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Home Page > ARCHIVIO > DFT 16


ARCHIVIO DENTRO E FUORI DI TE

PAGINA sedici
 

2008
MIO NIPOTE

Buongiorno, mi chiamo Paola, sono la zia di un ragazzo di 14 anni che frequenta la 1 Sup. So che mio nipote è fatto oggetto di prese in giro e scherzi perchè è diverso dai coetanei. Mi spiego: ama cucinare, ama i fiori è una persona buona sensibile è carino ma purtroppo per lui a volte balbetta è timido e soprattutto in famigli ci siamo accorti (i suoi genitori ed io) che ha atteggiamenti ,nel camminare - gesticolare, che fanno pensare ad una persona gay. So che questo non basta a far di lui un gay, anche perchè onestamente non lo sappiamo, ma una persona adulta lo capisce, ragazzini di 14 anni no. Io vorrei aiutarlo a non sentirsi ferito, a vivere a testa alta, ad essere forte psichicamente ma non so cosa dire e se per il momento far finta di niente, mi fa male al cuore vederlo soffrire. Un'altra cosa i suoi familiari sono persone attente che sicuramente lo aiuteranno, ma il problema si è aperto a me io gli voglio troppo bene e vorre che non soffrisse. Grazie per l'attenzione, sono felice di aver potuto esternare questo mio problema.

Cara Paola,

Oggi per fortuna l'omosessualità non è più considerata un problema sociale, né una malattia: al momento dunque l'unica cosa che c'è da fare è cercare di aiutare il ragazzo ad inserirsi sempre meglio nel gruppo dei coetanei, a scuola come nello sport, cercando di dargli degli obiettivi da raggiungere, sia a livello individuale che di gruppo, che possano accrescere la sua autostima. Gli hobbies della cucina e dei fiori andrebbero giustamente coltivati, ma non a danno della vita sociale del ragazzo: essi non debbono diventare una giustificazione di diversità, come mi sembra stia invece accadendo. Se suo nipote è troppo timido, potrebbe essere un'idea farlo aiutare in questa fase da uno psicologo, con il quale il ragazzo possa confidarsi su tutto e ricevere validi suggerimenti, rassicurazioni e rinforzi.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN ALUNNO DIFFICILE

gentile dottoressa lavoro in una scuola elementare e in una prima c'è un bambino, quindi di 6 anni, proveniente da una famiglia con delle difficoltà, che non sembra capace di accettare il rimprovero e sopportare piccole frustrazioni. Vuole sempre sembrare bravo a costo di copiare tutto dal vicino. Non accetta se gli si dice che ha sbagliato qualcosa, risponde all'adulto con insistenza che è giusto quello che ha fatto, fa dispetti ai compagni, loro si lamentano e lui subito "non è vero"..quando lo si rimprovera un po' di più per qualche comportamento (ha rotto un oggetto, vuole correggere il voto dell'insegnante, litiga coi compagni..) a volte reagisce sbattendo il quaderno a terra e nascondendosi dietro ai cappotti in fondo all'aula, striscia a terra, una volta ha cercato di uscire dall'aula..e niente riesce a farlo tornare al banco al lavoro..quale può essere una strategia da usare? lo si lascia là ignorandolo per non rinforzare questi comportamenti che mi sembrano volti a venire compatito e fare l'offeso..? o cosa? grazie per l'attenzione

Gentilissima,

Complimenti anzitutto per il suo interesse e la sua motivazione nel volersi impegnare a modificare gli atteggiamenti di questo bambino, che manifesta notevoli difficoltà di inserimento scolastico e di socializzazione. Credo però che lei non possa fare molto per lui se non coinvolge anche la famiglia, perché chiaramente questi comportamenti sono il sintomo di qualche malessere. Occorrerebbe dunque capire meglio quali siano le reali condizioni di vita e i disagi familiari che vive attualmente il suo alunno, ma ancora più importante sarebbe comprendere se i genitori si rendono pienamente conto delle difficoltà del loro figlio a scuola e se siano o meno interessati a collaborare con lei per produrre qualche cambiamento. La prima cosa da fare dovrebbe essere dunque quella di parlare con i familiari del bambino e cercare insieme a loro di mettere a punto un piano in cui scuola e famiglia possano fare ciascuno la propria parte. Per cominciare si potrebbe pensare a coinvolgere il bambino in un lavoro di gruppo, assegnandogli delle responsabilità, in modo che possa sentirsi amato ed apprezzato dall'insegnante e dai compagni di scuola ed accrescere così la sua autostima e le sue abilità sociali.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IO, LUI E SUA MADRE

Gentile Dottoressa, sono sposata da 1 anno e qualche mese, dopo 2 di convivenza e 6 di fidanzamento; Conosco da sempre mio marito e quindi 3 anni fa quando mi chiese di lasciare l'Italia per andare con lui in Inghilterra (dove lui è nato e ha la sua famiglia) lo feci senza pensieri. Il primo anno capii subito che non potevo contare molto su di lui per l'inserimento, perchè il suo lavoro lo impegnava (impegna) molto e quindi mi diedi da fare da sola con discreti risultati: mi iscrissi ad un corso di lingue e trovai un bel lavoro part time. Mi fu anche subito chiaro che il nostro rapporto di coppia non era più a due, ma a tre, e cioè lui, io e la mamma di lui. Non ostante ciò decisi di sposarmi credendo che con il tempo e il matrimonio lui sarebbe cambiato e invece adesso mi ritrovo nella stessa situazione di prima. Il problema non è la madre, che si è invadente, egoista e immatura, ma il fatto che lui non riesca ad imporsi a lei, ovvero che non riesca a fare da filtro fra me e lei, lasciandomi quindi la responsabilità totale nella gestione del rapporto e imponendomi al contempo la sua presenza. Non essendo particolarmente diplomatica, non mi faccio neanche troppi problemi a trattarla come lei merita; Ma piano, piano comincio a stancarmi di questo uomo, che in realtà mi fa rabbia nella sua inettitudine, ma anche tenerezza in quanto lo vedo indifeso, non in grado di farsi rispettare, diviso tra due fuochi (per una situazione che ha creato lui), tutto lavoro e basta. Alcune volte mi chiedo se debba lasciar tutto e andarmene (buttar via 3 anni così), altre penso che dovrei rivolgermi ad un terapista per coppie. Mi sento confusa, disinlusa, stanca e presa in giro, Non so più che fare, so che se lo lasciassi andrei incontro ad un forte periodo di depressione (sono una persona soggetta a periodi di depressione), per via del senso di fallimento che mi porterei dietro. Non so veramente che fare. Grazie per un'eventuale risposta

Gentilissima,

Le crisi, anche in un bel rapporto di lunga durata, non sono rare e dunque occorre imparare ad affrontarle, a gestirle e a superarle. Un periodo di crisi significa che c'è qualcosa che non va, che tutte le strade tentate per risolvere questo qualcosa non hanno funzionato: occorre dunque andare verso un significativo cambiamento, che non necessariamente significa la separazione. Non mi sembra infatti che i problemi che lei lamenta siano poi così gravi e irrisolvibili: si tratta di stabilire delle nuove regole di comportamento, in modo che ciascuno di voi tre sappia con precisione i confini all'interno dei quali muoversi con tranquillità ed i terreni in cui è invece necessario interagire con maggiore accortezza. Rivolgersi ad un terapeuta della coppia è molto importante: per i risultati positivi che se ne possono trarre ed anche perché così non si rischia di affrontare le questioni più delicate dal verso sbagliato.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

TANTE FAMIGLIE

Gentile Dottoressa, la figlia di 5 anni del mio compagno da circa 6 mesi vuole essere maschio come il padre, cerca di emularlo in tutto, a volte anche nel rapporto con me. I genitori separati dalla sua nascita e in costante lite, si sono rivolti ad una psicologa che ha evidenziato un disagio ed una aggressività dovuta alla mancanza del padre che la madre gli ha impedito di vedere per buona parte della sua vita, fino a circa due anni fa grazie all’intervento del tribunale e sotto la supervisione dei servizi sociali. Dopo questa diagnosi, la madre si è convinta a lasciare la bimba con il papà per più tempo ed essere flessibile negli orari. Secondo la psicologa però sarebbe indispensabile per la bambina che i genitori (che fino a 15 gg fa non si parlavano neanche) cominciassero non solo ad avere finalmente rapporti civili ma, addirittura, almeno PER UN CERTO PERIODO di tempo ad uscire insieme, portarla al cinema allo zoo al fine di rassicurarla sul fatto che anche lei ha una famiglia. A questo punto mi chiedo, non è una cosa negativa per lei darle quello che lei non ha mai conosciuto per poi toglierlo spiegando che mamma e papà hanno due vite separate e non potranno mai tornare insieme? Non potrebbe scattare in lei la voglia di vivere quella situazione e magari dare la colpa a me e a sua sorella (nata lo scorso anno dalla nostra unione) perché questo non accadrà ? Inoltre, aggiungo che la madre è sola e cerca in tutti i modi di intromettersi tra di noi, non ha mai accettato e rispettato ne’ me ne’ nostra figlia. Mi rendo conto che sintetizzare tali situazioni è difficile ma la ringrazio comunque se vorrà darmi una sua opinione.

Gentilissima,

Credo che la bambina dovrà adattarsi ad avere non una sola famiglia, ma tre: quella composta dai genitori biologici e quelle formate da ogni singolo genitore con il /la nuovo/a partner e gli eventuali altri figli.
Per i bambini infatti, che hanno molte meno reticenze e pregiudizi di noi adulti, accettare una situazione di questo genere non è poi così problematico come potrebbe sembrare. Mi sembra giusto che la bambina veda anche il padre, dal momento che per crescere in modo sano è importante frequentare entrambe le figure genitoriali, ma non capisco questa richiesta fatta al suo compagno, di uscire per un certo periodo di tempo con la sua ex, per far capire alla bambina che ha una famiglia. ... Che questo accada in giornate particolari, come ad esempio il Natale, il compleanno della bambina, la prima Comunione, ecc. è una cosa veramente bella per i figli ed i genitori che ci riescono sono veramente da ammirare: stiamo però parlando di occasioni particolari, non certo di quotidianità. Non capisco che senso abbia presentare alla bambina una realtà fittizia, che non esiste più: del resto si può essere ottimi genitori anche se non ci si frequenta, mentre non è sempre vero il contrario.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PARTIRE O NON PARTIRE?

salve dott. mi può dare qualche consiglio ,la prego dottoressa,non c'e l'ha faccio più a stare in ansia, da 5 anni ho una relazione con un ragazzo, che sta in india, io da 8 anni che sono in italia,e sto con la mia famiglia, i miei genitori non vogliono che io sto con questo ragazzo, perche è un ragazzo di altezza 1.60, non tanto ricco, cioè i miei genitori vogliono per me un matrimonio combinato, e io questo tipo di matrimonio combinato non voglio fare, e poi io e il mio ragazzo non ci vediamo da 10 anni, però ogni giorno parliamo al telefono, chattiamo, mandiamo l'email, sms e abbiamo passato cosi 5 anni e ancora stiamo tenendo in contatto via computer,telefono cosi via, praticamente io quando ero al mio paese studivo in una scuola dove avevo visto questo ragazzo e lo desiravo , ma mai lo dichiarato, e poi non abbiamo molto tempo per incontraci, ci siamo visti solo qualche volta tramite sual sorella che era la mia migliore amica, poi lui era diplomato e ha cambiato la scuola ,nel frattempo io mi sono trasferita in italia con i miei genitori e ci siamo persi di contatto e non ci siamo sentiti e non ci siamo visti più, dopo 3 o 4 anni lui ha preso il mio numero da cellurare da sua sorella e abbiamo cominciato a contattarci e siamon innamorati tramite sms, ma io lo avevo visto quando ero al mio paese, ora il problema è lui mi vuole vedere da vivo ma io non posso partire perche i miei genitori non approvano la mia relazione, ma il mio cuore dice di partire lo stesso perche pure io lo voglio vedere da vivo ,voglio vedere da vivo i suoi genti,il suo modo di parlare ,cioe voglio sapere in realtà lui come è fatto ma io se non parto non potrò mai sapere lui come è fatto in realta, ma visto che ci teniamon in contatto via telefon da 5 anni ,ho intuito che un ragazzo bravo, mi ama, qualche volta litighiamo anche al telefono, e e poi passano 2 settimane noi non parliamo ma poi ci sentiamo il bisogno di parlarci e dimentichiamo di tutti i litigi che avevamo fatti, il problema è i miei genitori, loro vogliono io lo ora le chiedo secondo lei sarebbe giusto che io partissi lo stesso? lo voglio vedere , sto morendo dalla voglia di vederlo pure lui mi chiede di andarlo a trovare , io penso che una volta che saremmo visti da vivo non soffriremo più di ansie , almeno avremmo la possibilità di vederlo dopo tanti anni, io lo voglio vedere questo ragazzo dal cuore profondo, dottoressa sto soffrendo mentalmente , perche lo penso in continuazione, lo desidero da morire e penso che urgentemente ci dobbiamo incontrarci da vivo se no entrambi soffriamo ancora di più , una volta ci vediamon almeno possiamo prendere qualche decisione che riguardano il nostro futuro, non ce l' faccio a tenere vivo il nostro rapporto senza vederci da vivo, e poi non non ci riuschiamo neanche a lasciarci sanza vedere da vivo, litighiamo per via di questo in continuazione e poi si vede che non parliamo neanche un mese pero dopo passano qualche settimana ci sentiamo la mancanza e sentiamon il bisogno di parlarci e dopo quando sento la sua voce mi rilasso,mi tranquillizzo, sento che il mio cuore sta in pace, dottoressa non ce l'ha faccio più senza vederlo, oi non parto da sola per via dei miei genitori, io cercato di farli spiegare che io sto soffrendo e mi lasciano partire ma loro non mi danno ascolto addittura mi dicono se parto devo lasciare la casa per sempre,ora dottoressa i miei genitori rifiutano di capirmi oppure mi capiscono come sto male dentro ma fanno finta di non vedermi, e io visto la situazione cosi non posso fare un accordo con i miei genitori ,ho pianificato di partire di nascosto , dirò ai miei che sarò una settimane da una mia amica ,e questa mia amica mi coprirà, e e se i miei genitori mi chamaranno tanto non mi troveranno perche partiro dall,italia all'india ,poi una volta ritornata in italia dirò che a casa avebo dimenticato la carica batteria, dottoressa lei cosa mi consiglia? cosa devo fare secondo? se partire o no? ma il mio cuore non riesce a smettere di pansare a lui ,desidoro vederlo da 5 anni, e devo vederelo per stare tranquilla con me stessa, e poi voglio capire se questa relazione giusto come penso o sbagliato come pensano i miei genitori la prego dottoressa, la supplico mi dica un consiglio ,cosa guisto da fare dottoressa io lo voglio vedere da vivo,lo voglio abbracciare da vivo, voglio capire come mi sentirò mentre lo bacierò,abbraccierò mi aiuta per favore, cosa devo fare? devo seguire la voce del mio cuore o devo ascoltare i miei genitori? la voce del mio cuore è quello di partire e di abbracciarlo.

Gentilissima,

E' difficile darle un consiglio perché innanzi tutto non conosco la sua età: quanti anni ha? 16, 18, 30? Le cose ovviamente cambierebbero di molto... Non conosco inoltre la sua cultura, le sue tradizioni, il valore che lei attribuisce alla famiglia, cosa si aspetta dal matrimonio, i rischi che correrebbe se mettesse in pratica i suoi piani ecc.

Credo che lei dovrebbe prendere una decisione basandosi sul consiglio di una persona che possa realmente capire come stanno le cose: ad esempio un mediatore culturale, o anche una psicologa cui lei possa raccontare tutti i dettagli della sua storia. Se lei vive in una grande città sicuramente potrà trovare con facilità dei Consultori o dei Centri di Ascolto in cui parlare gratuitamente con persone in grado non solo di ascoltare, ma anche di comprendere, la sua situazione generale.

Per quanto mi riguarda le consiglierei di non partire: non si può mettere a rischio la propria vita per un amore che non è mai realmente esistito e che vive solo di ricordi e di speranze. In ogni caso, se proprio decidesse di partire per l'India, lo faccia solo dopo essersi trovata un lavoro ed essersi messa da parte un po' di denaro, per non avere più bisogno della sua famiglia.

Cari saluti e molti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SUOCERI INVADENTI

Salve dottoressa. Il mio problema è il seguente convivo con il mio fidanzato da 5 anni e stiamo insieme da 10. Tra noi tutto è andato sempre bene, il problema è con i suoi genitori. Il mio compagno ha perso suo fratello quando aveva 10 anni e i miei suoceri sono stati in depressione per molto tempo, ora che sono passati quasi 20 anni il dolore che si portano dentro è sempre vivo e invecchiando peggiorano. Peggiorano perchè pressano noi per avere un nipote che altrimenti non potranno mai avere essendo anziani. Vorrebbero fare più parte della nostra vita nonostante il padre e figlio lavorino assieme quindi si vedono tutti i giorni, vorrebbero stare più tempo insieme e in particolare suo padre che a breve dovrà subire un'operazione è sempre attento a come lo saluto e rimane male per qualsiasi cosa. Il punto è che io non ce la faccio più, non ho mai voluto figli per adesso ma il solo pensiero mi preoccupa. Mesi fà ho combattuto tanto per fare in modo di non trovare più la suocera in casa mia al ritonro da lavoro con la scusa che era lì per aiutarmi, naturalmente ho dovuto fare tutto da me perchè il mio compagno non ha intenzione di difendermi perchè come mi ha detto varie volte per lui i suoi genitori sono importanti più del normale, sono io che sbaglio e dovrei considerarli di più perchè il giorno in cui non ce la faranno bisognerà prendere in considerazione anche il fatto di vivere insieme! Premetto che io vedo i miei genitori 1 volta ogni 15 giorni! Vi chiedo veramente aiuto. Valentina

Cara Valentina,

C'è poco da dire: in questi casi non si sceglie una persona, ma una famiglia. Del resto se il loro legame era così intenso sicuramente lei se ne sarà accorta sin dall'inizio. Forse avrà pensato che le cose, con il tempo, sarebbero cambiate, ma oggi si rende conto che non è così e non lo sarà nemmeno in futuro. Si ripropone dunque il momento della scelta, visto che oltre tutto non ha ancora dei figli: cosa vuole fare della sua vita? Se sceglierà di rimanere con questa persona due saranno le strade da seguire: 1. rassegnarsi a questi legami familiari così intensi 2. lavorare in silenzio ed in modo soft perché, nel lungo periodo, le persone intorno a lei possano cambiare atteggiamenti e comportamenti... Se la sente?

