La psicologia amica 10° anno online

Responsabile Scientifico:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology Pagina FacebookPagina Twitter

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

Consulenza
online

Appuntamenti 
in Studio

Consulenza Telefonica del GIOVEDI' News dal Blog
Questioni
di sex
Dr. W. La Gatta
348-3314908

349 590 7 591

Dentro e fuori di te
Dr. G. Proietti
347-0375949
dalle 11.00 alle 12.30
Consulenza
in videochat
     
Info Attualità Biblioteca Coppia Costume Donne
Genitori e Figli I Grandi Temi Interviste Personaggi Psiche in pillole Sesso in pillole
Sessuologia Terapie_Tecniche Test in English Consulenza Il Sesso e L'Amore



Dentro e Fuori di Te
Archivio

Home Page > ARCHIVIO POSTA > DfT n. 13
 

PAGINA TREDICI

DONNE CHE PENSANO TROPPO...

Gentile dott.ssa,da qualche tempo (circa 6 mesi) soffro con maggiore insistenza credo di disturbi d’ansia. La mia mente pensa che mi verrà un dolore al petto per un infarto e sebbene questo dolore io non lo avverta, perché grazie a Dio non soffro di problemi cardiaci, ho tuttavia la spiacevole sensazione che stia arrivando. A volte sento all’altezza dei due seni come una scossa elettrica e questo mi mette paura, ma poi tutto passa in pochi secondi e torna tutto come prima. So che probabilmente questo fastidio è dovuto alla rettilinizzazione che ho del tratto cervicale, ma la mia mente galoppa e non riesco a fermarla.(Vorrei dire che tre anni fa c.a. è morto un mio amico di 22 anni di infarto e mio cugino di 28 anni ne ha avuto uno dovuto a un batterio). Come può succedereuna cosa del genere? Sebbene io sappia che non è un infarto la mia mente pensa così ossessivamente che quasi avverto una sensazione che non c’è. Ho paura che a furia di pensare così ossessivamente alla fine mi venga davvero. Sarebbe possibile una cosa del genere?? E come posso fermare i miei pensieri? So che è solo una questione psicologica perché mi rendo perfettamente conto che quandoho la mente impegnata in altre cose non sento niente e sto benissimo. Ultimamente sto cercando di controllare queste sensazioni negative, ma èdifficile. Ho contestualizzato il mio malessere, ho 32 anni, vivo in una zona disagiata del sud, non ho un lavoro stabile(in passato ho vissuto e lavorato in grandi città italiane ed europee) e neppure la possibilità economica per realizzare dei piccoli desideri quotidiani, come andarmene a vivere da sola,non ho un fidanzato con cui condividere la mia quotidianità. Sono comunque una persona molto attiva socialmente, sono impegnata in politica e nel volontariato sono apprezzata socialmente ma io penso di avere soltanto molti oneri e pochi onori. In sostanza penso che inconsciamente io voglia uccidere me stessa per come sono ora (premetto che il suicidio non è nei miei pensieri anche se non mi sento motivata a vivere). C'è in effetti un’altra cosa che ho preso in considerazione… è un segreto dicui non ho mai parlato a nessuno, soltanto qualche tempo fa ho dovuto scrivere un accenno sul mio diario, perché so che non parlandone è peggio. Questa è la prima volta che dico questa cosa. Mio padre ha avuto tempo fa una storia extraconiugale ed io l’ho scoperto leggendo un sms sul suo cellulare. Questo mi ha fatto soffrire molto però non ho mai versato una lacrima, non ci riesco neppure ora. Ora la situazione si è stabilizzata e penso che mio padre abbia di nuovo solo mia madre, e non so dire che cosa provo per questa storia passata (è successo un annetto fa). Vorrei capire se la mia situazione è risolvibile in poche battute e quindi posso farlo anche da sola, autogestendomi, oppure se ho bisogno di un aiuto serio. Dove vivo non conosco professionisti bravi l’unica di cui ho fiducia è la psicoterapeuta con cui collaboro, ma è il mio “capo” e dunque non credo sia indicato parlare di queste cose con lei, sebbene ci lega un rapporto di stima e amicizia.

Carissima,

Lei è una ragazza molto intelligente, colta, sensibile; mi permetta però di trovarle anche un difetto: lei pensa troppo!
Martin Seligman, che per anni ha studiato l'ottimismo, si è reso conto che le donne tendono più degli uomini alla depressione e al pessimismo perché hanno questo particolare difetto di pensare 'troppo'. Cosa significa questo in termini psicologici e che cosa si può fare per risolvere il problema?
Anzitutto bisogna concentrarsi di più sulle cose pratiche della vita che su quelle teoriche. Quando lei sente il dolore al seno e pensa ad un infarto imminente, è inutile cercare di ricordare le nozioni di medicina, perfino pericoloso 'razionalizzare' la paura pensando a delle possibili cause organiche... Tutto ciò la porta verso l'ansia, l'insicurezza e l'ipocondria. Meglio, molto meglio è invece cercare di dedicarsi ad un passatempo, ad un'attività piacevole. Le piace dipingere, leggere, scrivere, cantare, ballare e così via? Bene, faccia 'quella cosa' nei momenti di difficoltà, anche se non le va di farlo, anche se non si sente motivata. Spinga sull'acceleratore, superi l'ostacolo, vada avanti.
E' inutile stare a pensare alle delusioni avute in famiglia, ai possibili traumi infantili: tutto questo è valido se si sta facendo un'analisi personale ed allora tutti i legami familiari, particolarmente quelli legati all'infanzia, andrebbero ripensati e rivissuti... Ma lei sta facendo l'analisi personale? No, mi pare. E allora cerchi piuttosto di guardare avanti, di porsi degli obiettivi concreti. Se la sua città non le offre il futuro che desidera, la cambi: lo ha già fatto in passato, può farlo ancora. Si cerchi il lavoro che è adatto alle sue capacità e ambizioni, costruisca la persona che vuole essere... E vedrà che tutto quello che oggi tanto la spaventa passerà.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN'ANZIANA PARTICOLARMENTE SEDUTTIVA

Gen.ma Dottoressa,tempo fa mi è successo un fatto che non mi aspettavo.Sono andato a far visita ad una signora amica di famiglia, che come sempre mi ha accolto con molta gentilezza. Però quella volta aveva un'espressione del viso diversa dal solito, emanava una luce particolare. Ed anche una volta seduti l'uno di fronte all'altra, lei chiudeva e apriva leggermente e con ritmo costanta le ginocchia. Sembrava proprio che desiderasse fare l'amore con me. Il fatto è che lei ha 79 anni; è possibile che a quell'età una donna abbia ancora voglia di fare l'amore? E con un uomo che potrebbe essere suo nipote?Grazie per l'attenzione, cordiali saluti e complimenti!
Markus


Caro Markus,

Non saprei dirle: i gesti e le espressioni che mi descrive mi sembrano decisamente seduttivi, ma potrebbe essere semplicemente il bisogno narcisistico di sentirsi apprezzata, di piacere ad una persona più giovane, la vera motivazione di tali 'segnali'. In ogni caso, mai dire mai...

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HO TRADITO MIO MARITO SENZA SENSI DI COLPA

Anni fa ho dovuto scegliere con fatica tra due ragazzi che mi amavano. Ne ho scelto uno e l'ho sposato tredici anni fa, da allora non ho più rivisto l'altro fino a giugno scorso. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e daallora ci sentiamo quasi quotidianamente e siamo riusciti a vederci due volte. Ho tradito mio marito per la prima volta nella storia del mio matrimonio esenza nessun senso di colpa, penso che appena potrò mi rivedrò conl'altro........ Cosa mi sta succedendo? Vorrei continuare a vivere questa storia basata quasi esclusivamente sul sesso da entrambi, e tutti e due non vorremmo sconvolgere le nostre famiglie (abbiamo tutti e due dei bambini)

Gentilissima,

Come vede, la tendenza monogamica dell'essere umano, specialmente riguardo al sesso femminile, è una pura invenzione culturale. La natura umana tende alla promiscuità, alla frequentazione di più partners, anche contemporaneamente, come del resto accade anche per il mondo animale.
La scelta di autocensurarsi in questo desiderio di libertà è una scelta di opportunità: per conformismo, per omologazione sociale, per tranquillità, per credo religioso, per quieto vivere, per rispetto del/della proprio/a partner, per mancanza di desiderio sessuale, ecc. Tanti possono essere i motivi per cui si sceglie la fedeltà.
Il desiderio di trasgredire la regola della fedeltà coniugale invece può essere dovuto ad altre ragioni: senso di frustrazione e di insoddisfazione all'interno della famiglia e della coppia, desiderio di ritrovarsi, di ricostruirsi, dopo un periodo di depressione, ricerca di nuovi margini di libertà individuale, ecc. ecc.
Nessuno può dirle se sta sbagliando o meno, per quello che ha scelto di fare, perché si tratterebbe di un giudizio morale, che spetta solo a lei e alla sua coscienza. Quello che posso suggerirle, per non coinvolgere le famiglie, è cercare di essere sempre molto forte, molto prudente, molto riservata e soprattutto rispettosa di chi ha scelto invece di non tradirla (forse!).

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA BELLISSIMA STORIA IN CRISI

Dopo 12 anni di vita insieme molto felice, in seguito a gravi problemi giudiziari, mio marito cade in depressione profonda: io lo aiuto e sostengo.Lui mi dice di sentirsi in colpa per non avermi saputo proteggere. Poi scoproche da poco ha instaurato una relazione, mi dice tr le lacrime che lei nonconta nulla, che però era divertente, che con lei non pensava ai problemi; lalascia comunque subito. Cado anche io in depressione, perdo letteralmente lavoglia di vivere, divento apatica e mangio pochissimo, vomitando anche quelpoco. Mi scuoto quando mi rendo conto che rischio la mia vita.Cambio lavoro, miallontano da casa anche per lunghi periodi; lui nel frattempo è in crisi con sèstesso, per avermi tradito, perchè dice di volere recuperare sè stesso ma nonsa come.Ora lui sta meglio: si dice pronto a ricominciare, che rivuole lanostra vita, di non avermi tradito perchè infelice con me. Io sto sempre male:nella mia testa emergono all'improvviso ricordi dell'accaduto.Odori, suoni,nomi, luoghi, ricorrenze mi gettano nello sconforto più profondo facendomicredere che tutto sia perduto. Non posso vedere il suo migliore amico, chesapeva;evito il suo ufficio, dove mi sento male(nausea). A tratti sentonosstalgia della nostra forte intesa e complicità, del nostro amore. A trattisento che nessuno, nemmeno i genitori, sono importanti: se ci sono bene,altrimenti è lo stesso. Non sono mai stata così anafettiva. Desidero veramentericostruire il mio matrimonio perchè credo profondamente in noi due comecoppia.Può essere che soffra di depressione post trauma o il troppo dolorepatito rendono impossibile ricostruire la nostra bellissima storia? Come posso uscire da questo tunnel?
Grazie


