PORNOGRAFIA
La pornografia è la trattazione o raffigurazione di situazioni
erotiche dove la sessualità non rinvia ad altri sensi o significati
che non siano la pura e semplice ripetizione di sé stessa. Nella
pornografia la sessualità emerge come unico tema, rendendo a sé
funzionali, o addirittura annullando, soggettività e mondo
circostante. (Fonte: Galimberti, Dizionario di Psicologia)
Il termine ‘cybersex’ riguarda invece tutte le attività di carattere
sessuale svolte in Rete e dunque non è esattamente sovrapponibile al
vecchio consumo di pornografia. Una volta infatti per accedere al
materiale porno occorreva uscire di casa, frequentare locali equivoci,
oppure entrare furtivamente in qualche edicola specializzata. Oggi è
possibile accedere a questo materiale da casa propria nella più totale
anonimato.
STATISTICHE
Per inquadrare il fenomeno, faremo riferimento ad alcune statistiche
elaborate dall’INTERNET FILTER REVIEW, organismo che ha prodotto delle
statistiche basandosi su dati raccolti da fonti giornalistiche,
agenzie di stampa, stampa specializzata ecc, nel periodo 2003-2007. Da
questi dati sappiamo che ogni secondo vengono spesi $3,075.64 per la
pornografia online; 28.258 utilizzatori di Internet consultano siti
pornografici; 372 utilizzatori di Internet digitano parole-chiave
relative al sesso sui motori di ricerca; ogni 39 minuti viene creato
un nuovo video porno negli USA. L’industria del porno incassa più di
Microsoft, Google, Amazon, eBay, Yahoo!, Apple, Netflix ed EarthLink
messi insieme.
Questi dati ci forniscono una prima idea dell’immenso business che la
pornografia costituisce, non solo su Internet. Altri dati
interessanti:Uomini che ammettono di consultare materiale pornografico
in rete: 20%Adulti americani che regolarmente visitano siti
pornografici in rete : 40 milioniAdulti che ammettono di avere una
Internet sexual addiction: 10%Genere sessuale: 28% donne, 72%
uominiPersone che riescono a tenere segreta la loro attività di
consultazione siti porno 70%Donne che ammettono di visitare siti porno
sul luogo di lavoro: 13%
La pornografia, solo su Internet, ha prodotto nel 2005 un guadagno di
2,5 miliardi di dollari, salito nel 2006 a 2,84 miliardi di dollari
Le pagine più cercate in rete sono quelle con le parole chiave (in
inglese): sex, sexy, xxx, porn,nude, playboy, sex chat ecc.Attualmente
si stima che vi siano più di quattro milioni di siti Internet e 420
milioni di pagine porno.
CYBER SEX E CYBER PORN
Le addiction sessuali sono due e presentano alcune caratteristiche
antitetiche: “interattività” nel Cybersex, “passività” nel Cyber-Porn.
Nel Cybersex, il computer è un mezzo attraverso il quale la persona
interagisce con un’altra e quindi, come sottolineato da Lavenia (*),
si crea un sistema “uomo-macchina-uomo”; nella Cyber-Porn Addiction
invece, è del tutto assenta l’interattività, perché la persona è sola
con lo schermo e con le immagini impresse su di esso, creando un
sistema “uomo-macchina”.
(*) Lavenia G., Marcucci M. (2005), “Quando Internet crea dipendenza:
Net Addictions”, in: Piave N. A., Iadecola G. “Profili pedagogici e
psicopatologici della gruppalità in Rete”, MANNI Ed, Lecce.
CYBERSEX : PERCHE’?
E’ un tentativo di colmare un vuoto interiore, di staccarsi dalla
propria realtà, di crearsi un mondo virtuale di emozioni, che in un
primo momento si pensa di poter controllare completamente.