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ASCOLTATEMI!

La mia vita nn è stata facile... inizio dai miei 10 anni anche se nn ricordo bene se l'età era quella ho rimosso molte cose fa meno male che tenerle vive... cmq...c'era un gruppo di ragazzi che mi infastidiva tutte le sere e per quanto nn volessi uscire ero costretta perchè sottoposta a minacce... nn ho mai raccontato ai miei genitori quello che mi è successo...un pò per paura un pò per la vergogna un pò perchè avevo paura di deludere chi mi stimava tanto anche se la colpa non era mia...poi la malattia di mio fratello... per fortuna risolta nel migliore dei modi...ma in quel periodo mi sono trovata ad affrontare tutto da sola a cercare di capire ciò che a 18 anni nn ti immagini mai... e la solitudin...mia migliore amica in quel periodo...e ancora la morte di mio nonno ...la mia colonna portante... e di nuovo il mondo che mi stava crollando addosso...un matrimonio fallito...ma nel dolore un regalo fantastico... n bambino che ora ha 6 anni ed è la mia forza...devo essere sicera se nn avessi avuto lui nn so se sareì qui a scrivere... lui è la mia luce... quella luce che sconfigge il bio che ho nell'anima...sono dovuta crescere troppo in fretta... mi mancano le tappe dell'età che nn ho potuto vivere come tutte le altre persone...e adesso scontri continui con la mia famiglia... mi sento sempre giudicare da tutti e per questo vado contro corrente...nn mi piace ma questo a volte mi porta ad essere molto egoista e a pensare solo a me e al mio bimbo... con il rischio a volte di far del male a chi non se lo merita...e ora mi chiedo perchè nn posso avere un pò di pace...ho mille domande... ma nn trovo risposte...o provato a parlare di tutto questo con mia madre ma lei nn capisce o forse nn accetta tante situazioni che ho dovuto affrontare in silenzio...e io a volte mi trovo ancora nel vuoto... grazie per aver ascoltato...

Gentilissima,

Noi l'abbiamo ascoltata, ma credo che questo a poco possa servire: è dalle persone che la circondano che dovrebbe farsi ascoltare, che dovrebbe farsi capire. Ci riprovi: alla fine qualcuno dovrà capirla... A volte il mondo non è così brutto così come ce lo raffiguriamo nei momenti più cupi della vita. Coraggio!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA STORIA PIU' UNICA CHE RARA

Gentili Dottori, il titolo di questa richiesta potrebbe essere "UNA STORIA + UNICA CHE RARA", cercherò di essere breve. Mi sono sposato giovanissimo all'età di 21 anni, senza esperienze affettive e sessuali alle spalle, famiglia d'origine diciamo burrascosa con genitori conflittuali, difficoltà caratteriali di relazione e purtroppo anche fisiche (nato prematuro con nistagmo congenito che anche ad oggi mi impedisce di guidare l'auto); fidanzamento senza rapporti sessuali per insegnamento religioso ricevuto durato circa un anno con una ragazza che esteticamente non mi attraeva molto ma caratterialmente si mi sentivo amato e accettato. Nonostante tutto ci sposiamo, il rapporto per colpa mia peggiora perchè la mia insoddisfazione estetico-sessuale mi porta a cercare ragazze occasionali ma anche con loro non ho rapporti "classici" ma solo masturbativi, tutto all'insaputa di mia moglie ovviamente con la quale ho cercato di averli ma avendo solo penetrazione parziale o rapporti clitoridei. Il tutto per circa 7/8 anni poi lo scoppio della crisi con la mia confessione dei tradimenti di cui sopra e l'ammissione che in effetti di mia moglie apprezzo tutt'oggi l'interiore ma non il corpo. Dopo vari tentativi di salvare il rapporto sono giunto ad oggi ad un punto incredibili, ho paura del sesso con mia moglie perchè penso che non possa funzionare e che non avendo avuto altre esperienze non sono neppure capace; se lei si avvicina e mi cerca mi prende l'ansia e allora anche l'erezione si fa + difficile, non so come e se sarà mai possibile risolvere se non con la separazione. Mi sento un vile che ha illuso una persona, seppur con la magra scusante dei 20 anni, privandola anche della possibilità di godere del sesso, quello vero (anche lei si è sposata vergine) Adesso mia moglie sa che non mi attrae dal punto di vista sessuale ma lei dice di non volersi separare, io speravo almeno che come tante coppie che magari non si attraggono molto però almeno riuscissimo a godere del sesso come "funzionalità" invece non sta accadendo anzi più il tempo passa e più il disagio aumenta e i sensi di colpa, non vedo più una soluzione e mi pare che per la prima volta non sto sbagliando. Ansia, disperazione e depressione sono ormai le mie compagne. Se potete aiutatemi gtrazie tante

Gentilissimo,

Nella sua lettera c'è una evidente contraddizione: se la sua è una storia "più unica che rara", come può pensare di risolverla con una breve letterina ad uno psicologo ?
Dunque le possibilità da prendere in esame sono solo due: 1. la sua storia non è poi così grave e si può risolvere cercando di trovare dei punti di accordo con sua moglie, per conciliare le diverse esigenze 2. la sua storia è particolarmente complicata e allora necessita di una terapia di coppia o comunque di un intervento di psicoterapia individuale che le permetta di uscire da questo stato confusionale in cui si trova e dai sensi di colpa ad esso collegati.
La risposta è forse breve, ma contiene tutti i suggerimenti e gli spunti di riflessione che in questo momento possono esserle utili.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA FORZA PER FARLO

Buon giorno,vivo da circa 1 anno con il mio compagno e nostra figlia di 8 mesi.La nostra convivenza è iniziata dopo aver saputo della gravidanza.Ci frequentavamo con alti e bassi da 3 anni,io innamorata persa lui incostante.Ci eravamo appena lasciati,in quanto lui messo di fronte alla scelta se vivere insieme o no aveva deciso di troncare, e dopo poco ho scoperto di aspettare una bimba.Ho deciso di portare avanti la gravidanza nonostante il suo iniziale entusiasmo e poi disappunto, vicinanza e allontanamenti. Non ti dico che gravidanza ho passato tra pianti e incertezze. La mia bimba è nata, prematura ma bellissima e ora è un fiore sorridente e allegro...ma la convivenza con lui non va per nulla bene. é legato alla bambina ma non si occupa di lei, lavora olto è spesso in giro per l'italia e io son sola a casa con la pupetta. quando torna passa i pochi giorni con noi a dormire, giocare alla pley station oppure va a calcetto...insomma veniamo sempre dopo.Continue discussioni affaticano e rendono patetico il tempo insieme...le vacanze son andate benino e qualche giretto insieme ci dà respiro..ma lo vedo poco responsabile.delegante e non innamorato di me.é come se si esistesse solo lui e le sue esigenze e quando lo metto di fronte a questo dice che sono una rompi scatole e che non mi accorgo di cosa lui fa per me...ossia accettarmi in casa nonostante non mi ami e non mi sopporti, dice di farlo per la bambina.Altre volte è più tenero e dice che gli manca il tempo con me e di aver pazienza...io mi son stufata e a volte raggiungo un tale stato di rabbia che non ti dico....ma non riesco ad andarmene,nonostante le cattiverie che mi dice...ho paura per la bimba che lui staccandosi di me non veda più lei e forse anche temo di non farcela da sola!!non so se cercare di affrontare in modo diverso il rapporto con lui e lavorare su questo o lavorare sul fatto che devo andarmene e trovare la forza per farlo.

Gentilissima,

A mio parere lei non dovrebbe lavorare su questo o su quello, ma lavorare e basta. Risolverebbe così due problemi: quello della indipendenza economica e quello di ritrovare un interesse fuori della famiglia, con nuovi rapporti sociali e una vita di maggiore qualità. Sua figlia è ancora piccola, ma potrebbe trovare per lei una sistemazione, come fanno tutte le mamme che lavorano. In questo modo creerebbe le premesse per la decisione più importante: restare o andarsene?

Cordiali saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona


BUTTARE TUTTO ALL'ARIA

Buongiorno mi chiamo sara ho 32 anni sono sposata da un anno. Sono stata fidanzata per 12 anni, mio marito e stato l'unico uomo della mia vita. Circa 5 anni fa ho inziato a concentrarmi molto sul mio aspetto estetico, pur non essendo grassa ho inziato una dieta che poi e diventata il mio stile alimantare, in mamiera da stare sempre in forma abbinato a sport, cosmetici e quantaltro potesse servire per stare sempre in forma. Sono dimagrita molto fino a sfiorare livelli pericolosi, durante questo periodo ho anche sofferto di attacchi di panico. Quando l'anno scorso abbiamo deciso di sposarci io ero felicissima, finalmente si realizzava il mio sogno, ma adesso mi sembra un incubo, dopo pochi mesi di matrimonio mi sono sentita attratta da un altra persona, tra l'altro il mio migliore amico, sono caduta in depressione, piangevo tutti i giorni e non mi riuscivo a spiegare perchè se si era realizzato il mio sogno desideravo sessualmente un altro. Stanca di tutto ho raccontato tutto a mio marito il quale ha avuto una reazione strana, mi ha quasi compreso, dicendomi che il problema e dentro di me e io me lo dovevo risolvere da sola in quanto questa persona non provava niete per me ed io avevo scambiato il suo affetto di amico per altro. Allora sono andata da una psicologa, ho inziato a leggere libri sulla coppia e sulle problematiche relative ad essa. E ho capito che proprio la mia ossessione per il corpo e la bellezza centrano, il mio amico che mi ha suggitato queste emozione e una persona attraente e seduttiva, mio marito e attraente e ha tantissime qualità che lo rendono una persona bella e speciale, ma è poco seduttivo. E forse proprio questa cosa ha fatto suscitare in me queste emozioni, ho anche capito che anche sessualmente parlando in nostro rapporto era diventato noioso e ripetitivo e anche mio marito me l'ha confessato. Il prolema è che io vorrei cambiare il nostro rapporto, gli ho proposto di leggere dei libri sulla coppia, sul tantra, gli ho chiesto di inziare una terapia di coppia che potesse aiutarci a superare le difficolta, ma lui mi ha detto che non se la sente di andare da un terapista perche no saprebbe cosa dirgli, e contento che io ci vado e risolvo i miei problemi, ( che a mio avviso sono anche i nostri), i libri che ho comprato li ha sogliati un pò. Il tanto io non sono serena, sono triste e amareggiata ho difficoltà ha incontrare il nostro amico per un perido ho cercato di non vederlo ma ho capito che il problema non e lui ma e in me e forse in mio marito,ad avere una vita sessuale appagante e a vivere la quotidianita con leggerezza. Per cortesia mi dia una mamo a capire come posso affrontare meglio questa situazione sento che mi sto avvilendo, ho paura di duttare la spugna e di buttare tutto all'aria. Mi bastano poche righe, ho notato che lei cerca di andare subbito al cuore del problema, e una persona molto sensibile e molto attenta alle dinamiche di coppia. Grazie per il suo tempo. Sara

Cara Sara,

Grazie anzitutto per i complimenti. Credo che il vostro problema non nasca oggi, ma che lei abbia già percepito le avvisaglie della crisi quando ha cominciato a mettersi a dieta e a curare in modo ossessivo il suo corpo. In quel modo ha cercato il cambiamento, perché capiva che qualcosa doveva essere cambiato, ma è andata fuori strada. Invece di lavorare sulla vostra relazione di coppia infatti, lei si è concentrata unicamente su sé stessa, esagerando e sbagliando, come lei stessa tra le righe ammette.
L'attrazione per il suo amico non significa che lei non ama più suo marito, ma certo è un ulteriore segnale di stanchezza del vostro rapporto di cui dovrebbe tenere conto. Ritengo che lei dovrebbe coinvolgere suo marito in una terapia di coppia, perché è importante crescere insieme: se lei legge dei libri sulla coppia che lui non conosce e non capisce vi allontanerete ulteriormente.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona


DISAGIO SOCIALE

Salve a tutta la redazione di psicolinea. Sono un vostro assiduo frequentatore e volevo parlarvi di un mio disagio sociale che affronto da oramai 3 anni . Da quando ho incominciato l'universita' il mondo dolce e spensierato delle scuole medie superiori e' finito .Sono come in caduta libera (dalla quale cerco di aggrapparmi a qualcosa per non cadere piu' in basso). I miei problemi non so da cosa scaturiscono, l'unica cosa che so ' e' ke da quando varco la porta dell'universita' incomincia a salirmi una sorta di depressione che mi porta inesorabilmente ' a scappare dalle lezioni per evadere da quel luogo che mi porta tanti problemi. Ovviamente sono consapevole che i problemi ce li ho solo io in testa ed e' per questo che chiedo un vostro aiuto. Una delle possibili cause penso che sia la mia altezza (1.67) che purtroppo sembra l'unica cosa che vede la gente quando mi conosce (Marco quando cresci , Marco quando ti alzi dalla sedia ? Oh stai gia' in piedi) . Purtroppo non ho nessun'altro nella mia condizione (sono tutti piu' alti di me anche le donne !) e quindi la cosa mi crea moltissimo disagio. Un'altra possibile causa e' la mia votazione scolastica mai eccellente (se confrontata a quella di molti altri) nonostante il grandissimo impegno che ci metto forse solo per sentirmi apprezzato in qualke altro piano. So che non dovrei piangermi addosso ma e' una cosa che non riesco proprio a combattere senza un consiglio . Grazie del tempo concessomi . Marco

Caro Marco,

Evito di farle la lunga lista delle persone di bassa statura che hanno comunque vinto la loro battaglia... Certamente è comprensibile che sentirsi il più piccolo in un gruppo di persone più alte le può creare un senso di disagio, che è difficile da sostenere e da superare. Ciò nonostante, le posso dire che ho avuto in terapia dei ragazzi che avevano un problema opposto: essendo alti, o troppo alti rispetto al gruppo degli amici e dei conoscenti, non riuscivano a sentirsi a loro agio. A loro appariva di essere goffi e maldestri ed inoltre si sentivano costantemente al centro dell'attenzione: andando in giro per strada si sentivano osservati e presi in giro, come se fosse un dovere sociale quello di accompagnarsi a persone di pari altezza, per soddisfare le ragioni estetiche della gente che osserva.
Dunque, come vede e come lei ha perfettamente intuito, il problema è nella testa delle persone che si sentono troppo al centro dell'attenzione degli altri, così come della superficialità di certi giudizi o di certe affermazioni (come quelle che lei riporta), dette solamente perché non si ha evidentemente altro da dire.
Il consiglio è quello di stare tranquillo e di porsi degli obiettivi di crescita personale, che vanno al di là della statura, ma che riguardano soprattutto il campo dell'intelligenza, della simpatia e della cultura. Una persona che può vantare queste tre doti sta molto più in alto degli altri, mi creda.  :-)

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona

RAGAZZA INESPERTA

Salve..volevo se possibile avere dei chiarimenti su di una situazione "spiaceole" che mi si è presentata per la prima volta 2 giorni fa.. Sono fidanzata conun bravissimo ragazzo da un po di tempo,con il passare dei mesi il nostro raporto va sempre più intensificandosi,il nostro desiderio mentale è diventato anche fisico così che una settimana fa abbiamo avuto la nostra prima volta insieme comunque non programmata(da premettere che io non ero vergine,lui lo era)ed è stato bello.. Due giorni fa quando ci siamo visti avevamo etramb una forte voglia di fare l'amore(anche se lui l'aveva programmato)così ci siamo appartati in macchina(scomodissima perche non riuscivamo a trovare la posizione giusta e lui di questo si innervosì non poco)dopo un po di preliminari rstammo solo con gli slip ed io addosso a lui ma mi esi conto che quacsa non andava cioè che il suo membro non era in fase di eccitamento(scusate del termine ma sembrava morto)e improvviamente lui mi dice di togliermi e rivestirmi.. Così quella sera mi riaccompagnò a casa senza dirmi una parola e con le lacrime agli occhi e senza guardarmi in faccia.. Poi tutta la giornata di ieri è stata a casa nel letto chiamandomi e dicendomi che non riesce a spiegarsi quell'incoveniente visto che aveva una voglia matta di stare con me e comunque si sentiva che non aveva voglia di parlarne.. Adesso ho la testa pervasa di dubbi..non so se preoccuparmi..se forse il problema sono io che non sono in grado di eccitarlo(anche se lui ha sempre sostenuto da quando ci siamo fidanzati che sono la donna pi attraente che abbia mai conosciuto..anzi senza peccare di presunzion credo che per il io aspetto inizialmnte si fianzò con me) Non so se è lui che ha un problema ..non lo so..ho solo paura che se questo fatto dovesse ripetersi..il nostro rapporto possa mettersi in discussione..non so come comportarmi..non so cosa pensare..vi prego aiutatemi..ho bisogno che qualcuno mi dia un chiarimento positivo o negativo che sia..vi ringrazio aticipatamente da ragazza forse ancora un po inesperta.

Carissima ragazza inesperta,

Anzitutto cominci ad abituarsi all'idea che qualche volta gli uomini hanno queste défaillances, perché anche se in loro tutto è normale, può sempre capitare di avere una disfunzione eretttile causata da ansia da prestazione.
Questo problema si presenta in modo particolare quando l'uomo è ancora giovane ed inesperto, oppure se ha poca fiducia nelle sue abilità e possibilità, se si sente giudicato dalla partner, se il luogo in cui si trova è troppo scomodo o poco sicuro, se la partner è più esperta, se la partner è recente o è occasionale, se la partner è troppo attraente, e così via. In realtà tutte queste differenti situazioni che le ho elencato (e ce ne sarebbero molte altre) richiamano ad un unico vissuto: l'ansia da prestazione, ovvero la paura di sbagliare, di subire critiche, di non essere all'altezza delle aspettative della partner.
Che fare? Assolutamente nulla: non dare troppa importanza alla cosa, scherzarci su, lasciare che trascorra del tempo, che vi conosciate meglio, che il suo ragazzo si senta più sicuro del vostro rapporto, che non si senta giudicato da lei o, peggio, messo a confronto con gli altri con cui lei ha avuto rapporti in precedenza.
Gli faccia capire che lei si fida di lui e che lo apprezza ugualmente, anche se al momento ha questo piccolo problemino...

