La psicologia amica 10° anno online

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PAGINA DIECI

HO PAURA DI TORNARE A SCUOLA

Ho paura di tornare a scuola...mi piace molto ciò che studio e cerco di approfondire tutti gli argomenti ma ogni volta che devo andare a scuola misveglio e ho mal di pancia, credo per l'ansia, sono stata bocciata un annoperchè alle interrogazioni facevo scena muta pur studiando.quest'anno avevo lamedia dell'8 ma ad aprile non sono riuscita ad andare più a scuola e i mieivoti sono diventati tutti 6 e due 5..giustamente. ho troppa paura di tornare a scuola ma ho voglia di imparare...che faccio??

Carissima,

La risposta è una e una sola: non mollare! Capisco quanto ti sia difficile affrontare la vita scolastica, le interrogazioni, i professori, i compagni e poi gli esami... Ma questa è la vita, e tutto quello che provi oggi nella scuola, lo proverai un domani anche fuori, in altri luoghi, sia di lavoro che di svago. La cosa che devi risolvere dunque, non è il problema scolastico, ma il tuo stato ansioso. Per fare questo puoi rivolgerti allo psicologo scolastico, se c'è, oppure consigliarti con i tuoi genitori per trovare la soluzione più adeguata.
Un altro consiglio è quello di assecondare sempre questa tua voglia di imparare, perché nella vita più si impara, più ci si sente sicuri di sé. Coraggio!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HO VENTI ANNI E SOFFRO DI VAGINISMO

Salve, ho vent'anni e soffro di vaginismo... Per anni ho sofferto in silenzio ma ho deciso ke x amore della persona che mi sta accanto e che per amor proprio devo assolutamente risolvere questo problema. Purtroppo non ho grosse possibilità economiche e questo non mi aiuta inoltre abito in una cittadina di dimensioni limitate e questo spesso anche in ambiti medici provoca un gran vociferare e anche questo non aiuta..Vorrei sapere se c'è qualcosa che io possa fare autonomamente, se ci sono farmaci reperibili che mi possano facilitare il superamento del problema.. Non ne posso più di soffrire in silenzio..

Carissima,

Pur rispettando molto il suo desiderio di trovare da sola una soluzione adeguata al suo disagio, ritengo sia opportuno che la diagnosi di 'vaginismo' lei la lasci fare ad un medico. Infatti, prima di tutto lei dovrebbe andare da una ginecologa e verificare che tutto sia a posto dal punto di vista organico, ovvero che non vi siano anomalie nel suo apparato sessuale, infiammazioni ecc.
In secondo luogo, avendo lei venti anni, non credo abbia avuto una vita sessuale così lunga ed attiva: a volte la mancanza di esperienza può causare dolore durante il rapporto completo, che può essere evitato attraverso il migliorare dell'affinità e della complicità di coppia.
Si rivolga dunque con fiducia all'ambiente medico, perché credo che al giorno d'oggi, anche in una piccola cittadina, una ragazza di venti anni che va dal ginecologo sia la norma e non l'eccezione.
Visto che c'è, magari si faccia consigliare anche su qualche contraccettivo adeguato, allo scopo di non aggiungere problema a problema...
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON CI STO CAPENDO NIENTE

Salve. Sono una ragazza di 18 anni, mi chiamo A. e vivo vicino ... Sono alla mia prima esperienza lavorativa come responsabile mini club in unastruttura turistica e qualche giorno fa è arrivato il nuovoanimatore, a sostituire l'altro che era andato via. Lui ha 30 anni e pensodi piacergli fisicamente.Ieri sera per scherzo l'ho fatto entrare nel mio letto, visto che sono costretta a condividere con lui la camera. E li ho fatto la cosa più stupida che avessi mai fatto... Infatti lui ha tentato di baciarmi e io l'ho subito respinto. Gli ho chiesto per ben tre volte di uscire dal mioletto e solo alla terza richiesta se n'è andato. Io ora ho paura, non riesco a prender sonno facilmente temo che lui possa intrufolarsi di notte nel mio letto mentre dormo...la cosa strana però è che stamattina quando mi sono svegliata ho avuto un piccolo rimorso di nn averlo baciato...ma che mi succede? non ci capisco più nulla...un pò avrei voluto accettare le sue avances,ma dall'altra parte le ho respinte anche perchè sn fidanzata con ... da 3 anniquasi...mi dia lei una risposta, la prego non ci sto capendo niente!!

Carissima A.,

E' un po' la situazione del Grande Fratello: prova a mettere delle persone giovani, attraenti, che si piacciono, in uno spazio chiuso, con del tempo a disposizione, e poi vedi cosa succede...
Cosa dovrebbe succedere? Niente altro che l'alchimia di cui tutti siamo artefici e vittime: quella che ci procurano i nostri ormoni, che lavorano perché certe cose accadano, anche se il pensiero razionale rema contro, suggerendo ben altre reazioni e comportamenti... Credo che sia una pretesa molto forte, anche verso voi stessi, quella di aver accettato questa condizione favorente l'approccio sessuale, per poi scegliere la castità. Qualora l'organizzazione per cui lavorate non disponga di due camere separate e lei tenga al suo ragazzo lontano, credo che la cosa migliore da fare sia investire parte del suo stipendio per cercarsi un'altra sistemazione. A meno che, nel frattempo, lei non abbia invece deciso per l'altra soluzione... Veda lei!
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ADDIO SICURO ALLA VERGINITA'

Sono una ragazza di 22 anni vergine, ma che ha deciso di avere il suo primo rapporto sessule con il proprio fidanzato. La mia grande e unica paura in tal senso, è quella di una gravidanza inattesa. Parlando con il mioragazzo siamo giunti alla conclusione che un buon metodo contraccettivo potrebbe essere quello di usare profilattici lubrificati con spermicidi associati a coito interrotto, cioè con la sua eiaculazione al di fuori dellavagina. Secondo lei tale metodo, usato con tutte le accortezze del caso come ad esempio la corretta applicazione del profilattico etc., garantisce un elevata percentuale di sicurezza. Se si, si possono avere rapporti anche durante ilperiodo critico dell'ovulazione? La ringrazio anticipatamente e la saluto,Elisa.

Cara Elisa,

Il profilattico è un metodo già sicuro di per sé, purché venga correttamente utilizzato. Data l'inesperienza, non è sbagliato usarlo con creme spermicide, e se oltre ciò il suo fidanzato non ha problemi ad avere anche un 'coito interrotto', credo che possa stare davvero tranquilla.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CHI E' CHE SBAGLIA?

Salve, da tempo io e il mio fidanzato stiamo pensando di andare a viere insieme..una convivenza volta al matrimonio. Anche se abbiamo caratteri diversie modi di pensare differenti alcuni argomenti, io lo amo e voglio vivere conlui. Quello che Le chiedo è: è possibile che un matrimonio fra due persone concaratteri e modi di pensare diversi possa funzionare? sembra che le persone chemi stanno intorno pensino che sarà una storia destinata a finire..ma io non lapenso così. quello che mi chiedo è: sono io che sbaglio perchè accecata dall'amore e le persone che mi stanno vicino hanno ragione? Mi farebbe piaceresapere una sua opinione. Grazie. Anna

Cara Anna,

Non sono certo in grado di poterle dire, da queste poche righe, se secondo me sbaglia lei o le persone che le sono intorno. Quello che vorrei dirle però è che non è affatto vero che persone con uguale carattere, modi di pensare e di fare siano destinati a vivere insieme 'felici e contenti', mentre quelli che sono fra loro molto diversi siano destinati ad un sicuro fallimento... Chi l'ha detto? Da un certo punto di vista anzi, una coppia 'complementare' come la vostra, dove ognuno dei due partners è portatore di tratti di personalità e comportamenti che l'altro non possiede, o possiede in misura limitata, può essere molto utile alla solidità della coppua. Potrete infatti vedere le cose da due punti di vista differenti e decidere di far agire, di volta in volta, a seconda delle varie situazioni, chi nella coppia ha maggiori abilità e competenze.
L'unica cosa che è necessario non perdere mai di vista è il rispetto reciproco: essere diversi significa anzitutto rispettarsi e soprattutto continuare a farlo nel tempo, anche quando i contrasti appariranno più significativi, a causa della routine e della naturale trasformazione dell'innamoramento in amore.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DOPO LA ROTTURA

mi chiamo Liliana ho 28 anni e dopo 10 anni di fidanzamento abbiamo rotto , sono stata io a prendere questa decisione visto come stavano andando le cose, avrei voluto sposarmi e magari vivere felicemente insieme a lui ma a dire il vero a volerlo ero solo io. Lui ha 32 anni ma è molto infantile ha sempre preferito trascorrere il tempo con gli amici, divertirsi
con loro e talvolta quando stavamo soli mi sembrava non vedesse l'ora di andare via, all'inizio non era così anzi ...ma lui ha sempre continuato a dirmi che mi amava anche se mi trascurava, mi mentiva, usciva di nascosto, spegneva il cellulare per non farsi rintracciare e mi diceva che non aveva soldi per sposarsi però poi si è comprato un' auto piuttosto costosa. Subito dopo la rottura comunque ha mi sempre cercata e implorata di ritornare a stare insieme ma questa volta avevo deciso di non perdonarlo più e poi a dire il vero mi sentivo davvero trattata da stupida, perciò non rispondevo alle telefonate ai messaggi addirittura era arrivato a minacciarmi , a piangere ma io sono stata dura e non ho desistito. Però a distanza di 10 mesi mi capita spesso anzi sempre di pensare a lui di ricordare i nostri momenti più belli anche i posti che frequentavamo questi ricordi sono come dei flash arrivano improvvisamente anche quando magari guido o lavoro, all'inizio pensavo fosse un leggero stato di malinconia ma adesso penso sia un 'ossessione mi sembra di vederlo ovunque magari fantastico che stia insieme ad un'altra e sono addirittura gelosa , non so cosa fare tutto questo mi provoca stress e angoscia , piango sempre e a volte vorrei poter tornare indietro per poterlo perdonare e ricominciare anche se poi mi rendo conto che soffrivo davvero tanto e che non ero felice. Mi dia un consiglio per stare meglio per favore. Grazie


Cara Liliana,

La sua relazione si è consumata piano piano, come una candela accesa che lentamente si spegne perché la cera si scioglie e lo stoppino si consuma. Così è stata la sua storia con questo ragazzo che, come tutte le cose, avrà avuto anch'essa i suoi lati positivi, e dunque le avrà sicuramente portato qualche momento lieto, di cui conserva piacevoli ricordi. Sebbene non sia facile pensare al futuro, perché al momento, da quello che capisco, non c'è nessuno all'orizzonte, è da quella parte che deve guardare se vuole ritrovare un po' di felicità, lasciandosi alle spalle ciò che è passato e che non tornerà.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DOVE SBATTERE LA TESTA?