Gentilissima,

Una 'bellissima storia' non può finire a causa di un tradimento fatto così, 'per ridere, per non pensare ai problemi'...
Evidentemente, il lungo periodo di problemi giudiziari ha influito, cambiato, logorato, il vostro rapporto e le vostre persone: suo marito, tradendola, può aver cercato, a suo modo, di superare la depressione, ritrovando interesse per la vita ed umore positivo. Ha sicuramente sbagliato, ma non si tratta di un errore irrimediabile. La sua persona, la sua dignità di moglie non ne esce delegittimata, offesa, ferita: il tradimento, specialmente nei rapporti di lunga durata, è un fatto con il quale - purtroppo - occorre imparare a fare i conti, anche nelle più belle storie d'amore.
Per ricostruire il vostro rapporto il primo passo che lei deve compiere è il perdono. Perdonare non significa dimenticare, ma fare in modo che il dolore non faccia più male. E' come quando ci si cura una grossa ferita: lo si fa perché smetta di sanguinare, non certo perché essa possa scomparire, senza lasciare traccia... La sua cicatrice continuerà a far parte di lei e le ricorderà sempre il motivo di un'antica sofferenza, anche se, nel tempo, non le farà più male.
Se lei riuscirà a liberarsi dai sentimenti di vergogna e di risentimento, potrà utilizzare le sue energie non più per piangersi addosso, ma per ricostruire la sua vita, magari ripartendo proprio dalla vostra 'bellissima coppia' (che tale rimane, nonostante tutto).
Cerchi anche di chiedersi se possono esservi state delle sue possibili responsabilità nella scelta compiuta da suo marito: pur nell'asimmetria delle reciproche colpe, può darsi che qualcosa di poco funzionale nel vostro rapporto sia attribuibile anche a lei... Del resto, nessuno è perfetto e i comportamenti sbagliati non riguardano mai una sola persona nella coppia.
Guardi dunque a questa storia che riguarda il vostro passato con sufficiente distacco, con prgamatismo. Non si lasci travolgere dalle emozioni negative: sia costruttiva, creativa: del resto suo marito mostra rammarico per quanto è successo, le chiede di scusarlo, le dice che crede nella vostra unione... A quale altra prova del fuoco lo vuole sottoporre ? Continuare a mostrarsi anaffettiva, inappetente, depressa potrebbe essere solo un modo per cercare una vendetta, alimentando i rimorsi del fedifrago... Ma a chi giova?
Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO UN RAGAZZO OMOSESSUALE

Ho 23 anni ,sono un ragazzo omosessuale che ha inziato ad accettarsi da quando si è innamorato per la prima (e unica) volta (un anno fa) di un bellissimo uomo di 43 anni.per 5 mesi siamo stati insieme fin quando a causa di una gelosia irrazionale e infantile ,(l'ho ossessionato) mi ha sbattuto fuori casa sua. per mesi ho continuato ad assillarlo e lui si è allontanato sempre di più, dicendomi che lo avevo spaventato e che voleva tempo per sbollire tutto. Dopo un anno ci stiamo rifrequentando come amici (anche se l'ultima volta abbiamo ceduto all'attrazione) IL mio timore è che lui non mi voglia bene neanche come amico. Infatti è venuto a trovar il suo amico (ex fidanzato) e non voleva che ci incontrassimo perchè dice che si vergognerebbe a dirgli che ci stiamo vedendo dopo quello che gli ha raccontato di me (nel periodo in cui lo assillavo). il sabato sera ci siamo incrociati e mi ha appena salutato con un occhiolino(da dire però che stavo con i miei amici che non sann della mia omosessualita) vorrei sapere come si può interpretare questa situazione. una persona che mi ha allontanato per un anno è mai stato innamorato di me (io ero pronto a mettere la mano sul fuoco ) e ora come faccio a capire che mi vuole bene come amico e non è solo un modo per accontentare la mia richiesta (sono stato io a chiedergli di essere amici) .

Gentilissimo,

Credo che lei sia ancora innamorato, affascinato, infatuato, attratto (scelga lei quale aggettivo si presta più al suo caso) da questa persona. Non si può essere amici se vi sono queste condizioni.
Come non può esistere vera amicizia fra uomini e donne , allo stesso modo, non può esserci tale tipo di rapporto fra due persone dello stesso sesso, che vivono una condizione di omosessualità.
Se lei prova a leggere dentro sé stesso, forse si accorgerà che questa richiesta di amicizia nasconde il desiderio (o il tentativo) di riallacciare il rapporto con il suo ex, di riparare all'errore 'infantile' della gelosia (il che è piuttosto un errore umano, quando si è innamorati).
Se lei tiene veramente all'amicizia di questa persona, deve dimostrare di saper vivere senza di lei: la vera amicizia è anzitutto un rapporto disinteressato.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO UNA POVERA PAZZA?

Sono L.e ho 21 anni. Alla fine di giugno ho cominciato a sentirmi male..passavo le mie giornate a letto,depressa. Avevo paura di essere uccisa da chiunque,oppure di perdere il controllo,su di me e sugli altri. Avevo paura dipensare a queste cose perchè so che sono sbagliate.. Io vorrei vivere serena come gli altri,senza la paura di poter far male a me o agli altri in modo irrimediabile.. Questi disturbi che ora non mi danno pace(mi rendono difficile lo studio) sono tornati dopo qualche tempo di relativa serenità e di norma li sento meno forti ad es.se esco con qualcuno che riesce a distrarmi..Secondolei cosa dovrei fare?c'è la possibilità di guarire da sola?sono cose di cui mi vergogno a parlare,quasi che parlandone diventassero troppo grandi,ingestibili,senza via di uscita..quasi che parlandone le persone mi considerassero una povera pazza.La ringrazio di cuore.

Gentilissima L.,

Lei non è sicuramente una povera pazza, ma è una persona che non non deve cercare di curarsi da sola. Esistono ottimi farmaci ed ottime psicoterapie per superare questa sorta di nevrosi ossessivo-compulsiva, che la porta a pensare delle cose che non la aiutano a vivere meglio e che oltre tutto interferiscono pesantemente sulle sue capacità attentive e sul tono dell'umore.
Ne parli tranquillamente con il suo medico di base, che saprà indirizzarla al meglio.
Cari saluti,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IL COMPLESSO DI POLLICINO

Sono uomo di anni 42, ho da sempre sofferto il complesso di "pollicino" avendo un pene di appena 11 cm. il primo rapporto sessuale l'ho avuto all'età di 28 anni con una donna che rimase con me per ben 7 anni. poi l'oblio e la disperazione. 4 anni fa conobbi una donna che mi fece perdere la testa. nacque dolorosamente una relazione che durò pochi mesi. da questa relazione io ebbi una figlia (bellissima). Oggi la mia vita è arricchita da questa bambina stupenda (anche se con molti problemi, anche legali, visto che poi la madre ha avuto 1 altra figlia da 1 altro uomo e poi si è lasciata anche conquest'ultimo) ma nonostante la figlia la mia vita è incompleta ed io sono infelice e stanco di esserlo.. devo prendere in mano la mia vita e completarla con una vita sessuale soddisfacente altrimenti finirò per coinvolgere anche la mia bimba che può avvertire il mio stato d'animo "triste" e problematico, ed inoltre non è giusto che 1 uomo viva a metà con uno stato d'animo sempre sottotono con scivolate depressive. Ad oggi psicologi e visite mediche non sono servite un gran chè.. che strada mi consigliate di intraprendere? Grazie per un prezioso consiglio.

Gentilissimo,

La 'sindrome del pene piccolo', come più spesso viene definita in termini medici e scientifici, riguarda persone con poca fiducia in sé stesse. Infatti, il solo misurare la lunghezza del proprio pene significa attribuire importanza e fiducia più a fattori esterni che alle proprie capacità individuali di gestire una relazione sessuale soddisfacente con un'altra persona.
Che le sue dimensioni genitali contino poco o addirittura nulla lei ha potuto constatarlo dal fatto che la sua prima donna è rimasta con lei per tanti anni e che con una seconda donna (che le aveva 'fatto perdere la testa') lei ha potuto avere rapporti completi, fino addirittura alla nascita di questa bambina (il che dimostra che, sotto l'aspetto organico, lei non ha alcun problema).
Nessuno le vieta dunque di avere una vita 'normale' e una relazione sentimentale e sessuale soddisfacente: il suo unico limite dipende da sé stesso, dal suo senso di insoddisfazione e forse anche dall'invidia per chi è maggiormente dotato.

Non so cosa significhi per lei 'medici e psicologi che non sono serviti a niente'. Che tipo di consultazioni ha richiesto? Quali percorsi psicoterapeutici ha intrapreso? Quali erano i suoi obiettivi? Se il suo sogno segreto era quello di migliorare, con medicine e psicoterapie, le dimensioni peniene, posso capire il suo senso di sconfitta...

L'unico consiglio che mi sentirei di darle è quello di cercare di valorizzare ciò che lei ha, invece di passare la vita a maledire ciò che non ha. L'organo sessuale di cui è dotato funziona perfettamente, le ha permesso di diventare padre e potrebbe ancora darle molto piacere e soddisfazioni, assolutamente non quantificabili in centimetri: butti via il centimetro e cominci a vivere davvero.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

GRANDE CONFUSIONE


Mi trovo in un un momento di grande confusione e neppure io so come mi trovo qui a scrivere, ma non so a chi rivolgermi in questo momento ed ho veramente bisogno di aiuto. Da circa un mese mio marito non ha voglia di fare l'amore con me allora due giorni fa invece di accontentarmi delle solite risposte evasive l 'ho incalzato e ne è uscita un fiume paradossale di parole che hanno contraddetto tutto quello che abbiamo vissuto e ci siamo detti fino a non più di un mese fa in cui ero ricoperta di attenzioni di parole di amore e di progetti da fare insieme. Bene due giorni fa mi ha detto che non mi ama più e se n'é accorto da circa un mese e che non vuole accontentarsi di una vita in cui non sente più le "farfalle nello stomaco" ed insieme ad altre parole sullo stesso tono il suo sgurdo mi rimanda ripugnanza e disprezzo come se fossi diventata l'ombra del diavolo. Io non capisco cosa succede e lui si chiude sempre di più ed è arrivato a dirmi che forse è meglio se me ne vado di casa perché così potrò dargli tempo di capire e di chiarirsi; poi ci ripensa e vuole che resti perché vuole riprovare chiedendomi temp. Il giorno seguente siamo dacapo presi in una discussione in cui io lo incalzo perché ho paura di perderlo e ancora la cosa degenera e mi chiede di andarmene. Abbiamo passato un ultimo annoi duro per problemi economici il lavoro che lo assorbe completamente e ild ediserato figlio che nonostante cure su cure non arriva. Ho pensato che fosse stato un anno pesante e che soffrisse di questo, ma lui mi dice di no. Gli ho anche chiesto se c'è un'altra ma mi continua a dire di no. Adesso me ne sono andata e non so se chiamarlo o meno o meglio sto malissimo e non so cosa fare..........se non chiedere questo piccolo aiuto a voi. grazie nenia.

