HO PAURA DI TORNARE A SCUOLA
Ho paura di tornare a scuola...mi piace molto ciò che studio e cerco
di approfondire tutti gli argomenti ma ogni volta che devo andare a
scuola misveglio e ho mal di pancia, credo per l'ansia, sono stata
bocciata un annoperchè alle interrogazioni facevo scena muta pur
studiando.quest'anno avevo lamedia dell'8 ma ad aprile non sono
riuscita ad andare più a scuola e i mieivoti sono diventati tutti 6 e
due 5..giustamente. ho troppa paura di tornare a scuola ma ho voglia
di imparare...che faccio??
Carissima,
La risposta è una e una sola: non mollare! Capisco quanto ti sia
difficile affrontare la vita scolastica, le interrogazioni, i
professori, i compagni e poi gli esami... Ma questa è la vita, e tutto
quello che provi oggi nella scuola, lo proverai un domani anche fuori,
in altri luoghi, sia di lavoro che di svago. La cosa che devi
risolvere dunque, non è il problema scolastico, ma il tuo stato
ansioso. Per fare questo puoi rivolgerti allo psicologo scolastico, se
c'è, oppure consigliarti con i tuoi genitori per trovare la soluzione
più adeguata.
Un altro consiglio è quello di assecondare sempre questa tua voglia di
imparare, perché nella vita più si impara, più ci si sente sicuri di
sé. Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO VENTI ANNI E SOFFRO DI VAGINISMO
Salve, ho vent'anni e soffro di vaginismo... Per anni ho sofferto in
silenzio ma ho deciso ke x amore della persona che mi sta accanto e
che per amor proprio devo assolutamente risolvere questo problema.
Purtroppo non ho grosse possibilità economiche e questo non mi aiuta
inoltre abito in una cittadina di dimensioni limitate e questo spesso
anche in ambiti medici provoca un gran vociferare e anche questo non
aiuta..Vorrei sapere se c'è qualcosa che io possa fare autonomamente,
se ci sono farmaci reperibili che mi possano facilitare il superamento
del problema.. Non ne posso più di soffrire in silenzio..
Carissima,
Pur rispettando molto il suo desiderio di trovare da sola una
soluzione adeguata al suo disagio, ritengo sia opportuno che la
diagnosi di 'vaginismo' lei la lasci fare ad un medico. Infatti, prima
di tutto lei dovrebbe andare da una ginecologa e verificare che tutto
sia a posto dal punto di vista organico, ovvero che non vi siano
anomalie nel suo apparato sessuale, infiammazioni ecc.
In secondo luogo, avendo lei venti anni, non credo abbia avuto una
vita sessuale così lunga ed attiva: a volte la mancanza di esperienza
può causare dolore durante il rapporto completo, che può essere
evitato attraverso il migliorare dell'affinità e della complicità di
coppia.
Si rivolga dunque con fiducia all'ambiente medico, perché credo che al
giorno d'oggi, anche in una piccola cittadina, una ragazza di venti
anni che va dal ginecologo sia la norma e non l'eccezione.
Visto che c'è, magari si faccia consigliare anche su qualche
contraccettivo adeguato, allo scopo di non aggiungere problema a
problema...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON CI STO CAPENDO NIENTE
Salve. Sono una ragazza di 18 anni, mi chiamo A. e vivo vicino ...
Sono alla mia prima esperienza lavorativa come responsabile mini club
in unastruttura turistica e qualche giorno fa è arrivato il
nuovoanimatore, a sostituire l'altro che era andato via. Lui ha 30
anni e pensodi piacergli fisicamente.Ieri sera per scherzo l'ho fatto
entrare nel mio letto, visto che sono costretta a condividere con lui
la camera. E li ho fatto la cosa più stupida che avessi mai fatto...
Infatti lui ha tentato di baciarmi e io l'ho subito respinto. Gli ho
chiesto per ben tre volte di uscire dal mioletto e solo alla terza
richiesta se n'è andato. Io ora ho paura, non riesco a prender sonno
facilmente temo che lui possa intrufolarsi di notte nel mio letto
mentre dormo...la cosa strana però è che stamattina quando mi sono
svegliata ho avuto un piccolo rimorso di nn averlo baciato...ma che mi
succede? non ci capisco più nulla...un pò avrei voluto accettare le
sue avances,ma dall'altra parte le ho respinte anche perchè sn
fidanzata con ... da 3 anniquasi...mi dia lei una risposta, la prego
non ci sto capendo niente!!
Carissima A.,
E' un po' la situazione del Grande Fratello: prova a mettere delle
persone giovani, attraenti, che si piacciono, in uno spazio chiuso,
con del tempo a disposizione, e poi vedi cosa succede...
Cosa dovrebbe succedere? Niente altro che l'alchimia di cui tutti
siamo artefici e vittime: quella che ci procurano i nostri ormoni, che
lavorano perché certe cose accadano, anche se il pensiero razionale
rema contro, suggerendo ben altre reazioni e comportamenti... Credo
che sia una pretesa molto forte, anche verso voi stessi, quella di
aver accettato questa condizione favorente l'approccio sessuale, per
poi scegliere la castità. Qualora l'organizzazione per cui lavorate
non disponga di due camere separate e lei tenga al suo ragazzo
lontano, credo che la cosa migliore da fare sia investire parte del
suo stipendio per cercarsi un'altra sistemazione. A meno che, nel
frattempo, lei non abbia invece deciso per l'altra soluzione... Veda
lei!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ADDIO SICURO ALLA VERGINITA'
Sono una ragazza di 22 anni vergine, ma che ha deciso di avere il suo
primo rapporto sessule con il proprio fidanzato. La mia grande e unica
paura in tal senso, è quella di una gravidanza inattesa. Parlando con
il mioragazzo siamo giunti alla conclusione che un buon metodo
contraccettivo potrebbe essere quello di usare profilattici
lubrificati con spermicidi associati a coito interrotto, cioè con la
sua eiaculazione al di fuori dellavagina. Secondo lei tale metodo,
usato con tutte le accortezze del caso come ad esempio la corretta
applicazione del profilattico etc., garantisce un elevata percentuale
di sicurezza. Se si, si possono avere rapporti anche durante ilperiodo
critico dell'ovulazione? La ringrazio anticipatamente e la
saluto,Elisa.
Cara Elisa,
Il profilattico è un metodo già sicuro di per sé, purché venga
correttamente utilizzato. Data l'inesperienza, non è sbagliato usarlo
con creme spermicide, e se oltre ciò il suo fidanzato non ha problemi
ad avere anche un 'coito interrotto', credo che possa stare davvero
tranquilla.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CHI E' CHE SBAGLIA?
Salve, da tempo io e il mio fidanzato stiamo pensando di andare a
viere insieme..una convivenza volta al matrimonio. Anche se abbiamo
caratteri diversie modi di pensare differenti alcuni argomenti, io lo
amo e voglio vivere conlui. Quello che Le chiedo è: è possibile che un
matrimonio fra due persone concaratteri e modi di pensare diversi
possa funzionare? sembra che le persone chemi stanno intorno pensino
che sarà una storia destinata a finire..ma io non lapenso così. quello
che mi chiedo è: sono io che sbaglio perchè accecata dall'amore e le
persone che mi stanno vicino hanno ragione? Mi farebbe piaceresapere
una sua opinione. Grazie. Anna
Cara Anna,
Non sono certo in grado di poterle dire, da queste poche righe, se
secondo me sbaglia lei o le persone che le sono intorno. Quello che
vorrei dirle però è che non è affatto vero che persone con uguale
carattere, modi di pensare e di fare siano destinati a vivere insieme
'felici e contenti', mentre quelli che sono fra loro molto diversi
siano destinati ad un sicuro fallimento... Chi l'ha detto? Da un certo
punto di vista anzi, una coppia 'complementare' come la vostra, dove
ognuno dei due partners è portatore di tratti di personalità e
comportamenti che l'altro non possiede, o possiede in misura limitata,
può essere molto utile alla solidità della coppua. Potrete infatti
vedere le cose da due punti di vista differenti e decidere di far
agire, di volta in volta, a seconda delle varie situazioni, chi nella
coppia ha maggiori abilità e competenze.
L'unica cosa che è necessario non perdere mai di vista è il rispetto
reciproco: essere diversi significa anzitutto rispettarsi e
soprattutto continuare a farlo nel tempo, anche quando i contrasti
appariranno più significativi, a causa della routine e della naturale
trasformazione dell'innamoramento in amore.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOPO LA ROTTURA
mi chiamo Liliana ho 28 anni e dopo 10 anni di fidanzamento abbiamo
rotto , sono stata io a prendere questa decisione visto come stavano
andando le cose, avrei voluto sposarmi e magari vivere felicemente
insieme a lui ma a dire il vero a volerlo ero solo io. Lui ha 32 anni
ma è molto infantile ha sempre preferito trascorrere il tempo con gli
amici, divertirsi
con loro e talvolta quando stavamo soli mi sembrava non vedesse l'ora
di andare via, all'inizio non era così anzi ...ma lui ha sempre continuato a
dirmi che mi amava anche se mi trascurava, mi mentiva, usciva di
nascosto, spegneva il cellulare per non farsi rintracciare e mi diceva
che non aveva soldi per sposarsi però poi si è comprato un' auto
piuttosto costosa. Subito dopo la rottura comunque ha mi sempre
cercata e implorata di ritornare a stare insieme ma questa volta avevo
deciso di non perdonarlo più e poi a dire il vero mi sentivo davvero
trattata da stupida, perciò non rispondevo alle telefonate ai
messaggi addirittura era arrivato a minacciarmi , a piangere ma io
sono stata dura e non ho desistito. Però a distanza di 10 mesi mi
capita spesso anzi sempre di pensare a lui di ricordare i nostri
momenti più belli anche i posti che frequentavamo questi ricordi sono
come dei flash arrivano improvvisamente anche quando magari guido o
lavoro, all'inizio pensavo fosse un leggero stato di malinconia ma
adesso penso sia un 'ossessione mi sembra di vederlo ovunque magari
fantastico che stia insieme ad un'altra e sono addirittura gelosa ,
non so cosa fare tutto questo mi provoca stress e angoscia , piango
sempre e a volte vorrei poter tornare indietro per poterlo perdonare e
ricominciare anche se poi mi rendo conto che soffrivo davvero tanto e
che non ero felice. Mi dia un consiglio per stare meglio per favore.
Grazie
Cara Liliana,
La sua relazione si è consumata piano piano, come una candela accesa
che lentamente si spegne perché la cera si scioglie e lo stoppino si
consuma. Così è stata la sua storia con questo ragazzo che, come tutte
le cose, avrà avuto anch'essa i suoi lati positivi, e dunque le avrà
sicuramente portato qualche momento lieto, di cui conserva piacevoli
ricordi. Sebbene non sia facile pensare al futuro, perché al momento,
da quello che capisco, non c'è nessuno all'orizzonte, è da quella
parte che deve guardare se vuole ritrovare un po' di felicità,
lasciandosi alle spalle ciò che è passato e che non tornerà.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOVE SBATTERE LA TESTA?
Gentilissima dottoressa, mi rivolgo a lei perchè non so più dove
sbattere la testa. Ho 26 anni e da circa un anno e mezzo non mi
riconosco più. Sono sempre statauna ragazza solare, spensierata e
super impegnata negli studi nel volontariato e nella vita "sociale"
mentre ora mi sento profondamente infelice e non riescopiù a godere
delle tante cose belle che ci sono nella mia vita.E' cominciato tutto
quando ho deciso di studiare per diventare ...(omissis) . Questo
percorso si è rivelato molto più duro del previsto, non solo perl'oggettiva
difficoltà degli studi ma anche e sopratutto per la lunghezza
esasperante dei tempi tecnici. A tutt'oggi, a ben 4 anni e mezzo dalla
laurea ho fatto solo uno scritto di cui non conosco ancora i
risultati. Questa situazione di incertezza circa il mio futuro mi sta
facendo impazzire.Negli studi mi sono sempre impegnata moltissimo e
sono sempre riuscita bene. Mai avrei pensato che dopo essermi laureata
a pieni voti a soli 22 anni sarei stata disoccupata per tanto tempo.
