La psicologia amica 10° anno online

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Home Page > ARCHIVIO POSTA > DfT  n. 15
 

PAGINA QUINDICI

GELOSIA MORBOSA

Gentilissima dottoressa, sono una ragazza di ventidue anni, le scrivo per un problema che affligge la mia famiglia da un anno. Purtroppo mia madre è entrata in un stato di gelosia morbosa verso mio padre; controlla il suo cellulare , le sue uscite e diventa gelosa di qualsiasi persona che parli con mio padre , naturalmente del sesso opposto. Quando siamo a casa lei fa scenate terribbili di gelosia e questo purtroppo scatena violenti litigi. Mio padre gli ha spiegato varie volte che lui non ha nulla da nascondere e che ama solo lei, ma lei non l'ascolta. Abbiamo varie volte tentato di portarla da uno psicologo ma lei risponde che non vuole andarci dicendo che non è pazza. Mia madre ha 54 anni e non riesco a capire da dove nasce questa gelosia, ho parlato con mio padre e lui mi ha giurato che non l'ha mai tradita e io gli credo. Le scrivo sperando di darmi un consiglio anche perchè non so che fare visto che mia mamma non vuole assolutamente andare da uno psicologo . Grazie

Gentilissima,

Forse la sorprenderò, ma quello che vorrei consigliarle è di non farsi coinvolgere ulteriormente da questa vicenda, poiché non la riguarda. Capisco che, vivendo insieme ai suoi genitori, le sia venuto spontaneo intervenire, cercare di mediare, fare da paciere, ma purtroppo questa cosa devono risolverla all'interno della coppia, giacché qualsiasi intervento esterno potrebbe diventare controproducente. Essendoci un testimone infatti, che poi diventa un giudice (lei) ogni cosa verrebbe esasperata, per portarla alla attenzione del 'giudice' , in modo che possa essere finalmente emessa una  sentenza e stabilito chi dei due ha torto e chi ha ragione (come si sa poi la ragione non sta mai da una sola parte...). Visto che sua madre non vuole andare dallo psicologo "perché non è pazza", come dice lei, suggerisca ai suoi genitori di intraprendere una psicoterapia di coppia. In un ambiente protetto, alla presenza di una persona estranea e soprattutto esperta, essi potranno litigare, spiegarsi, riappacificarsi, senza amplificare ulteriormente i conflitti. In ogni caso, suo padre non è tenuto a raccontare a sua figlia se ha mai tradito la moglie e sua madre potrebbe conoscere delle cose che lei non sa: dunque il consiglio è quello di tenersi alla larga da questa vicenda coniugale (vale sempre il vecchio adagio "tra moglie e marito non mettere il dito", anche se si tratta dei propri genitori). Quello che lei, come figlia, potrebbe invece fare, è cercare di riportare in famiglia un po' di ottimismo, con qualche iniziativa che serva a stemperare il clima di sospetto e di sfiducia che si è venuto a creare.
Cordialmente,

Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
 

FARE CHIAREZZA

Salve. Mi chiamo Elena ho 29 anni e vorrei un aiuto per cercare di fare chiarezza su cosa mi stia capitando. Sono fidanzata da 11 anni e lo scorso anno io ed il mio ragazzo abbiamo fatto il corso prematrimoniale con l'idea che non appena la casa da ristrutturare fosse venuta pronta ci saremmo sposati. Ero convinta sulla mia vita futura con lui, volevo dei bambini, ho immaginato tanto la nostra vita insieme poi ad ottobre dello scorso anno sono nati 3.000 dubbi. Il tutto nato da una fiera dove ho conosciuto un ragazzo con il quale ho scambiato due chiacchere...ma che adesso batte sempre nella mia testa come un'ossessione. Sono mesi che penso al perchè e per come, e mi sembra solo di aver creato una tale confusione dentro di me da sentire lontana tutta la mia grande storia di 11 anni. La nostra storia l'ho sempre considerata una grande storia: con gli alti e bassi di una relazione lunga ma fondata su basi solide. Gli ultimi anni sono stati un po' "duri" abbiamo dovuto affronatre un imprevisto tanto inaspettato quanto ingiusto come l'arresto di mio padre, questo evento ha sconvolto la vita della mia familgia e di conseguenza il nostro rapporto ne ha risentito. Come famiglia abbiamo cercato di reagire all'accaduto rimboccandoci le maniche e pensando al futuro, avevamo subito un'ingiustizia ma noi eravamo una famiglia unita e come tale abbiamo cercato di reagire. Mio padre ha perso la presidenza della società dove lavorava ma in cambio ha ottenuto la mia assunzione. Ho accettato di entrare in quella azienda con la speranza (mia e della famiglia) di poter riappropriarsi un giorno di quello che ingiustamente ci era stato tolto, senza considerare però che la mia "ferita" non si sarebbe mai rimarginata..o comunque che costantemente ogni giorno il pensiero sarebbe tornato a mio padre. Nell'attesa della risoluzione della questione di mio babbo, ho cercato di pensare al nostro matrimonio, al nostro futuro ma il mio ragazzo mi diceva: "la tua famiglia ha bisogno di te ora" in parte condividevo quello che diceva ma in parte sentivo che per star bene io dovevo stare con lui, iniziare la nostra vita insieme, dimenticare e lasciare fuori dalla porta tutti i pensieri e problemi che non erano nostri. Così abbiamo deciso di iniziare a ristrutturare (anche per limitare i costi!) un appartamento sopra l'appartamento del mio ragazzo, ma anche qui i tempi si sono rilevati essere più lunghi di quanto previsto. Lo scorso anno abbiamo fatto il corso prematrimoniale...è stato uno dei periodi più spensierati e sereni degli ultimi anni, mi sentivo così vicina lui e piena di energia perchè finalmente il nostro avvenire si stava avvicinando, finalmente tutti gli sforzi fatti sarebbero stati ripagati... finalmente inziava la nostra vita insieme, finalmente saremmo stati solo noi due soli con la nostra vita davanti, la nostra voglia di creaci una famiglia... Ho bisogno di una luce per non distruggere quanto pazientemente costruito e costudito negli anni! Grazie.

Gentilissima,

Qui entra in gioco la teoria del bianco, del nero e del grigio. Purtroppo una storia di lunga durata non è immune da queste 'sbandate', da questi fugaci innamoramenti. Non so di cosa avete parlato nel corso prematrimoniale, ma io riterrei che anzitutto i futuri coniugi vadano avvertiti su questo: che una storia d'amore, per quanto intensa, può conoscere momenti di crisi, di dubbio. L'amore nel tempo si trasforma, non è mai uguale a sé stesso, e comunque nel tempo perde sicuramente la capacità di far emozionare l'altro/a come accadeva nei primi tempi della relazione. Una persona nuova, sconosciuta, misteriosa, ha invece questo potere in sé e a volte lo esercita contro la volontà della sua 'vittima'.Questo non significa che il sentimento verso lo/a sconosciuto/a che si propone sia amore: forse è solo attrazione, curiosità, interesse. Aspetti questi che, se ci si pensa bene, denotano interesse per la vita e intelligenza, profondità, sensibilità: tutte qualità positive. Dunque, lei non deve sentirsi in colpa se nella vita le capita (e le capiterà ancora), di imbattersi in persone che le fanno provare questo genere di emozioni, così come non dovrà colpevolizzare il suo compagno se gli accadrà, come è probabile, la stessa cosa. Se vi impegnerete a far durare la vostra lunga e bella storia, essa richiederà certamente qualche rinuncia, ma anche qualche compromesso. Sarebbe bello, per tornare alla teoria dei colori di cui le parlavo all'inizio, che tutto fosse bianco o nero, per capire dove sono il bene e il male assoluto:  purtroppo viviamo tutti in una zona 'grigia', fluttuando fra il bianco e il nero a seconda degli eventi che ci capitano, delle persone che incontriamo. Sta ad ogni singolo individuo prendere consapevolezza di questa situazione e cercare di tenere ben saldo nelle mani il timone della propria barca, per dirigersi dove veramente si vuole andare, senza farsi sballottare di qua e di là.
Cari saluti e moltissimi auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona

SEGUIRE IL MARITO?

Gentile Dott.ssa, sono sposata da quasi cinque anni ( ma da ben 15 anni frequento mio marito) e ho un bambino di otto mesi. Siamo una famiglia tranquilla e quando si è verificato un problema, col dialogo abbiamo sempre chiarito. Ma adesso si è fatto avanti un problema di cui è difficile trovare soluzione. Noi siamo di origini del sud italia e per motivi di lavoro ci siamo trasferiti al nord. Siccome mio marito è un insegnante, ha deciso di fare trasferimento e ritornare giù nella sua città, ma io non sono d'accordo poichè dove mi trovo ora ho ho le aspettative giuste per gli scopi che mi sono prefissata professionalmente e questo vale anche in futuro per il mio bambino. Lui però non sente ragioni, dice che io dovrei seguirlo ovunque lui va o altrimenti torna da solo giù. Ho provato a suggerire quache soluzione, tipo rimanere qualche mese durante le vacanze estive, ma non gli basta. Ma ahimè, il problema non si circoscrive alle sole mie aspettative di lavoro, ma anche alla sua famiglia che mi tratta come un estranea, facendo stupidi paragoni con altre persone facendomi sentire poco accettata, nonostante io sia rispettosa ed educata verso di loro. Ho parlato a mio marito di questo disagio e lui stesso ammette che ho ragione , ma in un secondo momento, basta una mia lamentela su un atteggiamento sbagliato della madre verso di me, che fa finta di niente accusandomi di essere paranoica e addio discorso di qualche giorno prima. Io mi sento poco capita e per quanto possa capire io che sia legato alla sua famiglia, davanti all'evidenza di alcuni fatti si copre occhi e orecchie e non reagisce. Ho un bel rapporto con mio marito ma ho paura che questa situazione possa logorarci col tempo. Lei come suggerisce di comportarci? In attesa di una risposta porgo Cordiali Saluti Simona

Gentile Simona,

Credo che lei sbagli nell'esporre le sue priorità. Infatti, se lei vuole restare al Nord per ragioni di tipo ambientale, nel senso che lei pensa sia più facile trovare un lavoro,  oppure se pensa che la qualità della vita per suo figlio sia migliore ecc., queste sono le cose che dovrebbe dire per opporsi al trasferimento. Se invece i motivi che porta all'attenzione di suo marito riguardano solamente un senso di malessere nei confronti della famiglia di lui, è scontato che la sua reazione sia quella che è, perché lui non si rende conto dei suoi problemi, non li capisce. E non è detto che abbia tutti i torti: in ogni caso infatti, anche tornando al "natìo borgo selvaggio", lei avrà pur sempre una sua casa ed una sua famiglia, e starà a lei farsi rispettare dai suoceri e dagli altri parenti, imponendo le sue regole del gioco riguardo alle visite, ai pranzi domenicali, al baby sitting ecc. Ne parli con suo marito già da ora: stabilite delle regole (meglio scritte), che la facciano stare tranquilla rispetto al trasferimento. Detto questo, la storia che la moglie segue sempre il marito è stata inventata nell'età del bronzo e ormai appare decisamente superata: se lei non vuole tornare al Sud, non ci torni.
Ha da potersi mantenere? Ha un lavoro stabile? Ha chi le potrebbe guardare il bambino? Questi sono i problemi da porsi.
Cari saluti e auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona


UNA PERICOLOSA CHAT

Salve, vorrei parlarle della situazione di disagio in cui mi trovo. Premetto che sono sposato felicemente da 18 anni e abbiamo due ragazzi di 16 e 11 anni, mia moglie e un insegnante e io appartengo ad una forza di polizia.
Tutto comincia dal giorno in cui mia moglie decide di iscriversi ad una chat per poter comunicare con qualcuno in inglese per poter migliorare le sue conoscenze della lingua ed io inizialmente la aiuto nei vari passaggi informatici. Con il tempo però mi accorgo che provo un fastidio sempre maggiore per il fatto che lei conversi quotidianamente con altri uomini, e qualcuno di essi delle volte si spinge oltre la normale conversazione, con allusioni pesanti che mia moglie ha respinto ma non con la decisione che mi sarei aspettato, dicendomi che sa quello che fa e di non preoccuparmi.
Da quel momento la mia vita è diventata un continuo pensare ai momenti in cui lei conversa con queste persone e mi rode una forte gelosia che è sfociata in alcune scenate molto animate. Anche il fatto che sono delle persone che vivono in Inghilterra non cambia molto la situazione, perchè quest'estate lei andrà a Londra per un viaggio studio e il solo pensiero che possa incntrarli mi fa stare male. Ho provato a chiedere a mia moglie di non chattare più con alcuni
di essi, ma la sua risposta è stata che dopo le avances iniziali tutto era rientrato in un rapporto di semplice amicizia a cui lei teneva. Io ho cercato di farmene una ragione ma non ci riesco. Cerco sempre di leggere di nascosto il resoconto delle sue conversazioni, che effettivamante nella maggior parte dei casi sono innoque, per potermi tranquillizzare ma poi tutto ricomincia la volta successiva.
Spero mi possa essere d'aiuto.
Cordiali saluti