Cara Nenia,

La prima cosa da fare è tornare a casa: a meno che lei non si senta come un pacco postale, che può essere accettato o respinto in qualsiasi momento, direi che la cosa più importante è tornare nella sua casa e decidere, con calma, del suo e del vostro futuro.
Sicuramente un figlio che non arriva è causa di forti tensioni ed anche il rapporto sessuale perde di spontaneità: occorre rispettare tempi, metodi, posizioni che non sempre favoriscono il piacere sessuale. Difficile, quando si cerca un bambino che non arriva, sentire 'le farfalle nello stomaco' ogni volta che ci si avvicina al/alla partner per avere un rapporto.... Del resto, dei momenti di crisi possono capitare a tutti ed ancor più durante un rapporto di lunga durata: le persone e le abitudini cambiano durante la vita matrimoniale; nascono nuove esigenze e nuove inquietudini, per cui occorre realisticamente essere sempre pronti ad affrontare periodi di 'bassa marea', in cui non sempre si intravedono soluzioni accettabili per poter rimanere insieme, con reciproca soddisfazione. Tutto però può essere risolto, con pazienza, determinazione e fiducia: in sé, nel partner e nella propria unione.
Le consiglierei dunque di evitare di 'incalzare' suo marito, portandolo ad affermare cose in cui forse non crede neanche lui e facendogli prendere decisioni affrettate, come quella di mandarla via di casa.
La cosa migliore da fare al momento è tentare una terapia di coppia, che possa servire a chiarirvi le idee.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

RELAZIONE INTENSA MA PLATONICA


Buongiorno ho 40 anni e sto da 14 anni con un uomo che amo, oltre ad avere 2 figli. Improvvisamente, 3 mesi fa, scopro che lui sta intrattenendo da 4 mesi una relazione di grandissima intensità emotiva, ma platonica, con una donna sposata e con figli. Scoppia il finimondo, richieste spiegazioni, il mio compagno cade in un'angoscia profondissima per il terrore di perdermi. Dice che sono l'amore della sua vita e che mai ha considerato quella storia come alternativa, ma secondaria sempre al nostro rapporto primario; per questo, aggiunge, sempre inserita in paletti, ovvero limiti emotivi che miravano a difendere la nostra relazione, centrale per lui. Si assume la situazione, la mia sofferenza e confusione, si apre tra noi un dialogo serratissimo, un rinnovato sentimento d'amore e consapevolezza di stare insieme. Lui sente di voler anadr da una psicoterapeuta per ricollocare emotivamente i pezzi di questa situazione; poi, terminata la prima fase d'urgenza, dice di aver integrato il senso di questa storia ecomincia un'analisi per comprendersi meglio. Tutto bene, ma la coppia. Mano a mano affrontiamo i problemi nel qui ed ora. Ma il mio compagno sembra non considerare la nostra una crisi di coppia e per me lo è sempre di più, perchè non so farmi una ragione di come siamo arrivati a questo. Come può essere una crisi di coppia affrontata solo su fronti individuali? come riportare i percorsi individuali nella coppia? E poi, esiste una storia di coppia che in qualche modo ci ha condotto a questo? O devo considerare che è stato un episodio che non dipende da noi?Sono andata da una terapeuta con una domanda di percorso individuale e lei mi ha ha fatto chiaramente capire che quello che cerco è un percorso di coppia, ma non ho il coraggio di proporlo al mio compagno, che sembra consideri già sufficiente il modo in cui stiamo affrontando le cose tra noi. Ma io mi chiedo:14 anni hanno condotto a questo Non è forse il caso di capire cosa mancava nella coppia? E comunque non metto in dubbio l'amore che c'è tra noi. Cosa succede? Perchè preferisce assumersi una responsabilità individuale che affrontare il percorso di coppia? Diana 67

Cara Diana,

Chiaramente non so rispondere alla sua domanda, perché non conosco suo marito, né la vostra storia di coppia, a parte quanto lei mi ha scritto in questa mail. Basandomi dunque sui contenuti della sua lettera, posso solo proporle qualche riflessione.
La prima è che forse state prendendo troppo sul serio 'quello che è avvenuto': una relazione platonica, dopo 14 anni di vita comune è davvero il minimo di quanto possa capitare anche alla coppia che si ama dell'amore-più-intenso-che-ci-sia.
Non credo dunque che lei dovrebbe fare il 'finimondo' per questa storia, anche se è sicuramente lecito chiedersi come mai il suo compagno abbia sentito l'esigenza di imbastire una relazione con un'altra donna, seppure platonica. Non necessariamente la risposta sta nella vita di coppia: il suo compagno potrebbe ad esempio attraversare il periodo della mezza età, in cui si cominciano a fare i bilanci della propria vita e potrebbe aver scoperto di non essere sufficientemente soddisfatto di quanto è riuscito a costruire. Se questo fosse il caso, pensare ad un'altra donna potrebbe averlo aiutato a superare un momento di leggera depressione, dal quale non riusciva ad uscire in altro modo. Naturalmente questo è solo un esempio di quello che potrebbe essergli capitato a livello individuale; molte altre possono essere le cause di questo interesse per un'altra donna.
A livello di coppia invece potrebbero esserci altre problematiche, sia nella relazione interpersonale, sia in quella sessuale, ma anche qui è difficile poter dire cosa stia funzionando poco nel vostro rapporto.
Il fatto che suo marito insista per fare una terapia individuale: come interpretarlo? Non so: sembra che lui si colpevolizzi molto per quanto è accaduto, sentendosi forse 'portatore sano' del vostro problema di coppia. Del resto lei nella lettera non avanza alcun tipo di autocritica, alcuna riflessione critica su suoi possibili atteggiamenti o comportamenti sbagliati ed il fatto che la psicologa le abbia detto quello che lei riferisce, sembrerebbe confermare questa ipotesi: che lei non sia sufficientemente motivata ad affrontare un percorso terapeutico individuale, essendo unicamente disposta a cercare 'il problema' nella vita di coppia e non in sé. Concludendo dunque, direi che dovreste anzitutto sdrammatizzare, non parlare più dell'accaduto e poi, se possibile, iniziare una terapia di coppia, per stabilire nuove regole nel vostro rapporto e facilitare la comunicazione, che in questo ultimo periodo si è mostrata probabilmente troppo carente. Sarebbe meglio che il terapeuta della coppia fosse diverso da quello che ha in cura suo marito. Del resto, se lui sente di avere un problema e lei no, perché impedirgli di curarsi?

La saluto cordialmente.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SUPER-CONFUSA

Buongiorno , sono fidanzata con un ragazzo super ma da qualche tempo a questa parte non ho più voglia di fare l'amore con lui . Questa situazione mi fa soffrire molto perchè sto facendo del male all'uomo che amo....Lui mi ha anche chiesto di andare da un sessuologo insieme ...ma non so...Sono sempre stanca la sera quando lo vedo e l'idea di farlo non mi va...mi invento delle scuse assurde...il week end invece lo faccio...li per li mi piace ma poi penso : bon il mio dovere l'ho fatto....per un pò sto tranquilla....non provo mai l'orgasmo e comunque non ho mai pensato che il sesso sia bello...potrei farne a meno . .. non sono più innamorata ? boh...sono superconfusa...cosa ne pensa ? Grazie . D.


Cara D.,

Certamente è difficile pensare bene di una cosa che praticamente non si conosce. Se lei non ha mai provato l'orgasmo in realtà non ha mai fatto l'amore, in quanto il piacere del suo ragazzo non può essere certamente appagante e motivante come il piacere provato su di sé.
Prima di andare da un sessuologo tuttavia, le consiglierei di leggersi qualche buon libro sulla sessualità, ricco di informazioni e di illustrazioni 'esplicite'. Può darsi infatti che il suo disinteresse per la sessualità non l'abbia portata ad approfondire la conoscenza del suo corpo e delle sue zone erogene: da qui il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo.
... Se poi neanche questo dovesse funzionare, non rimane che prendere un appuntamento da un sessuologo.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IL SEGRETO DI FAMIGLIA

Sono la mamma (lavoratrice dipendente) di una bambina che a maggio compirà nove anni e che qui chiameremo Miriam per mantenere l’anonimato.Non so come, quando e con quali parole spiegarle la ns. situazione familiare.Il mio compagno, padre di Miriam, con il quale conviviamo solo da 2 anni, haaltri due figli dal suo precedente matrimonio di cui la bambina ignoral’esistenza.Da premettere che ho 43 anni, lui 67, i figli 36 e 37 sposati con prole.Penso che ormai sia giunta l’ora che Miriam venga a conoscenza di questa situazione, ma non trovo mai il coraggio di affrontare l’argomento o prendere spunto da una conversazione in corso per informarla che il suo papà ha altri due figli, che lei non conosce e che non vogliono conoscerci (almeno per ora);per non parlare della ex moglie che ancora non si è rassegnata della situazioneormai consolidata e che farebbe una sceneggiata se ci incontrasse. Vivendo in paese la situazione è ancora più difficile perché tutti conoscono tutti.Il rapporto del mio compagno con i suoi figli non si è interrotto, anzi lui ogni giorno aiuta (essendo pensionato) uno dei due in un’attività commerciale;Miriam sa che è un amico di suo padre e quando chiede perché non andiamo in quel negozio a fare acquisti mi ritrovo a tergiversare invece di cogliere l’occasione per spiegarle tutto.Accompagno Miriam a scuola la mattina, prima di andare al lavoro poi la rivedola sera quando, finito il lavoro, vado a riprenderla a casa dei nonni che mi hanno sempre aiutato a crescere la piccola. Nell’ora e mezza di pausa al lavoro torno a casa e pranzo con il mio compagno.So che dovrei dirle tutto con parole semplici ed evitare che venga a conoscenza di tutto magari da estranei, sarebbe la cosa peggiore che non mi perdonerebbe mai e poi potrebbero porle il tutto in modo travisato; quindi mi rendo conto che non devo più aspettare e “risolvere” questo “problema” al più presto.Aspetto cortesemente un Vs. consiglio in merito e Vi ringrazio in ogni caso.Cordiali saluti.

Cara signora,

Si, credo anch'io che sia giunto il momento di rivelare tutto a sua figlia. Il consiglio che vorrei darle è questo: cercare di essere naturale, non drammatizzare la situazione, non farle vivere il momento della 'rivelazione-del-segreto-familiare'. Cerchi di dirle qualcosa ogni giorno, non tutto insieme e, soprattutto risponda alle domande che sua figlia le farà, man mano che il racconto prenderà più consistenza. Inoltre, per parlare del passato, faccia sempre riferimento a situazioni che sua figlia conosce e che rappresentano il suo presente.
Cordiali saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON SENTE IL BISOGNO DI STARE SOLA CON ME

Salve,cosa debbo pensare di una donna molto più giovane di me,sposata con 2 figli,che mi dichiara ammirazione e bene profondo,ma che vuol limitare la sua relazione con me a telefonata innocenti e a msg sul cellulare?Lei mi ripete spesso che se avesse contatti fisici con me non saprebbe mentire a suo marito e pertanto teme di rovinare il suo matrimonio,cosa che rifiuta asolutamente.Nemmeno io lo voglio,ma possibile che non senta il bisogno di stare sola con me?Una volta è capitato,ma non si è lasciata andare nemmeno per un istante.In attesa di una Sua risposta La ringrazio e saluto cordialmente Franco

Caro Franco,

Penso che lei si sia imbattuto in una donna con dei saldi principi morali, che non accetta di sentirsi 'imperfetta', come moglie e come madre. Probabilmente questa pseudo-relazione che ha imbastito con lei è un efficace compromesso che ha trovato con sé stessa: in questo modo può continuare a sentirsi 'nel giusto', anche se ha materiale (msg, immagini, discorsi ecc.) su cui poter sognare e fantasticare, avendo così elementi per estraniarsi dalla sua realtà, quando questa è troppo difficile da sopportare. Fossi in lei eviterei di chiedere di più: concedersi a lei potrebbe significare per questa donna non vivere una semplice avventura, ma essere ad un punto di svolta nella sua vita.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON PROVO MINIMAMENTE ALCUN PIACERE


ciao, sono una ragazza di 17 anni e da un mese ho rapporti sessuali con il mio ragazzo, anche lui 17enne con cui stò da un anno. Il mio problema è che a parte le prima volte in cui, a causa della rottura dell'imene, provavo dolore, ora non provo minimamente alcun tipo di piacere...la cosa mi rende nervosa da un pò di tempo perchè non riesco a capirne il motivo. Ho provato a parlarne con lui e lui pensa che il mio sia un "blocco mentale", il chè può essere ma non capisco... conduco una vita normale, sono una ragazza serena e allegra e nonpenso di aver mai avuto dei traumi eppure quando ho rapporti per me "è come se niente fosse". E' un problema risolvibile? Confido in una vostra risposta e vi ringrazio anticipatamente.Un bacio.


