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ARCHIVIO DENTRO E FUORI DI TE
PAGINA UNO (2001-2007)
 


BALBUZIE
Sono venuto a conoscenza per caso del vostro sito e vorreI gentilmente un consiglio su questo caso. Sono un ragazzo di 39 anni, laureato in giurisprudenza e con un buon lavoro che mi da delle soddisfazioni. Ho avuto però un'infanzia, non uso il termine difficile perchè è troppo forte, un pò particolare. Sono stato adottato dai nonni materni in tenera età. Fin dalla tenera età ho avuto dei problemi di balbuzie non grave ma leggera e ho sempre avvertito una situazione di disagio ogni qualvolta dovevo parlare in pubblico. Questo problema si è attenuato con gli anni, grazie anche allo studio universitario che mi ha messo alla dura prova. Quello che oggi avverto e che questo problema si presenta ogni qualvolta incontro delle persone nuove, ho quando sono un pò nervoso o quando sono molto stanco fisicamente.Mi rendo conto però che influisce molto la timidezza. Tutto questo però non mi ha impedito di arrivare dove volevo e di avere una vita sociale affettiva e sessuale molto soddisfacente. Vorrei saperne qualcosa di più e documentarmi di più. Vi sarò grato per una vostra gentile risposta.
Luigi  

Carissimo Luigi,
Direi che tutto sommato lei non dovrebbe avere difficoltà a convivere con questo leggero disturbo. Del resto, se lei ci fa caso, la maggior parte delle persone, quando sono a disagio, cominciano a comportarsi in modo 'strano': c'è chi arrossisce, chi trema, chi con la mano si nasconde il volto, chi comincia a parlare e non la finisce più, chi comincia a strizzare l'occhio, chi comincia a balbettare... Voglio dire che se il suo problema non è poi così grave, come del resto lei mi dice, la cosa migliore è non dargli troppa importanza, considerarlo come una parte di sé stessi, da guardare e da considerare con tenerezza, così come se appartenesse a qualcuno cui vogliamo veramente bene.Rimproverarsi per non produrre performances ogni volta ottimali non fa che accrescere il sintomo e dunque è da evitare; buoni risultati li potrebbe trovare invece nell'apprendimento di una tecnica di rilassamento, tipo il training autogeno. 
La saluto e le ricordo di venirci a trovare presto, per leggere degli articoli che la interesseranno molto...
Dott.ssa Proietti

MISURARE IL PENE
Salve dottoressa; è vero che la lunghezza del pene si misura dall' osso pubico?
grazie

Caro amico, si, è così come lei mi dice. Come donna ed anche come consulente sessuale però, mi permetterei di farle osservare che è molto più importante, nel rapporto con una donna, l'abilità erotica, la sensibilità, la capacità di comunicare, che non la lunghezza del pene...Si risparmi dunque le inutili ansie della misurazione! Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti

UNO STUPRO
La storia è cominciata tre anni fa, avevo allora 20 anni quasi e nessuna esperienza sessuale. All'inizio non sapevo nemmeno chiamare quella cosa orrenda col suo vero nome...era stupro, è andato avanti per oltre due anni,lui mi aveva lasciata vergine, per lo meno anatomicamente non avevo subito danni. Dopo tre mesi dall'ultima violenza ho tentato il suicidio. Quello che ora mi resta è la grande ossessione del sesso. Odio la mia verginità, per cui, assurdamente ho rischiato di morire. Talora il fatto di essere vergine mi fa sentire un' idiota, vuoi per la pressione dei media, vuoi per gli stereotipi sociali. Poi ripenso a quelle sere, a quelle sere in cui lui m'ha afferrata per i capelli e spinta sul suo ventre...se non l'avessi fatto lui mi avrebbe derubata della mia verginità, preferivo quella umiliazione al fatto di averlo dentro di me...non so se questo è stato normale...non so perchè ho difeso così tanto il mio "onore", perchè? Vorrei andare a letto col primo uomo che capita e togliermi questo assillo. Vorrei capire il perchè di questo desiderio, il perchè dell'ossessione della mia ormai odiata verginità, vorrei capire la rabbia che provo quando qualcuno ridacchia di una verginità così tardiva... La prego di rispondermi. Auguri, arrivederci.
Shugar 

Carissima Shugar,La sua storia è davvero triste : purtroppo sono ancora molti, troppi, gli uomini che non sanno controllare i propri istinti sessuali e che si approfittano meschinamente, come del resto lei descrive, di persone più deboli. Credo tuttavia, cara Shugar, che la sua strenua difesa della verginità sia stata la difesa della sua identità, della sua persona nel suo complesso, più che di quei pochi centimetri quadrati di imene, la membrana posta all'entrata della vagina, che generalmente si lacera con il primo rapporto sessuale con penetrazione e che non rappresenta assolutamente alcun 'patrimonio' da difendere. Lei non racconta chi è questo 'lui', ma sicuramente sarà stata una persona che lei rifiutava, non desiderava, di cui non era innamorata, ed è per questo che ha deciso di 'sacrificarsi', piuttosto che lasciargli imprimere sul suo corpo (e nella sua mente) un ricordo indelebile. La sua verginità a questo punto non rappresenta più solamente un imene inviolato, ma, soprattutto, una persona inviolata, una persona che ha voluto eroicamente difendere sé stessa. Ora però, cara Shugar, tutto è passato ed è arrivato il momento di ricominciare a vivere. Non le consiglierei tuttavia di andare a letto con il primo uomo che le capita, come lei minaccia di fare (potrebbe non essere fortunata e cadere, come si dice, dalla padella nella brace!). Le consiglierei invece di aspettare l'incontro con un ragazzo che le voglia bene e che si avvicini a lei con tutta la dolcezza e la tenerezza possibili. Se la sua verginità le pesa così tanto però, sappia che qualsiasi ginecologo può risolverle il problema con una semplice ed indolore mini-incisione. Visto quanto le è accaduto infatti, è assolutamente necessario che il suo primo rapporto completo sia un rapporto dolce e ricco di affettuosità, completamente slegato, anche nel ricordo, da questo sogno terribile che le è capitato di fare.
Le faccio tanti, tanti auguri.
Dott.ssa Proietti

FIGLIA PRECOCE?

Sono una mamma con una figlia di dieci anni, il problema è che ho notato mia figlia che inizia a toccarsi li nelle parti intime e cerca anche un contatto ad esempio strofinandosi col cuscino ecc. ecc., ora io non sono una mamma chiusa di idee, ma questo atteggiamento a mio avviso precoce mi mette una rabbia dentro che non so spiegare, a lei di questo suo atteggiamento non ho detto ancora niente, le ho gia parlato del sesso in maniera molto delicata un po di tempo fa, ora io le chiedo perché mi viene questa rabbia questa voglia di bloccarle queste cose che lei fa,e come mi devo comportare con mia figlia la ringrazio tantissimo luisa.

Cara Luisa, lei è sicuramente una persona aperta, intelligente ed informata, per cui si capisce che lei si rende perfettamente conto che in questa situazione il problema non è tanto sua figlia, quanto lei. Sua figlia infatti ha scoperto la sessualità ed è abbastanza normale che si tocchi nelle parti intime, si esplori, cercando di conoscere le reazioni del suo corpo, così come del resto fanno anche i maschi. L'atteggiamento di sua figlia non è precoce, perché la scoperta della sessualità in alcuni soggetti avviene molto prima dei dieci anni e del resto è stato Freud, cento anni fa, ad insegnarci che la sessualità infantile comincia già nei primi mesi di vita e che il bambino è un 'perverso polimorfo'. Il problema, a mio avviso, sono queste sue reazioni di rabbia, che lei scopre di avere, anche al di là della sua volontà e del suo self-control. Perché ? Si tratta di gelosia verso sua figlia? Teme inconsciamente che la maturazione psicosessuale di sua figliala trasformi in una possibile rivale? O, come è più probabile, osservando queste scene, le tornano alla mente dei ricordi, dei pensieri 'scomodi' circa la sua sessualità infantile che lei preferirebbe non rievocare e che invece sua figlia, con il suo atteggiamento, non fa che riportare a galla? Bisognerebbe sapere un po' più di lei per capire meglio la situazione. Se vuole mi riscriva; per quello che riguarda sua figlia, mi limiterei ad informarla che certe cose non si fanno in pubblico, tutto qui.
Cari saluti
Dott.ssa Proietti

EIACULAZIONE PRECOCE

Ho 32 anni e, non avendo mai avuto rapporti sessuali fino a qualche mese fa, ho scoperto di "soffrire di questa malattia".
Leggendo vari articoli, ho tentato di seguire alcuni consigli, come "il pensare ad altro" durante il rapporto, con l'unico risultato, negativo, di provocare l'effetto contrario, e cioè la mancata erezione del pene.
Questa situazione mi provoca depressione, ansia, e calo del desiderio sessuale.
Devo comunque dire che, al contrario, nel caso di un rapporto orale, riesco ad avere una erezione normale ed una discreta resistenza.
Potreste darmi qualche buon consiglio? 
Grazie Danis 

Caro Danis,
Da quello che mi dice possiamo escludere una patologia organica, mentre è più probabile si tratti di un problema psicologico. Tutto quello che le accade è di origine psicologica e si chiama 'ansia da prestazione', come avrà sicuramente letto nei vari articoli nei quali ha cercato di documentarsi. Posto che il problema riguarda un eccessivo stato di ansia, lei dovrebbe cercare di fare esattamente quello che fa quando, nella vita di tutti i giorni, le capita di affrontare degli eventi stressanti, tipo esami, colloqui, situazioni in cui deve dare buona prova di sé. I consigli che sono in questi manuali riguardano quello che clinicamente si è riscontrato produce buoni effetti nella maggior parte delle persone, ma ognuno di noi ha sviluppato un modo tutto suo per cercare di calmarsi, di ritrovare le sue energie. Quello che posso consigliarle è quello di non pensare a nulla di specifico, ma di non prendersela troppo se le accade 'questa malattia': provi a sdrammatizzare, dica alla sua ragazza che sta affrontando un momento un po' difficile e le chieda pazienza. Cerchi di apprendere il Training Autogeno o un altra tecnica di rilassamento ed impari a lasciarsi andare: paradossalmente, quando ci si trova in queste situazioni il consiglio migliore non è quello di 'cercare di mettercela tutta per farcela', ma al contrario fare le cose senza aspettarsi niente, senza darsi i voti, cercando di apprezzare tutte le sensazioni piacevoli, godendole fino in fondo, senza preoccuparsi del poi e senza, ogni volta, dover per forza arrivare al poi...L'amore del resto non può esaurirsi nella mera penetrazione: sarebbe riduttivo, non crede?
Dott.ssa Proietti

PARTNERS CON TEMPI DIVERSI

Buon giorno, ho 29 anni e da qualche mese ho una relazione con una ragazza con cui ho rapporti sessuali regolari (almeno uno/due alla settimana).La mia preoccupazione sta nel fatto che durante il rapporto sessuale arrivo "vicino" all'orgasmo, riesco a trattenermi una/due volte e poi non riesco più e raggiungo l'orgasmo,qualche volta invece sento di star per raggiungere l'orgasmo, mi fermo per trattenermi ma "l'impulso" è talmente forte che nonostante mi sia fermato, eiaculo.La cosa mi stupisce molto ed è anche molto frustrante...Non ho tantissime esperienze sessuali, con la precedente ragazza mi capitava qualche volta di dover "accelerare" per raggiungere l'orgasmo
con lei.Con l'attuale ragazza provo moltissimo desiderio sessuale,magari
abbiamo un paio di rapporti uno di seguito all'altro, dove le cose vanno un po' meglio, però mi accorgo che abbiamo proprio tempi diversi e non riesco a capire se c'è qualche cosa in me che non va oppure no....Il mese di novembre dell'anno scorso ho subito un intervento di varicocele al testicolo sx e di legatura dei testicoli per troppa mobilità (al momento dell'orgasmo avevo fitte dolorose) e da allora fino a giugno di quest'anno non ho più avuto rapporti completi, però anche masturbandomi ho notato che i miei sforzi per trattenermi ed aumentare la durata del rapporto sembravano meno efficaci... può dipendere dall'operazione subita? A volte mi sembra di non saper più valutare la mia "soglia del non ritorno", e questo fatto inizia a crearmi qualche ansia,anche se,le volte che è possibile, con il secondo rapporto riesco a soddisfare la mia ragazza..cosa mi consiglia? grazie in anticipo.  
Un lettore

