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Home Page > ARCHIVIO POSTA > DfT  n. 11
 

PAGINA UNDICI

STORIA D'AMORE E TRADIMENTO

Sono una ragazza di 31 anni e mi occupo di teatro e spettacolo, di conseguenza faccio una vita piuttosto instabile e soggetta a continui scossoni. Da 5 anni ho una relazione speciale con un ragazzo più piccolo di me di 6 anni che fa un mestiere simile al mio. Negli anni trascorsi non ho mai avuto problemi con il mio partners di nessuna natura,tranne le semplici dinamiche di coppia che vivono due persone che si amano davvero. Un anno fa però io mi sono trasferita in un'altra città per lavoro, e lì ho conosciuto un ragazzo (della stsa età del mio fidanzato 25 anni)con cui dopo sei mesi di lavoro e amicizia ho tradito ilmio fidanzato. Subito dopo ho confessato e da quel giorno di ormai 11 mesi fa è iniziato il mio inferno privato. Per questioni lavorative io continuo ad averel 'uomo con cui ho tradito, al mio fianco tutti i giorni perchè per necessità economiche siamo anche andati a vivere insieme e continuo ad essere fidanzata con il mio partners pur trovandoci in due città diverse.Quello su cui vorrei avere un consiglio è questo: se sono riuscita a tradire il mio ragazzo che amavo e amo vuol dire che dovevo provare un sentimento vero per l'uomo con cuil'ho tradito e questo sentimento tutt'ora sento di provarlo, il fatto è che provo amore per tutti e due e quando sono con uno penso all'altro e viceversa.Nel senso però che con il mio ragazzo sto ma con "l'amante" no. Non riesco in nessuno modo a reagire a questa situazione nonostante il mio fidanzato mi abbia perdonato a suo tempo e addirittura ora sia arrivato a dirmi "se stare con luipuò rederti felice seguilo." Sto provando in questi giorni a stare da sola per capirci qualcosa (anche se sola non è esatto perchè sto lavorando e per questo vicino a me c'è l'altro) e stare lontano dal mio fidanzato mi fa sentire vuotae priva di senso e allora mi è sembrato di capire che l'uomo che devo seguire èlui, anche se poi all'idea di non poter vivere una storia con "l'altro" sto male anche perchè noi ci saremmo detti il "ti amo"...che posso fare?

Gentilissima,

Anzitutto vorrei dirle che non c'è bisogno di provare un 'sentimento vero' per andare a letto con qualcuno e per intrecciare con questo qualcuno una relazione: bastano la semplice attrazione fisica o una leggera infatuazione.
Mi ha colpito che, nella sua lettera, lei usa il termine 'partners' al posto di 'partner': questo lapsus, insieme alle altre cose che scrive, mi fanno pensare che, per lei, questi due uomini sono entrambi molto importanti e che, in qualche modo, essi sono tra loro 'complementari'. Infatti, perché lei si senta felice, nella sua vita devono esserci tutti e due. Ribaltando il discorso però, potremmo osservare che entrambi questi due suoi 'fidanzati' sono evidentemente manchevoli di qualcosa, per cui ciascuno dei due, preso da solo, non è capace di renderla felice. Dunque?
Lasciarli entrambi apparirebbe la cosa più logica, ma non è detto che sia anche la più semplice.
A lei decidere sulla cosa migliore da fare.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PAURA DEL FUTURO

Gentile dott.ssa,
da qualche mese a questa parte ho dei brutti pensieri riguardo al mio futuro, non vedo niente di positivo. Mi spiego meglio, sono una ragazza di 25 anni, ho una buona famiglia, ho un lavoro che mi piace abbastanza,
ma nella mia vita ho sempre sofferto molto a causa del mio carettere fragile, insicuro e chiuso. ho avuto tre storie sentimentali, tre fidanzati a cui probabilmente affidavo il compito di riempire quel vuoto che da tanti anni sento
dentro. Ora che anche la mia ultima storia si è conclusa (il mio utlimo ragazzo mi ha ferita e lasciata in malo modo) ho paura che resteròs ola per sempre, e mi chiedo cosa ne sarà di me una volta che i miei genitori non ci saranno più. La
forza e il coraggio per avere una mia famiglia mi sembra di non possederli, anche perchè non vorrei mai che mio figlio avesse il mio stesso carattere, gli aspetterebbe una vita molto triste. Forse sono depressa,forse invece sono
proprio pessimista e cupa di natura, fatto sta che nel mio futuro non vedo altro che dolori e sofferenze. Sto già seguendo una psicoterapia, ma, evidentemente, non è sufficiente. Cosa posso fare in concreto per smettere di avere paura e per
iniziare a guardare al mio futuro con maggiore ottimismo? Spero di essermi spiegata, grazie per la risposta e per il lavoro che fa con questo sito.
Chiara


Carissima Chiara,
Grazie anzitutto per le gentili parole.Chi si ripete continuamente delle parole, inconsapevolmente si lascia influenzare da queste, come in una sorta di auto-ipnosi. Ripetersi dunque che tutto va male, che nel
futuro c'è solo sofferenza e dolore, che resterà sola, non avrà mai un vero amore ecc. ecc., la influenza in senso negativo, sia per quanto riguarda il tono dell'umore, sia per quanto riguarda la mobilitazione di risorse interne, che
servono per cercare di cambiare la propria vita e di raggiungere i propri obiettivi. Le suggerisco dunque, visto che è così brava a lasciarsi suggestionare in negativo, di usare altrettante parole, ma positive, da
ripetersi tutti i giorni, per avere gli stessi effetti condizionanti, anche se in senso ottimistico. Dica allora: sono una ragazza fortunata perché ho una bella famiglia, mi piace il mio lavoro, ho avuto tre ragazzi che a loro modo mi
hanno voluto bene, ecc. ecc. Se anche non si sente convinta di quello che le consiglio di raccontarsi, non si preoccupi! Non è necessario crederci. L'importante è agire sulla propria mente, per fare il proprio bene.Utili consigli li potrà trovare nel libro di Martin Seligman,L'ottimismo appreso, pubblicato da Giunti, oppure, se preferisce, nel mio libro Il
Pensiero Positivo, pubblicato da Xenia, che oltre tutto è piuttosto economico.Continui inoltre a fare la sua psicoterapia, ma se dovesse vedere che a distanza di diversi mesi non ci sono miglioramenti, provi a considerare
l'idea di cambiare terapeuta.Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SENSI DI COLPA

Gentilissima dottoressa,
mi chiamo F. e sono uno studente di 21 anni.Le scrivo perchè la mia vita è diventata un inferno, da quando una mia exc coinquilina si è suicidata più di un anno fa, gettandosi dal balcone di casa del suo ragazzo.Dal giorno che ho saputo la notizia, ho molti sensi di colpa causati da un enorme dubbio.Volevo innanzitutto, spiegarle quello che mi è stato raccontato da un amico della vittima.La mia ex coinquilina, il giorno del suo 30° compleanno si trovava in bar,era completamente ubriaca, ha fatto "casino" (secondo me col suo ragazzo,che magari è andato al bar per impedirle di bere) e al ritorno a casa ha compiuto il gesto.Cosa posso centrare io in tutto questo? Glielo spiego subito.Voglio premettere che la mia ex coinquilina aveva problemi di alcolismo e depressione.Il giorno del suo compleanno, come farebbe una persona gentile, le ho mandato un semplicissimo augurio di buon compleanno tramite sms.La paranoia che mi sono fatto è questa:-lei è tornata a casa tutta ubriaca;-il cellulare è rimasto a casa perchè magari lo aveva dimenticato e sul display c'era il mio sms;-il cellulare, squilla per avvisare che c'è un messaggio non letto (i cellulari di ultima generazione come quello che possedeva lei, avvisano della presenza di un messaggio non letto ad esempio ogni 5 minuti);-lei pensa che in quel sms ci sia scritto che il suo ragazzo la vuole lasciare e presa da un raptus, incapace di intendere e di volere perchè ubriaca, si lancia dal balcone.Dato che mi sono fatto questo film nella testa e visto che non ho certezza su come sono andate veramente le cose, mi tormento e penso che se non avessi mandato quel sms lei non sarebbe morta e soprattuto non troverò una risposta al mio dubbio.E' possibile secondo lei che una persona si suicidi nella maniera che le ho raccontato? Perchè devo farmi delle colpe che a detta di amici e genitori sono inutili.La prego mi aiuti.La ringrazio anticipatamente ed attendo una sua risposta.Cordiali saluti
F.

Gentilissimo F.,

Quando una persona decide di togliersi la vita in quel modo, tutti coloro che hanno un briciolo di sensibilità e di umanità sono portati a chiedersi: avrei potuto salvarle la vita? Cosa non ho fatto ?In cosa ho mancato? Oppure, come nel suo caso: cosa ho fatto per contribuire al suo stato depressivo ed alla sua decisione di uccidersi?
E' molto bello, dunque, che lei si ponga questa domanda, ma credo che la risposta sia, purtroppo, che lei non avrebbe potuto fare assolutamente nulla per salvare questa persona, così come il suo SMS sarà stato, per lei, del tutto insignificante, nelle gravi decisioni che andava a prendere.
Quando si vive una depressione così profonda, come quella della sua ex coinquilina, tanto da rifugiarsi nell'alcool, come forma di compensazione alle ansie e alle angoscie del quotidiano, la morte può apparire quasi una liberazione. Il suicidio raramente è frutto di un raptus: le persone lo preparano, lo studiano per mesi, se non per anni. La via dell'alcool poi è l'inizio di una prima forma di auto-distruzione.
Non so se questo riuscirà a sollevarla un po', ma la mia opinione è appunto quella che lei non c'entra per nulla con questa morte, che il suo SMS non abbia avuto alcuna influenza (se non positiva, ma purtroppo, insufficiente, nel far desistere la ragazza dal suo proposito di autodistruzione) e che i suoi sensi di colpa vengano da una personalità fortemente empatica, che avrebbe voluto contare di più per aiutare questa persona e che invece si è sentita impotente e spaventata, di fronte ad una cosa così grande e misteriosa, come è la morte di una persona cara, o di una persona che si conosce bene. (Quando una persona è morta poi, ci sembra quasi di conoscerla meglio di quanto pensassimo quando era in vita...)

