|
| |
|
|
|
|
|
BALBUZIE
Sono venuto a conoscenza per caso del vostro sito e vorreI gentilmente un
consiglio su questo caso. Sono un ragazzo di 39 anni, laureato in
giurisprudenza e con un buon lavoro che mi da delle soddisfazioni. Ho
avuto però un'infanzia, non uso il termine difficile perchè è troppo
forte, un pò particolare. Sono stato adottato dai nonni materni in tenera
età. Fin dalla tenera età ho avuto dei problemi di balbuzie non grave ma
leggera e ho sempre avvertito una situazione di disagio ogni qualvolta
dovevo parlare in pubblico. Questo problema si è attenuato con gli anni,
grazie anche allo studio universitario che mi ha messo alla dura prova.
Quello che oggi avverto e che questo problema si presenta ogni qualvolta
incontro delle persone nuove, ho quando sono un pò nervoso o quando sono
molto stanco fisicamente.Mi rendo conto però che influisce molto la
timidezza. Tutto questo però non mi ha impedito di arrivare dove volevo e
di avere una vita sociale affettiva e sessuale molto soddisfacente. Vorrei
saperne qualcosa di più e documentarmi di più. Vi sarò grato per una
vostra gentile risposta.
Luigi
Carissimo Luigi,
Direi che tutto sommato lei non dovrebbe avere difficoltà a convivere con
questo leggero disturbo. Del resto, se lei ci fa caso, la maggior parte
delle persone, quando sono a disagio, cominciano a comportarsi in modo 'strano':
c'è chi arrossisce, chi trema, chi con la mano si nasconde il volto, chi
comincia a parlare e non la finisce più, chi comincia a strizzare
l'occhio, chi comincia a balbettare... Voglio dire che se il suo problema
non è poi così grave, come del resto lei mi dice, la cosa migliore è non
dargli troppa importanza, considerarlo come una parte di sé stessi, da
guardare e da considerare con tenerezza, così come se appartenesse a
qualcuno cui vogliamo veramente bene.Rimproverarsi per non produrre
performances ogni volta ottimali non fa che accrescere il sintomo e dunque
è da evitare; buoni risultati li potrebbe trovare invece
nell'apprendimento di una tecnica di rilassamento, tipo il training
autogeno.
La saluto e le ricordo di venirci a trovare presto, per leggere degli
articoli che la interesseranno molto...
Dott.ssa Proietti
MISURARE IL PENE
Salve dottoressa; è vero che la lunghezza del pene si misura dall' osso
pubico?
grazie
Caro amico, si, è così come lei mi dice. Come donna ed anche come
consulente sessuale però, mi permetterei di farle osservare che è molto
più importante, nel rapporto con una donna, l'abilità erotica, la
sensibilità, la capacità di comunicare, che non la lunghezza del pene...Si
risparmi dunque le inutili ansie della misurazione! Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti
UNO STUPRO
La storia è cominciata tre anni fa, avevo allora 20 anni quasi e nessuna
esperienza sessuale. All'inizio non sapevo nemmeno chiamare quella cosa
orrenda col suo vero nome...era stupro, è andato avanti per oltre due
anni,lui mi aveva lasciata vergine, per lo meno anatomicamente non avevo
subito danni. Dopo tre mesi dall'ultima violenza ho tentato il suicidio.
Quello che ora mi resta è la grande ossessione del sesso. Odio la mia
verginità, per cui, assurdamente ho rischiato di morire. Talora il fatto
di essere vergine mi fa sentire un' idiota, vuoi per la pressione dei
media, vuoi per gli stereotipi sociali. Poi ripenso a quelle sere, a
quelle sere in cui lui m'ha afferrata per i capelli e spinta sul suo
ventre...se non l'avessi fatto lui mi avrebbe derubata della mia
verginità, preferivo quella umiliazione al fatto di averlo dentro di me...non
so se questo è stato normale...non so perchè ho difeso così tanto il mio
"onore", perchè? Vorrei andare a letto col primo uomo che capita e
togliermi questo assillo. Vorrei capire il perchè di questo desiderio, il
perchè dell'ossessione della mia ormai odiata verginità, vorrei capire la
rabbia che provo quando qualcuno ridacchia di una verginità così
tardiva... La prego di rispondermi. Auguri, arrivederci.
Shugar
Carissima Shugar,La sua storia è davvero triste : purtroppo sono ancora
molti, troppi, gli uomini che non sanno controllare i propri istinti
sessuali e che si approfittano meschinamente, come del resto lei descrive,
di persone più deboli. Credo tuttavia, cara Shugar, che la sua strenua
difesa della verginità sia stata la difesa della sua identità, della sua
persona nel suo complesso, più che di quei pochi centimetri quadrati di
imene, la membrana posta all'entrata della vagina, che generalmente si
lacera con il primo rapporto sessuale con penetrazione e che non
rappresenta assolutamente alcun 'patrimonio' da difendere. Lei non
racconta chi è questo 'lui', ma sicuramente sarà stata una persona che lei
rifiutava, non desiderava, di cui non era innamorata, ed è per questo che
ha deciso di 'sacrificarsi', piuttosto che lasciargli imprimere sul suo
corpo (e nella sua mente) un ricordo indelebile. La sua verginità a questo
punto non rappresenta più solamente un imene inviolato, ma, soprattutto,
una persona inviolata, una persona che ha voluto eroicamente difendere sé
stessa. Ora però, cara Shugar, tutto è passato ed è arrivato il momento di
ricominciare a vivere. Non le consiglierei tuttavia di andare a letto con
il primo uomo che le capita, come lei minaccia di fare (potrebbe non
essere fortunata e cadere, come si dice, dalla padella nella brace!). Le
consiglierei invece di aspettare l'incontro con un ragazzo che le voglia
bene e che si avvicini a lei con tutta la dolcezza e la tenerezza
possibili. Se la sua verginità le pesa così tanto però, sappia che
qualsiasi ginecologo può risolverle il problema con una semplice ed
indolore mini-incisione. Visto quanto le è accaduto infatti, è
assolutamente necessario che il suo primo rapporto completo sia un
rapporto dolce e ricco di affettuosità, completamente slegato, anche nel
ricordo, da questo sogno terribile che le è capitato di fare.
Le faccio tanti, tanti auguri.
Dott.ssa Proietti
FIGLIA PRECOCE?
Sono una mamma con una figlia di dieci anni, il problema è che ho notato
mia figlia che inizia a toccarsi li nelle parti intime e cerca anche un
contatto ad esempio strofinandosi col cuscino ecc. ecc., ora io non sono
una mamma chiusa di idee, ma questo atteggiamento a mio avviso precoce mi
mette una rabbia dentro che non so spiegare, a lei di questo suo
atteggiamento non ho detto ancora niente, le ho gia parlato del sesso in
maniera molto delicata un po di tempo fa, ora io le chiedo perché mi viene
questa rabbia questa voglia di bloccarle queste cose che lei fa,e come mi
devo comportare con mia figlia la ringrazio tantissimo luisa.
Cara Luisa, lei è sicuramente una persona aperta, intelligente ed
informata, per cui si capisce che lei si rende perfettamente conto che in
questa situazione il problema non è tanto sua figlia, quanto lei. Sua
figlia infatti ha scoperto la sessualità ed è abbastanza normale che si
tocchi nelle parti intime, si esplori, cercando di conoscere le reazioni
del suo corpo, così come del resto fanno anche i maschi. L'atteggiamento
di sua figlia non è precoce, perché la scoperta della sessualità in alcuni
soggetti avviene molto prima dei dieci anni e del resto è stato Freud,
cento anni fa, ad insegnarci che la sessualità infantile comincia già nei
primi mesi di vita e che il bambino è un 'perverso polimorfo'. Il
problema, a mio avviso, sono queste sue reazioni di rabbia, che lei scopre
di avere, anche al di là della sua volontà e del suo self-control. Perché
? Si tratta di gelosia verso sua figlia? Teme inconsciamente che la
maturazione psicosessuale di sua figliala trasformi in una possibile
rivale? O, come è più probabile, osservando queste scene, le tornano alla
mente dei ricordi, dei pensieri 'scomodi' circa la sua sessualità
infantile che lei preferirebbe non rievocare e che invece sua figlia, con
il suo atteggiamento, non fa che riportare a galla? Bisognerebbe sapere un
po' più di lei per capire meglio la situazione. Se vuole mi riscriva; per
quello che riguarda sua figlia, mi limiterei ad informarla che certe cose
non si fanno in pubblico, tutto qui.
Cari saluti
Dott.ssa Proietti
EIACULAZIONE PRECOCE
Ho 32 anni e, non avendo mai avuto rapporti sessuali fino a qualche mese
fa, ho scoperto di "soffrire di questa malattia".
Leggendo vari articoli, ho tentato di seguire alcuni consigli, come "il
pensare ad altro" durante il rapporto, con l'unico risultato, negativo, di
provocare l'effetto contrario, e cioè la mancata erezione del pene.
Questa situazione mi provoca depressione, ansia, e calo del desiderio
sessuale.
Devo comunque dire che, al contrario, nel caso di un rapporto orale,
riesco ad avere una erezione normale ed una discreta resistenza.
Potreste darmi qualche buon consiglio?
Grazie Danis
Caro Danis,
Da quello che mi dice possiamo escludere una patologia organica, mentre è
più probabile si tratti di un problema psicologico. Tutto quello che le
accade è di origine psicologica e si chiama 'ansia da prestazione', come
avrà sicuramente letto nei vari articoli nei quali ha cercato di
documentarsi. Posto che il problema riguarda un eccessivo stato di ansia,
lei dovrebbe cercare di fare esattamente quello che fa quando, nella vita
di tutti i giorni, le capita di affrontare degli eventi stressanti, tipo
esami, colloqui, situazioni in cui deve dare buona prova di sé. I consigli
che sono in questi manuali riguardano quello che clinicamente si è
riscontrato produce buoni effetti nella maggior parte delle persone, ma
ognuno di noi ha sviluppato un modo tutto suo per cercare di calmarsi, di
ritrovare le sue energie. Quello che posso consigliarle è quello di non
pensare a nulla di specifico, ma di non prendersela troppo se le accade
'questa malattia': provi a sdrammatizzare, dica alla sua ragazza che sta
affrontando un momento un po' difficile e le chieda pazienza. Cerchi di
apprendere il Training Autogeno o un altra tecnica di rilassamento ed
impari a lasciarsi andare: paradossalmente, quando ci si trova in queste
situazioni il consiglio migliore non è quello di 'cercare di mettercela
tutta per farcela', ma al contrario fare le cose senza aspettarsi niente,
senza darsi i voti, cercando di apprezzare tutte le sensazioni piacevoli,
godendole fino in fondo, senza preoccuparsi del poi e senza, ogni volta,
dover per forza arrivare al poi...L'amore del resto non può esaurirsi
nella mera penetrazione: sarebbe riduttivo, non crede?
Dott.ssa Proietti
PARTNERS CON TEMPI DIVERSI
Buon giorno, ho 29 anni e da qualche mese ho una relazione con una ragazza
con cui ho rapporti sessuali regolari (almeno uno/due alla settimana).La
mia preoccupazione sta nel fatto che durante il rapporto sessuale arrivo
"vicino" all'orgasmo, riesco a trattenermi una/due volte e poi non riesco
più e raggiungo l'orgasmo,qualche volta invece sento di star per
raggiungere l'orgasmo, mi fermo per trattenermi ma "l'impulso" è talmente
forte che nonostante mi sia fermato, eiaculo.La cosa mi stupisce molto ed
è anche molto frustrante...Non ho tantissime esperienze sessuali, con la
precedente ragazza mi capitava qualche volta di dover "accelerare" per
raggiungere l'orgasmo
con lei.Con l'attuale ragazza provo moltissimo desiderio sessuale,magari
abbiamo un paio di rapporti uno di seguito all'altro, dove le cose vanno
un po' meglio, però mi accorgo che abbiamo proprio tempi diversi e non
riesco a capire se c'è qualche cosa in me che non va oppure no....Il mese
di novembre dell'anno scorso ho subito un intervento di varicocele al
testicolo sx e di legatura dei testicoli per troppa mobilità (al momento
dell'orgasmo avevo fitte dolorose) e da allora fino a giugno di quest'anno
non ho più avuto rapporti completi, però anche masturbandomi ho notato che
i miei sforzi per trattenermi ed aumentare la durata del rapporto
sembravano meno efficaci... può dipendere dall'operazione subita? A volte
mi sembra di non saper più valutare la mia "soglia del non ritorno", e
questo fatto inizia a crearmi qualche ansia,anche se,le volte che è
possibile, con il secondo rapporto riesco a soddisfare la mia ragazza..cosa
mi consiglia? grazie in anticipo.