Carissima,

Quando una donna non prova minimamente piacere, due sono in genere le ragioni: 1. i blocchi psicologici di cui lei parla e dunque un rifiuto mentale della sessualità, considerata sporca e peccaminosa (ma questo non mi pare il suo caso); 2 L'incapacità, da parte maschile, di eccitare la donna nel modo giusto (soprattutto partendo dai preliminari).
Nel vostro caso la colpa è anzitutto dell'inesperienza. Provi a regalare al suo ragazzo un bel libro illustrato sulla sessualità femminile... Chissà che non vi trovi qualche ispirazione? Altrettanto consiglio di fare a lei, perché se non si conosce bene il proprio corpo, è difficile stabilire se la responsabilità del mancato piacere sia nel corpo stesso o in chi lo accarezza...
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON SENTE IL BISOGNO DI STARE SOLA CON ME

Salve,cosa debbo pensare di una donna molto più giovane di me,sposata con 2 figli,che mi dichiara ammirazione e bene profondo,ma che vuol limitare la sua relazione con me a telefonata innocenti e a msg sul cellulare?Lei mi ripete spesso che se avesse contatti fisici con me non saprebbe mentire a suo marito e pertanto teme di rovinare il suo matrimonio,cosa che rifiuta asolutamente.Nemmeno io lo voglio,ma possibile che non senta il bisogno di stare sola con me?Una volta è capitato,ma non si è lasciata andare nemmeno per un istante.In attesa di una Sua risposta La ringrazio e saluto cordialmente Franco

Caro Franco,

Penso che lei si sia imbattuto in una donna con dei saldi principi morali, che non accetta di sentirsi 'imperfetta', come moglie e come madre. Probabilmente questa pseudo-relazione che ha imbastito con lei è un efficace compromesso che ha trovato con sé stessa: in questo modo può continuare a sentirsi 'nel giusto', anche se ha materiale (msg, immagini, discorsi ecc.) su cui poter sognare e fantasticare, avendo così elementi per estraniarsi dalla sua realtà, quando questa è troppo difficile da sopportare. Fossi in lei eviterei di chiedere di più: concedersi a lei potrebbe significare per questa donna non vivere una semplice avventura, ma essere ad un punto di svolta nella sua vita.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ISTERECTOMIA E ORGASMO

Ho 33 anni e a fine febbraio ho dovuto subire un'isterectomia totale con annessiectomia bilaterale a causa di un cistoadenocarcinoma ovarico. Da marzo sto assumendo la terapia sostitutiva e daaprile ho iniziato una chemioterapia adiuvante che sto quasi per finire (6cicli a distanza di 21 giorni). Il mio problema è che non riesco più ad avere un orgasmo. Non completo, almeno. La questione non è tanto data da una mancanza di eccitazione, quanto proprio dal cambiamento fisico che sento dopo l'intervento. Ho letto che l'utero gioca un ruolo importante nell'ambito dell'orgasmo, soprattutto per alcune donne, e che la mancanza di contrazioni uterine può indebolire e penalizzare le sensazioni date dall'orgasmo. Al di là dei blocchi psicologici dovuti all'intervento e agli effetti collaterali della chemio (mi sto facendo seguire da una psicologa) che potrebbero essere una causa di questo disagio, la mancanza dell'utero è una motivazione fisica effettiva per questa incapacità di riprovare orgasmi e risentire le contrazioni come prima? E, nel caso, c'è una possibilità per sopperire a questa mancanza e tornare a provare queste sensazioni?La ringrazio infinitamente,Perplessa.

Cara Perplessa,

Credo che, dopo un'operazione così invasiva, la frequentazione di ospedali, medici e reparti di oncologia, la cosa più importante da provare in questo momento non sia tanto l'orgasmo, quanto il piacere di aver finalmente risolto un grande problema, che poteva mettere a rischio la sua stessa vita. Infatti, se risolto un problema, lei se ne crea subito un altro, quando sarà veramente felice? Molto meglio sarebbe godersi questo momento di gioia e di rilassamento, dopo tante tensioni e tanta sofferenza. Detto questo, lei deve certamente aspettarsi dei cambiamenti, non solo nelle capacità orgasmiche, ma anche nel relativo calo del desiderio, nella lubrificazione vaginale, nelle dimensioni degli organi esterni (clitoride), ecc. Esistono però dei prodotti in commercio (ne deve assolutamente parlare con un medico, perché non so dirle se nel suo caso sono indicati), appositamente studiati per il trattamento del Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD) nelle donne sottoposte ad isterectomia ed ovariectomia bilaterale, in terapia estrogenica concomitante. Dunque, c'è speranza di ristabilire le condizioni precedenti, anche se con l'aiuto di qualche medicinale.
Tanti auguri e... Provi, più spesso, a pensare positivo!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

E' STATA UNA FAVOLA


Egregia Dott.ssa, da 5 mesi sto con un ragazzo di 2 anni meno di me (èintelligente, spiritoso, un po immaturo a volte, ma sappiamo stare davvero bene insieme e con lui per la prima volta ho pensato "è lui che mi completa!"), ès tata una storia stupenda fin dall'inizio, una favola, ma per paura di soffrire non mi sono mai lasciata andare. anzi, inizialm. lo angosciavo con la mia gelosia! dopo 3mesi ho rischiato di perderlo per questo,ma abbiamo risolto e gli ho confessato il mio amore. ho smesso di essere ossessivamente gelosa(qualche episodio e basta). ma invece di ritornare a volare, precipitavamo! luiè andato in crisi perché era la sua prima storia seria, e lo era diventata troppo in fretta! superata anche questa, sembrava tutto ok. qualche settimana fa mi sono resa conto che mi ero buttata a capofitto nella storia, ed avevo perso di vista me stessa, e gli ho spiegato che così non si poteva andare avanti e che avevo bisogno di equilibrio. ok, sembra che si possa ripartire...ed invece..ci rendiamo conto che non c'è più la magia di un tempo,vogliamo entrambi stare insieme, ma ci siamo resi conto che la tanta sofferenza ha logato l'amore.. ho bisogno di capire se andare avanti in questa storia..se ci amiamo ancora o se è la paura della solitudine che ci tiene insieme. ma con tutte quelle che abbiamo passato in così poco tempo, non mi sembra plausibile che non ci sia più amore!! soffro per ogni minima stupidaggine che lui dice oche mi fa mancare (es un ciao o un buongiorno quando ci sentiamo per la prima volta), ma poi altre cose concrete e più importanti non mancano! il problema sono io o NOI? manca l'amore o manca il mio equilibrio? e come posso risolvere tutto questo??La ringrazio infinitamente. Cordiali saluti, Valentina. Ps: io sto perl aurearmi e anche lui è universitario. questo periodo è sessione d'esame,quindi è già difficile di suo!

Cara Valentina,

Il problema sta nel porsi troppi problemi. Se lei potesse semplicemente godersi questa storia senza associarla a tutti i pericoli e le paure del mondo (perdere il partner, disinnamorarsi, paura della solitudine ecc. ecc. ), sicuramente sarebbe più serena. In realtà non ne avete passate così tante, non avete sofferto troppo: se sofferenza c'è stata, la sua origine non era nelle cose concrete, ma nella rappresentazione mentale che di esse vi siete dati...
Non idealizzate l'amore: la 'favola' di ogni storia non è destinata a durare a lungo nel tempo. Il vero amore segue gli alti e bassi della vita, è mutevole come il nostro tono dell'umore: in certi giorni è gioia, in altri è noia. Bisogna guardare sempre avanti.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HO CREDUTO CHE AVESSE UN PROBLEMA FISICO

Sono sposata da 27 anni con un uomo più vecchio di 17 anni. Da oltre 15 anni mio marito non mi ha più cercata sessualmente, data l'età, ho creduto che avesse qualche problema fisico, e per non moprtificarlo non ne ho mai parlato.L'anno scorso scopro che ha una relazione con una mia amica e in più si acompagna con donne extracomunitarie. Inutile dire che mi è crollato il mondo addosso, litigi. urli ì, strepiti, etc. Un avvocato amico di famiglia a cui lui si è rivolto, perchè stanco della situazione esplosiva che si era creata, ci ha consigliato di rivolgerci ad un consulente matrimoniale. Alla seconda seduta scopro che lui da moltissimi anni non si sentiva piàù attratto da me, quindi rivolgeva le sue attenzioni anche a prositute, oltre che alle mie amiche. Dopo 5 sedute lui ha deciso che non ne avevamo più bisogno. Sono socnvolta, non sopiù cosa pensare o fare, non sono da buttare anzi, dicono che sono ancora motlo piacente a 59 anni. La prego mi dia un consiglio, mi sto distruggendo per questa storia.


Cara signora,

Credo che alzare il coperchio della pentola che bolle da quindici anni non sia un bene per nessuno: lei si è illusa in tutto questo tempo di avere un matrimonio 'perfetto', tale da non richiedere più neanche le prestazioni sessuali. ... Forse, a questo punto, dovrebbe riconoscere che era lei, e non suo marito, ad avere qualche 'problema fisico' (ad esempio un calo del desiderio). Ora lei 'scopre' la doppia vita di lui e fa il diavolo a quattro: ma a chi giova? Cosa pensa di guadagnarci? Suo marito, se faccio bene i conti, ha oggi 76 anni: il più dunque è sicuramente passato; forse le converrebbe far finta di nulla, come ha fatto finora, e cercare di essere più serena. E se è una donna ancora piacente, in tutti i sensi, lo dimostri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CONSUOCERI CHE NON SI AMANO

Buongiorno vi ho scritto già giorni fà, vado ogni giorno nella rubbrica per vedere se c'è una Vs risposta,in quanto il mio problema è enorme,Vi ho già parlato del rapporto con mio padre peggioratosi dopo aver preso le difese di mia madre,ora dopo5 anni mi rendo conto di avere passato e di star passando un inferno x averlo fatto,mio padre sn anni ke si scaglia contro di me insulti offese a volte"qlke anno fa anke botte",mi sn fidanzata e ha scagliato anke il suo odio contro il mio ragazzo al quale gli fa la guerra da 3 anni a lui e alla sua famiglia e ora ke mi sposo tra 10mesi mi accorgo di essere sola,mia madre e mio fratello sn succubi di mio padre e da un giorno all'altro mentre dicono di odiarlo e ke sbaglia,il giorno dopo dicono d'amarlo e cercano di coprirlo,mis ento cm in un inferno.la situazione è crollata quando un mese fà i mieis uoceri invitano i miei a casa loro in quanto i miei nn invitavano loro a casa nostra x un caffè,mio padre s'è rifiutato come un pazzo facendo kiamare miasuocera da mia madre e obbligandole a a dirle ke nn amava il posto dove vivevano e gli dava fastidio andare,da lì l'inferno,mio padre mentre parlavo cn miasuocera dice:CN QUELLA GENTE DI M.... NON VOGLIO AVERE A KE FARE,mia suocera sente e il mio fidanzato nn so se lo sa o meno ma comunque dice a mio padre una brutta parola,ora mentre prima tutti davano torto a mio padre ora sembra ke a sbagliare x tutti come x mia madre sia stato il mio ragazzo e la sua famiglia,premettere ke mio padre mi aveva promesso di darmi la casa ke 2 anni fa aveva comprato,il mio fidanzato doveva ristrutturarla,ma mio padre me l'ha negata.ho bisogno di una Vs risposta sono disperata vi prego.

