STORIA D'AMORE E TRADIMENTO
Sono una ragazza di 31 anni e mi occupo di teatro e spettacolo, di
conseguenza faccio una vita piuttosto instabile e soggetta a continui
scossoni. Da 5 anni ho una relazione speciale con un ragazzo più
piccolo di me di 6 anni che fa un mestiere simile al mio. Negli anni
trascorsi non ho mai avuto problemi con il mio partners di nessuna
natura,tranne le semplici dinamiche di coppia che
vivono due persone
che si amano davvero. Un anno fa però io mi sono trasferita
in un'altra
città per lavoro, e lì ho conosciuto un ragazzo (della stsa età del
mio
fidanzato 25 anni)con cui dopo sei mesi di lavoro e amicizia ho
tradito ilmio fidanzato. Subito dopo ho confessato e da quel giorno di
ormai 11 mesi fa è iniziato il mio inferno privato. Per questioni
lavorative io continuo ad averel 'uomo con cui ho tradito, al mio
fianco tutti i giorni perchè per necessità economiche siamo anche
andati a vivere insieme e continuo ad essere fidanzata
con il mio
partners pur trovandoci in due città diverse.Quello su cui vorrei
avere
un consiglio è questo: se sono riuscita a tradire il mio ragazzo
che amavo e amo vuol dire che dovevo provare un sentimento vero per
l'uomo con cuil'ho tradito e questo sentimento tutt'ora sento di
provarlo, il fatto è che provo amore per tutti e due e quando sono con
uno penso all'altro e viceversa.Nel senso però che con il mio ragazzo
sto ma con "l'amante" no. Non riesco in
nessuno modo a reagire a questa
situazione nonostante il mio fidanzato mi abbia perdonato a suo tempo e
addirittura ora sia arrivato a dirmi "se stare con luipuò rederti
felice seguilo." Sto provando in questi giorni a stare da sola
per capirci qualcosa (anche se sola non è esatto perchè sto lavorando e
per questo vicino a me c'è l'altro) e stare lontano dal mio fidanzato
mi fa sentire vuotae priva di senso e allora mi è sembrato di capire
che l'uomo che devo seguire èlui, anche se poi all'idea di non poter
vivere una storia con "l'altro" sto male anche perchè noi ci saremmo
detti il "ti amo"...che posso fare?
Gentilissima,
Anzitutto vorrei dirle che non c'è bisogno di provare un 'sentimento
vero' per andare a letto con qualcuno e per intrecciare con questo
qualcuno una relazione: bastano la semplice attrazione fisica o una
leggera infatuazione.
Mi ha colpito che, nella sua lettera, lei usa il termine 'partners' al
posto di 'partner': questo lapsus, insieme alle altre cose che scrive,
mi fanno pensare che, per lei, questi due uomini sono entrambi molto
importanti e che, in qualche modo, essi sono tra loro 'complementari'.
Infatti, perché lei si senta felice, nella sua vita devono esserci
tutti e due. Ribaltando il discorso però, potremmo osservare che
entrambi questi due suoi 'fidanzati' sono evidentemente manchevoli di
qualcosa, per cui ciascuno dei due, preso da solo, non è capace di
renderla felice. Dunque?
Lasciarli entrambi apparirebbe la cosa più logica, ma non è detto che
sia anche la più semplice.
A lei decidere sulla cosa migliore da fare.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DEL FUTURO
Gentile dott.ssa,
da qualche mese a questa parte ho dei brutti pensieri riguardo al mio
futuro, non vedo niente di positivo. Mi spiego meglio, sono una
ragazza di 25 anni, ho una buona famiglia, ho un lavoro che mi piace
abbastanza,
ma nella mia vita ho sempre sofferto molto a causa del mio carettere
fragile, insicuro e chiuso. ho avuto tre storie sentimentali, tre
fidanzati a cui probabilmente affidavo il compito di riempire quel
vuoto che da tanti anni sento
dentro. Ora che anche la mia ultima storia si è conclusa (il
mio utlimo
ragazzo mi ha ferita e lasciata in malo modo) ho paura che resteròs
ola per sempre, e mi chiedo cosa ne sarà di me una volta che i miei
genitori non ci saranno più. La
forza e il coraggio per avere una mia famiglia mi sembra di non
possederli, anche perchè non vorrei mai che mio figlio avesse il mio
stesso carattere, gli aspetterebbe una vita molto triste. Forse sono
depressa,forse invece sono
proprio pessimista e cupa di natura, fatto sta che nel mio futuro non
vedo altro che dolori e sofferenze. Sto già seguendo una psicoterapia,
ma, evidentemente, non è sufficiente. Cosa posso fare in concreto
per
smettere di avere paura e per
iniziare a guardare al mio futuro con maggiore ottimismo? Spero di
essermi spiegata, grazie per la risposta e per il lavoro che fa con
questo sito.
Chiara
Carissima Chiara,
Grazie anzitutto per le gentili parole.Chi si ripete continuamente
delle parole, inconsapevolmente si lascia influenzare da queste, come
in una sorta di auto-ipnosi. Ripetersi dunque che tutto va male, che
nel
futuro c'è solo sofferenza e dolore, che resterà sola, non avrà mai un
vero amore ecc. ecc., la influenza in senso negativo, sia per quanto
riguarda il tono dell'umore, sia per quanto riguarda la mobilitazione
di risorse interne, che
servono per cercare di cambiare la propria vita e di raggiungere i
propri obiettivi. Le suggerisco dunque, visto che è così brava a
lasciarsi suggestionare in negativo, di usare altrettante parole, ma
positive, da
ripetersi tutti i giorni, per avere gli stessi effetti condizionanti,
anche se in senso ottimistico. Dica allora: sono una ragazza fortunata
perché ho una bella famiglia, mi piace il mio lavoro, ho avuto tre
ragazzi che a loro modo mi
hanno voluto bene, ecc. ecc. Se anche non si sente convinta di quello
che le consiglio di raccontarsi, non si preoccupi! Non è necessario
crederci.
L'importante è agire sulla propria mente, per fare il proprio bene.Utili
consigli li potrà trovare nel libro di Martin Seligman,L'ottimismo
appreso, pubblicato da Giunti, oppure, se preferisce, nel mio libro Il
Pensiero Positivo, pubblicato da Xenia, che oltre tutto è piuttosto
economico.Continui inoltre a fare la sua psicoterapia, ma se dovesse
vedere che a distanza di diversi mesi non ci sono miglioramenti, provi
a considerare
l'idea di cambiare terapeuta.Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SENSI DI COLPA
Gentilissima dottoressa,
mi chiamo F. e sono uno studente di 21 anni.Le scrivo perchè la mia
vita è diventata un inferno, da quando una mia exc coinquilina si è
suicidata più di un anno fa, gettandosi dal balcone di casa del suo
ragazzo.Dal giorno che ho saputo la notizia, ho molti sensi di colpa
causati da un enorme dubbio.Volevo innanzitutto, spiegarle quello che
mi è stato raccontato da un amico della vittima.La mia ex coinquilina,
il giorno del suo 30° compleanno si trovava in bar,era completamente
ubriaca, ha fatto "casino" (secondo me col suo ragazzo,che magari è
andato al bar per impedirle di bere) e al ritorno a casa ha compiuto
il gesto.Cosa posso centrare io in tutto questo? Glielo spiego subito.Voglio
premettere che la mia ex coinquilina aveva problemi di alcolismo e
depressione.Il giorno del suo compleanno, come farebbe una persona
gentile, le ho mandato un semplicissimo augurio di buon compleanno
tramite sms.La paranoia che mi sono fatto è questa:-lei è tornata a
casa tutta ubriaca;-il cellulare è rimasto a casa perchè magari lo
aveva dimenticato e sul display c'era il mio sms;-il cellulare,
squilla per avvisare che c'è un messaggio non letto (i cellulari di
ultima generazione come quello che possedeva lei, avvisano della
presenza di un messaggio non letto ad esempio ogni 5 minuti);-lei
pensa che in quel sms ci sia scritto che il suo ragazzo la vuole
lasciare e presa da un raptus, incapace di intendere e di volere
perchè ubriaca, si lancia dal balcone.Dato che mi sono fatto questo
film nella testa e visto che non ho certezza su come sono andate
veramente le cose, mi tormento e penso che se non avessi mandato quel
sms lei non sarebbe morta e soprattuto non troverò una risposta al mio
dubbio.E' possibile secondo lei che una persona si suicidi nella
maniera che le ho raccontato? Perchè devo farmi delle colpe che a
detta di amici e genitori sono inutili.La prego mi aiuti.La ringrazio
anticipatamente ed attendo una sua risposta.Cordiali saluti
F.
Gentilissimo F.,
Quando una persona decide di togliersi la vita in quel modo, tutti
coloro che hanno un briciolo di sensibilità e di umanità sono portati
a chiedersi: avrei potuto salvarle la vita? Cosa non ho fatto ?In cosa
ho mancato? Oppure, come nel suo caso: cosa ho fatto per contribuire
al suo stato depressivo ed alla sua decisione di uccidersi?
E' molto bello, dunque, che lei si ponga questa domanda, ma credo che
la risposta sia, purtroppo, che lei non avrebbe potuto fare
assolutamente nulla per salvare questa persona, così come il suo SMS
sarà stato, per lei, del tutto insignificante, nelle gravi decisioni
che andava a prendere.
Quando si vive una depressione così profonda, come quella della sua ex
coinquilina, tanto da rifugiarsi nell'alcool, come forma di
compensazione alle ansie e alle angoscie del quotidiano, la morte può
apparire quasi una liberazione. Il suicidio raramente è frutto di un
raptus: le persone lo preparano, lo studiano per mesi, se non per
anni. La via dell'alcool poi è l'inizio di una prima forma di
auto-distruzione.
Non so se questo riuscirà a sollevarla un po', ma la mia opinione è
appunto quella che lei non c'entra per nulla con questa morte, che il
suo SMS non abbia avuto alcuna influenza (se non positiva, ma
purtroppo, insufficiente, nel far desistere la ragazza dal suo
proposito di autodistruzione) e che i suoi sensi di colpa vengano da
una personalità fortemente empatica, che avrebbe voluto contare di più
per aiutare questa persona e che invece si è sentita impotente e
spaventata, di fronte ad una cosa così grande e misteriosa, come è la
morte di una persona cara, o di una persona che si conosce bene.
(Quando una persona è morta poi, ci sembra quasi di conoscerla meglio
di quanto pensassimo quando era in vita...)
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI E' SADICO
Da circa un anno e mezzo frequento un avvocato di 46 anni che vive
solo non ha mai convissuto non si è mai sposato praticamente non ha
amici ha frequenti crisi depressive che sfociano nella paranoia.
inizialmente per il primo anno io ero la vittima di un suo sadismo ma
non fisico - un sadismo psicologico - poi nel momento in cui io ho
cominciato a reagire lui ha cominciato a chiedermi di maltrattarlo e
di eseguire pratiche di masochismo sessuale ... e ho scoperto che a
casa aveva una valigia di attrezzi (tipo fruste catene corde manette)
...vuole sentirmi forte questo io l'ho capito e comunque io non
accetterei mai di essere maltrattata attraverso queste pratiche.
adesso la nostra non è più una relazione stabile da quando io lo ho
mandato al diavolo ... ben sei mesi fa ...anche se ne sono innamorata
... la cosa che vorrei sapere è se ignorarlo, non cercarlo è per lui
comunque come maltrattarlo ?
