La psicologia amica 10° anno online

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PAGINA QUATTORDICI

COS'E' CHE NON VA? NON LO SO!

Vi racconto un po' la mia situazione per avere un parere. La mia vita, vista dal di fuori e razionalmente, è quasi perfetta. Ho un marito che mi adora e che amo alla follia, una famiglia di origine e una acquisita che mi riempiono di affetto, 3 amiche fidate e tanti amici per divertirsi. Lavoro in linea con gli studi, di responsabilità e con buone prospettive. Cosa c'è che non va? non lo so, ma non riesco ad essere completamente serena. Sul lavoro una collega se ne è andata e mi curerò anche delle sue mansioni, tanto lavoro ma anche tante soddisfazioni, ma ecco l'ansia e l'insicurezza che riappare. All'università è stata lo stesso, dovevo finire prima e meglio di tutti, ce l'ho fatta ma che periodaccio!!! Ora in più ho un capo con cui non riesco a discutere e no riesco a farmi valere, mi prende l'ansia e non dormo la notte. Non riesco più ad andare avanti. Sono "malata" di eccessivo perfezionismo, credo, e di poca autostima. tutti sono meglio e tutti sono in grado di fare le cose...ma io no, Sono combattuta tra l'andare avanti o mollare...cercare un lavoro tranquillo, ma appena si presenta un periodo tranquillo in ufficio il mio orgoglio riesce e mi fa nuovamente essere scontenta. Anche quando ho gente a casa, pur amando la compagnia, per me è un problema. Tutto deve essere perfetto e sotto controllo...io non ce la faccio più!
Grazie per ogni consiglio.
Michela


Cara Michela,

Nella sua lettera più volte ricorre la riflessione sul fatto che lei desidera essere perfetta, tenere tutto sotto controllo, ecc. Dunque i miei consigli non andranno che a confermare quello che lei già sa benissimo: occorre saper accettare i propri limiti e le proprie debolezze e non perdere la propria autostima se non sempre si riesce ad esprimere il meglio di sé. Come lei capirà sicuramente, questo bisogno di perfezione che lei sente viene da una profonda insicurezza di sé. Cerchi allora anzitutto di costruire le sue sicurezze internamente, si voglia bene 'a prescindere' dai suoi risultati e dalle sue prestazioni.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

PERCHE' MI HA TRADITO?

Sono Mary ,una ragazza di 24anni...sei mesi fa il mio ragazzo mi ha tradito ...io gli ho dato un'altra possibilità perchè è da sette anni che stiamo insieme e lo amo davvero tanto e poi anche perchè lui mi ha detto che non provava niente per l'altra ragazza...io mi sono fatta ancora più male facendomi raccontare tutto quello che aveva fatto e adesso e da sei mesi che piango di nascosto e al telefono con lui che lavora lontano e ci vediamo una volta ogni due mesi...non riesco a darmi pace ....immagino lui con un'altra...che non sono io..lui mi dice di non sapere il perchè l'ha fatto mi promette di non farlo più ..mi dice che mi vuole sposare.... che mi ama..ma io non riesco a capire come fa una persona ad amare e fare un'azione così brutta....anche adesso piango...mi basta poco ...sentire una canzone..vedere un film...che mi riporta a sei mesi fa quando dopo i miei sospetti perchè lo sentivo strano me l'ha confessato...cerco di andare avanti...non ci riesco il mio pensiero è sempre lì...forse (mi dico) l'ha fatto perchè si è stancato di me..non gli piaCcio più e quant'altro....soffro anche perchè per vergogna non lo ho detto a nessuno tranne ad una cara amica che cerca di capirmi ma non può....dentro ho dolore che non sopporto e che devo nascondere a volte anche a me stessa...non so più cosa fare..non nego che ho pensato di fare delle "sciocchezze"ma poi ....come posso superarlo? aspetto con ansia una risposta...

Cara Mary,

L'esperienza del tradimento è sempre molto brutta e la gelosia è un sentimento molto doloroso, ma inevitabile, quando si vuole bene a qualcuno. Credo però che questa sensazione di dolore sia in lei acuita dalla impossibilità di vedere il suo ragazzo con maggiore frequenza e di potersi perciò rassicurare del suo amore per lei. Essere traditi comunque non è una vergogna, ma un qualcosa che purtroppo accade anche nelle migliori famiglie: dunque non si senta una vittima predestinata e cerchi di guardare alla vita con maggiore ottimismo. Dia al suo ragazzo una seconda chance e non parli di questa cosa, così intima, che riguarda solo e soltanto voi due, con persone che potrebbero non capire e rendere le cose più complicate. Un amore che dura da sette anni non può finire per un banale incidente di percorso! Se vi è possibile tuttavia, cercate di vedervi più spesso: due mesi sono veramente lunghi da passare, anche per la persona più innamorata del mondo!
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona


IL NOSTRO PROBLEMA E' IL SESSO

Ho 23 anni e il mio ragazzo 24 . il nostro problema( che lui non vuole affrontare ) è il sesso. entrambi abbiamo avuto una brutta esperienza di violenza da piccoli. a me non ha condizionato nella vita sessuale forse perchè troppo piccola invece lui l'ha vissuta a 16 anni da un estraneo che ha approfittato della sua ingenuità ,comprandolo con regali e non so altro perchè non riesce a parlarne neanche con me. ci conosciamo/frequentiamo da 7 anni. quando eravamo fidanzatini non avevamo problemi di preliminari, addirittura lui prendeva iniziative. dopo tanto abbiamo fatto l'amore, per il primo anno raramente ma eravamo lontani quindi non gli davo peso. il problema è iniziato con la convivenza. la prima settimana era tutto perfetto. poi lui temeva che ero rimasta incinta e ha voluto aspettare la conferma negativa. da allora è calato sempre di più il desiderio. prima una volta a settimana, poi ogni dieci giorni ora a distanza di tre anni anche una volta a mese. inizialmente cercavo di creare l'atmosfera con candele, abbigliamento, iniziative, e tentavo di non farne un dramma dei suoi rifiuti, ma con il tempo è cresciuta la mia insicurezza, ovviamente i rapporti durano poco ed io non sono soddisfatta(lui non lo sa) , anzi li vivo con ansia perchè penso chissa quando sarà la prox volta, rifiuta anche i preliminari. capisco anche che io non ho un corpo sexi ma lui dice che la colpa non è mia e si chiude in se stesso. non vuole andare da un esperto credo che si vergogni. come posso aiutare lui e noi? so che ci vuole delicatezza ma se non riesce nemmeno a parlarne come potrei riuscire a farglielo superare? la prego di rispondermi presto.

Gentilissima,

Sicuramente, se c'è stata una violenza nel passato ed il ragazzo non riesce ancora a parlarne liberamente, potrebbe essere una buona idea cercare di spingerlo a fare una psicoterapia individuale, ma la avverto che, se la persona intraprende tale percorso con scarsa convinzione e senza collaborare, c'è veramente poco da fare. Se invece il problema fosse quello del suo aspetto fisico, che lei stessa definisce poco sexy, bé anche in questo campo si possono fare miracoli, con qualche dieta ben fatta, un po' di palestra ed una maggiore cura di sé. Credo tuttavia che la cosa più importante da fare sia cercare di trovare il tempo di parlarne tra di voi. Lei potrebbe raccontargli dei suoi stati di ansia, della sua non completa soddisfazione sessuale, del troppo tempo trascorso fra un rapporto e l'altro... Veda come reagisce. Se la conversazione fra voi su questi temi fosse troppo difficoltosa,piena di silenzi e di imbarazzi, allora la cosa migliore da fare è una terapia di coppia. Di fronte ad un terapeuta esperto delle dinamiche di coppia infatti, sarà più facile esprimersi, dialogare e capirsi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

LA MIA SITUAZIONE PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO

Carissima Dott.ssa, questa non è la prima volta che le scrivo, ho aspettato con ansia una sua risposta per un lungo periodo, la mia situazione peggiora di giorno in giorno. Sono una ragazza di 27 anni fidanzata da ben 14 anni. La mia storia non va per niente bene, anzi direi proprio che non va a causa mia. Da circa 2 anni mi sono resa conto di nn provare nulla nei confronti del mio lui, a volte sono pure infastidita dalla sua presenza, dai suoi comportamenti e le sue dimostrazioni di affetto nei miei confronti o addirittura a volte non riesco nemmeno a fare l'amore.
Non riesco più a sopportare questa mia situazione, non riesco più a fingere, ma non posso lasciarlo, ci ho provato diverse volte o meglio sono stata ad un passo. Le spiego, lui è molto innamorato esageratamente innamorato fa di tutto per me e me lo dimostra in tutti i modi possibili ed immaginabili, io mi sento in colpa per questo non vorrei prenderlo in giro, il problema è che purtroppo lui è circondato da migliaia di problemi (economici, familiari) e so che se lo lasciassi in questo momento farebbe qualche pazzia, me l'ha detto pure e non è soltanto la frase tipica che si dice, me lo dimostra pure quando litighiamo lui fa di tutto per farsi del male. Mi creda, io non riesco più a vivere, mi sento una larva, devo fingere tutti i giorni della mia vita, piango tutte le sere, mi sento in trappola, perchè non posso decidere cosa fare della mia vita?
Questa è la prima volta che esterno questo mio problema, non riesco a confidarlo a nessuno, ho paura di fare del male al mio lui, ma nel frattempo mi sto rovindando la vita. Vorrei qualche consiglio in merito. Grazie

Gentilissima,

Colgo l'occasione di questa sua lettera per ringraziare le tante persone che quotidianamente ci mandano mail per avere una consulenza su questo sito. Purtroppo non possiamo rispondere a tutti, ma per i casi più urgenti abbiamo istituito il servizio di consulenza telefonica del giovedì mattina, dalle 11.00 alle 12.30, tel 349 590 7 591). Ed eccoci a noi.
E' logico che un fidanzamento che dura da 14 anni e che è cominciato quando lei ne aveva solo 13, non è certo la situazione migliore per sentirsi profondamente innamorati e reciprocamente attratti. Tutti gli amori si trasformano con il tempo e certe sensazioni dei primi anni vanno via via sostituendosi con altri sentimenti, che sono altrettanto belli, ma che certo non fanno sentire 'le farfalle nello stomaco' quando si sta insieme, come invece accade nei primi tempi. Credo che il rapporto con il suo ragazzo abbia più o meno seguito questa strada e che ora questa persona le appaia più come un parente che come un un fidanzato. Non posso certo darle io il suggerimento di restare insieme a lui o di lasciarlo: questa decisione spetta solo a lei. L'unico consiglio che posso darle è quello di non agire di impulso, di darsi un tempo ragionevole per pensarci bene e poi decidere una volta per tutte, senza ripensamenti. Qualora la decisione fosse quella di lasciarlo, dovrà farlo molto, molto gradualmente, in modo che lui possa elaborare quanto gli sta accadendo e trovare il modo per adattarvisi.

Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona

CALZE AUTOREGGENTI

Ho inviato già un E-mail per sapere che significato hanno le calze autoregenti per una donna e se è vero che le donne che indossano biancheria intima molto significativa sono molto più calde delle donne che vestono biancheria intima normale, le chiedo questo perchè c'è una discussione bonaria con una mia amica, che comunque ritengo molto calda. Grazie della sua attenzione che è puntuale come sempre, inoltre ritengo che questa rivista sia molto utile.

Gentilissimo,

Anzitutto grazie delle gentili parole. Venendo al suo quesito, credo sia difficile generalizzare: non tutte le donne sono uguali ed i motivi per cui indossano biancheria intima sexy (o non la indossano) possono essere molto diversi. Personalmente sono portata a ritenere che le donne che indossano questi capi intimi così seducenti sentano il bisogno di esaltare la loro femminilità, non solo nella relazione, ma anche nella ricerca di gratificazioni a livello narcisistico. Molte altre donne sono invece 'costrette' ad indossare biancheria sexy per esplicita richiesta del partner, alle prese con qualche piccola disfunzione erettile o con il calo del desiderio.
Credo tuttavia che vi siano donne molto femminili e sensuali, che indossano biancheria intima 'ingenua' o 'casual', non perché non siano 'calde', per usare la sua espressione, ma perché sono talmente sicure di sé stesse che non devono dare dimostrazioni a nessuno, nè cercare conferme per sé stesse....
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

USCIRE DAL TUNNEL

Gentile Dott.ssa, sono sposata con mio marito da 7 anni, dopo 8 anni e mezzo di fidanzamento.Abbiamo 2 bambini di 3 e 4 anni. La nostra vita probabilmente è simile a quella di molte altre famiglie: pochissimo tempo libero, i minuti sempre contati, lo sterss del lavoro, la perenne stanchezza, i bambini sempre al primo posto ....insomma siamo ad un passo dall'esaurimento nervoso. La nostra vita di coppia ne sta soffrendo, perchè la voglia di stare insieme, soprattutto da parte mia, ès opraffatta dalla stanchezza. Quando abbiamo rapporti non riesco più a lasciarmi andare come qualche anno fa e mi sento in colpa, perchè comunque mio marito è la persona a cui tengo di più in assoluto e tra di noi c'è ancora tanto amore. Mi dispiace però molto di non riuscire ad uscire da questo tunnel, a non riuscire più ad essere sempre allegra e felice come un tempo. Ovviamente la colpa non è assolutamente di mio marito, ma lui come i nostri figli subiscono la mia stanchezza, i miei sbalzi d'umore. Spesso rendo l'ora la vita difficile e non se lo meritano. Come non mi merito io vivere in questo stato. Riuscirebbe a darmi un consiglio?La ringrazio moltissimo! Chicca

Gentile Chicca,

Il consiglio che posso darle è di non lasciarsi travolgere dagli avvenimenti della vita. Le persone più felici sono quelle che riescono a vivere ogni singolo momento con intensità, consapevolezza, interesse. Il lavoro è sicuramente importante, perché nella nostra società 'siamo quello che facciamo'... Se, però, nel campo del 'fare' riuscissimo ad inserirci altre cose importanti quanto e più del lavoro (leggi hobbies, tempo libero, chiacchierate, passeggiate, coccole, ecc.), probabilmente certi aspetti della vita di coppia e familiare, trascurati o non abbastanza considerati, potrebbero assumere nuovi significati e donare ancora molta felicità. Se cambiare lo stile del pensiero ed i comportamenti del quotidiano le risultasse troppo difficile (è normale, se si è un po' depressi), si rivolga con fiducia ad uno psicologo che possa aiutarla.
A volte chiedere aiuto non è un atto di debolezza, ma di forza.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA ZINGARA LE RIVELO'

Gentile Dottoressa, sono sposato da 14 anni e non abbiamo avuto figli, abbiamo fatto cure in tal senso, ma nulla.Mia moglie, tre mesi fà, mi ha chiramente chiesto di uscire dalla sua vita,perchè non mi ama più, troppa sofferenza, ed io ho acconsentito per darle tranquillità nella speranza di evitare la separazione.ieri, invece mi ha confessato che è da quanto siamo sposati che non mi ama, ma non ha mai detto nulla,poichè una zingara all'epoca aveva predetto la mia morte nelcaso lei mi avesse lasciato.è una situazione paradossale, lei soffre ed io anche. ho molta stima di lei e non mi ha mai tradito.per amor suo e della sua tranquillitò,le voglio molto bene, ho deciso di nonlitigare e di non lottare più per cercare di rimediare, per lei la nostra storia è finita.sono disperato,perchè io ho 42 anni mentre lei 6 in meno, sarà dura non averla accanto e rifarmi una vita....