Gentilissima,

Personalmente sono dell'idea che lei sposerà una persona, non una famiglia. Dunque, lasci fuori quanto più possibile i rapporti con i suoceri e fra i suoceri. Del resto, i suoi genitori non sono obbligati a gradire per forza sia il suo fidanzato che i consuoceri... Le pare?
Se lei è sicura di aver fatto una buona scelta e che suo padre sia una persona inaffidabile, violenta e paranoica, si sposi pure e pensi solo alla sua nuova famiglia, anziché a quella che si lascia alle spalle. Quanto alla casa da ristrutturare, direi che si può vivere bene anche in affitto! Una casa non vale certo tutte queste liti familiari e questo stress...
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO INCINTA?

ho bisogno del suo aiuto...è molto urgente, sono una ragazza di 19 anni ho avuto rapporti sessuali con il mio ragazzo, sempre protetti. oggi sono all'ottavo giorno di ritardo, tre giorni fa ho fatto il test comprato in farmacia. è risultato negativo. l'ho buttato via oggi e ho visto che sulla casella vuota, che indicata la negatività del test è comparsa una linea rosa,che segna lo stato di gravidanza. Oggi dopo pranzo ho fatto nuovamente il test,che è risultato negativo, anche dopo due ora di attesa. Cosa devo pensare? La prego mi aiuti la cosa mi preoccupa molto. sO CHE i test non danno risultati attendibili dopo i 10 minuti, ma a cosa è dovuta la comparsa di quella linea?Io ho sintomi premestruali, come dolori al basso ventre e il seno gonfio, ma soche sono gli stessi sintomi che si possono presentare durante una gravidanza.La ringrazio anticipatamente per la cortesia.


Dopo otto giorni di ritardo i test di gravidanza dovrebbero essere sicuri. Non so dirle tecnicamente cosa potrebbe essere successo con la lineetta sull'altro kit; credo però che lei sia troppo in ansia, per cui le consiglio di prendere un campione di urine e di farlo analizzare, oppure di andare in un laboratorio privato e farsi le analisi del sangue. A quel punto potrà ritrovare un po' di serenità.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

RIMETTERCI INSIEME

Cara Dottoressa,io e il mio fidanzato stiamo insieme da quasi 5 anni. io ne ho 19 e lui 23. a fine ottobre 2006 abbiamo passato un periodo negativo perchè io mi sentivo estremamente sola. non lo sentivo come un compagno e io dialogo era impossibile. per cui ho deciso di lasciarlo: scelta per me dolorosissima.intanto io ho avuto una "storiella" con un uomo francese, a distanza. ci siamo visti solo per un fine settimana. a dicembre ho "scoperto" che lui, invece,aveva una storia con una delle mie più care amiche che era iniziata qualche giorno dopo la nostra rottura. tutto questo mentre per due mesi non faceva altro che pregarmi di tornare con lui e dirmi che mi amava terribilmente. dopo aver profondamente riflettutto e parlato abbiamo deciso di ricominciare perchè innegabilmente ci amavamo. i primi tempi sono stati difficili e pieni di cambiamenti da parte sua: rispetto nei miei confronti, comprensione, maggiore attenzione dei miei bisogni. tutto va talmente bene che stiamo comprando casa insieme. c'è una sola cosa che lui non tollera e che mi infastidisce molto: ilmio rapporto con le mie amiche. più di una volta le ha velatamente insultate e anche me mettendo in dubbio che io fossi veramente con loro e che stessi facendo quello che io gli dicevo. oltretutto, rimproverandomi in maniera meschina che io "non lo calcolo" quando sono con loro. come faccio a fargli capire che io ho bisogno del mio spazio senza per questo togliere nulla a lui?insomma, una relazione non esclude il resto del mondo. non mi merito nemmeno di sentirmi dire determinate cose dato che lui non ha fatto nulla di diverso da quello che ho fatto io, se non peggio. io sono risucita, dopo molto tempo e riflessione, a perdonare tutto. perchè lui mi deve rinfacciare ancora quell'episodio? per ogni cosa diventa sopsettoso e, onestamente, questo mi da molto fastidio. come posso cercare di ristabilire questa parte di equilibrio che lui non riesce a ritrovare? questa mancanza di fiducia mi fa davvero molto male. il dialogo su questo argomento è impossibile. grazie in anticipo per la sua risposta!

Gentilissima,

Il perdono non è una necessità, ma una scelta: se si decide di perdonare qualcuno, non è saggio continuare a parlare di quello che è accaduto, altrimenti non si tratta di vero perdono.
Ciò detto, è ovvio che quello che è successo fra di voi ha lasciato delle ferite aperte e che situazioni e persone che prima apparivano insignificanti o neutrali, oggi vengono viste con maggiore consapevolezza e magari con maggiore timore di prima...
Ci vorrà del tempo per ristabilire un equilibrio tra di voi: certo è che il vostro rapporto deve cambiare, affinché tutto quello che è successo sia una risorsa per la vostra coppia, anziché un limite.
In ogni caso, aspetterei un po', prima di comprare casa insieme: lei ha solo 19 anni e chissà, nel tempo potrebbe anche conoscere qualcuno che la potrebbe far sentire meno sola e più felice. Tanto da non desiderare di uscire con le amiche anziché con lui.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PAURA DI ME STESSA

Da ormai 8 anni soffro di attacchi di panico ed ansia curati negli ultimi 4 anni con degli ansiolitici prescritti dal mio medico di base. La situazione è peggiorata dopo il parto ormai avvenuto 18 mesi fa. Da qual momento oltre ad essere sempre più ansiosa, mi è insorto un sensa di inadegutezza, ho paura di restare sola con mia figlia e di poterle fare del male. Forse questa situazione è dovuta all'eccesiva stanchezza, la bimba non ha mai dormito molto o forse non sono semplicemente portata per fatre la mamma. L'ho tanto desiderata e adessosto vivendo un incubo.. Mi aiuti!

Gentile Signora,

Purtroppo non posso aiutarla molto con queste poche righe che mi trovo a scriverle. Vorrei però dirle di non abbattersi: gli attacchi di panico, l'ansia, la depressione post-partum non sono una maledizione divina, ma disturbi facilmente curabili con la psicoterapia. Se gli ansiolitici che le prescrive il suo medico di base non fanno l'effetto desiderato, chieda a questo medico se può indirizzarla verso un bravo psicologo, per fare una psicoterapia. Qualora non potesse permettersela (capita!), cerchi qualche consultorio gratuito o qualche associazione di volontariato dove operano - gratuitamente - degli psicologi.
Non perda altro tempo.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

E' FINITA PERCHE' NON SONO VERGINE

Salve dottoressa,sono una ragazza di 21 anni e da pochi mesi il mio ragazzo mi ha lasciata per un motivo che posso capire, ma trovo assurdo.ci siamo conosciuti circa sei anni fa perché io vado a trascorrere le vacanze estive nel paese dove lui vive,in Calabria. ogni estate ci siamo sempre parlati poco,anzi notavo che con le mie amiche era molto più spigliato che nei miei confronti e pensavo quasi di non essergli simpatica.la scorsa estate la prima sera che ci siamo visti lui mi ha subito presa in disparte e abbiamo passato tutta la serata insieme e ci siamo baciati.durante tutto il corso delle vacanze la nostra storia è continuata a meraviglia. una volta ritornata a casa mia al nord abbiamo continuato a sentirci e lui ha iniziato a fare discorsi su un nostro futuro insieme. a novembre abbiamofinalmente fatto il passo in avanti e ci siamo messi insieme. devo dire che all'inizio era lui a essere quello più coinvolto e più sicuro della nostra storia.diceva frasi come"quando mi metto insieme a una persona è perché ci credo veramente e spero sia per sempre" infatti io sono stata la sua seconda ragazza importante, le altre (non so esattamente quante ma tante) sono state solo storielle di sesso.beh tutto procedeva a meraviglia, nonostante la distanza che non risultava un problema, e un giorno, dopo molto, ho deciso di raccontargli del mio passato...vista la mia riservatezza avevo finalmente acquisito confidenza necessaria per farlo.sapevo che lui mi aveva scelta perché in questi anni mi aveva vista come una ragazza di sani principi, diciamo seria..non una facile e che per lui era molto importante questo aspetto per intraprendere una relazione seria. un giorno mia veva anche accennato che fino a pochi anni fa pensava che la sua ragazza avrebbe dovuto essere ancora vergine ma poi ha cambiato idea perché con i tempi che corrono sarebbe stato difficile trovarla.insomma gli ho raccontato che la mai prima volta è stata a 19 anni e che dopo sono stata con altre due persone che mi hanno trattata davvero male. ho chiarito che con nessuno di questi 3 sono stata formalmente insieme per varimotivi e che quindi lui era il primo davvero importante, il primo per il quale ho provato determinate sensazioni e anche il primo che sentivo mi volesse veramente bene!ero una persona felice...ora no!dopo pochi giorni mi ha lasciata con delle scuse a dir poco assurde e poco tempo fa sono andata in Calabria per avere le vere motivazioni.il vero motivo è che lui pensava che io fossi stata con solo un ragazzo prima di lui e che per la cultura che ha e per le sue tradizioni non riesce ad accettare questa cosa. con questo non mi ha voluto dire che sono una poco di buono… anzi gli piaccio, gli piaccio tanto e ammette che è un suo limite cheper ora non riesce a superare.ora lei forse penserà che sono un'illusa a credere a una storia del genere male posso assicurare che è la verità.Riesco a capire il suo punto di vista ma solo fino a un certo punto, non capisco come si possano mettere da parte i sentimenti, come si possa rinunciare a una persona a cui si vuole bene e che gli vuole bene(sperando che lo sappia)per una cosa del genere…in fondo due persone che decidono di stare insieme sono il futuro non il passato!ultimamente poi mi sono venuti molti sensi di colpa, per magari essermilasciata andare un po’ troppo, ma poi mi confronto con le mie amiche, che hannoavuto molte più esperienze di me, e mi sento un po’ meno sconfortata.C’è anche da dire che lui crede che l’uomo possa avere quante più esperienze può, mentre la donna no perché la donna nell’atto sessuale si concede mentre l’uomo lo vive più come un bisogno fisiologico.sinceramente non condivido piùdi tanto questa sua visione, anzi la trovo abbastanza retrograda e vorrei tentare di farlo ragionare ma non so come fare. purtroppo sono davvero innamorata di questo ragazzo e non riesco a smettere dipensare a una possibile soluzione, non è semplicemente voglia di avere qualcunoaccanto o una questione di orgoglio per essere stati lasciati. e so che lui mi voleva molto molto bene, per lui ero la perfezione.quindi siccome è un problema suo e non di certo comune a tutti gli uominiperché tra i miei amici nessuno mai lascerebbe la sua ragazza per un motivo del genere(anche perché 3 non sono un numero cosi eclatante) vorrei chiederle sec'è qualcosa che posso fare per aiutarlo a superare questo suo limite.la ringrazio fin da ora per l'aiuto che se vorrà potrà darmi.Valentina

Cara Valentina,

Credo che lei agli occhi di questo ragazzo sia apparsa come la ragazza ideale: aperta e intraprendente come una ragazza del Nord, ma allo stesso tempo seria e vergine, come gli uomini del Sud vorrebbero ancora le loro donne. E invece no: anche lei ha avuto esperienze sessuali e dunque non appartiene alla categoria delle Sante, ma delle p....

E' una mentalità retrograda, ma che non appartiene solo al suo ragazzo: chi vive in un certo ambiente, non può che assimilare un certo tipo di valori e di cultura e poi fare delle scelte conseguenti. Dunque, non dovrebbe prendersela tanto con lui, ma con tutte le persone che, direttamente o indirettamente, gli hanno messo in testa queste idee. Operazione impossibile, certamente.