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI E' SADICO

Da circa un anno e mezzo frequento un avvocato di 46 anni che vive solo non ha mai convissuto non si è mai sposato praticamente non ha amici ha frequenti crisi depressive che sfociano nella paranoia. inizialmente per il primo anno io ero la vittima di un suo sadismo ma non fisico - un sadismo psicologico - poi nel momento in cui io ho cominciato a reagire lui ha cominciato a chiedermi di maltrattarlo e di eseguire pratiche di masochismo sessuale ... e ho scoperto che a casa aveva una valigia di attrezzi (tipo fruste catene corde manette) ...vuole sentirmi forte questo io l'ho capito e comunque io non accetterei mai di essere maltrattata attraverso queste pratiche. adesso la nostra non è più una relazione stabile da quando io lo ho mandato al diavolo ... ben sei mesi fa ...anche se ne sono innamorata ... la cosa che vorrei sapere è se ignorarlo, non cercarlo è per lui comunque come maltrattarlo ?
Rosy


Cara Rosy,

Credo che un sentimento sano e maturo verso un possibile partner dovrebbe riguardare tutta la sua persona, e non solo alcune sue caratteristiche. Nel suo caso invece, mi sembra di capire che lei si senta attratta da quest'uomo: verosimilmente interessante, colto, di buona posizione sociale, ma che presenta questo 'lato B' per lei poco rassicurante.
Infatti, per svolgere certe pratiche erotiche è necessario essere entrambi consenzienti: se a lei non piace il contenuto di quella valigia di 'attrezzi', non può in alcun modo pensare di prendere l'uomo senza la sua 'pesante' valigia.

Quanto alla sua domanda, rispondo con un'altra domanda: cosa vuole fare della sua vita? E' in base a questo, e non al suo possibile, momentaneo innamoramento, che lei deve cercare la risposta di cui ha bisogno, dentro di sé.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MI FA IMPAZZIRE

salve, mi chiamo Lisa e vorrei che mi aiutasse a capire una cosa. Conosco da qualche mese un ragazzo che mi piace tantissimo, oltre ad essere molto carino mi piace anche come persona, per quel poco che conosco di lui almeno. Ci frequentiamo solo quando siamo tra amici e quando ho occasione di parlarci delpiù e del meno mi accorgo che abbiamo pensieri uguali su diverse cose, è divertente e piacevole parlare con lui.....insomma almeno da parte mia sentouna certa affinità. Lui non è fidanzato xkè dice di voler stare solo x ora, c'è una ragazzina che gli gira intorno e con cui ha qualcosa ma che credo non gli interessi più di tanto. Un mio caro amico che a sua volta è molto amico di lui me lo ha descritto come un ragazzo riservato, fermo nelle sue decisioni (come il non volersi impegnare con nessuna) bravo e che ama lui conquistare una donna non il contrario. Anche io infatti, che osservo sempre i comportamenti delle persone credo che sia una persona buona, con tanto amore dentro da dare equesto mi piace tantissimo, penso sia un ragazzo sensibile e nel suo essere calmo e misterioso mi da un senso di protezione, mi intriga tantissimo. Il punto è questo: mi guarda spesso, me ne accorgo io come se ne accorgono gli altri intorno a me e vorrei capire perchè, se non ha intenzione di iniziare una storia con me fa così? Quando è un pò brillo si avvicina di più, mi sfiora oalmeno è quello che percepisco io (magari non lo fa apposta) ma una sera in discoteca gli dissi che mi piaceva e anche se stava un pò ubriaco mi abbracciava, mi parlava tanto...io non so che pensare, mi fa impazzire ma non riesco mai ad entrare di più dentro di lui. Penso che sia bloccato da qualcosa con me, non lo so ma mi sembra strano questo suo comportamento perchè spesso miguarda con una faccia come se volesse dirmi qualcosa....mi aiuti a capire, è un modo per conquistarmi? Gli piaccio? O sono film che mi faccio io in testa? Segli sono indifferente preferisco che non mi calcoli proprio invece di farmi impazzire x i suoi sguardi.
Lisa


Cara Lisa,

Sono contenta di pubblicare la tua lettera, che dedico a tutti i timidi lettori di www.clinicadellatimidezza.it (il nostro sito specializzato per problemi di timidezza e fobie sociali).
Su quel sito infatti arrivano valanghe di lettere di lettori timidi che raccontano (dal punto di vista maschile) queste relazioni o approcci impossibili, a causa di 'timidezze paralizzanti', 'blocchi totali' e così via. Come tu dimostri, un uomo timido può essere particolarmente intrigante per il sesso femminile, perché molto misterioso, imprevedibile, originale... Poiché però, come tutti i giochi, anche quello della seduzione è bello quando è corto, direi che puoi stare al suo gioco di sguardi fino a che la cosa ti farà piacere. Se un giorno dovessi capire di esserti stancata di questo estenuante e muto corteggiamento, le cose sono due: o fai tu il primo passo o cominci a guardarti intorno, in cerca di un tipo più deciso e sicuro di sé.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI NON MI AMA PIU'

Buongiorno, vi chiedo aiuto in questo momento molto difficile. Mi sono lasciata col mio fidanzato da pochi giorni, abbiamo avuto una storia di sei mesi. Ilmotivo è che lui non si sente innamorato. dice che gli dispiace tanto, che mivuole bene, sta bene con me, ma che non mi ama. io credo di esserene molto innamorata , e quindi come potete immaginare sto soffrendo tantissimo. Non avevo mai sentito prima tanta tristezza e delusione. Lui mi aveva detto che perme ci sarà sempre, se ho bisogno di chiamarlo di farlo senza problemi; ma è giusto questo? io vorrei chiamarlo per sfogarmi, per raccontargli quanto sto male e quanto mi manca. ma per dimenticarlo e andare avanti sarebbe meglio non sentirlo più, dare proprio un taglio netto? è che non so se ce la faccio, ho davvero bisogno di sentirlo e di dirgli come mi sento. Grazie di cuore del consiglio che vorrete darmi.
Isa

Cara Isa,

In questi ultimi tempi la psicologia si è dedicata non solo allo studio delle grandi patologie, ma anche dei disturbi, o dei disagi, della vita quotidiana, come ad esempio i problemi di timidezza non patologica, le piccole ansie e perfino le sofferenze d'amore...
Perché si, non è una patologia vera, ma per amore si soffre, si soffre molto.
I ricercatori si sono accorti in particolare che il problema delle pene d'amore sta tutto nella ossessività dei pensieri, dei ricordi, che tornano di continuo alla mente, qualsiasi cosa si faccia.
Neanche dormire rappresenta una soluzione, perché in questo caso intervengono i sogni, a destare i ricordi e le sofferenze. E' una vera e propria 'addiction', una dipendenza.
Posto quindi che ti capisco benissimo quando dici di soffrire, per liberarti di tutto ciò hai solo una strada: non vederlo, né sentirlo più.
Non è a lui che devi raccontare quanto stai male, perché lui non è innamorato di te e perché non è neanche un tuo buon amico (lo diventerà in futuro, se lo vorrai, ma dovrà passare almeno un anno). Lui è solo una piccola parte del tuo passato che si sta allontanando da te, lasciando il posto ad altre storie, sicuramente migliori, perché ti troveranno più matura, più esperta della vita, più capace di dare amore e di riceverne.
Dunque, vai dritta per la tua strada, senza ripensamenti.

Cari saluti e tanta felicità.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN PERCORSO


In seguito al mio secondo tradimento mia moglie non riesce a perdonarmi.Non sopporta l'idea di essere stata maltrattata umiliata e tradita!Aggiungo che abbiamo trascorso un periodo di 20 gg. separati; durante la separazione Lei ha conosciuto un altro uomo, ma al mio ritorno in casa ha smesso ogni contatto!Quale percorso potrebbe essere più adatto al Ns. rapporto?

Renzo


Carissimo Renzo,

E' giusto quello che lei dice, quello che c'è da fare è seguire 'un percorso', ovvero qualcosa che possa portarvi da qualche parte, altrove dalla vostra situazione attuale, che ovviamente non è né tranquilla, né soddisfacente per entrambi.
Lei è già al secondo tradimento: evidentemente il rapporto con sua moglie è già in crisi da tempo e probabilmente dopo il primo tradimento non siete riusciti a ristabilire un buon rapporto di coppia, dal momento che il problema si è ripresentato.
Ancora, bisognerebbe chiedersi perché sua moglie non riesce a perdonarla, cosa intende lei per essere stata 'maltrattata' ed 'umiliata', oltre che, ovviamente 'tradita'.
Il perdono è un punto di arrivo, una maturazione, che può essere dato quando si giunge non a dimenticare la ferita che si è aperta, ma quando questa ferita non fa più male.
Occorre dunque seguire un percorso, che faccia capire ad entrambi quale è il significato della vostra coppia, perché state ancora insieme, malgrado tutto, e cosa volete costruire insieme, quali sono i vostri progetti, quali sono i cambiamenti che volete mettere in atto perché possiate vivere più sereni e più felici.
Uno dei percorsi che si potrebbero fare è quello della terapia di coppia.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IL SESSO IN UN RAPPORTO

Salve, sto con una ragazza da 4 anni mezzo, siamo due persone molto orgogliosee litighiamo praticamente un giorno si e uno no, per qualsiasi cosa, ma comunque non era e non è mai stato un problema.Abbiamo passato i primi due anni, sessualmente parlando, fantastici,imprevedibili, sempre pieni di sorprese, facevamo l'amore molto spesso ed era un rapporto veramente pieno di amore e fantasia.Specifico che lei aveva avuto un solo ragazzo prima di me, con il quale aveva avuto rapporti sessuali, ed io 3/4 ragazze con le quali avevo avuto rapporti,ma nessuno dei due nella maniera in cui li avevamo noi.Dopo qualche tempo è cambiato qualcosa e lei è diventate sempre più restia al rapporto sessuale e soprattutto ai preliminari.In un primo momento(diversi mesi), si è nascosta dietro al fatto che le persone crescono e che sarebbe stato incosciente continuare ad avere rapporti sessuali con quella frequenza(in estate anche 7/8 volte alla settimana) e con quella libertà.Recentemente mi ha confidato, dopo una litigata, che comunque ha un problema e non riesce ad essere più "libera" e "naturale" come era prima.Il fatto è che per me il sesso in un rapporto è molto importante, mentre lei lo considera marginale, non voglio arrivare a tradirla, vorrei cercare di risolvere i problemi, perchè sono innamorato e ci tengo tantissimo a questa ragazza.Quale può essere il motivo? Lei ha 25 anni.Incomincio a pensare seriamente che abbia un altro, ma preferisco non crederci.Grazie.Francesco.