Gentilissima dottoressa, mi rivolgo a lei perchè non so più dove sbattere la testa. Ho 26 anni e da circa un anno e mezzo non mi riconosco più. Sono sempre statauna ragazza solare, spensierata e super impegnata negli studi nel volontariato e nella vita "sociale" mentre ora mi sento profondamente infelice e non riescopiù a godere delle tante cose belle che ci sono nella mia vita.E' cominciato tutto quando ho deciso di studiare per diventare ...(omissis) . Questo percorso si è rivelato molto più duro del previsto, non solo perl'oggettiva difficoltà degli studi ma anche e sopratutto per la lunghezza esasperante dei tempi tecnici. A tutt'oggi, a ben 4 anni e mezzo dalla laurea ho fatto solo uno scritto di cui non conosco ancora i risultati. Questa situazione di incertezza circa il mio futuro mi sta facendo impazzire.Negli studi mi sono sempre impegnata moltissimo e sono sempre riuscita bene. Mai avrei pensato che dopo essermi laureata a pieni voti a soli 22 anni sarei stata disoccupata per tanto tempo. Questa situazione mi pesa in modo indescrivibile: solo pensarci mi fa riempire gli occhi di lacrime. Ormai questo pensiero è diventato un chiodo fisso: scoppio a piangere all'improvviso anche mentre guido o se sono in mezzo alla gente. Sento un perso insopportatbile sul cuore e una frustrazione senza fine per il fatto di dover dipendere ancorae conomicamente dai miei genitori. Quando vedo mia madre che si ammazza di lavoro mi sento morire dal senso di colpa... a volte invece quasi la odio: il fatto che si prodiga così tanto per me e che si sacrifica per permettermi di continuare ad essere una nullafacente mi fa insieme rabbia e tristezza. Rabbia perchè mi sento impotente. e tristezza infinita e disperazione perchè non trovo una via d'uscita...Sto cominciando addirittura ad "auto-punirmi" privandomi persino delle cose che potrei permettermi perchè penso di non meritarmi niente. E d'altra parte,perchè dovrei farmi una passeggiata o andare al mare di lunedì quando tutti glialtri stanno facendo il loro dovere al lavoro? Mi sento in colpa anche a dire che sono stanca: perchè mai dovrei esserlo se neanche lavoro? E ovviamente non ho il diritto di esprimere il mio desiderio di uscire dalla prigione della mia stanza: se il mio ragazzo è stanco è ovvio, se io ho voglia di uscire "ho lacapa fresca" perchè non facco niente tutto il giorno. So che nessuno pensa le cose cho ho scritto ma sono dentro di me e non riesco a smettere di sentirmi così. MI sento in trappola: mando tonnellate di curriculum ogni giono ma nessuno mi risponde e lavoro anche in uno studio, ma non mi danno niente e così ci rimetto anche le spese dei trasporti. Unica fonte di reddito sono le ripetizioni ma ci cavo appena un ragno dal buco.E così continuo a pensare che l'unica reale possibiltà che mi rimane è quella del concorso, ma il solo pensiero di passare chissà quanti altri anni sui libri per tentare nuovamente questa lotteria mi fa sentire male.Che cosa posso fare per lenire questo dolore? devo dargli libero sfogo o devo cercare di non pensarci? Sto imparando a mie spese che nella vita le cose non vanno sempre come uno se le aspetta ma per me è dura accettare questacondizione. Però so che devo reagire anche perchè in questa condizione nonriesco a fare nulla e anche alzarsi dal letto diventa un peso insopportabile. Ho un ragazzo meraviglioso che mi ama e mi sostiene ma non riesco a trovare un vero conforto neanche in questo pensiero. Forse preferirei trovare lavoro ed essere una sfigata cronica in amore, perchè in fondo in fondo ho sempre cercato la mia realizzazione nella vita "professionale". Se il mio amore mi lasciasse starei male da morire ma alla fine ne verrei fuori. Invece così non posso più vivere. Non corrispondo più all'immagine che avevo di me e nonostante glisforzi non riesco ad adattarmi a questa condizione. La prego, mi dia un consiglio: non mi dica solo di avere pazienza che tanto si aggiusterà tutto perchè questo lo so. Il problema è quello di trovare un modo per "sopravvivere" fino a quel momento. Vorrei strapparmi dal cuore tutta questa infelicità ma ogni volta che provo a pensare a qualcosa sbatto contro un muro e.... ricomincio tutto da capo.La ringrazio moltissimo per le parole ed il tempo che vorrà dedicarmi. A.

Gentile A.,

Grazie anzitutto della lunga lettera e della fiducia che mi accorda nel poterle dare un suggerimento. Non ci conosciamo e dunque mi è difficile esprimere serenamente un parere sulla sua situazione, ma dalla sua lettera traggo alcuni passaggi che mi hanno colpito e che vorrei sottoporre alla sua riflessione. Anzitutto questo concetto che non dovrei dirle che tutto passerà, perché questo lei LO SA, e deve solo aspettare questo momento... Cosa le dà la certezza che questa sua condizione di stallo un giorno si sbloccherà, tutto si risolverà, senza che lei faccia nulla per tirarsene fuori?
Sembra quasi che, a livello inconscio, lei stia aspettando che qualche situazione evolva e che, lentamente, le cose si risolvano da sole. Me lo fa pensare anche quella frase, nella quale lei dice che se il suo amore la lasciasse, ci soffrirebbe sicuramente moltissimo, ma poi anche lì le cose si sistemerebbero. Insomma, pare di capire, lei è certa che in futuro starà meglio, o potrebbe stare meglio, solo che nel presente c'è qualcosa che la rende infelice. E se si trattasse proprio di questo suo amore? Se fosse su questo punto che lei non riesce a trovare una via d'uscita?
Potrei naturalmente sbagliare nell'interpretazione, ma dal momento che tutte le strade possono essere percorribili, le chiederei di ragionare e capire se, nel profondo, sente che questa sua relazione è ancora soddisfacente e quali sono le prospettive che vede per la vostra coppia.
Se questo fosse il nocciolo del problema, tutto il resto sarebbe conseguente: la sua svogliatezza rappresenterebbe un modo per non crescere, per non doversi allontanare dalla sua famiglia, per non sposarsi... In ogni caso, la inviterei a parlarne faccia a faccia con uno psicologo, che potrebbe meglio aiutarla a comprendere cosa crea in lei questo blocco, che le impedisce di progredire, ma non di provare insoddisfazione e di sofferenza.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


LO PROVAVO, ORA NON PIU'


Vi scrivo perchè, nonstante abbia letto molte altre vostre risposte, non ne ho trovata una soddisfacente per me. Sto con il mio attuale ragazzo da ormai dueanni (nessun problema, siamo innamorati e stiamo bene insieme) ma in tuttoquesto tempo ho provato l'orgasmo solo una volta con la penetrazione. Non ho problemi fisici e riesco anche a raggiungerlo con la sola masturbazione, da sola e/o con il mio ragazzo. Durante il rapporto provo un forte piacere costante ma l'orgasmo è ben'altra cosa. Con il mio precedente fidanzato con cui sono stata 6 anni e mezzo non ho mai avuto problemi e raggiungevo l'orgasmo molto spesso e con la sola penetrazione.E' per questo che adesso non voglio provare la masturbazione durante il rapporto perchè mi sembra un fallimento. Riesco a farlo solo nei preliminari.Il mio ragazzo dice che devo lasciarmi andare e liberare la mente ma a me sembra già di farlo.Vi prego datemi qualche consiglio perchè il fatto di non raggiungere il piacere massimo durante il rapporto sta diventando un'ossessione. Mi sembra di essere malata. Grazie. Rosa

Carissima Rosa,

Lei è, evidentemente, una delle poche donne (3 su 10) che riesce ad avere l'orgasmo attraverso la penetrazione. A questo punto, mi sembra, non dovrebbe essere lei a doversi sentire 'malata': c'è evidentemente qualcosa nel vostro tipo di rapporto che non funziona e che va modificato. Cosa? Non saprei; le poche cose che mi dice non mi aiutano ad azzardare nemmeno una ipotesi.
Il fatto però che lei possa sentirsi 'malata', pur avendo già provato l'orgasmo vaginale in precedenza (e dunque avendo elementi per attribuire il mancato orgasmo a a fatti, persone e situazioni esterne a lei) mi fa pensare che lei non sia poi così sicura, non solo di sé stessa, ma anche dei suoi precedenti orgasmi... Che siano state sensazioni orgasmiche solo in apparenza, per mancanza di esperienza?

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MATRIMONIO BIANCO

Gentilissima dottoressa, dopo aver letto centinaia di lettere che assomiglianoalla mia situazione mi sono decisa a scrivere.Io e mio marito(siamo sposati daquasi 2 anni) non abbiamo mai fatto l'amore, non completamente almeno e questoperchè non riesco a rilassare l'entrata vaginale.Ultimamente ho fatto deiprogressi:sono riuscita a mettere dei tampax e anche le dita e diciamo ancheche una delle tante volte in cui abbiamo provato a fare l'amore è entrato ancheuna parte del pene.Credo che questo sia importante!O no?Abbiamo deciso diprovare con calma e tranquillità a prenderci cura dei nostri corpi, sperandoche tutto ciò funzioni(io sono fiduciosa!) altrimenti andremo da un dottoreperchè vogliamo tanto avere un figlio!Grazie dello sfogo e a presto!

Cara amica,

Va tutto benissimo, continuate così. Per rilassarsi ulteriormente potrebbe utilizzare una crema vaginale che faciliti la penetrazione ed una tecnica di rilassamento per lasciarsi andare completamente. In più, cercate di non fermarvi alla prima posizione che avete provato, ma sperimentatene diverse, per trovare quella che meglio si adatta al vostro scopo.

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

RECIDIVO

Salve, mi chiamo Antonio, ho 31 anni e penso di avere un problema. Ogni voltache incontro una ragazza che mi piace veramente mi succede di entrareinevitabilmente nel ruolo “dell’amico”. Ad oggi sto frequentando una ragazzaper la quale provo forte attrazione, condividiamo interessi e punti di vista.Trascorriamo molto tempo da soli, ci confessiamo paure e desideri anche moltointimi e siamo addirittura arrivati a dirci che siamo l’uno il punto di vistaalternativo dell’altra . Contestualmente a questi aspetti però percepisco chelei non prova “desiderio/passione” nei miei confronti, a non creare quellasituazione che potrebbe farci lasciare andare. Vorrei lasciar perdere, conscioche questa situazione mi porterà solo sofferenza in futuro, ma ogni volta chesi fa viva, che mi cerca, torno daccapo e non riesco a distaccarmi. Il solopensiero di perderla mi è insopportabile. Questa è la terza che mi capita.Preferirei non essere in grado di avvicinare queste persone e invece tutte levolte stabilisco un bellissimo rapporto ma più passa il tempo e più mi accorgodi andare incontro ad un blocco insormontabile. Sono recidivo e onestamente nonso più che fare con me stesso.Un caro saluto


Caro Antonio,

Secondo me ognuno deve comportarsi rispettando sé stesso ed il suo modo di fare. Se a lei, invece di proporsi come un 'mascalzone' o un Don Giovanni (personaggi verso i quali le donne indubbiamente provano una fatale quanto pericolosa attrazione), piace presentarsi nel più rassicurante ruolo dell'amico, va benissimo così. I suoi rapporti di amicizia, passati e presenti, con le ragazze, sono infatti dei successi personali (non sono in molti a potersi vantare di questo!)Se però poi non riesce ad andare oltre la semplice amicizia, effettivamente su questo punto c'è qualcosa che non va, qualcosa da modificare. A mio parere tuttavia, lei non dovrebbe cercare un cambiamento radicale del suo carattere e del suo modo di fare: l'importante è trovare solo un pizzico di coraggio in più, per trasformare le parole in tenere carezze, i sorrisi in piccoli baci affettuosi e così via. Il resto verrà con sé.