Gentilissimo,

Spero anch'io di poterle essere d'aiuto, ma tutto dipenderà anche dalla sua buona volontà a seguire i ragionamenti che le proporrò. Sua moglie è un'insegnante e nella sua vita lavorativa incontra centinaia di uomini, con i quali, se lo desidera, può avere una storia di sesso. Andando in Inghilterra, ad esempio, non è necessario che, per andare a letto con qualcuno, debba sceglierne per forza uno con il quale ha chattato per un intero anno: volendo, questo qualcuno potrebbe essere un collega, il direttore dell'albergo, un cameriere... Se sua moglie, invece che l'insegnante, facesse la casalinga, non sarebbe diverso: le stesse opportunità le potrebbero capitare con l'idraulico, il postino, il vicino di casa. E mi fermo qui. Quello che vorrei dirle è che non c'è bisogno di essere innamorati per tradire il partner, se lo si vuole fare. Queste conversazioni in chat, anche se non nego che possano darle qualche fastidio, non sono direttamente collegate ad una possibile infedeltà di sua moglie: sono solo una delle mille opportunità che sua moglie potrebbe avere per conoscere un possibile partner e tradirla. Lei si sta concentrando sull'osservazione ossessiva di un albero e non si rende più conto che intorno a lei c'è una intera foresta... Dunque, per conservare l'amore e il rispetto di sua moglie, abbia fiducia in sé stesso, in lei e nella vostra relazione di coppia: vale forse essa così poco che un qualsiasi cretino di inglese, magari un po' 'bevuto' e in vena di allusioni piccanti, potrebbe metterla in crisi? Coraggio!
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
 
LA TRADISCO CON ME STESSO

Sono fidanzatissimo, io e la mia ragazza ci amiamo molto e il nostro rapporto funziona benissimo, presto avremmo un bambino ma purtroppo il mio problema è che non riesco a smettere di masturbarmi, facciamo l amore molto spesso 3 o 4 volte al giorno,tutti i giorni,amo fare l amore con lei, non desidero nient altro e non la tradirei mai.Allora mi chiedo perchè la tradisco con me stesso?è normale? La mia coscienza ci soffre molto e non so come risolvere il problema... grazie mille in anticipo


 

Gentilissimo,

Sarebbe 'normale' se lei ne potesse parlare liberamente e se "la sua coscienza non ci soffrisse molto". Occorrerebbe conoscere meglio la sua situazione (come si masturba? Quando ha iniziato? Che tipo di educazione ha ricevuto? ecc.) Da quel poco che mi dice potrei ipotizzare una dipendenza da sesso (sex addiction), alimentata dalla visione compulsiva di materiale pornografico su Internet. Se fosse questo il caso, due sono i consigli: documentarsi su questa nuova dipendenza (ad esempio qui) 2. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta di formazione cognitivo-comportamentale per avviare una terapia di desensibilizzazione.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 
GITA SCOLASTICA

Cara Dottoressa, le scrivo dopo che sono appena uscita da una delle situazioni peggiori della mia vita da adolescente. Oggi dovevo partire per la Gita scolastica a Parigi, ma da stamani mattina una paura di partire mi ha avvolto in una spirale terribile, così che nel pomeriggio ho pianto tutta la sera, non riuscendo a smettere nè a spiegare cosa mi succedeva. L'idea di partire sola mi ha sempre impaurito, e sono stata sempre restia ad andarmene di casa, ma stasera c'era qualcosa di più. Non sn riuscita a controllarmi e mi sn fatta paura da sola, nn riuscendo a capire il reale motivo di tutto ciò. Mia mader,e la persona più splendida di qsto mondo, ha cercato di convicermi in tutti i modi, ma nn c'è riuscita: risultato HA CHIAMATO LA PSICOLOGA PER ANDARCI LEI STESSA, DA SOLA! Mi sento un fallita, una scema, che non sa cogliere le occasioni, Forse ho dei problemi dentro di me( ho 18 anni e nn ho mai avuto un ragazzo, anche se ho tantissimi amici....) I miei genitori mi danno tutto ed io li adoro, ma nn riesco a togliermi contiunui stati d'ansia che mi si creano per tutto. Faccio molte attività, tutte, o quasi, con ottimi risultati, a partie dalla scuola. Ma nonostante tutto l'ansiia mi attanaglia in qualsiasi situazione della mia vita, e stasera credo che ATTACCO DI PANICO sia la parola giusta per definire ciò che mi è successo. Ho paura di me stessa, e adesso mi sento anche inj colpa per tutte, e ho paura che mia madre si senta una fallita, cosa che non è assolutamente, perchè mi fa trascorrere una vita meravigliosa. Non mi manca niente, eppure sento che c'è qualcosa dentro me che mi blocca e non so cosa è. Spero che parlare con lei mi possa aiutare a trovare la chiave delle mie insicurezze e delle mie ansie. La saluto e aspetto una sua risposta RAGAZZA TRISTE

Cara "Olga",

Non so come ti chiami, ma poiché il nick che hai scelto (ragazza triste) non mi sembra adeguato alla situazione, permettimi di chiamarti con un nome a caso: Olga.
Come ti dicevo, è anzitutto sbagliato affibbiarsi delle etichette (es. 'scema', 'triste', 'fallita' ecc.) dalle quali poi è difficile liberarsi. E' vero infatti che in qualche momento puoi sentirti così, ma sentircisi per qualche momento (fossero anche giornate intere...) non è abbastanza per poter dire 'io sono così'. Tu non sei SOLO quello, sei anche altro.
Basti pensare agli ottimi risultati che hai conseguito a scuola, nello sport ed in tutte le altre attività: se non fossi una persona di valore questi risultati non li avresti raggiunti, ti pare?
Anche le persone di valore dunque hanno dei momenti di debolezza, di fragilità, dei momenti in cui non ci si sente contenti della propria vita e delle proprie prestazioni. L'importante è non farne un dramma, guardare avanti e continuare a vivere, perché occorre avere sempre le risorse pronte per fronteggiare adeguatamente le tante sfide (belle e brutte) che la vita ci riserva.
Probabilmente i tuoi genitori non ti hanno mai fatto mancare nulla e, paradossalmente, è proprio questo che oggi ti fa mancare una cosa importante: la fiducia in te stessa. Per avere fiducia nelle proprie possibilità bisogna infatti imparare dalla vita, superare degli ostacoli, cadere e rialzarsi. Se non ti metti mai in una situazione 'difficile' mai potrai sapere fino a che punto Olga sa giocare al gioco della vita, fino a che punto Olga può sopportare le frustrazioni, le difficoltà, i contrattempi. Olga, dicevo, non la famiglia di Olga!
Il fatto che tua madre sia andata dalla psicologa anche senza di te non è un problema tuo, ma SUO. Come tu dici, può sentirsi inadeguata, incapace nel suo ruolo genitoriale, ma questo non dipende certo da te: il problema è suo e non sta a te cercare di capire gli eventuali suoi sensi di inadeguatezza, le sue ansie, le sue fragilità. Sicuramente la psicologa l'avrà tranquillizzata e le avrà dato gli strumenti per superare questo momento di defaillance (capita anche alle persona grandi sai, non solo agli adolescenti...). L'importante è che tu non ti senta in colpa: ciò che fai o che non fai riguarda anzitutto la tua vita; dal momento che ormai hai 18 anni e sei anche maggiorenne, devi pensare come una persona adulta che bada a sé stessa e che cerca di aiutarsi da sé TUTTE LE VOLTE CHE E' POSSIBILE.
E infine veniamo alla gita: non diciamo parole grosse, un attacco di panico è qualcosa di molto più grave! Hai solo avuto paura, tanta paura, di trovarti da sola a dover fronteggiare situazioni cui non sei abituata. Sai che ti dico? Pazienza! Hai 18 anni e chissà quante altre occasioni avrai di andare in vacanza con i tuoi amici... Questa volta è andata così, il mondo non si fermerà per questo! Cerca dunque di sdrammatizzare, di scherzarci su, rilassati.
Questo per quanto riguarda il passato; per il futuro invece cerca di stabilire due o tre cose non tanto difficili che vuoi provare a fare da sola (e che non hai mai fatto prima da sola). Impegnati al massimo, falle e poi, quando raggiungerai gli obiettivi, fatti dei complimenti: significa che il tuo fiore è finalmente sbocciato.

p.s. Se qualche volta fallirai non importa: ogni errore è scuola di vita.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


DISILLUSA NEI CONFRONTI DEL FUTURO

Gentile dottoressa, sono un'insegnante di Lettere che da due anni riesce a prestare supplenze con una certa continuità. L'incertezza lavorativa, dovuta alla mancata abilitazione all'insegnamento, mi porta vivere ancora con mia madre, fatto che spesso mi crea frustazione sia per i continui condizionamenti che per il confronto con le amiche (quasi tutte conviventi, sposate o indipendenti). Mio padre è un uomo facoltoso, che ci ha lasciate quando ero bimba. Con lui ho un rapporto un pò freddo, ottenuto dopo anni di incomprensioni e allontanamenti, caratterizzato da un'inclinazione all'avarizia e e alla rigidità. La mia vita sentimentale non mi ha dato enormi soddisfazioni, per ultimo ho passato un anno con un ragazzo più giovane di me che, dopo aver comprato casa ed essersi fatto assistere in ogni passaggio (dalla ristrutturazione all'arredamento)è volato in un altro continente, lasciandomi da sola. Il rapporto era complesso e alle volte deleterio, da una parte il finale lo attendevo da tempo, dall'altro percepepisco un forte senso di vuoto. Mi sento un pò depressa, male di cui ho sofferto tra i 22 e i 25 anni, e sono arrabbiata nel non ritrovare facilmente l'entusiasmo e la voglia di vivere che, bene o male, ero riuscita a far rifluire tenacemente e allegramente negli ultimi anni.Sto scavando molto in me stessa,penso a tutti i risultati che ho ottenuto con impegno, alle belle e varie cose che ho fatto nella vita ma mi sento disillusa nei confronti del futuro,che non so assolutamente come immaginare. Vorrei estirpare un la mia tendenza all'autocommiserazione, essere più fiduciosa nella vita, rafforzarmi dopo le delusioni e non essere schifosamente pessimista. Da pochi giorni un bellissimo (veramente!!!) e dolcissimo ragazzo mi sta corteggiando,ma non riesco a sciogliermi e a confidare nelle sue intenzioni..ho paura di perdere un'occasione e ho anche tanta paura di stare ancora male per un uomo... è solo questione di tempo o i traumi famigliari e sentimentali mi indurrano a svolgere una coazione a ripetere pensando di vivere le amarezze come in una sorta di incantesimo e continuando così a soffrire per amore e l'amicizia? Grazie dell'attenzione, spero di non essere stata prolissa.
Clara


Gentile Clara,

Quando una storia d'amore finisce, non è sempre colpa dell'altro. A volte siamo noi stessi a crearci delle illusioni, a sottovalutare i dati di realtà ed i rischi cui una storia d'amore può andare incontro (penso ad esempio al suo partner più giovane). Chi ha molto sofferto per amore non riesce più ad affrontare una nuova storia con lo stesso slancio, con la stessa disponibilità e leggerezza, e credo che questo sia anche il suo caso. Tutto sommato però, il suo atteggiamento "prudente" riguardo a questa nuova storia che bussa alle porte penso vada letto come l'espressione di una conquistata saggezza, che l'aiuterà a gestire meglio le sue emozioni e a mettere in gioco i sentimenti solo se la persona realmente li meriterà.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 
MI SENTO PSICOANALIZZATA A DISTANZA

Buon giorno, mi chiamo Lucia ho un rapporto affettivo che dura da 4 anni con un uomo che soffre di depressione e per la quale è in cura da uno psicologo da circa 1 mese (ne ha cambiati già 4) , con quest'ultimo si trova bene, e gli ha diagnosticato la patologia del narcisista nevrotico. Durante le sedute parla solo ed esclusivamente dei problemi di coppia e di tutto quello che facciamo insieme e soprattutto quello che dico e che faccio io; dopo la seduta mi critica e contesta tutto di me. Sentendomi a disagio e sotto continua osservazione ho provato a chiedere al suo psicologo un appuntamento, ma lui si è negato asserendo che poteva solo vedermi una volta ma assultamente non poteva dire nulla del suo paziente. Ieri dopo l'ennesima litigata gli ho detto di sospendere la nostra storia per un pò di tempo e che la vera ragione per cui si era rivolto ad un professionista era la sua depressione e suoi stati d'ansia che gli impedivano di lavorare e di stare bene con gli amici a con me, non certo per psicanalizzare la nostra relazione e soprattutto la sottoscritta. Come mi devo comportare? Dovevo continuare la relazione pur sentendomi a disagio? Grazie.