Caro Francesco,

Il fatto è che il sesso non è un dovere, ma un piacere, giusto? Ora, se una persona decide di rinunciare ad un 'piacere', due sono le possibili cause: o è una persona masochista, che vuole farsi del male, oppure quello per lei non è più un piacere...
Ci potrebbe essere anche una terza causa, che lei adombra, ovvero quella del tradimento, ma in ogni caso credo che non sia significativa, perché non è detto che avere un altro significhi necessariamente voler interrompere i rapporti sessuali con il partner abituale, specialmente se questi sono considerati soddisfacenti.
Il punto su cui vorrei concentrarmi dunque è questo: lei è sicuro che questi rapporti appassionati che avete avuto nei primi tempi siano stati soddisfacenti anche per la sua ragazza?
Perché è possibile che essi lo siano stati, ed anche moltissimo, ma non in senso prettamente fisico: è probabile che la sua ragazza abbia avuto un 'godimento psicologico', nel sentirsi così desiderata, così amata ed abbia per questo acconsentito ad assecondare questi suoi ritmi.
Ora, se questa interpretazione fosse esatta, è chiaro che un 'godimento psicologico' non può durare tutta la vita e che vada lentamente attenuandosi man mano che i misteri si svelano, le abitudini si consolidano, la consapevolezza del rapporto di coppia instaurato prende il posto della precarietà e dell'incertezza.
Secondo me questo è il motivo per cui a volte le donne hanno questo 'calo del desiderio': perché viene a mancare la scintilla che accende l'immaginario e mette in moto gli ormoni e gli organi sessuali.
E' un'interpretazione; ce ne possono ovviamente essere delle altre, legate a tantissimi altri fattori. Provi però a riflettere su quanto le ho detto e, nel caso, provi a parlare con la sua ragazza e a vedere se c'è qualcosa che può essere cambiato, nel rapporto sessuale, ma anche nella vostra vita, perché lei si senta più coinvolta.
Se non ricevesse risposte esaustive, provi lei a fare delle proposte, oppure a fare lei dei cambiamenti, e veda cosa succede.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


IPOCONDRIA

Da un anno a questa parte,la mia vita è cambiata.O meglio,a cambiare è stata la vita del mio ragazzo, e di riflesso,anche la mia. L'anno scorso,improvvisamente, viene a mancare un suo zio, al quale era profondamente legato. E' un trauma. Ma cerco di stargli vicino e di farlo riprendere.Dopo qualche tempo,sembra essere tornato tutto alla normalità". Purtroppo non è così. Manifesta sempre più assiduamente sintomi che potrebbero essere collegati
ad un infarto, o qualcosa del genere. Formicolio al braccio sinistro,giramento di testa, battito cardiaco accelerato e pressione altissima...In 12 mesi,viene ricoverato 2 volte,incontra tra medici e specialisti di ogni tipo,non gli viene diagnosticato NIENTE. Ma lui si dispera, i medici sono incompetenti, dice. "Pensano che, avendo davanti un ragazzo di 27 anni, non possa succedere nulla di grave": questo il suo commento più frequente. Da un anno è così. La sua vita
appare "rovinata" e di conseguenza anche la mia. Esiste SOLO la Salute, la SUA salute.Dice che deve stare bene.Tradotto: Deve stare bene LUI, del resto non gliene frega niente. Neanche di me. Così fa tutto da solo, come se io non ci fossi,non mi consulta mai,non mi dice che fa, che impegni ha...e se mi lamento,sono una rompiscatole.Non mi fa parlare.Se gli chiedo qualcosa, una volta ogni tanto mi fa il "favore", per poi rinfacciarmelo tutte le volte che il favore mi viene negato. Io non ce la faccio più. Eravamo felici, ora si è rotto qualcosa. Stiamo insieme dal 2002, ma io soffro da un anno, forse più di lui. Mi pesa il fatto di non contare nulla, di preoccuparmi per lui e di avere in cambio, indifferenza.Piango e basta,ormai.Da qualche giorno non ci sentiamo.L'ennesima litigata per le solite cose.La penultima litigata mi sono
sentita dire che lui "non si può arrabbiare, deve pensare a stare bene"...ma a me chi ci pensa? Cosa devo fare...non ce la faccio più.Io gli voglio bene, ma è diventato un'altra persona...e non so come riuscire a farlo ragionare.
Aiutatemi,per favore! Grazie davvero


Carissima,

E' una situazione sicuramente dolorosa per entrambi. Quello che vorrei lei capisse però è che il comportamento del suo ragazzo non è causato da una bizzarria del carattere, da una modalità egoistica di rapportarsi a lei: è dovuto invece ad una sua grave sofferenza interiore, generata dalla fobia delle malattie. Non sempre ci si può aiutare da soli a venire fuori da queste situazioni che, se non trattate, possono anche cronicizzarsi e rendere infelice la persona (e chi le sta accanto) per tutta la vita. Del resto, se lui non può aiutarsi da solo, non è detto che a prendere in mano la situazione debba, o possa, essere lei: il suo ruolo non è quello dell'infermiera, né quello della psicologa, ma quello della fidanzata. Credo dunque che l'unica cosa che potrebbe, e forse dovrebbe anche fare, è consigliare al suo ragazzo, con delicatezza, ma anche con fermezza, di affrontare al più presto il suo problema con uno psicoterapeuta.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

AMORE E STUDIO

Gentile dottoressa,
sono M. un ragazzo di 33 anni fidanzaro da 2 anni con una ragazza polacca di 25anni. Lei è già laureata e, in attesa di un lavoro migliore, fa la badante presso una signora anziana del mio paese. Io studio ingegneria del vecchio ordinamento e mi ci vorrebbe circa un'anno e mezzo per laurearmi. Lei è statala mia prima ragazza in tutti i sensi. Insieme non stiamo male. Le miesensazioni nei suoi confronti non sono ferme e decise, nel senso che alcunigiorni la vorrei lasciare, mentre altri la vorrei sposare. Ci sono giorni cheandiamo d'accordo e stiamo bene, altri giorni siamo nervosi e non mi va nemmenodi vederla. Adesso lei vuole cambiare lavoro, perchè è stanca di questa signora, e vuoleandare a vivere con un'amica in un paese (dove si dice che ci siano buonepossibilità per fare l'impiegata) che dista dal mio più di 700 km.A questa notizia io mi sono sentito male perchè non la vorrei perdere, ma nonmi sento nemmeno di sposarla o di andare a vivere insieme, come lei vorrebbe.Vorrei prima finire gli studi in tranquillità e poi affrontare tutto il resto.In effetti durante questi 2 anni che ci conosciamo, sono stato moltodeconcentrato negli studi e non ho combinato quasi nulla, perchè lei è unaragazza che mi sottrae molto tempo. Ha sempre problemi da risolvere e bisognodi qualcuno che le dia una mano, e poi, ha tanto bisogno di svagarsi, diuscire. da quando la conosco non riesco più a studiare di sera.Non so cosa fare. Se vado con lei non credo che riuscirò a finire gli studi, sesto a casa soffrirò, ma potrò laurearmi. Cosa mi consiglia di fare?grazie in anticipo, M.



Caro M.,

Mi dà davvero una responsabilità importante, che io però non intendo prendermi perché, come lei può facilmente capire, nemmeno un mago con la sfera di cristallo saprebbe, da queste poche righe che mi scrive, capire quale è la sua situazione reale e dunque quale sia, nel suo caso specifico, la cosa migliore da fare... Parlando in generale, mi verrebbe da dire che, per raggiungere l'autorealizzazione personale, come prima cosa occorrerebbe portare a termine ciò che si è iniziato. Del resto, se lei non si laurea, non trova un lavoro, non potrà mai iniziare una vita adulta, la costruzione di una famiglia, l'assunzione di responsabilità.
Certamente anche l'amore è importante, ma credo che anche un amore immenso (... e non mi sembra il suo caso) potrebbe naufragare facilmente di fronte alle difficoltà materiali della vita, alla distanza, alla differenza di interessi e di aspettative.
Sono delle considerazioni 'pour parler', ma spero di esserle stata comunque utile per fornirle qualche ulteriore spunto di riflessione.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CAMBIARE
Sono sposata da sei anni dopo undici di fidanzamento con una bimba di 4 anni.
La maternità è stata l'esperienza più stressante della mia vita benchè desiderata.poichè spesso da sola (mio marito sta fuori tutele settimane per tre giorni e due notti) ho dovuto sobbarcarmi le responsabilità della casa della bimba oltre che del mio lavoro.In più quando è nata mia figlia mio padre si è ammalato e quindi non ho potuto avere mia madre vicino poichè giustamente doveva assistere mio padre.Quando la bimba ha compiuto 3 anni e io ho cominciato a respirare ho sentito un forte desiderio di cambiare la mia vita.non mi piacevo fisicamente a causa dei kg presi in maternità e mi sono messa a dieta, ho perso 7 kg ma soprattutto mi sono resa conto di cercare l'attenzione di altri uomini cosa che non faceva parte del mio essere. Mi sono resa conto che pur volendo bene a mio marito io non lo desideravo piu e non lo amavo piu.Tramite chat ho conosciuto altri uomini e sono entrata in un mondo nuovo fatto di gente insoddisfatta del proprio matrimonio che vive di tradimenti occasionali perchè ritiene sia l'unico modo per soppravvire alla propria insoddisfazione . Con qualcuno ho avuto brevi storie fisiche. Mi sono innamorata ed ero pronta a lasciare tutto figlia compresa ma la storia è finita. Ho ripreso il rapporto con mio marito poichè visto il grande affetto che mi lega a lui, la sintonia del nostro rapporto (cioè noi andiamo daccordo non litighiamo mai io lo stimo elui....mi ama !) Però continuo a pensare che la vita è lunga e vivere tutta la vita senza passione, senza amore io non ce la faccio. Muoio all'idea di farlo soffrire perchè non lo merita e non voglio far soffrire mia figlia. Mi chiedo se è giusto pensare che "tanto l'amore
finisce" come mi dicono tutti e tirare avanti, se abbiamo una qualche possibilità di recuperare l'amore magari facendoci aiutare da uno specialista o se devo pensare seriamente a separarmi poichè io non lo amo più non lo desidero non voglio più fare l'amore con lui e mi sento attratta da altre persone. Confido in una sua risposta e la ringrazio sin da ora per l'attenzione.
Giovanna