Un lettore
Gentile Lettore,
Pur essendo una psicologa, sono assolutamente convinta che prima di
pensare cosa accade nel suo cervello quando ha un rapporto sessuale è
sempre bene assicurarsi, prima di tutto, che non ci siano patologie
organiche: per questo motivo le consiglio anzitutto una visita andrologica
di controllo, che la tranquillizzi sul fatto che il suo apparato genitale,
malgrado l'intervento subito, è ancora perfettamente funzionale. Qualora
la patologia organica fosse esclusa credo che la scarsa esperienza e
l'emotività legata alla relazione con una partner nuova e molto attraente
giustifichi pienamente quanto le accade. Non a caso nel secondo rapporto,
quando probabilmente lei ha già scaricato parte della sua tensione, riesce
a resistere di più e si sente più contento delle sue prestazioni. Una
soluzione potrebbe essere quella di avere rapporti più frequenti, sempre
che la sua ragazza sia d'accordo, lo faccia con piacere e non entri nella
parte dell'infermiera che deve aiutare il suo paziente. Il suo problema
comunque è destinato a risolversi da solo, man mano che si stabilirà tra
voi una migliore conoscenza, anche sul piano sessuale ed un'intesa tale
che i vostri tempi, attualmente così diversi, comincino a sincronizzarsi.
Per concludere vorrei anche dirle che gli orgasmi simultanei fra due
persone che si conoscono ancora poco si vedono solo nei film. La saluto e
le faccio tanti auguri. Dott.ssa Proietti
UN CASO DI ANORGASMIA
Gentile Dottoressa,
Le scrivo per sottoporle un problema che mi crea qualche ansia. Infatti
sono divorziata e da poco ho cominciato ad uscire con un collega di cui
sono profondamente innamorata. Si parla già di matrimonio ed ho conosciuto
la sua famiglia. Il problema è che sono circa tre mesi che abbiamo
rapporti completi in un posto sicuro e tranquillo, che mi consente il
massimo relax, ma io non riesco ad arrivare all'orgasmo. Lui è molto
dispiaciuto e farebbe di tutto per vedermi soddisfatta. Mi sento in colpa
e non so se a questo punto non mi convenga fingere di arrivarci almeno una
volta... Cosa mi consiglia? La ringrazio anticipatamente per la risposta
che vorrà darmi.
Lara
Cara Lara,
Il problema di cui lei mi parla è purtroppo piuttosto comune fra le donne.
Il consiglio che mi sento di darle è quello di evitare assolutamente di
fingere l'orgasmo, perché questo comportamento al momento può sembrare una
soluzione, ma a lungo termine potrebbe rappresentare un limite al vostro
rapporto e lasciarla per sempre insoddisfatta. Le consiglierei di avere
pazienza, di imparare a rilassarsi in modo più profondo, magari con le
tecniche del Training Autogeno, di far comprendere al suo compagno quali
sono i preliminari che la eccitano di più ed eventualmente di rivolgersi
ad un sessuologo per una consulenza di coppia. Sono tutti consigli utili,
ma il più importante di tutti in questo momento è, a mio avviso, quello di
predisporsi al rapporto in modo rilassato e positivo, ponendosi come
obiettivo non il raggiungimento di un vero orgasmo, ma di un piacere
generale, fatto di coccole e di tenerezze... E prima o poi arriverà anche
il resto!
Dott.ssa Proietti
IL PENE PICCOLO
Buona sera Dottoressa. Le scrivo perché ho appena avuto un litigio con la
mia fidanzata, che mi ha lasciato perché asserisce che il mio pene è
troppo piccolo e quando entra nella sua vagina lei nemmeno lo sente e non
riesce ad arrivare all'orgasmo. Ho sempre saputo di avere un pene troppo
piccolo: 10 cm in stato di erezione! La prego, mi aiuti, mi dica cosa
posso fare per migliorare questa parte del mio corpo che mi fa tanto
soffrire e per la quale a volte mi ucciderei... C'è un modo per risolvere
la cosa chirurgicamente? E' vero che lei non prova piacere a causa delle
ridotte dimensioni del mio pene?
Mauro
Caro Mauro,
Se lei pensa che la sua ragazza l'abbia lasciata per le ridotte dimensioni
del suo pene si tiri subito su il morale: non può essere questa la
ragione. Probabilmente tra la sua ragazza e lei c'erano altro genere di
incomprensioni, di cui magari non riuscite a parlare con troppa facilità
ed insieme, anche inconsapevolmente, avete deviato i vostri punti di iato
su questo argomento. Il suo pene rientra perfettamente nella norma, anche
se ai livelli inferiori, il che equivale a dire che tante persone nel
mondo hanno un pene come il suo o anche più piccolo. Del resto è una falsa
cultura, atavica e maschilista, quella che vedeva la potenza sessuale e la
possibilità di offrire piacere ad una donna, attraverso le grosse
dimensioni del pene. Come lei saprà infatti, l'organo del piacere
femminile è soprattutto il clitoride, che si trova esterno alla vagina e
che dunque non è influenzato dalle dimensioni del suo organo In più vorrei
dirle che la pratica clinica mi porta spesso ad affrontare problemi di
vaginismo, di rapporti dolorosi, paura della penetrazione da parte delle
donne e dunque ritengo che avere uno strumento facilmente manipolabile,
che può entrare in vagina senza troppe difficoltà potrebbe tutto sommato
essere un vantaggio. Unisca a questo l'attenzione per i preliminari e per
la stimolazione del clitoride: vedrà che sarà un amante perfetto per la
sua prossima ragazza. Mi faccia sapere!
Dott.ssa Giuliana Proietti
LUI E' TROPPO GIOVANE
Cara Dottoressa,
Le scrivo per sottoporle un problema al quale non riesco a trovare
soluzione. Sono innamorata di un ragazzo che ha ben 13 anni meno di me.
Lui è sposato ed ha un figlio piccolo. Ci siamo conosciuti sul lavoro (io
ho 43 anni) e da una simpatia è nato prima un rapporto di stima, poi una
complicità crescente fino a che siamo finiti a letto insieme... Ora ci
frequentiamo da un anno, siamo felici, ma c'è un problema: non le sembra
che lui sia troppo giovane per me? Devo anche dirle che sono anch'io
sposata ed ho un figlio di 15 anni. Mi può aiutare a capire cosa devo
fare?
Mistress
Mia cara signora,
Essere innamorati non è certo patologico, anzi è un'emozione eccitante che
tutti accogliamo con grande piacere. Vi sono dei casi tuttavia in cui lo
stato di innamoramento agisce un po' come l'alcool o come certe droghe,
nel senso che fa perdere il senso della realtà ed allenta in modo
esagerato i freni inibitori. Infatti, lei mi pone con insistenza la
domanda se lui può essere adatto a lei in quanto più giovane, ma non si
chiede nemmeno di sfuggita se lui può essere adatto a lei per la
situazione familiare che entrambi avete. Uno psicologo non deve essere un
moralista, non è il suo mestiere, ma francamente in questo caso quello che
mi sento di chiederle è ragionare con minore superficialità sulla
questione morale, sui precedenti legami instaurati con altri partner, sui
doveri verso i figli. Non credo che la sua storia possa durare nel tempo e
diventare un rapporto stabile, sostitutivo degli attuali, per cui, pur
rispettando i suoi sentimenti, le consiglierei di agire con maggiore
prudenza e consapevolezza. Mi riscriva pure quando vuole.
Dott.ssa Giuliana Proietti
UN UOMO MI PERSEGUITA
Da circa sei mesi sono vittima di un persecutore che mi tormenta con
telefonate anonime, in cui sospira, si lamenta, piange e mi dice che sono
una p... Non ho idea di chi sia questa persona, ma vorrei sapere se, in
casi di questo genere, è meglio tenere un atteggiamento freddo e
distaccato, oppure sarebbe meglio cercare di parlare con questa persona,
ascoltare quali sono i suoi problemi e magari convincerlo a lasciarmi in
pace. Lei Dottoressa cosa ne pensa?
Marisa Bologna
Cara Marisa,
La situazione che lei sta vivendo è davvero spiacevole, perché si ha la
sensazione di aver perduto la libertà e si è sopraffatti dalla paura di
essere un giorno colpiti in modo più violento, magari non solo
verbalmente, da questi persecutori. Anzitutto la inviterei a cercare di
capire di chi si tratti: normalmente queste persone non sono degli
sconosciuti, che altrimenti non avrebbero nessuna soddisfazione a farla
vivere in questo stato di ansia. Probabilmente si tratta di una persona
che lei ha respinto, di qualcuno che agisce per vendetta o forse di un
semplice ammiratore che non ha il coraggio di dichiararsi in altro modo o
le abilità sociali che richiede un comune corteggiamento. Detto questo,
cara Marisa, vorrei metterla in guardia da atteggiamenti di aiuto, da
crocerossina, che sono, in casi di questo genere, assolutamente
controproducenti. Il mio consiglio è anzi quello di mantenere un
atteggiamento molto fermo, per non incoraggiare questa persona; eviti di
cadere nella trappola di una discussione, un diverbio, una sfida; non dia
informazioni su di sé ed anzi cerchi di cambiare le sue abitudini ed i
suoi numeri di telefono; infine cerchi di informare la polizia o altre
persone di cui si fida di quanto le sta accadendo. Questo genere di
comportamenti persecutori infatti possono essere un banale scherzo, ma
possono nascondere, in chi le esegue, problematiche psicologiche, o meglio
psichiatriche, ben più gravi, per cui la prudenza è d'obbligo.
Le faccio i miei migliori auguri. Mi faccia sapere come è andata a
finire...
Dott.ssa Proietti
L'UOMO E' CACCIATORE ?
Sono una ragazza di 21 anni e da due esco con un mio coetaneo, con il
quale mi sto per fidanzare ufficialmente. Il mio problema è che
sinceramente sono presa da molti dubbi nei suoi confronti, perché pur
essendo lui un bravissimo ragazzo e pur essendo io assolutamente sicura
dei sentimenti che prova per me, in due anni che siamo insieme mi ha già
tradito 6 volte. Lui mi dice che questo è dovuto al fatto che l'uomo è
cacciatore... Paola
Cara Paola,
Credo che l'uomo sia 'cacciatore' tanto quanto la donna è 'pescatrice'.
Infatti, il concedersi delle distrazioni al di fuori del rapporto di
coppia 'istituzionale' riguarda tanto gli uomini, quanto le donne: c'è chi
riesce a tenere a freno i propri impulsi ed a sottometterli al controllo
della volontà, in vista del mantenimento, anche narcisistico, del proprio
rapporto di coppia e chi invece, pur tenendo al partner, non riesce a
controllarsi e finisce per mettere ogni volta a rischio la propria unione.
Indubbiamente quando si è giovani è giusto fare esperienze, perché il
proprio carattere si forgia anche in base alle persone che si conoscono,
alle situazioni che si vivono, alla consapevolezza delle reazioni del
proprio corpo rispetto a stimoli diversi e così via, ma in questo caso
sarebbe bene stabilire delle regole chiare, all'interno della coppia, in
modo che il rapporto 'tenga' anche quando è messo a dura prova. Visto che
mi chiedi un consiglio, ti direi sicuramente di aspettare ad
ufficializzare la tua relazione, che ancora non mi sembra molto stabile,
malgrado la tua pazienza e ragionevolezza. Attendere ancora qualche anno
significherà maturare insieme e comprendere se vale la pena o no
continuare ad investire affetti emozioni e sentimenti su questa persona.
Ti faccio tanti augur
Dott.ssa Proietti
MIO FIGLIO MI PREOCCUPA
Sono una donna di 55 anni ed anche io ne ho avuti venti, per cui mi rendo
perfettamente conto di quello che provano i giovani e del loro bisogno di
una certa indipendenza.
