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Home Page > ATTUALITA'  > Combattere la pedofilia in rete


COMBATTERE LA PEDOFILIA IN
RETE
 


di Giuliana Proietti


Il problema della pedofilia vede coinvolti diversi soggetti interagenti, con i loro comportamenti e le loro finalità:
Essi sono anzitutto:

1. Il pedofilo. Il pedofilo desidera desidera raggiungere la soddisfazione sessuale e ritrovare la fiducia nelle proprie capacità sessuali attraverso il rapporto con i bambini. Non si sente ‘malato’, tanto che difficilmente si rivolge ad uno psicologo per essere curato. E’ invece perfettamente consapevole di effettuare azioni illegali e pertanto si muove con circospezione per mantenere segreti i suoi comportamenti;

2. I familiari del pedofilo. Spesso questi soggetti (generalmente la moglie) sono a conoscenza del problema del loro congiunto, ma preferiscono tacere in quanto temono che questo possa compromettere l’accettazione sociale della famiglia;

3. I bambini: in assenza di azioni sessuali violente (e dolorose), tendono talvolta a percepire l’esperienza pedofila come piacevole (in termini di sensazioni fisiche e psicologiche) e non chiedono aiuto, nel senso che non capiscono di essere sfruttati, manipolati e violentati, nel corpo e nella psiche. In altri casi la situazione di abuso viene vissuta dal minore come estremamente vergognosa e foriera, se scoperta, di gravi sanzioni da parte dei familiari e del gruppo di riferimento. I pedofili conoscono bene questo sentimento di vergogna sociale del bambino e, con il loro comportamento, fanno di tutto per rinforzare questo sentimento con specifiche strategie.

Per combattere il fenomeno della pornografia, la Polizia di Stato opera attraverso un comparto sanitario, formato da medici e psicologi  (Centro di Neurologia e Psicologia Medica) che si occupa di prevenzione e repressione del crimine. Con lo sviluppo di Internet, questi ricercatori si sono occupati anche di pedofilia on line, studiando in particolare il modus operandi del pedofilo.
Attraverso il progetto OLDPEPSY si è potuto così tracciare, dei soggetti che hanno subito una denuncia, un profilo criminologico digitale, che registra i comportamenti in Internet ed un profilo criminologico più generale, che riporta le caratteristiche ricorrenti dei soggetti indagati.
A questo si è affiancato un programma di indagine clinica, per comprendere a fondo il fenomeno dal punto di vista scientifico. E’ stato anche possibile tracciare un profilo comportamentale dei minori, cioè il tipo di comportamento tenuto dai ragazzi che interagiscono su internet con i pedofili.

Il digital profiling del pedofilo viene effettuato nello studio dei comportamenti avuti con altri pedofili, nelle operazioni di scambio di materiale e di esperienze, nelle interazioni con un agente della Polizia Postale sotto copertura che si finge, a seconda delle circostanze, un bambino o un altro pedofilo. E’ stato così possibile stabilire gli orari di collegamento, le chat, l’hardware ed il software più utilizzati, il luogo dal quale il pedofilo si connette in rete.

L’attività di ricerca ha evidenziato una casistica variegata di approccio con il minore (o con la sua raffigurazione fotografica) che varia dalle semplici fantasie intrapsichiche (non agìte) a forme di contatto fisico, saltuario o stabile, fino ai contatti violenti.

I dati della ricerca pubblicata dalla Polizia Postale nel 2003 (Strano, 2003), indicano che il pedofilo on-line è nella maggior parte di sesso maschile (maschi 96%, femmine 4%) e più giovane rispetto all’età che ci si potrebbe immaginare. Queste le varie fasce di età e le relative percentuali: 10-20 anni: 3%; 21-30: 44%; 31-40: 27%; 41-50: 11%; 51-60: 14%, oltre i 60 anni: 1%).
Naturalmente ci si riferisce ad un campione di pedofili che agiscono in Internet e dunque l’età giovane potrebbe essere correlata a questo fattore.

Quanto a titolo di studio, non vi sono soggetti con la sola licenza elementare, il 7% ha la licenza media, il 65% la scuola media superiore, il 5% è laureato. Non si è potuto rilevare questo dato nel 23% dei casi. I pedofili sono soprattutto dei celibi (67%), non dei singles in generale, visto che tra i separati e divorziati si registrano solo l’1%, come tra i vedovi. Al secondo posto vi sono soggetti coniugati o conviventi (23%).

I pedofili esaminati avevano precedenti penali specifici, ovvero erano stati accusati già in passato di pedofilia, solamente nel 2% dei casi; 90 su 100 non avevano precedenti penali, il 5% di loro aveva precedenti generici, ma non aggressivi (rissa, lesioni, omicidio), categoria che riguarda solo l’1% dei pedofili in rete. Il pedofilo on line è dunque una persona bene integrata socialmente e estranea agli ambienti criminali.