Resta la conclusione: il fatto che vi siete lasciati. Lei al momento non se ne rende conto perché è troppo coinvolta, ma le assicuro che questa è stata la sua grande fortuna: se lei gli avesse confidato le sue cose quando ormai il fidanzamento fosse stato ufficiale, c'era il rischio di doversi sposare con un uomo che non la rispettava e che le avrebbe rinfacciato le sue - pur poche -esperienze sessuali, per tutta la vita, qualora la vostra storia fosse effettivamente durata tanto.

Dunque, si guardi intorno e ringrazi il cielo che le cose sono andate così...

Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN MARITO SADO-MASO

Sono disperata, dopo 15 anni di matrimonio felice mio marito mi confida di frequentare club e chat sadomaso e di avere rapporti sessuali masochistici con partners occasionali. Mi giura di voler smettere perchè non mi vuole perdere. Mi dice d'aver iniziato 10 anni fa.Sono estremamente confusa, secondo lei è guaribile attraverso l'analisi o altro questa devianza sessuale?Grazie di volermi informare.Sabrina

Cara Sabrina,

Il consiglio che le do è di non perdere tempo a riflettere sull'accaduto, cercando una soluzione che non troverete mai, visto lo scarso dialogo che avete su questo genere di cose. Solo attraverso l'aiuto e la mediazione di un terapeuta potrete capirvi meglio e forse perdonarvi reciprocamente: lui per le sue 'devianze', lei per un possibile disinteresse verso la sessualità, ricostruendo il vostro rapporto su basi completamente nuove.

Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FREQUENTAZIONE CLANDESTINA

Buon giorno dottoressa, sono fidanzata da 7 anni, negli ultimi mesi ho iniziato una frequentazione clandestina... è successo in maniera inaspettata, sono però convinta che sia in parte il risultato della stanchezza che sento nella mia relazione ufficiale...oggettivamente non posso lamentarmi in alcuna maniera del mio partner: presente, premuroso, pieno di amore...Io devo assumermi tutte le responsibilità del caso, devo ammettere che trascorro questi ultimi periodi in cerca del capriccio,delle svago, delle emozioni vivide e che il problema risieda in me...ripensando a questi anni, all'uomo che è lui e non riesco ad immaginare il mio futuro senza, però in contemporanea ho la necessità di crearmi un altrove, un luogo dove possa "sfogarmi", rimettere tutto indiscussione. Ho la necessità di vedermi diversamente, di immaginarmi in altri luoghi , di sognare su un futuro diverso...in questi ultimi periodi vivo spesso in una dimensione onirica... mi chiedo se questo sia un periodo passeggero, se sia ancora innamorata. Ho intenzione di interrompere la mia relazione ufficiosa, in fin dei conti so che non mi apporterà un reale giovamento e so che ho fatto una cosa orribile di cui non vado affatto fiera e che tempi fa non avrei mai immaginato...perchè è capitato proprio a me ? Perchè sono diventata così priva di rispetto per me stessa e per la persona che penso di amare?Grazie s.

Cara S.,

Lei sta chiaramente vivendo un momento di confusione, in cui non riconosce più sé stessa, né la sua storia d'amore 'ufficiale' e non sa quale strada stia prendendo la sua vita. Credo che il problema stia nella 'svolta' che tutti i rapporti vivono quando si passa dallo stadio dell'innamoramento a quello dell'amore. L'amore maturo infatti non fa venire batticuori, rossori, emozioni: tutto è prevedibile, tutto è tranquillo ed è per questo che ci si sente profondamente legati al/alla partner. Poi, improvvisamente, per molti, c'è la svolta: ci si rende improvvisamente conto che, malgrado i sentimenti d'amore provati nei confronti del/della partner, si ha interesse anche per altre persone, curiosità per mondi e situazioni diverse dalla propria... Cosa è successo? Non si ama più il proprio partner come prima? No, non è questo il punto: quello che è accaduto è che si è cominciato ad amare in modo diverso. E' come quando, dopo l'adolescenza, si diventa adulti: era meglio prima o è meglio poi? Le due cose non sono paragonabili, perché sono troppo differenti fra loro e, soprattutto, perché una è la conseguenza, l'evoluzione naturale, dell'altra. Se il raporto che ha attualmente con l'altro dovesse continuare nel tempo, con frequentazioni regolari, nel giro di pochi anni diventerebbe anch'esso come la sua 'storia ufficiale', perché questa è l'evoluzione naturale di ogni rapporto, anche di quelli nati da un grande amore. Occorre rassegnarsi dunque? Sicuramente no: noi esseri umani siamo dotati di intelligenza e creatività, per cui siamo noi stessi che dobbiamo, con reciproco impegno, dare al nostro rapporto quello che il tempo inesorabilmente gli toglie. Se c'è questo impegno, che richiede molti sforzi personali e molte attenzioni, la 'svolta' può rappresentare non tanto un cambiamento degli obiettivi della propria vita, quanto una necessaria presa di coscienza dei propri bisogni, alla quale si può porre rimedio (e che non è sempre negativa...)
Cordialmente,


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI HA UNA FIGLIA DI 10 ANNI

Ho bisogno di un consiglio per la mia situazione. Il mio fidanzato e convivente (da due anni e mezzo) ha una figlia di 10 anni e in questi anni ha rarissimamente dimostrato la nostra felicità (iniziale,perlomeno) in presenza di lei, tantomeno ha delle dimostrazioni di affetto nei miei confronti. Purtroppo questa situazione e la lontananza (da più di un anno ci possiamo vedere solo nel fine settimana, quindi di fatto non conviviamo più per motivi di lavoro) hanno portato ad una situazione di insofferenza da parte mia. Infatti potendolo vedere solo nel week end gradirei le sue attenzioni, ma un fine settimana si e uno no c'è la figlia e quindi io non devo esistere perlui. Ultimamente la cosa si è aggravata perchè lui non mi vuole nemmeno più aiutare con le faccende di casa quando c'è la figlia, così sono costretta a fare tutto da sola pur lavorando fuori città dal lunedì al venerdì. Infine, e cosa secondo me gravissima, lui pretenderebbe che in ogni nostra vacanza (che sia un fine settimana o le vacanze estive) ci fosse sempre la figlia, cioè secondo lui noi non dovremmo fare vacanze da 'fidanzati'. Mi aiuti per favore, mi dia un consiglio. Gli ho proposto di andare anche da un terapeuta di coppia (anche se non saprei chi, magari lei potrebbe consigliarmi qualcuno) ma non ci vuol sentire. Lui crede di essere nel giusto e che và bene così. La prego ho bisogno di un consiglio al più presto perchè a causa di questo ci stiamo lasciando, e io non accetto di lasciarci per questi motivi.
Gioia


Carissima Gioia,

Effettivamente la vostra relazione sta prendendo una strada pericolosa, per cui è giusta l'idea di affrontare subito i problemi, cercando di risolverli. La terapia di coppia può essere un ottima soluzione, ma se non c'è la motivazione di entrambi non funziona.
Quanto al comportamento del suo fidanzato, sono giustificabili le attenzioni che desidera dare alla figlia: del resto, lei non ha scelto un'single' per compagno, ma un uomo saggio e responsabile che si preoccupa della felicità e del benessere della sua bambina anche se non vive più con lei (come penso lei stessa avrebbe gradito avesse fatto suo padre, se si fosse trovata in una condizione simile).
Detto questo, non vedo cosa possano entrarci le faccende domestiche: perché mai non dovrebbe farle davanti alla figlia? E' evidente che non ci sono spiegazioni plausibili, se non nel senso che questo comportamento potrebbe apparire svalutativo della figura paterna, magari perché questa è la lettura che ne dà la madre della bambina. E qui entriamo in un campo minato...

Quello che, in conclusione, mi sentirei di dire a lei è che, se aspira ad avere con il suo uomo un rapporto più coinvolgente, "da fidanzati", non dovrebbe scegliere come partner il padre di una bambina di dieci anni, ma un vero e proprio 'single'.
A meno che non la attraggano quei soggetti che si sposano, mettono al mondo dei figli, si separano e poi spariscono, senza lasciare traccia di sé, perché in fuga d'amore con la fidanzata di turno.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA CURA PER LA RABBIA

Dopo un brutto periodo mio marito mi confessa di aver avuto una relazione con una donna durata pocchissimo e solo per sesso ma io scopro invece che si trattava di una sua collaboratrice di 22 anni ossia di 16 anni più piccola di lui che io conoscevo con la quale occasionalmente frequentevamo il mondo mi è crollato addosso Io ho fatto di tutto per riportarlo a me Ora lui mi vuole sempre al suo fianco è ritornato l'uomo di prima Io ho sofferto tanto l'ho pedinato fatto di tutto :Ora con lui sto bene però non riesco adimenticare anche se sono passati anni mi capita spesso di piagere e soffro allo stesso modo: non so se ho fatto bene a perdonarlo ora non ho nemmeno più il coraggio di parlare con che a dir la verità mi ha dato tutte le risposte che io volevo:Mi chiedo da premettere che senza di lui il mondo mi crollerebbe adosso perchè l'ho provato perchè a volte vorrei lasciarlo o farlo soffrire come lui a fatto a me MA POI MI FERMO E PENSO AI MIEI FIGLI E AL FATTO CHE DIPENDO ECONOMICAMENTE DA LUI é POSSIBILE CHE IL MIO AMORE PER LUI CHE DURA DA 24 ANNI SIA FINITO O è SOLO LA RABBIA CHE MI PRENDE? COSA POSSO FARE PER TOGLIERE TUTTA QUESTA RABBIA


Cara signora,

L'unica medicina che funziona per la rabbia è il tempo. Le ferite d'amore possono richiedere anni prima di chiudersi, ma questo dipende anche dall'aiuto che ci si riesce a dare: pensare e rimuginare sulle cose passate non serve a nulla; è meglio sicuramente concentrarsi sul presente ed, eventualmente, sul futuro. Lei non sembra amare molto suo marito, almeno da come ne parla: la dipendenza economica ed i figli sembrano anzi la vera ragione che la tengono insieme a lui. Ma se questo uomo ha sbagliato, ora si mostra un bravo marito, le ha raccontato tutto della storia, non è più ricaduto nell'errore... E' proprio sicura che sia quel lontano tradimento la causa di questa crisi di coppia e di questa sua rabbia?
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PER ME E' FINITA

Da un anno ho una relazione con un uomo di 30 anni che si professa follemente innamorato di me. Anche io lo sarei se non fosse che mi dice molte bugie. É una persona fantastica, intelligente, con grande senso d'umorismo, tra di noi c'è intesa, passione, ci divertiamo molto insieme. Il problema é che mente su cose piccole e grandi. Per esempio, mi aveva detto che era finita con l'ex epoi ho scoperto che continuava a vederla.Gli avevo chiesto se aveva detto una certa cosa alla sua famiglia, mi aveva risposto di no e poi ho scoperto chel'aveva fatto. L'ultima cosa che mi ha detto é che soffre di una grave malattia e non sono sicura sia vero. Su altre bugie ho cercato di confrontarlo, lui mente negando anche l'evidenza. Non voglio conferme, non voglio spiarlo...vorrei potermi fidare di lui senza controllarlo, ma non posso piú. Credo che le bugie siano derivate dal fatto che io non riesco a dargli sicurezza, sará forse che sono una persona molto forte e che ho quasi 10 annidi piú. Gli ho detto chiaramente che io lo amo per quello che é, che non ha bisogno di nascondermi le cose o mentire, che qualsiasi sia la veritá, anche la piú difficile da digerire, sono in grado di accettarla...niente, continua con le mezze veritá, con i sotterfugi e non capisco perché ne` come fare per fargli capire che piú fa cosí piú la relazione non puo´andare da nessuna parte. Da parte mia é praticamente finita. E qui viene la seconda domanda, vorrei che vedesse un terapeuta che lo aiuti con questo problema che ha perché, io posso trovare un altro uomo, ma lui potrebbe rovinarsi le possibilitá che la vita ha da offrirgli. Non so se ha questo problema solo con me o con altre donne. Lui afferma che é solo con me,ma ovviamente non posso credere a una parola che dice, quindi in realtá non lo so. Come si fa a suggerire a qualcuno di vedere un terapeuta?Sono disposta a fare una terapia di coppia, ma lui vive in Italia e io all'estero, quindi non potrebbe essere molto costante. Sono disposta a venire ad Ancona, ma lui dovrebbe fare il grosso del lavoro...