Rosy
Cara Rosy,
Credo che un sentimento sano e maturo verso un possibile partner
dovrebbe riguardare tutta la sua persona, e non solo alcune sue
caratteristiche. Nel suo caso invece, mi sembra di capire che lei si
senta attratta da quest'uomo: verosimilmente interessante, colto, di
buona posizione sociale, ma che presenta questo 'lato B' per lei poco
rassicurante.
Infatti, per svolgere certe pratiche erotiche è necessario essere
entrambi consenzienti: se a lei non piace il contenuto di quella
valigia di 'attrezzi', non può in alcun modo pensare di prendere
l'uomo senza la sua 'pesante' valigia.
Quanto alla sua domanda, rispondo con un'altra domanda: cosa vuole
fare della sua vita? E' in base a questo, e non al suo possibile,
momentaneo innamoramento, che lei deve cercare la risposta di cui ha
bisogno, dentro di sé.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI FA IMPAZZIRE
salve, mi chiamo Lisa e vorrei che mi aiutasse a capire una cosa.
Conosco da qualche mese un ragazzo che mi piace tantissimo, oltre ad
essere molto carino mi piace anche come persona, per quel poco che
conosco di lui almeno. Ci frequentiamo solo quando siamo tra amici e
quando ho occasione di parlarci delpiù e del meno mi accorgo che
abbiamo pensieri uguali su diverse cose, è divertente e piacevole
parlare con lui.....insomma almeno da parte mia sentouna certa
affinità. Lui non è fidanzato xkè dice di voler stare solo x ora, c'è
una ragazzina che gli gira intorno e con cui ha qualcosa ma che credo
non gli interessi più di tanto. Un mio caro amico che a sua volta è
molto amico di lui me lo ha descritto come un ragazzo riservato, fermo
nelle sue decisioni (come il non volersi impegnare con nessuna) bravo
e che ama lui conquistare una donna non il contrario. Anche io infatti,
che osservo sempre i comportamenti delle persone credo che sia una
persona buona, con tanto amore dentro da dare equesto mi piace
tantissimo, penso sia un ragazzo sensibile e nel suo essere calmo e
misterioso mi da un senso di protezione, mi intriga tantissimo. Il
punto è questo: mi guarda spesso, me ne accorgo io come se ne
accorgono gli altri intorno a me e vorrei capire perchè, se non ha
intenzione di iniziare una storia con me fa così? Quando è un pò
brillo si avvicina di più, mi sfiora oalmeno è quello che percepisco
io (magari non lo fa apposta) ma una sera in discoteca gli dissi che mi
piaceva e anche se stava un pò ubriaco mi abbracciava, mi parlava
tanto...io non so che pensare, mi fa impazzire ma non riesco mai ad
entrare di più dentro di lui. Penso che sia bloccato da qualcosa con
me, non lo so ma mi sembra strano questo suo comportamento perchè
spesso miguarda con una faccia come se volesse dirmi qualcosa....mi
aiuti a capire, è un modo per conquistarmi? Gli piaccio? O sono film
che mi faccio io in testa? Segli sono indifferente preferisco che non
mi calcoli proprio invece di farmi impazzire x i suoi sguardi.
Lisa
Cara Lisa,
Sono contenta di pubblicare la tua lettera, che dedico a tutti i
timidi lettori di www.clinicadellatimidezza.it (il nostro sito
specializzato per problemi di timidezza e fobie sociali).
Su quel sito infatti arrivano valanghe di lettere di lettori timidi
che raccontano (dal punto di vista maschile) queste relazioni o
approcci impossibili, a causa di 'timidezze paralizzanti', 'blocchi
totali' e così via. Come tu dimostri, un uomo timido può essere
particolarmente intrigante per il sesso femminile, perché molto
misterioso, imprevedibile, originale... Poiché però, come tutti i
giochi, anche quello della seduzione è bello quando è corto, direi che
puoi stare al suo gioco di sguardi fino a che la cosa ti farà piacere.
Se un giorno dovessi capire di esserti stancata di questo estenuante e
muto corteggiamento, le cose sono due: o fai tu il primo passo o
cominci a guardarti intorno, in cerca di un tipo più deciso e sicuro
di sé.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI NON MI AMA PIU'
Buongiorno, vi chiedo aiuto in questo momento molto difficile. Mi sono
lasciata col mio fidanzato da pochi giorni, abbiamo avuto una storia
di sei mesi. Ilmotivo è che lui non si sente innamorato. dice che gli
dispiace tanto, che mivuole bene, sta bene con me, ma che non mi ama.
io credo di esserene molto innamorata , e quindi come potete immaginare
sto soffrendo tantissimo. Non avevo mai sentito prima tanta tristezza e
delusione. Lui mi aveva detto che perme ci sarà sempre, se ho bisogno
di chiamarlo di farlo senza problemi; ma è giusto questo? io vorrei
chiamarlo per sfogarmi, per raccontargli quanto sto
male e quanto mi
manca. ma per dimenticarlo e andare avanti sarebbe meglio non
sentirlo
più, dare proprio un taglio netto? è che non so se ce la faccio,
ho davvero bisogno di sentirlo e di dirgli come mi sento. Grazie di
cuore del consiglio che vorrete darmi.
Isa
Cara Isa,
In questi ultimi tempi la psicologia si è dedicata non solo allo
studio delle grandi patologie, ma anche dei disturbi, o dei disagi,
della vita quotidiana, come ad esempio i problemi di timidezza non
patologica, le piccole ansie e perfino le sofferenze d'amore...
Perché si, non è una patologia vera, ma per amore si soffre, si soffre
molto.
I ricercatori si sono accorti in particolare che il problema delle
pene d'amore sta tutto nella ossessività dei pensieri, dei ricordi,
che tornano di continuo alla mente, qualsiasi cosa si faccia.
Neanche dormire rappresenta una soluzione, perché in questo caso
intervengono i sogni, a destare i ricordi e le sofferenze. E' una vera
e propria 'addiction', una dipendenza.
Posto quindi che ti capisco benissimo quando dici di soffrire, per
liberarti di tutto ciò hai solo una strada: non vederlo, né sentirlo
più.
Non è a lui che devi raccontare quanto stai male, perché lui non è
innamorato di te e perché non è neanche un tuo buon amico (lo
diventerà in futuro, se lo vorrai, ma dovrà passare almeno un anno).
Lui è solo una piccola parte del tuo passato che si sta allontanando
da te, lasciando il posto ad altre storie, sicuramente migliori,
perché ti troveranno più matura, più esperta della vita, più capace di
dare amore e di riceverne.
Dunque, vai dritta per la tua strada, senza ripensamenti.
Cari saluti e tanta felicità.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN PERCORSO
In seguito al mio secondo tradimento mia moglie non riesce a
perdonarmi.Non sopporta l'idea di essere stata maltrattata umiliata e
tradita!Aggiungo che abbiamo trascorso un periodo di 20 gg. separati;
durante la separazione Lei ha conosciuto un altro uomo, ma al mio
ritorno in casa ha smesso ogni contatto!Quale percorso potrebbe essere
più adatto al Ns. rapporto?
Renzo
Carissimo Renzo,
E' giusto quello che lei dice, quello che c'è da fare è seguire 'un
percorso', ovvero qualcosa che possa portarvi da qualche parte,
altrove dalla vostra situazione attuale, che ovviamente non è né
tranquilla, né soddisfacente per entrambi.
Lei è già al secondo tradimento: evidentemente il rapporto con sua
moglie è già in crisi da tempo e probabilmente dopo il primo
tradimento non siete riusciti a ristabilire un buon rapporto di
coppia, dal momento che il problema si è ripresentato.
Ancora, bisognerebbe chiedersi perché sua moglie non riesce a
perdonarla, cosa intende lei per essere stata 'maltrattata' ed 'umiliata',
oltre che, ovviamente 'tradita'.
Il perdono è un punto di arrivo, una maturazione, che può essere dato
quando si giunge non a dimenticare la ferita che si è aperta, ma
quando questa ferita non fa più male.
Occorre dunque seguire un percorso, che faccia capire ad entrambi
quale è il significato della vostra coppia, perché state ancora
insieme, malgrado tutto, e cosa volete costruire insieme, quali sono i
vostri progetti, quali sono i cambiamenti che volete mettere in atto
perché possiate vivere più sereni e più felici.
Uno dei percorsi che si potrebbero fare è quello della terapia di
coppia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL SESSO IN UN RAPPORTO
Salve, sto con una ragazza da 4 anni mezzo, siamo due persone molto
orgogliosee litighiamo praticamente un giorno si e uno no, per
qualsiasi cosa, ma comunque non era e non è mai stato un problema.Abbiamo
passato i primi due anni, sessualmente parlando,
fantastici,imprevedibili, sempre pieni di sorprese, facevamo l'amore
molto spesso ed era un rapporto veramente pieno di amore e fantasia.Specifico
che lei aveva avuto un solo ragazzo prima di me, con il quale aveva
avuto rapporti sessuali, ed io 3/4 ragazze con le quali avevo avuto
rapporti,ma nessuno dei due nella maniera in cui li avevamo noi.Dopo
qualche tempo è cambiato qualcosa e lei è diventate sempre più restia
al rapporto sessuale e soprattutto ai preliminari.In un primo
momento(diversi mesi), si è nascosta dietro al fatto che le persone
crescono e che sarebbe stato incosciente continuare ad avere rapporti
sessuali con quella frequenza(in estate anche 7/8 volte alla
settimana) e con quella libertà.Recentemente mi ha confidato, dopo una
litigata, che comunque ha un problema e non riesce ad essere più
"libera" e "naturale" come era prima.Il fatto è che per me il sesso in
un rapporto è molto importante, mentre lei lo considera marginale, non
voglio arrivare a tradirla, vorrei cercare di risolvere i problemi,
perchè sono innamorato e ci tengo tantissimo a questa ragazza.Quale
può essere il motivo? Lei ha 25 anni.Incomincio a pensare seriamente
che abbia un altro, ma preferisco non crederci.Grazie.Francesco.
Caro Francesco,
Il fatto è che il sesso non è un dovere, ma un piacere, giusto? Ora,
se una persona decide di rinunciare ad un 'piacere', due sono le
possibili cause: o è una persona masochista, che vuole farsi del male,
oppure quello per lei non è più un piacere...
Ci potrebbe essere anche una terza causa, che lei adombra, ovvero
quella del tradimento, ma in ogni caso credo che non sia
significativa, perché non è detto che avere un altro significhi
necessariamente voler interrompere i rapporti sessuali con il partner
abituale, specialmente se questi sono considerati soddisfacenti.