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DIFFICOLTA’ DI AUTOSTIMA


Salve, ho 34 anni e mi piacerebbe avere una isposta in particolare. Ho delle difficoltà di autostima e di fiducia in me stessa. Come potrei risolvere questi problemi, senza dover ricorrere necessariamente a medici o professionisti che
possano sottopormi ad lunghe ed estenuanti sedute? Insomma mi piacerebbe ricostruirmi dall'interno e riuscire a piacermi di più. Ho avuto di recente una grande delusione amorosa. Sono stata lasciata dopo 15 anni di fidanzamento. Sono inoltre una persona di natura insicura, ma non timida! A volte riesco a sorprendermi per ciò che faccio in certe situazioni, ma se dovessi prevederle o progettarle mi verrebbe difficile il solo pensiero!!
Grazie per la consulenza.
Gabry


Gentilissima Gabry,

Anzitutto vorrei chiarire il fatto che non tutte le persone timide sono apatiche e inconcludenti: al contrario, proprio fra i soggetti timidi lei troverà delle persone che hanno raggiunto vette altissime di successi personali, non tanto perché desiderose di strepitose carriere o di fortune economiche, ma per mettersi alla prova, giorno per giorno, in modo da trovare sempre nuove ragioni per stimarsi di più.
Volendo evitare lo psicologo (con il/la quale tuttavia le sedute sono tutt’altro che lunghe ed estenuanti, visto che durano in genere meno di un’ora e che lo/la psicologo fa di tutto per mettere a proprio agio lil cliente…) non rimane che studiare sui libri, per acquisire delle conoscenze teoriche che le possano permettere di modificare lo stile del suo pensiero, di riconoscere in sé eventuali sentimenti negativi, frustrazioni, insicurezze. Vi sono libri e siti di psicologia a tutti i livelli: basta scegliere quelli più adeguati al proprio livello culturale e alle proprie propensioni. Personalmente ho pubblicato diversi libri di auto-aiuto con la Xenia editore e collaboro a diversi siti, fra cui le segnalo www.clinicadellatimidezza.it e http://clinicadellatimidezza.blogspot.com.
Spero davvero che, attraverso queste ed altre letture lei possa, come dice, ‘ricostruirsi dall’interno’, trovando anche un nuovo fidanzato.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IMPRIGIONATA IN UN’AMICIZIA

Cara dottoressa, sono imprigionata in un'amicizia che mi dà tantissimo ma che penso stia illudendo il mio cuore! Il mio migliore amico, fidanzato fra l'altro di una mia amica, abbiamo un'amicizia intensa, profonda, siamo capaci di confidarci qualsiasi cosa senza alcuna vergona. Abbiamo entrambi una relazione fissa da alcuni anni, entrambi però attraversiamo a fasi alterne dei periodi di crisi con in nostri fidanzati,periodi nei quali io e il mio amico ci sosteniamo tantissimo a vicenda. I nostri fidanzati non sanno della nostra amicizia, forse abbiamo paura che potrebbero fraintenderla, ma io adesso temo di amarlo, ho trovato in lui oltre all'amico ideale l'uomo che avrei sempre desiderato al mio fianco e sto male perchè so bene che non potrà mai esserlo e non potrei mai portarlo via alla mia amica e fra l'altro viviamo in una piccola cittadina dove ci si conosce quasi tutti sarebbe una tragedia! Inoltre non so se lui provi o abbia mai provato un sentimento così forte nei miei confronti e non so come fare per capirlo.
La prego, mi aiuti lei a capire come posso venirne fuori e magari impedirmi di amarlo!
E mi spieghi anche se secondo lei esiste o no la possibilità che un uomo e una donna possano essere amici senza mai innamorarsi, forse io ho capito che non esiste!
La ringrazio di cuore e aspetto una sua risposta.
Grazie
Emanuela


Cara Emanuela,

Da secoli si dibatte sull’argomento e risposte ‘scientifiche’ non ce ne sono: le posso dire la mia personale convinzione, che è quella che tra un uomo e una donna una vera amicizia non possa esistere. Vi sono delle eccezioni, certamente: ad esempio se uno dei due è gay, se l’attrazione sessuale manca completamente, se vi è stata già una storia d’amore completo, che abbia attraversato la fase del calo del desiderio sessuale.
Venendo a lei, credo che la cosa migliore sia ‘confidargli’ di aver pensato di lasciare il suo fidanzato, perché pensa di essersi innamorata di un altro, o per qualsiasi altro motivo plausibile. Veda la sua reazione. Se lui la sapesse libera non vedo perché, se fosse innamorato davvero, dovrebbe trattenersi. Se son rose fioriranno, come si dice; eventualmente tenete la vostra storia nascosta per un po’ dopo la fine dei vostri rispettivi fidanzamenti, in modo da evitare pettegolezzi, cattiverie e perdite di amicizie.
Cari saluti e soprattutto auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

I MIEI STUPIDI COMMENTI

Salve dottoressa,
Mi chiamo Anna ho 20 anni. Spero che lei mi puo' dare un buon consiglio i miei amici mi hanno consigliato di venire sul vostro sito. Vedi fara' 2 anni che saro' con mio ragazzo, Tutto andava bene fra di noi fino l'ultimo mese. Abbiamo litigato per colpa mia o detto delle cose che non dovevo dire e per la prima volta mio ragazzo mi aveva detto che era pronto a lasciarmi se io continuavo con i miei stupiti comenti. Vedi dottoressa noi abbiamo sempre avuto una buona relazione e da quel giorno in Maggio quando io ho capito che lui mi forse lasciava ho avuto paura. Vedi lui e ancora con me sta prendendo tempo per vedere se andiamo ancora d' accordo, perche' vuole vedere se possiamo ancora avere quello che avevamo. Lo so che lui non mi vuole lasciare me la detto e mi ama. Il problema e che ora che abbiamo scoperto il problema ci stiamo lavorando insiem pero' questo TI LASCIO ci segue sempre cio' e sempre nell aria. E invece d' amegliorare la nostra relazione e se come ci sta distrugendo. Perfavore dimmi che posso fare qualche cosa a salvare mia relazione. Lo amo tanto e sto provando a dargli il mio meglio pero i nostri pensieri tornano sempre a quel fato che ci siamo quasi lasciati e ci litighiamo per quello.
Grazie per il suo tempo


Cara Anna,

Purtroppo l’amore non offre mai sicurezze. Oggi c’è, domani può non esserci più. I motivi sono tanti e non tutti possono essere prevedibili. Nel vostro caso, tornare a parlare di quando vi siete quasi-lasciati non deve essere un motivo di lite: a cosa serve continuare a litigarci sopra? Cercate piuttosto di capire perché lei non si può permettere di fare dei commenti, perché lui si irrita così facilmente, perché lei fa un’autocritica così feroce nei riguardi di sé stessa, parlando dei suoi ‘stupidi commenti’… Cercate di riscrivere le regole del vostro rapporto, stabilite un patto per il quale se uno dei due non è felice è libero di fare tutti i commenti che desidera, invitando l’altro ad una discussione, che porti alla soluzione del problema.
Se non ce la fate da soli, fatevi aiutare da uno psicologo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


GIUSTO AVERLO LASCIATO?

Buongiorno,
avrei bisogno un consiglio.
Ho avuto una storia di un anno e mezzo con un uomo divorziato, di 8 anni piu' grande. Siamo due persone molto diverse per certi aspetti e molto simili per altri, lui soffre di sindromi ossessive che gli condizionano parecchio la vita, la nostra
convivenza e' stata tormentata (lui e' uno spirito libero e io tendo a condividere tutto con il mio uomo, cercando di non essere oppressiva), cio' nonostante mi sono legata moltissimo a lui, e non riesco a farmene una ragione da quando io stessa gli ho detto di non vederci e sentirci piu'. Una richiesta dettata dal fatto che negli ultimi mesi ci frequentavamo come fratello e sorella, sia nell'intimo che nella vita quotidiana. Lui non provava piu' attrazione e colpevolizzava me per questo e io mi sentivo umiliata ogni volta che provavo a parlarne e ad agire e non ottenevo risultati.
Razionalmente e' giusto averlo lasciato, ma penso continuamente che insieme saremmo state due persone migliori, se fossimo riusciti a impegnarci di piu'. Ho la sensazione che nessuno possa piu' interessarmi (e' una persona estremamente intelligente e carismatica), penso solo a lui e aspetto che si rifaccia vivo per chiarirci e ricominciare da capo, questa volta consapevoli di tutti gli sbagli commessi. Io credo che lui sia una persona molto buona ma sempre in fuga da se stesso (per far fronte alla sua patologia, senza voler ricorrere ai dottori e alle medicine), una persona diventata egoista e viziosa per necessita' (alcol, fumo, vizi sessuali), e per questo chiusa nel suo mondo e irraggiungibile. E' un mio limite e razionalmente lo riconosco, ma non riesco a liberarmi dall'angoscia di averlo perso e di non poterlo piu' aiutare ad avere una vita migliore. Vorrei aiutarlo e proseguire la nostra storia, oppure riuscire a farmene una
ragione e chiudere definitivamente.
Non riesco a fare ne' l'una, ne' l'altra cosa, sono in un punto morto e vorrei smuovermi.
Grazie per il vostro aiuto
Lara


Cara Lara,

Lei a questo signore gli ha già fatto una diagnosi, prescritto una terapia e trovato perfino una dottoressa (lei) che potesse ‘aiutarlo’.
Se non sbaglio, è lei che è stata lasciata, perché lui non provava più attrazione sessuale per lei e vivevate come fratello e sorella. Non crede sarebbe meglio cercare di capire perché il suo uomo, intelligente e carismatico, non riusciva più a provare attrazione per lei? Non potrebbe essere lei ad aver bisogno, in qualche modo, di essere ‘aiutata’ ? Per esempio a ritrovare il suo fascino e la sua seduttività? Non so a quale livello: psicologico, sessuologico (o semplicemente cosmetico, dietetico, o altro...), ma qualcosa da fare potrebbe davvero esserci. Una volta che lei si sentirà più sicura di sé stessa da questo punto di vista ed avrà recuperato la sua autostima, troverà sicuramente anche il modo di ‘smuoversi’ nel modo migliore…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PORNODIPENDENZA

Mi chiamo Marco,ho 30 anni,vorrei sapere se pur avendo una fidanzata è normaleche sia sempre alla ricerca di materiale pornografico,quasi come una sorta di"droga" ,per masturbarmi almeno una volta al giorno.Ciò sta determinando uncalo nel desiderio sessuale con la partner ma sempre più bisogno di visionaremateriale pornografico. Devo rivolgermi ad uno specialista? E' grave?

Caro Marco,
Non è grave, ma è un segnale d'allarme. Dietro la pornodipendenza, come in tutte le altre dipendenze, ci sono problemi psicologici irrisolti che devono essere affrontati, per poter ritrovare l'equilibrio psico-sessuale. Rivolgiti dunque ad uno psicoterapeuta-sessuologo che potrà aiutarti in questo percorso.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DISFUNZIONI ERETTILI

Purtroppo ho poche occasioni per vedere la mia partner che conosco da 6 mesi.Purtroppo il nostro rapporto si sta rovinando. Lei accusa molto le miedeficenze e ne soffre, si chiude e non riesce ad aiutarmi. Automaticamente vadoanch'io nel pallone. Ne abbiamo discusso (a volte in maniare accesa) per ore,abbiamo anche pianto, ma mai trovato una soluzione. Lei dice che è un problemamio che devo risolvere, io a volte tendo a coinvolgere anche lei. sento che lasto perdendo e ogni volta mi sembra di dover superare un esame. Ultimamente c'èstato qualche giorno idilliaco dove l'abbiamo fatto ripetutamente consoddisfazione da entrambi. Mi sebrava che l'icubo fosse passato. Poi duesettimane dopo da capo. Sicuramente sono molto o troppo sensibile e l'ansia hail sopravvento. Mi sforzo di cercare la naturalezza di prendere confidenza esuperare le barriere psicologiche, ma è difficile..... Non riesco a farmene unaragione perche nelle mie esperienze passate tranne un rodaggio iniziale non cisono stai problemi.E' la donna sbagliata per me nonostante il desiderio di averla?Sono io troppo sensibile?Che rimedi ci sono?

