contrasto al pedofilo telematico. Rivista di Sessuologia,
vol. 29, n. 4, ott-dic 2005
Ed anche:
www.diritto.it/articoli/dir_tecnologie/delle_donne.html
www.criminologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/relazionemonja_anna.pdf
www.criminologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/alicenellaretedellemeraviglie.pdf
www.crimonologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/unostudioclinicocriminologicosuipedofilionline_strano.pdf
www.interlex.it/regole/assurde.htm
www.psychomedia.it/pm/pit/cybri//pedofnet.htm
www.psychomedia.it/pm/pit/cybri//risminori.htmwww.studiocelentano.it/lenuovevocideldiritto/testi/manna.htm
Ed ora seguono una serie di links utili :
Movimenti internazionali contro la pedofilia:
Movement against Paedophilia on the Internet (MAPI),
Internet watch Foundation
Casa Alianza
Associazione europea degli internet providers
Siti 'storici' che combattono la pedopornografia on line e la
pedofilia:
www.childlures.com un programma che informa I bambini, I
genitori e gli educatori e propone un patto di sicurezza da fare col
bambino, che egli deve leggere e sottoscrivere.
www.cyberangels.org si occupa prevalentemente di prevenzione
www.enough.org un sito che si occupa di proteggere il bambino
dai pedofili on line
www.pedowatch.org uno dei primi siti che collabora con le forze
dell’ordine e combatte la pedofilia in rete
www.prevent-abuse-now.com informazioni riguardo all’accesso in
Internet dei bambini
www.troopers.state.ny.us e’ il sito dello stato di New York
che si occupa dei crimini su Internet
Dal Sito della Polizia di Stato:
uffici minori presso le Questure
polizia postale e delle comunicazioni
consigli per i genitori che vogliono difendere i loro bambini
(Polizia di Stato)
114 Emergenza Inafanzia
I dati degli abusi sessuali sui minori
La normativa
Pedofilia e pedo-pornografia on line
In Italiano:
http://www.aquiloneblu.org/
Save The Children
Ecpat
www.associazioneprometeo.org/
Psicolinea
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