Questa situazione mi pesa in modo indescrivibile: solo pensarci mi fa
riempire gli occhi di lacrime. Ormai questo pensiero è diventato un
chiodo fisso: scoppio a piangere all'improvviso anche mentre guido o
se sono in mezzo alla gente. Sento un perso insopportatbile sul cuore
e una frustrazione senza fine per il fatto di dover dipendere ancorae
conomicamente dai miei genitori. Quando vedo mia madre che si ammazza
di lavoro mi sento morire dal senso di colpa... a volte invece quasi
la odio: il fatto che si prodiga così tanto per me e che si sacrifica
per permettermi di continuare ad essere una nullafacente mi fa insieme
rabbia e tristezza. Rabbia perchè mi sento impotente. e tristezza
infinita e disperazione perchè non trovo una via d'uscita...Sto
cominciando addirittura ad "auto-punirmi" privandomi persino delle
cose che potrei permettermi perchè penso di non meritarmi niente. E
d'altra parte,perchè dovrei farmi una passeggiata o andare al mare di
lunedì quando tutti glialtri stanno facendo il loro dovere al lavoro?
Mi sento in colpa anche a dire che sono stanca: perchè mai dovrei
esserlo se neanche lavoro? E ovviamente non ho il diritto di esprimere
il mio desiderio di uscire dalla prigione della mia stanza: se il mio
ragazzo è stanco è ovvio, se io ho voglia di uscire "ho lacapa fresca"
perchè non facco niente tutto il giorno. So che nessuno pensa le cose
cho ho scritto ma sono dentro di me e non riesco a smettere di
sentirmi così. MI sento in trappola: mando tonnellate di curriculum
ogni giono ma nessuno mi risponde e lavoro anche in uno studio, ma non
mi danno niente e così ci rimetto anche le spese dei trasporti. Unica
fonte di reddito sono le ripetizioni ma ci cavo appena un ragno dal
buco.E così continuo a pensare che l'unica reale possibiltà che mi
rimane è quella del concorso, ma il solo pensiero di passare chissà
quanti altri anni sui libri per tentare nuovamente questa lotteria mi
fa sentire male.Che cosa posso fare per lenire questo dolore? devo
dargli libero sfogo o devo cercare di non pensarci? Sto imparando a
mie spese che nella vita le cose non vanno sempre come uno se le
aspetta ma per me è dura accettare questacondizione. Però so che devo
reagire anche perchè in questa condizione nonriesco a fare nulla e
anche alzarsi dal letto diventa un peso insopportabile. Ho un ragazzo
meraviglioso che mi ama e mi sostiene ma non riesco a trovare un vero
conforto neanche in questo pensiero. Forse preferirei trovare lavoro
ed essere una sfigata cronica in amore, perchè in fondo in fondo ho
sempre cercato la mia realizzazione nella vita "professionale". Se il
mio amore mi lasciasse starei male da morire ma alla fine ne verrei
fuori. Invece così non posso più vivere. Non corrispondo più
all'immagine che avevo di me e nonostante glisforzi non riesco ad
adattarmi a questa condizione. La prego, mi dia un consiglio: non mi
dica solo di avere pazienza che tanto si aggiusterà tutto perchè
questo lo so. Il problema è quello di trovare un modo per
"sopravvivere" fino a quel momento. Vorrei strapparmi dal cuore tutta
questa infelicità ma ogni volta che provo a pensare a qualcosa sbatto
contro un muro e.... ricomincio tutto da capo.La ringrazio moltissimo
per le parole ed il tempo che vorrà dedicarmi. A.
Gentile A.,
Grazie anzitutto della lunga lettera e della fiducia che mi accorda
nel poterle dare un suggerimento. Non ci conosciamo e dunque mi è
difficile esprimere serenamente un parere sulla sua situazione, ma
dalla sua lettera traggo alcuni passaggi che mi hanno colpito e che
vorrei sottoporre alla sua riflessione. Anzitutto questo concetto che
non dovrei dirle che tutto passerà, perché questo lei LO SA, e deve
solo aspettare questo momento... Cosa le dà la certezza che questa sua
condizione di stallo un giorno si sbloccherà, tutto si risolverà,
senza che lei faccia nulla per tirarsene fuori?
Sembra quasi che, a livello inconscio, lei stia aspettando che qualche
situazione evolva e che, lentamente, le cose si risolvano da sole. Me
lo fa pensare anche quella frase, nella quale lei dice che se il suo
amore la lasciasse, ci soffrirebbe sicuramente moltissimo, ma poi
anche lì le cose si sistemerebbero. Insomma, pare di capire, lei è
certa che in futuro starà meglio, o potrebbe stare meglio, solo che
nel presente c'è qualcosa che la rende infelice. E se si trattasse
proprio di questo suo amore? Se fosse su questo punto che lei non
riesce a trovare una via d'uscita?
Potrei naturalmente sbagliare nell'interpretazione, ma dal momento che
tutte le strade possono essere percorribili, le chiederei di ragionare
e capire se, nel profondo, sente che questa sua relazione è ancora
soddisfacente e quali sono le prospettive che vede per la vostra
coppia.
Se questo fosse il nocciolo del problema, tutto il resto sarebbe
conseguente: la sua svogliatezza rappresenterebbe un modo per non
crescere, per non doversi allontanare dalla sua famiglia, per non
sposarsi... In ogni caso, la inviterei a parlarne faccia a faccia con
uno psicologo, che potrebbe meglio aiutarla a comprendere cosa crea in
lei questo blocco, che le impedisce di progredire, ma non di provare
insoddisfazione e di sofferenza.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LO PROVAVO, ORA NON PIU'
Vi scrivo perchè, nonstante abbia letto molte altre vostre risposte,
non ne ho trovata una soddisfacente per me. Sto con il mio attuale
ragazzo da ormai dueanni (nessun problema, siamo innamorati e stiamo
bene insieme) ma in tuttoquesto tempo ho provato l'orgasmo solo una
volta con la penetrazione. Non ho problemi fisici e riesco anche a
raggiungerlo con la sola masturbazione, da sola e/o con il mio ragazzo.
Durante il rapporto provo un forte piacere costante ma l'orgasmo è ben'altra
cosa. Con il mio precedente fidanzato con cui sono stata 6 anni e mezzo
non ho mai avuto problemi e raggiungevo l'orgasmo molto spesso e con la
sola penetrazione.E' per questo che adesso non voglio provare la
masturbazione durante il rapporto perchè mi sembra un fallimento.
Riesco a farlo solo nei preliminari.Il mio ragazzo dice che devo
lasciarmi andare e liberare la mente ma a me sembra già di farlo.Vi
prego datemi qualche consiglio perchè il fatto di non raggiungere il
piacere massimo durante il rapporto sta diventando un'ossessione. Mi
sembra di essere malata. Grazie.
Rosa
Carissima Rosa,
Lei è, evidentemente, una delle poche donne (3 su 10) che riesce ad
avere l'orgasmo attraverso la penetrazione. A questo punto, mi sembra,
non dovrebbe essere lei a doversi sentire 'malata': c'è evidentemente
qualcosa nel vostro tipo di rapporto che non funziona e che va
modificato. Cosa? Non saprei; le poche cose che mi dice non mi aiutano
ad azzardare nemmeno una ipotesi.
Il fatto però che lei possa sentirsi 'malata', pur avendo già provato
l'orgasmo vaginale in precedenza (e dunque avendo elementi per
attribuire il mancato orgasmo a a fatti, persone e situazioni esterne
a lei) mi fa pensare che lei non sia poi così sicura, non solo di sé
stessa, ma anche dei suoi precedenti orgasmi... Che siano state
sensazioni orgasmiche solo in apparenza, per mancanza di esperienza?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MATRIMONIO BIANCO
Gentilissima dottoressa, dopo aver letto centinaia di lettere che
assomiglianoalla mia situazione mi sono decisa a scrivere.Io e mio
marito(siamo sposati daquasi 2 anni) non abbiamo mai fatto l'amore,
non completamente almeno e questoperchè non riesco a rilassare
l'entrata vaginale.Ultimamente ho fatto deiprogressi:sono riuscita a
mettere dei tampax e anche le dita e diciamo ancheche una delle tante
volte in cui abbiamo provato a fare l'amore è entrato ancheuna parte
del pene.Credo che questo sia importante!O no?Abbiamo deciso diprovare
con calma e tranquillità a prenderci cura dei nostri corpi,
sperandoche tutto ciò funzioni(io sono fiduciosa!) altrimenti andremo
da un dottoreperchè vogliamo tanto avere un figlio!Grazie dello sfogo
e a presto!
Cara amica,
Va tutto benissimo, continuate così. Per rilassarsi ulteriormente
potrebbe utilizzare una crema vaginale che faciliti la penetrazione ed
una tecnica di rilassamento per lasciarsi andare completamente. In
più, cercate di non fermarvi alla prima posizione che avete provato,
ma sperimentatene diverse, per trovare quella che meglio si adatta al
vostro scopo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RECIDIVO
Salve, mi chiamo Antonio, ho 31 anni e penso di avere un problema.
Ogni voltache incontro una ragazza che mi piace veramente mi succede
di entrareinevitabilmente nel ruolo “dell’amico”. Ad oggi sto
frequentando una ragazzaper la quale provo forte attrazione,
condividiamo interessi e punti di vista.Trascorriamo molto tempo da
soli, ci confessiamo paure e desideri anche moltointimi e siamo
addirittura arrivati a dirci che siamo l’uno il punto di
vistaalternativo dell’altra . Contestualmente a questi aspetti però
percepisco chelei non prova “desiderio/passione” nei miei confronti, a
non creare quellasituazione che potrebbe farci lasciare andare. Vorrei
lasciar perdere, conscioche questa situazione mi porterà solo
sofferenza in futuro, ma ogni volta chesi fa viva, che mi cerca, torno
daccapo e non riesco a distaccarmi. Il solopensiero di perderla mi è
insopportabile. Questa è la terza che mi capita.Preferirei non essere
in grado di avvicinare queste persone e invece tutte levolte
stabilisco un bellissimo rapporto ma più passa il tempo e più mi
accorgodi andare incontro ad un blocco insormontabile. Sono recidivo e
onestamente nonso più che fare con me stesso.Un caro saluto
Caro Antonio,
Secondo me ognuno deve comportarsi rispettando sé stesso ed il suo
modo di fare. Se a lei, invece di proporsi come un 'mascalzone' o un
Don Giovanni (personaggi verso i quali le donne indubbiamente provano
una fatale quanto pericolosa attrazione), piace presentarsi nel più
rassicurante ruolo dell'amico, va benissimo così. I suoi rapporti di
amicizia, passati e presenti, con le ragazze, sono infatti dei
successi personali (non sono in molti a potersi vantare di questo!)Se
però poi non riesce ad andare oltre la semplice amicizia,
effettivamente su questo punto c'è qualcosa che non va, qualcosa da
modificare. A mio parere tuttavia, lei non dovrebbe cercare un
cambiamento radicale del suo carattere e del suo modo di fare:
l'importante è trovare solo un pizzico di coraggio in più, per
trasformare le parole in tenere carezze, i sorrisi in piccoli baci
affettuosi e così via. Il resto verrà con sé.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DIFFICOLTA’ DI AUTOSTIMA
Salve, ho 34 anni e mi piacerebbe avere una isposta in particolare. Ho
delle difficoltà di autostima e di fiducia in me stessa. Come potrei
risolvere questi problemi, senza dover ricorrere necessariamente a
medici o professionisti che
possano sottopormi ad lunghe ed estenuanti sedute? Insomma mi
piacerebbe ricostruirmi dall'interno e riuscire a piacermi di più. Ho
avuto di recente una grande delusione amorosa. Sono stata lasciata
dopo 15 anni di fidanzamento. Sono inoltre una persona di natura insicura, ma non timida! A volte riesco
a sorprendermi per ciò che faccio in certe situazioni, ma se dovessi
prevederle o progettarle mi verrebbe difficile il solo pensiero!!
