DONNE CHE PENSANO TROPPO...
Gentile dott.ssa,da qualche tempo (circa 6 mesi) soffro con maggiore
insistenza credo di disturbi d’ansia. La mia mente pensa che mi verrà un
dolore al petto per un infarto e sebbene questo dolore io non lo
avverta, perché grazie a Dio non soffro di problemi cardiaci, ho
tuttavia la spiacevole sensazione che stia arrivando. A volte sento
all’altezza dei due seni come una scossa elettrica e questo mi mette
paura, ma poi tutto passa in pochi secondi e torna tutto come prima. So
che probabilmente questo fastidio è dovuto alla rettilinizzazione che ho
del tratto cervicale, ma la mia mente galoppa e non riesco a
fermarla.(Vorrei dire che tre anni fa c.a. è morto un mio amico di 22
anni di infarto e mio cugino di 28 anni ne ha avuto uno dovuto a un
batterio). Come può succedereuna cosa del genere? Sebbene io sappia che
non è un infarto la mia mente pensa così ossessivamente che quasi
avverto una sensazione che non c’è. Ho paura che a furia di pensare così
ossessivamente alla fine mi venga davvero. Sarebbe possibile una cosa
del genere?? E come posso fermare i miei pensieri? So che è solo una
questione psicologica perché mi rendo perfettamente conto che quandoho
la mente impegnata in altre cose non sento niente e sto benissimo.
Ultimamente sto cercando di controllare queste sensazioni negative, ma
èdifficile. Ho contestualizzato il mio malessere, ho 32 anni, vivo in
una zona disagiata del sud, non ho un lavoro stabile(in passato ho
vissuto e lavorato in grandi città italiane ed europee) e neppure la
possibilità economica per realizzare dei piccoli desideri quotidiani,
come andarmene a vivere da sola,non ho un fidanzato con cui condividere
la mia quotidianità. Sono comunque una persona molto attiva socialmente,
sono impegnata in politica e nel volontariato sono apprezzata
socialmente ma io penso di avere soltanto molti oneri e pochi onori. In
sostanza penso che inconsciamente io voglia uccidere me stessa per come
sono ora (premetto che il suicidio non è nei miei pensieri anche se non
mi sento motivata a vivere). C'è in effetti un’altra cosa che ho preso
in considerazione… è un segreto dicui non ho mai parlato a nessuno,
soltanto qualche tempo fa ho dovuto scrivere un accenno sul mio diario,
perché so che non parlandone è peggio. Questa è la prima volta che dico
questa cosa. Mio padre ha avuto tempo fa una storia extraconiugale ed io
l’ho scoperto leggendo un sms sul suo cellulare. Questo mi ha fatto
soffrire molto però non ho mai versato una lacrima, non ci riesco
neppure ora. Ora la situazione si è stabilizzata e penso che mio padre
abbia di nuovo solo mia madre, e non so dire che cosa provo per questa
storia passata (è successo un annetto fa). Vorrei capire se la mia
situazione è risolvibile in poche battute e quindi posso farlo anche da
sola, autogestendomi, oppure se ho bisogno di un aiuto serio. Dove vivo
non conosco professionisti bravi l’unica di cui ho fiducia è la
psicoterapeuta con cui collaboro, ma è il mio “capo” e dunque non credo
sia indicato parlare di queste cose con lei, sebbene ci lega un rapporto
di stima e amicizia.
Carissima,
Lei è una ragazza molto intelligente, colta, sensibile; mi permetta però
di trovarle anche un difetto: lei pensa troppo!
Martin Seligman, che per anni ha studiato l'ottimismo, si è reso conto
che le donne tendono più degli uomini alla depressione e al pessimismo
perché hanno questo particolare difetto di pensare 'troppo'. Cosa
significa questo in termini psicologici e che cosa si può fare per
risolvere il problema?
Anzitutto bisogna concentrarsi di più sulle cose pratiche della vita che
su quelle teoriche. Quando lei sente il dolore al seno e pensa ad un
infarto imminente, è inutile cercare di ricordare le nozioni di
medicina, perfino pericoloso 'razionalizzare' la paura pensando a delle
possibili cause organiche... Tutto ciò la porta verso l'ansia,
l'insicurezza e l'ipocondria. Meglio, molto meglio è invece cercare di
dedicarsi ad un passatempo, ad un'attività piacevole. Le piace
dipingere, leggere, scrivere, cantare, ballare e così via? Bene, faccia
'quella cosa' nei momenti di difficoltà, anche se non le va di farlo,
anche se non si sente motivata. Spinga sull'acceleratore, superi
l'ostacolo, vada avanti.
E' inutile stare a pensare alle delusioni avute in famiglia, ai
possibili traumi infantili: tutto questo è valido se si sta facendo
un'analisi personale ed allora tutti i legami familiari, particolarmente
quelli legati all'infanzia, andrebbero ripensati e rivissuti... Ma lei
sta facendo l'analisi personale? No, mi pare. E allora cerchi piuttosto
di guardare avanti, di porsi degli obiettivi concreti. Se la sua città
non le offre il futuro che desidera, la cambi: lo ha già fatto in
passato, può farlo ancora. Si cerchi il lavoro che è adatto alle sue
capacità e ambizioni, costruisca la persona che vuole essere... E vedrà
che tutto quello che oggi tanto la spaventa passerà.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN'ANZIANA PARTICOLARMENTE SEDUTTIVA
Gen.ma Dottoressa,tempo fa mi è successo un fatto che non mi
aspettavo.Sono andato a far visita ad una signora amica di famiglia, che
come sempre mi ha accolto con molta gentilezza. Però quella volta aveva
un'espressione del viso diversa dal solito, emanava una luce
particolare. Ed anche una volta seduti l'uno di fronte all'altra, lei
chiudeva e apriva leggermente e con ritmo costanta le ginocchia.
Sembrava proprio che desiderasse fare l'amore con me. Il fatto è che lei
ha 79 anni; è possibile che a quell'età una donna abbia ancora voglia di
fare l'amore? E con un uomo che potrebbe essere suo nipote?Grazie per
l'attenzione, cordiali saluti e complimenti!
Markus
Caro Markus,
Non saprei dirle: i gesti e le espressioni che mi descrive mi sembrano
decisamente seduttivi, ma potrebbe essere semplicemente il bisogno
narcisistico di sentirsi apprezzata, di piacere ad una persona più
giovane, la vera motivazione di tali 'segnali'. In ogni caso, mai dire
mai...
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO TRADITO MIO MARITO SENZA SENSI DI COLPA
Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi
amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non
ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri
di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo
riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta
nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che
appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo?
Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul
sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre
famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)
Gentilissima,
Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente
riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura
umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche
contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta
di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per
tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto
del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc.
Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può
essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di
insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di
ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di
nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di
fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei
e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere
le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente,
molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non
tradirla (forse!).
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA BELLISSIMA STORIA IN CRISI
Dopo 12 anni di vita insieme molto felice, in seguito a gravi
problemi giudiziari, mio marito cade in depressione profonda: io lo
aiuto e sostengo.Lui mi dice di sentirsi in colpa per non avermi saputo
proteggere. Poi scoproche da poco ha instaurato una relazione, mi dice
tr le lacrime che lei nonconta nulla, che però era divertente, che con
lei non pensava ai problemi; lalascia comunque subito. Cado anche io in
depressione, perdo letteralmente lavoglia di vivere, divento apatica e
mangio pochissimo, vomitando anche quelpoco. Mi scuoto quando mi rendo
conto che rischio la mia vita.Cambio lavoro, miallontano da casa anche
per lunghi periodi; lui nel frattempo è in crisi con sèstesso, per
avermi tradito, perchè dice di volere recuperare sè stesso ma nonsa come.Ora
lui sta meglio: si dice pronto a ricominciare, che rivuole lanostra
vita, di non avermi tradito perchè infelice con me. Io sto sempre
male:nella mia testa emergono all'improvviso ricordi dell'accaduto.Odori,
suoni,nomi, luoghi, ricorrenze mi gettano nello sconforto più profondo
facendomicredere che tutto sia perduto. Non posso vedere il suo migliore
amico, chesapeva;evito il suo ufficio, dove mi sento male(nausea). A
tratti sentonosstalgia della nostra forte intesa e complicità, del
nostro amore. A trattisento che nessuno, nemmeno i genitori, sono
importanti: se ci sono bene,altrimenti è lo stesso. Non sono mai stata
così anafettiva. Desidero veramentericostruire il mio matrimonio perchè
credo profondamente in noi due comecoppia.Può essere che soffra di
depressione post trauma o il troppo dolorepatito rendono impossibile
ricostruire la nostra bellissima storia? Come posso uscire da questo
tunnel?
Grazie
Gentilissima,
Una 'bellissima storia' non può finire a causa di un tradimento fatto
così, 'per ridere, per non pensare ai problemi'...
Evidentemente, il lungo periodo di problemi giudiziari ha influito,
cambiato, logorato, il vostro rapporto e le vostre persone: suo marito,
tradendola, può aver cercato, a suo modo, di superare la depressione,
ritrovando interesse per la vita ed umore positivo. Ha sicuramente
sbagliato, ma non si tratta di un errore irrimediabile. La sua persona,
la sua dignità di moglie non ne esce delegittimata, offesa, ferita: il
tradimento, specialmente nei rapporti di lunga durata, è un fatto con il
quale - purtroppo - occorre imparare a fare i conti, anche nelle più
belle storie d'amore.
Per ricostruire il vostro rapporto il primo passo che lei deve compiere
è il perdono. Perdonare non significa dimenticare, ma fare in modo che
il dolore non faccia più male. E' come quando ci si cura una grossa
ferita: lo si fa perché smetta di sanguinare, non certo perché essa
possa scomparire, senza lasciare traccia... La sua cicatrice continuerà
a far parte di lei e le ricorderà sempre il motivo di un'antica
sofferenza, anche se, nel tempo, non le farà più male.
Se lei riuscirà a liberarsi dai sentimenti di vergogna e di
risentimento, potrà utilizzare le sue energie non più per piangersi
addosso, ma per ricostruire la sua vita, magari ripartendo proprio dalla
vostra 'bellissima coppia' (che tale rimane, nonostante tutto).
Cerchi anche di chiedersi se possono esservi state delle sue possibili
responsabilità nella scelta compiuta da suo marito: pur nell'asimmetria
delle reciproche colpe, può darsi che qualcosa di poco funzionale nel
vostro rapporto sia attribuibile anche a lei... Del resto, nessuno è
perfetto e i comportamenti sbagliati non riguardano mai una sola persona
nella coppia.
Guardi dunque a questa storia che riguarda il vostro passato con
sufficiente distacco, con prgamatismo. Non si lasci travolgere dalle
emozioni negative: sia costruttiva, creativa: del resto suo marito
mostra rammarico per quanto è successo, le chiede di scusarlo, le dice
che crede nella vostra unione... A quale altra prova del fuoco lo vuole
sottoporre ? Continuare a mostrarsi anaffettiva, inappetente, depressa
potrebbe essere solo un modo per cercare una vendetta, alimentando i
rimorsi del fedifrago... Ma a chi giova?
Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO UN RAGAZZO OMOSESSUALE
Ho 23 anni ,sono un ragazzo omosessuale che ha inziato ad accettarsi
da quando si è innamorato per la prima (e unica) volta (un anno fa) di
un bellissimo uomo di 43 anni.per 5 mesi siamo stati insieme fin quando
a causa di una gelosia irrazionale e infantile ,(l'ho ossessionato) mi
ha sbattuto fuori casa sua. per mesi ho continuato ad assillarlo e lui
si è allontanato sempre di più, dicendomi che lo avevo spaventato e che
voleva tempo per sbollire tutto. Dopo un anno ci stiamo rifrequentando
come amici (anche se l'ultima volta abbiamo ceduto all'attrazione) IL
mio timore è che lui non mi voglia bene neanche come amico. Infatti è
venuto a trovar il suo amico (ex fidanzato) e non voleva che ci
incontrassimo perchè dice che si vergognerebbe a dirgli che ci stiamo
vedendo dopo quello che gli ha raccontato di me (nel periodo in cui lo
assillavo). il sabato sera ci siamo incrociati e mi ha appena salutato
con un occhiolino(da dire però che stavo con i miei amici che non sann
della mia omosessualita) vorrei sapere come si può interpretare questa
situazione. una persona che mi ha allontanato per un anno è mai stato
innamorato di me (io ero pronto a mettere la mano sul fuoco ) e ora come
faccio a capire che mi vuole bene come amico e non è solo un modo per
accontentare la mia richiesta (sono stato io a chiedergli di essere
amici) .
Gentilissimo,
Credo che lei sia ancora innamorato, affascinato, infatuato, attratto
(scelga lei quale aggettivo si presta più al suo caso) da questa
persona. Non si può essere amici se vi sono queste condizioni.
Come non può esistere vera amicizia fra uomini e donne , allo stesso
modo, non può esserci tale tipo di rapporto fra due persone dello stesso
sesso, che vivono una condizione di omosessualità.
Se lei prova a leggere dentro sé stesso, forse si accorgerà che questa
richiesta di amicizia nasconde il desiderio (o il tentativo) di
riallacciare il rapporto con il suo ex, di riparare all'errore
'infantile' della gelosia (il che è piuttosto un errore umano, quando si
è innamorati).
Se lei tiene veramente all'amicizia di questa persona, deve dimostrare
di saper vivere senza di lei: la vera amicizia è anzitutto un rapporto
disinteressato.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO UNA POVERA PAZZA?
Sono L.e ho 21 anni. Alla fine di giugno ho cominciato a sentirmi
male..passavo le mie giornate a letto,depressa. Avevo paura di essere
uccisa da chiunque,oppure di perdere il controllo,su di me e sugli
altri. Avevo paura dipensare a queste cose perchè so che sono
sbagliate.. Io vorrei vivere serena come gli altri,senza la paura di
poter far male a me o agli altri in modo irrimediabile.. Questi disturbi
che ora non mi danno pace(mi rendono difficile lo studio) sono tornati
dopo qualche tempo di relativa serenità e di norma li sento meno forti
ad es.se esco con qualcuno che riesce a distrarmi..Secondolei cosa
dovrei fare?c'è la possibilità di guarire da sola?sono cose di cui mi
vergogno a parlare,quasi che parlandone diventassero troppo
grandi,ingestibili,senza via di uscita..quasi che parlandone le persone
mi considerassero una povera pazza.La ringrazio di cuore.
Gentilissima L.,
Lei non è sicuramente una povera pazza, ma è una persona che non non
deve cercare di curarsi da sola. Esistono ottimi farmaci ed ottime
psicoterapie per superare questa sorta di nevrosi ossessivo-compulsiva,
che la porta a pensare delle cose che non la aiutano a vivere meglio e
che oltre tutto interferiscono pesantemente sulle sue capacità attentive
e sul tono dell'umore.
Ne parli tranquillamente con il suo medico di base, che saprà
indirizzarla al meglio.
Cari saluti,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL COMPLESSO DI POLLICINO
Sono uomo di anni 42, ho da sempre sofferto il complesso di "pollicino"
avendo un pene di appena 11 cm. il primo rapporto sessuale l'ho avuto
all'età di 28 anni con una donna che rimase con me per ben 7 anni. poi
l'oblio e la disperazione. 4 anni fa conobbi una donna che mi fece
perdere la testa. nacque dolorosamente una relazione che durò pochi
mesi. da questa relazione io ebbi una figlia (bellissima). Oggi la mia
vita è arricchita da questa bambina stupenda (anche se con molti
problemi, anche legali, visto che poi la madre ha avuto 1 altra figlia
da 1 altro uomo e poi si è lasciata anche conquest'ultimo) ma nonostante
la figlia la mia vita è incompleta ed io sono infelice e stanco di
esserlo.. devo prendere in mano la mia vita e completarla con una vita
sessuale soddisfacente altrimenti finirò per coinvolgere anche la mia
bimba che può avvertire il mio stato d'animo "triste" e problematico, ed
inoltre non è giusto che 1 uomo viva a metà con uno stato d'animo sempre
sottotono con scivolate depressive. Ad oggi psicologi e visite mediche
non sono servite un gran chè.. che strada mi consigliate di
intraprendere? Grazie per un prezioso consiglio.
Gentilissimo,
La 'sindrome del pene piccolo', come più spesso viene definita in
termini medici e scientifici, riguarda persone con poca fiducia in sé
stesse. Infatti, il solo misurare la lunghezza del proprio pene
significa attribuire importanza e fiducia più a fattori esterni che alle
proprie capacità individuali di gestire una relazione sessuale
soddisfacente con un'altra persona.
Che le sue dimensioni genitali contino poco o addirittura nulla lei ha
potuto constatarlo dal fatto che la sua prima donna è rimasta con lei
per tanti anni e che con una seconda donna (che le aveva 'fatto perdere
la testa') lei ha potuto avere rapporti completi, fino addirittura alla
nascita di questa bambina (il che dimostra che, sotto l'aspetto
organico, lei non ha alcun problema).
Nessuno le vieta dunque di avere una vita 'normale' e una relazione
sentimentale e sessuale soddisfacente: il suo unico limite dipende da sé
stesso, dal suo senso di insoddisfazione e forse anche dall'invidia per
chi è maggiormente dotato.
Non so cosa significhi per lei 'medici e psicologi che non sono serviti
a niente'. Che tipo di consultazioni ha richiesto? Quali percorsi
psicoterapeutici ha intrapreso? Quali erano i suoi obiettivi? Se il suo
sogno segreto era quello di migliorare, con medicine e psicoterapie, le
dimensioni peniene, posso capire il suo senso di sconfitta...
L'unico consiglio che mi sentirei di darle è quello di cercare di
valorizzare ciò che lei ha, invece di passare la vita a maledire ciò che
non ha. L'organo sessuale di cui è dotato funziona perfettamente, le ha
permesso di diventare padre e potrebbe ancora darle molto piacere e
soddisfazioni, assolutamente non quantificabili in centimetri: butti via
il centimetro e cominci a vivere davvero.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GRANDE CONFUSIONE
Mi trovo in un un momento di grande confusione e neppure io so come
mi trovo qui a scrivere, ma non so a chi rivolgermi in questo momento ed
ho veramente bisogno di aiuto. Da circa un mese mio marito non ha voglia
di fare l'amore con me allora due giorni fa invece di accontentarmi
delle solite risposte evasive l 'ho incalzato e ne è uscita un fiume
paradossale di parole che hanno contraddetto tutto quello che abbiamo
vissuto e ci siamo detti fino a non più di un mese fa in cui ero
ricoperta di attenzioni di parole di amore e di progetti da fare
insieme. Bene due giorni fa mi ha detto che non mi ama più e se n'é
accorto da circa un mese e che non vuole accontentarsi di una vita in
cui non sente più le "farfalle nello stomaco" ed insieme ad altre parole
sullo stesso tono il suo sgurdo mi rimanda ripugnanza e disprezzo come
se fossi diventata l'ombra del diavolo. Io non capisco cosa succede e
lui si chiude sempre di più ed è arrivato a dirmi che forse è meglio se
me ne vado di casa perché così potrò dargli tempo di capire e di
chiarirsi; poi ci ripensa e vuole che resti perché vuole riprovare
chiedendomi temp. Il giorno seguente siamo dacapo presi in una
discussione in cui io lo incalzo perché ho paura di perderlo e ancora la
cosa degenera e mi chiede di andarmene. Abbiamo passato un ultimo annoi
duro per problemi economici il lavoro che lo assorbe completamente e ild
ediserato figlio che nonostante cure su cure non arriva. Ho pensato che
fosse stato un anno pesante e che soffrisse di questo, ma lui mi dice di
no. Gli ho anche chiesto se c'è un'altra ma mi continua a dire di no.
Adesso me ne sono andata e non so se chiamarlo o meno o meglio sto
malissimo e non so cosa fare..........se non chiedere questo piccolo
aiuto a voi. grazie nenia.
Cara Nenia,
La prima cosa da fare è tornare a casa: a meno che lei non si senta come
un pacco postale, che può essere accettato o respinto in qualsiasi
momento, direi che la cosa più importante è tornare nella sua casa e
decidere, con calma, del suo e del vostro futuro.
Sicuramente un figlio che non arriva è causa di forti tensioni ed anche
il rapporto sessuale perde di spontaneità: occorre rispettare tempi,
metodi, posizioni che non sempre favoriscono il piacere sessuale.
Difficile, quando si cerca un bambino che non arriva, sentire 'le
farfalle nello stomaco' ogni volta che ci si avvicina al/alla partner
per avere un rapporto.... Del resto, dei momenti di crisi possono
capitare a tutti ed ancor più durante un rapporto di lunga durata: le
persone e le abitudini cambiano durante la vita matrimoniale; nascono
nuove esigenze e nuove inquietudini, per cui occorre realisticamente
essere sempre pronti ad affrontare periodi di 'bassa marea', in cui non
sempre si intravedono soluzioni accettabili per poter rimanere insieme,
con reciproca soddisfazione. Tutto però può essere risolto, con
pazienza, determinazione e fiducia: in sé, nel partner e nella propria
unione.
Le consiglierei dunque di evitare di 'incalzare' suo marito, portandolo
ad affermare cose in cui forse non crede neanche lui e facendogli
prendere decisioni affrettate, come quella di mandarla via di casa.
La cosa migliore da fare al momento è tentare una terapia di coppia, che
possa servire a chiarirvi le idee.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RELAZIONE INTENSA MA PLATONICA
Buongiorno ho 40 anni e sto da 14 anni con un uomo che amo, oltre ad
avere 2 figli. Improvvisamente, 3 mesi fa, scopro che lui sta
intrattenendo da 4 mesi una relazione di grandissima intensità emotiva,
ma platonica, con una donna sposata e con figli. Scoppia il finimondo,
richieste spiegazioni, il mio compagno cade in un'angoscia profondissima
per il terrore di perdermi. Dice che sono l'amore della sua vita e che
mai ha considerato quella storia come alternativa, ma secondaria sempre
al nostro rapporto primario; per questo, aggiunge, sempre inserita in
paletti, ovvero limiti emotivi che miravano a difendere la nostra
relazione, centrale per lui. Si assume la situazione, la mia sofferenza
e confusione, si apre tra noi un dialogo serratissimo, un rinnovato
sentimento d'amore e consapevolezza di stare insieme. Lui sente di voler
anadr da una psicoterapeuta per ricollocare emotivamente i pezzi di
questa situazione; poi, terminata la prima fase d'urgenza, dice di aver
integrato il senso di questa storia ecomincia un'analisi per
comprendersi meglio. Tutto bene, ma la coppia. Mano a mano affrontiamo i
problemi nel qui ed ora. Ma il mio compagno sembra non considerare la
nostra una crisi di coppia e per me lo è sempre di più, perchè non so
farmi una ragione di come siamo arrivati a questo. Come può essere una
crisi di coppia affrontata solo su fronti individuali? come riportare i
percorsi individuali nella coppia? E poi, esiste una storia di coppia
che in qualche modo ci ha condotto a questo? O devo considerare che è
stato un episodio che non dipende da noi?Sono andata da una terapeuta
con una domanda di percorso individuale e lei mi ha ha fatto chiaramente
capire che quello che cerco è un percorso di coppia, ma non ho il
coraggio di proporlo al mio compagno, che sembra consideri già
sufficiente il modo in cui stiamo affrontando le cose tra noi. Ma io mi
chiedo:14 anni hanno condotto a questo Non è forse il caso di capire
cosa mancava nella coppia? E comunque non metto in dubbio l'amore che
c'è tra noi. Cosa succede? Perchè preferisce assumersi una
responsabilità individuale che affrontare il percorso di coppia? Diana
67
Cara Diana,
Chiaramente non so rispondere alla sua domanda, perché non conosco suo
marito, né la vostra storia di coppia, a parte quanto lei mi ha scritto
in questa mail. Basandomi dunque sui contenuti della sua lettera, posso
solo proporle qualche riflessione.