Caro lettore,

Da come scrive, non mi sembra che lei abbia mai considerato la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta-sessuologo. Come mai? E' evidente infatti che la sua disfunzione è assolutamente psicogena, altrimenti non sparirebbe e riapparirebbe di continuo, a seconda del tono del suo umore. Ancor meglio sarebbe tentare una psicoterapia di coppia, perché oggi si tende a ritenere che se c'è una disfunzione, essa riguarda la coppia e le dinamiche interne che la regolano.
Dunque, la soluzione c'è: basta ruminazioni di coppia, pianti e litigate, andate da chi può aiutarvi.
Con i migliori auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI HA IL PENE PICCOLO

salve, sono una ragazza di 20 anni, sto insieme al mio ragazzo da due sole settimane ma, forse anche perchè ci conosciamo da tempo, siamo già innamoratissimi e legatissimi, ci troviamo perfettamente a nostro agio l'uno con l'altra, e sono convintissima di quello che provo per lui... solo che neimomenti di intimità mi blocco. Il motivo? Le dimensioni del suo pene,piuttosto ridotte rispetto al normale. Pensandoci razionalmente questo non èassolutamente un problema per me, ma quando siamo in un momento di intimità, miblocco...nel senso che non riesco a stare tranquilla,a lasciarmi del tuttocoinviolgere del tutto...e non riesco a fare a meno di pensarci perchè mi sentoprofondamente in colpa a dare peso a questa cosa, voglio che tutto sia perfettoe questa cosa mi fa male, anche perchè tutto il resto è perfetto... vogliorisolvere in fretta questo problema in fretta perchè mi fa star male, ma nonsaprei come. Non abbiamo ancora mai avuto un rapporto completo ma voglio chequando succederà fosse meraviglioso... come posso risolvere il mio problema? le sarei molto riconoscente se provasse a rispondermi....grazie!saluti!! Mara

Cara Mara,

Non lasciarti condizionare dalle credenze popolari. Non è assolutamente vero che il pene grande sia sinonimo di virilità e che il pene piccolo appartenga a persone poco dotate sotto il profilo erotico. Potrai avere soddisfacenti rapporti sessuali anche con un uomo con il pene piccolo, se questo saprà eccitarti ed essere attento ai tuoi tempi ed ai tuoi desideri.
La sessualità femminile è una cosa complicata che non si appaga, come pensano gli uomini, con le dimensioni fisiche del pene, ma con tante altre caratteristiche di personalità che sanno rendere
l'uomo seducente e ad alto profilo erotico, anche se ha un pene formato mignon.
Dunque rilassati e non proiettare su di lui quelle che sono le TUE ansie ed insicurezze.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA SORELLA INNAMORATA

vorrei chiederle un consiglio che mi sta a cuore, si tratta di mia sorella èf idanzata da molti anni con un ragazzo che non è non solo a mio parere anche da parte di amici, familiari una persona corretta insomma per bene.Mia sorella è una persona testarda quindi non sente ragioni, si può discutere con lei di tutto tranne di Lui, è intoccabile,nonostante la umilia, la offende,offende noi , in tutto l'arco del tempo le ha tolto gli amici che aveva,è gelosissimo di tutto e tutti, non le fa indossare le mini gonne, vestiti scollati, non può avere una vita sociale in pratica....Sopporta tutto perchè è innamorata dice ma so convinta che le fa tante pressioni a livello psicologico cio' preoccupa me e mia madre.Come si può far capire ad una persona a cui si vuole bene che la persona che crede di amare,le ha soltanto portato sofferenza a livello psicologico sia suo che nostro, è sempre nervosa, ansiosa, ha iniziato ad avere attacchi dit achicardia.Non sono una psicologa ma per me c'è stato nel tempo abuso psicologico , mia sorella essendo una persona, troppo buona, mite ed ingenua ma non per questo non intelligente non se ne rende conto a livello conscio.Non sappiamo dove sbattere la testa le abbiamo consigliato di rivolgersi ad uno psicoterapeuta ma si rifiuta perchè ci risponde che non le serve, per portarla dal cardiologo mesi addietro per la tachicardia c'è nè voluto.Cosa si può fare contro un abuso psicologico? Questa è la mia domanda scusi semi sono dilungata ma mia madre non regge neanche più i nervi ed io soffroinsieme a lei e mia sorella che non ci racconta nulla tra l'altro, come se noi fossimo le sue nemiche.Grazie per la cortese attenzioneGiulia

Cara Giulia,

Lei dice bene: non è la psicologa di sua sorella. Dunque non azzardi diagnosi ed interpretazioni, non elargisca consigli e 'terapie'. L'unica cosa che a mio parere potrebbe fare per aiutare sua sorella è quella di accoglierla con dolcezza, ascoltarla, cercare di capire il suo punto di vista, senza giudicarla. Non escludo infatti che sua sorella sia consapevole dell'errore, ma che le sia difficile lasciare questo ragazzo perché in questo momento sente di non avere altri appoggi, visto che come lei dice, vi sente come delle nemiche.
Cordiali saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI NON RIESCE

Gent.ma dottoressa,sono sposata da un anno, ma a causa di forte stress lavorativo non son piu riuscita ad avere rapporti con mio marito da qualche mese oramai. Quando ciabbiamo riprovato lui ha avuto problemi di erezione. La mia domanda è questa èpossibile che lui non riesca xkè è passato troppo tempo dall'ultima volta? Grazie mille e buon lavoro

Certamente: se tra voi vi sono delle tensioni non risolte che vi hanno portato ad allontanarvi, fisicamente ed emotivamente, per diverso tempo, non si può pretendere che i rapporti riprendano 'come se niente fosse', senza spiegazioni, senza altri tentativi di riavvicinamento, anche psicologico.
Se potete, la cosa migliore da fare è tentare una terapia di coppia.
Caeri saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DA CHE DIPENDE?

Ho 22 anni e sto con il mio ragazzo da 2 anni e mezzo. 7 mesi fa il mio exragazzo, con cui avevo mantenuto ottimi rapporti, si è suicidato causando in meuna profonda sofferenza.Da allora il rapporto con il mio ragazzo si è molto intensificato, ho trovatoin lui un supporto davvero importante. Pur mantenendo una regolarità nei nostrirapporti, non riesco più ad arrivare all’orgasmo, quando la penetrazione èprofonda sento dolore pur non avendo alcun problema di lubrificazione e allevolte ho qualche lieve perdita ematica. Il problema potrebbe essere legato aduna qualche infiammazione, o è possibile che la morte del mio ex-ragazzo miimpedisca di provare piacere e mi causi problemi di questo tipo? Grazie perl’attenzione

Direi che una causa non esclude l'altra, ovvero vi potrebbe essere sia un'infiammazione, sia un calo del desiderio dovuto a questa profonda sofferenza che l'ha colpita. Per la seconda cosa c'è ben poco da fare, mentre la prima può essere risolta con una visita ginecologica, che la inviterei a fare.
Cordiali saluti e auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ANGOSCIA ESTREMA

Sono tre anni che ho una relazione con un ragazzo che adoro e pare che la cosa sia reciproca.Da circa due anni prendo la pillola ma da un anno circa, aseguito di una dimenticanza della suddetta, provo un'angoscia estrema accompagnata da attacchi di panico ogni volta che deve ritornarmi il cilo ;aseguito di ciò ,oltre alla pillola,uso regolarmente anche il preservativo,manon cambia nulla....ho paura lo stesso di rimanere incinta! perchè mi èsuccesso questo?è possibile che sia il campanello d'allarme di una qualchepsicopatologia?P.S: ho fatto delle sedute con una psicologa che inizialmente mi sono stateutili ,ma dopo qualche mese sono ancora qui.

Gentilissima,

Direi che avere paura di rimanere incinta è una cosa buona: la superficialità in questo campo porta quasi sempre a brutte sorprese, problemi, difficoltà. Avere invece la fobia ingiustificata di rimanere incinta potrebbe essere letta come una forma di resistenza verso i rapporti sessuali completi con il suo ragazzo, oppure come il trasparire di sensi di colpa inconsci nei confronti della sessualità, ecc. Bene ha fatto dunque ad andare dalla sua psicologa: non pensi di trovare una soluzione immediata, perché il problema può essere anche profondo e poche sedute non è detto che siano sufficienti per trovare un equilibrio accettabile. Le consiglierei anche di documentarsi meglio sulla contraccezione, al fine di convincersi che ormai qualsiasi persona di buon senso e media cultura può evitare, se lo desidera, una gravidanza indesiderata... Dunque, coraggio, abbia più fiducia in sé stessa e nelle sue capacità, di comprensione e di comportamento.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO UNA DONNA INTELLIGENTE

Sono una donna intelligente e credo per questo molto sensibile alla vita, allabellezza del mondo e ai dispiaceri. Il mio sentire è profondo e mi fa viveretutte le esperienze in modo altamente emozionale. Purtroppo la mia fragilitànon mi consente di affrontare in modo sempre razionale le difficoltà ed è cosìanche questa volta.Il pensiero che da un anno mi turba sembra facilmente superabile a molti, manon a me. Circa un anno fa ho chiuso una storia che durava da ormai otto annicon L. Ritengo che L. sia una persona splendida e meriterà sempre la mia stima,ma avevamo obiettivi e progetti di vita che impedivano una vita insieme. Io sognavo una enorme splendida famiglia e lui il giro del mondo, lo sport, la montagna. I viaggi e la montagna sono due delle cose che ci hanno sempre accompagnato in questi otto anni, ma nei miei desideri c'erano e ci sono anche altre cose, nei suoi no. Quindi la storia si trascinava senza sviluppi, con uno sconforto che non mi abbandonava, fino a quando ho incontrato una persona, M.,che mi ha attratto fortemente per il suo alto profilo culturale e sognatore e me ne sono innamorata. Ci frequentiamo intensamente ed io vivo delle giornate che non dimenticherò mai. Siamo altamente affini per tutto ciò che riguarda il mondo emotivo...ma ancora mi dicevo che non bastava...i valori morali? Dopo due mesi che ci frequentiamo infatti mi confessa di avere una figlia e mi crolla il cielo sulla testa.Io ho 28 anni, M. 29. La bimba ha 8 anni e come è facile immaginare è arrivata senza che nessuno lo volesse.Ora cercherò di esporre tutti i pensieri che si accalcano nella mia testa.1° shock: la bambina2° shock: mi dice che lui avrebbe voluto che lei abortisse (io neanche riesco a immaginarlo, anche se avevano 20 anni)La mia prima reazione è stata una enorme delusione in quanto credevo e credo molto nel rispetto e nella sincerità all'interno di una coppia e non riuscivo ad accettare che una cosa così importante mi fosse stata tenuta nascosta.Sicuramente la paura della mia reazione gli ha impedito di essere chiaro e sincero fin dall'inizio e M. si è impegnato moltissimo per dimostrarmi di essere una persona affidabile e sincera e desiderosa di stare con me. Abbiamo superato quindi questa difficoltà ed ora che sono sicura di potermi fidare dilui il problema è un altro. Per mesi e mesi ho cercato di accettare questac ondizione sui generis per il mio modo di vedere e di immaginarmi una vita famigliare ed ancora non ci sono riuscita. Ho un'idea estremamente tradizionalista, e probabilmente anacronistica, della famiglia, forse perchè sono cresciuta in una famiglia molto numerosa ed unita. Ora capisco che sono anche molto gelosa, e non ha idea di quanto mi costa ammetterlo, io che ho sempre ritenuto la gelosia un sentimento stupido e basso.Gelosa della bambina, se almeno fosse stata un maschietto forse sarebbe più facile... Gelosa del tempo che trascorrono insieme, delle attenzioni che glid à... Gelosa dell'esperienza e delle emozioni che ha vissuto con un'altra donna... Invidiosa di lei che ha una figlia ed è felice, mentre io se continuo così non l'avrò mai... Invidiosa del fatto che la bambina è felice così, anche con un padre che va e viene mentre io un padre ce l'avevo tutti i giorni e non ero felice, abbiamo un pessimo rapporto. Loro hanno una cosa che è unica che ion on potrò mai condividere e questo mi fa stare malissimo.Quello che chiedo è un aiuto per vedere questa situazione da un altro punto di vista...per risolvere in un modo o nell'altro questa mia condizione che sento come un peso enorme. Grazie