Malgrado ciò, non riesco proprio a capire perché mio figlio si vada sempre
a cacciare in situazioni difficili, in piena solitudine, alla continua
ricerca di avventure, mettendo a rischio la sua vita. Questa estate è
andato, da solo, a fare un viaggio in autostop niente meno che a Mosca!
Vorrei sapere cosa c'è dietro questi comportamenti 'strani' e che cosa
posso fare per aiutarlo a vivere normalmente. La ringrazio
anticipatamente.
Cara signora,
Comprendo umanamente le sue preoccupazioni di mamma, ma comprendo anche
che, se suo figlio si caccia in situazioni come lei me le descrive,
evidentemente deve avere delle forti motivazioni interiori, oppure un
grande senso di frustrazione, come spesso accade ai giovani, per una serie
di insicurezze personali che li spingono a mettersi continuamente alla
prova, cercando sempre nuove sfide. Non tutti infatti sopportano la noia e
la monotonia, stimoli che possono, in alcuni soggetti, provocare dei veri
e propri stati depressivi ai quali reagiscono cercando situazioni sempre
nuove e sconosciute, a volte anche rischiose, ma che hanno il potere di
far loro provare grosse emozioni, che li fanno sentire vivi e più contenti
di sé stessi. In psicologia queste persone vengono definite 'sensation
seekers' e tra loro troviamo persone con comportamenti antisociali, come
chi si droga, chi sfida la morte con delle corse notturne in stato di
ebbrezza, chi frequenta sette sataniche o ha rapporti sessuali a rischio,
ma anche, mi consenta, degli esploratori, dei ricercatori, degli eroi...
Se la mamma di Marco Polo avesse proibito al figlio di andare per mare, la
storia forse sarebbe stata diversa. Dunque, signora, cerchi di rispettare
le esigenze di suo figlio, il suo forte bisogno di esperienze. Cerchi di
tenere a freno le sue preoccupazioni e sia fatalista: lo stare in casa a
volte non è meno pericoloso che andare in autostop e del resto se lei non
vuole perdere l'affetto di suo figlio deve cercare di capirlo e, se può,
di condividere le sue passioni. Sarà una mamma molto amata. Auguri
signora.
Dott.ssa Proietti
MI VERGOGNO
Cara dottoressa Giuliana,
Sono una ragazza di quindici anni e mezzo e da poco esco con un ragazzo di
17. Tra noi va tutto bene, tranne per il fatto che io mi vergogno
tantissimo e non mi piace che lui mi veda nuda, anche se non
completamente. Da sempre mi secca mettermi in costume davanti agli amici e
non ho mai messo, per questo motivo, nemmeno il bikini, ma solo costumi
interi. Questo scatena furibonde litigate e lui ha deciso di lasciarmi se
non cambio. Sono davvero disperata perché tengo a lui, ma il problema
della vergogna è davvero più forte di me e non riesco a controllarlo.
Vorrei sapere da cosa dipende questa vergogna e se mi può dare un
consiglio. La ringrazio e le faccio i complimenti per la sua rubrica, che
è molto interessante.
Samantha
Carissima Samantha,
Devi sapere che una delle vergogne maggiori delle persone appartenenti
alla nostra società è proprio quella di essere visti nudi, perché ci si
sente violati, disarmati, esposti al giudizio, non sempre positivo, degli
altri. Nel mondo ci sono società in cui è invece normalissimo essere nudi,
per cui gli appartenenti a queste culture non conoscono la vergogna del
corpo. Questo dovrebbe aiutarti a capire che non è la nudità in quanto
tale che comporta pudore e vergogna , ma i vissuti che la accompagnano.
Nel tuo caso la vergogna potrebbe essere condizionata dal senso di colpa,
per questi tuoi primi contatti con un ragazzo, oppure da un complesso di
inferiorità riguardo al tuo corpo perché magari non ti senti ancora 'donna',
non sei come vorresti, ti senti meno attraente della tua migliore amica e
così via, e questo condiziona fortemente i tuoi comportamenti. Un'altra
ipotesi è che potresti essere una persona particolarmente gelosa della sua
privacy, della sua intimità e non essere ancora abituata, data la giovane
età, a condividerla con un'altra persona. Quanto ti accade, cara Samantha,
dimostra che sei una ragazza sensibile, intelligente, riflessiva : non a
caso i portatori di handicap psichico grave, che non hanno capacità di
comprendere, di elaborare la realtà, non conoscono il senso della
vergogna. Il consiglio che posso darti è quello di non cedere alle
pressioni del tuo ragazzo: se le sue richieste ti fanno stare così male,
significa che non sei ancora pronta per una relazione completa e matura.
Contemporaneamente però cerca di allentare il controllo rigido che hai sul
tuo corpo, lasciati andare un po', almeno in ambienti 'protetti', quando
non ci sono persone di cui temi il giudizio o che ti mettono in imbarazzo.
Per la prossima estate comprati un bikini e indossalo sotto un pareo, OK?
Scrivimi ancora se ne senti il bisogno. Dott.ssa Proietti Ancona
LA PARANOIA
Gentile Dottoressa,
Spesso sento parlare di 'paranoia' dai miei figli, che usano questo
termine quando devono dire che hanno delle preoccupazioni, delle idee
fisse che li tengono in ansia. Ora ho sentito alla televisione che anche
Osama Bin Laden potrebbe essere un paranoico: mi può spiegare esattamente
cosa significa soffrire di paranoia?
La ringrazio e le faccio i miei complimenti per questo bellissimo nuovo
sito. Graziana
Carissima Graziana,
Anzitutto grazie, a nome di tutta la redazione, per le belle parole che ha
dedicato al nostro sito, ma veniamo al discorso della 'paranoia'. Paranoia
è un termine che viene dal greco e significa 'mente dissennata', 'pensiero
di traverso'. La personalità paranoica è caratterizzata da tre aspetti:
orgoglio, diffidenza e rigidità. I paranoici si sentono al centro del
mondo, tendono a sopravvalutare le loro capacità, sospettano sempre del
giudizio e dei sentimenti degli altri e dimostrano, nelle loro relazioni
sociali, una certa freddezza affettiva ed ostinazione nel difendere le
proprie idee, anche quando appaiono sbagliate. Un paranoico è un individuo
intollerante, suscettibile, sempre pronto alla sfida; teme che gli altri
possano fargli del male, distruggere la sua reputazione, la famiglia, i
beni e per questo reagisce con aggressività e persegue l'obiettivo di
punire i 'responsabili' di queste sue preoccupazioni. Troviamo i paranoici
fra i migliori clienti degli avvocati: fanno una causa dietro l'altra,
litigano con i vicini e con i familiari per questioni di eredità.
Nei casi più gravi, quando cioè parliamo di patologia psichiatrica, un
paranoico può arrivare al delirio, che è in genere basato su un'ideologia
mistica, sociale o politica, che intende trasmettere con proselitismo
accanito, in una lotta che può comportare perfino il mettere a rischio la
sua vita. Questa malattia si cura con sedativi, uniti ad una efficace
psicoterapia : come vede i suoi figli usano questo termine a sproposito,
anche se è di moda fra i giovani. Quanto a Bin Laden... Credo sia
esagerato azzardare diagnosi psichiatriche a distanza, non crede? Dott.ssa
Proietti Ancona
L'OSSESSIONE DELLA DIETA
Sono una ragazza di 19 anni e da sempre ho problemi con il mio peso. Mi
rendo conto di non essere poi così 'grassa', ma non sono magra così come
vorrei. E' per questo che già a 14 anni ho cominciato la mia prima dieta
fai-da-te ed ho perso in un mese 5 kg. Da allora la mia vita può essere
raccontata in momenti-dieta e momenti-non-dieta. Purtroppo mi rendo conto
che mi sento, non dico felice, ma almeno serena, solo quando raggiungo il
mio peso ideale, mentre negli altri periodi sono molto nervosa. Il mio
ragazzo finora sembra aver accettato questa mia ossessione per la dieta,
ma da qualche mese comincia a lanciare segnali di insofferenza, mi chiede
anzi di ingrassare, perché dice che è molto più importante che io
raggiunga la linea che piace a lui, più femminile e tutta curve. La prego,
mi dia un consiglio, perché stiamo sempre a litigare e ho paura che se va
avanti così finiremo per lasciarci. La cosa che le domando è questa:
dovrei rassegnarmi ad ingrassare o dovrei continuare a cercare di essere
quella che voglio essere?
Un bacione. Chiara
Carissima Chiara,
Anzitutto un discorso sulle diete. L'aspettativa di tutte le ragazze che,
come te, si mettono a dieta, è quella di poter acquisire, con il
dimagrimento, un aspetto più piacevole, secondo gli attuali standard di
desiderabilità proposti dai media, dove la figura femminile appare esile,
agile e longilinea. In realtà da un punto di vista psicologico, questo
mettersi a dieta, specialmente senza la guida di uno specialista, è un
fattore predisponente... all'aumento di peso ! Infatti, a lungo termine
una dieta, anche quando è stata efficace nel far perdere momentaneamente
peso, spinge la persona a trasgredire alle regole alimentari che si è
auto-imposta e, nella convinzione di essersi ormai 'sacrificati'
abbastanza, ci si consentono 'sgarri' che vanno perfino al di là delle
normali abitudini alimentari. E' così che il nostro corpo diventa una
specie di fisarmonica, che si allarga e si restringe, a seconda dei
periodi, per tutta la vita. Una bella schiavitù, non ti pare? Per quello
che riguarda la seconda parte della lettera, io credo, cara Chiara, che in
amore non sia mai consigliabile sottomettersi alla volontà del partner: è
giusto che tu sia quella che vuoi essere e non quella che ti chiede di
diventare il tuo ragazzo. Ciò detto è possibile forse trovare un
compromesso, perché in amore è giusto anche donare e donarsi... Purché la
cosa sia fatta con il cuore e non sia una imposizione.
Insomma, la soluzione giusta per te credo sia quella della 'falsa magra'...Cari
saluti.
Dott.ssa Proietti
|
CICLO MESTRUALE
Ciao. Mi chiamo Patty ed ho 17 anni. Sono molto allarmata perché sono
due volte consecutive che le mestruazioni non mi arrivano nel giorno
stabilito, ma in ritardo e sono due volte di seguito che io e il mio
ragazzo andiamo in paranoia, per cui ti scrivo questa lettera perché
vorrei capire bene bene come funziona il ciclo mestruale, in modo da
sapermi regolare meglio e soprattutto non farmi prendere questi
attacchi di panico quando vedo che il ciclo non arriva. MI puoi
aiutare? Aspetto con ansia. Ciao ciao Patty
Carissima Patty, ho scelto la tua lettera fra una decina di altre
molto simili, per cui, attraverso questa risposta, spero di
accontentare tutte le lettrici giovanissime di psicolinea.it, alle
prese con i problemi di contraccezione e ciclo mestruale. Anzitutto
una premessa: se volete avere rapporti sessuali, cercate di averli 'protetti',
ovvero usate sempre il preservativo! Se conoscete bene il vostro
partner e sapete che vi potete fidare per quanto riguarda le MST
(malattie sessualmente trasmesse), potete passare anche ad altri
sistemi contraccettivi, tipo la pillola. Quello che è assolutamente da
evitare è l'utilizzo del coito interrotto, che può funzionare solo fra
persone sessualmente molto esperte e che hanno alle spalle anni di
conoscenza intima. E ora veniamo alla tua domanda: il ciclo mestruale
è il momento finale di alcuni mutamenti fisici collegati alla
fertilità e alla riproduzione. E' regolato da speciali sostanze
(ormoni) prodotte da alcune ghiandole. Il ciclo dura in media 28
giorni, ma può essere più breve, più lungo o variare mensilmente. La
durata del ciclo dipende in larga misura dalla durata della fase
preovulatoria, perché dall'ovulazione in poi passano comunque 14
giorni. L'ovulazione dunque avviene circa 14 giorni prima della
mestruazione successiva e, se si ha un ciclo regolare, si può
calcolare con una certa precisione, anche se, come tutti sanno, non ci
si può fidare mai al 100%, perché i cicli sono sempre suscettibili di
cambiamento. La fase ovulatoria dura 2 o 3 giorni: è il periodo più
fertile della donna (ed anche quello, guarda caso, nel quale la donna
ha maggiore desiderio sessuale!) e lo si riconosce perché in quel
periodo ci si sente più 'bagnate' e si producono delle perdite bianche
piuttosto viscose, simili alla chiara dell'uovo. Spero di essere stata
esauriente... Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
LUI MI VUOLE TUTTA CICCIA E BRUFOLI
Cara dottoressa, ho 17 anni e sono alta 174 peso 54 kg. Sono sempre
stata la più alta della mia classe, sempre la più magra, ma finora non
ho avuto alcun problema per questo mio fisico, anzi. A casa non ho
problemi: mangio tutto quello che cucina la mamma, non osservo mai
alcuna dieta, mangio salsicce e dolci. Però non ingrasso... Ora mi
sono messa con un ragazzo che mi dice sempre che gli piaccio molto, ma
che vorrebbe vedermi con dieci chili in più, perché a lui non
dispiacerebbe vedermi qualche curva, stile Ferilli. Non capisco perché
lui si sia messo con me se gli sembro troppo magra, non so cosa ci
trovi in questo mio corpo senza curve. Se gli piacciono le donne come
la Ferilli o la Marini il mondo ne è pieno... Ma perché ci dovrei
diventare io? Non le sembra una forma di violenza nei miei confronti
farmi tutta questa pressione psicologica per farmi ingrassare? A casa
nessuno mi dice niente, devo sentirmi fare le prediche da lui? Mi dica
cosa ne pensa, mi aiuti, la prego. Grazie. Un bacione. Marika
Carissima Marika, Non posso che essere d'accordo con te. Se lui ti ha
scelto fra tante, si vede che gli andavi bene così e dunque non è
giusto ora pretendere di cambiarti. Tuttavia, tu sei ancora giovane
ma, la vita te lo insegnerà, bisogna cercare anche di essere un po'
flessibili, di venire un po' incontro a chi ci vuole bene. Dunque,
cercate di trovare un compromesso. Del resto sei veramente molto magra
e 5-6 kg di più credo non ti starebbero male. In ogni caso, carissima
Marika, un po' di forme non sono una scelta definitiva, puoi sempre
provare e se proprio non ti sentirai nei tuoi panni, o meglio nella
tua taglia, potrai sempre tornare indietro. Ci sono attori che per un
film ingrassano 10-15 kg, poi li riperdono, tu intanto prova con 3-4
kg: non ci vuole niente a metterli su, si perdono con facilità...