La prima è che forse state prendendo troppo sul serio 'quello che è
avvenuto': una relazione platonica, dopo 14 anni di vita comune è
davvero il minimo di quanto possa capitare anche alla coppia che si ama
dell'amore-più-intenso-che-ci-sia.
Non credo dunque che lei dovrebbe fare il 'finimondo' per questa storia,
anche se è sicuramente lecito chiedersi come mai il suo compagno abbia
sentito l'esigenza di imbastire una relazione con un'altra donna,
seppure platonica. Non necessariamente la risposta sta nella vita di
coppia: il suo compagno potrebbe ad esempio attraversare il periodo
della mezza età, in cui si cominciano a fare i bilanci della propria
vita e potrebbe aver scoperto di non essere sufficientemente soddisfatto
di quanto è riuscito a costruire. Se questo fosse il caso, pensare ad
un'altra donna potrebbe averlo aiutato a superare un momento di leggera
depressione, dal quale non riusciva ad uscire in altro modo.
Naturalmente questo è solo un esempio di quello che potrebbe essergli
capitato a livello individuale; molte altre possono essere le cause di
questo interesse per un'altra donna.
A livello di coppia invece potrebbero esserci altre problematiche, sia
nella relazione interpersonale, sia in quella sessuale, ma anche qui è
difficile poter dire cosa stia funzionando poco nel vostro rapporto.
Il fatto che suo marito insista per fare una terapia individuale: come
interpretarlo? Non so: sembra che lui si colpevolizzi molto per quanto è
accaduto, sentendosi forse 'portatore sano' del vostro problema di
coppia. Del resto lei nella lettera non avanza alcun tipo di
autocritica, alcuna riflessione critica su suoi possibili atteggiamenti
o comportamenti sbagliati ed il fatto che la psicologa le abbia detto
quello che lei riferisce, sembrerebbe confermare questa ipotesi: che lei
non sia sufficientemente motivata ad affrontare un percorso terapeutico
individuale, essendo unicamente disposta a cercare 'il problema' nella
vita di coppia e non in sé. Concludendo dunque, direi che dovreste
anzitutto sdrammatizzare, non parlare più dell'accaduto e poi, se
possibile, iniziare una terapia di coppia, per stabilire nuove regole
nel vostro rapporto e facilitare la comunicazione, che in questo ultimo
periodo si è mostrata probabilmente troppo carente. Sarebbe meglio che
il terapeuta della coppia fosse diverso da quello che ha in cura suo
marito. Del resto, se lui sente di avere un problema e lei no, perché
impedirgli di curarsi?
La saluto cordialmente.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SUPER-CONFUSA
Buongiorno , sono fidanzata con un ragazzo super ma da qualche tempo a
questa parte non ho più voglia di fare l'amore con lui . Questa
situazione mi fa soffrire molto perchè sto facendo del male all'uomo che
amo....Lui mi ha anche chiesto di andare da un sessuologo insieme ...ma
non so...Sono sempre stanca la sera quando lo vedo e l'idea di farlo non
mi va...mi invento delle scuse assurde...il week end invece lo faccio...li
per li mi piace ma poi penso : bon il mio dovere l'ho fatto....per un pò
sto tranquilla....non provo mai l'orgasmo e comunque non ho mai pensato
che il sesso sia bello...potrei farne a meno . .. non sono più
innamorata ? boh...sono superconfusa...cosa ne pensa ? Grazie . D.
Cara D.,
Certamente è difficile pensare bene di una cosa che praticamente non si
conosce. Se lei non ha mai provato l'orgasmo in realtà non ha mai fatto
l'amore, in quanto il piacere del suo ragazzo non può essere certamente
appagante e motivante come il piacere provato su di sé.
Prima di andare da un sessuologo tuttavia, le consiglierei di leggersi
qualche buon libro sulla sessualità, ricco di informazioni e di
illustrazioni 'esplicite'. Può darsi infatti che il suo disinteresse per
la sessualità non l'abbia portata ad approfondire la conoscenza del suo
corpo e delle sue zone erogene: da qui il disturbo da desiderio sessuale
ipoattivo.
... Se poi neanche questo dovesse funzionare, non rimane che prendere un
appuntamento da un sessuologo.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL SEGRETO DI FAMIGLIA
Sono la mamma (lavoratrice dipendente) di una bambina che a maggio
compirà nove anni e che qui chiameremo Miriam per mantenere l’anonimato.Non
so come, quando e con quali parole spiegarle la ns. situazione familiare.Il
mio compagno, padre di Miriam, con il quale conviviamo solo da 2 anni,
haaltri due figli dal suo precedente matrimonio di cui la bambina
ignoral’esistenza.Da premettere che ho 43 anni, lui 67, i figli 36 e 37
sposati con prole.Penso che ormai sia giunta l’ora che Miriam venga a
conoscenza di questa situazione, ma non trovo mai il coraggio di
affrontare l’argomento o prendere spunto da una conversazione in corso
per informarla che il suo papà ha altri due figli, che lei non conosce e
che non vogliono conoscerci (almeno per ora);per non parlare della ex
moglie che ancora non si è rassegnata della situazioneormai consolidata
e che farebbe una sceneggiata se ci incontrasse. Vivendo in paese la
situazione è ancora più difficile perché tutti conoscono tutti.Il
rapporto del mio compagno con i suoi figli non si è interrotto, anzi lui
ogni giorno aiuta (essendo pensionato) uno dei due in un’attività
commerciale;Miriam sa che è un amico di suo padre e quando chiede perché
non andiamo in quel negozio a fare acquisti mi ritrovo a tergiversare
invece di cogliere l’occasione per spiegarle tutto.Accompagno Miriam a
scuola la mattina, prima di andare al lavoro poi la rivedola sera
quando, finito il lavoro, vado a riprenderla a casa dei nonni che mi
hanno sempre aiutato a crescere la piccola. Nell’ora e mezza di pausa al
lavoro torno a casa e pranzo con il mio compagno.So che dovrei dirle
tutto con parole semplici ed evitare che venga a conoscenza di tutto
magari da estranei, sarebbe la cosa peggiore che non mi perdonerebbe mai
e poi potrebbero porle il tutto in modo travisato; quindi mi rendo conto
che non devo più aspettare e “risolvere” questo “problema” al più presto.Aspetto
cortesemente un Vs. consiglio in merito e Vi ringrazio in ogni caso.Cordiali
saluti.
Cara signora,
Si, credo anch'io che sia giunto il momento di rivelare tutto a sua
figlia. Il consiglio che vorrei darle è questo: cercare di essere
naturale, non drammatizzare la situazione, non farle vivere il momento
della 'rivelazione-del-segreto-familiare'. Cerchi di dirle qualcosa ogni
giorno, non tutto insieme e, soprattutto risponda alle domande che sua
figlia le farà, man mano che il racconto prenderà più consistenza.
Inoltre, per parlare del passato, faccia sempre riferimento a situazioni
che sua figlia conosce e che rappresentano il suo presente.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON SENTE IL BISOGNO DI STARE SOLA CON ME
Salve,cosa debbo pensare di una donna molto più giovane di me,sposata
con 2 figli,che mi dichiara ammirazione e bene profondo,ma che vuol
limitare la sua relazione con me a telefonata innocenti e a msg sul
cellulare?Lei mi ripete spesso che se avesse contatti fisici con me non
saprebbe mentire a suo marito e pertanto teme di rovinare il suo
matrimonio,cosa che rifiuta asolutamente.Nemmeno io lo voglio,ma
possibile che non senta il bisogno di stare sola con me?Una volta è
capitato,ma non si è lasciata andare nemmeno per un istante.In attesa di
una Sua risposta La ringrazio e saluto cordialmente Franco
Caro Franco,
Penso che lei si sia imbattuto in una donna con dei saldi principi
morali, che non accetta di sentirsi 'imperfetta', come moglie e come
madre. Probabilmente questa pseudo-relazione che ha imbastito con lei è
un efficace compromesso che ha trovato con sé stessa: in questo modo può
continuare a sentirsi 'nel giusto', anche se ha materiale (msg,
immagini, discorsi ecc.) su cui poter sognare e fantasticare, avendo
così elementi per estraniarsi dalla sua realtà, quando questa è troppo
difficile da sopportare. Fossi in lei eviterei di chiedere di più:
concedersi a lei potrebbe significare per questa donna non vivere una
semplice avventura, ma essere ad un punto di svolta nella sua vita.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON PROVO MINIMAMENTE ALCUN PIACERE
ciao, sono una ragazza di 17 anni e da un mese ho rapporti sessuali con
il mio ragazzo, anche lui 17enne con cui stò da un anno. Il mio problema
è che a parte le prima volte in cui, a causa della rottura dell'imene,
provavo dolore, ora non provo minimamente alcun tipo di piacere...la
cosa mi rende nervosa da un pò di tempo perchè non riesco a capirne il
motivo. Ho provato a parlarne con lui e lui pensa che il mio sia un
"blocco mentale", il chè può essere ma non capisco... conduco una vita
normale, sono una ragazza serena e allegra e nonpenso di aver mai avuto
dei traumi eppure quando ho rapporti per me "è come se niente fosse". E'
un problema risolvibile? Confido in una vostra risposta e vi ringrazio
anticipatamente.Un bacio.
Carissima,
Quando una donna non prova minimamente piacere, due sono in genere le
ragioni: 1. i blocchi psicologici di cui lei parla e dunque un rifiuto
mentale della sessualità, considerata sporca e peccaminosa (ma questo
non mi pare il suo caso); 2 L'incapacità, da parte maschile, di eccitare
la donna nel modo giusto (soprattutto partendo dai preliminari).
Nel vostro caso la colpa è anzitutto dell'inesperienza. Provi a regalare
al suo ragazzo un bel libro illustrato sulla sessualità femminile...
Chissà che non vi trovi qualche ispirazione? Altrettanto consiglio di
fare a lei, perché se non si conosce bene il proprio corpo, è difficile
stabilire se la responsabilità del mancato piacere sia nel corpo stesso
o in chi lo accarezza...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON SENTE IL BISOGNO DI STARE SOLA CON ME
Salve,cosa debbo pensare di una donna molto più giovane di me,sposata
con 2 figli,che mi dichiara ammirazione e bene profondo,ma che vuol
limitare la sua relazione con me a telefonata innocenti e a msg sul
cellulare?Lei mi ripete spesso che se avesse contatti fisici con me non
saprebbe mentire a suo marito e pertanto teme di rovinare il suo
matrimonio,cosa che rifiuta asolutamente.Nemmeno io lo voglio,ma
possibile che non senta il bisogno di stare sola con me?Una volta è
capitato,ma non si è lasciata andare nemmeno per un istante.In attesa di
una Sua risposta La ringrazio e saluto cordialmente Franco
Caro Franco,
Penso che lei si sia imbattuto in una donna con dei saldi principi
morali, che non accetta di sentirsi 'imperfetta', come moglie e come
madre. Probabilmente questa pseudo-relazione che ha imbastito con lei è
un efficace compromesso che ha trovato con sé stessa: in questo modo può
continuare a sentirsi 'nel giusto', anche se ha materiale (msg,
immagini, discorsi ecc.) su cui poter sognare e fantasticare, avendo
così elementi per estraniarsi dalla sua realtà, quando questa è troppo
difficile da sopportare. Fossi in lei eviterei di chiedere di più:
concedersi a lei potrebbe significare per questa donna non vivere una
semplice avventura, ma essere ad un punto di svolta nella sua vita.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ISTERECTOMIA E ORGASMO
Ho 33 anni e a fine febbraio ho dovuto subire un'isterectomia totale
con annessiectomia bilaterale a causa di un cistoadenocarcinoma ovarico.