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona


LEI E' IN CRISI


Buongiorno Sono un ragazzo di 30 anni, dopo 14 anni di fidanzamento io e la mia ragazza (29 anni) l'estate scora ci siamo sposati. Il problema è che lei e in crisi, mi ha confessato di sentire un attrazione verso un altra persona, che per giunta e anche un nostro amico. Io sto male, perche penso che il sentimento che ci lega e molto forte e lei in questo momento lo sta facendo vacillare solo per delle sue insicurezze interiori. Mia moglie e una persona con poca autostima, sopratutto per quanto riguarda il suo aspetto fisico, io credo che questo nostro amico le abbia fatto dei complimenti, senza alcuna mira, e lei si sia sentita lusingata. Lei prima di me non avuto altri ragazzi, io dei piccoli flert, ma niete di serio, da un lato posso capire che ci possa essere curisita e che un altra persona nuova diversa da me possa fare provare nuove emozioni, come e capitato a me e come penso capiti a tutti , perche fa piacere quando qualcuno ti fa dei complimenti,mi auguro che sia solo un momento perche io la amo molto e non la voglio perdere. Lei è una persona molto sensibile e rispettosa nei miei confronti, ora sta andando da uno psicologo perche si sente confusa, mi ha detto che non mi vuole perdere e vuole risolvere questa cosa primo per stare bene con se stessa e poi con me. Io apprezzo tantissimo questa cosa, ma vorrei fare anche io qualcosa per risolvere la situazione, per farsi che le cose tra di noi migliorino, ma non so come fare. Entarambi abbiamo preso atto che il nostro rapporto anche di tipo sessuale deve modificarsi, ilnquanto e entrato un po nella rutine, di preciso pero non sappiamo come fare. Se lei mi potesse dare dei suggerimenti, sopratutto per cercare di riaccendere l'attenzione di mia mogle verso di me e non verso altri. Mi aiuti ha non perdere questa persona cosi importante per me, sicuramente abbiamo fatto degli sbagli entrambi, ma mi auguro che insieme possiamo trovare un modo per superare questo momento. Mi sono rivilto ha lei perche leggendo le sue risposte mi sono risollevato e ho pensato che ci possono essere delle soluzione basta impegnarsi. Per me è stato molto difficile scriverele sono una persona che ha difficolta ha esprimere i suoi semtimenti sia in positivo che in negativo. solo con mia moglie ci riesco per questo non la voglio perderla. Mi aiuti. Grazie Mario.

Gentile Mario,

Sono contenta di averla aiutata, seppure indirettamente, a ritrovare un po' di ottimismo. Essere una coppia di lunga durata oggi è una cosa molto, molto difficile. Un tempo infatti si stava insieme per ragioni economiche e sociali, che impedivano di fatto qualsiasi altra scelta, qualsiasi alternativa. Oggi invece si sta insieme solo perché si crede profondamente nel proprio rapporto e perché ci si impegna a migliorarlo, giorno dopo giorno: non è semplice e spesso è anche molto faticoso. Detto questo, è normale che sua moglie possa sentirsi confusa in questo periodo: quando si ama profondamente una persona, ma ci si sente attratti fisicamente da un'altra non è facile conciliare le due cose (peraltro, oggi la cosa capita a sua moglie, domani potrebbe capitare a lei...). Vorrei dirle pertanto che il male peggiore al momento non è che sua moglie abbia rapporti sessuali con questo amico, o che intrecci con lui una breve relazione: il male peggiore è che voi perdiate fiducia nel vostro rapporto e nella capacità di affrontare insieme tutte le tempeste. Molte volte infatti, nel corso della vita, il vostro rapporto verrà messo duramente alla prova (questa è solo la prima!), e non solo per questioni di tradimento. L'importante è non perdere mai la fiducia e saper guardare oltre. Quanto ai consigli che mi chiede, direi che in questo periodo lei farebbe bene a lavorare anche su sé stesso: ad esempio provando ad essere più indipendente da sua moglie, nelle piccole e grandi cose (scelta degli abiti, palestra da frequentare, amici da incontrare, hobbies ecc.). Quando si conosce tutto del partner infatti viene naturalmente a mancare quella parte di mistero che rende la persona attraente e sessualmente intrigante. Concludo ricordandole che tutte le tempeste sono destinate a passare: cerchi di guardare al futuro e a non perdere la fiducia nei vostri progetti.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NON E' LA SOLITA STORIA

Amo un uomo da 2 anni che sta con una donna da 10 e non riesce a lasciarla.non e' la solita storia.lui ne soffre davvero ,desidera me ma procrastina sempre la chiusura con l'altra adducendo le piu' varie scuse.e' una vera e propria incapacita',un vero blocco.quando affronto l'argomento ,cambia voce e diventa un bambino piagnucoloso.ha 52 anni ed e' un imprenditore di successo!serio ,affidabile e pieno di qualita'.cos'ha che non va?e' consapevole di avere un problema e e vuole risolverlo.grazie

Gentilissima,

Mi scusi, ma a me sembra esattamente "la solita storia". Forse lei ha elementi di conoscenza che io non ho e la sua lettera del resto non mi è molto di aiuto, perché troppo breve. Forse lei non desidera un consiglio da me, ma una rassicurazione: mi spiace, non posso dargliela!

Le faccio comunque molti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

BELLISSIME GIORNATE INSIEME, MA POI?

Gentile dottoressa, non so perchè le scrivo, forse perchè, dietro una apparente tranquillità di vivere quello che sto per raccontarle, celo una leggera preoccupazione che mi fà rabbia perchè di sicuro riconducibile a pregiudizi di ragione sociale che non dovrei ascoltare soprattutto se sono "in ballo" sentimenti e che sentimenti!!!! Sono una donna di 33 anni, a febbraio mi sono separata e da nemmeno un mese mi freuqento con un ragazzo di 24 anni che conosco da 5 in quanto praticavamo lo stesso sport. Stiamo trascorrendo delle giornate bellissime, ancora non abbiamo fatto l'amore perchè ci piace scoprirci piano piano, baciarsi, insomma una cosa anche un po' inconsueta x me e che non avrei mai creduto di trovare in un ragazzo di 24 anni; un rispetto per la mia persona a volte disarmanete perchè mi domando, ma chi me l'ha mandato questo qua?E'perfetto....e poi lui che mi dice, non preoccuparti lo so hai 33 anni, sognerai una famiglia, io conosco un sacco di amici che hanno la mia età e hanno dei figli e stanno bene, non preoccuparti, se il nostro rapporto andrà avanti e bene io non ho paura di certe responsabilità, sei il mio gioiello e non voglio rovinarti nè farti scappare. Dottoressa a volte mi domando cosa abbia fatto per meritarmi tutto questo e quanto sia giusto "vincolare" un ragazzo di 9 anni più giovane di me a stare con me, ma io lo vedo un uomo, a tutti gli effetti. Ha la responsabilità di un'azienda di famiglia, lavora da quando aveva 14 anni, forse è per questo che è così "diverso" dai suoi coetanei e ha attirato la mia attenzione; nei suoi confronti non ho nessun atteggiamneto di mamma, anzi sono stata io ad abbandonarmi completamente a lui. Crede che con questi presupposti possa esserci qualcosa di buono nel nostro futuro?Io ci credo tanto ma un po' ho paura. Grazie per avermi ascoltata, già scrivere questi miei pensieri mi ha aiutata molto.

Gentilissima,

Sono contenta che già scrivere le abbia fatto bene. Lei però, mi sembra di capire, vorrebbe non solo ascolto, ma anche qualche rassicurazione in più, che però non ho elementi per darle, perché ogni storia è un caso a sé e sarebbe sbagliato generalizzare.
Credo che lei dovrebbe vivere intensamente questa storia, ben sapendo che potrebbe non essere duratura: questo non accade perché lui è più giovane, ma perché all'inizio di ogni storia c'è sempre un'idealizzazione del/della partner, che talvolta poi si trasforma in delusione.
Si goda dunque questo bel rapporto, mantenendo però un saldo rapporto con la realtà, anche perché dopo un matrimonio fallito un'altra storia intensa che finisce male proprio non ci vorrebbe...
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO MOLTO INSICURO CON LE DONNE

Salve! mi chiamo Massimo ho 28anni e sono di R. Da quasi due anni sono entrato in terapia in seguito ad una forte delusione d’amore. Da quel momento in poi sono diventato molto insicuro con le donne ( anche se in realta’ lo sono sempre stato, mi proponevo con una ragazza solo se era lei che mostrava chiaramente il suo interesse per me! Quindi non ho mai scelto io veramente!) e penso sempre di non piacere sia fisicamente che caratterialmente (e quindi anche di essere rifiutato). Inoltre mi piacciono molto le donne belle e piu’ grandi di me ( diciamo tra i 30 e 40 anni) e questo credo che renda tutto ancora piu’ difficile , perché credo che le donne piu’ grandi siano attratte dagli uomini maturi, e non da quelli piu’ piccoli di loro. Forse perché le ritengo piu’ esigenti, piu’ esperte e quindi poco attratte da un ragazzo piu’ giovane. Non so come comportarmi con loro , cosa dire, che atteggiamento tenere, per suscitare il loro interesse! E poi penso che le donne siano colpite dalla bellezza fisica di un uomo, e in genere temo il confronto con gli uomini belli, che credo siano quelli da cui le donne sono attratte. Quando guardo una donna che mi piace dentro di me penso : “ sono brutto, non le potro’ piacere, lei vuole uno piu’ bello! È piu’ maturo !.” Non ho una vita sociale intensa, ho pochi amici, esco di rado e quindi ho anche rarissime occasioni per incontrare il tipo di donne che cerco, per questo spesso mi piacerebbe avere il coraggio di fermare le donne per strada, ( trovando il modo ovviamente) e cercare di conoscerne qualcuna. Il mio psicoterapeuta ( e anche una psicoterapeuta donna con cui sto facendo alcune sedute di consulenza su questo argomento) mi dice che sbaglio, che l’eta’ e la bellezza per le donne non contano come credo io, che sono pensieri negativi, ossessivi, e che dovrei farmi avanti senza problemi con ragazze belle e piu’ grandi, ,mi dice che dovrei essere me stesso senza paura e senza sentirmi goffo ! Entrambi mi dicono , come potete ben capire anche voi, che il mio è un forte problema di mancanza di autostima, che poi si riflette su tutto quello che faccio e penso di me, e che spesso mi impedisce di essere protagonista in tutti i campi della mia vita, non solo quello sentimentale! Vorrei un vostro parere, cosa ne pensate? Che consiglio potete darmi?


Gentile Massimo,

Anzitutto complimenti per avere avuto il coraggio di mettersi in discussione e aver cominciato un lavoro su sé stesso che, come vede, le sta fornendo dei buoni spunti di riflessione per agevolare il suo cambiamento. A mio parere tuttavia la sua è la condizione di chi si pone mete troppo difficili da raggiungere, allo scopo di risultare sempre perdente e dunque evitare il contatto con ciò che la spaventa. Probabilmente lei teme il rapporto con la donna (forse è semplicemente inesperto) e dunque cerca di avvicinare delle donne più grandi, più protettive, più simili alla figura materna (che evidentemente le crea minore ansia) ma poi rispetto a loro si sente ancora più incapace, inadeguato, "piccolo". Il mio consiglio è quello di cercare di porsi degli obiettivi più alla sua portata, evitando di indulgere in inutili fantasticherie al riguardo, come quella di fermare donne sconosciute che incontra in strada: si scelga piuttosto una ragazza della sua età o più giovane, semplice, non bellissima e poco esperta... Avvicinando questo genere di ragazza (anche per sola amicizia) imparerà moltissimo sulle donne, si sentirà più a suo agio con loro e con sé stesso e questo le permetterà finalmente di proporsi, con minore ansia, a ragazze che soddisfano di più le sue ambizioni. Soprattutto potrà farlo nella realtà e non nella sola fantasia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

TUTTO E' CAMBIATO IN NEGATIVO

Sono una ragazza di 31, sposata da più di 5 con un figlio di appena 19 mesi . Da quando mio marito ha cambiato lavoro, tra l'altro in concomitanza con la nascita di nostro figlio, sono cambiate moltissime cose nel nostro rapporto e naturalmente tutte in negativo, a volte non sono neppure più sicura di continuare il nostro matrimonio oppure nò, ed ogni volta ci ripenso perché penso a nostro figlio che in teoria ha bisogno di mamma e papà (insieme e non separati!). Comunque, noi non riusciamo più ad avere rapporti sessuali se non una volta al mese, o anche due mesi, in periodi critici siamo andati anche ben oltre!. Litighiamo per come comunicare o educare nostro figlio, litighiamo continuamente per la sua famiglia, perchè crede che i problemi che nascono tra me e la sua famiglia riguardino solo me personalmente e non a lui tanto da continuare a fare la sua vita tranquilla con i suoi familiari con i quali tra l'altro lavora e infischiandosene se tra di me e loro non ci sono più buoni rapporti. A tutto ciò và aggiunto che lui stà creando da un lato un futuro con me e suo figlio mentre dall'altro si stà creando altre cose a livello lavorativo sempre con la sua famiglia tagliandomi fuori da tutto questo e non facendomi sentire partecipe nei suoi progetti futuri che per me era scontato che sposandoci tutti i nostri progetti sarebbero stati in comune e non separati. Sono molto confusa e delusa, non sò più che pensare, lui dice di amarmi molto e anche io lo amo molto ma da tutte le litigate ed i battibecchi non lo sopporto più!! vorrei scappare ma non posso per mio figlio. Mi aiuti Lei a trovare un barlore di luce in tutto questo buio. Grazie


Gentilissima,

Giustamente lei si sta rendendo conto che non è facile risolvere un problema se si è parte del problema. Infatti, bisognerebbe capire chi di voi due ha iniziato ad allontanarsi (e in che modo) e chi dei due reagisce a questo allontanamento (e in che modo).
Sarebbe opportuno che lei e suo marito provaste a spiegarvi meglio, ascoltando con calma ed interesse le ragioni dell'altro/a, negoziando sulle decisioni da prendere per il vostro presente e per le vostre aspettative future. Il vostro rapporto di coppia non può inoltre prescindere da un cambiamento importante nella vostra vita sessuale, perché continuando come fate ora vi farà allontanare sempre di più. Certo, dirà lei, non è facile, ma proprio per questo esiste la terapia di coppia. Il consiglio dunque è quello di affidare il vostro rapporto ad un terapeuta della coppia, nella speranza che le incomprensioni e le discordanze del momento possano essere superate. Almeno provarci!
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI, LEI E L'ALTRA

Salve,sono una ragazza di 30 anni e da 2 ho una relazione! ho conosciuto questo ragazzo di cui mi sono innamorata quasi subito,troncando la mia precedente storia durata 12 anni.Anche lui era fidanzato ma non ha lasciato la sua ragazza diventata sua moglie dopo un anno dalla nostra relazione. Il nostro rapporto è fatto di alti e bassi,lui cerca di lasciarmi preso dai sensi di colpa per la moglie che dice di amare ma poco dopo ritorna dichiarando che senza di me diventa tutto triste,privo di energia e si sente solo. Non mi ha mai esplicitamente detto di amarmi ma dice che sono parte di lui,il suo profondo desiderio,la sua aria,il suo respiro e tanto altro.Spesso mi chiede se è possibile amare due donne contemporaneamente e vuole sentire il mio amore per lui! io sono la sua dolcezza e il suo desiderio sublime. Sessualmente è un paradiso ma ultimamente non riesce più a gestire il suo piacere,dopo qualche minuto ha l'orgasmo e questo lo fa impazzire! Dice che il mio piacere e il calore del mio corpo sono troppo eccitanti. Il mio primo orgasmo me lo ha donato lui,ma dopo il sesso si allontana. Mi dice che si sente in colpa! io non gli ho mai chiesto nulla e lui mi ripete che non posso averlo in esclusiva,non vuole perdere nessuna delle 2.Cosa sta succedendo? Perchè ora il suo corpo reagisce a me così? vuole la mia verginità anale,sta diventano una richiesta costante ma per me è importante non rimanere emotivamente sola dopo! come mi devo comportare?

Gentilissima,

Premesso che non esiste una "verginità anale" se non nelle fantasie sessuali del suo uomo, credo che lei dovrebbe considerare i rapporti sessuali come qualcosa di piacevole e non come un modo per gratificare esclusivamente il partner, sentendosi poi "emotivamente sola". Sembra di capire che lei, per qualche ragione, non si senta pronta o non desideri i rapporti sessuali che il suo uomo insistentemente le chiede e pertanto le consiglierei di soddisfare questa richiesta solo nel caso fosse ANCHE un suo desiderio. Mi permetta però di aggiungere, anche se non me lo chiede esplicitamente, che un maggiore ottimismo nella vita e una migliore autostima dovrebbero/potrebbero spingerla ad aprire gli occhi sulla realtà e a rendersi conto che la vita potrebbe offrirle assai di più di questa squallida e triste relazione clandestina. Ci pensi.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

IO AMO LUI E LUI AMA ANCHE LEI

salve ho 21 anni e sto da 2 anni con un ragazzo di 26 il quale ha già una relazione da 10 con una ragazza di 30.purtroppo la nostra storia non è mai uscita realmente allo scoperto perchè lui non è mai riuscito a chiudere realmente con lei,lui dice di non amarla più di star con lei per abitudine,e che con lei si sente soffocare,ma purtroppo non ha il coraggio di chiudere definitivamente il rapporto nonostante siano continuamente su di un altalena visto che ormai il rapporto è arrivato al capolinea. lui purtroppo non ha avuto un infanzia facile,infatti è cresciuto senza madre e padre,e diciamo che questa ragazza è entrata a far parte della sua vita quando ancora era un adolescente. lui dice di vederla come una sorella ,che non è amore,che cta male stando con lei,perchè non è se stesso.ma ripeto non riesce a staccarsi.io in tutto questo non so più come comportarmi,io lo amo,e credo che lui ami me,ma ho troppa paura che non trovi il coraggio la forza per chiudere con il passato e vivere il presente e il futuro con me, lui si è rivolto ad uno psicologo ,e spero che possa aiutarlo ad uscirne,nello stesso tempo io avrei bisogno di un appoggio,di un consiglio,perchè mi sento come se portassi un gran peso sulle spalle,senza mai riuscire a farlo cadere. grazie in anticipo.

Gentilissima,

Quando una persona è molto innamorata, è normale che possa perdere il suo consueto senso critico e trovarsi ad accettare tutto, o quasi, di ciò che riguarda la persona amata. Ora però sono trascorsi due anni e lei dovrebbe cominciare a rendersi conto delle enormi difficoltà che presenta la storia in cui si è, seppure involontariamente, cacciata. Infatti, poiché l'altra ragazza è più grande, poiché lui l'ha conosciuta da adolescente, poiché il suo ragazzo non ha avuto un'infanzia facile ed è cresciuto senza figure di riferimento, è prevedibile che la sua rivale rappresenti per lui una relazione forte, dalla quale non sentirà mai la forza di staccarsi, e lei rimarrà per sempre la sua n. 2. Credo che lei abbia tutto il diritto, a 21 anni e dopo una storia di dolore e di umiliazione come quella che ha vissuto, di trovarsi un ragazzo che la faccia essere e sentire, a tutti gli effetti, la sua numero 1, in esclusiva.