Grazie per la consulenza.
Gabry
Gentilissima Gabry,
Anzitutto vorrei chiarire il fatto che non tutte le persone timide
sono apatiche e inconcludenti: al contrario, proprio fra i soggetti
timidi lei troverà delle persone che hanno raggiunto vette altissime
di successi personali, non tanto perché desiderose di strepitose
carriere o di fortune economiche, ma per mettersi alla prova, giorno
per giorno, in modo da trovare sempre nuove ragioni per stimarsi di
più.
Volendo evitare lo psicologo (con il/la quale tuttavia le sedute sono
tutt’altro che lunghe ed estenuanti, visto che durano in genere meno
di un’ora e che lo/la psicologo fa di tutto per mettere a proprio agio
lil cliente…) non rimane che studiare sui libri, per acquisire delle
conoscenze teoriche che le possano permettere di modificare lo stile
del suo pensiero, di riconoscere in sé eventuali sentimenti negativi,
frustrazioni, insicurezze. Vi sono libri e siti di psicologia a tutti
i livelli: basta scegliere quelli più adeguati al proprio livello
culturale e alle proprie propensioni. Personalmente ho pubblicato
diversi libri di auto-aiuto con la Xenia editore e collaboro a diversi
siti, fra cui le segnalo www.clinicadellatimidezza.it e http://clinicadellatimidezza.blogspot.com.
Spero davvero che, attraverso queste ed altre letture lei possa, come
dice, ‘ricostruirsi dall’interno’, trovando anche un nuovo fidanzato.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IMPRIGIONATA IN UN’AMICIZIA
Cara dottoressa, sono imprigionata in un'amicizia che mi dà tantissimo
ma che penso stia illudendo il mio cuore! Il mio migliore amico,
fidanzato fra l'altro di una mia amica, abbiamo un'amicizia intensa, profonda, siamo capaci
di confidarci qualsiasi cosa senza alcuna vergona. Abbiamo entrambi
una relazione fissa da alcuni anni, entrambi però attraversiamo a fasi
alterne dei periodi di crisi con in nostri fidanzati,periodi nei quali io e il mio amico ci
sosteniamo tantissimo a vicenda. I nostri fidanzati non sanno della
nostra amicizia, forse abbiamo paura che potrebbero fraintenderla, ma io adesso temo di
amarlo, ho trovato in lui oltre all'amico ideale l'uomo che avrei
sempre desiderato al mio fianco e sto male perchè so bene che non
potrà mai esserlo e non potrei mai portarlo via alla mia amica e fra
l'altro viviamo in una piccola cittadina dove ci si conosce quasi
tutti sarebbe una tragedia! Inoltre non so se lui provi o abbia mai
provato un sentimento così forte nei miei confronti e non so come fare
per capirlo.
La prego, mi aiuti lei a capire come posso venirne fuori e magari
impedirmi di amarlo!
E mi spieghi anche se secondo lei esiste o no la possibilità che un
uomo e una donna possano essere amici senza mai innamorarsi, forse io
ho capito che non esiste!
La ringrazio di cuore e aspetto una sua risposta.
Grazie
Emanuela
Cara Emanuela,
Da secoli si dibatte sull’argomento e risposte ‘scientifiche’ non ce
ne sono: le posso dire la mia personale convinzione, che è quella che
tra un uomo e una donna una vera amicizia non possa esistere. Vi sono
delle eccezioni, certamente: ad esempio se uno dei due è gay, se
l’attrazione sessuale manca completamente, se vi è stata già una
storia d’amore completo, che abbia attraversato la fase del calo del
desiderio sessuale.
Venendo a lei, credo che la cosa migliore sia ‘confidargli’ di aver
pensato di lasciare il suo fidanzato, perché pensa di essersi
innamorata di un altro, o per qualsiasi altro motivo plausibile. Veda
la sua reazione. Se lui la sapesse libera non vedo perché, se fosse
innamorato davvero, dovrebbe trattenersi. Se son rose fioriranno, come
si dice; eventualmente tenete la vostra storia nascosta per un po’
dopo la fine dei vostri rispettivi fidanzamenti, in modo da evitare
pettegolezzi, cattiverie e perdite di amicizie.
Cari saluti e soprattutto auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
I MIEI STUPIDI COMMENTI
Salve dottoressa,
Mi chiamo Anna ho 20 anni. Spero che lei mi puo' dare un buon
consiglio i miei amici mi hanno consigliato di venire sul vostro sito.
Vedi fara' 2 anni che saro' con mio ragazzo, Tutto andava bene fra di
noi fino l'ultimo mese. Abbiamo litigato per colpa mia o detto delle
cose che non dovevo dire e per la prima volta mio ragazzo mi aveva
detto che era pronto a lasciarmi se io continuavo con i miei stupiti
comenti. Vedi dottoressa noi abbiamo sempre avuto una buona relazione
e da quel giorno in Maggio quando io ho capito che lui mi forse
lasciava ho avuto paura. Vedi lui e ancora con me sta prendendo tempo
per vedere se andiamo ancora d' accordo, perche' vuole vedere se
possiamo ancora avere quello che avevamo. Lo so che lui non mi vuole
lasciare me la detto e mi ama. Il problema e che ora che abbiamo scoperto il problema ci stiamo
lavorando insiem pero' questo TI LASCIO ci segue sempre cio' e sempre
nell aria. E invece d' amegliorare la nostra relazione e se come ci
sta distrugendo. Perfavore dimmi che posso fare qualche cosa a salvare
mia relazione. Lo amo tanto e sto provando a dargli il mio meglio pero
i nostri pensieri tornano sempre a quel
fato che ci siamo quasi lasciati e ci litighiamo per quello.
Grazie per il suo tempo
Cara Anna,
Purtroppo l’amore non offre mai sicurezze. Oggi c’è, domani può non
esserci più. I motivi sono tanti e non tutti possono essere
prevedibili. Nel vostro caso, tornare a parlare di quando vi siete
quasi-lasciati non deve essere un motivo di lite: a cosa serve
continuare a litigarci sopra? Cercate piuttosto di capire perché lei
non si può permettere di fare dei commenti, perché lui si irrita così
facilmente, perché lei fa un’autocritica così feroce nei riguardi di
sé stessa, parlando dei suoi ‘stupidi commenti’… Cercate di riscrivere
le regole del vostro rapporto, stabilite un patto per il quale se uno
dei due non è felice è libero di fare tutti i commenti che desidera,
invitando l’altro ad una discussione, che porti alla soluzione del
problema.
Se non ce la fate da soli, fatevi aiutare da uno psicologo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GIUSTO AVERLO LASCIATO?
Buongiorno,
avrei bisogno un consiglio.
Ho avuto una storia di un anno e mezzo con un uomo divorziato, di 8
anni piu' grande. Siamo due persone molto diverse per certi aspetti e
molto simili per altri, lui soffre di sindromi ossessive che gli
condizionano parecchio la vita, la nostra
convivenza e' stata tormentata (lui e' uno spirito libero e io tendo a
condividere tutto con il mio uomo, cercando di non essere oppressiva),
cio' nonostante mi sono legata moltissimo a lui, e non riesco a farmene una
ragione da quando io stessa gli ho detto di non vederci e sentirci
piu'. Una richiesta dettata dal fatto che negli ultimi mesi ci
frequentavamo come fratello e sorella, sia nell'intimo che nella vita
quotidiana. Lui non provava piu' attrazione e colpevolizzava me per
questo e io mi sentivo umiliata ogni volta che provavo a parlarne e ad agire e non ottenevo risultati.
Razionalmente e' giusto averlo lasciato, ma penso continuamente che
insieme saremmo state due persone migliori, se fossimo riusciti a
impegnarci di piu'. Ho la sensazione che nessuno possa piu'
interessarmi (e' una persona estremamente intelligente e carismatica),
penso solo a lui e aspetto che si rifaccia vivo per chiarirci e
ricominciare da capo, questa volta consapevoli di
tutti gli sbagli commessi. Io credo che lui sia una persona molto
buona ma sempre in fuga da se stesso (per far fronte alla sua
patologia, senza voler ricorrere ai dottori e alle medicine), una
persona diventata egoista e viziosa per necessita' (alcol, fumo, vizi
sessuali), e per questo chiusa nel suo mondo e irraggiungibile. E' un
mio limite e razionalmente lo riconosco, ma non riesco a liberarmi
dall'angoscia di averlo perso e di non poterlo piu' aiutare ad avere
una vita migliore. Vorrei aiutarlo e proseguire la nostra storia, oppure
riuscire a farmene una
ragione e chiudere definitivamente.
Non riesco a fare ne' l'una, ne' l'altra cosa, sono in un punto morto
e vorrei smuovermi.
Grazie per il vostro aiuto
Lara
Cara Lara,
Lei a questo signore gli ha già fatto una diagnosi, prescritto una
terapia e trovato perfino una dottoressa (lei) che potesse ‘aiutarlo’.
Se non sbaglio, è lei che è stata lasciata, perché lui non provava più
attrazione sessuale per lei e vivevate come fratello e sorella. Non
crede sarebbe meglio cercare di capire perché il suo uomo,
intelligente e carismatico, non riusciva più a provare attrazione per
lei? Non potrebbe essere lei ad aver bisogno, in qualche modo, di
essere ‘aiutata’ ? Per esempio a ritrovare il suo fascino e la sua
seduttività? Non so a quale livello: psicologico, sessuologico (o
semplicemente cosmetico, dietetico, o altro...), ma qualcosa da fare
potrebbe davvero esserci. Una volta che lei si sentirà più sicura di
sé stessa da questo punto di vista ed avrà recuperato la sua
autostima, troverà sicuramente anche il modo di ‘smuoversi’ nel modo
migliore…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PORNODIPENDENZA
Mi chiamo Marco,ho 30 anni,vorrei sapere se pur avendo una fidanzata è
normaleche sia sempre alla ricerca di materiale pornografico,quasi
come una sorta di"droga" ,per masturbarmi almeno una volta al giorno.Ciò
sta determinando uncalo nel desiderio sessuale con la partner ma
sempre più bisogno di visionaremateriale pornografico. Devo rivolgermi
ad uno specialista? E' grave?
Caro Marco,
Non è grave, ma è un segnale d'allarme. Dietro la pornodipendenza,
come in tutte le altre dipendenze, ci sono problemi psicologici
irrisolti che devono essere affrontati, per poter ritrovare
l'equilibrio psico-sessuale. Rivolgiti dunque ad uno
psicoterapeuta-sessuologo che potrà aiutarti in questo percorso.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DISFUNZIONI ERETTILI
Purtroppo ho poche occasioni per vedere la mia partner che conosco da
6 mesi.Purtroppo il nostro rapporto si sta rovinando. Lei accusa molto
le miedeficenze e ne soffre, si chiude e non riesce ad aiutarmi.
Automaticamente vadoanch'io nel pallone. Ne abbiamo discusso (a volte
in maniare accesa) per ore,abbiamo anche pianto, ma mai trovato una
soluzione. Lei dice che è un problemamio che devo risolvere, io a
volte tendo a coinvolgere anche lei. sento che lasto perdendo e ogni
volta mi sembra di dover superare un esame. Ultimamente c'èstato
qualche giorno idilliaco dove l'abbiamo fatto ripetutamente
consoddisfazione da entrambi. Mi sebrava che l'icubo fosse passato.
Poi duesettimane dopo da capo. Sicuramente sono molto o troppo
sensibile e l'ansia hail sopravvento. Mi sforzo di cercare la
naturalezza di prendere confidenza esuperare le barriere psicologiche,
ma è difficile..... Non riesco a farmene unaragione perche nelle mie
esperienze passate tranne un rodaggio iniziale non cisono stai
problemi.E' la donna sbagliata per me nonostante il desiderio di
averla?Sono io troppo sensibile?Che rimedi ci sono?
Caro lettore,
Da come scrive, non mi sembra che lei abbia mai considerato la
possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta-sessuologo. Come mai?