Gentile Lettore,
Pur essendo una psicologa, sono assolutamente convinta che prima di pensare cosa accade nel suo cervello quando ha un rapporto sessuale è sempre bene assicurarsi, prima di tutto, che non ci siano patologie organiche: per questo motivo le consiglio anzitutto una visita andrologica di controllo, che la tranquillizzi sul fatto che il suo apparato genitale, malgrado l'intervento subito, è ancora perfettamente funzionale. Qualora la patologia organica fosse esclusa credo che la scarsa esperienza e l'emotività legata alla relazione con una partner nuova e molto attraente giustifichi pienamente quanto le accade. Non a caso nel secondo rapporto, quando probabilmente lei ha già scaricato parte della sua tensione, riesce a resistere di più e si sente più contento delle sue prestazioni. Una soluzione potrebbe essere quella di avere rapporti più frequenti, sempre che la sua ragazza sia d'accordo, lo faccia con piacere e non entri nella parte dell'infermiera che deve aiutare il suo paziente. Il suo problema comunque è destinato a risolversi da solo, man mano che si stabilirà tra voi una migliore conoscenza, anche sul piano sessuale ed un'intesa tale che i vostri tempi, attualmente così diversi, comincino a sincronizzarsi. Per concludere vorrei anche dirle che gli orgasmi simultanei fra due persone che si conoscono ancora poco si vedono solo nei film. La saluto e le faccio tanti auguri. Dott.ssa Proietti

UN CASO DI ANORGASMIA

Gentile Dottoressa,
Le scrivo per sottoporle un problema che mi crea qualche ansia. Infatti sono divorziata e da poco ho cominciato ad uscire con un collega di cui sono profondamente innamorata. Si parla già di matrimonio ed ho conosciuto la sua famiglia. Il problema è che sono circa tre mesi che abbiamo rapporti completi in un posto sicuro e tranquillo, che mi consente il massimo relax, ma io non riesco ad arrivare all'orgasmo. Lui è molto dispiaciuto e farebbe di tutto per vedermi soddisfatta. Mi sento in colpa e non so se a questo punto non mi convenga fingere di arrivarci almeno una volta... Cosa mi consiglia? La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà darmi.
Lara

Cara Lara,
Il problema di cui lei mi parla è purtroppo piuttosto comune fra le donne. Il consiglio che mi sento di darle è quello di evitare assolutamente di fingere l'orgasmo, perché questo comportamento al momento può sembrare una soluzione, ma a lungo termine potrebbe rappresentare un limite al vostro rapporto e lasciarla per sempre insoddisfatta. Le consiglierei di avere pazienza, di imparare a rilassarsi in modo più profondo, magari con le tecniche del Training Autogeno, di far comprendere al suo compagno quali sono i preliminari che la eccitano di più ed eventualmente di rivolgersi ad un sessuologo per una consulenza di coppia. Sono tutti consigli utili, ma il più importante di tutti in questo momento è, a mio avviso, quello di predisporsi al rapporto in modo rilassato e positivo, ponendosi come obiettivo non il raggiungimento di un vero orgasmo, ma di un piacere generale, fatto di coccole e di tenerezze... E prima o poi arriverà anche il resto!
Dott.ssa Proietti

IL PENE PICCOLO
Buona sera Dottoressa. Le scrivo perché ho appena avuto un litigio con la mia fidanzata, che mi ha lasciato perché asserisce che il mio pene è troppo piccolo e quando entra nella sua vagina lei nemmeno lo sente e non riesce ad arrivare all'orgasmo. Ho sempre saputo di avere un pene troppo piccolo: 10 cm in stato di erezione! La prego, mi aiuti, mi dica cosa posso fare per migliorare questa parte del mio corpo che mi fa tanto soffrire e per la quale a volte mi ucciderei... C'è un modo per risolvere la cosa chirurgicamente? E' vero che lei non prova piacere a causa delle ridotte dimensioni del mio pene?
Mauro

Caro Mauro,
Se lei pensa che la sua ragazza l'abbia lasciata per le ridotte dimensioni del suo pene si tiri subito su il morale: non può essere questa la ragione. Probabilmente tra la sua ragazza e lei c'erano altro genere di incomprensioni, di cui magari non riuscite a parlare con troppa facilità ed insieme, anche inconsapevolmente, avete deviato i vostri punti di iato su questo argomento. Il suo pene rientra perfettamente nella norma, anche se ai livelli inferiori, il che equivale a dire che tante persone nel mondo hanno un pene come il suo o anche più piccolo. Del resto è una falsa cultura, atavica e maschilista, quella che vedeva la potenza sessuale e la possibilità di offrire piacere ad una donna, attraverso le grosse dimensioni del pene. Come lei saprà infatti, l'organo del piacere femminile è soprattutto il clitoride, che si trova esterno alla vagina e che dunque non è influenzato dalle dimensioni del suo organo In più vorrei dirle che la pratica clinica mi porta spesso ad affrontare problemi di vaginismo, di rapporti dolorosi, paura della penetrazione da parte delle donne e dunque ritengo che avere uno strumento facilmente manipolabile, che può entrare in vagina senza troppe difficoltà potrebbe tutto sommato essere un vantaggio. Unisca a questo l'attenzione per i preliminari e per la stimolazione del clitoride: vedrà che sarà un amante perfetto per la sua prossima ragazza. Mi faccia sapere!
Dott.ssa Giuliana Proietti

LUI E' TROPPO GIOVANE

Cara Dottoressa, 
Le scrivo per sottoporle un problema al quale non riesco a trovare soluzione. Sono innamorata di un ragazzo che ha ben 13 anni meno di me. Lui è sposato ed ha un figlio piccolo. Ci siamo conosciuti sul lavoro (io ho 43 anni) e da una simpatia è nato prima un rapporto di stima, poi una complicità crescente fino a che siamo finiti a letto insieme... Ora ci frequentiamo da un anno, siamo felici, ma c'è un problema: non le sembra che lui sia troppo giovane per me? Devo anche dirle che sono anch'io sposata ed ho un figlio di 15 anni. Mi può aiutare a capire cosa devo fare?
Mistress

Mia cara signora,
Essere innamorati non è certo patologico, anzi è un'emozione eccitante che tutti accogliamo con grande piacere. Vi sono dei casi tuttavia in cui lo stato di innamoramento agisce un po' come l'alcool o come certe droghe, nel senso che fa perdere il senso della realtà ed allenta in modo esagerato i freni inibitori. Infatti, lei mi pone con insistenza la domanda se lui può essere adatto a lei in quanto più giovane, ma non si chiede nemmeno di sfuggita se lui può essere adatto a lei per la situazione familiare che entrambi avete. Uno psicologo non deve essere un moralista, non è il suo mestiere, ma francamente in questo caso quello che mi sento di chiederle è ragionare con minore superficialità sulla questione morale, sui precedenti legami instaurati con altri partner, sui doveri verso i figli. Non credo che la sua storia possa durare nel tempo e diventare un rapporto stabile, sostitutivo degli attuali, per cui, pur rispettando i suoi sentimenti, le consiglierei di agire con maggiore prudenza e consapevolezza. Mi riscriva pure quando vuole.
Dott.ssa Giuliana Proietti

UN UOMO MI PERSEGUITA
Da circa sei mesi sono vittima di un persecutore che mi tormenta con telefonate anonime, in cui sospira, si lamenta, piange e mi dice che sono una p... Non ho idea di chi sia questa persona, ma vorrei sapere se, in casi di questo genere, è meglio tenere un atteggiamento freddo e distaccato, oppure sarebbe meglio cercare di parlare con questa persona, ascoltare quali sono i suoi problemi e magari convincerlo a lasciarmi in pace. Lei Dottoressa cosa ne pensa?
Marisa Bologna

Cara Marisa,
La situazione che lei sta vivendo è davvero spiacevole, perché si ha la sensazione di aver perduto la libertà e si è sopraffatti dalla paura di essere un giorno colpiti in modo più violento, magari non solo verbalmente, da questi persecutori. Anzitutto la inviterei a cercare di capire di chi si tratti: normalmente queste persone non sono degli sconosciuti, che altrimenti non avrebbero nessuna soddisfazione a farla vivere in questo stato di ansia. Probabilmente si tratta di una persona che lei ha respinto, di qualcuno che agisce per vendetta o forse di un semplice ammiratore che non ha il coraggio di dichiararsi in altro modo o le abilità sociali che richiede un comune corteggiamento. Detto questo, cara Marisa, vorrei metterla in guardia da atteggiamenti di aiuto, da crocerossina, che sono, in casi di questo genere, assolutamente controproducenti. Il mio consiglio è anzi quello di mantenere un atteggiamento molto fermo, per non incoraggiare questa persona; eviti di cadere nella trappola di una discussione, un diverbio, una sfida; non dia informazioni su di sé ed anzi cerchi di cambiare le sue abitudini ed i suoi numeri di telefono; infine cerchi di informare la polizia o altre persone di cui si fida di quanto le sta accadendo. Questo genere di comportamenti persecutori infatti possono essere un banale scherzo, ma possono nascondere, in chi le esegue, problematiche psicologiche, o meglio psichiatriche, ben più gravi, per cui la prudenza è d'obbligo.
Le faccio i miei migliori auguri. Mi faccia sapere come è andata a finire...
Dott.ssa Proietti

L'UOMO E' CACCIATORE ?
Sono una ragazza di 21 anni e da due esco con un mio coetaneo, con il quale mi sto per fidanzare ufficialmente. Il mio problema è che sinceramente sono presa da molti dubbi nei suoi confronti, perché pur essendo lui un bravissimo ragazzo e pur essendo io assolutamente sicura dei sentimenti che prova per me, in due anni che siamo insieme mi ha già tradito 6 volte. Lui mi dice che questo è dovuto al fatto che l'uomo è cacciatore... Paola

Cara Paola,
Credo che l'uomo sia 'cacciatore' tanto quanto la donna è 'pescatrice'. Infatti, il concedersi delle distrazioni al di fuori del rapporto di coppia 'istituzionale' riguarda tanto gli uomini, quanto le donne: c'è chi riesce a tenere a freno i propri impulsi ed a sottometterli al controllo della volontà, in vista del mantenimento, anche narcisistico, del proprio rapporto di coppia e chi invece, pur tenendo al partner, non riesce a controllarsi e finisce per mettere ogni volta a rischio la propria unione. Indubbiamente quando si è giovani è giusto fare esperienze, perché il proprio carattere si forgia anche in base alle persone che si conoscono, alle situazioni che si vivono, alla consapevolezza delle reazioni del proprio corpo rispetto a stimoli diversi e così via, ma in questo caso sarebbe bene stabilire delle regole chiare, all'interno della coppia, in modo che il rapporto 'tenga' anche quando è messo a dura prova. Visto che mi chiedi un consiglio, ti direi sicuramente di aspettare ad ufficializzare la tua relazione, che ancora non mi sembra molto stabile, malgrado la tua pazienza e ragionevolezza. Attendere ancora qualche anno significherà maturare insieme e comprendere se vale la pena o no continuare ad investire affetti emozioni e sentimenti su questa persona. Ti faccio tanti augur
Dott.ssa Proietti

MIO FIGLIO MI PREOCCUPA 

Sono una donna di 55 anni ed anche io ne ho avuti venti, per cui mi rendo perfettamente conto di quello che provano i giovani e del loro bisogno di una certa indipendenza. 
Malgrado ciò, non riesco proprio a capire perché mio figlio si vada sempre a cacciare in situazioni difficili, in piena solitudine, alla continua ricerca di avventure, mettendo a rischio la sua vita. Questa estate è andato, da solo, a fare un viaggio in autostop niente meno che a Mosca! Vorrei sapere cosa c'è dietro questi comportamenti 'strani' e che cosa posso fare per aiutarlo a vivere normalmente. La ringrazio anticipatamente.