Gentilissimo,

Francamente la storia della zingara non mi convince molto. Sono piuttosto portata a ritenere che tanti anni di cure, di analisi, di soldi spesi al vento, nella vana speranza di poter avere un figlio e di costruirsi una famiglia 'normale' vi abbiano logorato, al punto di non farvi riconoscere più il legame che vi lega. Non si sta insieme 14 anni se non c'è un sentimento, una forte intesa, una sentita complicità. D'altra parte è comprensibile che una donna di 36 anni, sposata da quando ne aveva 22 possa, in questo periodo della vita, vivere nel timore di non riuscire a diventare madre. Tanti pensieri negativi non possono che spingere una persona verso la depressione, la sensazione di aver fallito nella vita, di aver compiuto delle scelte sbagliate, di non avere più speranze. Qualsiasi decisione, presa in un momento come questo, va attentamente ponderata. Decidere dunque, in questa situazione, di 'uscire dalla sua vita' solo per lasciarla tranquilla, oppure credere alla storia della zingara e alle sue tragiche previsioni, mi sembra, da parte sua, un atteggiamento troppo passivo, remissivo e ingiustificatamente rinunciatario. Si è mai chiesto ad esempio se, dietro questa drastica decisione di sua moglie, non via sia una disperata richiesta di aiuto? Avete ancora tanti anni davanti e ancora tante strade possono essere percorribili, ivi compresa quella dell'adozione. Le stia vicino dunque, proponga soluzioni, sia positivo, la aiuti a guardare alla vita con ottimismo. Tante coppie ad esempio non hanno figli e ciò nonostante riescono a trovare un equilibrio stabile, un'armonia. Inoltre, mi permetta, non mi sembra un approccio corretto il suo, quando dice che 'sarà dura non averla accanto e rifarmi una vita': non si resta insieme ad una persona solo perché si ha paura di affrontare l'ignoto...
Ma è chiaro che anche lei potrebbe essere a sua volta molto provato e depresso, per cui la soluzione ideale che le propongo è una buona terapia di coppia, che potrà aiutarvi a credere di nuovo in voi stessi e nel vostro amore. Almeno provateci!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CONTRADDIZIONI CONTINUE

buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 28 anni, sposata da circa 1 anno dopo 15 anni di fidanzamento. da qualche mese ho una storia con il mio migliore amico e ho anche scoperto che mio marito già da prima del matrimonio aveva una pseudo relazione con una nostra amica... il mio problema è che non riesco a lasciarlo, ad interrompere la nostra relazione, nonostante tutto... io e il mio amico siamo innamorati, ma ciò che mi frena è fondamentalmente la paura di far soffrire troppe persone che mi vogliono bene, a cominciare da mio marito. Neanche a dirlo, sono stressatissima, presa da mille pensieri, mille preoccupazioni. Non sono felice. Mio marito ha interrotto la relazione con l'amica e vuole stare con me...questa cosa mi pesa molto, perchè mi sento in colpa e poi, è difficile pensare di staccarmi da una persona che conosco da 15 anni!!! Nello stesso tempo vorrei essere single. Contraddizioni continue, mi sembra di impazzire... Come vede questa situazione? Mi da qualche consiglio per dare una svolta alla mia vita? grazie 1000 CHIARA

Gentile Chiara,

Vedo la sua situazione abbastanza 'confusa', perché a volte non prendere decisioni equivale comunque a prenderne delle altre. La sua situazione non piove dal cielo, ma da sue specifiche scelte, di cui deve assumersi la responsabilità: mi sembra infatti che lei non abbia alcuna intenzione di lasciare suo marito, né di lasciare l'altro, né di vivere da single.
La sua vita attuale non sarà ' felice', ma le permette comunque di continuare a stare in coppia con suo marito e di vivere così una situazione 'pubblica' socialmente stabile e accettata. Quello che suo marito non le riesce a dare, nel privato, lo riceve dal suo amico. E' una situazione a suo modo equilibrata: giudicarla dal punto di vista morale non è il mio mestiere e dunque non entrerò nell'argomento. Il consiglio per dare una svolta alla sua vita è quello di cercare dentro di sé, di capire quale è il suo progetto di vita, cosa vuole fare 'da grande', cosa vuole diventare e quali rischi è disposta a correre per raggiungere tutto ciò. Forse qualche chiacchierata con uno psicologo potrebbe aiutarla a dipanare meglio la matassa.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

VOGLIA DI TRASGREDIRE CON UNA DONNA

da circa 10 anni stò con il mio ragazzo,circa tre mesi fà ho incontrato una donna,lei ha mostrato attenzione verso di me e non so come sia successo ci siamo scambiate baci e carezze anche intime.ho iniziato a tradire il mio lui con una lei.il rapporto con il mio ragazzo non era più quello di un tempo sie ra molto appiattito e l'idea di trasgredire mi piaceva talmente tanto che l'ho lasciato per vivere la storia con questa donna.l'idea di stare con lei mi piaceva,lei soddisfava le mie voglie e c'era una profonda intesa...ma dentro di me io provavo adrenalina ma nello stesso tempo stavo male.ad un certo punto non ce l'ho fatta più ho dovuto lasciare questa ragazza e ho richiamato il mio lui e ci sono tornata insieme.sono terribilmente confusa da tutto questo.provo sconforto e l'idea di essere stata fisicamente con una donna mi fa rabbrividire anche se quei momenti sono stati bellissimi.ora non credo che lo rifarò mai più. che cosa mi è successo? forse era l'intesa sessuale che non c'era con il mio ragazzo che mi ha portato a questo?o la voglia di trasgredire?

Gentilissima,

La bisessualità, come diceva Freud, è una caratteristica dell'essere umano. Non tutti sono bisex nella vita perché non tutti nel loro percorso trovano una persona dello stesso sesso che, come è successo a lei, mostra interesse e fa esplicite proposte. Altre persone invece, pure in presenza delle proposte, decidono di non trasgredire e restano 'etero' per tutta la vita. I motivi della scelta eterosessuale possono essere i più diversi : valori, tradizioni, paura, rispetto per l'altro, ecc.
Non credo che, se la tentazione le fosse venuta da un altro uomo anziché da una donna, lei non avrebbe accettato di vivere questa esperienza. In ogni caso, a questo punto c'è da guardare al futuro, alla nuova coppia che dovrete costruire insieme, che deve necessariamente tenere conto di questo senso di insoddisfazione di fondo. Cosa l'ha spinta ad affacciarsi per un momento alla finestra, per vedere chi passava dalle sue parti? Cosa può essere cambiato nella vostra coppia per non sentire l'esigenza di 'affacciarsi' di nuovo?

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA GENTE NON MI INTERESSA

salve sono anna, sono single e da tempo ormai non riesco a trovare interesse nella gente. non esco perchè non trovo la compagnia interessante e così facendo però, mi sto accorgendo di essermi isolata un po'. Eppure sono una donna vitale, mi piace stare in compagnia, amo viaggiare ecc... ma non uscendo, non ho amici; anche perchè sono tutti sposati e con prole ed io invece single da sempre!Mi piacerebbe avere un compagno ma, la vedo dura. Che faccio?cordialmente saluti

Anny.

Cara Anny,

Come lei mi chiede, le darò dei suggerimenti per uscire dal guscio nel quale si è rifugiata. Non so se li troverà adeguati o risolutivi: probabilmente no, perché dietro il suo ritiro dal mondo potrebbero esserci paure e fobie che non ha trovato ancora il coraggio di affrontare e di risolvere. Lei si difende con la razionalizzazione, cioè si dà delle spiegazioni apparentemente plausibili, logiche, che in realtà nascondono i veri motivi di certi comportamenti, sepolti nel profondo, più legati al mondo delle emozioni che dei ragionamenti. Perché ad esempio non ha ancora un compagno? Perché gli altri per lei non sono 'interessanti'? Queste sono le domande che dovrebbe cominciare a porsi. Ed eccoci ai consigli.

10 modi per trovare amici e fidanzati (non in ordine di importanza):

1. Frequentare un corso (burraco, yoga, cinese, tennis, ecc.)
2. Iscriversi ad una seria agenzia matrimoniale
3. Chattare su Internet e poi incontrare gli amici 'virtuali'
4. Fare volontariato
5. Organizzare una festa (con i vicini di casa, con i vecchi compagni di scuola, ecc.)
6. Fare un viaggio organizzato
7. Cambiare lavoro
8. Cambiare look e rendersi più interessanti per gli altri
9. Frequentare regolarmente un luogo di incontro (biblioteca, pub, negozi, giardini pubblici, spiaggia, ecc.)
10. Cambiare completamente, ogni mese, almeno uno dei comportamenti disadattvi che l'hanno portata a vivere così.

Last but not least: frequenti sito, blog e forum di http://www.clinicadellatimidezza.it/

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

INNAMORATA DI UN PLAYBOY

Gentile dottoressa,
Credo di avere problemi con gli uomini, ma non so se sono io a crearmeli..o meglio a cercare appositamente quelli sbagliati..Dopo una relazione di 8 anni,chiusa da me perchè non tolleravo piu' umiliazioni e violenze psicologiche,ho conosciuto e a volte frequentato alcuni uomini. Pero' ogni volta mi rendevo conto della poca voglia da parte loro di un'eventuale relazione..pare vada di moda ' l'amicizia particolare'.I o, non trovandomi d'accordo ho sempre evitato certi pseudo rapporti.Due mesi fa è entrato nella mia vita G., tre anni meno di me, apparentemente(ma solo apparentemente) molto sicuro di sè ed anche molto simpatico ed estroverso.Sapevo che gli amici lo chiamano il Don Giovanni, ma non ho dato peso.Abbiamo iniziato a vederci, chiacchere, pizze in macchina e dopo 4 o 5 volte il primo bacio..insomma, tutto per gradi. Ho messo in chiaro che non ero una di una sera e lui era d'accordo, se fossimo stati bene, ad iniziare un rapporto serio.Poi pero' si è immischiata una del gruppo, B che ha detto agli altri che si vedeva anche lei con lui, che era un poco di buono e che io ero una...diciamo poco seria...mi è preso un colpo,ho chiesto chiarimenti a lui che ha negato, poi anche lei ha detto che non era vero.Insomma,nel gruppo (nel quale io sono un po' marginale) è successo un putiferio anche perchè lei ha detto cose pesanti su di lui. Pero', nonostante lui mi abbia subito detto che tra noi era tutto ok
si è allontanato e non ci vediamo da soli da un mese. Iosono in uno stato pietoso da troppo ormai e non riesco a riprendere la mia gioia di vivere, al lavoro è tutto difficile e dormo poco e male. Ho chiesto spiegazioni a lui,ma evita di satre solo con me e non parla,mi ha solo detto, 3 settimane fa, che lui non aveva mai parlato di un'eventuale relazione con me e che tra noi non c'era proprio nulla a parte il sesso.. il tutto senza mai guardarmi in faccia e cercando di abbracciarmi.Io ho detto lui che gli avrei voluto rompere la faccia e che se voleva farmi soffrire c'era riuscito..poi sono scoppiata a piangere, cosa che non faccio mai..Mi sono sentita anche violenta, è vero che l'avrei voluto prendere a schiaffi e mi sono accorta che non era normale essere così 'rabbiosa' per me.Insomma, ho la vita sconvolta e i primi giorni ho urlato nel sonno per 4 notti consecutive... anche questa una novità, non ho mai parlato nel sonno neanche da bambina.2 venerdì fa siamo usciti io ,lui e un amico, G. ha accettato l'invito sapendoche c'ero io e poi ha fatto una sorta di scenata di gelosia per un amico che ho incontrato. Poi di nuovo silenzio..Peggio ancora. con B. che, ha detto tutte quelle cose orrende, lui non solo è tranquillo, ma ride e scherza come se niente fosse.Se lei non c'è lui con me fa il tranquillo, se arriva lei mi tratta da schifo..non capisco cosa ci sia sotto, questo mi fa stare ancora peggio.Intanto mi sono allontanata e l'ho rivisto ieri dopo 10 giorni...mai l'avessi fatto!C'era anche lei e lui non mi ha neanche salutata, poi ha iniziato a fare lo spiritoso con lei,io ero un fantasma..ho fatto finta di nulla ma appena ho potuto sono scappata e ho pianto per un'ora.Forse avrei divuto non cedere al suo corteggiamento che è durato 2 mesi,nonostante i miei 'no' giornalieri, e dare retta a chi lo chiama 'DonGiovanni'. Pero' temo che se ora si facesse vivo, nonostante tutto, passerei sopra quello che è successo..non so se sia amore, ma di sicuro ho le ruote sgonfie, le borse sotto gli occhi e qualche chilo di meno, ho come la sensazione di essere stata travolta da un treno e sembra che la vita scorra senza che me ne accorga, mi scivola tutto addosso, tranne lui.Mi trascino nei giorni, non rido e tutto mi pesa o mi annoia. Cosa posso fare per riuscire ad uscire da questa situazione?Non voglio mollare tutto e non vedere piu' le altre persone del gruppo, pero' è troppo doloroso stare a guardare lui che non mi vede neanche o, peggio, che ride e scherza con lei... Non sono sicura di farcela da sola..Grazie dell'ascolto..scrivere serve anche a riflettere