Gentilissima Giovanna,
Non è facile rispondere ad una domanda tanto diretta, come se esistessero solo il bianco e il nero nella vita... Lo vede anche lei, nel suo rapporto di coppia: la passione è sicuramente finita, ma tra voi c'è stima, c'è affetto, c'è sicurezza, e soprattutto c'è una figlia (che voi avete deciso di mettere al mondo e che ora meriterebbe, se possibile, quel minimo di affetto di cui ogni essere umano ha bisogno, per sviluppare quei normali legami di fiducia che servono poi nella vita a superare i momenti difficili. Pensi ad esempio al suo deisderio di avere sua madre vicina durante il periodo della gravidanza e del parto).
Ora, mi sembra giusto che lei cerchi di recuperare la sua femminilità ed anche la sua vita sessuale, perché, come lei giustamente dice, la vita è lunga e non si può vivere solo di rinunce.
Mi sembra però che, ultimamente, su questo punto abbia trovato una certa flessibilità, sia attraverso gli incontri on line, sia attraverso le sporadiche relazioni sessuali. Dunque, quali sono al momento le sue rinunce? Forse quella del grande amore, con un uomo interessante, ricco, passionale, innamorato alla follia? Non voglio dire che questo tipo di persona (anche se è rarissimo) non esista, ma metto fortemente in dubbio che questo tipo di rapporto, al massimo livello, possa durare per sempre. E allora, lei vuole trascorrere la sua lunga vita passando da un uomo all'altro, per selezionare quello giusto, con il quale vivere cinque anni di passione e poi un altro giro di giostra, ricominciando tutto da capo?
Che dire? A me sembra che questa sua visione dell'amore sia un po' troppo idealizzata e che nella realtà non esista. Ognuno contribuisce a rendere la sua vita più o meno bella ed interessante: non dipende tutto dagli altri. Ora, lei ha avuto la soddisfazione di essere madre (il che non capita a tutte le donne, anche se lo desiderano moltissimo), ha un marito che la ama, ha recuperato la sua forma fisica ed è probabilmente in buona salute, ha la libertà di uscire e di gestire le sue cose senza nessuno che la controlli o che la opprima...
Se si sente infelice è solo perché i suoi cattivi pensieri hanno probabilmente conquistato troppo spazio nella sua mente e attualmente le impediscono di guardare alle cose con obiettività e realismo. Provi ad apprezzare di più ciò che ha, cerchi di vedere il bello e il buono che c'è in tutte le cose, anziché fare il contrario: secondo me si potrebbe accorgere di non aver bisogno di null'altro nella vita, se non di quei piccoli cambiamenti che lei stessa potrà portare alla sua esistenza, per migliorarla sempre, al fine di trovare una maggiore felicità, per lei e per i suoi cari.
Cari saluti e tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO INNAMORATO?

Gentile Dott.ssa,ho un problema che mi porto da circa un anno;ho quasi raggiunto la trentina e sto con una ragazza quasi coetanea.attualmente prendo 30mg di paroxetina in seguito ad una depressione,diciamo post-traumatica,conseguenza di una paura di un tumore ai testicoli,inesistente (in realta ho un varicocele).il problema é che sono caduto
in un tunnel e tutte le mie paure piu'nascoste son venute fuori:paura di perdere i genitori,paura di rimanere solo,apatia,rancore verso tutti e cosa che mi fa soffrire di piu',paura di amare e sposare la mia ragazza con tutte le responsabilità che comporta questo impegno che io ritengo sacro!gli sfuggo letteralmente e se la lascio,al suo minimo accenno di sofferenza torno con le lacrime per "salvarla"dalla sua solitudine che la distrugge. Io credo di non amarla perchè quando le sto lontano sono piu' tranquillo,anche se la penso molte volte.non riesco a capire se il muro l'ho creato io con le mie paure,ho effettivamente non sono innamorato. Devo anche dirle che un altra eventuale relazione mi fa paura, perchè dopo l'essere stato rifiutato sempre dalle ragazze fino a 20 anni (in tutto ho avuto 2 storie)mi porta a vedere la figura femminile alterata,non accogliente e comprensibile,ma piuttosto una figura "castrante".La ringrazio anticipatamente per il tempo che mi dedicherà con una sua
consulenza.
Mario


Caro Mario,
Se la sua domanda è: 'sono innamorato'? mi verrebbe da dire di no, visto che sta bene, anzi meglio, quando è lontano dalla sua ragazza e che torna da lei solo per 'salvarla' dalla sua solitudine e dalla sua tristezza. Credo che un rapporto di questo genere abbia poche possibilità di riuscita in futuro. Mi sembra che lei abbia paura di guardare alle cose con un certo realismo, perché trema alla sola idea di doversi rimettere in gioco, ricominciare con il corteggiamento, la seduzione, la sessualità delle prime volte... C'è anche da dire però che in questo momento lei non ha la possibilità di esprimere un pensiero del tutto razionale, un po' per l'ipocondria che la affligge, un po' per l'ansia e la depressione di cui soffre e per le quali si cura. Io direi che una buona idea potrebbe essere, in questo caso, prendersi un po' di tempo, in accordo con la sua ragazza, sospendendo qualsiasi decisione che riguardi il vostro futuro (diciamo almeno sei mesi). Nel frattempo dovrebbe portare avanti le terapie mediche come le consiglierà il suo dottore (anche una psicoterapia individuale ppotrebbe essere utile), dopo di che occorre una valutazione franca e leale della stabilità della vostra coppia, al fine di prendere una decisione condivisa e consapevole.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

ARROSSIRE

Salve sono una ragazza di 26 anni. ho un lavoro di responsabilità che riesco a gestire abbastanza bene, ma un problema che mi rende la vita e il rapporto con gli altri difficile, parlo del mio continuo arrossire ogni qual volta mi sento al centro dell'attenzione o quando qualcuno mi fa delle domande ho problemi a parlare ed essere ascoltata mi sento in imbarazzo quando ho gli occhi e l'attenzione puntati su di me, e quando sento il mio viso prendere fuoco vorrei sprofondare e mi odio perchè sono così, ma sono anche consapevole che ci sia un motivo a tutto questo ma non quale sia. Anche in famiglia spesso arrosisco davanti ai miei ed è una cosa che odio.
La prego mi dia un consiglio, cosa posso fare devo andare in analisi per risolvere questo problema che non mi fa vivere normalmente?!?
Attendo con ansia una sua risposta.
Grazie Giulia.


Cara Giulia,

Dire 'mi odio' non è mai un buon punto di partenza. Prima di qualsiasi altra considerazione dunque, diciamo subito che la prima cosa che dovrebbe fare è recuperare un rapporto di fiducia e di stima verso il proprio sé. Lei ha ereditato un corredo genetico dai suoi genitori ed ha avuto esperienze che fin qui non ha potuto molto controllare, perché giovane e immatura. Da questo momento della vita però, lei dovrebbe diventare parte attiva, capire che ciò che lei è dipende moltissimo anche da ciò che lei fa (o non fa) della sua vita.
Arrossire è una cosa comune, che riguarda almeno una persona su tre e dunque provi anzitutto ad accettare la sua 'normalità': lei non è e non deve considerarsi un caso isolato, unico, incurabile... Si può imparare a gestire meglio le proprie emozioni, senza lasciarsene travolgere e, soprattutto, non bisognerebbe provare vergogna verso il proprio viso che arrossisce, perché questo non può essere sempre controllato. In questo caso infatti entrano in gioco il suo sistema nervoso,gli ormoni, i modelli familiari, le esperienze traumatiche e tante altre cose, che non possono essere tutte cambiate o ottimizzate.
Dunque: occorre imparare a sopportare la frustrazione che si prova nell'arrossire, distaccandosi al punto di non soffrirne più con la stessa intensità. Si impegni a sviluppare un maggiore rispetto per sé stessa, poi apprenda delle tecniche di rilassamento,legga libri di self-help, si sottoponga ad una eventuale psicoterapia, consulti il sito www.clinicadellatimidezza.it....
Tutto questo non potrà che migliorare la qualità della sua vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

MIO FIGLIO

buongiorno, mio figlio pietro ha 6 anni e fa la prima elementare. dopo un mese di entusiasmo sta manifestando un profondo disagio scolastico, legato, in particolare, al rapporto con un'insegnate difficile. il tutto è stato scatenato da una punizione cui è seguita una violenta crisi di pianto e rifiuto della maestra in questione ("è troppo severa").adesso pietro lamenta mal di testa da un mese (già esclusi disturbi gravi con visite appropriate) e nelle giornate in cui c'è la famigerata maestra di inglese (fa solo due ore settimanali) pietro piange a casa, all'ingresso a scuola, si lamenta ripetutamente con le maestre del mal di testa (tant'è che più volte mi hanno telefonato per rassicurare il bambino), nell'attesa della Teacher (come la stessa si autodefinisce) è "nel pallone", come riferiscono le altre maestre di cui ho l'appoggio. preciso che con la teacher ho già parlato, ma è una donna davvero problematica che terrorizza i bambini e che, nonostante i copiosi precedenti, è impossibile allontanare (così funziona la scuola italiana). quindi devo aiutare mio figlio
a superare questo disagio.sono molto stressata ed ho bisogno di qualche suggerimento anche pratico su come comportarmi. benchè io ritenga 1)-che non sempre le difficoltà della vita aiutano a crescere
e possono servire a rafforzarsi, ed anzi alcune - come gli abusi e i soprusi - spesso fanno proprio il contrario; 2)-Che sia scandaloso - e non mi rassegnerò MAI, continuando a sperare di poter contribuire a cambiare il mondo! - che
coloro che lavorano con bambini, vecchi e malati possano sfuggire ad un controllo sulla qualità delle loro prestazioni, arrecando danni a volte irreparabili ad altri esseri umani, tuttavia, dicevo, questo problema è stato anche occasione per fare autocritica e mi sono detta che comunque per il momento (poichè non posso sopprimere l'insegnante) devo aiutare pietro. L'autocritica parte dalla considerazione che sicuramente ho contribuito a rendere pietro fragile, fose assecondandolo un pò troppo nelle sue richieste di protezione . pietro è un bimbo intelligente, molto osservatore e curioso ma è anche molto testardo , puntiglioso, ha diverse piccole manie e rituali (simpatici, per fortuna, ma comunque manie) dai quali fatica ad affrancarsi, è molto immaturo affettivamente, molto mammone, ( si addormenta abbarbicato a mamma, dorme con me da metà notte, tutte cose , lo so, che fanno inorridire gli psicologi, ma prima o poi ce la faremo...)
insomma mi chiedo: cosa fare e cosa dirgli per aiutarlo a superare la sua ansia. Ad esempio: devo "tirargli fuori" il vero motivo dell' ansia o è meglio non insistere dato che lui continua a dire che la scuola non c'entra nulla con il suo mal di testa? e se sì come? cosa altro posso dire o fare e dove mi devo fermare?
mille grazie
caterina