Gentilissima,

La gelosia è un sentimento a volte stupido, ma in ogni caso dolorosissimo. Lei sa bene, a livello razionale, che non ha alcun senso provare gelosia per il passato di una persona, per un amore lontano nel tempo ed ancor meno per una bambina di otto anni, la cui situazione familiare non credo sia poi così felice, essendo il padre lontano da casa ed impegnato in una storia sentimentale con una donna diversa dalla mamma. Volendo utilizzare un altro punto di vista, provi a guardare alla cosa con gli occhi di questa bambina, che probabilmente vede poco il suo papà, che lo sente lontano e distante, anche se lui dice di volerle bene, anche se non manca di darle delle attenzioni. Il suo papà ha comunque un'altra donna, vive lontano e sicuramente non è sempre disponibile per giocarci insieme, o per raccontargli i piccoli progressi, le prime esperienze di vita. E probabilmente la bambina si chiede ancor più di lei, con gelosia, perché non sia in grado, con il suo grande affetto, con la sua sensibilità, di trattenere il suo papà, di non farlo andare più via, di impedirgli di raggiungere quella odiosa donna di cui è innamorato e che la allontana da lei...
Dunque, cerchi di superare il problema della gelosia atraverso un sentimento empatico per questa bambina, che sicuramente soffre più di lei, perché essendo così piccola non ha ancora gli strumenti per superare le frustrazioni con la forza del ragionamento e con un adeguato bagaglio di esperienze emotive.
E' evidente inoltre che l'antagonismo che prova verso questa bambina non riguarda la donna adulta ed intelligente di oggi, ma la bambina che lei è stata e che vive ancora dentro di lei, chiedendo affetto, attenzioni e cure.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

L'ORGASMO VAGINALE

Sono fidanzata da 2 anni con un ragazzo splendido sotto ogni punto di vista.VIviamo una relazione a distanza ma riusciamo a vederci abbastanza spesso.purtroppo io durante i rapporti, sia con lui sia con i miei precedentifidanzati(2 relazioni di 3 e 4 anni rispetttivamente)non riesco a raggiungere l'orgasmo mediante la sola penetrazione ma ho sempreavuto bisogno di ricorrere alla stimolazione clitoridea. Ho motivo di crederedi non riuscire a lasciarmi andare e un po' do anche la colpa al mio passato inquanto da piccola ho subito delle violenze. Il mio ragazzo è molto attento allemie esigenze e si preoccupa sempre che io raggiunga l'orgasmo e per me sarebbemolto importante raggiungere l'orgasmo cosiddetto vaginale. Lo raggiungerò mai?ci sono delle accortezze o degli esercizi che mi possono aiutare?aiutatemi!


Gentilissima,

L'orgasmo vaginale non è la regola, visto che riguarda solo tre donne su dieci. Non necessariamente dunque deve cercare le ragioni di questo mancato raggiungimento nelle sue esperienze infantili, per quanto dolorose. Le consiglierei dunque di cercare di godersi i suoi orgasmi così come sono e così come vengono, perché l'orgasmo nasce nel cervello, non nei genitali, ed è fortemente condizionato dalla nostra predisposizione a godere dei piaceri della vita.

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

USCIRE DAL TUNNEL

Gentile dott.ssa Proietti, le vorrei rivolgere alcune domande perché non riesco ad uscire da un tunnel che io chiamo primo innamoramento e sono veramentedisperato. Mi chiamo Marco e ho 38 anni lavoro in una azienda di informatica da circa 17anni e vivo solo. Mi sono sposato e poi dopo circa 5 anni mi sono separato. Oggi mi trovo in questa situazione per una donna che mi ha fatto innamorare macredo che abbia molti problemi.Non stiamo più insieme da circa 9 mesi. Vorrei rivolgerLe alcune domande per capire se effettivamente se questa personanon riesce a volermi per i seguenti motivi oppure perché può non essere piùinnamorata di me. 1) Una donna può reprimere i propri sentimenti per un uomo perchè non ha lapossibilità di vivere un rapporto in modo stabile per problemi derivanti dallafamiglia? 2) L'ambivalenza può essere un problema nelle decisioni di stare o non starecon una persona? 3)Una donna che non riesce a staccare il cordone ombelicale dalla famiglia puòrinunciare per questa, all'amore di un uomo? 4) Se in famiglia la madre e una depressa cronica da circa 25 anni qualiconseguenze può avere nella figlia? 5) Se il padre e una madre perdono un figlio in un incidente stradale, qualiconseguenze può subire una sorella da parte sia dell'uno che dell'altro? 6) Una donna innamorata di un uomo, il quale e separato da 3 anni,secondo Leipuò rinunciare a questo perchè il padre e contrario a questa relazione, proprioperchè e separato? 7) Il fatto che questa donna non abbia una posizione economica sicura, e quindideve per forza vivere in questa famiglia, può rinunciare all'uomo che ama? 8) La pressione spicologica di un padre può indurre la propria figlia arinunciare a l'uomo che ama? 9) Questa donna può decidere secondo Lei di non volere rapporti duraturi con unuomo perchè la madre e una depressa cronica e quindi decidere che la cosa chedovrà fare nella sua vita e stare con i propri genitori, e quindi decidere dirinunciare anche a un uomo che l'ama veramente? 10) Pùò questa donna secondo Lei rinunciare a l’uomo anche quando l'attrazionefisica e fortissima per i problemi sopra esposti? La ringrazio tantissimo, e spero mi possa aiutare a capire. Grazie mille Marco.

Gentile Marco,

Grazie anzitutto delle 'non poche' domande. Chiaramente non potrò entrare nei particolari che mi chiede, ma posso provare a darle, quanto meno, degli spunti di riflessione.

1) Una donna può reprimere i propri sentimenti...
Certamente: è una cosa abbastanza comune, che fanno sia uomini che donne.
2) L'ambivalenza può essere un problema ...
Quando c'è un'ambivalenza, per definizione vi sono anche dei conflitti.
3)Una donna che non riesce a staccare il cordone ombelicale...
Si, perché se 'non riesce' non può che 'scegliere' di mantenere lo status quo.
4) Se in famiglia la madre e una depressa...
Può influire sulla figlia sia per quanto riguarda la predisposizione alla depressione attraverso il patrimonio genetico trasmessole, sia per quanto riguarda l'educazione psicologica e sociale attraverso il modello femminile che propone.
5) Se il padre e una madre perdono un figlio in un incidente stradale...
E' probabile che tutte le attenzioni e soprattutto le ansie dei genitori vengano accentrate su di lei.
6) Una donna innamorata di un uomo, il quale e separato...
Certo, se la ragazza vede nel padre una persona capace di trasmettere dei valori e dei suggerimenti utili per il proprio futuro.
7) Il fatto che questa donna non abbia una posizione economica sicura...
Si, se è una ragazza responsabile, con i piedi per terra, che capisce che l'amore è un sentimento fluttuante, mentre la decisione di avere un'unione stabile con una persona e la nascita eventuale di figli sono una scelta impegnativa che potrebbe condizionare tutta la sua vita.
8) La pressione spicologica di un padre può indurre la propria figlia arinunciare a l'uomo che ama?
Si, come sopra.
9) Questa donna può decidere secondo Lei di non volere rapporti duraturi ...
Può decidere questo se le ragioni per rinunciare all'uomo che ama saranno superiori a quelle che potrebbero farle fare una scelta contraria.
10) Pùò questa donna secondo Lei rinunciare a l’uomo ...
L'attrazione fisica per una donna è l'ultimo dei motivi per cui scegliere un uomo 'scomodo'.

In pratica, lei mi ha fatto per dieci volte la stessa domanda: mi lascerà?
La risposta è si, se lei non sarà sufficientemente abile da mettere in luce i suoi punti di forza, se non avrà il coraggio di parlare con il padre di lei e di convincerlo, se non migliorerà la sua posizione economica e sociale e, probabilmente, se non si convertità ad un credo religioso che nella famiglia della sua ragazza mi sembra sia molto sentito. Insomma: non è vero che tutto 'capita'. Molte cose nella vita possono essere modificate, o addirittura stravolte, se ci si impegna con intelligenza e motivazione a volerle cambiare. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA SUOCERA FUORI DALLE RIGHE

Buongiorno, Le scrivo per avere un consiglio a livello psicologico. Ho 20 anni e da 5 sono fidazata con un ragazzo. Sono stati 5 anni d'inferno, visto che ioe lui abitavamo a 1000 km di distanza e la mia famiglia si è sempre opposta alla nostra storia per evitare che io potessi trasferirmi.Io e il mio ragazzo siamo sempre stati favorevoli alla convivenza, vista la situazione..nel matrimonio naturalmente ci crediamo tanto, il fatto è che sposarsi oggi economicamente è una spesa grandissima e nè la mia famiglia nè soprattutto la sua (visto che si è appena sposato il terzo fratello), nè noi possiamo affrontarlo. L'entusiasmo nell'andare a convivere naturalmente era più suo che mio, visto che comunque io mi ritrovavo in mezzo a due fuochi:lui e imiei genitori.Fortunatamente però a febbraio i miei hanno capito..ora volgiono vedermi felicee basta, ed è per questo che mi hanno dato il permesso di trasferirmi. I primitempi avevamo deciso io e il mio ragazzo di stare dai suoi per poi cercare casa. Il problema è che io non riesco più a sopportare sua madre, ma visto che sono una persona introversa, incapace di reagire, mi sto facendo male da sola.Convivere con altre persone significa limitare moolto le proprie libertà, le proprie abitudini, il proprio modo di essere. Lui invece sembra non accorgersi di niente...l'argomento casa è praticamente top secret..guai a prenderlo inconsiderazione..l'entusiasmo che leggevo un tempo, quando questo ci era proibito, oggi è svanito. Capisco lui..è a casa sua, con la sua famiglia, con sua madre che gli fa tutto, con la ragazza..Ma è sempre casa sua..non mia..Non so cosa fare, come fargli capire che tutto questo mi sta uccidendo dentro.La sua risposta, ogni volta che cerco di prendere il discorso è:"Hai da mangiare, da bere, che vuoi di più..." Mia suocera è molto fuori dalle righe...e con questo credo di essermi spiegata..Avrei bisogno di un Suo gentile consiglio da parte di una persona competente,per cercare di capire qualcosa che magari ai miei occhi è inspiegabile.Distinti saluti.Angelique

