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MIO NIPOTE Buongiorno, mi chiamo
Paola, sono la zia di un ragazzo di 14 anni che frequenta la 1 Sup. So
che mio nipote è fatto oggetto di prese in giro e scherzi perchè è
diverso dai coetanei. Mi spiego: ama cucinare, ama i fiori è una
persona buona sensibile è carino ma purtroppo per lui a volte balbetta
è timido e soprattutto in famigli ci siamo accorti (i suoi genitori ed
io) che ha atteggiamenti ,nel camminare - gesticolare, che fanno
pensare ad una persona gay. So che questo non basta a far di lui un
gay, anche perchè onestamente non lo sappiamo, ma una persona adulta
lo capisce, ragazzini di 14 anni no. Io vorrei aiutarlo a non sentirsi
ferito, a vivere a testa alta, ad essere forte psichicamente ma non so
cosa dire e se per il momento far finta di niente, mi fa male al cuore
vederlo soffrire. Un'altra cosa i suoi familiari sono persone attente
che sicuramente lo aiuteranno, ma il problema si è aperto a me io gli
voglio troppo bene e vorre che non soffrisse. Grazie per l'attenzione,
sono felice di aver potuto esternare questo mio problema.
Cara Paola,
Oggi per fortuna l'omosessualità non è più considerata un problema
sociale, né una malattia: al momento dunque l'unica cosa che c'è da
fare è cercare di aiutare il ragazzo ad inserirsi sempre meglio nel
gruppo dei coetanei, a scuola come nello sport, cercando di dargli
degli obiettivi da raggiungere, sia a livello individuale che di
gruppo, che possano accrescere la sua autostima. Gli hobbies della
cucina e dei fiori andrebbero giustamente coltivati, ma non a danno
della vita sociale del ragazzo: essi non debbono diventare una
giustificazione di diversità, come mi sembra stia invece accadendo.
Se suo nipote è troppo timido, potrebbe essere un'idea farlo aiutare
in questa fase da uno psicologo, con il quale il ragazzo possa
confidarsi su tutto e ricevere validi suggerimenti, rassicurazioni e
rinforzi.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN ALUNNO DIFFICILE
gentile dottoressa lavoro in una scuola elementare e in una
prima c'è un bambino, quindi di 6 anni, proveniente da una famiglia
con delle difficoltà, che non sembra capace di accettare il
rimprovero e sopportare piccole frustrazioni. Vuole sempre sembrare
bravo a costo di copiare tutto dal vicino. Non accetta se gli si
dice che ha sbagliato qualcosa, risponde all'adulto con insistenza
che è giusto quello che ha fatto, fa dispetti ai compagni, loro si
lamentano e lui subito "non è vero"..quando lo si rimprovera un po'
di più per qualche comportamento (ha rotto un oggetto, vuole
correggere il voto dell'insegnante, litiga coi compagni..) a volte
reagisce sbattendo il quaderno a terra e nascondendosi dietro ai
cappotti in fondo all'aula, striscia a terra, una volta ha cercato
di uscire dall'aula..e niente riesce a farlo tornare al banco al
lavoro..quale può essere una strategia da usare? lo si lascia là
ignorandolo per non rinforzare questi comportamenti che mi sembrano
volti a venire compatito e fare l'offeso..? o cosa? grazie per
l'attenzione
Gentilissima,
Complimenti anzitutto per il suo interesse e la sua motivazione nel
volersi impegnare a modificare gli atteggiamenti di questo bambino,
che manifesta notevoli difficoltà di inserimento scolastico e di
socializzazione. Credo però che lei non possa fare molto per lui se
non coinvolge anche la famiglia, perché chiaramente questi
comportamenti sono il sintomo di qualche malessere. Occorrerebbe
dunque capire meglio quali siano le reali condizioni di vita e i
disagi familiari che vive attualmente il suo alunno, ma ancora più
importante sarebbe comprendere se i genitori si rendono pienamente
conto delle difficoltà del loro figlio a scuola e se siano o meno
interessati a collaborare con lei per produrre qualche cambiamento.
La prima cosa da fare dovrebbe essere dunque quella di parlare con i
familiari del bambino e cercare insieme a loro di mettere a punto un
piano in cui scuola e famiglia possano fare ciascuno la propria
parte. Per cominciare si potrebbe pensare a coinvolgere il bambino
in un lavoro di gruppo, assegnandogli delle responsabilità, in modo
che possa sentirsi amato ed apprezzato dall'insegnante e dai
compagni di scuola ed accrescere così la sua autostima e le sue
abilità sociali.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IO, LUI E SUA MADRE
Gentile Dottoressa, sono sposata da 1 anno e qualche mese, dopo
2 di convivenza e 6 di fidanzamento; Conosco da sempre mio marito e
quindi 3 anni fa quando mi chiese di lasciare l'Italia per andare con
lui in Inghilterra (dove lui è nato e ha la sua famiglia) lo feci
senza pensieri. Il primo anno capii subito che non potevo contare
molto su di lui per l'inserimento, perchè il suo lavoro lo impegnava
(impegna) molto e quindi mi diedi da fare da sola con discreti
risultati: mi iscrissi ad un corso di lingue e trovai un bel lavoro
part time. Mi fu anche subito chiaro che il nostro rapporto di coppia
non era più a due, ma a tre, e cioè lui, io e la mamma di lui. Non
ostante ciò decisi di sposarmi credendo che con il tempo e il
matrimonio lui sarebbe cambiato e invece adesso mi ritrovo nella
stessa situazione di prima. Il problema non è la madre, che si è
invadente, egoista e immatura, ma il fatto che lui non riesca ad
imporsi a lei, ovvero che non riesca a fare da filtro fra me e lei,
lasciandomi quindi la responsabilità totale nella gestione del
rapporto e imponendomi al contempo la sua presenza. Non essendo
particolarmente diplomatica, non mi faccio neanche troppi problemi a
trattarla come lei merita; Ma piano, piano comincio a stancarmi di
questo uomo, che in realtà mi fa rabbia nella sua inettitudine, ma
anche tenerezza in quanto lo vedo indifeso, non in grado di farsi
rispettare, diviso tra due fuochi (per una situazione che ha creato
lui), tutto lavoro e basta. Alcune volte mi chiedo se debba lasciar
tutto e andarmene (buttar via 3 anni così), altre penso che dovrei
rivolgermi ad un terapista per coppie. Mi sento confusa, disinlusa,
stanca e presa in giro, Non so più che fare, so che se lo lasciassi
andrei incontro ad un forte periodo di depressione (sono una persona
soggetta a periodi di depressione), per via del senso di fallimento
che mi porterei dietro. Non so veramente che fare. Grazie per
un'eventuale risposta
Gentilissima,
Le crisi, anche in un bel rapporto di lunga durata, non sono rare e
dunque occorre imparare ad affrontarle, a gestirle e a superarle. Un
periodo di crisi significa che c'è qualcosa che non va, che tutte le
strade tentate per risolvere questo qualcosa non hanno funzionato:
occorre dunque andare verso un significativo cambiamento, che non
necessariamente significa la separazione. Non mi sembra infatti che
i problemi che lei lamenta siano poi così gravi e irrisolvibili: si
tratta di stabilire delle nuove regole di comportamento, in modo che
ciascuno di voi tre sappia con precisione i confini all'interno dei
quali muoversi con tranquillità ed i terreni in cui è invece
necessario interagire con maggiore accortezza. Rivolgersi ad un
terapeuta della coppia è molto importante: per i risultati positivi
che se ne possono trarre ed anche perché così non si rischia di
affrontare le questioni più delicate dal verso sbagliato.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TANTE FAMIGLIE
Gentile Dottoressa, la figlia di 5 anni del mio compagno da
circa 6 mesi vuole essere maschio come il padre, cerca di emularlo in
tutto, a volte anche nel rapporto con me. I genitori separati dalla
sua nascita e in costante lite, si sono rivolti ad una psicologa che
ha evidenziato un disagio ed una aggressività dovuta alla mancanza del
padre che la madre gli ha impedito di vedere per buona parte della sua
vita, fino a circa due anni fa grazie all’intervento del tribunale e
sotto la supervisione dei servizi sociali. Dopo questa diagnosi, la
madre si è convinta a lasciare la bimba con il papà per più tempo ed
essere flessibile negli orari. Secondo la psicologa però sarebbe
indispensabile per la bambina che i genitori (che fino a 15 gg fa non
si parlavano neanche) cominciassero non solo ad avere finalmente
rapporti civili ma, addirittura, almeno PER UN CERTO PERIODO di tempo
ad uscire insieme, portarla al cinema allo zoo al fine di rassicurarla
sul fatto che anche lei ha una famiglia. A questo punto mi chiedo, non
è una cosa negativa per lei darle quello che lei non ha mai conosciuto
per poi toglierlo spiegando che mamma e papà hanno due vite separate e
non potranno mai tornare insieme? Non potrebbe scattare in lei la
voglia di vivere quella situazione e magari dare la colpa a me e a sua
sorella (nata lo scorso anno dalla nostra unione) perché questo non
accadrà ? Inoltre, aggiungo che la madre è sola e cerca in tutti i
modi di intromettersi tra di noi, non ha mai accettato e rispettato
ne’ me ne’ nostra figlia. Mi rendo conto che sintetizzare tali
situazioni è difficile ma la ringrazio comunque se vorrà darmi una sua
opinione.
Gentilissima,
Credo che la bambina dovrà adattarsi ad avere non una sola famiglia,
ma tre: quella composta dai genitori biologici e quelle formate da
ogni singolo genitore con il /la nuovo/a partner e gli eventuali
altri figli.
Per i bambini infatti, che hanno molte meno reticenze e pregiudizi
di noi adulti, accettare una situazione di questo genere non è poi
così problematico come potrebbe sembrare. Mi sembra giusto che la
bambina veda anche il padre, dal momento che per crescere in modo
sano è importante frequentare entrambe le figure genitoriali, ma non
capisco questa richiesta fatta al suo compagno, di uscire per un
certo periodo di tempo con la sua ex, per far capire alla bambina
che ha una famiglia. ... Che questo accada in giornate particolari,
come ad esempio il Natale, il compleanno della bambina, la prima
Comunione, ecc. è una cosa veramente bella per i figli ed i genitori
che ci riescono sono veramente da ammirare: stiamo però parlando di
occasioni particolari, non certo di quotidianità. Non capisco che
senso abbia presentare alla bambina una realtà fittizia, che non
esiste più: del resto si può essere ottimi genitori anche se non ci
si frequenta, mentre non è sempre vero il contrario.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PARTIRE O NON PARTIRE?
salve dott. mi può dare qualche consiglio ,la prego
dottoressa,non c'e l'ha faccio più a stare in ansia, da 5 anni ho una
relazione con un ragazzo, che sta in india, io da 8 anni che sono in
italia,e sto con la mia famiglia, i miei genitori non vogliono che io
sto con questo ragazzo, perche è un ragazzo di altezza 1.60, non tanto
ricco, cioè i miei genitori vogliono per me un matrimonio combinato, e
io questo tipo di matrimonio combinato non voglio fare, e poi io e il
mio ragazzo non ci vediamo da 10 anni, però ogni giorno parliamo al
telefono, chattiamo, mandiamo l'email, sms e abbiamo passato cosi 5
anni e ancora stiamo tenendo in contatto via computer,telefono cosi
via, praticamente io quando ero al mio paese studivo in una scuola
dove avevo visto questo ragazzo e lo desiravo , ma mai lo dichiarato,
e poi non abbiamo molto tempo per incontraci, ci siamo visti solo
qualche volta tramite sual sorella che era la mia migliore amica, poi
lui era diplomato e ha cambiato la scuola ,nel frattempo io mi sono
trasferita in italia con i miei genitori e ci siamo persi di contatto
e non ci siamo sentiti e non ci siamo visti più, dopo 3 o 4 anni lui
ha preso il mio numero da cellurare da sua sorella e abbiamo
cominciato a contattarci e siamon innamorati tramite sms, ma io lo
avevo visto quando ero al mio paese, ora il problema è lui mi vuole
vedere da vivo ma io non posso partire perche i miei genitori non
approvano la mia relazione, ma il mio cuore dice di partire lo stesso
perche pure io lo voglio vedere da vivo ,voglio vedere da vivo i suoi
genti,il suo modo di parlare ,cioe voglio sapere in realtà lui come è
fatto ma io se non parto non potrò mai sapere lui come è fatto in
realta, ma visto che ci teniamon in contatto via telefon da 5 anni ,ho
intuito che un ragazzo bravo, mi ama, qualche volta litighiamo anche
al telefono, e e poi passano 2 settimane noi non parliamo ma poi ci
sentiamo il bisogno di parlarci e dimentichiamo di tutti i litigi che
avevamo fatti, il problema è i miei genitori, loro vogliono io lo ora
le chiedo secondo lei sarebbe giusto che io partissi lo stesso? lo
voglio vedere , sto morendo dalla voglia di vederlo pure lui mi chiede
di andarlo a trovare , io penso che una volta che saremmo visti da
vivo non soffriremo più di ansie , almeno avremmo la possibilità di
vederlo dopo tanti anni, io lo voglio vedere questo ragazzo dal cuore
profondo, dottoressa sto soffrendo mentalmente , perche lo penso in
continuazione, lo desidero da morire e penso che urgentemente ci
dobbiamo incontrarci da vivo se no entrambi soffriamo ancora di più ,
una volta ci vediamon almeno possiamo prendere qualche decisione che
riguardano il nostro futuro, non ce l' faccio a tenere vivo il nostro
rapporto senza vederci da vivo, e poi non non ci riuschiamo neanche a
lasciarci sanza vedere da vivo, litighiamo per via di questo in
continuazione e poi si vede che non parliamo neanche un mese pero dopo
passano qualche settimana ci sentiamo la mancanza e sentiamon il
bisogno di parlarci e dopo quando sento la sua voce mi rilasso,mi
tranquillizzo, sento che il mio cuore sta in pace, dottoressa non ce
l'ha faccio più senza vederlo, oi non parto da sola per via dei miei
genitori, io cercato di farli spiegare che io sto soffrendo e mi
lasciano partire ma loro non mi danno ascolto addittura mi dicono se
parto devo lasciare la casa per sempre,ora dottoressa i miei genitori
rifiutano di capirmi oppure mi capiscono come sto male dentro ma fanno
finta di non vedermi, e io visto la situazione cosi non posso fare un
accordo con i miei genitori ,ho pianificato di partire di nascosto ,
dirò ai miei che sarò una settimane da una mia amica ,e questa mia
amica mi coprirà, e e se i miei genitori mi chamaranno tanto non mi
troveranno perche partiro dall,italia all'india ,poi una volta
ritornata in italia dirò che a casa avebo dimenticato la carica
batteria, dottoressa lei cosa mi consiglia? cosa devo fare secondo? se
partire o no? ma il mio cuore non riesce a smettere di pansare a lui ,desidoro
vederlo da 5 anni, e devo vederelo per stare tranquilla con me stessa,
e poi voglio capire se questa relazione giusto come penso o sbagliato
come pensano i miei genitori la prego dottoressa, la supplico mi dica
un consiglio ,cosa guisto da fare dottoressa io lo voglio vedere da
vivo,lo voglio abbracciare da vivo, voglio capire come mi sentirò
mentre lo bacierò,abbraccierò mi aiuta per favore, cosa devo fare?
devo seguire la voce del mio cuore o devo ascoltare i miei genitori?
la voce del mio cuore è quello di partire e di abbracciarlo.