L’abitudine ad avere rapporti sessuali con la donna virtuale può
produrre anche un calo della libido maschile. Infatti, l'essere
bombardati continuamente da stimoli sessuali forti svuota l'erotismo
di ogni significato relazionale e lo banalizza. Dice la sociologa
Naomi Wolf che “Quando un uomo si trova sempre davanti a donne 'finte'
pronte a soddisfare qualsiasi desiderio sessuale, col sorriso sulle
labbra, finisce per trovare le sue partner reali noiose e
insignificanti. Infinitamente meno appetibili fisicamente. Molto
meglio allora, gratificarsi con le immagini on line, con le quali tra
l'altro non si corre il rischio di fare brutta figura”. Quest'esplosione
del porno è dunque responsabile di un complessivo calo del desiderio
dell’uomo nei confronti della donna reale. Per citare ancora la Wolf,
“per la prima volta nella storia dell'umanità la forza dell'immagine e
della suggestione ha soppiantato quella delle donne in carne e ossa ed
oggi una donna nuda è soltanto una brutta pornostar". (Naomi Wolf, New
York Times)
CYBERSEX: PER CHI?
Gli uomini, da sempre, sono maggiori consumatori di pornografia
rispetto alle donne. Sembra che questo sia dovuto al fatto che
l’eccitazione sessuale maschile sia più ‘visiva’. Infatti, sebbene
molte ricerche recenti dicano che l’eccitazione visiva riguardi anche
il genere femminile, non vi è dubbio che parole, carezze e coccole
siano per le donne più eccitanti di un film pornografico. Non a caso,
per conquistare una donna si tende a creare atmosfere particolari
(luci di candela, penombre, sottofondi musicali ecc.). Evidentemente
la visione non è altrettanto importante per l’eccitazione del sesso
femminile.
CYBERSEX CON WEB CAM
Gli utenti comprano crediti tramite carta di credito e poi li spendono
all'interno del circuito. Le camgirl iscritte sono 4mila, gli utenti
totali più di 300mila. Ogni minuto di collegamento costa all'utente 3
euro. La cam-girl incassa il 45%. Chi si avvicina alle videochat per
adulti lo fa per diversi motivi: chi per solitudine, chi per passare
il pomeriggio, chi per evasione, chi per vivere un'esperienza nuova,
chi per abbatter i propri tabù, chi per confrontarsi, chi per parlare
semplicemente. Sono persone normalissime, può essere il vicino di
casa. (Dati tratti da: Helen, Diario di una webcamgirl -ed.Mursia.
Occorre dunque rendersi conto che esiste un mondo virtuale dove
giovani “webcamgirl” alcune delle quali studentesse, si mettono in
mostra, si raccontano, si filmano in cambio di facili e consistenti
guadagni. Niente incontri dal vero, non sono necessari: tutto rimane
rigorosamente virtuale.
DISAGIO RELAZIONALE
Il soggetto che consuma sesso on line generalmente teme la relazione
fisica, reale, con il/a partner sessuale o, in senso più generale, ha
difficoltà nei rapporti affettivi. Crea dunque curiosità e allarme la
notizia fornita da David Levy che in questo mese di Novembre 2007, ha
pubblicato un libro, "Love + Sex with Robots" che annuncia che entro
il 2050 si assisterà ad unioni matrimoniali tra umani e robot. David
Levy è un ricercatore d'intelligenza artificiale presso l'Università
di Maastricht in Olanda ed ha recentemente dichiarato in un’intervista
a livescience.com: "All'inizio potrà sembrare bizzarro. Anni fa anche
i matrimoni tra persone di razze differenti e dello stesso sesso erano
vietati o venivano visti come un tabù, ma in pochi anni anche queste
forme di unioni verranno accettate dalla società". Il dato è
confermato da Henrik Christensen, docente di robotica all'Università
di Stoccolma e fondatore di European Robotics Research Network, il
quale afferma che: “Esistono già adesso una vasta serie di androidi
maschili e femminili identici agli esseri umani. Possono muoversi,
parlare ed eccitarsi. Sono stati creati per dare piacere. Entro cinque
anni al massimo la gente comincerà a far sesso con i robot". Mentre
noi ci stiamo ancora a chiedere se possono considerarsi lecite le
unioni gay, questo è il futuro che si prepara per noi, che scavalcherà
la pornografia e diventerà completamente ‘autogestito’, nel senso che
non vi sarà più bisogno di un partner umano, né reale, né virtuale.
