|
Dentro e Fuori di Te
Archivio |
Home Page
>
ARCHIVIO POSTA > DfT n.
14
|
|
PAGINA
QUATTORDICI |
|
COS'E' CHE NON VA? NON LO SO!
Vi racconto un po' la mia situazione per avere un parere. La mia vita,
vista dal di fuori e razionalmente, è quasi perfetta. Ho un marito che
mi adora e che amo alla follia, una famiglia di origine e una
acquisita che mi riempiono di affetto, 3 amiche fidate e tanti amici
per divertirsi. Lavoro in linea con gli studi, di responsabilità e con
buone prospettive. Cosa c'è che non va? non lo so, ma non riesco ad
essere completamente serena. Sul lavoro una collega se ne è andata e
mi curerò anche delle sue mansioni, tanto lavoro ma anche tante
soddisfazioni, ma ecco l'ansia e l'insicurezza che riappare.
All'università è stata lo stesso, dovevo finire prima e meglio di
tutti, ce l'ho fatta ma che periodaccio!!! Ora in più ho un capo con
cui non riesco a discutere e no riesco a farmi valere, mi prende
l'ansia e non dormo la notte. Non riesco più ad andare avanti. Sono
"malata" di eccessivo perfezionismo, credo, e di poca autostima. tutti
sono meglio e tutti sono in grado di fare le cose...ma io no, Sono
combattuta tra l'andare avanti o mollare...cercare un lavoro
tranquillo, ma appena si presenta un periodo tranquillo in ufficio il
mio orgoglio riesce e mi fa nuovamente essere scontenta. Anche quando
ho gente a casa, pur amando la compagnia, per me è un problema. Tutto
deve essere perfetto e sotto controllo...io non ce la faccio più!
Grazie per ogni consiglio.
Michela
Cara Michela,
Nella sua lettera più volte ricorre la riflessione sul fatto che lei
desidera essere perfetta, tenere tutto sotto controllo, ecc. Dunque i
miei consigli non andranno che a confermare quello che lei già sa
benissimo: occorre saper accettare i propri limiti e le proprie
debolezze e non perdere la propria autostima se non sempre si riesce
ad esprimere il meglio di sé. Come lei capirà sicuramente, questo
bisogno di perfezione che lei sente viene da una profonda insicurezza
di sé. Cerchi allora anzitutto di costruire le sue sicurezze
internamente, si voglia bene 'a prescindere' dai suoi risultati e
dalle sue prestazioni.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
PERCHE' MI HA TRADITO?
Sono Mary ,una ragazza di 24anni...sei
mesi fa il mio ragazzo mi ha tradito ...io gli ho dato un'altra
possibilità perchè è da sette anni che stiamo insieme e lo amo davvero
tanto e poi anche perchè lui mi ha detto che non provava niente per
l'altra ragazza...io mi sono fatta ancora più male facendomi
raccontare tutto quello che aveva fatto e adesso e da sei mesi che
piango di nascosto e al telefono con lui che lavora lontano e ci
vediamo una volta ogni due mesi...non riesco a darmi pace ....immagino
lui con un'altra...che non sono io..lui mi dice di non sapere il
perchè l'ha fatto mi promette di non farlo più
..mi dice che mi vuole sposare.... che mi ama..ma io non riesco a capire
come fa una persona ad amare e fare un'azione così brutta....anche
adesso piango...mi basta poco ...sentire una canzone..vedere un film...che
mi riporta a sei mesi
fa quando dopo i miei sospetti perchè lo sentivo strano me l'ha
confessato...cerco di andare avanti...non ci riesco il mio pensiero è
sempre lì...forse (mi dico) l'ha fatto perchè si è stancato di me..non
gli piaCcio più e quant'altro....soffro anche perchè per vergogna non
lo ho detto a nessuno tranne ad una cara amica che cerca di capirmi ma
non può....dentro ho dolore che non sopporto e che devo nascondere a
volte anche a me stessa...non so più cosa fare..non nego che ho
pensato di fare delle "sciocchezze"ma poi ....come posso superarlo?
aspetto con ansia una risposta...
Cara Mary,
L'esperienza del tradimento è sempre molto brutta e la gelosia è un
sentimento molto doloroso, ma inevitabile, quando si vuole bene a
qualcuno. Credo però che questa sensazione di dolore sia in lei acuita
dalla impossibilità di vedere il suo ragazzo con maggiore frequenza e
di potersi perciò rassicurare del suo amore per lei. Essere traditi
comunque non è una vergogna, ma un qualcosa che purtroppo accade anche
nelle migliori famiglie: dunque non si senta una vittima predestinata
e cerchi di guardare alla vita con maggiore ottimismo. Dia al suo
ragazzo una seconda chance e non parli di questa cosa, così intima,
che riguarda solo e soltanto voi due, con persone che potrebbero non
capire e rendere le cose più complicate. Un amore che dura da sette
anni non può finire per un banale incidente di percorso! Se vi è
possibile tuttavia, cercate di vedervi più spesso: due mesi sono
veramente lunghi da passare, anche per la persona più innamorata del
mondo!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
IL NOSTRO PROBLEMA E' IL SESSO
Ho 23 anni e il mio ragazzo 24 . il nostro problema( che lui non
vuole affrontare ) è il sesso. entrambi abbiamo avuto una brutta
esperienza di violenza da piccoli. a me non ha condizionato nella vita
sessuale forse perchè troppo piccola invece lui l'ha vissuta a 16 anni
da un estraneo che ha approfittato della sua ingenuità ,comprandolo
con regali e non so altro perchè non riesce a parlarne neanche con me.
ci conosciamo/frequentiamo da 7 anni. quando eravamo fidanzatini non
avevamo problemi di preliminari, addirittura lui prendeva iniziative.
dopo tanto abbiamo fatto l'amore, per il primo anno
raramente ma eravamo lontani quindi non gli davo peso. il problema è
iniziato con la convivenza. la prima settimana era tutto perfetto. poi
lui temeva che ero rimasta incinta e ha voluto aspettare la conferma
negativa. da allora è calato sempre di più il desiderio. prima una
volta a settimana, poi ogni dieci giorni ora a distanza di tre anni
anche una volta a mese. inizialmente cercavo di creare l'atmosfera con
candele, abbigliamento, iniziative, e tentavo di non farne un dramma
dei suoi rifiuti, ma con il tempo è cresciuta la mia insicurezza,
ovviamente i rapporti durano poco ed io non sono soddisfatta(lui non
lo sa) , anzi li vivo con ansia perchè penso chissa quando sarà la
prox volta, rifiuta anche i preliminari. capisco anche che io non ho
un corpo sexi ma lui dice che la colpa non è mia e si chiude in se
stesso. non vuole andare
da un esperto credo che si vergogni. come posso aiutare lui e noi? so
che ci vuole delicatezza ma se non riesce nemmeno a parlarne come
potrei riuscire a farglielo superare? la prego di rispondermi presto.
Gentilissima,
Sicuramente, se c'è stata una violenza nel passato ed il ragazzo non
riesce ancora a parlarne liberamente, potrebbe essere una buona idea
cercare di spingerlo a fare una psicoterapia individuale, ma la
avverto che, se la persona intraprende tale percorso con scarsa
convinzione e senza collaborare, c'è veramente poco da fare. Se invece
il problema fosse quello del suo aspetto fisico, che lei stessa
definisce poco sexy, bé anche in questo campo si possono fare
miracoli, con qualche dieta ben fatta, un po' di palestra ed una
maggiore cura di sé. Credo tuttavia che la cosa più importante da fare
sia cercare di trovare il tempo di parlarne tra di voi. Lei potrebbe
raccontargli dei suoi stati di ansia, della sua non completa
soddisfazione sessuale, del troppo tempo trascorso fra un rapporto e
l'altro... Veda come reagisce. Se la conversazione fra voi su questi
temi fosse troppo difficoltosa,piena di silenzi e di imbarazzi, allora
la cosa migliore da fare è una terapia di coppia. Di fronte ad un
terapeuta esperto delle dinamiche di coppia infatti, sarà più facile
esprimersi, dialogare e capirsi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona
LA MIA SITUAZIONE PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO
Carissima Dott.ssa, questa non è la prima volta che le scrivo, ho
aspettato con ansia una sua risposta per un lungo periodo, la mia
situazione peggiora di giorno in giorno. Sono una ragazza di 27 anni
fidanzata da ben 14 anni. La mia
storia non va per niente bene, anzi direi proprio che non va a causa
mia. Da circa 2 anni mi sono resa conto di nn provare nulla nei
confronti del mio lui, a volte sono pure infastidita dalla sua
presenza, dai suoi comportamenti e le sue dimostrazioni di affetto nei
miei confronti o addirittura a volte non riesco nemmeno a fare
l'amore.
Non riesco più a sopportare questa mia situazione, non riesco più a
fingere, ma non posso lasciarlo, ci ho provato diverse volte o meglio
sono stata ad un passo. Le spiego, lui è molto innamorato
esageratamente innamorato fa di tutto
per me e me lo dimostra in tutti i modi possibili ed immaginabili, io
mi sento in colpa per questo non vorrei prenderlo in giro, il problema
è che purtroppo lui è circondato da migliaia di problemi (economici,
familiari) e so che se lo
lasciassi in questo momento farebbe qualche pazzia, me l'ha detto pure
e non è soltanto la frase tipica che si dice, me lo dimostra pure
quando litighiamo lui fa di tutto per farsi del male. Mi creda, io non
riesco più a vivere, mi sento una larva, devo fingere tutti i giorni
della mia vita, piango tutte le sere, mi sento in trappola, perchè non
posso decidere cosa fare della mia vita?
Questa è la prima volta che esterno questo mio problema, non riesco a
confidarlo a nessuno, ho paura di fare del male al mio lui, ma nel
frattempo mi sto rovindando la vita. Vorrei qualche consiglio in
merito. Grazie
Gentilissima,
Colgo l'occasione di questa sua lettera per ringraziare le tante
persone che quotidianamente ci mandano mail per avere una consulenza
su questo sito. Purtroppo non possiamo rispondere a tutti, ma per i
casi più urgenti abbiamo istituito il servizio di consulenza
telefonica del giovedì mattina, dalle 11.00 alle 12.30, tel 349 590 7
591). Ed eccoci a noi.
E' logico che un fidanzamento che dura da 14 anni e che è cominciato
quando lei ne aveva solo 13, non è certo la situazione migliore per
sentirsi profondamente innamorati e reciprocamente attratti. Tutti gli
amori si trasformano con il tempo e certe sensazioni dei primi anni
vanno via via sostituendosi con altri sentimenti, che sono altrettanto
belli, ma che certo non fanno sentire 'le farfalle nello stomaco'
quando si sta insieme, come invece accade nei primi tempi. Credo che
il rapporto con il suo ragazzo abbia più o meno seguito questa strada
e che ora questa persona le appaia più come un parente che come un un
fidanzato. Non posso certo darle io il suggerimento di restare insieme
a lui o di lasciarlo: questa decisione spetta solo a lei. L'unico
consiglio che posso darle è quello di non agire di impulso, di darsi
un tempo ragionevole per pensarci bene e poi decidere una volta per
tutte, senza ripensamenti. Qualora la decisione fosse quella di
lasciarlo, dovrà farlo molto, molto gradualmente, in modo che lui
possa elaborare quanto gli sta accadendo e trovare il modo per
adattarvisi.
Dott.ssa Giuliana Proietti - Ancona |
CALZE AUTOREGGENTI
Ho inviato già un E-mail per sapere che significato hanno le calze
autoregenti per una donna e se è vero che le donne che indossano
biancheria intima molto significativa sono molto più calde delle donne
che vestono biancheria intima normale, le chiedo questo perchè c'è una
discussione bonaria con una mia amica, che comunque ritengo molto
calda. Grazie della sua attenzione che è puntuale come sempre, inoltre
ritengo che questa rivista sia molto utile.
Gentilissimo,
Anzitutto grazie delle gentili parole. Venendo al suo quesito, credo
sia difficile generalizzare: non tutte le donne sono uguali ed i
motivi per cui indossano biancheria intima sexy (o non la indossano)
possono essere molto diversi. Personalmente sono portata a ritenere
che le donne che indossano questi capi intimi così seducenti sentano
il bisogno di esaltare la loro femminilità, non solo nella relazione,
ma anche nella ricerca di gratificazioni a livello narcisistico. Molte
altre donne sono invece 'costrette' ad indossare biancheria sexy per
esplicita richiesta del partner, alle prese con qualche piccola
disfunzione erettile o con il calo del desiderio.
Credo tuttavia che vi siano donne molto femminili e sensuali, che
indossano biancheria intima 'ingenua' o 'casual', non perché non siano
'calde', per usare la sua espressione, ma perché sono talmente sicure
di sé stesse che non devono dare dimostrazioni a nessuno, nè cercare
conferme per sé stesse....
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
USCIRE DAL TUNNEL
Gentile Dott.ssa, sono sposata con mio marito da 7 anni, dopo 8 anni e
mezzo di fidanzamento.Abbiamo 2 bambini di 3 e 4 anni. La nostra vita
probabilmente è simile a quella di molte altre famiglie: pochissimo
tempo libero, i minuti sempre contati, lo sterss del lavoro, la
perenne stanchezza, i bambini sempre al primo posto ....insomma siamo
ad un passo dall'esaurimento nervoso. La nostra vita di coppia ne sta
soffrendo, perchè la voglia di stare insieme, soprattutto da parte
mia, ès opraffatta dalla stanchezza. Quando abbiamo rapporti non
riesco più a lasciarmi andare come qualche anno fa e mi sento in
colpa, perchè comunque mio marito è la persona a cui tengo di più in
assoluto e tra di noi c'è ancora tanto amore. Mi dispiace però molto
di non riuscire ad uscire da questo tunnel, a non riuscire più ad
essere sempre allegra e felice come un tempo. Ovviamente la colpa non
è assolutamente di mio marito, ma lui come i nostri figli subiscono la
mia stanchezza, i miei sbalzi d'umore. Spesso rendo l'ora la vita
difficile e non se lo meritano. Come non mi merito io vivere in questo
stato. Riuscirebbe a darmi un consiglio?La ringrazio moltissimo!
Chicca
Gentile Chicca,
Il consiglio che posso darle è di non lasciarsi travolgere dagli
avvenimenti della vita. Le persone più felici sono quelle che riescono
a vivere ogni singolo momento con intensità, consapevolezza,
interesse. Il lavoro è sicuramente importante, perché nella nostra
società 'siamo quello che facciamo'... Se, però, nel campo del 'fare'
riuscissimo ad inserirci altre cose importanti quanto e più del lavoro
(leggi hobbies, tempo libero, chiacchierate, passeggiate, coccole,
ecc.), probabilmente certi aspetti della vita di coppia e familiare,
trascurati o non abbastanza considerati, potrebbero assumere nuovi
significati e donare ancora molta felicità. Se cambiare lo stile del
pensiero ed i comportamenti del quotidiano le risultasse troppo
difficile (è normale, se si è un po' depressi), si rivolga con fiducia
ad uno psicologo che possa aiutarla.
A volte chiedere aiuto non è un atto di debolezza, ma di forza.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA ZINGARA LE RIVELO'
Gentile Dottoressa, sono sposato da 14 anni e non abbiamo avuto figli,
abbiamo fatto cure in tal senso, ma nulla.Mia moglie, tre mesi fà, mi
ha chiramente chiesto di uscire dalla sua vita,perchè non mi ama più,
troppa sofferenza, ed io ho acconsentito per darle tranquillità nella
speranza di evitare la separazione.ieri, invece mi ha confessato che è
da quanto siamo sposati che non mi ama, ma non ha mai detto nulla,poichè
una zingara all'epoca aveva predetto la mia morte nelcaso lei mi
avesse lasciato.è una situazione paradossale, lei soffre ed io anche.
ho molta stima di lei e non mi ha mai tradito.per amor suo e della sua
tranquillitò,le voglio molto bene, ho deciso di nonlitigare e di non
lottare più per cercare di rimediare, per lei la nostra storia è
finita.sono disperato,perchè io ho 42 anni mentre lei 6 in meno, sarà
dura non averla accanto e rifarmi una vita....
Gentilissimo,
Francamente la storia della zingara non mi convince molto. Sono
piuttosto portata a ritenere che tanti anni di cure, di analisi, di
soldi spesi al vento, nella vana speranza di poter avere un figlio e
di costruirsi una famiglia 'normale' vi abbiano logorato, al punto di
non farvi riconoscere più il legame che vi lega. Non si sta insieme 14
anni se non c'è un sentimento, una forte intesa, una sentita
complicità. D'altra parte è comprensibile che una donna di 36 anni,
sposata da quando ne aveva 22 possa, in questo periodo della vita,
vivere nel timore di non riuscire a diventare madre. Tanti pensieri
negativi non possono che spingere una persona verso la depressione, la
sensazione di aver fallito nella vita, di aver compiuto delle scelte
sbagliate, di non avere più speranze. Qualsiasi decisione, presa in un
momento come questo, va attentamente ponderata. Decidere dunque, in
questa situazione, di 'uscire dalla sua vita' solo per lasciarla
tranquilla, oppure credere alla storia della zingara e alle sue
tragiche previsioni, mi sembra, da parte sua, un atteggiamento troppo
passivo, remissivo e ingiustificatamente rinunciatario. Si è mai
chiesto ad esempio se, dietro questa drastica decisione di sua moglie,
non via sia una disperata richiesta di aiuto? Avete ancora tanti anni
davanti e ancora tante strade possono essere percorribili, ivi
compresa quella dell'adozione. Le stia vicino dunque, proponga
soluzioni, sia positivo, la aiuti a guardare alla vita con ottimismo.
Tante coppie ad esempio non hanno figli e ciò nonostante riescono a
trovare un equilibrio stabile, un'armonia. Inoltre, mi permetta, non
mi sembra un approccio corretto il suo, quando dice che 'sarà dura non
averla accanto e rifarmi una vita': non si resta insieme ad una
persona solo perché si ha paura di affrontare l'ignoto...
Ma è chiaro che anche lei potrebbe essere a sua volta molto provato e
depresso, per cui la soluzione ideale che le propongo è una buona
terapia di coppia, che potrà aiutarvi a credere di nuovo in voi stessi
e nel vostro amore. Almeno provateci!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CONTRADDIZIONI CONTINUE
buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 28 anni, sposata da circa 1
anno dopo 15 anni di fidanzamento. da qualche mese ho una storia con
il mio migliore amico e ho anche scoperto che mio marito già da prima
del matrimonio aveva una pseudo relazione con una nostra amica... il
mio problema è che non riesco a lasciarlo, ad interrompere la nostra
relazione, nonostante tutto... io e il mio amico siamo innamorati, ma
ciò che mi frena è fondamentalmente la paura di far soffrire troppe
persone che mi vogliono bene, a cominciare da mio marito. Neanche a
dirlo, sono stressatissima, presa da mille pensieri, mille
preoccupazioni. Non sono felice. Mio marito ha interrotto la relazione
con l'amica e vuole stare con me...questa cosa mi pesa molto, perchè
mi sento in colpa e poi, è difficile pensare di staccarmi da una
persona che conosco da 15 anni!!! Nello stesso tempo vorrei essere
single. Contraddizioni continue, mi sembra di impazzire... Come vede
questa situazione? Mi da qualche consiglio per dare una svolta alla
mia vita? grazie 1000 CHIARA
Gentile Chiara,
Vedo la sua situazione abbastanza 'confusa', perché a volte non
prendere decisioni equivale comunque a prenderne delle altre. La sua
situazione non piove dal cielo, ma da sue specifiche scelte, di cui
deve assumersi la responsabilità: mi sembra infatti che lei non abbia
alcuna intenzione di lasciare suo marito, né di lasciare l'altro, né
di vivere da single.
La sua vita attuale non sarà ' felice', ma le permette comunque di
continuare a stare in coppia con suo marito e di vivere così una
situazione 'pubblica' socialmente stabile e accettata. Quello che suo
marito non le riesce a dare, nel privato, lo riceve dal suo amico. E'
una situazione a suo modo equilibrata: giudicarla dal punto di vista
morale non è il mio mestiere e dunque non entrerò nell'argomento. Il
consiglio per dare una svolta alla sua vita è quello di cercare dentro
di sé, di capire quale è il suo progetto di vita, cosa vuole fare 'da
grande', cosa vuole diventare e quali rischi è disposta a correre per
raggiungere tutto ciò. Forse qualche chiacchierata con uno psicologo
potrebbe aiutarla a dipanare meglio la matassa.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
VOGLIA DI TRASGREDIRE CON UNA DONNA
da circa 10 anni stò con il mio ragazzo,circa tre mesi fà ho
incontrato una donna,lei ha mostrato attenzione verso di me e non so
come sia successo ci siamo scambiate baci e carezze anche intime.ho
iniziato a tradire il mio lui con una lei.il rapporto con il mio
ragazzo non era più quello di un tempo sie ra molto appiattito e
l'idea di trasgredire mi piaceva talmente tanto che l'ho lasciato per
vivere la storia con questa donna.l'idea di stare con lei mi
piaceva,lei soddisfava le mie voglie e c'era una profonda intesa...ma
dentro di me io provavo adrenalina ma nello stesso tempo stavo male.ad
un certo punto non ce l'ho fatta più ho dovuto lasciare questa ragazza
e ho richiamato il mio lui e ci sono tornata insieme.sono
terribilmente confusa da tutto questo.provo sconforto e l'idea di
essere stata fisicamente con una donna mi fa rabbrividire anche se
quei momenti sono stati bellissimi.ora non credo che lo rifarò mai
più. che cosa mi è successo? forse era l'intesa sessuale che non c'era
con il mio ragazzo che mi ha portato a questo?o la voglia di
trasgredire?
Gentilissima,
La bisessualità, come diceva Freud, è una caratteristica dell'essere
umano. Non tutti sono bisex nella vita perché non tutti nel loro
percorso trovano una persona dello stesso sesso che, come è successo a
lei, mostra interesse e fa esplicite proposte. Altre persone invece,
pure in presenza delle proposte, decidono di non trasgredire e restano
'etero' per tutta la vita. I motivi della scelta eterosessuale possono
essere i più diversi : valori, tradizioni, paura, rispetto per
l'altro, ecc.
Non credo che, se la tentazione le fosse venuta da un altro uomo
anziché da una donna, lei non avrebbe accettato di vivere questa
esperienza. In ogni caso, a questo punto c'è da guardare al futuro,
alla nuova coppia che dovrete costruire insieme, che deve
necessariamente tenere conto di questo senso di insoddisfazione di
fondo. Cosa l'ha spinta ad affacciarsi per un momento alla finestra,
per vedere chi passava dalle sue parti? Cosa può essere cambiato nella
vostra coppia per non sentire l'esigenza di 'affacciarsi' di nuovo?
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA GENTE NON MI INTERESSA
salve sono anna, sono single e da tempo ormai non riesco a trovare
interesse nella gente. non esco perchè non trovo la compagnia
interessante e così facendo però, mi sto accorgendo di essermi isolata
un po'. Eppure sono una donna vitale, mi piace stare in compagnia, amo
viaggiare ecc... ma non uscendo, non ho amici; anche perchè sono tutti
sposati e con prole ed io invece single da sempre!Mi piacerebbe avere
un compagno ma, la vedo dura. Che faccio?cordialmente saluti
Anny.
Cara Anny,
Come lei mi chiede, le darò dei suggerimenti per uscire dal guscio nel
quale si è rifugiata. Non so se li troverà adeguati o risolutivi:
probabilmente no, perché dietro il suo ritiro dal mondo potrebbero
esserci paure e fobie che non ha trovato ancora il coraggio di
affrontare e di risolvere. Lei si difende con la razionalizzazione,
cioè si dà delle spiegazioni apparentemente plausibili, logiche, che
in realtà nascondono i veri motivi di certi comportamenti, sepolti nel
profondo, più legati al mondo delle emozioni che dei ragionamenti.
Perché ad esempio non ha ancora un compagno? Perché gli altri per lei
non sono 'interessanti'? Queste sono le domande che dovrebbe
cominciare a porsi. Ed eccoci ai consigli.
10 modi per trovare amici e fidanzati (non in ordine di importanza):
1. Frequentare un corso (burraco, yoga, cinese, tennis, ecc.)
2. Iscriversi ad una seria agenzia matrimoniale
3. Chattare su Internet e poi incontrare gli amici 'virtuali'
4. Fare volontariato
5. Organizzare una festa (con i vicini di casa, con i vecchi compagni
di scuola, ecc.)
6. Fare un viaggio organizzato
7. Cambiare lavoro
8. Cambiare look e rendersi più interessanti per gli altri
9. Frequentare regolarmente un luogo di incontro (biblioteca, pub,
negozi, giardini pubblici, spiaggia, ecc.)
10. Cambiare completamente, ogni mese, almeno uno dei comportamenti
disadattvi che l'hanno portata a vivere così.
Last but not least: frequenti sito, blog e forum di
http://www.clinicadellatimidezza.it/
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INNAMORATA DI UN PLAYBOY
Gentile dottoressa,
Credo di avere problemi con gli uomini, ma non so se sono io a
crearmeli..o meglio a cercare appositamente quelli sbagliati..Dopo una
relazione di 8 anni,chiusa da me perchè non tolleravo piu' umiliazioni
e violenze psicologiche,ho conosciuto e a volte frequentato alcuni
uomini. Pero' ogni volta mi rendevo conto della poca voglia da parte
loro di un'eventuale relazione..pare vada di moda ' l'amicizia
particolare'.I o, non trovandomi d'accordo ho sempre evitato certi
pseudo rapporti.Due mesi fa è entrato nella mia vita G., tre anni meno
di me, apparentemente(ma solo apparentemente) molto sicuro di sè ed
anche molto simpatico ed estroverso.Sapevo che gli amici lo chiamano
il Don Giovanni, ma non ho dato peso.Abbiamo iniziato a vederci,
chiacchere, pizze in macchina e dopo 4 o 5 volte il primo bacio..insomma,
tutto per gradi. Ho messo in chiaro che non ero una di una sera e lui
era d'accordo, se fossimo stati bene, ad iniziare un rapporto serio.Poi
pero' si è immischiata una del gruppo, B che ha detto agli altri che
si vedeva anche lei con lui, che era un poco di buono e che io ero
una...diciamo poco seria...mi è preso un colpo,ho chiesto chiarimenti
a lui che ha negato, poi anche lei ha detto che non era vero.Insomma,nel
gruppo (nel quale io sono un po' marginale) è successo un putiferio
anche perchè lei ha detto cose pesanti su di lui. Pero', nonostante
lui mi abbia subito detto che tra noi era tutto ok si è allontanato e
non ci vediamo da soli da un mese. Iosono in uno stato pietoso da
troppo ormai e non riesco a riprendere la mia gioia di vivere, al
lavoro è tutto difficile e dormo poco e male. Ho chiesto spiegazioni a
lui,ma evita di satre solo con me e non parla,mi ha solo detto, 3
settimane fa, che lui non aveva mai parlato di un'eventuale relazione
con me e che tra noi non c'era proprio nulla a parte il sesso.. il
tutto senza mai guardarmi in faccia e cercando di abbracciarmi.Io ho
detto lui che gli avrei voluto rompere la faccia e che se voleva farmi
soffrire c'era riuscito..poi sono scoppiata a piangere, cosa che non
faccio mai..Mi sono sentita anche violenta, è vero che l'avrei voluto
prendere a schiaffi e mi sono accorta che non era normale essere così
'rabbiosa' per me.Insomma, ho la vita sconvolta e i primi giorni ho
urlato nel sonno per 4 notti consecutive... anche questa una novità,
non ho mai parlato nel sonno neanche da bambina.2 venerdì fa siamo
usciti io ,lui e un amico, G. ha accettato l'invito sapendoche c'ero
io e poi ha fatto una sorta di scenata di gelosia per un amico che ho
incontrato. Poi di nuovo silenzio..Peggio ancora. con B. che, ha detto
tutte quelle cose orrende, lui non solo è tranquillo, ma ride e
scherza come se niente fosse.Se lei non c'è lui con me fa il
tranquillo, se arriva lei mi tratta da schifo..non capisco cosa ci sia
sotto, questo mi fa stare ancora peggio.Intanto mi sono allontanata e
l'ho rivisto ieri dopo 10 giorni...mai l'avessi fatto!C'era anche lei
e lui non mi ha neanche salutata, poi ha iniziato a fare lo spiritoso
con lei,io ero un fantasma..ho fatto finta di nulla ma appena ho
potuto sono scappata e ho pianto per un'ora.Forse avrei divuto non
cedere al suo corteggiamento che è durato 2 mesi,nonostante i miei
'no' giornalieri, e dare retta a chi lo chiama 'DonGiovanni'. Pero'
temo che se ora si facesse vivo, nonostante tutto, passerei sopra
quello che è successo..non so se sia amore, ma di sicuro ho le ruote
sgonfie, le borse sotto gli occhi e qualche chilo di meno, ho come la
sensazione di essere stata travolta da un treno e sembra che la vita
scorra senza che me ne accorga, mi scivola tutto addosso, tranne lui.Mi
trascino nei giorni, non rido e tutto mi pesa o mi annoia. Cosa posso
fare per riuscire ad uscire da questa situazione?Non voglio mollare
tutto e non vedere piu' le altre persone del gruppo, pero' è troppo
doloroso stare a guardare lui che non mi vede neanche o, peggio, che
ride e scherza con lei... Non sono sicura di farcela da sola..Grazie
dell'ascolto..scrivere serve anche a riflettere
Gentilissima,
E' vero: scrivere serve anche per riflettere e per capire se e dove si
è sbagliato. Cercherò dunque di approfondire la sua riflessione con
qualche personale osservazione. Anzitutto, mi sembra che lei abbia mal
riposto la sua fiducia. Converrà con me che non serve, al cospetto di
un playboy, mettere le mani avanti, dicendo 'non sono una donna per
una sera' ... Del resto, se quest'uomo ha la fama del playboy, deve
essersela in qualche modo guadagnata. C'è però un'altra domanda che mi
pongo: è sicura che questo suo violento 'colpo di fulmine', questo
innamoramento improvviso sia reale ? Non potrebbe essere una via di
fuga, una spiegazione razionale da utilizzare con sé stessa, per
giustificare quella che può essere stata, ai suoi stessi occhi, una
incauta 'leggerezza'? Infine, il tipo sarà pure un playboy, ma se la
tratta come racconta nella lettera in presenza dell'altra donna, mi
chiedo se il nostro 'sciupafemmine' non stia pensando di cambiare
vita, mettendo la testa a posto, ahimé, in favore dell'altra. In ogni
caso, tutte le esperienze servono per imparare a non sbagliare ancora:
la prenda come una lezione di vita e guardi avanti.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO ALLE PRIME ARMI
Salve, sono un ragazzo di 19 anni e sto con una mia coetanea de 7
mesi! Fin dai primi mesi abbiamo avuto rapporti sessuali abbastanza
frequenti (più volte a settimana) e già da allora in me si è
manifestato un problema di eiaculazione precoce..Inizialmente ci siam
detti che poteva essere colpa dell'esperienza in quanto io ero "alle
prime armi" ma purtroppo col tempo nulla si è risolto. Il massimo che
siamo riusciti ad ottenere è un buon rapporto, in seguito però ad un
primo della durata di pochi attimi. Dunque quello che entrambi
vorremmo è una soluzione al problema e non solo un modo per
raggirarlo, poichè continuando cosi ci sono comunque momenti infelici.
Fin'ora ho letto di fare esperienza,che si deve imparare a riconoscere
quando si è sul "punto del non ritorno" e cose così...Beh io
sinceramente credo che quel dato momento so ben riconoscerlo, ma come
evitarlo?O quantomeno ritardarlo il più possibile? Come lei ben
immagina, essendo entrambi studenti non abbiamo risorse finanziare
pervisite,sedute e cose simili...Spero lei possa darci una mano. o un
buon consiglio. La ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Caro diciannovenne,
Vorrei anzitutto rassicurarla sulla normalità e la frequenza di casi
come il vostro, alla vostra età e con il vostro livello di esperienza
(anche di coppia).
Infatti, quando si è molto giovani e si è in coppia con una persona
che suscita un sincero desiderio, può accadere che l'eccitazione sia
tale che il ragazzo non riesce a 'durare' abbastanza, o almeno non
quanto lui vorrebbe.
Diverso potrebbe essere se l'eccitazione fosse meno 'potente', a causa
di rapporti sessuali più frequenti e più appaganti, oppure se si
fossero sviluppate delle tecniche, come lo 'stop and go' cui lei fa
riferimento. Ciò che mi sembra di leggere fra le righe della sua
lettera è però una certa ansia personale, un senso di inadeguatezza
per non essere ancora riuscito a dare soddisfazione sessuale alla sua
partner (credo che questi siano i momenti 'infelici' cui lei fa
cenno). Anche qui devo ripetermi: solo quando ci sarà una certa
esperienza e complicità di coppia potrete riuscire a stare meglio
insieme: dunque non preoccupatevi inutilmente. Cercate invece di
godere di questi vostri momenti, che non sono affatto infelici, perchè
l'infelicità è davvero un'altra cosa. Non esiste inoltre un manuale,
un codice da rispettare nell'amore e nella sessualità: ogni persona,
ogni coppia, prova piacere a suo modo, perché la soddisfazione
sessuale non è nell'organo stesso, ma nel cervello. Cominciate dunque
anzitutto a sentirvi 'normali', cercate di documentarvi il più
possibile (meglio articoli scientifici che materiale pornografico,
dove dimensioni e durate sono fuorvianti, in quanto altamente
artefatte, come in qualsiasi altra 'fiction' ). Infine, considerate il
fatto che molte donne sono 'clitoridee', cioè non provano piacere
sessuale nella penetrazione, ma solo a livello clitorideo. Se così
fosse, la sua 'durata' avrebbe un'influenza piuttosto relativa sul
piacere di lei. Dunque, si rilassi: vedrà che tutto andrà meglio.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ISTERECTOMIA E OVARIECTOMIA
Ho subito un intervento di isterectomia e ovariectomia, pertanto, pur
avendo 33 anni, non posso avere figli. Ora sto affrontando cicli di
chemioterapia con folfiri per eliminare/ridurre metastasi al fegato e
al peritoneo. Il problema mio è che il fatto di non poter avere figli
mi fa sentire inutile. Ho un fidanzato che mi ama molto e avrei voluto
con tutto il cuore diventare mamma.Mi sento il rimorso di non aver
fatto un figlio negli anni passati. Tutti mi dicono che potrò
adottarli e a me andrebbe bene lo stesso, almeno rendere infelice uno
o più bambini abbandonati. Ma ho paura che dato la ma malattia non me
ne diano in adozione. Sono veramente triste, piango spesso a questo
pensiero perché ho sempre immaginato la mia vita con una famiglia mia
con dei bambini.So che dovrei pensare al fatto che l'operazione è
andata bene e cerco in tuttii modi possibili di affrontare bene la
chemioterapia, però il dolore che provo dentro lo porterò per tutta la
vita. Inoltre ho paura che anche i rapporti sessuali non siano più gli
stessi; ho paura che al mio fidanzato non piaccia più fare l'amore con
me e quindi quando lo facciamo io provo tanto dolore. Grazie per la
risposta
Carissima,
Coraggio! Come lei stessa dice, la sua operazione è andata bene ed ora
sta affrontando nel migliore dei modi la chemioterapia. Non è questo
il tempo di pensare a ciò che sarà o non sarà la sua vita futura:
tutti i suoi pensieri negativi sono al momento dei falsi problemi,
dovuti probabilmente allo stato depressivo in cui versa dopo
l'operazione e allo stress accumulato prima e dopo l'intervento. Ora
lei deve pensare solamente a sé stessa: deve 'rifiorire', risbocciare
alla vita dopo un periodo così triste, fatto di paura e angoscie. In
questo momento è come se lei avesse veramente una figlia da accudire,
da aiutare e da consolare: sè stessa. Dunque, si faccia del bene, si
coccoli, si gratifichi come può, si dia amore. Per quanto riguarda i
rapporti sessuali, oggi ci sono dei prodotti appositi per facilitarli,
anche dopo la rimozione di utero e ovaie, ma forse i medici non glieli
hanno prescritti perché al momento sta facendo altre terapie. Vedrà
dunque che, una volta superata anche la chemioterapia, lentamente
tornerà alla normalità e potrà risolvere perfettamente il problema dei
rapporti sessuali. Poiché il sesso deve essere un momento di piacere e
non di stress, nell'ottica cui prima facevo cenno, le suggerirei
intanto di rinunciare, almeno per un po', alla penetrazione: potrete
trovare sicuramente in altre pratiche sessuali il modo per dimostrarvi
amore e piacere di stare insieme. Più che a costringersi ad avere
rapporti sessuali che non solo non la soddisfano, ma la fanno soffrire
(anche psicologicamente) la inviterei inoltre a curare di più la
relazione con il suo partner, mostrandosi carina, curata, sorridente.
Questo lo ecciterà molto di più di un ovviamente inappagante coito 'forzato'.
Ed infine veniamo al problema dei bambini... Ci sono persone non
malate, che pure non riescono ad averli: purtroppo non è nella nostra
natura soddisfare ogni nostro desiderio. Lei è però molto giovane e la
scienza progredisce rapidamente: chissà che quando lei sarà
definitivamente guarita, non vi sia un modo per riuscire a soddisfare
questo suo desiderio? In ogni caso, questo è il futuro e lei deve
concentrarsi invece, fortemente, con motivazione e impegno, solo sul
suo presente.
Un abbraccio.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SPACCHEREI TUTTO
Gentile Dottoressa, avrei necessità di un suo consiglio circa un
problema che mi capita ultimamente. Sono fidanzato con una ragazza da
un anno e mezzo. Ultimamente abbiamo avuto delle incomprensioni che ci
hanno portato a dei litigi. Lei è una ragazza 'gagliarda' e quando
litighiamo lo è ancor di più. Cisono dei momenti che lei non molla la
presa (del discorso ovviamente... non fisicamente parlando) e io perdo
completamente la testa. Non capisco cosa mi succeda,impazzisco. E'
come se avessi degli attacchi d'ira. Comincio a gridare e a litigare
con voce sempre più alta e inoltre mi sfogo sbattendo porte miviene
voglia di spaccare tutto. Non voglio un consiglio su come 'curare
lanostra coppia' ma su come riuscire a non reagire a questo modo
davanti a situazioni del genere. Ogni tanto mi chiedo: forse
basterebbe un tranquillante?Magari è solo stress. Cordialmente.
Gentilissimo,
Come dice il proverbio (ed i proverbi sono grandi espressioni di
saggezza, anche psicologica): 'La calma è la virtù dei forti'.
Riuscire a restare calmi pur all'interno di un vivace conflitto,
continuando ad esprimere con lucidità il proprio pensiero ,
rispondendo con puntualità e precisione alle considerazioni e alle
accuse dell'altro, non è cosa molto frequente ed è per questo che vi
riescono solo le persone veramente 'forti'. Il problema dunque non è
della sua ragazza, né della vostra coppia: è un suo problema
personale, quello di non riuscire ad avere un sufficiente controllo
emozionale.
Urlare, spaccare tutto ecc. è in pratica un'ammissione di inferiorità
intellettuale: è un modo per compensare le proprie debolezze
attraverso comportamenti che possano impaurire l'altro, metterlo in
uno stato di soggezione. Se anche questo fosse l'obiettivo, non sempre
esso viene raggiunto, anzi, spesso si finisce per rovinare la
relazione con l'altro, dal momento che quello che viene detto durante
un litigio non viene mai dimenticato del tutto.
Il consiglio quindi è questo: 1. riconoscere di avere un limite, una
fragilità; 2. cercare di migliorarsi, acquisendo maggiori capacità di
comunicazione e abilità relazionali. Come? Anzitutto migliorando il
controllo sulle emozioni, attraverso l'apprendimento di una tecnica di
rilassamento (training autogeno, yoga, biofeedback...) e poi leggendo
o frequentando dei corsi in cui si parla di comunicazione umana
(linguaggio verbale e non verbale, assiomi della comunicazione,
prossemica, ecc.)
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
STORIA DI UN ASPIRANTE INFERMIERE
Gentile Dottoressa, avrei necessità di un suo consiglio circa un
problema che mi capita ultimamente. Sono fidanzato con una ragazza da
un anno e mezzo. Ultimamente abbiamo avuto delle incomprensioni che ci
hanno portato a dei litigi. Lei è una ragazza 'gagliarda' e quando
litighiamo lo è ancor di più. Cisono dei momenti che lei non molla la
presa (del discorso ovviamente... non fisicamente parlando) e io perdo
completamente la testa. Non capisco cosa mi succeda,impazzisco. E'
come se avessi degli attacchi d'ira. Comincio a gridare e a litigare
con voce sempre più alta e inoltre mi sfogo sbattendo porte miviene
voglia di spaccare tutto. Non voglio un consiglio su come 'curare
lanostra coppia' ma su come riuscire a non reagire a questo modo
davanti a situazioni del genere. Ogni tanto mi chiedo: forse
basterebbe un tranquillante?Magari è solo stress. Cordialmente.
Gentilissimo,
Come dice il proverbio (ed i proverbi sono grandi espressioni di
saggezza, anche psicologica): 'La calma è la virtù dei forti'.
Riuscire a restare calmi pur all'interno di un vivace conflitto,
continuando ad esprimere con lucidità il proprio pensiero ,
rispondendo con puntualità e precisione alle considerazioni e alle
accuse dell'altro, non è cosa molto frequente ed è per questo che vi
riescono solo le persone veramente 'forti'. Il problema dunque non è
della sua ragazza, né della vostra coppia: è un suo problema
personale, quello di non riuscire ad avere un sufficiente controllo
emozionale.
Urlare, spaccare tutto ecc. è in pratica un'ammissione di inferiorità
intellettuale: è un modo per compensare le proprie debolezze
attraverso comportamenti che possano impaurire l'altro, metterlo in
uno stato di soggezione. Se anche questo fosse l'obiettivo, non sempre
esso viene raggiunto, anzi, spesso si finisce per rovinare la
relazione con l'altro, dal momento che quello che viene detto durante
un litigio non viene mai dimenticato del tutto.
Il consiglio quindi è questo: 1. riconoscere di avere un limite, una
fragilità; 2. cercare di migliorarsi, acquisendo maggiori capacità di
comunicazione e abilità relazionali. Come? Anzitutto migliorando il
controllo sulle emozioni, attraverso l'apprendimento di una tecnica di
rilassamento (training autogeno, yoga, biofeedback...) e poi leggendo
o frequentando dei corsi in cui si parla di comunicazione umana
(linguaggio verbale e non verbale, assiomi della comunicazione,
prossemica, ecc.)
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ANSIA DA PRESTAZIONE
Gentile dottore, trovo finalmente il coraggio di esprimere il mio
problema. Sono un ragazzo di 20 anni e credo di soffrire di ansia da
prestazione. Finora i miei rapporti sessuali non sono andati bene
perchè non riesco a mantenere l'erezione (praticamente non sono mai
arrivato alla penetrazione). Con questo non voglio dire che non la
raggiungo ma non riesco a mantenerla nel momento che precede la
penetrazione. Inoltre, diciamo nel periodo dei preliminari, ho delle
perdite anomale che non riesco a controllare e che non so come
definire perchè se fosse un'eiaculazione dovrei almeno sentire un po
di piacere (o sbaglio?). Cmq mi ritengo un tipo abbastanza insicuro
(almeno in ambito sessuale) e mi è sorta quasi una paura nei confronti
dell'atto per via di questi problemi esposti. Spero di risolvere al
piu presto questo mio problema e la ringrazio anticipatamente per la
consulenza
Gentile Ventenne,
L'ansia da prestazione riguarda un particolare stato di agitazione,
psicologico e fisiologico, in cui una persona perde il controllo sui
propri pensieri e comportamenti, in particolare quando si trova ad
affrontare alcune situazioni in cui si sente giudicata, maldestra,
inesperta, inadeguata.
Cosa fare? 1. provare ad avere un maggiore controllo sulle proprie
emozioni (es. training autogeno) 2. Cercare di rimenere concentrati
sul compito, non lasciarsi condizionare da pensieri interferenti 3.
Non sentire la prestazione come un esame, in cui si deve essere
giudicati, valutati, confrontati con altri: lasciarsi andare
completamente, lasciando fare alla natura. (In questo senso, più si è
'naturali' negli atteggiamenti, più si asseconda e si facilita l'atto
sessuale, la cui competenza in proposito è giù scritta nel nostro
corredo genetico). 4. Essere inesperti fa ovviamente sentire anche
inadeguati: dunque, fare esperienza migliora le competenze e infonde
sicurezza. (E' un po' come guidare la macchina: il primo giorno non è
facile coordinare i movimenti per muovere allo stesso tempo i pedali
con i piedi e il cambio con la mano destra. Dopo un certo periodo,
questi movimenti vengono in modo spontaneo e non rappresentano più il
minimo problema). E' così anche nella sessualità. Quanto alle perdite
che lei nota, anche queste sono naturali, 'fisiologiche' ed hanno lo
scopo di facilitare la penetrazione.
Non mi ha parlato dell'uso del preservativo... Può contare sul fatto
che la sua ragazza non abbia mai avuto rapporti a rischio? Capisco
che, data la sua situazione del momento, le suggerisco una 'aggravante',
ma la salute conta più di ogni altra cosa. Ai preliminari si potrebbe
aggiungere anche il 'gioco' del preservativo.
Cordiali saluti.
Dott. Walter La Gatta
LO SPERMA NEL SAPONE DELLA COINQUILINA
Salve Dottore, vorrei che lei mi chiarisse qualche dubbio. Allora le
spiego bene: un mio amico per fare uno scherzo( di cattivo gusto)ha
deposto il suosperma nel sapone di una mia coinquilina. Io poi , il
giorno dopo. ho subitobuttato il sapone, ma poi mi sono iniziati a
venire mille dubbi, se magari avesse messo il suo seprma anche
altrove...mi sentivo invasa dagli spermatozoi..che cosa brutta. Adesso
sono passate esattamente due settimane espero che gli spermini siano
morti essendo in ambienti alquanto diversi da quelli ottimali...mi è
venuta una fobia vera e propria che anche le cose piu assurde nella
mia mente sono iniziate e sembrare verosimili, tipo che le sostanze
che stavano nei cosmetici potessere o prolungare la vita degli
sperminio che cadendo una goccia che ne so di crema idratante sul mio
beauty-case meli potessi portare a casa mi, vivi e vegeti, la prego mi
dica che in ogni caso dopo due settimane sono morti!!...cioè ho cosi
paura di restare incinta ch etutte quelle situazioni che non posso
controllare al 100%..mi terrorizzano e nn mi fanno vivere bene. Saluti
Gentilissima,
Sicuramente gli spermatozoi sono tutti 'deceduti', per cui può stare
tranquilla. Mi permetterei però di consigliarle di evitare, se
possibile, la frequentazione del suo amico, che mi sembra fin troppo
'burlone' (per non dire altro!)
Cordialmente,
Dott. Walter La Gatta
SONO UNA VISIONARIA?
Da anni ho avuto modo di dubitare che mio marito sia bisex (chat,sms
ecc). Lui nega l'evidenza, per me è stato un trauma terribile, ma ci
vogliamo molto bene e siamo ancora insieme. Ero una donna bella e
sessualmente sana. Quando l'ho scoperto non ho avuto più alcun
desiderio sessuale nè per lui, nè per altri uomini(credo di odiare gli
uomini) Mi sono trasformata e da un anno sono ammalata (sto diventando
sorda e mi gira spesso la testa). Un crollo pauroso.Ora ho scoperto
che lui si depila i genitali , scroto compreso. Lui dice che lo fa per
igiene, che molti uomini (di 60 anni???) si depilano....Io credo che
sia molto furbo e non voglia perdere nè me, nè il suo vizietto. E'
molto gentile con me e pieno di attenzioni. Sarò ingenua io o
diabolico lui???E' normale che un uomo si depili i genitali e riceva
sms del tipo "caro sono sotto la doccia e non vedo l'ora di
prendere.........da un bel maschione come te??" Perchè non ammette
tutto invece di tenere il piede in due scarpe?? Perchè dice che io
sono una visionaria??Perchè è così disonesto??Purtroppo il mio stato
di salute non mi permette di reagire in nessun modo e per giunta non
lavoro. Cosa devo fare???
Gentile Signora,
Lei parla di un 'vizietto' di suo marito, ma potrebbe essere qualcosa
di molto più complesso. Le consiglierei pertanto, visto che non è
riuscita ad ottenere nulla da suo marito con le sue domande e con i
suoi sospetti, di rivolgersi ad un terapeuta, per iniziare una terapia
di coppia. Solo in questo modo potrete tentare di salvare ciò che
rimane di vivo nella vostra unione.
Il vostro rapporto infatti potrebbe essere diventato un legame di
reciproca convenienza: lui ha scoperto che vi sono altri mondi,
diversi da quello domestico, che lo attraggono di più e lei si è
probabilmente resa conto che, senza un reddito personale, poche sono
le strade da poter percorrere, per allontanarsi da questa situazione.
L'unica cosa che differenzia la sua posizione da quella di suo marito
è che, mentre lui sta sta benissimo e cura la sua immagine, lei si sta
ammalando. E per questo ha assolutamente bisogno di un supporto
psicologico: se non sarà possibile la terapia di coppia, non rinunci a
farne una a livello individuale. Visto che suo marito è così premuroso
nei suoi confronti, non gliela negherà e lei ritroverà sé stessa e la
sua felicità (che potrà riscoprire in altre cose, in altre persone, in
altri interessi, capaci di darle soddisfazione e gioia di vivere).
Cordialmente,
Dott. Walter La Gatta Ancona
MIO FIGLIO NON E' DI MIO MARITO
Carissima dttoressa le scrivo questa lettera immersa nella
disperazione più nera. Da circa un'anno mio marito ha scoperto che
nostro figlio di appena un anno in realtà non era il suo.Le spiego
meglio, sei mesi prima del nostro matrimonio ho conosciuto un'uomo che
non sò per quale motivo mi ha coinvolto al tal punto da arrivare ad
avere una relazione clandestina che è durata circa un mese,ma alla
fine mi sono resa conto che amavo l'uomo che da li a pochi mesi avrei
sposato.Proprio in quel periodo ho scoperto di essere incinta. Decisi
comunque di tenere il bambino e di portare dentro di me questo segreto
perchè rinunciare a quella gravidanza era impossibnile. Tutto è stato
meraviglioso fino al giorno in cui mio marito mi ha messo alla porta
per la tragica scoperta. La mia vita senza lui non ha senso e vorrei
tanto riconquistarlo,dopo una reazione fortissima e violenta ha deciso
di non vedermi più ma sè non lo chiamo per lunghi periodi lui trova il
modo per riavvicinarsi e farmi crollare nella tristezza più nera.Non
riesco a non sperare in un suo ritorno,crede che questo sia possibbile?
Carissima signora,
Credo che lei stessa riconosca di aver commesso diversi, gravissimi
errori, e la sua disperazione attuale fa capire che forse solo adesso
lei cominci a rendersene pienamente conto, superata l'infatuazione per
l'altro e le scelte in solitudine che si è trovata a compiere.
Francamente non mi sembra questo il momento di pensare a
'riconquistare' suo marito; le consiglierei piuttosto di impegnare le
sue risorse perseguendo altri obiettivi: 1. Il suo bambino: si prenda
personalmente cura di lui e faccia in modo che non assista mai a scene
di violenza, anche solo verbale, fra di voi 2. Inizi una psicoterapia
individuale per 'ricostruirsi' come persona, per trovare supporto ai
gravi momenti di tristezza del momento e per guardare al futuro con
maggiore ottimismo; 3. Ammetta di aver sbagliato e non sottovaluti i
suoi errori: l'importante non è cadere, ma sapersi rialzare (e magari
saperlo fare con dignità).
Coraggio! Per uscire da questo momento triste non serve abbattersi,
occorre invece reagire, affrontare il mondo, assumersi delle
responsabilità. Può farcela.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona |
IL MIO MIGLIORE AMICO
cara dottoressa la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.mi
chiamo barbara ho 21 anni e sono una studentessa universitaria.la mia
vita negli ultimi tre anni ha subito qualche scossone sentimentale.
precisamente dopo la fine del liceo ho perso i contatti con il mio
migliore amico,il ragazzo che per due anni aveva occupato il mio cuore.
è stato tutto per me,abbiamo trascorso dei momenti bellissimi insieme.tutti
pensavano che prima o poi saremmo finiti insieme... ma così non è
stato,dato che mai nessuno dei due ha avuto il coraggio di oltrepassare
quel confine per non rovinare quello che avevamo.il problema è che le
nostre strade si sono separate definitivamente con l'inizio
dell'università.lui a C. e io a P.. lui era diventato indifferente nei
miei confronti,e io dopo un anno di disperati tentativi di mantenere
viva la nostra amicizia,ho mollato la presa dopo una telefonata tremenda
in cui sono volate parole spiacevoli e così abbiamo chiuso.la mia vita è
precipitata da quel preciso momento.è andato tutto storto:l'università
per prima,anche se mi sono
tuffata nello studio ho fatto più danni che altro.la cosa più triste è
che non riesco più a dare fiducia alle persone. tante volte ho pensato
di chiamarlo per sistemare le cose,ma non ci sono mai riuscita,perchè ho
pensato che sarebbe stato come sempre:lui che dice che ha sbagliato e
che vuole ricominciare e io
che gli dico di si...e poi dopo due settimane lui sparisce e io divento
paranoica.che devo fare?come posso uscirne?da 3 anni non vivo più e.ho
bisogno di un consiglio.
Cara Barbara,
Il suo amico (o meglio, ex amico) potrebbe essere una persona che in
tempi passati l'ha molto apprezzata come amica. Oppure lei per lui era
solo un mezzo: per essere accettato nel gruppo, per semplice
opportunismo, per timidezza, per mancanza di altri affetti... Chissà.
Fatto sta che non era innamorato di lei, altrimenti il coraggio per fare
il primo passo alla fine lo avrebbe trovato: al limite, visto che lei
non manca di intraprendenza nel cercarlo e nel proporsi (seppure come 'amica'),
il ragazzo le avrebbe potuto inviare i segnali giusti per far compiere a
lei il primo passo. Altrimenti si sarebbe potuto servire
dell'intermediazione di qualche amico, avrebbe potuto scriverle quello
che non riusciva a dire a voce e così via. Credo dunque che il suo
allontanamento e le sue 'sparizioni' abbiano un unico significato: non
siete più amici. Il consiglio è questo: esca dal guscio, cerchi un
maggiore contatto con la realtà e limiti al massimo il tempo della
fantasia. Non lo cerchi più, ma soprattutto non lo pensi più. Lui,
inoltre, non ha alcuna colpa, non ha sbagliato niente: le amicizie
finiscono, ed anche gli amori.
Cari saluti,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
LA SUA FAMIGLIA NON MI ACCETTA
sono sposato da circa un anno dopo oltre 10 anni di fidanzamento. Dal
primo giorno che ci siamo conosciuti con mia moglie ho avuto problemi
con la sua famiglia perchè non mi accettavano per un loro capriccio.
Durante gli anni di fidanzamento il mio rapporto con loro è stato
altalenante, con il matrimonio la situazione non è migliorata anzi sotto
alcuni aspetti è degenerata. Tutto ciò si ripercuote sul rapporto con
mia moglie, portandoci a litigare spesso in modo esagerato, io non mi
sento capito da lei perchè li giustifica sempre, forse per non farmi
litigare con loro. Preciso che con mia moglie ci amiamo tantissimo e tra
qualche mese avremo un bambino. Spero di avere un consiglio da lei sulla
strada da seguire. Distinti saluti
Gentilissimo,
Mi pare strano che dei genitori con una figlia sposata, che stanno per
diventare nonni, facciano i 'capricci'... Il fatto che lei ometta
qualsiasi altra informazione su questo argomento lascia capire quanto
lei sia convinto di stare dalla parte della ragione e quanto poco si
metta in discussione. Chiaramente non ho elementi per poter dire se lei
ha ragione o torto (e in ogni caso non è questo il mio mestiere), ma
questo atteggiamento così rigido, che non cerca alcuna mediazione con
l'altra parte, non mi sembra il migliore per evitare il conflitto. In
questo modo, lei sta mettendo sua moglie fra due fuochi, facendole
vivere un forte stress, che è quello di essere la responsabile della
serenità familiare: se sua moglie fallisce in questo compito, succede il
patatrack. Una donna che aspetta un bambino meriterebbe forse di essere
aiutata e sostenuta, anche nelle responsabilità che come coppia e come
futuri genitori vi siete assunti. Dal punto di vista psicologico, credo
che la strada da seguire sia quella di perseguire un clima di serenità
familiare, per voi e per il bambino che nascerà. Faccia dunque un passo
indietro ed aiuti sua moglie in questo difficile compito di mantenere la
pace in famiglia.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
SITUAZIONE POTENZIALMENTE MOLTO GRAVE
Situazione potenzialmente molto grave, la mia. Vi spiego. Sono sposato
da quasi 9 anni ed ho due figlie di 6 e 3 anni. Un mese fa mia moglie mi
ha detto che non prova più attrazione fisica per me da almeno tre anni
(!!!), che non accetta che la passione nei miei confronti sia a suo dire
finita e che vorrebbe "sperimentarsi" ancora, trovare nuove strade, per
usare parole sue. Mi ha giurato che non mi ha tradito finora, ma solo "perchè
non le è capitato", per usare parole sue. E' dimagrita di quasi 20 chili
dopo le gravidanze, è da tre anni in psicoanalisi. In questo momento non
la riconosco più. MI sembra impazzita, quasi un'altra persona. Non
mangia, ma compra vestiti e scarpe in continuazione. Con le mia figlie è
assente o sembra svolgere un compitino educativo freddo, il giusto come
per "allenarsi" a vivere senza di me. Mi dice che mi vuole ancora molto
bene, che ero e resto l'uomo più importante della sua vita, ma è come se
volesse tenermi "in caldo" con un rapporto di tipo funzionale (le servo
per la spesa, per le commissioni, per andare a cena fuori, per
proteggerla ed aiutarla quando serve, etc.) e non più, mai più temo, con
un rapporto di tipo finalizzato A ME come oggetto d'amore (come eros in
senso largo, cioè). Sono molto amareggiato, confuso, non so che fare, ho
le bimbe ancora piccole, sento che hanno troppo bisogno di me. Non
sopporterei un tradimento di qualsiasi tipo, neanche un progressivo
decadimento (già in atto comunque) del rispetto nei miei confronti (esce
con le amiche e fa le 4 di notte staccando il telefonino, pretendendo
che al ritorno a casa io non muova un muscolo). Si trincera dietro
l'espressione che "è in crisi", che le crisi a 40 anni le hanno tutte le
donne madri, che tutti in realtà sono infelici nella coppia e che non lo
dicono. Quasi vorrebbe un plauso da parte mia perchè lei ha avuto la
coerenza di confessarmelo!! Legge riviste fatue per donne emette da
parte articoli sui nuovi "rapporti a tempo determinato" che tanto vanno
di moda, sembrerebbe. Sui party d'addio che si fanno Vorrei proporle una
terapia di coppia. Ma so per certo che farà enormi resistenze, perchè
vuole che faccia psicoanalisi come lei (ma io mi sento benino con me
stesso, per la verità, sono solo molto preoccupato della mia relazione
con lei !!!!) e perchè lei fa già l'analisi per sè.
Aiutatemi.
Gentilissimo,
La sua situazione, come direbbe Flaiano, è grave, ma non è seria. Che
senso ha infatti mettersi alla finestra ad osservare e prendere nota di
tutte le 'malefatte' di sua moglie, senza fare assolutamente nulla per
riconquistare il suo affetto, la sua stima, il suo interesse per lei?
Essere bravi genitori non significa dimenticare di essere coppia... E,
per essere una coppia felice, non basta che i due partners si limitino a
proteggere, aiutare, fare la spesa e le commissioni ecc. ecc:: occorre
anche interessarsi dei problemi e dei desideri dell'altro, andargli/le
incontro, cercare, al di là della routine quotidiana, di essere
desiderabili, affascinanti, un poco misteriosi, seducenti, ecc. ecc. Non
so quanto queste mie parole potranno sembrarle aderenti alla realtà, ma
le assicuro che in una coppia stabile, sono questi i comportamenti che
producono risultati. Oggi le persone non stanno più insieme tutta la
vita perché hanno firmato un pezzo di carta: ogni giorno ci si deve
impegnare, per salvaguardare il proprio rapporto, in una sorta di eterno
fidanzamento.
La terapia di coppia sarebbe ottima, ma perché sia efficace, entrambi i
coniugi devono desiderare di 'rimettere insieme i cocci del loro
rapporto'. Sua moglie non è pronta. Sta a lei prepararla, impegnandosi a
fare qualcosa, a cambiare qualcosa, invece di restare immobile e
impotente a guardare lo spettacolo della fine del vostro rapporto.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
PROBLEMI CHE POTREBBERO DEGENERARE
buogiorno dottoressa, sono un ragazzo di 27. Mi rendo conto di avere dei
problemi che a mio avviso potrebbero degenerare in qualcosa di serio, in
senso negativo intendo, se nn riuscirò ad affrontarli e soprattutto a
risolverli nel breve termine.
Mi spiego meglio, il mio problema più grande che mi porto tutti i giorni
sulle spalle è la dipendenza. Io sono dipendente purtroppo dal gioco
d'azzardo come poker on line, slot ecc. (ho perso cifre ingenti) inoltre
associo (soprattutto mentre gioco) l'uso di cannabis 2,3 volte la
settimana (2/3 g la settimana) g e il consumo di birra/vino circa 1 l di
birra o 0.75 di vino giornalmente esclusi i giorni di festa in cui mi
capita pure di superare di gran lunga le dosi che ho scritto prima.
dottoressa io non vivo più!!
purtroppo tutto questo ha avuto inizio 4 anni fa. Inizialmente nn ci
davo peso più di tanto, mi divertivo. poi ho cominciato ad ingrassare
(20 kg) ed a perdere la voglia di fare , ricercando sempre più spesso lo
sballo, quella voglia di dimenticare tutto il mondo che ti circonda e
creartene uno tutto tuo. ma purtroppo il ritorno alla realtà (che capita
sempre più in fretta se nn bevo un altra birra o accendevo un altro
spinello) è sempre più catastrofico. penso di aver cominciato perchè
sono una persona debole caratterialmente, ho inoltre perso 7 anni fa mio
padre per un tumore quindi mi è mancata la costrizione alla dritta via
che avrebbe saputo impormi sicuramente lui, uomo dal carattere molto
autoritario, infatti qyando c'era lui si rigava tutti
dritto. Io sto cercando di reagire, soprattutto ultimamente che sono
riuscito a risolvere qualche problemuccio legato alla mia carriera
universitaria che fortunatamente sono riuscito a portare a termine con
successo, sembra che le cose un pochino vadano meglio, e anche grazie
alla presenza della mia ragazza che amo moltissimo, ma che disconosce il
problema della mia dipendenza, a cui nn lo dirò mai me ne vergogno
troppo, diventerei un vile ai suoi occhi, noi ci dovremmo sposare un
giorno. dottoressa, le chiedo che cosa posso fare per smettere di
uccidermi giorno dopo giorno e per ricominciare a sorridere alla vita??
Caro ventisettenne,
C'è una sola risposta alla sua domanda: capire che la SUA vita è nelle
SUE mani, che tutto può cambiare se troverà in sé la forza di reagire a
questa apatia esistenziale che la sta portando verso il baratro. Se non
c'è più suo padre a stabilire i confini oltre i quali non è
consigliabile andare, deve fare in modo di crearli lei questi confini,
imponendosi delle regole da rispettare (piccole regole, piccoli
obiettivi da raggiungere, per poi aumentare gradualmente). Ogni volta
che ce la farà in qualche cosa, si faccia un premio.
Se può, cerchi un aiuto psicologico: il percorso non è semplice e non va
preso alla leggera.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
UN MARITO PIU' GIOVANE
sono sposata da 4 anni e mio marito è + giovane di me di 5. ultimamente
ho riscontrato dei problemini ke durante 10 anni di fidanzamento nn si
sono verificati. lui arriva al piacere troppo in fretta lasciandomi
perennemente insoddisfatta. dice ke lo eccito troppo e nn riesce a
controllarsi. abbiamo provato anke con i preliminari ma nn è servito
anzi,è stato peggio! nn so + cosa fare e ho paura di fare l'amore x nn
restare a metà! mi dia un consiglio!
grazie
Gentile signora,
Il consiglio è di avere rapporti più frequenti, in modo che suo marito
riesca a controllare meglio l'eccitazione e l'eiaculazione. Per quanto
riguarda il suo 'restare a metà', provi a riconsiderare l'ipotesi dei
preliminari.
Cordialmente,
Dr.ssa Giuliana Proietti, Ancona
MISS MACBETH
Ciao a tutti. Ho trovato per caso questa rubrica e adesso che ci penso,
vorrei raccontarvi una cosa (realmente accaduta). Premetto: vi racconto
la mia storia e non pensate che io sia pazza ad inverntarmi queste
cose... Sono vere..All'età di 5 anni un ragazzo, amico di mia sorella e
mia cugina, mi ha condotto in casa sua... e mi ha Violentato. é una
cosa, che nessuno sa, tranne il mio ragzzo a cui l'ho rivelato 1 anno
emezzo dopo l'inizio della nostra storia. Nessuno sa niente: mio padre,
mai madre, le mie sorelle,nessuno...Assolutamente nessuno!!!!Per carità
di Dio, se lo sapessero morirebbero dal dolore...A volte soffro tanto
per questa cosa, di cui mi sono sempre sentita responsabile, perchè se
non fossi andata lì, se non avessi il carattere che ho,forse non sarebbe
successo nulla... Ma ormai non posso farci nulla! E me ne rendo conto...Sono
riuscita a superare questa cosa, anche se fin da bambina soffro di
sonnambulismo (parlo addirittura nel sonno). Ho sempre avuto paura di
rivelare il mio segreto... Forse è per questo che sono diventata, sol
passare del tempo (tempo in cui ho realizzato quello che è successo)
triste e depressa... Non sono violenta, ad eccezione che con me
stessa... Mi do morsi, pugni, mi graffio a sangue, quando sono
arrabbiata...Non riesco a controllarmi... Mai!A volte ho paura di me
stessa!!! ...in questo periodo ho studiato a scuola la storia di "Lady
Macbeth", che comevoi sapete parla, in parte, di una donna, la quale
diventa sonnambula a causa dei rimorsi... Sono riuscita a superare, per
così dire, questo trauma di cui ricordo tutto (aimè), ma vorrei capire
grazie a voi, che cosa mi accade.... Cosa succede nella mia testa???....
<>...Ciao Roberta
Carissima Roberta,
Della tua lettera colpisce anzitutto questo tuo rivolgerti 'a tutti',
quasi a fare una confessione pubblica. Forse per te raccontare in modo
anonimo questa storia , facendola conoscere alle tante persone che ci
leggono è sembrata una liberazione, dopo tanti anni di sofferenza dovuta
ai postumi del ricordo e al trauma subito. Come tutte le persone che
subiscono una violenza infatti, anche tu ti senti responsabile, ti
colpevolizzi. Cerca, se puoi, di guardare alla scena del trauma come se
quella bambina non fossi tu: che responsabilità può avere quella piccola
che segue un amico di famiglia, una persona fidata, nella sua casa? Ti
colpevolizzi per essere stata troppo curiosa, per averlo seguito invece
di tornare a casa? Ma tutti i bambini sono curiosi sai, e la curiosità,
il piacere della scoperta, non è forse alla base della nostra
intelligenza?
Colpisce anche il tuo volerti scusare per il racconto che ci fai, il tuo
rassicurarci di non essere 'pazza'. E' chiaro che il ricordo, per quanto
doloroso e indelebile, ti appare un po' come un sogno, una
rappresentazione che ormai ha poco a che fare con la realtà e si
confonde con le fantasie. Forse tu stessa qualche volta dubiti che il
fatto sia veramente accaduto e per questo hai paura di perdere il
controllo di te, di impazzire.
Fa molto piacere il fatto che tu stia cercando di capire quello che ti è
successo e quello che ne è conseguito anche attraverso la cultura, che
apprendi a scuola: vai avanti così, perché il sapere permette di capire
e questo è molto importante. Capire però non equivale a guarire,
altrimenti, in senso psicologico, una volta fatta una diagnosi e
spiegato al paziente quale è il suo problema, tutti i disagi dovrebbero
scomparire. E invece, purtroppo, non è così. Dovresti dunque farti
aiutare da uno psicologo, che ti permetta la rielaborazione di questo
ricordo traumatico e che ti faccia riconquistare la serenità e la gioia
di vivere che hai perduto, per colpa di questo 'incidente di percorso'
che ti è capitato in così giovane età.
Capisco quanto possa essere difficile proporre di consultare uno
psicologo a genitori che non sanno niente dell'accaduto e che potrebbero
considerarla una giovanile stravaganza e quindi ti consiglierei di
rivolgerti allo psicologo scolastico, se c'è. Potresti cercare in
qualche consultorio familiare (spesso ce ne sono nelle parrocchie), dove
si possono trovare psicologi che lavorano come volontari. Oppure
potresti parlarne con il tuo medico di famiglia, che magari ti potrà
prendere un appuntamento con uno psicologo della ASL, o in qualche
centro di adolescentologia... Insomma, purtroppo non è facile aiutarti,
e sicuramente non posso farlo io con questa lettera, però vorrei
spronarti a non sottovalutare la situazione e, tra le altre cose, anche
a valutare se potrebbe essere opportuno parlarne anche con i familiari,
che potrebbero capirti molto più di quello che pensi: infatti, poiché tu
sei la protagonista della storia, senti di avere delle colpe, ma i tuoi
genitori, che sono adulti e conoscono la vita, mai e poi mai potrebbero
responsabilizzare una bambina di cinque anni per ciò che le è accaduto.
Dunque, coraggio, cara Roberta, fatti forza e usa tutta quella voglia di
aggressività che hai non per fare del male a te stessa, ma per cercare
un rimedio, affinché questi fatti terribili non succedano più. Apri un
blog, condividi la tua esperienza con altre persone, impegnati nel
sociale per aiutare chi è vittima di violenza: aiutando gli altri
aiuterai te stessa e ti sentirai molto meglio.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FACCIO TUTTO PER IL MIO PICCOLINO
Buona sera dott.ssa, fino a qualche mese fa per 2 anni dal matrimonio io
e mio marito vivevamo in casa con i miei genitori; il rapporto fra mia
madre e lui si col tempo si è logorato. Appena sposata ho voluto un
bambino che con mio immenso dolore è morto poche settimane prima della
data prevista per la nascita. I mesi di gravidanza sono stati duri a
causa del riposo assoluto e dei rapporti fra mio marito ed i miei; più
volte lui ha minacciato di andar via da casa e io l'hoconvinto a
rimanere. Dopo la morte del bambino le cose fra noi si sono sistemate ma
io non mi davo pace, sapevo che per superare la cosa, avrei dovutoa vere
un altro bambino e così è stato, dopo tre mesi sono rimasta nuovamente
incinta. Ho avuto un'altra brutta gravidanza trascorsa a letto e con mio
marito che si comportava ancora peggio della prima, era sempre più
distante. In cuor mio sapevo che lui aveva un'altra! Nel frattempo siamo
andati a vivere da soli.Quando finalmente è nato il mio secondo piccolo
( è la mia gioia) lui era mentalmente e sentimentalmente distante, aveva
deciso di lasciarci e così dopo due settimane dal rientro dall'ospedale
mi ha raccontato del tradimento. Io contrariamente a quanto avrei
pensato, ho "accettato" la cosa per il bene del bambino e adesso che son
passati circa 7 mesi apparentemente viviamo una vita quasi tranquilla,
ma in fondo non l'ho perdonato, ci sono momenti in cui lo odio, altri in
cui gli voglio molto bene, ma l'amore... quello è svanito.Abbiamo
rapporti sessuali rarissimamente, ma lui dice che la causa è la
stanchezza, il fatto che il piccolo porta via tanto tempo. Quest'uomo è
stato una enorme delusione, la nostra storia all'inizio sembrava una
favola ed invece è stato tutt'altro. A lui attribuisco la causa della
morte del mio primo bambino (i medici dicono che è stata sfortuna ma per
me è stato lo stress della situazione).A questo si aggiunga il fatto che
ha un carattere molto più forte del mio e che cerca di sopraffarmi in
tutto, facendomi fare esattamente quello che vuole lui, anche nella cura
del mio bambino devo rendere conto a lui. Mi rende insicura ed incapace
di prendere decisioni da sola. E' giusto che stringa i denti per mio
figlio? Anche perchè mi ha detto che se ci separassimo lui farebbe tutto
per prendersi il bambino!! Come potrei vivere senza di lui??Non so
proprio come comportarmi, amo troppo il mio bambino per rischiare di
perderlo. Mi aiuti!!Il mio piccolino invece è una meraviglia, in lui
riverso tutto l'amore che ho,è la mia consolazione!!!
Cara signora,
Voglio sperare che la sua lettera, scritta di sera, sia solo
l'espressione di una momentanea malinconia e che lei non pensi davvero
ciò che scrive. Per quanto possa essere stata difficile la situazione in
famiglia infatti, suo marito non è certamente la causa della morte del
suo primo bambino ! Del resto, se anche lui avesse il carattere tanto
aggressivo e prepotente che descrive, è pur vero che vivere a casa dei
suoceri, specialmente in un momento di difficoltà e di tensione come
quello che avete affrontato, non è facile per nessuno.
Dopo il tradimento di lui e la crisi che avete attraversato, sarebbe
stato forse meglio cercare di riconquistare un po' di serenità
coniugale, ricreando un rapporto di complicità, di intimità, favorito
anche dall'essere andati a vivere da soli. La ricerca di un altro figlio
invece, subito dopo la perdita dell'altro, dimostra che lei intendeva
realizzarsi soprattutto come madre, quasi dimenticando che un figlio è
di entrambi i genitori e di tutti quelli che lo amano, non solo della
madre biologica.
Attenzione dunque: suo figlio, crescendo, potrebbe non avere i mezzi o
le capacità per 'difendersi' da questo eccesso di amore e di attenzioni
da parte della mamma e sviluppare un attaccamento o dei sensi di colpa
che potrebbero minarne le intime sicurezze.
Lei è una donna giovane, oltre che una madre e per questo deve tornare a
relazionarsi affettivamente e sessualmente con una figura maschile
adulta, che possa rappresentare il vero compagno della sua vita. Lo deve
fare non solo per lei, ma anche per suo figlio. Se poi questo suo
compagno di vita debba essere suo marito o no sta a lei deciderlo, ma se
la scelta cadesse su di lui, non si può pensare di ricominciare una vita
da vivere insieme senza una buona terapia di coppia, che riscriva le
regole del vostro rapporto, che vi porti a stringere un nuovo 'patto'
coniugale, per cercare di essere più sereni, anche per vostro figlio.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INGABBIATA DAL PASSATO
Salve, sono V. e da un pò di tempo a questa parte non sto passando un
bel periodo. E' da più di un anno che ho una storia ad intermittenza con
il mio ex ragazzo, mi sento ancora legata a lui ma non riesco pienamente
a staccarmi da lui. Ho provato ad avere altre storie, ma non hanno avuto
alcun esito positivo.Con qusto ragazzo abbiamo provato tante volte a
stare insieme ma subertrano sempre i problemi legati al passato, alla
sua rabbia nei miei confronti cheancora non ha elaborato (in passato si
è sentito dscriminato da me e dalla mia famiglia) nonostante abbia fatto
di tutto per rimediare i miei errori. E' un continuo attacco nei miei
confronti, è sempre aggressivo e non sono felice però non riesco a
staccarmi da lui. Vorrei potere riuscire a stare bene con lui, ma non so
cosa fare, oppure vorrei dimenticarlo ma è una perenne persecuzione...mi
sento semplicemente ingabbiata dal passato. Grazie
Cara V.,
Questa lettera che ci invia, senza una richiesta specifica, sta a
dimostrare che lei sta elaborando quanto prova per questa persona e,
prima o poi, da queste riflessioni, da questa analisi dei suoi
sentimenti, passati e presenti, fiorirà una decisione che le darà la
motivazione di agire, in un senso o nell'altro. L'importante infatti è
'uscire dalla gabbia': stare insieme con lui deve essere una scelta
consapevole, non una mancanza di coraggio.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
I MIEI SENTIMENTI CAMBIANO IN CONTINUAZIONE
salve,sono tornata con il mio fidanzato da qualche mese dopo 2 anni
insieme.l'avevo lasciato perche ero in crisi,nn ero tanto sicura di
amarlo e pensavo che la conferma di cio fosse data dal fatto che mi
piaceva un altro.i nogni caso presi la decisione di lasciarlo perche
stavo male nel sentirmi continuamente in colpa nel nn provare le stesse
cose che provava lui e perche non ritenevo fosse l'uomo della mia vita.poi
dopo 2 mesi l'ho richiamato,ero convinta di aver sbagliato tutto,lo
amavo e lo stimavo e capìì molti mieierrori...ma da quando siamo tornati
insieme ovvero 6 mesi lui èdiverso, litighiamo sempre e mi sta
sfinendo,io sto andando in crisi ...non so se lo amo e mi ritrovo nella
stessa situazione di prima.lui non mi affascina,mi fa solo sentire in
colpa quando litighiamo facendo la vittima.vorrei un uomo piu maturo ma
non so se mi pentiro di una futura decisione.come mai i miei sentimenti
per lui cambiano in continuazione??mi aiuti...
Gentilissima,
Cambiare, progredire, non significa solo compiere delle scelte nuove, ma
anche saper fare a meno di quanto si è scelto in passato. Se lei si
sente cambiata rispetto a quella che era due anni fa, quando si è messa
con questo ragazzo, deve avere il coraggio di portare le sue scelte fino
in fondo, anche se queste causano disagio e sofferenza. L'alternativa è
lasciare le cose come stanno, vivere della sicurezza che il rapporto
stabile con questa persona le dà. Ma allora è inutile lamentarsene...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INSICURA SU QUELLO CHE PROVO
Salve, Dottoressa. Sono una ragazza di 30 anni che sta vivendo un
momento di difficoltà. Sono sposata con un ragazzo della mia stessa età
con il quale sono stata fidanzata per 12 anni finalmente lo scorso
luglio ci siamo sposati. Il nostro è stato un bel e felice fidanzamento
e un matrimonio da entrambi molto voluto. Il problema è che io 3 mesi
prima di sposarci ho iniziato ad avere dei dubbi su se potermi sposare o
meno in quanto mi sono incominciati a venire dei pensieri su un altro
ragazzo. Questa persona è il fidanzato della mia migliore amica e amico
e collega di lavoro di mio marito, e nei miei confronti ha sempre avuto
un atteggiamento un pò malizioso io all´inizio non ci facevo caso poi
dei pensieri si sono insediati nella mia mente e mi hanno iniziato a
turbare fino a ossessionarmi la vita. Di questa situazione ne ho parlato
con i miei genitori, il mio parroco e un pò anche con mio marito (ma non
molto perché ho paura di farlo soffrire e di perderlo), e loro mi hanno
detto che sono cose che possono capitare prima di un passo cosi
importante e che non mi devo colpevolizzare ma andare avanti e non
pensarci più. Il giorno del nostro matrimonio è stato bellissimo eravamo
entrambi molto contenti e mi e sembrato che tutti i pensieri negativi e
i turbamenti che avevo avuto erano svaniti. Invece poi sono tornati
tutti. Non riesco a essere serena, mi sento insicura su quello che
provo, ho angosce e paure di perdere mio marito di fare e dire cose di
cui poi me ne potrei pentire. Quello che provo per questa persona e un
attrazione fisica e niente altro. In oltre mi capita di pensare anche ad
altri ragazzi a parte il fidanzato della mia amica non so cosa mi sta
succedendo.Comunque i pensieri che mi vengono su questa persona e su
altri mi fanno stare male,mi infastidiscono e non mi fanno vivere
serenamente il rapporto d'amore e di tipo sessuale con mio marito.
Ultimamente penso a tutti i momenti belli che abbiamo vissuto e mi
mancano e ho paura che non possano tornare più, e al perchè questa
situazione si sia venuta a creare, sono invidiosa di tutte le coppie
sposate felicemente,io ho desiderato tanto questo matrimonio e adesso
che e arrivato sto cosi male non mi sembra vero mi sembra di vivere in
un incubo. > C'è da dire che sono sempre stata una persona insicura, e
con poca stima in se stessa per un periodo ho sofferto di attacchi di
panico circa 3 anni fa poi ne sono uscita da sola e con l´aiuto dei miei
famigliari e di mio marito. Ora non riesco a uscire da questa
situazione. Ho tanta voglia di vincere questa situazione di vivere il
mio matrimonio con serenità e ritrovare l´intesa con mio marito che so
di amare. Mi risponda la prego ho bisogno di un pò di aiuto mi sento in
balia delle onde e ho paura di rovinare tutto la mia vita e quella di
mio marito .Non è possibile che una storia cosi bella possa finire cosi.Grazie
anticipatamente.Artemisia
Cara Artemisia,
Le sue ansie e le sue preoccupazioni sono tipiche di una persona
insicura, ansiosa e forse ancora poco esperta della vita. Infatti ciò
che le accade è una cosa del tutto normale, dal momento che la natura ha
voluto che gli esseri umani si attraessero, per soddisfare i bisogni di
riproduzione della specie. Ovviamente spesso certe pulsioni, certe
emozioni, mal si conciliano con i sentimenti, con la moralità, con la
cultura o la religione e per questo vengono vissuti con angoscia e sensi
di colpa. Più ci si lascia turbare però, più questi pensieri diventano
ossessivi ed in una persona come lei, predisposta alle fobie e agli
attacchi di panico, è possibile che creino delle problematiche da non
sottovalutare. Per questo la inviterei a considerare i suoi turbamenti
come segnale della sua 'normalità' e poi le consiglierei di parlare di
queste cose con uno psicologo. Parlandone apertamente, nell'assoluto
rispetto della privacy assicurato dal segreto professionale, lei potrà
sentirsi già meglio. Quanto ai momenti belli vissuti insieme a suo
marito, direi che questi vanno archiviati nell'album dei ricordi: tanti
altri bei momenti verranno, ma saranno necessariamente diversi da quelli
già trascorsi; lei, lui, la vostra storia, il mondo intorno a voi, tutto
evolve, si modifica, si trasforma. Il mondonon è 'incantato' come quello
delle favole, per cui coraggio Artemisia, c'è tutta una vita da vivere
ancora!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona |
NON CAPISCE
Non vivo più da 4 anni con mio marito che abita in un monolocale sotto
il mio appartamento. Allontanamento indispensabile perche io distratta,
un pò disordinata anche se fantasiosa, lui ossessivo dell'ordine, dell'
igiene e si lava continuamente le mani ecc..., un uomo che si innamorava
continuamente e soprattutto in forma platonica. Sono poi sparite dopo la
seprarazione le mie alopecie e i miei disturbi intestinali. Da un anno
frequenta assiduamente/ossessivamente i night e racconta tutto a mio
figlio, diciottenne, lo considera un suo coetaneo, nonostante
discussioni non capisce. Non sopiù cosa fare, La psicoterapia fatta
prima della separazione per 6 mesi perchè le sue manie erano sempre
tante e diverse, non aveva dato nessuno giovamento. Da dove inizio?Con
fatica mi sono staccata da un rapporto di coppia malato. Grazie N.
Cara N.,
La sua lettera non contiene alcuna domanda e quindi ritengo sia un
semplice sfogo. Qualcuno chiama i personaggi come il suo ex marito degli
'immaturi', qualcuno dei 'bamboccioni', ma probabilmente dietro quelle
manie, dietro quei facili innamoramenti, c'è un vuoto affettivo che non
è stato colamato. Non capisco sinceramente quale sia il suo problema,
dal momento che non vive più con questa persona da ben quattro anni e
considera la vostra separazione come una sorta di liberazione... Forse
vorrebbe che lui cambiasse? Vorrebbe tornarci insieme? Se così fosse non
vi è altra strada che una terapia di coppia: non è detto che se non ha
funzionato una volta non funzioni mai. Per usare una metafora credo
convincente, non si può dire se ad una persona piace o non piace la
pizza se ha assaggiato solo la Quattro Stagioni: ci sono molte varietà
di pizza...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI MI CHIEDE DI STARLE ALLA LARGA
Salve dottoressa sono un ragazzo di 24 anni e da circa un mese e mezzo
mi sono lasciato con la mia ragazza..ci mettemmo insieme 2 anni fà..Per
lei fù subito colpo di fulmine diversamente per me in quanto non mi
interessava affatto....uscendo nello stesso gruppo cominciai a
conoscerla e a frequentarla era una brava ragazza con principi saldi,
disponibile, carina e tanto tanto innamorata...dopo qualche mese ci
mettemmo insieme...io avendo il cuore ancora chiuso mi tenevo un pò alla
"larga" una sera litigammo e io gli dissi che non la avrei riportata a
casa e che avrebbe fatto meglio a chiamare i suoi genitori...così fù...da
quel giorno i genitori cominciarono a vedermi di brutto occhio,la mia
ragazza nonostante tutto dopo aver chiarito con me cercò di persuaderli
e cosi si sistemarono in apparenza le cose.Cominciai ad andare a cena da
lei per farla felice...ma non mi sentivo mai a mio agio perciò parlavo
pochissimo....successero poi altre storie dove ci furono discussioni con
la sua famiglia e poi nonostante il papà volle chiarire io mi
rifiutai....e non andai più...lei stava male si ritrovava trà l incudine
ed il martello... anche io stavo male ma nonostante tutto per orgoglio
restavo sulla mia posizione, noncapivo che tutto quello che facevo era
sbagliato,non capivo che dovevo essere più elastico,più saggio. lei
veniva sempre a casa mia dove aveva e ha tutt ora un rapporto speciale
con i miei si trovava benissimo......io ero spesso nervoso perche non
riuscivo a trovare un lavoro appagante e poi successivamente arruolatomi
in marina ero ancora nervoso per i problemi di lavoro che penso tutti
hanno.... la trattavo spesso male ho pensato spesso di non
amarlaveramente.. ma nonostante questo non me la sono mai levata dalla
testa..pur avendo avuto occasioni per stare con altre donne io avevo
sempre in mente lei e l ho sempre rispettata....dopo un litigio dietro l
altro dicevo prima è un mese e mezzo che mi ha lasciato...dice che non
prova più niente che non sono io l uomo della sua vita che non cambierò
mai il mio carattere...se io le faccio deidiscorsi, lei non mi crede..che
cosa devo fare??e poi,mi dice di starle alla larga perche l ho fatta
soffrire per 2 anni e che se anche ci sono stati momenti belli i brutti
li superano di gran lunga e che io sono il suo passato e vuole
ricominciare da se stessa....però perche quando capita di vedersi a
qualche locale mi guarda...o se stò con gli amici passa con la macchina
2 3volte e mi guarda???O ancora perche in palestra chiede di me??? Non
ci capisco più niente non mi vuole ne vedere ne sentire però fà queste
cose e da qualche settimana a questa parte spesso e volentieri mi
chiamava per vederci sotto casa mia...quello che mi chiedo nonostante
tutto è ancora innamorata ma è troppo arrabbiata con me per ammetterlo a
se stessa dicendo il contrario o veramente non c è più speranza anche
dopo averle detto di essere cambiato e di tenere molto a questo rapporto
speciale?? > > grazie mille..> Massimo.
Caro Massimo,
Che dirle? Lei stesso si rende conto di avere bisogno di questa persona
ma di non amarla. Sarà pure un rapporto 'speciale', come poi alla fine
conclude, ma tutto quello che racconta sembrerebbe dire il contrario.
Forse la sua ragazza ha capito che in questa storia è poco probabile che
vi sia futuro, o almeno un futuro felice, per entrambi. Ha avuto
coraggio a dirle quello che le ha detto e a lasciarla, visto che
probabilmente è ancora innamorata di lei...
Quello che a questo punto occorre capire è perché questo rapporto,
seppure 'speciale', non la soddisfa a pieno e non l'ha mai soddisfatta,
neanche in passato. E poi, cosa vuole cambiare di sé stesso? Vuole farsi
piacere a forza ciò che non le piace, che non le interessa ? Francamente
penso che il suo interesse del momento per questa persona sia tutto
nella paura di essere lasciato, nel doversi assumere le responsabilità
del suo comportamento, piuttosto che nella persona in sé. Tuttavia, solo
lei conosce bene sé stesso, la sua ragazza e la vostra storia e dunque a
lei spetta di prendere una decisione. Spero che quanto le ho detto le
possa servire come spunto di riflessione.
La saluto. Con tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON SONO UN EIACULTAORE PRECOCE, MA UN PO' SI
Buongiorno dottoressa, per 9 hanni ho avuto una fidanzata che poi è
stata per un anno mia moglie con la quale non sono mai riuscito ad avere
un rapporto sessuale, lei ad ogni approccio aveva male, si irrigidiva ed
ovviamente poi a me passava la fantasia. Questo per un sacco di tempo,
noi ci eravamo costruiti una sessualità alternativa che escludeva la
penetrazione ma ovviemante non era una soluzione. Poi (9 anni fa) ho
conosciuto la mia attuale compagna con la quale ho scoperto un mondo
nuovo ma penso di non vivere la mia sessualità come vorrei Non penso di
essere un vero eiaculatore precoce ma un po' si... ho una durata di
magari 1 min poi devo sospendere ed ovviamente la mia partner ne
risente...lei non me lo fa pesare ma mi piacerebbe risolvere questo
problema. Poi un po' di mesi (8) or sono lei mi ha tradito. E' stata una
cosa occasionale, ci siamo chiariti ed abbiamo superato la crisi ma
penso di aver accusato troppo il colpo e che questa storia abbia
aumentato la mia insicurezza.
Grazie
A.
Gentile A.,
Cominciamo dalla sua strana 'negazione non richiesta': "non sono un
eiaculatore precoce, ma un po' si". Una frase così lascia subito pensare
che in realtà lei si senta il vero responsabile della vostra infelicità
di coppia e del tradimento della sua compagna.
L'eiaculazione precoce è un problema che si può guarire. Anzitutto
dovrebbe consultare un andrologo (o urologo) per fare una visita e gli
eventuali esami diagnostici che il professionista le chiederà. Se, dal
punto di vista organico, tutto sarà 'normale', occorrerà decidere se
potrebbe essere più efficace per lei una terapia psicologica
individuale, mirante al rafforzamento dell'autostima e al trattamento
dell'ansia da prestazione, oppure una terapia sessuologica di coppia.
Lascerei che a deciderlo siano i professionisti cui vi affiderete.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FREQUENTO UN UOMO CHE MI PIACE MOLTO
Frequento un uomo che mi piace molto e che e' entrato nella mia vita di
donna che si e' ripresa da tempo una vita di sofferenze.l'intesa fisica
e' ricca e generosa, colma di romanticismo lo stare insieme e lo stare
lontani (non viviamo ancora insieme-andiamo cauti sui progetti per
reciproca convenzione),viviamo e ci diamo molta serenita'.provenendo da
esperienze molto diverse sentimentalmente, mi trovo ad ascoltare
racconti di ruoli di persone prima di me in modo molto colorito e con
vocabolari che sanno di apaprtenenza. segnalato il mio disagio al
riguardo,mi sono vista negare la tensione.della serie:sono persone che
hanno contato, che non contano piu'.ma allora perche' continuare ad
alimentare contatti, frequentazioni e ancora piu' usare verbi al
presente...una persona che adoro...noi due abbiamo bisogno di stare
insieme...in una specie di eterno sodalizio amicale,che io non capisco.
ho tentato di farlgi presente il mio malessere per questo suo
esprimersi, che mi pare evidenzi un ancoraggio,una reticenza ad
abbandonare gli ormeggi,per che'poi non sa bene dove andra' a parare...il
mio timore e' di vedere oltre dei dati reali. mi sembra che il tempo non
mis tia aiutando molto alla comprensione grazie..pettirosso 54
Gentile Pettirosso 54,
Il tipo di uomo che mi descrive è sicuramente un uomo che piace alle
donne, in quanto è, di questi tempi, un esemplare piuttosto raro. Quante
donne infatti possono dire di avere una relazione sessuale 'ricca e
generosa' ed oltre tutto anche 'colma di romanticismo'?
Mi sembra dunque un po' strano che un uomo così, con queste qualità,
venga lasciato per futili motivi. Gli amori tuttavia finiscono, possono
dar luogo a dei litigi, delle incomprensioni... E così ci si può
allontanare da persone con le quali si è stati bene insieme, anche se è
impossibile esserlo ancora... Ma allora, se le cose stessero così,
questi contatti, queste frequentazioni, questi verbi al presente...
Potrebbero essere 'strani' ?
Alt! Se continuiamo lungo questo percorso, lei potrebbe trovarsi
immediatamente ad un bivio.
Il mio consiglio è quello di rimanere molto con i piedi per terra,
evitando decisioni frettolose, come quella di andare a vivere insieme
troppo presto. Questo uomo potrebbe essere 'perfetto', come lei lo
descrive, ma potrebbe anche nascondere un atteggiamento immaturo, da
playboy. La riflessione da fare è questa: lei viene da una situazione di
grande sofferenza, come mi racconta, e questo uomo la rende felice e
serena.... Perché continuare a tormentarsi? Perché distruggere questa
felicità che la vita le offre?
Si dia dunque del tempo per decidere, per conoscerlo meglio, per capire
se merita la sua fiducia. Ma intanto si goda quello che lui le dà.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO BISOGNO DI AIUTO DA PERSONE COMPETENTI
Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni e scrivo per avere un consiglio
in merito alla situazione di grave disagio che vivo in casa con i miei
genitori. Mia mamma soffre da circa trent’anni di depressione e attacchi
di panico, che non ha mai voluto o potuto curare seriamente (prende una
o due gocce di Anafranil al giorno). Il suo medico curante è, a mio
avviso una persona molto negligente, mio padre non può o non vuole
curarsi della cosa. Questo ha sempre limitato fortemente la nostra vita
(mai una vacanza, quasi mai feste in casa o gravi disagi in loro
presenza…), ma io l’ho sempre accettata per amore dei miei genitori.Il
vero problema è stata la violenza che ho cominciato a subire: fornisco
qualche elemento per inquadrare meglio il problema. Sono stata educata a
una disciplina molto severa, che però ho sempre accettato come la
migliore che i miei genitori potessero scegliere per me. Durante
l'adolescenza ho vissuto un episodio di violenza fisica con segregazione
e percosse, ma per fortuna non si è mai più ripetuto. Diventata adulta,
ho sempre cercato di essere una figlia buona, partecipe,sincera,
disponibile, di evitare alla mamma preoccupazioni inutili e di esserle
vicino con la mia presenza. Mi sono laureata da poco, perfettamente in
corso e già da diverso tempo lavoro come impiegata. Non ho mai avuto
atteggiamenti di ribellione, non bevo e non fumo. Purtroppo, lei, in
ragione delle sue ansie, mi ha sempre ritenuta inadeguata alla vita,
incapace, disattenta, pensa che tutto ciò che di buono ho fatto nella
vita (la laurea, il lavoro) sia esclusivamente merito suo e non mi ha
mai risparmiato parole e toni durissimi per farmelo capire.La cosa è
degenerata quando ho iniziato un percorso di vita comune con un ragazzo
cui voglio sinceramente bene e dal quale credo di essere ricambiata.Quando
abbiamo cominciato a parlare di matrimonio è scoppiato un finimondo. Il
mio fidanzato è stato visto come la persona peggiore al mondo, mentre è
ritenuto da tutti una brava persona come me e ogni suo tentativo di
parlare coni miei genitori è stato inutile. Mia mamma ha cominciato
inducendomi sempre più spesso a litigare con il mio fidanzato per motivi
futili. All'inizio mi lasciavo convincere, pensando che l'esperienza dei
miei genitori fosse un riferimento da seguire, ma poi ho capito che
erano dei pretesti. E' stato per me un periodo incessante di continui
insulti, derisioni, minacce di eliminazione fisica con dolore o di
segregazione, telefonate e pedinamenti sul lavoro, risvegli notturni,
sequestro e controllo dei miei effetti personali.Poi mi hanno costretto
a una rottura definitiva, con tanto di telefonata che ho dovuto condurre
in loro presenza (per fortuna il mio fidanzato ha capito e mi è tuttora
vicino). L'anello di fidanzamento e tutti gli altri piccoli oggetti che
vengono da questo ragazzo mi sono stati sequestrati e chiusi in cantina,
dove non posso accedere. Ogni tentativo di dialogo è inutile, in quanto
mia madre,penso in ragione della sua malattia, sviluppa comportamenti
violenti(ultimamente brandisce oggetti pesanti come arma di minaccia)
ogni volta che sente dire qualcosa che la contraddice. Rifiuta l’idea di
non dover miminacciare o insultare, in quanto secondo lei io merito
insulti e minacce in ragione di un elenco fittissimo di colpe che lei mi
attribuisce. Rifiuta inoltre qualsiasi proposta di essere curata (io
avevo pensato alla psicoterapia familiare), in quanto si ritiene
sanissima (in passato ha sofferto di disturbi dell’equilibrio, poi
scomparsi con la menopausa) e secondo lei sono io una malata
psichiatrica grave da interdire e rinchiudere. Aggiungo che più o meno
ha lo stesso atteggiamento nei confronti di mio padre. Una volta resami
conto (per me è stato molto difficile) che stavo subendo violenza
psicologica, ho avviato un percorso di auto-aiuto (ad oggi quasi
concluso) presso un centro anti-violenza, che mi ha molto aiutato a
recuperare serenità e fiducia in me stessa e mi ha portato a decidere di
andare via di casa, non per abbandonare la mia famiglia, ma per
prendermi un mio spazio. Infatti, se mi lascio annientare, non potrò più
aiutare né mia mamma né me. Il mio problema ora è: come gestire questo
distacco in modo sostenibile per mia mamma? Ne temo infatti le
conseguenze, sia per me che per lei. La ritengo quasi capace di tutto.Per
attutirle il trauma, al centro abbiamo pensato che potrei andare
temporaneamente in un convitto di suore (luogo neutro e protetto), ma
resta il problema di come dirglielo e come farglielo accettare.Aggiungo
che lo stato di mia madre è tale che, per tenerla tranquilla, occorr
erassicurarla quasi ogni giorno che non farò più nulla che le possa fare
male. Avrei perciò bisogno di un aiuto da persone competenti in questa
delicata e dolorosa materia.Grazie di cuore.P
Cara P.,
Come Lei giustamente dice, ha bisogno di 'persone competenti' che la
possano consigliare nel migliore dei modi. La sua situazione familiare
non è affatto semplice e qualsiasi decisione dovrebbe essere prima
sperimentata ed eventualmente modificata con molta attenzione, a seconda
dei risultati che di volta in volta produce. Non mi sembra quindi il
caso che io le risponda attraverso questa corrispondenza on line, perché
il suo caso merita maggiore attenzione e richiede l'intervento di
persone 'vere' (non 'virtuali', come io sono per lei in questo momento).
Mi pare che al Centro abbiate lavorato bene e, all'interno di questa
organizzazione, continuerei a cercare consulenza e supporto.
Nel salutarla, vorrei complimentarmi con lei per il suo coraggio e la
sua determinazione, oltre che per la capacità di continuare a
manifestare affetto a questi suoi familiari, a loro volta molto
sofferenti.
Cari saluti e moltissimi auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
STO ROVINANDO LA MIA VITA
Ho 26 anni,sono sposata da due , in tutto sono 6 anni che stiamo
insieme, il primo periodo del matrimonio andava tutto bene, dopo è
successo che per un passo troppo affrettato abbiamo perso dei soldi e
questo ci ha causato molte litigate e molte rinunce ai viaggi e continui
rimandamenti al relax e divertimento, quando stavamo per riprenderci ho
scoperto all'improvviso di avere un tumore ,ho dovuto affrontare
immediatamente un operazione chirurgica rinunciando così all'ennesimo
viaggio prenotato e a un lavoretto extra che avevo trovato e di cui ero
felice perchè portavo a casa qualche soldo in più.Lui mi ha accudito
giorno e notte e non si dava pace per quello che mi era successo, gli
dispiaceva molto e mi ama moltissimo, comunque la cosa si è risolta
fortunatamente bene ma poi ciliegina sulla torta dopo l'operazione le
vacanze estive anzichè essere un modo per riprenderci sono state una
tragedia,con parenti e gentori intorno, e non eravamo dove invece
avremmo voluto essere;io sono andata in crisi, dopo questi episodi , ho
incominciato a vedere la vita in modo diverso, ho avuto paura di morire
con l'operazione subita e misono resa conto di aver sbagliato a sposarmi
a 24 anni, che mi dovevo godere di più la vita da sola,che ora mi sembra
essere già sposata da 30 anni anziche solo da due, mi sembra che mio
marito non mi basti più ,ho voglia di libertà,di scappare via, di
respirare altrove, penso ad amori passati,ho voglia di storie nuove, di
non dover per forza avere dei doveri verso qualcuno,io lo amo ancora ma
forse non più come prima allora perchè l'ho sposato?ma se poi lo lascio
e mi rendo conto che invece quello che voglio è stare con lui? dopo non
posso tornare indietro,non so più che fare mi sembra che sto rovinando
la miavita, qualunque sia la decisione che prenderò.
Gentilissima,
Risponderò alla sua lettera citandole la teoria freudiana del 'principio
del piacere': lo farò in parole semplici e con molti esempi, per
intenderci bene sui concetti che vorrei trasmetterle.
Nel bambino le pulsioni (es.bisogno di mangiare, di bere, di essere
accudito ecc.), tendono ad una scarica immediata, per ottenere una
gratificazione (es la pappa, un biberon pieno d'acqua, le coccole della
mamma, ecc.). Quando il bambino piange per ottenere ciò che desidera, ma
la gratificazione del suo bisogno non arriva, cosa fa? Dice Freud che
cerca soddisfazione al suo desiderio nel sogno o nella fantasia. In
seguito il bambino cresce, diventa adulto e si accorge che nella realtà
non sempre è possibile avere immediata soddisfazione dei propri
desideri. Freud dice allora che, per migliorare il proprio senso di
realtà (superando il 'principio del piacere', tipico dell'infanzia)
occorre:
- considerare il rapporto causa-effetto (es. inutile piangere perché non
si ha un lavoro se, invece di cercarselo si sta a casa a guardare la
televisione. Ovviamente, se si inviano lettere e curriculum, se si fanno
colloqui ecc. si può sperare di soddisfare il proprio desiderio di avere
un lavoro, altrimenti no!)
- dilazionare i tempi della soddisfazione (es. quello che non ho oggi lo
potrò avere domani se invece di lamentarmi per quello che non ho, userò
le mie energie per creare le condizioni di un soddisfacimento futuro).
Conclusione: I comportamenti 'allucinatori' sono inutili: occorre
imparare ad operare nella realtà in cui si vive in modo più 'adattivo'.
Come, ad esempio? Una sola parola: imparando!
Si impara dai propri errori, dalle esperienze della vita, dalle persone
che si conoscono, dai libri che si leggono, ecc. Crescendo come persone,
attraverso il continuo apprendimento e continui adattamenti alla realtà,
è possibile trovare soluzioni, affontare ostacoli, risolvere problemi.
Allora, invece di sognare qualcosa che le possa dare gratificazione, la
faccia. Vuole un lavoro, maggiore indipendenza, delle vacanze più
gratificanti? Lavori per questo: metta a frutto le sue esperienze, le
sue capacità, allacci contatti, trovi soluzioni.
Per risolvere il problema della libertà sessuale, può parlarne
apertamente con suo marito, oppure se non le pare il caso, fare una
terapia di coppia, in modo da avere consigli su come re-impostare il
vostro ménage, oppure provare a fare una terapia individuale, per
leggere meglio dentro di sé, oppure provare a distrarsi con lo yoga, con
lo sport, con un corso di ballo, con il giardinaggio, le chat.... Cosa
le piace fare nella vita? Chi le piacerebbe essere? I tanti 'oppure' che
le ho indicato sono solo un piccolo esempio fra le migliaia di opzioni
che potrà prendere in considerazione. L'unica cosa che assolutamente
dovrebbe evitare di fare è continuare a provocarsi allucinazioni, per
appagare i suoi desideri... Non è quella la strada.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO MASOCHISTA
Salve,sono un uomo di 45 anni sessualmente attivo e senza problemi
relazionali,da tempo sono masochista,scoperta fatta casualmente 20 anni
fadurante un gioco spinto,da allora ho avuto fortuna nel senso che un
paio di volte nella vita ho trovato donne corrispondenti al mio
desiderio,praticamente delle padrone.poi le relazioni sono finite e da
allora sono sempre alla ricerca di una donna che abbia certe
caratteristiche dominanti e lancio messaggi anche troppo evidenti!Il
problema è che non riesco ad aprirmi per paura di essere deriso...così
pur avendo rapporti sessuali buoni con la fantasia....cado sempre la.
Penso di essere un poco fissato o malato e cmq mi trovo in
imbarazzo,vorrei un Suo gentile parere di come vivere liberamente questo
mio modo di essere.graziemario
Gentilissimo,
Se non ho capito male, il parere che mi chiede è 'come fare a vivere
liberamente il suo modo di essere masochista'... Che dire? Non avrei
particolari suggerimenti da darle, visto che, a quanto afferma, non ha
problemi relazionali ed è in grado di inviare segnali piuttosto
espliciti su quanto desidera. Se il comportamento sessuale che descrive
avviene all'interno di relazioni con partner adulte, consapevoli,
consenzienti, credo non vi sia alcun pericolo per gli altri. Quanto a
lei, se pensasse davvero di essere un po' fissato o addirittura
malato... La cosa migliore da fare sarebbe andare dal dottore che cura
queste fissazioni e queste malattie: uno psicoterapeuta, possibilmente
formato in sessuologia. Decida lei se è il caso oppure no: io non ho,
purtroppo, sufficienti elementi per valutare la situazione.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CREDO DI ESSERE OMOSESSUALE
gentili psicologi, vi pongo il mio problema..sono un ragazzo di 17 anni
e credo di essere omosessuale ma non ne sono pienamente certo. fatto stà
che sono innamorato di un mio amico che so di per certo etero.questa
cosa mi fa staremale e mi manda in depressione perchè so che non avrò
mai quello che vogliodalla vita. ogni volta che lo vedo con una ragazza
sto malissimo, non vedol'ora di passarci del tempo insieme e quando non
lo vedo ci sto male. io non voglio essere così eppure lo sono e vorrei
cercare di stare meno male ma non trovo alcuna soluzione perchè io sono
ciò che non avrei mai voluto essere, come posso stare bene con me
stesso?non ne parlerei mai a nessuno perchè provo troppa vergogna per
quello che sono, tanto meno mi dichiarerei. vi prego aiutatemi a stare
meno male,grazie
Carissimo,
Alla tua età è abbastanza frequente che si abbiano dei dubbi sul proprio
orientamento sessuale. Del resto, come ci ha insegnato Freud, tutti
siamo potenzialmente bisessuali: poi sono le occasioni della vita, le
esperienze, il caso, la volontà ecc. che ci orientano verso un partner
del nostro stesso sesso o del sesso opposto. Esserti innamorato di un
tuo amico non significa che sei omosessuale, perché le tue esperienze di
vita sono ancora troppo poche per poterlo sapere. Potrebbe infatti
capitarti ancora una cosa del genere, oppure ricapitarti mai più. In
ogni caso, il problema non è se sei omosessuale o se non lo sei: il
problema è la tua incapacità di essere felice. Un amore non corrisposto
infatti può capitare a chiunque, a prescindere dall'orientamento
sessuale. Dunque, non perdere la fiducia in te stesso, non ti
vergognare, non ti lamentare inutilmente. Piuttosto, cerca di parlare di
questi problemi con uno psicologo, in modo da non sentirti così solo
nell'affrontare questa importante domanda che in questo periodo ti stai
facendo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMICIZIA AMORE O CONFUSIONE
Buongiorno. Da alcuni mesi conosco una ragazza che ha appena finito il
Liceo (lo stesso cheho fatto io), mentre io sto per finire la Laurea
Specialistica. Io ho 23 anni,lei 19.Abbiamo moltissime cose in comune,
idee politiche, stesso background culturale,stessi interessi (artistici)
e siamo entrambi "artisti", lei suona musicaclassica e io dipingo.Inoltre
le nostre famiglie si conoscono e son in ottimi rapporti, anche di
lavoro-collaborazione.Io non so se sono innamorato, ma penso più sì che
no, dato che mi piace molto,perchè è la prima ragazza con cui sento
davvero di avere molto in comune. Le hodichiarato quanto mi piace e cosa
provo per lei; niente luoghi comuni, ma passoper passo cosa mi ha
portato a conoscerla. Ora si può dire che siamo buoni"amici" , perchè
lei sembra un po' restia a fare un passo in più. Fino a giugnoci
vedevamo tutti i giorni, perchè facciamo la stessa strada per rincasare,
maora le occasioni di incontro si quel tipo latitano un po'. Siamo
usciti un paio di volte da allora (anche causa vacanze) e ci sentiamo
quasi tutti i giorni(come da aprile), perchè abbiamo i nostri impegni e
le nostre vite.Io però so che solo vedendoci di persona più spesso
potremmo chiarire le cose.Ho notato che pur ricambiando solo
parzialmente quanto le ho detto (dice chesono sensibile e attento, che
sono riuscito a cogliere molto di lei, che lanostro amicizia è
particolare e che tutte le parole che ho scritto-detto sonocose
bellissime).Visto che abbiamo così tante cose in comune perchè non
frequentarci di più evedere che può succedere?Io questo vorrei farle
capire, perchè sono convinto che ci può essere qualcosadi più tra noi.Lei
non mi ha mai detto che io le piaccio, però la prima volta che siamo
usciti, ha provato a baciarmi.Non so se sia amicizia, amore o
confusione. Vorrei capire se sbaglio e cosa fare.Ringrazio per tutti i
consigli che mi potrà dare.G.
Caro G.,
Coraggio: tutte le storie d'amore cominciano così, con un po' di
indecisione. Ora non le resta che fare il primo passo. In realtà sarebbe
il secondo, in quanto la ragazza che le piace ha già provato a
baciarla... Perché lo ha fatto? Non si sa e poco importa: ora lo faccia
lei! Cominci con un bacio castissimo, dato per 'amicizia' e poi veda se
è il caso di osare oltre.
Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI E' TROPPO ANZIANA
io 42 anni,lei 53,ne dimostrava meno.ci siamo conosciuti 18 mesi fa,
feeling stupendo, sessualmente ok, poi dopo 6 mesi, la mia crisi,mi
chiedevo se realmente poteva essere la donna della mia vita,visto che
incominciavo a notare il fisico,il comportamento ,della sua eta'.mi
tormentavo sempre piu',ma lei allo stesso tempo mi piaceva.ho
incominciato a tradirla con ragazze piu' giovani,poi io l'ho lasciata.trascorsi
2 mesi l'ho riconquistata e siamo stati bene fino agiugno di quest'anno.poi
altra crisi mia, conosciuto una mia coetanea, breve storia,ma pensavo
sempre a lei,per anestesia ero con l'altra, cioe' per dimenticare
lei!!lascio anche quest'ultima e 20 giorni fa incomincio a ricercare il
mio amore, si il mio amore.lei adesso ,anche se e' ancora presto,non mi
accetta piu', io insisto,riesco a parlarle,dei miei errori,ma non gli ho
mai detto che la cosa che mi spaventa e' quella riguardante la
differenza d'eta'.non ho aspettative,dottoressa la prego,mi faccia
capire quello spiraglio di luce che solo lei comprende.non ho mai amato
una donna in questo modo,mi sento completo con lei.sono consapevole dei
miei errori,ma almeno capire per un domani...magari con lei.
cordiali saluti,
pierpaolo
Gentile Pierpaolo,
Credo che all'inizio lei si sia interessato a questa signora
semplicemente perché le sarà parsa una facile conquista. Poi però si è
spaventato, perché si è reso conto che con questa persona in fondo stava
bene. E così ha cominciato a scappare da sé stesso, più che da lei.
Desiderare una partner più giovane, più bella, con la quale magari avere
dei figli, sono tutte aspirazioni comprensibili per la sua età: in
questo caso però lei dovrebbe riconsiderare il significato che
attribuisce alla parola 'amore'. E' 'amore' illudere, tradire, umiliare
una persona che ha il solo, unico torto, di essere nata 11 anni prima di
lei?
Probabilmente lei, tutto preso dai suoi dubbi e dai suoi turbamenti, ha
dimenticato che dall'altra parte c'è una persona che soffre, alla quale
viene di fatto impedito di ritrovare un suo equilibrio e di fare dei
progetti di vita. Da come descrive questo rapporto, sembra che la
soddisfazione maggiore che lei ne ricava sia tutta nel lasciarsi tentare
da questa situazione attraente, ma potenzialmente 'pericolosa', per poi
riuscire a vincere su sé stesso, strappandosi le catene di dosso... E
una volta liberato, riprovarci ancora. E' un gioco d'azzardo, una
trappola, nella quale lei stesso alla fine potrebbe cadere, rovinando la
sua vita, oltre che quella del suo 'amore'.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Chiedi una Consulenza gratuita online
|
|
Psicolinea.it
©
2007 |
|
|
|