Gentilissima, E' difficile darle un
consiglio perché innanzi tutto non conosco la sua età: quanti anni
ha? 16, 18, 30? Le cose ovviamente cambierebbero di molto... Non
conosco inoltre la sua cultura, le sue tradizioni, il valore che lei
attribuisce alla famiglia, cosa si aspetta dal matrimonio, i rischi
che correrebbe se mettesse in pratica i suoi piani ecc.
Credo che lei dovrebbe prendere una decisione basandosi sul
consiglio di una persona che possa realmente capire come stanno le
cose: ad esempio un mediatore culturale, o anche una psicologa cui
lei possa raccontare tutti i dettagli della sua storia. Se lei vive
in una grande città sicuramente potrà trovare con facilità dei
Consultori o dei Centri di Ascolto in cui parlare gratuitamente con
persone in grado non solo di ascoltare, ma anche di comprendere, la
sua situazione generale.
Per quanto mi riguarda le consiglierei di non partire: non si può
mettere a rischio la propria vita per un amore che non è mai
realmente esistito e che vive solo di ricordi e di speranze. In ogni
caso, se proprio decidesse di partire per l'India, lo faccia solo
dopo essersi trovata un lavoro ed essersi messa da parte un po' di
denaro, per non avere più bisogno della sua famiglia.
Cari saluti e molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SUOCERI INVADENTI
Salve dottoressa. Il mio problema è il seguente convivo con il
mio fidanzato da 5 anni e stiamo insieme da 10. Tra noi tutto è
andato sempre bene, il problema è con i suoi genitori. Il mio
compagno ha perso suo fratello quando aveva 10 anni e i miei suoceri
sono stati in depressione per molto tempo, ora che sono passati
quasi 20 anni il dolore che si portano dentro è sempre vivo e
invecchiando peggiorano. Peggiorano perchè pressano noi per avere un
nipote che altrimenti non potranno mai avere essendo anziani.
Vorrebbero fare più parte della nostra vita nonostante il padre e
figlio lavorino assieme quindi si vedono tutti i giorni, vorrebbero
stare più tempo insieme e in particolare suo padre che a breve dovrà
subire un'operazione è sempre attento a come lo saluto e rimane male
per qualsiasi cosa. Il punto è che io non ce la faccio più, non ho
mai voluto figli per adesso ma il solo pensiero mi preoccupa. Mesi
fà ho combattuto tanto per fare in modo di non trovare più la
suocera in casa mia al ritonro da lavoro con la scusa che era lì per
aiutarmi, naturalmente ho dovuto fare tutto da me perchè il mio
compagno non ha intenzione di difendermi perchè come mi ha detto
varie volte per lui i suoi genitori sono importanti più del normale,
sono io che sbaglio e dovrei considerarli di più perchè il giorno in
cui non ce la faranno bisognerà prendere in considerazione anche il
fatto di vivere insieme! Premetto che io vedo i miei genitori 1
volta ogni 15 giorni! Vi chiedo veramente aiuto. Valentina
Cara Valentina,
C'è poco da dire: in questi casi non si sceglie una persona, ma una
famiglia. Del resto se il loro legame era così intenso sicuramente
lei se ne sarà accorta sin dall'inizio. Forse avrà pensato che le
cose, con il tempo, sarebbero cambiate, ma oggi si rende conto che
non è così e non lo sarà nemmeno in futuro. Si ripropone dunque il
momento della scelta, visto che oltre tutto non ha ancora dei figli:
cosa vuole fare della sua vita? Se sceglierà di rimanere con
questa persona due saranno le strade da seguire: 1. rassegnarsi a
questi legami familiari così intensi 2. lavorare in silenzio ed in
modo soft perché, nel lungo periodo, le persone intorno a lei
possano cambiare atteggiamenti e comportamenti... Se la sente?
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ASCOLTATEMI!
La mia vita nn è stata facile... inizio dai miei 10 anni anche
se nn ricordo bene se l'età era quella ho rimosso molte cose fa meno
male che tenerle vive... cmq...c'era un gruppo di ragazzi che mi
infastidiva tutte le sere e per quanto nn volessi uscire ero costretta
perchè sottoposta a minacce... nn ho mai raccontato ai miei genitori
quello che mi è successo...un pò per paura un pò per la vergogna un pò
perchè avevo paura di deludere chi mi stimava tanto anche se la colpa
non era mia...poi la malattia di mio fratello... per fortuna risolta
nel migliore dei modi...ma in quel periodo mi sono trovata ad
affrontare tutto da sola a cercare di capire ciò che a 18 anni nn ti
immagini mai... e la solitudin...mia migliore amica in quel periodo...e
ancora la morte di mio nonno ...la mia colonna portante... e di nuovo
il mondo che mi stava crollando addosso...un matrimonio fallito...ma
nel dolore un regalo fantastico... n bambino che ora ha 6 anni ed è la
mia forza...devo essere sicera se nn avessi avuto lui nn so se sareì
qui a scrivere... lui è la mia luce... quella luce che sconfigge il
bio che ho nell'anima...sono dovuta crescere troppo in fretta... mi
mancano le tappe dell'età che nn ho potuto vivere come tutte le altre
persone...e adesso scontri continui con la mia famiglia... mi sento
sempre giudicare da tutti e per questo vado contro corrente...nn mi
piace ma questo a volte mi porta ad essere molto egoista e a pensare
solo a me e al mio bimbo... con il rischio a volte di far del male a
chi non se lo merita...e ora mi chiedo perchè nn posso avere un pò di
pace...ho mille domande... ma nn trovo risposte...o provato a parlare
di tutto questo con mia madre ma lei nn capisce o forse nn accetta
tante situazioni che ho dovuto affrontare in silenzio...e io a volte
mi trovo ancora nel vuoto... grazie per aver ascoltato...
Gentilissima,
Noi l'abbiamo ascoltata, ma credo che questo a poco possa servire: è
dalle persone che la circondano che dovrebbe farsi ascoltare, che
dovrebbe farsi capire. Ci riprovi: alla fine qualcuno dovrà
capirla... A volte il mondo non è così brutto così come ce lo
raffiguriamo nei momenti più cupi della vita. Coraggio!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA STORIA PIU' UNICA CHE RARA
Gentili Dottori, il titolo di questa richiesta potrebbe essere
"UNA STORIA + UNICA CHE RARA", cercherò di essere breve. Mi sono
sposato giovanissimo all'età di 21 anni, senza esperienze affettive e
sessuali alle spalle, famiglia d'origine diciamo burrascosa con
genitori conflittuali, difficoltà caratteriali di relazione e
purtroppo anche fisiche (nato prematuro con nistagmo congenito che
anche ad oggi mi impedisce di guidare l'auto); fidanzamento senza
rapporti sessuali per insegnamento religioso ricevuto durato circa un
anno con una ragazza che esteticamente non mi attraeva molto ma
caratterialmente si mi sentivo amato e accettato. Nonostante tutto ci
sposiamo, il rapporto per colpa mia peggiora perchè la mia
insoddisfazione estetico-sessuale mi porta a cercare ragazze
occasionali ma anche con loro non ho rapporti "classici" ma solo
masturbativi, tutto all'insaputa di mia moglie ovviamente con la quale
ho cercato di averli ma avendo solo penetrazione parziale o rapporti
clitoridei. Il tutto per circa 7/8 anni poi lo scoppio della crisi con
la mia confessione dei tradimenti di cui sopra e l'ammissione che in
effetti di mia moglie apprezzo tutt'oggi l'interiore ma non il corpo.
Dopo vari tentativi di salvare il rapporto sono giunto ad oggi ad un
punto incredibili, ho paura del sesso con mia moglie perchè penso che
non possa funzionare e che non avendo avuto altre esperienze non sono
neppure capace; se lei si avvicina e mi cerca mi prende l'ansia e
allora anche l'erezione si fa + difficile, non so come e se sarà mai
possibile risolvere se non con la separazione. Mi sento un vile che ha
illuso una persona, seppur con la magra scusante dei 20 anni,
privandola anche della possibilità di godere del sesso, quello vero
(anche lei si è sposata vergine) Adesso mia moglie sa che non mi
attrae dal punto di vista sessuale ma lei dice di non volersi
separare, io speravo almeno che come tante coppie che magari non si
attraggono molto però almeno riuscissimo a godere del sesso come
"funzionalità" invece non sta accadendo anzi più il tempo passa e più
il disagio aumenta e i sensi di colpa, non vedo più una soluzione e mi
pare che per la prima volta non sto sbagliando. Ansia, disperazione e
depressione sono ormai le mie compagne. Se potete aiutatemi gtrazie
tante
Gentilissimo,
Nella sua lettera c'è una evidente contraddizione: se la sua è una
storia "più unica che rara", come può pensare di risolverla con una
breve letterina ad uno psicologo ?
Dunque le possibilità da prendere in esame sono solo due: 1. la sua
storia non è poi così grave e si può risolvere cercando di trovare
dei punti di accordo con sua moglie, per conciliare le diverse
esigenze 2. la sua storia è particolarmente complicata e allora
necessita di una terapia di coppia o comunque di un intervento di
psicoterapia individuale che le permetta di uscire da questo stato
confusionale in cui si trova e dai sensi di colpa ad esso collegati.
La risposta è forse breve, ma contiene tutti i suggerimenti e gli
spunti di riflessione che in questo momento possono esserle utili.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA FORZA PER FARLO
Buon giorno,vivo da circa 1 anno con il mio compagno e nostra figlia
di 8 mesi.La nostra convivenza è iniziata dopo aver saputo della
gravidanza.Ci frequentavamo con alti e bassi da 3 anni,io innamorata
persa lui incostante.Ci eravamo appena lasciati,in quanto lui messo di
fronte alla scelta se vivere insieme o no aveva deciso di troncare, e
dopo poco ho scoperto di aspettare una bimba.Ho deciso di portare
avanti la gravidanza nonostante il suo iniziale entusiasmo e poi
disappunto, vicinanza e allontanamenti. Non ti dico che gravidanza ho
passato tra pianti e incertezze. La mia bimba è nata, prematura ma
bellissima e ora è un fiore sorridente e allegro...ma la convivenza
con lui non va per nulla bene. é legato alla bambina ma non si occupa
di lei, lavora olto è spesso in giro per l'italia e io son sola a casa
con la pupetta. quando torna passa i pochi giorni con noi a dormire,
giocare alla pley station oppure va a calcetto...insomma veniamo
sempre dopo.Continue discussioni affaticano e rendono patetico il
tempo insieme...le vacanze son andate benino e qualche giretto insieme
ci dà respiro..ma lo vedo poco responsabile.delegante e non innamorato
di me.é come se si esistesse solo lui e le sue esigenze e quando lo
metto di fronte a questo dice che sono una rompi scatole e che non mi
accorgo di cosa lui fa per me...ossia accettarmi in casa nonostante
non mi ami e non mi sopporti, dice di farlo per la bambina.Altre volte
è più tenero e dice che gli manca il tempo con me e di aver pazienza...io
mi son stufata e a volte raggiungo un tale stato di rabbia che non ti
dico....ma non riesco ad andarmene,nonostante le cattiverie che mi
dice...ho paura per la bimba che lui staccandosi di me non veda più
lei e forse anche temo di non farcela da sola!!non so se cercare di
affrontare in modo diverso il rapporto con lui e lavorare su questo o
lavorare sul fatto che devo andarmene e trovare la forza per farlo.
Gentilissima,
A mio parere lei non dovrebbe lavorare su questo o su quello, ma
lavorare e basta. Risolverebbe così due problemi: quello della
indipendenza economica e quello di ritrovare un interesse fuori della
famiglia, con nuovi rapporti sociali e una vita di maggiore qualità. Sua
figlia è ancora piccola, ma potrebbe trovare per lei una sistemazione,
come fanno tutte le mamme che lavorano. In questo modo creerebbe le
premesse per la decisione più importante: restare o andarsene?
Cordiali saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
BUTTARE TUTTO ALL'ARIA
Buongiorno mi chiamo sara ho 32 anni sono sposata da un anno. Sono
stata fidanzata per 12 anni, mio marito e stato l'unico uomo della mia
vita. Circa 5 anni fa ho inziato a concentrarmi molto sul mio aspetto
estetico, pur non essendo grassa ho inziato una dieta che poi e
diventata il mio stile alimantare, in mamiera da stare sempre in forma
abbinato a sport, cosmetici e quantaltro potesse servire per stare
sempre in forma. Sono dimagrita molto fino a sfiorare livelli
pericolosi, durante questo periodo ho anche sofferto di attacchi di
panico. Quando l'anno scorso abbiamo deciso di sposarci io ero
felicissima, finalmente si realizzava il mio sogno, ma adesso mi
sembra un incubo, dopo pochi mesi di matrimonio mi sono sentita
attratta da un altra persona, tra l'altro il mio migliore amico, sono
caduta in depressione, piangevo tutti i giorni e non mi riuscivo a
spiegare perchè se si era realizzato il mio sogno desideravo
sessualmente un altro. Stanca di tutto ho raccontato tutto a mio
marito il quale ha avuto una reazione strana, mi ha quasi compreso,
dicendomi che il problema e dentro di me e io me lo dovevo risolvere
da sola in quanto questa persona non provava niete per me ed io avevo
scambiato il suo affetto di amico per altro. Allora sono andata da una
psicologa, ho inziato a leggere libri sulla coppia e sulle
problematiche relative ad essa. E ho capito che proprio la mia
ossessione per il corpo e la bellezza centrano, il mio amico che mi ha
suggitato queste emozione e una persona attraente e seduttiva, mio
marito e attraente e ha tantissime qualità che lo rendono una persona
bella e speciale, ma è poco seduttivo. E forse proprio questa cosa ha
fatto suscitare in me queste emozioni, ho anche capito che anche
sessualmente parlando in nostro rapporto era diventato noioso e
ripetitivo e anche mio marito me l'ha confessato. Il prolema è che io
vorrei cambiare il nostro rapporto, gli ho proposto di leggere dei
libri sulla coppia, sul tantra, gli ho chiesto di inziare una terapia
di coppia che potesse aiutarci a superare le difficolta, ma lui mi ha
detto che non se la sente di andare da un terapista perche no saprebbe
cosa dirgli, e contento che io ci vado e risolvo i miei problemi, (
che a mio avviso sono anche i nostri), i libri che ho comprato li ha
sogliati un pò. Il tanto io non sono serena, sono triste e amareggiata
ho difficoltà ha incontrare il nostro amico per un perido ho cercato
di non vederlo ma ho capito che il problema non e lui ma e in me e
forse in mio marito,ad avere una vita sessuale appagante e a vivere la
quotidianita con leggerezza. Per cortesia mi dia una mamo a capire
come posso affrontare meglio questa situazione sento che mi sto
avvilendo, ho paura di duttare la spugna e di buttare tutto all'aria.