E' evidente infatti che la sua disfunzione è assolutamente psicogena,
altrimenti non sparirebbe e riapparirebbe di continuo, a seconda del
tono del suo umore. Ancor meglio sarebbe tentare una psicoterapia di
coppia, perché oggi si tende a ritenere che se c'è una disfunzione,
essa riguarda la coppia e le dinamiche interne che la regolano.
Dunque, la soluzione c'è: basta ruminazioni di coppia, pianti e
litigate, andate da chi può aiutarvi.
Con i migliori auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI HA IL PENE PICCOLO
salve, sono una ragazza di 20 anni, sto insieme al mio ragazzo da due
sole settimane ma, forse anche perchè ci conosciamo da tempo, siamo
già innamoratissimi e legatissimi, ci troviamo perfettamente a nostro
agio l'uno con l'altra, e sono convintissima di quello che provo per
lui... solo che neimomenti di intimità mi blocco. Il motivo? Le
dimensioni del suo pene,piuttosto ridotte rispetto al normale.
Pensandoci razionalmente questo non èassolutamente un problema per me,
ma quando siamo in un momento di intimità, miblocco...nel senso che
non riesco a stare tranquilla,a lasciarmi del tuttocoinviolgere del
tutto...e non riesco a fare a meno di pensarci perchè mi
sentoprofondamente in colpa a dare peso a questa cosa, voglio che
tutto sia perfettoe questa cosa mi fa male, anche perchè tutto il
resto è perfetto... vogliorisolvere in fretta questo problema in
fretta perchè mi fa star male, ma nonsaprei come. Non abbiamo ancora
mai avuto un rapporto completo ma voglio chequando succederà fosse
meraviglioso... come posso risolvere il mio problema? le sarei molto
riconoscente se provasse a rispondermi....grazie!saluti!! Mara
Cara Mara,
Non lasciarti condizionare dalle credenze popolari. Non è
assolutamente vero che il pene grande sia sinonimo di virilità e che
il pene piccolo appartenga a persone poco dotate sotto il profilo
erotico. Potrai avere soddisfacenti rapporti sessuali anche con un
uomo con il pene piccolo, se questo saprà eccitarti ed essere attento
ai tuoi tempi ed ai tuoi desideri.
La sessualità femminile è una cosa complicata che non si appaga, come
pensano gli uomini, con le dimensioni fisiche del pene, ma con tante
altre caratteristiche di personalità che sanno rendere
l'uomo seducente e ad alto profilo erotico, anche se ha un pene
formato mignon.
Dunque rilassati e non proiettare su di lui quelle che sono le TUE
ansie ed insicurezze.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA SORELLA INNAMORATA
vorrei chiederle un consiglio che mi sta a cuore, si tratta di mia
sorella èf idanzata da molti anni con un ragazzo che non è non solo a
mio parere anche da parte di amici, familiari una persona corretta
insomma per bene.Mia sorella è una persona testarda quindi non sente
ragioni, si può discutere con lei di tutto tranne di Lui, è
intoccabile,nonostante la umilia, la offende,offende noi , in tutto
l'arco del tempo le ha tolto gli amici che aveva,è
gelosissimo di tutto
e tutti, non le fa indossare le mini gonne, vestiti
scollati, non può
avere una vita sociale in pratica....Sopporta tutto perchè è
innamorata dice ma so convinta che le fa tante pressioni a livello
psicologico cio' preoccupa me e mia madre.Come si può far capire ad
una persona a cui si vuole bene che la persona che
crede di amare,le ha
soltanto portato sofferenza a livello psicologico sia suo
che nostro, è
sempre nervosa, ansiosa, ha iniziato ad avere attacchi dit
achicardia.Non
sono una psicologa ma per me c'è stato nel tempo abuso psicologico ,
mia sorella essendo una persona, troppo buona, mite ed ingenua ma non
per questo non intelligente non se ne rende conto a livello conscio.Non
sappiamo dove sbattere la testa le abbiamo consigliato di rivolgersi
ad uno psicoterapeuta ma si rifiuta perchè ci risponde che non le
serve, per portarla dal cardiologo mesi addietro per la tachicardia c'è
nè voluto.Cosa si può fare contro un abuso psicologico? Questa è la
mia domanda scusi semi sono dilungata ma mia madre non regge neanche
più i nervi ed io soffroinsieme a lei e mia sorella che non ci
racconta nulla tra l'altro, come se noi fossimo le sue nemiche.Grazie
per la cortese attenzioneGiulia
Cara Giulia,
Lei dice bene: non è la psicologa di sua sorella. Dunque non azzardi
diagnosi ed interpretazioni, non elargisca consigli e 'terapie'.
L'unica cosa che a mio parere potrebbe fare per aiutare sua sorella è
quella di accoglierla con dolcezza, ascoltarla, cercare di capire il
suo punto di vista, senza giudicarla. Non escludo infatti che sua
sorella sia consapevole dell'errore, ma che le sia difficile lasciare
questo ragazzo perché in questo momento sente di non avere altri
appoggi, visto che come lei dice, vi sente come delle nemiche.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI NON RIESCE
Gent.ma dottoressa,sono sposata da un anno, ma a causa di forte stress
lavorativo non son piu riuscita ad avere rapporti con mio marito da
qualche mese oramai. Quando ciabbiamo riprovato lui ha avuto problemi
di erezione. La mia domanda è questa èpossibile che lui non riesca xkè
è passato troppo tempo dall'ultima volta? Grazie mille e buon lavoro
Certamente: se tra voi vi sono delle tensioni non risolte che vi hanno
portato ad allontanarvi, fisicamente ed emotivamente, per diverso
tempo, non si può pretendere che i rapporti riprendano 'come se niente
fosse', senza spiegazioni, senza altri tentativi di riavvicinamento,
anche psicologico.
Se potete, la cosa migliore da fare è tentare una terapia di coppia.
Caeri saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DA CHE DIPENDE?
Ho 22 anni e sto con il mio ragazzo da 2 anni e mezzo. 7 mesi fa il
mio exragazzo, con cui avevo mantenuto ottimi rapporti, si è suicidato
causando in meuna profonda sofferenza.Da allora il rapporto con il mio
ragazzo si è molto intensificato, ho trovatoin lui un supporto davvero
importante. Pur mantenendo una regolarità nei nostrirapporti, non
riesco più ad arrivare all’orgasmo, quando la penetrazione èprofonda
sento dolore pur non avendo alcun problema di lubrificazione e
allevolte ho qualche lieve perdita ematica. Il problema potrebbe
essere legato aduna qualche infiammazione, o è possibile che la morte
del mio ex-ragazzo miimpedisca di provare piacere e mi causi problemi
di questo tipo? Grazie perl’attenzione
Direi che una causa non esclude l'altra, ovvero vi potrebbe essere sia
un'infiammazione, sia un calo del desiderio dovuto a questa profonda
sofferenza che l'ha colpita. Per la seconda cosa c'è ben poco da fare,
mentre la prima può essere risolta con una visita ginecologica, che la
inviterei a fare.
Cordiali saluti e auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ANGOSCIA ESTREMA
Sono tre anni che ho una relazione con un ragazzo che adoro e pare che
la cosa sia reciproca.Da circa due anni prendo la pillola ma da un
anno circa, aseguito di una dimenticanza della suddetta, provo
un'angoscia estrema accompagnata da attacchi di panico ogni volta che
deve ritornarmi il cilo ;aseguito di ciò ,oltre alla pillola,uso
regolarmente anche il preservativo,manon cambia nulla....ho paura lo
stesso di rimanere incinta! perchè mi èsuccesso questo?è possibile che
sia il campanello d'allarme di una qualchepsicopatologia?P.S: ho fatto
delle sedute con una psicologa che inizialmente mi sono stateutili ,ma
dopo qualche mese sono ancora qui.
Gentilissima,
Direi che avere paura di rimanere incinta è una cosa buona: la
superficialità in questo campo porta quasi sempre a brutte sorprese,
problemi, difficoltà. Avere invece la fobia ingiustificata di rimanere
incinta potrebbe essere letta come una forma di resistenza verso i
rapporti sessuali completi con il suo ragazzo, oppure come il
trasparire di sensi di colpa inconsci nei confronti della sessualità,
ecc. Bene ha fatto dunque ad andare dalla sua psicologa: non pensi di
trovare una soluzione immediata, perché il problema può essere anche
profondo e poche sedute non è detto che siano sufficienti per trovare
un equilibrio accettabile. Le consiglierei anche di documentarsi
meglio sulla contraccezione, al fine di convincersi che ormai
qualsiasi persona di buon senso e media cultura può evitare, se lo
desidera, una gravidanza indesiderata... Dunque, coraggio, abbia più
fiducia in sé stessa e nelle sue capacità, di comprensione e di
comportamento.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO UNA DONNA INTELLIGENTE
Sono una donna intelligente e credo per questo molto sensibile alla
vita, allabellezza del mondo e ai dispiaceri. Il mio sentire è
profondo e mi fa viveretutte le esperienze in modo altamente
emozionale. Purtroppo la mia fragilitànon mi consente di affrontare in
modo sempre razionale le difficoltà ed è cosìanche questa volta.Il
pensiero che da un anno mi turba sembra facilmente superabile a molti,
manon a me. Circa un anno fa ho chiuso una storia che durava da ormai
otto annicon L. Ritengo che L. sia una persona splendida e meriterà
sempre la mia stima,ma avevamo obiettivi e progetti di vita che
impedivano una vita insieme. Io sognavo una enorme splendida famiglia e
lui il giro del mondo, lo sport, la montagna. I viaggi e la montagna
sono due delle cose che ci hanno sempre accompagnato in questi otto
anni, ma nei miei desideri c'erano e ci sono anche
altre cose, nei suoi
no. Quindi la storia si trascinava senza sviluppi, con uno
sconforto
che non mi abbandonava, fino a quando ho incontrato una persona,
M.,che mi ha attratto fortemente per il suo alto profilo culturale e
sognatore e me ne sono innamorata. Ci frequentiamo intensamente ed io
vivo delle giornate che non dimenticherò mai. Siamo altamente affini
per tutto ciò che riguarda il mondo emotivo...ma ancora mi dicevo che
non bastava...i valori morali? Dopo due mesi che ci frequentiamo
infatti mi confessa di avere una figlia e mi crolla il cielo sulla
testa.Io ho 28 anni, M. 29. La bimba ha 8 anni e come è facile
immaginare è arrivata senza che nessuno lo volesse.Ora cercherò di
esporre tutti i pensieri che si accalcano nella mia testa.1° shock: la
bambina2° shock: mi dice che lui avrebbe voluto che lei abortisse (io
neanche riesco a immaginarlo, anche se avevano 20 anni)La mia prima
reazione è stata una enorme delusione in quanto credevo e credo
molto
nel rispetto e nella sincerità all'interno di una coppia e non
riuscivo ad accettare che una cosa così importante mi fosse stata
tenuta nascosta.Sicuramente la paura della mia reazione gli ha
impedito di essere chiaro e sincero fin dall'inizio e M. si è impegnato
moltissimo per dimostrarmi di essere una persona affidabile e sincera e
desiderosa di stare con me. Abbiamo superato quindi questa difficoltà
ed ora che sono sicura di potermi fidare dilui il problema è un altro.