Gentile Lucia,

Non entro nel merito della vicenda del suo uomo (diagnosi e terapia) perché non ho elementi sufficienti per poter esprimere un parere. Bene ha fatto tuttavia lo psicologo a non consentirle un colloquio per parlare del suo compagno, dal momento che è legato, come stabilito dal codice deontologico, al segreto professionale. Credo che lei sia stata un po' precipitosa nel troncare la relazione e me ne chiedo il motivo. Forse sente di aver perso parte del controllo che aveva su questa persona e la cosa le procura ansia? Se lui conta poco o niente nella sua vita, credo che abbia fatto bene a prendere la palla al balzo e a troncare la relazione; se invece lei ama sinceramente questa persona, la inviterei a riconsiderare la sua posizione e ad essere maggiormente comprensiva, più disponibile, visto che il lavoro che sta facendo il suo compagno in terapia non è probabilmente né scontato, né facile. Se sente di non riuscire a controllare l'ansia che questa situazione le procura, si rivolga pure lei ad uno psicologo, ma non a quello di cui abbiamo fin qui parlato.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

COME AIUTARE UNA QUATTORDICENNE IN CRISI

Sono un ragazzo di 18 anni e una mia amica di 14 ha dei problemi con la madre econ il padre..Premetto che sono divorziati in casa da 8-9 anni (non so se puo aiutarla a rendere il contesto più chiaro) Comunque sia non li sopporta,pensache sia meglio non vederli più..loro la offendono,la puniscono e la rimproverano per motivi inutili.Lei non gli rivolge la parola se non per urlargli contro il loro fallimento come genitori.Loro per risposta continuano incessantemente a punirla e ad attaccarla per qualsiasi cosa sfruttando ogni pretesto al di là dell'immaginazione e trasformando molte volte le punizioni stesse in ricatti in un tentativo inutile di ristabilire i rapporti (se nn mi dici ke hai non esci più...ma lei non cede)..Ogni giorno che passa vedo la ragazza sempre più esasperata e sempre più frequentemente mi cade in braccio in lacrime..Cerca aiuto,io vorrei darglielo ma non so ke dirle..Spesso mi dice ke desidera non vederli più,non sentirli più..Gli ho detto di aiutarli a capirla,di parlarci,ma lei non vuole assolutamente dialogare con loro..Quasi prova disprezzo..Da questa situazione di sicuro non ne trae beneficio nessuno..ne lei ne i suoi..Ma voglio aiutarla xchè questa situazione staandando avanti da troppo tempo e lei è arrivata veramente al limite..Sono preoccupato per lei.Cosa dovrebbero fare i genitori x risolvere il tutto?e cosa la ragazza? Grazie

Caro Diciottenne,

Anzitutto complimenti, per due motivi: 1. perché vuoi aiutare la tua amica (bravo!) 2. perché ti rendi conto di non saperne abbastanza e dunque chiedi aiuto (riconoscere i propri limiti, come diceva Socrate, è indice di grande sapienza :-)).
Anche io però a questo punto devo riconoscere di non averci capito abbastanza in questa storia, perché non comprendo in che senso i genitori offendano questa ragazza e la puniscano 'inutilmente'. Per quale ragione lei li odia tanto? Perché sono stati dei cattivi genitori o perché non sopporta che siano dei 'falliti'? Come coppia o come persone?
Ti darò dunque qualche consiglio generico, che spero possa esserti di aiuto.
1. Tieni conto che a 14 anni è frequente, per non dire 'normale' non apprezzare i propri genitori e perfino disprezzarli, dunque aiutala a non attribuire le colpe di ogni suo malessere ai suoi genitori. (Es. se sei triste non è per causa loro, è perché TU hai scelto di voler essere triste). In questo modo comprenderà che, ammesso e non concesso che i suoi siano dei pessimi soggetti, lei ha comunque la possibilità di non pensarci in modo ossessivo, dal momento che trascorre molte ore lontano da loro e può 'ricaricarsi' in molti modi (non ultimo quello di parlare e confidarsi con te).

2. Spingila verso il dialogo con i suoi. Nella vita è normale incontrare il proprio 'nemico' e negoziare la pace. Lo fanno, o tentano di farlo, anche ebrei e palestinesi, perché non dovrebbero farlo in questa famiglia?

3. Comunque vada, questa ragazza dovrà vivere con i suoi genitori almeno altri quattro anni: più il rapporto sarà teso, più lei sarà infelice. Consigliale di proporre ai genitori una specie di decalogo, in cui lei si impegna a fare qualcosa che piace a loro e loro in cambio promettono di non mettere più in atto alcuni comportamenti che possono dispiacere alla tua amica. Per rendere questo decalogo ancora più funzionale si potrebbe chiedere ad un giudice esterno (un amico di famiglia, una zia, ecc.) di decidere di volta in volta se una delle due parti ha trasgredito o meno agli impegni presi. In alternativa si potrebbero stabilire delle sanzioni pecuniarie (di diversa entità ovviamente) per i genitori e per la ragazza, se vengono meno al patto familiare.

4. Consigliale di concentrarsi su sé stessa, sul suo futuro, perché la famiglia di origine non si sceglie, mentre che fare della propria vita si, e come!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SAPETE DIRMI SE E' INCINTA?

Lei ha mal di pancia, fitte e gonfiore...fa molta pipì. ha male al seno e mal di testa...questi sintomi dice che sono simili a quelli del suo ciclo premestruale. L'abbiamo fatto il 9 febbraio e con il preservativo sono venuto, poi, senza pulirmi e urinare, dopo 30 40 min ho continuato il rapporto per 5 minuti. sabato 1 marzo abbiamo fatto l'amore senza preservativo e le sono venuto fuori per 2 volte, questa volta però pulendomi e urinando.il suo ciclo è quasi sempre regolare negli ultimi mesi tranne 1 mese e mezzo fa odierno (5 marzo 2008) che le sono venute le cose 2 settimane prima, ossia il 2 o il 3 febbraio...sapete dirmi se è incinta o meno????help!grazie mille in anticipo

Gentilissimo,

I sintomi di gravidanza si cominciano ad avvertire DOPO il giorno previsto per l'arrivo delle mestruazioni e NON prima.
Dunque, se i sintomi precedono l'arrivo previsto delle mestruazioni non sono significativi. In ogni caso, per fare un test di gravidanza basta andare in farmacia o al supermercato (costo intorno a 15 euro).
Infine, state attenti a non giocare col fuoco! Continuate ad avere rapporti sessuali con il preservativo, se non potete ricorrere ad altri anticoncezionali.
(Parlatene con un ginecologo/a).
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MIO FIGLIO PREFERISCE IL PAPA'

Gentile Dottoressa,sono una mamma disperata. Premetto che mio marito, padre del mio bambino di 2 anni e tre mesi, è una bella persona, è un padre premuroso e presente, so che non è poco. Lo stretto legame creatosi tra mio figlio e mio marito mi ha spesso fatto provare un senso di estraneità, ho cercato di comportarmi da persona matura,reputandolo una fortuna, anche se non sempre è stato facile. Lavorando molto,non posso dedicare a mio figlio molte ore della mia giornata, ma ho sempre cercato, credevo con successo, di rendere il nostro tempo condiviso un tempo di qualità, dedicandomi a lui, ai suoi interessi e al gioco. Mio marito dedica più o meno lo stesso tempo a mio figlio.La situazione attuale, però, presente ormai da oltre un mese, mi ha gettato nel più completo sconforto. Il mio bambino mi rifiuta completamente, rufiuta la mia stessa presenza. Durante l'arco della giornata, quando si trova a casa dei nonni, cerca disperatamente il padre con crisi di pianto che durano ore. La stessa cosa succede la sera, quando in casa ci sono io. Cerca solo il papà, mi caccia, mi dice che sono cattiva, che non mi vuole...è terribilmente frustrante e mi rendo conto che, seppur sbagliando, divento bambina a mia volta. Mi sento completamente fallita e non riesco più a vivere serenamente, scoppiando a mia volta, in crisi di pianto che mi fanno sprofondare sempre di più. Mi sento disperata, non posso e non voglio rinunciare all'amore di mio figlio. Per favore, come devo comportarmi? Cosa può essere la causa di questo rifiuto? E quale dovrebbe essere la reazione corretta di mio marito di fronte a questa richiesta d'amore a senso unico?La ringrazio di cuore in anticipo.E.

Cara E.,

Come lei dice, è una bella fortuna che suo figlio possa godere della compagnia dei nonni e del padre anziché di quella di un'anonima babysitter, e dunque il fatto che manifesti nei loro confronti un legame di affetto e di attaccamento è naturale e positivo.
Quanto a lei, mi sembra di leggere fra le righe un forte senso di colpa per il fatto di dover lavorare molto e di poter offrire al suo bambino poco del suo tempo.
Del resto, lei ha compiuto una scelta quando ha deciso di non voler essere una tradizionale madre a tempo pieno: scegliere significa optare per un'alternativa anziché per un'altra; significa 'prendere' qualcosa, ma allo stesso tempo 'lasciare, rinunciare' a qualcos'altro.
Non creda alla storia del 'tempo di qualità': la vera 'mamma', specialmente nei primi anni di vita, non è chi ha partorito quel figlio, ma chi se ne prende cura, chi lo cresce giorno per giorno.

Del resto, se lei ha scelto di lavorare, l'ha fatto sicuramente anche per il benessere di suo figlio, della sua famiglia: è un modo diverso di dare, che otterrà i suoi riconoscimenti, ma in un tempo futuro, quando suo figlio potrà comprendere il valore personale di una madre che si è molto spesa per dargli un avvenire migliore.

Lasci dunque da parte le sue gelosie, i suoi sensi di colpa: assuma un atteggiamento più 'maschile', che è quello di volere bene al figlio e di prendersi cura di lui, anche senza essere una figura di particolare riferimento, almeno in questo momento. Non tenti di imporsi con la forza, ma con la tenerezza, con l'affetto di una mamma che vuole bene al suo bambino e che lo perdona e lo ama anche se qualche volta lui non capisce cosa fa e cosa dice: ha solo due anni! Crescerà...

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

LUCIDARE L'ARGENTERIA

Sono sposata da 16 anni. Ho una figlia di 14 anni. Ormai è da un paio di anni che io e mio marito abbiamo rapporti sessuali solo sporadicamente: l'ultimo risale ad agosto, e adesso siamo a marzo... E' sempre stata colpa mia: accampavo scuse di non aver voglia, di aver mal di testa. Poi lui preferisce di mattina, io la sera... insomma praticamente zero rapporti sessuali! La cosa strana e ke se ero io a cercarlo lui scattava come una molla, ma l'altra sera ha detto che era stanco e così, da agosto, ancora astinenza. Sogno spesso, praticamente tutte le notti, di fare l'amore con altri uomini. Non l'ho maitradito, ma ultimamente penso sia dovuto al fatto che non ne ho mai avuto l'occasione. Sono sicura che anche lui non l'abbia mai fatto perchè è praticamente sempre a casa. Per il resto andiamo daccordo, non litighiamo praticamente mai ma... nessun rapporto sessuale. E' normale? Lui dà la colpa solo a me, dicendo che sono io che mi faccio problemi. Io comincio a pensare di non avere più attrazione fisica nei suoi confronti e comincio a supporre chel'amore che provavo per lui si stia trasformando in un grande bene. L'idea di affrontare una separazione non mi sfiora minimamente, semplicemente aspetto...che tutto continui così o che qualcosa cambi. Sono decisamente molto confusa. Aiuto!

Gentile signora,

Quello che vi sta accadendo è quello che succede alla maggior parte delle coppie con figli che vivono insieme da un po' di tempo. Il vivere insieme fa perdere alla sessualità quel mistero e quell'aria di incertezza, di imprevedibilità che sono alla base dell'attrazione fisica fra due persone; poi ci sono i figli, la routine, le preoccupazioni, la noia...
Se non vi fosse il desiderio sessuale, alla fine tutto potrebbe accomodarsi così, ma come lei dice, il desiderio sessuale c'è, rimane. Lei fa sogni erotici tutte le notti e sicuramente questo accade anche a suo marito. Poiché non c'è dialogo su questo argomento, che è diventato un tabù, ciascuno dei due sente l'altro come un nemico, colui o colei che vi toglie la libertà di avere una sessualità 'normale'. Cominciano così i sogni e le fantasie su qualche persona, la ricerca di un'occasione (cui non ci si nega, perché ci si sente frustrati a causa dell'altro), l'innamoramento, la passione ecc. ecc. Questo può portare alla fine della coppia, al litigio, allo scontro, al desiderio di libertà, anche se oggi tutto questo oggi le sembra lontano ed impossibile.
Dunque, nella vostra situazione ci sono tre strade percorribili: 1. ci si accorda con il coniuge per condurre una vita sessuale libera quando ne capita l'occasione (scelta audace, ma che può reggere, se l'unione fra i partners è molto profonda ed esclusiva e non si lascia scalfire da sentimenti di gelosia) 2. si rinuncia alla vita sessuale e ci si dedica ad un'altra passione che ne assorba tutte le energie ed i sogni (scelta possibile, ma che deve essere condivisa) 3. si cerca di sforzarsi un po', aggiungendo del 'pepe' ad un rapporto ormai stanco. (In questo ultimo caso, una terapia di coppia potrebbe aiutare non dico a rendere tutto nuovo fra di voi, ma almeno a 'lucidare l'argenteria', rendendo belle anche le cose di tutti i giorni, che ormai non 'luccicano' più).