Carissima Angelique,

Credo che i tuoi genitori, se conoscessero la situazione che vivi, sarebbero ben contenti di averti dato questo famoso 'permesso' alla convivenza: altrimenti, a pochi mesi dal matrimonio si dovrebbero già preoccupare dei venti di crisi coniugale nella vita della loro giovane figlia.
Sicuramente vivere con una suocera 'fuori dalle righe' non sarà facile per te. Oltre tutto si tratta di persone che, vivendo a mille chilometri dalla tua terra d'origine, sono delle persone diverse, con le quali è difficile comunicare, sia a livello di linguaggio verbale che gestuale.
In più c'è questa teoria: hai da mangiare e da bere, hai una casa, che ti serve di più?
Ad esempio la libertà, il lavoro, il senso di autorealizzazione personale... Cose che non contano, evidentemente.
Il mio consiglio, cara Angelique, non può e non vuole entrare nel merito della tua vita personale: sono convinta che, col tempo, le cose ti appariranno sempre più chiare e sarai tu a prendere una decisione. Quello che invece vorrei davvero consigliarti, comunque vadano le cose, è di non perdere altro tempo e di cominciare ad occuparti seriamente del tuo futuro: la formazione, il lavoro, l'autonomia.
Ovunque tu sia, qualunque sia la tua condizione economica, ti consiglio di fare dei corsi, di prepararti al meglio e, se possibile, cercarti un lavoro. Solo quando non dovrai chiedere più permessi alla tua famiglia (sei maggiorenne!) e potrai contare sulla tua indipendenza economica potrai farti, con serenità, la fatidica domanda: 'lo amo davvero?'
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

INNAMORATA DELL'AMICO

Buongiorno dottoressa. Ho un problema sentimentale che mi attanaglia da quasi sei anni. Sono innamorata di un ragazzo cinque anni più giovane di me con il quale, oltretutto, abbiamo anche un forte legame di amicizia. Fra di noi si parla di ogni argomento possibile, escluso però il nostro rapporto. Siamo entrambi liberi e viviamo la nostra "storia" solo tramite lunghi sguardi e incontri "casuali". Non riusciamo ad arrivare sull'argomento in quantol'imbarazzo subentra per primo. Io sto male e non riesco ad accettare di avere storie con altre persone. Dottoressa, Le chiedo cortesemente un Suo consiglio su come riuscire a chiarire la situazione con lui oppure sul come accettare questa "sconfitta".La ringrazio molto!Fede

Carissima Fede,

Premetto che non credo nel rapporto di amicizia fra un uomo e una donna. A mio parere questo può avvenire solo in tre casi: quando non c'è la minima attrazione sessuale (ovvero c'è il disgusto); quando c'è già stata una storia d'amore che ha fatto tutto il suo corso; quando c'è la volontà a negare a sé stessi e agli altri qualsiasi desiderio di approfondimento del rapporto per ragioni di opportunità (es. si ha già un/una partner, l'altro/a pensa al rapporto esclusivamente in termini di amicizia e si teme di deluderlo/a).
Ora, penso che il suo sia l'ultimo caso descritto: dichiararsi per lei è come giocare alla roulette. Si può vincere e cominciare una bella storia d'amore, oppure si può perdere e giocarsi anche la bella amicizia, perché dopo l'esplicitazione dei propri sentimenti, niente potrà più essere come prima. Del resto, non dichiararsi significa portare avanti all'infinito una storia che la appaga solo in apparenza, perché nel profondo le causa invece solo sofferenza e compromette anche la sua felicità futura.Qualora decidesse di dichiararsi (assumendosi anche il rischio della fine di questa bella 'amicizia'), credo che la cosa migliore sia farlo con la massima semplicità e spontaneità, come richiede un rapporto profondo fra due persone che, se non sia amano, quanto meno si vogliono bene e si stimano reciprocamente.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


PERCHE' E' COSI' DIFFICILE ESSERE FELICI?

Salve, complimenti per la rivista, davvero ben strutturata ed esaustiva. Forse rappresento un caso atipico perchè anche dopo anni di studi in materie umanistiche, non riesco a risolvere in maniera personale, un problema che ormai è quasi diventato una ragione di vita. Sono da mesi innamorato di una mia collega (lavoriamo nello stesso contesto anche se in settori diversi ma già prima dell'innamoramento reciproco capitava di vedersi e parlarsi, prima al avoro, poi per emails ed infine più volte al giorno per telefono anche fino alle due, tre di notte fino a diventare anche se in maniera atipica, due persone che stanno insieme e si amano). Premetto di essere fidanzato da 7 anni mentre la mia collega da 9. Lei più piccola di me di 5 anni, in questo tempo incui ci siamo follemente innamorati, ha dovuto (dico dovuto perchè non è stata capace dalla vergogna di fermarsi alla richiesta di matrimonio del suo ragazzo che naturalmente anche se insospettito dalla freddezza di lei, ha fatto di tutto insieme ai suoi e ai genitori di lei di convolare a giuste nozze)sposarsi ed ora io non riesco a perdonarla anche se in principio forse ero io a non essere convinto di lasciare la mia ragazza e forse lei era a quel tempo più convinta di me ma adesso è troppo tardi. Penso sempre di aver sbagliato eadesso, anche se non riesco a perdonarla, l'amo più di prima e non riesco a immaginarla con il suo lui. So bene che quel giorno ha mentito sull'altare ma adesso è sposata ma io l'amo da morire cosa dovrei fare? Sarei pronto anche adaspettare il suo divorzio (se mai ci potesse essere anche se adesso è più infelice di prima) e non sposarmi pur di stare insieme a lei. Ci frequentiamo esattamente come prima già il giorno dopo il suo matrimonio e lei come me nonriesce a staccarsi (se me lo avesse chiesto l'avrei fatto subito anche se con molto sofferenza). Dr.ssa mi dia un parere. Ma perchè è così difficile essere felici?

Distinti saluti
Mario


Gentile Mario,

Sono sicura che, leggendo la sua lettera, molte persone si saranno riconosciute in questa storia di amori paralleli. E' una situazione molto frequente perché non è vero che non si possa essere innamorati anche di due o più persone contemporaneamente. E le spiego perché.
Venendo alla sua storia, è chiaro che, malgrado l'interesse reciproco per questa situazione 'atipica', come lei la definisce, entrambi siete ancora molto legati ai vostri partners abituali, se non altro per le sicurezze che essi rappresentano nella vostra vita. Inoltre, un'altra considerazione: se una ragazza dei nostri tempi decide di sposarsi, seppure a seguito delle pressioni che può aver avuto dalla famiglia, lo fa perché pensa che quella, tutto considerato, è la scelta migliore che lei possa fare. Altrimenti, visto che ha un lavoro ed un nuovo amore, mollerebbe tutto e farebbe scelte diverse, le pare?
Si tratta dunque di amori diversi: con lei c'è la passione, l'entusiasmo, il mistero, il rischio; con l'altro c'è la prevedibilità, la sicurezza, l'amicizia, un passato da ricordare, una famiglia da costruire.
Nel vostro caso, vedendovi voi così poco e sempre in modo clandestino, la vostra storia d'amore rimane, e potrebbe rimanere a lungo, nella fase iniziale dell'innamoramento e dei batticuori, senza mai evolversi nella 'fase due' dell'amore. In questo è, a mio parere, la sua 'atipicità'. Qualora questo vostro rapporto dovesse divenire ufficiale, normale, esso dopo pochi anni (o mesi) evolverebbe in un normale ed esclusivo rapporto di complicità, stima, amicizia, affetto, progettualità comune, solidarietà, rispetto ecc. ecc., mandando in soffitta la passione dei primi tempi (e soprattutto il pensiero ossessivo dell'amato/a, che nella prima fase dell'innamoramento è prevalente, e rappresenta quella che è stata definita una sorta di 'dolce malattia').
E' nella natura delle cose. Ed allora, con un rapporto stabile in corso, potrebbero sempre presentarsi all'orizzonte nuovi amori, nuove passioni, nuovi batticuori...
Le decisioni sulla sua vita spettano a lei; mi auguro però di esserle stata utile nel fornirle qualche spunto di riflessione.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA GOCCIA NEL MARE

Sto facendo una cosa che non sono solita fare: chiedere aiuto esterno. Ho 33 anni, sposata da 12, lo ho sposato perchè credevo di esserne innamorata, invece è stato solo un modo per fuggire da una situazione familiare "stretta", per cambiare prigione: dalla casa paterna a un rapporto a due che non ha quasi mai funzionato; dal punta di vista intimo, mai; per il resto lui è un bambinone,non partecipa alle decisioni, è totalmente dipendente da me per quanto riguarda qualsiasi cosa, è inaffidabile, e, peggio di tutto, è un gran bugiardo. Da oltre tre anni vivo con questa persona senza avere un rapporto sessuale, in casa vige l'indifferenza e un tacito disprezzo reciproco. Per fortuna non ci sono figli! Non litighiamo mai, semplicemente non parliamo. Il dialogo è impossibile da parte sua: ho provato, ma si blocca, si zittisce e non succede niente. Lavo, stiro, pulisco, cucino, e faccio anche la sua parte. Nel frattempo mi sono innamorata di quello che è sempre stato il mio più caro amico. Ho una storia segreta con lui, che quasi tre anni fa ha trovato il coraggio di dichiararsi. Una storia bellissima e complicata: per questioni morali non abbiamo mai fatto l'amore, anche se il desiderio c'è, ma per scelta comune è tutto fermo ad una forte amicizia, consapevole di non essere tale...Il mio dilemma è questo: vorrei lasciare mio marito (che peraltro mi tradisce da non so bene quando, e di questo ne sono certa), ma non trovo il coraggio: mi dispiace per lui, per i miei genitori, per i suoi, per la casa che sto ancora finendo di pagare e che abbiamo costruito assieme... Ma può una cosa materiale come un fabbricato, imprigionare assieme due persone in questo modo? Che razza di vita mi sto imponendo? una non vita. E tutto questo per rispetto ad un'istituzione qual'è il matrimonio che, nel mio caso, si concretizza in una facciata, un bel contenitore cieco che gli altri vedono da fuori, ma vuoto
dentro... Ho paura perchè non so dove andare, se ce la farò a vivere da sola (economicamente, intendo). Grazie mille e mi scuso per scarsa chiarezza, ma in poche righe è difficile
riassume gli anni.
Una goccia nel mare.


E' vero, è proprio una goccia nel mare questo suo sfogo. Difficile capire a pieno se il vostro rapporto può essere in qualche modo recuperato, cosa è in particolare che vi ha allontanato e se questi innamoramenti/tradimenti sono la causa o la conseguenza della vostra crisi di coppia.
Io sono sempre del parere che, prima di giungere a lasciarsi, occorre fare del tutto per ricostruire, per cercare di ritrovarsi. E la mia posizione non dipende da considerazioni morali: sono del parere che un matrimonio rappresenti comunque un progetto di vita e che dunque il suo scioglimento mostri tutta l'evidenza di un fallimento, che sarebbe meglio evitare, per una serie di motivi, non solo sociali, ma anche personali. Detto questo, ci sono delle coppie assolutamente incompatibili per vivere insieme. Una coppia come la vostra ad esempio non mi sembra più nemmeno una coppia. Non avete niente in comune: non avete rapporti sessuali, non avete figli e probabilmente nemmeno l'intenzione di averne insieme, siete innamorati di due persone diverse fuori della coppia...
L'unica cosa che vi lega sono gli interessi economici e la casa: bè, direi che è sicuramente troppo poco...
Però, in ogni caso, prima di prendere decisioni avventate, perché non tentate una terapia di coppia? A volte è possibile ritrovare la complicità e l'intesa attraverso la semplice comunicazione di pensieri, emozioni e sentimenti, troppo a lungo censurati, che aumentano lo stato di ansia e di insoddisfazione di entrambi i partners. Parlarsi, in ogni caso, è il primo passo da compiere, sia per ritrovarsi, sia per lasciarsi definitivamente. Cercate di farlo, e se non ci riuscite in modo civile, fatevi aiutare da un professionista.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


NON PROVO NIENTE

Sono una ragazza di 19 anni e volevo chiedere spiegazioni riguardo il fatto dinon avere orgasmi e di non provare piacere neanche durante tutto il rapportosessuale. Credo di essere più portata per l'orgasmo clitorideo, ma non provare assolutamente niente durante la penetrazione e l'intero amplesso mi sembra eccessivo!E' vero anche che ho avuto rapporti solo e sempre con il mio attuale ragazzo, non so se può dipendere anche dalla sua esperienza o meno.Grazie Eloise

Cara Eloise,

Purtroppo vi sono ancora molti falsi miti che riguardano la vita sessuale. Uno fra questi è quello dell'orgasmo simultaneo durante il rapporto sessuale. Purtroppo non è così: è molto raro che accada nella realtà quello che si vede nei film, ovvero orgasmo vaginale e simultaneo con quello di lui. Va anche detto però che, nel tempo, l'affiatamento fra due partners, anche per l'esperienza acquisita, può migliorare moltissimo e non è detto che, dopo molti tentativi e dopo aver selezionato le posizioni ed i gesti reciprocamente più graditi, non si arrivi al tanto desiderato orgasmo simultaneo.
Nel suo caso però, visto che non prova assolutamente niente nel rapporto, le consiglierei di andare anzitutto dal ginecologo per fare un controllo ed assicurarsi che non vi siano infiammazioni vaginali, di chiedere al suo ragazzo di soffermarsi di più sui preliminari, di usare delle apposite creme lubrificanti che si comprano in farmacia e di cui meglio le potrà parlare il suo ginecologo. Vanno inoltre sperimentate diverse posizioni ed aperto un franco dialogo col partner per cercare di migliorare il rapporto, da tutti i punti di vista.