Chissà che questo nuovo look non soddisfi anche te? Un bacione anche a
te.
Dott.ssa Proietti
COME AL LUNA PARK
Gentile Dottoressa Proietti, proprio oggi ho scoperto l'esistenza del
sito al quale Lei collabora. Ho letto il Suo profilo, ma, confesso,
non ho ancora letto il Suo libro. Mi è venuto spontaneo scriverLe.
Forse perchè mi affascina la psicologia, ma soprattutto perchè sto
attraversando una fase particolare. Si immagini gli specchi deformanti
del luna park. Mi rifletto costantemente in questi. Non mi sento
padrone della mia vita: sono in balia delle mie paure consolidate di
ventiseienne. Sono spettatore della vita; in esilio. Sto male ma non
mi sono ancora deciso seriamente a cambiare, sempre per paura. Di me
stesso? Scusandomi per la mail un po' sconclusionata, Le auguro buon
lavoro. GC
Carissimo GC, Non credo lei veramente si aspetti una risposta da me,
in quanto non mi dice nulla circa la natura delle sue 'paure
consolidate di ventiseienne', non mi spiega perché si sente spettatore
della vita, in esilio ecc. Tutte belle frasi, di forte intensità
poetica, con le quali mi sembra lei ami trastullarsi, per evitare di
cadere nella trappola di 'guardarsi dentro': a mio parere questo è
quello che veramente la spaventa, non il cambiamento vero e proprio,
che comunque appartiene ad una fase successiva. Auguri! Salve.
Dott.ssa Proietti
LEI HA SEMPRE VOGLIA
Salve dottoressa ho 36 anni direi di avere un problema con la mi
ragazza e cioè nei nostri rapporti sessuali spesso mi capita di avere
un grande desiderio e il tutto comincia bene ma quando comincio la
penetrazione mi si ammoscia e non riesco ad avere la eiaculazione.
Devo precisare che, visto che abitiamo lontani, ci vediamo poco e
quando riusciamo a stare insieme qualche giorno lei lo vuole fare
spesso anche 3/4 volte al giorno ma io a volte non ne ho voglia anche
xchè arriva a farmi male io non so più cosa fare x risolvere i
problemi specialmente il primo che ho detto; io non credo di aver
bisogno di medicinali ma di una qualche terapia psicologica o di un
qualche metodo di come farlo, insomma di esercizi o roba del genere
non so lei mi può aiutare? grazie. distinti saluti Planet.
Carissimo Planet, La prima cosa che mi verrebbe da chiederle è perché,
secondo lei, la sua ragazza senta l'esigenza di fare l'amore tre o
quattro volte nella stessa giornata. Capisco che siete lontani e
probabilmente fra una volta e l'altra passi anche molto tempo, ma ho
il sospetto che la sua ragazza non provi una sufficiente soddisfazione
sessuale nei rapporti che ha con lei e per questo le chieda spesso di
riprovare, nella speranza che 'vada meglio' la volta successiva. Il
che, da quello che lei racconta, credo non capiti frequentemente ed
anzi, fra una volta e l'altra c'è forse un abbassamento della qualità
della sua prestazione. Il mio parere è che la soddisfazione sessuale
non dipende tanto dalla quantità delle volte, ma dalla qualità: se i
due partners comunicano bene e cercano di venirsi incontro nelle
reciproche aspettative, il rapporto può migliorare tantissimo e dare
una soddisfazione più duratura. Le cose da fare sono queste: parlare
con la sua ragazza e cercare di spiegarvi un po' su quello che vi
accade, poi andare insieme da uno specialista che vi possa aiutare.
Dott.ssa Proietti
IL COGNATO BUGIARDO
Il fratello di mio marito ha sempre avuto problemi nel dire la verità
ma ultimamente le cose sono peggiorate. Le sue bugie riguardano tutto
e tutti (incontri per strada fortuiti con conoscenti che invece non
sono mai avvenuti, informazioni errate sul colore della macchina
acquistata, bugie riguardanti il luogo dove si trova quando lo si
contatta per telefono, bugie sul nome della ditta per la quale lavora
nel momento ecc). tutte queste bugie lui sa perfettamente che verranno
scoperte a breve perché la versione di uno stesso fatto viene fornita
diversa a me e a mio marito che poi chiaramente ci incontriamo e
confrontiamo.
Questo ha sempre provocato conseguenze catastrofiche (liti violente, o
tentativi di aiuto sempre respinti, fino a portarci all'allontanamento
di mio cognato che però provoca molto dolore a mio marito).
Io non riesco ad individuare il problema di mio cognato ( si tratta di
patologia? di che genere?) e vorrei aiutarlo ma non so come fare.
La situazione è veramente difficile.
La ringrazio per l'aiuto e le porgo distinti saluti.
Mouse
Carissima Mouse,
In genere i bugiardi sono delle persone fragili e insicure, che temono
di essere controllate o giudicate dagli altri e che dunque, per
evitare di subire questi giudizi, per loro devastanti, inventano delle
bugie, per sentirsi 'al sicuro', nel senso che, se gli altri avranno
da criticarlo, lui sa bene che le cose sono andate in modo diverso da
come le ha raccontate e dunque, con questa strategia, non perde il suo
equilibrio psichico. Un altro tipo di bugiardo è colui che ha una
personalità paranoide: in questo caso non si ha semplicemente la paura
di essere giudicati, ma la convinzione di avere intorno dei 'nemici',
che vogliano fare solo i loro interessi, magari ai suoi danni. Il
paranoico è costretto dunque a difendersi prima che gli altri 'attacchino'.
Le idee paranoiche poi, sono di tipo ossessivo, nel senso che non
danno tregua e che irrompono nella mente in qualsiasi momento, anche
di notte, anche nei sogni. Per difendersi da questi continui sospetti
che si hanno sugli altri, la strategia è quella di non lasciare
tracce, non dire mai la verità, non dare agli altri il modo di essere
controllati, dare delle false piste. Nel caso di suo cognato, non
saprei proprio quale possa essere dei due casi, ma in ogni caso,
vorrei dirle, se le bugie che dice sono quelle che lei mi riferisce,
non mi sembrano poi così gravi: se suo cognato riesce, mentendo, a
combattere con efficacia contro le sue angosce, qualunque esse siano,
che vi importa se non dice la verità sul colore della macchina nuova o
se dice di aver incontrato persone che non vede da secoli? Un po' di
tolleranza a volte... Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
IL TRIANGOLO NO...
Ho conosciuto un uomo meraviglioso, dolcissimo, quando per caso scopro
su internet che in alcuni suoi profili come base principale ama il
sesso. In uno cerca 'coppia per avere il suo primo rapporto bisex
attivo'. Parlandone con lui non nega, dice che mi ama ma il sesso gli
piace e non è da mettere in discussione con 'sesso e amore' che ha con
me: è solo una cosa corporale e basta; per quanto riguarda il fatto
del bisex in lui è nata questa cosa stando tanto solo senza rapporti e
usando il suo membro da solo come piacere ed è un desiderio che vuole
esplorare con una coppia.Io gli ho detto: 'certo, perchè il sesso a te
piace; vuoi esplorare il sesso a tre...Una cosa nuova, giochi nuovi
che bene o male hai da donna come base, ma i giochi a tre comportano
anche il sesso maschile.Lui giura di no, la donna non le interessa,
vuole solo che al limite possa aiutarlo in questa impresa di baciare,
leccare, toccare e farsi penetrare dall'uomo. Voi cosa credete ?
Che uomo può essere questo che dice di amarmi? Cosa sono realmente
queste persone che fanno sesso a tre? Io scema e non so cosa sono
ancora sull'idea del 'sesso e amore' : come è possibile dare il nostro
corpo e noi stessi a giochi di sesso ? Sono persone normali?
Grazie per un eventuale vostra risposta M.L
Cara M.L., Certamente l'uomo dolcissimo che ha trovato non è un uomo
che le può garantire un solido rapporto di coppia: se già all'inizio
della vostra relazione lui si mostra interessato ad avere esperienze
omosessuali o di gruppo, ciò significa che è alla ricerca di emozioni
forti, che evidentemente servono a compensare uno stato depressivo o
una certa insicurezza interiore.I giochi di sesso non sono in sé né
pericolosi né immorali, purché siano compiuti fra persone adulte e
consenzienti: l'unica cosa che osservo in questa storia che mi ha
raccontato è che lei non mi sembra né contenta, né interessata a far
parte di questo gioco e dunque l'unica conclusione è che questo uomo è
dolce, ma sicuramente non adatto a lei.Continui a seguirci su
psicolinea, perché nelle prossime settimane parleremo proprio di amore
di gruppo.
Dott.ssa Proietti
IN BALIA DI LEI
Gentile Dott.ssa, Le scrivo per avere un suo parere. Sono un ragazzo
di 25 anni. Ho rapporti sessuali abbastanza regolarmente dall'età' di
18 anni. Come tutti, in alcune situazioni di stress ho sofferto di
Eiaculazione precoce...ma a parte episodi (magari periodi) in cui
SAPEVO BENISSIMO le motivazioni del mio problema (generalmente ne
soffro in rapporti STABILI con ragazze , quando il rapporto si
deteriora..o io temo si stia deteriorando per vari motivi) non ho mai
avuto particolari problemi (anche nei rapporti occasionali) e ho
sempre condotto una vita sessuale soddisfacente sia per me che per le
donne che sono state e stanno con me! Anzi...devo dire che
SPONTANEAMENTE quando sto con una ragazza per un po' di tempo (sono
stato con una ragazza per tre anni.ora sto con un'altra da 2) si
raggiunge un'ottima intesa al punto che QUASI ogni rapporto si
conclude con un orgasmo simultaneo (senza farsi crucci se non
succede). Da un po' di tempo ho però notato che quando la mia ragazza
sta SOPRA non riesco a controllare la mia reazione! Premetto che amo
la mia ragazza e abbiamo un rapporto divertente di complicità e
intimità! So che e' una cosa psicologica...e' come se non volessi
che sia lei a controllare il rapporto...cerco di alzarmi..di mettermi
per lo meno a sedere..perché mi sento a disagio completamente sdraiato
e in sua balìa!! Altre volte riesco a rilassarmi completamente e non
ho nessun problema. (anzi trovo che mi piace molto di più quando sta'
sopra, riesco a sentire le mie sensazioni più intensamente e in
maniera rilassata) Vorrei un suo parere su questo problema..non vitale.ma
che per me e' un sintomo di qualcos'altro che vorrei capire meglio! La
ringrazio anticipatamente
Distinti Saluti GM
Gentilissimo GM,
Il mio parere è che lei, come tanti altri rappresentanti del suo
sesso, è vittima di un pregiudizio, diciamo 'sessista',
Dunque, si rilassi... Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti
SONO UN SOGNATORE...