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 
MAMMA DISPERATA

Spero che mi rispondiate presto sono una mamma disperata.ho due figli di 15 e 17 anni.quello di 17 anni sta creando molte preoccupazioni in me e in mio marito.rifiuta un rapporto con noi e vuole tenerci lontano dalla sua vita ,non rispetta nessuna regola risponde in maniera aggressiva (anche con parolacce) ai nostri tentativi di fargli rispettare gli orari o per i problemi scolastici che ha (frequenta il liceo classico)da un pò di tempo ci siamo accorti che il sabato sera beve perchè torna con l'alito che puzza di alcol. Siamo terrorizzati da questo anche perchè ha il motorino.non riusciamo a capire quale possa essere il suo disagio la nostra è una famiglia serena e lui ha avuto sempre un ottimo rapporto sia con me che con il padre anche con il fratello ha un ottimo rapporto di amore e complicità.cosa dobbiamo fare?

Gentile signora,

Il ragazzo sta sicuramente vivendo un periodo difficile, come è, per tutti, quello dell'adolescenza, in cui il giovane sperimenta nuovi ruoli, nuove amicizie, nuove esperienze e fondamentalmente non sa più chi realmente sia: infatti, non è più il bambino di un tempo, ma non è ancora l'uomo sicuro di sé che vorrebbe essere. In questo periodo è frequente che vi siano scontri con i genitori e che ci si abbandoni a qualche piccola (o grande) trasgressione. E' questo un momento in cui i genitori devono imporre la loro autorità, stabilendo con chiarezza le regole ed i confini antro i quali il ragazzo si può e si deve muovere. Il problema è che questa autorità non può essere imposta con la forza, come avveniva in passato, ma deve essere 'suggerita' attraverso il dialogo, l'interessamento alle problematiche del ragazzo, il suo coinvolgimento in qualche progetto, la negoziazione ecc. E' un periodo difficile per i genitori, perché anche loro devono mettersi in gioco, abbandonare i metodi educativi e lo stile di comportamento fino ad allora adottati, adattandosi alla nuova realtà. Visto che non è consigliabile imporsi con la forza, meglio influire sul comportamento dei figli attraverso premi e punizioni: un buon voto a scuola equivale a questo premio, un cattivo voto porta invece a questa restrizione (no al motorino, no alle uscite del sabato sera, ecc.). Occorre mediare su ogni cosa, contrattare, discutere, interagire. E' faticoso, anzi faticosissimo, ma chiudersi nel silenzio, come fanno alcuni genitori, non porta a nulla di buono, seppure sia molto più facile (anche se non meno doloroso...).
Cari saluti e auguri.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DIFFICILE SITUAZIONE ECONOMICA

Buongiorno dottoressa, mi chiamo Marco 33 anni di ..., dopo 5 anni di matrimonio e 6 di fidanzamento, io e mia moglie siamo arrivati forse alla fine?Abbiamo tre figli, di cui uno derivante dal suo precedente matrimonio, ma come se fosse mio conosciuto quando aveva 3 anni e cresciuto fino ad adesso, altri due figli diciamo nostri di 5 anni e di 18 mesi.Il problema nasce dal fatto che la gestione econimica l'ho sempre gestita io,ed è da qualche anno che abbiamo enormi problemi finanziari legati alla routine della vita quotidiana e per andare avanti mi sono rivolto a due finanziarie,senza dirle nulla, come del resto non le ho mai detto nulla sulla gestione economica.Una settimana fa ha scoperto questa situazione, ed è successa una catastrofe,dice di volermi lasciare che non si fida più di me di essere andata da un avvocato per la separazione.Il mondo mi è crollato addosso, certo gli avrei dovuto dire della nostra situazione, ma non l'ho fatto per non farla preoccupare e per tenerla fuori, non sono andato a giocarmi i soldi o a donne, ho cercato di mandare avanti una famiglia.Cosa devo fare?Realmente si è rivolta ad un avvocato?L'idea di perdere la famiglia mi distrugge.Grazie saluti

Gentilissimo,

Sinceramente non saprei dirle se effettivamente sua moglie possa essersi rivolta ad un avvocato: penserei di no, a meno che il quadretto che lei mi ha fatto della situazione non manchi di qualche altro importante particolare, che per qualche ragione lei ha ritenuto di non dover raccontare. Infatti, è molto strano che una donna decida di mettere al mondo tre figli e al tempo stesso non si curi di sapere se vi siano o meno le risorse per mantenerli. Allo stesso modo è strano che lei si sia rivolto a ben due finanziarie senza sentire l'esigenza di condividere un segreto così penoso e preoccupante con la madre dei suoi figli. E' possibile che il vostro atteggiamento poco prudente sia stato per entrambi 'a fin di bene', per non far preoccupare l'altro: in una coppia che funziona tuttavia, tutti gli argomenti più spinosi dovrebbero essere affrontati, in modo da trovare nell'altro/a idee, sostegno e condivisione dei problemi. Forse questa è l'occasione buona per rivedere i vostri comportamenti all'interno della coppia e gettare le basi per un comportamento più responsabile da parte di entrambi.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 
TUTTE VOGLIONO ESSERMI AMICHE E NULLA PIU'

Le espongo il mio problema. Ho 24 anni, una vita universitaria che si appresta alla sua conclusione, molti amici-amiche e sento il bisogno, come ogni altro essere umano d'altronde, di amare e sentirmi amato. Purtroppo le mie esperienze sentimentali sono state tutte deludenti, forse per colpa mia, e finora non sono riuscito davvero a trovare una ragazza che mi corrisponda (semanticamente in senso lato). Le ragazze con cui ho flirtato, sono uscito, alla fine vogliono rimanere solo amiche, nulla di più.E' una situazioni che dura ormai da un po' di anni, da quando ho iniziato l'Università. La cosa è assai frustrante, sia perchè cerco ragazze con certi valori, sia coni miei stessi interessi. Il sentirsi dire "restiamo solo amici", mi fa stare male, mi mostra che tutte le mie fatiche, le mie gentilezze e premure, nons iano servite a nulla.L'amicizia è certo importante, anche tra uomo e donna, ma c'è anche altro.Il fatto di essere stimato, apprezzato, ma non amato, mi fiacca profondamente.Non sono brutto e non ho nemmeno un brutto carattere. Sono piuttosto socievole e spigliato e penso di sapere quando dire una cosa e quando no.Vedere che le ragazze che ho frequentato e conosciuto (non ci si innamora di un'idea, di un'icona) di cui mi sono innamorato, alla fine non mi ricambino, mi turba davvero. Ho fatto quanto mi pareva carino e cortese (e non solo a detta mia) per dimostrare cosa provavo, ma non è servito a nulla.E' vero che se un persona non ti ama, è difficile che si innamori di te, ma non impossibile.Forse sono io che cerco persone sbagliate e che non mi interesso alla prima che passa, ma voglio avere qualcosa in comune, che sia cinema, disegno, musica o arteP ur avendo perscrutato nell'animo di chi ho amato e inteso cosa provava, cosa sentiva, attento ai pensieri, cencando di dare sicurezza, non sono mai riuscito a farmi amare. Mai riuscito a sentirmelo dire. Nemmeno per finta.Non mi sembra di chiedere molto. Vorrei capire perchè non riesco a essere qualcosa di più di un semplice amico.
 

Gentilissimo,

A me sembra che lei sia un ragazzo molto valido dal punto di vista culturale, che sia sensibile e altruista e dunque credo lei abbia tutti i requisiti di base per piacere alle ragazze, visto che anche sotto l'aspetto estetico si valuta positivamente. Se le ragazze con cui ha provato a stabilire una relazione più profonda della semplice amicizia sono state tre o quattro, statisticamente non abbiamo prove sufficienti per dire che c'è qualcosa che non va nel suo comportamento: potrebbe trattarsi di semplice sfortuna. Se invece le ragazze di cui lei si è innamorato e dalle quali non si è sentito corrisposto sono una decina o poco meno, dobbiamo sicuramente cominciare a pensare di dover cambiare qualcosa, sia nei comportamenti, sia negli atteggiamenti che lei ha verso l'amore. Potrebbe infatti essere troppo idealista, poco concreto, troppo preso dal futuro della relazione e pochissimo dal presente, dal 'qui e ora'. Credo che dietro l'importanza che lei attribuisce alla scelta di una ragazza non qualunque si nasconda un po' di timidezza, la paura di mostrarsi inesperto e dunque di non essere all'altezza delle aspettative di lei.
Se così fosse, il consiglio che mi sembra più opportuno darle è quello di cercare di essere più flessibile con sé stesso, calmierando per il momento i suoi gusti ad un tipo di ragazza 'normale' e non così piena di virtù come lei la desidererebbe. Uscire con una ragazza 'normale' non la impegnerà per la vita ma le permetterà di farsi l'esperienza necessaria per accrescere la sua autostima e presentarsi al meglio se e quando all'orizzonte comparisse la donna dei suoi desideri.
Cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LE SECREZIONI PRIMA DELL'EIACULAZIONE

Salve Dr.ssa,volevo chiederle se le secrezioni rilasciate dal pene prima dell'eiaculazione possono essere rischio di una possibile gravidanza. Le faccio questa domanda perchè nell'ultimo rapporto sessuale che ho avuto si è verificata la rottura del preservativo. Fortunatamente non c'è stata eiaculazione, tuttavia non so per quanto tempo il rapporto sia stato di tipo "non protetto".La ringrazio anticipatamente per la risposta.
  Gentilissima,

E' un discorso basato sul calcolo delle probabilità. E' vero infatti che esistono spermatozoi vivi anche nelle secrezioni rilasciate dal pene prima dell'aiaculazione, ma sono in quantità minime. Poiché avete usato il preservativo (anche se ad un certo punto si è rotto), questo abbassa ulteriormente la possibilità di essere rimasta incinta. Speriamo dunque sia andato tutto 'bene' ed in ogni caso, se avesse un ritardo, faccia subito il test di gravidanza, perché ogni singolo giorno è prezioso per decidere il da farsi.
Cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


BACI ASCIUTTI E BACI BAGNATI

Vivo con il mio ragazzo da 3 anni. Ci amiamo. tuttavia in questi anni non o mai ricevuto un bacio.Ovviamente "bacetti" di saluto si, ed anche un poco meno brevi baci in momenti erotici. Ma i famosi baci che durano, no.Io ne soffro molto, lui dice di aver ricevuto rimproveri a a riguardo da ogni precedente relazione, non sa spiegare il percè del suo disinteresse al Bacio.Col tempo ci si abitua a tutto, ma nel mio caso la tristezza e una specie di insofferenza si fanno strada pericolosamente.Ho provato a consigliare una analisi di coppia, ma il rifiuto è stato chiarissimo. Entrambi viviamo in un paese estero, cosa che a volte ci indebolisce emotivamente.Grazie della consulenza!