Cari saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA QUESTIONE MI ATTANAGLIA

Buongiorno, chiedo il vostro parere in merito a una questione che mi sta attanagliando ultimamente.
Ho 24 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 28 anni da 4 anni, è una persona intelligente, seria, matura, fedele, profonda, con cui mi trovo veramente molto bene da molti punti di vista, anche sessuale.. Seppur io l'ho sempre amato più per le sue qualità interiori che per la sua bellezza, nonostante sia un ragazzo carino, non penso di essere mai stata attratta fortemente dal suo fisico.
Comunque la dimensione sessuale va bene, perchè abbiamo trovato una buona complicità.
Da 6 mesi ho conosciuto un altro uomo, di 36 anni, nonostante sembri molto più giovane, sia fisicamente che come stile di vita. è un uomo bellissimo, affascinante, intrigante, "furbetto", un pò "bastardo dentro", fidanzatissimo che ci ha provato spudoratamente con me... o meglio prima di questi sei mesi ci conoscevamo già, io ero fidanzata, lui no, è per diversi mesi mi ha corteggiato, ma io non gli ho dato mai molta corda, perchè sapevo che era un tipo inaffidabile, nel senso di poco fedele e collezionisa di donne...
Nel periodo in cui lui si è fidanzato, (per pura casualità o meno!? ci sarà un pò di spirito di primeggiare sull'altra donna.. chissà'!), ho cominiato a vederlo con occhi diversi, nel senso che seppure non ho cambiato idea su di lui, ho cominciato a pensarlo spesso e non solo in situazioni piccanti, ma magari a fare una passeggiata insieme.. cioè non l'ho più visto solo come un ipotetico amante ma perchè no, magari come un ipotetico fidanzato. Non ho avuto
modo di frequentarlo in questa veste di fidanzato, perchè lui si era ormai fidanzato realmente e mi è restato un pò il dubbio di come sarebbe andata se, quando single, lo avrei frequentato più seriamente.. magari prendendo decisioni sulla mia attuale storia, che non va di certo male ma è qualcosa di diverso... La storia che ho è una storia di casa, chiesa, pranzi in famiglia, serenità, pace, fedeltà.. di là avrei avuto vita "mondana", tante incertezze, tanti stimoli nuovi e intriganti... Non avendolo come fidanzato, l'ho avuto però come amante... come amante è stato tutto e più di quello che avrei immaginato, intrigante, bello ecc... Indipendentemente da cosa può volere o non volere lui, vorrei capire cosa voglio io... da un lato vorrei una storia alla mulino bianco (con il mio moroso) fatta di fedeltà e amore, dall'altra una storia scoppiettante con un tipo scoppiettante..E’ il cosiddetto “bello e maledetto” . Se è vero che per certi versi è una persona che istintivamente mi attrae, perché anche gli "stronzi" (me lo conceda) paradossalmente “piacciono” , razionalmente so che difficilmente potrò costruire qualcosa di duraturo con una persona del genere. Per metafora pensiamo a un paio di belle scarpe ma che ti fanno male ad indossarle, per quanto ti aggradano sai che non ha senso acquistarle perché ti fanno male e non le potrai indossare a lungo. (dall'altro lato c'è forse l'illusione di pensare "con me sarà diverso...", ma non è solo un'illusione?!)
Non so se amo più realmente il mio fidanzato, se ho avuto il bisogno dell'altro, fisicamente e mentamente... Non so se dell'amante mi sono solo invaghita e c'era una sorta di narcisismo femminile e di competizione nel rubarlo all'altra donna.. Se il mio amante domani si mollasse con l'altra lo vorrei davvero..? I due sono i due opposti della stessa medaglia... forse vorrei entrambi o nessuno dei due... Forse dovrò ancora trovare una persona che ha le due facce... forse la soluzione è proseguire con entrambi, ma non è possibile perchè rischioso (rischierei che la cosa prima o poi salti fuori) e poi comunque moralmente scorretto... Tanti, troppi interrogativi...
Datemi un vostro parere.
Grazie.
Stefania


Cara Stefania,

La sua metafora delle scarpe mi sembra davvero molto ‘calzante’… E’ inutile, dice lei, farsi belle, comprarsi un vestito nuovo, profumarsi e truccarsi, per poi uscire con delle scarpe da tennis… E’ ovvio che, in queste condizioni, le scarpe più adatte sono quelle col tacco a spillo, che però fanno bene all’anima, ma male ai piedi.
Allora, forse, quello che c’è da fare è provare a cambiare il proprio stile, ovvero imparare ad essere bellisima anche con un paio di scarpe da tennis. Non è una cosa immediata: la competizione con le ragazze col tacco alto sarà molto dura e solo l’intelligenza e la dedizione che metterà nello scegliere e combinare i vari elementi del suo look potranno permetterle di vincere la sfida. Insomma, le propongo una scelta difficile, dura, per poter trovare un punto di equilibrio e dunque di felicità, sia nel corpo che nell’anima. Non si tratta di una rinuncia per la vita, ma di una scelta da fare giorno per giorno, nella consapevolezza che questa è la scelta migliore che lei fa non solo per gli altri, ma anche per sé stessa. Poi, se una sera le venisse la voglia di mettersi in ghingheri, niente e nessuno dovrebbe toglierle la soddisfazione di indossare, ogni tanto, il suo bravo tacco alto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI E’ PIU’ PICCOLO DI ME

Sono una ragazza innamorata da 8 mesi di un ragazzo di 6 anni più piccolo di me. Le esperienze sentimentali di questo ragazzo sono limitate: poche storie di un mese al massimo e tutte con ragazze fisicamente lontane da lui. Quando ci siamo conosciuti ci siamo piaciuti subito, ma abbiamo faticato ad avviare una relazione che è finita nemmeno 3 settimane dopo. Soprattutto per volontà mia abbiamo continuato a frequentarci e abbiamo ripreso, anzi aumentato, l'intimità tra noi. Col tempo ci siamo avvicinati e lui, che ha sempre negato di provare sentimenti per me, ha anche ammesso che quando siamo stati insieme invece era innamorato. Cercando di farlo sentire libero e portando tanta tanta pazienza, negli ultimi 2 mesi ero riuscita ad avvicinarmi molto a lui, che comunque ha sempre teso a tenermi a distanza di sicurezza. Ora che l'intimità era piena ed avevamo cominciato anche a permetterci le piccole litigate che aumentano la
confidenza tra le persone... lui si è trovato un'altra. La notizia me l'ha data personalmente, per amore di sincerità, e la cosa sembra essere stata improvvisa. Lei è una sua coetanea e a detta di molti piuttosto superficiale. Lei che di me ha sempre amato più che altro la testa (mi ha spesso detto "mi piace che pensi"), si è fidanzato con una ragazza che, a quanto pare, dopo averlo "corteggiato" per un paio di settimane, ha comunque avuto bisogno di dare risposta affermativa all'ufficialità della loro relazione il giorno dopo il loro primo bacio. Ho sempre pensato che questo ragazzo fosse con me più coinvolto di quanto non riuscisse ad ammettere e che il suo atteggiamento sfuggente sempre nei periodi migliori fosse legato alla paura. Poco prima di fidanzarsi con lei aveva tra l'altro pure accennato alla possibilità di rendere noto anche agli amici il fatto di aver ricominciato a vedersi con me. Non posso giurarci, ma non penso che mi abbia usata, né tanto meno che mi abbia fatto deliberatamente del male. Non credo sia, insomma, il classico furbo che
ha approfittato di una situazione. Non posso però non chiedermi se tutte le mie teorie sui suoi sentimenti e sulla sua paura di un coinvolgimento possono arrivare a giustificare anche questo: sapevo che si sarebbe allontanato, ero pronta e me lo aspettavo, ma non avevo preso in considerazione l'ipotesi che uscisse con un'altra.
Dopo tutto il tempo che ho investito nel costruirmi un rapporto con lui (che ora mi ha detto "se in passato la tua presenza o meno nella mia vita mi era indifferente, ora non è più così), ho tanta paura che la sua nuova ragazza durerà più del fatidico mese e di perdere anche quel poco che avevo conquistato
nel suo cuore...

Lory


Cara Lory,

E’ evidente, da come parla di questa storia, che nella vostra coppia lei era l’astro e lui il pianeta… Lei ha investito, lei ha costruito, lei è riuscita a… Purtroppo l’amore si fa in due ed allora, anche io credo che lui non l’abbia usata, che sia stato bene con lei, ma credo anche che questa esperienza lo abbia fatto crescere, maturare, al punto di motivarlo a cercare un rapporto più paritario, in cui lui si possa sentire più a suo agio, meno influenzato dall’altra persona che ‘pensa troppo’ o ‘troppo bene’.
Le auguro di trovare al più presto un uomo vero, che possa sostituire questo ragazzo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI E’ PIU’ VECCHIO DI ME

salve sono una ragazza di 25 anni e da diversi mesi frequento un uomo di dieci anni più vecchio di me, in passato abbiamo avuto qualche problema ma ultimamente sembra che abbiamo trovato il nostro equilibrio. Lui è un uomo molto dolce e sensibile, ma tende a mascherare questa debolezze del suo carattere Premetto che le mie esperienze sessuali sono scarsissime, non ho mai raggiunto l'orgasmo semplicemente con la penetrazione, un paio di mesi fa ero
sul punto di raggiungere l'orgasmo durante un rapporto, ma improvvisamente quella sensazione svanisce lasciandomi una strana angoscia addosso, quella sera non ebbi nessun orgasmo, io attribuii la cosa a come un fatto psicologico dato che avevamo litigato quel giorno e non gli diedi peso, purtroppo da quella sera ho avuto ancora questo problema durante i rapporti con lui, sicuramente mi fa sentire desiderata e sicuramente sa quali punti toccare, è tutt'altro che un
principiante...quando si è accorto di questa mia difficoltà ne abbiamo parlato non ci siamo scaricati a vicenda la colpa di questo anzi...lui è diventato molto più affettuoso, dolce e fa di tutto per farmi venire...devo aggiungere che ho una scarsa per quanto assente lubrificazione, solo quella famosa sera riuscii a bagnarmi, ma questo non mi ha mai creato difficoltà con gli orgasmi della clitoride...non so proprio che fare come affrontare il problema sarebbe
stupido fingere di stare bene sessualmente con lui quando poi sarei insoddisfatta mi sembrerebbe una mancanza di rispetto nei suoi riguardi. Vi ringrazio si da ora per la vostra cortese attenzione e nell'attesa di una vostra risposta vi saluto cordialmente