Mi bastano poche righe, ho notato che lei cerca di andare subbito al
cuore del problema, e una persona molto sensibile e molto attenta alle
dinamiche di coppia. Grazie per il suo tempo. Sara
Cara Sara,
Grazie anzitutto per i complimenti. Credo che il vostro problema non
nasca oggi, ma che lei abbia già percepito le avvisaglie della crisi
quando ha cominciato a mettersi a dieta e a curare in modo ossessivo
il suo corpo. In quel modo ha cercato il cambiamento, perché capiva
che qualcosa doveva essere cambiato, ma è andata fuori strada. Invece di lavorare sulla
vostra relazione di coppia infatti, lei si è concentrata unicamente su sé stessa,
esagerando e sbagliando, come lei stessa tra le righe ammette.
L'attrazione per il suo amico non significa che lei non ama più suo
marito, ma certo è un ulteriore segnale di stanchezza del vostro rapporto di
cui dovrebbe tenere conto. Ritengo che lei dovrebbe coinvolgere
suo marito in una terapia di coppia, perché è importante crescere
insieme: se lei legge dei libri sulla coppia che lui non conosce e non
capisce vi allontanerete ulteriormente.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
DISAGIO SOCIALE
Salve a tutta la redazione di psicolinea. Sono un vostro assiduo
frequentatore e volevo parlarvi di un mio disagio sociale che affronto
da oramai 3 anni . Da quando ho incominciato l'universita' il mondo
dolce e spensierato delle scuole medie superiori e' finito .Sono come
in caduta libera (dalla quale cerco di aggrapparmi a qualcosa per non
cadere piu' in basso). I miei problemi non so da cosa scaturiscono,
l'unica cosa che so ' e' ke da quando varco la porta dell'universita'
incomincia a salirmi una sorta di depressione che mi porta
inesorabilmente ' a scappare dalle lezioni per evadere da quel luogo
che mi porta tanti problemi. Ovviamente sono consapevole che i
problemi ce li ho solo io in testa ed e' per questo che chiedo un
vostro aiuto. Una delle possibili cause penso che sia la mia altezza
(1.67) che purtroppo sembra l'unica cosa che vede la gente quando mi
conosce (Marco quando cresci , Marco quando ti alzi dalla sedia ? Oh
stai gia' in piedi) . Purtroppo non ho nessun'altro nella mia
condizione (sono tutti piu' alti di me anche le donne !) e quindi la
cosa mi crea moltissimo disagio. Un'altra possibile causa e' la mia
votazione scolastica mai eccellente (se confrontata a quella di molti
altri) nonostante il grandissimo impegno che ci metto forse solo per
sentirmi apprezzato in qualke altro piano. So che non dovrei piangermi
addosso ma e' una cosa che non riesco proprio a combattere senza un
consiglio . Grazie del tempo concessomi . Marco
Caro Marco,
Evito di farle la lunga lista delle persone di bassa statura che hanno
comunque vinto la loro battaglia... Certamente è comprensibile che
sentirsi il più piccolo in un gruppo di persone più alte le può creare
un senso di disagio, che è difficile da sostenere e da superare. Ciò
nonostante, le posso dire che ho avuto in terapia dei ragazzi che
avevano un problema opposto: essendo alti, o troppo alti rispetto al
gruppo degli amici e dei conoscenti, non riuscivano a sentirsi a loro
agio. A loro appariva di essere goffi e maldestri ed inoltre si
sentivano costantemente al centro dell'attenzione: andando in giro per
strada si sentivano osservati e presi in giro, come se fosse
un dovere sociale quello di accompagnarsi a persone di pari
altezza, per soddisfare le ragioni estetiche della gente che osserva.
Dunque, come vede e come lei ha perfettamente intuito, il problema è
nella testa delle persone che si sentono troppo al centro
dell'attenzione degli altri, così come della superficialità di certi
giudizi o di certe affermazioni (come quelle che lei riporta), dette
solamente perché non si ha evidentemente altro da dire.
Il consiglio è quello di stare tranquillo e di porsi degli obiettivi
di crescita personale, che vanno al di là della statura, ma che
riguardano soprattutto il campo dell'intelligenza, della simpatia e
della cultura. Una persona che può vantare queste tre doti sta molto
più in alto degli altri, mi creda. :-)
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
RAGAZZA INESPERTA
Salve..volevo se possibile avere dei chiarimenti su di una
situazione "spiaceole" che mi si è presentata per la prima volta 2
giorni fa.. Sono fidanzata conun bravissimo ragazzo da un po di
tempo,con il passare dei mesi il nostro raporto va sempre più
intensificandosi,il nostro desiderio mentale è diventato anche fisico
così che una settimana fa abbiamo avuto la nostra prima volta insieme
comunque non programmata(da premettere che io non ero vergine,lui lo
era)ed è stato bello.. Due giorni fa quando ci siamo visti avevamo
etramb una forte voglia di fare l'amore(anche se lui l'aveva
programmato)così ci siamo appartati in macchina(scomodissima perche
non riuscivamo a trovare la posizione giusta e lui di questo si
innervosì non poco)dopo un po di preliminari rstammo solo con gli slip
ed io addosso a lui ma mi esi conto che quacsa non andava cioè che il
suo membro non era in fase di eccitamento(scusate del termine ma
sembrava morto)e improvviamente lui mi dice di togliermi e
rivestirmi.. Così quella sera mi riaccompagnò a casa senza dirmi una
parola e con le lacrime agli occhi e senza guardarmi in faccia.. Poi
tutta la giornata di ieri è stata a casa nel letto chiamandomi e
dicendomi che non riesce a spiegarsi quell'incoveniente visto che
aveva una voglia matta di stare con me e comunque si sentiva che non
aveva voglia di parlarne.. Adesso ho la testa pervasa di dubbi..non so
se preoccuparmi..se forse il problema sono io che non sono in grado di
eccitarlo(anche se lui ha sempre sostenuto da quando ci siamo
fidanzati che sono la donna pi attraente che abbia mai conosciuto..anzi
senza peccare di presunzion credo che per il io aspetto inizialmnte si
fianzò con me) Non so se è lui che ha un problema ..non lo so..ho solo
paura che se questo fatto dovesse ripetersi..il nostro rapporto possa
mettersi in discussione..non so come comportarmi..non so cosa pensare..vi
prego aiutatemi..ho bisogno che qualcuno mi dia un chiarimento
positivo o negativo che sia..vi ringrazio aticipatamente da ragazza
forse ancora un po inesperta.
Carissima ragazza inesperta,
Anzitutto cominci ad abituarsi all'idea che qualche volta gli
uomini hanno queste défaillances, perché anche se in loro tutto è
normale, può sempre capitare di avere una disfunzione eretttile
causata da ansia da prestazione.
Questo problema si presenta in modo particolare quando l'uomo è ancora
giovane ed inesperto, oppure se ha poca fiducia nelle sue abilità e
possibilità, se si sente giudicato dalla partner, se il luogo in cui
si trova è troppo scomodo o poco sicuro, se la partner è più esperta,
se la partner è recente o è occasionale, se la partner è troppo
attraente, e così via. In realtà tutte queste differenti situazioni
che le ho elencato (e ce ne sarebbero molte altre) richiamano ad un
unico vissuto: l'ansia da prestazione, ovvero la paura di sbagliare,
di subire critiche, di non essere all'altezza delle aspettative della
partner.
Che fare? Assolutamente nulla: non dare troppa importanza alla cosa,
scherzarci su, lasciare che trascorra del tempo, che vi conosciate
meglio, che il suo ragazzo si senta più sicuro del vostro rapporto,
che non si senta giudicato da lei o, peggio, messo a confronto con gli
altri con cui lei ha avuto rapporti in precedenza.
Gli faccia capire che lei si fida di lui e che lo apprezza ugualmente,
anche se al momento ha questo piccolo problemino...
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
LEI E' IN CRISI
Buongiorno Sono un ragazzo di 30 anni, dopo 14 anni di fidanzamento
io e la mia ragazza (29 anni) l'estate scora ci siamo sposati. Il
problema è che lei e in crisi, mi ha confessato di sentire un
attrazione verso un altra persona, che per giunta e anche un nostro
amico. Io sto male, perche penso che il sentimento che ci lega e molto
forte e lei in questo momento lo sta facendo vacillare solo per delle
sue insicurezze interiori. Mia moglie e una persona con poca
autostima, sopratutto per quanto riguarda il suo aspetto fisico, io
credo che questo nostro amico le abbia fatto dei complimenti, senza
alcuna mira, e lei si sia sentita lusingata. Lei prima di me non avuto
altri ragazzi, io dei piccoli flert, ma niete di serio, da un lato
posso capire che ci possa essere curisita e che un altra persona nuova
diversa da me possa fare provare nuove emozioni, come e capitato a me
e come penso capiti a tutti , perche fa piacere quando qualcuno ti fa
dei complimenti,mi auguro che sia solo un momento perche io la amo
molto e non la voglio perdere. Lei è una persona molto sensibile e
rispettosa nei miei confronti, ora sta andando da uno psicologo perche
si sente confusa, mi ha detto che non mi vuole perdere e vuole
risolvere questa cosa primo per stare bene con se stessa e poi con me.
Io apprezzo tantissimo questa cosa, ma vorrei fare anche io qualcosa
per risolvere la situazione, per farsi che le cose tra di noi
migliorino, ma non so come fare. Entarambi abbiamo preso atto che il
nostro rapporto anche di tipo sessuale deve modificarsi, ilnquanto e
entrato un po nella rutine, di preciso pero non sappiamo come fare. Se
lei mi potesse dare dei suggerimenti, sopratutto per cercare di
riaccendere l'attenzione di mia mogle verso di me e non verso altri.
Mi aiuti ha non perdere questa persona cosi importante per me,
sicuramente abbiamo fatto degli sbagli entrambi, ma mi auguro che
insieme possiamo trovare un modo per superare questo momento. Mi sono
rivilto ha lei perche leggendo le sue risposte mi sono risollevato e
ho pensato che ci possono essere delle soluzione basta impegnarsi. Per
me è stato molto difficile scriverele sono una persona che ha
difficolta ha esprimere i suoi semtimenti sia in positivo che in
negativo. solo con mia moglie ci riesco per questo non la voglio
perderla. Mi aiuti. Grazie Mario.
Gentile Mario,
Sono contenta di averla aiutata, seppure indirettamente, a ritrovare
un po' di ottimismo. Essere una coppia di lunga durata oggi è una cosa
molto, molto difficile. Un tempo infatti si stava insieme per ragioni
economiche e sociali, che impedivano di fatto qualsiasi altra scelta,
qualsiasi alternativa. Oggi invece si sta insieme solo perché si crede
profondamente nel proprio rapporto e perché ci si impegna a
migliorarlo, giorno dopo giorno: non è semplice e spesso è anche molto
faticoso. Detto questo, è normale che sua moglie possa sentirsi
confusa in questo periodo: quando si ama profondamente una persona, ma
ci si sente attratti fisicamente da un'altra non è facile conciliare
le due cose (peraltro, oggi la cosa capita a sua moglie, domani
potrebbe capitare a lei...). Vorrei dirle pertanto che il male
peggiore al momento non è che sua moglie abbia rapporti sessuali con
questo amico, o che intrecci con lui una breve relazione: il male
peggiore è che voi perdiate fiducia nel vostro rapporto e nella
capacità di affrontare insieme tutte le tempeste. Molte volte infatti,
nel corso della vita, il vostro rapporto verrà messo duramente alla
prova (questa è solo la prima!), e non solo per questioni di
tradimento. L'importante è non perdere mai la fiducia e saper guardare
oltre. Quanto ai consigli che mi chiede, direi che in questo periodo
lei farebbe bene a lavorare anche su sé stesso: ad esempio provando ad
essere più indipendente da sua moglie, nelle piccole e grandi cose
(scelta degli abiti, palestra da frequentare, amici da incontrare,
hobbies ecc.). Quando si conosce tutto del partner infatti viene
naturalmente a mancare quella parte di mistero che rende la persona
attraente e sessualmente intrigante. Concludo ricordandole che tutte
le tempeste sono destinate a passare: cerchi di guardare al futuro e a
non perdere la fiducia nei vostri progetti.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON E' LA SOLITA STORIA
Amo un uomo da 2 anni che sta con una donna da 10 e non riesce a
lasciarla.non e' la solita storia.lui ne soffre davvero ,desidera me
ma procrastina sempre la chiusura con l'altra adducendo le piu' varie
scuse.e' una vera e propria incapacita',un vero blocco.quando affronto
l'argomento ,cambia voce e diventa un bambino piagnucoloso.ha 52 anni
ed e' un imprenditore di successo!serio ,affidabile e pieno di
qualita'.cos'ha che non va?e' consapevole di avere un problema e e
vuole risolverlo.grazie
Gentilissima,
Mi scusi, ma a me sembra esattamente "la solita storia". Forse lei ha
elementi di conoscenza che io non ho e la sua lettera del resto non mi
è molto di aiuto, perché troppo breve. Forse lei non desidera un
consiglio da me, ma una rassicurazione: mi spiace, non posso
dargliela!
Le faccio comunque molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BELLISSIME GIORNATE INSIEME, MA POI?
Gentile dottoressa, non so perchè le scrivo, forse perchè, dietro
una apparente tranquillità di vivere quello che sto per raccontarle,
celo una leggera preoccupazione che mi fà rabbia perchè di sicuro
riconducibile a pregiudizi di ragione sociale che non dovrei ascoltare
soprattutto se sono "in ballo" sentimenti e che sentimenti!!!! Sono
una donna di 33 anni, a febbraio mi sono separata e da nemmeno un mese
mi freuqento con un ragazzo di 24 anni che conosco da 5 in quanto
praticavamo lo stesso sport. Stiamo trascorrendo delle giornate
bellissime, ancora non abbiamo fatto l'amore perchè ci piace scoprirci
piano piano, baciarsi, insomma una cosa anche un po' inconsueta x me e
che non avrei mai creduto di trovare in un ragazzo di 24 anni; un
rispetto per la mia persona a volte disarmanete perchè mi domando, ma
chi me l'ha mandato questo qua?E'perfetto....e poi lui che mi dice,
non preoccuparti lo so hai 33 anni, sognerai una famiglia, io conosco
un sacco di amici che hanno la mia età e hanno dei figli e stanno
bene, non preoccuparti, se il nostro rapporto andrà avanti e bene io
non ho paura di certe responsabilità, sei il mio gioiello e non voglio
rovinarti nè farti scappare. Dottoressa a volte mi domando cosa abbia
fatto per meritarmi tutto questo e quanto sia giusto "vincolare" un
ragazzo di 9 anni più giovane di me a stare con me, ma io lo vedo un
uomo, a tutti gli effetti. Ha la responsabilità di un'azienda di
famiglia, lavora da quando aveva 14 anni, forse è per questo che è
così "diverso" dai suoi coetanei e ha attirato la mia attenzione; nei
suoi confronti non ho nessun atteggiamneto di mamma, anzi sono stata
io ad abbandonarmi completamente a lui. Crede che con questi
presupposti possa esserci qualcosa di buono nel nostro futuro?Io ci
credo tanto ma un po' ho paura. Grazie per avermi ascoltata, già
scrivere questi miei pensieri mi ha aiutata molto.
Gentilissima,
Sono contenta che già scrivere le abbia fatto bene. Lei però, mi
sembra di capire, vorrebbe non solo ascolto, ma anche qualche
rassicurazione in più, che però non ho elementi per darle, perché ogni
storia è un caso a sé e sarebbe sbagliato generalizzare.