Cara Caterina,

La sua lettera offre molti spunti di riflessione. Cominciamo dall'inizio: la scuola. E' vero che gli insegnanti dovrebbero essere persone competenti non solo nella disciplina che insegnano, ma anche nella capacità di stabilire relazioni positive con i propri alunni. Purtroppo questo non è sempre possibile: chi dovrebbe o potrebbe giudicare la personalità di un insegnante? Anche perché se questo è vero per un insegnante, si figuri quanto può esserlo per quanto riguarda i genitori: dovremmo fare una visita psicologica a tutti coloro che intendono mettere al mondo dei figli?
Secondo problema: Pietro. Non mi sembra che ci siano problemi particolari. Nel percorso scolastico più volte si imbatterà in insegnanti con cui stabilirà un ottimo rapporto e con altri con i quali questo non sarà possibile. Ma questo accadrà in tutte le attività della sua vita: dall'allenatore sportivo al compagno di banco, dall'insegnante di musica all'insegnante di inglese.
Dunque, cerchi di non dare importanza ai mal di testa di suo figlio e di far passare il messaggio che bisogna tentare tutte le strade per stabilire buone relazioni con chiunque in cui ci si imbatta. Quando questo non è possibile è bene non focalizzare troppo l'attenzione su queste persone, riducendo al minimo l'interazione necessaria. Questa Teacher non lo accompagnerà per tutta la vita.
Terzo problema: lei. Mi sembra che lei sia particolarmente apprensiva riguardo all'educazione che ha dato a suo figlio e si senta sempre nella condizione di ricevere critiche: dagli insegnanti, dagli psicologi e chissà da quanti altri. Forse qualcuno le ha fatto osservare che è stata troppo protettiva nei confronti di Pietro e lei per questo sembra avere un senso di colpa. A mio parere non dovrebbe sentirsi in colpa per aver fatto di tutto affinché Pietro potesse ricevere attenzioni ed affetto e non mi scandalizzo affatto se il suo bambino dorme con lei per parte della notte. Suo figlio ha sei anni, non dimentichiamocelo. Tutt'al più mi permetterei di consigliarle di fare in modo che il tempo che passa con lei di notte sia gradualmente sempre di meno e che piano piano lei cerchi di far diventare Pietro sempre più autonomo e indipendente. Piano, piano.
Per il momento la saluto e le faccio tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

FUORI DALLE MURA DI CASA

Buongiorno sono un'uomo di 36 anni ma ne compio 37 tra 40 giorni circa. Sono sposato da 7 anni con una donna di 3 anni più giovane di me. La nostra vita sin da fidanzati è scorsa relativamente tranquilla e devo dire anche appagante. Da qualche periodo però non è più così. Cerco di essere breve. Ho avuto 2 storie extraconiugali, prima con una donna sposata e poi con una nubile. Tutte e due mi hanno dato una soddisfazione immensa specie la seconda perché più della prima mi ha fatto sentire importante in una maniera indescrivibile il tutto
tra l'altro per la maggior parte a base di parole. Ora il peggio, mia moglie vedendomi da circa 2 anni freddo nei suoi confronti, ma di più nell'ultimo anno appunto in occasione della seconda storia probabilmente ha sempre avuto dei sospetti ma forse per la paura di perdermi non mi ha mai impedito di uscire di casa anche se devo dire che spesso mi incontravo con questa persona durante il giorno. Tutto questo per farle un quadro sommario della situazione. Quello che mi ha spinto fuori delle mura di casa è stata la capacità di esprimere dolcezza e sensibilità che in queste persone ho trovato. Non sto dicendo che mia moglie sia una persona cattiva o non mi voglia bene anzi. Però come ho già detto a alcuni miei amici mi sono trovato spesso nella situazione di dover tradurre quello che dicevo e questa mancanza di sintonia ha influito sulla poesia della realzione. Questo forse l'ho saputo da sempre ma anche per una mia
insicurezza verso il mondo esterno ho sempre cercato di gestire la cosa. Però negli ultimi due anni non è più stato così perché tante insicurezze davanti al mondo sono sparite e la facilità di tessere rapporti con le persone, non per ultimo il gentil sesso mi viene molto facile e questo mi ha onestamente mandato allo sbaraglio, perché come le ho detto è come avessi trovato il modo di superare difficoltà che credevo per me insormontabili. Certo questo è dovuto anche alle relazioni che ho avuto e so benissimo che passata l'euforia iniziale tutto torna "come prima" ...
Grazie
Lettera firmata


Gentilissimo,

Mi sembra che lei stia tentando degli esercizi di 'meditazione acrobatica' per cercare delle spiegazioni al suo comportamento, diverse da quelle che immediatamente saltano agli occhi, a me, come sicuramente anche a lei stesso. La mia impressione infatti è questa: finché il rapporto con sua moglie è stato 'caldo', lei non ha sentito l'esigenza di affrontare situazioni nuove, eccitanti ma ansiogene: il solo pensiero evidentemente la inibiva e la dissuadeva dal tentare. Poi qualcosa deve essere successo nella vostra relazione di coppia, probabilmente vi siete un po' allontanati, il rapporto si è intiepidito, avete meno occasioni di avere rapporti sessuali, la mancanza di mistero ha affievolito il desiderio... O altre cause del genere.
Per questo, lei ha preso il coraggio a due mani e, piuttosto che impegnarsi nel 'riparare i cocci' di una situazione coniugale compromessa, ha cercato una via esterna, altrettanto impegnativa, ma più gratificante. Questa prima esperienza le ha fornito delle sicurezze interiori che prima evidentemente non aveva ed allora ha deciso di passare alla fase due, con la seconda persona.
Ora si trova a fare un bilancio di quanto è successo: andare avanti per questa strada, o cercare di salvare il rapporto con sua moglie?
Questo mi sembra di leggere nella sua domanda. Se ho bene interpretato, non posso certo essere io a darle una risposta del genere, che attiene più alla morale che alla scienza: certo è che, prima di gettare definitivamente la spugna, le converrebbe provare una terapia di coppia, per tentare di ristabilire un contatto intimo con sua moglie, una nuova complicità e dei progetti comuni da realizzare insieme. Tentar non nuoce mai... Poi, veda lei.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA DONNA DI VENTI ANNI

Sono una donna di venti anni,credo ke si posso cominciare a dire donna ..Il mio problema consiste nel fatto che non riesco ad addormentarmi prima delle 2 o spesso anche le 3 di notte praticamente da sempre e anche quando sono molto stanca durante la settimana.Questa è diventata un abitudine da quando avevo circa 15 nni. Inizialmente non ritenevo che questo potesse costituire un problema per me e la mia vita perchè riuscivo a fare tutto quello che dovevo fare di giorno,e di cose ne faccio parecchie.Ammetto che la situazione è "peggiorata"col tempo. Da un pò di tempo a questa parte mia madre tende ad attribuire molte mie mancanze e molte cose ke nn riesco a fare o a portare a termine proprio a questi ritmi di vita sballati,come li chiama lei.Io nego.Ho sentito che i disturbi del sonno sono abbastanza frequenti e collegabili a svariate cause,ache patologie come l'anoressia.Io nn sono anoressica e nn soffro di disturbi alimentari.Ma sto cominciando a rendermi conto che è più forte di me,anche se la sera esco e non torno tardi perdo tempo fino a che nn sono proprio diciamo sfinita.A volte è come se nn mi rendessi conto..Quale può essere la causa?cosa aspetto nella notte ke il giorno non mi da?che fare?
La ringrazio - S.


Cara S.,

Forse per lei non è mai ora di andare a dormire perché non è mai contenta di come ha passato la giornata, delle cose che ha fatto (o non ha fatto), degli incontri che ha avuto (o non ha avuto), ecc.
Probabilmente c'è in lei qualche nota di depressione che la porta a non essere soddisfatta della vita che conduce e però, tipicamente, non riesce a trovare in sé la forza di superare queste abitudini, questi comportamenti. Non riesce ad essere, insomma, quella 'donna' che vorrebbe essere, anche per compiacere sua madre.
Se si riconosce in quanto le ho detto fin qui, la cosa mgliore da fare, come ovvio, è quella di rivolgersi ad uno specialista: non perché il suo problema sia 'grave', ma perché una persona esperta può consigliarla nel modo migliore e abbreviare il tempo del suo disagio. Volendo cercare di aiutarsi da sola, le consiglierei anzitutto di cambiare in modo graduale le sue abitudini, cercando di andare a dormire ogni settimana, dieci minuti prima. Stabilisca un programma definito su un calendario o su un'agenda. A che ora va a dormire ora abitualmente? Alle tre della notte? Bene, dalla settimana prossima deve andare alle 2.50 (né un minuto prima, né un minuto dopo). Sono vietati pisolini e sieste, vietato stare a letto, se non durante il tempo del sonno notturno.
Prima di andare a letto trovi un rituale rilassante, da fare tutte le sere: ascoltare musica? Bere un bicchiere di latte? Mettersi una crema? Veda lei.
Una raccomandazione: cerchi di credere in quello che fa. Se non c'è sufficiente motivazione infatti, qualsiasi ricerca di cambiamento è destinata al fallimento.

Auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN BRUTTO PERIODO


Salve, sono una ragazza di 26 anni, vi prego datemi un consiglio perchè sto attraversando un brutto periodo. Ho una storia che dura ben 13 anni (fidanzamento), però è da un anno circa, che mi sono resa conto di non provare più niente per il mio ragazzo, anzi a volte mi infastidisce a tal punto che preferisco stare da sola, non è un periodo
passeggero, anzi più tempo passa e più rendo cnto di non amarlo +.
devo confessare però il fatto che da qualche mese ho conosciuto una persona, anche lui non è libero sentimentalmente, però stiamo parecchio bene insieme, parliamo di tutto e ci confidiamo i ns. problemi, c'è parecchio feeling tra di noi...io sto benissimo con lui ed anche lui mi ha confessato di essersi quasi innamorato di me, mi fa sentire importante ed amata...devo pure ammettere che abbiamo avuto dei rapporti... ed anche sessualmente stiamo benissimo insieme, c'è intesa complicità, quello che manca da parecchio nel rapporto con il mio ragazzo, io non sto bene con me stessa in questo periodo, sento di sbagliare in tutto quello che faccio, ma non ho il coraggio di prendere la situazione in mano e chiudere una storia che dura da così tanto tempo, anche perchè ne soffrirebbero troppe persone, vi prego aiutatemi...molto spesso penso che questa è la mia vita, e dovrei decidere io stessa cosa è giusto o sbagliato per me, quello che mi rende felice o quello che mi fa soffrire, però a volte affrontare questo grande cambiamento mi fa paura per tutto quello che potrebbe scatenare,,,,sia nella mia vita che nella mia famiglia,,,, posso ancora decidere il futuro della mia vita o è ormai troppo tardi?
Vi prego aiutatemi

Cara 26enne,

Probabilmente questa storia che stai vivendo è la prima storia di tradimento che ti capita di affrontare. Non sei, lo si capisce da come ti descrivi, una ragazza che passa da un uomo all'altro con superficialità: hai incontrato un'altra persona e te ne sei un po' infatuata, questa è la realtà. Purtroppo sono cose che capitano, anche quando si è profondamente innamorati.
Dal mio punto di vista è sbagliato pensare che un amore possa rimanere immenso e abbagliante per tutta la vita: anche questa nuova persona, se avessi modo di frequentarla più spesso, di conoscere la sua famiglia, di vederla nelle situazioni più intime, prima o poi ti farebbe vivere le stesse sensazioni che vivi oggi per il tuo fidanzato. Il fatto che, malgrado tutto, questo ragazzo tu non lo voglia lasciare, non necessariamente deve essere letta come una forma di ipocrisia, di falsità, come i tuoi sensi di colpa ti spingono al momento a fare. Potrebbe invece essere la consapevolezza di aver trovato un uomo con il quale vale la pena costruire una famiglia, stabilire un progetto di lunga durata.
La decisione sulla tua vita sentimentale spetta solo a te: io rifletterei però, prima di prendere una decisione drastica, su come cercare di salvare il rapporto che hai con il tuo ragazzo, a prescindere da questa storia che vivi al momento e che, prima o poi, lo sai bene anche tu, è destinata a finire.
Del resto, come si diceva all'inizio,in genere le persone si trovano, più volte, nel corso della vita, ad avere interesse per altre persone fuori della coppia, ma questo non significa che ogni volta si debba sempre ricominciare tutto da capo, ogni volta con una nuova persona...
La fedeltà è un patto, non una legge naturale.