Salve sono Carlo di B.
il mio problema è come mi dicono "che non sono concreto e pragmatico",
penso di essere un sognatore, sto male se vedo gli altri stare male e
cerco di aiutarli e non riesco mai a dire di no, mi prendo troppi
impegni anche lavorativi ma non riesco a mantenerli, spesso fare fare
certi lavori magari alla sera mi deprime e allora tendo a rinviare a
domani ed a uscire o fare altro, e così quel lavoro poi lo rinvio fino
a che è troppo tardi.
In pratica quando lavoro non lavoro bene perchè penso che potrei fare
altro, e quando faccio altro non stò bene, perchè penso che invece ho
del lavoro arretrato da fare.
Mi sento insoddisfatto, penso di aver capito i problemi e come
risolverli, ma dentro di me qualcosa mi impedisce di farlo, potete
aiutarmi?
grazie
Carlo
Carissimo Carlo,
Nel suo caso bisognerebbe capire bene perché lei non riesce a portare
a termine le sue cose, perché, quando le è possibile, preferisce
estraniarsi dalla realtà, perché le piace coccolarsi in questo stato
di insoddisfazione. Quali benefici secondari ne ricava? Cosa
rischierebbe se si comportasse altrimenti? Ecco, questi sarebbero dei
discorsi interessanti da sviluppare in terapia. Le propongo per il
momento una soluzione che mira ad aiutarla nella vita di tutti i
giorni, ma che lascia del tutto irrisolte le domande all'origine del
suo comportamento:
1. Farsi ogni giorno un programma preciso della giornata (che deve
essere credibile, realistico e raggiungibile);
2. Fissare una ricompensa gratificante per ogni cosa che riesce a
portare a termine secondo il programma;
3. Fissare una 'penitenza' per ogni volta che non riesce a seguire il
programma che si è dato. La gratificazione dovrà avere un valore
almeno doppio di quello fissato per la punizione.Ci provi e veda come
va. Purtroppo fare tutto da solo all'inizio non sarà facile, ma ci
metta ugualmente entusiasmo e buona volontà.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
RIMANERE INCINTA
Giorno, sono una ragazza di 17 anni!
IO avrei da porvi un paio di domande.
Io il 2 gennaio del 2002, ho avuto un rapporto sessuale con il mio
ragazzo, il rapporto completo l'abbiamo avuto con precauzioni. Si è
pulito, ed é passato un po' di tempo; in un secondo tempo, lui é
entrato di nuovo senza precauzioni.
Le mie domande sono:
- È possibile rimanere incinta, se lui si é pulito??
- È vero che gli spermatozoi muoiono con il contatto con l'aria?
- Dopo quanto tempo si può verificare se si è incinta?
Vi ringrazio..attendo una vostra risposta al più presto.
Carol
Carissima Carol,
Se il tuo ragazzo si è pulito le possibilità di rimanere incinta si
sono sicuramente molto ridotte, perché come saprai gli spermatozoi a
contatto con l'aria muoiono in pochi minuti. Sarebbe meglio però, se
possibile, utilizzare nuovamente il preservativo Ciao.
Dott.ssa Proietti Ancona
SOGNI RICORRENTI
Gent.ma Dott.ssa,
sogno spessissimo ed a volte con enorme angoscia,di volare o di fare
dei grandissimi salti ,ma anche di trovarmi di fronte a delle fonti
d'acqua(piscina,mare,ecc.;) e di scendere(più spesso) o salire scale o
scalini,cosa può significare?ripeto che si tratta di sogni che mi
accompagnano fin dall'adolescenza.
Grazie mille,saluti cordiali T.
Carissima T.,
Purtroppo non sono solita interpretare i sogni in questo modo: per
poter capire cosa significa realmente un sogno bisogna conoscere molto
bene la vita, le esperienze, i pensieri di una certa persona. Se è
vero che vi sono dei significati simbolici universali, come possono
esserlo quello dell'acqua( simbolo materno per eccellenza), quelli
delle scale o del volo (simboli dell'eccitazione sessuale e della sua
risoluzione) occorre vedere cosa significano queste cose nella sua
vita, soprattutto capire perché si ripetono e perché le creano
angoscia. Ma non è un discorso che si può fare per corrispondenza.
Salve
.Dott.ssa Proietti Ancona
LEI E' PIU' GRANDE DI ME
Gent.le dott.ssa, Qualche anno addietro ho conosciuto una donna più
grande di me di 10 anni (oggi io ne ho 40 lei ne ha 50). Questa
conoscenza si è trasformata in amicizia dapprima e in una forte
passione sentimentale da tre mesi or sono.
Questa cosa ci ha sorpresi entrambi perché nessuno dei due avrebbe mai
immaginato che tra noi pur essendo stati così vicini potesse nascere
questa grande passione. I problemi ( i miei) cominciano adesso.
Viviamo in una piccola città di provincia del NORD ITALIA dove vivere
una relazione del genere alla luce
del sole è oggetto di pettegolezzi e dicerie varie. Per cui siamo
quasi costretti a viverla in maniere quasi ghettizzata per timore dei
giudizi.
In più la mia preoccupazione è questa differenza di età. Ad oggi ho
con questa persona una bellissima intesa sia intellettuale che
sessuale. Sono
stato con donne giovani ma quello che mi da lei nei momenti di
intimità non me la mai dato nessuno ed ho paura di perdere tutto
questo per la sola
circostanza di vivere in una città tra le più bigotte d'Italia. La
ringrazio fin d'ora per una sua gentile risposta Un lettore
Carissimo Lettore,
Una bella storia come la sua non può essere sminuita per un aspetto
così poco rilevante come quello dell'età. Del resto non siete dei
ragazzini e lei è sicuramente diverso dal quindicenne che si è
innamora della signora sposata e madre di famiglia. Alla vostra età
questa differenza di età si sente molto di meno e poi una donna di
cinquant' anni oggi può essere ancora una persona molto piacente e
giovanile.Se la sua amica le riesce a dare quello che altre donne più
giovani non le hanno dato in passato, non vedo perché lei debba farsi
un problema di questa situazione. L'unica cosa che dovrebbe pensare è
che probabilmente questa storia non durerà per tutta la vita, ma del
resto nessuna relazione sentimentale comincia con un certificato di
garanzia...
Per quanto riguarda i giudizi degli altri, non posso che consigliarle
il motto dantesco: 'Non ti curar di lor, ma guarda e passa...'
Le faccio i miei migliori auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
LUI RESTERA' CON ME?
Sono una ragazza di 27 anni. Dopo diverse storie serie in cui ogni
volta ero convinta di aver trovato l'uomo giusto, adesso sto con un
ragazzo di 28 anni. Con lui ho iniziato a convivere quasi subito,
concretizzando immediatamente il rapporto e facendomi trasportare dal
suo entusiasmo e dalla sua pazzia, ma anche dai miei sentimenti per
lui, perché effettivamente stiamo molto bene insieme. Ho trascorso un
periodo veramente terribile in cui ho anche perso il lavoro e soltanto
il fatto che lui ci fosse mi è bastato per non farmi prendere dalla
disperazione. Ma adesso ci sono due problemi che offuscano la nostra
storia e che iniziano ad angosciarmi. Lui è reduce da un matrimonio e
una brutta separazione con una donna, che subito dopo la gravidanza
(hanno una bambina di quasi 3 anni) per una forma di esaurimento
nervoso (o almeno così dice lei), ha iniziato ad avere sempre più
frequenti crisi di gelosia e ad accusarlo di ogni cosa, fino alla
rottura definitiva. Inizialmente lui era molto convinto nella nostra
storia, credeva moltissimo in me e nei nostri sentimenti e mi era
molto grato per averlo fatto stare meglio dopo il periodo a seguito
della separazione. Ma adesso le cose stanno cambiando. Lui è
perseguitato dal ricordo di come sono andate a finire le cose con
quella che riteneva la donna della sua vita e vive nel timore che
possa succedere la stessa cosa con me. Se inizialmente proprio lui era
quello che credeva maggiormente nella storia, adesso sta frenando il
suo entusiasmo. Sento che è diventato più freddo e distaccato e
subisco la cosa senza sapere come poter intervenire. Vorrei aiutarlo,
ma pare che lui faccia fatica anche solo a parlarne. Ho provato a
ricordargli che siamo in due e che deve fidarsi di me, ho anche
insistito, ma dopo un po' si è infastidito. Così vivo nel terrore che
le sue paure siano più forti dei sentimenti che prova per me e sono
angosciata dall'idea che lui un giorno preferisca lasciarmi piuttosto
che affrontare il suo blocco. Nel frattempo lui è terrorizzato dalla
possibilità di una gravidanza indesiderata (la sua bambina è stata
concepita proprio in questo modo), tanto che è bastato che io
dimenticassi una pillola per mandarlo in panico (l'ho comunque
avvertito in modo che potessimo premunirci con un altro
contraccettivo). Oppure mi confonde spesso e volentieri con la sua
ex-moglie, nel senso che mi assegna reazioni che non sono mie e io
devo faticare non poco per ricordargli che sono una persona diversa.
L'altro problema che mi ossessiona è il matrimonio. Stiamo insieme
ancora da poco, è vero, e forse e' un pensiero prematuro, ma io so già
adesso, perché non manca mai di ricordarmelo, che lui, dopo
l'esperienza disastrosa, non ha intenzione di risposarsi, mentre io è
una vita che sogno di avere la mia opportunità di arrivare a compiere
il grande passo con l'uomo della mia vita. Con lui non ne ho mai
parlato seriamente per paura di portare altre angosce nel rapporto che
comunque mi rendo conto sarebbero premature. Ma continuo a pensarci.
Una volta, durante una discussione, lui mi ha detto che forse farei
meglio a non perdere tempo con lui proprio per questo (credo che lui
intuisca la situazione anche se non ne abbiamo mai parlato). Non nego
però che la frase mi ha davvero ferita. Per lui sembra così facile
rinunciare a me. Io ho molta fiducia in lui e nel nostro rapporto, ma
sento che, nonostante le apparenze, spesso lui mi tiene a distanza e
non so come risolvere il problema. Nel frattempo sono sempre più
angosciata e vivo nel terrore che lui un giorno scopra di non essere
realmente innamorato di me. Sto diventando paranoica. Cosa devo fare?
Grazie Shekat
Carissima Shekat, La sua lettera è molto intensa e sono sicura lei sia
una persona molto consapevole e difficile ai colpi di testa. Proprio
per questo ritengo che lei sia in grado di vedere la realtà in modo
abbastanza obiettivo, anche se ne è profondamente coinvolta. La mia
sensazione è che lui si sia tuffato in questo rapporto per voler
dimenticare la storia che l'ha preceduto ed il senso di fallimento
personale per aver dovuto abbandonare quella che lui credeva la 'donna
della sua vita' ed una bambina di soli tre anni. Ora che il vostro
rapporto si è consolidato e dalla passione iniziale si passa
all'organizzazione di un ordinario menage di coppia, dove si ipotizza
anche la possibilità di un matrimonio, credo che il suo uomo Cari
saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
HO PAURA DI SOFFOCARE
Buongiorno dottoressa,
Le scrivo per esporle il mio problema. Sono anni che soffro di stati
di ansia in particolare noto spesso che mi prendono alla gola. Le mie
alimentazioni sono diventate un problema, anche il dentista. Ho paura,
quando mangio, di strozzarmi e devo masticare molto e bere acqua in
continuazione per far andar giù il cibo. Lo so che è un fattore
psicologico, ma mi tortura non mangiare più come una volta con gusto.