Cari saluti

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MIA MOGLIE E' IN CRISI

Mi chiamo Pino, ho 28 anni una moglie con la quale sono sposato da 9 anni, e due figli. Da qualche mese mia moglie ha scoperto lo yoga come mezzo per liberarsi da frequanti attacchi di panico. Durante questo percorso ha fatto amicizia con una persona con la quale si è sfogata ed ha parlato. Tra loro non c'è stato nulla, solo qualcosa di platonico, forse neppure. Solo che ha intrattenuto questa amicizia di nascosto da me. Con questa persona, che per altro è omosessuale con atteggiamenti da santone orientale (mi ci ha fatto parlare er telefono) lei è riuscita a far venire fuori la sua personalità il suo carattere. Solo che è diventata aggressiva verso tutti e tutto. Perché quando sono riuscito a scoprire cosa accadeva lei è andata su tutte le furie, rinfacciando a me e alla sua famiglie le colpe del suo non essersi riuscita a realizzare. Tenga presente che mia moglie svolge un lavoro che non le piace, ma che comunque serve a mandare avanti la baracca. Le liti si stanno susseguendo: lei mi ha detto di non provare più lo stesso sentimentoper me e di non volere più il sess perché lei non ne ha più bisogno, perchéla sua crescita deve essere solo spirituale. Io da parte mia, accecato dalla gelosia, ho esagerato in alcuni miei "controlli" facendole sentire di non avere più fidcia in lei. MI ha chiesto di stare insieme per i bambini (hanno 5 e 7 anni), mi aveva promesso di parlare anche con me quando aveva bisogno, ma ha proseguito a inviare sms al suo amico. Qualche giorno fa la catastrofe perché del suo cambiamento si è accorta anche la madre che mi ha telefonato dicendomi che la figlia l'aveva trattata male. Io ho chiamato mia moglie che è andata su tutte le furie e tornando a casa dal lavoro mi ha detto una frase che mi ha fatto andare su tutte le furie. meritavi di essere tradito. Le ho dato uno schiaffo di cui mi sono pentito immediatamente. Solo che il rapporto si è incrinato del tutto. COme posso fare a recuperare? Lei, un un attimo di pausa dalle liti, mi ha fatto capire che ancora prova un po La ringrazio. Saluti

Gentile Pino,

Credo che, quando si ha un matrimonio in bilico e due figli piccoli da crescere, l'ultima cosa da fare, se si è persone responsabili, è "andare su tutte le furie" o addirittura alzare le mani sul coniuge. Chi, fra voi due, è dotato di maggiore buon senso, lo dimostri. Sua moglie potrebbe essere depressa: il lavoro non le piace, la condizione economica, a quanto capisco, non è splendida, fra voi non c'è più molta attrazione fisica, i bambini sono piccoli e danno molto da fare... E' del tutto giustificabile che una persona, come sua moglie, che si sente profondamente infelice, cerchi una strada per recuperare un po' di benessere e di voglia di vivere. Non so se quella che ha scelto (yoga, amicizia con il tipo omosessuale ecc.) sia la strada giusta: fatto sta che lei non si può sentire estraneo alla crisi di sua moglie, come se la cosa non la riguardasse per niente... Ritengo che lei farebbe bene a cercare di comprendere quali sono le problematiche che hanno messo in difficoltà il vostro rapporto in tempi recenti (troppo lavoro, troppo stress, poco tempo per voi, ecc.) e cercare di porvi rimedio. Sia complice di sua moglie in questa ricerca di benessere, non si ponga come un nemico da combattere, aggiungendo stress a stress e contribuendo così a distruggere ciò che ancora c'è fra voi, ciò che ancora vi lega. Quello che le suggerisco è una buona terapia di coppia: riuscirete a diminuire la conflittualità e a comunicare meglio e forse le sarà più chiaro PERCHE' sua moglie si trova in questa situazione e come fare, insieme, per venirne fuori.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

HO MESSO IN DISCUSSIONE TUTTO

sono federica,anni 25,da 3 fidanzata con un coetaneo dolce sensibile e affettuoso..conosciuto dopo due relazioni per me molto dannose(entrambi dieci anni più grandi,uno con famiglia e figli a carico che ha saputo nascondermi tutto abilmente per diversi mesi,l'altro inguaribile playboy alla ricerca di povere ingenuotte..).relazioni probabilmente dovute per lo sfasciarsi del rapporto tra me e mio padre..da quando ho scoperto all'età di 19 anni la o meglio le sue relazioni extraconiugali..Mi sono ancorata al mio attuale ragazzo cantando la canzone "tu che sei diverso...",non tenendo conto delle notevoli differenze esistenti fra noi..lui è un operaio,ha la licenza media,non abbiamo interessi in comune,ma sò in cuor mio che non mi farebbe mai del male..provo un affetto enorme ma la parola amore mi spaventa..inoltre a livello sessuale le cose non sono mai andate troppo bene..in più dall'infanzia provo attrazione per il mio stesso sesso,ma non mi è mai successo fino ad ora di innamorarmi di una donna..mi è capitato molto spesso di sognare rapporti sessuale con una donna e di "arrivare al dunque" nel sonno...cosa che non è ancora successa nei rapporti sessuali che ho avuto con uomini..La prego di aiutarmi..ho messo in discussione tutto..ho paura di non aver capito di avere preferenze sessuali diverse..mi aiuti

Cara Federica,

Quello che lei ha cercato (e trovato) nel suo attuale ragazzo è un sostituto paterno ed il rapporto che la lega a lui difficilmente potrebbe essere definito 'amore', come lei stessa ammette. La ricerca precedente di uomini più grandi di lei e più esperti della vita, conferma questo suo bisogno di vicinanza emotiva con la figura paterna, che ha le sue radici nell'infanzia e che probabilmente non è stato possibile risolvere adeguatamente nel corso del suo sviluppo psicosessuale. Anche le fantasie omosessuali potrebbero avere la stessa origine. Credo che lei potrebbe trovare un sicuro beneficio in un percorso psicoterapeutico di medio termine, che la aiuterebbe a capire due cose: 1. perché ha sentito il bisogno di mettere in discussione tutto 2. come rimettere tutto "a posto". E soprattutto, che decisioni prendere per il futuro.

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LEI SENTE DOLORE

Vorrei se possibile un'informazione Ho 25 anni e sono fidanzato da 6 anni con una ragazza ed abbiamo un problema, per cause varie capita spesso che i nostri rapporti sessuali avvengano anche dopo 3 - 4 mesi a parte nelle vacanze e nonostante siano trascorsi 6 anni di fidanzamento la mia ragazza prova ancora dolore come le prime volte , riesce a trarre gradimento solo dalla masturbazione esterna.Purtroppo anche dopo qualche visita fatta il problema persiste e la risposte è sempre la stessa "sul lato fisico non ha niente è solo un fatto di testa, di predisporsi al rapporto". non sappiamo veramente come fare dato che ci piacerebbe vivere in due questi momenti ogni qualvolta ci accingiamo all'atto l'organo genitale della mia ragazza non è più lubrificato e questo penso aumenti ancor di più il dolore (è come un cane che si morde la coda, più sente dolore e più si irrigidisce innervosendosi e più aumenta il dolore), è capitato solo poche volte che ne sentisse di meno o quasi niente ma di piacere neanche a parlarne. E' da un paio di volte che proviamo ad avere rapporti senza preservativo (mi hanno detto che poteva essere una soluzione) ma di risultati non ce ne sono parecchi. Sà suggerirmi verso che lato muoverci? Non sappiamo più cosa fare più passa il tempo e più si intristisce pensando che ci sia in Lei qualcosa che non và. Grazie Ancora

Gentilissimo,

Se, durante il rapporto sessuale, la vagina non è sufficientemente lubrificata, la donna può provare forte dolore durante il rapporto. Che fare? Ecco alcuni consigli pratici:

- Avere rapporti sessuali completi solo durante il periodo dell'ovulazione (anche se questo mette più a rischio per le possibili gravidanze indesiderate);

- Usare un lubrificante (chiedere al ginecologo);

- Cambiare posizione: se lei sta sopra, può gestire meglio la penetrazione e dunque avere minore paura del dolore. Questo la aiuterà ad essere più rilassata e dunque lubrificata.

- Cambiare tipo di preservativo.

Cordialmente.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CADUTA IN UN BUCO NERO

Gentile dottoressa,ho un problema che mi angoscia e sento la necessita di chiederle un consiglio. Ho 28 anni e da 5 sono fidanzata con un ragazzo di 33 anni, con un grande hobby, la musica. Lui suona in un gruppo musicale ; e questa sua passione è sempre stata al primo posto nella sua vita, più importante dei familiari e di me. Ha sempre fatto bene o male quello che voleva, andando a suonare 4 sere a settimana e riducendo i nostri incontri al minimo.7 anni fa ha avuto un incidente stradale in cui si è ferito gravemente il suo migliore amico e si è interrottta la loro amicizia.(questo ragazzo suonava con lui) Lui ancora adesso pensa spesso a questo incidente e non so se a causa di questo o per cos'altro, non riesce a legare amicizie con nessuno perchè dice che un grande amico ce lo aveva e lo ha perso e non gli interressa niente di nessuno. Io, purtroppo ho subito degli abusi da ragazzina e solo 3 anni fa sono riuscita; grazie all'aiuto di una psicologa a uscire dall'ansia e dalla tristezza che mi avvolgevano. Un pò per amore , un pò per non restare sola, ho sempre accettato questa storia così, mantenendo comunque le mie amicizie. Negli ultimi giorni il mio ragazzo ha voluto prendersi una pausa perchè dice di non essere più sicuro dei sentimenti che prova per me e neanche del fatto se vuole una ragazza o preferisce rimanere da solo per essere più libero. Da quel momento mi sembra di essere caduta in un buco nero. Ho paura di ricadere nel tunnel della depressione. La prego, mi dia un consiglio, non so dove sbattere la testa. G.

Cara G.,

Francamente non capisco che tipo di consiglio mi stia chiedendo: forse se lasciarlo o non lasciarlo? Spero proprio di no, perché credo che anche lei comprenda che la vostra storia, durata cinque anni, non può essere sintetizzata in questa lettera di poco più di dieci righe. E sarebbe altrettanto assurdo che io le consigliassi (in nome di che cosa? Della scienza, del buon senso, della mia opinione personale?) se lasciare questo ragazzo o no. Quello che le posso consigliare è di rivolgersi alla psicologa con la quale ha fatto psicoterapia, riuscendo, come lei stessa ammette, ad uscire dall'ansia e dalla tristezza che la avvolgevano. Solo una persona che la conosce bene potrebbe aiutarla, ma non attraverso i consigli, che sono sempre opinabili: lei ha bisogno di una persona che la aiuti a leggere quello che c'è dentro di lei e le decisioni che lei ha forse già preso.
Cari saluti e auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona


V
ACANZE ESTIVE

Gentile Dottoressa, è proprio in merito alle vacanze in generale e vacanze estive in particolare che vorrei chiedere una consulenza.Sono divorziata da 7 anni senza figli e non ho un compagno ma solo un amico non libero che vedo saltuariamente, abito coi miei genitori con i quali ho spesso un rapporto conflittuale specialmente con mia madre. Da quando sono dovuta ritornare a casa l'estate andavo con loro qualche giorno in albergo in una località termale o altrove ma dallo scorso anno ho rinunciato perchè i miei sono cagionevoli e finirei col discuterci o fare da assistente ed il beneficio di vedere un luogo diverso andrebbe in fumo insomma il rapporto beneficio- rischio mi hanno fatto rinunciare. La scorsa estate durante le ferie sono solo andata al mare avanti e indietro e basta. Difficile trovare amiche libere, a me non piacciono viaggi per singles o in pullman e ho varie fobie su quasi tutti i mezzi di trasporto tranne la macchina ero troppo abituata bene con mio marito che ora non mi lancio da sola...neanche durante l'anno faccio niente ma vivo solo in città divertendomi con musei e cinema insomma le mie valigie sono da immemorabile tempo incollate a terra. Inevitabile la frustrazione ma tra il non sapere con chi andare le ansie etc. soprattutto quando tutti partono...ma ripeto molto dipende da me e dal fatto che non sono ben circondata. Andare coi miei penso non mi convenga affatto almeno su questo non ho dubbi lei che ne pensa?Le pongo una domanda inconsueta non tanto come superare il problema visto che ormai anche quest'anno l'estate è alle porte e finirà come la precedente...ma come fare a drenare l'insoddisfazione il senso di diversità che la situazione mi suscita e alla fine cosa pensare questa estate e come mantenere l'equilibrio psicologico mentre vedo tutti partire andare e fare...e poi qualche suggerimento pratico su come trascorrere anche queste vacanze in città o nelle immediate vicinanze. Lavoro tutto l'anno e temo che questa mia stanzialità danneggi sia il fisico che la mente. Grazie mille e se possibile una risposta prima della fine delle famigerate vacanze... Caterina da Roma

Cara Caterina,

Molte delle sue domande andrebbero fatte ad un tour operator o a qualcuno che si occupa professionalmente di vacanze e tempo libero. Ciò che vi è da osservare, dal punto di vista psicologico, nella sua lettera, è che, al momento almeno, lei appare un po' troppo centrata su sé stessa e sui suoi bisogni, dimenticando il mondo che la circonda. In questo modo difficilmente riuscirà a 'ben circondarsi', per usare le sue parole, e ad uscire dallo stato di isolamento e di frustrazione in cui trova.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona


LUI NON MI AMA PIU'

Il mio ragazzo (29 anni), con il quale facevamo progetti per il nostro futuro (matrimonio, casa, famiglia), dopo più di 2 anni d'amore mi ha confessato piangendo di NON AMARMI PIU' e di essere dispiaciuto per aver permesso a se stesso di spegnere il nostro amore. Si è scoperto immaturo e afferma di non conoscere il motivo del suo cambiamento. Io sono una laureanda in sociologia e una sensibilità molto particolare, ma vorrei confrontarmi con lei circa il mio problema. Non facevamo l'amore da due mesi perchè c'era qualcosa che non andava in lui, forse, inizialmente, pensando che il problema fossi io, è entrato in paranoia e si autoconvinto che la nostra relazione non funzionasse più, raffreddando così i suoi sentimenti per me. Dopo 2 mesi abbiamo scoperto che soffriva di una prostatite cronica (che causa un calo del desiderio e delle prestazioni sessuali). Io credo che quando l'ha scoperto è stato troppo tardi perchè aveva già spento il suo amore per me. Ora, ci siamo lasciati da più di una settimana, mi telefona quotidianamente, a volte ci vediamo anche, ma non ha ancora risolto il suo problema fisico. Sembra lo stia turbando talmente tanto da chiudersi a riccio dentro se stesso e, a parte il lavoro (idraulico), non ha voglia neanche di usicre. Possibile che non mi ami più per questo motivo? Faccio bene a stargli vicino o dovrei tagliare nettamente i rapporti con lui? E' lui che mi cerca, anche se come amica. Lui non mi da' alcuna speranza, così io, anche se sto soffrendo tanto, sto vivendo il presente senza farmi illusioni. Mi piacerebbe sapere se è possibile che l'amore possa ritornare e se faccio bene a coltivare un rapporto di amicizia con lui. Grazie..

Gentilissima,

La storia che mi racconta non mi è del tutto chiara: in particolare non riesco a comprendere il nesso fra la prostatite e la fine del rapporto. E' infatti probabile che la prostatite sia un effetto (e non la causa) della vostra mancanza di rapporti e dunque, mi pare di capire, la vera motivazione della fine di questo vostro legame, stia nella scarsa frequenza di rapporti sessuali. In ogni caso, ora lui dice di non amarla più e la cerca solo come amica: quello che mi sento di dirle è che più il rapporto si consolida sul fronte dell'amicizia, più esso si allontana da quello d'amore, poiché quest'ultimo implica non solo affetto e complicità personali, ma anche passione e desiderio.
Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona

SONO MOLTO ATTRAENTE, MA...

Salve,sono una ragazza di 28 anni,premetto che dal punto di vista estetico sono molto attraente,ma nonostante ciò soffro di grande insicurezza e penso sempre di non piacere ai ragazzi che mi piacciono anche se poi non è così ,sono sempre stata molto introversa fin da piccola e con l'andare avanti dell'atà non è cambiato niente.Ho paura che gli altri mi rifiutino e quindi assumo un'atteggiamento difensivo,anche all'università non salutavo nessuno,non guardavo mai negli occi gli altri,soprattutto se di sesso opposto e se provavo attrazione verso di loro, solo una volta ho provato ad uscire dal guscio,con un ragazzo che mi piaceva ma quando ho capito che ero corrisposta ho avuto paura, paura che si avverassero i miei desideri,paura di essere felice,ero terrorizzata dal fatto che mi stavo comportando da "normale" e così ho pensato che gli altri si sarebero accorti di questa amicizia ed ho cominciato ad allontanarmi da questo ragazzo,non l'ho più salutato ,anche se mi piaceva moltissimo,e lui naturalmente si è offeso ,ma io l'ho fatto perchè ero insicura,ensavo di essere "brutta". Ho paura del giudizio degli altri e forse per questo blocco ogni mia iniziativa,paura i essere criticata.Non capico perchè rifiuto la felicità,perchè i faccio del male.Non ho un ragazzo nè degli amici,mi lamento sempre perchè li vorrei ma non faccio mai niente e quando povo a cambiare e mi rendo conto di essere accettata ho paura e torno a chiudermi.Ma perchè sono così stupida,la prego Dott.ssa mi aiuti!