Gentilissima,

E' vero: scrivere serve anche per riflettere e per capire se e dove si è sbagliato. Cercherò dunque di approfondire la sua riflessione con qualche personale osservazione. Anzitutto, mi sembra che lei abbia mal riposto la sua fiducia. Converrà con me che non serve, al cospetto di un playboy, mettere le mani avanti, dicendo 'non sono una donna per una sera' ... Del resto, se quest'uomo ha la fama del playboy, deve essersela in qualche modo guadagnata. C'è però un'altra domanda che mi pongo: è sicura che questo suo violento 'colpo di fulmine', questo innamoramento improvviso sia reale ? Non potrebbe essere una via di fuga, una spiegazione razionale da utilizzare con sé stessa, per giustificare quella che può essere stata, ai suoi stessi occhi, una incauta 'leggerezza'? Infine, il tipo sarà pure un playboy, ma se la tratta come racconta nella lettera in presenza dell'altra donna, mi chiedo se il nostro 'sciupafemmine' non stia pensando di cambiare vita, mettendo la testa a posto, ahimé, in favore dell'altra. In ogni caso, tutte le esperienze servono per imparare a non sbagliare ancora: la prenda come una lezione di vita e guardi avanti.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO ALLE PRIME ARMI


Salve, sono un ragazzo di 19 anni e sto con una mia coetanea de 7 mesi! Fin dai primi mesi abbiamo avuto rapporti sessuali abbastanza frequenti (più volte a settimana) e già da allora in me si è manifestato un problema di eiaculazione precoce..Inizialmente ci siam detti che poteva essere colpa dell'esperienza in quanto io ero "alle prime armi" ma purtroppo col tempo nulla si è risolto. Il massimo che siamo riusciti ad ottenere è un buon rapporto, in seguito però ad un primo della durata di pochi attimi. Dunque quello che entrambi vorremmo è una soluzione al problema e non solo un modo per raggirarlo, poichè continuando cosi ci sono comunque momenti infelici. Fin'ora ho letto di fare esperienza,che si deve imparare a riconoscere quando si è sul "punto del non ritorno" e cose così...Beh io sinceramente credo che quel dato momento so ben riconoscerlo, ma come evitarlo?O quantomeno ritardarlo il più possibile? Come lei ben immagina, essendo entrambi studenti non abbiamo risorse finanziare pervisite,sedute e cose simili...Spero lei possa darci una mano. o un buon consiglio. La ringrazio anticipatamente per l'attenzione.


Caro diciannovenne,

Vorrei anzitutto rassicurarla sulla normalità e la frequenza di casi come il vostro, alla vostra età e con il vostro livello di esperienza (anche di coppia).
Infatti, quando si è molto giovani e si è in coppia con una persona che suscita un sincero desiderio, può accadere che l'eccitazione sia tale che il ragazzo non riesce a 'durare' abbastanza, o almeno non quanto lui vorrebbe.
Diverso potrebbe essere se l'eccitazione fosse meno 'potente', a causa di rapporti sessuali più frequenti e più appaganti, oppure se si fossero sviluppate delle tecniche, come lo 'stop and go' cui lei fa riferimento. Ciò che mi sembra di leggere fra le righe della sua lettera è però una certa ansia personale, un senso di inadeguatezza per non essere ancora riuscito a dare soddisfazione sessuale alla sua partner (credo che questi siano i momenti 'infelici' cui lei fa cenno). Anche qui devo ripetermi: solo quando ci sarà una certa esperienza e complicità di coppia potrete riuscire a stare meglio insieme: dunque non preoccupatevi inutilmente. Cercate invece di godere di questi vostri momenti, che non sono affatto infelici, perchè l'infelicità è davvero un'altra cosa. Non esiste inoltre un manuale, un codice da rispettare nell'amore e nella sessualità: ogni persona, ogni coppia, prova piacere a suo modo, perché la soddisfazione sessuale non è nell'organo stesso, ma nel cervello. Cominciate dunque anzitutto a sentirvi 'normali', cercate di documentarvi il più possibile (meglio articoli scientifici che materiale pornografico, dove dimensioni e durate sono fuorvianti, in quanto altamente artefatte, come in qualsiasi altra 'fiction' ). Infine, considerate il fatto che molte donne sono 'clitoridee', cioè non provano piacere sessuale nella penetrazione, ma solo a livello clitorideo. Se così fosse, la sua 'durata' avrebbe un'influenza piuttosto relativa sul piacere di lei. Dunque, si rilassi: vedrà che tutto andrà meglio.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ISTERECTOMIA E OVARIECTOMIA

Ho subito un intervento di isterectomia e ovariectomia, pertanto, pur avendo 33 anni, non posso avere figli. Ora sto affrontando cicli di chemioterapia con folfiri per eliminare/ridurre metastasi al fegato e al peritoneo. Il problema mio è che il fatto di non poter avere figli mi fa sentire inutile. Ho un fidanzato che mi ama molto e avrei voluto con tutto il cuore diventare mamma.Mi sento il rimorso di non aver fatto un figlio negli anni passati. Tutti mi dicono che potrò adottarli e a me andrebbe bene lo stesso, almeno rendere infelice uno o più bambini abbandonati. Ma ho paura che dato la ma malattia non me ne diano in adozione. Sono veramente triste, piango spesso a questo pensiero perché ho sempre immaginato la mia vita con una famiglia mia con dei bambini.So che dovrei pensare al fatto che l'operazione è andata bene e cerco in tuttii modi possibili di affrontare bene la chemioterapia, però il dolore che provo dentro lo porterò per tutta la vita. Inoltre ho paura che anche i rapporti sessuali non siano più gli stessi; ho paura che al mio fidanzato non piaccia più fare l'amore con me e quindi quando lo facciamo io provo tanto dolore. Grazie per la risposta

Carissima,

Coraggio! Come lei stessa dice, la sua operazione è andata bene ed ora sta affrontando nel migliore dei modi la chemioterapia. Non è questo il tempo di pensare a ciò che sarà o non sarà la sua vita futura: tutti i suoi pensieri negativi sono al momento dei falsi problemi, dovuti probabilmente allo stato depressivo in cui versa dopo l'operazione e allo stress accumulato prima e dopo l'intervento. Ora lei deve pensare solamente a sé stessa: deve 'rifiorire', risbocciare alla vita dopo un periodo così triste, fatto di paura e angoscie. In questo momento è come se lei avesse veramente una figlia da accudire, da aiutare e da consolare: sè stessa. Dunque, si faccia del bene, si coccoli, si gratifichi come può, si dia amore. Per quanto riguarda i rapporti sessuali, oggi ci sono dei prodotti appositi per facilitarli, anche dopo la rimozione di utero e ovaie, ma forse i medici non glieli hanno prescritti perché al momento sta facendo altre terapie. Vedrà dunque che, una volta superata anche la chemioterapia, lentamente tornerà alla normalità e potrà risolvere perfettamente il problema dei rapporti sessuali. Poiché il sesso deve essere un momento di piacere e non di stress, nell'ottica cui prima facevo cenno, le suggerirei intanto di rinunciare, almeno per un po', alla penetrazione: potrete trovare sicuramente in altre pratiche sessuali il modo per dimostrarvi amore e piacere di stare insieme. Più che a costringersi ad avere rapporti sessuali che non solo non la soddisfano, ma la fanno soffrire (anche psicologicamente) la inviterei inoltre a curare di più la relazione con il suo partner, mostrandosi carina, curata, sorridente. Questo lo ecciterà molto di più di un ovviamente inappagante coito 'forzato'.
Ed infine veniamo al problema dei bambini... Ci sono persone non malate, che pure non riescono ad averli: purtroppo non è nella nostra natura soddisfare ogni nostro desiderio. Lei è però molto giovane e la scienza progredisce rapidamente: chissà che quando lei sarà definitivamente guarita, non vi sia un modo per riuscire a soddisfare questo suo desiderio? In ogni caso, questo è il futuro e lei deve concentrarsi invece, fortemente, con motivazione e impegno, solo sul suo presente.
Un abbraccio.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SPACCHEREI TUTTO

Gentile Dottoressa, avrei necessità di un suo consiglio circa un problema che mi capita ultimamente. Sono fidanzato con una ragazza da un anno e mezzo. Ultimamente abbiamo avuto delle incomprensioni che ci hanno portato a dei litigi. Lei è una ragazza 'gagliarda' e quando litighiamo lo è ancor di più. Cisono dei momenti che lei non molla la presa (del discorso ovviamente... non fisicamente parlando) e io perdo completamente la testa. Non capisco cosa mi succeda,impazzisco. E' come se avessi degli attacchi d'ira. Comincio a gridare e a litigare con voce sempre più alta e inoltre mi sfogo sbattendo porte miviene voglia di spaccare tutto. Non voglio un consiglio su come 'curare lanostra coppia' ma su come riuscire a non reagire a questo modo davanti a situazioni del genere. Ogni tanto mi chiedo: forse basterebbe un tranquillante?Magari è solo stress. Cordialmente.


Gentilissimo,

Come dice il proverbio (ed i proverbi sono grandi espressioni di saggezza, anche psicologica): 'La calma è la virtù dei forti'. Riuscire a restare calmi pur all'interno di un vivace conflitto, continuando ad esprimere con lucidità il proprio pensiero , rispondendo con puntualità e precisione alle considerazioni e alle accuse dell'altro, non è cosa molto frequente ed è per questo che vi riescono solo le persone veramente 'forti'. Il problema dunque non è della sua ragazza, né della vostra coppia: è un suo problema personale, quello di non riuscire ad avere un sufficiente controllo emozionale.
Urlare, spaccare tutto ecc. è in pratica un'ammissione di inferiorità intellettuale: è un modo per compensare le proprie debolezze attraverso comportamenti che possano impaurire l'altro, metterlo in uno stato di soggezione. Se anche questo fosse l'obiettivo, non sempre esso viene raggiunto, anzi, spesso si finisce per rovinare la relazione con l'altro, dal momento che quello che viene detto durante un litigio non viene mai dimenticato del tutto.
Il consiglio quindi è questo: 1. riconoscere di avere un limite, una fragilità; 2. cercare di migliorarsi, acquisendo maggiori capacità di comunicazione e abilità relazionali. Come? Anzitutto migliorando il controllo sulle emozioni, attraverso l'apprendimento di una tecnica di rilassamento (training autogeno, yoga, biofeedback...) e poi leggendo o frequentando dei corsi in cui si parla di comunicazione umana (linguaggio verbale e non verbale, assiomi della comunicazione, prossemica, ecc.)
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

STORIA DI UN ASPIRANTE INFERMIERE


Gentile Dottoressa, avrei necessità di un suo consiglio circa un problema che mi capita ultimamente. Sono fidanzato con una ragazza da un anno e mezzo. Ultimamente abbiamo avuto delle incomprensioni che ci hanno portato a dei litigi. Lei è una ragazza 'gagliarda' e quando litighiamo lo è ancor di più. Cisono dei momenti che lei non molla la presa (del discorso ovviamente... non fisicamente parlando) e io perdo completamente la testa. Non capisco cosa mi succeda,impazzisco. E' come se avessi degli attacchi d'ira. Comincio a gridare e a litigare con voce sempre più alta e inoltre mi sfogo sbattendo porte miviene voglia di spaccare tutto. Non voglio un consiglio su come 'curare lanostra coppia' ma su come riuscire a non reagire a questo modo davanti a situazioni del genere. Ogni tanto mi chiedo: forse basterebbe un tranquillante?Magari è solo stress. Cordialmente.