Nadia

Cara Nadia,

E’ molto giusto quello che dice: che senso ha fingere il piacere ? Chi ci guadagna, oltre tutto? Il fatto è che circolano ancora informazioni sbagliate sul conto dell’orgasmo femminile e malgrado siano oltre trenta anni che studi e ricerche confermino che l’orgasmo vaginale esiste solo per una sparuta minoranza, tutte le donne si dolgono di non provare l’orgasmo vaginale. E’ una concezione errata quella che fa credere che l’atto sessuale porti sempre e comunque piacere e orgasmo simultaneo ad entrambi i partners: il piacere va costruito attraverso il sapiente uso dei preliminari e cercando delle posizioni e delle attenzioni reciproche che possano eccitare il cervello, più che gli organi genitali. Che poi durante il periodo ovulatorio aumenti il desiderio, la lubrificazione, l’intensità dell’orgasmo, è cosa nota: per sentirsi maggiormente stimolata cerchi di avere rapporti in quel periodo, ma sappia anche che, se non vuole una gravidanza, quelli sono anche i giorni più a rischio. Furba la natura, eh?
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ANSIA DI MAMMA

Sono mamma di un bimbo di 4 anni e ultimamente sono un pò in crisi, spero che lei possa chiarire qualche mio dubbio. Mio figlio è un bambino molto spigliato sia nel linguaggio sia nei movimenti, ma quando è in contatto con bambini più "svegli" di lui è come se si inibisse. Non voglio che diventi aggressivo ma che al momento opportuno si sappia difendere. Come posso farglielo capire? Ci ho provato diverse volte spiegandogli che non deve aver paura degli altri, mi dice
che va bene ma quando si ripresenta una situazione analoga ci "ricasca" inevitabilmente. C'è anche da dire che è molto legato a me, forse troppo anche per questo vorrei che fosse più autonomo. Grazie in anticipo per il tempo che mi vorrà dedicare.(mamma75)


Cara mamma75,

I comportamenti dei figli, specialmente quando sono ancora molto piccoli, dipendono in gran parte dal patrimonio genetico che gli abbiamo trasmesso. Probabilmente in famiglia ci sono altri esempi di persone inibite, che tendono alla passività nelle interazioni sociali. Molto però fanno anche gli esempi di comportamento che i bambini possono osservare quotidianamente nel loro ambiente e che inconsapevolmente tendono a fare propri.
Più che cercare di insegnargli delle cose con il ragionamento, che i bambini di questa età non sempre sono pronti a recepire, è meglio impegnarsi nel fornire lezioni di vita pratica ed esempi di comportamento.
E’ un po’ come quei genitori che si dolgono perché i figli non amano la lettura e poi, se vai a vedere, non hanno un solo libro in casa. Se al figlio non gli leggi le favole, non disegni insieme a lui le storie che gli racconti, non gli fai sentire il profumo dei libri e non gli fai osservare la bellezza delle immagini, come puoi pretendere che diventi un accanito lettore? E questo vale per tutto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FOBIA DI GUIDARE

Salve,mi chiamo elena e vorrei sapere come posso riuscire a domare dentro di me la paura di guidare l'auto. ho preso la patente con voglia e entusiasmo, poi un giorno provando la macchina nuova mi è presa l'angoscia di non riuscire a guidarla, si è spenta qualche volta e STOP - mi sono detta io l'auto non la usero' mai piu.. ora mi serve x andare al lavoro essendomi appena laureata e non so come fare! ho paura di dirlo a chiunque. i miei lo sanno ma credo non se
ne pongano il problema e non l'affrontano x timore di ferirmi! cosi' mi ritrovo sola con i miei problemi. Grazie. Elena


Cara Elena,

Ad un vecchio saggio cinese che aveva camminato molto, scalando montagne e attraversando luoghi inospitali e pericolosi, qualcuno chiese: ‘Come hai fatto a fare tutto questo’? E lui rispose: ‘semplice, un piccolo passo dopo l’altro’.
Allora… Per prima cosa mai dire mai. Se proprio vuoi dire a te stessa e agli altri che hai qualche problema in proposito, dì così: ‘in questo periodo’ non mi va di guidare. Poi, ogni giorno, entra nella tua bella macchina, portati un giornale da leggere, accendi la radio e rilassati. Quando ti sentirai più sicura, esci la mattina presto, verso le sei o le sette, quando c’è poca gente in giro e comincia a fare i tuoi primi giretti. Non c’è bisogno di fare sapere al mondo che stai mettendo in pratica un programma di auto-riabilitazione: se dovessi avere delle difficoltà o ulteriori blocchi, prova a rivolgerti ad uno psicologo. Ciao e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN UOMO SOLO E NIENTE RAPPORTI


Salve, ho 26 anni e praticamente ho avuto un solo uomo nella mia vita a parte qualche storiella adolescenziale di poco conto.Mi sono messa insieme al mio attuale ragazzo a 15 anni, lui ne aveva 17.Avevamo una grande attrazione fisica e intesa sessuale, così nel giro di pochi mesi abbiamo fatto molte esperienze. Praticamente quasi tutto tranne l'attovero e proprio. All'inizio pensavamo che la paura e il dolore che provavo fosse normale e che tutto si sarebbe risolto col passare del tempo. Le cose, invece,non sono mai cambiate, così oggi a distanza di molti anni non siamo ancorariusciti ad avere un rapporto completo. Anzi, ormai non ci proviamo nemmeno più. Io ho molta voglia di fare sesso, eppure in quel momento mi blocco, mi prende un'ansia incredibile e i muscoli vaginali si contraggono. E' come se lamia mente intendesse la penetrazione come una volenza e cercasse di proteggereil mio corpo. Eppure io lo amo e vorrei tanto fare l'amore con lui. Lui non ci prova più e non tocca l'argomento e non so se perchè non vuole ferirmi o soloperchè ha perso l'interesse.Non so che fare, ma vorrei risolvere questo problema che non mi fa godere appieno la mia relazione e contribuisce a farmi sentire diversa, inadeguata.

Carissima,

Ci sono quattro cose che devi fare.

La prima è documentarti sui tuoi organi genitali: come sono fatti, come funzionano ecc. Sembra una sciocchezza, ma tra le donne che ho incontrato e che avevano questo problema molte, seppure laureate, erano su questo argomento completamente ignoranti. Dunque, informati bene, comprati un libro, osservati con lo specchio ecc.

Seconda cosa: documentati sul 'vaginismo'. Potrai trovare on line informazioni e suggerimenti utili, molti anche sul sito www.psicolinea.it.

Terza cosa: Vai dalla tua ginecologa e chiedi una visita, in modo che si possa escludere che il problema sia organico.

Quarta cosa: Se la visita ginecologica non ha accertato alcuna patologia in atto, rivolgiti ad uno psicoterapeuta-sessuologo,in modo da affrontare il problema attraverso una terapia mirata.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

EVENTUALE BISESSUALITA'

Sono una ragazza di 16 anni e da molto tempo sto considerando la possibilità diuna mia eventuale bisessualità. Saranno almeno 2anni che ci penso, inizialmentedecisi di lasciare perdere in quanto venni a sapere che durante l'adolescenza ènormale una sorta di indecisione in campo sessuale ma ben presto mi resi contodi non poter più ignorare questo dubbio che mi è stato riportato alla menteanche da frequenti sogni, anche con persone molto vicine a me, che vedo tutti igiorni e che mi hanno indotto a pensare che io sia bisessuale. Non ho mai avutouna relazione con una ragazza ma se devo essere sincera l'idea non mi crea ilribrezzo che invece dimostrano le ragazze etero parlando di questo argomento.In linea generale l'idea di essere bisessuale non mi crea problemi, quello chemi disturba è l'indecisione, il non sapere esattamente cosa provo e diconseguenza come comportarmi. Spero possa aiutarmi. Grazie
Faith

Carissima Faith,

Essendo tu minorenne, non posso riponderti direttamente, come prescritto dai regolamenti vigenti. L'unica cosa che posso fare è quella di indirizzarti verso uno psicologo dei servizi sociali della città in cui risiedi, in modo che ti possa aiutare a capirti meglio ed anche a tranquillizzarti. Ci sono poi anche molti consultori in cui ottenere consulenze gratuite: cerca su internet per vedere se ce ne sono nel luogo dove risiedi.

In linea generale però posso tranquillizzarti: le tue sono domande molto frequenti fra i ragazzi della tua età. E' normale cercare di capire chi si è e chi non si è a sedici anni e dunque il solo porsi delle domande non significa automaticamente 'essere' o 'non essere'. Risposta troppo amletica?
Spero comunque di essermi fatta capire.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NESSUNO E' PERFETTO


Ho 27 anni e da un paio d'anni sto con un ragazzo di 35.Prima di lui stavo con un compagno di università, una volta laureata però mi sembrava che la storia languisse, tra difficoltà mie e sue a trovare lavoro e paranoie assurde dei
miei, che sono molto tradizionalisti e non lo amavano per niente (mai andata in vacanza con lui, per fare un esempio, e musi lunghi ogni volta in casa ogni volta che uscivamo). con lui però parlavo tanto ed era un ragazzo molto
intelligente ed ironico. Ora, nonostante la nuova storia continuo a pensare a lui e non so come capire se è vera nostalgia o solo un'idealizzazione romantica (perchè comunque l'ho lasciato per un altro, ed eravamo arrivati ad
un punto in cui io gli organizzavo vita e dovevo sempre spronarlo, ad esempio a finire l'univesità). Il nuovo ragazzo è più bello, più dinamico, più concreto, mi ama molto ma il sesso è così così e lui è molto musone. Come faccio a
chiarirmi e capire casa voglio??
Lettera non firmata



Gentilissima,

Secondo me la cosa da capire è che nessuno è perfetto e che nelle cose non esistono solo il bianco e il nero, ma anche infinite sfumature di grigio. Non è che 'si ama' o 'non si ama', che uno 'è simpatico' o 'non è simpatico', che 'si pensa molto ad una persona con la quale si ha una relazione', ma che 'non la si pensa più quando con lei ci si lascia'.
Posto che l’uomo della sua vita non sarà mai un essere perfetto (perché l'esperienza ci insegna che, anche se lo fosse all’inizio, dopo qualche anno, se non qualche mese, non lo sarebbe già più), cerchi di capire se i limiti che trova nel suo ragazzo superano i suoi pregi, oppure sono sopportabili e, meglio ancora, modificabili.Anche una storia di sesso appassionata può spegnersi poi nella routine e nel successivo calo di desiderio reciproco dei partners. Dunque, quello che voglio dire è che non tutto possiamo comprarlo all’esterno, già ‘confezionato’ e pronto per l’uso: abbiamo la responsabilità (ma anche gli strumenti) per migliorare molte delle nostre situazioni di vita. Questo nuovo ragazzo ha già numerosi punti di forza (la ama, è bello, è dinamico e concreto). Cose da migliorare: i suoi musi e il sesso 'così e così'. E’ sicura di non poter far nulla per renderlo più simile a come lei lo vorrebbe? Può fare molto, per esempio, cambiando qualcosa nei suoi atteggiamenti verso di lui, in modo da influenzarlo positivamente.
Perlomeno ci provi: se poi non ci riuscisse e arrivasse alla conclusione che, sul piatto della bilancia, i difetti del suo nuovo ragazzo pesano più dei suoi pregi, dovrà trarne le sue conclusioni.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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