Per mesi e mesi ho cercato di accettare questac ondizione sui generis
per il mio modo di vedere e di immaginarmi una vita
famigliare ed
ancora non ci sono riuscita. Ho un'idea estremamente
tradizionalista, e
probabilmente anacronistica, della famiglia, forse perchè
sono
cresciuta in una famiglia molto numerosa ed unita. Ora capisco che
sono anche molto gelosa, e non ha idea di quanto mi costa
ammetterlo,
io che ho sempre ritenuto la gelosia un sentimento stupido e basso.Gelosa
della bambina, se almeno fosse stata un maschietto forse sarebbe
più facile... Gelosa del tempo che trascorrono insieme, delle
attenzioni che glid à... Gelosa dell'esperienza e delle emozioni che ha
vissuto con un'altra donna... Invidiosa di lei che ha una figlia ed è
felice, mentre io se continuo così non l'avrò mai... Invidiosa del
fatto che la bambina è felice così, anche con un padre che va e viene
mentre io un padre ce l'avevo tutti i giorni e non
ero felice, abbiamo
un pessimo rapporto. Loro hanno una cosa che è unica che ion
on potrò
mai condividere e questo mi fa stare malissimo.Quello che chiedo è un
aiuto per vedere questa situazione da un altro punto di
vista...per
risolvere in un modo o nell'altro questa mia condizione che sento
come
un peso enorme. Grazie
Gentilissima,
La gelosia è un sentimento a volte stupido, ma in ogni caso
dolorosissimo. Lei sa bene, a livello razionale, che non ha alcun
senso provare gelosia per il passato di una persona, per un amore
lontano nel tempo ed ancor meno per una bambina di otto anni, la cui
situazione familiare non credo sia poi così felice, essendo il padre
lontano da casa ed impegnato in una storia sentimentale con una donna
diversa dalla mamma. Volendo utilizzare un altro punto di vista, provi
a guardare alla cosa con gli occhi di questa bambina, che
probabilmente vede poco il suo papà, che lo sente lontano e distante,
anche se lui dice di volerle bene, anche se non manca di darle delle
attenzioni. Il suo papà ha comunque un'altra donna, vive lontano e
sicuramente non è sempre disponibile per giocarci insieme, o per
raccontargli i piccoli progressi, le prime esperienze di vita. E
probabilmente la bambina si chiede ancor più di lei, con gelosia,
perché non sia in grado, con il suo grande affetto, con la sua
sensibilità, di trattenere il suo papà, di non farlo andare più via,
di impedirgli di raggiungere quella odiosa donna di cui è innamorato e
che la allontana da lei...
Dunque, cerchi di superare il problema della gelosia atraverso un
sentimento empatico per questa bambina, che sicuramente soffre più di
lei, perché essendo così piccola non ha ancora gli strumenti per
superare le frustrazioni con la forza del ragionamento e con un
adeguato bagaglio di esperienze emotive.
E' evidente inoltre che l'antagonismo che prova verso questa bambina
non riguarda la donna adulta ed intelligente di oggi, ma la bambina
che lei è stata e che vive ancora dentro di lei, chiedendo affetto,
attenzioni e cure.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L'ORGASMO VAGINALE
Sono fidanzata da 2 anni con un ragazzo splendido sotto ogni punto di
vista.VIviamo una relazione a distanza ma riusciamo a vederci
abbastanza spesso.purtroppo io durante i rapporti, sia con lui sia con
i miei precedentifidanzati(2 relazioni di 3 e 4 anni rispetttivamente)non
riesco a raggiungere l'orgasmo mediante la sola penetrazione ma ho
sempreavuto bisogno di ricorrere alla stimolazione clitoridea. Ho
motivo di crederedi non riuscire a lasciarmi andare e un po' do anche
la colpa al mio passato inquanto da piccola ho subito delle violenze.
Il mio ragazzo è molto attento allemie esigenze e si preoccupa sempre
che io raggiunga l'orgasmo e per me sarebbemolto importante
raggiungere l'orgasmo cosiddetto vaginale. Lo raggiungerò mai?ci sono
delle accortezze o degli esercizi che mi possono aiutare?aiutatemi!
Gentilissima,
L'orgasmo vaginale non è la regola, visto che riguarda solo tre donne
su dieci. Non necessariamente dunque deve cercare le ragioni di questo
mancato raggiungimento nelle sue esperienze infantili, per quanto
dolorose. Le consiglierei dunque di cercare di godersi i suoi orgasmi
così come sono e così come vengono, perché l'orgasmo nasce nel
cervello, non nei genitali, ed è fortemente condizionato dalla nostra
predisposizione a godere dei piaceri della vita.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
USCIRE DAL TUNNEL
Gentile dott.ssa Proietti, le vorrei rivolgere alcune domande perché
non riesco ad uscire da un tunnel che io chiamo primo innamoramento e
sono veramentedisperato. Mi chiamo Marco e ho 38 anni lavoro in una
azienda di informatica da circa 17anni e vivo solo. Mi sono sposato e
poi dopo circa 5 anni mi sono separato. Oggi mi trovo in questa
situazione per una donna che mi ha fatto innamorare macredo che abbia
molti problemi.Non stiamo più insieme da circa 9 mesi. Vorrei
rivolgerLe alcune domande per capire se effettivamente se questa
personanon riesce a volermi per i seguenti motivi oppure perché può
non essere piùinnamorata di me. 1) Una donna può reprimere i propri
sentimenti per un uomo perchè non ha lapossibilità di vivere un
rapporto in modo stabile per problemi derivanti dallafamiglia? 2)
L'ambivalenza può essere un problema nelle decisioni di stare o non
starecon una persona? 3)Una donna che non riesce a staccare il cordone
ombelicale dalla famiglia puòrinunciare per questa, all'amore di un
uomo? 4) Se in famiglia la madre e una depressa cronica da circa 25
anni qualiconseguenze può avere nella figlia? 5) Se il padre e una
madre perdono un figlio in un incidente stradale, qualiconseguenze può
subire una sorella da parte sia dell'uno che dell'altro? 6) Una donna
innamorata di un uomo, il quale e separato da 3 anni,secondo Leipuò
rinunciare a questo perchè il padre e contrario a questa relazione,
proprioperchè e separato? 7) Il fatto che questa donna non abbia una
posizione economica sicura, e quindideve per forza vivere in questa
famiglia, può rinunciare all'uomo che ama? 8) La pressione spicologica
di un padre può indurre la propria figlia arinunciare a l'uomo che
ama? 9) Questa donna può decidere secondo Lei di non volere rapporti
duraturi con unuomo perchè la madre e una depressa cronica e quindi
decidere che la cosa chedovrà fare nella sua vita e stare con i propri
genitori, e quindi decidere dirinunciare anche a un uomo che l'ama
veramente? 10) Pùò questa donna secondo Lei rinunciare a l’uomo anche
quando l'attrazionefisica e fortissima per i problemi sopra esposti?
La ringrazio tantissimo, e spero mi possa aiutare a capire. Grazie
mille Marco.
Gentile Marco,
Grazie anzitutto delle 'non poche' domande. Chiaramente non potrò
entrare nei particolari che mi chiede, ma posso provare a darle,
quanto meno, degli spunti di riflessione.
1) Una donna può reprimere i propri sentimenti...
Certamente: è una cosa abbastanza comune, che fanno sia uomini che
donne.
2) L'ambivalenza può essere un problema ...
Quando c'è un'ambivalenza, per definizione vi sono anche dei
conflitti.
3)Una donna che non riesce a staccare il cordone ombelicale...
Si, perché se 'non riesce' non può che 'scegliere' di mantenere lo
status quo.
4) Se in famiglia la madre e una depressa...
Può influire sulla figlia sia per quanto riguarda la predisposizione
alla depressione attraverso il patrimonio genetico trasmessole, sia
per quanto riguarda l'educazione psicologica e sociale attraverso il
modello femminile che propone.
5) Se il padre e una madre perdono un figlio in un incidente
stradale...
E' probabile che tutte le attenzioni e soprattutto le ansie dei
genitori vengano accentrate su di lei.
6) Una donna innamorata di un uomo, il quale e separato...
Certo, se la ragazza vede nel padre una persona capace di trasmettere
dei valori e dei suggerimenti utili per il proprio futuro.
7) Il fatto che questa donna non abbia una posizione economica
sicura...
Si, se è una ragazza responsabile, con i piedi per terra, che capisce
che l'amore è un sentimento fluttuante, mentre la decisione di avere
un'unione stabile con una persona e la nascita eventuale di figli sono
una scelta impegnativa che potrebbe condizionare tutta la sua vita.
8) La pressione spicologica di un padre può indurre la propria figlia
arinunciare a l'uomo che ama?
Si, come sopra.
9) Questa donna può decidere secondo Lei di non volere rapporti
duraturi ...
Può decidere questo se le ragioni per rinunciare all'uomo che ama
saranno superiori a quelle che potrebbero farle fare una scelta
contraria.
10) Pùò questa donna secondo Lei rinunciare a l’uomo ...
L'attrazione fisica per una donna è l'ultimo dei motivi per cui
scegliere un uomo 'scomodo'.
In pratica, lei mi ha fatto per dieci volte la stessa domanda: mi
lascerà?
La risposta è si, se lei non sarà sufficientemente abile da mettere in
luce i suoi punti di forza, se non avrà il coraggio di parlare con il
padre di lei e di convincerlo, se non migliorerà la sua posizione
economica e sociale e, probabilmente, se non si convertità ad un credo
religioso che nella famiglia della sua ragazza mi sembra sia molto
sentito. Insomma: non è vero che tutto 'capita'. Molte cose nella vita
possono essere modificate, o addirittura stravolte, se ci si impegna
con intelligenza e motivazione a volerle cambiare. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA SUOCERA FUORI DALLE RIGHE
Buongiorno, Le scrivo per avere un consiglio a livello psicologico. Ho
20 anni e da 5 sono fidazata con un ragazzo. Sono stati 5 anni
d'inferno, visto che ioe lui abitavamo a 1000 km di distanza e la mia
famiglia si è sempre opposta alla nostra storia per evitare che io
potessi trasferirmi.Io e il mio ragazzo siamo sempre stati favorevoli
alla convivenza, vista la situazione..nel matrimonio naturalmente ci
crediamo tanto, il fatto è che sposarsi oggi economicamente è una spesa
grandissima e nè la mia famiglia nè soprattutto la sua (visto che si è
appena sposato il terzo fratello), nè noi possiamo affrontarlo.
L'entusiasmo nell'andare a convivere naturalmente era più
suo che mio,
visto che comunque io mi ritrovavo in mezzo a due fuochi:lui e imiei
genitori.Fortunatamente però a febbraio i miei hanno capito..ora
volgiono vedermi felicee basta, ed è per questo che mi hanno dato il
permesso di trasferirmi. I primitempi avevamo deciso io e il mio
ragazzo di stare dai suoi per poi cercare casa. Il problema è che io
non riesco più a sopportare sua madre, ma visto che
sono una persona
introversa, incapace di reagire, mi sto facendo male da sola.Convivere
con altre persone significa limitare moolto le proprie libertà,
le proprie abitudini, il proprio modo di essere. Lui invece sembra non
accorgersi di niente...l'argomento casa è praticamente top secret..guai
a prenderlo inconsiderazione..l'entusiasmo che leggevo un tempo,
quando questo ci era proibito, oggi è svanito. Capisco lui..è a casa
sua, con la sua famiglia, con sua madre che gli fa tutto, con la
ragazza..Ma è sempre casa sua..non mia..Non so cosa fare, come fargli
capire che tutto questo mi sta uccidendo dentro.La sua risposta, ogni
volta che cerco di prendere il discorso è:"Hai da
mangiare, da bere,
che vuoi di più..." Mia suocera è molto fuori dalle
righe...e con
questo credo di essermi spiegata..Avrei bisogno di un Suo gentile
consiglio da parte di una persona competente,per cercare di capire
qualcosa che magari ai miei occhi è inspiegabile.Distinti
saluti.Angelique
Carissima Angelique,
Credo che i tuoi genitori, se conoscessero la situazione che vivi,
sarebbero ben contenti di averti dato questo famoso 'permesso' alla
convivenza: altrimenti, a pochi mesi dal matrimonio si dovrebbero già
preoccupare dei venti di crisi coniugale nella vita della loro giovane
figlia.
Sicuramente vivere con una suocera 'fuori dalle righe' non sarà facile
per te. Oltre tutto si tratta di persone che, vivendo a mille
chilometri dalla tua terra d'origine, sono delle persone diverse, con
le quali è difficile comunicare, sia a livello di linguaggio verbale
che gestuale.
In più c'è questa teoria: hai da mangiare e da bere, hai una casa, che
ti serve di più?