Gentilissimo,

Come dice il proverbio (ed i proverbi sono grandi espressioni di saggezza, anche psicologica): 'La calma è la virtù dei forti'. Riuscire a restare calmi pur all'interno di un vivace conflitto, continuando ad esprimere con lucidità il proprio pensiero , rispondendo con puntualità e precisione alle considerazioni e alle accuse dell'altro, non è cosa molto frequente ed è per questo che vi riescono solo le persone veramente 'forti'. Il problema dunque non è della sua ragazza, né della vostra coppia: è un suo problema personale, quello di non riuscire ad avere un sufficiente controllo emozionale.
Urlare, spaccare tutto ecc. è in pratica un'ammissione di inferiorità intellettuale: è un modo per compensare le proprie debolezze attraverso comportamenti che possano impaurire l'altro, metterlo in uno stato di soggezione. Se anche questo fosse l'obiettivo, non sempre esso viene raggiunto, anzi, spesso si finisce per rovinare la relazione con l'altro, dal momento che quello che viene detto durante un litigio non viene mai dimenticato del tutto.
Il consiglio quindi è questo: 1. riconoscere di avere un limite, una fragilità; 2. cercare di migliorarsi, acquisendo maggiori capacità di comunicazione e abilità relazionali. Come? Anzitutto migliorando il controllo sulle emozioni, attraverso l'apprendimento di una tecnica di rilassamento (training autogeno, yoga, biofeedback...) e poi leggendo o frequentando dei corsi in cui si parla di comunicazione umana (linguaggio verbale e non verbale, assiomi della comunicazione, prossemica, ecc.)
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ANSIA DA PRESTAZIONE

Gentile dottore, trovo finalmente il coraggio di esprimere il mio problema. Sono un ragazzo di 20 anni e credo di soffrire di ansia da prestazione. Finora i miei rapporti sessuali non sono andati bene perchè non riesco a mantenere l'erezione (praticamente non sono mai arrivato alla penetrazione). Con questo non voglio dire che non la raggiungo ma non riesco a mantenerla nel momento che precede la penetrazione. Inoltre, diciamo nel periodo dei preliminari, ho delle perdite anomale che non riesco a controllare e che non so come definire perchè se fosse un'eiaculazione dovrei almeno sentire un po di piacere (o sbaglio?). Cmq mi ritengo un tipo abbastanza insicuro (almeno in ambito sessuale) e mi è sorta quasi una paura nei confronti dell'atto per via di questi problemi esposti. Spero di risolvere al piu presto questo mio problema e la ringrazio anticipatamente per la consulenza

Gentile Ventenne,

L'ansia da prestazione riguarda un particolare stato di agitazione, psicologico e fisiologico, in cui una persona perde il controllo sui propri pensieri e comportamenti, in particolare quando si trova ad affrontare alcune situazioni in cui si sente giudicata, maldestra, inesperta, inadeguata.
Cosa fare? 1. provare ad avere un maggiore controllo sulle proprie emozioni (es. training autogeno) 2. Cercare di rimenere concentrati sul compito, non lasciarsi condizionare da pensieri interferenti 3. Non sentire la prestazione come un esame, in cui si deve essere giudicati, valutati, confrontati con altri: lasciarsi andare completamente, lasciando fare alla natura. (In questo senso, più si è 'naturali' negli atteggiamenti, più si asseconda e si facilita l'atto sessuale, la cui competenza in proposito è giù scritta nel nostro corredo genetico). 4. Essere inesperti fa ovviamente sentire anche inadeguati: dunque, fare esperienza migliora le competenze e infonde sicurezza. (E' un po' come guidare la macchina: il primo giorno non è facile coordinare i movimenti per muovere allo stesso tempo i pedali con i piedi e il cambio con la mano destra. Dopo un certo periodo, questi movimenti vengono in modo spontaneo e non rappresentano più il minimo problema). E' così anche nella sessualità. Quanto alle perdite che lei nota, anche queste sono naturali, 'fisiologiche' ed hanno lo scopo di facilitare la penetrazione.
Non mi ha parlato dell'uso del preservativo... Può contare sul fatto che la sua ragazza non abbia mai avuto rapporti a rischio? Capisco che, data la sua situazione del momento, le suggerisco una 'aggravante', ma la salute conta più di ogni altra cosa. Ai preliminari si potrebbe aggiungere anche il 'gioco' del preservativo.
Cordiali saluti.

Dott. Walter La Gatta

LO SPERMA NEL SAPONE DELLA COINQUILINA

Salve Dottore, vorrei che lei mi chiarisse qualche dubbio. Allora le spiego bene: un mio amico per fare uno scherzo( di cattivo gusto)ha deposto il suosperma nel sapone di una mia coinquilina. Io poi , il giorno dopo. ho subitobuttato il sapone, ma poi mi sono iniziati a venire mille dubbi, se magari avesse messo il suo seprma anche altrove...mi sentivo invasa dagli spermatozoi..che cosa brutta. Adesso sono passate esattamente due settimane espero che gli spermini siano morti essendo in ambienti alquanto diversi da quelli ottimali...mi è venuta una fobia vera e propria che anche le cose piu assurde nella mia mente sono iniziate e sembrare verosimili, tipo che le sostanze che stavano nei cosmetici potessere o prolungare la vita degli sperminio che cadendo una goccia che ne so di crema idratante sul mio beauty-case meli potessi portare a casa mi, vivi e vegeti, la prego mi dica che in ogni caso dopo due settimane sono morti!!...cioè ho cosi paura di restare incinta ch etutte quelle situazioni che non posso controllare al 100%..mi terrorizzano e nn mi fanno vivere bene. Saluti

Gentilissima,

Sicuramente gli spermatozoi sono tutti 'deceduti', per cui può stare tranquilla. Mi permetterei però di consigliarle di evitare, se possibile, la frequentazione del suo amico, che mi sembra fin troppo 'burlone' (per non dire altro!)
Cordialmente,

Dott. Walter La Gatta

SONO UNA VISIONARIA?

Da anni ho avuto modo di dubitare che mio marito sia bisex (chat,sms ecc). Lui nega l'evidenza, per me è stato un trauma terribile, ma ci vogliamo molto bene e siamo ancora insieme. Ero una donna bella e sessualmente sana. Quando l'ho scoperto non ho avuto più alcun desiderio sessuale nè per lui, nè per altri uomini(credo di odiare gli uomini) Mi sono trasformata e da un anno sono ammalata (sto diventando sorda e mi gira spesso la testa). Un crollo pauroso.Ora ho scoperto che lui si depila i genitali , scroto compreso. Lui dice che lo fa per igiene, che molti uomini (di 60 anni???) si depilano....Io credo che sia molto furbo e non voglia perdere nè me, nè il suo vizietto. E' molto gentile con me e pieno di attenzioni. Sarò ingenua io o diabolico lui???E' normale che un uomo si depili i genitali e riceva sms del tipo "caro sono sotto la doccia e non vedo l'ora di prendere.........da un bel maschione come te??" Perchè non ammette tutto invece di tenere il piede in due scarpe?? Perchè dice che io sono una visionaria??Perchè è così disonesto??Purtroppo il mio stato di salute non mi permette di reagire in nessun modo e per giunta non lavoro. Cosa devo fare???

Gentile Signora,

Lei parla di un 'vizietto' di suo marito, ma potrebbe essere qualcosa di molto più complesso. Le consiglierei pertanto, visto che non è riuscita ad ottenere nulla da suo marito con le sue domande e con i suoi sospetti, di rivolgersi ad un terapeuta, per iniziare una terapia di coppia. Solo in questo modo potrete tentare di salvare ciò che rimane di vivo nella vostra unione.
Il vostro rapporto infatti potrebbe essere diventato un legame di reciproca convenienza: lui ha scoperto che vi sono altri mondi, diversi da quello domestico, che lo attraggono di più e lei si è probabilmente resa conto che, senza un reddito personale, poche sono le strade da poter percorrere, per allontanarsi da questa situazione. L'unica cosa che differenzia la sua posizione da quella di suo marito è che, mentre lui sta sta benissimo e cura la sua immagine, lei si sta ammalando. E per questo ha assolutamente bisogno di un supporto psicologico: se non sarà possibile la terapia di coppia, non rinunci a farne una a livello individuale. Visto che suo marito è così premuroso nei suoi confronti, non gliela negherà e lei ritroverà sé stessa e la sua felicità (che potrà riscoprire in altre cose, in altre persone, in altri interessi, capaci di darle soddisfazione e gioia di vivere).
Cordialmente,

Dott. Walter La Gatta Ancona


MIO FIGLIO NON E' DI MIO MARITO

Carissima dttoressa le scrivo questa lettera immersa nella disperazione più nera. Da circa un'anno mio marito ha scoperto che nostro figlio di appena un anno in realtà non era il suo.Le spiego meglio, sei mesi prima del nostro matrimonio ho conosciuto un'uomo che non sò per quale motivo mi ha coinvolto al tal punto da arrivare ad avere una relazione clandestina che è durata circa un mese,ma alla fine mi sono resa conto che amavo l'uomo che da li a pochi mesi avrei sposato.Proprio in quel periodo ho scoperto di essere incinta. Decisi comunque di tenere il bambino e di portare dentro di me questo segreto perchè rinunciare a quella gravidanza era impossibnile. Tutto è stato meraviglioso fino al giorno in cui mio marito mi ha messo alla porta per la tragica scoperta. La mia vita senza lui non ha senso e vorrei tanto riconquistarlo,dopo una reazione fortissima e violenta ha deciso di non vedermi più ma sè non lo chiamo per lunghi periodi lui trova il modo per riavvicinarsi e farmi crollare nella tristezza più nera.Non riesco a non sperare in un suo ritorno,crede che questo sia possibbile?


Carissima signora,

Credo che lei stessa riconosca di aver commesso diversi, gravissimi errori, e la sua disperazione attuale fa capire che forse solo adesso lei cominci a rendersene pienamente conto, superata l'infatuazione per l'altro e le scelte in solitudine che si è trovata a compiere. Francamente non mi sembra questo il momento di pensare a 'riconquistare' suo marito; le consiglierei piuttosto di impegnare le sue risorse perseguendo altri obiettivi: 1. Il suo bambino: si prenda personalmente cura di lui e faccia in modo che non assista mai a scene di violenza, anche solo verbale, fra di voi 2. Inizi una psicoterapia individuale per 'ricostruirsi' come persona, per trovare supporto ai gravi momenti di tristezza del momento e per guardare al futuro con maggiore ottimismo; 3. Ammetta di aver sbagliato e non sottovaluti i suoi errori: l'importante non è cadere, ma sapersi rialzare (e magari saperlo fare con dignità).
Coraggio! Per uscire da questo momento triste non serve abbattersi, occorre invece reagire, affrontare il mondo, assumersi delle responsabilità. Può farcela.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL MIO MIGLIORE AMICO

cara dottoressa la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.mi chiamo barbara ho 21 anni e sono una studentessa universitaria.la mia vita negli ultimi tre anni ha subito qualche scossone sentimentale. precisamente dopo la fine del liceo ho perso i contatti con il mio migliore amico,il ragazzo che per due anni aveva occupato il mio cuore. è stato tutto per me,abbiamo trascorso dei momenti bellissimi insieme.tutti pensavano che prima o poi saremmo finiti insieme... ma così non è stato,dato che mai nessuno dei due ha avuto il coraggio di oltrepassare quel confine per non rovinare quello che avevamo.il problema è che le nostre strade si sono separate definitivamente con l'inizio dell'università.lui a C. e io a P.. lui era diventato indifferente nei miei confronti,e io dopo un anno di disperati tentativi di mantenere viva la nostra amicizia,ho mollato la presa dopo una telefonata tremenda in cui sono volate parole spiacevoli e così abbiamo chiuso.la mia vita è precipitata da quel preciso momento.è andato tutto storto:l'università per prima,anche se mi sono
tuffata nello studio ho fatto più danni che altro.la cosa più triste è che non riesco più a dare fiducia alle persone. tante volte ho pensato di chiamarlo per sistemare le cose,ma non ci sono mai riuscita,perchè ho pensato che sarebbe stato come sempre:lui che dice che ha sbagliato e che vuole ricominciare e io
che gli dico di si...e poi dopo due settimane lui sparisce e io divento paranoica.che devo fare?come posso uscirne?da 3 anni non vivo più e.ho bisogno di un consiglio.


Cara Barbara,

Il suo amico (o meglio, ex amico) potrebbe essere una persona che in tempi passati l'ha molto apprezzata come amica. Oppure lei per lui era solo un mezzo: per essere accettato nel gruppo, per semplice opportunismo, per timidezza, per mancanza di altri affetti... Chissà. Fatto sta che non era innamorato di lei, altrimenti il coraggio per fare il primo passo alla fine lo avrebbe trovato: al limite, visto che lei non manca di intraprendenza nel cercarlo e nel proporsi (seppure come 'amica'), il ragazzo le avrebbe potuto inviare i segnali giusti per far compiere a lei il primo passo. Altrimenti si sarebbe potuto servire dell'intermediazione di qualche amico, avrebbe potuto scriverle quello che non riusciva a dire a voce e così via. Credo dunque che il suo allontanamento e le sue 'sparizioni' abbiano un unico significato: non siete più amici. Il consiglio è questo: esca dal guscio, cerchi un maggiore contatto con la realtà e limiti al massimo il tempo della fantasia. Non lo cerchi più, ma soprattutto non lo pensi più. Lui, inoltre, non ha alcuna colpa, non ha sbagliato niente: le amicizie finiscono, ed anche gli amori.
Cari saluti,

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

LA SUA FAMIGLIA NON MI ACCETTA

sono sposato da circa un anno dopo oltre 10 anni di fidanzamento. Dal primo giorno che ci siamo conosciuti con mia moglie ho avuto problemi con la sua famiglia perchè non mi accettavano per un loro capriccio. Durante gli anni di fidanzamento il mio rapporto con loro è stato altalenante, con il matrimonio la situazione non è migliorata anzi sotto alcuni aspetti è degenerata. Tutto ciò si ripercuote sul rapporto con mia moglie, portandoci a litigare spesso in modo esagerato, io non mi sento capito da lei perchè li giustifica sempre, forse per non farmi litigare con loro. Preciso che con mia moglie ci amiamo tantissimo e tra qualche mese avremo un bambino. Spero di avere un consiglio da lei sulla strada da seguire. Distinti saluti

Gentilissimo,

Mi pare strano che dei genitori con una figlia sposata, che stanno per diventare nonni, facciano i 'capricci'... Il fatto che lei ometta qualsiasi altra informazione su questo argomento lascia capire quanto lei sia convinto di stare dalla parte della ragione e quanto poco si metta in discussione. Chiaramente non ho elementi per poter dire se lei ha ragione o torto (e in ogni caso non è questo il mio mestiere), ma questo atteggiamento così rigido, che non cerca alcuna mediazione con l'altra parte, non mi sembra il migliore per evitare il conflitto. In questo modo, lei sta mettendo sua moglie fra due fuochi, facendole vivere un forte stress, che è quello di essere la responsabile della serenità familiare: se sua moglie fallisce in questo compito, succede il patatrack. Una donna che aspetta un bambino meriterebbe forse di essere aiutata e sostenuta, anche nelle responsabilità che come coppia e come futuri genitori vi siete assunti. Dal punto di vista psicologico, credo che la strada da seguire sia quella di perseguire un clima di serenità familiare, per voi e per il bambino che nascerà. Faccia dunque un passo indietro ed aiuti sua moglie in questo difficile compito di mantenere la pace in famiglia.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