Gentilissima,

Probabilmente il suo ragazzo teme di non saper baciare e dunque evita. Oppure non gli sembra una cosa eccitante (del resto non l'ha mai provata!).
A questo punto credo che sia lei a dover fare il primo passo (gradualmente, senza annunciare 'adesso ti darò il primo bacio alla francese della tua vita' o cose simili).
Fare una terapia di coppia per questo problema mi sembra del resto un po' esagerato (potrebbe non esserlo più se lui rifiutasse i suoi approcci...)
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 
LA PRIMA COSA BELLA

Salve. Mi rivolgo a voi perchè è da ormai troppo tempo che ho piena coscienza di continuare a sbagliare nel lasciarmi travolgere dalle tenebre che alienano il mio io più profondo. Ho una forte paure. Mi sento insicura, trovo indizi negativi in tutto, ho mille paranoie. Sto vivendo un amore grande, un amore vero, ricambiato, quell'amore che ho sempre cercato, per il quale darei tutto,per il quale mi pongo anche domandevb che prima non consideravo neanche come ad esempio "perché creare problemi inutili? quando ci amiamo alla follia". Beh,questi problemi inutili non riescono ad essere sotterrati dalla mia presa di coscienza. C'è una continua lotta tra loro e la mia ragione. So perfettamenteche sono inutili ma continuano a viaggiare nella mia mente, distruggendomi psicosomaticamente oltre tutto. Non riesco a fidarmi quando so che potrei,. Non riesco a credere che il suo passato non esista più, che mi ama davvero, che non è un tipo infedele e via dicendo. Sono figlia di genitori divorziati in pratica da sempre. Mia madre ha avuto altre storie finite male di cui una con l'uomo che sembrava "perfetto" il quale si è poi rivelato il contrario di tutto ciò che professava: menzone, tradimenti etc. Mia sorella ha divorziato dopo due anni. La gente non fa che tradire.L'amore sembra non interessare nessuno...ed io che finalmente l'ho trovato perdo tempo utile al nostro amore per metterlo in discussione grazie alle mie stupide paure.Grazie.Orchidea

Cara Orchidea,

Coraggio, la sua è la normale, umana direi, paura di perdere la conquista di una cosa bella, specialmente quando si è vissuta una vita in cui di cose belle ne sono accadute pochine... Paradossalmente però, più si ha paura di perdere qualcosa, più si creano le condizioni per cui questo accada davvero (in psicologia si parla infatti di 'profezia che si autorealizza'). Il modo migliore per uscire dal problema è quello di tenere la mente impegnata in altre cose e di confortarsi con il pensiero positivo, ripetendosi continuamente 'tutto va bene ed io sono felice' (anche quando si pensa esattamente il contrario).
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MI BATTE IL CUORE QUANDO VEDO UNA RAGAZZA

 Buongiorno.Sono una ragazza di 20 anni e ho un pensiero fisso in testa che non mi lascia pace..ho paura di essere omosessuale..La prego, non sopporto risposte come "devi accettarti perchè non è una colpa, è un modo d'essere"... non voglio...Da piccola mi piaceva un amico di mio cugino; poi verso le medie ho cominciato a litigare con mia mamma che mi diceva che non le volevo bene e io non riuscivo ad abbracciarla... così mi batteva forte il cuore quando stavo vicino a una ragazza piu grande, avrei voluto piangere e abbracciarla per dirle quanto stavo male per mia mamma..-ma non lo facevo perchè mi vergognavo, non volevo far vedere quanto soffrivo, ero timida. Poi ho conosciuto una ragazza più grande che sono riuscita ad abbracciare e a dirle del brutto rapporto con mia mamma; stavo bene quando stavo con lei, mi sentivo amata e al centro dell'attenzione.Il mio rapporto con lei era impostato sul mio farle vedere di essere triste e volevo che lei mi consolasse...Quando la vedevo mi batteva forte il cuore perchè non vedevo l'ora che mi chiedesse come stavo..Due anni fa sono riuscita ad abbracciare mia mamma e questo mio bisogno di essere al centro delle preoccupazioni di questa ragazza si è attenuato molto e ora ho bisogno di lei solo quando litigo con mia mamma.Pochi mesi fa mi piaceva un ragazzo, ma non so se mi sono autoconvinta che mi piacesse o se era un vero desiderio... mi fa però paura pensare a un rapporto sessuale con lui, perchè forse da piccola il mio insegnante di danza a fine lezione si strusciava contro di me, quando non ci vedeva nessuno.Quando mi masturbo penso a un ragazzo e mi capita di andare in chat per eccitarmi con un ragazzo..Non voglio crescere, ma rimanere piccola e restare con i miei genitori per sempre...Non so più cosa fare... non voglio essere omosessuale...ma non riesco a farmi piacere più di tanto i ragazzi....e quando mi batte il cuore se vedo una ragazza non è perchè è bella, ma mi batte il cuore se capisco che lei possa capire il mio dolore, che possa ascoltarmi..Mi risponda la prego...la ringrazio molto!


Gentilissima,

La risposta che lei mi ha proibito di darle, perché 'non la sopporta', è effettivamente la risposta che le darei io, qualora pensassi che lei fosse realmente omosessuale... Ma io non credo che lei lo sia: penso piuttosto che lei abbia avuto un difficile rapporto con sua madre e che quindi abbia finora cercato nel sesso femminile, in ragazze più grandi (probabilmente simili a come poteva essere sua madre quando lei era piccola), quel rapporto emotivamente molto intenso che non ha avuto con sua madre, o che non ha avuto così come avrebbe desiderato. Esiste poi nella patologia psicologica il problema delle fissazioni, delle paure: più si ha paura di qualcosa, più la si pensa, fino a farsi ossessionare da certe immagini e suggestioni, ed organizzare tutta la propria esistenza intorno ad esse. E' così nel caso dell'ipocondria (paura delle malattie) o in certe fobie. Provi dunque, se può, a cercare di recuperare in modo più profondo il rapporto con sua madre, per colmare quel senso di vuoto che ancora sente dentro di sé. Quanto all'orientamento sessuale, cerchi di sentirsi libera di vivere la sua sessualità come è, senza forzature, né pregiudizi. Qualora fosse realmente omosessuale, come giustamente diceva lei, la cosa migliore da fare è accettarsi. Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

MI HA FATTO BATTERE IL CUORE


Gentile dottoressa,
il mio problema è iniziato qualche mese fa quando ho conosciuto un ragazzo che mi ha fatto battere il cuore. Il problema è che io ce l'ho un ragazzo e che amo pure tanto. La cosa mi ha sconvolta perchè non ho problemi di nessuna natura appunto con il mio fidanzato. Abbiamo una figlia splendida, una vita sessuale appagante, tanta complicità...insomma perchè mai dovrei provare qualcosa per uno sconosciuto in fondo? L'ho conosciuto durante un periodo in cui facevo volontariato, lui affascinante, simpatico, praticamente irresistibile. In quei giorni ero vulnerabile e quando tornavo la sera stanca avevo una gran voglia di fare sesso col mio ragazzo, ma non pensavo all'altro, semplicemente ero eccitata. Non ho mai pensato al tradimento perchè mi fa orrore pensare di poter ingannare la persona che amo e poi non ho realmente desiderato farlo. Il mio problema è che quest'altra persona entra nella mia vita onirica e non posso controllare questo mio aspetto. Dopo i turbolenti sogni mi sveglio col pensiero di lui che mi accompagna per gran parte della giornata e quel sapore in bocca come di aver consumato quella situazione in cui lui mi bacia o semplicemente mi appare in sogno. Cosa accade nel mio cervello? Perchè  mi accade questa cosa? do la colpa al mio inconscio ma forse la colpa è solo mia. Sono innamorata di questa persona e non voglio ammetterlo e cerco di rimuoverlo? Premetto che questa persona mi attrae  e basta, non è che la conosca al punto di potermici innamorare. Questo dubbio mi tormenta e non trova risposta, mi piacerebbe avere una sua opinione. La ringrazio tanto

M.

Cara M.,

La mia opinione è questa: il desiderio sessuale non è un problema di testa, ma di ormoni. Dunque, non dovrebbe sentirsi colpevole della sua 'normalità' e non dovrebbe giustificare un'attrazione prettamente sessuale con un possibile innamoramento, come in genere fanno le donne. La persona che ama è il suo compagno: l'altro è solo qualcuno che al momento sollecita la sua curiosità e le provoca desiderio sessuale. Se avrà un rapporto di lunga durata con il suo uomo, si accorgerà che situazioni del genere le capiteranno spesso e con diverse persone, per cui non c'è bisogno di allarmarsi, di farsi troppe domande: c'è solo da scegliere, di volta in volta, consapevolmente, quale comportamento mettere in atto per stare bene con gli altri e con sé stessa. E su questa scelta, ovviamente, mi astengo dal darle consigli... :-)
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona


COSA VOGLIO FARE DELLA MIA VITA?

Sono disperata... Ho 21 anni e non riesco ancora a capire cosa voglio fare della mia vita. Sono passata per mille disastri, errori con l'università (scelta per far contenta la famiglia), un anno di volontariato all'estero ed ora mi ritrovo qui senza sapere bene dove andare. Ero molto brava a scuola eppure ora non riesco più a trovare uno stimolo,un motivo,una ragione per intraprendere un percorso. Sto cercando un lavoro (senza grandi successi...) ma anche da quel punto di vista,quando mi chiedono che tipo di lavoro vorrei fare io non so rispondere.Il problema è che tutto mi fa paura, tutto mi sembra troppo difficile o troppo doloroso.  Il vero dramma è cominciato con la scelta universitaria, anche se avevo manifestato segni di malessere già durante gli anni del liceo con abbuffate eccessive e incontrollate e incapacità a comunicare con gli altri. vengo da una città piccola collocata in una zona svantaggiata geograficamente ed economicamente. Ho sognato a lungo il momento in cui avrei potuto lasciare quel luogo per andare a vivere in una città più grande, con più stimoli, tante persone e più possibilità. Eppure quando è arrivato il momento di scegliere mi sono ritrovata davanti a scelte già fatte in gran parte dalla famiglia: avevano deciso in quale città avrei abitato, che avrei condiviso l'appartamento con mia sorella (con cui non ho nessun tipo di comunicazione e che per me rappresenta una presenza negativa, essendo lei troppo nervosa, prepotente e agitata) e avevano già limitato la possibilità di scelta del percorso di studi. Tutto questo in modo non chiaro ma subdolo, "ricattandomi" e facendo presa sul mio senso di colpa non ho potuto rifiutare le loro decisioni perchè secondo loro ero già molto fortunata ad avere la possibilità di studiare e di essere mantenuta mentre a loro questa possibilità era stata negata. Così sono entrata in questa situazione non desiderata in modo passivo e da lì non mi sono più rialzata. Sono sempre stata una ragazza piena di iniziativa e di idee, ho sempre avuto ottimi voti a scuola e molte passioni ma da quel momento mi sono come spenta, ho perso fiducia in me stessa e in tutto quello che mi circonda e vedo il negativo in ogni situazione. Sono troppo idealista e non riesco a vivere nella vita reale. Non posso parlarne con nessuno,la mia famiglia è già sufficientemente arrabbiata con me e gli amici di un tempo hanno intrapreso le loro strade e li ho persi. I miei genitori, dopo avermi costretta ad agire contro la mia volontà varie volte, approfittando della mia debolezza, ora mi guardano come se fossi perduta e appena provo a muovermi in una qualsiasi direzione mi scoraggiano. Mia madre è molto ansiosa e già prevede una serie di tragedie nel mio futuro, un fallimento dietro l'altro. In più devo continuamente confrontarmi con mia sorella più grande e più in gamba, che porta avanti le sue scelte con determinazione e ottimi risultati e che è l'orgoglio della famiglia. Negli ultimi due anni pieni di delusioni ho smesso di agire e ora non riesco a farlo...Non riesco a vedere un futuro positivo per me... Vedo il tempo passare e me ne dispiaccio, vorrei agire ma ho troppa paura di sbagliare di nuovo, di mettermi in altre situazioni che mi fanno soffrire. Ho vissuto per così tanto tempo cercando di compiacere gli altri che ho perso di vista i miei desideri e per molto tempo ho vissuto questi ultimi con senso di colpa a causa dell'educazione molto rigida fatta di doveri, obbedienza e poca comunicazione.
Ho passato un periodo terribile l'anno scorso (sono arrivata a tentare il suicidio perchè non sopportavo più gli insulti e le critiche dei miei genitori che tutt'ora fingono che non sia mai successo...) ed ora, dopo essere stata lontana da loro per un pò mi sento meglio ma non riesco tutt'ora a rimettermi in azione, temo di tornare a pensare e ad agire secondo il volere altrui. Nutro rancore nei confronti della famiglia e soffro quando sono a casa con loro (ho sempre avuto una sensazione negativa ma ora è davvero intollerabile).
Voglio lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare, credere in me stessa e avere fiducia nel futuro. Ma certe cicatrici non possono sparire, certe paure e sensazioni negative non credo mi abbandoneranno mai... Il fatto è che ho ancora molto bisogno del riconoscimento e dell'appoggio esterno e troppo spesso mi sento scoraggiare. Per gli errori che ho fatto negli ultimi due anni traggono già la conclusione che io non ho speranze nella vita e perciò mi abbatto facilmente... Vorrei trovare più forza in me stessa e il coraggio di vivere nella realtà... Di tornare ad uscire, a non avere più paura di essere giudicata, di incontrare qualcuno che conosco e che fa parte della vita della "vecchia me e "di ricevere domande sul mio passato... ma non so come fare...
La ringrazio anticipatamente... Silvia

Cara Silvia,

Sebbene la sua lettera sia molto lunga e ricca di particolari, francamente non capisco bene quale sia in realtà il suo problema. Infatti, se non ama la sua famiglia, se non vuole sentirsi controllata e guidata, se non vuole essere condizionata, confrontata con la sorella, giudicata per ciò che fa (e che non fa), cosa resta a fare in famiglia? Ha 21 anni: si cerchi un lavoro qualsiasi con il quale mantenersi all'università che preferisce, si laurei, si cerchi un'occupazione stabile e si impegni a costruire il suo futuro, per diventare davvero la persona che desidera essere e per avere tutto ciò che desidera avere. Il troppo pensare toglie tempo e spazio al fare: ma è sul fare che dobbiamo puntare per costruire delle alternative alle situazioni che ci fanno soffrire.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona


L'OSSESSIONE DELL'ALTRO

Salve. Mi chiamo Matilde ho 28 anni  sposata da 8 mesi con un mio coetaneo, siamo stati fidanzati 11 anni. Questo matrimonio io l'ho molto desiderato, ora che è arrivato mi sembra di stare cadendo in depressione, le spiego  pochi mesi prima di sposarmi mi sono accorta di provare del trasporto, un attrazione verso un altro ragazzo, ho cominciato a stare male, avere sensi di colpa nei confronti del mio futuro marito, a non aver voglia di non fare più niente e ha piangere in
continuazione, stare angosciata, e avere tanta paura di perdere mio marito e quello che avevamo costruito. Mia madre e mia sorella mi hanno detto che anche loro prima del matrimonio avevano avuto momenti simili ed sono cose possibili.
Mi sono sposata un giorno bellissimo sia per me che  per mio marito. Per un un breve periodo di tempo mi e sembrato che questa attrazione (fisica) fosse passata, invece no dopo il viaggio di nozze sono ripiombata in una forte confusione, questa persona e diventata un ossessione, non riesco più ad avere una vita serena non riesco ad avere una vita sessuale serena con mio marito, nei nostri momenti di tenerezza ed intimita la mia mente mi riporta l'immagine di quest'altro ragazzo io cerco di allontanarlo con tutta me stessa ma sta là e rovina la mia vita. Qesto ragazzo e un nostro carissimo amico fidanzato felicemente con una nostra carissima amica, delle volte questa persona mi ha fatto dei complimenti ho apprezzato il mio modo di vestire, ha me piace vestirere bene ed essere alla moda,. Sono una persona   molto insicura , con poca stima in me stessa e molto ansiosa non mi piaccio molto fisicamente e tendo a sottovalutarmi spesso in passato ho vissuto un altro momento difficile dopo la laurea. Mio marito e una persona stupenda, sempre premuroso nei miei confronti e molto affettuoso sempre attento alle mie esigenze. Io penso che questo mio momento di confusione possa essere dettato dal fatto che io non ho avuto altre esperieze amorose, mio marito è stato l'unico uomo della mia vita. Penso che questa cosa mi abbia fatto cofondere manifestazioni d'affetto da parte di questo mio amico per qualcosa di diverso? Forse dopo 11 anni di fidanzamento e in un momento di forte cambiamento come il matrimonio possono succedere queste cose questi momenti di dubbio?
In questo momento sono queste le domande che mi pongo, penso anche che in ho investito 11 anni in questo mio rapporto e non voglio perdere tutto, amo e stimo mio marito ho voglia di recuperare questo rapporto, ho sempre creduto nel matrimonio, mi sono sposata per essere felice per avere una famiglia  bellla unita  e felice, ora mi sembra di non poterci riuscire più, ho una sofferenza dentro di me piango molto, ho paura di far soffrire mio marito.
Sto male vorrei uscire da questa situazione ho anche  preso contatti con una psicoterapeuta per capire pechè sto vivendo questo momento di crisi in un momemto che dovrebbe essere di felicità. Ultimamente ho letto molte risposte che ha dato a persone con problemi di coppia, lei e una persona molto umama e molto preparata complimenti, gradirei che mi dicesse la sua opinione riguardo alla mia situazione mi aiuti. Grazie mille anticipatamente. Matilde

Cara Matilde,

Grazie anzitutto delle gentili parole. La passione che sta vivendo al momento per questa persona prescinde secondo me dalla persona stessa: è semplicemente una sua curiosità per la vita e per l'altro sesso, viste anche le sue poche esperienze. Del resto, seppure la curiosità sia sempre sinonimo di intelligenza, non sempre è possibile fare o sperimentare davvero tutto quello che ci attrae e ci intriga... Dunque, la cosa migliore da fare è godersi questo momento di 'risveglio emozionale', provocato dall'attrazione che sente per questa persona, ma senza attribuire alla cosa una importanza che, sul piano razionale, essa non ha. Meno si sentirà in colpa per quanto le accade, meno si sentirà una scheggia impazzita nelle mani del destino, più sarà tranquilla, sicura di sé e capace di prendere ogni volta la decisione giusta, su ciò che va fatto e su ciò che non va fatto. Si goda dunque le sue emozioni, ma non se ne lasci travolgere e si assicuri di fare sempre scelte intelligenti e consapevoli, qualunque esse siano.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

LEI E' UN TIPO 'PRECISINO'

Carissima Dottoressa,
spero non cestini questa mia lunga e-mail ma in questo momento sto molto male ed ho bisogno di un consiglio: mi chiamo Nanni e sono sposato da 2 anni e sei mesi con 3 anni di fidanzamento. la situazione di rapporto matrimoniale e di fidanzamentole oserei definire perfetta (inclusi i normalissimi alti e bassi del qutidiano). invece da circa 6 mesi  o più il mio matrimonio è un inferno: la mia grande difficoltà è che mi ritrovo in questo problema come un fulmine a ciel sereno, visto che sono stato io in fin dei conti a tirare fuori il problema, principalmente un problema di carenza di condivisione di
tempo e spazio e di intimità con mia moglie e lei per tutta risposta ha messo in crisi il rapporto seppur non ha mai
pronunciato le parole separazione/divorzio, e poche volte come adesso mi sono ritrovato a non sapere cosa fare.
Preciso alcuni passaggi mia moglie ha 27 anni ed ha una cultura come la mia (alta) mi piace fisicamente ha 7 anni
meno di me è un tipo "precisino", una persona che ha fatto della sua agenda sul cellulare una specie di mito cosi non
ci si dimentica di niente (dice Lei) ed io a dirle che a volte la dimenticanza può essere un valore; a volte cerca nell'ordine domestico l'ordine del mondo non che questo sia a livello di fobia ma diciamo che io sarei un pò più "creativo" penso che se c'è qualche foglio in più sulla scrivania non cade il mondo, tra l'altro ho vissuto parecchio tempo da solo fuori dalla famiglia di origine e so badare a me stesso in tutto, compreso stirare le camicie, dunque ritengo di saper autoregolamentarmi. La nostra relazione è sempre stata molto positiva impostata soprattutto sul dialogo e sul non dare per scontato niente nel senso che ci siamo sempre ripromessi di dirci quando qualcosa dell'altro o della casa/progetti in generale non andasse, in modo da non fare "incancrenire la cosa" io sono sempre stato molto attivo e presente in casa per varie cose "spesa alimentare, lavoretti da bricolage, cucinare(è un mio hobby), e presente in attenzioni, decisioni
importanti scelte di vita, e così pure mia moglie diciamo che ci si integrava come un incastro perfetto,insomma mi
sembrava di essere nel famoso quadretto di giovane famiglia perfetta. Mia moglie lavora da impiegata statale(ha
capacità superiori al lavoro che svolge); contestualmente ha portato a termine una laurea con ottimi risultati e sta
proseguendo gli studi, sul lavoro è molto stimata e per tale motivo le hanno offerto altri impegni lavorativi che
le portano via del tempo, oltre ad altri impegni extra lavorativi nuovi e/o preesistenti, anchi'io ho un lavoro
molto pressante dal punto di vista dell'impegno psico/fisico e degli hobby cui mi dedico, ma ultimamente
accade che mia moglie è sempre assente in casa cioè mi capita molto spesso di passare le serate da solo per via
dei suoi impegni "irrinunciabili" ed io invece rinuncerei volentieri ad impegni extra, stante il poco tempo, per
stare con lei avere anche dei momenti romantici e di intimità, cosa che invece non esiste più:Le serate in cui
rimane a casa finiscono con la lettura di un libro, io da una parte lei dall'altra senza condivisione di niente se le
chiedo di parlare o scherzare o per di più tento un timido approccio fisico in qualunque di questi casi mi viene detto
che la devo lasciare in pace perchè dopo una giornata pesante ha bisogno di rilassarsi" quindi da circa 10
mesi "mi tocca" girarmi dall'altra parte e cercare di dormire tanto sono anch'io stanco e mi addormento. Quello
che non capisco è perchè io seppur stanco cerco di tirar fuori le mie ultime energie(psico/fisiche)della giornata
per condividerle con mia moglie ed invece lei si ritrae in questa solitudine? Dicevo che in circa 6-7 mesi i nostri
rapporti sessuali erano di circa 1 ogni 40 giorni circa(non tengo il conto), adesso da 4 mesi non abbiamo più rapporti
(ma neanche un bacio appassionato); senza un motivo plausibile alle mie rimostranze via via crescenti ed
impetuose la risposta è non lo so, non mi va. infatti 4 mesi fa ho spiegato chiaramente il mio malessere, sia per i
momenti di condivisione che per la rarefazione dei rapporti sessuali, quando un pomeriggio chiaccherando mi diceva che
fra 2 anni o forse 1anno e mezzo voleva allargare la famiglia ( non abbiamo figli al momento per scelta) io mentre parlava pensavo vabbè programmare ma sembra un punto "dell'agenda di governo" e poi mi son detto ma lo sa che per avere dei bambini (quantomeno nel modo classico) bisognerebbe (uso il condizionale) avere una vita di relazione e di coppia?? tutto questo ha ingenerato quella che definisco una crisi matrimoniale. Ultimamente è comparsa anche una sintomatologia tipo gastrite con dimagramento (accertamenti in corso). mi sento un pò frustrato vorrei aiutare mia moglie ma non so cosa fare anche perche più che altro vorrei tornare a stare bene con lei come prima sia nel modo di condividere il tempo insieme che sessualmente, per me tutto questo è frustrante. Per favore le chiedo dei consigli su cosa fare come comportarmi, voglio molto bene a mia moglie e quindi penso, che dovrei starle vicino ma non saprei come visto che lei mi ha escluso dalla sua vita se non nel racconto quotidiano della pesantissima giornata (oramai chi non ha la giornata pesante sul lavoro?). ho pensato anche ad un rapporto extraconiugale (di mia moglie) ma a domanda precisa mi ha detto che non esiste nessun altro uomo. non so come approcciarmi a questo problema La prego di aiutarmi.
Nel ringraziarLa per avermi letto fin qui La saluto
Cordialmente

Nanni

Caro Nanni,

La cosa che mi stupisce è che lei e sua moglie non abbiate ancora pensato ad una terapia di coppia. Cosa pensava di ottenere ponendole una 'precisa domanda'? Forse una 'precisa risposta'? Come vede, sua moglie non è poi così precisina come lei forse la vorrebbe: il nuovo lavoro può averla infatti confusa, aprendole nuove prospettive, facendole conoscere una nuova realtà, nuove persone, nuove ambizioni. Nella vita si cambia continuamente e quindi lei deve pensare che non ha sposato una fotografia o un androide programmato (veda la nostra intervista a David Levy): sua moglie è, come lei, una persona in evoluzione, alla costante ricerca di nuovi equilibri. Se non comunicate da mesi, se non sapete più nulla l'uno dell'altra, se non avete più progetti da realizzare insieme nel breve periodo, se non avete più rapporti sessuali... Come è possibile cercare di mantenere vivo il vostro rapporto? Come è possibile adattare continuamente il patto di coppia all'origine della vostra unione ad una realtà in continuo movimento e trasformazione? C'è bisogno di riaprire il dialogo fra di voi, di spiegarvi, di esprimervi, magari anche di litigare se c'è qualcosa che non va, qualcosa che vi disturba. Continuare così non può che portarvi direttamente nell'ufficio di un avvocato... Non sarebbe meglio passare prima dallo psicoterapeuta? Provi a proporlo..
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

LUI E' MAMMONE!

Salve Dottoressa, sono una ragazza di 24 anni, sono alla 15° settimana di gravidanza, dovrei essere felice perchè è ciò che ho sempre desiderato ma non riesco ad esserlo.Passo le giornate a piangere.Io non sono ancora sposata, potrei dire che convivo ma non è esattamente così... Forse il problema parte proprio da qui. Con il mio ragazzo le cose non vanno molto bene, avevo deciso di lasciarlo prima di scoprire di essere incinta. Ho fatto molti sacrifici per poter stare con lui ma non mi vedo ricambiata in nulla, la sera lui mi lascia qui a casa da sola per andare da sua mamma perchè lei non gli permette di farsi il bagno qui, lui deve andare a casa a mangiare alla mattina deve passare da casa prima di andare al lavoro... Per me sta diventando un vero incubo, io lo amo ma non riesco più a sopportare tutto questo, gli ho proposto di fare terapia di coppia prima che nasca il bambino ma lui non ci sente... Cosa devo fare? La ringrazio moltissimo.