Cara signora,
Comprendo umanamente le sue preoccupazioni di mamma, ma comprendo anche che, se suo figlio si caccia in situazioni come lei me le descrive, evidentemente deve avere delle forti motivazioni interiori, oppure un grande senso di frustrazione, come spesso accade ai giovani, per una serie di insicurezze personali che li spingono a mettersi continuamente alla prova, cercando sempre nuove sfide. Non tutti infatti sopportano la noia e la monotonia, stimoli che possono, in alcuni soggetti, provocare dei veri e propri stati depressivi ai quali reagiscono cercando situazioni sempre nuove e sconosciute, a volte anche rischiose, ma che hanno il potere di far loro provare grosse emozioni, che li fanno sentire vivi e più contenti di sé stessi. In psicologia queste persone vengono definite 'sensation seekers' e tra loro troviamo persone con comportamenti antisociali, come chi si droga, chi sfida la morte con delle corse notturne in stato di ebbrezza, chi frequenta sette sataniche o ha rapporti sessuali a rischio, ma anche, mi consenta, degli esploratori, dei ricercatori, degli eroi... Se la mamma di Marco Polo avesse proibito al figlio di andare per mare, la storia forse sarebbe stata diversa. Dunque, signora, cerchi di rispettare le esigenze di suo figlio, il suo forte bisogno di esperienze. Cerchi di tenere a freno le sue preoccupazioni e sia fatalista: lo stare in casa a volte non è meno pericoloso che andare in autostop e del resto se lei non vuole perdere l'affetto di suo figlio deve cercare di capirlo e, se può, di condividere le sue passioni. Sarà una mamma molto amata. Auguri signora.
Dott.ssa Proietti

MI VERGOGNO

Cara dottoressa Giuliana,
Sono una ragazza di quindici anni e mezzo e da poco esco con un ragazzo di 17. Tra noi va tutto bene, tranne per il fatto che io mi vergogno tantissimo e non mi piace che lui mi veda nuda, anche se non completamente. Da sempre mi secca mettermi in costume davanti agli amici e non ho mai messo, per questo motivo, nemmeno il bikini, ma solo costumi interi. Questo scatena furibonde litigate e lui ha deciso di lasciarmi se non cambio. Sono davvero disperata perché tengo a lui, ma il problema della vergogna è davvero più forte di me e non riesco a controllarlo. Vorrei sapere da cosa dipende questa vergogna e se mi può dare un consiglio. La ringrazio e le faccio i complimenti per la sua rubrica, che è molto interessante.
Samantha

Carissima Samantha,
Devi sapere che una delle vergogne maggiori delle persone appartenenti alla nostra società è proprio quella di essere visti nudi, perché ci si sente violati, disarmati, esposti al giudizio, non sempre positivo, degli altri. Nel mondo ci sono società in cui è invece normalissimo essere nudi, per cui gli appartenenti a queste culture non conoscono la vergogna del corpo. Questo dovrebbe aiutarti a capire che non è la nudità in quanto tale che comporta pudore e vergogna , ma i vissuti che la accompagnano. Nel tuo caso la vergogna potrebbe essere condizionata dal senso di colpa, per questi tuoi primi contatti con un ragazzo, oppure da un complesso di inferiorità riguardo al tuo corpo perché magari non ti senti ancora 'donna', non sei come vorresti, ti senti meno attraente della tua migliore amica e così via, e questo condiziona fortemente i tuoi comportamenti. Un'altra ipotesi è che potresti essere una persona particolarmente gelosa della sua privacy, della sua intimità e non essere ancora abituata, data la giovane età, a condividerla con un'altra persona. Quanto ti accade, cara Samantha, dimostra che sei una ragazza sensibile, intelligente, riflessiva : non a caso i portatori di handicap psichico grave, che non hanno capacità di comprendere, di elaborare la realtà, non conoscono il senso della vergogna. Il consiglio che posso darti è quello di non cedere alle pressioni del tuo ragazzo: se le sue richieste ti fanno stare così male, significa che non sei ancora pronta per una relazione completa e matura. Contemporaneamente però cerca di allentare il controllo rigido che hai sul tuo corpo, lasciati andare un po', almeno in ambienti 'protetti', quando non ci sono persone di cui temi il giudizio o che ti mettono in imbarazzo. Per la prossima estate comprati un bikini e indossalo sotto un pareo, OK? Scrivimi ancora se ne senti il bisogno. Dott.ssa Proietti Ancona

LA PARANOIA 

Gentile Dottoressa,
Spesso sento parlare di 'paranoia' dai miei figli, che usano questo termine quando devono dire che hanno delle preoccupazioni, delle idee fisse che li tengono in ansia. Ora ho sentito alla televisione che anche Osama Bin Laden potrebbe essere un paranoico: mi può spiegare esattamente cosa significa soffrire di paranoia?
La ringrazio e le faccio i miei complimenti per questo bellissimo nuovo sito. Graziana

Carissima Graziana,
Anzitutto grazie, a nome di tutta la redazione, per le belle parole che ha dedicato al nostro sito, ma veniamo al discorso della 'paranoia'. Paranoia è un termine che viene dal greco e significa 'mente dissennata', 'pensiero di traverso'. La personalità paranoica è caratterizzata da tre aspetti: orgoglio, diffidenza e rigidità. I paranoici si sentono al centro del mondo, tendono a sopravvalutare le loro capacità, sospettano sempre del giudizio e dei sentimenti degli altri e dimostrano, nelle loro relazioni sociali, una certa freddezza affettiva ed ostinazione nel difendere le proprie idee, anche quando appaiono sbagliate. Un paranoico è un individuo intollerante, suscettibile, sempre pronto alla sfida; teme che gli altri possano fargli del male, distruggere la sua reputazione, la famiglia, i beni e per questo reagisce con aggressività e persegue l'obiettivo di punire i 'responsabili' di queste sue preoccupazioni. Troviamo i paranoici fra i migliori clienti degli avvocati: fanno una causa dietro l'altra, litigano con i vicini e con i familiari per questioni di eredità.
Nei casi più gravi, quando cioè parliamo di patologia psichiatrica, un paranoico può arrivare al delirio, che è in genere basato su un'ideologia mistica, sociale o politica, che intende trasmettere con proselitismo accanito, in una lotta che può comportare perfino il mettere a rischio la sua vita. Questa malattia si cura con sedativi, uniti ad una efficace psicoterapia : come vede i suoi figli usano questo termine a sproposito, anche se è di moda fra i giovani. Quanto a Bin Laden... Credo sia esagerato azzardare diagnosi psichiatriche a distanza, non crede? Dott.ssa Proietti Ancona

L'OSSESSIONE DELLA DIETA

Sono una ragazza di 19 anni e da sempre ho problemi con il mio peso. Mi rendo conto di non essere poi così 'grassa', ma non sono magra così come vorrei. E' per questo che già a 14 anni ho cominciato la mia prima dieta fai-da-te ed ho perso in un mese 5 kg. Da allora la mia vita può essere raccontata in momenti-dieta e momenti-non-dieta. Purtroppo mi rendo conto che mi sento, non dico felice, ma almeno serena, solo quando raggiungo il mio peso ideale, mentre negli altri periodi sono molto nervosa. Il mio ragazzo finora sembra aver accettato questa mia ossessione per la dieta, ma da qualche mese comincia a lanciare segnali di insofferenza, mi chiede anzi di ingrassare, perché dice che è molto più importante che io raggiunga la linea che piace a lui, più femminile e tutta curve. La prego, mi dia un consiglio, perché stiamo sempre a litigare e ho paura che se va avanti così finiremo per lasciarci. La cosa che le domando è questa: dovrei rassegnarmi ad ingrassare o dovrei continuare a cercare di essere quella che voglio essere?
Un bacione. Chiara

Carissima Chiara,
Anzitutto un discorso sulle diete. L'aspettativa di tutte le ragazze che, come te, si mettono a dieta, è quella di poter acquisire, con il dimagrimento, un aspetto più piacevole, secondo gli attuali standard di desiderabilità proposti dai media, dove la figura femminile appare esile, agile e longilinea. In realtà da un punto di vista psicologico, questo mettersi a dieta, specialmente senza la guida di uno specialista, è un fattore predisponente... all'aumento di peso ! Infatti, a lungo termine una dieta, anche quando è stata efficace nel far perdere momentaneamente peso, spinge la persona a trasgredire alle regole alimentari che si è auto-imposta e, nella convinzione di essersi ormai 'sacrificati' abbastanza, ci si consentono 'sgarri' che vanno perfino al di là delle normali abitudini alimentari. E' così che il nostro corpo diventa una specie di fisarmonica, che si allarga e si restringe, a seconda dei periodi, per tutta la vita. Una bella schiavitù, non ti pare? Per quello che riguarda la seconda parte della lettera, io credo, cara Chiara, che in amore non sia mai consigliabile sottomettersi alla volontà del partner: è giusto che tu sia quella che vuoi essere e non quella che ti chiede di diventare il tuo ragazzo. Ciò detto è possibile forse trovare un compromesso, perché in amore è giusto anche donare e donarsi... Purché la cosa sia fatta con il cuore e non sia una imposizione.
Insomma, la soluzione giusta per te credo sia quella della 'falsa magra'...Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
 

CICLO MESTRUALE
Ciao. Mi chiamo Patty ed ho 17 anni. Sono molto allarmata perché sono due volte consecutive che le mestruazioni non mi arrivano nel giorno stabilito, ma in ritardo e sono due volte di seguito che io e il mio ragazzo andiamo in paranoia, per cui ti scrivo questa lettera perché vorrei capire bene bene come funziona il ciclo mestruale, in modo da sapermi regolare meglio e soprattutto non farmi prendere questi attacchi di panico quando vedo che il ciclo non arriva. MI puoi aiutare? Aspetto con ansia. Ciao ciao Patty

Carissima Patty, ho scelto la tua lettera fra una decina di altre molto simili, per cui, attraverso questa risposta, spero di accontentare tutte le lettrici giovanissime di psicolinea.it, alle prese con i problemi di contraccezione e ciclo mestruale. Anzitutto una premessa: se volete avere rapporti sessuali, cercate di averli 'protetti', ovvero usate sempre il preservativo! Se conoscete bene il vostro partner e sapete che vi potete fidare per quanto riguarda le MST (malattie sessualmente trasmesse), potete passare anche ad altri sistemi contraccettivi, tipo la pillola. Quello che è assolutamente da evitare è l'utilizzo del coito interrotto, che può funzionare solo fra persone sessualmente molto esperte e che hanno alle spalle anni di conoscenza intima. E ora veniamo alla tua domanda: il ciclo mestruale è il momento finale di alcuni mutamenti fisici collegati alla fertilità e alla riproduzione. E' regolato da speciali sostanze (ormoni) prodotte da alcune ghiandole. Il ciclo dura in media 28 giorni, ma può essere più breve, più lungo o variare mensilmente. La durata del ciclo dipende in larga misura dalla durata della fase preovulatoria, perché dall'ovulazione in poi passano comunque 14 giorni. L'ovulazione dunque avviene circa 14 giorni prima della mestruazione successiva e, se si ha un ciclo regolare, si può calcolare con una certa precisione, anche se, come tutti sanno, non ci si può fidare mai al 100%, perché i cicli sono sempre suscettibili di cambiamento. La fase ovulatoria dura 2 o 3 giorni: è il periodo più fertile della donna (ed anche quello, guarda caso, nel quale la donna ha maggiore desiderio sessuale!) e lo si riconosce perché in quel periodo ci si sente più 'bagnate' e si producono delle perdite bianche piuttosto viscose, simili alla chiara dell'uovo. Spero di essere stata esauriente... Cari saluti.
Dott.ssa Proietti