Ad esempio la libertà, il lavoro, il senso di autorealizzazione
personale... Cose che non contano, evidentemente.
Il mio consiglio, cara Angelique, non può e non vuole entrare nel
merito della tua vita personale: sono convinta che, col tempo, le cose
ti appariranno sempre più chiare e sarai tu a prendere una decisione.
Quello che invece vorrei davvero consigliarti, comunque vadano le
cose, è di non perdere altro tempo e di cominciare ad occuparti
seriamente del tuo futuro: la formazione, il lavoro, l'autonomia.
Ovunque tu sia, qualunque sia la tua condizione economica, ti
consiglio di fare dei corsi, di prepararti al meglio e, se possibile,
cercarti un lavoro. Solo quando non dovrai chiedere più permessi alla
tua famiglia (sei maggiorenne!) e potrai contare sulla tua
indipendenza economica potrai farti, con serenità, la fatidica
domanda: 'lo amo davvero?'
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INNAMORATA DELL'AMICO
Buongiorno dottoressa. Ho un problema sentimentale che mi attanaglia
da quasi sei anni. Sono innamorata di un ragazzo cinque anni più
giovane di me con il quale, oltretutto, abbiamo anche un forte legame
di amicizia. Fra di noi si parla di ogni argomento possibile, escluso
però il nostro rapporto. Siamo entrambi liberi e viviamo la nostra
"storia" solo tramite lunghi sguardi e
incontri "casuali". Non
riusciamo ad arrivare sull'argomento in quantol'imbarazzo subentra per
primo. Io sto male e non riesco ad accettare di avere
storie con altre
persone. Dottoressa, Le chiedo cortesemente un Suo consiglio su come
riuscire a chiarire la situazione con lui oppure sul come accettare
questa "sconfitta".La ringrazio molto!Fede
Carissima Fede,
Premetto che non credo nel rapporto di amicizia fra un uomo e una
donna. A mio parere questo può avvenire solo in tre casi: quando non
c'è la minima attrazione sessuale (ovvero c'è il disgusto); quando c'è
già stata una storia d'amore che ha fatto tutto il suo corso; quando
c'è la volontà a negare a sé stessi e agli altri qualsiasi desiderio
di approfondimento del rapporto per ragioni di opportunità (es. si ha
già un/una partner, l'altro/a pensa al rapporto esclusivamente in
termini di amicizia e si teme di deluderlo/a).
Ora, penso che il suo sia l'ultimo caso descritto: dichiararsi per lei
è come giocare alla roulette. Si può vincere e cominciare una bella
storia d'amore, oppure si può perdere e giocarsi anche la bella
amicizia, perché dopo l'esplicitazione dei propri sentimenti, niente
potrà più essere come prima. Del resto, non dichiararsi significa
portare avanti all'infinito una storia che la appaga solo in
apparenza, perché nel profondo le causa invece solo sofferenza e
compromette anche la sua felicità futura.Qualora decidesse di dichiararsi (assumendosi anche il rischio della
fine di questa bella 'amicizia'), credo che la cosa migliore sia farlo
con la massima semplicità e spontaneità, come richiede un rapporto
profondo fra due persone che, se non sia amano, quanto meno si
vogliono bene e si stimano reciprocamente.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PERCHE' E' COSI' DIFFICILE ESSERE FELICI?
Salve, complimenti per la rivista, davvero ben strutturata ed
esaustiva. Forse rappresento un caso atipico perchè anche dopo anni di
studi in materie umanistiche, non riesco a risolvere in maniera
personale, un problema che ormai è quasi diventato una ragione di vita.
Sono da mesi innamorato di una mia collega (lavoriamo nello stesso
contesto anche se in settori diversi ma già prima dell'innamoramento
reciproco capitava di vedersi e parlarsi, prima al
avoro, poi per
emails ed infine più volte al giorno per telefono anche fino
alle due,
tre di notte fino a diventare anche se in maniera atipica, due
persone
che stanno insieme e si amano). Premetto di essere fidanzato da 7
anni mentre la mia collega da 9. Lei più piccola di me di 5 anni, in
questo tempo incui ci siamo follemente innamorati, ha dovuto (dico
dovuto perchè non è stata capace dalla vergogna di fermarsi alla
richiesta di matrimonio del suo ragazzo che naturalmente anche se
insospettito dalla freddezza di lei, ha fatto di
tutto insieme ai suoi
e ai genitori di lei di convolare a giuste nozze)sposarsi ed ora io
non riesco a perdonarla anche se in principio forse ero io a
non essere
convinto di lasciare la mia ragazza e forse lei era a quel tempo
più convinta di me ma adesso è troppo tardi. Penso sempre di aver
sbagliato eadesso, anche se non riesco a perdonarla, l'amo più di
prima e non riesco a immaginarla con il suo lui. So bene che quel
giorno ha mentito sull'altare ma adesso è sposata ma io l'amo da morire
cosa dovrei fare? Sarei pronto anche adaspettare il suo divorzio (se
mai ci potesse essere anche se adesso è più infelice di prima) e non
sposarmi pur di stare insieme a lei. Ci frequentiamo
esattamente come
prima già il giorno dopo il suo matrimonio e lei come me nonriesce a
staccarsi (se me lo avesse chiesto l'avrei fatto subito anche se
con molto sofferenza). Dr.ssa mi dia un parere. Ma perchè è così
difficile essere felici?
Distinti saluti
Mario
Gentile Mario,
Sono sicura che, leggendo la sua lettera, molte persone si saranno
riconosciute in questa storia di amori paralleli. E' una situazione
molto frequente perché non è vero che non si possa essere innamorati
anche di due o più persone contemporaneamente. E le spiego perché.
Venendo alla sua storia, è chiaro che, malgrado l'interesse reciproco
per questa situazione 'atipica', come lei la definisce, entrambi siete
ancora molto legati ai vostri partners abituali, se non altro per le
sicurezze che essi rappresentano nella vostra vita. Inoltre, un'altra
considerazione: se una ragazza dei nostri tempi decide di sposarsi,
seppure a seguito delle pressioni che può aver avuto dalla famiglia,
lo fa perché pensa che quella, tutto considerato, è la scelta migliore
che lei possa fare. Altrimenti, visto che ha un lavoro ed un nuovo
amore, mollerebbe tutto e farebbe scelte diverse, le pare?
Si tratta dunque di amori diversi: con lei c'è la passione,
l'entusiasmo, il mistero, il rischio; con l'altro c'è la
prevedibilità, la sicurezza, l'amicizia, un passato da ricordare, una
famiglia da costruire.
Nel vostro caso, vedendovi voi così poco e sempre in modo clandestino,
la vostra storia d'amore rimane, e potrebbe rimanere a lungo, nella
fase iniziale dell'innamoramento e dei batticuori, senza mai evolversi
nella 'fase due' dell'amore. In questo è, a mio parere, la sua 'atipicità'.
Qualora questo vostro rapporto dovesse divenire ufficiale, normale,
esso dopo pochi anni (o mesi) evolverebbe in un normale ed esclusivo
rapporto di complicità, stima, amicizia, affetto, progettualità
comune, solidarietà, rispetto ecc. ecc., mandando in soffitta la
passione dei primi tempi (e soprattutto il pensiero ossessivo
dell'amato/a, che nella prima fase dell'innamoramento è prevalente, e
rappresenta quella che è stata definita una sorta di 'dolce malattia').
E' nella natura delle cose. Ed allora, con un rapporto stabile in
corso, potrebbero sempre presentarsi all'orizzonte nuovi amori, nuove
passioni, nuovi batticuori...
Le decisioni sulla sua vita spettano a lei; mi auguro però di esserle
stata utile nel fornirle qualche spunto di riflessione.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA GOCCIA NEL MARE
Sto facendo una cosa che non sono solita fare: chiedere aiuto esterno.
Ho 33 anni, sposata da 12, lo ho sposato perchè credevo di esserne
innamorata, invece è stato solo un modo per fuggire da una situazione
familiare "stretta", per cambiare prigione: dalla casa paterna a un
rapporto a due che non ha quasi mai funzionato; dal punta di vista
intimo, mai; per il resto lui è un bambinone,non partecipa alle decisioni, è totalmente dipendente da me per quanto
riguarda qualsiasi cosa, è inaffidabile, e, peggio di tutto, è un gran
bugiardo. Da oltre tre anni vivo con questa persona senza avere un
rapporto sessuale, in casa vige l'indifferenza e un tacito disprezzo
reciproco. Per fortuna non ci sono figli! Non litighiamo mai,
semplicemente non parliamo. Il dialogo è impossibile da parte sua: ho
provato, ma si blocca, si zittisce e non succede niente. Lavo, stiro,
pulisco, cucino, e faccio anche la sua parte. Nel frattempo mi sono
innamorata di quello che è sempre stato il mio più caro amico. Ho una
storia segreta con lui, che quasi tre anni fa ha trovato il coraggio
di dichiararsi. Una storia bellissima e complicata: per questioni
morali non abbiamo mai fatto l'amore, anche se il desiderio c'è, ma
per scelta comune è tutto fermo ad una forte amicizia, consapevole di
non essere tale...Il mio dilemma è questo: vorrei lasciare mio marito
(che peraltro mi tradisce da non so bene quando, e di questo ne sono
certa), ma non trovo il coraggio: mi dispiace per lui, per i miei
genitori, per i suoi, per la casa che sto ancora finendo di pagare e
che abbiamo costruito assieme... Ma può una cosa materiale come un
fabbricato, imprigionare assieme due persone in questo modo? Che razza
di vita mi sto imponendo? una non vita. E tutto questo per rispetto ad
un'istituzione qual'è il matrimonio che, nel mio caso, si concretizza
in una facciata, un bel contenitore cieco che gli altri vedono da
fuori, ma vuoto
dentro... Ho paura perchè non so dove andare, se ce la farò a vivere
da sola (economicamente, intendo). Grazie mille e mi scuso per scarsa
chiarezza, ma in poche righe è difficile
riassume gli anni.
Una goccia nel mare.
E' vero, è proprio una goccia nel mare questo suo sfogo. Difficile
capire a pieno se il vostro rapporto può essere in qualche modo
recuperato, cosa è in particolare che vi ha allontanato e se questi
innamoramenti/tradimenti sono la causa o la conseguenza della vostra
crisi di coppia.
Io sono sempre del parere che, prima di giungere a lasciarsi, occorre
fare del tutto per ricostruire, per cercare di ritrovarsi. E la mia
posizione non dipende da considerazioni morali: sono del parere che un
matrimonio rappresenti comunque un progetto di vita e che dunque il
suo scioglimento mostri tutta l'evidenza di un fallimento, che sarebbe
meglio evitare, per una serie di motivi, non solo sociali, ma anche
personali. Detto questo, ci sono delle coppie assolutamente
incompatibili per vivere insieme. Una coppia come la vostra ad esempio
non mi sembra più nemmeno una coppia. Non avete niente in comune: non
avete rapporti sessuali, non avete figli e probabilmente nemmeno
l'intenzione di averne insieme, siete innamorati di due persone
diverse fuori della coppia...
L'unica cosa che vi lega sono gli interessi economici e la casa: bè,
direi che è sicuramente troppo poco...