Credo che lei dovrebbe vivere intensamente questa storia, ben sapendo
che potrebbe non essere duratura: questo non accade perché lui è più
giovane, ma perché all'inizio di ogni storia c'è sempre
un'idealizzazione del/della partner, che talvolta poi si trasforma in
delusione.
Si goda dunque questo bel rapporto, mantenendo però un saldo rapporto
con la realtà, anche perché dopo un matrimonio fallito un'altra storia
intensa che finisce male proprio non ci vorrebbe...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO MOLTO INSICURO CON LE DONNE
Salve! mi chiamo Massimo ho 28anni e sono di R. Da quasi due anni sono
entrato in terapia in seguito ad una forte delusione d’amore. Da quel
momento in poi sono diventato molto insicuro con le donne ( anche se
in realta’ lo sono sempre stato, mi proponevo con una ragazza solo se
era lei che mostrava chiaramente il suo interesse per me! Quindi non
ho mai scelto io veramente!) e penso sempre di non piacere sia
fisicamente che caratterialmente (e quindi anche di essere rifiutato).
Inoltre mi piacciono molto le donne belle e piu’ grandi di me (
diciamo tra i 30 e 40 anni) e questo credo che renda tutto ancora piu’
difficile , perché credo che le donne piu’ grandi siano attratte dagli
uomini maturi, e non da quelli piu’ piccoli di loro. Forse perché le
ritengo piu’ esigenti, piu’ esperte e quindi poco attratte da un
ragazzo piu’ giovane. Non so come comportarmi con loro , cosa dire,
che atteggiamento tenere, per suscitare il loro interesse! E poi penso
che le donne siano colpite dalla bellezza fisica di un uomo, e in
genere temo il confronto con gli uomini belli, che credo siano quelli
da cui le donne sono attratte. Quando guardo una donna che mi piace
dentro di me penso : “ sono brutto, non le potro’ piacere, lei vuole
uno piu’ bello! È piu’ maturo !.” Non ho una vita sociale intensa, ho
pochi amici, esco di rado e quindi ho anche rarissime occasioni per
incontrare il tipo di donne che cerco, per questo spesso mi piacerebbe
avere il coraggio di fermare le donne per strada, ( trovando il modo
ovviamente) e cercare di conoscerne qualcuna. Il mio psicoterapeuta (
e anche una psicoterapeuta donna con cui sto facendo alcune sedute di
consulenza su questo argomento) mi dice che sbaglio, che l’eta’ e la
bellezza per le donne non contano come credo io, che sono pensieri
negativi, ossessivi, e che dovrei farmi avanti senza problemi con
ragazze belle e piu’ grandi, ,mi dice che dovrei essere me stesso
senza paura e senza sentirmi goffo ! Entrambi mi dicono , come potete
ben capire anche voi, che il mio è un forte problema di mancanza di
autostima, che poi si riflette su tutto quello che faccio e penso di
me, e che spesso mi impedisce di essere protagonista in tutti i campi
della mia vita, non solo quello sentimentale! Vorrei un vostro parere,
cosa ne pensate? Che consiglio potete darmi?
Gentile Massimo,
Anzitutto complimenti per avere avuto il coraggio di mettersi in
discussione e aver cominciato un lavoro su sé stesso che, come vede,
le sta fornendo dei buoni spunti di riflessione per agevolare il suo
cambiamento. A mio parere tuttavia la sua è la condizione di chi si
pone mete troppo difficili da raggiungere, allo scopo di risultare
sempre perdente e dunque evitare il contatto con ciò che la spaventa.
Probabilmente lei teme il rapporto con la donna (forse è semplicemente
inesperto) e dunque cerca di avvicinare delle donne più grandi, più
protettive, più simili alla figura materna (che evidentemente le crea
minore ansia) ma poi rispetto a loro si sente ancora più incapace,
inadeguato, "piccolo". Il mio consiglio è quello di cercare di porsi
degli obiettivi più alla sua portata, evitando di indulgere in inutili
fantasticherie al riguardo, come quella di fermare donne sconosciute
che incontra in strada: si scelga piuttosto una ragazza della sua età
o più giovane, semplice, non bellissima e poco esperta... Avvicinando
questo genere di ragazza (anche per sola amicizia) imparerà moltissimo
sulle donne, si sentirà più a suo agio con loro e con sé stesso e
questo le permetterà finalmente di proporsi, con minore ansia, a
ragazze che soddisfano di più le sue ambizioni. Soprattutto potrà
farlo nella realtà e non nella sola fantasia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TUTTO E' CAMBIATO IN NEGATIVO
Sono una ragazza di 31, sposata da più di 5 con un figlio di appena 19
mesi . Da quando mio marito ha cambiato lavoro, tra l'altro in
concomitanza con la nascita di nostro figlio, sono cambiate moltissime
cose nel nostro rapporto e naturalmente tutte in negativo, a volte non
sono neppure più sicura di continuare il nostro matrimonio oppure nò,
ed ogni volta ci ripenso perché penso a nostro figlio che in teoria ha
bisogno di mamma e papà (insieme e non separati!). Comunque, noi non
riusciamo più ad avere rapporti sessuali se non una volta al mese, o
anche due mesi, in periodi critici siamo andati anche ben oltre!.
Litighiamo per come comunicare o educare nostro figlio, litighiamo
continuamente per la sua famiglia, perchè crede che i problemi che
nascono tra me e la sua famiglia riguardino solo me personalmente e
non a lui tanto da continuare a fare la sua vita tranquilla con i suoi
familiari con i quali tra l'altro lavora e infischiandosene se tra di
me e loro non ci sono più buoni rapporti. A tutto ciò và aggiunto che
lui stà creando da un lato un futuro con me e suo figlio mentre
dall'altro si stà creando altre cose a livello lavorativo sempre con
la sua famiglia tagliandomi fuori da tutto questo e non facendomi
sentire partecipe nei suoi progetti futuri che per me era scontato che
sposandoci tutti i nostri progetti sarebbero stati in comune e non
separati. Sono molto confusa e delusa, non sò più che pensare, lui
dice di amarmi molto e anche io lo amo molto ma da tutte le litigate
ed i battibecchi non lo sopporto più!! vorrei scappare ma non posso
per mio figlio. Mi aiuti Lei a trovare un barlore di luce in tutto
questo buio. Grazie
Gentilissima,
Giustamente lei si sta rendendo conto che non è facile risolvere un
problema se si è parte del problema. Infatti, bisognerebbe capire chi
di voi due ha iniziato ad allontanarsi (e in che modo) e chi dei due
reagisce a questo allontanamento (e in che modo).
Sarebbe opportuno che lei e suo marito provaste a spiegarvi meglio,
ascoltando con calma ed interesse le ragioni dell'altro/a, negoziando
sulle decisioni da prendere per il vostro presente e per le vostre
aspettative future. Il vostro rapporto di coppia non può inoltre
prescindere da un cambiamento importante nella vostra vita sessuale,
perché continuando come fate ora vi farà allontanare sempre di più.
Certo, dirà lei, non è facile, ma proprio per questo esiste la terapia
di coppia. Il consiglio dunque è quello di affidare il vostro rapporto
ad un terapeuta della coppia, nella speranza che le incomprensioni e
le discordanze del momento possano essere superate. Almeno provarci!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI, LEI E L'ALTRA
Salve,sono una ragazza di 30 anni e da 2 ho una relazione! ho
conosciuto questo ragazzo di cui mi sono innamorata quasi
subito,troncando la mia precedente storia durata 12 anni.Anche lui era
fidanzato ma non ha lasciato la sua ragazza diventata sua moglie dopo
un anno dalla nostra relazione. Il nostro rapporto è fatto di alti e
bassi,lui cerca di lasciarmi preso dai sensi di colpa per la moglie
che dice di amare ma poco dopo ritorna dichiarando che senza di me
diventa tutto triste,privo di energia e si sente solo. Non mi ha mai
esplicitamente detto di amarmi ma dice che sono parte di lui,il suo
profondo desiderio,la sua aria,il suo respiro e tanto altro.Spesso mi
chiede se è possibile amare due donne contemporaneamente e vuole
sentire il mio amore per lui! io sono la sua dolcezza e il suo
desiderio sublime. Sessualmente è un paradiso ma ultimamente non
riesce più a gestire il suo piacere,dopo qualche minuto ha l'orgasmo e
questo lo fa impazzire! Dice che il mio piacere e il calore del mio
corpo sono troppo eccitanti. Il mio primo orgasmo me lo ha donato
lui,ma dopo il sesso si allontana. Mi dice che si sente in colpa! io
non gli ho mai chiesto nulla e lui mi ripete che non posso averlo in
esclusiva,non vuole perdere nessuna delle 2.Cosa sta succedendo?
Perchè ora il suo corpo reagisce a me così? vuole la mia verginità
anale,sta diventano una richiesta costante ma per me è importante non
rimanere emotivamente sola dopo! come mi devo comportare?
Gentilissima,
Premesso che non esiste una "verginità anale" se non nelle fantasie
sessuali del suo uomo, credo che lei dovrebbe considerare i rapporti
sessuali come qualcosa di piacevole e non come un modo per gratificare
esclusivamente il partner, sentendosi poi "emotivamente sola". Sembra
di capire che lei, per qualche ragione, non si senta pronta o non
desideri i rapporti sessuali che il suo uomo insistentemente le chiede
e pertanto le consiglierei di soddisfare questa richiesta solo nel
caso fosse ANCHE un suo desiderio. Mi permetta però di aggiungere,
anche se non me lo chiede esplicitamente, che un maggiore ottimismo
nella vita e una migliore autostima dovrebbero/potrebbero spingerla ad
aprire gli occhi sulla realtà e a rendersi conto che la vita potrebbe
offrirle assai di più di questa squallida e triste relazione
clandestina. Ci pensi.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IO AMO LUI E LUI AMA ANCHE LEI
salve ho 21 anni e sto da 2 anni con un ragazzo
di 26 il quale ha già una relazione da 10 con una ragazza di
30.purtroppo la nostra storia non è mai uscita realmente allo scoperto
perchè lui non è mai riuscito a chiudere realmente con lei,lui dice di
non amarla più di star con lei per abitudine,e che con lei si sente
soffocare,ma purtroppo non ha il coraggio di chiudere definitivamente
il rapporto nonostante siano continuamente su di un altalena visto che
ormai il rapporto è arrivato al capolinea. lui purtroppo non ha avuto
un infanzia facile,infatti è cresciuto senza madre e padre,e diciamo
che questa ragazza è entrata a far parte della sua vita quando ancora
era un adolescente. lui dice di vederla come una sorella ,che non è
amore,che cta male stando con lei,perchè non è se stesso.ma ripeto non
riesce a staccarsi.io in tutto questo non so più come comportarmi,io
lo amo,e credo che lui ami me,ma ho troppa paura che non trovi il
coraggio la forza per chiudere con il passato e vivere il presente e
il futuro con me, lui si è rivolto ad uno psicologo ,e spero che possa
aiutarlo ad uscirne,nello stesso tempo io avrei bisogno di un
appoggio,di un consiglio,perchè mi sento come se portassi un gran peso
sulle spalle,senza mai riuscire a farlo cadere. grazie in anticipo.
Gentilissima,
Quando una persona è molto innamorata, è normale che possa perdere il
suo consueto senso critico e trovarsi ad accettare tutto, o quasi, di
ciò che riguarda la persona amata. Ora però sono trascorsi due anni e
lei dovrebbe cominciare a rendersi conto delle enormi difficoltà che
presenta la storia in cui si è, seppure involontariamente, cacciata.
Infatti, poiché l'altra ragazza è più grande, poiché lui l'ha
conosciuta da adolescente, poiché il suo ragazzo non ha avuto
un'infanzia facile ed è cresciuto senza figure di riferimento, è
prevedibile che la sua rivale rappresenti per lui una relazione forte,
dalla quale non sentirà mai la forza di staccarsi, e lei rimarrà per
sempre la sua n. 2. Credo che lei abbia tutto il diritto, a 21 anni e
dopo una storia di dolore e di umiliazione come quella che ha vissuto,
di trovarsi un ragazzo che la faccia essere e sentire, a tutti gli
effetti, la sua numero 1, in esclusiva.
Cari saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MIA MOGLIE E' IN CRISI
Mi chiamo Pino, ho 28 anni una moglie con la quale sono sposato da
9 anni, e due figli. Da qualche mese mia moglie ha scoperto lo yoga
come mezzo per liberarsi da frequanti attacchi di panico. Durante
questo percorso ha fatto amicizia con una persona con la quale si è
sfogata ed ha parlato. Tra loro non c'è stato nulla, solo qualcosa di
platonico, forse neppure. Solo che ha intrattenuto questa amicizia di
nascosto da me. Con questa persona, che per altro è omosessuale con
atteggiamenti da santone orientale (mi ci ha fatto parlare er
telefono) lei è riuscita a far venire fuori la sua personalità il suo
carattere. Solo che è diventata aggressiva verso tutti e tutto. Perché
quando sono riuscito a scoprire cosa accadeva lei è andata su tutte le
furie, rinfacciando a me e alla sua famiglie le colpe del suo non
essersi riuscita a realizzare. Tenga presente che mia moglie svolge un
lavoro che non le piace, ma che comunque serve a mandare avanti la
baracca. Le liti si stanno susseguendo: lei mi ha detto di non provare
più lo stesso sentimentoper me e di non volere più il sess perché lei
non ne ha più bisogno, perchéla sua crescita deve essere solo
spirituale. Io da parte mia, accecato dalla gelosia, ho esagerato in
alcuni miei "controlli" facendole sentire di non avere più fidcia in
lei. MI ha chiesto di stare insieme per i bambini (hanno 5 e 7 anni),
mi aveva promesso di parlare anche con me quando aveva bisogno, ma ha
proseguito a inviare sms al suo amico. Qualche giorno fa la catastrofe
perché del suo cambiamento si è accorta anche la madre che mi ha
telefonato dicendomi che la figlia l'aveva trattata male. Io ho
chiamato mia moglie che è andata su tutte le furie e tornando a casa
dal lavoro mi ha detto una frase che mi ha fatto andare su tutte le
furie. meritavi di essere tradito. Le ho dato uno schiaffo di cui mi
sono pentito immediatamente. Solo che il rapporto si è incrinato del
tutto. COme posso fare a recuperare? Lei, un un attimo di pausa dalle
liti, mi ha fatto capire che ancora prova un po La ringrazio. Saluti
Gentile Pino,
Credo che, quando si ha un matrimonio in bilico e due figli piccoli da
crescere, l'ultima cosa da fare, se si è persone responsabili, è
"andare su tutte le furie" o addirittura alzare le mani sul coniuge.