Solo uno, ogni dieci pedofili che agiscono in rete, passa poi dalla fruizione della pornografia ad azioni più gravi. (Ma è sicuramente già troppo).

Sappiamo anche le fasce orarie di connessione più utilizzate: 13-20: 34%, 20-24 32%, 8-13: 9%, 01-08: 23%, non rilevabile: 1%.
Il luogo di connessione più utilizzato dal pedofilo è la propria abitazione (93% dei casi). Dal luogo di lavoro si connettono solo il 6% dei pedofili; usa un Internet Cafè solo un pedofilo ogni cento.

Quanto ai bambini, quelli che sono considerati maggiormente a rischio sono quelli particolarmente curiosi, che hanno un buon rapporto con il proprio corpo (capaci dunque di inviare facilmente una foto) e che amano entrare in contatto con figure adulte.
Se un bambino infatti è piuttosto introverso, poco disponibile a parlare di sé, a condividere le proprie scoperte ed esperienze, in questo caso corre sicuramente meno rischi di entrare in contatto con un pedofilo on line.

Il pedofilo conosce i gusti ed i desideri dei bambini ed è molto scaltro nel chiedere ai ragazzi informazioni sui loro hobbies, i gusti, gli interessi proponendogli anche oggetti o situazioni per lui particolarmente interessanti. Non si tratta dunque, come si vede, di non accettare le caramelle dagli sconosciuti: la cosa è molto più complessa.

In un’indagine (Strano ed altri, 2000) è risultato che su 500 studenti, utenti di Internet e con un’età compresa tra gli 8 ed i 13 anni, il 34% si è imbattuto sui siti pornografici ed il 18% ha almeno una volta incontrato un adulto on line, che ha proposto conversazioni su tematiche sessuali. Internet dunque, non basta mai ripeterlo, può essere uno strumento pericoloso per i bambini e la pericolosità maggiore sta nel fatto che il bambino non dovrebbe mai essere lasciato solo e libero di navigare su Internet.

Per questo è nato il nucleo informatico della polizia Postale e delle Comunicazioni, NOPI, che lotta contro il crimine informatico. Da segnalare anche l’UACI (Unità di Analisi del Crimine Informatico) i cui componenti hanno conoscenze specifiche in ambito tecnologico, psicologico e giuridico.

Riferimenti bibliografici utilizzati:

Strano M1., Uno studio clinico e criminologico dei pedofili on-line, Relazione al Congressointernazionale della SOPSI (Società Italiana di Psicopatologia), Roma, Hotel Hilton, 26febbraio 2003. 

Medri, Tampelli Cyberpedofilia. Analisi delle condotte e delle strategie di contrasto al pedofilo telematico. Rivista di Sessuologia, vol. 29, n. 4, ott-dic 2005

Ed anche:

www.diritto.it/articoli/dir_tecnologie/delle_donne.html
www.criminologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/relazionemonja_anna.pdf
www.criminologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/alicenellaretedellemeraviglie.pdf
www.crimonologia.org/articoli_pdf/pedofilia_pdf/unostudioclinicocriminologicosuipedofilionline_strano.pdf
www.interlex.it/regole/assurde.htm
www.psychomedia.it/pm/pit/cybri//pedofnet.htm
www.psychomedia.it/pm/pit/cybri//risminori.htmwww.studiocelentano.it/lenuovevocideldiritto/testi/manna.htm
 

Ed ora seguono una serie di links utili :

Movimenti internazionali contro la pedofilia:

Movement against Paedophilia on the Internet (MAPI),
Internet watch Foundation
Casa Alianza
Associazione europea degli internet providers

Siti 'storici' che combattono la pedopornografia on line e la pedofilia: 

www.childlures.com un programma che informa I bambini, I genitori e gli educatori e propone un patto di sicurezza da fare col bambino, che egli deve leggere e sottoscrivere.
www.cyberangels.org si occupa prevalentemente di prevenzione
www.enough.org un sito che si occupa di proteggere il bambino dai pedofili on line
www.pedowatch.org uno dei primi siti che collabora con le forze dell’ordine e combatte la pedofilia in rete
www.prevent-abuse-now.com informazioni riguardo all’accesso in Internet dei bambini
www.troopers.state.ny.us  e’ il sito dello stato di New York che si occupa dei crimini su Internet

Dal Sito della Polizia di Stato:

uffici minori presso le Questure
polizia postale e delle comunicazioni
consigli per i genitori che vogliono difendere i loro bambini (Polizia di Stato)
114 Emergenza Inafanzia
I dati degli abusi sessuali sui minori
La normativa
Pedofilia e pedo-pornografia on line


In Italiano:

http://www.aquiloneblu.org/
Save The Children
Ecpat
www.associazioneprometeo.org/

Psicolinea
ott. 06

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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