LUI MI VUOLE TUTTA CICCIA E BRUFOLI

Cara dottoressa, ho 17 anni e sono alta 174 peso 54 kg. Sono sempre stata la più alta della mia classe, sempre la più magra, ma finora non ho avuto alcun problema per questo mio fisico, anzi. A casa non ho problemi: mangio tutto quello che cucina la mamma, non osservo mai alcuna dieta, mangio salsicce e dolci. Però non ingrasso... Ora mi sono messa con un ragazzo che mi dice sempre che gli piaccio molto, ma che vorrebbe vedermi con dieci chili in più, perché a lui non dispiacerebbe vedermi qualche curva, stile Ferilli. Non capisco perché lui si sia messo con me se gli sembro troppo magra, non so cosa ci trovi in questo mio corpo senza curve. Se gli piacciono le donne come la Ferilli o la Marini il mondo ne è pieno... Ma perché ci dovrei diventare io? Non le sembra una forma di violenza nei miei confronti farmi tutta questa pressione psicologica per farmi ingrassare? A casa nessuno mi dice niente, devo sentirmi fare le prediche da lui? Mi dica cosa ne pensa, mi aiuti, la prego. Grazie. Un bacione. Marika

Carissima Marika, Non posso che essere d'accordo con te. Se lui ti ha scelto fra tante, si vede che gli andavi bene così e dunque non è giusto ora pretendere di cambiarti. Tuttavia, tu sei ancora giovane ma, la vita te lo insegnerà, bisogna cercare anche di essere un po' flessibili, di venire un po' incontro a chi ci vuole bene. Dunque, cercate di trovare un compromesso. Del resto sei veramente molto magra e 5-6 kg di più credo non ti starebbero male. In ogni caso, carissima Marika, un po' di forme non sono una scelta definitiva, puoi sempre provare e se proprio non ti sentirai nei tuoi panni, o meglio nella tua taglia, potrai sempre tornare indietro. Ci sono attori che per un film ingrassano 10-15 kg, poi li riperdono, tu intanto prova con 3-4 kg: non ci vuole niente a metterli su, si perdono con facilità... Chissà che questo nuovo look non soddisfi anche te? Un bacione anche a te.
Dott.ssa Proietti

COME AL LUNA PARK

Gentile Dottoressa Proietti, proprio oggi ho scoperto l'esistenza del sito al quale Lei collabora. Ho letto il Suo profilo, ma, confesso, non ho ancora letto il Suo libro. Mi è venuto spontaneo scriverLe. Forse perchè mi affascina la psicologia, ma soprattutto perchè sto attraversando una fase particolare. Si immagini gli specchi deformanti del luna park. Mi rifletto costantemente in questi. Non mi sento padrone della mia vita: sono in balia delle mie paure consolidate di ventiseienne. Sono spettatore della vita; in esilio. Sto male ma non mi sono ancora deciso seriamente a cambiare, sempre per paura. Di me stesso? Scusandomi per la mail un po' sconclusionata, Le auguro buon lavoro. GC

Carissimo GC, Non credo lei veramente si aspetti una risposta da me, in quanto non mi dice nulla circa la natura delle sue 'paure consolidate di ventiseienne', non mi spiega perché si sente spettatore della vita, in esilio ecc. Tutte belle frasi, di forte intensità poetica, con le quali mi sembra lei ami trastullarsi, per evitare di cadere nella trappola di 'guardarsi dentro': a mio parere questo è quello che veramente la spaventa, non il cambiamento vero e proprio, che comunque appartiene ad una fase successiva. Auguri! Salve.
Dott.ssa Proietti

LEI HA SEMPRE VOGLIA

Salve dottoressa ho 36 anni  direi di avere un problema con la mi ragazza e cioè nei nostri rapporti sessuali spesso mi capita di avere un grande desiderio e il tutto comincia bene ma quando comincio la penetrazione mi si ammoscia e non riesco ad avere la eiaculazione. Devo precisare che, visto che abitiamo lontani, ci vediamo poco e quando riusciamo a stare insieme qualche giorno lei lo vuole fare spesso anche 3/4 volte al giorno ma io a volte non ne ho voglia anche xchè arriva a farmi male io non so più cosa fare x risolvere i problemi specialmente il primo che ho detto; io non credo di aver bisogno di medicinali ma di una qualche terapia psicologica o di un qualche metodo di come farlo, insomma di esercizi o roba del genere non so lei mi può aiutare? grazie. distinti saluti Planet.

Carissimo Planet, La prima cosa che mi verrebbe da chiederle è perché, secondo lei, la sua ragazza senta l'esigenza di fare l'amore tre o quattro volte nella stessa giornata. Capisco che siete lontani e probabilmente fra una volta e l'altra passi anche molto tempo, ma ho il sospetto che la sua ragazza non provi una sufficiente soddisfazione sessuale nei rapporti che ha con lei e per questo le chieda spesso di riprovare, nella speranza che 'vada meglio' la volta successiva. Il che, da quello che lei racconta, credo non capiti frequentemente ed anzi, fra una volta e l'altra c'è forse un abbassamento della qualità della sua prestazione. Il mio parere è che la soddisfazione sessuale non dipende tanto dalla quantità delle volte, ma dalla qualità: se i due partners comunicano bene e cercano di venirsi incontro nelle reciproche aspettative, il rapporto può migliorare tantissimo e dare una soddisfazione più duratura. Le cose da fare sono queste: parlare con la sua ragazza e cercare di spiegarvi un po' su quello che vi accade, poi andare insieme da uno specialista che vi possa aiutare.
Dott.ssa Proietti

IL COGNATO BUGIARDO

Il fratello di mio marito ha sempre avuto problemi nel dire la verità ma ultimamente le cose sono peggiorate. Le sue bugie riguardano tutto e tutti (incontri per strada fortuiti con conoscenti che invece non sono mai avvenuti, informazioni errate sul colore della macchina acquistata, bugie riguardanti il luogo dove si trova quando lo si contatta per telefono, bugie sul nome della ditta per la quale lavora nel momento ecc). tutte queste bugie lui sa perfettamente che verranno scoperte a breve perché la versione di uno stesso fatto viene fornita diversa a me e a mio marito che poi chiaramente ci incontriamo e confrontiamo.
Questo ha sempre provocato conseguenze catastrofiche (liti violente, o tentativi di aiuto sempre respinti, fino a portarci all'allontanamento di mio cognato che però provoca molto dolore a mio marito).
Io non riesco ad individuare il problema di mio cognato ( si tratta di patologia? di che genere?) e vorrei aiutarlo ma non so come fare.
La situazione è veramente difficile.
La ringrazio per l'aiuto e le porgo distinti saluti.
Mouse

Carissima Mouse, 
In genere i bugiardi sono delle persone fragili e insicure, che temono di essere controllate o giudicate dagli altri e che dunque, per evitare di subire questi giudizi, per loro devastanti, inventano delle bugie, per sentirsi 'al sicuro', nel senso che, se gli altri avranno da criticarlo, lui sa bene che le cose sono andate in modo diverso da come le ha raccontate e dunque, con questa strategia, non perde il suo equilibrio psichico. Un altro tipo di bugiardo è colui che ha una personalità paranoide: in questo caso non si ha semplicemente la paura di essere giudicati, ma la convinzione di avere intorno dei 'nemici', che vogliano fare solo i loro interessi, magari ai suoi danni. Il paranoico è costretto dunque a difendersi prima che gli altri 'attacchino'. Le idee paranoiche poi, sono di tipo ossessivo, nel senso che non danno tregua e che irrompono nella mente in qualsiasi momento, anche di notte, anche nei sogni. Per difendersi da questi continui sospetti che si hanno sugli altri, la strategia è quella di non lasciare tracce, non dire mai la verità, non dare agli altri il modo di essere controllati, dare delle false piste. Nel caso di suo cognato, non saprei proprio quale possa essere dei due casi, ma in ogni caso, vorrei dirle, se le bugie che dice sono quelle che lei mi riferisce, non mi sembrano poi così gravi: se suo cognato riesce, mentendo, a combattere con efficacia contro le sue angosce, qualunque esse siano, che vi importa se non dice la verità sul colore della macchina nuova o se dice di aver incontrato persone che non vede da secoli? Un po' di tolleranza a volte... Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti

IL TRIANGOLO NO...

Ho conosciuto un uomo meraviglioso, dolcissimo, quando per caso scopro su internet che in alcuni suoi profili come base principale ama il sesso. In uno cerca 'coppia per avere il suo primo rapporto bisex attivo'. Parlandone con lui non nega, dice che mi ama ma il sesso gli piace e non è da mettere in discussione con 'sesso e amore' che ha con me: è solo una cosa corporale e basta; per quanto riguarda il fatto del bisex in lui è nata questa cosa stando tanto solo senza rapporti e usando il suo membro da solo come piacere ed è un desiderio che vuole esplorare con una coppia.Io gli ho detto: 'certo, perchè il sesso a te piace; vuoi esplorare il sesso a tre...Una cosa nuova, giochi nuovi che bene o male hai da donna come base, ma i giochi a tre comportano anche il sesso maschile.Lui giura di no, la donna non le interessa, vuole solo che al limite possa aiutarlo in questa impresa di baciare, leccare, toccare e farsi penetrare dall'uomo. Voi cosa credete ?
Che uomo può essere questo che dice di amarmi? Cosa sono realmente queste persone che fanno sesso a tre? Io scema e non so cosa sono ancora sull'idea del 'sesso e amore' : come è possibile dare il nostro corpo e noi stessi a giochi di sesso ? Sono persone normali?
Grazie per un eventuale vostra risposta M.L

Cara M.L., Certamente l'uomo dolcissimo che ha trovato non è un uomo che le può garantire un solido rapporto di coppia: se già all'inizio della vostra relazione lui si mostra interessato ad avere esperienze omosessuali o di gruppo, ciò significa che è alla ricerca di emozioni forti, che evidentemente servono a compensare uno stato depressivo o una certa insicurezza interiore.I giochi di sesso non sono in sé né pericolosi né immorali, purché siano compiuti fra persone adulte e consenzienti: l'unica cosa che osservo in questa storia che mi ha raccontato è che lei non mi sembra né contenta, né interessata a far parte di questo gioco e dunque l'unica conclusione è che questo uomo è dolce, ma sicuramente non adatto a lei.Continui a seguirci su psicolinea, perché nelle prossime settimane parleremo proprio di amore di gruppo.
Dott.ssa Proietti

IN BALIA DI LEI

Gentile Dott.ssa, Le scrivo per avere un suo parere. Sono un ragazzo di 25 anni. Ho rapporti sessuali abbastanza regolarmente dall'età' di 18 anni. Come tutti, in alcune situazioni di stress ho sofferto di Eiaculazione precoce...ma a parte episodi (magari periodi) in cui SAPEVO BENISSIMO le motivazioni del mio problema (generalmente ne soffro in rapporti STABILI con ragazze , quando il rapporto si deteriora..o io temo si stia deteriorando per vari motivi) non ho mai avuto particolari problemi (anche nei rapporti occasionali) e ho sempre condotto una vita sessuale soddisfacente sia per me che per le donne che sono state e stanno con me! Anzi...devo dire che SPONTANEAMENTE quando sto con una ragazza per un po' di tempo (sono stato con una ragazza per tre anni.ora sto con un'altra da 2) si raggiunge un'ottima intesa al punto che QUASI ogni rapporto si conclude con un orgasmo simultaneo (senza farsi crucci se non succede). Da un po' di tempo ho però notato che quando la mia ragazza sta SOPRA non riesco a controllare la mia reazione! Premetto che amo la mia ragazza e abbiamo un rapporto divertente di complicità e intimità! So che e' una cosa psicologica...e' come se non volessi che sia lei a controllare il rapporto...cerco di alzarmi..di mettermi per lo meno a sedere..perché mi sento a disagio completamente sdraiato e in sua balìa!! Altre volte riesco a rilassarmi completamente e non ho nessun problema. (anzi trovo che mi piace molto di più quando sta' sopra, riesco a sentire le mie sensazioni più intensamente e in maniera rilassata) Vorrei un suo parere su questo problema..non vitale.ma che per me e' un sintomo di qualcos'altro che vorrei capire meglio! La ringrazio anticipatamente
Distinti Saluti GM

Gentilissimo GM,
Il mio parere è che lei, come tanti altri rappresentanti del suo sesso, è vittima di un pregiudizio, diciamo 'sessista',
Dunque, si rilassi... Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti

SONO UN SOGNATORE...