Gentilissima,

Anzitutto deve pensare a sé stessa e al suo bambino. Non è questo, ovviamente, il momento di porsi grandi domande su quello che sarà il vostro futuro, né di prendere decisioni drastiche di alcun tipo. Ora deve solo portare a termine la gravidanza, permettendo a suo figlio/a di nascere in un ambiente sereno, senza subire traumi.
Poi verrà il momento delle scelte. Può darsi che sua suocera, diventata nonna, sposterà le sue attenzioni dal figlio al nipote, magari sollevandola da qualche incombenza domestica. Può darsi che i rapporti miglioreranno, chissà? Sarebbe stato meglio fare la terapia di coppia con il suo compagno prima della nascita del bambino, ma se il suo compagno 'non ci sente' è inutile imporglierla: non funzionerebbe. Quindi, forza e coraggio: visto che ha scelto di portare a termine la gravidanza, ora lo faccia nel migliore dei modi. Del
resto, il comportamento infantile di suo marito può essere irritante quanto vuole, ma è comunque sopportabile: non si tratta mica di un violento, di un drogato, di un criminale... Tutto quello che cerca e che vuole è 'solo' la sua mamma!
Pazienza dunque... Se non sono rose, non fioriranno!

Cari saluti auguri! :-)

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


DOVEVA ESSERE IL PERIODO PIU' BELLO DELLA NOSTRA VITA..

Sono una ragazza sposata da soli 9 mesi e sono incinta da 4 mesi e mezzo da circa 2 mesi ci sono dei problemi con mio marito, un giorno e l'altro di punto in bianco ha cambiato il suo atteggiamento verso di me, questo doveva essere il periodo piu' bello della nostra vita , però non è cosi all'inizio lui diceva che non lo sapeva nemmeno lui cosa aveva , invece circa 10 gg fa mi ha detto che è uscito con un'altra ragazza, mi ha detto che non ha fatto niente di che che c'e stato solo qualche bacio... Adesso lui si sente (giustamente) in colpa verso di me, si vergogna e non riesce a guardarmi piu' negli occhi.. Io gli ho detto che sono disposta a perdonarlo anche se non è facile , però ci metto tutta la buona volontà per amor suo e di questo bimbo che sta nascendo.Io quando sto con lui mi faccio forza e mi sforzo a non pensare quello che mi ha fatto soffrire, gli parlo anche della piu' cosa stupida cosa, invece lui niente mi saluta quando parte e quando torna e basta, siamo come due sconosciuti... Cosa devo fare faccio bene a insistere a rimettere piano piano in piedi il matrimonio? Grazie.

Gentilissima,

Il periodo della gravidanza non è per tutti 'il periodo più bello della vita': al contrario, l'esperienza clinica e la cronaca ci dicono che è un periodo in cui la coppia va spesso in crisi, ci sono incomprensioni anche profonde fra i partners e ci possono essere perfino allontanamenti nella sfera sessuale che durano poi tutta la vita, a meno che non si desiderino altri figli.
In genere le donne vivono la gravidanza in modo diverso dagli uomini, perché se loro sono testimoni dirette, nel proprio corpo, di questa grandissima esperienza della vita, gli uomini sono più distaccati, meno coinvolti, ed i loro pensieri vanno spesso a quello che la gravidanza e la futura nascita comporterà per loro, in termini di assunzioni di responsabilità, abbandono del proprio ruolo di figlio - per assumere quello, non sempre amato, di 'padre' - oltre alla non facile necessità di accontonare le pulsioni erotiche, sia durante la gravidanza, sia in seguito, quando il bambino imporrà con vivacità ed intransigenza i suoi tempi, i suoi ritmi, il suo bisogno di essere accudito, ecc. ecc.
E' possibile che suo marito provi spavento per ciò che lo aspetta e che dunque inconsapevolmente si senta spinto a ricercare esperienze capaci di dargli delle conferme, circa le sue capacità e le sue possibilità, anche nel campo della seduzione.
Mi sembra che lei abbia, al riguardo, un ruolo molto più maturo e saggio di quello che ha al momento suo marito e dunque sta a lei cercare di rimettere a posto le cose nella coppia (a meno che non voglia farsi aiutare da uno psicologo), tranquillizzando suo marito su quello che sarà il vostro futuro, di genitori e di coniugi. Del resto non bisogna mai dimenticare che, anche mettendo al mondo dei figli, i partners devono mantenere comunque dei tempi e degli spazi di intimità per condividere sentimenti, affetti, emozioni.
Cominci dunque lei a non comportarsi da estranea nei riguardi di lui: cerchi di essere sorridente, accogliente, propositiva e magari anche seducente... Se vede che proprio non ci riesce provi a proporre una terapia di coppia, ma non aspetti la nascita del bambino.
Cari saluti e augurissimi.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


12 ANNI DI DIFFERENZA

Buongiorno sono una ragazza di 23 anni che in questi mesi sta attraversando un periodo aabbstanza negativo. All'origine di questo c'è la fine di un rapporto con un ragazzo di 12 anni più grande di me,che dura da 4 anni e mezzo. In realtà siamo stati una coppia effettiva per 2 anni, ma a causa delle pressioni che ho ricevuto in famiglia per la nostra differenza d'età, pressioni che mi hanno convinto che stavo facendo qualcosa di sbagliato,abbiamo deciso di chiudere, seppur innamorati l'uno dell'altra.In realtà il rapporto è continuato ad andare avanti, abbiamo continuato a sentirci e a vederci anche se poco spesso, ma comunque di nascosto dalla mia famiglia,perchè non volevo creare ulteriori dispiaceri.Premetto che sia che lui non siamo mai stati convinti della nostra differenza d'età,ma la voglia di stare insieme era troppo forte,in quanto avevamo un'intesa speciale,ma non abbiamo mai fatto il passo di diventare una coppia normale.Un anno fa mi sono resa conto che io non potevo correre il rischio di perderlo,perchè è lui l' uomoche voglio a prescindere dagl'anni che ci separano, perciò gli ho proposto di buttarci nella nostra storia ed essere felici insieme, ma lui ha tentennato, fino a quando tre mesi fa ho deciso di chiudere, perchè ho intuito che lui era sofferente, indeciso e confuso, e comunque non ha fatto niente per tornare insieme.Più avanti però l'ho risentito dicendogli a cuore aperto che nonostante la decisione presa insieme io volevo stare con lui perchè ne sono innamorata,ma lui ha deciso cheè finito tutto.Forse non è più innamorato di me,e anche se gli e lo chiesto in tutti i modi non ha voluto dirmi se è cambiato quello che prova per me.Io purtroppo ne sono molto innamorata, piango spesso, ho un umore pessimo,ho perso entusiasmo per le cose, non riesco a dare gli esami all'università,e questo stato d'animo dura da almeno tre mesi,ovvero da quando sono consapevole che non c'è nessuna speranza che lui voglia ritornare insieme a me,l'ho perso.Vorrei chiedere come posso fare ad uscire da questa situazione.

Gentilissima,

In un momento storico come questo, in cui ci sono coppie veramente di tutti i tipi, considerare 'impossibile' una coppia come la vostra, a causa di 12 banalissimi anni di differenza, mi sembra davvero eccessivo. Penso però che quando i genitori sconsigliano la prosecuzione di un rapporto non lo facciano con spirito sadico, ma perché intravedono dei problemi, magari di altro genere, che i figli non vedono: un po' per inesperienza, un po' perché, appunto, sono innamorati.
Con questo non voglio dire che i genitori abbiano sempre ragione (anzi!), però vanno prese seriamente in considerazione le loro obiezioni, perché nel tempo si potrebbero anche rivelare esatte. Mi sembra che la decisione presa, quella di vedersi poco e di nascosto, sia stata una decisione sbagliata, che non solo non ha soddisfatto né i suoi/vostri desideri, ma neanche quelli dei suoi genitori; oltre tutto questa discontinuità e questi continui dubbi hanno contribuito a logorare il vostro rapporto, fino a portarlo alla situazione che mi descrive.
Non si può sapere se lui sia ancora innamorato o se si finga distaccato per ragioni di opportunità, allo scopo di aiutarla a troncare la relazione: certamente è facile prevedere che lei, se lui continuerà nel suo atteggiamento, prima o poi smetterà di piangere e comincerà a guardarsi di nuovo intorno, con curiosità e serenità.
Visti la sua giovane età dunque e considerando il consiglio dei suoi genitori, il logoramento del vostro rapporto, l'atteggiamento di lui, il suo bisogno di concentrazione per superare gli esami universitari, non credo sia il caso di provare a salvare il salvabile, ma di andare avanti nella strada, ormai abbastanza segnata, del cambiamento, magari auto-imponendosi pensieri ed interessi per il mondo esterno che al momento non sente di avere.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


SPIEGARE COME MI SENTO E' IMPOSSIBILE

Spiegare in poche parole come mi sento da alcuni giorni è impossibile. MI chiamo Michele ed ho 53 anni. Da poco ho scoperto che mia moglie (51 anni) aveva una relazione con un'altro iniziata da alcuni mesi. Siamo sposati da circa 30 anni e solo in un'occasione (sette anni fa) anch'io ho avuto una storia con una ragazza che aveva circa 20 anni in meno rispetto alla mia età. Stavo per abbandonare la famiglia (abbiamo due figli adulti), ma poi ho capito che per me era più importante la mia famiglia e che comunque ero innamorato di mia moglie. L'avere scoperto che ora mia moglie ha avuto anche lei una relazione con un altro (credo che abbia 35 anni) mi ha letteralmente distrutto!!!!. Ciononostante, dopo la rabbia, il forte dolore (che ancora provo) e le più varie intenzioni, l'unica cosa che adesso desidero è riavere mia moglie, riavere la mia famiglia. Anche lei credo che voglia riacquisire la serenità perduta (viviamo ancora assieme e cerchiamo di fare le stesse cose che facevamo prima, ma con meno facilità), ma è a volte insofferente, si sente controllata, a volte si avvicina ed a volte no. Mi dia un aiuto, un consiglio su come comportarmi con mia moglie per farle capire che si è vero abbiamo fatto gli stessi errori (e magari ora lei non se ne rende conto perchè è ancora confusa) ma che io voglio solo riconquistarla e vivire i miei giorni con lei. La ringrazio di quanto mi potrà dire. Michele

Caro Michele,

Ci sono coppie che tradiscono il/la partner non una volta nella vita, come è successo a voi, ma una volta alla settimana! Dunque non fate un dramma di quello che è invece un semplice incidente di percorso di una coppia che, per altri versi, si è sempre mostrata unita e solidale. La ricerca di una persona molto più giovane, in entrambi i casi, potrebbe essere del tutto casuale, ma potrebbe anche essere il segnale di un certo bisogno di 'leggerezza' che evidentemente il vostro ménage familiare non prevede. Nel ricostruire il vostro futuro di coppia dunque, cercate di imparare da queste esperienze che, seppure dolorose, vi hanno senz'altro fatto crescere come persone e capire molto, di voi stessi e della persona che vi è accanto.
Ed ora il consiglio che mi chiede: lei non deve dire a sua moglie che la vuole riconquistare, che vuole vivere i suoi giorni con lei, ecc. ecc.: glielo deve semplicemente dimostrare, con le sue azioni, le sue attenzioni, le sue premure ed anche con rispetto e fiducia. Non sia opprimente: oltre tutto va contro i suoi interessi!

Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


LUI HA UNA FAMIGLIA 'PERFIDA'

Salve, mi chiamo Simona ed ho 33 anni.Da 16 sono insieme ad un ragazzo di 32 anni, e da 3 anni conviviamo.Con la sua famiglia è sempre stato un inferno, hauna madre ed un padre orrendi, cattivi, egoisti e che hanno cresciuto i loro due figli maschi entranbi, come se fossero due robot.Purtroppo io mi sono innamorata di uno dei due figli e tutt'ora sono insieme ma non riesco più a provare l'amore di sempre e nemmeno a far l'amore con lui tanta è la rabbia chei suoi genitori hanno scatenato in me.Lui sembra succube di loro, crede a cose mai dette...non ce la faccio più. Da mesi ormai c'è sempre più astio e pochis ono i momenti sereni tra me e lui.Lui non vuole che la nostra storia finisca,ha accettato di andare in terapia di coppia ma non so se servirà. E' che sono stanca...ora analizzando il tutto mi rendo conto che ho perso così tanti anni e mi sento infelice.Lui vorrebbe sposarsi ed avere un figlio ma io sono diventata fredda e non ho nessuna volgia che si realizzi un legame così profondo anche con i suoi perfidi genitori.Ho un caro amico, il mio più grande amico verso cui non ho mai provato attrazione anche se gli voglio un bene dell'Anima, ma ora credo che io mi stia innamorando di lui, ma non so cosa fare perchè sono confusa, mi sono persa! Avrebbe senso andare in terapia? Grazie! Simona

Cara Simona,

Comincio a risponderle dall'ultima domanda: si, certo che ha senso! Non si va a fare una terapia di coppia con l'obiettivo di rimettere sempre insieme i cocci, comunque sia... Talvolta da una terapia di coppia se ne esce con la decisione di una separazione fra i partners. In questo caso però si tratta di una separazione consapevole, che segue un periodo di riflessione profonda su sé stessi e sul proprio rapporto di coppia, oltre alla ricerca di un possibile cambiamento di ciò che non fa funzionare la relazione e che dunque determina la propria sensazione di infelicità.Oltre tutto, lei ha bisogno di capire chiaramente se si sta innamorando (o è sempre stata innamorata) dell'amico del cuore, oppure se ama ancora il suo compagno.Deve ad esempio riflettere su queste sensazioni di quasi-amore che prova nei confronti dell'altro: sono sincere, oppure sono soltanto la più facile soluzione che lei ha a portata di mano per risolvere i suoi problemi esistenziali? Infine, la famiglia perfida di lui: non capisco per quale motivo il rapporto che lei ha con i 'suoceri' non possa essere ridotto ai minimi termini, specialmente in questo momento in cui non avete ancora figli e lei non ha, tutto sommato, nessun rapporto di parentela con loro... Probabile che, come spesso succede alla giovani coppie, essi vi stiano aiutando, mettendovi a disposizione la casa, i soldi, i mobili e quant'altro: se così fosse si può anche scegliere di essere più poveri, ma più felici. O no?
Cari saluti e auguri.