Chi, fra voi due, è dotato di maggiore buon senso, lo dimostri. Sua
moglie potrebbe essere depressa: il lavoro non le piace, la condizione
economica, a quanto capisco, non è splendida, fra voi non c'è più
molta attrazione fisica, i bambini sono piccoli e danno molto da
fare... E' del tutto giustificabile che una persona, come sua moglie,
che si sente profondamente infelice, cerchi una strada per recuperare
un po' di benessere e di voglia di vivere. Non so se quella che ha
scelto (yoga, amicizia con il tipo omosessuale ecc.) sia la strada
giusta: fatto sta che lei non si può sentire estraneo alla crisi di
sua moglie, come se la cosa non la riguardasse per niente... Ritengo
che lei farebbe bene a cercare di comprendere quali sono le
problematiche che hanno messo in difficoltà il vostro rapporto in
tempi recenti (troppo lavoro, troppo stress, poco tempo per voi, ecc.)
e cercare di porvi rimedio. Sia complice di sua moglie in questa
ricerca di benessere, non si ponga come un nemico da combattere,
aggiungendo stress a stress e contribuendo così a distruggere ciò che
ancora c'è fra voi, ciò che ancora vi lega. Quello che le suggerisco è
una buona terapia di coppia: riuscirete a diminuire la conflittualità
e a comunicare meglio e forse le sarà più chiaro PERCHE' sua moglie si
trova in questa situazione e come fare, insieme, per venirne fuori.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO MESSO IN DISCUSSIONE TUTTO
sono federica,anni 25,da 3 fidanzata con un coetaneo dolce
sensibile e affettuoso..conosciuto dopo due relazioni per me molto
dannose(entrambi dieci anni più grandi,uno con famiglia e figli a
carico che ha saputo nascondermi tutto abilmente per diversi
mesi,l'altro inguaribile playboy alla ricerca di povere ingenuotte..).relazioni
probabilmente dovute per lo sfasciarsi del rapporto tra me e mio
padre..da quando ho scoperto all'età di 19 anni la o meglio le sue
relazioni extraconiugali..Mi sono ancorata al mio attuale ragazzo
cantando la canzone "tu che sei diverso...",non tenendo conto delle
notevoli differenze esistenti fra noi..lui è un operaio,ha la licenza
media,non abbiamo interessi in comune,ma sò in cuor mio che non mi
farebbe mai del male..provo un affetto enorme ma la parola amore mi
spaventa..inoltre a livello sessuale le cose non sono mai andate
troppo bene..in più dall'infanzia provo attrazione per il mio stesso
sesso,ma non mi è mai successo fino ad ora di innamorarmi di una
donna..mi è capitato molto spesso di sognare rapporti sessuale con una
donna e di "arrivare al dunque" nel sonno...cosa che non è ancora
successa nei rapporti sessuali che ho avuto con uomini..La prego di
aiutarmi..ho messo in discussione tutto..ho paura di non aver capito
di avere preferenze sessuali diverse..mi aiuti
Cara Federica,
Quello che lei ha cercato (e trovato) nel suo attuale ragazzo è un
sostituto paterno ed il rapporto che la lega a lui difficilmente
potrebbe essere definito 'amore', come lei stessa ammette. La ricerca
precedente di uomini più grandi di lei e più esperti della vita,
conferma questo suo bisogno di vicinanza emotiva con la figura
paterna, che ha le sue radici nell'infanzia e che probabilmente non è
stato possibile risolvere adeguatamente nel corso del suo sviluppo
psicosessuale. Anche le fantasie omosessuali potrebbero avere la
stessa origine. Credo che lei potrebbe trovare un sicuro beneficio in
un percorso psicoterapeutico di medio termine, che la aiuterebbe a
capire due cose: 1. perché ha sentito il bisogno di mettere in
discussione tutto 2. come rimettere tutto "a posto". E soprattutto,
che decisioni prendere per il futuro.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI SENTE DOLORE
Vorrei se possibile un'informazione Ho 25 anni e sono fidanzato da
6 anni con una ragazza ed abbiamo un problema, per cause varie capita
spesso che i nostri rapporti sessuali avvengano anche dopo 3 - 4 mesi
a parte nelle vacanze e nonostante siano trascorsi 6 anni di
fidanzamento la mia ragazza prova ancora dolore come le prime volte ,
riesce a trarre gradimento solo dalla masturbazione esterna.Purtroppo
anche dopo qualche visita fatta il problema persiste e la risposte è
sempre la stessa "sul lato fisico non ha niente è solo un fatto di
testa, di predisporsi al rapporto". non sappiamo veramente come fare
dato che ci piacerebbe vivere in due questi momenti ogni qualvolta ci
accingiamo all'atto l'organo genitale della mia ragazza non è più
lubrificato e questo penso aumenti ancor di più il dolore (è come un
cane che si morde la coda, più sente dolore e più si irrigidisce
innervosendosi e più aumenta il dolore), è capitato solo poche volte
che ne sentisse di meno o quasi niente ma di piacere neanche a
parlarne. E' da un paio di volte che proviamo ad avere rapporti senza
preservativo (mi hanno detto che poteva essere una soluzione) ma di
risultati non ce ne sono parecchi. Sà suggerirmi verso che lato
muoverci? Non sappiamo più cosa fare più passa il tempo e più si
intristisce pensando che ci sia in Lei qualcosa che non và. Grazie
Ancora
Gentilissimo,
Se, durante il rapporto sessuale, la vagina non è sufficientemente
lubrificata, la donna può provare forte dolore durante il rapporto.
Che fare? Ecco alcuni consigli pratici:
- Avere rapporti sessuali completi solo durante il periodo
dell'ovulazione (anche se questo mette più a rischio per le possibili
gravidanze indesiderate);
- Usare un lubrificante (chiedere al ginecologo);
- Cambiare posizione: se lei sta sopra, può gestire meglio la
penetrazione e dunque avere minore paura del dolore. Questo la aiuterà
ad essere più rilassata e dunque lubrificata.
- Cambiare tipo di preservativo.
Cordialmente.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CADUTA IN UN BUCO NERO
Gentile dottoressa,ho un problema che mi angoscia e sento la
necessita di chiederle un consiglio. Ho 28 anni e da 5 sono fidanzata
con un ragazzo di 33 anni, con un grande hobby, la musica. Lui suona
in un gruppo musicale ; e questa sua passione è sempre stata al primo
posto nella sua vita, più importante dei familiari e di me. Ha sempre
fatto bene o male quello che voleva, andando a suonare 4 sere a
settimana e riducendo i nostri incontri al minimo.7 anni fa ha avuto
un incidente stradale in cui si è ferito gravemente il suo migliore
amico e si è interrottta la loro amicizia.(questo ragazzo suonava con
lui) Lui ancora adesso pensa spesso a questo incidente e non so se a
causa di questo o per cos'altro, non riesce a legare amicizie con
nessuno perchè dice che un grande amico ce lo aveva e lo ha perso e
non gli interressa niente di nessuno. Io, purtroppo ho subito degli
abusi da ragazzina e solo 3 anni fa sono riuscita; grazie all'aiuto di
una psicologa a uscire dall'ansia e dalla tristezza che mi
avvolgevano. Un pò per amore , un pò per non restare sola, ho sempre
accettato questa storia così, mantenendo comunque le mie amicizie.
Negli ultimi giorni il mio ragazzo ha voluto prendersi una pausa
perchè dice di non essere più sicuro dei sentimenti che prova per me e
neanche del fatto se vuole una ragazza o preferisce rimanere da solo
per essere più libero. Da quel momento mi sembra di essere caduta in
un buco nero. Ho paura di ricadere nel tunnel della depressione. La
prego, mi dia un consiglio, non so dove sbattere la testa. G.
Cara G.,
Francamente non capisco che tipo di consiglio mi stia chiedendo: forse
se lasciarlo o non lasciarlo? Spero proprio di no, perché credo che
anche lei comprenda che la vostra storia, durata cinque anni, non può
essere sintetizzata in questa lettera di poco più di dieci righe. E
sarebbe altrettanto assurdo che io le consigliassi (in nome di che
cosa? Della scienza, del buon senso, della mia opinione personale?) se
lasciare questo ragazzo o no. Quello che le posso consigliare è di
rivolgersi alla psicologa con la quale ha fatto psicoterapia,
riuscendo, come lei stessa ammette, ad uscire dall'ansia e dalla
tristezza che la avvolgevano. Solo una persona che la conosce bene
potrebbe aiutarla, ma non attraverso i consigli, che sono sempre
opinabili: lei ha bisogno di una persona che la aiuti a leggere quello
che c'è dentro di lei e le decisioni che lei ha forse già preso.
Cari saluti e auguri.
Dr.ssa Giuliana Proietti - Ancona
VACANZE ESTIVE
Gentile Dottoressa, è proprio in merito alle vacanze in
generale e vacanze estive in particolare che vorrei chiedere una
consulenza.Sono divorziata da 7 anni senza figli e non ho un compagno
ma solo un amico non libero che vedo saltuariamente, abito coi miei
genitori con i quali ho spesso un rapporto conflittuale specialmente
con mia madre. Da quando sono dovuta ritornare a casa l'estate andavo
con loro qualche giorno in albergo in una località termale o
altrove ma dallo scorso anno ho rinunciato perchè i miei sono
cagionevoli e finirei col discuterci o fare da assistente ed il
beneficio di vedere un luogo diverso andrebbe in fumo insomma il
rapporto beneficio- rischio mi hanno fatto rinunciare. La scorsa
estate durante le ferie sono solo andata al mare avanti e indietro e
basta. Difficile trovare amiche libere, a me non piacciono viaggi per
singles o in pullman e ho varie fobie su quasi tutti i mezzi di
trasporto tranne la macchina ero troppo abituata bene con mio marito
che ora non mi lancio da sola...neanche durante l'anno faccio niente
ma vivo solo in città divertendomi con musei e cinema insomma le mie
valigie sono da immemorabile tempo incollate a terra. Inevitabile la
frustrazione ma tra il non sapere con chi andare le ansie etc.
soprattutto quando tutti partono...ma ripeto molto dipende da me e dal
fatto che non sono ben circondata. Andare coi miei penso non mi
convenga affatto almeno su questo non ho dubbi lei che ne pensa?Le
pongo una domanda inconsueta non tanto come superare il problema visto
che ormai anche quest'anno l'estate è alle porte e finirà come la
precedente...ma come fare a drenare l'insoddisfazione il senso di
diversità che la situazione mi suscita e alla fine cosa pensare questa
estate e come mantenere l'equilibrio psicologico mentre vedo tutti
partire andare e fare...e poi qualche suggerimento pratico su come
trascorrere anche queste vacanze in città o nelle immediate vicinanze.
Lavoro
tutto l'anno e temo che questa mia stanzialità danneggi sia il fisico
che la mente. Grazie mille e se possibile una risposta prima della
fine delle famigerate vacanze... Caterina da Roma
Cara Caterina,
Molte delle sue domande andrebbero fatte ad un tour operator o a
qualcuno che si occupa professionalmente di vacanze e tempo libero.
Ciò che vi è da osservare, dal punto di vista psicologico, nella sua
lettera, è che, al momento almeno, lei appare un po' troppo centrata su sé stessa e sui
suoi bisogni, dimenticando il mondo che la circonda. In questo modo
difficilmente riuscirà a 'ben circondarsi', per usare le sue parole, e
ad uscire dallo stato di isolamento e di frustrazione in cui trova.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
LUI NON MI AMA PIU' Il mio ragazzo (29 anni), con il quale facevamo
progetti per il nostro futuro (matrimonio, casa, famiglia), dopo più
di 2 anni d'amore mi ha confessato piangendo di NON AMARMI PIU' e di
essere dispiaciuto per aver permesso a se stesso di spegnere il nostro
amore. Si è scoperto immaturo e afferma di non conoscere il motivo del
suo cambiamento. Io sono una laureanda in sociologia e una sensibilità
molto particolare, ma vorrei confrontarmi con lei circa il mio
problema. Non facevamo l'amore da due mesi perchè c'era qualcosa che
non andava in lui, forse, inizialmente, pensando che il problema fossi
io, è entrato in paranoia e si autoconvinto che la nostra relazione
non funzionasse più, raffreddando così i suoi sentimenti per me. Dopo
2 mesi abbiamo scoperto che soffriva di una prostatite cronica (che
causa un calo del desiderio e delle prestazioni sessuali). Io credo
che quando l'ha scoperto è stato troppo tardi perchè aveva già spento
il suo amore per me. Ora, ci siamo lasciati da più di una settimana,
mi telefona quotidianamente, a volte ci vediamo anche, ma non ha
ancora risolto il suo problema fisico. Sembra lo stia turbando
talmente tanto da chiudersi a riccio dentro se stesso e, a parte il
lavoro (idraulico), non ha voglia neanche di usicre. Possibile che non
mi ami più per questo motivo? Faccio bene a stargli vicino o dovrei
tagliare nettamente i rapporti con lui? E' lui che mi cerca, anche se
come amica. Lui non mi da' alcuna speranza, così io, anche se sto
soffrendo tanto, sto vivendo il presente senza farmi illusioni. Mi
piacerebbe sapere se è possibile che l'amore possa ritornare e se
faccio bene a coltivare un rapporto di amicizia con lui. Grazie..
Gentilissima,
La storia che mi racconta non mi è del tutto chiara: in
particolare non riesco a comprendere il nesso fra la prostatite e la
fine del rapporto. E' infatti probabile che la
prostatite sia un effetto (e non la causa) della vostra mancanza di
rapporti e dunque, mi pare di capire, la vera motivazione della fine
di questo vostro legame, stia nella scarsa frequenza di rapporti
sessuali. In ogni caso, ora lui dice di non amarla più e la cerca solo
come amica: quello che mi sento di dirle è che più il rapporto si
consolida sul fronte dell'amicizia, più esso si allontana da quello
d'amore, poiché quest'ultimo implica non solo affetto e complicità
personali, ma anche passione e desiderio.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
SONO MOLTO ATTRAENTE, MA...
Salve,sono una ragazza di 28 anni,premetto che dal punto di
vista estetico sono molto attraente,ma nonostante ciò soffro di grande
insicurezza e penso sempre di non piacere ai ragazzi che mi piacciono
anche se poi non è così ,sono sempre stata molto introversa fin da
piccola e con l'andare avanti dell'atà non è cambiato niente.Ho paura
che gli altri mi rifiutino e quindi assumo un'atteggiamento
difensivo,anche all'università non salutavo nessuno,non guardavo mai
negli occi gli altri,soprattutto se di sesso opposto e se provavo
attrazione verso di loro, solo una volta ho provato ad uscire dal
guscio,con un ragazzo che mi piaceva ma quando ho capito che ero
corrisposta ho avuto paura, paura che si avverassero i miei
desideri,paura di essere felice,ero terrorizzata dal fatto che mi
stavo comportando da "normale" e così ho pensato che gli altri si
sarebero accorti di questa amicizia ed ho cominciato ad allontanarmi
da questo ragazzo,non l'ho più salutato ,anche se mi piaceva
moltissimo,e lui naturalmente si è offeso ,ma io l'ho fatto perchè ero
insicura,ensavo di essere "brutta". Ho paura del giudizio degli altri
e forse per questo blocco ogni mia iniziativa,paura i essere criticata.Non
capico perchè rifiuto la felicità,perchè i faccio del male.Non ho un
ragazzo nè degli amici,mi lamento sempre perchè li vorrei ma non
faccio mai niente e quando povo a cambiare e mi rendo conto di essere
accettata ho paura e torno a chiudermi.Ma perchè sono così stupida,la
prego Dott.ssa mi aiuti!