Gentilissima,

Forse il suo è un problema di timidezza (consulti il sito www.clinicadellatimidezza.it), ma è più probabile che lei abbia sostanzialmente paura di stabilire un rapporto uno-a-uno con un'altra persona: una relazione troppo profonda,  nella quale lei dovrebbe svelarsi all'altro e uscire da quel guscio che invece la protegge e la fa sentire al sicuro. Se le sue prime relazioni con le figure genitoriali non sono state ottimali si potrebbe partire da qui per cercare di comprendere cosa c'è davvero dietro i suoi comportamenti. Le consiglierei, se può, di rivolgersi ad uno psicologo, perché da sola credo non possa aiutarsi molto, visto che lei ha 28 anni e sicuramente avrà già molto riflettuto su sé stessa.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti - Ancona


NON DISTINGUO PIU' IL MONDO REALE DA QUELLO IMMAGINARIO

salve dott. non è tanto facile per me scrivere queste parole... ma sento di aver bisogno di parlare con qualcuno... dopo aver scoperto che tutti i momenti che ho passato a piangere e a cercare una soluzione per migliorarmi per migliorare la mia vita ... si trattavano di sintomi dovuto alla depressione mi spiego meglio ogni volta che mi succede qualcosa di bello lo rovino pensando a mille paranoie... per ritrovarmi a piangere intere serate alla ricerca di una soluzione... ma è cosi che ho iniziato a crearmi un mondo tutto mio ... ogni volta nell'arco della giornata cerco un momento per stare da sola beh lei dirà che questo è tutto normale ma invece non lo è perchè in quei momenti io inizio a "recitare" immagino delle vere è proprie situazioni ... parlo, e immagino che ci sia anche delle persone nella stanza. situazioni che riflettono la realtà e la vita che vorrei avere... la prego di aiutarmi non c'è l'ha faccio più ormai non distinguo più il mondo reale da quello immaginario... aspetto sue notizie la prego grazie ancora per avermi ascoltato.

Gentilissima,

Non le dirò affatto che è tutto normale, ma anzi la invito a cercare al più presto un aiuto psicologico, perché è inutile soffrire quando, con farmaci e psicoterapia, si può stare molto meglio ed anche guarire... Si affretti, non perda ulteriore tempo.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

E' COSI' GRAVE QUELLO CHE HO FATTO?

La contatto in preda alla disperazione. Ho avuto da un mese una splendida bambina che adoro. Nell'ultimo periodo di gravidanza ho passato dei momenti particolari. Mi sentivo poco appetibile sessualmente e questo magari succede a moltissime donne, ma questo mio stato d'animo aggravato dall'aver accanto un marito un pò troppo distratto mi ha portato in più di un'occasione, anche perchè da sola in casa mi annoiavo, a navigare su alcuni siti pornografici. E' stato un periodo di frustrazione molto breve, ma le conseguenze di questo sono state devastanti. Mio marito ha scoperto ciò che ho fatto e non ne vuole più sapere di me. Si sente tradito nel suo orgoglio di uomo e non vuole più essere sfiorato, come se mi schifasse. Non se ne va di casa solo perchè c'è la bambina di un solo mese, ma è come se non ci fosse.. Non so più che fare.. E' possibile mandare all'aria un matrimonio con una bimba piccola per una sciocchezza simile? Le scrivo perchè sento la necessità di avere conferme riguardo la mia salute mentale. Infatti mio marito non fa che ripetere che dovrei andare in terapia per quello che ho fatto, soprattutto perchè l'ho fatto negli ultimi due mesi di gravidanza. Gli ho chiesto anche se per caso questa non sia una scusa per mettere in atto una fuga già premeditata perchè mi sembra così assurdo mollare tutto per una motivazione del genere. Ovviamente dice di no e che non si aspettava potessi mai arrivare a fare una cosa del genere, per questo è molto deluso. E' davvero così grave ciò che ho fatto? Merito davvero di crescere mia figlia da sola per una cosa del genere? La prego mi risponda con sincerità... La ringrazio per l'attenzione che saprà darmi.

Gentilissima,

Direi proprio di no: qualunque siano state le ragioni di questa sua scelta, esse vanno chiarite. Sicuramente, se le cose stanno come lei le ha descritte, non c'è alcuna ragione di sentirsi una depravata e di accettare accuse tanto infamanti. Direi che è necessaria, anzi, indispensabile, una terapia di coppia, per chiarire i reciproci punti di vista e soprattutto comprendere perché lui la trascurasse nei mesi della gravidanza (o perché lei si sentisse tale).
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

L'ITALIA VISTA DA LONTANO
 

Gentile Dott.ssa. Sono una donna sposata da 15 anni, ho due bambini splenditi che frequentano la scuola elementare e mio marito é un grande lavoratore. Viviamo all'estero, io da sempre, e quindi mi sento a casa mia, Per quanto riguarda mio marito lui é venuto qui dopo avere finito le scuole in Italia, quindi noi ci siamo conosciuti qui. Tutto procedeva bene eravamo una famiglia molto affiatata, fino a quando mio marito due anni fa a iniziato ad esprimere il desiderio di rientrare in Italia (un paese vicino Napoli) per potere relizzarsi nel campo lavorativo, da premettere che qui fa un lavoro molto pesante. Per motivi di lingua qui avrebbe molta difficoltà ad realizzarsi. Purtoppo questa sua scelta a portato non pochi sconbussolamenti nella nostra famiglia. Avvolte diventa dispetoso come un bambino perché non si sente capito. Ma in questo momento io non faccio che pensare a come vivrebbero questo cambiamento i miei bambini, oramai vivono qui hanno leloro amicizie, le loro abitudini e credo anche un futuro migliore. Io come anche i nostri bambini notiamo diffrenzze a raggionare con la gente di quel paese. In poco parole ho paura di dannegiare i miei bambini. Non avendo mai vissuto in italia, tante notizie purocratiche come quelle di malasanità mi mettono molta ansia. Io amo l'italia ma ho paura di quel paese.

Cara signora,

Cosa potrei dirle? Credo che la verità sia nel mezzo: l'Italia è un Paese con tanti limiti e difetti, ma lei, non avendoci mai vissuto, potrebbe avere troppi pregiudizi in merito. In Italia infatti non c'è solo monnezza: c'è anche cultura, storia, scienza e tecnica. Provare per credere.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

AMO IL MIO PSICHIATRA

sono una ragazza di 30 anni e da circa un anno faccio psicoterapia da uno psichiatra ,quasi mio coetaneo, da un po' di tempo mi sono resa conto di provare dei sentimenti nei suoi confronti ,non sò ! cosa è meglio fare? spesso mi capita di incontrarlo ,sopratutto di sera ,tra i locali della cittàed ogni volta che glielo faccio notare lui dice di non avervi visto ,per questo non mi ha salutato, in realta credo non sia vero poiche spesso i nostri sguardi si sono incrociati ed ho notato che mi ha voluto evitare. parlando di questo in terapia mi dice che non mi saluta perche nonn mi ha vista ba'!!!!! non credo sia vero ,visto che ci incontiamo spesso .volevo un suo parere su cosa fare .grazie

Carissima,

Il fatto che lui si comporti come mi racconta significa che è un bravo professionista. Per quanto riguarda lei, potrebbe non trattarsi di amore, ma di un sentimento particolare, che nasce nel rapporto terapeutico e che si chiama transfert. Cosa fare? Innamorarsi di una persona che non la frequenti per mestiere, ma per amore.
Cari saluti e molti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI HA BEN 6 ANNI MENO DI ME

Gentile dottoressa, sono una ragazza di 25 anni che soffre da tempo di attacchi di panico. In questi anni ho avuto momenti positivi in cui tutto nella mia vita mi sembrava apposto e altri come l'attuale in cui mi pare che tutto mi faccia paura. L'ultimo momento positivo risale a luglio : mi sentivo bene , avevo finito la mia cura per il Dap, stavo per laurearmi raggiungendo un obiettivo a me molto caro , avevo messo da parte vecchie storie sentimentali. tutto mi sembrava essere tornato in ordine ed io pronta a ripartire. dle resto negli ultimi tempi la laurea era una fissa da raggiungere e studiare mi provocava molta ansia. finalmente era tutto apposto. La stessa estate in vacanza ho conosciuto un ragazzo , ci siamo piaciuti da subito. incuriositi ci siamo conosciuti e sin da subito è nato un ottimo rapporto fatto di reciproco aiuto e comprensione. Ridiamo molto quando siamo vicini, parliamo per ore di tutto , mi fa sentire al sicuro e mi fido di lui. Anche io ho aiutato lui in certi momentacci...da quando stiamo assieme la sua vita è di certo migliorata e il suo sostegno mi ha aiutato con i miei problemi. Siamo legati da un ottimo rapporto e andiamo d'accordo. L'unico problema è che lui ha 6 anni in meno di me quindi 19. Io all'inizio ho messo un muro perchè non avevo previsto di trovare tante cose che cercavo nel ragazzo che sognavo in uno con questa età. Ho poi deciso di portare avanti la relazione perchè accade raramente che mi possa fidare cosi' tanto di una persona e starci così bene : non volevo perdere una bella storia per pregiudizi. ho iniziato tutto senza dirlo ai miei, loro sanno che conosco questa persona ma non immaginano che viene a trovarmi e che rapporto ci leghi. Ho spiegato la cosa a mia sorella maggiore di 8 anni che perplessa per l'età poi ha solo detto che il vero amore va conquistato e di vivermi questa storia se davvero lo voglio. quello che non riesco a capire è perchè nonostante sia adulta , anche se vivo con i miei genitori ancora io abbia una forte paura della loro reazione , ho paura che non approvverebbero questa storia , ho paura che si oppongano come anni prima ad un'altra storia anche se in quel caso era una giusta opposizione. Mi angoscio molto poi sul futuro io ho paura che questa storia proprio perchè squilibarata di età possa portarmi via anni cruciali per fare una famiglia e di ritrovarmi sola. Mi sembra che tutti non accettino una storia cosi' , che tutti ci vedano solo lati negativi , mi sembra di sbagliare , vivo con l'ansia di dover un giorno rivelare questa cosa ai miei..e di vedere reazioni non entusiaste in chi mi conosce. Vivo anche male la sessualità...nel senso che mi sembra di fare qualcosa di sbagliato proprio perchè nascosto. Da quando ho iniziato questa storia da una parte sono contenta perchè ho trovato una persona con cui mi trovo bene sinceramente ma dall'altra non ho pace perchè non è come avevo previsto.. non ha quella età che volevo ...eppure tra di noi non sentiamo problemi legati a ciò. l'ansia non mi abbandona e ricomincio ad avere attacchi di panico. ho sempre la testa appesantita da questo problema e sto male perchè non è una colpa se mi trovo bene con una persona più piccola. Per un primo momento ho deciso cosi' di frequentarlo..quando andrò in vacanza nella sua città con la mia famiglia...penso che introdurlo come amico lasci il tempo di far apprezzare questa persona per il suo carattere in seguito i nostri progetti di vita elimineranno la distanza ..studieremo nella stessa città e quindi si unirà una conoscenza quotidiana...a quel punto se saremo ancora insieme spero che il nostro fidanzamento non sia più accolto con malumori. pesano su di me quei pensieri tradizionali che penso siano propri dei miei genitori e non riesco a distaccarmene ...possibile che a 25 anni mi senta in colpa se mi innamoro in modalità imprevviste e diverse da quelle che magari la famiglia ci si augura? possibile che sia ancora a 25 anni solo la figlia minore di casa incapace di fregarsene del giudizio dei genitori? possibile che non riesca a sentire cosa lecita vivermi la mia vita senza per questo sentire una colpa? non voglio rinunciare a una persona che è stata tra le poche ad amarmi e con cui io sto bene. come si può fare a diventare + indipendenti? prima avevo avuto una storia tira e molla con un ragazzo + grande di 4 anni finita per divergenze di carattere , ostacolata sul nascere dai miei genitori perchè io ero molto piccola (15 anni) e non avevo occasione di conoscere bene questa persona che viveva lonatana da me. Allora portai avanti la storia con tenacia e non mi sentivo per nulla in colpa...la storia è finita perchè crescendo non condividevo il suo modo di pensare e di carattere non andavamo d'accordo..non mi sentivo più davvero amata e non ho apprezzato la reazione di scherno e cattiveria quando ho iniziato ad avere i primi attacchi di panico forte. possibile che nonostante io abbia avuto possibilità diverse in questi anni debba sempre trovare l'amore nel modo + complicato? anche se il mio attuale ragazzo l'ho conosciuto nel modo + classico possibile! possibile che non riesca a vivermi una storia normale alla luce del sole?..cosa sbaglio? sono reali problemi quelli che mi faccio?. la ringrazio.
 

carissima,

Ma cosa vuole che siano sei anni di differenza? Ci sono ragazzi che a 19 anni sono maturi ed hanno la testa sulle spalle, altri che a 30 fanno ancora i teen agers... Davvero l'età non conta: la smetta di tormentarsi e viva con gioia questa bella storia d'amore, che oltre tutto appartiene a lei e non ai suoi genitori. A loro questa sua storia va raccontata solo se, nel tempo, si consoliderà e vi saranno previsioni di matrimonio. Ma fino a che questo momento non verrà, se verrà, presenti il suo ragazzo come un amico e non dica di più. Lei è ormai una donna di 25 anni, una persona adulta, che deve cominciare a ragionare con la sua testa ed a fare le sue scelte, senza temere i giudizi altrui: l'adolescenza, nel bene e nel male, è ormai finita!
Le auguro molta felicità.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


COSE CHE HO VISTO SOLO NEI FILM PORNO

sono una ragazza di 20 anni, sto vivendo una storia da circa 4 mesi con un ragazzo di 28, ancora non ho capito se sono io il problema, vede il mio ragazzo mi f delle proposte che io reputo assurde e per lui sono all'orine del giorno. Per esempio il toccarsi in pubblico( senza farci vedere), fare del sesso anale, orale, cose che cmq io ho visto nei film porno. A fare determinate cose più che la sua fidanzata mi sento una donna oggetto. Lui mi colpevolizza del fatto che con i miei rifiuti, Con me si senta limitato. dice sempre che quello che dico io non è giusto è quello che dice lui è la legge della natura. Io non avevo mai avuto questo tipo di problema con i mie percedenti fadanzati. A volte mi sento in colpa, mi sento come se non saprei fare il dovere di fidanzata! Non lo so sono confusa.Mi sento sempre in colpa ogni qual volta mi fa una proposta ed io dico di no, ma la maggior parte delle volte sono proposte che io definisco egoistiche! perchè porta solo a lui un piacere sessuale . aspetto un vostra risposta

PAURA DEL SANGUE

Buon giorno sono una giovane , trentatrè anni, che da poco ha perso il padre a causa di una grave malattia. prima della sua morte sono venuta a conoscenza di vari tipi di perdite di sangue del malato. probabilmente essendo molto vulnerabile in quel periodo la cosa mi ha letteralmente scioccata . per un periodo avevo timore di soffiarmi il naso e di andare in bagno.... ora a poco a poco sto migliorando, ho anche iniziato una terapia analitica, ma durante il periodo del ciclo mestruale divento completamente ossessionata dalla vista e anche solo dal pensiero del sangue a tal punto che starei ferma immobile fino alla fine del periodo mestruale. cosa posso fare per venirne fuori? è una sensazione terribile. di norma sono una persona allegra e dinamica.... grazie. B.P:

Gentile BP,

Chiaramente non è il sangue che le mette paura, ma il pensiero della sofferenza, della morte, dell'abbandono delle persone care. Il sangue è un simbolo, non è il significato che sta dietro al simbolo. E' come vedere un film horror: può accadere che, dopo averlo visto, il solo titolo possa incutere terrore. In realtà non è il titolo che produce lo spavento, ma sono le scene del film e le associazioni fatte fra quelle particolari azioni ed ambientazioni ed alcuni aspetti della propria vita. Cominci dunque a guardare all'elemento 'sangue' con occhi nuovi: non come ad un segno di sventura, ma in modo positivo, ad esempio come ad un inchiostro rosso che disegna magicamente la nostra esistenza. Anche per le mestruazioni, la stessa cosa: esse sono il segno di una femminilità potente, creatrice di vita, espressione di un corpo giovane ed in perfetta salute (come vede, argomenti che hanno più a che fare con la vita che con la morte).
Rifletta inoltre, insieme al/alla terapeuta, sulle esperienze vissute e cerchi di capire quali sono le sue reali paure.

Cari saluti e auguri.


Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

A LIVELLO VAGINALE E' UN DISASTRO

Salve sono una ragazza di 24 anni e mi vergogno un pò ad esporre il mio problema, sto insieme al mio ragazzo da quasi quattro anni ma tranne in casi molto sporadici non abbiamo mai avuto rapporti sessuali completi, lui mi ha penetrato ed ha raggiunto l'orgasmo, io no, nel senso che riesco a raggiungerlo solo quando mi masturba manualmente o oralmente e ad un livello clitorideo, al livello vaginale è un disastro perchè io non sopporto il dolore e questo mi blocca molto, sottolineo che entrambi siamo alla prima esperienza di vita sessuale ed anche questo credo che influisca molto, temo che per la nostra inesperienza ci accontentiamo di qualcosa di preliminare ed incompleto, quando ci abbiamo provato ad avere una vita sessuale "normale" io gli chiedo spesso di essere dolce, di procedere per gradi proprio per la mia paura "fisica" ma un paio di volte mi è capitato che si è spazientito e ha rinunciato ed allora torniamo ai nostri modi alternativi di piacere (lui analmente e io orale), non sto a dirle quanto i miei sensi di colpa mi divorino, mi sento "incapace" di dargli quello che lui meriterebbe. Ho provato anche a parlargli lui mi ha detto che con il tempo le cose miglioreranno, ma io mi chiedo quanto tempo? E se dovesse incontrare qualcuna che gli da ciò di cui io mi sento incapace? Un ultima questione è possibile che il mio non riuscisse a lasciarmi andare, il mio stare molto tesa, il mio temere quando le sue spinte sono più violente sia dovuto al fatto che non si crei l'atmosfera più giusta? Io ho molte fantasie erotiche e mi farebbe molto piacere sentire il suo desiderio attraverso le parole, giocare un pò, lui invece non parla per nulla nei momenti intimi e quando ho provato a giocare un pò con i ruoli e le situazioni lui non partecipa, allora a volte finisco per immaginarmi delle cose nella mia testa senza neanche dirgliele. Mi scusi se mi sono dilungata e che sono seriamente preoccupata. Un saluto.

Gentilissima,

1. Non è obbligatorio avere rapporti sessuali completi e non è detto che questi debbano essere per forza più soddisfacenti degli altri. E' solo un retaggio culturale di stampo religioso quello che ci porta a ritenere 'normali' certi rapporti e non altri: in realtà non esiste nessuna legge biologica che ponga un invalicabile spartiacque fra ciò che è 'normale' e ciò che non lo è. Ogni coppia deve cercare e trovare la sua 'normale' espressione sessuale.

2. A parte la necessaria premessa del punto uno, va detto che qualcosa sicuramente all'interno della vostra coppia non funziona: lei trova che lui sia maldestro e frettoloso, lui la trova troppo complicata. E, in genere, queste sono in effetti le lamentele che fanno gli uomini e le donne dei reciproci partners. Per avere una vita sessuale felice è necessario 'accordare gli strumenti', fare in modo che le diversità nel concepire l'amore e il sesso siano un valore aggiunto nel rapporto di coppia e non una limitazione.