SITUAZIONE POTENZIALMENTE MOLTO GRAVE

Situazione potenzialmente molto grave, la mia. Vi spiego. Sono sposato da quasi 9 anni ed ho due figlie di 6 e 3 anni. Un mese fa mia moglie mi ha detto che non prova più attrazione fisica per me da almeno tre anni (!!!), che non accetta che la passione nei miei confronti sia a suo dire finita e che vorrebbe "sperimentarsi" ancora, trovare nuove strade, per usare parole sue. Mi ha giurato che non mi ha tradito finora, ma solo "perchè non le è capitato", per usare parole sue. E' dimagrita di quasi 20 chili dopo le gravidanze, è da tre anni in psicoanalisi. In questo momento non la riconosco più. MI sembra impazzita, quasi un'altra persona. Non mangia, ma compra vestiti e scarpe in continuazione. Con le mia figlie è assente o sembra svolgere un compitino educativo freddo, il giusto come per "allenarsi" a vivere senza di me. Mi dice che mi vuole ancora molto bene, che ero e resto l'uomo più importante della sua vita, ma è come se volesse tenermi "in caldo" con un rapporto di tipo funzionale (le servo per la spesa, per le commissioni, per andare a cena fuori, per proteggerla ed aiutarla quando serve, etc.) e non più, mai più temo, con un rapporto di tipo finalizzato A ME come oggetto d'amore (come eros in senso largo, cioè). Sono molto amareggiato, confuso, non so che fare, ho le bimbe ancora piccole, sento che hanno troppo bisogno di me. Non sopporterei un tradimento di qualsiasi tipo, neanche un progressivo decadimento (già in atto comunque) del rispetto nei miei confronti (esce con le amiche e fa le 4 di notte staccando il telefonino, pretendendo che al ritorno a casa io non muova un muscolo). Si trincera dietro l'espressione che "è in crisi", che le crisi a 40 anni le hanno tutte le donne madri, che tutti in realtà sono infelici nella coppia e che non lo dicono. Quasi vorrebbe un plauso da parte mia perchè lei ha avuto la coerenza di confessarmelo!! Legge riviste fatue per donne emette da parte articoli sui nuovi "rapporti a tempo determinato" che tanto vanno di moda, sembrerebbe. Sui party d'addio che si fanno Vorrei proporle una terapia di coppia. Ma so per certo che farà enormi resistenze, perchè vuole che faccia psicoanalisi come lei (ma io mi sento benino con me stesso, per la verità, sono solo molto preoccupato della mia relazione con lei !!!!) e perchè lei fa già l'analisi per sè.
Aiutatemi.


Gentilissimo,

La sua situazione, come direbbe Flaiano, è grave, ma non è seria. Che senso ha infatti mettersi alla finestra ad osservare e prendere nota di tutte le 'malefatte' di sua moglie, senza fare assolutamente nulla per riconquistare il suo affetto, la sua stima, il suo interesse per lei? Essere bravi genitori non significa dimenticare di essere coppia... E, per essere una coppia felice, non basta che i due partners si limitino a proteggere, aiutare, fare la spesa e le commissioni ecc. ecc:: occorre anche interessarsi dei problemi e dei desideri dell'altro, andargli/le incontro, cercare, al di là della routine quotidiana, di essere desiderabili, affascinanti, un poco misteriosi, seducenti, ecc. ecc. Non so quanto queste mie parole potranno sembrarle aderenti alla realtà, ma le assicuro che in una coppia stabile, sono questi i comportamenti che producono risultati. Oggi le persone non stanno più insieme tutta la vita perché hanno firmato un pezzo di carta: ogni giorno ci si deve impegnare, per salvaguardare il proprio rapporto, in una sorta di eterno fidanzamento.
La terapia di coppia sarebbe ottima, ma perché sia efficace, entrambi i coniugi devono desiderare di 'rimettere insieme i cocci del loro rapporto'. Sua moglie non è pronta. Sta a lei prepararla, impegnandosi a fare qualcosa, a cambiare qualcosa, invece di restare immobile e impotente a guardare lo spettacolo della fine del vostro rapporto.

Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

PROBLEMI CHE POTREBBERO DEGENERARE

buogiorno dottoressa, sono un ragazzo di 27. Mi rendo conto di avere dei problemi che a mio avviso potrebbero degenerare in qualcosa di serio, in senso negativo intendo, se nn riuscirò ad affrontarli e soprattutto a risolverli nel breve termine.
Mi spiego meglio, il mio problema più grande che mi porto tutti i giorni sulle spalle è la dipendenza. Io sono dipendente purtroppo dal gioco d'azzardo come poker on line, slot ecc. (ho perso cifre ingenti) inoltre associo (soprattutto mentre gioco) l'uso di cannabis 2,3 volte la settimana (2/3 g la settimana) g e il consumo di birra/vino circa 1 l di birra o 0.75 di vino giornalmente esclusi i giorni di festa in cui mi capita pure di superare di gran lunga le dosi che ho scritto prima. dottoressa io non vivo più!!
purtroppo tutto questo ha avuto inizio 4 anni fa. Inizialmente nn ci davo peso più di tanto, mi divertivo. poi ho cominciato ad ingrassare (20 kg) ed a perdere la voglia di fare , ricercando sempre più spesso lo sballo, quella voglia di dimenticare tutto il mondo che ti circonda e creartene uno tutto tuo. ma purtroppo il ritorno alla realtà (che capita sempre più in fretta se nn bevo un altra birra o accendevo un altro spinello) è sempre più catastrofico. penso di aver cominciato perchè sono una persona debole caratterialmente, ho inoltre perso 7 anni fa mio padre per un tumore quindi mi è mancata la costrizione alla dritta via che avrebbe saputo impormi sicuramente lui, uomo dal carattere molto autoritario, infatti qyando c'era lui si rigava tutti
dritto. Io sto cercando di reagire, soprattutto ultimamente che sono riuscito a risolvere qualche problemuccio legato alla mia carriera universitaria che fortunatamente sono riuscito a portare a termine con successo, sembra che le cose un pochino vadano meglio, e anche grazie alla presenza della mia ragazza che amo moltissimo, ma che disconosce il problema della mia dipendenza, a cui nn lo dirò mai me ne vergogno troppo, diventerei un vile ai suoi occhi, noi ci dovremmo sposare un giorno. dottoressa, le chiedo che cosa posso fare per smettere di uccidermi giorno dopo giorno e per ricominciare a sorridere alla vita??

Caro ventisettenne,

C'è una sola risposta alla sua domanda: capire che la SUA vita è nelle SUE mani, che tutto può cambiare se troverà in sé la forza di reagire a questa apatia esistenziale che la sta portando verso il baratro. Se non c'è più suo padre a stabilire i confini oltre i quali non è consigliabile andare, deve fare in modo di crearli lei questi confini, imponendosi delle regole da rispettare (piccole regole, piccoli obiettivi da raggiungere, per poi aumentare gradualmente). Ogni volta che ce la farà in qualche cosa, si faccia un premio.
Se può, cerchi un aiuto psicologico: il percorso non è semplice e non va preso alla leggera.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

UN MARITO PIU' GIOVANE
sono sposata da 4 anni e mio marito è + giovane di me di 5. ultimamente ho riscontrato dei problemini ke durante 10 anni di fidanzamento nn si sono verificati. lui arriva al piacere troppo in fretta lasciandomi perennemente insoddisfatta. dice ke lo eccito troppo e nn riesce a controllarsi. abbiamo provato anke con i preliminari ma nn è servito anzi,è stato peggio! nn so + cosa fare e ho paura di fare l'amore x nn restare a metà! mi dia un consiglio!
grazie


Gentile signora,

Il consiglio è di avere rapporti più frequenti, in modo che suo marito riesca a controllare meglio l'eccitazione e l'eiaculazione. Per quanto riguarda il suo 'restare a metà', provi a riconsiderare l'ipotesi dei preliminari.

Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona


MISS MACBETH

Ciao a tutti. Ho trovato per caso questa rubrica e adesso che ci penso, vorrei raccontarvi una cosa (realmente accaduta). Premetto: vi racconto la mia storia e non pensate che io sia pazza ad inverntarmi queste cose... Sono vere..All'età di 5 anni un ragazzo, amico di mia sorella e mia cugina, mi ha condotto in casa sua... e mi ha Violentato. é una cosa, che nessuno sa, tranne il mio ragzzo a cui l'ho rivelato 1 anno emezzo dopo l'inizio della nostra storia. Nessuno sa niente: mio padre, mai madre, le mie sorelle,nessuno...Assolutamente nessuno!!!!Per carità di Dio, se lo sapessero morirebbero dal dolore...A volte soffro tanto per questa cosa, di cui mi sono sempre sentita responsabile, perchè se non fossi andata lì, se non avessi il carattere che ho,forse non sarebbe successo nulla... Ma ormai non posso farci nulla! E me ne rendo conto...Sono riuscita a superare questa cosa, anche se fin da bambina soffro di sonnambulismo (parlo addirittura nel sonno). Ho sempre avuto paura di rivelare il mio segreto... Forse è per questo che sono diventata, sol passare del tempo (tempo in cui ho realizzato quello che è successo) triste e depressa... Non sono violenta, ad eccezione che con me stessa... Mi do morsi, pugni, mi graffio a sangue, quando sono arrabbiata...Non riesco a controllarmi... Mai!A volte ho paura di me stessa!!! ...in questo periodo ho studiato a scuola la storia di "Lady Macbeth", che comevoi sapete parla, in parte, di una donna, la quale diventa sonnambula a causa dei rimorsi... Sono riuscita a superare, per così dire, questo trauma di cui ricordo tutto (aimè), ma vorrei capire grazie a voi, che cosa mi accade.... Cosa succede nella mia testa???.... <>...Ciao Roberta

Carissima Roberta,

Della tua lettera colpisce anzitutto questo tuo rivolgerti 'a tutti', quasi a fare una confessione pubblica. Forse per te raccontare in modo anonimo questa storia , facendola conoscere alle tante persone che ci leggono è sembrata una liberazione, dopo tanti anni di sofferenza dovuta ai postumi del ricordo e al trauma subito. Come tutte le persone che subiscono una violenza infatti, anche tu ti senti responsabile, ti colpevolizzi. Cerca, se puoi, di guardare alla scena del trauma come se quella bambina non fossi tu: che responsabilità può avere quella piccola che segue un amico di famiglia, una persona fidata, nella sua casa? Ti colpevolizzi per essere stata troppo curiosa, per averlo seguito invece di tornare a casa? Ma tutti i bambini sono curiosi sai, e la curiosità, il piacere della scoperta, non è forse alla base della nostra intelligenza?
Colpisce anche il tuo volerti scusare per il racconto che ci fai, il tuo rassicurarci di non essere 'pazza'. E' chiaro che il ricordo, per quanto doloroso e indelebile, ti appare un po' come un sogno, una rappresentazione che ormai ha poco a che fare con la realtà e si confonde con le fantasie. Forse tu stessa qualche volta dubiti che il fatto sia veramente accaduto e per questo hai paura di perdere il controllo di te, di impazzire.
Fa molto piacere il fatto che tu stia cercando di capire quello che ti è successo e quello che ne è conseguito anche attraverso la cultura, che apprendi a scuola: vai avanti così, perché il sapere permette di capire e questo è molto importante. Capire però non equivale a guarire, altrimenti, in senso psicologico, una volta fatta una diagnosi e spiegato al paziente quale è il suo problema, tutti i disagi dovrebbero scomparire. E invece, purtroppo, non è così. Dovresti dunque farti aiutare da uno psicologo, che ti permetta la rielaborazione di questo ricordo traumatico e che ti faccia riconquistare la serenità e la gioia di vivere che hai perduto, per colpa di questo 'incidente di percorso' che ti è capitato in così giovane età.
Capisco quanto possa essere difficile proporre di consultare uno psicologo a genitori che non sanno niente dell'accaduto e che potrebbero considerarla una giovanile stravaganza e quindi ti consiglierei di rivolgerti allo psicologo scolastico, se c'è. Potresti cercare in qualche consultorio familiare (spesso ce ne sono nelle parrocchie), dove si possono trovare psicologi che lavorano come volontari. Oppure potresti parlarne con il tuo medico di famiglia, che magari ti potrà prendere un appuntamento con uno psicologo della ASL, o in qualche centro di adolescentologia... Insomma, purtroppo non è facile aiutarti, e sicuramente non posso farlo io con questa lettera, però vorrei spronarti a non sottovalutare la situazione e, tra le altre cose, anche a valutare se potrebbe essere opportuno parlarne anche con i familiari, che potrebbero capirti molto più di quello che pensi: infatti, poiché tu sei la protagonista della storia, senti di avere delle colpe, ma i tuoi genitori, che sono adulti e conoscono la vita, mai e poi mai potrebbero responsabilizzare una bambina di cinque anni per ciò che le è accaduto. Dunque, coraggio, cara Roberta, fatti forza e usa tutta quella voglia di aggressività che hai non per fare del male a te stessa, ma per cercare un rimedio, affinché questi fatti terribili non succedano più. Apri un blog, condividi la tua esperienza con altre persone, impegnati nel sociale per aiutare chi è vittima di violenza: aiutando gli altri aiuterai te stessa e ti sentirai molto meglio.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FACCIO TUTTO PER IL MIO PICCOLINO


Buona sera dott.ssa, fino a qualche mese fa per 2 anni dal matrimonio io e mio marito vivevamo in casa con i miei genitori; il rapporto fra mia madre e lui si col tempo si è logorato. Appena sposata ho voluto un bambino che con mio immenso dolore è morto poche settimane prima della data prevista per la nascita. I mesi di gravidanza sono stati duri a causa del riposo assoluto e dei rapporti fra mio marito ed i miei; più volte lui ha minacciato di andar via da casa e io l'hoconvinto a rimanere. Dopo la morte del bambino le cose fra noi si sono sistemate ma io non mi davo pace, sapevo che per superare la cosa, avrei dovutoa vere un altro bambino e così è stato, dopo tre mesi sono rimasta nuovamente incinta. Ho avuto un'altra brutta gravidanza trascorsa a letto e con mio marito che si comportava ancora peggio della prima, era sempre più distante. In cuor mio sapevo che lui aveva un'altra! Nel frattempo siamo andati a vivere da soli.Quando finalmente è nato il mio secondo piccolo ( è la mia gioia) lui era mentalmente e sentimentalmente distante, aveva deciso di lasciarci e così dopo due settimane dal rientro dall'ospedale mi ha raccontato del tradimento. Io contrariamente a quanto avrei pensato, ho "accettato" la cosa per il bene del bambino e adesso che son passati circa 7 mesi apparentemente viviamo una vita quasi tranquilla, ma in fondo non l'ho perdonato, ci sono momenti in cui lo odio, altri in cui gli voglio molto bene, ma l'amore... quello è svanito.Abbiamo rapporti sessuali rarissimamente, ma lui dice che la causa è la stanchezza, il fatto che il piccolo porta via tanto tempo. Quest'uomo è stato una enorme delusione, la nostra storia all'inizio sembrava una favola ed invece è stato tutt'altro. A lui attribuisco la causa della morte del mio primo bambino (i medici dicono che è stata sfortuna ma per me è stato lo stress della situazione).A questo si aggiunga il fatto che ha un carattere molto più forte del mio e che cerca di sopraffarmi in tutto, facendomi fare esattamente quello che vuole lui, anche nella cura del mio bambino devo rendere conto a lui. Mi rende insicura ed incapace di prendere decisioni da sola. E' giusto che stringa i denti per mio figlio? Anche perchè mi ha detto che se ci separassimo lui farebbe tutto per prendersi il bambino!! Come potrei vivere senza di lui??Non so proprio come comportarmi, amo troppo il mio bambino per rischiare di perderlo. Mi aiuti!!Il mio piccolino invece è una meraviglia, in lui riverso tutto l'amore che ho,è la mia consolazione!!!