Gentilissima,
Forse il suo è un problema di timidezza (consulti il sito
www.clinicadellatimidezza.it), ma è
più probabile che lei abbia
sostanzialmente paura di stabilire un
rapporto uno-a-uno con un'altra persona: una
relazione troppo profonda, nella quale
lei dovrebbe svelarsi all'altro
e uscire da quel guscio che invece la protegge e la fa sentire
al sicuro. Se le sue prime relazioni con le figure
genitoriali non sono state ottimali si potrebbe partire da qui per
cercare di comprendere cosa c'è davvero dietro i suoi comportamenti.
Le consiglierei, se può, di rivolgersi ad uno psicologo, perché da
sola credo non possa aiutarsi molto, visto che lei ha 28 anni e
sicuramente avrà già molto riflettuto su sé stessa.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
NON DISTINGUO PIU' IL MONDO REALE DA QUELLO
IMMAGINARIO salve dott. non è tanto facile per
me scrivere queste parole... ma sento di aver bisogno di parlare con
qualcuno... dopo aver scoperto che tutti i momenti che ho passato a
piangere e a cercare una soluzione per migliorarmi per migliorare la
mia vita ... si trattavano di sintomi dovuto alla depressione mi
spiego meglio ogni volta che mi succede qualcosa di bello lo rovino
pensando a mille paranoie... per ritrovarmi a piangere intere serate
alla ricerca di una soluzione... ma è cosi che ho iniziato a crearmi
un mondo tutto mio ... ogni volta nell'arco della giornata cerco un
momento per stare da sola beh lei dirà che questo è tutto normale ma
invece non lo è perchè in quei momenti io inizio a "recitare" immagino
delle vere è proprie situazioni ... parlo, e immagino che ci sia anche
delle persone nella stanza. situazioni che riflettono la realtà e la
vita che vorrei avere... la prego di aiutarmi non c'è l'ha faccio più
ormai non distinguo più il mondo reale da quello
immaginario... aspetto sue notizie la prego grazie ancora per avermi
ascoltato.
Gentilissima,
Non le dirò affatto che è tutto normale, ma anzi la invito a
cercare al più presto un aiuto psicologico, perché è inutile
soffrire quando, con farmaci e psicoterapia, si può stare molto
meglio ed anche guarire... Si affretti, non perda ulteriore tempo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
E' COSI' GRAVE QUELLO CHE HO FATTO?
La contatto in preda alla disperazione. Ho avuto da un mese una
splendida bambina che adoro. Nell'ultimo periodo di gravidanza ho
passato dei momenti particolari. Mi sentivo poco appetibile
sessualmente e questo magari succede a moltissime donne, ma questo
mio stato d'animo aggravato dall'aver accanto un marito un pò troppo
distratto mi ha portato in più di un'occasione, anche perchè da sola
in casa mi annoiavo, a navigare su alcuni siti pornografici. E'
stato un periodo di frustrazione molto breve, ma le conseguenze di
questo sono state devastanti. Mio marito ha scoperto ciò che ho
fatto e non ne vuole più sapere di me. Si sente tradito nel suo
orgoglio di uomo e non vuole più essere sfiorato, come se mi
schifasse. Non se ne va di casa solo perchè c'è la bambina di un
solo mese, ma è come se non ci fosse.. Non so più che fare.. E'
possibile mandare all'aria un matrimonio con una bimba piccola per
una sciocchezza simile? Le scrivo perchè sento la necessità di avere
conferme riguardo la mia salute mentale. Infatti mio marito non fa
che ripetere che dovrei andare in terapia per quello che ho fatto,
soprattutto perchè l'ho fatto negli ultimi due mesi di gravidanza.
Gli ho chiesto anche se per caso questa non sia una scusa per
mettere in atto una fuga già premeditata perchè mi sembra così
assurdo mollare tutto per una motivazione del genere. Ovviamente
dice di no e che non si aspettava potessi mai arrivare a fare una
cosa del genere, per questo è molto deluso. E' davvero così grave
ciò che ho fatto? Merito davvero di crescere mia figlia da sola per
una cosa del genere? La prego mi risponda con sincerità... La
ringrazio per l'attenzione che saprà darmi.
Gentilissima,
Direi proprio di no: qualunque siano state le ragioni di questa sua
scelta, esse vanno chiarite. Sicuramente, se le cose stanno come lei
le ha descritte, non c'è alcuna ragione di sentirsi una depravata e
di accettare accuse tanto infamanti. Direi che è necessaria, anzi,
indispensabile, una terapia di coppia, per chiarire i reciproci
punti di vista e soprattutto comprendere perché lui la trascurasse
nei mesi della gravidanza (o perché lei si sentisse tale).
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L'ITALIA VISTA DA LONTANO
Gentile Dott.ssa. Sono una donna sposata da 15 anni, ho due
bambini splenditi che frequentano la scuola elementare e mio marito
é un grande lavoratore. Viviamo all'estero, io da sempre, e quindi
mi sento a casa mia, Per quanto riguarda mio marito lui é venuto qui
dopo avere finito le scuole in Italia, quindi noi ci siamo
conosciuti qui. Tutto procedeva bene eravamo una famiglia molto
affiatata, fino a quando mio marito due anni fa a iniziato ad
esprimere il desiderio di rientrare in Italia (un paese vicino
Napoli) per potere relizzarsi nel campo lavorativo, da premettere
che qui fa un lavoro molto pesante. Per motivi di lingua qui avrebbe
molta difficoltà ad realizzarsi. Purtoppo questa sua scelta a
portato non pochi sconbussolamenti nella nostra famiglia. Avvolte
diventa dispetoso come un bambino perché non si sente capito. Ma in
questo momento io non faccio che pensare a come vivrebbero questo
cambiamento i miei bambini, oramai vivono qui hanno leloro amicizie,
le loro abitudini e credo anche un futuro migliore. Io come anche i
nostri bambini notiamo diffrenzze a raggionare con la gente di quel
paese. In poco parole ho paura di dannegiare i miei bambini. Non
avendo mai vissuto in italia, tante notizie purocratiche come quelle
di malasanità mi mettono molta ansia. Io amo l'italia ma ho paura di
quel paese.
Cara signora,
Cosa potrei dirle? Credo che la verità sia nel mezzo: l'Italia è un
Paese con tanti limiti e difetti, ma lei, non avendoci mai vissuto,
potrebbe avere troppi pregiudizi in merito. In Italia infatti non
c'è solo monnezza: c'è anche cultura, storia, scienza e
tecnica. Provare per credere.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMO IL MIO PSICHIATRA
sono una ragazza di 30 anni e da circa un anno faccio
psicoterapia da uno psichiatra ,quasi mio coetaneo, da un po' di
tempo mi sono resa conto di provare dei sentimenti nei suoi
confronti ,non sò ! cosa è meglio fare? spesso mi capita di
incontrarlo ,sopratutto di sera ,tra i locali della cittàed ogni
volta che glielo faccio notare lui dice di non avervi visto ,per
questo non mi ha salutato, in realta credo non sia vero poiche
spesso i nostri sguardi si sono incrociati ed ho notato che mi ha
voluto evitare. parlando di questo in terapia mi dice che non mi
saluta perche nonn mi ha vista ba'!!!!! non credo sia vero ,visto
che ci incontiamo spesso .volevo un suo parere su cosa fare .grazie
Carissima,
Il fatto che lui si comporti come mi racconta significa che è un
bravo professionista. Per quanto riguarda lei, potrebbe non
trattarsi di amore, ma di un sentimento particolare, che nasce nel
rapporto terapeutico e che si chiama transfert. Cosa fare?
Innamorarsi di una persona che non la frequenti per mestiere, ma per
amore.
Cari saluti e molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI HA BEN 6 ANNI MENO DI ME
Gentile dottoressa, sono una ragazza di 25 anni che soffre da
tempo di attacchi di panico. In questi anni ho avuto momenti positivi
in cui tutto nella mia vita mi sembrava apposto e altri come l'attuale
in cui mi pare che tutto mi faccia paura. L'ultimo momento positivo
risale a luglio : mi sentivo bene , avevo finito la mia cura per il
Dap, stavo per laurearmi raggiungendo un obiettivo a me molto caro ,
avevo messo da parte vecchie storie sentimentali. tutto mi sembrava
essere tornato in ordine ed io pronta a ripartire. dle resto negli
ultimi tempi la laurea era una fissa da raggiungere e studiare mi
provocava molta ansia. finalmente era tutto apposto. La stessa estate
in vacanza ho conosciuto un ragazzo , ci siamo piaciuti da subito.
incuriositi ci siamo conosciuti e sin da subito è nato un ottimo
rapporto fatto di reciproco aiuto e comprensione. Ridiamo molto quando
siamo vicini, parliamo per ore di tutto , mi fa sentire al sicuro e mi
fido di lui. Anche io ho aiutato lui in certi momentacci...da quando
stiamo assieme la sua vita è di certo migliorata e il suo sostegno mi
ha aiutato con i miei problemi. Siamo legati da un ottimo rapporto e
andiamo d'accordo. L'unico problema è che lui ha 6 anni in meno di me
quindi 19. Io all'inizio ho messo un muro perchè non avevo previsto di
trovare tante cose che cercavo nel ragazzo che sognavo in uno con
questa età. Ho poi deciso di portare avanti la relazione perchè accade
raramente che mi possa fidare cosi' tanto di una persona e starci così
bene : non volevo perdere una bella storia per pregiudizi. ho iniziato
tutto senza dirlo ai miei, loro sanno che conosco questa persona ma
non immaginano che viene a trovarmi e che rapporto ci leghi. Ho
spiegato la cosa a mia sorella maggiore di 8 anni che perplessa per
l'età poi ha solo detto che il vero amore va conquistato e di vivermi
questa storia se davvero lo voglio. quello che non riesco a capire è
perchè nonostante sia adulta , anche se vivo con i miei genitori
ancora io abbia una forte paura della loro reazione , ho paura che non
approvverebbero questa storia , ho paura che si oppongano come anni
prima ad un'altra storia anche se in quel caso era una giusta
opposizione. Mi angoscio molto poi sul futuro io ho paura che questa
storia proprio perchè squilibarata di età possa portarmi via anni
cruciali per fare una famiglia e di ritrovarmi sola. Mi sembra che
tutti non accettino una storia cosi' , che tutti ci vedano solo lati
negativi , mi sembra di sbagliare , vivo con l'ansia di dover un
giorno rivelare questa cosa ai miei..e di vedere reazioni non
entusiaste in chi mi conosce. Vivo anche male la sessualità...nel
senso che mi sembra di fare qualcosa di sbagliato proprio perchè
nascosto. Da quando ho iniziato questa storia da una parte sono
contenta perchè ho trovato una persona con cui mi trovo bene
sinceramente ma dall'altra non ho pace perchè non è come avevo
previsto.. non ha quella età che volevo ...eppure tra di noi non
sentiamo problemi legati a ciò. l'ansia non mi abbandona e ricomincio
ad avere attacchi di panico. ho sempre la testa appesantita da questo
problema e sto male perchè non è una colpa se mi trovo bene con una
persona più piccola. Per un primo momento ho deciso cosi' di
frequentarlo..quando andrò in vacanza nella sua città con la mia
famiglia...penso che introdurlo come amico lasci il tempo di far
apprezzare questa persona per il suo carattere in seguito i nostri
progetti di vita elimineranno la distanza ..studieremo nella stessa
città e quindi si unirà una conoscenza quotidiana...a quel punto se
saremo ancora insieme spero che il nostro fidanzamento non sia più
accolto con malumori. pesano su di me quei pensieri tradizionali che
penso siano propri dei miei genitori e non riesco a distaccarmene
...possibile che a 25 anni mi senta in colpa se mi innamoro in
modalità imprevviste e diverse da quelle che magari la famiglia ci si
augura? possibile che sia ancora a 25 anni solo la figlia minore di
casa incapace di fregarsene del giudizio dei genitori? possibile che
non riesca a sentire cosa lecita vivermi la mia vita senza per questo
sentire una colpa? non voglio rinunciare a una persona che è stata tra
le poche ad amarmi e con cui io sto bene. come si può fare a diventare
+ indipendenti? prima avevo avuto una storia tira e molla con un
ragazzo + grande di 4 anni finita per divergenze di carattere ,
ostacolata sul nascere dai miei genitori perchè io ero molto piccola
(15 anni) e non avevo occasione di conoscere bene questa persona che
viveva lonatana da me. Allora portai avanti la storia con tenacia e
non mi sentivo per nulla in colpa...la storia è finita perchè
crescendo non condividevo il suo modo di pensare e di carattere non
andavamo d'accordo..non mi sentivo più davvero amata e non ho
apprezzato la reazione di scherno e cattiveria quando ho iniziato ad
avere i primi attacchi di panico forte. possibile che nonostante io
abbia avuto possibilità diverse in questi anni debba sempre trovare
l'amore nel modo + complicato? anche se il mio attuale ragazzo l'ho
conosciuto nel modo + classico possibile! possibile che non riesca a
vivermi una storia normale alla luce del sole?..cosa sbaglio? sono
reali problemi quelli che mi faccio?. la ringrazio.
carissima,
Ma cosa vuole che siano sei anni di differenza? Ci sono ragazzi che
a 19 anni sono maturi ed hanno la testa sulle spalle, altri che a 30
fanno ancora i teen agers... Davvero l'età non conta: la smetta di
tormentarsi e viva con gioia questa bella storia d'amore, che oltre
tutto appartiene a lei e non ai suoi genitori. A loro questa sua
storia va raccontata solo se, nel tempo, si consoliderà e vi saranno
previsioni di matrimonio. Ma fino a che questo momento non verrà, se
verrà, presenti il suo ragazzo come un amico e non dica di più. Lei
è ormai una donna di 25 anni, una persona adulta, che deve
cominciare a ragionare con la sua testa ed a fare le sue scelte,
senza temere i giudizi altrui: l'adolescenza, nel bene e nel male, è
ormai finita!
Le auguro molta felicità.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COSE CHE HO VISTO SOLO NEI FILM PORNO
sono una ragazza di 20 anni, sto vivendo una storia da circa 4 mesi
con un ragazzo di 28, ancora non ho capito se sono io il problema,
vede il mio ragazzo mi f delle proposte che io reputo assurde e per
lui sono all'orine del giorno. Per esempio il toccarsi in pubblico(
senza farci vedere), fare del sesso anale, orale, cose che cmq io ho
visto nei film porno. A fare determinate cose più che la sua fidanzata
mi sento una donna oggetto. Lui mi colpevolizza del fatto che con i
miei rifiuti, Con me si senta limitato. dice sempre che quello che
dico io non è giusto è quello che dice lui è la legge della natura. Io
non avevo mai avuto questo tipo di problema con i mie percedenti
fadanzati. A volte mi sento in colpa, mi sento come se non saprei fare
il dovere di fidanzata! Non lo so sono confusa.Mi sento sempre in
colpa ogni qual volta mi fa una proposta ed io dico di no, ma la
maggior parte delle volte sono proposte che io definisco egoistiche!
perchè porta solo a lui un piacere sessuale . aspetto un vostra
risposta
PAURA DEL SANGUE
Buon giorno sono una giovane , trentatrè anni, che da poco ha
perso il padre a causa di una grave malattia. prima della sua morte
sono venuta a conoscenza di vari tipi di perdite di sangue del malato.
probabilmente essendo molto vulnerabile in quel periodo la cosa mi ha
letteralmente scioccata . per un periodo avevo timore di soffiarmi il
naso e di andare in bagno.... ora a poco a poco sto migliorando, ho
anche iniziato una terapia analitica, ma durante il periodo del ciclo
mestruale divento completamente ossessionata dalla vista e anche solo
dal pensiero del sangue a tal punto che starei ferma immobile fino
alla fine del periodo mestruale. cosa posso fare per venirne fuori? è
una sensazione terribile. di norma sono una persona allegra e
dinamica.... grazie. B.P:
Gentile BP,
Chiaramente non è il sangue che le mette paura, ma il pensiero della
sofferenza, della morte, dell'abbandono delle persone care. Il
sangue è un simbolo, non è il significato che sta dietro al simbolo.