Gentilissima,

Lei è una donna troppo intelligente per non comprendere, rileggendosi la sua lettera, le tante contraddizioni che caratterizzano il suo pensiero in questo momento di crisi della vostra coppia.
Dice che per lei è finita, ma se davvero lo fosse, non si preoccuperebbe della vita futura di questa persona e non proporrebbe una terapia di coppia, dove lui dovrebbe fare il grosso del lavoro...
Dunque, credo che con il pensiero razionale lei si renda perfettamente conto delle difficoltà in cui versa la vostra relazione, ma che, come è del resto comprensibile, dal punto di vista affettivo vorrebbe fare qualsiasi cosa, pur di non scrivere la parola 'fine'.
Non si può consigliare a nessuno di vedere un terapeuta, perché se non c'è la motivazione personale a cercare un miglioramento alle proprie condizioni psichiche e alla qualità della propria vita, nessuna terapia è in grado di funzionare.
Se anche lui fosse interessato a salvare il vostro rapporto, la terapia di coppia potrebbe invece essere di grande utilità, anche se ovviamente richiede impegno e costanza, altrimenti anche questa è una opzione destinata al fallimento.
Quanto alle bugie di lui, si tratta di un comportamento molto infantile, che usa il meccanismo difensivo della negazione; potrebbe essere però comprensibile, data la differenza di età e forse anche la diversa maturità personale che dimostrate di avere.
Se, come lei dice, è disposta ad accettare qualsiasi verità, credo che la cosa migliore da fare sia per lei vivere alla giornata, godendosi i bei momenti che questo rapporto può ancora regalarle, ma senza fare troppi conti sul futuro.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FELICEMENTE FIDANZATO

Le sarei infinitamente grato se mi dedicasse una decina di minuti atti a leggere la mia email e a rispondere, ho bisogno di informazioni.. Sono un ragazzo di 19 anni, e da qualche tempo sono felicemente fidanzato con una mia coetanea. Il problema sorge nei momenti di intimità, lei è particolarmente poco sensibile. E' alquanto difficile provocare in lei un orgasmo soltanto con la stimolazione manuale, il suo clitoride è quasi insensibile, risultati disastrosi anche provando con la lingua. Prova piacere con una stimolazione molto profonda, ma è alquanto difficile con le mani arrivare in quelle zone, e essendo anche molto lunga con i tempi, spesso finisce per arrivare a un passo dall'orgasmo ma iniziare ad avere fastidio perla velocità e la profondità con la quale la tocco. Per di più lei non riesce a farmi venire, è una questione mia psicologica. La vedo eterea, da amare, non come oggetto sessuale.. quindi.. i nostri momenti di intimità finiscono spesso lasciandoci scontenti entrambi. Ne abbiamo parlato, e mi ha detto che nessuno dei suoi precedenti partner è mai riuscito a farle provare un orgasmo con la stimolazione manuale, e solamente l'ultimo prima di me vi è riuscito tramite penetrazione. Con tutti i suoi ragazzi precedenti, tranne questo ultimo, non è mai riuscita a raggiungere l'orgasmo in nessun modo. Questa situazione mi fa vivere male.. in un buon rapporto c'è bisogno del sesso e di tutti i suoi derivati. Mi da fastidio non riuscire a far venire la mia ragazza, e ora anche se non abbiamo ancora fatto l'amore per mia volontà, ho quasi paura di non riuscire a soddisfarla nemmeno in quel modo.. Ci sono tecniche particolari, posizioni, preliminari speciali, o altro percercare di risolvere il problema.. Magari anche modi diversi di attuare queste cose, per cercare di farle raggiungere l'orgasmo anche con la stimolazione manuale... Sono davvero in crisi. Grazie dell'attenzione!

Gentilissimo,

Dalla sua lettera sembra di capire che entrambi, nella coppia, avete delle difficoltà nel lasciarvi andare alla sessualità e questo, a 19 anni, è più che comprensibile. Con un po' più di esperienza probabilmente riuscirete a trovare da soli la strada migliore per sentirvi maggiormente a vostro agio, anche nei momenti di intimità. Eviterei tuttavia di fare il terzo grado alla sua ragazza: non mi sembra carino chiedere tutti questi chiarimenti sui rapporti con i suoi ex ed inoltre questo fare domande e confronti, a mio avviso, non può che squalificarla agli occhi di lei, che potrebbe vederla come un tipo insicuro, incapace di prendere delle iniziative autonome e personali. Direi che non c'è nessun bisogno di accelerare i tempi: all'orgasmo ci si può arrivare lentamente, dopo una fase più o meno prolungata di petting. L'appagamento sessuale infatti non è tanto nell'orgasmo, quanto nel piacere di condividere un'esperienza importante, come quella sessuale, con una persona con la quale ci si trova in perfetta sintonia e verso la quale si nutrono sia la stima che l'attrazione fisica. Solo con la pratica e con l'esperienza lei riuscirà a capire meglio la sua ragazza ed a comprendere quali cose la eccitano di più: non abbia fretta ed abbia maggiore fiducia in sé.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DISCUSSIONI FREQUENTI

Buongiorno, Da tre anni convivo con il mio compagno: un anno e mezzo fa e' iniziato un periodo di crisi :sono state discussioni frequenti per un anno. Ora stiamo ritrovando la serenità, perchè stiamo molto bene insieme, c'è comprensione, affiatamento, condivisione degli stessi valori., a volte ci inceppiamo ancora con qualche discussione sciocca ma stiamo imparando anche acomunicare meglio tra di noi..ma la passione da parte di lui è sparita. Io penso che sia colpa di questo anno faticosissimo a livello di coppia, del lavoro che prende tanta energia, di una forma fisica non eccellente per via dello stress, dei pensieri per il figlio avuto dal precedente matrimonio.. Mi chiedo :ho una visione giusta di questa situazione ed è questione di tempo... perchè tutto torni al suo posto..anche la passione ? Come devo comportarmi?
Anna


Cara Anna,

Come mi capita spesso di dire, riferendomi ad un vecchio adagio, "l'amore non vuole pensieri": è difficile avere una buona intesa di coppia se vi sono preoccupazioni ed ansie che l'altro, con la sua sola presenza alimenta, anziché placare.
Dunque, la passione potrebbe riaccendersi se riuscirete a chiudere tutti i vostri problemi, presenti, passati e futuri, fuori dalla camera da letto.
Perché, ad esempio, a volte è più facile avere rapporti sessuali con una persona esterna alla coppia anziché con il/la proprio/a partner? Semplicemente perché questa persona non rappresenta alcun problema, non ha pretese, non esprime critiche o giudizi, non fa continue questioni su tutto. Avere questo tipo di atteggiamento in una coppia che, come la vostra, condivide un progetto di vita e valori comuni, non è facile, perché la discussione è necessaria: aiuta a crescere, a maturare, a capire cosa fare delle vostre vite e del vostro futuro.
Potreste però imparare a litigare in modo costruttivo, ad esempio senza offendervi, senza criticarvi, senza alzare la voce: il rispetto è alla base di qualsiasi rapporto che aspiri a durare nel tempo.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

COME IMPARARE A FIDARSI DEGLI ALTRI?

Sono una ragazza di 26 anni, dieci anni fa mi è morta mia madre a causa di un tumore e da allora ogni tanto quando sento la mancanza vado in crisi finendo col piangere. mio padre abita da solo e lo sento poco se non sono io a chiamarlo o a fargli una visita. mio fratello sono quattro anni che non lo vedo e non so neanche dove abita e il suo numero di telefono.ho avuto un matrimonio fallito a causa del mio ex marito che mi tradiva. ora convivo con un ragazzo coetaneo lavora da solo in un capannone e anche se stiamo sempre insieme tutte le sere, il sabato e la domenica sono convinta che mi tradisce.ho la paura che mentre io sono al lavoro, lui esce dal lavoro per venire a casa a tradirmi. e così con questa ossessione controllo sempre se il letto è in ordine, il cellulare. così si finisce col litigare quasi al punto di lasciarci.se fosse solo una mia convizione come uscirne da questa ossessione? come imparare a fidarmi degli altri?

Gentilissima,

Certamente quando si hanno esperienze alle spalle così poco costruttive è veramente difficile avere fiducia negli altri, ma il suo vero problema credo sia piuttosto nella scarsa fiducia che nutre in sé stessa. Perché mai il suo uomo la dovrebbe tradire? Evidentemente è lei stessa a ritenere di valere poco, tanto poco che, se fosse stata al posto di lui, probabilmente avrebbe tradito senza problemi.
Quello che la inviterei a fare dunque non è tanto uno sforzo nel cercare di imparare a fidarsi degli altri (che pure sarebbe una saggia cosa, specialmente quando non ci sono motivi per pensare in negativo), quanto nella ricerca attiva del suo benessere personale.
Perché non è felice? Cosa le manca? Cosa vorrebbe dalla vita? Provi a farsi queste domande, con la consapevolezza che è possibile, se lei lo vuole, trovare delle risposte. Certamente è impossibile far tornare in vita delle persone che ci hanno lasciato, ma altre cose si possono ottenere. Ad esempio, se la lontananza di suo fratello la fa soffrire, potrebbe essere lei a fare il primo passo e a cercarlo. Inoltre, credo che lei si sia troppo isolata a livello sociale: a volte gli affetti possono essere trovati anche in persone estranee, con le quali non si condividono legami di sangue.
Cerchi insomma di rivalutarsi come persona, faccia le cose che le piace fare, soddisfi i suoi desideri ed i suoi bisogni e cerchi di crearsi una rete di rapporti d'amicizia: il tempo deve essere usato per fare, non per pensare, soprattutto quando i pensieri sono così devastanti e autodistruttivi, come quelli che occupano la sua mente in questo periodo. Coraggio, con un po' di impegno, può farcela!
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

POSSIAMO ANCORA FUNZIONARE COME COPPIA?