PORNOGRAFIA E MINORI
Concludo questa relazione con un cenno alla pornografia minorile, che
è il problema più grande nel campo più generale della vendita del
corpo a scopo di prostituzione. I bambini infatti cominciano col
guardare la pornografia adulta su Internet per poi scoprire i siti
dove si trovano immagini di ragazzi della loro età. Alcuni di questi
giovani consumatori di pornografia online hanno subito abusi sessuali
e cercano dunque online immagini che servono a ‘normalizzare’ la loro
esperienza.
Proprio nell’età in cui la sessualità sta emergendo, gli adolescenti
ed i pre-adolescenti possono infatti cominciare ad avere delle
fantasie sessuali ispirate al porno o ad attuare comportamenti
sessuali basati sulle immagini viste on line (es. Sesso di gruppo). Le
statistiche dell’Internet Filter Review ci dicono infatti che il primo
contatto dei ragazzi con la pornografia on line avviene a 11 anni. Il
90% dei ragazzi fra gli 8 ed i 16 anni dichiara di aver visto
materiale pornografico online, spesso attraverso link creati con i
personaggi dei cartoni come Pokemon o Action Man.
PREVENZIONE
Allo stato attuale, sembra impossibile, tecnicamente, impedire ai
ragazzi di vedere la pornografia on line. In Australia ad esempio si
sono spesi oltre 100 milioni di dollari per costruire dei filtri
capaci di difendere le famiglie dalla pornografia in rete. Si è visto
così che i ragazzi più esperti nella tecnologia hanno disattivato
immediatamente questi filtri con un piccolo software che si è diffuso
più velocemente di un virus informatico. E allora, dal momento che,
tecnicamente, sembra impossibile evitare che i ragazzi vengano a
contatto con materiale pornografico per via telematica, premesso che
nessun intervento può essere più efficace dei consigli di un genitore
bene informato sulle attività che svolge in rete un minore, molto può
fare anche la scuola, introducendo l’argomento ‘sessualità su
Internet’ in specifiche lezioni di educazione sessuale.
Si potrebbe così spiegare che la sessualità adulta è una cosa diversa
da quella rappresentata dalla pornografia
ULTIME NOTIZIE: IL PORNO ON LINE È IN CRISI ?
Ad Ottobre del 2005 i siti porno rappresentavano il 16,9% del traffico
sul Web americano, oggi essi riguardano solamente l’11,9% della Rete,
con un calo del 33%. (Fonte: La Repubblica Nov. 07). Cosa può averlo
sostituito? La risposta si trova nel grande successo di Facebook nel
pubblico giovanile.
Il sito è nato come una comunità ristretta, riservata agli studenti di
università e licei di tutto il mondo. L'amministratore delegato di
Facebook è Mark Zuckerberg, 25 anni, che ha fondato il sito nel 2004,
quando era studente ad Harvard. Dal luglio 2007 Facebook è cresciuto,
al punto di diventare uno tra i dieci siti più visitati al mondo. Lo
frequentano giovani che hanno un’età compresa fra i 18 ed i 24 anni.
Chi frequenta questo sito, in questa fascia di età, visita, nella top
list indicata in alcune ricerche, al secondo posto i motori di
ricerca, poi i servizi di web mail e, solo al quarto posto i siti
porno. Concludendo, più che pensare che la pornografia abbia esaurito
la sua forza attrattiva sul pubblico, specialmente maschile, si può
pensare che abbia cambiato forma di espressione, ad esempio
trasferendosi sui cellulari (molti ragazzi oggi consumano e
addirittura producono film porno, che poi condividono appunto su siti
come Facebook).
Walter La Gatta
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