E' come vedere un film horror: può accadere che, dopo averlo visto,
il solo titolo possa incutere terrore. In realtà non è il titolo che
produce lo spavento, ma sono le scene del film e le associazioni
fatte fra quelle particolari azioni ed ambientazioni ed alcuni
aspetti della propria vita. Cominci dunque a guardare all'elemento
'sangue' con occhi nuovi: non come ad un segno di sventura, ma in
modo positivo, ad esempio come ad un inchiostro rosso che disegna
magicamente la nostra esistenza. Anche per le mestruazioni, la
stessa cosa: esse sono il segno di una femminilità potente,
creatrice di vita, espressione di un corpo giovane ed in perfetta
salute (come vede, argomenti che hanno più a che fare con la vita
che con la morte).
Rifletta inoltre, insieme al/alla terapeuta, sulle esperienze
vissute e cerchi di capire quali sono le sue reali paure.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
A LIVELLO VAGINALE E' UN DISASTRO
Salve sono una ragazza di 24 anni e mi vergogno un pò ad esporre
il mio problema, sto insieme al mio ragazzo da quasi quattro anni ma
tranne in casi molto sporadici non abbiamo mai avuto rapporti
sessuali completi, lui mi ha penetrato ed ha raggiunto l'orgasmo, io
no, nel senso che riesco a raggiungerlo solo quando mi masturba
manualmente o oralmente e ad un livello clitorideo, al livello
vaginale è un disastro perchè io non sopporto il dolore e questo mi
blocca molto, sottolineo che entrambi siamo alla prima esperienza di
vita sessuale ed anche questo credo che influisca molto, temo che
per la nostra inesperienza ci accontentiamo di qualcosa di
preliminare ed incompleto, quando ci abbiamo provato ad avere una
vita sessuale "normale" io gli chiedo spesso di essere dolce, di
procedere per gradi proprio per la mia paura "fisica" ma un paio di
volte mi è capitato che si è spazientito e ha rinunciato ed allora
torniamo ai nostri modi alternativi di piacere (lui analmente e io
orale), non sto a dirle quanto i miei sensi di colpa mi divorino, mi
sento "incapace" di dargli quello che lui meriterebbe. Ho provato
anche a parlargli lui mi ha detto che con il tempo le cose
miglioreranno, ma io mi chiedo quanto tempo? E se dovesse incontrare
qualcuna che gli da ciò di cui io mi sento incapace? Un ultima
questione è possibile che il mio non riuscisse a lasciarmi andare,
il mio stare molto tesa, il mio temere quando le sue spinte sono più
violente sia dovuto al fatto che non si crei l'atmosfera più giusta?
Io ho molte fantasie erotiche e mi farebbe molto piacere sentire il
suo desiderio attraverso le parole, giocare un pò, lui invece non
parla per nulla nei momenti intimi e quando ho provato a giocare un
pò con i ruoli e le situazioni lui non partecipa, allora a volte
finisco per immaginarmi delle cose nella mia testa senza neanche
dirgliele. Mi scusi se mi sono dilungata e che sono seriamente
preoccupata. Un saluto.
Gentilissima,
1. Non è obbligatorio avere rapporti
sessuali completi e non è detto che questi debbano essere per forza
più soddisfacenti degli altri. E' solo un retaggio culturale di
stampo religioso quello che ci porta a ritenere 'normali' certi
rapporti e non altri: in realtà non esiste nessuna legge biologica
che ponga un invalicabile spartiacque fra ciò che è 'normale' e ciò
che non lo è. Ogni coppia deve cercare e trovare la sua 'normale'
espressione sessuale.
2. A parte la necessaria premessa del punto uno, va detto che
qualcosa sicuramente all'interno della vostra coppia non funziona:
lei trova che lui sia maldestro e frettoloso, lui la trova troppo
complicata. E, in genere, queste sono in effetti le lamentele che
fanno gli uomini e le donne dei reciproci partners. Per avere una
vita sessuale felice è necessario 'accordare gli strumenti', fare in
modo che le diversità nel concepire l'amore e il sesso siano un
valore aggiunto nel rapporto di coppia e non una limitazione.
3. Coltivare un personale, segreto, immaginario erotico non è
negativo: è un patrimonio cui poter attingere quando il rapporto
sessuale, per vari motivi, non avviene nel modo in cui si
desidererebbe (succede a volte, anche nelle coppie più affiatate).
4. Il consiglio che le dò è quello di essere più naturale
nell'espressione della sua sessualità: si comporti liberamente,
faccia e dica quello che le fa piacere, senza limitarsi. Cosa
rischia, facendo questo? Nel caso lui gradisca, il problema potrebbe
risolversi così, nel caso lui non gradisca, vi saranno abbastanza
elementi per giungere ad una discussione serena e approfondita
sull'argomento, per giungere a quella soluzione 'armonica' di cui le
parlavo. Se le sembrerà di non trovare vie d'uscita, non esisti a
ricorrere alla consulenza di un sessuologo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AIUTO, SONO CONFUSA!
sono una donna di 46 anni, ho due figli, ed un rapporto
matrimoniale disastrato. vent'anni di matrimonio vissuti da me molto
male. un marito assente che mi ha fatto sempre vivere nel sospetto...fino
a quando tre anni fa ho scoperto il tradimento. ho chiesto la
separazione, ma dopo sette mesi ci siamo risentiti e lui mi ha chiesto
di ricominciare. credevo d'averlo perdonato ma un giorno ho scoperto
una lunga telefonata con la sua ex e quando glil'ho detto lui ha
mentito come smpre ed io l'ho mandato via di casa. mia suocera che
sapeva tutto mi ha combinato un incontro con l'ex per farmi giurare
che non c'era stata nessuna telefonata. così l'ho conosciuta, l'ho
guardata negli occhi e sono sprofondata! intanto mio marito ha cercato
in tutti i modi di tornare da me fino a tentare il suicidio in preda
ad un momento di disperazione, non l'ho mai visto così disperato!
all'inizio mi sono avvicinata a lui per aiutarlo per il bene che
nonostante tutto provo per lui. piano piano abbiamo ricominciato a
vederci e a fare l'amore. non ci capisco più niente! cosa mi sta
succedendo, mi sento confusa, mi aiuti!
Gentilissima,
Probabilmente si è accorta di voler bene a suo marito, nonostante il
tradimento. E' una cosa che capita spesso...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COME POSSO AIUTARE LA MIA AMICA?
Ho conosciuto da qualche mese una mia coetanea con cui ho
stretto un forte legame di amicizia. Parlando con lei ho avuto la
sensazione che ci fosse qualcosa che la facesse soffrire molto ed
infatti, dopo qualche tempo, mi ha confidato di essere stata adottata
a 12 anni. Dalla nascita al momento dell'adozione è vissuta in
istituto con la madre che andava a trovarla con fequenza settimanale.
In occasione della sua prima comunione ha passato 4 giorni nella casa
materna e in quell'occasione ha subito molestie sessuali da parte
della madre e di un fratello di poco più grande di lei. Sarebbe stata
coinvolta infatti in un rapporto a 4 (madre fratello ed un partner) e
molestata (ha quanto ho potuto capire però non si è arrivati allo
stupro). Vieve ancora oggi un forte senso di colpa (perchè non ho
reagito?) ma è riuscita ad elaborare almeno il concetto che se è stata
rifiutata dalla madre non è per sua colpa. Oggi è sposata, ha due
figlie adolescenti ed è riuscita a parlare con me di queste cose in
modo abbastanza chiaro anche se credo di essere l'unica persona a
conoscenza del fatto. Purtroppo però sta dimostrando verso di me
un'autentica passione (anche fisica) cosa che la fa molto soffrire e
che, naturalemente, mette in difficoltà anche me. Vorrei aiutarla
anche se credo che sia necessario che lei parli con una persona
professionalmente qualificata. Mi rendo conto però che per lei questa
strada è difficile ed ha bisogno di arrivare alla consapevolezza che
un aiuto è necessario, per gradi. Nel frattempo come posso aiutarla?
Avendo vissuto due affidi prima dell'adozione, ha il terrore di essere
abbandonata nè io posso pensare di lasciarla sola proprio ora che ha
più necessità di una persona amica capace di ascoltarla.
Gentilissima,
Credo che la sua amica abbia bisogno di confidarsi con un terapeuta
e non con un'amica. Il/La terapeuta è una persona estranea,
neutrale, professionale, alla quale si può raccontare tutta la
propria vita, nella certezza di essere compresi, di essere aiutati
e, non ultimo, di poter contare sul rispetto del segreto
professionale. Il/la terapeuta non è una persona verso la quale si
dovrebbe provare "un'autentica passione - anche fisica", e neanche
un semplice rapporto di amicizia. Il racconto dei propri traumi, dei
sensi di colpa, dei sentimenti e dei vissuti più difficili e
scabrosi non dovrebbe essere fatto a persone con le quali si
condividono le proprie giornate ed il tempo libero: non solo infatti
l'aiuto non sarebbe qualificato, ma il soggetto interessato
potrebbe, in seguito a queste confessioni, entrare in un labirinto
di specchi, che riflette e ripropone, anche involontariamente, scene
della propria vita, senza permettere di trovare vie d'uscita. In un
rapporto professionale invece, terminata la terapia, si può
'archiviare' questa esperienza, dimenticare il/la terapeuta e
continuare a fare la propria vita, sentendosi una persona 'normale'
fra altre persone 'normali'.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DI ESSERE SOFFICATA
Gentile Dottoressa, sono una persona di 31 anni e ho una
relazione sentimentale che dura da qualche anno. Il quesito che pongo
mi sta arrovellando il cervello da un bel po' di tempo: qual è il
giusto tempo da dedicare ai genitori di lui e agli altri suoi parenti?
La domanda nasce dalla seguente situazione. Nel settembre 2006 io e il
mio ragazzo abbiamo deciso di iniziare a convivere. Il caso ha voluto
che suo fratello, che pure viveva nella stessa città, sia diventato
padre di una bella bimba più o meno nello stesso periodo e che, con la
moglie, sia venuto a poca distanza da noi. Così, nello stesso mese di
settembre 2006, anche i genitori di lui hanno deciso di trasferirsi
nella stessa nostra città, trascinandosi dietro anche l'altra figlia
(prima si trovavano a 800 Km di distanza). Da allora sono iniziate le
discussioni: il mio compagno voleva andare spessissimo a mangiare da
loro (minimo 2-3 volte per settimana); molti parenti continuavano a
venirli a trovare e lui lui voleva immancabilmente trascorrere molto
tempo con loro, ecc.. addirittura sua madre aveva proposto/deciso di
ospitare a casa nostra alcuni parenti costringendo noi ad andare a
dormire da loro per 1 notte (il mio parere ovviamente non era stato
chiesto e ho dovuto fare fatica ad impormi). Per più di 1 anno ho
dovuto combattere con questa situazione ed ho ottenuto solo qualche
risultato sul numero di ore trascorse con loro. La cosa peggiore,
però, è stata piano piano accorgersi di quanto terribilmente il mio
compagno era condizionato da queste persone: nessuno dei suoi
familiari aveva mai un difetto; tra me e loro avevano sempre ragione
loro. La madre è stata anche capace di prenotare al figlio una visita
medica senza chiedergli il permesso e lui c'è andato senza fiatare. A
gennaio si è trasferito nella stessa città anche il quarto ed ultimo
fratello ed ora loro sono tutti contenti di stare tutti insieme e di
trascorrere quasi tutto il fine settimana facendo cose insieme: sport,
cinema, passeggiate, immancabili e irrinunciabili partite di calcio in
TV. Quella che era scontenta, però, ero io che non disprezzo
completamente queste persone, per alcuni versi mi sono anche
simpatiche ma non ce la faccio a vivere così appiccicata a loro! Sono
i suoi fratelli, non i miei migliori amici!! E la città è pure
piccola, con un piccolo centro, quindi è inevitabile incontrarli!!
Così, a gennaio 2008 me ne sono venuta a Roma, città che mi piace
molto, dove risiede la mia famiglia e dove ho delle amiche. Ora sto in
parte bene perché non mi tocca sopportali ma anche male perché voglio
ancora bene al mio ragazzo! Sarei disposta anche a fare dei sacrifici
per lui (stare lontana dai miei familiari ecc..) ma ho paura di essere
soffocata, come posso pensare di tornare a vivere nella città di prima
senza scoppiare? PS: lui dice che da lì non può spostarsi perchè il
lavoro non glielo consente Scusi se mi sono dilungata così tanto ma
sono disperata. Nel frattempo devo anche compiere delle scelte
lavorative: città precedente o quella nuova, ossia Roma? La ringrazio
cordialmente per la pazienza, Patt
Cara Patt,
La ringrazio anzitutto della fiducia, nel sottopormi un quesito del
genere, cui francamente però non saprei rispondere, perché non conosco
e non capisco fino in fondo le situazioni di cui mi parla. In
generale, credo che a 31 anni sia importante anzitutto cercarsi un
lavoro, possibilmente stabile, ovunque esso sia, e poi cominciare a
parlare di tutto il resto. Qualsiasi ambiente familiare, anche il più
opprimente, può essere tollerato con stoica virtù se ci si sente
soddisfatti della propria vita, realizzati come persone, liberi di
poter compiere in autonomia le proprie scelte.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GROSSE DIVERGENZE
Buongiorno, ho una relazione da un po' di mesi con un ragazzo e
sembra ci siano le premesse per la costruzione di un rapporto
duraturo. Tuttavia ci stiamo scontrando con grosse divergenze in
materia di gusti sessuali. Io sono più per una sessualità "dolce" e
non sento unrgentemente la necesssità di provare esperienze nuove e
sempre più estreme. Al contrario lui sente come una necessità
l'esplorazione di territori sconosciuti e sempre più estremi (sesso di
gruppo, rapporti gay, bondage estremo, pratiche fetish), sulle quali
invece io ho molto dubbi. Non mi sento pronta per esperienze di quel
genere (e temo che non lo sarò mai). La questione è complicata perchè
pur dicendoci che ci amiamo e che vorremmo condividere il resto della
nostra vita insieme, ci sono queste sue spinte che io non penso
proprio di essere in grado di soddisfare. Inoltre sono convinta che
non possa esserci un compromesso, data la natura del problema. Cosa
posso fare? Vale la pena di distruggere un rapporti molto bello e
intenso e che ci rende felici per questa divergenza? E' giusto da
parte mia chiedergli chi dimenticare queste sue spinte e curiosità?
Grazie.