Cara signora,

Voglio sperare che la sua lettera, scritta di sera, sia solo l'espressione di una momentanea malinconia e che lei non pensi davvero ciò che scrive. Per quanto possa essere stata difficile la situazione in famiglia infatti, suo marito non è certamente la causa della morte del suo primo bambino ! Del resto, se anche lui avesse il carattere tanto aggressivo e prepotente che descrive, è pur vero che vivere a casa dei suoceri, specialmente in un momento di difficoltà e di tensione come quello che avete affrontato, non è facile per nessuno.
Dopo il tradimento di lui e la crisi che avete attraversato, sarebbe stato forse meglio cercare di riconquistare un po' di serenità coniugale, ricreando un rapporto di complicità, di intimità, favorito anche dall'essere andati a vivere da soli. La ricerca di un altro figlio invece, subito dopo la perdita dell'altro, dimostra che lei intendeva realizzarsi soprattutto come madre, quasi dimenticando che un figlio è di entrambi i genitori e di tutti quelli che lo amano, non solo della madre biologica.
Attenzione dunque: suo figlio, crescendo, potrebbe non avere i mezzi o le capacità per 'difendersi' da questo eccesso di amore e di attenzioni da parte della mamma e sviluppare un attaccamento o dei sensi di colpa che potrebbero minarne le intime sicurezze.
Lei è una donna giovane, oltre che una madre e per questo deve tornare a relazionarsi affettivamente e sessualmente con una figura maschile adulta, che possa rappresentare il vero compagno della sua vita. Lo deve fare non solo per lei, ma anche per suo figlio. Se poi questo suo compagno di vita debba essere suo marito o no sta a lei deciderlo, ma se la scelta cadesse su di lui, non si può pensare di ricominciare una vita da vivere insieme senza una buona terapia di coppia, che riscriva le regole del vostro rapporto, che vi porti a stringere un nuovo 'patto' coniugale, per cercare di essere più sereni, anche per vostro figlio.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

INGABBIATA DAL PASSATO

Salve, sono V. e da un pò di tempo a questa parte non sto passando un bel periodo. E' da più di un anno che ho una storia ad intermittenza con il mio ex ragazzo, mi sento ancora legata a lui ma non riesco pienamente a staccarmi da lui. Ho provato ad avere altre storie, ma non hanno avuto alcun esito positivo.Con qusto ragazzo abbiamo provato tante volte a stare insieme ma subertrano sempre i problemi legati al passato, alla sua rabbia nei miei confronti cheancora non ha elaborato (in passato si è sentito dscriminato da me e dalla mia famiglia) nonostante abbia fatto di tutto per rimediare i miei errori. E' un continuo attacco nei miei confronti, è sempre aggressivo e non sono felice però non riesco a staccarmi da lui. Vorrei potere riuscire a stare bene con lui, ma non so cosa fare, oppure vorrei dimenticarlo ma è una perenne persecuzione...mi sento semplicemente ingabbiata dal passato. Grazie

Cara V.,

Questa lettera che ci invia, senza una richiesta specifica, sta a dimostrare che lei sta elaborando quanto prova per questa persona e, prima o poi, da queste riflessioni, da questa analisi dei suoi sentimenti, passati e presenti, fiorirà una decisione che le darà la motivazione di agire, in un senso o nell'altro. L'importante infatti è 'uscire dalla gabbia': stare insieme con lui deve essere una scelta consapevole, non una mancanza di coraggio.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

I MIEI SENTIMENTI CAMBIANO IN CONTINUAZIONE


salve,sono tornata con il mio fidanzato da qualche mese dopo 2 anni insieme.l'avevo lasciato perche ero in crisi,nn ero tanto sicura di amarlo e pensavo che la conferma di cio fosse data dal fatto che mi piaceva un altro.i nogni caso presi la decisione di lasciarlo perche stavo male nel sentirmi continuamente in colpa nel nn provare le stesse cose che provava lui e perche non ritenevo fosse l'uomo della mia vita.poi dopo 2 mesi l'ho richiamato,ero convinta di aver sbagliato tutto,lo amavo e lo stimavo e capìì molti mieierrori...ma da quando siamo tornati insieme ovvero 6 mesi lui èdiverso, litighiamo sempre e mi sta sfinendo,io sto andando in crisi ...non so se lo amo e mi ritrovo nella stessa situazione di prima.lui non mi affascina,mi fa solo sentire in colpa quando litighiamo facendo la vittima.vorrei un uomo piu maturo ma non so se mi pentiro di una futura decisione.come mai i miei sentimenti per lui cambiano in continuazione??mi aiuti...


Gentilissima,

Cambiare, progredire, non significa solo compiere delle scelte nuove, ma anche saper fare a meno di quanto si è scelto in passato. Se lei si sente cambiata rispetto a quella che era due anni fa, quando si è messa con questo ragazzo, deve avere il coraggio di portare le sue scelte fino in fondo, anche se queste causano disagio e sofferenza. L'alternativa è lasciare le cose come stanno, vivere della sicurezza che il rapporto stabile con questa persona le dà. Ma allora è inutile lamentarsene...
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

INSICURA SU QUELLO CHE PROVO


Salve, Dottoressa. Sono una ragazza di 30 anni che sta vivendo un momento di difficoltà. Sono sposata con un ragazzo della mia stessa età con il quale sono stata fidanzata per 12 anni finalmente lo scorso luglio ci siamo sposati. Il nostro è stato un bel e felice fidanzamento e un matrimonio da entrambi molto voluto. Il problema è che io 3 mesi prima di sposarci ho iniziato ad avere dei dubbi su se potermi sposare o meno in quanto mi sono incominciati a venire dei pensieri su un altro ragazzo. Questa persona è il fidanzato della mia migliore amica e amico e collega di lavoro di mio marito, e nei miei confronti ha sempre avuto un atteggiamento un pò malizioso io all´inizio non ci facevo caso poi dei pensieri si sono insediati nella mia mente e mi hanno iniziato a turbare fino a ossessionarmi la vita. Di questa situazione ne ho parlato con i miei genitori, il mio parroco e un pò anche con mio marito (ma non molto perché ho paura di farlo soffrire e di perderlo), e loro mi hanno detto che sono cose che possono capitare prima di un passo cosi importante e che non mi devo colpevolizzare ma andare avanti e non pensarci più. Il giorno del nostro matrimonio è stato bellissimo eravamo entrambi molto contenti e mi e sembrato che tutti i pensieri negativi e i turbamenti che avevo avuto erano svaniti. Invece poi sono tornati tutti. Non riesco a essere serena, mi sento insicura su quello che provo, ho angosce e paure di perdere mio marito di fare e dire cose di cui poi me ne potrei pentire. Quello che provo per questa persona e un attrazione fisica e niente altro. In oltre mi capita di pensare anche ad altri ragazzi a parte il fidanzato della mia amica non so cosa mi sta succedendo.Comunque i pensieri che mi vengono su questa persona e su altri mi fanno stare male,mi infastidiscono e non mi fanno vivere serenamente il rapporto d'amore e di tipo sessuale con mio marito. Ultimamente penso a tutti i momenti belli che abbiamo vissuto e mi mancano e ho paura che non possano tornare più, e al perchè questa situazione si sia venuta a creare, sono invidiosa di tutte le coppie sposate felicemente,io ho desiderato tanto questo matrimonio e adesso che e arrivato sto cosi male non mi sembra vero mi sembra di vivere in un incubo. > C'è da dire che sono sempre stata una persona insicura, e con poca stima in se stessa per un periodo ho sofferto di attacchi di panico circa 3 anni fa poi ne sono uscita da sola e con l´aiuto dei miei famigliari e di mio marito. Ora non riesco a uscire da questa situazione. Ho tanta voglia di vincere questa situazione di vivere il mio matrimonio con serenità e ritrovare l´intesa con mio marito che so di amare. Mi risponda la prego ho bisogno di un pò di aiuto mi sento in balia delle onde e ho paura di rovinare tutto la mia vita e quella di mio marito .Non è possibile che una storia cosi bella possa finire cosi.Grazie anticipatamente.Artemisia

Cara Artemisia,

Le sue ansie e le sue preoccupazioni sono tipiche di una persona insicura, ansiosa e forse ancora poco esperta della vita. Infatti ciò che le accade è una cosa del tutto normale, dal momento che la natura ha voluto che gli esseri umani si attraessero, per soddisfare i bisogni di riproduzione della specie. Ovviamente spesso certe pulsioni, certe emozioni, mal si conciliano con i sentimenti, con la moralità, con la cultura o la religione e per questo vengono vissuti con angoscia e sensi di colpa. Più ci si lascia turbare però, più questi pensieri diventano ossessivi ed in una persona come lei, predisposta alle fobie e agli attacchi di panico, è possibile che creino delle problematiche da non sottovalutare. Per questo la inviterei a considerare i suoi turbamenti come segnale della sua 'normalità' e poi le consiglierei di parlare di queste cose con uno psicologo. Parlandone apertamente, nell'assoluto rispetto della privacy assicurato dal segreto professionale, lei potrà sentirsi già meglio. Quanto ai momenti belli vissuti insieme a suo marito, direi che questi vanno archiviati nell'album dei ricordi: tanti altri bei momenti verranno, ma saranno necessariamente diversi da quelli già trascorsi; lei, lui, la vostra storia, il mondo intorno a voi, tutto evolve, si modifica, si trasforma. Il mondonon è 'incantato' come quello delle favole, per cui coraggio Artemisia, c'è tutta una vita da vivere ancora!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON CAPISCE
Non vivo più da 4 anni con mio marito che abita in un monolocale sotto il mio appartamento. Allontanamento indispensabile perche io distratta, un pò disordinata anche se fantasiosa, lui ossessivo dell'ordine, dell' igiene e si lava continuamente le mani ecc..., un uomo che si innamorava continuamente e soprattutto in forma platonica. Sono poi sparite dopo la seprarazione le mie alopecie e i miei disturbi intestinali. Da un anno frequenta assiduamente/ossessivamente i night e racconta tutto a mio figlio, diciottenne, lo considera un suo coetaneo, nonostante discussioni non capisce. Non sopiù cosa fare, La psicoterapia fatta prima della separazione per 6 mesi perchè le sue manie erano sempre tante e diverse, non aveva dato nessuno giovamento. Da dove inizio?Con fatica mi sono staccata da un rapporto di coppia malato. Grazie N.