3. Coltivare un personale, segreto, immaginario erotico non è negativo: è un patrimonio cui poter attingere quando il rapporto sessuale, per vari motivi, non avviene nel modo in cui si desidererebbe (succede a volte, anche nelle coppie più affiatate).

4. Il consiglio che le dò è quello di essere più naturale nell'espressione della sua sessualità: si comporti liberamente, faccia e dica quello che le fa piacere, senza limitarsi. Cosa rischia, facendo questo? Nel caso lui gradisca, il problema potrebbe risolversi così, nel caso lui non gradisca, vi saranno abbastanza elementi per giungere ad una discussione serena e approfondita sull'argomento, per giungere a quella soluzione 'armonica' di cui le parlavo. Se le sembrerà di non trovare vie d'uscita, non esisti a ricorrere alla consulenza di un sessuologo.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

AIUTO, SONO CONFUSA!

sono una donna di 46 anni, ho due figli, ed un rapporto matrimoniale disastrato. vent'anni di matrimonio vissuti da me molto male. un marito assente che mi ha fatto sempre vivere nel sospetto...fino a quando tre anni fa ho scoperto il tradimento. ho chiesto la separazione, ma dopo sette mesi ci siamo risentiti e lui mi ha chiesto di ricominciare. credevo d'averlo perdonato ma un giorno ho scoperto una lunga telefonata con la sua ex e quando glil'ho detto lui ha mentito come smpre ed io l'ho mandato via di casa. mia suocera che sapeva tutto mi ha combinato un incontro con l'ex per farmi giurare che non c'era stata nessuna telefonata. così l'ho conosciuta, l'ho guardata negli occhi e sono sprofondata! intanto mio marito ha cercato in tutti i modi di tornare da me fino a tentare il suicidio in preda ad un momento di disperazione, non l'ho mai visto così disperato! all'inizio mi sono avvicinata a lui per aiutarlo per il bene che nonostante tutto provo per lui. piano piano abbiamo ricominciato a vederci e a fare l'amore. non ci capisco più niente! cosa mi sta succedendo, mi sento confusa, mi aiuti!
 

Gentilissima,

Probabilmente si è accorta di voler bene a suo marito, nonostante il tradimento. E' una cosa che capita spesso...
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

COME POSSO AIUTARE LA MIA AMICA?

Ho conosciuto da qualche mese una mia coetanea con cui ho stretto un forte legame di amicizia. Parlando con lei ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa che la facesse soffrire molto ed infatti, dopo qualche tempo, mi ha confidato di essere stata adottata a 12 anni. Dalla nascita al momento dell'adozione è vissuta in istituto con la madre che andava a trovarla con fequenza settimanale. In occasione della sua prima comunione ha passato 4 giorni nella casa materna e in quell'occasione ha subito molestie sessuali da parte della madre e di un fratello di poco più grande di lei. Sarebbe stata coinvolta infatti in un rapporto a 4 (madre fratello ed un partner) e molestata (ha quanto ho potuto capire però non si è arrivati allo stupro). Vieve ancora oggi un forte senso di colpa (perchè non ho reagito?) ma è riuscita ad elaborare almeno il concetto che se è stata rifiutata dalla madre non è per sua colpa. Oggi è sposata, ha due figlie adolescenti ed è riuscita a parlare con me di queste cose in modo abbastanza chiaro anche se credo di essere l'unica persona a conoscenza del fatto. Purtroppo però sta dimostrando verso di me un'autentica passione (anche fisica) cosa che la fa molto soffrire e che, naturalemente, mette in difficoltà anche me. Vorrei aiutarla anche se credo che sia necessario che lei parli con una persona professionalmente qualificata. Mi rendo conto però che per lei questa strada è difficile ed ha bisogno di arrivare alla consapevolezza che un aiuto è necessario, per gradi. Nel frattempo come posso aiutarla? Avendo vissuto due affidi prima dell'adozione, ha il terrore di essere abbandonata nè io posso pensare di lasciarla sola proprio ora che ha più necessità di una persona amica capace di ascoltarla.

Gentilissima,

Credo che la sua amica abbia bisogno di confidarsi con un terapeuta e non con un'amica. Il/La terapeuta è una persona estranea, neutrale, professionale, alla quale si può raccontare tutta la propria vita, nella certezza di essere compresi, di essere aiutati e, non ultimo, di poter contare sul rispetto del segreto professionale. Il/la terapeuta non è una persona verso la quale si dovrebbe provare "un'autentica passione - anche fisica", e neanche un semplice rapporto di amicizia. Il racconto dei propri traumi, dei sensi di colpa, dei sentimenti e dei vissuti più difficili e scabrosi non dovrebbe essere fatto a persone con le quali si condividono le proprie giornate ed il tempo libero: non solo infatti l'aiuto non sarebbe qualificato, ma il soggetto interessato potrebbe, in seguito a queste confessioni, entrare in un labirinto di specchi, che riflette e ripropone, anche involontariamente, scene della propria vita, senza permettere di trovare vie d'uscita. In un rapporto professionale invece, terminata la terapia, si può 'archiviare' questa esperienza, dimenticare il/la terapeuta e continuare a fare la propria vita, sentendosi una persona 'normale' fra altre persone 'normali'.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

PAURA DI ESSERE SOFFICATA

Gentile Dottoressa, sono una persona di 31 anni e ho una relazione sentimentale che dura da qualche anno. Il quesito che pongo mi sta arrovellando il cervello da un bel po' di tempo: qual è il giusto tempo da dedicare ai genitori di lui e agli altri suoi parenti? La domanda nasce dalla seguente situazione. Nel settembre 2006 io e il mio ragazzo abbiamo deciso di iniziare a convivere. Il caso ha voluto che suo fratello, che pure viveva nella stessa città, sia diventato padre di una bella bimba più o meno nello stesso periodo e che, con la moglie, sia venuto a poca distanza da noi. Così, nello stesso mese di settembre 2006, anche i genitori di lui hanno deciso di trasferirsi nella stessa nostra città, trascinandosi dietro anche l'altra figlia (prima si trovavano a 800 Km di distanza). Da allora sono iniziate le discussioni: il mio compagno voleva andare spessissimo a mangiare da loro (minimo 2-3 volte per settimana); molti parenti continuavano a venirli a trovare e lui lui voleva immancabilmente trascorrere molto tempo con loro, ecc.. addirittura sua madre aveva proposto/deciso di ospitare a casa nostra alcuni parenti costringendo noi ad andare a dormire da loro per 1 notte (il mio parere ovviamente non era stato chiesto e ho dovuto fare fatica ad impormi). Per più di 1 anno ho dovuto combattere con questa situazione ed ho ottenuto solo qualche risultato sul numero di ore trascorse con loro. La cosa peggiore, però, è stata piano piano accorgersi di quanto terribilmente il mio compagno era condizionato da queste persone: nessuno dei suoi familiari aveva mai un difetto; tra me e loro avevano sempre ragione loro. La madre è stata anche capace di prenotare al figlio una visita medica senza chiedergli il permesso e lui c'è andato senza fiatare. A gennaio si è trasferito nella stessa città anche il quarto ed ultimo fratello ed ora loro sono tutti contenti di stare tutti insieme e di trascorrere quasi tutto il fine settimana facendo cose insieme: sport, cinema, passeggiate, immancabili e irrinunciabili partite di calcio in TV. Quella che era scontenta, però, ero io che non disprezzo completamente queste persone, per alcuni versi mi sono anche simpatiche ma non ce la faccio a vivere così appiccicata a loro! Sono i suoi fratelli, non i miei migliori amici!! E la città è pure piccola, con un piccolo centro, quindi è inevitabile incontrarli!! Così, a gennaio 2008 me ne sono venuta a Roma, città che mi piace molto, dove risiede la mia famiglia e dove ho delle amiche. Ora sto in parte bene perché non mi tocca sopportali ma anche male perché voglio ancora bene al mio ragazzo! Sarei disposta anche a fare dei sacrifici per lui (stare lontana dai miei familiari ecc..) ma ho paura di essere soffocata, come posso pensare di tornare a vivere nella città di prima senza scoppiare? PS: lui dice che da lì non può spostarsi perchè il lavoro non glielo consente Scusi se mi sono dilungata così tanto ma sono disperata. Nel frattempo devo anche compiere delle scelte lavorative: città precedente o quella nuova, ossia Roma? La ringrazio cordialmente per la pazienza, Patt

Cara Patt,

La ringrazio anzitutto della fiducia, nel sottopormi un quesito del genere, cui francamente però non saprei rispondere, perché non conosco e non capisco fino in fondo le situazioni di cui mi parla. In generale, credo che a 31 anni sia importante anzitutto cercarsi un lavoro, possibilmente stabile, ovunque esso sia, e poi cominciare a parlare di tutto il resto. Qualsiasi ambiente familiare, anche il più opprimente, può essere tollerato con stoica virtù se ci si sente soddisfatti della propria vita, realizzati come persone, liberi di poter compiere in autonomia le proprie scelte.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


GROSSE DIVERGENZE

Buongiorno, ho una relazione da un po' di mesi con un ragazzo e sembra ci siano le premesse per la costruzione di un rapporto duraturo. Tuttavia ci stiamo scontrando con grosse divergenze in materia di gusti sessuali. Io sono più per una sessualità "dolce" e non sento unrgentemente la necesssità di provare esperienze nuove e sempre più estreme. Al contrario lui sente come una necessità l'esplorazione di territori sconosciuti e sempre più estremi (sesso di gruppo, rapporti gay, bondage estremo, pratiche fetish), sulle quali invece io ho molto dubbi. Non mi sento pronta per esperienze di quel genere (e temo che non lo sarò mai). La questione è complicata perchè pur dicendoci che ci amiamo e che vorremmo condividere il resto della nostra vita insieme, ci sono queste sue spinte che io non penso proprio di essere in grado di soddisfare. Inoltre sono convinta che non possa esserci un compromesso, data la natura del problema. Cosa posso fare? Vale la pena di distruggere un rapporti molto bello e intenso e che ci rende felici per questa divergenza? E' giusto da parte mia chiedergli chi dimenticare queste sue spinte e curiosità? Grazie.

Gentilissima,

Se anche lei gli chiedesse di rinunciare, non è detto che lui lo farebbe... Credo inoltre che lei riesca a definire questo vostro rapporto 'molto bello e intenso' solo perché dura da pochi mesi: viste le premesse infatti, e le vostre incompatibilità sul piano sessuale, è facile predire che, nel giro di pochi anni, per voi stare insieme potrebbe diventare molto difficile. Può darsi che il suo ragazzo ricerchi queste esperienze perché fanno parte del suo immaginario erotico ma che poi, all'atto pratico, sperimentandole realmente, non se ne senta più così attratto; può darsi che, nel tempo, lei possa cambiare idea e diventare sua complice in questo tipo di rapporti più trasgressivi. Non saprei dirle purtroppo, perché nessuno ha la sfera di cristallo. In ogni caso, se una coppia è troppo male assortita, non è più neanche una coppia, ma solo l'unione di due solitudini che si fanno compagnia: ne conviene?
Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


NOSTRA FIGLIA E' LESBICA

Sono un padre disperato,qualche giorno fa ,siamo venuti ha conoscenza che nostra figlia di 17 anni,aveva una relazione con una sua amica piu'grande di lei da tempo sotto i nostri occhi ingenui.I professori ha scuola avevano notato i cambiamenti d'umore è il peggioramento verso lo studio .Adesso in famiglia siamo molto proccupati mia mogli vorrebbe avere un dialogo con lei per sapere dove abbiamo sbagliato, lei non vuole,dicendo che la vita è sua è pertanto fa quello che vule.Noi non sappiamo a chi rivolgerci, e in questi casi come bisognerebbe comportarsi,anche perche e l'unica figlia che abbiamo .Spero che lei possa darci qualche risposta utile per superare questa agonia.Le porgo un cordiale saluto in attesa di una sua gradita risposta.Famiglia disperata

Gentile Famiglia Disperata,

Anzitutto cercate di prendere la notizia con calma ed evitate di rimproverarvi. Come sicuramente saprete, l'omosessualità non è una perversione, ma un aspetto abbastanza frequente nella vita sessuale di molti soggetti, non solo umani: il comportamento è stato infatti osservato in centinaia di specie animali (e questo già di per sé dovrebbe farvi capire che si tratta, malgrado i pregiudizi che ancora si hanno in merito, di un fatto abbastanza 'naturale').

Già da diversi decenni inoltre, in campo medico e psicologico, l'omosessualità non viene più considerata una malattia e nessuno psicologo serio si sognerebbe oggi di 'curarla'.

Per vostra curiosità e informazione, aggiungo che sull'argomento sono state condotte numerose ricerche, allo scopo di individuare le possibili cause del lesbismo: dal punto di vista psicologico nella letteratura scientifica si è parlato di 1. narcisismo esasperato (che porta ad una ricerca della propria identità sessuale attraverso il rispecchiamento nella partner), 2. ostilità materna (che impedisce alla figlia l’identificazione in un modello femminile, con accettazione del ruolo), 3. rifiuto paterno (che induce la figlia rifiutata ad identificarsi con il sesso opposto oppure a provare nei confronti di questo un sentimento di marcata ostilità), 4. paura del rapporto eterosessuale e dunque ricerca di un suo surrogato, 5. identificazione della bambina in un modello maschile, per compiacere i genitori che desideravano un maschio.
Tutte queste spiegazioni rimangono però solo delle ipotesi, in quanto nessuno studio è riuscito finora ad individuare una causa 'certa' all'origine di un comportamento omosessuale.

Va poi detto che, fra adolescenti, i comportamenti omosessuali sono molto frequenti e possono essere completamente superati nel tempo. E' infatti abbastanza facile, vista l'inesperienza, passare da un comportamento complice ed affettuoso con un amico/a ad uno più propriamente sessuale (così come peraltro avviene fra soggetti eterosessuali).

Nel caso che vi riguarda direttamente, c'è anche il fatto che la partner è più grande e più esperta di vostra figlia, ancora minorenne. Bisognerebbe capire meglio la qualità del loro rapporto, almeno per poter escludere che vi sia, o vi sia stata, violenza psicologica o abuso.

In conclusione, il consiglio che vi dò è quello di non drammatizzare eccessivamente la vicenda (oltre tutto, otterreste l'effetto contrario) e di parlarne con uno psicologo/sessuologo. Voi genitori infatti dovete essere aiutati a superare i pregiudizi e, se sarà necessario, a sostituire l’immagine idealizzata che avete di vostra figlia con una nuova immagine, più congruente con la realtà.

Paradossalmente, aver saputo di questa relazione omosessuale, poterne parlare insieme, potrà aiutarvi a migliorare la comunicazione con vostra figlia e a superare le incomprensioni. Anche vostra figlia ha bisogno di essere aiutata nella ricerca della sua vera identità sessuale: per approfondire la conoscenza che ha di sé e per sentirsi riconosciuta come persona, al di là delle sue scelte sessuali.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

SONO INSODDISFATTA DI MIA MADRE

Gentile dott.ssa Proietti c'è una questione molto complessa che volevo esporle e spero che lei possa essermi d'aiuto, è una cosa di cui non parlo molto volentieri e che racconto per intero solo a poche persone... Il mio rapporto con mia madre è a dir poco un disastro, io lo definisco anaffettivo, mia madre è la persona che mi lava i panni, me li stira, mi cucina e mi indica il da farsi in casa, mia madre non è mai stata mamma con me per come io intendo questo ruolo, non mi ha mai abbracciato, mai detto parole affettuose o dolci, mai mai detto un ti voglio bene, mia madre non mi ha mai fatto gli auguri di compleanno neanche per i 18 anni, ne per la laurea, ne dato un incoraggiamento per un esame o detto un brava quando sono accadute cose felici nella mia vita e quando le cose sono state più storte non le mai sentito darmi forza, anzi per farle capire quando su 4 esami ne ho dati 3 in una sessione con ottimi risultati mi sono sentita dire potevi dare anche l'altro se non l'hai fatto si vede che non avevi voglia. Si perchè la sua specialità è criticarmi, emettere sentenze come un giudice, tu non sai fare questo, non sei brava in questo, non fai quello oppure cosa che me la fa odiare in certi momenti "la figlia di Caio ha fatto questo" oppure "la figlia di Tizio ha fatto quest'altro e tu invece non fai mai niente", insomma confronti da cui io ne esco nera. Lei non sa amare, non lo sa proprio dimostrare l'affetto con noi figlie... Per non parlare poi di quando mi ha accusa di non confidarmi con lei, ma come faccio a dire cose private mie, personali ad una persona che mi da la sua critica e poi lo racconta a tutto il vicinato se le è possibile se è una cosa bella per vantarsi, se brutta per dire che sono fatta male, che sono troppo timida o troppo incapace. Il mio rapporto con li è stato un disastro da quando avevo sette anni e temo che lo sarà per sempre ed io sento tanto il bisogno di una mamma che sia mamma...
 