Però, in ogni caso, prima di prendere decisioni avventate, perché non
tentate una terapia di coppia? A volte è possibile ritrovare la
complicità e l'intesa attraverso la semplice comunicazione di
pensieri, emozioni e sentimenti, troppo a lungo censurati, che
aumentano lo stato di ansia e di insoddisfazione di entrambi i
partners. Parlarsi, in ogni caso, è il primo passo da compiere, sia
per ritrovarsi, sia per lasciarsi definitivamente. Cercate di farlo, e
se non ci riuscite in modo civile, fatevi aiutare da un
professionista.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON PROVO NIENTE
Sono una ragazza di 19 anni e volevo chiedere spiegazioni riguardo il
fatto dinon avere orgasmi e di non provare piacere neanche durante
tutto il rapportosessuale. Credo di essere più portata per l'orgasmo
clitorideo, ma non provare assolutamente niente durante la
penetrazione e l'intero amplesso mi sembra eccessivo!E' vero anche che
ho avuto rapporti solo e sempre con il mio attuale ragazzo, non so se
può dipendere anche dalla sua esperienza o meno.Grazie Eloise
Cara Eloise,
Purtroppo vi sono ancora molti falsi miti che riguardano la vita
sessuale. Uno fra questi è quello dell'orgasmo simultaneo durante il
rapporto sessuale. Purtroppo non è così: è molto raro che accada nella
realtà quello che si vede nei film, ovvero orgasmo vaginale e
simultaneo con quello di lui. Va anche detto però che, nel tempo,
l'affiatamento fra due partners, anche per l'esperienza acquisita, può
migliorare moltissimo e non è detto che, dopo molti tentativi e dopo
aver selezionato le posizioni ed i gesti reciprocamente più graditi,
non si arrivi al tanto desiderato orgasmo simultaneo.
Nel suo caso però, visto che non prova assolutamente niente nel
rapporto, le consiglierei di andare anzitutto dal ginecologo per fare
un controllo ed assicurarsi che non vi siano infiammazioni vaginali,
di chiedere al suo ragazzo di soffermarsi di più sui preliminari, di
usare delle apposite creme lubrificanti che si comprano in farmacia e
di cui meglio le potrà parlare il suo ginecologo. Vanno inoltre
sperimentate diverse posizioni ed aperto un franco dialogo col partner
per cercare di migliorare il rapporto, da tutti i punti di vista.
Cari saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA QUESTIONE MI ATTANAGLIA
Buongiorno, chiedo il vostro parere in merito a una questione che mi
sta attanagliando ultimamente.
Ho 24 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 28 anni da 4 anni, è una
persona intelligente, seria, matura, fedele, profonda, con cui mi
trovo veramente molto bene da molti punti di vista, anche sessuale..
Seppur io l'ho sempre amato più per le sue qualità interiori che per la sua bellezza, nonostante sia
un ragazzo carino, non penso di essere mai stata attratta fortemente
dal suo fisico.
Comunque la dimensione sessuale va bene, perchè abbiamo trovato una
buona complicità.
Da 6 mesi ho conosciuto un altro uomo, di 36 anni, nonostante sembri
molto più giovane, sia fisicamente che come stile di vita. è un uomo
bellissimo, affascinante, intrigante, "furbetto", un pò "bastardo
dentro", fidanzatissimo che ci ha provato spudoratamente con me... o
meglio prima di questi sei mesi ci conoscevamo già, io ero fidanzata,
lui no, è per diversi mesi mi ha corteggiato, ma io non gli ho dato mai molta corda, perchè sapevo che
era un tipo inaffidabile, nel senso di poco fedele e collezionisa di
donne...
Nel periodo in cui lui si è fidanzato, (per pura casualità o meno!? ci
sarà un pò di spirito di primeggiare sull'altra donna.. chissà'!), ho
cominiato a vederlo con occhi diversi, nel senso che seppure non ho
cambiato idea su di lui, ho cominciato a pensarlo spesso e non solo in
situazioni piccanti, ma magari a fare una passeggiata insieme.. cioè
non l'ho più visto solo come un ipotetico amante ma perchè no, magari
come un ipotetico fidanzato. Non ho avuto
modo di frequentarlo in questa veste di fidanzato, perchè lui si era
ormai fidanzato realmente e mi è restato un pò il dubbio di come
sarebbe andata se, quando single, lo avrei frequentato più seriamente.. magari prendendo
decisioni sulla mia attuale storia, che non va di certo male ma è
qualcosa di diverso... La storia che ho è una storia di casa, chiesa,
pranzi in famiglia, serenità, pace, fedeltà.. di là avrei avuto vita "mondana", tante incertezze,
tanti stimoli nuovi e intriganti... Non avendolo come fidanzato, l'ho
avuto però come amante... come amante è stato tutto e più di quello
che avrei immaginato, intrigante, bello ecc... Indipendentemente da
cosa può volere o non volere lui, vorrei capire cosa voglio io... da
un lato vorrei una storia alla mulino bianco (con il mio moroso) fatta
di fedeltà e amore, dall'altra una storia scoppiettante con un tipo
scoppiettante..E’ il cosiddetto “bello e maledetto” . Se è vero che
per certi versi è una persona che istintivamente mi attrae, perché
anche gli "stronzi" (me lo conceda) paradossalmente “piacciono” ,
razionalmente so che difficilmente potrò costruire qualcosa di
duraturo con una persona del genere. Per metafora pensiamo a un paio
di belle scarpe ma che ti fanno male ad indossarle, per quanto ti
aggradano sai che non ha senso acquistarle perché ti fanno male e non
le potrai indossare a lungo. (dall'altro lato c'è forse l'illusione di
pensare "con me sarà diverso...", ma non è solo un'illusione?!)
Non so se amo più realmente il mio fidanzato, se ho avuto il bisogno
dell'altro, fisicamente e mentamente... Non so se dell'amante mi sono
solo invaghita e c'era una sorta di narcisismo femminile e di competizione
nel rubarlo all'altra donna.. Se il mio amante domani si mollasse con
l'altra lo vorrei davvero..? I due sono i due opposti della stessa
medaglia... forse vorrei entrambi o nessuno dei due... Forse dovrò
ancora trovare una persona che ha le due facce... forse la soluzione è
proseguire con entrambi, ma non è possibile perchè rischioso
(rischierei che la cosa prima o poi salti fuori) e poi comunque
moralmente scorretto... Tanti, troppi interrogativi...
Datemi un vostro parere.
Grazie.
Stefania
Cara Stefania,
La sua metafora delle scarpe mi sembra davvero molto ‘calzante’… E’
inutile, dice lei, farsi belle, comprarsi un vestito nuovo, profumarsi
e truccarsi, per poi uscire con delle scarpe da tennis… E’ ovvio che,
in queste condizioni, le scarpe più adatte sono quelle col tacco a
spillo, che però fanno bene all’anima, ma male ai piedi.
Allora, forse, quello che c’è da fare è provare a cambiare il proprio
stile, ovvero imparare ad essere bellisima anche con un paio di scarpe
da tennis. Non è una cosa immediata: la competizione con le ragazze
col tacco alto sarà molto dura e solo l’intelligenza e la dedizione
che metterà nello scegliere e combinare i vari elementi del suo look
potranno permetterle di vincere la sfida. Insomma, le propongo una
scelta difficile, dura, per poter trovare un punto di equilibrio e
dunque di felicità, sia nel corpo che nell’anima. Non si tratta di una
rinuncia per la vita, ma di una scelta da fare giorno per giorno,
nella consapevolezza che questa è la scelta migliore che lei fa non
solo per gli altri, ma anche per sé stessa. Poi, se una sera le
venisse la voglia di mettersi in ghingheri, niente e nessuno dovrebbe
toglierle la soddisfazione di indossare, ogni tanto, il suo bravo
tacco alto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI E’ PIU’ PICCOLO DI ME
Sono una ragazza innamorata da 8 mesi di un ragazzo di 6 anni più
piccolo di me. Le esperienze sentimentali di questo ragazzo sono
limitate: poche storie di un mese al massimo e tutte con ragazze fisicamente lontane da lui.
Quando ci siamo conosciuti ci siamo piaciuti subito, ma abbiamo
faticato ad avviare una relazione che è finita nemmeno 3 settimane dopo. Soprattutto per
volontà mia abbiamo continuato a frequentarci e abbiamo ripreso, anzi
aumentato, l'intimità tra noi. Col tempo ci siamo avvicinati e lui, che ha sempre negato di
provare sentimenti per me, ha anche ammesso che quando siamo stati
insieme invece era innamorato. Cercando di farlo sentire libero e portando tanta tanta
pazienza, negli ultimi 2 mesi ero riuscita ad avvicinarmi molto a lui,
che comunque ha sempre teso a tenermi a distanza di sicurezza. Ora che l'intimità era
piena ed avevamo cominciato anche a permetterci le piccole litigate
che aumentano la
confidenza tra le persone... lui si è trovato un'altra. La notizia me
l'ha data personalmente, per amore di sincerità, e la
cosa sembra
essere stata improvvisa. Lei è una sua coetanea e a detta di molti piuttosto
superficiale. Lei che di me ha sempre amato più che altro
la testa (mi
ha spesso detto "mi piace che pensi"), si è fidanzato con una ragazza che, a quanto pare,
dopo averlo "corteggiato" per un paio di settimane,
ha comunque avuto
bisogno di dare risposta affermativa all'ufficialità della loro relazione il
giorno dopo il loro primo bacio. Ho sempre pensato che
questo ragazzo
fosse con me più coinvolto di quanto non riuscisse ad ammettere e che il suo atteggiamento sfuggente sempre nei
periodi migliori fosse legato alla paura. Poco prima di fidanzarsi con
lei aveva tra l'altro pure accennato alla possibilità di rendere noto anche agli
amici il fatto di aver ricominciato a vedersi con me.
Non posso giurarci, ma non penso che mi abbia usata, né tanto meno che
mi abbia fatto deliberatamente del male. Non credo sia, insomma, il
classico furbo che
ha approfittato di una situazione. Non posso però non chiedermi se
tutte le mie teorie sui suoi sentimenti e sulla sua paura di un
coinvolgimento possono arrivare a giustificare anche questo: sapevo che si sarebbe
allontanato, ero pronta e me lo aspettavo, ma non avevo preso in
considerazione l'ipotesi che uscisse con un'altra.
Dopo tutto il tempo che ho investito nel costruirmi un rapporto con
lui (che ora mi ha detto "se in passato la tua presenza o meno nella
mia vita mi era indifferente, ora non è più così), ho tanta paura che la sua nuova
ragazza durerà più del fatidico mese e di perdere anche quel poco che
avevo conquistato
nel suo cuore...
Lory
Cara Lory,
E’ evidente, da come parla di questa storia, che nella vostra coppia
lei era l’astro e lui il pianeta… Lei ha investito, lei ha costruito,
lei è riuscita a… Purtroppo l’amore si fa in due ed allora, anche io
credo che lui non l’abbia usata, che sia stato bene con lei, ma credo
anche che questa esperienza lo abbia fatto crescere, maturare, al
punto di motivarlo a cercare un rapporto più paritario, in cui lui si
possa sentire più a suo agio, meno influenzato dall’altra persona che
‘pensa troppo’ o ‘troppo bene’.
Le auguro di trovare al più presto un uomo vero, che possa sostituire
questo ragazzo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI E’ PIU’ VECCHIO DI ME
salve sono una ragazza di 25 anni e da diversi mesi frequento un uomo
di dieci anni più vecchio di me, in passato abbiamo avuto qualche
problema ma ultimamente sembra che abbiamo trovato il nostro equilibrio. Lui è un
uomo molto dolce e sensibile, ma tende a mascherare questa debolezze
del suo carattere Premetto che le mie esperienze sessuali sono scarsissime,
non ho mai raggiunto l'orgasmo semplicemente con la penetrazione, un
paio di mesi fa ero
sul punto di raggiungere l'orgasmo durante un rapporto, ma
improvvisamente quella sensazione svanisce lasciandomi una strana
angoscia addosso, quella sera non ebbi nessun orgasmo, io attribuii la cosa a come un fatto
psicologico dato che avevamo litigato quel giorno e non gli diedi
peso, purtroppo da quella sera ho avuto ancora questo problema durante i rapporti con lui,
sicuramente mi fa sentire desiderata e sicuramente sa quali punti
toccare, è tutt'altro che un
principiante...quando si è accorto di questa mia difficoltà ne abbiamo
parlato non ci siamo scaricati a vicenda la colpa di questo anzi...lui
è diventato molto più affettuoso, dolce e fa di tutto per farmi venire...devo
aggiungere che ho una scarsa per quanto assente lubrificazione, solo
quella famosa sera riuscii a bagnarmi, ma questo non mi ha mai creato difficoltà con gli
orgasmi della clitoride...non so proprio che fare come affrontare il
problema sarebbe
stupido fingere di stare bene sessualmente con lui quando poi sarei
insoddisfatta mi sembrerebbe una mancanza di rispetto nei suoi
riguardi. Vi ringrazio si da ora per la vostra cortese attenzione e nell'attesa di
una vostra risposta vi saluto cordialmente
Nadia
Cara Nadia,
E’ molto giusto quello che dice: che senso ha fingere il piacere ? Chi
ci guadagna, oltre tutto? Il fatto è che circolano ancora informazioni
sbagliate sul conto dell’orgasmo femminile e malgrado siano oltre
trenta anni che studi e ricerche confermino che l’orgasmo vaginale
esiste solo per una sparuta minoranza, tutte le donne si dolgono di
non provare l’orgasmo vaginale. E’ una concezione errata quella che fa
credere che l’atto sessuale porti sempre e comunque piacere e orgasmo
simultaneo ad entrambi i partners: il piacere va costruito attraverso
il sapiente uso dei preliminari e cercando delle posizioni e delle
attenzioni reciproche che possano eccitare il cervello, più che gli
organi genitali. Che poi durante il periodo ovulatorio aumenti il
desiderio, la lubrificazione, l’intensità dell’orgasmo, è cosa nota:
per sentirsi maggiormente stimolata cerchi di avere rapporti in quel
periodo, ma sappia anche che, se non vuole una gravidanza, quelli sono
anche i giorni più a rischio. Furba la natura, eh?