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MIA FIGLIA SI MASTURBA IN CLASSE

salve mi chiamo claudia, e sono la mamma di due bimbe una di 7 ed una di 4 anni, la maestra della seconda figlia mi ha chiamato preoccupata perchè si masturba in classe.ero già al corrente della cosa perchè la piccola ha iniziato molto presto ..cosa devo fare ?è vero come dice la maestra che è riconducibile ad un problema di affettività con me ..nn so se andare da uno specialista o lasciar correre

Gentile signora,

Anzitutto vorrei tranquillizzarla, perché è una cosa abbastanza normale che i bambini piccoli si interessino della loro parte genitale e comincino ad 'esplorarla', magari in momenti non proprio opportuni. Detto questo, sicuramente sarebbe bene cercare di approfondire il caso, se non altro per escludere che vi siano davvero delle problematiche legate all'equilibrio emotivo e relazionale della bambina.
In ogni caso, è evidente che sua figlia compie questi gesti senza la malizia che ci potrebbe mettere una persona adulta, dunque state bene attenti a non farla sentire colpevole, a non rimproverarla, a non punirla: cercate piuttosto di capire le cause di questo suo comportamento, e di porvi rimedio.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI HA L'ANSIA DA PRESTAZIONE

Gentile Dottoressa ho un problema molto grave, o comunque sono io che la faccio cosi lunga. Da circa un anno frequento una persona purtroppo sposata, e quando stiamo insieme a volte non sempre ci capita che lui ha problemi di erezione. Lui mi dice che il problema sorge solo ed esclusivamente con me perche io gli piaccio troppo e dice che gli viene l ansia da prestazione. Può essere questo il motivo oppure e' dovuto al fatto che io non gli piaccio? anche se mi lui mi dice sempre che io sono una gran bella donna e mi vuole un mondo di bene


Carissima,

Che lei non gli piaccia è una delle possibilità, ma credo sia la meno probabile... Altrimenti, visto che non è sua moglie, perché dovrebbe venire proprio con lei?
Visto che si tratta di una relazione extra-coniugale, le cause della disfunzione erettile potrebbero essere ricercate nel senso di colpa che il suo partner potrebbe avere nei confronti della moglie, o anche nel disprezzo che potrebbe provare verso sé stesso, per non saper tener fede ai suoi principi morali, ai suoi valori ecc.
Queste ed altre potrebbero essere le cause psicogene della sua disfunzione erettile. In ogni caso, per capire e risolvere il problema, è sempre consigliabile sottoporsi anzitutto ad una visita andrologica e vedere se, dal punto di vista organico, tutto è a posto. Se non altro per poter escludere alcune ipotesi.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


NON CI STO PIU’ DENTRO

Gentile dottoressa, Le scrivo dopo un percorso di circa tre anni dove mi sono accorto di non "starci piu' dentro" in tante situazioni. Mi sono sposato di corsa perchè la mia ex moglie era rimasta incinta, sto facendo un lavoro (assicuratore) che mi da' continui disturbi d'ansia, che poi collego a tutta la mi storia passata. Vivo periodi di tranquillità, ma basta
poco perchè partano attacchi di ipocondria assurdi o continue ricerche di controllo su tutto cio' che faccio. In pratica sono un nevrotico ansioso.....la cosa che piu' mi disturba è il non niuscire a vivere con tranquillità nemmeno il rapporto con mia figlia.... Mi sembra di essere nel classico cul de sac....sperò si scriva cosi'. Sto lottando ora creandomi una specie di mantra per scacciare i pensieri negativi e catastrofici che spesso si presentano. Vorrei confessare che questa pratica di creare un oggetto neutro dove scaricare le mie tensioni sembra funzionare.... ( cinque giorni che ci provo ). Ma che fatica e quante paranoie che sembra riuscire a scacciare e che poi compaiono trascinando il mio cervello non per verdi prati, ma in mezzo ad una discarica immensa a cielo aperto.
Non chiedo consigli, il mio è uno sfogo, sapendo che devo lottare per tornare la persona serena di prima. Certo iperattiva, ma le mie energie erano canalizzate nel fare. Ora tutto è finalizzato a pensare
Grazie.
Il mio nome è Alberto.


Caro Alberto,

Il suo nome è Alberto, ciò che sta facendo è ‘cercarsi’: è sulla buona strada, non perda la fiducia e l’impegno che ha profuso in questa ricerca e, qualora dovesse accorgersi di non riuscire a farcela da solo, non pensi di essere onnipotente e chieda aiuto.
Tanti auguri per tutto.

Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

GAIO MA NON TROPPO

Salve. Mi chiamo francesco ho 21 anni sono uno studente universitario, studio canto,
ballo, mi piace leggere, scrivere, "pensare"...ho due genitori splendidi che mi amano (anche dopo aver detto loro che il loro figlio, cioè io, è gay), ho due amiche fantastiche...ma manca qualcosa, mi sento solo, perennemente insddisfatto...ho affrontato la mia omosessualita' a 13 anni ero forse troppo piccolo per vivere un infanzia ed adolescenza fatta di segreti, di bugie, di ricerche..., ho conosciuto il sesso troppo giovane ed ho male interpretato quest'ultimo...soprattutto ho fatto sesso con le persone sbagliate.
ho affrontato le derisioni, gli appellativi, gli schiaffi, le etichette a testa alta anche quando tutta un intera classe (a scuola) era rivoltata contro di me. ho affrontato l'anoressia e la bulimia. Ma quest'ultima (la bulimia) credo stia per ripresentarsi...mangio in maniera strana, smisurata e vorace....quasi a voler riempire un vuoto che dentro di me si fa ogni giorno sentire (sono indifferente a tutto..ne gioia, ne dolore, ne collera, ne serenita'...tutto sembra scivolarmi addosso)...adesso non so come affrontare questo problema alimentare...come devo fare per far si che il mio "male di vivere" non sia per cosi' dire saziato con il cibo..visto che dopo mi sento piu' male di prima...non mi accettto e cose del genere......se mi rivolgo qui in questo sito è perche' sono stufo di vagare nel vuoto, con la presunzione di riuscire a farcela da solo....
grazie anticipatamente......
Francesco


Caro Francesco,

Anche lei è una testimonianza della qualità assolutamente elevata dei lettori di psicolinea, di cui siamo veramente orgogliosi. Come si legge dalla sua lettera, lei ha dovuto affrontare diversi ostacoli nella sua vita, ma ha sempre lottato, cercando di non perdere la stima di sé stesso e la voglia di farcela, anche quando si è sentito solo contro tutti. Purtroppo ha dovuto pagare il prezzo di passare attraverso dei disturbi, come l’anoressia o la bulimia, che parlano apertamente del suo bisogno di dominare le sue pulsioni, della sua fatica nel resistere, della sua voglia di mollare tutto e lasciarsi andare.
La sua analisi è lucida, la sua conclusione razionale: non può avere la presunzione di farcela sempre da solo… E allora? Concluda lei.
Cari saluti e tanti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NULLA DI FISICO

Carissima dottoressa,
le scrivo perchè da un po' di tempo ho un dubbio gigantesco e ho anke paura!
Praticamente sono un ragazzo 18enne nn ho la ragazza, perchè ho un problema, nulla di fisico, da un po' di tempo mi eccitano sia le ragazze che i ragazzi, non so potrebbe essere una cosa passeggera ma è preoccupante... no già avuto rapporti sessuali con delle femmine della mia età ed è sempre andato tutto per il verso giusto, ma è da un po' di tempo, come le spiegavo, che vorrei avere dei rapporti sessuali anche con delle persone del mio stesso sesso... e ogni tanto sogno pure si fare sesso con il mio miglior amico. Mi dica che ne pensa, è grave? è una cosa passeggera o sono un bisessuale? GRAZIE A presto!


Caro diciottenne,

C’è una contraddizione abbastanza evidente in quanto mi dice: qualora lei fosse un bisessuale (ripeto, bi-sessuale), come lei pensa, quale ostacolo vi sarebbe nell’avere una ragazza? Il fatto di avere un dubbio gigantesco, o anke una grande paura, in che cosa possono limitarla nella sua vita sessuale? La mia impressione, sinceramente, è che lei abbia si paura, ma non della sua bisessualità, quando delle donne, da lei chiamate non a caso ‘femmine’: questo tono inadeguato e squalificante la dice lunga sulla sua paura di essere giudicato, criticato e magari messo in ridicolo per le sue prestazioni sessuali. Al punto che, tra le varie opzioni possibili, lei sta considerando, a livello di immaginario erotico, anche la via della bi-sessualità, ovvero di una sessualità più ’facile’, più a portata di mano, da consumarsi con soggetti a lei vicini (ad esempio il suo migliore amico). Per farsi passare questa paura delle donne c’è un solo modo: frequentarle!
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

PERCHE’ NON LA LASCIA?


Salve, ho avuto una relazione di un anno con un ragazzo fidanzato (da 10 anni) piu' piccolo di me. Lui mi ha sempre detto che non avrebbe lasciato la sua fidanzata nonostante i vari problemi. nel momento di maggior unione , fisica e psicologica io gli ho detto basta, che volevo qualcosa che lui non voleva darmi . E lui neanche una piega. e questo mi ha ferita molto. Saro' un po' ingenua , ma perche' non lascia la fidanzata? e non mi dica perche' e' innamorato di lei...