Il punto su cui vorrei concentrarmi dunque è questo: lei è sicuro che
questi rapporti appassionati che avete avuto nei primi tempi siano
stati soddisfacenti anche per la sua ragazza?
Perché è possibile che essi lo siano stati, ed anche moltissimo, ma
non in senso prettamente fisico: è probabile che la sua ragazza abbia
avuto un 'godimento psicologico', nel sentirsi così desiderata, così
amata ed abbia per questo acconsentito ad assecondare questi suoi
ritmi.
Ora, se questa interpretazione fosse esatta, è chiaro che un
'godimento psicologico' non può durare tutta la vita e che vada
lentamente attenuandosi man mano che i misteri si svelano, le
abitudini si consolidano, la consapevolezza del rapporto di coppia
instaurato prende il posto della precarietà e dell'incertezza.
Secondo me questo è il motivo per cui a volte le donne hanno questo
'calo del desiderio': perché viene a mancare la scintilla che accende
l'immaginario e mette in moto gli ormoni e gli organi sessuali.
E' un'interpretazione; ce ne possono ovviamente essere delle altre,
legate a tantissimi altri fattori. Provi però a riflettere su quanto
le ho detto e, nel caso, provi a parlare con la sua ragazza e a vedere
se c'è qualcosa che può essere cambiato, nel rapporto sessuale, ma
anche nella vostra vita, perché lei si senta più coinvolta.
Se non ricevesse risposte esaustive, provi lei a fare delle proposte,
oppure a fare lei dei cambiamenti, e veda cosa succede.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IPOCONDRIA
Da un anno a questa parte,la mia vita è cambiata.O meglio,a cambiare è
stata la vita del mio ragazzo, e di riflesso,anche la mia. L'anno
scorso,improvvisamente, viene a mancare un suo zio, al quale era
profondamente legato. E' un trauma. Ma cerco di stargli vicino e di
farlo riprendere.Dopo qualche tempo,sembra essere tornato tutto alla
normalità". Purtroppo non è così. Manifesta sempre più assiduamente
sintomi che potrebbero essere collegati
ad un infarto, o qualcosa del genere. Formicolio al braccio
sinistro,giramento di testa, battito cardiaco accelerato e pressione
altissima...In 12 mesi,viene ricoverato 2 volte,incontra tra medici e
specialisti di ogni tipo,non gli viene diagnosticato NIENTE. Ma lui si
dispera, i medici sono incompetenti, dice. "Pensano che, avendo
davanti un ragazzo di 27 anni, non possa succedere nulla di grave":
questo il suo commento più frequente. Da un anno è così. La sua vita
appare "rovinata" e di conseguenza anche la mia. Esiste SOLO la
Salute, la SUA salute.Dice che deve stare bene.Tradotto: Deve stare
bene LUI, del resto non gliene frega niente. Neanche di me. Così fa
tutto da solo, come se io non ci fossi,non mi consulta mai,non mi dice
che fa, che impegni ha...e se mi lamento,sono una rompiscatole.Non mi
fa parlare.Se gli chiedo qualcosa, una volta ogni tanto mi fa il
"favore", per poi rinfacciarmelo tutte le volte che il favore mi viene
negato. Io non ce la faccio più. Eravamo felici, ora si è rotto
qualcosa. Stiamo insieme dal 2002, ma io soffro da un anno, forse più
di lui. Mi pesa il fatto di non contare nulla, di preoccuparmi per lui
e di avere in cambio, indifferenza.Piango e basta,ormai.Da qualche
giorno non ci sentiamo.L'ennesima litigata per le solite cose.La
penultima litigata mi sono
sentita dire che lui "non si può arrabbiare, deve pensare a stare
bene"...ma a me chi ci pensa? Cosa devo fare...non ce la faccio più.Io
gli voglio bene, ma è diventato un'altra persona...e non so come
riuscire a farlo ragionare.
Aiutatemi,per favore! Grazie davvero
Carissima,
E' una situazione sicuramente dolorosa per entrambi. Quello che vorrei
lei capisse però è che il comportamento del suo ragazzo non è causato
da una bizzarria del carattere, da una modalità egoistica di
rapportarsi a lei: è dovuto invece ad una sua grave sofferenza
interiore, generata dalla fobia delle malattie. Non sempre ci si può
aiutare da soli a venire fuori da queste situazioni che, se non
trattate, possono anche cronicizzarsi e rendere infelice la persona (e
chi le sta accanto) per tutta la vita. Del resto, se lui non può
aiutarsi da solo, non è detto che a prendere in mano la situazione
debba, o possa, essere lei: il suo ruolo non è quello dell'infermiera,
né quello della psicologa, ma quello della fidanzata. Credo dunque che
l'unica cosa che potrebbe, e forse dovrebbe anche fare, è consigliare
al suo ragazzo, con delicatezza, ma anche con fermezza, di affrontare
al più presto il suo problema con uno psicoterapeuta.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMORE E STUDIO
Gentile dottoressa,
sono M. un ragazzo di 33 anni fidanzaro da 2 anni con una ragazza
polacca di 25anni. Lei è già laureata e, in attesa di un lavoro
migliore, fa la badante presso una signora anziana del mio paese. Io
studio ingegneria del vecchio ordinamento e mi ci vorrebbe circa
un'anno e mezzo per laurearmi. Lei è statala mia prima ragazza in
tutti i sensi. Insieme non stiamo male. Le miesensazioni nei suoi
confronti non sono ferme e decise, nel senso che alcunigiorni la
vorrei lasciare, mentre altri la vorrei sposare. Ci sono giorni
cheandiamo d'accordo e stiamo bene, altri giorni siamo nervosi e non
mi va nemmenodi vederla. Adesso lei vuole cambiare lavoro, perchè è
stanca di questa signora, e vuoleandare a vivere con un'amica in un
paese (dove si dice che ci siano buonepossibilità per fare
l'impiegata) che dista dal mio più di 700 km.A questa notizia io mi
sono sentito male perchè non la vorrei perdere, ma nonmi sento nemmeno
di sposarla o di andare a vivere insieme, come lei vorrebbe.Vorrei
prima finire gli studi in tranquillità e poi affrontare tutto il resto.In
effetti durante questi 2 anni che ci conosciamo, sono stato
moltodeconcentrato negli studi e non ho combinato quasi nulla, perchè
lei è unaragazza che mi sottrae molto tempo. Ha sempre problemi da
risolvere e bisognodi qualcuno che le dia una mano, e poi, ha tanto
bisogno di svagarsi, diuscire. da quando la conosco non riesco più a
studiare di sera.Non so cosa fare. Se vado con lei non credo che
riuscirò a finire gli studi, sesto a casa soffrirò, ma potrò
laurearmi. Cosa mi consiglia di fare?grazie in anticipo, M.
Caro M.,
Mi dà davvero una responsabilità importante, che io però non intendo
prendermi perché, come lei può facilmente capire, nemmeno un mago con
la sfera di cristallo saprebbe, da queste poche righe che mi scrive,
capire quale è la sua situazione reale e dunque quale sia, nel suo
caso specifico, la cosa migliore da fare... Parlando in generale, mi
verrebbe da dire che, per raggiungere l'autorealizzazione personale,
come prima cosa occorrerebbe portare a termine ciò che si è iniziato.
Del resto, se lei non si laurea, non trova un lavoro, non potrà mai
iniziare una vita adulta, la costruzione di una famiglia, l'assunzione
di responsabilità.
Certamente anche l'amore è importante, ma credo che anche un amore
immenso (... e non mi sembra il suo caso) potrebbe naufragare
facilmente di fronte alle difficoltà materiali della vita, alla
distanza, alla differenza di interessi e di aspettative.
Sono delle considerazioni 'pour parler', ma spero di esserle stata
comunque utile per fornirle qualche ulteriore spunto di riflessione.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CAMBIARE
Sono sposata da sei anni dopo undici di fidanzamento con una bimba di
4 anni.
La maternità è stata l'esperienza più stressante della mia vita benchè
desiderata.poichè spesso da sola (mio marito sta fuori tutele
settimane per tre giorni e due notti) ho dovuto sobbarcarmi le responsabilità della casa
della bimba oltre che del mio lavoro.In più quando è nata mia figlia
mio padre si è ammalato e quindi non ho potuto avere mia madre vicino
poichè giustamente doveva assistere mio padre.Quando la bimba ha
compiuto 3 anni e io ho cominciato a respirare ho sentito un forte
desiderio di cambiare la mia vita.non mi piacevo fisicamente a causa
dei kg presi in maternità e mi sono messa a dieta, ho perso 7 kg ma
soprattutto mi sono resa conto di cercare l'attenzione di altri uomini
cosa che non faceva parte del mio essere. Mi sono resa conto che pur
volendo bene a mio marito io non lo desideravo piu e non lo amavo piu.Tramite
chat ho conosciuto altri uomini e sono entrata in un mondo nuovo fatto
di gente insoddisfatta del proprio matrimonio che vive di
tradimenti occasionali perchè ritiene sia l'unico modo per soppravvire
alla propria insoddisfazione . Con qualcuno ho avuto brevi storie
fisiche. Mi sono innamorata ed ero pronta a lasciare tutto figlia compresa ma la storia
è finita. Ho ripreso il rapporto con mio marito poichè visto il grande
affetto che mi lega a lui, la sintonia del nostro rapporto (cioè noi
andiamo daccordo non litighiamo mai io lo stimo elui....mi ama !) Però continuo a pensare
che la vita è lunga e vivere tutta la vita senza passione, senza amore
io non ce la faccio. Muoio all'idea di farlo soffrire perchè non lo
merita e non voglio far soffrire mia figlia. Mi chiedo se è giusto
pensare che "tanto l'amore
finisce" come mi dicono tutti e tirare avanti, se abbiamo una qualche
possibilità di recuperare l'amore magari facendoci aiutare da uno
specialista o se devo pensare seriamente a separarmi poichè io non lo
amo più non lo desidero non voglio più fare l'amore con lui e mi sento
attratta da altre persone. Confido in una sua risposta e la ringrazio
sin da ora per l'attenzione.
Giovanna
Gentilissima Giovanna,
Non è facile rispondere ad una domanda tanto diretta, come se
esistessero solo il bianco e il nero nella vita... Lo vede anche lei,
nel suo rapporto di coppia: la passione è sicuramente finita, ma tra
voi c'è stima, c'è affetto, c'è sicurezza, e soprattutto c'è una
figlia (che voi avete deciso di mettere al mondo e che ora
meriterebbe, se possibile, quel minimo di affetto di cui ogni essere
umano ha bisogno, per sviluppare quei normali legami di fiducia che
servono poi nella vita a superare i momenti difficili. Pensi ad
esempio al suo deisderio di avere sua madre vicina durante il periodo
della gravidanza e del parto).
Ora, mi sembra giusto che lei cerchi di recuperare la sua femminilità
ed anche la sua vita sessuale, perché, come lei giustamente dice, la
vita è lunga e non si può vivere solo di rinunce.