Salve sono Carlo di B.
il mio problema è come mi dicono "che non sono concreto e pragmatico", penso di essere un sognatore, sto male se vedo gli altri stare male e cerco di aiutarli e non riesco mai a dire di no, mi prendo troppi impegni anche lavorativi ma non riesco a mantenerli, spesso fare fare certi lavori magari alla sera mi deprime e allora tendo a rinviare a domani ed a uscire o fare altro, e così quel lavoro poi lo rinvio fino a che è troppo tardi.
In pratica quando lavoro non lavoro bene perchè penso che potrei fare altro, e quando faccio altro non stò bene, perchè penso che invece ho del lavoro arretrato da fare.
Mi sento insoddisfatto, penso di aver capito i problemi e come risolverli, ma dentro di me qualcosa mi impedisce di farlo, potete aiutarmi?
grazie
Carlo

Carissimo Carlo,
Nel suo caso bisognerebbe capire bene perché lei non riesce a portare a termine le sue cose, perché, quando le è possibile, preferisce estraniarsi dalla realtà, perché le piace coccolarsi in questo stato di insoddisfazione. Quali benefici secondari ne ricava? Cosa rischierebbe se si comportasse altrimenti? Ecco, questi sarebbero dei discorsi interessanti da sviluppare in terapia. Le propongo per il momento una soluzione che mira ad aiutarla nella vita di tutti i giorni, ma che lascia del tutto irrisolte le domande all'origine del suo comportamento:
1. Farsi ogni giorno un programma preciso della giornata (che deve essere credibile, realistico e raggiungibile);
2. Fissare una ricompensa gratificante per ogni cosa che riesce a portare a termine secondo il programma;
3. Fissare una 'penitenza' per ogni volta che non riesce a seguire il programma che si è dato. La gratificazione dovrà avere un valore almeno doppio di quello fissato per la punizione.Ci provi e veda come va. Purtroppo fare tutto da solo all'inizio non sarà facile, ma ci metta ugualmente entusiasmo e buona volontà.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona 

RIMANERE INCINTA

Giorno, sono una ragazza di 17 anni!
IO avrei da porvi un paio di domande.
Io il 2 gennaio del 2002, ho avuto un rapporto sessuale con il mio ragazzo, il rapporto completo l'abbiamo avuto con precauzioni. Si è pulito, ed é passato un po' di tempo; in un secondo tempo, lui é entrato di nuovo senza precauzioni.
Le mie domande sono:
- È possibile rimanere incinta, se lui si é pulito??
- È vero che gli spermatozoi muoiono con il contatto con l'aria?
- Dopo quanto tempo si può verificare se si è incinta?
Vi ringrazio..attendo una vostra risposta al più presto.
Carol

Carissima Carol,
Se il tuo ragazzo si è pulito le possibilità di rimanere incinta si sono sicuramente molto ridotte, perché come saprai gli spermatozoi a contatto con l'aria muoiono in pochi minuti. Sarebbe meglio però, se possibile, utilizzare nuovamente il preservativo Ciao.
Dott.ssa Proietti Ancona

SOGNI RICORRENTI

Gent.ma Dott.ssa,
sogno spessissimo ed a volte con enorme angoscia,di volare o di fare dei grandissimi salti ,ma anche di trovarmi di fronte a delle fonti d'acqua(piscina,mare,ecc.;) e di scendere(più spesso) o salire scale o scalini,cosa può significare?ripeto che si tratta di sogni che mi accompagnano fin dall'adolescenza.
Grazie mille,saluti cordiali T.

Carissima T.,
Purtroppo non sono solita interpretare i sogni in questo modo: per poter capire cosa significa realmente un sogno bisogna conoscere molto bene la vita, le esperienze, i pensieri di una certa persona. Se è vero che vi sono dei significati simbolici universali, come possono esserlo quello dell'acqua( simbolo materno per eccellenza), quelli delle scale o del volo (simboli dell'eccitazione sessuale e della sua risoluzione) occorre vedere cosa significano queste cose nella sua vita, soprattutto capire perché si ripetono e perché le creano angoscia. Ma non è un discorso che si può fare per corrispondenza. Salve
.Dott.ssa Proietti Ancona

LEI E' PIU' GRANDE DI ME

Gent.le dott.ssa, Qualche anno addietro ho conosciuto una donna più grande di me di 10 anni (oggi io ne ho 40 lei ne ha 50). Questa conoscenza si è trasformata in amicizia dapprima e in una forte passione sentimentale da tre mesi or sono.
Questa cosa ci ha sorpresi entrambi perché nessuno dei due avrebbe mai immaginato che tra noi pur essendo stati così vicini potesse nascere questa grande passione. I problemi ( i miei) cominciano adesso. Viviamo in una piccola città di provincia del NORD ITALIA dove vivere una relazione del genere alla luce
del sole è oggetto di pettegolezzi e dicerie varie. Per cui siamo quasi costretti a viverla in maniere quasi ghettizzata per timore dei giudizi.
In più la mia preoccupazione è questa differenza di età. Ad oggi ho con questa persona una bellissima intesa sia intellettuale che sessuale. Sono
stato con donne giovani ma quello che mi da lei nei momenti di intimità non me la mai dato nessuno ed ho paura di perdere tutto questo per la sola
circostanza di vivere in una città tra le più bigotte d'Italia. La ringrazio fin d'ora per una sua gentile risposta Un lettore


Carissimo Lettore,
Una bella storia come la sua non può essere sminuita per un aspetto così poco rilevante come quello dell'età. Del resto non siete dei ragazzini e lei è sicuramente diverso dal quindicenne che si è innamora della signora sposata e madre di famiglia. Alla vostra età questa differenza di età si sente molto di meno e poi una donna di cinquant' anni oggi può essere ancora una persona molto piacente e giovanile.Se la sua amica le riesce a dare quello che altre donne più giovani non le hanno dato in passato, non vedo perché lei debba farsi un problema di questa situazione. L'unica cosa che dovrebbe pensare è che probabilmente questa storia non durerà per tutta la vita, ma del resto nessuna relazione sentimentale comincia con un certificato di garanzia...
Per quanto riguarda i giudizi degli altri, non posso che consigliarle il motto dantesco: 'Non ti curar di lor, ma guarda e passa...'
Le faccio i miei migliori auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona

LUI RESTERA' CON ME?

Sono una ragazza di 27 anni. Dopo diverse storie serie in cui ogni volta ero convinta di aver trovato l'uomo giusto, adesso sto con un ragazzo di 28 anni. Con lui ho iniziato a convivere quasi subito, concretizzando immediatamente il rapporto e facendomi trasportare dal suo entusiasmo e dalla sua pazzia, ma anche dai miei sentimenti per lui, perché effettivamente stiamo molto bene insieme. Ho trascorso un periodo veramente terribile in cui ho anche perso il lavoro e soltanto il fatto che lui ci fosse mi è bastato per non farmi prendere dalla disperazione. Ma adesso ci sono due problemi che offuscano la nostra storia e che iniziano ad angosciarmi. Lui è reduce da un matrimonio e una brutta separazione con una donna, che subito dopo la gravidanza (hanno una bambina di quasi 3 anni) per una forma di esaurimento nervoso (o almeno così dice lei), ha iniziato ad avere sempre più frequenti crisi di gelosia e ad accusarlo di ogni cosa, fino alla rottura definitiva. Inizialmente lui era molto convinto nella nostra storia, credeva moltissimo in me e nei nostri sentimenti e mi era molto grato per averlo fatto stare meglio dopo il periodo a seguito della separazione. Ma adesso le cose stanno cambiando. Lui è perseguitato dal ricordo di come sono andate a finire le cose con quella che riteneva la donna della sua vita e vive nel timore che possa succedere la stessa cosa con me. Se inizialmente proprio lui era quello che credeva maggiormente nella storia, adesso sta frenando il suo entusiasmo. Sento che è diventato più freddo e distaccato e subisco la cosa senza sapere come poter intervenire. Vorrei aiutarlo, ma pare che lui faccia fatica anche solo a parlarne. Ho provato a ricordargli che siamo in due e che deve fidarsi di me, ho anche insistito, ma dopo un po' si è infastidito. Così vivo nel terrore che le sue paure siano più forti dei sentimenti che prova per me e sono angosciata dall'idea che lui un giorno preferisca lasciarmi piuttosto che affrontare il suo blocco. Nel frattempo lui è terrorizzato dalla possibilità di una gravidanza indesiderata (la sua bambina è stata concepita proprio in questo modo), tanto che è bastato che io dimenticassi una pillola per mandarlo in panico (l'ho comunque avvertito in modo che potessimo premunirci con un altro contraccettivo). Oppure mi confonde spesso e volentieri con la sua ex-moglie, nel senso che mi assegna reazioni che non sono mie e io devo faticare non poco per ricordargli che sono una persona diversa. L'altro problema che mi ossessiona è il matrimonio. Stiamo insieme ancora da poco, è vero, e forse e' un pensiero prematuro, ma io so già adesso, perché non manca mai di ricordarmelo, che lui, dopo l'esperienza disastrosa, non ha intenzione di risposarsi, mentre io è una vita che sogno di avere la mia opportunità di arrivare a compiere il grande passo con l'uomo della mia vita. Con lui non ne ho mai parlato seriamente per paura di portare altre angosce nel rapporto che comunque mi rendo conto sarebbero premature. Ma continuo a pensarci. Una volta, durante una discussione, lui mi ha detto che forse farei meglio a non perdere tempo con lui proprio per questo (credo che lui intuisca la situazione anche se non ne abbiamo mai parlato). Non nego però che la frase mi ha davvero ferita. Per lui sembra così facile rinunciare a me. Io ho molta fiducia in lui e nel nostro rapporto, ma sento che, nonostante le apparenze, spesso lui mi tiene a distanza e non so come risolvere il problema. Nel frattempo sono sempre più angosciata e vivo nel terrore che lui un giorno scopra di non essere realmente innamorato di me. Sto diventando paranoica. Cosa devo fare?
Grazie Shekat


Carissima Shekat, La sua lettera è molto intensa e sono sicura lei sia una persona molto consapevole e difficile ai colpi di testa. Proprio per questo ritengo che lei sia in grado di vedere la realtà in modo abbastanza obiettivo, anche se ne è profondamente coinvolta. La mia sensazione è che lui si sia tuffato in questo rapporto per voler dimenticare la storia che l'ha preceduto ed il senso di fallimento personale per aver dovuto abbandonare quella che lui credeva la 'donna della sua vita' ed una bambina di soli tre anni. Ora che il vostro rapporto si è consolidato e dalla passione iniziale si passa all'organizzazione di un ordinario menage di coppia, dove si ipotizza anche la possibilità di un matrimonio, credo che il suo uomo Cari saluti. 
Dott.ssa Giuliana Proietti

HO PAURA DI SOFFOCARE

Buongiorno dottoressa, 
Le scrivo per esporle il mio problema. Sono anni che soffro di stati di ansia in particolare noto spesso che mi prendono alla gola. Le mie alimentazioni sono diventate un problema, anche il dentista. Ho paura, quando mangio, di strozzarmi e devo masticare molto e bere acqua in continuazione per far andar giù il cibo. Lo so che è un fattore psicologico, ma mi tortura non mangiare più come una volta con gusto. Grazie
Cris