Grazie
Cris
Carissima Cris,
La tua è una fobia abbastanza frequente, anche se non per questo meno
dolorosa. Ritengo che sia difficile riuscire a superare il problema da
sola, perché non basta e non funziona il solo cercare di non pensarci
al momento di mangiare. Anche documentarsi su quante siano
effettivamente le cause di morte nel mondo dovute allo strozzamento
durante l'assunzione di cibo potrebbe forse aiutarti a capire che non
è poi così frequente, ma... Ti passerebbe la paura sapendo che solo lo
0,00...delle persone muoiono così? Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
UNA SITUAZIONE FREQUENTE
Gent.le Dott.ssa vorrei chiederle un parere su una situazione che si
verifica con frequenza quasi mensile da quando ci siamo sposati. Due
anni.
In occasione di sbagli o litigi mia moglie fa le valige,offende e chi
ne ha più ne metta, va a casa della madre e non si fa più reperire di
solito per una settimana,anche spalleggiata, naturalmente, dai
genitori che la ospitano sempre e le danno sempre manforte (lei ha un
amore morboso verso i suoi).
Premetto che sono sempre io a dirle che deve tornare a casa e a farle
presente che non si risolvono le cose andando via ma, che così facendo
peggiora le cose.
Lei invece di fare ciò, mi rinfaccia di tutto dalla cosa successa
dieci anni fa ad oggi ma non torna.
Trascorso tale periodo vuole ritornare a casa, ovviamente trova me che
passando il tempo mi sono notevolmente arrabbiato, soprattutto per il
suo comportamento.
Ricercare la pace poi diventa una cosa complicatissima anche se prima
sarebbe stata a mio avviso, molto più semplice, inoltre dice che lei e
la sua famiglia mi hanno offeso solo perché in un momento di rabbia e
per questo non pensano nemmeno di chiedere scusa; premetto che io non
li ho mai offesi!
La situazione si fa sempre più pesante,ed io sono veramente stanco.
A prescindere dai torti o dalle ragioni, per Lei, le sembra un
comportamento normale?
Ringrazio anticipatamente.
Un lettore
Caro Lettore,
No, la situazione non mi sembra affatto normale. Probabilmente sua
moglie non si sente sicura né di sé stessa né di lei e cerca pertanto
delle conferme: infatti, se decidesse di andarsene per davvero, non lo
farebbe tutti i mesi e soprattutto non tornerebbe.
Direi che la cosa migliore da fare è non cercarla più, per spezzare
questa spirale che alla fine non può che portarvi entrambi
all'esasperazione. Sua moglie deve imparare a regolare le sue emozioni
ed a prendere le decisioni con maggiore consapevolezza. Con questo
intendo dire che se lei, caro Lettore, è un essere così mostruoso,
deve essere lasciato una volta per tutte, perché riprovarci tante
volte, a distanza di trenta giorni l'una dall'altra è come non
essersene mai andate; allo stesso modo se lei dal matrimonio si
aspettava un rapporto stabile e complice, questa sposa-bambina non fa
per lei! La prossima volta che torna le faccia capire con chiarezza
che questa telenovela è finita e non ci saranno repliche.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
|
|
FOBIA DI VOMITARE
Ho quasi 30 anni e da quando ero piccola soffro di una paura (o fobia) per
me molto strana, che è quella di vomitare, e questa si manifesta non solo
nei miei riguardi, ma anche verso gli altri. Se ho il minimo sospetto che
qualcuno possa vomitare, il primo istinto è scappare. Che cosa posso fare?
E' possibile superare questa paura? Grazie SR
Carissima SR, La sua fobia non è poi così strana: l'attivazione del
sistema nervoso simpatico a causa di una reazione d'ansia può causare
palpitazioni, sudore, fame d'aria, ma anche chiusura dello stomaco,
deglutizione difficile, vomito ecc. Il fatto che lei tema questa reazione
non sono in sé stessa, ma anche negli altri, è ovviamente un riflesso:
poiché questo pensiero è per lei quasi un'ossessione, così come
normalmente accade nei soggetti fobici, è normale che lei sia portata ad
immaginare lo stesso tipo di problema anche negli altri e, in tal caso, la
sua reazione di fuga è spiegabile solo in quanto proiezione esterna della
sua paura. Per capire da dove viene questa sua fobia bisognerebbe saperne
di più sulla sua vita: in particolare sarebbe utile sapere quando lei ha
avuto le prime manifestazioni di questo sintomo, in quali circostanze si
ripete, quali significati lei attribuisce al cibo, l'accettazione che lei
ha di sé stessa a livello di immagine e, naturalmente, quali sono stati i
suoi rapporti con la figura materna. Poiché di tutto questo non se ne può
parlare che in terapia, direi di saltare subito a 'che cosa può fare' per
superare questa paura. Anzitutto, non combatterla! Occorre al contrario
che lei si esponga gradualmente a questa cosa che tanto la spaventa,
consentendosi di guardarla in modo 'scientifico'. Allora, cosa è mai il
vomito? Leggere e documentarsi sul processo digestivo, sull'emissione di
succhi gastrici, sui motivi di questo riflesso ecc. può aiutarla ad
evitare di pensare a questa cosa come ad 'uno schifo' e cominciarla a
trattare con un certo distacco, come potrebbe fare un medico, cercando di
pensare a questo come ad un processo fisico, chimico, naturale, per niente
sconvolgente.
Questo a livello cognitivo. A livello comportamentale occorre invece che
lei apprenda una tecnica di rilassamento ed ogni volta che sente
sopraggiungere il sintomo lei abbandoni tutte le modalità di reazione che
ha finora adottato (non funzionano!) ed impari invece a rilassarsi,
chiudendo gli occhi, respirando profondamente e ripetendo mentalmente
qualcosa che lei conosce bene e può ripetere automaticamente, tipo una
canzone, una preghiera, una poesia... Se ha poca fantasia conti
semplicemente da 1 a 100, con calma, immaginando ad esempio che lei possa
leggere questi numeri nel cielo, fra le stelle. Aspetto sue (buone!)
notizie. A presto!
Dott.ssa Proietti
ODIO LE COZZE...
Cara dottoressa, io non ci capisco più niente. Sembra quasi che io sia
l'unico sulla faccia della terra incapace di costruirsi un rapporto
sentimentale.
Mi piacerebbe capire in che cosa sbaglio: quando mi piace una ragazza
cerco di farmi avanti, di parlarci, rendendomi simpatico, dandole il mio
numero di telefono... E invece non succede mai nulla. Le uniche ragazze
che mi cercano sono, mi perdoni l'espressione, delle vere e proprie
'cozze' ed io sinceramente ODIO LE COZZE... Non mi piacciono, né crude, né
cotte! Poiché ho 25 anni, mi piacerebbe almeno trovare la forza di andare
con una donna, anche s enon mi piace, allo scopo di fare esperienza, ma
non so perché, è più forte di me, quando mi accorgo che la 'cosa' con la
cozza diventa fattibile scappo a gambe levate... Cosa è che non va in me?
Fausto
Carissimo Fausto, credo che lei abbia semplicemente paura dell'amore:
scegliere delle persone troppo belle da corteggiare e da interessare è
un'ottima giustificazione da fornire a sé stesso al momento del
fallimento. Non andare con le 'cozze' è anch'esso un modo per non mettersi
in discussione, per evitare di giocare la sua partita. In ogni caso credo
che, così facendo, quando finalmente incontrerà la sua bella principessa e
questa le dirà di si... Lei fallirà ugualmente, a causa della sua scarsa
esperienza, sia nello stabilire una relazione affettiva, sia nelle sue
tecniche amatorie, che lasceranno molto a desiderare. Insomma, lei deve
decidere se preferisce vivere da single (è una scelta legittima, ma allora
non se ne lamenti) oppure se vuole cercare una compagna: in tal caso le
consiglierei di cominciare ad apprezzare tutto, anche i frutti di mare,
che non sempre sono poi così male! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
LEI NON SENTE PIU' STIMOLI
Salve,ho trovato il suo indirizzo navigando in Internet,le voglio
sottoporre il mio problema, premetto che mia moglie è al corrente di
questo e non sapendo a chi rivolgermi per un consiglio sto provando con
questa strada.
Siamo sposati da 22 anni, i nostri rapporti non sono mai stati molto
meravigliosi ma ultimamente si sono fatti sempre più rari, al punto che
pensavo che lei avesse un'altro. Premesso questo arrivo al punto, uno di
questi giorni, preso da un desiderio veramente morboso per l'ennesima
volta ci ho provato e lei si è dimostrata come sempre fredda, assente,
come se non mi accettasse. A questo punto c'è stata una discussione con le
dovute spiegazioni, praticamente lei NON SENTE PIU' STIMOLI SESSUALI e mi
ha chiesto di aiutarla perché così sta male. Noi abitiamo a ..., mi può
dare il nome di qualche medico che possa aiutarmi a risolvere questo
problema ?
Non voglio annoiarla con altri episodi, preferisco aspettare una sua
risposta che sarà attesa come un figlio. La ringrazio.
In fede. Saluti. GG
Gentilissimo GG,
Per prima cosa vorrei dirle che il problema che sta vivendo la vostra
coppia non è del tutto eccezionale... Diciamo che almeno 8 uomini su dieci
non sono soddisfatti della loro vita sessuale con la partner abituale: non
si sa come, né perché, ad un certo punto lei perde interesse, si mostra
svogliata, fa di tutto per evitare gli 'incontri ravvicinati'. Come mai?
Mi consenta di risponderle, da donna, con una battuta: l'amore è un
piacere...Se non è più un piacere, che piacere è ?Detto in altre parole,
se uno dei due componenti della coppia ha perso interesse sessuale per
l'altro, la soluzione non sta certo nel costringere il partner 'svogliato'
ad avere dei rapporti che non desidera; e questo è così anche se si vive
l'urgenza di un 'desiderio veramente morboso', come nel suo caso. Diciamo
la verità, il suo desiderio non è una reazione sessuale alle seduzioni che
sua moglie mette in atto nei suoi confronti: sicuramente il suo è solo un
bisogno fisiologico, un desiderio quasi 'igienico' di eliminare la
tensione in una parte del suo corpo. Per fare questo non può chiedere a
sua moglie, che le ha già detto di aver perso il desiderio sessuale nei
suoi confronti e con esso perfino il desiderio stesso di fare sesso, di
concederle delle prestazioni sessuali, come se niente fosse.
I 'doveri coniugali' ormai non convincono più nessuno e penso che nemmeno
lei sarebbe tanto d'accordo a 'concedersi' se l'atto sessuale le fosse
diventato estraneo, completamente privo di pathos, perfino difficile da
sopportare.La spiegazione scientifica di tutto ciò è che, sebbene i valori
culturali abbiano nel tempo sconfitto completamente i dati biologici, per
cui ora possiamo andar fieri della nostra organizzazione sociale,
dell'istituzione della famiglia, della parità dei sessi ecc., a livello
organico e specialmente in campo sessuale, noi siamo ancora molto vicini
agli uomini di Neanderthal, obbligati a comportarci secondo determinati
canoni, regolati non tanto dal nostro cervello, quanto dai nostri ormoni.
E' così che le donne hanno gli 'estri', i cicli mestruali, per cui non
tutti i giorni sono uguali: ci sono giorni in cui il livello di ormoni
presente nel corpo causa maggiore desiderio (nel periodo ovulatorio,
guarda caso) e dei giorni in cui il desiderio è ridotto o assente. Nella
scelta sessuale inoltre la donna investe tutta sé stessa, non solo la
parte genitale, per cui se a livello di pensiero lei non si sente
soddisfatta, se ad esempio si sente stanca e mortificata da continui
attacchi, critiche e imposizioni, non ce la fa a provare desiderio, a
lasciar volare la fantasia, a lasciarsi andare... Non ce la fa a scindere
il sesso dall'amore, dalla passione.Lei tutto questo lo deve sapere,
questi argomenti li deve conoscere, se vuole veramente trovare una
soluzione al suo problema, che non è semplice e dal quale se ne può uscire
solo attraverso un percorso psicoterapeutico di coppia, che serva ad
alleggerire le tensioni che si possono essere create nel vostro rapporto,
a stimolare la progettualità della vostra coppia (cose da fare insieme,
complicità, situazioni ludiche), a creare dei nuovi modi di comunicare ed
anche, perché no, di fare l'amore.In ogni caso, la prima forma di
rispetto, nei rapporti interpersonali, è quella di non chiedere ad una
persona ciò che essa non vuole concedere e, soprattutto, che non è
obbligata a concedere. Ecco, i discorsi tra voi dovrebbero/potrebbero
ri-partire da qui.Vi faccio tanti auguri. Scrivetemi ancora se pensate
possa esservi utile.