La sua mail sembra interrompersi e, mi sembra, manchi di una vera e propria domanda. Anche questa volta non è riuscita a raccontare tutto per intero? Dai dati che riporta nella lettera, il suo appare un caso purtroppo non raro: non tutte le donne infatti si realizzano come madri e non tutti i figli sono contenti dei genitori che hanno, o che hanno avuto.
Credo tuttavia che sua madre in cuor suo la stimi e le voglia bene, altrimenti non si capisce perché dovrebbe lavorare per lei come fa (lavare, stirare, cucinare ecc. le sembra poco?) o anche parlare dei suoi successi con il vicinato, allo scopo di 'vantarsi'. Vantarsi di che, se non di avere una figlia che vale e che lei stima? E' vero che altre volte si mostra insoddisfatta, esigente, critica: questi però possono essere anche lati del suo carattere, che nulla hanno a che fare con la relazione che ha stabilito con la figlia. Lei invece, mi consenta, cosa sta facendo, cosa ha fatto, per aiutare sua madre a sciogliersi un po', a sentirsi più gratificata, più felice? Quante volte, ad esempio, lei ha fatto a sua madre gli auguri per il compleanno? Quante volte l'ha sollevata dal lavoro domestico per permetterle di uscire, di fare qualcos'altro, anziché il solo lavoro di casalinga e le chiacchiere con le vicine?
A volte, per vedere cambiare le persone intorno a noi, occorre fare dei primi passi, prendere delle iniziative, rompere le barriere crate dal silenzio, dal rancore, dal sospetto.
Vorrei farla riflettere anche su un'altra cosa: non è infrequente che delle persone con cui non si hanno rapporti stretti di parentela possano esserci, nei momenti di difficoltà, molto vicine, molto di aiuto, spesso più dei familiari 'veri'... Cerchi dunque la sua 'madre ideale' in altre persone, magari in un partner, in un'amica, e mantenga buono il rapporto con la 'madre reale', per tutto quello che di positivo potete ancora reciprocamente scambiarvi. Le auguro di laurearsi presto, di trovarsi un bel lavoro e di togliersi tante soddisfazioni, fra cui quella della maternità, per vivere nel rapporto con i suoi figli tutto quello che le è mancato come figlia.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


SONO UNA PERSONA BRUTTISSIMA

Salve non cestini la mia lettera lo so che le arrivano tante lettere ed anche con argomenti simili ma mi risponda anche solo due righe sono disperata, e no riesco a vedere una via d'uscita da questo tunnel nero. Sono una ragazza sposata da circa un anno con un mio coeteneo, sono stata fidanzata con lui 15 anni, sono in crisi e non so come uscirne, qualche mese prima di sposarci mi sono accorta di provare un attrazione per un nostro amico, questa persona da quando la conosco mi e sempre piaciuta ma a questa cosa non ho mai dato troppa importanza e sopratutto non aveva mai messo in crisi il mio rapporto. Poi 3 mesi prima del matrimonio nella mia testa sono scoppiati mille pensieri e questa persona e diventata un ossessione, ho pensato che stavo sbagliando tutto, che non amavo più mio marito, che amavo quest'altro. Poi ho deciso di sposarmi perchè sentivo che era la scelta giusta e sentivo di non poter perdere mio marito con lui sono stata sempre felice abbiamo vissuto momenti insimenticabili. Sono sempre stata convinta della mia storia d'amore, ho sempre desiderato il matrimonio con lui mi sono sposata per essere ancora più felice, invece sono triste è un anno che combatto con questa ossessione per quest'altro uomo, mi sento una persona bruttissima poco limpida e piena di sensi di colpa. Sto distruggendo la mia storia d'amore e sopratutto la mia vita, non so più cosa fare e come uscire da questa situazione.Ho provato a evitare questa persona ma è impossibile in quanto lui e molto amico di mio marito e anche la sua ragazza e una delle mie migliori amiche. Forse e arrivato il momento di porre fine alla mia storia lasciare mio marito, lo so che soffrira e anche io ma trovera una donna migliore di me che lo potrà rendere veramente felice. Pure se lo amo mi sento troppo fragile per poter far fonte a questa situazione e sopratutto non mi riesco a perdonare i miei pensieri. Vorrei tanto buttare via la mia testa che mi sento cosi pesante e riprovare a partire ma non so come so che quello che succede e tutto un mio condizionamento mentale e la realta e diversa ma non so come fare a non farmi più a condizionare da questi pensieri ossessivi. Mi dia una mano a vivere meglio.Grazie anticipatamente. T.

Carissima,
Come lei giustamente dice, di lettere che presentano il suo stesso caso ne arrivano moltissime. La risposta è sempre la stessa: incontrare il Principe Azzurro e vivere per sempre con lui "felici e contenti" è una storia che si trova solo nel libro delle fiabe. Nella realtà le cose non stanno così: è normale che in un rapporto di lunga durata vi siano crisi, sbandamenti, innamoramenti per altre persone, periodi in cui la persona amata appare ostile e disinteressata. Non è inusuale pensare che tutto stia, da un momento all'altro, precipitando.

Per quanto riguarda il suo caso, l'importante è che lei si convinca che non sta succedendo nulla di strano: provare attrazione verso gli altri è la cosa più naturale del mondo e può succedere anche quando si vive un felice rapporto di coppia, come nel suo caso. E' chiaro che dopo 15 anni suo marito non può farle provare le emozioni che le fa provare questo ragazzo: tutto da scoprire, misterioso, seducente...

Il fatto che lei ne provi attrazione non dimostra che lei è una persona 'bruttissima', ma che è una persona del tutto 'normale': intelligente, curiosa della vita, con un sistema ormonale che funziona alla perfezione...

Cosa fare allora? Stringere i denti, valutare se vale la pena o meno cedere alla tentazione (e mi sembrerebbe proprio di no, visti anche i legami del personaggio con la vostra coppia) e andare avanti. Se lasciasse suo marito infatti e, dopo un anno ne trovasse un altro, chi le garantisce che dopo altri 15 anni non le ricapiti la stessa cosa?

Il problema infatti non è nel potenziale seduttivo dell'altro, ma è dentro di lei: torni ad essere padrona dei suoi pensieri e delle sue azioni, cerchi di occupare il suo tempo nel modo migliore, non si giudichi così male e si impegni al massimo nel suo rapporto di coppia, per prevenire ulteriori sbandate.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 



QUANDO LA FIGLIA HA IL RAGAZZINO
 

Ho una figlia di 14 anni che da febbraio ha cominiciato ad un uscire con un ragazzino di 16 anni che fa quegli stage lavorativi. Da quel momento ha cominciato a raccontare bugie (avevamo un bellissimo rapporto di confidenza), a marinare, ad andare male a scuola (la boccerranno). Ha avuto rapporti completi per la prima volta. Ha usato una sola volta a suo dire il "popper" perchè le hano detto che che no era una droga.Subito allarmati dal suo comportamento dopo soli 15 giorni abbiamo consultato uno psicologo che ci ha consigliato, vedendo prima noi, poi la ragazza e poi tutti e tre insieme, di mettere delle regole sia da parte nostra che da parte sua e che se non venivano rispettate scattava il castigo. Abbiamo inserito queste regole (le abbiamo ridato il computer, internet, che le avevamo tolto) e lei la trasgredite subito marinando. Di conseguenza è scattato il castigo. 2 settimane fa mi dice che ha avuto un rapporto non protetto (nonostante le nostre raccomandazioni) l'ho portata subito a prendere la pillola del giorno dopo. Tra l'altro c'era un pò di maretta col ragazzino si lasciavano si riprendevano. Ieri pomeriggio ci chiede se poteva andare a dormire da un'amica (ci siamo consultati con mio marito, noi eravamo al lavoro) e le abbiamo risposto di no. Torniamo a casa la sera alle 19,30 e alla nostra richiesta di venire a tavola, risponde che non ha fame e cerca di evitare il mio sguardo. Dopo 2 ore esce dalla camera e mi accorgo che ha una escoriazione al mento, alla mano e al petto, le chiedo che cosa è successo e risponde che è scivolata stava correndo giù dalle scale col suo ragazzo e inavvertivamente lui le ha dato un colpo che l'ha fatta andare a sbattere contro il muro procurandole quelle escoriazioni. Mio marito le ha detto di dire la verità perchè sarebbe stata una cosa grave da andare dai carabinieri. Lei risponde che se le avesse fatto del male lo direbbe che non è mica scema. Il fatto è che io non credo più a mia figlia dopo tutte queste bugie. Lei cosa mi consiglia? Sono disperata. Ho paura che possa combinare qualche cosa di spiacevole. Grazie.

Cara signora,

Il rapporto con lo psicologo mi sembra sia stato un po' troppo sbrigativo: non è con tre sedute che si aiutano un adolescente e la sua famiglia ad uscire da un periodo di difficoltà. Se siete stati voi, come è probabile, a voler tagliare drasticamente le sedute di psicoterapia familiare, vi consiglio di ricominciare tutto da capo e di aspettare un periodo di almeno sei mesi/un anno, prima di potervi sentire più tranquilli e, gradualmente, sospendere o diradare gli incontri con lo psicologo. Le regole che vi ha consigliato il collega infatti sono ottime e sacrosante, ma perché esse siano efficaci e possano essere rispettate vanno continuamente discusse, adattate, rinnovate, a seconda degli eventi che accadono, dentro e fuori la famiglia. Lo psicologo, un professionista che conosce i fatti, ma che è estraneo ai reciproci condizionamenti generati dai legami familiari, può essere in questi casi molto di aiuto: non solo per i genitori, ma anche per l'adolescente stesso. Infatti, confidarsi e consigliarsi con una figura adulta, ma estranea all'ambiente familiare, può aiutare l'adolescente a non subire passivamente le regole imposte dal gruppo dei coetanei (a proposito del popper) così come gli atteggiamenti stupidamente aggressivi di un sedicenne alle prese con la sua prorompente virilità.
Poi c'è il problema della sessualità: visto che sua figlia ha rapporti sessuali completi, va trattata come una donna. Dunque, visita ginecologica, uso di metodi contraccettivi, informazione sul periodo fertile e sui rischi di malattie sessualmente trasmesse.
In questo momento vi trovate in difficoltà perché vi sembra che la 'ricetta' magica dello psicologo, che sembrava risolutiva, si è rapidamente svuotata di qualsiasi contenuto e voi non sapete più quale strada percorrere. Il consiglio è tornare indietro, perché la strada della consulenza psicologica in realtà non l'avete ancora percorsa.

Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
 

15ENNE STANCA DELLA VITA

Sono la mamma di una ragazza di 15 anni depressa, che rifiuta l'interazione con qualsiasi psicologo, mia figlia dorme di giorno e sta sveglia di notte chattando su internet, siè rinchiusa in casa e non frequenta amici, fuma tantissimo e a volte si ubriaca, sostiene che la vita non ha senso e che lei non ha alcun valore, da 20 giorni si rifiuta di andare a scuola. L'ho portata dal dott. XX che mi ha prescritto una cura a base di psicofarmaci che non posso attuare perchè il mio ex marito è contrario. Mi ero separata tre anni fa perchè il padre lasciava film a luci rosse alla portata dei ragazzi e loro li hanno visti. Non so come aiutare mia figlia. La ringrazio di una sua risposta.

Gentile signora,

Le consiglierei di rivolgersi allo psicologo del suo distretto sanitario, oppure ai servizi sociali del suo Comune, o anche allo psicologo scolastico (se c'è). Infatti, sua figlia è minorenne e lei è responsabile della sua salute, fisica e psichica. Sicuramente il comportamento della ragazza è abbastanza disturbato, ma è difficile per me (e forse anche per lei) comprenderne a pieno le cause, anche perché non sappiamo nulla della sua "second life" su Internet. Cerchi, se può, di stabilire con lei un maggiore dialogo, si sforzi di capire cosa c'è che non va, presti ascolto e provi ad essere di aiuto, con affetto ed evitando atteggiamenti troppo giudicanti. Sua figlia infatti potrebbe avere bisogno di uno psicologo, così come di psicofarmaci, ma forse più di ogni altra cosa sarebbe importante per lei avere accanto una figura genitoriale forte ed autorevole, che possa diventare un punto di riferimento ed insegnarle i limiti oltre i quali non è consigliabile spingersi. Se finora questo non è stato possibile, vista la difficile vita con il suo ex marito, i traumi della separazione ecc. ecc., non è detto che, da oggi in poi, non si possa cambiare tutto e migliorare la qualità dei rapporti all'interno della famiglia. Forse un supporto psicologico in questo momento difficile potrebbe aiutare anche lei ad essere più forte, serena e propositiva con sua figlia.
Cari saluti e tantissimi auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


LE RACCONTO LA MIA STORIA

Le scrivo perché sono molto triste e vorrei aiuto. Le racconto la mia storia: a 30 anni la vera unica prima storia, ed è per quest’ultima che le scrivo. Lui è un ragazzo più piccolo di me di 4 anni. La storia è nata in maniera semplice e dolcissima, lui aveva alle spalle qualche storia seria, diceva di non amare le avventure e io arrivavo dopo 2 anni di solitudine e di precedenti brevi storie che chiudeva per mancanza di innamoramento.Un ragazzo serio e maturo, profondo, con una grande capacità di analisi, di rara sensibilità, idealista come pochi. La nostra storia è cresciuta con i tempi e i passi giusti, con la sua giusta pazienza vista la mia totale inesperienza, ambedue non avevamo pretese, solo speranze, la speranza di stare bene insieme, aiuto e stima reciproca. La prima lite dopo 8 mesi, quando ad una cena in presenza di altre donne lui si “dimentica della mia presenza”. Le sue spiegazioni: “che vuoi le donne mi piacciono ma mai ti tradirei, sono solo più gentile con le belle donne tutto qui”. mi convince a continuare la storia dicendomi che tutti gli uomini lo pensano solo che lui è più “sincero” degli altri, e che in giro non troverò di meglio. Ho sempre sentito il suo amore, sapevo che mi amava. La storia cresce da altri punti di vista, io mi trasferisco in un’altra città per motivi di lavoro e finalmente riesco ad avere una stabilità economica, lui ancora no. Mi ha fatto innamorare di lui anche il fatto che non fosse un ragazzo incline alle avventure, con un senso dell’etica e della moralità, con una correttezza e una sincerità poco comuni. Un ragazzo che non si abbandonava a commenti e battute volgari sul sesso, serio ed educato, pur con esperienza alle spalle. Le liti cominciano perché ogni volta che si esce, che si va al mare, a cena o a fare una passeggiata…non fa altro che fare commenti su tutte le donne che passano, sul fisico: “che bel seno che ha quella…. , che bel sedere quell’altra…, quella è una poco di buono, io le donne belle le odio perché se la tirano e non le avrò mai….”. Io vado in crisi, e ad ogni uscita è un mio pianto, ogni volta che mi racconta di tutti i calendari con cui si trastulla io vado in crisi. Mi chiedo il motivo per cui deve mettermi al corrente di tutte quelle che trova essere meglio di me. Gli chiedo a che cosa spera che porti questo se non a darmi insicurezze, incertezze su di lui. Gli continuo a spiegare che il bello va guardato ma che non è possibile che mi debba rendere partecipe delle sue fantasie sessuali continuamente come se io fossi un compagno di caserma; le sue giustificazioni sono sempre le stesse: “tutti gli uomini lo fanno, io sono solo sincero, mio padre lo fa e non c’è niente di male, tu sei solo un’insicura complessata…ti dico che ti amo cento volte e che sei bella cento volte e poi vai in crisi lo stesso, sei insicura,io mi comporto con te come mi comporterei con i miei amici, senza filtri”. Ogni giorno mi dice che mi ama e che sono bella, ma , ogni giorno mi dice che il mondo è pieno di belle donne che io raggiungo la sufficienza(mi perdoni l’immodestia ma per i più io supero abbondantemente la media) e mi tortura su qualche mio presunto difetto fisico, salvo poi dire “ma io scherzo” oppure “che fortuna che hai a stare con un adone come me”, ma anche “ti amo”,”non pensavo che potesse essere così l’amore”, “con te ho raggiunto la maturità sessuale”,”il sesso con te è qualcosa di meraviglioso, non può esserci di meglio”. L’ho amato perché faceva l’amore con amore. Dopo un anno e mezzo di relazione il suo tormentone era:”io vorrei un harem, me le farei tutte, per stare con te devo rinunciare a tutte le altre” e non c’era una volta che si uscisse che non si distraesse con la prima ragazza che passasse, e visto che ci vedevamo due giorni al mese…io piangevo. Gli dicevo che dirmi in faccia continuamente chi si volesse fare era una cosa che non portava a nulla, non ci guadagnava nulla se non ferirmi, e che quindi se continuava a farlo e a farmi piangere voleva dire che voleva ferirmi. Gli chiedevo se gli mancava qualcosa, se non era soddisfatto, se voleva rompere per “godersi la vita” e lui rispondeva che non gli mancava nulla, che era appagato sotto tutti gli aspetti, che ero bellissima, sensualissima, “la donna più intelligente che avesse conosciuto” che con me aveva conosciuto il vero significato dell’amore e che la nostra affinità sessuale era strepitosa, che senza di me si sentiva perso, che non riusciva a camminare solo sulle sue gambe. E’ spesso nervoso , lavora moltissimo non esce quasi mai di casa, ha spesso un atteggiamento aggressivo e critico sia con me che con la famiglia. Lui stesso mi diceva che era talmente critico e nervoso con i suoi che spesso gli dispiaceva. Tante volte mi diceva che ero bella quante mi controllava se avessi rughe, mi diceva che ero bellissima e dopo 5 minuti trovava un altro difetto. Vedendo le foto di un po’ di anni fa in cui ero grassa, mi diceva che facevo schifo e che avevo un coraggio da leone a mostrargliele. Poi scopro che chattando con un suo amico, che per scherzo gli chiedeva quando ci saremmo sposati, lui gli comunicava che aveva conosciuto una che aveva cercato di invitare, alle mie richieste di spiegazioni lui rispondeva che non esisteva, che era solo una fantasia; era così,una fantasia. Poi sono cominciate le battute a sfondo sessuale, un’aggressività sessuale strana per lui, sempre “molto inglese”, e i discorsi sul fatto che era bellissimo e che se voleva poteva avere tutte le donne che voleva perché era l’uomo più intelligente che esistesse, discorsi frammezzati da altri che dicevano che eravamo una coppia perfetta, che lui non era un granchè, che aveva ricevuti molti rifiuti e che io ero il meglio che potesse sperare di avere perché io ero completa. Stanca delle continue critiche gli dicevo che se lo avessi fatto io lui avrebbe resistito poco perché non sopportava le critiche (anche per quelle minime esplodeva), e lui reagiva alterandosi e dicendomi di stare zitta gridandomi insulti irripetibili. Mi faceva rarissimamente regali, mi ritrovavo a dover mendicare attenzioni, a mendicare di venirmi a trovare (lo facevo sempre io) e quelle rare cose che ha fatto per me (cose che chiunque farebbe per la propria donna, o per il proprio amico) me le ritrovavo rinfacciate…. Dopo un paio di uscite in cui tornavo a casa “illesa” nell’ultima cominciano i commenti su tutte le donne della sala, sino a quando non si concentra su una cameriera…e tocca nuovamente il fondo dicendo:”ha il fisico meglio del tuo, me la porterei in bagno e…”, vista subito la mia espressione mi chiede scusa (e quando chiedeva scusa si sapeva fare perdonare), dicendomi che avevo ragione quando dicevo che tutta la sua cultura non gli sarebbe servita a nulla se non aveva educazione, che era solo un bicchiere di troppo…io rispondo che ero stanca e che avrebbe provato sulla sua pelle quello che voleva dire essere messo continuamente a paragone…..dopo 10 minuti…è scoppiato, dicendomi che per tutti i commenti fatti sugli altri uomini avrebbe dovuto lasciarmi. Tiriamo avanti per altri quattro giorni di felicità fino a quando non ricomincia con uno dei suoi soliti tormentoni: io non mi voglio sposare prima dei 40 anni, non voglio rinunciare a nulla delle cose che voglio fare, per allora tu sarai vecchia e non potrai avere figli, forse fra 4 anni ci penso….io comincio la guerra psicologica, gli dico che se è così, se non esiste un noi, io voglio poter frequentare altre persone perché neanch’io devo pagare per essermi innamorata di uno più giovane ed egoista….lui preoccupato, prima dice che forse si sarebbe sposato prima, che forse gli sarebbe venuta a lui la voglia di avere figli prima che a me, poi esplode, mi insulta e quando gli dico che lo avevo solo voluto ferire come lui puntualmente faceva con me, lui mi dice che vado punita e mi minaccia come al solito di lasciarmi(ogni volta che c’era una lite ero sempre io a tornare chiedendo scusa a torto o a ragione, umiliandomi e implorando, sentendomi dire che ero “in prova” finchè non avessi fatto l’ennesima predica sul rispetto che pretendevo). La sera lui mi chiama tesoro, poi mi vuol comprare cioccolatini (cosa che non ha mai, mai, fatto), poi mi deve far cenare, mi da un bacio, il giorno dopo risponde al telefono, poi….scompare, si rende irraggiungibile. Avevo passato gli ultimi giorni ad assisterlo, perché malato, con un amore che lui stesso mi riconosceva e avevo assistito alle telefonate che faceva ai suoi in cui li aggrediva e richiamava loro attenzioni, in cui gli dava a credere che era seriamente ammalato (una banale influenza!) e si lagnava di tutte le cose che andavano male…quando gli dico che esagerava lui mi risponde con aggressività,che non ho la più pallida idea di quante cose vanno male sul lavoro, che sono una privilegiata perché lavoro, e che visto che ho “i soldi e lui” non mi posso lamentare di niente e che ha lui “il coltello dalla parte del manico”…così scopro che con me non si confida…eppure credo di aver fatto tutto quello che una donna innamorata doveva fare… Scopro che non mi reputa all’altezza o che non mi vuole rendere partecipe dei suoi pseudofallimenti..mi domando e le domando, siamo una coppia? Questa coppia l’ho voluta fortemente tenere in piedi io e non c’è mai stata? Le mie richieste di “non mancarmi di rispetto” erano veramente “da sciocca insicura”? E’ giusto che un uomo che ama debba sempre tenere “sul filo dell’equilibrista” la propria donna ricordandole che è vecchia e che se mi lascia mi rovina la vita o era veramente eccessivo scrupolo nel mettermi in guardia che poteva non esserci il lieto fine nella nostra storia? Ma soprattutto come giudicare il fatto che è scomparso senza dare spiegazioni nel nulla? Io dopo un paio di tentativi andati a vuoto, visco che non risponde al telefono e al citofono non l’ho più cercato, dopo 15 giorni gli ho mandato una mail spiegando i comportamenti suoi che mi facevano star male e che non avrei fatto più nulla, che stavolta era lui a dovermi dare quelle dimostrazioni che sempre cercava da me e la storia è finita da due mesi….la mattina mi ha mandato un sms con la scritta ti amo, si è commosso dichiarandomi amore e la sera…è scomparso…. Spero mi risponda