Carissima Cris,
La tua è una fobia abbastanza frequente, anche se non per questo meno dolorosa. Ritengo che sia difficile riuscire a superare il problema da sola, perché non basta e non funziona il solo cercare di non pensarci al momento di mangiare. Anche documentarsi su quante siano effettivamente le cause di morte nel mondo dovute allo strozzamento durante l'assunzione di cibo potrebbe forse aiutarti a capire che non è poi così frequente, ma... Ti passerebbe la paura sapendo che solo lo 0,00...delle persone muoiono così? Cari saluti. 
Dott.ssa Giuliana Proietti

UNA SITUAZIONE FREQUENTE

Gent.le Dott.ssa vorrei chiederle un parere su una situazione che si verifica con frequenza quasi mensile da quando ci siamo sposati. Due anni.
In occasione di sbagli o litigi mia moglie fa le valige,offende e chi ne ha più ne metta, va a casa della madre e non si fa più reperire di solito per una settimana,anche spalleggiata, naturalmente, dai genitori che la ospitano sempre e le danno sempre manforte (lei ha un amore morboso verso i suoi).
Premetto che sono sempre io a dirle che deve tornare a casa e a farle presente che non si risolvono le cose andando via ma, che così facendo peggiora le cose.
Lei invece di fare ciò, mi rinfaccia di tutto dalla cosa successa dieci anni fa ad oggi ma non torna.
Trascorso tale periodo vuole ritornare a casa, ovviamente trova me che passando il tempo mi sono notevolmente arrabbiato, soprattutto per il suo comportamento.
Ricercare la pace poi diventa una cosa complicatissima anche se prima sarebbe stata a mio avviso, molto più semplice, inoltre dice che lei e la sua famiglia mi hanno offeso solo perché in un momento di rabbia e per questo non pensano nemmeno di chiedere scusa; premetto che io non li ho mai offesi!
La situazione si fa sempre più pesante,ed io sono veramente stanco.
A prescindere dai torti o dalle ragioni, per Lei, le sembra un comportamento normale?
Ringrazio anticipatamente.
Un lettore


Caro Lettore,
No, la situazione non mi sembra affatto normale. Probabilmente sua moglie non si sente sicura né di sé stessa né di lei e cerca pertanto delle conferme: infatti, se decidesse di andarsene per davvero, non lo farebbe tutti i mesi e soprattutto non tornerebbe.
Direi che la cosa migliore da fare è non cercarla più, per spezzare questa spirale che alla fine non può che portarvi entrambi all'esasperazione. Sua moglie deve imparare a regolare le sue emozioni ed a prendere le decisioni con maggiore consapevolezza. Con questo intendo dire che se lei, caro Lettore, è un essere così mostruoso, deve essere lasciato una volta per tutte, perché riprovarci tante volte, a distanza di trenta giorni l'una dall'altra è come non essersene mai andate; allo stesso modo se lei dal matrimonio si aspettava un rapporto stabile e complice, questa sposa-bambina non fa per lei! La prossima volta che torna le faccia capire con chiarezza che questa telenovela è finita e non ci saranno repliche.
Cari saluti. 
Dott.ssa Giuliana Proietti
 

FOBIA DI VOMITARE
Ho quasi 30 anni e da quando ero piccola soffro di una paura (o fobia) per me molto strana, che è quella di vomitare, e questa si manifesta non solo nei miei riguardi, ma anche verso gli altri. Se ho il minimo sospetto che qualcuno possa vomitare, il primo istinto è scappare. Che cosa posso fare? E' possibile superare questa paura? Grazie SR

Carissima SR, La sua fobia non è poi così strana: l'attivazione del sistema nervoso simpatico a causa di una reazione d'ansia può causare palpitazioni, sudore, fame d'aria, ma anche chiusura dello stomaco, deglutizione difficile, vomito ecc. Il fatto che lei tema questa reazione non sono in sé stessa, ma anche negli altri, è ovviamente un riflesso: poiché questo pensiero è per lei quasi un'ossessione, così come normalmente accade nei soggetti fobici, è normale che lei sia portata ad immaginare lo stesso tipo di problema anche negli altri e, in tal caso, la sua reazione di fuga è spiegabile solo in quanto proiezione esterna della sua paura. Per capire da dove viene questa sua fobia bisognerebbe saperne di più sulla sua vita: in particolare sarebbe utile sapere quando lei ha avuto le prime manifestazioni di questo sintomo, in quali circostanze si ripete, quali significati lei attribuisce al cibo, l'accettazione che lei ha di sé stessa a livello di immagine e, naturalmente, quali sono stati i suoi rapporti con la figura materna. Poiché di tutto questo non se ne può parlare che in terapia, direi di saltare subito a 'che cosa può fare' per superare questa paura. Anzitutto, non combatterla! Occorre al contrario che lei si esponga gradualmente a questa cosa che tanto la spaventa, consentendosi di guardarla in modo 'scientifico'. Allora, cosa è mai il vomito? Leggere e documentarsi sul processo digestivo, sull'emissione di succhi gastrici, sui motivi di questo riflesso ecc. può aiutarla ad evitare di pensare a questa cosa come ad 'uno schifo' e cominciarla a trattare con un certo distacco, come potrebbe fare un medico, cercando di pensare a questo come ad un processo fisico, chimico, naturale, per niente sconvolgente. 
Questo a livello cognitivo. A livello comportamentale occorre invece che lei apprenda una tecnica di rilassamento ed ogni volta che sente sopraggiungere il sintomo lei abbandoni tutte le modalità di reazione che ha finora adottato (non funzionano!) ed impari invece a rilassarsi, chiudendo gli occhi, respirando profondamente e ripetendo mentalmente qualcosa che lei conosce bene e può ripetere automaticamente, tipo una canzone, una preghiera, una poesia... Se ha poca fantasia conti semplicemente da 1 a 100, con calma, immaginando ad esempio che lei possa leggere questi numeri nel cielo, fra le stelle. Aspetto sue (buone!) notizie. A presto!
Dott.ssa Proietti

ODIO LE COZZE...

Cara dottoressa, io non ci capisco più niente. Sembra quasi che io sia l'unico sulla faccia della terra incapace di costruirsi un rapporto sentimentale.
Mi piacerebbe capire in che cosa sbaglio: quando mi piace una ragazza cerco di farmi avanti, di parlarci, rendendomi simpatico, dandole il mio numero di telefono... E invece non succede mai nulla. Le uniche ragazze che mi cercano sono, mi perdoni l'espressione, delle vere e proprie 'cozze' ed io sinceramente ODIO LE COZZE... Non mi piacciono, né crude, né cotte! Poiché ho 25 anni, mi piacerebbe almeno trovare la forza di andare con una donna, anche s enon mi piace, allo scopo di fare esperienza, ma non so perché, è più forte di me, quando mi accorgo che la 'cosa' con la cozza diventa fattibile scappo a gambe levate... Cosa è che non va in me? Fausto

Carissimo Fausto, credo che lei abbia semplicemente paura dell'amore: scegliere delle persone troppo belle da corteggiare e da interessare è un'ottima giustificazione da fornire a sé stesso al momento del fallimento. Non andare con le 'cozze' è anch'esso un modo per non mettersi in discussione, per evitare di giocare la sua partita. In ogni caso credo che, così facendo, quando finalmente incontrerà la sua bella principessa e questa le dirà di si... Lei fallirà ugualmente, a causa della sua scarsa esperienza, sia nello stabilire una relazione affettiva, sia nelle sue tecniche amatorie, che lasceranno molto a desiderare. Insomma, lei deve decidere se preferisce vivere da single (è una scelta legittima, ma allora non se ne lamenti) oppure se vuole cercare una compagna: in tal caso le consiglierei di cominciare ad apprezzare tutto, anche i frutti di mare, che non sempre sono poi così male! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

LEI NON SENTE PIU' STIMOLI

Salve,ho trovato il suo indirizzo navigando in Internet,le voglio sottoporre il mio problema, premetto che mia moglie è al corrente di questo e non sapendo a chi rivolgermi per un consiglio sto provando con questa strada.
Siamo sposati da 22 anni, i nostri rapporti non sono mai stati molto meravigliosi ma ultimamente si sono fatti sempre più rari, al punto che pensavo che lei avesse un'altro. Premesso questo arrivo al punto, uno di questi giorni, preso da un desiderio veramente morboso per l'ennesima volta ci ho provato e lei si è dimostrata come sempre fredda, assente, come se non mi accettasse. A questo punto c'è stata una discussione con le dovute spiegazioni, praticamente lei NON SENTE PIU' STIMOLI SESSUALI e mi ha chiesto di aiutarla perché così sta male. Noi abitiamo a ..., mi può dare il nome di qualche medico che possa aiutarmi a risolvere questo problema ?
Non voglio annoiarla con altri episodi, preferisco aspettare una sua risposta che sarà attesa come un figlio. La ringrazio.   
In fede. Saluti. GG

Gentilissimo GG,
Per prima cosa vorrei dirle che il problema che sta vivendo la vostra coppia non è del tutto eccezionale... Diciamo che almeno 8 uomini su dieci non sono soddisfatti della loro vita sessuale con la partner abituale: non si sa come, né perché, ad un certo punto lei perde interesse, si mostra svogliata, fa di tutto per evitare gli 'incontri ravvicinati'. Come mai? Mi consenta di risponderle, da donna, con una battuta: l'amore è un piacere...Se non è più un piacere, che piacere è ?Detto in altre parole, se uno dei due componenti della coppia ha perso interesse sessuale per l'altro, la soluzione non sta certo nel costringere il partner 'svogliato' ad avere dei rapporti che non desidera; e questo è così anche se si vive l'urgenza di un 'desiderio veramente morboso', come nel suo caso. Diciamo la verità, il suo desiderio non è una reazione sessuale alle seduzioni che sua moglie mette in atto nei suoi confronti: sicuramente il suo è solo un bisogno fisiologico, un desiderio quasi 'igienico' di eliminare la tensione in una parte del suo corpo. Per fare questo non può chiedere a sua moglie, che le ha già detto di aver perso il desiderio sessuale nei suoi confronti e con esso perfino il desiderio stesso di fare sesso, di concederle delle prestazioni sessuali, come se niente fosse.
I 'doveri coniugali' ormai non convincono più nessuno e penso che nemmeno lei sarebbe tanto d'accordo a 'concedersi' se l'atto sessuale le fosse diventato estraneo, completamente privo di pathos, perfino difficile da sopportare.La spiegazione scientifica di tutto ciò è che, sebbene i valori culturali abbiano nel tempo sconfitto completamente i dati biologici, per cui ora possiamo andar fieri della nostra organizzazione sociale, dell'istituzione della famiglia, della parità dei sessi ecc., a livello organico e specialmente in campo sessuale, noi siamo ancora molto vicini agli uomini di Neanderthal, obbligati a comportarci secondo determinati canoni, regolati non tanto dal nostro cervello, quanto dai nostri ormoni. E' così che le donne hanno gli 'estri', i cicli mestruali, per cui non tutti i giorni sono uguali: ci sono giorni in cui il livello di ormoni presente nel corpo causa maggiore desiderio (nel periodo ovulatorio, guarda caso) e dei giorni in cui il desiderio è ridotto o assente. Nella scelta sessuale inoltre la donna investe tutta sé stessa, non solo la parte genitale, per cui se a livello di pensiero lei non si sente soddisfatta, se ad esempio si sente stanca e mortificata da continui attacchi, critiche e imposizioni, non ce la fa a provare desiderio, a lasciar volare la fantasia, a lasciarsi andare... Non ce la fa a scindere il sesso dall'amore, dalla passione.Lei tutto questo lo deve sapere, questi argomenti li deve conoscere, se vuole veramente trovare una soluzione al suo problema, che non è semplice e dal quale se ne può uscire solo attraverso un percorso psicoterapeutico di coppia, che serva ad alleggerire le tensioni che si possono essere create nel vostro rapporto, a stimolare la progettualità della vostra coppia (cose da fare insieme, complicità, situazioni ludiche), a creare dei nuovi modi di comunicare ed anche, perché no, di fare l'amore.In ogni caso, la prima forma di rispetto, nei rapporti interpersonali, è quella di non chiedere ad una persona ciò che essa non vuole concedere e, soprattutto, che non è obbligata a concedere. Ecco, i discorsi tra voi dovrebbero/potrebbero ri-partire da qui.Vi faccio tanti auguri. Scrivetemi ancora se pensate possa esservi utile.
Dott.ssa Proietti Ancona

GIOVANI E INSODDISFATTI

Buon giorno Dottoressa, Ho 18 anni, e da circa 7 mesi ho rapporti sessuali con la mia ragazza. In questi ultimi 2 mesi ho sempre il solito problema, che consiste nell'eiaculazione precoce.......La soglia finale dell'orgasmo la raggiungo sempre e solo io, la mia ragazza dice che non riesco a soddisfarla e io mi sento frustato (n.d.r. così nel testo).Veramente non so più come uscirne da questa situazione.
La prego mi aiuti.La ringrazio cara dottoressa. Cesco

Caro Cesco,Colgo l'occasione per segnalarti, in modo del tutto bonario, che non ti devi sentire 'frustato', ma semmai 'frustrato', nel senso di oppresso, deluso, impedito nella realizzazione di qualcosa. (Se nessuno te lo farà mai osservare, tu continuerai a dirlo e magari ti sentirai a disagio: questo è il motivo della mia precisazione :-)) Allora, per quanto riguarda il tuo problema, ti consiglio anzitutto di leggere il nostro articolo sull'argomento eiaculazione precoce, tanto per capire di cosa si tratta e cosa si può fare. Dovresti anche documentarti un po' sulla risposta sessuale, nell'uomo e nella donna, che troverai sempre nel sito. Carissimi saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

IL CONSULTORIO

Salve, sono una ragazza di 20 anni.Ho deciso di iniziare a prendere la pillola ma non sapendo bene a chi rivolgermi alla fine ho deciso di provare con il consultorio.Non sono sicura però che sia la cosa migliore;molto spesso infatti si pensa al consultorio come un servizio per casi molto più gravi del mio. Lei cosa ne pensa?E' vero che le visite sono gratuite?!?La ringrazio anticipatamente per aver risolto i miei dubbi.
Stefania

Carissima Stefania,
Che io abbia una grande stima dell'istituzione del Consultorio lo capisci già da sola, dal momento che ho voluto chiamare questa rubrica di incontro con i lettori di psicolinea proprio così. Queste istituzioni sono state create negli anni settanta, allo scopo di informare, consigliare, assistere le persone alle prese con problemi di controllo delle nascite, aborti, problemi di coppia, violenze familiari ecc. Lo scopo del Consultorio, quando è possibile, è quello di prevenire, anziché intervenire per correggere o sanare. La maggior parte delle persone che lavorano in un Consultorio lo fanno come volontariato e pertanto le visite sono gratuite o prevedono una piccola offerta. Se, per qualche motivo, non dovessi trovarti bene in un Consultorio, puoi rivolgerti ad un ginecologo libero professionista: lì potrai - forse - trovare maggiore esperienza, maggiore disponibilità di tempo, una considerazione più attenta del tuo caso... Del resto, questo è ovvio: se lo specialista, che vive di questo, offrisse un servizio all'altezza di un Consultorio gratuito, chi ci andrebbe?
Ciao Stefy, buona pillola!
Dott.ssa Proietti

SUDORAZIONE

Da qualche mese soffro di problemi di sudorazione che mi provocano un certo imbarazzo. Questo problema si presenta spesso quando sono insieme ad altre persone anche amiche. In particolare l'incontrare persone conosciute o amiche per strada mi imbarazza e se si innesca il meccanismo della sudorazione difficilmente riesco a controllarmi. Devo dire che la cosa che mi fà rabbia è il fatto che sono una persona espansiva che non ha mai avuto problemi a relazionarsi con gli altri e dagli altri sono considerato una persona socievole e simpatica. Nell'ambiente lavorativo (lavoro in un grande ufficio pubblico) quasi mai il problema si è presentato, e anche dai colleghi vengo considerato una persona aperta e espansiva.
Certo devo dire che nell'ultimo periodo ho attraversato un forte periodo di stress in quanto io e mia moglie abbiamo preso la decisione di adottare un figlio dopo non essere riusciti ad averne e credo che le due cose (infertilità e adozione) abbiano inciso sul mio attuale problema. Leggendo qualcosa in internet ho anche pensato a una fobia sociale, ma molte cose mi sembra non coincidano ad esempio non mi trovo di solito in imbarazzo con estranei e inoltre mi è capitato anche di sudare in situazioni di tutta tranquillità e in compagnia di amici o parenti (anche genitori). Inoltre al lavoro pur non essendo un grande oratore nelle riunioni riesco a prendere la parola anche davanti parecchi colleghi e a non provare imbarazzo, non che sia proprio uno che a parlare in pubblico non ha nessun problema ma con il tempo ho fatto tanti passi avanti. Quello che vorrei è un consiglio su cosa fare sono già infatti alcuni mesi che ho questo problema. Dimenticavo se durante una crisi di sudorazione chi mi stà davanti mi chiede cosa ho e ne comincio a parlare mi tranquillizzo immediatamente e la crisi cessa. Grazie. Franco.

Caro Franco,
La sudorazione eccessiva è dovuta ad una reazione di allarme, per cui il sistema simpatico si mette in moto e produce una generale attivazione dell'organismo, che alza la temperatura corporea e produce il sintomo della sudorazione.
La cosa che dobbiamo cercare di capire è: perché questa reazione di allarme?
Se stare con gli altri non la spaventa, è un tipo abbastanza socievole e disinvolto, dotato di abilità sociali al punto che riesce ad avere una buona rete di relazioni, parlare in pubblico ecc., come mai questi sintomi, che invece appartengono a chi soffre, appunto di fobie sociali?
Sono portata a ritenere che il suo sintomo sia 'biologico' piuttosto che 'psicologico', ovvero che la soglia della reazione emotiva sia in lei davvero molto bassa, per cui anche situazioni che a livello cognitivo non le causano eccessiva ansia, la portano somaticamente a questo tipo di reazione. Poiché lei deve convivere con il suo corpo per tutta la sua vita, non rimane che accettarsi così ed imparare a convivere con questo sintomo, così come se fosse un caro amico, a volte forse un po' invadente. Pazienza! Del resto i suoi rapporti con gli altri non sono compromessi, le sue abilità sociali sono più che buone :cerchi semplicemente di non consideralo più un 'problema', ma un 'fatto'.Le faccio tanti auguri e, nel lasciarla, le ricordo dei tanti casi di persone che, una volta avuto il figlio in adozione, riescono a rilassarsi e... Dopo 9 mesi ricevono la sempre gradita visita di una bella cicogna !
In bocca al lupo.
Dott.ssa Proietti Ancona

LEI NON HA STIMOLI

Salve,ho trovato il suo indirizzo navigando in Internet,le voglio sottoporre il mio problema,premetto che mia moglie è al corrente di questo e non sapendo a che rivolgermi per un consiglio stò provando con questa strada.
Siamo sposati da 22 anni,i nostri rapporti non sono mai stati molto meravigliosi ma ultimamente si sono fatti sempre più rari,al punto che pensavo che lei avesse un'altro.Premesso questo arrivo al punto,uno di
questi giorni,preso da un desiderio veramente morboso per l'ennesima volta ci ho provato e lei si è dimostrata come sempre fredda,assente,come se non mi accettasse.A questo punto c'è stata una discussione con le dovute spiegazioni,praticamente lei NON SENTE
PIU' STIMOLI SESSUALI e mi ha chiesto di aiutarla perchè così sta male.
Noi abitiamo a P.,mi può dare il nome di qualche medico che possa aiutarmi a risolvere questo problema non voglio annoiarla con altri episodi,preferisco aspettare una sua risposta che sarà attesa come un figlio.La ringrazio in fede Saluti

Carissimo SI,
A forza di sentire coppie che mi parlano di questo problema ed a rispondere a lettere come la sua, che se ci fa caso rappresentano almeno il 50% dei contenuti di questa sezione, mi sto convincendo del fatto che gli uomini siano innamorati del sesso e le donne dell'amore. Non che le due cose non possano incontrarsi, anzi! Ma certo, sono situazioni che naturalmente non durano in eterno... Per farle durare, così come vuole la nostra cultura, che non ha ancora introdotto, come è accaduto in altri campi, la 'flessibilità' nel rapporto di coppia (con contratti di matrimonio interinali ad esempio...), non resta che impegnarsi a fondo per cercare di soddisfare le esigenze di entrambi e poter vivere insieme felici di farlo.  
A mio parere, se le donne si stancano del coniuge prima ancora di quanto accada ai mariti è perché gli uomini, quando fanno l'amore, lo fanno con 'una donna', non con 'una particolare donna' . Per la donna invece, che perde in misura assai minore dell'uomo la consapevolezza di sé durante gli incontri sessuali, desiderare di avere rapporti con una persona di cui non è più infatuata può essere molto più difficile...Come fa, del resto, a lasciarsi andare a fantasie erotiche con quel tipo che 'rompe' sempre, che protesta per quello e per quell'altro, che non gli va bene come cucina, come alleva i figli, come si veste ? Questa, caro SI, è a mio parere la differenza: gli uomini in quei momenti 'dimenticano' i problemi, le incomprensioni, le fatiche della convivenza quotidiana; le donne no. 
E così perdono il desiderio.Che fare? Bè, innanzi tutto cercare di eliminare dal ménage di coppia tutto quello che è routine, non dare mai niente per scontato, cambiare le abitudini personali, rendersi più misteriosi, evitare che la moglie diventi la 'madre' del marito, nel senso che si occupi delle sue valigie quando parte, delle sue colazioni prima di andare al lavoro, dei suoi panni sporchi da lavare... Insomma, queste intimità, che all'inizio rendevano uniti i due sposi, nel tempo dividono: ci si stanca. Vuole un altro esempio? Quando andate a dormire insieme, curate la vostra igiene personale ed il vostro abbigliamento intimo così come fareste se andaste a dormire con un nuovo partner sessuale? Insomma, caro SI, certamente bisogna preoccuparsi di essere abbastanza bravi durante il rapporto con una donna (preliminari, delicatezza ecc.), ma anche interessarsi di tutto quel contorno che gli uomini non vedono e le donne si (anche quando hanno gli occhi chiusi...)L'idea di andare da un sessuologo mi sembra ottima. Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

UNA STORIA D'AMORE

Ho 29 anni, ed ho vissuto una brevissima - ed intensa - storia di amore con un uomo 34enne, sposato da 5 anni. Siamo entrambi all'estero e lui era lontano da sua moglie da diversi mesi. Il rapporto e' stato/e' caratterizzato da un fortissimo scambio intellettuale/emotivo. Al suo ritorno, dopo un viaggio nel suo paese di origine, malgrado la sofferenza evidente, ha deciso di troncare con me, anche se continuiamo a scriverci e a parlare al telefono (si trova in un'altra città). Capisco e rispetto questa decisione, ma sto soffrendo. E' possibile, secondo lei, che io abbia qualche chance di un riavvicinamento? Lui e' molto razionale, ma ha provato, con me, delle cose che non sentiva da molti anni. Premetto che la componente sessuale non e' mai stata predominante tra noi. (anche se, a suo dire, provava/prova una grande passione)  Shangai

Carissima Shangai,
Coraggio, passerà... E le rimarranno dei bellissimi ricordi cui potrà attingere nei momenti difficili della vita. In bocca al lupo!
Dott.ssa Proietti

NON HO SENO

Salve dottoressa, ho un grave problema col mio partner da circa 6 mesi: dopo un primo periodo in cui lui manifestava un forte desiderio sessuale nei miei confronti, da un po' di tempo dice di non sentire più attrazione fisica nei miei confronti. Premetto che io non sono affatto una ragazza trascurata ed anche fisicamente non ho problemi particolari, tranne per il fatto di non avere un seno molto evidente. Questo, però, non sembra aver costituito mai un problema nell'approccio con l'altro sesso. Da quando è sorto questo problema, poi, ho cercato anche di scegliere un abbigliamento più attraente e meno casto. Ma pare che anche questo non serva. La prima volta che ne abbiamo parlato, è stato dopo una mia provocazione: nello scherzo gli avevo fatto notare che ultimamente tra me e lui i rapporti erano inesistenti. Lui ha iniziato a farsene un vero e proprio problema e più volte ha pianto disperato, dicendo di aver paura di perdermi per questo motivo. Ne abbiamo parlato per mesi, poi lui è giunto alla conclusione che la causa è legata a me e al fatto che io non l'ho mai attratto più di tanto. Posso assicurarle che questo non è vero, visto che inizialmente ci siamo lasciati proprio perché io avevo capito che lui non era innamorato, ma provava per me solo attrazione fisica. Una settimana fa, dopo aver realizzato che anche se mi ama questo non basta, perché l'attrazione fisica è qualcosa d'istintivo che prescinde da ragione e sentimento, ha deciso di lasciarmi, sperando così di risolvere il problema. Io, però, non posso accettare che un rapporto che andava a gonfie vele da tutti i punti di vista, perché condividevamo idee, interessi, abitudini e studio, (visto che frequentiamo la stessa facoltà), debba finire per questo. Da un amico ho saputo che lui sta malissimo per questo e che dice di averlo fatto prima per me, perché io merito un ragazzo che mi renda felice. Non c'è un'altra, lo so per certo. Io credo che lui abbia risolto il problema nel modo più rapido, non riuscendo ad ammettere di avere un problema di carattere psicologico. Tengo a specificare che lui ha anche avuto erezioni che non è riuscito a mantenere per la durata del rapporto e spesso mi ha confessato di sentire il desiderio quando non era possibile "concretizzare". Può essere un problema d'ansia legato al fatto che io gli abbia fatto notare il disagio? Magari era solo un periodo di stress (esami) che si è protratto perché c'era una suggestione psicologica? Come posso aiutarlo? E soprattutto, è possibile che la causa sia io?
La prego mi aiuti!
La ringrazio dell'attenzione.
Sissi

Carissima Sissi,
Nella sua lunga lettera lei fa diverse ipotesi e solo infine si chiede: possibile che la causa sia io? Non voglio con questo affermare che la causa sia sicuramente lei, ma visto che ha scandagliato con attenzione tutti gli altri possibili motivi, cerchiamo di concentrarci E' naturale infatti che non si possa sempre piacere a tutti:Se per questo suo ex ragazzo il seno era un forte elemento di attrazione fisica e lei effettivamente riconosce di non esserne particolarmente dotata, è probabile che lui si sia sentito sempre meno coinvolto in questa storia, da un punto di vista sessuale, fino ad arrivare alla dolorosa decisione di troncare il rapporto.In fondo è un comportamento onesto, che lui compie con grande senso di realtà, perché si rende conto che questa relazione dal suo punto di vista, non potrebbe avere un futuro 'stabile'. Cerchi di apprezzare il fatto che lui la lascia non dopo aver incontrato un'altra che indossa la quarta misura : la lascia ora, quando lui è ancora solo e 'sta malissimo'.Insomma, cara Sissi, io penso che questo ragazzo sia veramente molto sensibile e sinceramente affezionato a lei, per cui cercherei di non perderne l'amicizia.Quanto al suo futuro, come dice il suo ex, lei merita un ragazzo che la faccia felice al 100%. Non a tutti piace, per fortuna, il seno abbondante: c'è chi trova il seno piccolo molto sexy, specialmente quando è unito ad un modo di vestire che ne valorizza le forme ed il volume. Del resto, come lei dice, il seno non è mai stato un problema per lei nei rapporti con l'altro sesso; vedrà che, superato questo momento un po' difficile, questa parte del suo corpo tornerà a darle delle belle soddisfazioni, in campo erotico, oltre che estetico. Non si butti giù. 
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

AMORI PARALLELI

Cara dottoressa, mi rivolgo a lei perché dentro di me non solo non riesco a trovare, nonostante tutti i miei sforzi, le risposte che cerco, ma non riesco nemmeno a capire qual'è il punto dal quale devo osservarmi per capire quello che veramente provo. Ho 28 anni e da due anni convivo con una ragazza di 25, il nostro è stato un amore a prima vista. Abbiamo fatto di tutto per stare insieme da subito, abbiamo lasciato le rispettive famiglie e sognato una vita e un futuro comprando una casa insieme. Durante il primo anno c'eravamo io e lei e nessuna amicizia davvero importante. Tutto andava a gonfie vele, certo c'erano quelle piccole discussioni che forse sono naturali visto che nessuno conosceva bene l'altro e i difetti dell'altro li abbiamo visti e scoperti con il passare del tempo. Tante cose di lei non mi piacciono e tante altre le adoro, siamo così diversi ma il nostro amore ci ha sempre tenuto uniti. Poi è entrato, un amico, nella vita di lei che l'ha completamente cambiata nei miei confronti o almeno è come appariva ai miei occhi. Una persona simile a lei, rispetto a me che sono così diverso, una persona che riusciva a capirla con uno sguardo, si è lasciata prendere e io mi sono sentito mettere in secondo piano. Parlo di fatti non di sensazioni, abbiamo vissuto mesi tristissimi di mancanza di fiducia, di mancanza di rispetto, di discussioni e insulti  e qualcosa si è rotto, ma ho anzi abbiamo resistito e siamo andati avanti, continuando a volte a procurarci ferite. Nel frattempo una persona che mi era vicina già da tempo ha assunto per me un importanza sempre maggiore mi ha aiutato a vedere la situazione con altri occhi a dare fiducia e così il periodo più brutto è stato superato. All'inizio ho pensato che anche io avessi trovato un amicizia splendida e sicuramente è così ma da quando il rapporto sentimentale di questa mia amica è finito, le attenzioni che ci siamo rivolti e i giochi di battute nei quali siamo finiti ci ha portato a provare quella che oggi vivo come una confusione più totale. Ho sempre pensato che l'Amore è uno solo ma da qualche mese non lo penso più. Mi ritrovo a domandarmi chi amo? E troppo facile guardare qualcosa di bello e dire che vorrei quello rispetto a qualcosa di brutto che forse per stanchezza non riesco a portare avanti anche se lo vorrei. Ho provato a guardare la persona con la quale vivo e sento che l'amo ma so che c'è anche l'altra e so che quando sto con lei, sto bene e mi dimentico della persona che penso di amare. Non voglio far male a nessuna di loro ma so che ho già iniziato.
Anonimo


Caro Anonimo,
Non so come aiutarla, perché lei sta vivendo una di quelle situazioni in cui c'è poco da fare se non attendere, lasciare che determinati sentimenti maturino dentro di lei, al punto di farla sentire abbastanza sicuro e forte per prendere una decisione non avventata.A mio parere comunque, lei vuole bene a due donne, ma non ne ama nessuna (ad una è legato a causa dei bei ricordi lasciati da questo amore intenso e 'a prima vista'; verso l'altra prova più che altro della riconoscenza, per averla aiutata a superare un momento difficile, che peraltro non si è ancora concluso).La fretta, lei lo sa, è cattiva consigliera: aspetti dunque ancora un po', rifletta molto e lasci maturare gli eventi.Le faccio i migliori auguri. 
Dott.ssa Proietti Ancona

UNA MAMMA DIFFICILE

Cara dottoressa, Ho 20 anni e le scrivo per parlarle di mia madre. Facendo un tema a scuola, qualche anno fa, mi sono resa conto che per le mie amiche la mamma era la persona più buona del mondo, verso la quale provavano affetto e riconoscenza, al di là delle solite incomprensioni e delle liti che vi sono fra persone di generazioni diverse. Io non sento lo stesso trasporto nei confronti di mia madre, ma del resto se mi guardo indietro ricordo solo schiaffi, botte, tirate di orecchie, mestoli di legno che si rompevano sulla mia testa, fra urla e improperi. Non ricordo un gioco, un momento di affetto, un bacio, un incoraggiamento. Sento le madri delle mie amiche che, quando parlano delle figlie, sono molto orgogliose, per quello che fanno, per i loro successi, anche piccoli. Invece mia madre se ha occasione di parlare di me con altre persone lo fa solo per lamentarsi, per raccontare a tutti le mie cose più intime, per prendermi in giro, per umiliarmi. Credo che sia anche gelosa di me, della mia giovinezza e della mia bellezza. Lei è una bella donna, seppure un po' sfiorita, ma fa di tutto per rubarmi la scena, per esporsi al posto mio. I miei successi, scolastici e non, sono stati per lei 'normali'; i miei fallimenti sono invece da lei attribuiti alla mia 'cocciutaggine' nel non darle ragione, nel non aver fatto quello che lei mi aveva frettolosamente consigliato. Passa il tempo a curare il giardino, a massaggiarsi il corpo con delle creme, una volta alla settimana va dalla parrucchiera e dall'estetista. Non ha mai pensato di invitarmi ad andare con lei e se glielo chiedo mi dice che in famiglia ci sono pochi soldi e che è meglio che si curi lei, che è più anziana, piuttosto che io, che sono giovane e non ne ho bisogno. Avrei voluto iscrivermi all'Università, ma lei e mio padre mi hanno sconsigliato, dicendo che non serve a niente; vogliono che lavori nell'azienda di famiglia, piccola e piena di debiti, come segretaria. Mia madre non si vede da tre anni ma prende lo stipendio, a me non danno nulla, nemmeno una paghetta settimanale. Dicono che vivo in famiglia, per cui non ho bisogno di nulla. I soldi per lo sciupo sono costretta a chiederli al mio fidanzato. Mia madre lo sa e dice che è giusto così. La situazione economica della mia famiglia è disastrosa: siamo arrivati a rivolgerci agli strozzini, abbiamo avuto spesso i mobili pignorati. Per quanto posso, io cerco di fare del tutto per non spendere soldi e rimettere a posto le cose, ma poi vedo il loro menefreghismo, il loro disperdere denaro, in particolare mia madre, ed allora mi sento molto scoraggiata. A questo punto mi sento al limite, non ce la faccio più ed ho deciso di andarmene di casa. So che sono giovane, non ho soldi e avrò una vita dura...Ma cos'altro dovrei fare secondo lei? Un abbraccio. Marisa

Carissima Marisa, La tua lettera è tristissima. Non c'è niente di più brutto che trovarsi in una famiglia poco comprensiva, blindata, frustrante, come è quella che mi descrivi. Tua madre non mi sembra una donna molto equilibrata e non so se questo dipenda da problemi psicologici oppure da una situazione familiare ormai compromessa. Da quello che mi racconti tuttavia, mi sembra che tu stia combattendo contro i mulini a vento: sei troppo giovane per poter prendere in mano le redini della famiglia, troppo remissiva per assumere atteggiamenti antagonisti ed oppositivi più consistenti. Se vai avanti così non risolverai nulla e ti sentirai sempre così come sei oggi: frustrata, demoralizzata, vinta.
Direi, cara Marisa, che la scelta migliore sia effettivamente quella di andarsene di casa e di tentare di trovare una strada tua, dove niente sarà facile ma, con la tua voglia di fare, con la tua saggezza, sono sicura troverai un migliore equilibrio. Se operi nel campo dei computers non ti sarà difficile trovarti un lavoro e, soprattutto, non mancare di iscriverti subito all'Università, come desideri, per prendere una laurea. Sarà pesante, sarà dura, ma se ci credi ce la puoi fare. Sarebbe bello potersi scegliere i genitori, la famiglia, la condizione economica: sono sicura che le persone violente e menefreghiste in questo caso non avrebbero più figli! Purtroppo bisogna fare i conti con la realtà e, nella tua situazione, se non sei tu a tirarti fuori dalla tua prigione, non lo farà nessun altro. Nemmeno un Principe Azzurro: non crederci, è solo una favola! Rimboccati le maniche, fai un bel respiro e... Vai!Se posso esserti utile in questo tuo nuovo cammino, scrivimi ancora. Coraggio! 
Dott.ssa Proietti

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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