Salve!Sono Andrea. Sposato con due figli. Dopo un tradimento da parte di mia moglie ed un anno di pausa, siamo tornati insieme per cercare di capire se possiamo ancora funzionare come coppia. Lei è stata in psicoterapia ed attualmente prende degli antidepressivi. Dice di amarmi e di volere vivere con me. Gli mancavano le mie carezze, i miei abbracci, la mia allegria ecc. Io sento chevorrei vivere con lei. Ne sono ancora innamorato, ma durante il suo tradimento ho capito anche che lei si è data completamente all'altro. E qui arriva il mio grande problema. La mia ansia di sapere che non mi desidererà come l'altro. Leidice che quello che provava per l'altro era solo dovuto al fatto che viveva in uno stato iniziale di innamoramento, oltre al fatto che funzionava come unadroga ai suoi problemi di depressione. Il rapporta con me lo considera qualcosa di diverso. Il rapporto di due personeche stanno insieme da 18 anni e che si amano in un modo maturo. Io vorrei tanto farcela e credo anche che lei sia sincera, ma non so come farea controllare questa mia ansia.Vi ringrazio ed invio i miei più cari saluti
Andrea

Gentile Andrea

Una coppia di lunga durata si trova a volte, nel suo percorso, a fare i conti con problemi di tradimento. E' una cosa dolorosa, ma del resto è anche idealistico pensare che una scelta fatta a venti anni possa essere valida per tutta la vita, in qualsiasi tempo o condizione (anche se, in alcuni rari casi, è possibile). C'è ad esempio da affrontare in qualche modo le possibili depressioni, i cali dell'autostima, che spesso avvengono a seguito di delusioni e fallimenti personali: l'amore per una nuova persona può effettivamente apparire come una magica terapia, capace di curare tutto. E' possibile dunque che sua moglie abbia cercato di curarsi con la medicina sbagliata. Il legame che vi unisce è sicuramente solido: c'è però da prevenire determinate situazioni e, se non è possibile prevenirle, almeno affrontarle con gli strumenti giusti. Ad esempio, se sua moglie la psicoterapia l'avesse fatta prima, forse non avrebbe scelto la terapia che ha scelto per uscire dalla depressione... Dunque, visto che state rimettendo insieme i cocci della vostra vita, fatelo nel modo migliore, facendovi aiutare da un terapeuta di coppia, che vi possa suggerire nuove regole di convivenza, adatte alle vostre abitudini e personalità, migliorando la comunicazione fra di voi e, perché no, anche la vostra vita sessuale.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Psicolinea.it

MIA MOGLIE MI HA TRADITO

Ho scoperto dopo 18 anni di matrimonio che mia moglie mi ha tradito col suo nuovo datore di lavoro, in un primo momento ha tentato di negare, ma poi mi ha confessato dicendomi che è stata una breve infatuazione che non sa spiegarsi come è successo ma che era finita e mi ha chiesto se potevo perdonarla e di non andare via, io fra molte fatiche avevo deciso di provare anche se non ho più fiducia in lei e l' immagine sua con l'altro mi tormenta, ma sopratutto il fatto che lei lavori sempre a contatto a questa persona mi agitava quindi ho mandato stupidamente forse degli sms a lui dicendogli che sapevo tutto e di starle lontana, lui per contro l'ha licenziata mandandola in depressione e lei si è allontanata da me dopo pochi giorni è stata richiamata al lavoro ma ora dice di non volermi più mi giura di non essere interessata a l'altro ma di non saper se vuole continuare con me, anche perché se mi ha tradito dice lei , vuol dire che non ti amo più, non so cosa fare sono molto innamorato di lei e non riesco a concepire il separami da
lei e da mia figlia, anche perchè dovrei andare lontano, lei si tormenta domandandosi del perchè io le ho spiegato che poteva succedere anche a me e che ho le mie colpe visto che dopo molti anni forse mi sono adagiato e non ho continuato a trattarla come meritava, ma lei è in confusione dice di volermi
molto bene , ma non di amarmi , non so che pensare cosa mi consiglia , grazie


Gentilissimo,

Occorre chiarirsi sul termine 'tradimento'. Se tradire significa non tener conto del patto di fiducia e di stima che è alla base del proprio rapporto di coppia, anche lei ha tradito sua moglie e lo ha fatto quando non l'ha trattata come meritava, come lei stesso ammette, e quando ha mandato all'altro i suoi SMS.
(... Pensava, così facendo, di riconquistare l'interesse di sua moglie?).
Ora quello che c'è da fare è andare da uno psicoterapeuta della coppia e cercare di ricostruire il vostro rapporto. Se non fosse possibile, potreste provarci da soli, pensando che un matrimonio che dura da 18 anni e una figlia non possono essere buttati all'aria per una 'breve infatuazione' di sua moglie.
Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona


LUI NON E' PRONTO

Gentile Dottoressa, sono una ragazza di 35 anni che da 3 e mezzo convive felicemente con il proprio compagno di 37. Da circa 2 anni però ho un forte desiderio di maternità, ma il mio lui, nonostante 13 anni d'amore, mi dice che non è pronto. So che sarebbe un buon padre, lo vedo da come si comporta con i
figli dei nostri amici. Il suo rifiuto è dato da numerose motivazioni e tra queste la paura di perdere la libertà di vita sociale, la tranquillità familiare, l'equilibrio che c'è tra di noi, di avere dei bimbi che un giorno diventino arroganti, irrispettosi, o poco di buono. Questa situazione per me è molto logorante perchè mi sento sempre più ossessionata da questo desiderio che sembra ancora molto lontano. Durante i nostri rapporti intimi spero che capiti qualcosa di non calcolato ma, alla fine, le mestruazioni puntualmente arrivano. Per sentire di meno la tristezza e l'ansia cerco di evitare conoscenti e amiche con il pancione o con neonati, poi però mi ritrovo a curiosare nei siti dedicati ai bimbi e sogno. Ho provato in tutti i modi a far capire al mio compagno la "necessità" di diventare madre, anche "stressandolo" con la mia continua richiesta, ma lui dice che non può avere un bimbo solo quando lo voglio io. Comprendo il suo bisogno di aspettare, ma dentro di me si è formata una voragine che mi fa andare sempre più in depressione e non so come evitarla. La prego mi dia un consiglio su come posso affrontare, con più serenità, questo difficile periodo della mia vita. Grazie per avermi ascoltata. ANNA


Cara Anna,

Credo che abbiate ragione e torto tutti e due: se una persona non si sente pronta per essere padre non dovrebbe essere forzata a farlo; allo steso modo, se una donna ha una relazione stabile, 35 anni e desiderio di essere madre sembra assurdo non esaudire questa richiesta. Allora? Come ci si comporta quando in un conflitto fra due persone non sembra esserci una via d'uscita? C'è un solo modo: la mediazione, il compromesso. Che potrebbe essere ad esempio: fammi diventare madre ed io rinuncerò al mio lavoro per lasciarti più libero, oppure aspettiamo ancora, ma fissiamo una scadenza ultima, e così via. Del resto siete in due: fra voi non deve esserci chi vince e chi perde, perché dovete vincere insieme.
Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona


MESSAGGINI DI UN'ALTRA DONNA


Il mio nome è Lorena, ho una storia da nove anni con un ragazzo che per lavoro è lontano da me da circa sei anni. Nonostante tutto cerchiamo di non perderci mai ,ci sentiamo spesso per telefono,lui viene da me ed io vado da lui quando mi è possibile. L'ho sempre ritenuta una persona affidabile,ma qualche mese fa
sono andata da lui e ho scoperto su un fogliettino dei messaggini da parte di una donna che mi hanno sconvolta. Mi ha detto che era un momento in cui si sentiva fragile e non riusciva a dialogare con me. IO non ricordo nulla so solo che mi affidavo tanto a lui, perchè ero entrata in uno stato psicologico
particolare per via della tesi. In breve l'ho perdonato,ma solo apparentemente. é diventata un'ossessione sto male me li immagino insieme e non riesco più a fidarmi di lui. Continua a dire che con me non riesce a parlare di tutto e che devo cambiare. Ma io sono solo meno superficiale di lui e forse sono cosi' coinvolta che non riesco ad essere fredda. Sta con me mi ama ma a dicembre si scambiavano messaggi un po' caldi per i miei gusti. per lui era solo un 'amica con la quale aveva avuto confidenze .Perciò era normale dirle ti voglio bene. Non so che fare , mi sto distruggendo ma non voglio perderlo. Spero in una vostra risposta.

Cara Lorena,

Purtroppo relazioni di coppia dove non si incontra mai il tradimento non esistono, o sono rarissime. Se si desidera avere un rapporto di lunga durata occorre, purtroppo, metterle nel conto e cercare di farsi il minor male possibile ogni volta che cose del genere si vengono a sapere. Altrimenti c'è una seconda opzione: avere storie brevi, ma all'insegna della fedeltà reciproca. Al primo 'sgarro' ci si lascia. Questa è la modalità che oggi mi sembra vada per la maggiore. A lei la scelta.
Cari saluti.

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona

SONO IN UNA VERA CRISI

Buon giorno dottoressa,
sono credo in una vera crisi che mi sta letteralmente preoccupando. sono stata tradita e lasciata da una donna per la quale stavo rinunciando a tutto pur di vivere con lei, visto che non era accettata dalla mia famiglia ne lei ne la nostra storia. Da qualche giorno sto avendo strane reazioni, non mangio non ho sonno e ciò è decisamente strano per me, rimetto spesso e molte volte mi sveglio ,quando riesco a prendere sonno, con fortissime palpitazioni, mi manca il respiro e poi cosa molto strana mi è successo ieri ero a fare spese sola ed ero in mezzo ad altra gente e tutto ad un tratto mi sono sentita male, mi sentivo di soffocare mi girava la testa e cosi avendo paura ho chiamato lei che è accorsa a prendermi accompagnandomi. Al lavoro molto ma molto spesso ho crisi di pianto e a volte di risate sola sola come una pazza. So di aver bisogno di aiuto, cosa posso fare mi dica lei, è la prima volta che mi rivolgo a qualcuno soprattutto in rete. La ringrazio della cortese attenzione e di una sua eventuale risposta.
Sandra


Cara Sandra,

I suoi sono sintomi di ansia. La fine di un amore, etero o omosessuale non importa, lascia sempre un profondo dolore e le persone possono reagire in modi diversi: questo è il suo. E' evidente inoltre che la richiesta d'aiuto alla sua ex è un modo per tenere in piedi il rapporto per non rassegnarsi ad una fine da lei né desiderata, né accettata. Che fare? Purtroppo devo risponderle che l'amore non è una malattia, anche se fa soffrire molto: fa parte della vita e bisogna imparare a conviverci, sia quando ci porta il riso, sia quando ci porta il pianto. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta potrebbe esserle d'aiuto per cercare di ritrovare autostima, serenità e benessere e, soprattutto, per guardare alla vita da altre prospettive. Tutto sommato infatti, può darsi che la persona in questione non meritava tutto l'affetto e la dedizione che lei le ha dedicato e che forse solo in futuro si renderà conto dell'immensa fortuna che le sta capitando.

Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

E' INCINTA?

sono un ragazzo di 22 anni di B. e volevo avere rassicurazioni più che fare una domanda. 22 giorni fà ho avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza conlusosi con il coito interrotto. premetto che uso sempre il preservativo sono un pò agitato anche perchè proprio al 22esimo giorno la mia ragazza mi dice di
avere ancora l'ovulazione (le si presenta sottoforma di gelatina bianca sulla vagina)e nessun sintomo premestruale (come indurimento del seno ecc.) cosa devo fare?devo preoccuparmi?g raziE


Caro ragazzo di B.,

Per sapere se l'ovulazione è in corso ci sono degli strumenti che assicurano una sicurezza totale (dunque ci si può affidare tranquillamente ad essi, invece di farsi prendere da inutili ansie, ad esempio controllando il muco vaginale o la temperatura, come si faceva una volta). La sua ragazza inoltre può fare un test di gravidanza lo stesso giorno in cui dovrebbero arrivarle le mestruazioni (con taluni kit lo si può fare anche prima, mantenendo un certo grado di sicurezza). In ogni caso, il primo segnale dello stato di gravidanza è l'assenza di mestruazioni: non ce ne sono altri. Se fosse così facile 'riconoscere' lo stato di gravidanza, perché avrebbero inventato i test? Lo dica alla sua ragazza e, per stare più tranquilli, continuate ad usare il preservativo...

Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

 

Chiedi una Consulenza gratuita online
 

Psicolinea.it © 2007

Disclaimer

Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

Stampa

Cerca nel Sito

Amnesty International 150 anni dell'Unità d'ItaliaSave the Children Italia Onlus

psicolinea.it® è un marchio registrato
I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it.
E' espressamente vietato riprodurre e diffondere,
integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it

 

 
Psicolinea on Facebook

Per fare della timidezza un punto di forza:
clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale