GELOSIA MORBOSA
Gentilissima dottoressa, sono una ragazza di ventidue anni, le scrivo
per un problema che affligge la mia famiglia da un anno. Purtroppo mia
madre è entrata in un stato di gelosia morbosa verso mio padre; controlla il suo cellulare , le sue uscite e diventa gelosa di
qualsiasi persona che parli con mio padre , naturalmente del sesso
opposto. Quando siamo a casa lei fa scenate terribbili di gelosia e
questo purtroppo scatena violenti litigi. Mio padre gli ha spiegato
varie volte che lui non ha nulla da nascondere e che ama solo lei, ma
lei non l'ascolta. Abbiamo varie volte tentato di portarla da uno
psicologo ma lei risponde che non vuole andarci dicendo che non è
pazza. Mia madre ha 54 anni e non riesco a capire da dove nasce questa
gelosia, ho parlato con mio padre e lui mi ha giurato che non l'ha mai
tradita e io gli credo. Le scrivo sperando di darmi un consiglio anche
perchè non so che fare visto che mia mamma non vuole assolutamente
andare da uno psicologo . Grazie
Gentilissima,
Forse la sorprenderò, ma quello che vorrei consigliarle è di non farsi
coinvolgere ulteriormente da questa vicenda, poiché non la riguarda. Capisco che,
vivendo insieme ai suoi genitori, le sia venuto spontaneo intervenire,
cercare di mediare, fare da paciere, ma purtroppo questa cosa devono
risolverla all'interno della coppia, giacché qualsiasi intervento
esterno potrebbe diventare controproducente. Essendoci un testimone
infatti, che poi diventa un giudice (lei) ogni cosa verrebbe
esasperata, per portarla alla attenzione del 'giudice' , in modo che
possa essere finalmente emessa una sentenza e stabilito chi dei
due ha
torto e chi ha ragione (come si sa poi la ragione non sta mai
da una sola parte...). Visto che sua madre non vuole andare dallo
psicologo "perché non è pazza", come dice lei, suggerisca ai suoi
genitori di intraprendere una psicoterapia di coppia. In un ambiente
protetto, alla presenza di una persona estranea e soprattutto esperta,
essi potranno litigare, spiegarsi, riappacificarsi, senza amplificare
ulteriormente i conflitti. In ogni
caso, suo padre non è tenuto a raccontare a sua figlia se ha mai
tradito la moglie e sua madre potrebbe conoscere delle cose che lei
non sa: dunque il consiglio è quello di tenersi alla larga da
questa vicenda coniugale (vale sempre il vecchio adagio "tra moglie e
marito non mettere il dito", anche se si tratta dei propri genitori).
Quello che lei, come figlia, potrebbe invece fare, è cercare di riportare in famiglia un
po' di ottimismo, con qualche iniziativa che serva a stemperare il
clima di sospetto e di sfiducia che si è venuto a creare.
Cordialmente,
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
FARE CHIAREZZA
Salve. Mi chiamo Elena ho 29 anni e vorrei un aiuto per cercare
di fare chiarezza su cosa mi stia capitando. Sono fidanzata da 11 anni
e lo scorso anno io ed il mio ragazzo abbiamo fatto il corso prematrimoniale con l'idea che non appena la casa da ristrutturare
fosse venuta pronta ci saremmo sposati. Ero convinta sulla mia vita
futura con lui, volevo dei bambini, ho immaginato tanto la nostra vita
insieme poi ad ottobre dello scorso anno sono nati 3.000 dubbi. Il
tutto nato da una fiera dove ho conosciuto un ragazzo con il quale ho
scambiato due chiacchere...ma che adesso batte sempre nella mia testa
come un'ossessione. Sono mesi che penso al perchè e per come, e mi
sembra solo di aver creato una tale confusione dentro di me da sentire
lontana tutta la mia grande storia di 11 anni. La nostra storia l'ho
sempre considerata una grande storia: con gli alti e bassi di una
relazione lunga ma fondata su basi solide. Gli ultimi anni sono stati
un po' "duri" abbiamo dovuto affronatre un imprevisto tanto
inaspettato quanto ingiusto come l'arresto di mio padre, questo evento
ha sconvolto la vita della mia familgia e di conseguenza il nostro
rapporto ne ha risentito. Come famiglia abbiamo cercato di reagire
all'accaduto rimboccandoci le maniche e pensando al futuro, avevamo
subito un'ingiustizia ma noi eravamo una famiglia unita e come tale
abbiamo cercato di reagire. Mio padre ha perso la presidenza della
società dove lavorava ma in cambio ha ottenuto la mia assunzione. Ho
accettato di entrare in quella azienda con la speranza (mia e della
famiglia) di poter riappropriarsi un giorno di quello che
ingiustamente ci era stato tolto, senza considerare però che la mia
"ferita" non si sarebbe mai rimarginata..o comunque che costantemente
ogni giorno il pensiero sarebbe tornato a mio padre. Nell'attesa della
risoluzione della questione di mio babbo, ho cercato di pensare al
nostro matrimonio, al nostro futuro ma il mio ragazzo mi diceva: "la
tua famiglia ha bisogno di te ora" in parte condividevo quello che
diceva ma in parte sentivo che per star bene io dovevo stare con lui,
iniziare la nostra vita insieme, dimenticare e lasciare fuori dalla
porta tutti i pensieri e problemi che non erano nostri. Così abbiamo
deciso di iniziare a ristrutturare (anche per limitare i costi!) un
appartamento sopra l'appartamento del mio ragazzo, ma anche qui i
tempi si sono rilevati essere più lunghi di quanto previsto. Lo scorso
anno abbiamo fatto il corso prematrimoniale...è stato uno dei periodi
più spensierati e sereni degli ultimi anni, mi sentivo così vicina lui
e piena di energia perchè finalmente il nostro avvenire si stava
avvicinando, finalmente tutti gli sforzi fatti sarebbero stati
ripagati... finalmente inziava la nostra vita insieme, finalmente
saremmo stati solo noi due soli con la nostra vita davanti, la nostra
voglia di creaci una famiglia... Ho
bisogno di una luce per non distruggere quanto pazientemente costruito
e costudito negli anni! Grazie.
Gentilissima,
Qui entra in gioco la teoria del bianco, del nero e del grigio.
Purtroppo una storia di lunga durata non è immune da queste 'sbandate',
da questi fugaci innamoramenti. Non so di cosa avete parlato nel corso
prematrimoniale, ma io riterrei che anzitutto i futuri coniugi vadano
avvertiti su questo: che una storia d'amore, per quanto intensa, può
conoscere momenti di crisi, di dubbio. L'amore nel tempo si trasforma,
non è mai uguale a sé stesso, e comunque nel tempo perde sicuramente
la capacità di far emozionare l'altro/a come accadeva nei primi tempi
della relazione. Una persona nuova, sconosciuta, misteriosa, ha invece
questo potere in sé e a volte lo esercita contro la volontà della sua
'vittima'.Questo non significa che il sentimento verso lo/a
sconosciuto/a che si propone sia amore: forse è solo attrazione,
curiosità, interesse. Aspetti questi che, se ci si pensa bene, denotano
interesse per la vita e intelligenza, profondità, sensibilità: tutte
qualità positive. Dunque, lei non deve sentirsi in colpa se nella vita le
capita (e le capiterà ancora), di imbattersi in persone che le fanno
provare questo genere di emozioni, così come non dovrà colpevolizzare
il suo compagno se gli accadrà, come è probabile, la stessa cosa. Se
vi impegnerete a far durare la vostra lunga e bella storia, essa
richiederà certamente qualche rinuncia, ma anche qualche
compromesso. Sarebbe bello, per tornare alla teoria dei colori di cui
le parlavo all'inizio, che tutto fosse bianco o nero, per capire dove
sono il bene e il male assoluto: purtroppo viviamo tutti in una
zona 'grigia', fluttuando fra il bianco e il nero a seconda degli
eventi che ci capitano, delle persone che incontriamo. Sta ad ogni
singolo individuo prendere consapevolezza di questa situazione e
cercare di tenere ben saldo nelle mani il timone della propria barca,
per dirigersi dove veramente si vuole andare, senza farsi sballottare
di qua e di là.
Cari saluti e moltissimi auguri.
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
SEGUIRE IL MARITO?
Gentile Dott.ssa, sono sposata da quasi cinque anni ( ma da ben 15
anni frequento mio marito) e ho un bambino di otto mesi. Siamo una
famiglia tranquilla e quando si è verificato un problema, col dialogo
abbiamo sempre chiarito. Ma adesso si è fatto avanti un problema di
cui è difficile trovare soluzione. Noi siamo di origini del sud italia
e per motivi di lavoro ci siamo trasferiti al nord. Siccome mio marito
è un insegnante, ha deciso di fare trasferimento e ritornare giù nella
sua città, ma io non sono d'accordo poichè dove mi trovo ora ho ho le
aspettative giuste per gli scopi che mi sono prefissata
professionalmente e questo vale anche in futuro per il mio bambino.
Lui però non sente ragioni, dice che io dovrei seguirlo ovunque lui va
o altrimenti torna da solo giù. Ho provato a suggerire quache
soluzione, tipo rimanere qualche mese durante le vacanze estive, ma
non gli basta. Ma ahimè, il problema non si circoscrive alle sole mie
aspettative di lavoro, ma anche alla sua famiglia che mi tratta come
un estranea, facendo stupidi paragoni con altre persone facendomi
sentire poco accettata, nonostante io sia rispettosa ed educata verso
di loro. Ho parlato a mio marito di questo disagio e lui stesso
ammette che ho ragione , ma in un secondo momento, basta una mia
lamentela su un atteggiamento sbagliato della madre verso di me, che
fa finta di niente accusandomi di essere paranoica e addio discorso di
qualche giorno prima. Io mi sento poco capita e per quanto possa
capire io che sia legato alla sua famiglia, davanti all'evidenza di
alcuni fatti si copre occhi e orecchie e non reagisce. Ho un bel
rapporto con mio marito ma ho paura che questa situazione possa
logorarci col tempo. Lei come suggerisce di comportarci? In attesa di
una risposta porgo Cordiali Saluti Simona
Gentile Simona,
Credo che lei sbagli nell'esporre le sue priorità. Infatti, se lei
vuole restare al Nord per ragioni di tipo ambientale, nel senso che lei pensa sia più
facile trovare un lavoro, oppure se pensa
che la qualità della vita per suo figlio sia migliore ecc., queste sono le cose che
dovrebbe dire per opporsi al trasferimento. Se
invece i motivi che porta all'attenzione di suo marito riguardano
solamente un senso di malessere nei confronti della famiglia di lui, è
scontato che la sua reazione sia quella che è, perché lui non si rende
conto dei suoi problemi, non li capisce. E non è detto che abbia tutti
i torti: in
ogni caso infatti, anche tornando al "natìo borgo selvaggio", lei avrà
pur sempre una sua casa ed una sua famiglia, e starà a lei farsi
rispettare dai suoceri e dagli altri parenti, imponendo le sue regole del gioco
riguardo alle visite, ai pranzi domenicali, al baby sitting ecc. Ne
parli con suo marito già da ora: stabilite delle regole (meglio
scritte), che la facciano stare tranquilla rispetto al trasferimento.
Detto questo, la storia che la moglie segue sempre il marito è stata
inventata nell'età del bronzo e ormai appare decisamente superata: se
lei non vuole tornare al Sud, non ci torni.
Ha da potersi mantenere? Ha un lavoro stabile? Ha chi le potrebbe
guardare il bambino? Questi sono i problemi da porsi.
Cari saluti e auguri.
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
UNA PERICOLOSA CHAT
Salve, vorrei parlarle della situazione di disagio in cui mi
trovo. Premetto che sono sposato felicemente da
18 anni e abbiamo due ragazzi di 16 e 11 anni,
mia moglie e un insegnante e io appartengo ad una forza di
polizia.
Tutto comincia dal giorno in cui mia moglie decide di iscriversi ad
una chat per poter comunicare con qualcuno in
inglese per poter migliorare le sue conoscenze
della lingua ed io inizialmente la aiuto nei vari passaggi
informatici. Con il tempo però mi accorgo che provo un fastidio
sempre maggiore per il fatto che lei conversi
quotidianamente con altri uomini, e qualcuno di
essi delle volte si spinge oltre la normale conversazione, con
allusioni pesanti che mia moglie ha respinto ma
non con la decisione che mi sarei aspettato,
dicendomi che sa quello che fa e di non preoccuparmi.
Da quel momento la mia vita è diventata un continuo pensare ai momenti
in cui lei conversa con queste persone e mi
rode una forte gelosia che è sfociata in alcune
scenate molto animate. Anche il fatto che sono delle persone che
vivono in Inghilterra non cambia molto la situazione, perchè quest'estate lei
andrà a Londra per un viaggio studio e il solo
pensiero che possa incntrarli mi fa stare male.
Ho provato a chiedere a mia moglie di non chattare più con alcuni
di essi, ma la sua risposta è stata che dopo le avances iniziali tutto
era rientrato in un rapporto di semplice
amicizia a cui lei teneva. Io ho cercato di
farmene una ragione ma non ci riesco. Cerco sempre di leggere di
nascosto il resoconto delle sue conversazioni, che
effettivamante nella maggior
parte dei casi sono innoque, per potermi
tranquillizzare ma poi tutto ricomincia la volta
successiva.
Spero mi possa essere d'aiuto.
Cordiali saluti
Gentilissimo,
Spero anch'io di poterle essere d'aiuto, ma tutto dipenderà anche
dalla sua buona volontà a seguire i ragionamenti che le proporrò. Sua
moglie è un'insegnante e nella sua vita lavorativa incontra centinaia
di uomini, con i quali, se lo desidera, può avere una storia di sesso. Andando
in Inghilterra, ad esempio, non è necessario che, per andare a letto
con qualcuno, debba sceglierne per forza uno con il quale ha chattato per un
intero anno: volendo, questo qualcuno potrebbe essere un collega, il
direttore dell'albergo, un cameriere... Se sua moglie, invece che
l'insegnante, facesse la casalinga, non sarebbe diverso: le stesse opportunità le potrebbero
capitare con l'idraulico, il postino, il vicino di casa. E mi fermo
qui.
Quello che vorrei dirle è che non c'è bisogno di essere innamorati per
tradire il partner, se lo si vuole fare. Queste conversazioni in chat,
anche se non nego che possano darle qualche fastidio, non sono
direttamente collegate ad una possibile infedeltà di sua moglie: sono
solo una delle mille opportunità che sua moglie potrebbe avere per
conoscere un possibile partner e tradirla. Lei si sta concentrando
sull'osservazione ossessiva di un albero e non si rende più conto che
intorno a lei c'è una intera foresta... Dunque, per conservare l'amore
e il rispetto di sua moglie, abbia fiducia in sé stesso, in lei e nella vostra
relazione di coppia: vale forse essa così poco che un qualsiasi cretino di
inglese, magari un po' 'bevuto' e in vena di allusioni piccanti,
potrebbe metterla in crisi? Coraggio!
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
LA TRADISCO CON ME STESSO
Sono fidanzatissimo, io e la mia ragazza ci amiamo molto e il nostro
rapporto funziona benissimo, presto avremmo un bambino ma purtroppo il
mio problema è che non riesco a smettere di masturbarmi, facciamo l
amore molto spesso 3 o 4 volte al giorno,tutti i giorni,amo fare l amore
con lei, non desidero nient altro e non la tradirei mai.Allora mi chiedo
perchè la tradisco con me stesso?è normale? La mia coscienza ci soffre
molto e non so come risolvere il problema... grazie mille in anticipo
Gentilissimo,
Sarebbe 'normale' se lei ne potesse parlare liberamente e se "la sua
coscienza non ci soffrisse molto". Occorrerebbe conoscere meglio la
sua situazione (come si masturba? Quando ha iniziato? Che tipo di
educazione ha ricevuto? ecc.) Da quel poco che mi dice potrei
ipotizzare una dipendenza da sesso (sex addiction), alimentata dalla
visione compulsiva di materiale pornografico su Internet. Se fosse
questo il caso, due sono i consigli:
documentarsi su questa nuova dipendenza (ad esempio
qui)
2. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta di formazione
cognitivo-comportamentale per avviare una terapia di
desensibilizzazione.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GITA SCOLASTICA
Cara Dottoressa, le scrivo dopo che
sono appena uscita da una delle situazioni peggiori della mia vita da
adolescente. Oggi dovevo partire per la Gita scolastica a Parigi, ma
da stamani mattina una paura di partire mi ha avvolto in una spirale
terribile, così che nel pomeriggio ho pianto tutta la sera, non
riuscendo a smettere nè a spiegare cosa mi succedeva. L'idea di
partire sola mi ha sempre impaurito, e sono stata sempre restia ad
andarmene di casa, ma stasera c'era qualcosa di più. Non sn riuscita a
controllarmi e mi sn fatta paura da sola, nn riuscendo a capire il
reale motivo di tutto ciò. Mia mader,e la persona più splendida di
qsto mondo, ha cercato di convicermi in tutti i modi, ma nn c'è
riuscita: risultato HA CHIAMATO LA PSICOLOGA PER ANDARCI LEI STESSA,
DA SOLA! Mi sento un fallita, una scema, che non sa cogliere le
occasioni, Forse ho dei problemi dentro di me( ho 18 anni e nn ho mai
avuto un ragazzo, anche se ho tantissimi amici....) I miei genitori mi
danno tutto ed io li adoro, ma nn riesco a togliermi contiunui stati
d'ansia che mi si creano per tutto. Faccio molte attività, tutte, o
quasi, con ottimi risultati, a partie dalla scuola. Ma nonostante
tutto l'ansiia mi attanaglia in qualsiasi situazione della mia vita, e
stasera credo che ATTACCO DI PANICO sia la parola giusta per definire
ciò che mi è successo. Ho paura di me stessa, e adesso mi sento anche
inj colpa per tutte, e ho paura che mia madre si senta una fallita,
cosa che non è assolutamente, perchè mi fa trascorrere una vita
meravigliosa. Non mi manca niente, eppure sento che c'è qualcosa
dentro me che mi blocca e non so cosa è. Spero che parlare con lei mi
possa aiutare a trovare la chiave delle mie insicurezze e delle mie
ansie. La saluto e aspetto una sua risposta RAGAZZA TRISTE
Cara "Olga",
Non so come ti chiami, ma poiché il nick che hai scelto (ragazza
triste) non mi sembra adeguato alla situazione, permettimi di
chiamarti con un nome a caso: Olga.
Come ti dicevo, è anzitutto sbagliato affibbiarsi delle etichette (es.
'scema', 'triste', 'fallita' ecc.) dalle quali poi è difficile
liberarsi. E' vero infatti che in qualche momento puoi sentirti così,
ma sentircisi per qualche momento (fossero anche giornate intere...)
non è abbastanza per poter dire 'io sono così'. Tu non sei SOLO
quello, sei anche altro.
Basti pensare agli ottimi risultati che hai conseguito a scuola, nello
sport ed in tutte le altre attività: se non fossi una persona di
valore questi risultati non li avresti raggiunti, ti pare?
Anche le persone di valore dunque hanno dei momenti di debolezza, di
fragilità, dei momenti in cui non ci si sente contenti della propria
vita e delle proprie prestazioni. L'importante è non farne un dramma,
guardare avanti e continuare a vivere, perché occorre avere sempre le
risorse pronte per fronteggiare adeguatamente le tante sfide (belle e
brutte) che la vita ci riserva.
Probabilmente i tuoi genitori non ti hanno mai fatto mancare nulla e,
paradossalmente, è proprio questo che oggi ti fa mancare una cosa
importante: la fiducia in te stessa. Per avere fiducia nelle proprie
possibilità bisogna infatti imparare dalla vita, superare degli
ostacoli, cadere e rialzarsi. Se non ti metti mai in una situazione
'difficile' mai potrai sapere fino a che punto Olga sa giocare al
gioco della vita, fino a che punto Olga può sopportare le
frustrazioni, le difficoltà, i contrattempi. Olga, dicevo, non la
famiglia di Olga!
Il fatto che tua madre sia andata dalla psicologa anche senza di te
non è un problema tuo, ma SUO. Come tu dici, può sentirsi inadeguata,
incapace nel suo ruolo genitoriale, ma questo non dipende certo da te:
il problema è suo e non sta a te cercare di capire gli eventuali suoi
sensi di inadeguatezza, le sue ansie, le sue fragilità. Sicuramente la
psicologa l'avrà tranquillizzata e le avrà dato gli strumenti per
superare questo momento di defaillance (capita anche alle persona
grandi sai, non solo agli adolescenti...). L'importante è che tu non
ti senta in colpa: ciò che fai o che non fai riguarda anzitutto la tua
vita; dal momento che ormai hai 18 anni e sei anche maggiorenne, devi
pensare come una persona adulta che bada a sé stessa e che cerca di
aiutarsi da sé TUTTE LE VOLTE CHE E' POSSIBILE.
E infine veniamo alla gita: non diciamo parole grosse, un attacco di
panico è qualcosa di molto più grave! Hai solo avuto paura, tanta
paura, di trovarti da sola a dover fronteggiare situazioni cui non sei
abituata. Sai che ti dico? Pazienza! Hai 18 anni e chissà quante altre
occasioni avrai di andare in vacanza con i tuoi amici... Questa volta
è andata così, il mondo non si fermerà per questo! Cerca dunque di
sdrammatizzare, di scherzarci su, rilassati.
Questo per quanto riguarda il passato; per il futuro invece cerca di
stabilire due o tre cose non tanto difficili che vuoi provare a fare
da sola (e che non hai mai fatto prima da sola). Impegnati al massimo,
falle e poi, quando raggiungerai gli obiettivi, fatti dei complimenti:
significa che il tuo fiore è finalmente sbocciato.
p.s. Se qualche volta fallirai non importa: ogni errore è scuola di
vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DISILLUSA NEI CONFRONTI DEL FUTURO
Gentile dottoressa, sono un'insegnante di
Lettere che da due anni riesce a prestare supplenze con una certa
continuità. L'incertezza lavorativa, dovuta alla mancata abilitazione
all'insegnamento, mi porta vivere ancora con mia madre, fatto che spesso
mi crea frustazione sia per i continui condizionamenti che per il
confronto con le amiche (quasi tutte conviventi, sposate o
indipendenti). Mio padre è un uomo facoltoso, che ci ha lasciate quando
ero bimba. Con lui ho un rapporto un pò freddo, ottenuto dopo anni di
incomprensioni e allontanamenti, caratterizzato da un'inclinazione
all'avarizia e e alla rigidità. La mia vita sentimentale non mi ha dato
enormi soddisfazioni, per ultimo ho passato un anno con un ragazzo più
giovane di me che, dopo aver comprato casa ed essersi fatto assistere in
ogni passaggio (dalla ristrutturazione all'arredamento)è volato in un
altro continente, lasciandomi da sola. Il rapporto era complesso e alle
volte deleterio, da una parte il finale lo attendevo da tempo,
dall'altro percepepisco un forte senso di vuoto. Mi sento un pò
depressa, male di cui ho sofferto tra i 22 e i 25 anni, e sono
arrabbiata nel non ritrovare facilmente l'entusiasmo e la voglia di
vivere che, bene o male, ero riuscita a far rifluire tenacemente e
allegramente negli ultimi anni.Sto scavando molto in me stessa,penso a
tutti i risultati che ho ottenuto con impegno, alle belle e varie cose
che ho fatto nella vita ma mi sento disillusa nei confronti del
futuro,che non so assolutamente come immaginare. Vorrei estirpare un la
mia tendenza all'autocommiserazione, essere più fiduciosa nella vita,
rafforzarmi dopo le delusioni e non essere schifosamente pessimista. Da
pochi giorni un bellissimo (veramente!!!) e dolcissimo ragazzo mi sta
corteggiando,ma non riesco a sciogliermi e a confidare nelle sue
intenzioni..ho paura di perdere un'occasione e ho anche tanta paura di
stare ancora male per un uomo... è solo questione di tempo o i traumi
famigliari e sentimentali mi indurrano a svolgere una coazione a
ripetere pensando di vivere le amarezze come in una sorta di incantesimo
e continuando così a soffrire per amore e l'amicizia? Grazie
dell'attenzione, spero di non essere stata prolissa.
Clara
Gentile Clara,
Quando una storia d'amore finisce, non è sempre colpa dell'altro. A
volte siamo noi stessi a crearci delle illusioni, a sottovalutare i
dati di realtà ed i rischi cui una storia d'amore può andare incontro
(penso ad esempio al suo partner più giovane). Chi ha molto sofferto
per amore non riesce più ad affrontare una nuova storia con lo stesso
slancio, con la stessa disponibilità e leggerezza, e credo che questo
sia anche il suo caso. Tutto sommato però, il suo atteggiamento
"prudente" riguardo a questa nuova storia che bussa alle porte penso
vada letto come l'espressione di una conquistata saggezza, che
l'aiuterà a gestire meglio le sue emozioni e a mettere in gioco i
sentimenti solo se la persona realmente li meriterà.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI SENTO PSICOANALIZZATA A DISTANZA
Buon giorno, mi chiamo Lucia ho un rapporto
affettivo che dura da 4 anni con un uomo che soffre di depressione e per
la quale è in cura da uno psicologo da circa 1 mese (ne ha cambiati già
4) , con quest'ultimo si trova bene, e gli ha diagnosticato la patologia
del narcisista nevrotico. Durante le sedute parla solo ed esclusivamente
dei problemi di coppia e di tutto quello che facciamo insieme e
soprattutto quello che dico e che faccio io; dopo la seduta mi critica e
contesta tutto di me. Sentendomi a disagio e sotto continua osservazione
ho provato a chiedere al suo psicologo un appuntamento, ma lui si è
negato asserendo che poteva solo vedermi una volta ma assultamente non
poteva dire nulla del suo paziente. Ieri dopo l'ennesima litigata gli ho
detto di sospendere la nostra storia per un pò di tempo e che la vera
ragione per cui si era rivolto ad un professionista era la sua
depressione e suoi stati d'ansia che gli impedivano di lavorare e di
stare bene con gli amici a con me, non certo per psicanalizzare la
nostra relazione e soprattutto la sottoscritta. Come mi devo comportare?
Dovevo continuare la relazione pur sentendomi a disagio? Grazie.
Gentile Lucia,
Non entro nel merito della vicenda del suo uomo (diagnosi e terapia)
perché non ho elementi sufficienti per poter esprimere un parere. Bene
ha fatto tuttavia lo psicologo a non consentirle un colloquio per
parlare del suo compagno, dal momento che è legato, come stabilito dal
codice deontologico, al segreto professionale. Credo che lei sia stata
un po' precipitosa nel troncare la relazione e me ne chiedo il motivo.
Forse sente di aver perso parte del controllo che aveva su questa
persona e la cosa le procura ansia? Se lui conta poco o niente nella
sua vita, credo che abbia fatto bene a prendere la palla al balzo e a
troncare la relazione; se invece lei ama sinceramente questa persona,
la inviterei a riconsiderare la sua posizione e ad essere maggiormente
comprensiva, più disponibile, visto che il lavoro che sta facendo il
suo compagno in terapia non è probabilmente né scontato, né facile. Se
sente di non riuscire a controllare l'ansia che questa situazione le
procura, si rivolga pure lei ad uno psicologo, ma non a quello di cui
abbiamo fin qui parlato.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COME AIUTARE UNA QUATTORDICENNE IN
CRISI
Sono un ragazzo di 18 anni e una mia amica di
14 ha dei problemi con la madre econ il padre..Premetto che sono
divorziati in casa da 8-9 anni (non so se puo aiutarla a rendere il
contesto più chiaro) Comunque sia non li sopporta,pensache sia meglio
non vederli più..loro la offendono,la puniscono e la rimproverano per
motivi inutili.Lei non gli rivolge la parola se non per urlargli contro
il loro fallimento come genitori.Loro per risposta continuano
incessantemente a punirla e ad attaccarla per qualsiasi cosa sfruttando
ogni pretesto al di là dell'immaginazione e trasformando molte volte le
punizioni stesse in ricatti in un tentativo inutile di ristabilire i
rapporti (se nn mi dici ke hai non esci più...ma lei non cede)..Ogni
giorno che passa vedo la ragazza sempre più esasperata e sempre più
frequentemente mi cade in braccio in lacrime..Cerca aiuto,io vorrei
darglielo ma non so ke dirle..Spesso mi dice ke desidera non vederli
più,non sentirli più..Gli ho detto di aiutarli a capirla,di parlarci,ma
lei non vuole assolutamente dialogare con loro..Quasi prova disprezzo..Da
questa situazione di sicuro non ne trae beneficio nessuno..ne lei ne i
suoi..Ma voglio aiutarla xchè questa situazione staandando avanti da
troppo tempo e lei è arrivata veramente al limite..Sono preoccupato per
lei.Cosa dovrebbero fare i genitori x risolvere il tutto?e cosa la
ragazza? Grazie
Caro Diciottenne,
Anzitutto complimenti, per due motivi: 1. perché vuoi aiutare la tua
amica (bravo!) 2. perché ti rendi conto di non saperne abbastanza e
dunque chiedi aiuto (riconoscere i propri limiti, come diceva Socrate,
è indice di grande sapienza :-)).
Anche io però a questo punto devo riconoscere di non averci capito
abbastanza in questa storia, perché non comprendo in che senso i
genitori offendano questa ragazza e la puniscano 'inutilmente'. Per
quale ragione lei li odia tanto? Perché sono stati dei cattivi
genitori o perché non sopporta che siano dei 'falliti'? Come coppia o
come persone?
Ti darò dunque qualche consiglio generico, che spero possa esserti di
aiuto.
1. Tieni conto che a 14 anni è frequente, per non dire 'normale' non
apprezzare i propri genitori e perfino disprezzarli, dunque aiutala a
non attribuire le colpe di ogni suo malessere ai suoi genitori. (Es.
se sei triste non è per causa loro, è perché TU hai scelto di voler
essere triste). In questo modo comprenderà che, ammesso e non concesso
che i suoi siano dei pessimi soggetti, lei ha comunque la possibilità
di non pensarci in modo ossessivo, dal momento che trascorre molte ore
lontano da loro e può 'ricaricarsi' in molti modi (non ultimo quello
di parlare e confidarsi con te).
2. Spingila verso il dialogo con i suoi. Nella vita è normale
incontrare il proprio 'nemico' e negoziare la pace. Lo fanno, o
tentano di farlo, anche ebrei e palestinesi, perché non dovrebbero
farlo in questa famiglia?
3. Comunque vada, questa ragazza dovrà vivere con i suoi genitori
almeno altri quattro anni: più il rapporto sarà teso, più lei sarà
infelice. Consigliale di proporre ai genitori una specie di decalogo,
in cui lei si impegna a fare qualcosa che piace a loro e loro in
cambio promettono di non mettere più in atto alcuni comportamenti che
possono dispiacere alla tua amica. Per rendere questo decalogo ancora
più funzionale si potrebbe chiedere ad un giudice esterno (un amico di
famiglia, una zia, ecc.) di decidere di volta in volta se una delle
due parti ha trasgredito o meno agli impegni presi. In alternativa si
potrebbero stabilire delle sanzioni pecuniarie (di diversa entità
ovviamente) per i genitori e per la ragazza, se vengono meno al patto
familiare.
4. Consigliale di concentrarsi su sé
stessa, sul suo futuro, perché la famiglia di origine non si sceglie,
mentre che fare della propria vita si, e come!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SAPETE DIRMI SE E' INCINTA?
Lei ha mal di pancia, fitte e gonfiore...fa
molta pipì. ha male al seno e mal di testa...questi sintomi dice che
sono simili a quelli del suo ciclo premestruale. L'abbiamo fatto il 9
febbraio e con il preservativo sono venuto, poi, senza pulirmi e
urinare, dopo 30 40 min ho continuato il rapporto per 5 minuti. sabato 1
marzo abbiamo fatto l'amore senza preservativo e le sono venuto fuori
per 2 volte, questa volta però pulendomi e urinando.il suo ciclo è quasi
sempre regolare negli ultimi mesi tranne 1 mese e mezzo fa odierno (5
marzo 2008) che le sono venute le cose 2 settimane prima, ossia il 2 o
il 3 febbraio...sapete dirmi se è incinta o meno????help!grazie mille in
anticipo
Gentilissimo,
I sintomi di gravidanza si cominciano ad avvertire DOPO il giorno
previsto per l'arrivo delle mestruazioni e NON prima.
Dunque, se i sintomi precedono l'arrivo previsto delle mestruazioni
non sono significativi. In ogni caso, per fare un test di gravidanza
basta andare in farmacia o al supermercato (costo intorno a 15 euro).
Infine, state attenti a non giocare col fuoco! Continuate ad avere
rapporti sessuali con il preservativo, se non potete ricorrere ad
altri anticoncezionali.
(Parlatene con un ginecologo/a).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MIO FIGLIO PREFERISCE IL PAPA'
Gentile Dottoressa,sono una mamma disperata.
Premetto che mio marito, padre del mio bambino di 2 anni e tre mesi, è
una bella persona, è un padre premuroso e presente, so che non è poco.
Lo stretto legame creatosi tra mio figlio e mio marito mi ha spesso
fatto provare un senso di estraneità, ho cercato di comportarmi da
persona matura,reputandolo una fortuna, anche se non sempre è stato
facile. Lavorando molto,non posso dedicare a mio figlio molte ore
della mia giornata, ma ho sempre cercato, credevo con successo, di
rendere il nostro tempo condiviso un tempo di qualità, dedicandomi a
lui, ai suoi interessi e al gioco. Mio marito dedica più o meno lo
stesso tempo a mio figlio.La situazione attuale, però, presente ormai
da oltre un mese, mi ha gettato nel più completo sconforto. Il mio
bambino mi rifiuta completamente, rufiuta la mia stessa presenza.
Durante l'arco della giornata, quando si trova a casa dei nonni, cerca
disperatamente il padre con crisi di pianto che durano ore. La stessa
cosa succede la sera, quando in casa ci sono io. Cerca solo il papà,
mi caccia, mi dice che sono cattiva, che non mi vuole...è
terribilmente frustrante e mi rendo conto che, seppur sbagliando,
divento bambina a mia volta. Mi sento completamente fallita e non
riesco più a vivere serenamente, scoppiando a mia volta, in crisi di
pianto che mi fanno sprofondare sempre di più. Mi sento disperata, non
posso e non voglio rinunciare all'amore di mio figlio. Per favore,
come devo comportarmi? Cosa può essere la causa di questo rifiuto? E
quale dovrebbe essere la reazione corretta di mio marito di fronte a
questa richiesta d'amore a senso unico?La ringrazio di cuore in
anticipo.E.
Cara E.,
Come lei dice, è una bella fortuna che suo figlio possa godere della
compagnia dei nonni e del padre anziché di quella di un'anonima
babysitter, e dunque il fatto che manifesti nei loro confronti un
legame di affetto e di attaccamento è naturale e positivo.
Quanto a lei, mi sembra di leggere fra le righe un forte senso di
colpa per il fatto di dover lavorare molto e di poter offrire al suo
bambino poco del suo tempo.
Del resto, lei ha compiuto una scelta quando ha deciso di non voler
essere una tradizionale madre a tempo pieno: scegliere significa
optare per un'alternativa anziché per un'altra; significa 'prendere'
qualcosa, ma allo stesso tempo 'lasciare, rinunciare' a
qualcos'altro.
Non creda alla storia del 'tempo di qualità': la vera 'mamma',
specialmente nei primi anni di vita, non è chi ha partorito quel
figlio, ma chi se ne prende cura, chi lo cresce giorno per giorno.
Del resto, se lei ha scelto di lavorare, l'ha fatto sicuramente
anche per il benessere di suo figlio, della sua famiglia: è un modo
diverso di dare, che otterrà i suoi riconoscimenti, ma in un tempo
futuro, quando suo figlio potrà comprendere il valore personale di
una madre che si è molto spesa per dargli un avvenire migliore.
Lasci dunque da parte le sue gelosie, i
suoi sensi di colpa: assuma un atteggiamento più 'maschile', che è
quello di volere bene al figlio e di prendersi cura di lui, anche
senza essere una figura di particolare riferimento, almeno in questo
momento. Non tenti di imporsi con la forza, ma con la tenerezza, con
l'affetto di una mamma che vuole bene al suo bambino e che lo
perdona e lo ama anche se qualche volta lui non capisce cosa fa e
cosa dice: ha solo due anni! Crescerà...
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUCIDARE L'ARGENTERIA
Sono sposata da 16 anni. Ho una figlia di 14
anni. Ormai è da un paio di anni che io e mio marito abbiamo rapporti
sessuali solo sporadicamente: l'ultimo risale ad agosto, e adesso
siamo a marzo... E' sempre stata colpa mia: accampavo scuse di non
aver voglia, di aver mal di testa. Poi lui preferisce di mattina, io
la sera... insomma praticamente zero rapporti sessuali! La cosa strana
e ke se ero io a cercarlo lui scattava come una molla, ma l'altra sera
ha detto che era stanco e così, da agosto, ancora astinenza. Sogno
spesso, praticamente tutte le notti, di fare l'amore con altri uomini.
Non l'ho maitradito, ma ultimamente penso sia dovuto al fatto che non
ne ho mai avuto l'occasione. Sono sicura che anche lui non l'abbia mai
fatto perchè è praticamente sempre a casa. Per il resto andiamo
daccordo, non litighiamo praticamente mai ma... nessun rapporto
sessuale. E' normale? Lui dà la colpa solo a me, dicendo che sono io
che mi faccio problemi. Io comincio a pensare di non avere più
attrazione fisica nei suoi confronti e comincio a supporre chel'amore
che provavo per lui si stia trasformando in un grande bene. L'idea di
affrontare una separazione non mi sfiora minimamente, semplicemente
aspetto...che tutto continui così o che qualcosa cambi. Sono
decisamente molto confusa. Aiuto!
Gentile signora,
Quello che vi sta accadendo è quello che succede alla maggior parte
delle coppie con figli che vivono insieme da un po' di tempo. Il
vivere insieme fa perdere alla sessualità quel mistero e quell'aria
di incertezza, di imprevedibilità che sono alla base dell'attrazione
fisica fra due persone; poi ci sono i figli, la routine, le
preoccupazioni, la noia...
Se non vi fosse il desiderio sessuale, alla fine tutto potrebbe
accomodarsi così, ma come lei dice, il desiderio sessuale c'è,
rimane. Lei fa sogni erotici tutte le notti e sicuramente questo
accade anche a suo marito. Poiché non c'è dialogo su questo
argomento, che è diventato un tabù, ciascuno dei due sente l'altro
come un nemico, colui o colei che vi toglie la libertà di avere una
sessualità 'normale'. Cominciano così i sogni e le fantasie su
qualche persona, la ricerca di un'occasione (cui non ci si nega,
perché ci si sente frustrati a causa dell'altro), l'innamoramento,
la passione ecc. ecc. Questo può portare alla fine della coppia, al
litigio, allo scontro, al desiderio di libertà, anche se oggi tutto
questo oggi le sembra lontano ed impossibile.
Dunque, nella vostra situazione ci sono tre strade percorribili: 1.
ci si accorda con il coniuge per condurre una vita sessuale libera
quando ne capita l'occasione (scelta audace, ma che può reggere, se
l'unione fra i partners è molto profonda ed esclusiva e non si
lascia scalfire da sentimenti di gelosia) 2. si rinuncia alla vita
sessuale e ci si dedica ad un'altra passione che ne assorba tutte le
energie ed i sogni (scelta possibile, ma che deve essere condivisa)
3. si cerca di sforzarsi un po', aggiungendo
del 'pepe' ad un rapporto ormai stanco. (In questo ultimo caso, una
terapia di coppia potrebbe aiutare non dico a rendere tutto nuovo
fra di voi, ma almeno a 'lucidare l'argenteria', rendendo belle
anche le cose di tutti i giorni, che ormai non 'luccicano' più).
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MAMMA DISPERATA
Spero che mi rispondiate presto sono una
mamma disperata.ho due figli di 15 e 17 anni.quello di 17 anni sta
creando molte preoccupazioni in me e in mio marito.rifiuta un rapporto
con noi e vuole tenerci lontano dalla sua vita ,non rispetta nessuna
regola risponde in maniera aggressiva (anche con parolacce) ai nostri
tentativi di fargli rispettare gli orari o per i problemi scolastici
che ha (frequenta il liceo classico)da un pò di tempo ci siamo accorti
che il sabato sera beve perchè torna con l'alito che puzza di alcol.
Siamo terrorizzati da questo anche perchè ha il motorino.non riusciamo
a capire quale possa essere il suo disagio la nostra è una famiglia
serena e lui ha avuto sempre un ottimo rapporto sia con me che con il
padre anche con il fratello ha un ottimo rapporto di amore e
complicità.cosa dobbiamo fare?
Gentile signora,
Il ragazzo sta sicuramente vivendo un periodo difficile, come è, per
tutti, quello dell'adolescenza, in cui il giovane sperimenta nuovi
ruoli, nuove amicizie, nuove esperienze e fondamentalmente non sa
più chi realmente sia: infatti, non è più il bambino di un tempo, ma
non è ancora l'uomo sicuro di sé che vorrebbe essere. In questo
periodo è frequente che vi siano scontri con i genitori e che ci si
abbandoni a qualche piccola (o grande) trasgressione. E' questo un
momento in cui i genitori devono imporre la loro autorità,
stabilendo con chiarezza le regole ed i confini antro i quali il
ragazzo si può e si deve muovere. Il problema è che questa autorità
non può essere imposta con la forza, come avveniva in passato, ma
deve essere 'suggerita' attraverso il dialogo, l'interessamento alle
problematiche del ragazzo, il suo coinvolgimento in qualche
progetto, la negoziazione ecc. E' un periodo difficile per i
genitori, perché anche loro devono mettersi in gioco, abbandonare i
metodi educativi e lo stile di comportamento fino ad allora
adottati, adattandosi alla nuova realtà. Visto che non è
consigliabile imporsi con la forza, meglio influire sul
comportamento dei figli attraverso premi e punizioni: un buon voto a
scuola equivale a questo premio, un cattivo voto porta invece a
questa restrizione (no al motorino, no
alle uscite del sabato sera, ecc.). Occorre mediare su ogni cosa,
contrattare, discutere, interagire. E' faticoso, anzi faticosissimo,
ma chiudersi nel silenzio, come fanno alcuni genitori, non porta a
nulla di buono, seppure sia molto più facile (anche se non meno
doloroso...).
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICA
Buongiorno dottoressa, mi chiamo Marco 33
anni di ..., dopo 5 anni di matrimonio e 6 di fidanzamento, io e mia
moglie siamo arrivati forse alla fine?Abbiamo tre figli, di cui uno
derivante dal suo precedente matrimonio, ma come se fosse mio
conosciuto quando aveva 3 anni e cresciuto fino ad adesso, altri due
figli diciamo nostri di 5 anni e di 18 mesi.Il problema nasce dal
fatto che la gestione econimica l'ho sempre gestita io,ed è da qualche
anno che abbiamo enormi problemi finanziari legati alla routine della
vita quotidiana e per andare avanti mi sono rivolto a due
finanziarie,senza dirle nulla, come del resto non le ho mai detto
nulla sulla gestione economica.Una settimana fa ha scoperto questa
situazione, ed è successa una catastrofe,dice di volermi lasciare che
non si fida più di me di essere andata da un avvocato per la
separazione.Il mondo mi è crollato addosso, certo gli avrei dovuto
dire della nostra situazione, ma non l'ho fatto per non farla
preoccupare e per tenerla fuori, non sono andato a giocarmi i soldi o
a donne, ho cercato di mandare avanti una famiglia.Cosa devo
fare?Realmente si è rivolta ad un avvocato?L'idea di perdere la
famiglia mi distrugge.Grazie saluti
Gentilissimo,
Sinceramente non saprei dirle se effettivamente sua moglie possa
essersi rivolta ad un avvocato: penserei di no, a meno che il
quadretto che lei mi ha fatto della situazione non manchi di qualche
altro importante particolare, che per qualche ragione lei ha
ritenuto di non dover raccontare. Infatti, è molto strano che una
donna decida di mettere al mondo tre figli e al tempo stesso non si
curi di sapere se vi siano o meno le risorse per mantenerli. Allo
stesso modo è strano che lei si sia rivolto a ben due finanziarie
senza sentire l'esigenza di condividere un segreto così penoso e
preoccupante con la madre dei suoi figli.
E' possibile che il vostro
atteggiamento poco prudente sia stato per entrambi 'a fin di bene',
per non far preoccupare l'altro: in una coppia che funziona
tuttavia, tutti gli argomenti più spinosi dovrebbero essere
affrontati, in modo da trovare nell'altro/a idee, sostegno e
condivisione dei problemi. Forse questa è l'occasione buona per
rivedere i vostri comportamenti all'interno della coppia e gettare
le basi per un comportamento più responsabile da parte di entrambi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TUTTE VOGLIONO ESSERMI AMICHE E NULLA PIU'
Le espongo il mio problema. Ho 24 anni, una
vita universitaria che si appresta alla sua conclusione, molti
amici-amiche e sento il bisogno, come ogni altro essere umano
d'altronde, di amare e sentirmi amato. Purtroppo le mie esperienze
sentimentali sono state tutte deludenti, forse per colpa mia, e finora
non sono riuscito davvero a trovare una ragazza che mi corrisponda (semanticamente
in senso lato). Le ragazze con cui ho flirtato, sono uscito, alla fine
vogliono rimanere solo amiche, nulla di più.E' una situazioni che dura
ormai da un po' di anni, da quando ho iniziato l'Università. La cosa è
assai frustrante, sia perchè cerco ragazze con certi valori, sia coni
miei stessi interessi. Il sentirsi dire "restiamo solo amici", mi fa
stare male, mi mostra che tutte le mie fatiche, le mie gentilezze e
premure, nons iano servite a nulla.L'amicizia è certo importante,
anche tra uomo e donna, ma c'è anche altro.Il fatto di essere stimato,
apprezzato, ma non amato, mi fiacca profondamente.Non sono brutto e
non ho nemmeno un brutto carattere. Sono piuttosto socievole e
spigliato e penso di sapere quando dire una cosa e quando no.Vedere
che le ragazze che ho frequentato e conosciuto (non ci si innamora di
un'idea, di un'icona) di cui mi sono innamorato, alla fine non mi
ricambino, mi turba davvero. Ho fatto quanto mi pareva carino e
cortese (e non solo a detta mia) per dimostrare cosa provavo, ma non è
servito a nulla.E' vero che se un persona non ti ama, è difficile che
si innamori di te, ma non impossibile.Forse sono io che cerco persone
sbagliate e che non mi interesso alla prima che passa, ma voglio avere
qualcosa in comune, che sia cinema, disegno, musica o arteP ur avendo
perscrutato nell'animo di chi ho amato e inteso cosa provava, cosa
sentiva, attento ai pensieri, cencando di dare sicurezza, non sono mai
riuscito a farmi amare. Mai riuscito a sentirmelo dire. Nemmeno per
finta.Non mi sembra di chiedere molto. Vorrei capire perchè non riesco
a essere qualcosa di più di un semplice amico.
Gentilissimo,
A me sembra che lei sia un ragazzo molto valido dal punto di vista
culturale, che sia sensibile e altruista e dunque credo lei abbia
tutti i requisiti di base per piacere alle ragazze, visto che anche
sotto l'aspetto estetico si valuta positivamente. Se le ragazze con
cui ha provato a stabilire una relazione più profonda della semplice
amicizia sono state tre o quattro, statisticamente non abbiamo prove
sufficienti per dire che c'è qualcosa che non va nel suo
comportamento: potrebbe trattarsi di semplice sfortuna. Se invece le
ragazze di cui lei si è innamorato e dalle quali non si è sentito
corrisposto sono una decina o poco meno, dobbiamo sicuramente
cominciare a pensare di dover cambiare qualcosa, sia nei
comportamenti, sia negli atteggiamenti che lei ha verso l'amore.
Potrebbe infatti essere troppo idealista, poco concreto, troppo
preso dal futuro della relazione e pochissimo dal presente, dal 'qui
e ora'. Credo che dietro l'importanza che lei attribuisce alla
scelta di una ragazza non qualunque si nasconda un po' di timidezza,
la paura di mostrarsi inesperto e dunque di non essere all'altezza
delle aspettative di lei.
Se così fosse, il consiglio che mi sembra più opportuno darle è
quello di cercare di essere più flessibile con sé stesso,
calmierando per il momento i suoi gusti ad un tipo di ragazza
'normale' e non così piena di virtù
come lei la desidererebbe. Uscire con una ragazza 'normale' non la
impegnerà per la vita ma le permetterà di farsi l'esperienza
necessaria per accrescere la sua autostima e presentarsi al meglio
se e quando all'orizzonte comparisse la donna dei suoi desideri.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LE SECREZIONI PRIMA DELL'EIACULAZIONE
Salve Dr.ssa,volevo chiederle se le
secrezioni rilasciate dal pene prima dell'eiaculazione possono essere
rischio di una possibile gravidanza. Le faccio questa domanda perchè
nell'ultimo rapporto sessuale che ho avuto si è verificata la rottura
del preservativo. Fortunatamente non c'è stata eiaculazione, tuttavia
non so per quanto tempo il rapporto sia stato di tipo "non protetto".La
ringrazio anticipatamente per la risposta.
Gentilissima,
E' un discorso basato sul calcolo delle probabilità. E' vero infatti
che esistono spermatozoi vivi anche nelle secrezioni rilasciate dal
pene prima dell'aiaculazione, ma sono in quantità minime. Poiché
avete usato il preservativo (anche se ad un certo punto si è rotto),
questo abbassa ulteriormente la possibilità di
essere rimasta incinta. Speriamo dunque
sia andato tutto 'bene' ed in ogni caso, se avesse un ritardo,
faccia subito il test di gravidanza, perché ogni singolo giorno è
prezioso per decidere il da farsi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BACI ASCIUTTI E BACI BAGNATI
Vivo con il mio ragazzo da 3 anni. Ci amiamo. tuttavia in questi
anni non o mai ricevuto un bacio.Ovviamente "bacetti" di saluto si, ed
anche un poco meno brevi baci in momenti erotici. Ma i famosi baci che
durano, no.Io ne soffro molto, lui dice di aver ricevuto rimproveri a
a riguardo da ogni precedente relazione, non sa spiegare il percè del
suo disinteresse al Bacio.Col tempo ci si abitua a tutto, ma nel mio
caso la tristezza e una specie di insofferenza si fanno strada
pericolosamente.Ho provato a consigliare una analisi di coppia, ma il
rifiuto è stato chiarissimo. Entrambi viviamo in un paese estero, cosa
che a volte ci indebolisce emotivamente.Grazie della consulenza!
Gentilissima,
Probabilmente il suo ragazzo teme di non saper baciare e dunque
evita. Oppure non gli sembra una cosa eccitante (del resto non l'ha
mai provata!).
A questo punto credo che sia lei a dover fare il primo passo
(gradualmente, senza annunciare 'adesso ti darò il primo bacio alla
francese della tua vita' o cose simili).
Fare una terapia di coppia per questo
problema mi sembra del resto un po' esagerato (potrebbe non esserlo
più se lui rifiutasse i suoi approcci...)
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA PRIMA COSA BELLA
Salve. Mi rivolgo a voi perchè è da ormai
troppo tempo che ho piena coscienza di continuare a sbagliare nel
lasciarmi travolgere dalle tenebre che alienano il mio io più
profondo. Ho una forte paure. Mi sento insicura, trovo indizi negativi
in tutto, ho mille paranoie. Sto vivendo un amore grande, un amore
vero, ricambiato, quell'amore che ho sempre cercato, per il quale
darei tutto,per il quale mi pongo anche domandevb che prima non
consideravo neanche come ad esempio "perché creare problemi inutili?
quando ci amiamo alla follia". Beh,questi problemi inutili non
riescono ad essere sotterrati dalla mia presa di coscienza. C'è una
continua lotta tra loro e la mia ragione. So perfettamenteche sono
inutili ma continuano a viaggiare nella mia mente, distruggendomi
psicosomaticamente oltre tutto. Non riesco a fidarmi quando so che
potrei,. Non riesco a credere che il suo passato non esista più, che
mi ama davvero, che non è un tipo infedele e via dicendo. Sono figlia
di genitori divorziati in pratica da sempre. Mia madre ha avuto altre
storie finite male di cui una con l'uomo che sembrava "perfetto" il
quale si è poi rivelato il contrario di tutto ciò che professava:
menzone, tradimenti etc. Mia sorella ha divorziato dopo due anni. La
gente non fa che tradire.L'amore sembra non interessare nessuno...ed
io che finalmente l'ho trovato perdo tempo utile al nostro amore per
metterlo in discussione grazie alle mie stupide paure.Grazie.Orchidea
Cara Orchidea,
Coraggio, la sua è la normale, umana direi, paura di perdere la
conquista di una cosa bella, specialmente quando si è vissuta una
vita in cui di cose belle ne sono accadute pochine...
Paradossalmente però, più si ha paura di perdere qualcosa, più si
creano le condizioni per cui questo accada davvero (in psicologia si
parla infatti di 'profezia che si autorealizza'). Il modo migliore
per uscire dal problema è quello di tenere la mente impegnata in
altre cose e di confortarsi con il pensiero positivo, ripetendosi
continuamente 'tutto va bene ed io sono felice' (anche quando si
pensa esattamente il contrario).
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI BATTE IL CUORE QUANDO VEDO UNA
RAGAZZA
Buongiorno.Sono una ragazza di 20 anni e ho un pensiero fisso in
testa che non mi lascia pace..ho paura di essere omosessuale..La
prego, non sopporto risposte come "devi accettarti perchè non è una
colpa, è un modo d'essere"... non voglio...Da piccola mi piaceva un
amico di mio cugino; poi verso le medie ho cominciato a litigare con
mia mamma che mi diceva che non le volevo bene e io non riuscivo ad
abbracciarla... così mi batteva forte il cuore quando stavo vicino a
una ragazza piu grande, avrei voluto piangere e abbracciarla per
dirle quanto stavo male per mia mamma..-ma non lo facevo perchè mi
vergognavo, non volevo far vedere quanto soffrivo, ero timida. Poi
ho conosciuto una ragazza più grande che sono riuscita ad
abbracciare e a dirle del brutto rapporto con mia mamma; stavo bene
quando stavo con lei, mi sentivo amata e al centro dell'attenzione.Il
mio rapporto con lei era impostato sul mio farle vedere di essere
triste e volevo che lei mi consolasse...Quando la vedevo mi batteva
forte il cuore perchè non vedevo l'ora che mi chiedesse come stavo..Due
anni fa sono riuscita ad abbracciare mia mamma e questo mio bisogno
di essere al centro delle preoccupazioni di questa ragazza si è
attenuato molto e ora ho bisogno di lei solo quando litigo con mia
mamma.Pochi mesi fa mi piaceva un ragazzo, ma non so se mi sono
autoconvinta che mi piacesse o se era un vero desiderio... mi fa
però paura pensare a un rapporto sessuale con lui, perchè forse da
piccola il mio insegnante di danza a fine lezione si strusciava
contro di me, quando non ci vedeva nessuno.Quando mi masturbo penso
a un ragazzo e mi capita di andare in chat per eccitarmi con un
ragazzo..Non voglio crescere, ma rimanere piccola e restare con i
miei genitori per sempre...Non so più cosa fare... non voglio essere
omosessuale...ma non riesco a farmi piacere più di tanto i
ragazzi....e quando mi batte il cuore se vedo una ragazza non è
perchè è bella, ma mi batte il cuore se capisco che lei possa capire
il mio dolore, che possa ascoltarmi..Mi risponda la prego...la
ringrazio molto!
Gentilissima,
La risposta che lei mi ha proibito di darle, perché 'non la
sopporta', è effettivamente la risposta che le darei io, qualora
pensassi che lei fosse realmente omosessuale... Ma io non credo che
lei lo sia: penso piuttosto che lei abbia avuto un difficile
rapporto con sua madre e che quindi abbia finora cercato nel sesso
femminile, in ragazze più grandi (probabilmente simili a come poteva
essere sua madre quando lei era piccola), quel rapporto emotivamente
molto intenso che non ha avuto con sua madre, o che non ha avuto
così come avrebbe desiderato. Esiste poi nella patologia psicologica
il problema delle fissazioni, delle paure: più si ha paura di
qualcosa, più la si pensa, fino a farsi ossessionare da certe
immagini e suggestioni, ed organizzare tutta la propria esistenza
intorno ad esse. E' così nel caso dell'ipocondria (paura delle
malattie) o in certe fobie. Provi dunque, se può, a cercare di
recuperare in modo più profondo il rapporto con sua madre, per
colmare quel senso di vuoto che ancora sente dentro di sé. Quanto
all'orientamento sessuale, cerchi di sentirsi libera di
vivere la sua sessualità come è, senza
forzature, né pregiudizi. Qualora fosse realmente omosessuale, come
giustamente diceva lei, la cosa migliore da fare è accettarsi. Cari
saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI HA FATTO BATTERE IL CUORE
Gentile dottoressa,
il mio problema è iniziato qualche mese fa quando ho conosciuto un
ragazzo che mi ha fatto battere il cuore. Il problema è che io ce l'ho
un ragazzo e che amo pure tanto. La cosa mi ha sconvolta perchè non ho
problemi di nessuna natura appunto con il mio fidanzato. Abbiamo una figlia splendida, una vita
sessuale appagante, tanta complicità...insomma perchè mai dovrei
provare qualcosa per uno sconosciuto in fondo? L'ho conosciuto durante
un periodo in cui facevo volontariato, lui affascinante, simpatico, praticamente irresistibile.
In quei giorni ero vulnerabile e quando tornavo la sera stanca avevo
una gran voglia di fare sesso col mio ragazzo, ma non pensavo
all'altro, semplicemente ero eccitata. Non ho mai pensato al
tradimento perchè mi fa orrore pensare di poter ingannare la persona
che amo e poi non ho realmente desiderato farlo. Il mio problema è che
quest'altra persona entra nella mia vita onirica e non posso
controllare questo mio aspetto. Dopo i turbolenti sogni mi sveglio col
pensiero di lui che mi accompagna per gran parte della giornata e quel
sapore in bocca come di aver consumato quella situazione in cui lui mi
bacia o semplicemente mi appare in sogno. Cosa accade nel mio
cervello? Perchè mi accade questa cosa? do la colpa al mio
inconscio ma forse la colpa è solo mia. Sono innamorata di questa
persona e non voglio ammetterlo e cerco di rimuoverlo? Premetto che
questa persona mi attrae e basta, non è che la conosca al punto
di potermici innamorare. Questo dubbio mi tormenta e non trova
risposta, mi piacerebbe avere una sua opinione. La ringrazio tanto
M.
Cara M.,
La mia opinione è questa: il desiderio sessuale non è un problema di
testa, ma di ormoni. Dunque, non dovrebbe sentirsi colpevole della sua
'normalità' e non dovrebbe giustificare un'attrazione prettamente
sessuale con un possibile innamoramento, come in genere fanno le
donne. La persona che ama è il suo compagno: l'altro è solo qualcuno
che al momento sollecita la sua curiosità e le provoca desiderio
sessuale. Se avrà un rapporto di lunga durata con il suo uomo, si
accorgerà che situazioni del genere le capiteranno spesso e con
diverse persone, per cui non c'è bisogno di allarmarsi, di farsi
troppe domande: c'è solo da scegliere, di volta in volta,
consapevolmente, quale comportamento mettere in atto per stare bene
con gli altri e con sé stessa. E su questa scelta, ovviamente, mi
astengo dal darle consigli... :-)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
COSA VOGLIO FARE DELLA MIA VITA?
Sono disperata... Ho
21 anni e non riesco ancora a capire cosa voglio fare della mia vita.
Sono passata per mille disastri, errori con l'università (scelta per
far contenta la famiglia), un anno di volontariato all'estero ed ora
mi ritrovo qui senza sapere bene dove andare. Ero molto brava a scuola
eppure ora non riesco più a trovare uno stimolo,un motivo,una ragione
per intraprendere un percorso. Sto cercando un lavoro (senza grandi
successi...) ma anche da quel punto di vista,quando mi chiedono che
tipo di lavoro vorrei fare io non so rispondere.Il problema è che
tutto mi fa paura, tutto mi sembra troppo difficile o troppo doloroso.
Il vero dramma è cominciato con la scelta universitaria, anche se
avevo manifestato segni di malessere già durante gli anni del liceo
con abbuffate eccessive e incontrollate e incapacità a comunicare con
gli altri. vengo da una città piccola collocata in una zona
svantaggiata geograficamente ed economicamente. Ho sognato a lungo il
momento in cui avrei potuto lasciare quel luogo per andare a vivere in
una città più grande, con più stimoli, tante persone e più
possibilità. Eppure quando è arrivato il momento di scegliere mi sono
ritrovata davanti a scelte già fatte in gran parte dalla famiglia:
avevano deciso in quale città avrei abitato, che avrei condiviso
l'appartamento con mia sorella (con cui non ho nessun tipo di
comunicazione e che per me rappresenta una presenza negativa, essendo
lei troppo nervosa, prepotente e agitata) e avevano già limitato la
possibilità di scelta del percorso di studi. Tutto questo in modo non
chiaro ma subdolo, "ricattandomi" e facendo presa sul mio senso di
colpa non ho potuto rifiutare le loro decisioni perchè secondo loro
ero già molto fortunata ad avere la possibilità di studiare e di
essere mantenuta mentre a loro questa possibilità era stata negata.
Così sono entrata in questa situazione non desiderata in modo passivo
e da lì non mi sono più rialzata. Sono sempre stata una ragazza piena
di iniziativa e di idee, ho sempre avuto ottimi voti a scuola e molte
passioni ma da quel momento mi sono come spenta, ho perso fiducia in
me stessa e in tutto quello che mi circonda e vedo il negativo in ogni
situazione. Sono troppo idealista e non riesco a vivere nella vita
reale. Non posso parlarne con nessuno,la mia famiglia è già
sufficientemente arrabbiata con me e gli amici di un tempo hanno
intrapreso le loro strade e li ho persi. I miei genitori, dopo avermi
costretta ad agire contro la mia volontà varie volte, approfittando
della mia debolezza, ora mi guardano come se fossi perduta e appena
provo a muovermi in una qualsiasi direzione mi scoraggiano. Mia madre
è molto ansiosa e già prevede una serie di tragedie nel mio futuro, un
fallimento dietro l'altro. In più devo continuamente confrontarmi con
mia sorella più grande e più in gamba, che porta avanti le sue scelte
con determinazione e ottimi risultati e che è l'orgoglio della
famiglia. Negli ultimi due anni pieni di delusioni ho smesso di agire
e ora non riesco a farlo...Non riesco a vedere un futuro positivo per
me... Vedo il tempo passare e me ne dispiaccio, vorrei agire ma ho
troppa paura di sbagliare di nuovo, di mettermi in altre situazioni
che mi fanno soffrire. Ho vissuto per così tanto tempo cercando di
compiacere gli altri che ho perso di vista i miei desideri e per molto
tempo ho vissuto questi ultimi con senso di colpa a causa
dell'educazione molto rigida fatta di doveri, obbedienza e poca
comunicazione.
Ho passato un periodo terribile l'anno scorso (sono arrivata a tentare
il suicidio perchè non sopportavo più gli insulti e le critiche dei
miei genitori che tutt'ora fingono che non sia mai successo...) ed
ora, dopo essere stata lontana da loro per un pò mi sento meglio ma
non riesco tutt'ora a rimettermi in azione, temo di tornare a pensare
e ad agire secondo il volere altrui. Nutro rancore nei confronti della
famiglia e soffro quando sono a casa con loro (ho sempre avuto una
sensazione negativa ma ora è davvero intollerabile).
Voglio lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare, credere in me
stessa e avere fiducia nel futuro. Ma certe cicatrici non possono
sparire, certe paure e sensazioni negative non credo mi abbandoneranno
mai... Il fatto è che ho ancora molto bisogno del riconoscimento e
dell'appoggio esterno e troppo spesso mi sento scoraggiare. Per gli
errori che ho fatto negli
ultimi due anni traggono già la conclusione che io non ho speranze
nella vita e perciò mi abbatto facilmente... Vorrei trovare più forza
in me stessa e il coraggio di vivere nella realtà... Di tornare ad
uscire, a non avere più paura
di essere giudicata, di incontrare qualcuno che conosco e che fa parte
della vita della "vecchia me e "di ricevere domande sul mio passato...
ma non so come fare...
La ringrazio anticipatamente... Silvia
Cara Silvia,
Sebbene la sua lettera sia molto lunga e ricca di particolari,
francamente non capisco bene quale sia in realtà il suo problema.
Infatti, se non ama la sua famiglia, se non vuole sentirsi controllata
e guidata, se non vuole essere condizionata, confrontata con la
sorella, giudicata per ciò che fa (e che non fa), cosa resta a fare in
famiglia? Ha 21 anni: si cerchi un lavoro qualsiasi con il quale
mantenersi all'università che preferisce, si laurei, si cerchi
un'occupazione stabile e si impegni a costruire il suo futuro, per
diventare davvero la persona che desidera essere e per avere tutto ciò
che desidera avere. Il troppo pensare toglie tempo e spazio al fare:
ma è sul fare che dobbiamo puntare per costruire delle alternative
alle situazioni che ci fanno soffrire.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
L'OSSESSIONE DELL'ALTRO
Salve. Mi chiamo Matilde ho 28 anni sposata da 8 mesi con
un mio coetaneo, siamo stati fidanzati 11 anni. Questo matrimonio io
l'ho molto desiderato, ora che è arrivato mi sembra di stare cadendo
in depressione, le spiego pochi mesi prima di sposarmi mi sono
accorta di provare del trasporto, un attrazione verso un altro
ragazzo, ho cominciato a stare male, avere sensi di colpa nei confronti
del mio futuro marito, a non aver voglia di non fare più niente e ha
piangere in
continuazione, stare angosciata, e avere tanta paura di perdere mio
marito e quello che avevamo costruito. Mia madre e mia sorella mi
hanno detto che anche loro prima del matrimonio avevano avuto momenti
simili ed sono cose possibili.
Mi sono sposata un giorno bellissimo sia per me che per mio
marito. Per un un breve periodo di tempo mi e sembrato che questa
attrazione (fisica) fosse passata, invece no dopo il viaggio di nozze
sono ripiombata in una forte confusione, questa persona e diventata un
ossessione, non riesco più ad avere una vita serena non riesco ad
avere una vita sessuale serena con mio marito, nei nostri momenti di
tenerezza ed intimita la mia mente mi riporta l'immagine di quest'altro
ragazzo io cerco di allontanarlo con tutta me stessa ma sta là e
rovina la mia vita. Qesto ragazzo e un nostro carissimo amico
fidanzato felicemente con una nostra carissima amica, delle volte
questa persona mi ha fatto dei complimenti ho apprezzato il mio modo
di vestire, ha me piace vestirere bene ed essere alla moda,. Sono una
persona molto insicura , con poca stima in me stessa e
molto ansiosa non mi piaccio molto fisicamente e tendo a
sottovalutarmi spesso in passato ho vissuto un altro momento difficile
dopo la laurea. Mio marito e una persona stupenda, sempre premuroso
nei miei confronti e molto affettuoso sempre attento alle mie
esigenze. Io penso che questo mio momento di confusione possa essere
dettato dal fatto che io non ho avuto altre esperieze amorose, mio
marito è stato l'unico uomo della mia vita. Penso che questa cosa mi
abbia fatto cofondere manifestazioni d'affetto da parte di questo mio
amico per qualcosa di diverso? Forse dopo 11 anni di fidanzamento e in
un momento di forte cambiamento come il matrimonio possono succedere
queste cose questi momenti di dubbio?
In questo momento sono queste le domande che mi pongo, penso anche che
in ho investito 11 anni in questo mio rapporto e non voglio perdere
tutto, amo e stimo mio marito ho voglia di recuperare questo rapporto,
ho sempre creduto nel matrimonio, mi sono sposata per essere felice
per avere una famiglia bellla unita e felice, ora mi
sembra di non poterci riuscire più, ho una sofferenza dentro di me
piango molto, ho paura di far soffrire mio marito.
Sto male vorrei uscire da questa situazione ho anche preso
contatti con una psicoterapeuta per capire pechè sto vivendo questo
momento di crisi in un momemto che dovrebbe essere di felicità.
Ultimamente ho letto molte risposte che ha dato a persone con problemi
di coppia, lei e una persona molto umama e molto preparata
complimenti, gradirei che mi dicesse la sua opinione riguardo alla mia
situazione mi aiuti. Grazie mille anticipatamente. Matilde
Cara Matilde,
Grazie anzitutto delle gentili parole. La passione che sta vivendo al
momento per questa persona prescinde secondo me dalla persona stessa:
è semplicemente una sua curiosità per la vita e per l'altro sesso,
viste anche le sue poche esperienze. Del resto, seppure la curiosità
sia sempre sinonimo di intelligenza, non sempre è possibile fare o
sperimentare davvero tutto quello che ci attrae e ci intriga...
Dunque, la cosa migliore da fare è godersi questo momento di
'risveglio emozionale', provocato dall'attrazione che sente per questa
persona, ma senza attribuire alla cosa una importanza che, sul piano
razionale, essa non ha. Meno si sentirà in colpa per quanto le accade,
meno si sentirà una scheggia impazzita nelle mani del destino, più
sarà tranquilla, sicura di sé e capace di prendere ogni volta la
decisione giusta, su ciò che va fatto e su ciò che non va fatto. Si
goda dunque le sue emozioni, ma non se ne lasci travolgere e si
assicuri di
fare sempre scelte intelligenti e consapevoli, qualunque esse siano.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
LEI E' UN TIPO 'PRECISINO'
Carissima Dottoressa,
spero non cestini questa mia lunga e-mail ma in questo momento sto
molto male ed ho bisogno di un consiglio: mi chiamo Nanni e sono
sposato da 2 anni e sei mesi con 3 anni di fidanzamento. la situazione
di rapporto matrimoniale e di fidanzamentole oserei definire perfetta
(inclusi i normalissimi alti e bassi del qutidiano). invece da circa 6
mesi o più il mio matrimonio è un inferno: la mia grande
difficoltà è che mi ritrovo in questo problema come un fulmine a ciel
sereno, visto che sono stato io in fin dei conti a tirare fuori il
problema, principalmente un problema di carenza di condivisione di
tempo e spazio e di intimità con mia moglie e lei per tutta risposta
ha messo in crisi il rapporto seppur non ha mai
pronunciato le parole separazione/divorzio, e poche volte come adesso
mi sono ritrovato a non sapere cosa fare.
Preciso alcuni passaggi mia moglie ha 27 anni ed ha una cultura come
la mia (alta) mi piace fisicamente ha 7 anni
meno di me è un tipo "precisino", una persona che ha fatto della sua
agenda sul cellulare una specie di mito cosi non
ci si dimentica di niente (dice Lei) ed io a dirle che a volte la
dimenticanza può essere un valore; a volte cerca nell'ordine domestico
l'ordine del mondo non che questo sia a livello di fobia ma diciamo
che io sarei un pò più "creativo" penso che se c'è qualche foglio in
più sulla scrivania non cade il mondo, tra l'altro ho vissuto
parecchio tempo da solo fuori dalla famiglia di origine e so badare a
me stesso in tutto, compreso stirare le camicie, dunque ritengo di
saper autoregolamentarmi. La nostra relazione è sempre stata molto
positiva impostata soprattutto sul dialogo e sul non dare per scontato
niente nel senso che ci siamo sempre ripromessi di dirci quando
qualcosa dell'altro o della casa/progetti in generale non andasse, in
modo da non fare "incancrenire la cosa" io sono sempre stato molto
attivo e presente in casa per varie cose "spesa alimentare, lavoretti
da bricolage, cucinare(è un mio hobby), e presente in attenzioni,
decisioni
importanti scelte di vita, e così pure mia moglie diciamo che ci si
integrava come un incastro perfetto,insomma mi
sembrava di essere nel famoso quadretto di giovane famiglia perfetta.
Mia moglie lavora da impiegata statale(ha
capacità superiori al lavoro che svolge); contestualmente ha portato a
termine una laurea con ottimi risultati e sta
proseguendo gli studi, sul lavoro è molto stimata e per tale motivo le
hanno offerto altri impegni lavorativi che
le portano via del tempo, oltre ad altri impegni extra lavorativi
nuovi e/o preesistenti, anchi'io ho un lavoro
molto pressante dal punto di vista dell'impegno psico/fisico e degli
hobby cui mi dedico, ma ultimamente
accade che mia moglie è sempre assente in casa cioè mi capita molto
spesso di passare le serate da solo per via
dei suoi impegni "irrinunciabili" ed io invece rinuncerei volentieri
ad impegni extra, stante il poco tempo, per
stare con lei avere anche dei momenti romantici e di intimità, cosa
che invece non esiste più:Le serate in cui
rimane a casa finiscono con la lettura di un libro, io da una parte
lei dall'altra senza condivisione di niente se le
chiedo di parlare o scherzare o per di più tento un timido approccio
fisico in qualunque di questi casi mi viene detto
che la devo lasciare in pace perchè dopo una giornata pesante ha
bisogno di rilassarsi" quindi da circa 10
mesi "mi tocca" girarmi dall'altra parte e cercare di dormire tanto
sono anch'io stanco e mi addormento. Quello
che non capisco è perchè io seppur stanco cerco di tirar fuori le mie
ultime energie(psico/fisiche)della giornata
per condividerle con mia moglie ed invece lei si ritrae in questa
solitudine? Dicevo che in circa 6-7 mesi i nostri
rapporti sessuali erano di circa 1 ogni 40 giorni circa(non tengo il
conto), adesso da 4 mesi non abbiamo più rapporti
(ma neanche un bacio appassionato); senza un motivo plausibile alle
mie rimostranze via via crescenti ed
impetuose la risposta è non lo so, non mi va. infatti 4 mesi fa ho
spiegato chiaramente il mio malessere, sia per i
momenti di condivisione che per la rarefazione dei rapporti sessuali,
quando un pomeriggio chiaccherando mi diceva che
fra 2 anni o forse 1anno e mezzo voleva allargare la famiglia ( non
abbiamo figli al momento per scelta) io mentre parlava pensavo vabbè
programmare ma sembra un punto "dell'agenda di governo" e poi mi son
detto ma lo sa che per avere dei bambini (quantomeno nel modo
classico) bisognerebbe (uso il condizionale) avere una vita di
relazione e di coppia?? tutto questo ha ingenerato quella che
definisco una crisi matrimoniale. Ultimamente è comparsa anche una
sintomatologia tipo gastrite con dimagramento (accertamenti in corso).
mi sento un pò frustrato vorrei aiutare mia moglie ma non so cosa fare
anche perche più che altro vorrei tornare a stare bene con lei come
prima sia nel modo di condividere il tempo insieme che sessualmente,
per me tutto questo è frustrante. Per favore le chiedo dei consigli su
cosa fare come comportarmi, voglio molto bene a mia moglie e quindi
penso, che dovrei starle vicino ma non saprei come visto che lei mi ha
escluso dalla sua vita se non nel racconto quotidiano della
pesantissima giornata (oramai chi non ha la giornata pesante sul
lavoro?). ho pensato anche ad un rapporto extraconiugale (di mia
moglie) ma a domanda precisa mi ha detto che non esiste nessun altro
uomo. non so come approcciarmi a questo problema La prego di aiutarmi.
Nel ringraziarLa per avermi letto fin qui La saluto
Cordialmente
Nanni
Caro Nanni,
La cosa che mi stupisce è che lei e sua moglie non abbiate ancora
pensato ad una terapia di coppia. Cosa pensava di ottenere ponendole
una 'precisa domanda'? Forse una 'precisa risposta'? Come vede, sua
moglie non è poi così precisina come lei forse la vorrebbe: il nuovo
lavoro può averla infatti confusa, aprendole nuove prospettive,
facendole conoscere una nuova realtà, nuove persone, nuove ambizioni.
Nella vita si cambia continuamente e quindi lei deve pensare che non
ha sposato una fotografia o un androide programmato (veda la nostra
intervista a David Levy): sua moglie è, come lei, una persona in
evoluzione, alla costante ricerca di nuovi equilibri. Se non
comunicate da mesi, se non sapete più nulla l'uno dell'altra, se non
avete più progetti da realizzare insieme nel breve periodo, se non
avete più rapporti sessuali... Come è possibile cercare di mantenere
vivo il vostro rapporto? Come è possibile adattare continuamente il
patto di coppia all'origine della vostra unione ad una realtà in
continuo movimento e trasformazione? C'è bisogno di riaprire il
dialogo fra di voi, di spiegarvi, di esprimervi, magari anche di
litigare se c'è qualcosa che non va, qualcosa che vi disturba.
Continuare così non può che portarvi direttamente nell'ufficio di un
avvocato... Non sarebbe meglio passare prima dallo psicoterapeuta?
Provi a proporlo..
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona
LUI E' MAMMONE!
Salve Dottoressa, sono una ragazza di 24 anni, sono alla 15° settimana
di gravidanza, dovrei essere felice perchè è ciò che ho sempre
desiderato ma non riesco ad esserlo.Passo le giornate a piangere.Io
non sono ancora sposata, potrei dire che convivo ma non è esattamente
così... Forse il problema parte proprio da qui. Con il mio ragazzo le
cose non vanno molto bene, avevo deciso di lasciarlo prima di scoprire
di essere incinta. Ho fatto molti sacrifici per poter stare con lui ma
non mi vedo ricambiata in nulla, la sera lui mi lascia qui a casa da
sola per andare da sua mamma perchè lei non gli permette di farsi il
bagno qui, lui deve andare a casa a mangiare alla mattina deve passare
da casa prima di andare al lavoro... Per me sta diventando un vero
incubo, io lo amo ma non riesco più a sopportare tutto questo, gli ho
proposto di fare terapia di coppia prima che nasca il bambino ma lui
non ci sente... Cosa devo fare? La ringrazio moltissimo.
Gentilissima,
Anzitutto deve pensare a sé stessa e al suo bambino. Non è questo,
ovviamente, il momento di porsi grandi domande su quello che sarà
il vostro futuro, né di prendere decisioni drastiche di alcun
tipo. Ora deve solo portare a termine la gravidanza, permettendo a
suo figlio/a di nascere in un ambiente sereno, senza subire
traumi.
Poi verrà il momento delle scelte. Può darsi che sua suocera,
diventata nonna, sposterà le sue attenzioni dal figlio al nipote,
magari sollevandola da qualche incombenza domestica. Può darsi che
i rapporti miglioreranno, chissà? Sarebbe stato meglio fare la
terapia di coppia con il suo compagno prima della nascita del
bambino, ma se il suo compagno 'non ci sente' è inutile
imporglierla: non funzionerebbe. Quindi, forza e coraggio: visto
che ha scelto di portare a termine la gravidanza, ora lo faccia
nel migliore dei modi. Del
resto, il comportamento infantile di suo marito può
essere irritante quanto vuole, ma è comunque sopportabile: non si
tratta mica di un violento, di un drogato, di un criminale...
Tutto quello che cerca e che vuole è 'solo' la sua mamma!
Pazienza dunque... Se non sono rose, non fioriranno!
Cari saluti auguri!
:-)
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOVEVA ESSERE IL PERIODO PIU' BELLO DELLA NOSTRA VITA..
Sono una ragazza sposata da soli 9 mesi e sono
incinta da 4 mesi e mezzo da circa 2 mesi ci sono dei problemi con mio
marito, un giorno e l'altro di punto in bianco ha cambiato il suo
atteggiamento verso di me, questo doveva essere il periodo piu' bello
della nostra vita , però non è cosi all'inizio lui diceva che non lo
sapeva nemmeno lui cosa aveva , invece circa 10 gg fa mi ha detto che
è uscito con un'altra ragazza, mi ha detto che non ha fatto niente di
che che c'e stato solo qualche bacio... Adesso lui si sente
(giustamente) in colpa verso di me, si vergogna e non riesce a
guardarmi piu' negli occhi.. Io gli ho detto che sono disposta a
perdonarlo anche se non è facile , però ci metto tutta la buona
volontà per amor suo e di questo bimbo che sta nascendo.Io quando sto
con lui mi faccio forza e mi sforzo a non pensare quello che mi ha
fatto soffrire, gli parlo anche della piu' cosa stupida cosa, invece
lui niente mi saluta quando parte e quando torna e basta, siamo come
due sconosciuti... Cosa devo fare faccio bene a insistere a rimettere
piano piano in piedi il matrimonio? Grazie.
Gentilissima,
Il periodo della gravidanza non è per tutti 'il periodo più bello
della vita': al contrario, l'esperienza clinica e la cronaca ci
dicono che è un periodo in cui la coppia va spesso in crisi, ci sono
incomprensioni anche profonde fra i partners e ci possono essere
perfino allontanamenti nella sfera sessuale che durano poi tutta la
vita, a meno che non si desiderino altri figli.
In genere le donne vivono la gravidanza in modo diverso dagli
uomini, perché se loro sono testimoni dirette, nel proprio corpo, di
questa grandissima esperienza della vita, gli uomini sono più
distaccati, meno coinvolti, ed i loro pensieri vanno spesso a quello
che la gravidanza e la futura nascita comporterà per loro, in
termini di assunzioni di responsabilità, abbandono del proprio ruolo
di figlio - per assumere quello, non sempre amato, di 'padre' -
oltre alla non facile necessità di accontonare le pulsioni erotiche,
sia durante la gravidanza, sia in seguito, quando il bambino imporrà
con vivacità ed intransigenza i suoi tempi, i suoi ritmi, il suo
bisogno di essere accudito, ecc. ecc.
E' possibile che suo marito provi spavento per ciò che lo aspetta e
che dunque inconsapevolmente si senta spinto a ricercare esperienze
capaci di dargli delle conferme, circa le sue capacità e le sue
possibilità, anche nel campo della seduzione.
Mi sembra che lei abbia, al riguardo, un ruolo molto più maturo e
saggio di quello che ha al momento suo marito e dunque sta a lei
cercare di rimettere a posto le cose nella coppia (a meno che
non voglia farsi aiutare da uno psicologo), tranquillizzando
suo marito su quello che sarà il vostro futuro, di genitori e di
coniugi. Del resto non bisogna mai dimenticare che, anche mettendo
al mondo dei figli, i partners devono mantenere comunque dei tempi e
degli spazi di intimità per condividere sentimenti, affetti,
emozioni.
Cominci dunque lei a non comportarsi da estranea nei riguardi di
lui: cerchi di essere sorridente, accogliente, propositiva e magari
anche seducente... Se vede che proprio non ci riesce provi a
proporre una terapia di coppia, ma non aspetti la nascita del
bambino.
Cari saluti e augurissimi.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
12 ANNI DI DIFFERENZA
Buongiorno sono una ragazza di 23 anni che in
questi mesi sta attraversando un periodo aabbstanza negativo.
All'origine di questo c'è la fine di un rapporto con un ragazzo di 12
anni più grande di me,che dura da 4 anni e mezzo. In realtà siamo
stati una coppia effettiva per 2 anni, ma a causa delle pressioni che
ho ricevuto in famiglia per la nostra differenza d'età, pressioni che
mi hanno convinto che stavo facendo qualcosa di sbagliato,abbiamo
deciso di chiudere, seppur innamorati l'uno dell'altra.In realtà il
rapporto è continuato ad andare avanti, abbiamo continuato a sentirci
e a vederci anche se poco spesso, ma comunque di nascosto dalla mia
famiglia,perchè non volevo creare ulteriori dispiaceri.Premetto che
sia che lui non siamo mai stati convinti della nostra differenza
d'età,ma la voglia di stare insieme era troppo forte,in quanto avevamo
un'intesa speciale,ma non abbiamo mai fatto il passo di diventare una
coppia normale.Un anno fa mi sono resa conto che io non potevo correre
il rischio di perderlo,perchè è lui l' uomoche voglio a prescindere
dagl'anni che ci separano, perciò gli ho proposto di buttarci nella
nostra storia ed essere felici insieme, ma lui ha tentennato, fino a
quando tre mesi fa ho deciso di chiudere, perchè ho intuito che lui
era sofferente, indeciso e confuso, e comunque non ha fatto niente per
tornare insieme.Più avanti però l'ho risentito dicendogli a cuore
aperto che nonostante la decisione presa insieme io volevo stare con
lui perchè ne sono innamorata,ma lui ha deciso cheè finito tutto.Forse
non è più innamorato di me,e anche se gli e lo chiesto in tutti i modi
non ha voluto dirmi se è cambiato quello che prova per me.Io purtroppo
ne sono molto innamorata, piango spesso, ho un umore pessimo,ho perso
entusiasmo per le cose, non riesco a dare gli esami all'università,e
questo stato d'animo dura da almeno tre mesi,ovvero da quando sono
consapevole che non c'è nessuna speranza che lui voglia ritornare
insieme a me,l'ho perso.Vorrei chiedere come posso fare ad uscire da
questa situazione.
Gentilissima,
In un momento storico come questo, in cui ci sono coppie veramente
di tutti i tipi, considerare 'impossibile' una coppia come la
vostra, a causa di 12 banalissimi anni di differenza, mi sembra
davvero eccessivo. Penso però che quando i genitori sconsigliano la
prosecuzione di un rapporto non lo facciano con spirito sadico, ma
perché intravedono dei problemi, magari di altro genere, che i figli
non vedono: un po' per inesperienza, un po' perché, appunto, sono
innamorati.
Con questo non voglio dire che i genitori abbiano sempre
ragione (anzi!), però vanno prese seriamente in considerazione le
loro obiezioni, perché nel tempo si potrebbero anche rivelare
esatte. Mi sembra che la decisione presa, quella di vedersi poco e
di nascosto, sia stata una decisione sbagliata, che non solo non ha
soddisfatto né i suoi/vostri desideri, ma neanche quelli dei suoi
genitori; oltre tutto questa discontinuità e questi continui dubbi
hanno contribuito a logorare il vostro rapporto, fino a portarlo
alla situazione che mi descrive.
Non si può sapere se lui sia ancora innamorato o se si finga
distaccato per ragioni di opportunità, allo scopo di aiutarla a
troncare la relazione: certamente è facile prevedere che lei, se lui
continuerà nel suo atteggiamento, prima o poi smetterà di piangere e
comincerà a guardarsi di nuovo intorno, con curiosità e serenità.
Visti la sua giovane età dunque e considerando il consiglio dei suoi
genitori, il logoramento del vostro rapporto, l'atteggiamento di
lui, il suo bisogno di concentrazione per superare gli esami
universitari, non credo sia il caso di
provare a salvare il salvabile, ma di andare avanti nella strada,
ormai abbastanza segnata, del cambiamento, magari auto-imponendosi
pensieri ed interessi per il mondo esterno che al momento non sente
di avere.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SPIEGARE COME MI SENTO E' IMPOSSIBILE
Spiegare in poche parole come mi sento da alcuni
giorni è impossibile. MI chiamo Michele ed ho 53 anni. Da poco ho
scoperto che mia moglie (51 anni) aveva una relazione con un'altro
iniziata da alcuni mesi. Siamo sposati da circa 30 anni e solo in
un'occasione (sette anni fa) anch'io ho avuto una storia con una
ragazza che aveva circa 20 anni in meno rispetto alla mia età. Stavo
per abbandonare la famiglia (abbiamo due figli adulti), ma poi ho
capito che per me era più importante la mia famiglia e che comunque
ero innamorato di mia moglie. L'avere scoperto che ora mia moglie ha
avuto anche lei una relazione con un altro (credo che abbia 35 anni)
mi ha letteralmente distrutto!!!!. Ciononostante, dopo la rabbia, il
forte dolore (che ancora provo) e le più varie intenzioni, l'unica
cosa che adesso desidero è riavere mia moglie, riavere la mia
famiglia. Anche lei credo che voglia riacquisire la serenità perduta
(viviamo ancora assieme e cerchiamo di fare le stesse cose che
facevamo prima, ma con meno facilità), ma è a volte insofferente, si
sente controllata, a volte si avvicina ed a volte no. Mi dia un aiuto,
un consiglio su come comportarmi con mia moglie per farle capire che
si è vero abbiamo fatto gli stessi errori (e magari ora lei non se ne
rende conto perchè è ancora confusa) ma che io voglio solo
riconquistarla e vivire i miei giorni con lei. La ringrazio di quanto
mi potrà dire. Michele
Caro Michele,
Ci sono coppie che tradiscono il/la partner non una volta nella
vita, come è successo a voi, ma una volta alla settimana! Dunque non
fate un dramma di quello che è invece un semplice incidente di
percorso di una coppia che, per altri versi, si è sempre mostrata
unita e solidale. La ricerca di una persona molto più giovane, in
entrambi i casi, potrebbe essere del tutto casuale, ma potrebbe
anche essere il segnale di un certo bisogno di 'leggerezza' che
evidentemente il vostro ménage familiare non prevede. Nel
ricostruire il vostro futuro di coppia dunque, cercate di imparare
da queste esperienze che, seppure dolorose, vi hanno senz'altro
fatto crescere come persone e capire molto, di voi stessi e della
persona che vi è accanto.
Ed ora il consiglio che mi chiede: lei
non deve dire a sua moglie che la vuole riconquistare, che
vuole vivere i suoi giorni con lei, ecc. ecc.: glielo deve
semplicemente dimostrare, con le sue azioni, le sue
attenzioni, le sue premure ed anche con rispetto e fiducia. Non sia
opprimente: oltre tutto va contro i suoi interessi!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana
Proietti Ancona
LUI HA UNA FAMIGLIA 'PERFIDA'
Salve, mi chiamo Simona ed ho 33 anni.Da 16 sono
insieme ad un ragazzo di 32 anni, e da 3 anni
conviviamo.Con la sua famiglia è sempre
stato un inferno, hauna madre ed un padre orrendi, cattivi, egoisti e
che hanno cresciuto i loro due figli maschi entranbi, come se fossero
due robot.Purtroppo io mi sono innamorata di uno dei due figli e tutt'ora
sono insieme ma non riesco più a provare l'amore di sempre e nemmeno a
far l'amore con lui tanta è la rabbia chei suoi genitori hanno
scatenato in me.Lui sembra succube di loro, crede a cose mai dette...non
ce la faccio più. Da mesi ormai c'è sempre più astio e pochis ono i
momenti sereni tra me e lui.Lui non vuole che la nostra storia
finisca,ha accettato di andare in terapia di coppia ma non so se
servirà. E' che sono stanca...ora analizzando il tutto mi rendo conto
che ho perso così tanti anni e mi sento infelice.Lui vorrebbe sposarsi
ed avere un figlio ma io sono diventata fredda e non ho nessuna volgia
che si realizzi un legame così profondo anche con i suoi perfidi
genitori.Ho un caro amico, il mio più grande amico verso cui non ho
mai provato attrazione anche se gli voglio un bene dell'Anima, ma ora
credo che io mi stia innamorando di lui, ma non so cosa fare perchè
sono confusa, mi sono persa! Avrebbe senso andare in terapia? Grazie!
Simona
Cara Simona,
Comincio a risponderle dall'ultima domanda: si, certo che ha senso!
Non si va a fare una terapia di coppia con l'obiettivo di rimettere
sempre insieme i cocci, comunque sia... Talvolta da una terapia di
coppia se ne esce con la decisione di una separazione fra i partners.
In questo caso però si tratta di una separazione consapevole, che
segue un periodo di riflessione profonda su sé stessi e sul proprio
rapporto di coppia, oltre alla ricerca di un possibile cambiamento di
ciò che non fa funzionare la relazione e che dunque determina la
propria sensazione di infelicità.Oltre tutto, lei ha bisogno di capire
chiaramente se si sta innamorando (o è sempre stata innamorata)
dell'amico del cuore, oppure se ama ancora il suo compagno.Deve ad
esempio riflettere su queste sensazioni di quasi-amore che prova nei
confronti dell'altro: sono sincere, oppure sono soltanto la più facile
soluzione che lei ha a portata di mano per risolvere i suoi problemi
esistenziali? Infine, la famiglia perfida di lui: non capisco per
quale motivo il rapporto che lei ha con i 'suoceri' non possa essere
ridotto ai minimi termini, specialmente in questo momento in cui non
avete ancora figli e lei non ha, tutto sommato, nessun rapporto di
parentela con loro... Probabile che, come spesso succede alla giovani
coppie, essi vi stiano aiutando, mettendovi a disposizione la casa, i
soldi, i mobili e quant'altro: se così fosse si può anche scegliere di
essere più poveri, ma più felici. O no?
Cari saluti e auguri.
DEPRESSIONE
Ho 31 anni,sono una ragazza che ha sempre vissuto all'estero per
motivi di famiglia. 4 anni fa ho avuto una profonda depressione,sono
stata in cura da uno psichiatra e ho fatto psicoterapia per diversi
mesi. Nell'arco di questi anni ho avuto ricadute annuali di cui
l'ultima dallo scorso ottobre,di grave entita'.Vorrei sapere se e'
possibile che la depressione ricompaia con questa frequenza e se
questo significa che io non ho ancora risolto i miei problemi.
La ringrazio, Benedetta
Carissima Benedetta,
La sua lettera è un po' troppo breve e non riesco a comprendere né
il tipo di depressione che ha avuto, né le cure che ha effettuato e
per quanto tempo.
Bisognerebbe anzitutto capire se la sua depressione era dovuta a
qualche fatto contingente (perdita di una persona cara, forte
delusione d'amore, senso di sconforto o fallimento personale, ecc.)
oppure se non aveva nessuna causa apparente (depressione endogena).
E' chiaro che dalla prima, superato il periodo difficile, se ne esce
con maggiore facilità.
Esiste anche una certa predisposizione familiare a soffrire di
depressione, ma non è solo un fatto genetico: contano molto anche
gli insegnamenti, i comportamenti, la concezione stessa della vita
che hanno i propri genitori, che sono anche i propri modelli.
Detto questo, per rispondere alla sua
domanda, direi che è sbagliato generalizzare: ogni depressione ha
una storia a sé. In ogni caso, le sembra pensabile curarsi per
qualche mese e poi pretendere di dover star sempre bene per il resto
della vita? Penserebbe la stessa cosa se avesse avuto una bronchite,
un mal di denti? Nessuna terapia psicologica, purtroppo, vale come
un'assicurazione sulla vita. :-)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO GIOVANE, ASPETTO UN FIGLIO, MA NON SONO FELICE
Buongiorno,Sono una ragazza di 25 anni aspetto un bambino sono gia' di
4 mesi,vi scrivo perche' non so' piu' come fare.Ho sempre sofferto di
crisi nervose nel senso che appena non mi dano retta oppure mi
escludono inizio a diventare nervosa e a rompere qualsiasi cosa io
trovi e inizio a farmi del male da sola.Attualmente ho un lavoro con i
miei in un negozio sono sposata da 5 mesi il rapporto con mio marito
non va molto bene lui e' molto aggrssivo appena sbagli qualcosa ti
rimprovera subito,piango molto spesso e mi sento molto triste,Ho gia'
frequentato psicologi e psichiatri prendevo anche degli antidepressivi
ma adesso siccome sono incinta ho dovuto sospenderli. Cosa dovrei fare
avrei bisogno di qualche indirizzo dove poter recarmi . Grazie
Carissima,
Non posso darle gli indirizzi, un po' perché non so dove vive ed un
po' perché secondo me è il paziente stesso che deve scegliersi un
terapeuta di fiducia. Se non c'è la fiducia infatti non c'è
l'impegno, e se non c'è l'impegno non ci sono poi neanche i
risultati.
Non so in che cosa abbiano consistito i suoi rapporti con gli
psicologi, e non so se ha mai pensato di fare una terapia di coppia.
Io gliela consiglierei, allo scopo di cercare di riportare un po' di
serenità nella sua vita, come dovrebbe essere per una donna in
'dolce attesa'.
Quanto alle sue 'crisi nervose', provi a domandarsi se questi
comportamenti non rispettino piuttosto un modello da lei osservato
fra le figure adulte della sua famiglia, quando era una bambina. In
ogni caso, sono dei comportamenti dovuti al fatto che ci si sente
incapaci di confrontarsi con gli altri, e per questo si cerca di
spaventare l'interlocutore con atti di violenza o autolesionistici.
Sarebbe molto meglio cercare di far valere le proprie ragioni con
comportamenti più maturi, ma questo è del resto impossibile se si
vive sotto pressione. Dunque, come le dicevo all'inizio, il mio
suggerimento è quello di intraprendere
una terapia di coppia. Cerchi di convincere suo marito: qui si
tratta di tutelare non solo la vostra serenità di coppia, ma anche
il benessere del vostro bambino.
Cari saluti e tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL SESSO PER ME E' UN INCUBO
Salve, non riesco a capacitarmi del fatto che
una cosa naturale e spontanea come il sesso debba essere per me un
incubo, Sto con un ragazzo da 8 anni, lo amo profondamente e sto
benessimo con lui, questo "problema" è sempre stato presente, abbiamo
quasi imparato a conviverci. Mi resta molto difficilelasciarmi andare,
durante la settimana è impossibile, riusciamo ad avere un rapporto nel
fine settimana (la mattina appena sveglia) solo quando abbiamomolto
tempo a disposizione, il problema è che in generale trovo poco
interesse nel sesso, nonostante tutto, i nostri rapporti seppur pochi
quando avvengonosono perfetti e appaganti. Vorrei solo capire cosa mi
blocca durante lasettimana, perché non riesco a lasciarmi andare,
perché la mia mente non mi permette di avere rapporti frequenti (anche
se qualche volta è accaduto) quale è la molla che mi fa venire la
voglia, nonostante tutto questo tempo non hoancora capito, dipende dai
periodi e dai momenti, ho l'impressione che tutto dipenda dalla mia
mente. Ma questo non è l'unico problema, sin da bambina ho uno strano
rapporto con il cibo, mangio solo determinati alimenti (pasta,carne,
pesce) ma non riesco a mangiare verdura e frutta, la sola idea mi fa
rstar male, fisicamente sono perfetta non ho mai avuto esigenza di
controllare il peso, mangio abbastanza ed a pasto, per i dolci non ho
un grande interesse,li mangio le poche volte che ho voglia. Alla mia
età inizio a chiedermi il perché di questo blocco mentale alimentare,
al quale mi sono adeguata (non ho nessun problema di salute).
Conoscere le cause di questi problemi mi aiuterebbe a risolverli?
Grazie.
Gentilissima,
Il suo è un carattere piuttosto rigido e controllato, con qualche
nota ossessiva: non c'è niente di preoccupante in tutto ciò, solo
che un cambiamento sarebbe auspicabile, per raggiungere un maggiore
equilibrio personale e forse una migliore qualità della vita.
Per quanto riguarda il problema sessuale, sono evidentemente le
vostre abitudini che devono essere cambiate: ad esempio, il relax e
l'ozio (che è una cosa necessaria nella nostra vita tanto quanto lo
sono energie e dinamismo), non dovrebbero essere programmati solo
nel week end. Anche durante i giorni della settimana, dopo il lavoro
e gli impegni, si potrebbe prevedere uno spazio dedicato all'
intimità e alle coccole. Non necessariamente si deve arrivare al
rapporto sessuale vero e proprio tutti i giorni, ma certamente una
condizione come questa potrebbe favorire una maggiore frequenza.
Quanto all'alimentazione, francamente non vedo il problema: se a lei
non piacciono frutta e verdura, ma le analisi cliniche le dicono che
è in buona salute... Di che preoccuparsi? Non c'è
sempre una psico-patologia dietro a
tutti i nostri gusti e comportamenti!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HA FATTO L'AMORE CON DUE DONNE
Sto insieme ad un ragazzo che mi vuole bene e mi da conferme ogni
giorno ai miei continui accanimenti e dubbi...purtroppo da quando ho
appreso il suo passato non riesco a stimarlo come prima. cio perché so
che è andato per tre anni consecutivi in vacanza coi suoi amici da
single e passava varie sere nei night per poi consumare con le donnine
li presenti..l'ultima è stata una espserienza in brasile con due donne
insieme..l'esperienza che gli mancava per sentirsi a posto..non stava
ancor con me, ma comunque eravamo usciti gia due tre volte...lo amo
sicuramente, pero mi ha reso incattivita con lui
Gentilissima,
Che dire? Sarebbe stato forse più
romantico se questa cosa non fosse successa, oppure se lei non la
avesse mai saputa. In ogni caso, all'epoca lei non era la sua
ragazza e poi nessuno è perfetto: se lo ama, cerchi di
comprenderlo e di apprezzare la sua sincerità.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CERTI GIORNI LO AMO ALLA FOLLIA, CERTI ALTRI...
Salve, sono una ragazza di 26 anni e sono fidanzata da 11 anni,il
fatto e’ che ci sono giorni in cui amo il mio ragazzo alla follia,
giorni in cui mi domando se lo amo o se mi piace. Penso che sia un
ossessione perche’ quando ci sono giorni in cui mi sento di amarlo
profondamente, penso che sono una pazza a pensare che a volte non mi
piace piu,ma perche’? La situazione mi fa stare in ansia, perche’
voglio essere serena e voglio vivere il mio rapporto come una volta.Non
riesco immaginare una vita senza di lui. Ne ho parlato con il mio lui
e sono stata meglio per 2 mesi circa ma ora e’ ritornata l’ossessione
. Questa ossessione mi viene a periodi. Sono stata in cura ,ma niente
inutile. Perche’ varia l'ossessione malattie o sentimenti per il mio
ragazzo. Mi sposero' a giugno e sono felicissima,ma e' come se mi
sentissi in colpa???Che mi consiglia di fare? Mi risponda per favore
.Grazie
Gentilissima,
Visto che si deve sposare a breve, è abbastanza naturale che lei si
chieda se sta facendo la cosa giusta. La decisione spetta
naturalmente a lei, ma sappia che, comunque, anche dopo il
matrimonio questa sua 'ossessione' continuerà, e continuerà anche se
dovesse scegliere un'altra persona. Quella che lei prova infatti è
una condizione 'normale' di vita, visto che la serenità completa che
lei desidera non è purtroppo di questo mondo. Avrà notato che anche
l'umore certi giorni va meglio e certi giorni peggio, così come
certe volte ci si sente più attraenti e certe volte meno... Perché
non dovrebbe succedere la stessa cosa nei confronti del proprio
partner? Occorre imparare a tollerare queste situazioni in cui ci si
sente insicuri e pensare che, in genere, sono crisi passeggere.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI DEVO SBILANCIARE?
Gentile dottoressa,ho 25 anni e mi son innamorato,
credo, di una ragazza di 3 anni di più. La ho conosciuta da ormai mesi
in un contesto lavorativo diciamo, lei segue il mio lavoro. Io in quei
mesi, anche se già mi piaceva, con lei son rimasto abbastanza
distaccato, a parte quando mi raccontava le sue vicende, la ascoltavo
sempre col sorriso..poi un giorno se la prende un po con me..le faccio
un regalino..e inizia un po di più confidenza. ora siamo usciti due
volte assieme per un aperitivo, una a fine novembre, una prima di
natale. La trovo dolcissima, oltre che bella, e per alcune cose ci
assomigliamo. Mi ha fatto un regalino con un bel bigliettino..poi le
ho scritto una bella email per ringraziarla e mi ha risposto
ringraziandomi per le magnifiche parole..e scrivealla fine "un
abbraccio". insomma cose così..lei inoltre non mi sembra una ragazza
che esprime facilmente i suoi sentimenti, e con me ultimamente sta
unpo esprimendo un po di affetto mi sembra. in questi giorni purtroppo
non ci vediamo perché per le feste è al suo paese.. Io non vorrei
diventasse o rimanesse solo un'amicizia, mi capisce? io inoltre non ho
ancora avuto una ragazza..non so bene come comportarmi..mi chiedo se
ho delle possibilità con lei di evolvere il rapporto, come devo fare,
se devo sbilanciarmi, provare a baciarla, o avere pazienza..grazie per
il suo aiuto
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