DEPRESSIONE

Ho 31 anni,sono una ragazza che ha sempre vissuto all'estero per motivi di famiglia. 4 anni fa ho avuto una profonda depressione,sono stata in cura da uno psichiatra e ho fatto psicoterapia per diversi mesi. Nell'arco di questi anni ho avuto ricadute annuali di cui l'ultima dallo scorso ottobre,di grave entita'.Vorrei sapere se e' possibile che la depressione ricompaia con questa frequenza e se questo significa che io non ho ancora risolto i miei problemi.
La ringrazio, Benedetta

Carissima Benedetta,

La sua lettera è un po' troppo breve e non riesco a comprendere né il tipo di depressione che ha avuto, né le cure che ha effettuato e per quanto tempo.
Bisognerebbe anzitutto capire se la sua depressione era dovuta a qualche fatto contingente (perdita di una persona cara, forte delusione d'amore, senso di sconforto o fallimento personale, ecc.) oppure se non aveva nessuna causa apparente (depressione endogena).
E' chiaro che dalla prima, superato il periodo difficile, se ne esce con maggiore facilità.
Esiste anche una certa predisposizione familiare a soffrire di depressione, ma non è solo un fatto genetico: contano molto anche gli insegnamenti, i comportamenti, la concezione stessa della vita che hanno i propri genitori, che sono anche i propri modelli.

Detto questo, per rispondere alla sua domanda, direi che è sbagliato generalizzare: ogni depressione ha una storia a sé. In ogni caso, le sembra pensabile curarsi per qualche mese e poi pretendere di dover star sempre bene per il resto della vita? Penserebbe la stessa cosa se avesse avuto una bronchite, un mal di denti? Nessuna terapia psicologica, purtroppo, vale come un'assicurazione sulla vita. :-)

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO GIOVANE, ASPETTO UN FIGLIO, MA NON SONO FELICE

Buongiorno,Sono una ragazza di 25 anni aspetto un bambino sono gia' di 4 mesi,vi scrivo perche' non so' piu' come fare.Ho sempre sofferto di crisi nervose nel senso che appena non mi dano retta oppure mi escludono inizio a diventare nervosa e a rompere qualsiasi cosa io trovi e inizio a farmi del male da sola.Attualmente ho un lavoro con i miei in un negozio sono sposata da 5 mesi il rapporto con mio marito non va molto bene lui e' molto aggrssivo appena sbagli qualcosa ti rimprovera subito,piango molto spesso e mi sento molto triste,Ho gia' frequentato psicologi e psichiatri prendevo anche degli antidepressivi ma adesso siccome sono incinta ho dovuto sospenderli. Cosa dovrei fare avrei bisogno di qualche indirizzo dove poter recarmi . Grazie

Carissima,

Non posso darle gli indirizzi, un po' perché non so dove vive ed un po' perché secondo me è il paziente stesso che deve scegliersi un terapeuta di fiducia. Se non c'è la fiducia infatti non c'è l'impegno, e se non c'è l'impegno non ci sono poi neanche i risultati.
Non so in che cosa abbiano consistito i suoi rapporti con gli psicologi, e non so se ha mai pensato di fare una terapia di coppia. Io gliela consiglierei, allo scopo di cercare di riportare un po' di serenità nella sua vita, come dovrebbe essere per una donna in 'dolce attesa'.
Quanto alle sue 'crisi nervose', provi a domandarsi se questi comportamenti non rispettino piuttosto un modello da lei osservato fra le figure adulte della sua famiglia, quando era una bambina. In ogni caso, sono dei comportamenti dovuti al fatto che ci si sente incapaci di confrontarsi con gli altri, e per questo si cerca di spaventare l'interlocutore con atti di violenza o autolesionistici. Sarebbe molto meglio cercare di far valere le proprie ragioni con comportamenti più maturi, ma questo è del resto impossibile se si vive sotto pressione. Dunque, come le dicevo all'inizio, il mio suggerimento è quello di intraprendere una terapia di coppia. Cerchi di convincere suo marito: qui si tratta di tutelare non solo la vostra serenità di coppia, ma anche il benessere del vostro bambino.
Cari saluti e tanti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

IL SESSO PER ME E' UN INCUBO

Salve, non riesco a capacitarmi del fatto che una cosa naturale e spontanea come il sesso debba essere per me un incubo, Sto con un ragazzo da 8 anni, lo amo profondamente e sto benessimo con lui, questo "problema" è sempre stato presente, abbiamo quasi imparato a conviverci. Mi resta molto difficilelasciarmi andare, durante la settimana è impossibile, riusciamo ad avere un rapporto nel fine settimana (la mattina appena sveglia) solo quando abbiamomolto tempo a disposizione, il problema è che in generale trovo poco interesse nel sesso, nonostante tutto, i nostri rapporti seppur pochi quando avvengonosono perfetti e appaganti. Vorrei solo capire cosa mi blocca durante lasettimana, perché non riesco a lasciarmi andare, perché la mia mente non mi permette di avere rapporti frequenti (anche se qualche volta è accaduto) quale è la molla che mi fa venire la voglia, nonostante tutto questo tempo non hoancora capito, dipende dai periodi e dai momenti, ho l'impressione che tutto dipenda dalla mia mente. Ma questo non è l'unico problema, sin da bambina ho uno strano rapporto con il cibo, mangio solo determinati alimenti (pasta,carne, pesce) ma non riesco a mangiare verdura e frutta, la sola idea mi fa rstar male, fisicamente sono perfetta non ho mai avuto esigenza di controllare il peso, mangio abbastanza ed a pasto, per i dolci non ho un grande interesse,li mangio le poche volte che ho voglia. Alla mia età inizio a chiedermi il perché di questo blocco mentale alimentare, al quale mi sono adeguata (non ho nessun problema di salute). Conoscere le cause di questi problemi mi aiuterebbe a risolverli? Grazie.

Gentilissima,

Il suo è un carattere piuttosto rigido e controllato, con qualche nota ossessiva: non c'è niente di preoccupante in tutto ciò, solo che un cambiamento sarebbe auspicabile, per raggiungere un maggiore equilibrio personale e forse una migliore qualità della vita.

Per quanto riguarda il problema sessuale, sono evidentemente le vostre abitudini che devono essere cambiate: ad esempio, il relax e l'ozio (che è una cosa necessaria nella nostra vita tanto quanto lo sono energie e dinamismo), non dovrebbero essere programmati solo nel week end. Anche durante i giorni della settimana, dopo il lavoro e gli impegni, si potrebbe prevedere uno spazio dedicato all' intimità e alle coccole. Non necessariamente si deve arrivare al rapporto sessuale vero e proprio tutti i giorni, ma certamente una condizione come questa potrebbe favorire una maggiore frequenza.

Quanto all'alimentazione, francamente non vedo il problema: se a lei non piacciono frutta e verdura, ma le analisi cliniche le dicono che è in buona salute... Di che preoccuparsi? Non c'è sempre una psico-patologia dietro a tutti i nostri gusti e comportamenti!

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HA FATTO L'AMORE CON DUE DONNE

Sto insieme ad un ragazzo che mi vuole bene e mi da conferme ogni giorno ai miei continui accanimenti e dubbi...purtroppo da quando ho appreso il suo passato non riesco a stimarlo come prima. cio perché so che è andato per tre anni consecutivi in vacanza coi suoi amici da single e passava varie sere nei night per poi consumare con le donnine li presenti..l'ultima è stata una espserienza in brasile con due donne insieme..l'esperienza che gli mancava per sentirsi a posto..non stava ancor con me, ma comunque eravamo usciti gia due tre volte...lo amo sicuramente, pero mi ha reso incattivita con lui

Gentilissima,

Che dire? Sarebbe stato forse più romantico se questa cosa non fosse successa, oppure se lei non la avesse mai saputa. In ogni caso, all'epoca lei non era la sua ragazza e poi nessuno è perfetto: se lo ama, cerchi di comprenderlo e di apprezzare la sua sincerità.
Cari saluti.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

CERTI GIORNI LO AMO ALLA FOLLIA, CERTI ALTRI...

Salve, sono una ragazza di 26 anni e sono fidanzata da 11 anni,il fatto e’ che ci sono giorni in cui amo il mio ragazzo alla follia, giorni in cui mi domando se lo amo o se mi piace. Penso che sia un ossessione perche’ quando ci sono giorni in cui mi sento di amarlo profondamente, penso che sono una pazza a pensare che a volte non mi piace piu,ma perche’? La situazione mi fa stare in ansia, perche’ voglio essere serena e voglio vivere il mio rapporto come una volta.Non riesco immaginare una vita senza di lui. Ne ho parlato con il mio lui e sono stata meglio per 2 mesi circa ma ora e’ ritornata l’ossessione . Questa ossessione mi viene a periodi. Sono stata in cura ,ma niente inutile. Perche’ varia l'ossessione malattie o sentimenti per il mio ragazzo. Mi sposero' a giugno e sono felicissima,ma e' come se mi sentissi in colpa???Che mi consiglia di fare? Mi risponda per favore .Grazie

 
Gentilissima,

Visto che si deve sposare a breve, è abbastanza naturale che lei si chieda se sta facendo la cosa giusta. La decisione spetta naturalmente a lei, ma sappia che, comunque, anche dopo il matrimonio questa sua 'ossessione' continuerà, e continuerà anche se dovesse scegliere un'altra persona. Quella che lei prova infatti è una condizione 'normale' di vita, visto che la serenità completa che lei desidera non è purtroppo di questo mondo. Avrà notato che anche l'umore certi giorni va meglio e certi giorni peggio, così come certe volte ci si sente più attraenti e certe volte meno... Perché non dovrebbe succedere la stessa cosa nei confronti del proprio partner? Occorre imparare a tollerare queste situazioni in cui ci si sente insicuri e pensare che, in genere, sono crisi passeggere.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MI DEVO SBILANCIARE?

Gentile dottoressa,ho 25 anni e mi son innamorato, credo, di una ragazza di 3 anni di più. La ho conosciuta da ormai mesi in un contesto lavorativo diciamo, lei segue il mio lavoro. Io in quei mesi, anche se già mi piaceva, con lei son rimasto abbastanza distaccato, a parte quando mi raccontava le sue vicende, la ascoltavo sempre col sorriso..poi un giorno se la prende un po con me..le faccio un regalino..e inizia un po di più confidenza. ora siamo usciti due volte assieme per un aperitivo, una a fine novembre, una prima di natale. La trovo dolcissima, oltre che bella, e per alcune cose ci assomigliamo. Mi ha fatto un regalino con un bel bigliettino..poi le ho scritto una bella email per ringraziarla e mi ha risposto ringraziandomi per le magnifiche parole..e scrivealla fine "un abbraccio". insomma cose così..lei inoltre non mi sembra una ragazza che esprime facilmente i suoi sentimenti, e con me ultimamente sta unpo esprimendo un po di affetto mi sembra. in questi giorni purtroppo non ci vediamo perché per le feste è al suo paese.. Io non vorrei diventasse o rimanesse solo un'amicizia, mi capisce? io inoltre non ho ancora avuto una ragazza..non so bene come comportarmi..mi chiedo se ho delle possibilità con lei di evolvere il rapporto, come devo fare, se devo sbilanciarmi, provare a baciarla, o avere pazienza..grazie per il suo aiuto

Gentilissimo,
Direi proprio di si: si deve sbilanciare! Scelga lei se è meglio farlo direttamente o prima attraverso sms o email.
Auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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