Mi sembra però che, ultimamente, su questo punto abbia trovato una
certa flessibilità, sia attraverso gli incontri on line, sia
attraverso le sporadiche relazioni sessuali. Dunque, quali sono al
momento le sue rinunce? Forse quella del grande amore, con un uomo
interessante, ricco, passionale, innamorato alla follia? Non voglio
dire che questo tipo di persona (anche se è rarissimo) non esista, ma
metto fortemente in dubbio che questo tipo di rapporto, al massimo
livello, possa durare per sempre. E allora, lei vuole trascorrere la
sua lunga vita passando da un uomo all'altro, per selezionare quello
giusto, con il quale vivere cinque anni di passione e poi un altro
giro di giostra, ricominciando tutto da capo?
Che dire? A me sembra che questa sua visione dell'amore sia un po'
troppo idealizzata e che nella realtà non esista. Ognuno contribuisce
a rendere la sua vita più o meno bella ed interessante: non dipende
tutto dagli altri. Ora, lei ha avuto la soddisfazione di essere madre
(il che non capita a tutte le donne, anche se lo desiderano
moltissimo), ha un marito che la ama, ha recuperato la sua forma
fisica ed è probabilmente in buona salute, ha la libertà di uscire e
di gestire le sue cose senza nessuno che la controlli o che la
opprima...
Se si sente infelice è solo perché i suoi cattivi pensieri hanno
probabilmente conquistato troppo spazio nella sua mente e attualmente
le impediscono di guardare alle cose con obiettività e realismo. Provi
ad apprezzare di più ciò che ha, cerchi di vedere il bello e il buono
che c'è in tutte le cose, anziché fare il contrario: secondo me si
potrebbe accorgere di non aver bisogno di null'altro nella vita, se
non di quei piccoli cambiamenti che lei stessa potrà portare alla sua
esistenza, per migliorarla sempre, al fine di trovare una maggiore
felicità, per lei e per i suoi cari.
Cari saluti e tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO INNAMORATO?
Gentile Dott.ssa,ho un problema che mi porto da circa un anno;ho quasi raggiunto la
trentina e sto con una ragazza quasi coetanea.attualmente prendo 30mg
di paroxetina in seguito ad una depressione,diciamo
post-traumatica,conseguenza di una paura di un tumore ai
testicoli,inesistente (in realta ho un varicocele).il problema é che
sono caduto
in un tunnel e tutte le mie paure piu'nascoste son venute fuori:paura
di perdere i genitori,paura di rimanere solo,apatia,rancore verso
tutti e cosa che mi fa soffrire di piu',paura di amare e sposare la mia ragazza con
tutte le responsabilità che comporta questo impegno che io ritengo
sacro!gli sfuggo letteralmente e se la lascio,al suo minimo accenno di sofferenza torno
con le lacrime per "salvarla"dalla sua solitudine che la distrugge. Io
credo di non amarla perchè quando le sto lontano sono piu'
tranquillo,anche se la penso molte volte.non riesco a capire se il
muro l'ho creato io con le mie paure,ho effettivamente non sono
innamorato. Devo anche dirle che un altra eventuale relazione mi fa
paura, perchè dopo l'essere stato rifiutato sempre dalle ragazze
fino a 20 anni (in tutto ho avuto 2 storie)mi porta a vedere la figura
femminile alterata,non accogliente e comprensibile,ma piuttosto una
figura "castrante".La ringrazio anticipatamente per il tempo che mi
dedicherà con una sua
consulenza.
Mario
Caro Mario,
Se la sua domanda è: 'sono innamorato'? mi verrebbe da dire di no,
visto che sta bene, anzi meglio, quando è lontano dalla sua ragazza e
che torna da lei solo per 'salvarla' dalla sua solitudine e dalla sua
tristezza. Credo che un rapporto di questo genere abbia poche
possibilità di riuscita in futuro. Mi sembra che lei abbia paura di
guardare alle cose con un certo realismo, perché trema alla sola idea
di doversi rimettere in gioco, ricominciare con il corteggiamento, la
seduzione, la sessualità delle prime volte... C'è anche da dire però
che in questo momento lei non ha la possibilità di esprimere un
pensiero del tutto razionale, un po' per l'ipocondria che la affligge,
un po' per l'ansia e la depressione di cui soffre e per le quali si
cura. Io direi che una buona idea potrebbe essere, in questo caso,
prendersi un po' di tempo, in accordo con la sua ragazza, sospendendo
qualsiasi decisione che riguardi il vostro futuro (diciamo almeno sei
mesi). Nel frattempo dovrebbe portare avanti le terapie mediche come
le consiglierà il suo dottore (anche una psicoterapia individuale
ppotrebbe essere utile), dopo di che occorre una valutazione franca e
leale della stabilità della vostra coppia, al fine di prendere una
decisione condivisa e consapevole.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
ARROSSIRE
Salve sono una ragazza di 26 anni. ho un lavoro di responsabilità che
riesco a gestire abbastanza bene, ma un problema che mi rende la vita
e il rapporto con gli altri difficile, parlo del mio continuo
arrossire ogni qual volta mi sento al centro dell'attenzione o quando
qualcuno mi fa delle domande ho problemi a parlare ed essere ascoltata
mi sento in imbarazzo quando ho gli occhi e l'attenzione puntati su di me, e quando sento il mio viso prendere
fuoco vorrei sprofondare e mi odio perchè sono così, ma sono anche
consapevole che ci sia un motivo a tutto questo ma non quale sia.
Anche in famiglia spesso arrosisco davanti ai miei ed è una cosa che
odio.
La prego mi dia un consiglio, cosa posso fare devo andare in analisi
per risolvere questo problema che non mi fa vivere normalmente?!?
Attendo con ansia una sua risposta.
Grazie Giulia.
Cara Giulia,
Dire 'mi odio' non è mai un buon punto di partenza. Prima di qualsiasi
altra considerazione dunque, diciamo subito che la prima cosa che
dovrebbe fare è recuperare un rapporto di fiducia e di stima verso il
proprio sé. Lei ha ereditato un corredo genetico dai suoi genitori ed
ha avuto esperienze che fin qui non ha potuto molto controllare,
perché giovane e immatura. Da questo momento della vita però, lei
dovrebbe diventare parte attiva, capire che ciò che lei è dipende
moltissimo anche da ciò che lei fa (o non fa) della sua vita.
Arrossire è una cosa comune, che riguarda almeno una persona su tre e
dunque provi anzitutto ad accettare la sua 'normalità': lei non è e
non deve considerarsi un caso isolato, unico, incurabile... Si può
imparare a gestire meglio le proprie emozioni, senza lasciarsene
travolgere e, soprattutto, non bisognerebbe provare vergogna verso il
proprio viso che arrossisce, perché questo non può essere sempre
controllato. In questo caso infatti entrano in gioco il suo sistema
nervoso,gli ormoni, i modelli familiari, le esperienze traumatiche e
tante altre cose, che non possono essere tutte cambiate o ottimizzate.
Dunque: occorre imparare a sopportare la frustrazione che si prova
nell'arrossire, distaccandosi al punto di non soffrirne più con la
stessa intensità. Si impegni a sviluppare un maggiore rispetto per sé
stessa, poi apprenda delle tecniche di rilassamento,legga libri di
self-help, si sottoponga ad una eventuale psicoterapia, consulti il
sito www.clinicadellatimidezza.it....
Tutto questo non potrà che migliorare la qualità della sua vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
MIO FIGLIO
buongiorno, mio figlio pietro ha 6 anni e fa la prima elementare. dopo
un mese di entusiasmo sta manifestando un profondo disagio scolastico,
legato, in particolare, al rapporto con un'insegnate difficile. il
tutto è stato scatenato da una punizione cui è seguita una violenta
crisi di pianto e rifiuto della maestra in questione ("è troppo
severa").adesso pietro lamenta mal di testa da
un mese (già esclusi disturbi gravi con visite appropriate) e nelle
giornate in cui c'è la famigerata maestra di inglese (fa solo due ore
settimanali) pietro piange a casa, all'ingresso a scuola, si lamenta
ripetutamente con le maestre del mal di testa (tant'è che più volte mi
hanno telefonato per rassicurare il bambino), nell'attesa della
Teacher (come la stessa si autodefinisce) è "nel pallone", come
riferiscono le altre maestre di cui ho l'appoggio. preciso che con la
teacher ho già parlato, ma è una donna davvero problematica che
terrorizza i bambini e che, nonostante i copiosi precedenti, è
impossibile allontanare (così funziona la scuola italiana). quindi
devo aiutare mio figlio
a superare questo disagio.sono molto stressata ed ho bisogno di
qualche suggerimento anche pratico su come comportarmi. benchè io
ritenga 1)-che non sempre le difficoltà della vita aiutano a crescere
e possono servire a rafforzarsi, ed anzi alcune - come gli abusi e i
soprusi - spesso fanno proprio il contrario; 2)-Che sia scandaloso - e
non mi rassegnerò MAI, continuando a sperare di poter contribuire a
cambiare il mondo! - che
coloro che lavorano con bambini, vecchi e malati possano sfuggire ad
un controllo sulla qualità delle loro prestazioni, arrecando danni a
volte irreparabili ad altri esseri umani, tuttavia, dicevo, questo problema
è stato anche occasione per fare autocritica e mi sono detta che
comunque per il momento (poichè non posso sopprimere l'insegnante) devo aiutare pietro.
L'autocritica parte dalla considerazione che sicuramente ho
contribuito a rendere pietro fragile, fose assecondandolo un pò troppo
nelle sue richieste di protezione . pietro è un bimbo intelligente, molto osservatore e curioso ma è anche
molto testardo , puntiglioso, ha diverse piccole manie e rituali
(simpatici, per fortuna, ma comunque manie) dai quali fatica ad affrancarsi, è molto
immaturo affettivamente, molto mammone, ( si addormenta abbarbicato a
mamma, dorme con me da metà notte, tutte cose , lo so, che fanno
inorridire gli psicologi, ma prima o poi ce la faremo...)
insomma mi chiedo: cosa fare e cosa dirgli per aiutarlo a superare la
sua ansia. Ad esempio: devo "tirargli fuori" il vero motivo dell'
ansia o è meglio non insistere dato che lui continua a dire che la
scuola non c'entra nulla con il suo mal di testa? e se sì come? cosa
altro posso dire o fare e dove mi devo fermare?
mille grazie
caterina
Cara Caterina,
La sua lettera offre molti spunti di riflessione. Cominciamo
dall'inizio: la scuola. E' vero che gli insegnanti dovrebbero essere
persone competenti non solo nella disciplina che insegnano, ma anche
nella capacità di stabilire relazioni positive con i propri alunni.
Purtroppo questo non è sempre possibile: chi dovrebbe o potrebbe
giudicare la personalità di un insegnante? Anche perché se questo è
vero per un insegnante, si figuri quanto può esserlo per quanto
riguarda i genitori: dovremmo fare una visita psicologica a tutti
coloro che intendono mettere al mondo dei figli?
Secondo problema: Pietro. Non mi sembra che ci siano problemi
particolari. Nel percorso scolastico più volte si imbatterà in
insegnanti con cui stabilirà un ottimo rapporto e con altri con i
quali questo non sarà possibile. Ma questo accadrà in tutte le
attività della sua vita: dall'allenatore sportivo al compagno di
banco, dall'insegnante di musica all'insegnante di inglese.
Dunque, cerchi di non dare importanza ai mal di testa di suo figlio e
di far passare il messaggio che bisogna tentare tutte le strade per
stabilire buone relazioni con chiunque in cui ci si imbatta. Quando
questo non è possibile è bene non focalizzare troppo l'attenzione su
queste persone, riducendo al minimo l'interazione necessaria. Questa
Teacher non lo accompagnerà per tutta la vita.
Terzo problema: lei. Mi sembra che lei sia particolarmente apprensiva
riguardo all'educazione che ha dato a suo figlio e si senta sempre
nella condizione di ricevere critiche: dagli insegnanti, dagli
psicologi e chissà da quanti altri. Forse qualcuno le ha fatto
osservare che è stata troppo protettiva nei confronti di Pietro e lei
per questo sembra avere un senso di colpa. A mio parere non dovrebbe
sentirsi in colpa per aver fatto di tutto affinché Pietro potesse
ricevere attenzioni ed affetto e non mi scandalizzo affatto se il suo
bambino dorme con lei per parte della notte. Suo figlio ha sei anni,
non dimentichiamocelo. Tutt'al più mi permetterei di consigliarle di
fare in modo che il tempo che passa con lei di notte sia gradualmente
sempre di meno e che piano piano lei cerchi di far diventare Pietro
sempre più autonomo e indipendente. Piano, piano.
Per il momento la saluto e le faccio tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
FUORI DALLE MURA DI CASA
Buongiorno sono un'uomo di 36 anni ma ne compio 37 tra 40 giorni
circa. Sono sposato da 7 anni con una donna di 3 anni più giovane di
me. La nostra vita sin da fidanzati è scorsa relativamente tranquilla
e devo dire anche appagante. Da qualche periodo però non è più così.
Cerco di essere breve. Ho avuto 2 storie extraconiugali, prima con una
donna sposata e poi con una nubile. Tutte e due mi hanno dato una
soddisfazione immensa specie la seconda perché più della prima mi ha
fatto sentire importante in una maniera indescrivibile il tutto
tra l'altro per la maggior parte a base di parole. Ora il peggio, mia
moglie vedendomi da circa 2 anni freddo nei suoi confronti, ma di più
nell'ultimo anno appunto in occasione della seconda storia
probabilmente ha sempre avuto dei sospetti ma forse per la paura di
perdermi non mi ha mai impedito di uscire di casa anche se devo dire
che spesso mi incontravo con questa persona durante il giorno. Tutto
questo per farle un quadro sommario della situazione. Quello che mi ha
spinto fuori delle mura di casa è stata la capacità di esprimere
dolcezza e sensibilità che in queste persone ho trovato. Non sto
dicendo che mia moglie sia una persona cattiva o non mi voglia bene
anzi. Però come ho già detto a alcuni miei amici mi sono trovato
spesso nella situazione di dover tradurre quello che dicevo e questa
mancanza di sintonia ha influito sulla poesia della realzione. Questo
forse l'ho saputo da sempre ma anche per una mia
insicurezza verso il mondo esterno ho sempre cercato di gestire la
cosa. Però negli ultimi due anni non è più stato così perché tante
insicurezze davanti al mondo sono sparite e la facilità di tessere
rapporti con le persone, non per ultimo il gentil sesso mi viene molto
facile e questo mi ha onestamente mandato allo sbaraglio, perché come
le ho detto è come avessi trovato il modo di superare difficoltà che
credevo per me insormontabili. Certo questo è dovuto anche alle
relazioni che ho avuto e so benissimo che passata l'euforia iniziale
tutto torna "come prima" ...
Grazie
Lettera firmata
Gentilissimo,
Mi sembra che lei stia tentando degli esercizi di 'meditazione
acrobatica' per cercare delle spiegazioni al suo comportamento,
diverse da quelle che immediatamente saltano agli occhi, a me, come
sicuramente anche a lei stesso. La mia impressione infatti è questa:
finché il rapporto con sua moglie è stato 'caldo', lei non ha sentito
l'esigenza di affrontare situazioni nuove, eccitanti ma ansiogene: il
solo pensiero evidentemente la inibiva e la dissuadeva dal tentare.
Poi qualcosa deve essere successo nella vostra relazione di coppia,
probabilmente vi siete un po' allontanati, il rapporto si è
intiepidito, avete meno occasioni di avere rapporti sessuali, la
mancanza di mistero ha affievolito il desiderio... O altre cause del
genere.
Per questo, lei ha preso il coraggio a due mani e, piuttosto che
impegnarsi nel 'riparare i cocci' di una situazione coniugale
compromessa, ha cercato una via esterna, altrettanto impegnativa, ma
più gratificante. Questa prima esperienza le ha fornito delle
sicurezze interiori che prima evidentemente non aveva ed allora ha
deciso di passare alla fase due, con la seconda persona.
Ora si trova a fare un bilancio di quanto è successo: andare avanti
per questa strada, o cercare di salvare il rapporto con sua moglie?
Questo mi sembra di leggere nella sua domanda. Se ho bene
interpretato, non posso certo essere io a darle una risposta del
genere, che attiene più alla morale che alla scienza: certo è che,
prima di gettare definitivamente la spugna, le converrebbe provare una
terapia di coppia, per tentare di ristabilire un contatto intimo con
sua moglie, una nuova complicità e dei progetti comuni da realizzare
insieme. Tentar non nuoce mai... Poi, veda lei.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA DONNA DI VENTI ANNI
Sono una donna di venti anni,credo ke si posso cominciare a dire donna
..Il mio problema consiste nel fatto che non riesco ad addormentarmi
prima delle 2 o spesso anche le 3 di notte praticamente da sempre e
anche quando sono molto stanca durante la settimana.Questa è diventata
un abitudine da quando avevo circa 15 nni. Inizialmente non ritenevo
che questo potesse costituire un problema per me e la mia vita perchè
riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare di giorno,e di cose ne
faccio parecchie.Ammetto che la situazione è "peggiorata"col tempo. Da
un pò di tempo a questa parte mia madre tende ad attribuire molte mie
mancanze e molte cose ke nn riesco a fare o a portare a termine
proprio a questi ritmi di vita sballati,come li chiama lei.Io nego.Ho
sentito che i disturbi del sonno sono abbastanza frequenti e
collegabili a svariate cause,ache patologie come l'anoressia.Io nn
sono anoressica e nn soffro di disturbi alimentari.Ma sto cominciando
a rendermi conto che è più forte di me,anche se la sera esco e non
torno tardi perdo tempo fino a che nn sono proprio diciamo sfinita.A
volte è come se nn mi rendessi conto..Quale può essere la causa?cosa
aspetto nella notte ke il giorno non mi da?che fare?
La ringrazio - S.
Cara S.,
Forse per lei non è mai ora di andare a dormire perché non è mai
contenta di come ha passato la giornata, delle cose che ha fatto (o
non ha fatto), degli incontri che ha avuto (o non ha avuto), ecc.
Probabilmente c'è in lei qualche nota di depressione che la porta a
non essere soddisfatta della vita che conduce e però, tipicamente, non
riesce a trovare in sé la forza di superare queste abitudini, questi
comportamenti. Non riesce ad essere, insomma, quella 'donna' che
vorrebbe essere, anche per compiacere sua madre.
Se si riconosce in quanto le ho detto fin qui, la cosa mgliore da
fare, come ovvio, è quella di rivolgersi ad uno specialista: non
perché il suo problema sia 'grave', ma perché una persona esperta può
consigliarla nel modo migliore e abbreviare il tempo del suo disagio.
Volendo cercare di aiutarsi da sola, le consiglierei anzitutto di
cambiare in modo graduale le sue abitudini, cercando di andare a
dormire ogni settimana, dieci minuti prima. Stabilisca un programma
definito su un calendario o su un'agenda. A che ora va a dormire ora
abitualmente? Alle tre della notte? Bene, dalla settimana prossima
deve andare alle 2.50 (né un minuto prima, né un minuto dopo). Sono
vietati pisolini e sieste, vietato stare a letto, se non durante il
tempo del sonno notturno.
Prima di andare a letto trovi un rituale rilassante, da fare tutte le
sere: ascoltare musica? Bere un bicchiere di latte? Mettersi una
crema? Veda lei.
Una raccomandazione: cerchi di credere in quello che fa. Se non c'è
sufficiente motivazione infatti, qualsiasi ricerca di cambiamento è
destinata al fallimento.
Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN BRUTTO PERIODO
Salve, sono una ragazza di 26 anni, vi prego datemi un consiglio
perchè sto attraversando un brutto periodo. Ho una storia che dura ben
13 anni (fidanzamento), però è da un anno circa, che mi sono resa
conto di non provare più niente per il mio ragazzo, anzi a volte mi
infastidisce a tal punto che preferisco stare da sola, non è un
periodo
passeggero, anzi più tempo passa e più rendo cnto di non amarlo +.
devo confessare però il fatto che da qualche mese ho conosciuto una
persona, anche lui non è libero sentimentalmente, però stiamo
parecchio bene insieme, parliamo di tutto e ci confidiamo i ns.
problemi, c'è parecchio feeling tra di noi...io sto benissimo con lui
ed anche lui mi ha confessato di essersi quasi innamorato di me, mi fa
sentire importante ed amata...devo pure ammettere che
abbiamo avuto dei rapporti... ed anche sessualmente stiamo benissimo
insieme, c'è intesa complicità, quello che manca da parecchio nel
rapporto con il mio ragazzo, io non sto bene con me stessa in questo
periodo, sento di sbagliare in tutto quello che faccio, ma non ho il
coraggio di prendere la situazione in mano e chiudere una storia che
dura da così tanto tempo, anche perchè ne soffrirebbero troppe
persone, vi prego aiutatemi...molto spesso penso che questa è la mia
vita, e dovrei decidere io stessa cosa è giusto o sbagliato per me,
quello che mi rende felice o quello che mi fa soffrire, però a volte
affrontare questo grande cambiamento mi fa paura per tutto quello che potrebbe
scatenare,,,,sia nella mia vita che nella mia famiglia,,,, posso
ancora decidere il futuro della mia vita o è ormai troppo tardi?
Vi prego aiutatemi
Cara 26enne,
Probabilmente questa storia che stai vivendo è la prima storia di
tradimento che ti capita di affrontare. Non sei, lo si capisce da come
ti descrivi, una ragazza che passa da un uomo all'altro con
superficialità: hai incontrato un'altra persona e te ne sei un po'
infatuata, questa è la realtà. Purtroppo sono cose che capitano, anche
quando si è profondamente innamorati.
Dal mio punto di vista è sbagliato pensare che un amore possa rimanere
immenso e abbagliante per tutta la vita: anche questa nuova persona,
se avessi modo di frequentarla più spesso, di conoscere la sua
famiglia, di vederla nelle situazioni più intime, prima o poi ti
farebbe vivere le stesse sensazioni che vivi oggi per il tuo
fidanzato. Il fatto che, malgrado tutto, questo ragazzo tu non lo
voglia lasciare, non necessariamente deve essere letta come una forma
di ipocrisia, di falsità, come i tuoi sensi di colpa ti spingono al
momento a fare. Potrebbe invece essere la consapevolezza di aver
trovato un uomo con il quale vale la pena costruire una famiglia,
stabilire un progetto di lunga durata.
La decisione sulla tua vita sentimentale spetta solo a te: io
rifletterei però, prima di prendere una decisione drastica, su come
cercare di salvare il rapporto che hai con il tuo ragazzo, a
prescindere da questa storia che vivi al momento e che, prima o poi,
lo sai bene anche tu, è destinata a finire.
Del resto, come si diceva all'inizio,in genere le persone si trovano,
più volte, nel corso della vita, ad avere interesse per altre persone
fuori della coppia, ma questo non significa che ogni volta si debba
sempre ricominciare tutto da capo, ogni volta con una nuova persona...
La fedeltà è un patto, non una legge naturale.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MIA FIGLIA SI MASTURBA IN CLASSE
salve mi chiamo claudia, e sono la mamma di due bimbe una di 7 ed una
di 4 anni, la maestra della seconda figlia mi ha chiamato preoccupata
perchè si masturba in classe.ero già al corrente della cosa perchè la
piccola ha iniziato molto presto ..cosa devo fare ?è vero come dice la
maestra che è riconducibile ad un problema di affettività con me ..nn
so se andare da uno specialista o lasciar correre
Gentile signora,
Anzitutto vorrei tranquillizzarla, perché è una cosa abbastanza
normale che i bambini piccoli si interessino della loro parte genitale
e comincino ad 'esplorarla', magari in momenti non proprio opportuni.
Detto questo, sicuramente sarebbe bene cercare di approfondire il
caso, se non altro per escludere che vi siano davvero delle
problematiche legate all'equilibrio emotivo e relazionale della
bambina.
In ogni caso, è evidente che sua figlia compie questi gesti senza la
malizia che ci potrebbe mettere una persona adulta, dunque state bene
attenti a non farla sentire colpevole, a non rimproverarla, a non
punirla: cercate piuttosto di capire le cause di questo suo
comportamento, e di porvi rimedio.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI HA L'ANSIA DA PRESTAZIONE
Gentile Dottoressa ho un problema molto grave, o comunque sono io che
la faccio cosi lunga. Da circa un anno frequento una persona purtroppo
sposata, e quando stiamo insieme a volte non sempre ci capita che lui
ha problemi di erezione. Lui mi dice che il problema sorge solo ed
esclusivamente con me perche io gli piaccio troppo e dice che gli
viene l ansia da prestazione. Può essere questo il motivo oppure e'
dovuto al fatto che io non gli piaccio? anche se mi lui mi dice sempre
che io sono una gran bella donna e mi vuole un mondo di bene
Carissima,
Che lei non gli piaccia è una delle possibilità, ma credo sia la meno
probabile... Altrimenti, visto che non è sua moglie, perché dovrebbe
venire proprio con lei?
Visto che si tratta di una relazione extra-coniugale, le cause della
disfunzione erettile potrebbero essere ricercate nel senso di colpa
che il suo partner potrebbe avere nei confronti della moglie, o anche
nel disprezzo che potrebbe provare verso sé stesso, per non saper
tener fede ai suoi principi morali, ai suoi valori ecc.
Queste ed altre potrebbero essere le cause psicogene della sua
disfunzione erettile. In ogni caso, per capire e risolvere il
problema, è sempre consigliabile sottoporsi anzitutto ad una visita
andrologica e vedere se, dal punto di vista organico, tutto è a posto.
Se non altro per poter escludere alcune ipotesi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON CI STO PIU’ DENTRO
Gentile dottoressa, Le scrivo dopo un percorso di circa tre anni dove
mi sono accorto di non "starci piu' dentro" in tante situazioni. Mi
sono sposato di corsa perchè la mia ex moglie era rimasta incinta, sto
facendo un lavoro (assicuratore) che mi da' continui disturbi d'ansia,
che poi collego a tutta la mi storia passata. Vivo periodi di
tranquillità, ma basta
poco perchè partano attacchi di ipocondria assurdi o continue ricerche
di controllo su tutto cio' che faccio. In pratica sono un nevrotico
ansioso.....la cosa che piu' mi disturba è il non
niuscire a vivere con tranquillità nemmeno il rapporto con mia
figlia.... Mi sembra di essere nel classico cul de sac....sperò si
scriva cosi'. Sto lottando ora creandomi una specie di mantra per
scacciare i pensieri negativi e catastrofici che spesso si presentano.
Vorrei confessare che questa pratica di creare un oggetto neutro dove
scaricare le mie tensioni sembra funzionare.... ( cinque giorni che ci
provo ). Ma che fatica e quante paranoie che sembra riuscire a
scacciare e che poi compaiono trascinando il mio cervello non per
verdi prati, ma in mezzo ad una discarica immensa a cielo aperto.
Non chiedo consigli, il mio è uno sfogo, sapendo che devo lottare per
tornare la persona serena di prima. Certo iperattiva, ma le mie
energie erano canalizzate nel fare. Ora tutto è finalizzato a pensare
Grazie.
Il mio nome è Alberto.
Caro Alberto,
Il suo nome è Alberto, ciò che sta facendo è ‘cercarsi’: è sulla buona
strada, non perda la fiducia e l’impegno che ha profuso in questa
ricerca e, qualora dovesse accorgersi di non riuscire a farcela da
solo, non pensi di essere onnipotente e chieda aiuto.
Tanti auguri per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
GAIO MA NON TROPPO
Salve. Mi chiamo francesco ho 21 anni sono uno studente universitario,
studio canto,
ballo, mi piace leggere, scrivere, "pensare"...ho due genitori
splendidi che mi amano (anche dopo aver detto loro che il loro figlio,
cioè io, è gay), ho due amiche fantastiche...ma manca qualcosa, mi
sento solo, perennemente insddisfatto...ho affrontato la mia
omosessualita' a 13 anni ero forse troppo piccolo per vivere un
infanzia ed adolescenza fatta di segreti, di bugie, di ricerche..., ho
conosciuto il sesso troppo giovane ed ho male interpretato quest'ultimo...soprattutto
ho fatto sesso con le persone sbagliate.
ho affrontato le derisioni, gli appellativi, gli schiaffi, le
etichette a testa alta anche quando tutta un intera classe (a scuola)
era rivoltata contro di me. ho affrontato l'anoressia e la bulimia. Ma
quest'ultima (la bulimia) credo stia per ripresentarsi...mangio in
maniera strana, smisurata e vorace....quasi a voler riempire un vuoto che
dentro di me si fa ogni giorno sentire (sono indifferente a tutto..ne
gioia, ne dolore, ne collera, ne serenita'...tutto sembra scivolarmi
addosso)...adesso non so come affrontare questo problema alimentare...come
devo fare per far si che il mio "male di vivere" non sia per cosi'
dire saziato con il cibo..visto che dopo mi sento piu' male di prima...non
mi accettto e cose del genere......se mi rivolgo qui in questo sito è
perche' sono stufo di vagare nel vuoto, con la presunzione di riuscire
a farcela da solo....
grazie anticipatamente......
Francesco
Caro Francesco,
Anche lei è una testimonianza della qualità assolutamente elevata dei
lettori di psicolinea, di cui siamo veramente orgogliosi. Come si
legge dalla sua lettera, lei ha dovuto affrontare diversi ostacoli
nella sua vita, ma ha sempre lottato, cercando di non perdere la stima
di sé stesso e la voglia di farcela, anche quando si è sentito solo
contro tutti. Purtroppo ha dovuto pagare il prezzo di passare
attraverso dei disturbi, come l’anoressia o la bulimia, che parlano
apertamente del suo bisogno di dominare le sue pulsioni, della sua
fatica nel resistere, della sua voglia di mollare tutto e lasciarsi
andare.
La sua analisi è lucida, la sua conclusione razionale: non può avere
la presunzione di farcela sempre da solo… E allora? Concluda lei.
Cari saluti e tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NULLA DI FISICO
Carissima dottoressa,
le scrivo perchè da un po' di tempo ho un dubbio gigantesco e ho anke
paura!
Praticamente sono un ragazzo 18enne nn ho la ragazza, perchè ho un
problema, nulla di fisico, da un po' di tempo mi eccitano sia le
ragazze che i ragazzi, non so potrebbe essere una cosa passeggera ma è
preoccupante... no già avuto rapporti sessuali con delle femmine della
mia età ed è sempre andato tutto per il verso giusto, ma è da un po'
di tempo, come le spiegavo, che vorrei avere dei rapporti sessuali
anche con delle persone del mio stesso sesso... e ogni tanto sogno
pure si fare sesso con il mio miglior amico. Mi dica che ne pensa, è
grave? è una cosa passeggera o sono un bisessuale? GRAZIE A presto!
Caro diciottenne,
C’è una contraddizione abbastanza evidente in quanto mi dice: qualora
lei fosse un bisessuale (ripeto, bi-sessuale), come lei pensa, quale
ostacolo vi sarebbe nell’avere una ragazza? Il fatto di avere un
dubbio gigantesco, o anke una grande paura, in che cosa possono
limitarla nella sua vita sessuale? La mia impressione, sinceramente, è
che lei abbia si paura, ma non della sua bisessualità, quando delle
donne, da lei chiamate non a caso ‘femmine’: questo tono inadeguato e
squalificante la dice lunga sulla sua paura di essere giudicato,
criticato e magari messo in ridicolo per le sue prestazioni sessuali.
Al punto che, tra le varie opzioni possibili, lei sta considerando, a
livello di immaginario erotico, anche la via della bi-sessualità,
ovvero di una sessualità più ’facile’, più a portata di mano, da
consumarsi con soggetti a lei vicini (ad esempio il suo migliore
amico). Per farsi passare questa paura delle donne c’è un solo modo:
frequentarle!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
PERCHE’ NON LA LASCIA?
Salve, ho avuto una relazione di un anno con un ragazzo fidanzato (da
10 anni) piu' piccolo di me. Lui mi ha sempre detto che non avrebbe
lasciato la sua fidanzata nonostante i vari problemi. nel momento di
maggior unione , fisica e psicologica io gli ho detto basta, che
volevo qualcosa che lui non voleva darmi . E lui neanche una piega. e
questo mi ha ferita molto. Saro' un po' ingenua , ma perche' non
lascia la fidanzata? e non mi dica perche' e' innamorato di lei...
Carissima,
Lui non lascia la fidanzata perché glielo ha detto subito, dal primo
momento: questo è il patto su cui è nata la vostra relazione. A lei
evidentemente andava bene così, o forse ha accettato di frequentarlo
pensando che, prima o poi, lei avrebbe potuto usare le sue armi
seduttive per farlo ricredere, per vincere sulla sua inconsapevole
rivale. Forse è stata ingenua nel pensare di potercela fare, può
essere. Ma ora lei ha perso.. Non le resta che lasciare il campo di
battaglia.
Imparando da questo errore, il futuro non potrà che portarle
consolazione.
Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
QUEL TITOLARE MI FA IMPAZZIRE
ciao.. sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo che fino a qualche
giorno fa nonavrei mai pensato di tradire... oggi non lo so piu'...
sta nascendo qualcosacon il mio titolare... (non abbiamo fatto ancora
niente...)lavoro da maggio conlui.. ma lo conosco da prima... siamo
sempre stati amici.. ma nessuno dei duepensava al sesso tra noi!! lui
ha 34 anni... ed è l'uomo che dice le cose infaccia... l'altro giorno
mi ha bloccata dai fianchi e mi ha sussurratoall'orecchio "mi fai
impazzire" io mi sono sciolta.. era tanto che non misentivo dire una
cosa del genere... ancora adesso se ci penso mi vengono ibrividi..
cosa devo fare.. aiuto.. io lo farei subito con lui... ma poi come
misentirei dopo?? grazie in anticipo...
Carissima,
L'attrazione fisica fra due persone non è dettata dalla volontà,
dunque è abbastanza normale che lei si sia sentita eccitata da queste
attenzioni particolari ed impreviste, che vengono da un uomo che le
piace e le interessa, forse completamente diverso dal suo fidanzato.
Dunque, non vi è motivo di sentirsi in colpa, per il fatto di provare
un'attrazione fisica, che dipende più dai suoi ormoni che dai suoi
neuroni...
Quanto al passaggio all'atto, è una cosa sua: nessuno la può
consigliare. E' lei che deve decidere cosa fare della sua vita ed
assumersi le responsabilità dei suoi comportamenti, valutando sempre i
pro e i contro.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L'ARIA CHE RESPIRA
Gent.ma Dottoressa, avrei gentilmente bisogno di aiuto per risolvere
un problema che mi sta molto a cuore. sono fidanzata da diversi anni e
in un periodo di crisi mi sono affezionata molto ad un ragazzo, più
giovane di me,prima in rapporto di amicizia che poi è diventato...amore
o meglio, prima attrazione fisica, poi diciamo che anche io sentivo di
essere un pò innamorata.Non intendo lasciare il mio ragazzo in qaunto
lo amo ancora e fra poco andremo anche a vivere insieme, ma questo
ragazzo mi fa sentire forte il peso di questo abbandono, tanto da farmi
stare male. Senza me non riesce più a vivere, asorridere e a stare
anche fisicamente bene. mi paragona all'aria che respira. Preciso che
noi siamo ancora in contatto e qualche volta ci siamo anche visti.lo
considero un grande amico ma niente di più. non voglio rompere il
rapporto di amicizia con lui ma vorrei farlo stare meglio, vorrei
fargli capire che il fatto di non stare insieme non implica l'abbandono
totale come persona da parte mia. Le chiedo aiuto perchè questa
situazione mi fa stare male..mi sento legata,mani e piedi, sento il
peso di essere l'aria che respira.Grazie
Carissima,
Purtroppo credo che non sia vera la storia per cui ci si innamora
sempre di una sola persona alla volta e la sua vicenda personale ne è
una chiara dimostrazione. Si può amare una persona perché rappresenta
la sicurezza, la progettualità, il futuro ed un'altra perché è più
debole, perché ha bisogno di affetto, perché la riporta alle coccole
della sua prima infanzia.
Viviamo però in una società organizzata sulla monogamia e dunque anche
lei, prima o poi, dovrà decidersi a tagliare una delle due storie.
Quale? Credo che lei sia abbastanza sicura sulla persona da tenere e
su quella da allontanare.
La cosa migliore dunque è quella di non mostrare indecisioni, perché
se vuole realmente essere di aiuto a questo ragazzo in difficoltà, non
gli deve lasciare nemmeno la possibile speranza che le cose possano
restare come sono. Non prolunghi dunque inutilmente l'agonia di questo
rapporto, non si nasconda dietro un'improbabile amicizia, si assuma le
sue responsabilità e prenda le decisioni che vanno prese. Coraggio!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PROBLEMA CON LA EX
Sono una ragazza di 24 anni fidanzata da qualche mese con unragazzo
che mi piace moltissimo. Premetto che sono di carattere timida e
moltoinsicura. Arrivo al punto: il mio ragazzo ha parecchi amici, e
ogni tanto escoanch'io con la sua compagnia. Il problema è che spesso
è presente anche una exdel mio fidanzato, (si erano lasciati neanche 1
mese prima che iniziasse auscire con me) con la quale è stato circa 6
mesi, una storia iniziata persesso, che poi invece lo avevo coinvolto
molto e che poi lui ha deciso diinterrompere perchè lei lo avevo
tradito. Il fatto è che io già in compagnia dipersone nuovo non mi
sento a mio agio, in più la presenza di questa ragazza micrea un
fastidio e una gelosia inspiegabile!! Me la sogno anche di notte!
Misogno che lui mi tradisce con lei o che io ci litigo. Come posso
fare perrisolvere questo problema, che mi blocca e che mi sta
ossessiondando? Aggiungoinfine che il mio ragazzo mi ha detto che non
le interessa più, anzi non ciparla praticamente mai...ma questo non fa
sparire la mia gelosia nei suoi confronti!Spero di essere stata
chiara, Grazie mille dell'attenzione.
Carissima,
La gelosia è un sentimento umano e, purtroppo, procura moltissimo
dolore.
Non saprei cosa consigliarle, sul piano pratico, perché bisognerebbe
conoscere meglio la situazione ed i personaggi. Dal punto di vista
psicologico le posso dire però che le persone più sicure di sé sono
anche le meno gelose. Dunque, potrebbe essere un'idea quella di
concentrarsi su sé stessa anziché sulla sua rivale, per migliorare la
sua autostima e rendersi più forte, non solo in questa situazione, ma
nella vita in genere.
Purtroppo è impossibile cancellare tutti i problemi della vita, ma è
possibile cercare di rendersi più forti e preparati per affrontarli
senza esserne travolti.
Dunque, si dia da fare.
Tanti auguri e cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
OSSESSIONATO DALLE DIMENSIONI DEL PENE
Salve Dottoressa, il mio problema è il seguente: sono praticamente
ossessionato dalle dimensioni del mio pene... non che sia piccolo
(almeno credo... 16 cm),ma il fatto è che vorrei tanto averlo più
grande, almeno 20 cm. Non so ilperchè di questo desiderio, ma la cosa
praticamente mi ossessiona, ci penso dicontinuo. Eppure non ho alcun
problema a fare sesso con la mia ragazza, e perdi più riesco sempre a
portarla all orgasmo...Eppure sono fissato con queste benedette
misure! Forse perchè vorrei che alla mia ragazza piacesse il mio pene
ancora di più? E anche su questo discorso mi pongo spesso domande a
cui non sorispondere. Alle ragazze piace, a livello puramente visivo,
il pene? Come un ragazzo è attratto da un bel seno, una ragazza è
attratta dal pene? Il vedere o sentire al tatto un pene, la eccita? Io
per esempio se vedo una ragazza con una bella scollatura,
inevitabilmente dentro di me faccio un apprezzamento e se ils eno non
è male mi sento attratto(anche solo dal seno, senza che sia
necessariamente una bellissima ragazza). Credo sia normale(se non lo è
me lo faccia presente)....per una ragazza è un pò la stessa cosa
notare sotto i jeans di un ragazzo il cosiddetto...me la
passi..."bozzo"? In pratica vorrei capire se è vero come si dice tra
maschi, quelle squallide frasi del tipo "alle ragazze piace il..." o
in realtà le piace solo fare l amore come è normale che sia? E il
sesso orale lo fanno per il piacere proprio o in realtà non provano
nessun gusto? Lo fanno solo per appagare il proprio partner? La mia
ragazza ad esempio me lo ha fatto per mesi e sinceramente era pure
molto brava...adessopraticamente sono mesi che con le labbra non me lo
sfiora nemmeno più.... a me pare assurdo questo!!! Forse perchè il
rapporto ormai consolidato le fà pensare che non serva più appagarmi
in tutti i miei desideri sessuali? Forse le avrò posto un pò troppe
domande e chissà se vorrà rispondermi. Comunque lequestioni principali
sono l ossessione per le misure e capire se una donna può essere
attratta dai soli genitali.
Carissimo amico,
Quante domande! Se ne fa così tante anche alla sua fidanzata, credo
anch'io che questo possa poi interferire sui suoi comportamenti verso
di lei. Ma andiamo con ordine.
1. Misure del pene. Le assicuro che questo è un problema assolutamente
maschile. Alle donne potrà sembrare un segno di esuberanza fisica e di
potenza virile, un pene di grandi dimensioni, così come un torace
possente e due bicipiti di ferro... Ma il tutto è completamente
slegato dalla sessualità 'pratica'. Non è vero infatti che un pene
grande dia un piacere più grande, e dunque nessuna donna associa le
misure di lui alla possibilità di avere più orgasmi... E' solo, quando
c'è, un piacere puramente estetico.
2. Ossessione per le misure del pene. Questo segnala una grande
insicurezza di sé. Recentemente è uscita una ricerca in cui è apparso
chiaro che gli uomini col pene piccolo temono più di ogni altra cosa
un possibile tradimento della propria partner, a causa della propria 'imperfezione',
e per questo sono gravemente angosciati. La cosa è spiegabile solo
così : ignoranza profonda della psicologia femminile.
3. Psicologia femminile. E allora cerchiamo di conoscerla meglio,
questa psicologia femminile... Cercherò di spiegargliela così: per la
donna, l'eccitazione sessuale non è 'periferica', ma 'centralizzata'.
Detto questo, se c'è interesse, infatuazione, curiosità, attrazione
ecc. verso una determinata persona, c'è l'attrazione verso tutta la
persona (compresa, spesso, anche la parte cerebrale). Gli organi
genitali maschili dunque, per una donna, sono solo una parte del 'tutto'.
E, per una donna, il tutto è sempre più della somma delle parti.
Spero di aver soddisfatto le sue curiosità. Un consiglio: perché non
si legge un bel libro di psico-sessuologia sulla donna? Le sue
informazioni saranno più scientifiche e la sua ragazza non si sentirà
un topolino di laboratorio...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
E' UN PO' DI TEMPO CHE SONO SEMPRE TRISTE
salve, il mio nome e' e. ed abito vicino m. ho 29 anni e sono
impiegata presso una ditta a m. io di preciso cos'e' che ho non so'.e'
da un po' ditempo che sono sempre triste, nervosa, addirittura mi
capita,adesso spesso,mentro bevo di non riuscire nemmeno a deglutire
della semplice acqua e' come avessi un sasso che non fa' passare
niente e poi mi viene da piangere per delle cavolate, non mi sento
forte per niente, lo sembro ma non lo sono.premetto che la mia vita
non e' stata tutta rose e fiori.da piccola ho subito"attenzioni
particolari" da uno sconosciuto e anche da un mio parente(che e'
morto), ho sempre avuto un rapporto burrascoso con mia madre e mai
delle vere amiche e delle vere storie d'amore.non so' piu' che fare,
sto' male e basta, mi sembra di non fare niente e costruttivo per la
mia vita.secondo lei sto' iniziando una crisi depressiva?
lettera spedita al sito www.psicolinea.it secondo le modalità
prescritte. leggi il
disclaimer.
salve e. il disturbo che oggi accusa non è dovuto a depressione, ma è
un disturbo d'ansia (peraltro, abbastanza frequente).
quello che lei dovrebbe fare, a mio parere, visto che lavora e dunque
ne ha la possibilità, è consultare uno specialista ed intraprendere
una psicoterapia.
il trattamento dovrà essere di due tipi: uno volto a risolvere il
problema che lei presenta al momento e dunque dovrà essere centrata
sul sintomo, attrvaverso tecniche di rilassamento e di
decondizionamento. non potrà tuttavia riuscire a trovare un vero
equilibrio fino a che non avrà ripreso in mano i fili della sua vita e
ripercorso quei momenti difficili di cui mi fa cenno. e' abbastanza
frequente che un soggetto che sia stato vittima di abuso sessuale, o
anche di semplici molestie, manifesti poi in età adulta i disturbi che
lei accusa. peraltro, se lei non interverrà sul suo problema, questo
tenderà a cronicizzarsi, rischiando, davvero, un severo stato
depressivo in futuro. dunque, non perda altro tempo prezioso e cominci
seriamente a prendersi cura di sé.
cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DICE DI NN PROVARE PIU' L'AMORE
gentilissima dottoressa,ho un problema che si sta trascinando da
almeno un mese.sono sposata da 2 annicirca e già il mio rapporto sta
andando in crisi.il problema è prò di mio marito.dice di NN provare
più l'amore che provava prima,nn vuole avere rapporti
sessuali,dice di
essere confuso su ciò che prova per me,Io continuo a stargli
vicino, a
parlargli ,so che lui mi vuole bene lo vedo dalle piccole cose che
faper me.il nostro è stato sempre un rapporto speciale fatto di
complicità,allegria e tanto tanto amore.Io però adesso in questa
situazione di incertezzza soffro tanto,ho continui attacchi di
ansia,perdita di peso e tanta sofferenza perchè io lo amo come il primo
giorno.ho pensato che ci fosse un'altra persona ma lui continua a dire
di no e dice che devo avere fiducia in lui,Adesso ha
deciso di voler
stare un pò da solo,vuole trovare una sistemazione temporanea
per voler
capire se quello che prova è veramente amore,vuol capire se si
può ricominciare tutto.Io però ho una grande paura di perderlo,ho paura
di stare senza di lui, ho paura che la sua decisione sia negativa.Tutti
i giorni cercodi farmi forza e cercare sempre di stargli vicino senza
rancore e cerco difargli capire l'amore che provo per lui,Non so più
cosa poter fare.Per favore mi risponda, mi dia un consiglio,...mi
aiuti.Grazie..Sara
Carissima Sara,
Direi che, in una rapporto di lunga durata, come spero e vi auguro sia
il vostro, qualche sbandamento, qualche incertezza, o 'bassa marea',
sia sempre possibile.
Dunque, accetti serenamente questo periodo di 'riflessione' che vuole
prendersi suo marito, perché se si sente così confuso è giusto che gli
venga data la possibilità di riflettere e di capire cosa vuole fare
della sua vita. Tengo a precisare questo ultimo concetto: la SUA vita.
Lei, ovviamente, non può lasciarsi trascinare dalla corrente, se non
altro per il rispetto di sé, che deve continuare ad avere e a
mantenere anche in questa situazione obiettivamente difficile.
Essergli vicino, dirgli di amarlo, quando lui invece sente di 'non
provare più l'amore' è un comportamento masochistico che non viene a
suo favore, in alcun modo. Per prima cosa, come le dicevo, per il
rispetto di sé che lei deve mantenere anche nelle circostanze più
avverse, poi perché, se anche lei riuscisse a far nascere in lui un
senso di colpa nei suoi confronti, non sarà questo a tenervi insieme.
Gli uomini, in questo, sono molto diversi dalle donne.
Una strategia che invece potrebbe essere vincente per fargli superare
(nel modo da lei desiderato) questo periodo di crisi, potrebbe essere
quella di dirgli: ok, pensaci. Fai pure con comodo, e quando sarai
pronto torna da me: a quel punto ti dirò anche io cosa ho pensato e
capito di noi in tutto questo periodo.
Sia sempre gentile, ma eviti di raccontargli di sé, mantenga il
riserbo su ciò che fa e pensa, su dove va e chi frequenta. Sono
strategie di seduzione, che si basano sul cercare di coinvolgere
emotivamente il partner attraverso l'interesse, la gelosia, la
curiosità, il mistero.
Tanti auguri, davvero.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
QUALCHE AIUTO CHIMICO
Sposato da 10 anni da qualche anno (3) non riesco ad avere rapporti
sessuali di nessun tipo con mia moglie. Stiamo bene insieme, non
litighiamo praticamente mai se non per questo motivo. Naturalmente non
è successo da un giorno all'altro ma un po alla volta ho perso il
desiderio di avere rapporti con mia moglie. Non sono sicuro che
qualche aiuto chimico possa servire a qualcosa...o no?Saluti Lorenzo
Gentilissimo Lorenzo,
No, non credo che qualche aiuto chimico possa aiutarla a ritrovare il
desiderio sessuale per sua moglie. L'aiuto chimico infatti può avere
effetto sul suo organo genitale, ma non sul suo cervello.
Il desiderio nasce dal piacere di stare insieme, dall'ammirazione che
si prova per una persona, oltre che dalla curiosità, dal mistero,
dalla complicità ecc.
Quando tutto questo viene a mancare il desiderio cala e non si può
riaccendere.
Mi permetto dunque di consigliarle di non tardare a prendere 'l'ultimo
treno', per cercare di salvare il vostro rapporto. Questo ultimo treno
è, a mio avviso, una psicoterapia di coppia, che vi aiuti a riscrivere
le regole del vostro matrimonio ed a ritrovare il piacere di stare
insieme.
Prima di ritrovare il piacere nel sesso infatti, dovrete fare un lungo
percorso che richiederà molta dedizione, ad esempio nel cercare di
provare piacere 'sessuale' anche senza fare sesso, nel fare lunghe
passeggiate insieme parlando di voi, nel frequentare situazioni
piacevoli per entrambi, cosa che probabilmente appartiene ormai al
vostro passato. E così via.
La coppia stabile e felice non è più fortunata delle altre: è solo
quella in cui i due partners ci mettono più impegno.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TIMIDEZZA
Cara dr.ssa, sono un ragazzo di 20 anni e ho da qualche mese un
problemino.sono un ragazzo abbastanza timido e cio' non mi permette di
vivere la mia vitacome la immagino.Inoltre uno dei problemi che ho, e'
quello di non sapermirelazionare con le ragazze.Infatti,quando conosco
una ragazza che mi piace, nonso come prenderla, come
comportarmi,insomma, come sedurla.Spero che mi dia una
buona consulenza
sopratutto su come superare la timidezza con le ragazze equalche
consiglio su come sedurle. grazie mille..
Caro amico,
La cosa migliore che ti posso consigliare è un indirizzo internet,
anzi due:
www.clinicadellatimidezza.it e il Blog di clinica della timidezza:
http://clinicadellatimidezza.blogspot.com.
Qui troverai risposta alle tue domande e suggerimenti utili per come
gestire al meglio la tua timidezza.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ATTACCO D'IRA DELLA MOGLIE
Gent.le dott.ssa,Le scrivo dopo un ennesimo attacco d'ira di mia
moglie. Sono sconfortato anziangosciato, mi ha chiamato al lavoro sul
cellulare urlando incredibilmente inquanto aveva difficoltà a lavorare
per un problema al computer. Ha un' attività autonoma (per fortuna) ed
era presente, al momento dell'esplosione, mia figliadi 8 anni. Ho
l'impressione che in questi casi le si obnubila la mente, perchè
non
c'è verso di farla ragionare. Mi vede colpevole di questa ed
altre situazioni, a torto o a ragione, ma sempre con motivazioni e
reazioni eccessive e spropositate. Non riesco più a reggere questa
situazione e temo soprattutto per le conseguenze sulla formazione della
bambine. Ovviamente rifiuta colloquie/o visite c/o studi di psicologia
o consultori. Non so proprio cosa fare. Soc he con poche righe non può,
ma per favore mi dica che rischi corre la bambina
e soprattutto cosa
devo fare. Anticipatamente La ringrazio, confidando in una Sua
Risposta.
Gentilissimo,
Tanto per cominciare direi che, se sua moglie si comporta così, non lo
fa per capriccio o per cattiveria, ma perché evidentemente è
angosciata, depressa, sfiduciata ecc. ecc. Certamente la migliore cosa
da fare sarebbe andare a fare una terapia di coppia: lei dice che sua
moglie non la vorrebbe... Chi l'ha detto? Ci ha provato, ad esempio, a
proporre un appuntamento congiunto, almeno uno, tanto per chiedere un
parere ad un esperto, che possa vedere la situazione dal di fuori e
dare dei suggerimenti utili? Può darsi che, messa così, sua moglie non
rifiuti. Del resto, non credo sia così felice da rinunciare ad una
speranza di cambiamento. Dunque ci provi: questo è il consiglio
migliore che posso darle. Se proprio non ci fossero possibilità, provi
lei a fare qualcosa, cercando ad esempio di capire cosa sta accadendo
nella vostra coppia ed in che modo porre rimedio.
Per farlo, le consiglierei di leggere ad esempio il bellissimo libro,
anche se datato (1967) di Paul Watzlawick, Pragmatica della
comunicazione umana. In questo libro scoprirà che in una relazione non
vi è mai un rapporto lineare di causa-effetto (tu fai così ed allora
io mi comporto così): la relazione umana è un sistema dove i
comportamenti sono circolari. Di un cerchio, lei può dire dove
comincia e dove finisce? E' così anche nella vostra relazione di
coppia: non è possibile stabilire cosa viene prima e cosa viene dopo,
chi infastidisce e chi è infastidito. Ciascun partner agisce e
reagisce al comportamento dell'altro/a. Per uscire da questo empasse,
provi dunque a cambiare lei per primo nei suoi atteggiamenti e vedrà
che sua moglie cambierà di conseguenza, per la legge della
circolarità.
Quanto a sua figlia, ça va sans dire: in una famiglia felice i figli
crescono con minori problemi!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
EIACULAZIONE PRECOCE
salve, sono un ragazzo di 21 anni e sono fidanzato da qualche mese con
unaragazza di cui sono veramente innamorato. durante i rapporti con
lei mi capitamolto spesso di eiaculare poco dopo averla penetrata e
quindi mi comincio achiedere se non possa trattarsi di eiaculazione
precoce. Secondo lei devo eseguire un qualche tipo di analisi ed
eventualmente qualche terapia o forse cercare di essere ancora più
rilassato e pensare che la volta dopo andrà meglio?grazie
La seconda che hai detto!
Grazie a te. Ciao
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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