Cara N.,

La sua lettera non contiene alcuna domanda e quindi ritengo sia un semplice sfogo. Qualcuno chiama i personaggi come il suo ex marito degli 'immaturi', qualcuno dei 'bamboccioni', ma probabilmente dietro quelle manie, dietro quei facili innamoramenti, c'è un vuoto affettivo che non è stato colamato. Non capisco sinceramente quale sia il suo problema, dal momento che non vive più con questa persona da ben quattro anni e considera la vostra separazione come una sorta di liberazione... Forse vorrebbe che lui cambiasse? Vorrebbe tornarci insieme? Se così fosse non vi è altra strada che una terapia di coppia: non è detto che se non ha funzionato una volta non funzioni mai. Per usare una metafora credo convincente, non si può dire se ad una persona piace o non piace la pizza se ha assaggiato solo la Quattro Stagioni: ci sono molte varietà di pizza...
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LEI MI CHIEDE DI STARLE ALLA LARGA

Salve dottoressa sono un ragazzo di 24 anni e da circa un mese e mezzo mi sono lasciato con la mia ragazza..ci mettemmo insieme 2 anni fà..Per lei fù subito colpo di fulmine diversamente per me in quanto non mi interessava affatto....uscendo nello stesso gruppo cominciai a conoscerla e a frequentarla era una brava ragazza con principi saldi, disponibile, carina e tanto tanto innamorata...dopo qualche mese ci mettemmo insieme...io avendo il cuore ancora chiuso mi tenevo un pò alla "larga" una sera litigammo e io gli dissi che non la avrei riportata a casa e che avrebbe fatto meglio a chiamare i suoi genitori...così fù...da quel giorno i genitori cominciarono a vedermi di brutto occhio,la mia ragazza nonostante tutto dopo aver chiarito con me cercò di persuaderli e cosi si sistemarono in apparenza le cose.Cominciai ad andare a cena da lei per farla felice...ma non mi sentivo mai a mio agio perciò parlavo pochissimo....successero poi altre storie dove ci furono discussioni con la sua famiglia e poi nonostante il papà volle chiarire io mi rifiutai....e non andai più...lei stava male si ritrovava trà l incudine ed il martello... anche io stavo male ma nonostante tutto per orgoglio restavo sulla mia posizione, noncapivo che tutto quello che facevo era sbagliato,non capivo che dovevo essere più elastico,più saggio. lei veniva sempre a casa mia dove aveva e ha tutt ora un rapporto speciale con i miei si trovava benissimo......io ero spesso nervoso perche non riuscivo a trovare un lavoro appagante e poi successivamente arruolatomi in marina ero ancora nervoso per i problemi di lavoro che penso tutti hanno.... la trattavo spesso male ho pensato spesso di non amarlaveramente.. ma nonostante questo non me la sono mai levata dalla testa..pur avendo avuto occasioni per stare con altre donne io avevo sempre in mente lei e l ho sempre rispettata....dopo un litigio dietro l altro dicevo prima è un mese e mezzo che mi ha lasciato...dice che non prova più niente che non sono io l uomo della sua vita che non cambierò mai il mio carattere...se io le faccio deidiscorsi, lei non mi crede..che cosa devo fare??e poi,mi dice di starle alla larga perche l ho fatta soffrire per 2 anni e che se anche ci sono stati momenti belli i brutti li superano di gran lunga e che io sono il suo passato e vuole ricominciare da se stessa....però perche quando capita di vedersi a qualche locale mi guarda...o se stò con gli amici passa con la macchina 2 3volte e mi guarda???O ancora perche in palestra chiede di me??? Non ci capisco più niente non mi vuole ne vedere ne sentire però fà queste cose e da qualche settimana a questa parte spesso e volentieri mi chiamava per vederci sotto casa mia...quello che mi chiedo nonostante tutto è ancora innamorata ma è troppo arrabbiata con me per ammetterlo a se stessa dicendo il contrario o veramente non c è più speranza anche dopo averle detto di essere cambiato e di tenere molto a questo rapporto speciale?? > > grazie mille..> Massimo.

Caro Massimo,

Che dirle? Lei stesso si rende conto di avere bisogno di questa persona ma di non amarla. Sarà pure un rapporto 'speciale', come poi alla fine conclude, ma tutto quello che racconta sembrerebbe dire il contrario. Forse la sua ragazza ha capito che in questa storia è poco probabile che vi sia futuro, o almeno un futuro felice, per entrambi. Ha avuto coraggio a dirle quello che le ha detto e a lasciarla, visto che probabilmente è ancora innamorata di lei...
Quello che a questo punto occorre capire è perché questo rapporto, seppure 'speciale', non la soddisfa a pieno e non l'ha mai soddisfatta, neanche in passato. E poi, cosa vuole cambiare di sé stesso? Vuole farsi piacere a forza ciò che non le piace, che non le interessa ? Francamente penso che il suo interesse del momento per questa persona sia tutto nella paura di essere lasciato, nel doversi assumere le responsabilità del suo comportamento, piuttosto che nella persona in sé. Tuttavia, solo lei conosce bene sé stesso, la sua ragazza e la vostra storia e dunque a lei spetta di prendere una decisione. Spero che quanto le ho detto le possa servire come spunto di riflessione.
La saluto. Con tanti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON SONO UN EIACULTAORE PRECOCE, MA UN PO' SI

Buongiorno dottoressa, per 9 hanni ho avuto una fidanzata che poi è stata per un anno mia moglie con la quale non sono mai riuscito ad avere un rapporto sessuale, lei ad ogni approccio aveva male, si irrigidiva ed ovviamente poi a me passava la fantasia. Questo per un sacco di tempo, noi ci eravamo costruiti una sessualità alternativa che escludeva la penetrazione ma ovviemante non era una soluzione. Poi (9 anni fa) ho conosciuto la mia attuale compagna con la quale ho scoperto un mondo nuovo ma penso di non vivere la mia sessualità come vorrei Non penso di essere un vero eiaculatore precoce ma un po' si... ho una durata di magari 1 min poi devo sospendere ed ovviamente la mia partner ne risente...lei non me lo fa pesare ma mi piacerebbe risolvere questo problema. Poi un po' di mesi (8) or sono lei mi ha tradito. E' stata una cosa occasionale, ci siamo chiariti ed abbiamo superato la crisi ma penso di aver accusato troppo il colpo e che questa storia abbia aumentato la mia insicurezza.
Grazie
A.


Gentile A.,

Cominciamo dalla sua strana 'negazione non richiesta': "non sono un eiaculatore precoce, ma un po' si". Una frase così lascia subito pensare che in realtà lei si senta il vero responsabile della vostra infelicità di coppia e del tradimento della sua compagna.
L'eiaculazione precoce è un problema che si può guarire. Anzitutto dovrebbe consultare un andrologo (o urologo) per fare una visita e gli eventuali esami diagnostici che il professionista le chiederà. Se, dal punto di vista organico, tutto sarà 'normale', occorrerà decidere se potrebbe essere più efficace per lei una terapia psicologica individuale, mirante al rafforzamento dell'autostima e al trattamento dell'ansia da prestazione, oppure una terapia sessuologica di coppia. Lascerei che a deciderlo siano i professionisti cui vi affiderete.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FREQUENTO UN UOMO CHE MI PIACE MOLTO

Frequento un uomo che mi piace molto e che e' entrato nella mia vita di donna che si e' ripresa da tempo una vita di sofferenze.l'intesa fisica e' ricca e generosa, colma di romanticismo lo stare insieme e lo stare lontani (non viviamo ancora insieme-andiamo cauti sui progetti per reciproca convenzione),viviamo e ci diamo molta serenita'.provenendo da esperienze molto diverse sentimentalmente, mi trovo ad ascoltare racconti di ruoli di persone prima di me in modo molto colorito e con vocabolari che sanno di apaprtenenza. segnalato il mio disagio al riguardo,mi sono vista negare la tensione.della serie:sono persone che hanno contato, che non contano piu'.ma allora perche' continuare ad alimentare contatti, frequentazioni e ancora piu' usare verbi al presente...una persona che adoro...noi due abbiamo bisogno di stare insieme...in una specie di eterno sodalizio amicale,che io non capisco. ho tentato di farlgi presente il mio malessere per questo suo esprimersi, che mi pare evidenzi un ancoraggio,una reticenza ad abbandonare gli ormeggi,per che'poi non sa bene dove andra' a parare...il mio timore e' di vedere oltre dei dati reali. mi sembra che il tempo non mis tia aiutando molto alla comprensione grazie..pettirosso 54

Gentile Pettirosso 54,

Il tipo di uomo che mi descrive è sicuramente un uomo che piace alle donne, in quanto è, di questi tempi, un esemplare piuttosto raro. Quante donne infatti possono dire di avere una relazione sessuale 'ricca e generosa' ed oltre tutto anche 'colma di romanticismo'?
Mi sembra dunque un po' strano che un uomo così, con queste qualità, venga lasciato per futili motivi. Gli amori tuttavia finiscono, possono dar luogo a dei litigi, delle incomprensioni... E così ci si può allontanare da persone con le quali si è stati bene insieme, anche se è impossibile esserlo ancora... Ma allora, se le cose stessero così, questi contatti, queste frequentazioni, questi verbi al presente... Potrebbero essere 'strani' ?
Alt! Se continuiamo lungo questo percorso, lei potrebbe trovarsi immediatamente ad un bivio.
Il mio consiglio è quello di rimanere molto con i piedi per terra, evitando decisioni frettolose, come quella di andare a vivere insieme troppo presto. Questo uomo potrebbe essere 'perfetto', come lei lo descrive, ma potrebbe anche nascondere un atteggiamento immaturo, da playboy. La riflessione da fare è questa: lei viene da una situazione di grande sofferenza, come mi racconta, e questo uomo la rende felice e serena.... Perché continuare a tormentarsi? Perché distruggere questa felicità che la vita le offre?
Si dia dunque del tempo per decidere, per conoscerlo meglio, per capire se merita la sua fiducia. Ma intanto si goda quello che lui le dà.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HO BISOGNO DI AIUTO DA PERSONE COMPETENTI

Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni e scrivo per avere un consiglio in merito alla situazione di grave disagio che vivo in casa con i miei genitori. Mia mamma soffre da circa trent’anni di depressione e attacchi di panico, che non ha mai voluto o potuto curare seriamente (prende una o due gocce di Anafranil al giorno). Il suo medico curante è, a mio avviso una persona molto negligente, mio padre non può o non vuole curarsi della cosa. Questo ha sempre limitato fortemente la nostra vita (mai una vacanza, quasi mai feste in casa o gravi disagi in loro presenza…), ma io l’ho sempre accettata per amore dei miei genitori.Il vero problema è stata la violenza che ho cominciato a subire: fornisco qualche elemento per inquadrare meglio il problema. Sono stata educata a una disciplina molto severa, che però ho sempre accettato come la migliore che i miei genitori potessero scegliere per me. Durante l'adolescenza ho vissuto un episodio di violenza fisica con segregazione e percosse, ma per fortuna non si è mai più ripetuto. Diventata adulta, ho sempre cercato di essere una figlia buona, partecipe,sincera, disponibile, di evitare alla mamma preoccupazioni inutili e di esserle vicino con la mia presenza. Mi sono laureata da poco, perfettamente in corso e già da diverso tempo lavoro come impiegata. Non ho mai avuto atteggiamenti di ribellione, non bevo e non fumo. Purtroppo, lei, in ragione delle sue ansie, mi ha sempre ritenuta inadeguata alla vita, incapace, disattenta, pensa che tutto ciò che di buono ho fatto nella vita (la laurea, il lavoro) sia esclusivamente merito suo e non mi ha mai risparmiato parole e toni durissimi per farmelo capire.La cosa è degenerata quando ho iniziato un percorso di vita comune con un ragazzo cui voglio sinceramente bene e dal quale credo di essere ricambiata.Quando abbiamo cominciato a parlare di matrimonio è scoppiato un finimondo. Il mio fidanzato è stato visto come la persona peggiore al mondo, mentre è ritenuto da tutti una brava persona come me e ogni suo tentativo di parlare coni miei genitori è stato inutile. Mia mamma ha cominciato inducendomi sempre più spesso a litigare con il mio fidanzato per motivi futili. All'inizio mi lasciavo convincere, pensando che l'esperienza dei miei genitori fosse un riferimento da seguire, ma poi ho capito che erano dei pretesti. E' stato per me un periodo incessante di continui insulti, derisioni, minacce di eliminazione fisica con dolore o di segregazione, telefonate e pedinamenti sul lavoro, risvegli notturni, sequestro e controllo dei miei effetti personali.Poi mi hanno costretto a una rottura definitiva, con tanto di telefonata che ho dovuto condurre in loro presenza (per fortuna il mio fidanzato ha capito e mi è tuttora vicino). L'anello di fidanzamento e tutti gli altri piccoli oggetti che vengono da questo ragazzo mi sono stati sequestrati e chiusi in cantina, dove non posso accedere. Ogni tentativo di dialogo è inutile, in quanto mia madre,penso in ragione della sua malattia, sviluppa comportamenti violenti(ultimamente brandisce oggetti pesanti come arma di minaccia) ogni volta che sente dire qualcosa che la contraddice. Rifiuta l’idea di non dover miminacciare o insultare, in quanto secondo lei io merito insulti e minacce in ragione di un elenco fittissimo di colpe che lei mi attribuisce. Rifiuta inoltre qualsiasi proposta di essere curata (io avevo pensato alla psicoterapia familiare), in quanto si ritiene sanissima (in passato ha sofferto di disturbi dell’equilibrio, poi scomparsi con la menopausa) e secondo lei sono io una malata psichiatrica grave da interdire e rinchiudere. Aggiungo che più o meno ha lo stesso atteggiamento nei confronti di mio padre. Una volta resami conto (per me è stato molto difficile) che stavo subendo violenza psicologica, ho avviato un percorso di auto-aiuto (ad oggi quasi concluso) presso un centro anti-violenza, che mi ha molto aiutato a recuperare serenità e fiducia in me stessa e mi ha portato a decidere di andare via di casa, non per abbandonare la mia famiglia, ma per prendermi un mio spazio. Infatti, se mi lascio annientare, non potrò più aiutare né mia mamma né me. Il mio problema ora è: come gestire questo distacco in modo sostenibile per mia mamma? Ne temo infatti le conseguenze, sia per me che per lei. La ritengo quasi capace di tutto.Per attutirle il trauma, al centro abbiamo pensato che potrei andare temporaneamente in un convitto di suore (luogo neutro e protetto), ma resta il problema di come dirglielo e come farglielo accettare.Aggiungo che lo stato di mia madre è tale che, per tenerla tranquilla, occorr erassicurarla quasi ogni giorno che non farò più nulla che le possa fare male. Avrei perciò bisogno di un aiuto da persone competenti in questa delicata e dolorosa materia.Grazie di cuore.P

Cara P.,

Come Lei giustamente dice, ha bisogno di 'persone competenti' che la possano consigliare nel migliore dei modi. La sua situazione familiare non è affatto semplice e qualsiasi decisione dovrebbe essere prima sperimentata ed eventualmente modificata con molta attenzione, a seconda dei risultati che di volta in volta produce. Non mi sembra quindi il caso che io le risponda attraverso questa corrispondenza on line, perché il suo caso merita maggiore attenzione e richiede l'intervento di persone 'vere' (non 'virtuali', come io sono per lei in questo momento).
Mi pare che al Centro abbiate lavorato bene e, all'interno di questa organizzazione, continuerei a cercare consulenza e supporto.
Nel salutarla, vorrei complimentarmi con lei per il suo coraggio e la sua determinazione, oltre che per la capacità di continuare a manifestare affetto a questi suoi familiari, a loro volta molto sofferenti.
Cari saluti e moltissimi auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