Da marzo sto assumendo la terapia sostitutiva e daaprile ho iniziato una
chemioterapia adiuvante che sto quasi per finire (6cicli a distanza di
21 giorni). Il mio problema è che non riesco più ad avere un orgasmo.
Non completo, almeno. La questione non è tanto data da una mancanza di
eccitazione, quanto proprio dal cambiamento fisico che sento dopo
l'intervento. Ho letto che l'utero gioca un ruolo importante nell'ambito
dell'orgasmo, soprattutto per alcune donne, e che la mancanza di
contrazioni uterine può indebolire e penalizzare le sensazioni date
dall'orgasmo. Al di là dei blocchi psicologici dovuti all'intervento e
agli effetti collaterali della chemio (mi sto facendo seguire da una
psicologa) che potrebbero essere una causa di questo disagio, la
mancanza dell'utero è una motivazione fisica effettiva per questa
incapacità di riprovare orgasmi e risentire le contrazioni come prima?
E, nel caso, c'è una possibilità per sopperire a questa mancanza e
tornare a provare queste sensazioni?La ringrazio
infinitamente,Perplessa.
Cara Perplessa,
Credo che, dopo un'operazione così invasiva, la frequentazione di
ospedali, medici e reparti di oncologia, la cosa più importante da
provare in questo momento non sia tanto l'orgasmo, quanto il piacere di
aver finalmente risolto un grande problema, che poteva mettere a rischio
la sua stessa vita. Infatti, se risolto un problema, lei se ne crea
subito un altro, quando sarà veramente felice? Molto meglio sarebbe
godersi questo momento di gioia e di rilassamento, dopo tante tensioni e
tanta sofferenza. Detto questo, lei deve certamente aspettarsi dei
cambiamenti, non solo nelle capacità orgasmiche, ma anche nel relativo
calo del desiderio, nella lubrificazione vaginale, nelle dimensioni
degli organi esterni (clitoride), ecc. Esistono però dei prodotti in
commercio (ne deve assolutamente parlare con un medico, perché non so
dirle se nel suo caso sono indicati), appositamente studiati per il
trattamento del Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD) nelle
donne sottoposte ad isterectomia ed ovariectomia bilaterale, in terapia
estrogenica concomitante. Dunque, c'è speranza di ristabilire le
condizioni precedenti, anche se con l'aiuto di qualche medicinale.
Tanti auguri e... Provi, più spesso, a pensare positivo!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
E' STATA UNA FAVOLA
Egregia Dott.ssa, da 5 mesi sto con un ragazzo di 2 anni meno di me (èintelligente,
spiritoso, un po immaturo a volte, ma sappiamo stare davvero bene
insieme e con lui per la prima volta ho pensato "è lui che mi
completa!"), ès tata una storia stupenda fin dall'inizio, una favola, ma
per paura di soffrire non mi sono mai lasciata andare. anzi, inizialm.
lo angosciavo con la mia gelosia! dopo 3mesi ho rischiato di perderlo
per questo,ma abbiamo risolto e gli ho confessato il mio amore. ho
smesso di essere ossessivamente gelosa(qualche episodio e basta). ma
invece di ritornare a volare, precipitavamo! luiè andato in crisi perché
era la sua prima storia seria, e lo era diventata troppo in fretta!
superata anche questa, sembrava tutto ok. qualche settimana fa mi sono
resa conto che mi ero buttata a capofitto nella storia, ed avevo perso
di vista me stessa, e gli ho spiegato che così non si poteva andare
avanti e che avevo bisogno di equilibrio. ok, sembra che si possa
ripartire...ed invece..ci rendiamo conto che non c'è più la magia di un
tempo,vogliamo entrambi stare insieme, ma ci siamo resi conto che la
tanta sofferenza ha logato l'amore.. ho bisogno di capire se andare
avanti in questa storia..se ci amiamo ancora o se è la paura della
solitudine che ci tiene insieme. ma con tutte quelle che abbiamo passato
in così poco tempo, non mi sembra plausibile che non ci sia più amore!!
soffro per ogni minima stupidaggine che lui dice oche mi fa mancare (es
un ciao o un buongiorno quando ci sentiamo per la prima volta), ma poi
altre cose concrete e più importanti non mancano! il problema sono io o
NOI? manca l'amore o manca il mio equilibrio? e come posso risolvere
tutto questo??La ringrazio infinitamente. Cordiali saluti, Valentina. Ps:
io sto perl aurearmi e anche lui è universitario. questo periodo è
sessione d'esame,quindi è già difficile di suo!
Cara Valentina,
Il problema sta nel porsi troppi problemi. Se lei potesse semplicemente
godersi questa storia senza associarla a tutti i pericoli e le paure del
mondo (perdere il partner, disinnamorarsi, paura della solitudine ecc.
ecc. ), sicuramente sarebbe più serena. In realtà non ne avete passate
così tante, non avete sofferto troppo: se sofferenza c'è stata, la sua
origine non era nelle cose concrete, ma nella rappresentazione mentale
che di esse vi siete dati...
Non idealizzate l'amore: la 'favola' di ogni storia non è destinata a
durare a lungo nel tempo. Il vero amore segue gli alti e bassi della
vita, è mutevole come il nostro tono dell'umore: in certi giorni è
gioia, in altri è noia. Bisogna guardare sempre avanti.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO CREDUTO CHE AVESSE UN PROBLEMA FISICO
Sono sposata da 27 anni con un uomo più vecchio di 17 anni. Da oltre 15
anni mio marito non mi ha più cercata sessualmente, data l'età, ho
creduto che avesse qualche problema fisico, e per non moprtificarlo non
ne ho mai parlato.L'anno scorso scopro che ha una relazione con una mia
amica e in più si acompagna con donne extracomunitarie. Inutile dire che
mi è crollato il mondo addosso, litigi. urli ì, strepiti, etc. Un
avvocato amico di famiglia a cui lui si è rivolto, perchè stanco della
situazione esplosiva che si era creata, ci ha consigliato di rivolgerci
ad un consulente matrimoniale. Alla seconda seduta scopro che lui da
moltissimi anni non si sentiva piàù attratto da me, quindi rivolgeva le
sue attenzioni anche a prositute, oltre che alle mie amiche. Dopo 5
sedute lui ha deciso che non ne avevamo più bisogno. Sono socnvolta, non
sopiù cosa pensare o fare, non sono da buttare anzi, dicono che sono
ancora motlo piacente a 59 anni. La prego mi dia un consiglio, mi sto
distruggendo per questa storia.
Cara signora,
Credo che alzare il coperchio della pentola che bolle da quindici anni
non sia un bene per nessuno: lei si è illusa in tutto questo tempo di
avere un matrimonio 'perfetto', tale da non richiedere più neanche le
prestazioni sessuali. ... Forse, a questo punto, dovrebbe riconoscere
che era lei, e non suo marito, ad avere qualche 'problema fisico' (ad
esempio un calo del desiderio). Ora lei 'scopre' la doppia vita di lui e
fa il diavolo a quattro: ma a chi giova? Cosa pensa di guadagnarci? Suo
marito, se faccio bene i conti, ha oggi 76 anni: il più dunque è
sicuramente passato; forse le converrebbe far finta di nulla, come ha
fatto finora, e cercare di essere più serena. E se è una donna ancora
piacente, in tutti i sensi, lo dimostri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CONSUOCERI CHE NON SI AMANO
Buongiorno vi ho scritto già giorni fà, vado ogni giorno nella
rubbrica per vedere se c'è una Vs risposta,in quanto il mio problema è
enorme,Vi ho già parlato del rapporto con mio padre peggioratosi dopo
aver preso le difese di mia madre,ora dopo5 anni mi rendo conto di avere
passato e di star passando un inferno x averlo fatto,mio padre sn anni
ke si scaglia contro di me insulti offese a volte"qlke anno fa anke
botte",mi sn fidanzata e ha scagliato anke il suo odio contro il mio
ragazzo al quale gli fa la guerra da 3 anni a lui e alla sua famiglia e
ora ke mi sposo tra 10mesi mi accorgo di essere sola,mia madre e mio
fratello sn succubi di mio padre e da un giorno all'altro mentre dicono
di odiarlo e ke sbaglia,il giorno dopo dicono d'amarlo e cercano di
coprirlo,mis ento cm in un inferno.la situazione è crollata quando un
mese fà i mieis uoceri invitano i miei a casa loro in quanto i miei nn
invitavano loro a casa nostra x un caffè,mio padre s'è rifiutato come un
pazzo facendo kiamare miasuocera da mia madre e obbligandole a a dirle
ke nn amava il posto dove vivevano e gli dava fastidio andare,da lì
l'inferno,mio padre mentre parlavo cn miasuocera dice:CN QUELLA GENTE DI
M.... NON VOGLIO AVERE A KE FARE,mia suocera sente e il mio fidanzato nn
so se lo sa o meno ma comunque dice a mio padre una brutta parola,ora
mentre prima tutti davano torto a mio padre ora sembra ke a sbagliare x
tutti come x mia madre sia stato il mio ragazzo e la sua
famiglia,premettere ke mio padre mi aveva promesso di darmi la casa ke 2
anni fa aveva comprato,il mio fidanzato doveva ristrutturarla,ma mio
padre me l'ha negata.ho bisogno di una Vs risposta sono disperata vi
prego.
Gentilissima,
Personalmente sono dell'idea che lei sposerà una persona, non una
famiglia. Dunque, lasci fuori quanto più possibile i rapporti con i
suoceri e fra i suoceri. Del resto, i suoi genitori non sono obbligati a
gradire per forza sia il suo fidanzato che i consuoceri... Le pare?
Se lei è sicura di aver fatto una buona scelta e che suo padre sia una
persona inaffidabile, violenta e paranoica, si sposi pure e pensi solo
alla sua nuova famiglia, anziché a quella che si lascia alle spalle.
Quanto alla casa da ristrutturare, direi che si può vivere bene anche in
affitto! Una casa non vale certo tutte queste liti familiari e questo
stress...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO INCINTA?
ho bisogno del suo aiuto...è molto urgente, sono una ragazza di 19 anni
ho avuto rapporti sessuali con il mio ragazzo, sempre protetti. oggi
sono all'ottavo giorno di ritardo, tre giorni fa ho fatto il test
comprato in farmacia. è risultato negativo. l'ho buttato via oggi e ho
visto che sulla casella vuota, che indicata la negatività del test è
comparsa una linea rosa,che segna lo stato di gravidanza. Oggi dopo
pranzo ho fatto nuovamente il test,che è risultato negativo, anche dopo
due ora di attesa. Cosa devo pensare? La prego mi aiuti la cosa mi
preoccupa molto. sO CHE i test non danno risultati attendibili dopo i 10
minuti, ma a cosa è dovuta la comparsa di quella linea?Io ho sintomi
premestruali, come dolori al basso ventre e il seno gonfio, ma soche
sono gli stessi sintomi che si possono presentare durante una gravidanza.La
ringrazio anticipatamente per la cortesia.
Dopo otto giorni di ritardo i test di gravidanza dovrebbero essere
sicuri. Non so dirle tecnicamente cosa potrebbe essere successo con la
lineetta sull'altro kit; credo però che lei sia troppo in ansia, per cui
le consiglio di prendere un campione di urine e di farlo analizzare,
oppure di andare in un laboratorio privato e farsi le analisi del
sangue. A quel punto potrà ritrovare un po' di serenità.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RIMETTERCI INSIEME
Cara Dottoressa,io e il mio fidanzato stiamo insieme da quasi 5 anni.
io ne ho 19 e lui 23. a fine ottobre 2006 abbiamo passato un periodo
negativo perchè io mi sentivo estremamente sola. non lo sentivo come un
compagno e io dialogo era impossibile. per cui ho deciso di lasciarlo:
scelta per me dolorosissima.intanto io ho avuto una "storiella" con un
uomo francese, a distanza. ci siamo visti solo per un fine settimana. a
dicembre ho "scoperto" che lui, invece,aveva una storia con una delle
mie più care amiche che era iniziata qualche giorno dopo la nostra
rottura. tutto questo mentre per due mesi non faceva altro che pregarmi
di tornare con lui e dirmi che mi amava terribilmente. dopo aver
profondamente riflettutto e parlato abbiamo deciso di ricominciare
perchè innegabilmente ci amavamo. i primi tempi sono stati difficili e
pieni di cambiamenti da parte sua: rispetto nei miei confronti,
comprensione, maggiore attenzione dei miei bisogni. tutto va talmente
bene che stiamo comprando casa insieme. c'è una sola cosa che lui non
tollera e che mi infastidisce molto: ilmio rapporto con le mie amiche.
più di una volta le ha velatamente insultate e anche me mettendo in
dubbio che io fossi veramente con loro e che stessi facendo quello che
io gli dicevo. oltretutto, rimproverandomi in maniera meschina che io
"non lo calcolo" quando sono con loro. come faccio a fargli capire che
io ho bisogno del mio spazio senza per questo togliere nulla a
lui?insomma, una relazione non esclude il resto del mondo. non mi merito
nemmeno di sentirmi dire determinate cose dato che lui non ha fatto
nulla di diverso da quello che ho fatto io, se non peggio. io sono
risucita, dopo molto tempo e riflessione, a perdonare tutto. perchè lui
mi deve rinfacciare ancora quell'episodio? per ogni cosa diventa
sopsettoso e, onestamente, questo mi da molto fastidio. come posso
cercare di ristabilire questa parte di equilibrio che lui non riesce a
ritrovare? questa mancanza di fiducia mi fa davvero molto male. il
dialogo su questo argomento è impossibile. grazie in anticipo per la sua
risposta!
Gentilissima,
Il perdono non è una necessità, ma una scelta: se si decide di perdonare
qualcuno, non è saggio continuare a parlare di quello che è accaduto,
altrimenti non si tratta di vero perdono.
Ciò detto, è ovvio che quello che è successo fra di voi ha lasciato
delle ferite aperte e che situazioni e persone che prima apparivano
insignificanti o neutrali, oggi vengono viste con maggiore
consapevolezza e magari con maggiore timore di prima...
Ci vorrà del tempo per ristabilire un equilibrio tra di voi: certo è che
il vostro rapporto deve cambiare, affinché tutto quello che è successo
sia una risorsa per la vostra coppia, anziché un limite.
In ogni caso, aspetterei un po', prima di comprare casa insieme: lei ha
solo 19 anni e chissà, nel tempo potrebbe anche conoscere qualcuno che
la potrebbe far sentire meno sola e più felice. Tanto da non desiderare
di uscire con le amiche anziché con lui.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DI ME STESSA
Da ormai 8 anni soffro di attacchi di panico ed ansia curati
negli ultimi 4 anni con degli ansiolitici prescritti dal mio medico di
base. La situazione è peggiorata dopo il parto ormai avvenuto 18 mesi
fa. Da qual momento oltre ad essere sempre più ansiosa, mi è insorto un
sensa di inadegutezza, ho paura di restare sola con mia figlia e di
poterle fare del male. Forse questa situazione è dovuta all'eccesiva
stanchezza, la bimba non ha mai dormito molto o forse non sono
semplicemente portata per fatre la mamma. L'ho tanto desiderata e
adessosto vivendo un incubo.. Mi aiuti!
Gentile Signora,
Purtroppo non posso aiutarla molto con queste poche righe che mi trovo a
scriverle. Vorrei però dirle di non abbattersi: gli attacchi di panico,
l'ansia, la depressione post-partum non sono una maledizione divina, ma
disturbi facilmente curabili con la psicoterapia. Se gli ansiolitici che
le prescrive il suo medico di base non fanno l'effetto desiderato,
chieda a questo medico se può indirizzarla verso un bravo psicologo, per
fare una psicoterapia. Qualora non potesse permettersela (capita!),
cerchi qualche consultorio gratuito o qualche associazione di
volontariato dove operano - gratuitamente - degli psicologi.
Non perda altro tempo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
E' FINITA PERCHE' NON SONO VERGINE
Salve dottoressa,sono una ragazza di 21 anni e da pochi mesi il mio
ragazzo mi ha lasciata per un motivo che posso capire, ma trovo assurdo.ci
siamo conosciuti circa sei anni fa perché io vado a trascorrere le
vacanze estive nel paese dove lui vive,in Calabria. ogni estate ci siamo
sempre parlati poco,anzi notavo che con le mie amiche era molto più
spigliato che nei miei confronti e pensavo quasi di non essergli
simpatica.la scorsa estate la prima sera che ci siamo visti lui mi ha
subito presa in disparte e abbiamo passato tutta la serata insieme e ci
siamo baciati.durante tutto il corso delle vacanze la nostra storia è
continuata a meraviglia. una volta ritornata a casa mia al nord abbiamo
continuato a sentirci e lui ha iniziato a fare discorsi su un nostro
futuro insieme. a novembre abbiamofinalmente fatto il passo in avanti e
ci siamo messi insieme. devo dire che all'inizio era lui a essere quello
più coinvolto e più sicuro della nostra storia.diceva frasi come"quando
mi metto insieme a una persona è perché ci credo veramente e spero sia
per sempre" infatti io sono stata la sua seconda ragazza importante, le
altre (non so esattamente quante ma tante) sono state solo storielle di
sesso.beh tutto procedeva a meraviglia, nonostante la distanza che non
risultava un problema, e un giorno, dopo molto, ho deciso di
raccontargli del mio passato...vista la mia riservatezza avevo
finalmente acquisito confidenza necessaria per farlo.sapevo che lui mi
aveva scelta perché in questi anni mi aveva vista come una ragazza di
sani principi, diciamo seria..non una facile e che per lui era molto
importante questo aspetto per intraprendere una relazione seria. un
giorno mia veva anche accennato che fino a pochi anni fa pensava che la
sua ragazza avrebbe dovuto essere ancora vergine ma poi ha cambiato idea
perché con i tempi che corrono sarebbe stato difficile trovarla.insomma
gli ho raccontato che la mai prima volta è stata a 19 anni e che dopo
sono stata con altre due persone che mi hanno trattata davvero male. ho
chiarito che con nessuno di questi 3 sono stata formalmente insieme per
varimotivi e che quindi lui era il primo davvero importante, il primo
per il quale ho provato determinate sensazioni e anche il primo che
sentivo mi volesse veramente bene!ero una persona felice...ora no!dopo
pochi giorni mi ha lasciata con delle scuse a dir poco assurde e poco
tempo fa sono andata in Calabria per avere le vere motivazioni.il vero
motivo è che lui pensava che io fossi stata con solo un ragazzo prima di
lui e che per la cultura che ha e per le sue tradizioni non riesce ad
accettare questa cosa. con questo non mi ha voluto dire che sono una
poco di buono… anzi gli piaccio, gli piaccio tanto e ammette che è un
suo limite cheper ora non riesce a superare.ora lei forse penserà che
sono un'illusa a credere a una storia del genere male posso assicurare
che è la verità.Riesco a capire il suo punto di vista ma solo fino a un
certo punto, non capisco come si possano mettere da parte i sentimenti,
come si possa rinunciare a una persona a cui si vuole bene e che gli
vuole bene(sperando che lo sappia)per una cosa del genere…in fondo due
persone che decidono di stare insieme sono il futuro non il
passato!ultimamente poi mi sono venuti molti sensi di colpa, per magari
essermilasciata andare un po’ troppo, ma poi mi confronto con le mie
amiche, che hannoavuto molte più esperienze di me, e mi sento un po’
meno sconfortata.C’è anche da dire che lui crede che l’uomo possa avere
quante più esperienze può, mentre la donna no perché la donna nell’atto
sessuale si concede mentre l’uomo lo vive più come un bisogno
fisiologico.sinceramente non condivido piùdi tanto questa sua visione,
anzi la trovo abbastanza retrograda e vorrei tentare di farlo ragionare
ma non so come fare. purtroppo sono davvero innamorata di questo ragazzo
e non riesco a smettere dipensare a una possibile soluzione, non è
semplicemente voglia di avere qualcunoaccanto o una questione di
orgoglio per essere stati lasciati. e so che lui mi voleva molto molto
bene, per lui ero la perfezione.quindi siccome è un problema suo e non
di certo comune a tutti gli uominiperché tra i miei amici nessuno mai
lascerebbe la sua ragazza per un motivo del genere(anche perché 3 non
sono un numero cosi eclatante) vorrei chiederle sec'è qualcosa che posso
fare per aiutarlo a superare questo suo limite.la ringrazio fin da ora
per l'aiuto che se vorrà potrà darmi.Valentina
Cara Valentina,
Credo che lei agli occhi di questo ragazzo sia apparsa come la ragazza
ideale: aperta e intraprendente come una ragazza del Nord, ma allo
stesso tempo seria e vergine, come gli uomini del Sud vorrebbero ancora
le loro donne. E invece no: anche lei ha avuto esperienze sessuali e
dunque non appartiene alla categoria delle Sante, ma delle p....
E' una mentalità retrograda, ma che non appartiene solo al suo ragazzo:
chi vive in un certo ambiente, non può che assimilare un certo tipo di
valori e di cultura e poi fare delle scelte conseguenti. Dunque, non
dovrebbe prendersela tanto con lui, ma con tutte le persone che,
direttamente o indirettamente, gli hanno messo in testa queste idee.
Operazione impossibile, certamente.
Resta la conclusione: il fatto che vi siete lasciati. Lei al momento non
se ne rende conto perché è troppo coinvolta, ma le assicuro che questa è
stata la sua grande fortuna: se lei gli avesse confidato le sue cose
quando ormai il fidanzamento fosse stato ufficiale, c'era il rischio di
doversi sposare con un uomo che non la rispettava e che le avrebbe
rinfacciato le sue - pur poche -esperienze sessuali, per tutta la vita,
qualora la vostra storia fosse effettivamente durata tanto.
Dunque, si guardi intorno e ringrazi il cielo che le cose sono andate
così...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN MARITO SADO-MASO
Sono disperata, dopo 15 anni di matrimonio felice mio marito mi
confida di frequentare club e chat sadomaso e di avere rapporti sessuali
masochistici con partners occasionali. Mi giura di voler smettere perchè
non mi vuole perdere. Mi dice d'aver iniziato 10 anni fa.Sono
estremamente confusa, secondo lei è guaribile attraverso l'analisi o
altro questa devianza sessuale?Grazie di volermi informare.Sabrina
Cara Sabrina,
Il consiglio che le do è di non perdere tempo a riflettere
sull'accaduto, cercando una soluzione che non troverete mai, visto lo
scarso dialogo che avete su questo genere di cose. Solo attraverso
l'aiuto e la mediazione di un terapeuta potrete capirvi meglio e forse
perdonarvi reciprocamente: lui per le sue 'devianze', lei per un
possibile disinteresse verso la sessualità, ricostruendo il vostro
rapporto su basi completamente nuove.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FREQUENTAZIONE CLANDESTINA
Buon giorno dottoressa, sono fidanzata da 7 anni, negli ultimi mesi
ho iniziato una frequentazione clandestina... è successo in maniera
inaspettata, sono però convinta che sia in parte il risultato della
stanchezza che sento nella mia relazione ufficiale...oggettivamente non
posso lamentarmi in alcuna maniera del mio partner: presente, premuroso,
pieno di amore...Io devo assumermi tutte le responsibilità del caso,
devo ammettere che trascorro questi ultimi periodi in cerca del
capriccio,delle svago, delle emozioni vivide e che il problema risieda
in me...ripensando a questi anni, all'uomo che è lui e non riesco ad
immaginare il mio futuro senza, però in contemporanea ho la necessità di
crearmi un altrove, un luogo dove possa "sfogarmi", rimettere tutto
indiscussione. Ho la necessità di vedermi diversamente, di immaginarmi
in altri luoghi , di sognare su un futuro diverso...in questi ultimi
periodi vivo spesso in una dimensione onirica... mi chiedo se questo sia
un periodo passeggero, se sia ancora innamorata. Ho intenzione di
interrompere la mia relazione ufficiosa, in fin dei conti so che non mi
apporterà un reale giovamento e so che ho fatto una cosa orribile di cui
non vado affatto fiera e che tempi fa non avrei mai immaginato...perchè
è capitato proprio a me ? Perchè sono diventata così priva di rispetto
per me stessa e per la persona che penso di amare?Grazie s.
Cara S.,
Lei sta chiaramente vivendo un momento di confusione, in cui non
riconosce più sé stessa, né la sua storia d'amore 'ufficiale' e non sa
quale strada stia prendendo la sua vita. Credo che il problema stia
nella 'svolta' che tutti i rapporti vivono quando si passa dallo stadio
dell'innamoramento a quello dell'amore. L'amore maturo infatti non fa
venire batticuori, rossori, emozioni: tutto è prevedibile, tutto è
tranquillo ed è per questo che ci si sente profondamente legati al/alla
partner. Poi, improvvisamente, per molti, c'è la svolta: ci si rende
improvvisamente conto che, malgrado i sentimenti d'amore provati nei
confronti del/della partner, si ha interesse anche per altre persone,
curiosità per mondi e situazioni diverse dalla propria... Cosa è
successo? Non si ama più il proprio partner come prima? No, non è questo
il punto: quello che è accaduto è che si è cominciato ad amare in modo
diverso. E' come quando, dopo l'adolescenza, si diventa adulti: era
meglio prima o è meglio poi? Le due cose non sono paragonabili, perché
sono troppo differenti fra loro e, soprattutto, perché una è la
conseguenza, l'evoluzione naturale, dell'altra. Se il raporto che ha
attualmente con l'altro dovesse continuare nel tempo, con frequentazioni
regolari, nel giro di pochi anni diventerebbe anch'esso come la sua
'storia ufficiale', perché questa è l'evoluzione naturale di ogni
rapporto, anche di quelli nati da un grande amore. Occorre rassegnarsi
dunque? Sicuramente no: noi esseri umani siamo dotati di intelligenza e
creatività, per cui siamo noi stessi che dobbiamo, con reciproco
impegno, dare al nostro rapporto quello che il tempo inesorabilmente gli
toglie. Se c'è questo impegno, che richiede molti sforzi personali e
molte attenzioni, la 'svolta' può rappresentare non tanto un cambiamento
degli obiettivi della propria vita, quanto una necessaria presa di
coscienza dei propri bisogni, alla quale si può porre rimedio (e che non
è sempre negativa...)
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI HA UNA FIGLIA DI 10 ANNI
Ho bisogno di un consiglio per la mia situazione. Il mio fidanzato e
convivente (da due anni e mezzo) ha una figlia di 10 anni e in questi
anni ha rarissimamente dimostrato la nostra felicità
(iniziale,perlomeno) in presenza di lei, tantomeno ha delle
dimostrazioni di affetto nei miei confronti. Purtroppo questa situazione
e la lontananza (da più di un anno ci possiamo vedere solo nel fine
settimana, quindi di fatto non conviviamo più per motivi di lavoro)
hanno portato ad una situazione di insofferenza da parte mia. Infatti
potendolo vedere solo nel week end gradirei le sue attenzioni, ma un
fine settimana si e uno no c'è la figlia e quindi io non devo esistere
perlui. Ultimamente la cosa si è aggravata perchè lui non mi vuole
nemmeno più aiutare con le faccende di casa quando c'è la figlia, così
sono costretta a fare tutto da sola pur lavorando fuori città dal lunedì
al venerdì. Infine, e cosa secondo me gravissima, lui pretenderebbe che
in ogni nostra vacanza (che sia un fine settimana o le vacanze estive)
ci fosse sempre la figlia, cioè secondo lui noi non dovremmo fare
vacanze da 'fidanzati'. Mi aiuti per favore, mi dia un consiglio. Gli ho
proposto di andare anche da un terapeuta di coppia (anche se non saprei
chi, magari lei potrebbe consigliarmi qualcuno) ma non ci vuol sentire.
Lui crede di essere nel giusto e che và bene così. La prego ho bisogno
di un consiglio al più presto perchè a causa di questo ci stiamo
lasciando, e io non accetto di lasciarci per questi motivi.
Gioia
Carissima Gioia,
Effettivamente la vostra relazione sta prendendo una strada pericolosa,
per cui è giusta l'idea di affrontare subito i problemi, cercando di
risolverli. La terapia di coppia può essere un ottima soluzione, ma se
non c'è la motivazione di entrambi non funziona.
Quanto al comportamento del suo fidanzato, sono giustificabili le
attenzioni che desidera dare alla figlia: del resto, lei non ha scelto
un'single' per compagno, ma un uomo saggio e responsabile che si
preoccupa della felicità e del benessere della sua bambina anche se non
vive più con lei (come penso lei stessa avrebbe gradito avesse fatto suo
padre, se si fosse trovata in una condizione simile).
Detto questo, non vedo cosa possano entrarci le faccende domestiche:
perché mai non dovrebbe farle davanti alla figlia? E' evidente che non
ci sono spiegazioni plausibili, se non nel senso che questo
comportamento potrebbe apparire svalutativo della figura paterna, magari
perché questa è la lettura che ne dà la madre della bambina. E qui
entriamo in un campo minato...
Quello che, in conclusione, mi sentirei di dire a lei è che, se aspira
ad avere con il suo uomo un rapporto più coinvolgente, "da fidanzati",
non dovrebbe scegliere come partner il padre di una bambina di dieci
anni, ma un vero e proprio 'single'.
A meno che non la attraggano quei soggetti che si sposano, mettono al
mondo dei figli, si separano e poi spariscono, senza lasciare traccia di
sé, perché in fuga d'amore con la fidanzata di turno.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA CURA PER LA RABBIA
Dopo un brutto periodo mio marito mi confessa di aver avuto una
relazione con una donna durata pocchissimo e solo per sesso ma io scopro
invece che si trattava di una sua collaboratrice di 22 anni ossia di 16
anni più piccola di lui che io conoscevo con la quale occasionalmente
frequentevamo il mondo mi è crollato addosso Io ho fatto di tutto per
riportarlo a me Ora lui mi vuole sempre al suo fianco è ritornato l'uomo
di prima Io ho sofferto tanto l'ho pedinato fatto di tutto :Ora con lui
sto bene però non riesco adimenticare anche se sono passati anni mi
capita spesso di piagere e soffro allo stesso modo: non so se ho fatto
bene a perdonarlo ora non ho nemmeno più il coraggio di parlare con che
a dir la verità mi ha dato tutte le risposte che io volevo:Mi chiedo da
premettere che senza di lui il mondo mi crollerebbe adosso perchè l'ho
provato perchè a volte vorrei lasciarlo o farlo soffrire come lui a
fatto a me MA POI MI FERMO E PENSO AI MIEI FIGLI E AL FATTO CHE DIPENDO
ECONOMICAMENTE DA LUI é POSSIBILE CHE IL MIO AMORE PER LUI CHE DURA DA
24 ANNI SIA FINITO O è SOLO LA RABBIA CHE MI PRENDE? COSA POSSO FARE PER
TOGLIERE TUTTA QUESTA RABBIA
Cara signora,
L'unica medicina che funziona per la rabbia è il tempo. Le ferite
d'amore possono richiedere anni prima di chiudersi, ma questo dipende
anche dall'aiuto che ci si riesce a dare: pensare e rimuginare sulle
cose passate non serve a nulla; è meglio sicuramente concentrarsi sul
presente ed, eventualmente, sul futuro. Lei non sembra amare molto suo
marito, almeno da come ne parla: la dipendenza economica ed i figli
sembrano anzi la vera ragione che la tengono insieme a lui. Ma se questo
uomo ha sbagliato, ora si mostra un bravo marito, le ha raccontato tutto
della storia, non è più ricaduto nell'errore... E' proprio sicura che
sia quel lontano tradimento la causa di questa crisi di coppia e di
questa sua rabbia?
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PER ME E' FINITA
Da un anno ho una relazione con un uomo di 30 anni che si professa
follemente innamorato di me. Anche io lo sarei se non fosse che mi dice
molte bugie. É una persona fantastica, intelligente, con grande senso
d'umorismo, tra di noi c'è intesa, passione, ci divertiamo molto
insieme. Il problema é che mente su cose piccole e grandi. Per esempio,
mi aveva detto che era finita con l'ex epoi ho scoperto che continuava a
vederla.Gli avevo chiesto se aveva detto una certa cosa alla sua
famiglia, mi aveva risposto di no e poi ho scoperto chel'aveva fatto.
L'ultima cosa che mi ha detto é che soffre di una grave malattia e non
sono sicura sia vero. Su altre bugie ho cercato di confrontarlo, lui
mente negando anche l'evidenza. Non voglio conferme, non voglio
spiarlo...vorrei potermi fidare di lui senza controllarlo, ma non posso
piú. Credo che le bugie siano derivate dal fatto che io non riesco a
dargli sicurezza, sará forse che sono una persona molto forte e che ho
quasi 10 annidi piú. Gli ho detto chiaramente che io lo amo per quello
che é, che non ha bisogno di nascondermi le cose o mentire, che
qualsiasi sia la veritá, anche la piú difficile da digerire, sono in
grado di accettarla...niente, continua con le mezze veritá, con i
sotterfugi e non capisco perché ne` come fare per fargli capire che piú
fa cosí piú la relazione non puo´andare da nessuna parte. Da parte mia é
praticamente finita. E qui viene la seconda domanda, vorrei che vedesse
un terapeuta che lo aiuti con questo problema che ha perché, io posso
trovare un altro uomo, ma lui potrebbe rovinarsi le possibilitá che la
vita ha da offrirgli. Non so se ha questo problema solo con me o con
altre donne. Lui afferma che é solo con me,ma ovviamente non posso
credere a una parola che dice, quindi in realtá non lo so. Come si fa a
suggerire a qualcuno di vedere un terapeuta?Sono disposta a fare una
terapia di coppia, ma lui vive in Italia e io all'estero, quindi non
potrebbe essere molto costante. Sono disposta a venire ad Ancona, ma lui
dovrebbe fare il grosso del lavoro...
Gentilissima,
Lei è una donna troppo intelligente per non comprendere, rileggendosi la
sua lettera, le tante contraddizioni che caratterizzano il suo pensiero
in questo momento di crisi della vostra coppia.
Dice che per lei è finita, ma se davvero lo fosse, non si preoccuperebbe
della vita futura di questa persona e non proporrebbe una terapia di
coppia, dove lui dovrebbe fare il grosso del lavoro...
Dunque, credo che con il pensiero razionale lei si renda perfettamente
conto delle difficoltà in cui versa la vostra relazione, ma che, come è
del resto comprensibile, dal punto di vista affettivo vorrebbe fare
qualsiasi cosa, pur di non scrivere la parola 'fine'.
Non si può consigliare a nessuno di vedere un terapeuta, perché se non
c'è la motivazione personale a cercare un miglioramento alle proprie
condizioni psichiche e alla qualità della propria vita, nessuna terapia
è in grado di funzionare.
Se anche lui fosse interessato a salvare il vostro rapporto, la terapia
di coppia potrebbe invece essere di grande utilità, anche se ovviamente
richiede impegno e costanza, altrimenti anche questa è una opzione
destinata al fallimento.
Quanto alle bugie di lui, si tratta di un comportamento molto infantile,
che usa il meccanismo difensivo della negazione; potrebbe essere però
comprensibile, data la differenza di età e forse anche la diversa
maturità personale che dimostrate di avere.
Se, come lei dice, è disposta ad accettare qualsiasi verità, credo che
la cosa migliore da fare sia per lei vivere alla giornata, godendosi i
bei momenti che questo rapporto può ancora regalarle, ma senza fare
troppi conti sul futuro.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FELICEMENTE FIDANZATO
Le sarei infinitamente grato se mi dedicasse una decina di minuti
atti a leggere la mia email e a rispondere, ho bisogno di informazioni..
Sono un ragazzo di 19 anni, e da qualche tempo sono felicemente
fidanzato con una mia coetanea. Il problema sorge nei momenti di
intimità, lei è particolarmente poco sensibile. E' alquanto difficile
provocare in lei un orgasmo soltanto con la stimolazione manuale, il suo
clitoride è quasi insensibile, risultati disastrosi anche provando con
la lingua. Prova piacere con una stimolazione molto profonda, ma è
alquanto difficile con le mani arrivare in quelle zone, e essendo anche
molto lunga con i tempi, spesso finisce per arrivare a un passo
dall'orgasmo ma iniziare ad avere fastidio perla velocità e la
profondità con la quale la tocco. Per di più lei non riesce a farmi
venire, è una questione mia psicologica. La vedo eterea, da amare, non
come oggetto sessuale.. quindi.. i nostri momenti di intimità finiscono
spesso lasciandoci scontenti entrambi. Ne abbiamo parlato, e mi ha detto
che nessuno dei suoi precedenti partner è mai riuscito a farle provare
un orgasmo con la stimolazione manuale, e solamente l'ultimo prima di me
vi è riuscito tramite penetrazione. Con tutti i suoi ragazzi precedenti,
tranne questo ultimo, non è mai riuscita a raggiungere l'orgasmo in
nessun modo. Questa situazione mi fa vivere male.. in un buon rapporto
c'è bisogno del sesso e di tutti i suoi derivati. Mi da fastidio non
riuscire a far venire la mia ragazza, e ora anche se non abbiamo ancora
fatto l'amore per mia volontà, ho quasi paura di non riuscire a
soddisfarla nemmeno in quel modo.. Ci sono tecniche particolari,
posizioni, preliminari speciali, o altro percercare di risolvere il
problema.. Magari anche modi diversi di attuare queste cose, per cercare
di farle raggiungere l'orgasmo anche con la stimolazione manuale... Sono
davvero in crisi. Grazie dell'attenzione!
Gentilissimo,
Dalla sua lettera sembra di capire che entrambi, nella coppia, avete
delle difficoltà nel lasciarvi andare alla sessualità e questo, a 19
anni, è più che comprensibile. Con un po' più di esperienza
probabilmente riuscirete a trovare da soli la strada migliore per
sentirvi maggiormente a vostro agio, anche nei momenti di intimità.
Eviterei tuttavia di fare il terzo grado alla sua ragazza: non mi sembra
carino chiedere tutti questi chiarimenti sui rapporti con i suoi ex ed
inoltre questo fare domande e confronti, a mio avviso, non può che
squalificarla agli occhi di lei, che potrebbe vederla come un tipo
insicuro, incapace di prendere delle iniziative autonome e personali.
Direi che non c'è nessun bisogno di accelerare i tempi: all'orgasmo ci
si può arrivare lentamente, dopo una fase più o meno prolungata di
petting. L'appagamento sessuale infatti non è tanto nell'orgasmo, quanto
nel piacere di condividere un'esperienza importante, come quella
sessuale, con una persona con la quale ci si trova in perfetta sintonia
e verso la quale si nutrono sia la stima che l'attrazione fisica. Solo
con la pratica e con l'esperienza lei riuscirà a capire meglio la sua
ragazza ed a comprendere quali cose la eccitano di più: non abbia fretta
ed abbia maggiore fiducia in sé.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DISCUSSIONI FREQUENTI
Buongiorno, Da tre anni convivo con il mio compagno: un anno e mezzo fa
e' iniziato un periodo di crisi :sono state discussioni frequenti per un
anno. Ora stiamo ritrovando la serenità, perchè stiamo molto bene
insieme, c'è comprensione, affiatamento, condivisione degli stessi
valori., a volte ci inceppiamo ancora con qualche discussione sciocca ma
stiamo imparando anche acomunicare meglio tra di noi..ma la passione da
parte di lui è sparita. Io penso che sia colpa di questo anno
faticosissimo a livello di coppia, del lavoro che prende tanta energia,
di una forma fisica non eccellente per via dello stress, dei pensieri
per il figlio avuto dal precedente matrimonio.. Mi chiedo :ho una
visione giusta di questa situazione ed è questione di tempo... perchè
tutto torni al suo posto..anche la passione ? Come devo comportarmi?
Anna
Cara Anna,
Come mi capita spesso di dire, riferendomi ad un vecchio adagio,
"l'amore non vuole pensieri": è difficile avere una buona intesa di
coppia se vi sono preoccupazioni ed ansie che l'altro, con la sua sola
presenza alimenta, anziché placare.
Dunque, la passione potrebbe riaccendersi se riuscirete a chiudere tutti
i vostri problemi, presenti, passati e futuri, fuori dalla camera da
letto.
Perché, ad esempio, a volte è più facile avere rapporti sessuali con una
persona esterna alla coppia anziché con il/la proprio/a partner?
Semplicemente perché questa persona non rappresenta alcun problema, non
ha pretese, non esprime critiche o giudizi, non fa continue questioni su
tutto. Avere questo tipo di atteggiamento in una coppia che, come la
vostra, condivide un progetto di vita e valori comuni, non è facile,
perché la discussione è necessaria: aiuta a crescere, a maturare, a
capire cosa fare delle vostre vite e del vostro futuro.
Potreste però imparare a litigare in modo costruttivo, ad esempio senza
offendervi, senza criticarvi, senza alzare la voce: il rispetto è alla
base di qualsiasi rapporto che aspiri a durare nel tempo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COME IMPARARE A FIDARSI DEGLI ALTRI?
Sono una ragazza di 26 anni, dieci anni fa mi è morta mia madre a
causa di un tumore e da allora ogni tanto quando sento la mancanza vado
in crisi finendo col piangere. mio padre abita da solo e lo sento poco
se non sono io a chiamarlo o a fargli una visita. mio fratello sono
quattro anni che non lo vedo e non so neanche dove abita e il suo numero
di telefono.ho avuto un matrimonio fallito a causa del mio ex marito che
mi tradiva. ora convivo con un ragazzo coetaneo lavora da solo in un
capannone e anche se stiamo sempre insieme tutte le sere, il sabato e la
domenica sono convinta che mi tradisce.ho la paura che mentre io sono al
lavoro, lui esce dal lavoro per venire a casa a tradirmi. e così con
questa ossessione controllo sempre se il letto è in ordine, il
cellulare. così si finisce col litigare quasi al punto di lasciarci.se
fosse solo una mia convizione come uscirne da questa ossessione? come
imparare a fidarmi degli altri?
Gentilissima,
Certamente quando si hanno esperienze alle spalle così poco costruttive
è veramente difficile avere fiducia negli altri, ma il suo vero problema
credo sia piuttosto nella scarsa fiducia che nutre in sé stessa. Perché
mai il suo uomo la dovrebbe tradire? Evidentemente è lei stessa a
ritenere di valere poco, tanto poco che, se fosse stata al posto di lui,
probabilmente avrebbe tradito senza problemi.
Quello che la inviterei a fare dunque non è tanto uno sforzo nel cercare
di imparare a fidarsi degli altri (che pure sarebbe una saggia cosa,
specialmente quando non ci sono motivi per pensare in negativo), quanto
nella ricerca attiva del suo benessere personale.
Perché non è felice? Cosa le manca? Cosa vorrebbe dalla vita? Provi a
farsi queste domande, con la consapevolezza che è possibile, se lei lo
vuole, trovare delle risposte. Certamente è impossibile far tornare in
vita delle persone che ci hanno lasciato, ma altre cose si possono
ottenere. Ad esempio, se la lontananza di suo fratello la fa soffrire,
potrebbe essere lei a fare il primo passo e a cercarlo. Inoltre, credo
che lei si sia troppo isolata a livello sociale: a volte gli affetti
possono essere trovati anche in persone estranee, con le quali non si
condividono legami di sangue.
Cerchi insomma di rivalutarsi come persona, faccia le cose che le piace
fare, soddisfi i suoi desideri ed i suoi bisogni e cerchi di crearsi una
rete di rapporti d'amicizia: il tempo deve essere usato per fare, non
per pensare, soprattutto quando i pensieri sono così devastanti e
autodistruttivi, come quelli che occupano la sua mente in questo
periodo. Coraggio, con un po' di impegno, può farcela!
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
POSSIAMO ANCORA FUNZIONARE COME COPPIA?
Salve!Sono Andrea. Sposato con due figli. Dopo un tradimento da parte
di mia moglie ed un anno di pausa, siamo tornati insieme per cercare di
capire se possiamo ancora funzionare come coppia. Lei è stata in
psicoterapia ed attualmente prende degli antidepressivi. Dice di amarmi
e di volere vivere con me. Gli mancavano le mie carezze, i miei
abbracci, la mia allegria ecc. Io sento chevorrei vivere con lei. Ne
sono ancora innamorato, ma durante il suo tradimento ho capito anche che
lei si è data completamente all'altro. E qui arriva il mio grande
problema. La mia ansia di sapere che non mi desidererà come l'altro.
Leidice che quello che provava per l'altro era solo dovuto al fatto che
viveva in uno stato iniziale di innamoramento, oltre al fatto che
funzionava come unadroga ai suoi problemi di depressione. Il rapporta
con me lo considera qualcosa di diverso. Il rapporto di due personeche
stanno insieme da 18 anni e che si amano in un modo maturo. Io vorrei
tanto farcela e credo anche che lei sia sincera, ma non so come farea
controllare questa mia ansia.Vi ringrazio ed invio i miei più cari
saluti
Andrea
Gentile Andrea
Una coppia di lunga durata si trova a volte, nel suo percorso, a fare i
conti con problemi di tradimento. E' una cosa dolorosa, ma del resto è
anche idealistico pensare che una scelta fatta a venti anni possa essere
valida per tutta la vita, in qualsiasi tempo o condizione (anche se, in
alcuni rari casi, è possibile). C'è ad esempio da affrontare in qualche
modo le possibili depressioni, i cali dell'autostima, che spesso
avvengono a seguito di delusioni e fallimenti personali: l'amore per una
nuova persona può effettivamente apparire come una magica terapia,
capace di curare tutto. E' possibile dunque che sua moglie abbia cercato
di curarsi con la medicina sbagliata. Il legame che vi unisce è
sicuramente solido: c'è però da prevenire determinate situazioni e, se
non è possibile prevenirle, almeno affrontarle con gli strumenti giusti.
Ad esempio, se sua moglie la psicoterapia l'avesse fatta prima, forse
non avrebbe scelto la terapia che ha scelto per uscire dalla
depressione... Dunque, visto che state rimettendo insieme i cocci della
vostra vita, fatelo nel modo migliore, facendovi aiutare da un terapeuta
di coppia, che vi possa suggerire nuove regole di convivenza, adatte
alle vostre abitudini e personalità, migliorando la comunicazione fra di
voi e, perché no, anche la vostra vita sessuale.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Psicolinea.it
MIA MOGLIE MI HA TRADITO
Ho scoperto dopo 18 anni di matrimonio che mia moglie mi ha tradito
col suo nuovo datore di lavoro, in un primo momento ha tentato di
negare, ma poi mi ha confessato dicendomi che è stata una breve
infatuazione che non sa spiegarsi come è successo ma che era finita e mi
ha chiesto se potevo perdonarla e di non andare via, io fra molte
fatiche avevo deciso di provare anche se non ho più fiducia in lei e l'
immagine sua con l'altro mi tormenta, ma sopratutto il fatto che lei
lavori sempre a contatto a questa persona mi agitava quindi ho mandato
stupidamente forse degli sms a lui dicendogli che sapevo tutto e di
starle lontana, lui per contro l'ha licenziata mandandola in depressione
e lei si è allontanata da me dopo pochi giorni è stata richiamata al
lavoro ma ora dice di non volermi più mi giura di non essere interessata
a l'altro ma di non saper se vuole continuare con me, anche perché se mi
ha tradito dice lei , vuol dire che non ti amo più, non so cosa fare
sono molto innamorato di lei e non riesco a concepire il separami da
lei e da mia figlia, anche perchè dovrei andare lontano, lei si tormenta
domandandosi del perchè io le ho spiegato che poteva succedere anche a
me e che ho le mie colpe visto che dopo molti anni forse mi sono
adagiato e non ho continuato a trattarla come meritava, ma lei è in
confusione dice di volermi
molto bene , ma non di amarmi , non so che pensare cosa mi consiglia ,
grazie
Gentilissimo,
Occorre chiarirsi sul termine 'tradimento'. Se tradire significa non
tener conto del patto di fiducia e di stima che è alla base del proprio
rapporto di coppia, anche lei ha tradito sua moglie e lo ha fatto quando
non l'ha trattata come meritava, come lei stesso ammette, e quando ha
mandato all'altro i suoi SMS.
(... Pensava, così facendo, di riconquistare l'interesse di sua
moglie?).
Ora quello che c'è da fare è andare da uno psicoterapeuta della coppia e
cercare di ricostruire il vostro rapporto. Se non fosse possibile,
potreste provarci da soli, pensando che un matrimonio che dura da 18
anni e una figlia non possono essere buttati all'aria per una 'breve
infatuazione' di sua moglie.
Cordialmente,
Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona
LUI NON E' PRONTO
Gentile Dottoressa, sono una ragazza di 35 anni che da 3 e mezzo
convive felicemente con il proprio compagno di 37. Da circa 2 anni però
ho un forte desiderio di maternità, ma il mio lui, nonostante 13 anni
d'amore, mi dice che non è pronto. So che sarebbe un buon padre, lo vedo
da come si comporta con i
figli dei nostri amici. Il suo rifiuto è dato da numerose motivazioni e
tra queste la paura di perdere la libertà di vita sociale, la
tranquillità familiare, l'equilibrio che c'è tra di noi, di avere dei
bimbi che un giorno diventino arroganti, irrispettosi, o poco di buono.
Questa situazione per me è molto logorante perchè mi sento sempre più
ossessionata da questo desiderio che sembra ancora molto lontano.
Durante i nostri rapporti intimi spero che capiti qualcosa di non
calcolato ma, alla fine, le mestruazioni puntualmente arrivano. Per
sentire di meno la tristezza e l'ansia cerco di evitare conoscenti e
amiche con il pancione o con neonati, poi però mi ritrovo a curiosare
nei siti dedicati ai bimbi e sogno. Ho provato in tutti i modi a far
capire al mio compagno la "necessità" di diventare madre, anche
"stressandolo" con la mia continua richiesta, ma lui dice che non può
avere un bimbo solo quando lo voglio io. Comprendo il suo bisogno di
aspettare, ma dentro di me si è formata una voragine che mi fa andare
sempre più in depressione e non so come evitarla. La prego mi dia un
consiglio su come posso affrontare, con più serenità, questo difficile
periodo della mia vita. Grazie per avermi ascoltata. ANNA
Cara Anna,
Credo che abbiate ragione e torto tutti e due: se una persona non si
sente pronta per essere padre non dovrebbe essere forzata a farlo; allo
steso modo, se una donna ha una relazione stabile, 35 anni e desiderio
di essere madre sembra assurdo non esaudire questa richiesta. Allora?
Come ci si comporta quando in un conflitto fra due persone non sembra
esserci una via d'uscita? C'è un solo modo: la mediazione, il
compromesso. Che potrebbe essere ad esempio: fammi diventare madre ed io
rinuncerò al mio lavoro per lasciarti più libero, oppure aspettiamo
ancora, ma fissiamo una scadenza ultima, e così via. Del resto siete in
due: fra voi non deve esserci chi vince e chi perde, perché dovete
vincere insieme.
Cordialmente,
Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona
MESSAGGINI DI UN'ALTRA DONNA
Il mio nome è Lorena, ho una storia da nove anni con un ragazzo che
per lavoro è lontano da me da circa sei anni. Nonostante tutto cerchiamo
di non perderci mai ,ci sentiamo spesso per telefono,lui viene da me ed
io vado da lui quando mi è possibile. L'ho sempre ritenuta una persona
affidabile,ma qualche mese fa
sono andata da lui e ho scoperto su un fogliettino dei messaggini da
parte di una donna che mi hanno sconvolta. Mi ha detto che era un
momento in cui si sentiva fragile e non riusciva a dialogare con me. IO
non ricordo nulla so solo che mi affidavo tanto a lui, perchè ero
entrata in uno stato psicologico
particolare per via della tesi. In breve l'ho perdonato,ma solo
apparentemente. é diventata un'ossessione sto male me li immagino
insieme e non riesco più a fidarmi di lui. Continua a dire che con me
non riesce a parlare di tutto e che devo cambiare. Ma io sono solo meno
superficiale di lui e forse sono cosi' coinvolta che non riesco ad
essere fredda. Sta con me mi ama ma a dicembre si scambiavano messaggi
un po' caldi per i miei gusti. per lui era solo un 'amica con la quale
aveva avuto confidenze .Perciò era normale dirle ti voglio bene. Non so
che fare , mi sto distruggendo ma non voglio perderlo. Spero in una
vostra risposta.
Cara Lorena,
Purtroppo relazioni di coppia dove non si incontra mai il tradimento non
esistono, o sono rarissime. Se si desidera avere un rapporto di lunga
durata occorre, purtroppo, metterle nel conto e cercare di farsi il
minor male possibile ogni volta che cose del genere si vengono a sapere.
Altrimenti c'è una seconda opzione: avere storie brevi, ma all'insegna
della fedeltà reciproca. Al primo 'sgarro' ci si lascia. Questa è la
modalità che oggi mi sembra vada per la maggiore. A lei la scelta.
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona
SONO IN UNA VERA CRISI
Buon giorno dottoressa,
sono credo in una vera crisi che mi sta letteralmente preoccupando. sono
stata tradita e lasciata da una donna per la quale stavo rinunciando a
tutto pur di vivere con lei, visto che non era accettata dalla mia
famiglia ne lei ne la nostra storia. Da qualche giorno sto avendo strane
reazioni, non mangio non ho sonno e ciò è decisamente strano per me,
rimetto spesso e molte volte mi sveglio ,quando riesco a prendere sonno,
con fortissime palpitazioni, mi manca il respiro e poi cosa molto strana
mi è successo ieri ero a fare spese sola ed ero in mezzo ad altra gente
e tutto ad un tratto mi sono sentita male, mi sentivo di soffocare mi
girava la testa e cosi avendo paura ho chiamato lei che è accorsa a
prendermi accompagnandomi. Al lavoro molto ma molto spesso ho crisi di
pianto e a volte di risate sola sola come una pazza. So di aver bisogno
di aiuto, cosa posso fare mi dica lei, è la prima volta che mi rivolgo a
qualcuno soprattutto in rete. La ringrazio della cortese attenzione e di
una sua eventuale risposta.
Sandra
Cara Sandra,
I suoi sono sintomi di ansia. La fine di un amore, etero o omosessuale
non importa, lascia sempre un profondo dolore e le persone possono
reagire in modi diversi: questo è il suo. E' evidente inoltre che la
richiesta d'aiuto alla sua ex è un modo per tenere in piedi il rapporto
per non rassegnarsi ad una fine da lei né desiderata, né accettata. Che
fare? Purtroppo devo risponderle che l'amore non è una malattia, anche
se fa soffrire molto: fa parte della vita e bisogna imparare a
conviverci, sia quando ci porta il riso, sia quando ci porta il pianto.
Rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe esserle d'aiuto per cercare di
ritrovare autostima, serenità e benessere e, soprattutto, per guardare
alla vita da altre prospettive. Tutto sommato infatti, può darsi che la
persona in questione non meritava tutto l'affetto e la dedizione che lei
le ha dedicato e che forse solo in futuro si renderà conto dell'immensa
fortuna che le sta capitando.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
E' INCINTA?
sono un ragazzo di 22 anni di B. e volevo avere rassicurazioni più
che fare una domanda. 22 giorni fà ho avuto un rapporto sessuale con la
mia ragazza conlusosi con il coito interrotto. premetto che uso sempre
il preservativo sono un pò agitato anche perchè proprio al 22esimo
giorno la mia ragazza mi dice di
avere ancora l'ovulazione (le si presenta sottoforma di gelatina bianca
sulla vagina)e nessun sintomo premestruale (come indurimento del seno
ecc.) cosa devo fare?devo preoccuparmi?g raziE
Caro ragazzo di B.,
Per sapere se l'ovulazione è in corso ci sono degli strumenti che
assicurano una sicurezza totale (dunque ci si può affidare
tranquillamente ad essi, invece di farsi prendere da inutili ansie, ad
esempio controllando il muco vaginale o la temperatura, come si faceva
una volta). La sua ragazza inoltre può fare un test di gravidanza lo
stesso giorno in cui dovrebbero arrivarle le mestruazioni (con taluni
kit lo si può fare anche prima, mantenendo un certo grado di sicurezza).
In ogni caso, il primo segnale dello stato di gravidanza è l'assenza di
mestruazioni: non ce ne sono altri. Se fosse così facile 'riconoscere'
lo stato di gravidanza, perché avrebbero inventato i test? Lo dica alla
sua ragazza e, per stare più tranquilli, continuate ad usare il
preservativo...
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
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