Dott.ssa Proietti Ancona
GIOVANI E INSODDISFATTI
Buon giorno Dottoressa, Ho 18 anni, e da circa 7 mesi ho rapporti sessuali
con la mia ragazza. In questi ultimi 2 mesi ho sempre il solito problema,
che consiste nell'eiaculazione precoce.......La soglia finale dell'orgasmo
la raggiungo sempre e solo io, la mia ragazza dice che non riesco a
soddisfarla e io mi sento frustato (n.d.r. così nel testo).Veramente non
so più come uscirne da questa situazione.
La prego mi aiuti.La ringrazio cara dottoressa. Cesco
Caro Cesco,Colgo l'occasione per segnalarti, in modo del tutto bonario,
che non ti devi sentire 'frustato', ma semmai 'frustrato', nel senso di
oppresso, deluso, impedito nella realizzazione di qualcosa. (Se nessuno te
lo farà mai osservare, tu continuerai a dirlo e magari ti sentirai a
disagio: questo è il motivo della mia precisazione :-)) Allora, per quanto
riguarda il tuo problema, ti consiglio anzitutto di leggere il nostro
articolo sull'argomento eiaculazione precoce, tanto per capire di cosa si
tratta e cosa si può fare. Dovresti anche documentarti un po' sulla
risposta sessuale, nell'uomo e nella donna, che troverai sempre nel
sito. Carissimi saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
IL CONSULTORIO
Salve, sono una ragazza di 20 anni.Ho deciso di iniziare a prendere la
pillola ma non sapendo bene a chi rivolgermi alla fine ho deciso di
provare con il consultorio.Non sono sicura però che sia la cosa
migliore;molto spesso infatti si pensa al consultorio come un servizio per
casi molto più gravi del mio. Lei cosa ne pensa?E' vero che le visite sono
gratuite?!?La ringrazio anticipatamente per aver risolto i miei dubbi.
Stefania
Carissima Stefania,
Che io abbia una grande stima dell'istituzione del Consultorio lo capisci
già da sola, dal momento che ho voluto chiamare questa rubrica di incontro
con i lettori di psicolinea proprio così. Queste istituzioni sono state
create negli anni settanta, allo scopo di informare, consigliare,
assistere le persone alle prese con problemi di controllo delle nascite,
aborti, problemi di coppia, violenze familiari ecc. Lo scopo del
Consultorio, quando è possibile, è quello di prevenire, anziché
intervenire per correggere o sanare. La maggior parte delle persone che
lavorano in un Consultorio lo fanno come volontariato e pertanto le visite
sono gratuite o prevedono una piccola offerta. Se, per qualche motivo, non
dovessi trovarti bene in un Consultorio, puoi rivolgerti ad un ginecologo
libero professionista: lì potrai - forse - trovare maggiore esperienza,
maggiore disponibilità di tempo, una considerazione più attenta del tuo
caso... Del resto, questo è ovvio: se lo specialista, che vive di questo,
offrisse un servizio all'altezza di un Consultorio gratuito, chi ci
andrebbe?
Ciao Stefy, buona pillola!
Dott.ssa Proietti
SUDORAZIONE
Da qualche mese soffro di problemi di sudorazione che mi provocano un
certo imbarazzo. Questo problema si presenta spesso quando sono insieme ad
altre persone anche amiche. In particolare l'incontrare persone conosciute
o amiche per strada mi imbarazza e se si innesca il meccanismo della
sudorazione difficilmente riesco a controllarmi. Devo dire che la cosa che
mi fà rabbia è il fatto che sono una persona espansiva che non ha mai
avuto problemi a relazionarsi con gli altri e dagli altri sono considerato
una persona socievole e simpatica. Nell'ambiente lavorativo (lavoro in un
grande ufficio pubblico) quasi mai il problema si è presentato, e anche
dai colleghi vengo considerato una persona aperta e espansiva.
Certo devo dire che nell'ultimo periodo ho attraversato un forte periodo
di stress in quanto io e mia moglie abbiamo preso la decisione di adottare
un figlio dopo non essere riusciti ad averne e credo che le due cose
(infertilità e adozione) abbiano inciso sul mio attuale problema. Leggendo
qualcosa in internet ho anche pensato a una fobia sociale, ma molte cose
mi sembra non coincidano ad esempio non mi trovo di solito in imbarazzo
con estranei e inoltre mi è capitato anche di sudare in situazioni di
tutta tranquillità e in compagnia di amici o parenti (anche genitori).
Inoltre al lavoro pur non essendo un grande oratore nelle riunioni riesco
a prendere la parola anche davanti parecchi colleghi e a non provare
imbarazzo, non che sia proprio uno che a parlare in pubblico non ha nessun
problema ma con il tempo ho fatto tanti passi avanti. Quello che vorrei è
un consiglio su cosa fare sono già infatti alcuni mesi che ho questo
problema. Dimenticavo se durante una crisi di sudorazione chi mi stà
davanti mi chiede cosa ho e ne comincio a parlare mi tranquillizzo
immediatamente e la crisi cessa. Grazie. Franco.
Caro Franco,
La sudorazione eccessiva è dovuta ad una reazione di allarme, per cui il
sistema simpatico si mette in moto e produce una generale attivazione
dell'organismo, che alza la temperatura corporea e produce il sintomo
della sudorazione.
La cosa che dobbiamo cercare di capire è: perché questa reazione di
allarme?
Se stare con gli altri non la spaventa, è un tipo abbastanza socievole e
disinvolto, dotato di abilità sociali al punto che riesce ad avere una
buona rete di relazioni, parlare in pubblico ecc., come mai questi
sintomi, che invece appartengono a chi soffre, appunto di fobie sociali?
Sono portata a ritenere che il suo sintomo sia 'biologico' piuttosto che 'psicologico',
ovvero che la soglia della reazione emotiva sia in lei davvero molto
bassa, per cui anche situazioni che a livello cognitivo non le causano
eccessiva ansia, la portano somaticamente a questo tipo di reazione.
Poiché lei deve convivere con il suo corpo per tutta la sua vita, non
rimane che accettarsi così ed imparare a convivere con questo sintomo,
così come se fosse un caro amico, a volte forse un po' invadente.
Pazienza! Del resto i suoi rapporti con gli altri non sono compromessi, le
sue abilità sociali sono più che buone :cerchi semplicemente di non
consideralo più un 'problema', ma un 'fatto'.Le faccio tanti auguri e, nel
lasciarla, le ricordo dei tanti casi di persone che, una volta avuto il
figlio in adozione, riescono a rilassarsi e... Dopo 9 mesi ricevono la
sempre gradita visita di una bella cicogna !
In bocca al lupo.
Dott.ssa Proietti Ancona
LEI NON HA STIMOLI
Salve,ho trovato il suo indirizzo navigando in Internet,le voglio
sottoporre il mio problema,premetto che mia moglie è al corrente di questo
e non sapendo a che rivolgermi per un consiglio stò provando con questa
strada.
Siamo sposati da 22 anni,i nostri rapporti non sono mai stati molto
meravigliosi ma ultimamente si sono fatti sempre più rari,al punto che
pensavo che lei avesse un'altro.Premesso questo arrivo al punto,uno di
questi giorni,preso da un desiderio veramente morboso per l'ennesima volta
ci ho provato e lei si è dimostrata come sempre fredda,assente,come se non
mi accettasse.A questo punto c'è stata una discussione con le dovute
spiegazioni,praticamente lei NON SENTE
PIU' STIMOLI SESSUALI e mi ha chiesto di aiutarla perchè così sta male.
Noi abitiamo a P.,mi può dare il nome di qualche medico che possa aiutarmi
a risolvere questo problema non voglio annoiarla con altri
episodi,preferisco aspettare una sua risposta che sarà attesa come un
figlio.La ringrazio in fede Saluti
Carissimo SI,
A forza di sentire coppie che mi parlano di questo problema ed a
rispondere a lettere come la sua, che se ci fa caso rappresentano almeno
il 50% dei contenuti di questa sezione, mi sto convincendo del fatto che
gli uomini siano innamorati del sesso e le donne dell'amore. Non che le
due cose non possano incontrarsi, anzi! Ma certo, sono situazioni che
naturalmente non durano in eterno... Per farle durare, così come vuole la
nostra cultura, che non ha ancora introdotto, come è accaduto in altri
campi, la 'flessibilità' nel rapporto di coppia (con contratti di
matrimonio interinali ad esempio...), non resta che impegnarsi a fondo per
cercare di soddisfare le esigenze di entrambi e poter vivere insieme
felici di farlo.
A mio parere, se le donne si stancano del coniuge prima ancora di quanto
accada ai mariti è perché gli uomini, quando fanno l'amore, lo fanno con
'una donna', non con 'una particolare donna' . Per la donna invece, che
perde in misura assai minore dell'uomo la consapevolezza di sé durante gli
incontri sessuali, desiderare di avere rapporti con una persona di cui non
è più infatuata può essere molto più difficile...Come fa, del resto, a
lasciarsi andare a fantasie erotiche con quel tipo che 'rompe' sempre, che
protesta per quello e per quell'altro, che non gli va bene come cucina,
come alleva i figli, come si veste ? Questa, caro SI, è a mio parere la
differenza: gli uomini in quei momenti 'dimenticano' i problemi, le
incomprensioni, le fatiche della convivenza quotidiana; le donne no.
E così perdono il desiderio.Che fare? Bè, innanzi tutto cercare di
eliminare dal ménage di coppia tutto quello che è routine, non dare mai
niente per scontato, cambiare le abitudini personali, rendersi più
misteriosi, evitare che la moglie diventi la 'madre' del marito, nel senso
che si occupi delle sue valigie quando parte, delle sue colazioni prima di
andare al lavoro, dei suoi panni sporchi da lavare... Insomma, queste
intimità, che all'inizio rendevano uniti i due sposi, nel tempo dividono:
ci si stanca. Vuole un altro esempio? Quando andate a dormire insieme,
curate la vostra igiene personale ed il vostro abbigliamento intimo così
come fareste se andaste a dormire con un nuovo partner sessuale? Insomma,
caro SI, certamente bisogna preoccuparsi di essere abbastanza bravi
durante il rapporto con una donna (preliminari, delicatezza ecc.), ma
anche interessarsi di tutto quel contorno che gli uomini non vedono e le
donne si (anche quando hanno gli occhi chiusi...)L'idea di andare da un
sessuologo mi sembra ottima. Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
UNA STORIA D'AMORE
Ho 29 anni, ed ho vissuto una brevissima - ed intensa - storia di amore
con un uomo 34enne, sposato da 5 anni. Siamo entrambi all'estero e lui era
lontano da sua moglie da diversi mesi. Il rapporto e' stato/e'
caratterizzato da un fortissimo scambio intellettuale/emotivo. Al suo
ritorno, dopo un viaggio nel suo paese di origine, malgrado la sofferenza
evidente, ha deciso di troncare con me, anche se continuiamo a scriverci e
a parlare al telefono (si trova in un'altra città). Capisco e rispetto
questa decisione, ma sto soffrendo. E' possibile, secondo lei, che io
abbia qualche chance di un riavvicinamento? Lui e' molto razionale, ma ha
provato, con me, delle cose che non sentiva da molti anni. Premetto che la
componente sessuale non e' mai stata predominante tra noi. (anche se, a
suo dire, provava/prova una grande passione) Shangai
Carissima Shangai,
Coraggio, passerà... E le rimarranno dei bellissimi ricordi cui potrà
attingere nei momenti difficili della vita. In bocca al lupo!
Dott.ssa Proietti
NON HO SENO
Salve dottoressa, ho un grave problema col mio partner da circa 6 mesi:
dopo un primo periodo in cui lui manifestava un forte desiderio sessuale
nei miei confronti, da un po' di tempo dice di non sentire più attrazione
fisica nei miei confronti. Premetto che io non sono affatto una ragazza
trascurata ed anche fisicamente non ho problemi particolari, tranne per il
fatto di non avere un seno molto evidente. Questo, però, non sembra aver
costituito mai un problema nell'approccio con l'altro sesso. Da quando è
sorto questo problema, poi, ho cercato anche di scegliere un abbigliamento
più attraente e meno casto. Ma pare che anche questo non serva. La prima
volta che ne abbiamo parlato, è stato dopo una mia provocazione:
nello scherzo gli avevo fatto notare che ultimamente tra me e lui i
rapporti erano inesistenti. Lui ha iniziato a farsene un vero e proprio
problema e più volte ha pianto disperato, dicendo di aver paura di
perdermi per questo motivo. Ne abbiamo parlato per mesi, poi lui è giunto
alla conclusione che la causa è legata a me e al fatto che io non l'ho mai
attratto più di tanto. Posso assicurarle che questo non è vero, visto che
inizialmente ci siamo lasciati proprio perché io avevo capito che lui non
era innamorato, ma provava per me solo attrazione fisica. Una settimana
fa, dopo aver realizzato che anche se mi ama questo non basta, perché
l'attrazione fisica è qualcosa d'istintivo che prescinde da ragione e
sentimento, ha deciso di lasciarmi, sperando così di risolvere il
problema. Io, però, non posso accettare che un rapporto che andava a
gonfie vele da tutti i punti di vista, perché condividevamo idee,
interessi, abitudini e studio, (visto che frequentiamo la stessa facoltà),
debba finire per questo. Da un amico ho saputo che lui sta malissimo per
questo e che dice di averlo fatto prima per me, perché io merito un
ragazzo che mi renda felice. Non c'è un'altra, lo so per certo. Io credo
che lui abbia risolto il problema nel modo più rapido, non riuscendo ad
ammettere di avere un problema di carattere psicologico. Tengo a
specificare che lui ha anche avuto erezioni che non è riuscito a mantenere
per la durata del rapporto e spesso mi ha confessato di sentire il
desiderio quando non era possibile "concretizzare". Può essere un problema
d'ansia legato al fatto che io gli abbia fatto notare il disagio? Magari
era solo un periodo di stress (esami) che si è protratto perché c'era una
suggestione psicologica? Come posso aiutarlo? E soprattutto, è possibile
che la causa sia io?
La prego mi aiuti!
La ringrazio dell'attenzione.
Sissi
Carissima Sissi,
Nella sua lunga lettera lei fa diverse ipotesi e solo infine si chiede:
possibile che la causa sia io? Non voglio con questo affermare che la
causa sia sicuramente lei, ma visto che ha scandagliato con attenzione
tutti gli altri possibili motivi, cerchiamo di concentrarci E' naturale
infatti che non si possa sempre piacere a tutti:Se per questo suo ex
ragazzo il seno era un forte elemento di attrazione fisica e lei
effettivamente riconosce di non esserne particolarmente dotata, è
probabile che lui si sia sentito sempre meno coinvolto in questa storia,
da un punto di vista sessuale, fino ad arrivare alla dolorosa decisione di
troncare il rapporto.In fondo è un comportamento onesto, che lui compie
con grande senso di realtà, perché si rende conto che questa relazione dal
suo punto di vista, non potrebbe avere un futuro 'stabile'. Cerchi di
apprezzare il fatto che lui la lascia non dopo aver incontrato un'altra
che indossa la quarta misura : la lascia ora, quando lui è ancora solo e
'sta malissimo'.Insomma, cara Sissi, io penso che questo ragazzo sia
veramente molto sensibile e sinceramente affezionato a lei, per cui
cercherei di non perderne l'amicizia.Quanto al suo futuro, come dice il
suo ex, lei merita un ragazzo che la faccia felice al 100%. Non a tutti
piace, per fortuna, il seno abbondante: c'è chi trova il seno piccolo
molto sexy, specialmente quando è unito ad un modo di vestire che ne
valorizza le forme ed il volume. Del resto, come lei dice, il seno non è
mai stato un problema per lei nei rapporti con l'altro sesso; vedrà che,
superato questo momento un po' difficile, questa parte del suo corpo
tornerà a darle delle belle soddisfazioni, in campo erotico, oltre che
estetico. Non si butti giù.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
AMORI PARALLELI
Cara dottoressa, mi rivolgo a lei perché dentro di me non solo non riesco
a trovare, nonostante tutti i miei sforzi, le risposte che cerco, ma non
riesco nemmeno a capire qual'è il punto dal quale devo osservarmi per
capire quello che veramente provo. Ho 28 anni e da due anni convivo con
una ragazza di 25, il nostro è stato un amore a prima vista. Abbiamo fatto
di tutto per stare insieme da subito, abbiamo lasciato le rispettive
famiglie e sognato una vita e un futuro comprando una casa insieme.
Durante il primo anno c'eravamo io e lei e nessuna amicizia davvero
importante. Tutto andava a gonfie vele, certo c'erano quelle piccole
discussioni che forse sono naturali visto che nessuno conosceva bene
l'altro e i difetti dell'altro li abbiamo visti e scoperti con il passare
del tempo. Tante cose di lei non mi piacciono e tante altre le adoro,
siamo così diversi ma il nostro amore ci ha sempre tenuto uniti. Poi è
entrato, un amico, nella vita di lei che l'ha completamente cambiata nei
miei confronti o almeno è come appariva ai miei occhi. Una persona simile
a lei, rispetto a me che sono così diverso, una persona che riusciva a
capirla con uno sguardo, si è lasciata prendere e io mi sono sentito
mettere in secondo piano. Parlo di fatti non di sensazioni, abbiamo
vissuto mesi tristissimi di mancanza di fiducia, di mancanza di rispetto,
di discussioni e insulti e qualcosa si è rotto, ma ho anzi abbiamo
resistito e siamo andati avanti, continuando a volte a procurarci ferite.
Nel frattempo una persona che mi era vicina già da tempo ha assunto per me
un importanza sempre maggiore mi ha aiutato a vedere la situazione con
altri occhi a dare fiducia e così il periodo più brutto è stato superato.
All'inizio ho pensato che anche io avessi trovato un amicizia splendida e
sicuramente è così ma da quando il rapporto sentimentale di questa mia
amica è finito, le attenzioni che ci siamo rivolti e i giochi di battute
nei quali siamo finiti ci ha portato a provare quella che oggi vivo come
una confusione più totale. Ho sempre pensato che l'Amore è uno solo ma da
qualche mese non lo penso più. Mi ritrovo a domandarmi chi amo? E troppo
facile guardare qualcosa di bello e dire che vorrei quello rispetto a
qualcosa di brutto che forse per stanchezza non riesco a portare avanti
anche se lo vorrei. Ho provato a guardare la persona con la quale vivo e
sento che l'amo ma so che c'è anche l'altra e so che quando sto con lei,
sto bene e mi dimentico della persona che penso di amare. Non voglio far
male a nessuna di loro ma so che ho già iniziato.
Anonimo
Caro Anonimo,
Non so come aiutarla, perché lei sta vivendo una di quelle situazioni in
cui c'è poco da fare se non attendere, lasciare che determinati sentimenti
maturino dentro di lei, al punto di farla sentire abbastanza sicuro e
forte per prendere una decisione non avventata.A mio parere comunque, lei
vuole bene a due donne, ma non ne ama nessuna (ad una è legato a causa dei
bei ricordi lasciati da questo amore intenso e 'a prima vista'; verso
l'altra prova più che altro della riconoscenza, per averla aiutata a
superare un momento difficile, che peraltro non si è ancora concluso).La
fretta, lei lo sa, è cattiva consigliera: aspetti dunque ancora un po',
rifletta molto e lasci maturare gli eventi.Le faccio i migliori auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
UNA MAMMA DIFFICILE
Cara dottoressa, Ho 20 anni e le scrivo per parlarle di mia madre. Facendo
un tema a scuola, qualche anno fa, mi sono resa conto che per le mie
amiche la mamma era la persona più buona del mondo, verso la quale
provavano affetto e riconoscenza, al di là delle solite incomprensioni e
delle liti che vi sono fra persone di generazioni diverse. Io non sento lo
stesso trasporto nei confronti di mia madre, ma del resto se mi guardo
indietro ricordo solo schiaffi, botte, tirate di orecchie, mestoli di
legno che si rompevano sulla mia testa, fra urla e improperi. Non ricordo
un gioco, un momento di affetto, un bacio, un incoraggiamento. Sento le
madri delle mie amiche che, quando parlano delle figlie, sono molto
orgogliose, per quello che fanno, per i loro successi, anche piccoli.
Invece mia madre se ha occasione di parlare di me con altre persone lo fa
solo per lamentarsi, per raccontare a tutti le mie cose più intime, per
prendermi in giro, per umiliarmi. Credo che sia anche gelosa di me, della
mia giovinezza e della mia bellezza. Lei è una bella donna, seppure un po'
sfiorita, ma fa di tutto per rubarmi la scena, per esporsi al posto mio. I
miei successi, scolastici e non, sono stati per lei 'normali'; i miei
fallimenti sono invece da lei attribuiti alla mia 'cocciutaggine' nel non
darle ragione, nel non aver fatto quello che lei mi aveva frettolosamente
consigliato. Passa il tempo a curare il giardino, a massaggiarsi il corpo
con delle creme, una volta alla settimana va dalla parrucchiera e
dall'estetista. Non ha mai pensato di invitarmi ad andare con lei e se
glielo chiedo mi dice che in famiglia ci sono pochi soldi e che è meglio
che si curi lei, che è più anziana, piuttosto che io, che sono giovane e
non ne ho bisogno. Avrei voluto iscrivermi all'Università, ma lei e mio
padre mi hanno sconsigliato, dicendo che non serve a niente; vogliono che
lavori nell'azienda di famiglia, piccola e piena di debiti, come
segretaria. Mia madre non si vede da tre anni ma prende lo stipendio, a me
non danno nulla, nemmeno una paghetta settimanale. Dicono che vivo in
famiglia, per cui non ho bisogno di nulla. I soldi per lo sciupo sono
costretta a chiederli al mio fidanzato. Mia madre lo sa e dice che è
giusto così. La situazione economica della mia famiglia è disastrosa:
siamo arrivati a rivolgerci agli strozzini, abbiamo avuto spesso i mobili
pignorati. Per quanto posso, io cerco di fare del tutto per non spendere
soldi e rimettere a posto le cose, ma poi vedo il loro menefreghismo, il
loro disperdere denaro, in particolare mia madre, ed allora mi sento molto
scoraggiata. A questo punto mi sento al limite, non ce la faccio più ed ho
deciso di andarmene di casa. So che sono giovane, non ho soldi e avrò una
vita dura...Ma cos'altro dovrei fare secondo lei? Un abbraccio. Marisa
Carissima Marisa, La tua lettera è tristissima. Non c'è niente di più
brutto che trovarsi in una famiglia poco comprensiva, blindata,
frustrante, come è quella che mi descrivi. Tua madre non mi sembra una
donna molto equilibrata e non so se questo dipenda da problemi psicologici
oppure da una situazione familiare ormai compromessa. Da quello che mi
racconti tuttavia, mi sembra che tu stia combattendo contro i mulini a
vento: sei troppo giovane per poter prendere in mano le redini della
famiglia, troppo remissiva per assumere atteggiamenti antagonisti ed
oppositivi più consistenti. Se vai avanti così non risolverai nulla e ti
sentirai sempre così come sei oggi: frustrata, demoralizzata, vinta.
Direi, cara Marisa, che la scelta migliore sia effettivamente quella di
andarsene di casa e di tentare di trovare una strada tua, dove niente sarà
facile ma, con la tua voglia di fare, con la tua saggezza, sono sicura
troverai un migliore equilibrio. Se operi nel campo dei computers non ti
sarà difficile trovarti un lavoro e, soprattutto, non mancare di
iscriverti subito all'Università, come desideri, per prendere una laurea.
Sarà pesante, sarà dura, ma se ci credi ce la puoi fare. Sarebbe bello
potersi scegliere i genitori, la famiglia, la condizione economica: sono
sicura che le persone violente e menefreghiste in questo caso non
avrebbero più figli! Purtroppo bisogna fare i conti con la realtà e, nella
tua situazione, se non sei tu a tirarti fuori dalla tua prigione, non lo
farà nessun altro. Nemmeno un Principe Azzurro: non crederci, è solo una
favola! Rimboccati le maniche, fai un bel respiro e... Vai!Se posso
esserti utile in questo tuo nuovo cammino, scrivimi ancora. Coraggio!
Dott.ssa Proietti
Chiedi una Consulenza gratuita online
|
|