STO ROVINANDO LA MIA VITA

Ho 26 anni,sono sposata da due , in tutto sono 6 anni che stiamo insieme, il primo periodo del matrimonio andava tutto bene, dopo è successo che per un passo troppo affrettato abbiamo perso dei soldi e questo ci ha causato molte litigate e molte rinunce ai viaggi e continui rimandamenti al relax e divertimento, quando stavamo per riprenderci ho scoperto all'improvviso di avere un tumore ,ho dovuto affrontare immediatamente un operazione chirurgica rinunciando così all'ennesimo viaggio prenotato e a un lavoretto extra che avevo trovato e di cui ero felice perchè portavo a casa qualche soldo in più.Lui mi ha accudito giorno e notte e non si dava pace per quello che mi era successo, gli dispiaceva molto e mi ama moltissimo, comunque la cosa si è risolta fortunatamente bene ma poi ciliegina sulla torta dopo l'operazione le vacanze estive anzichè essere un modo per riprenderci sono state una tragedia,con parenti e gentori intorno, e non eravamo dove invece avremmo voluto essere;io sono andata in crisi, dopo questi episodi , ho incominciato a vedere la vita in modo diverso, ho avuto paura di morire con l'operazione subita e misono resa conto di aver sbagliato a sposarmi a 24 anni, che mi dovevo godere di più la vita da sola,che ora mi sembra essere già sposata da 30 anni anziche solo da due, mi sembra che mio marito non mi basti più ,ho voglia di libertà,di scappare via, di respirare altrove, penso ad amori passati,ho voglia di storie nuove, di non dover per forza avere dei doveri verso qualcuno,io lo amo ancora ma forse non più come prima allora perchè l'ho sposato?ma se poi lo lascio e mi rendo conto che invece quello che voglio è stare con lui? dopo non posso tornare indietro,non so più che fare mi sembra che sto rovinando la miavita, qualunque sia la decisione che prenderò.


Gentilissima,

Risponderò alla sua lettera citandole la teoria freudiana del 'principio del piacere': lo farò in parole semplici e con molti esempi, per intenderci bene sui concetti che vorrei trasmetterle.
Nel bambino le pulsioni (es.bisogno di mangiare, di bere, di essere accudito ecc.), tendono ad una scarica immediata, per ottenere una gratificazione (es la pappa, un biberon pieno d'acqua, le coccole della mamma, ecc.). Quando il bambino piange per ottenere ciò che desidera, ma la gratificazione del suo bisogno non arriva, cosa fa? Dice Freud che cerca soddisfazione al suo desiderio nel sogno o nella fantasia. In seguito il bambino cresce, diventa adulto e si accorge che nella realtà non sempre è possibile avere immediata soddisfazione dei propri desideri. Freud dice allora che, per migliorare il proprio senso di realtà (superando il 'principio del piacere', tipico dell'infanzia) occorre:
- considerare il rapporto causa-effetto (es. inutile piangere perché non si ha un lavoro se, invece di cercarselo si sta a casa a guardare la televisione. Ovviamente, se si inviano lettere e curriculum, se si fanno colloqui ecc. si può sperare di soddisfare il proprio desiderio di avere un lavoro, altrimenti no!)
- dilazionare i tempi della soddisfazione (es. quello che non ho oggi lo potrò avere domani se invece di lamentarmi per quello che non ho, userò le mie energie per creare le condizioni di un soddisfacimento futuro).

Conclusione: I comportamenti 'allucinatori' sono inutili: occorre imparare ad operare nella realtà in cui si vive in modo più 'adattivo'. Come, ad esempio? Una sola parola: imparando!
Si impara dai propri errori, dalle esperienze della vita, dalle persone che si conoscono, dai libri che si leggono, ecc. Crescendo come persone, attraverso il continuo apprendimento e continui adattamenti alla realtà, è possibile trovare soluzioni, affontare ostacoli, risolvere problemi.
Allora, invece di sognare qualcosa che le possa dare gratificazione, la faccia. Vuole un lavoro, maggiore indipendenza, delle vacanze più gratificanti? Lavori per questo: metta a frutto le sue esperienze, le sue capacità, allacci contatti, trovi soluzioni.
Per risolvere il problema della libertà sessuale, può parlarne apertamente con suo marito, oppure se non le pare il caso, fare una terapia di coppia, in modo da avere consigli su come re-impostare il vostro ménage, oppure provare a fare una terapia individuale, per leggere meglio dentro di sé, oppure provare a distrarsi con lo yoga, con lo sport, con un corso di ballo, con il giardinaggio, le chat.... Cosa le piace fare nella vita? Chi le piacerebbe essere? I tanti 'oppure' che le ho indicato sono solo un piccolo esempio fra le migliaia di opzioni che potrà prendere in considerazione. L'unica cosa che assolutamente dovrebbe evitare di fare è continuare a provocarsi allucinazioni, per appagare i suoi desideri... Non è quella la strada.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO MASOCHISTA

Salve,sono un uomo di 45 anni sessualmente attivo e senza problemi relazionali,da tempo sono masochista,scoperta fatta casualmente 20 anni fadurante un gioco spinto,da allora ho avuto fortuna nel senso che un paio di volte nella vita ho trovato donne corrispondenti al mio desiderio,praticamente delle padrone.poi le relazioni sono finite e da allora sono sempre alla ricerca di una donna che abbia certe caratteristiche dominanti e lancio messaggi anche troppo evidenti!Il problema è che non riesco ad aprirmi per paura di essere deriso...così pur avendo rapporti sessuali buoni con la fantasia....cado sempre la. Penso di essere un poco fissato o malato e cmq mi trovo in imbarazzo,vorrei un Suo gentile parere di come vivere liberamente questo mio modo di essere.graziemario

Gentilissimo,

Se non ho capito male, il parere che mi chiede è 'come fare a vivere liberamente il suo modo di essere masochista'... Che dire? Non avrei particolari suggerimenti da darle, visto che, a quanto afferma, non ha problemi relazionali ed è in grado di inviare segnali piuttosto espliciti su quanto desidera. Se il comportamento sessuale che descrive avviene all'interno di relazioni con partner adulte, consapevoli, consenzienti, credo non vi sia alcun pericolo per gli altri. Quanto a lei, se pensasse davvero di essere un po' fissato o addirittura malato... La cosa migliore da fare sarebbe andare dal dottore che cura queste fissazioni e queste malattie: uno psicoterapeuta, possibilmente formato in sessuologia. Decida lei se è il caso oppure no: io non ho, purtroppo, sufficienti elementi per valutare la situazione.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CREDO DI ESSERE OMOSESSUALE

gentili psicologi, vi pongo il mio problema..sono un ragazzo di 17 anni e credo di essere omosessuale ma non ne sono pienamente certo. fatto stà che sono innamorato di un mio amico che so di per certo etero.questa cosa mi fa staremale e mi manda in depressione perchè so che non avrò mai quello che vogliodalla vita. ogni volta che lo vedo con una ragazza sto malissimo, non vedol'ora di passarci del tempo insieme e quando non lo vedo ci sto male. io non voglio essere così eppure lo sono e vorrei cercare di stare meno male ma non trovo alcuna soluzione perchè io sono ciò che non avrei mai voluto essere, come posso stare bene con me stesso?non ne parlerei mai a nessuno perchè provo troppa vergogna per quello che sono, tanto meno mi dichiarerei. vi prego aiutatemi a stare meno male,grazie

Carissimo,

Alla tua età è abbastanza frequente che si abbiano dei dubbi sul proprio orientamento sessuale. Del resto, come ci ha insegnato Freud, tutti siamo potenzialmente bisessuali: poi sono le occasioni della vita, le esperienze, il caso, la volontà ecc. che ci orientano verso un partner del nostro stesso sesso o del sesso opposto. Esserti innamorato di un tuo amico non significa che sei omosessuale, perché le tue esperienze di vita sono ancora troppo poche per poterlo sapere. Potrebbe infatti capitarti ancora una cosa del genere, oppure ricapitarti mai più. In ogni caso, il problema non è se sei omosessuale o se non lo sei: il problema è la tua incapacità di essere felice. Un amore non corrisposto infatti può capitare a chiunque, a prescindere dall'orientamento sessuale. Dunque, non perdere la fiducia in te stesso, non ti vergognare, non ti lamentare inutilmente. Piuttosto, cerca di parlare di questi problemi con uno psicologo, in modo da non sentirti così solo nell'affrontare questa importante domanda che in questo periodo ti stai facendo.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

AMICIZIA AMORE O CONFUSIONE

Buongiorno. Da alcuni mesi conosco una ragazza che ha appena finito il Liceo (lo stesso cheho fatto io), mentre io sto per finire la Laurea Specialistica. Io ho 23 anni,lei 19.Abbiamo moltissime cose in comune, idee politiche, stesso background culturale,stessi interessi (artistici) e siamo entrambi "artisti", lei suona musicaclassica e io dipingo.Inoltre le nostre famiglie si conoscono e son in ottimi rapporti, anche di lavoro-collaborazione.Io non so se sono innamorato, ma penso più sì che no, dato che mi piace molto,perchè è la prima ragazza con cui sento davvero di avere molto in comune. Le hodichiarato quanto mi piace e cosa provo per lei; niente luoghi comuni, ma passoper passo cosa mi ha portato a conoscerla. Ora si può dire che siamo buoni"amici" , perchè lei sembra un po' restia a fare un passo in più. Fino a giugnoci vedevamo tutti i giorni, perchè facciamo la stessa strada per rincasare, maora le occasioni di incontro si quel tipo latitano un po'. Siamo usciti un paio di volte da allora (anche causa vacanze) e ci sentiamo quasi tutti i giorni(come da aprile), perchè abbiamo i nostri impegni e le nostre vite.Io però so che solo vedendoci di persona più spesso potremmo chiarire le cose.Ho notato che pur ricambiando solo parzialmente quanto le ho detto (dice chesono sensibile e attento, che sono riuscito a cogliere molto di lei, che lanostro amicizia è particolare e che tutte le parole che ho scritto-detto sonocose bellissime).Visto che abbiamo così tante cose in comune perchè non frequentarci di più evedere che può succedere?Io questo vorrei farle capire, perchè sono convinto che ci può essere qualcosadi più tra noi.Lei non mi ha mai detto che io le piaccio, però la prima volta che siamo usciti, ha provato a baciarmi.Non so se sia amicizia, amore o confusione. Vorrei capire se sbaglio e cosa fare.Ringrazio per tutti i consigli che mi potrà dare.G.

Caro G.,
Coraggio: tutte le storie d'amore cominciano così, con un po' di indecisione. Ora non le resta che fare il primo passo. In realtà sarebbe il secondo, in quanto la ragazza che le piace ha già provato a baciarla... Perché lo ha fatto? Non si sa e poco importa: ora lo faccia lei! Cominci con un bacio castissimo, dato per 'amicizia' e poi veda se è il caso di osare oltre.
Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LEI E' TROPPO ANZIANA

io 42 anni,lei 53,ne dimostrava meno.ci siamo conosciuti 18 mesi fa, feeling stupendo, sessualmente ok, poi dopo 6 mesi, la mia crisi,mi chiedevo se realmente poteva essere la donna della mia vita,visto che incominciavo a notare il fisico,il comportamento ,della sua eta'.mi tormentavo sempre piu',ma lei allo stesso tempo mi piaceva.ho incominciato a tradirla con ragazze piu' giovani,poi io l'ho lasciata.trascorsi 2 mesi l'ho riconquistata e siamo stati bene fino agiugno di quest'anno.poi altra crisi mia, conosciuto una mia coetanea, breve storia,ma pensavo sempre a lei,per anestesia ero con l'altra, cioe' per dimenticare lei!!lascio anche quest'ultima e 20 giorni fa incomincio a ricercare il mio amore, si il mio amore.lei adesso ,anche se e' ancora presto,non mi accetta piu', io insisto,riesco a parlarle,dei miei errori,ma non gli ho mai detto che la cosa che mi spaventa e' quella riguardante la differenza d'eta'.non ho aspettative,dottoressa la prego,mi faccia capire quello spiraglio di luce che solo lei comprende.non ho mai amato una donna in questo modo,mi sento completo con lei.sono consapevole dei miei errori,ma almeno capire per un domani...magari con lei.
cordiali saluti,
pierpaolo

Gentile Pierpaolo,

Credo che all'inizio lei si sia interessato a questa signora semplicemente perché le sarà parsa una facile conquista. Poi però si è spaventato, perché si è reso conto che con questa persona in fondo stava bene. E così ha cominciato a scappare da sé stesso, più che da lei.
Desiderare una partner più giovane, più bella, con la quale magari avere dei figli, sono tutte aspirazioni comprensibili per la sua età: in questo caso però lei dovrebbe riconsiderare il significato che attribuisce alla parola 'amore'. E' 'amore' illudere, tradire, umiliare una persona che ha il solo, unico torto, di essere nata 11 anni prima di lei?
Probabilmente lei, tutto preso dai suoi dubbi e dai suoi turbamenti, ha dimenticato che dall'altra parte c'è una persona che soffre, alla quale viene di fatto impedito di ritrovare un suo equilibrio e di fare dei progetti di vita. Da come descrive questo rapporto, sembra che la soddisfazione maggiore che lei ne ricava sia tutta nel lasciarsi tentare da questa situazione attraente, ma potenzialmente 'pericolosa', per poi riuscire a vincere su sé stesso, strappandosi le catene di dosso... E una volta liberato, riprovarci ancora. E' un gioco d'azzardo, una trappola, nella quale lei stesso alla fine potrebbe cadere, rovinando la sua vita, oltre che quella del suo 'amore'.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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