Carissima,

Lui non lascia la fidanzata perché glielo ha detto subito, dal primo momento: questo è il patto su cui è nata la vostra relazione. A lei evidentemente andava bene così, o forse ha accettato di frequentarlo pensando che, prima o poi, lei avrebbe potuto usare le sue armi seduttive per farlo ricredere, per vincere sulla sua inconsapevole rivale. Forse è stata ingenua nel pensare di potercela fare, può essere. Ma ora lei ha perso.. Non le resta che lasciare il campo di battaglia.
Imparando da questo errore, il futuro non potrà che portarle consolazione.
Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

QUEL TITOLARE MI FA IMPAZZIRE

ciao.. sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo che fino a qualche giorno fa nonavrei mai pensato di tradire... oggi non lo so piu'... sta nascendo qualcosacon il mio titolare... (non abbiamo fatto ancora niente...)lavoro da maggio conlui.. ma lo conosco da prima... siamo sempre stati amici.. ma nessuno dei duepensava al sesso tra noi!! lui ha 34 anni... ed è l'uomo che dice le cose infaccia... l'altro giorno mi ha bloccata dai fianchi e mi ha sussurratoall'orecchio "mi fai impazzire" io mi sono sciolta.. era tanto che non misentivo dire una cosa del genere... ancora adesso se ci penso mi vengono ibrividi.. cosa devo fare.. aiuto.. io lo farei subito con lui... ma poi come misentirei dopo?? grazie in anticipo...


Carissima,

L'attrazione fisica fra due persone non è dettata dalla volontà, dunque è abbastanza normale che lei si sia sentita eccitata da queste attenzioni particolari ed impreviste, che vengono da un uomo che le piace e le interessa, forse completamente diverso dal suo fidanzato.
Dunque, non vi è motivo di sentirsi in colpa, per il fatto di provare un'attrazione fisica, che dipende più dai suoi ormoni che dai suoi neuroni...
Quanto al passaggio all'atto, è una cosa sua: nessuno la può consigliare. E' lei che deve decidere cosa fare della sua vita ed assumersi le responsabilità dei suoi comportamenti, valutando sempre i pro e i contro.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

L'ARIA CHE RESPIRA

Gent.ma Dottoressa, avrei gentilmente bisogno di aiuto per risolvere un problema che mi sta molto a cuore. sono fidanzata da diversi anni e in un periodo di crisi mi sono affezionata molto ad un ragazzo, più giovane di me,prima in rapporto di amicizia che poi è diventato...amore o meglio, prima attrazione fisica, poi diciamo che anche io sentivo di essere un pò innamorata.Non intendo lasciare il mio ragazzo in qaunto lo amo ancora e fra poco andremo anche a vivere insieme, ma questo ragazzo mi fa sentire forte il peso di questo abbandono, tanto da farmi stare male. Senza me non riesce più a vivere, asorridere e a stare anche fisicamente bene. mi paragona all'aria che respira. Preciso che noi siamo ancora in contatto e qualche volta ci siamo anche visti.lo considero un grande amico ma niente di più. non voglio rompere il rapporto di amicizia con lui ma vorrei farlo stare meglio, vorrei fargli capire che il fatto di non stare insieme non implica l'abbandono totale come persona da parte mia. Le chiedo aiuto perchè questa situazione mi fa stare male..mi sento legata,mani e piedi, sento il peso di essere l'aria che respira.Grazie

Carissima,

Purtroppo credo che non sia vera la storia per cui ci si innamora sempre di una sola persona alla volta e la sua vicenda personale ne è una chiara dimostrazione. Si può amare una persona perché rappresenta la sicurezza, la progettualità, il futuro ed un'altra perché è più debole, perché ha bisogno di affetto, perché la riporta alle coccole della sua prima infanzia.
Viviamo però in una società organizzata sulla monogamia e dunque anche lei, prima o poi, dovrà decidersi a tagliare una delle due storie. Quale? Credo che lei sia abbastanza sicura sulla persona da tenere e su quella da allontanare.
La cosa migliore dunque è quella di non mostrare indecisioni, perché se vuole realmente essere di aiuto a questo ragazzo in difficoltà, non gli deve lasciare nemmeno la possibile speranza che le cose possano restare come sono. Non prolunghi dunque inutilmente l'agonia di questo rapporto, non si nasconda dietro un'improbabile amicizia, si assuma le sue responsabilità e prenda le decisioni che vanno prese. Coraggio!
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PROBLEMA CON LA EX

Sono una ragazza di 24 anni fidanzata da qualche mese con unragazzo che mi piace moltissimo. Premetto che sono di carattere timida e moltoinsicura. Arrivo al punto: il mio ragazzo ha parecchi amici, e ogni tanto escoanch'io con la sua compagnia. Il problema è che spesso è presente anche una exdel mio fidanzato, (si erano lasciati neanche 1 mese prima che iniziasse auscire con me) con la quale è stato circa 6 mesi, una storia iniziata persesso, che poi invece lo avevo coinvolto molto e che poi lui ha deciso diinterrompere perchè lei lo avevo tradito. Il fatto è che io già in compagnia dipersone nuovo non mi sento a mio agio, in più la presenza di questa ragazza micrea un fastidio e una gelosia inspiegabile!! Me la sogno anche di notte! Misogno che lui mi tradisce con lei o che io ci litigo. Come posso fare perrisolvere questo problema, che mi blocca e che mi sta ossessiondando? Aggiungoinfine che il mio ragazzo mi ha detto che non le interessa più, anzi non ciparla praticamente mai...ma questo non fa sparire la mia gelosia nei suoi confronti!Spero di essere stata chiara, Grazie mille dell'attenzione.

Carissima,

La gelosia è un sentimento umano e, purtroppo, procura moltissimo dolore.
Non saprei cosa consigliarle, sul piano pratico, perché bisognerebbe conoscere meglio la situazione ed i personaggi. Dal punto di vista psicologico le posso dire però che le persone più sicure di sé sono anche le meno gelose. Dunque, potrebbe essere un'idea quella di concentrarsi su sé stessa anziché sulla sua rivale, per migliorare la sua autostima e rendersi più forte, non solo in questa situazione, ma nella vita in genere.
Purtroppo è impossibile cancellare tutti i problemi della vita, ma è possibile cercare di rendersi più forti e preparati per affrontarli senza esserne travolti.

Dunque, si dia da fare.
Tanti auguri e cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

OSSESSIONATO DALLE DIMENSIONI DEL PENE

Salve Dottoressa, il mio problema è il seguente: sono praticamente ossessionato dalle dimensioni del mio pene... non che sia piccolo (almeno credo... 16 cm),ma il fatto è che vorrei tanto averlo più grande, almeno 20 cm. Non so ilperchè di questo desiderio, ma la cosa praticamente mi ossessiona, ci penso dicontinuo. Eppure non ho alcun problema a fare sesso con la mia ragazza, e perdi più riesco sempre a portarla all orgasmo...Eppure sono fissato con queste benedette misure! Forse perchè vorrei che alla mia ragazza piacesse il mio pene ancora di più? E anche su questo discorso mi pongo spesso domande a cui non sorispondere. Alle ragazze piace, a livello puramente visivo, il pene? Come un ragazzo è attratto da un bel seno, una ragazza è attratta dal pene? Il vedere o sentire al tatto un pene, la eccita? Io per esempio se vedo una ragazza con una bella scollatura, inevitabilmente dentro di me faccio un apprezzamento e se ils eno non è male mi sento attratto(anche solo dal seno, senza che sia necessariamente una bellissima ragazza). Credo sia normale(se non lo è me lo faccia presente)....per una ragazza è un pò la stessa cosa notare sotto i jeans di un ragazzo il cosiddetto...me la passi..."bozzo"? In pratica vorrei capire se è vero come si dice tra maschi, quelle squallide frasi del tipo "alle ragazze piace il..." o in realtà le piace solo fare l amore come è normale che sia? E il sesso orale lo fanno per il piacere proprio o in realtà non provano nessun gusto? Lo fanno solo per appagare il proprio partner? La mia ragazza ad esempio me lo ha fatto per mesi e sinceramente era pure molto brava...adessopraticamente sono mesi che con le labbra non me lo sfiora nemmeno più.... a me pare assurdo questo!!! Forse perchè il rapporto ormai consolidato le fà pensare che non serva più appagarmi in tutti i miei desideri sessuali? Forse le avrò posto un pò troppe domande e chissà se vorrà rispondermi. Comunque lequestioni principali sono l ossessione per le misure e capire se una donna può essere attratta dai soli genitali.

Carissimo amico,

Quante domande! Se ne fa così tante anche alla sua fidanzata, credo anch'io che questo possa poi interferire sui suoi comportamenti verso di lei. Ma andiamo con ordine.

1. Misure del pene. Le assicuro che questo è un problema assolutamente maschile. Alle donne potrà sembrare un segno di esuberanza fisica e di potenza virile, un pene di grandi dimensioni, così come un torace possente e due bicipiti di ferro... Ma il tutto è completamente slegato dalla sessualità 'pratica'. Non è vero infatti che un pene grande dia un piacere più grande, e dunque nessuna donna associa le misure di lui alla possibilità di avere più orgasmi... E' solo, quando c'è, un piacere puramente estetico.

2. Ossessione per le misure del pene. Questo segnala una grande insicurezza di sé. Recentemente è uscita una ricerca in cui è apparso chiaro che gli uomini col pene piccolo temono più di ogni altra cosa un possibile tradimento della propria partner, a causa della propria 'imperfezione', e per questo sono gravemente angosciati. La cosa è spiegabile solo così : ignoranza profonda della psicologia femminile.

3. Psicologia femminile. E allora cerchiamo di conoscerla meglio, questa psicologia femminile... Cercherò di spiegargliela così: per la donna, l'eccitazione sessuale non è 'periferica', ma 'centralizzata'. Detto questo, se c'è interesse, infatuazione, curiosità, attrazione ecc. verso una determinata persona, c'è l'attrazione verso tutta la persona (compresa, spesso, anche la parte cerebrale). Gli organi genitali maschili dunque, per una donna, sono solo una parte del 'tutto'. E, per una donna, il tutto è sempre più della somma delle parti.

Spero di aver soddisfatto le sue curiosità. Un consiglio: perché non si legge un bel libro di psico-sessuologia sulla donna? Le sue informazioni saranno più scientifiche e la sua ragazza non si sentirà un topolino di laboratorio...