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ANSIA DI MAMMA
Sono mamma di un bimbo di 4 anni e ultimamente sono un pò in crisi,
spero che lei possa chiarire qualche mio dubbio. Mio figlio è un
bambino molto spigliato sia nel linguaggio sia nei movimenti, ma quando è in contatto con
bambini più "svegli" di lui è come se si inibisse. Non voglio che
diventi aggressivo ma che al momento opportuno si sappia difendere. Come posso farglielo capire?
Ci ho provato diverse volte spiegandogli che non deve aver paura degli
altri, mi dice
che va bene ma quando si ripresenta una situazione analoga ci
"ricasca" inevitabilmente. C'è anche da dire che è molto legato a me,
forse troppo anche per questo vorrei che fosse più autonomo. Grazie in anticipo per il
tempo che mi vorrà dedicare.(mamma75)
Cara mamma75,
I comportamenti dei figli, specialmente quando sono ancora molto
piccoli, dipendono in gran parte dal patrimonio genetico che gli
abbiamo trasmesso. Probabilmente in famiglia ci sono altri esempi di
persone inibite, che tendono alla passività nelle interazioni sociali.
Molto però fanno anche gli esempi di comportamento che i bambini
possono osservare quotidianamente nel loro ambiente e che
inconsapevolmente tendono a fare propri.
Più che cercare di insegnargli delle cose con il ragionamento, che i
bambini di questa età non sempre sono pronti a recepire, è meglio
impegnarsi nel fornire lezioni di vita pratica ed esempi di
comportamento.
E’ un po’ come quei genitori che si dolgono perché i figli non amano
la lettura e poi, se vai a vedere, non hanno un solo libro in casa. Se
al figlio non gli leggi le favole, non disegni insieme a lui le storie
che gli racconti, non gli fai sentire il profumo dei libri e non gli
fai osservare la bellezza delle immagini, come puoi pretendere che
diventi un accanito lettore? E questo vale per tutto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FOBIA DI GUIDARE
Salve,mi chiamo elena e vorrei sapere come posso riuscire a domare
dentro di me la paura di guidare l'auto. ho preso la patente con
voglia e entusiasmo, poi un giorno provando la macchina nuova mi è presa l'angoscia di non
riuscire a guidarla, si è spenta qualche volta e STOP - mi sono detta
io l'auto non la usero' mai piu.. ora mi serve x andare al lavoro essendomi appena
laureata e non so come fare! ho paura di dirlo a chiunque. i miei lo
sanno ma credo non se
ne pongano il problema e non l'affrontano x timore di ferirmi! cosi'
mi ritrovo sola con i miei problemi. Grazie. Elena
Cara Elena,
Ad un vecchio saggio cinese che aveva camminato molto, scalando
montagne e attraversando luoghi inospitali e pericolosi, qualcuno
chiese: ‘Come hai fatto a fare tutto questo’? E lui rispose:
‘semplice, un piccolo passo dopo l’altro’.
Allora… Per prima cosa mai dire mai. Se proprio vuoi dire a te stessa
e agli altri che hai qualche problema in proposito, dì così: ‘in
questo periodo’ non mi va di guidare. Poi, ogni giorno, entra nella
tua bella macchina, portati un giornale da leggere, accendi la radio e
rilassati. Quando ti sentirai più sicura, esci la mattina presto,
verso le sei o le sette, quando c’è poca gente in giro e comincia a
fare i tuoi primi giretti. Non c’è bisogno di fare sapere al mondo che
stai mettendo in pratica un programma di auto-riabilitazione: se
dovessi avere delle difficoltà o ulteriori blocchi, prova a rivolgerti
ad uno psicologo. Ciao e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN UOMO SOLO E NIENTE RAPPORTI
Salve, ho 26 anni e praticamente ho avuto un solo uomo nella mia vita
a parte qualche storiella adolescenziale di poco conto.Mi sono messa
insieme al mio attuale ragazzo a 15 anni, lui ne aveva 17.Avevamo una
grande attrazione fisica e intesa sessuale, così nel giro di pochi
mesi
abbiamo fatto molte esperienze. Praticamente quasi tutto tranne l'attovero
e proprio. All'inizio pensavamo che la paura e il dolore che provavo
fosse normale e che tutto si sarebbe risolto col passare del tempo. Le
cose, invece,non sono mai cambiate, così oggi a distanza di molti anni
non siamo ancorariusciti ad avere un rapporto completo. Anzi, ormai
non ci proviamo nemmeno più. Io ho molta voglia di fare sesso, eppure
in quel momento mi blocco, mi prende un'ansia incredibile e i muscoli
vaginali si contraggono. E' come se lamia mente intendesse la
penetrazione come una volenza e cercasse di proteggereil mio corpo.
Eppure io lo amo e vorrei tanto fare l'amore con lui. Lui non ci
prova
più e non tocca l'argomento e non so se perchè non vuole ferirmi o
soloperchè ha perso l'interesse.Non so che fare, ma vorrei risolvere
questo problema che non mi fa godere appieno la mia relazione e
contribuisce a farmi sentire diversa, inadeguata.
Carissima,
Ci sono quattro cose che devi fare.
La prima è documentarti sui tuoi organi genitali: come sono fatti,
come funzionano ecc. Sembra una sciocchezza, ma tra le donne che ho
incontrato e che avevano questo problema molte, seppure laureate,
erano su questo argomento completamente ignoranti. Dunque, informati
bene, comprati un libro, osservati con lo specchio ecc.
Seconda cosa: documentati sul 'vaginismo'. Potrai trovare on line
informazioni e suggerimenti utili, molti anche sul sito
www.psicolinea.it.
Terza cosa: Vai dalla tua ginecologa e chiedi una visita, in modo che
si possa escludere che il problema sia organico.
Quarta cosa: Se la visita ginecologica non ha accertato alcuna
patologia in atto, rivolgiti ad uno psicoterapeuta-sessuologo,in modo
da affrontare il problema attraverso una terapia mirata.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
EVENTUALE BISESSUALITA'
Sono una ragazza di 16 anni e da molto tempo sto considerando la
possibilità diuna mia eventuale bisessualità. Saranno almeno 2anni che
ci penso, inizialmentedecisi di lasciare perdere in quanto venni a
sapere che durante l'adolescenza ènormale una sorta di indecisione in
campo sessuale ma ben presto mi resi contodi non poter più ignorare
questo dubbio che mi è stato riportato alla menteanche da frequenti
sogni, anche con persone molto vicine a me, che vedo tutti igiorni e
che mi hanno indotto a pensare che io sia bisessuale. Non ho mai
avutouna relazione con una ragazza ma se devo essere sincera l'idea
non mi crea ilribrezzo che invece dimostrano le ragazze etero parlando
di questo argomento.In linea generale l'idea di essere bisessuale non
mi crea problemi, quello chemi disturba è l'indecisione, il non sapere
esattamente cosa provo e diconseguenza come comportarmi. Spero possa
aiutarmi. Grazie
Faith
Carissima Faith,
Essendo tu minorenne, non posso riponderti direttamente, come
prescritto dai regolamenti vigenti. L'unica cosa che posso fare è
quella di indirizzarti verso uno psicologo dei servizi sociali della
città in cui risiedi, in modo che ti possa aiutare a capirti meglio ed
anche a tranquillizzarti. Ci sono poi anche molti consultori in cui
ottenere consulenze gratuite: cerca su internet per vedere se ce ne
sono nel luogo dove risiedi.
In linea generale però posso tranquillizzarti: le tue sono domande
molto frequenti fra i ragazzi della tua età. E' normale cercare di
capire chi si è e chi non si è a sedici anni e dunque il solo porsi
delle domande non significa automaticamente 'essere' o 'non essere'.
Risposta troppo amletica?
Spero comunque di essermi fatta capire.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NESSUNO E' PERFETTO
Ho 27 anni e da un paio d'anni sto con un ragazzo di 35.Prima di lui
stavo con un compagno di università, una volta laureata però mi sembrava che la
storia languisse, tra difficoltà mie e sue a trovare lavoro e paranoie
assurde dei
miei, che sono molto tradizionalisti e non lo amavano per niente (mai
andata in vacanza con lui, per fare un esempio, e musi lunghi ogni volta in casa
ogni volta che uscivamo). con lui però parlavo tanto ed era un ragazzo
molto
intelligente ed ironico. Ora, nonostante la nuova storia continuo a
pensare a lui e non so come capire se è vera nostalgia o solo un'idealizzazione
romantica (perchè comunque l'ho lasciato per un altro, ed eravamo
arrivati ad
un punto in cui io gli organizzavo vita e dovevo sempre spronarlo, ad
esempio a finire l'univesità). Il nuovo ragazzo è più bello, più dinamico, più
concreto, mi ama molto ma il sesso è così così e lui è molto musone. Come faccio
a
chiarirmi e capire casa voglio??
Lettera non firmata
Gentilissima,
Secondo me la cosa da capire è che nessuno è perfetto e che nelle cose
non esistono solo il bianco e il nero, ma anche infinite sfumature di
grigio. Non è che 'si ama' o 'non si ama', che uno 'è simpatico' o
'non è simpatico', che 'si pensa molto ad una persona con la quale si
ha una relazione', ma che 'non la si pensa più quando con lei ci si
lascia'.
Posto che l’uomo della sua vita non sarà mai un essere perfetto
(perché l'esperienza ci insegna che, anche se lo fosse all’inizio,
dopo qualche anno, se non qualche mese, non lo sarebbe già più),
cerchi di capire se i limiti che trova nel suo ragazzo superano i suoi
pregi, oppure sono sopportabili e, meglio ancora, modificabili.Anche
una storia di sesso appassionata può spegnersi poi nella routine e nel
successivo calo di desiderio reciproco dei partners. Dunque, quello
che voglio dire è che non tutto possiamo comprarlo all’esterno, già
‘confezionato’ e pronto per l’uso: abbiamo la responsabilità (ma anche
gli strumenti) per migliorare molte delle nostre situazioni di vita.
Questo nuovo ragazzo ha già numerosi punti di forza (la ama, è bello,
è dinamico e concreto). Cose da migliorare: i suoi musi e il sesso
'così e così'. E’ sicura di non poter far nulla per renderlo più
simile a come lei lo vorrebbe? Può fare molto, per esempio, cambiando
qualcosa nei suoi atteggiamenti verso di lui, in modo da influenzarlo
positivamente.
Perlomeno ci provi: se poi non ci riuscisse e arrivasse alla
conclusione che, sul piatto della bilancia, i difetti del suo nuovo
ragazzo pesano più dei suoi pregi, dovrà trarne le sue conclusioni.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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