Gentilissima,

Come vede ho lasciato molto spazio a questa sua bella e intensa lettera. La risposta che mi sento di darle è che PER FORTUNA questo mostro, non saprei come altro chiamarlo, è scomparso dalla sua vita... Forse la solitudine durata due anni, la poca esperienza, l'hanno portata a sopportare una storia che ben poche donne oggi sopporterebbero. Le tante umiliazioni, le offese gratuite, l'aggressività, mostrano che questo "signore" è completamente diverso da quello che lei ha visto o ha tentato di vedere, in forza dell'amore (... dove sono lo stile 'inglese', l'educazione, la cultura?) A me sembra sia solo una persona immatura, piena di complessi, che ha bisogno di continue conferme per capire il suo valore e che è capace di essere forte solo con chi è più debole, ovvero con le persone che gli vogliono bene.
Sicuramente lei merita molto, ma molto di più...
Cari saluti e tantissimi auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


CHI E' PIU' PAZZO?

In passato sono riuscito ad uscire abbastanza rapidamente da storie chiuse dall'altra persona... Massimo 2-3 settimane e stavo meglio di prima!!! L'ultima invece, anche se è stata molto più breve, mi sta mettendo veramente in crisi!!! Una storia durata 6 mesi... con qualche litigio ma entrambi molto presi!! Lei era molto gelosa, voleva uscire sempre con me pur di evitare di lasciarmi solo!! Mi dava fastidio il suo fiato sul collo ma cmq sopportavo, accontentavo ed apprezzavo!! Un mese e mezzo fa di punto in bianco, senza aspettarmi una reazione del genere, mi dice che non era sicura di amarmi!! Fin qui tutto normale... Dopo aver sentito certe cose decido di chiudere!!! E' stata per 2 giorni interi a messaggiarmi e chiamarmi in modo maniacale per farmici ripensare... Rispondo all'ultima delle sue 1000 chiamate e dopo una lunga conversazione riesce a convincermi e decidiamo di vederci per chiarire!!! Dopo mezz'ora da quella chiamata mi richiama e mi dice di non essere più sicura di volermi e che è meglio non vedersi!!! Fin qui quasi normale... Dopo quel giorno è iniziato lo strazio!! All'inizio chiamava 20-30 volte al giorno fino a quando non rispondevo esasperato... continuava a dire che era sicura della sua scelta, diceva che era dispiaciuta, piangeva e riattaccava... poi ricominciava esattamente come prima fino a quando non rispondevo di nuovo!!! Adesso le chiamate e il modo è cambiato!! Messaggia tutti i giorni per accusarmi di darmi alla pazza gioia con la vita da single... il bello è che le sue accuse sono infondate e proprio per colpa dei suoi modi che illudono non riesco nemmeno a pensare di andare avanti!!! Ogni volta che si parla dice che è confusa, che non sa quello che vuole, che non fa niente con nessuno ecc!! Mi fa sentire talmente in colpa di andare avanti per dimenticarla che non lo penso nemmeno e questo mi fa stare solo male!! Poi sinceramente, anche se è un tipo molto stravagante, mi sta mettendo in crisi psicologicamente!!! Vorrei ritornare con lei ma nn mi è permesso... vorrei andare avanti ma mi fa sentire in colpa e continua a controllarmi!!! Questa sera sto per uscire con lei per la prima volta dopo tutto questo tempo... voglio chiarire faccia a faccia questa situazione!! So che nn servirà a niente ma almeno ci provo!!! A questo punto non so più chi è più da manicomio tra i 2!!! Lei che lascia e mi martella così nonostante io cerco di non sentirla o io che perdo tempo e spero ancora in un tipo bizzarro come lei!! Non so più che fare e come comportarmi!! Grazie per il tempo perso!!

Gentilissimo,

Perché qualcuno diventi un 'carnefice', c'è bisogno che qualcun altro faccia la 'vittima'. Dunque, ciò che le consiglio è di uscire dal ruolo predestinato della vittima, del 'buono' di turno, per proporsi a questa ragazza con maggiore personalità ed autodeterminazione. Ormai siete entrambi immersi in questa "follia a due" e forse non vi rendete più conto di come vi state comportando, ma andando avanti così esaurirete tutte le vostre energie, senza riuscire a trovare soluzioni adeguate per questa insostenibile situazione di coppia. Mi domando se a lei non convenga, a questo punto, divertirsi davvero come 'single': la cosa le permetterebbe di conoscere altre persone, altre situazioni, oltre che di riflettere sul vostro rapporto con maggiore distacco e serenità. In ogni caso, a mio parere la ragazza di cui mi ha parlato ha sicuramente bisogno di aiuto psicologico: cerchi di consigliarle di andare in terapia e, se non lo volesse fare da sola, le proponga di andarci insieme. In ogni caso, male non fa. Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


UNA SIGNORA DI 34 ANNI

cara dottoressa sn una signora di 34 anni sposata da 14 cndue figli il mio problema e' mio marito,io vorrei sapere il perche' lui nn abbi stimolo per fare l'amore con me premetto che io ho fatto di tutto x attirare la sua attenzione ma lui non mi considera molto lo facciamo ogni cuando lui se lo sente una volta al mese oppure ogni due mesi e veloce pure che poi si gira e si addormenta di colpo non c'e un gioco fra di noi di complicita' preliminari se gle lo dico io bene altrimenti lui dice sempre mi va bene io nn mi son senita mai appagata sul lato sessuale ma x far si che possa continuare il nostro rapporto vad avanti ma sono arrivata ad un punto che mi sono stancata e vorrei separarmi cosa mi consiglia grazie mille.

Cara 'signora',

Lei parla come se avesse 60 anni ed invece ne ha solo 34! Oggi molte ragazze, alla sua età, si sposano o cominciano a convivere: mi sembra dunque opportuno che lei faccia qualcosa per ritrovare un po' di soddisfazione personale, che non può certamente esaurirsi in un buon rapporto con i figli e in questi squallidi "rapporti sessuali" di cui parla. Ciò che le consiglio è di sollevare il problema con suo marito, di cercare di approfondire il discorso, con toni pacati ed in modo costruttivo. Non aspetti dunque un momento di disperazione per parlargliene, ma cominci, un po' al giorno, a spiegargli perché non si sente una persona felice. Veda poi le sue reazioni: nel caso decidesse di lasciarlo si assicuri prima un lavoro o un'entrata che le possa permettere di vivere senza dover dipendere da lui.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN BRUTTISSIMO INTERVENTO

Sono sposata da molti anni mio marito ha subito un bruttissimo intervento anni fa ed ha iniziato ad avere un po di problemi sessuali. da poco ho scoperto che è stato con una prostituta anni fa, lui dice perchè non si sentiva più uomo e si sentiva umiliato tutte le volte che si provata ad avere rapporti. mi assicura che è stata l'unica volta e che è stato bruttissimo. Io purtroppo non riesco a passarci sopra perchè penso che non sia stata l'unica volta ma lui ha giurato e piangendo ha detto che sono la sola persona che ama. secondo Lei è il caso che seguiamo una terapia..lui soffre perchè dice che ha paura che da un momento all'altro io possa prendere una decisione di lasciarlo..dovrei credere a quello che mi dice??


C
ara signora,

La sua rabbia e la sua gelosia sono più che comprensibili, ma forse in questo momento dovrebbe far emergere la sua parte razionale, per difendersi soprattutto da sé stessa e dai pensieri negativi che la perseguitano. Come lei dice, l'intervento che ha subito suo marito è stato 'bruttissimo': non ragioni dunque come una donna ferita in una condizione di 'normalità', ma cerchi di capire la personalità di un uomo che sta cercando disperatamente un nuovo equilibrio con sé stesso. Sentirsi improvvisamente privato della sua abilità sessuale può aver portato suo marito a dubitare del suo valore personale ed a pensare, sbagliando, che andare con una prostituta avrebbe potuto rappresentare per lui una valida soluzione. Cerchi dunque di capirlo, di aiutarlo a superare il brutto momento che sta vivendo, magari sperimentando un tipo di sessualità più 'soft' che non lo metta a dura prova e che gli permetta di mantenere la stima di sé, come uomo e come marito. Se non riesce da sola, è una buona idea farsi aiutare da un terapeuta.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


DEVO ESSERE DONNA, AMICA O MADRE?

Siamo insieme da 8 anni e mezzo e conviviamo da quasi 5 anni. L'ho tradito qualche anno fa ed ora, mi ha tradito lui allo stesso modo. Stiamo cercando di ricostruire il rapporto ma, lui dice di non avere più desiderio sessuale. Mi dice anche che non dipende da me. Cerco di creare la situazione ma puntualmente lui la esaurisce dicendo o facendo in modo di sfuggirla. Abbiamo parlato di questo, non molto perchè io ho paura che lui possa arrivare a dire che il rapporto è finito. Lui dice che sta bene così e che non gli spaventa pensare di invecchiare con me. Gli ho chiesto un figlio già da tempo ma non vuole. Dice che non scaturisce da un conflitto e che potrebbe essere perchè lui ha sempre interrotto il coito (non usiamo contraccettivi). Gli ho proposto di andare da uno psicoterapeuta ma lui è contrario. Come devo affrontare il problema? Devo essere donna oppure amica oppure madre? E soprattutto, c'è qualcosa che io possa fare?

gentilissima,

Le direi che dovrebbe essere senz'altro 'donna', ma se il suo uomo non lo desidera credo sia inutile e controproducente insistere. D'altra parte, un rapporto come il vostro è in forte crisi e, se non vi saranno cambiamenti, potrebbe in poco tempo giungere al capolinea.
Penso che l'idea di provare con una terapia di coppia sia ottima, ma anche qui, se uno dei due partners non ne è convinto e non collabora, c'è poco da fare.
Forse l'unica strategia valida a questo punto è quella del 'prendere o lasciare', un ultimatum del tipo:
"o ci diamo da fare per migliorare insieme il nostro rapporto, oppure ci lasciamo per sempre".
E' vero che, così facendo, lei rischia di perdere una persona che ancora ama, ma considerando che il rapporto fra voi è ormai quasi spento, di metter su famiglia non se ne parla, altre prospettive non ce ne sono... A cosa serve restare insieme? Forse in quel suo tradimento di qualche anno fa c'era già il disperato bisogno di ritrovare un amore vero? Poi cosa è successo? E' forse la paura di sbagliare, di restare sola, a frenarla? Se così fosse, non scarterei l'ipotesi di fare intanto una psicoterapia individuale di sostegno, per fare luce dentro di lei e decidere sul suo futuro con maggiore consapevolezza.
La saluto cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Gentile dott.ssa, sono una donna sposata da 4 anni. Pensavo di aver ottenuto tutto quello che cercavo dalla vita, una famiglia, un lavoro sicuro, una vita serena... Invece qualche mese fa ho incominciato a provare una forte simpatia per una persona molto più grande di me, un collega, molto intelligente e di elevata cultura, un pò filosofo e un pò poeta... Quella che prima credevo fosse unicamente ammirazione si è trasformata a poco a poco in una vera attrazione da tutti i punti di vista, fisica, mentale, empatica... Ogni giorno piangevo perchè non riuscivo più a capire cosa volessi, chi fossi, dove fossero i miei valori. Pensavo a mio marito, al nostro rapporto e alle cose dette e lasciate passare che risuonavano nella mie mente come dei tamburi, al rapporto drastico che ho con i miei suoceri, ai miei genitori e ai valori che mi hanno trasmesso...a LUI, che con i suoi messaggi mi trascinava sempre più verso la sua parte...Mi sentivo come trascinata in un vortice, mi disperavo, il cuore lacerato, distrutto, ho pensato anche di voler morire, perchè non riuscivo più a ritrovare me stessa, la MIA STRADA, la mia vita... Non è mai successo nulla fra noi perchè IO non ho voluto che accadesse! Non ce la facevo più, mi sentivo uno straccio, sono riuscita anche ad usurare il rapporto con mio marito, senza però mai confidargli il perchè stessi così male. Ho tentato anche l'aiuto di una psicologa. Poi, con il suggerimento forzato di una mia amica, alla quale avevo confidato tutto, ho deciso di tagliare quella corda che mi teneva legata a QUELLA persona, e lui ha reagito non scrivendomi più. Un giorno, in occasione di un incontro di lavoro, l'ho inseguito perchè desideravo spiegargli il perchè della mia ascelta, il perchè stessi però così male... Lui mi ha chiuso la portiera della macchina in faccia ed è scappato, fuggito... Sono passati alcuni mesi, l'ho rivisto pochi giorni fà (sempre per motivi di lavoro), ma ha fatto finta di non vedermi, si è rintanato in un angolo e non si è più mosso, così anche io, non l'ho guardato, ho solamente sentito la sua voce. Ci siamo completamente ignorati con il corpo, ma, almeno io, non con la mente... Non so, è come se avessi ancora bisogno di sciogliere quel nodo, avere e dare quelle spiegazioni che potrebbero, forse, liberarmi da quel legame così pericoloso. Lui mi ha fatto sentire male, ma io lo sento ancora vicino a me. Vorrei odiarlo, cacciare dalla mie mente i suoi occhi, la sua voce, i suoi ricordi... E' faticoso, un pò alla volta sento che sto riacquistando la mia identità, la forza che avevo prima di conoscerlo, l'amore per la vita... Perchè sono ancora legata a lui? Perchè questo uomo, dell'età di mio padre, mi confonde ancora la vita? Perchè ho lasciato che entrasse nel mio cuore e lo toccasse così nel profondo? La prego gentilemte di aiutarmi a rispondere a queste domande, che ogni giorno pongo a me stessa. Grazie. Barbara


  Gentilissima Barbara,

L'amore è un 'virus' dal quale nessuno è immune, dal momento che, come lei ha sperimentato, colpisce senza pietà anche le persone che vivono in coppia ed hanno una vita apparentemente serena (forse 'troppo' serena...). Probabilmente ciò che l'ha attratta di quest'uomo è la sua cultura, la sua maturità, l'esperienza... Forse suo marito da questo punto di vista è un po' carente, forse in quest'uomo lei ha visto un sostituto paterno, forse il vostro rapporto coniugale stava entrando in una fase di stanchezza... Forse è andata così solo per un caso della vita, senza una ragione precisa. Non serve ora tormentarsi sul 'perché' lei si è innamorata di un altro: meglio concentrarsi sul cosa fare per ritrovare un po' di equilibrio.
Visto che LEI non ha voluto che accadesse qualcosa di più con l'altro, deve intanto attribuirsi il merito di aver compiuto una scelta consapevole e di aver deciso autonomamente cosa fare della propria vita, senza seguire la corrente, che probabilmente l'avrebbe portata altrove. Ora deve solamente cercare di essere coerente con le scelte effettuate. Cercare l'altro con l'obiettivo di dare e ricevere spiegazioni ormai inutili (visto che la storia è finita) è sbagliato, oltre che autolesionistico: bene ha fatto dunque il suo collega a cercare un allontanamento, che lei deve assecondare, in modo attivo e passivo, per poter uscire presto e bene da questa tormentata situazione. Rifletta sul fatto che, malgrado lei abbia vissuto momenti difficili, questi si sono verificati solo nella sua testa ed hanno riguardato una persona che è ormai uscita dalla sua vita: nella sua vita reale non è praticamente successo 'quasi nulla' e tutto può dunque ricominciare come prima, meglio di prima. L'esperienza avuta le avrà probabilmente fatto capire che c'è qualcosa nella sua vita che le manca: poniamo che questo 'qualcosa' sia la cultura, la filosofia, la poesia... Perché non ricercarlo in prima persona, anziché vivere di luce riflessa (es. iscrivendosi all'Università, a qualche corso, circolo, club, ecc.)? Meglio ancora: perché non coinvolgere suo marito in qualche nuovo hobby o iniziativa che possa colmare la sua sete di conoscienza e, nello stesso tempo, rinnovare un po' il vostro rapporto, dandovi nuovi obiettivi da realizzare insieme? Ci pensi.

Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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