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

E' UN PO' DI TEMPO CHE SONO SEMPRE TRISTE


salve, il mio nome e' e. ed abito vicino m. ho 29 anni e sono impiegata presso una ditta a m. io di preciso cos'e' che ho non so'.e' da un po' ditempo che sono sempre triste, nervosa, addirittura mi capita,adesso spesso,mentro bevo di non riuscire nemmeno a deglutire della semplice acqua e' come avessi un sasso che non fa' passare niente e poi mi viene da piangere per delle cavolate, non mi sento forte per niente, lo sembro ma non lo sono.premetto che la mia vita non e' stata tutta rose e fiori.da piccola ho subito"attenzioni particolari" da uno sconosciuto e anche da un mio parente(che e' morto), ho sempre avuto un rapporto burrascoso con mia madre e mai delle vere amiche e delle vere storie d'amore.non so' piu' che fare, sto' male e basta, mi sembra di non fare niente e costruttivo per la mia vita.secondo lei sto' iniziando una crisi depressiva?
lettera spedita al sito www.psicolinea.it secondo le modalità prescritte. leggi il
disclaimer.


salve e. il disturbo che oggi accusa non è dovuto a depressione, ma è un disturbo d'ansia (peraltro, abbastanza frequente).
quello che lei dovrebbe fare, a mio parere, visto che lavora e dunque ne ha la possibilità, è consultare uno specialista ed intraprendere una psicoterapia.
il trattamento dovrà essere di due tipi: uno volto a risolvere il problema che lei presenta al momento e dunque dovrà essere centrata sul sintomo, attrvaverso tecniche di rilassamento e di decondizionamento. non potrà tuttavia riuscire a trovare un vero equilibrio fino a che non avrà ripreso in mano i fili della sua vita e ripercorso quei momenti difficili di cui mi fa cenno. e' abbastanza frequente che un soggetto che sia stato vittima di abuso sessuale, o anche di semplici molestie, manifesti poi in età adulta i disturbi che lei accusa. peraltro, se lei non interverrà sul suo problema, questo tenderà a cronicizzarsi, rischiando, davvero, un severo stato depressivo in futuro. dunque, non perda altro tempo prezioso e cominci seriamente a prendersi cura di sé.
cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DICE DI NN PROVARE PIU' L'AMORE

gentilissima dottoressa,ho un problema che si sta trascinando da almeno un mese.sono sposata da 2 annicirca e già il mio rapporto sta andando in crisi.il problema è prò di mio marito.dice di NN provare più l'amore che provava prima,nn vuole avere rapporti sessuali,dice di essere confuso su ciò che prova per me,Io continuo a stargli vicino, a parlargli ,so che lui mi vuole bene lo vedo dalle piccole cose che faper me.il nostro è stato sempre un rapporto speciale fatto di complicità,allegria e tanto tanto amore.Io però adesso in questa situazione di incertezzza soffro tanto,ho continui attacchi di ansia,perdita di peso e tanta sofferenza perchè io lo amo come il primo giorno.ho pensato che ci fosse un'altra persona ma lui continua a dire di no e dice che devo avere fiducia in lui,Adesso ha deciso di voler stare un pò da solo,vuole trovare una sistemazione temporanea per voler capire se quello che prova è veramente amore,vuol capire se si può ricominciare tutto.Io però ho una grande paura di perderlo,ho paura di stare senza di lui, ho paura che la sua decisione sia negativa.Tutti i giorni cercodi farmi forza e cercare sempre di stargli vicino senza rancore e cerco difargli capire l'amore che provo per lui,Non so più cosa poter fare.Per favore mi risponda, mi dia un consiglio,...mi aiuti.Grazie..Sara

Carissima Sara,

Direi che, in una rapporto di lunga durata, come spero e vi auguro sia il vostro, qualche sbandamento, qualche incertezza, o 'bassa marea', sia sempre possibile.
Dunque, accetti serenamente questo periodo di 'riflessione' che vuole prendersi suo marito, perché se si sente così confuso è giusto che gli venga data la possibilità di riflettere e di capire cosa vuole fare della sua vita. Tengo a precisare questo ultimo concetto: la SUA vita.
Lei, ovviamente, non può lasciarsi trascinare dalla corrente, se non altro per il rispetto di sé, che deve continuare ad avere e a mantenere anche in questa situazione obiettivamente difficile. Essergli vicino, dirgli di amarlo, quando lui invece sente di 'non provare più l'amore' è un comportamento masochistico che non viene a suo favore, in alcun modo. Per prima cosa, come le dicevo, per il rispetto di sé che lei deve mantenere anche nelle circostanze più avverse, poi perché, se anche lei riuscisse a far nascere in lui un senso di colpa nei suoi confronti, non sarà questo a tenervi insieme. Gli uomini, in questo, sono molto diversi dalle donne.
Una strategia che invece potrebbe essere vincente per fargli superare (nel modo da lei desiderato) questo periodo di crisi, potrebbe essere quella di dirgli: ok, pensaci. Fai pure con comodo, e quando sarai pronto torna da me: a quel punto ti dirò anche io cosa ho pensato e capito di noi in tutto questo periodo.
Sia sempre gentile, ma eviti di raccontargli di sé, mantenga il riserbo su ciò che fa e pensa, su dove va e chi frequenta. Sono strategie di seduzione, che si basano sul cercare di coinvolgere emotivamente il partner attraverso l'interesse, la gelosia, la curiosità, il mistero.
Tanti auguri, davvero.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

QUALCHE AIUTO CHIMICO

Sposato da 10 anni da qualche anno (3) non riesco ad avere rapporti sessuali di nessun tipo con mia moglie. Stiamo bene insieme, non litighiamo praticamente mai se non per questo motivo. Naturalmente non è successo da un giorno all'altro ma un po alla volta ho perso il desiderio di avere rapporti con mia moglie. Non sono sicuro che qualche aiuto chimico possa servire a qualcosa...o no?Saluti Lorenzo


Gentilissimo Lorenzo,

No, non credo che qualche aiuto chimico possa aiutarla a ritrovare il desiderio sessuale per sua moglie. L'aiuto chimico infatti può avere effetto sul suo organo genitale, ma non sul suo cervello.
Il desiderio nasce dal piacere di stare insieme, dall'ammirazione che si prova per una persona, oltre che dalla curiosità, dal mistero, dalla complicità ecc.
Quando tutto questo viene a mancare il desiderio cala e non si può riaccendere.
Mi permetto dunque di consigliarle di non tardare a prendere 'l'ultimo treno', per cercare di salvare il vostro rapporto. Questo ultimo treno è, a mio avviso, una psicoterapia di coppia, che vi aiuti a riscrivere le regole del vostro matrimonio ed a ritrovare il piacere di stare insieme.
Prima di ritrovare il piacere nel sesso infatti, dovrete fare un lungo percorso che richiederà molta dedizione, ad esempio nel cercare di provare piacere 'sessuale' anche senza fare sesso, nel fare lunghe passeggiate insieme parlando di voi, nel frequentare situazioni piacevoli per entrambi, cosa che probabilmente appartiene ormai al vostro passato. E così via.
La coppia stabile e felice non è più fortunata delle altre: è solo quella in cui i due partners ci mettono più impegno.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

TIMIDEZZA

Cara dr.ssa, sono un ragazzo di 20 anni e ho da qualche mese un problemino.sono un ragazzo abbastanza timido e cio' non mi permette di vivere la mia vitacome la immagino.Inoltre uno dei problemi che ho, e' quello di non sapermirelazionare con le ragazze.Infatti,quando conosco una ragazza che mi piace, nonso come prenderla, come comportarmi,insomma, come sedurla.Spero che mi dia una buona consulenza sopratutto su come superare la timidezza con le ragazze equalche consiglio su come sedurle. grazie mille..


Caro amico,

La cosa migliore che ti posso consigliare è un indirizzo internet, anzi due:
www.clinicadellatimidezza.it e il Blog di clinica della timidezza: http://clinicadellatimidezza.blogspot.com.

Qui troverai risposta alle tue domande e suggerimenti utili per come gestire al meglio la tua timidezza.

Cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ATTACCO D'IRA DELLA MOGLIE

Gent.le dott.ssa,Le scrivo dopo un ennesimo attacco d'ira di mia moglie. Sono sconfortato anziangosciato, mi ha chiamato al lavoro sul cellulare urlando incredibilmente inquanto aveva difficoltà a lavorare per un problema al computer. Ha un' attività autonoma (per fortuna) ed era presente, al momento dell'esplosione, mia figliadi 8 anni. Ho l'impressione che in questi casi le si obnubila la mente, perchè non c'è verso di farla ragionare. Mi vede colpevole di questa ed altre situazioni, a torto o a ragione, ma sempre con motivazioni e reazioni eccessive e spropositate. Non riesco più a reggere questa situazione e temo soprattutto per le conseguenze sulla formazione della bambine. Ovviamente rifiuta colloquie/o visite c/o studi di psicologia o consultori. Non so proprio cosa fare. Soc he con poche righe non può, ma per favore mi dica che rischi corre la bambina e soprattutto cosa devo fare. Anticipatamente La ringrazio, confidando in una Sua Risposta.

Gentilissimo,

Tanto per cominciare direi che, se sua moglie si comporta così, non lo fa per capriccio o per cattiveria, ma perché evidentemente è angosciata, depressa, sfiduciata ecc. ecc. Certamente la migliore cosa da fare sarebbe andare a fare una terapia di coppia: lei dice che sua moglie non la vorrebbe... Chi l'ha detto? Ci ha provato, ad esempio, a proporre un appuntamento congiunto, almeno uno, tanto per chiedere un parere ad un esperto, che possa vedere la situazione dal di fuori e dare dei suggerimenti utili? Può darsi che, messa così, sua moglie non rifiuti. Del resto, non credo sia così felice da rinunciare ad una speranza di cambiamento. Dunque ci provi: questo è il consiglio migliore che posso darle. Se proprio non ci fossero possibilità, provi lei a fare qualcosa, cercando ad esempio di capire cosa sta accadendo nella vostra coppia ed in che modo porre rimedio.
Per farlo, le consiglierei di leggere ad esempio il bellissimo libro, anche se datato (1967) di Paul Watzlawick, Pragmatica della comunicazione umana. In questo libro scoprirà che in una relazione non vi è mai un rapporto lineare di causa-effetto (tu fai così ed allora io mi comporto così): la relazione umana è un sistema dove i comportamenti sono circolari. Di un cerchio, lei può dire dove comincia e dove finisce? E' così anche nella vostra relazione di coppia: non è possibile stabilire cosa viene prima e cosa viene dopo, chi infastidisce e chi è infastidito. Ciascun partner agisce e reagisce al comportamento dell'altro/a. Per uscire da questo empasse, provi dunque a cambiare lei per primo nei suoi atteggiamenti e vedrà che sua moglie cambierà di conseguenza, per la legge della circolarità.
Quanto a sua figlia, ça va sans dire: in una famiglia felice i figli crescono con minori problemi!
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

EIACULAZIONE PRECOCE

salve, sono un ragazzo di 21 anni e sono fidanzato da qualche mese con unaragazza di cui sono veramente innamorato. durante i rapporti con lei mi capitamolto spesso di eiaculare poco dopo averla penetrata e quindi mi comincio achiedere se non possa trattarsi di eiaculazione precoce. Secondo lei devo eseguire un qualche tipo di analisi ed eventualmente qualche terapia o forse cercare di essere ancora più rilassato e pensare che la volta dopo andrà meglio?grazie

La seconda che hai detto!
Grazie a te. Ciao

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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