Gentilissima,
Se anche lei gli chiedesse di rinunciare, non è detto che lui lo
farebbe... Credo inoltre che lei riesca a definire questo vostro
rapporto 'molto bello e intenso' solo perché dura da pochi mesi:
viste le premesse infatti, e le vostre incompatibilità sul piano
sessuale, è facile predire che, nel giro di pochi anni, per voi
stare insieme potrebbe diventare molto difficile. Può darsi che il
suo ragazzo ricerchi queste esperienze perché fanno parte del suo
immaginario erotico ma che poi, all'atto pratico, sperimentandole
realmente, non se ne senta più così attratto; può darsi che, nel
tempo, lei possa cambiare idea e
diventare sua complice in questo tipo di rapporti più trasgressivi.
Non saprei dirle purtroppo, perché nessuno ha la sfera di cristallo.
In ogni caso, se una coppia è troppo male assortita, non è più
neanche una coppia, ma solo l'unione di due solitudini che si fanno
compagnia: ne conviene?
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NOSTRA FIGLIA E' LESBICA
Sono un padre disperato,qualche giorno fa ,siamo venuti ha
conoscenza che nostra figlia di 17 anni,aveva una relazione con una
sua amica piu'grande di lei da tempo sotto i nostri occhi ingenui.I
professori ha scuola avevano notato i cambiamenti d'umore è il
peggioramento verso lo studio .Adesso in famiglia siamo molto
proccupati mia mogli vorrebbe avere un dialogo con lei per sapere dove
abbiamo sbagliato, lei non vuole,dicendo che la vita è sua è pertanto
fa quello che vule.Noi non sappiamo a chi rivolgerci, e in questi casi
come bisognerebbe comportarsi,anche perche e l'unica figlia che
abbiamo .Spero che lei possa darci qualche risposta utile per superare
questa agonia.Le porgo un cordiale saluto in attesa di una sua gradita
risposta.Famiglia disperata
Gentile Famiglia Disperata,
Anzitutto cercate di prendere la notizia con calma ed evitate di
rimproverarvi. Come sicuramente saprete, l'omosessualità non è una
perversione, ma un aspetto abbastanza frequente nella vita sessuale
di molti soggetti, non solo umani: il comportamento è stato infatti
osservato in centinaia di specie animali (e questo già di per sé
dovrebbe farvi capire che si tratta, malgrado i pregiudizi che
ancora si hanno in merito, di un fatto abbastanza 'naturale').
Già da diversi decenni inoltre, in campo medico e psicologico,
l'omosessualità non viene più considerata una malattia e nessuno
psicologo serio si sognerebbe oggi di
'curarla'.
Per vostra curiosità e informazione, aggiungo che sull'argomento
sono state condotte numerose ricerche, allo scopo di individuare le
possibili cause del lesbismo: dal punto di vista psicologico nella
letteratura scientifica si è parlato di 1. narcisismo esasperato
(che porta ad una ricerca della propria identità sessuale attraverso
il rispecchiamento nella partner), 2. ostilità materna (che
impedisce alla figlia l’identificazione in un modello femminile, con
accettazione del ruolo), 3. rifiuto paterno (che induce la figlia
rifiutata ad identificarsi con il sesso opposto oppure a provare nei
confronti di questo un sentimento di marcata ostilità), 4. paura del
rapporto eterosessuale e dunque ricerca di un suo surrogato, 5.
identificazione della bambina in un modello maschile, per compiacere
i genitori che desideravano un maschio.
Tutte queste spiegazioni rimangono però solo delle ipotesi, in
quanto nessuno studio è riuscito finora ad individuare una causa
'certa' all'origine di un comportamento omosessuale.
Va poi detto che, fra adolescenti, i comportamenti omosessuali sono
molto frequenti e possono essere completamente superati nel tempo.
E' infatti abbastanza facile, vista l'inesperienza, passare da un
comportamento complice ed affettuoso con un amico/a ad uno più
propriamente sessuale (così come peraltro avviene fra soggetti
eterosessuali).
Nel caso che vi riguarda direttamente, c'è anche il fatto che la
partner è più grande e più esperta di vostra figlia, ancora
minorenne. Bisognerebbe capire meglio la qualità del loro rapporto,
almeno per poter escludere che vi sia, o vi sia stata, violenza
psicologica o abuso.
In conclusione, il consiglio che vi dò è quello di non drammatizzare
eccessivamente la vicenda (oltre tutto, otterreste l'effetto
contrario) e di parlarne con uno psicologo/sessuologo. Voi genitori
infatti dovete essere aiutati a
superare i pregiudizi e, se sarà necessario, a sostituire l’immagine
idealizzata che avete di vostra figlia con una nuova immagine, più
congruente con la realtà.
Paradossalmente, aver saputo di questa relazione omosessuale,
poterne parlare insieme, potrà aiutarvi a migliorare la
comunicazione con vostra figlia e a superare le incomprensioni.
Anche vostra figlia ha bisogno di essere aiutata nella ricerca della
sua vera identità sessuale: per approfondire la conoscenza che ha di
sé e per sentirsi riconosciuta come persona, al di là delle sue
scelte sessuali.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO INSODDISFATTA DI MIA MADRE
Gentile dott.ssa Proietti c'è una questione molto complessa che
volevo esporle e spero che lei possa essermi d'aiuto, è una cosa di
cui non parlo molto volentieri e che racconto per intero solo a poche
persone... Il mio rapporto con mia madre è a dir poco un disastro, io
lo definisco anaffettivo, mia madre è la persona che mi lava i panni,
me li stira, mi cucina e mi indica il da farsi in casa, mia madre non
è mai stata mamma con me per come io intendo questo ruolo, non mi ha
mai abbracciato, mai detto parole affettuose o dolci, mai mai detto un
ti voglio bene, mia madre non mi ha mai fatto gli auguri di compleanno
neanche per i 18 anni, ne per la laurea, ne dato un incoraggiamento
per un esame o detto un brava quando sono accadute cose felici nella
mia vita e quando le cose sono state più storte non le mai sentito
darmi forza, anzi per farle capire quando su 4 esami ne ho dati 3 in
una sessione con ottimi risultati mi sono sentita dire potevi dare
anche l'altro se non l'hai fatto si vede che non avevi voglia. Si
perchè la sua specialità è criticarmi, emettere sentenze come un
giudice, tu non sai fare questo, non sei brava in questo, non fai
quello oppure cosa che me la fa odiare in certi momenti "la figlia di
Caio ha fatto questo" oppure "la figlia di Tizio ha fatto quest'altro
e tu invece non fai mai niente", insomma confronti da cui io ne esco
nera. Lei non sa amare, non lo sa proprio dimostrare l'affetto con noi
figlie... Per non parlare poi di quando mi ha accusa di non confidarmi
con lei, ma come faccio a dire cose private mie, personali ad una
persona che mi da la sua critica e poi lo racconta a tutto il vicinato
se le è possibile se è una cosa bella per vantarsi, se brutta per dire
che sono fatta male, che sono troppo timida o troppo incapace. Il mio
rapporto con li è stato un disastro da quando avevo sette anni e temo
che lo sarà per sempre ed io sento tanto il bisogno di una mamma che
sia mamma...
La sua mail sembra interrompersi e, mi sembra, manchi di una vera e
propria domanda. Anche questa volta non è riuscita a raccontare
tutto per intero? Dai dati che riporta nella lettera, il suo appare
un caso purtroppo non raro: non tutte le donne infatti si realizzano
come madri e non tutti i figli sono contenti dei genitori che hanno,
o che hanno avuto.
Credo tuttavia che sua madre in cuor suo la stimi e le voglia bene,
altrimenti non si capisce perché dovrebbe lavorare per lei come fa
(lavare, stirare, cucinare ecc. le sembra poco?) o anche parlare dei
suoi successi con il vicinato, allo scopo di 'vantarsi'. Vantarsi di
che, se non di avere una figlia che vale e che lei stima? E' vero
che altre volte si mostra insoddisfatta, esigente, critica: questi
però possono essere anche lati del suo carattere, che nulla hanno a
che fare con la relazione che ha stabilito con la figlia. Lei
invece, mi consenta, cosa sta facendo, cosa ha fatto, per aiutare
sua madre a sciogliersi un po', a sentirsi più gratificata, più
felice? Quante volte, ad esempio, lei ha fatto a sua madre
gli auguri per il compleanno? Quante volte l'ha sollevata dal lavoro
domestico per permetterle di uscire, di fare qualcos'altro, anziché
il solo lavoro di casalinga e le chiacchiere con le vicine?
A volte, per vedere cambiare le persone intorno a noi, occorre fare
dei primi passi, prendere delle iniziative, rompere le barriere
crate dal silenzio, dal rancore, dal sospetto.
Vorrei farla riflettere anche su un'altra cosa: non è infrequente
che delle persone con cui non si hanno rapporti stretti di parentela
possano esserci, nei momenti di difficoltà, molto vicine, molto di
aiuto, spesso più dei familiari 'veri'... Cerchi dunque la sua
'madre ideale' in altre persone, magari in un partner, in un'amica,
e mantenga buono il rapporto con la 'madre reale', per tutto quello
che di positivo potete ancora reciprocamente scambiarvi. Le auguro
di laurearsi presto, di trovarsi un bel lavoro e di togliersi tante
soddisfazioni, fra cui quella della
maternità, per vivere nel rapporto con i suoi figli tutto quello che
le è mancato come figlia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO UNA PERSONA BRUTTISSIMA
Salve non cestini la mia lettera lo so che le arrivano tante
lettere ed anche con argomenti simili ma mi risponda anche solo due
righe sono disperata, e no riesco a vedere una via d'uscita da questo
tunnel nero. Sono una ragazza sposata da circa un anno con un mio
coeteneo, sono stata fidanzata con lui 15 anni, sono in crisi e non so
come uscirne, qualche mese prima di sposarci mi sono accorta di
provare un attrazione per un nostro amico, questa persona da quando la
conosco mi e sempre piaciuta ma a questa cosa non ho mai dato troppa
importanza e sopratutto non aveva mai messo in crisi il mio rapporto.
Poi 3 mesi prima del matrimonio nella mia testa sono scoppiati mille
pensieri e questa persona e diventata un ossessione, ho pensato che
stavo sbagliando tutto, che non amavo più mio marito, che amavo quest'altro.
Poi ho deciso di sposarmi perchè sentivo che era la scelta giusta e
sentivo di non poter perdere mio marito con lui sono stata sempre
felice abbiamo vissuto momenti insimenticabili. Sono sempre stata
convinta della mia storia d'amore, ho sempre desiderato il matrimonio
con lui mi sono sposata per essere ancora più felice, invece sono
triste è un anno che combatto con questa ossessione per quest'altro
uomo, mi sento una persona bruttissima poco limpida e piena di sensi
di colpa. Sto distruggendo la mia storia d'amore e sopratutto la mia
vita, non so più cosa fare e come uscire da questa situazione.Ho
provato a evitare questa persona ma è impossibile in quanto lui e
molto amico di mio marito e anche la sua ragazza e una delle mie
migliori amiche. Forse e arrivato il momento di porre fine alla mia
storia lasciare mio marito, lo so che soffrira e anche io ma trovera
una donna migliore di me che lo potrà rendere veramente felice. Pure
se lo amo mi sento troppo fragile per poter far fonte a questa
situazione e sopratutto non mi riesco a perdonare i miei pensieri.
Vorrei tanto buttare via la mia testa che mi sento cosi pesante e
riprovare a partire ma non so come so che quello che succede e tutto
un mio condizionamento mentale e la realta e diversa ma non so come
fare a non farmi più a condizionare da questi pensieri ossessivi. Mi
dia una mano a vivere meglio.Grazie anticipatamente. T.
Carissima,
Come lei giustamente dice, di lettere che presentano il suo stesso
caso ne arrivano moltissime. La risposta è sempre la stessa:
incontrare il Principe Azzurro e vivere per sempre con lui "felici e
contenti" è una storia che si trova solo nel libro delle fiabe.
Nella realtà le cose non stanno così: è normale che in un rapporto
di lunga durata vi siano crisi, sbandamenti, innamoramenti per altre
persone, periodi in cui la persona amata appare ostile e
disinteressata. Non è inusuale pensare che tutto stia, da un momento
all'altro, precipitando.
Per quanto riguarda il suo caso, l'importante è che lei si convinca
che non sta succedendo nulla di strano: provare attrazione verso gli
altri è la cosa più naturale del mondo e può succedere anche quando
si vive un felice rapporto di coppia, come nel suo caso. E' chiaro
che dopo 15 anni suo marito non può farle provare le emozioni che le
fa provare questo ragazzo: tutto da scoprire, misterioso,
seducente...
Il fatto che lei ne provi attrazione non dimostra che lei è una
persona 'bruttissima', ma che è una persona del tutto 'normale':
intelligente, curiosa della vita, con un sistema ormonale che
funziona alla perfezione...
Cosa fare allora? Stringere i denti, valutare se vale la pena o meno
cedere alla tentazione (e mi sembrerebbe proprio di no, visti anche
i legami del personaggio con la vostra coppia) e andare avanti. Se
lasciasse suo marito infatti e, dopo un anno ne trovasse un altro,
chi le garantisce che dopo altri 15 anni non le ricapiti la stessa
cosa?
Il problema infatti non è nel potenziale seduttivo dell'altro, ma è
dentro di lei: torni ad essere padrona dei suoi pensieri e delle sue
azioni, cerchi di occupare il suo tempo nel modo migliore, non si
giudichi così male e si impegni al massimo nel suo rapporto di
coppia, per prevenire ulteriori sbandate.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
QUANDO LA FIGLIA HA IL RAGAZZINO
Ho una figlia di 14 anni che da febbraio ha cominiciato ad un
uscire con un ragazzino di 16 anni che fa quegli stage lavorativi.
Da quel momento ha cominciato a raccontare bugie (avevamo un
bellissimo rapporto di confidenza), a marinare, ad andare male a
scuola (la boccerranno). Ha avuto rapporti completi per la prima
volta. Ha usato una sola volta a suo dire il "popper" perchè le hano
detto che che no era una droga.Subito allarmati dal suo
comportamento dopo soli 15 giorni abbiamo consultato uno psicologo
che ci ha consigliato, vedendo prima noi, poi la ragazza e poi tutti
e tre insieme, di mettere delle regole sia da parte nostra che da
parte sua e che se non venivano rispettate scattava il castigo.
Abbiamo inserito queste regole (le abbiamo ridato il computer,
internet, che le avevamo tolto) e lei la trasgredite subito
marinando. Di conseguenza è scattato il castigo. 2 settimane fa mi
dice che ha avuto un rapporto non protetto (nonostante le nostre
raccomandazioni) l'ho portata subito a prendere la pillola del
giorno dopo. Tra l'altro c'era un pò di maretta col ragazzino si
lasciavano si riprendevano. Ieri pomeriggio ci chiede se poteva
andare a dormire da un'amica (ci siamo consultati con mio marito,
noi eravamo al lavoro) e le abbiamo risposto di no. Torniamo a casa
la sera alle 19,30 e alla nostra richiesta di venire a tavola,
risponde che non ha fame e cerca di evitare il mio sguardo. Dopo 2
ore esce dalla camera e mi accorgo che ha una escoriazione al mento,
alla mano e al petto, le chiedo che cosa è successo e risponde che è
scivolata stava correndo giù dalle scale col suo ragazzo e
inavvertivamente lui le ha dato un colpo che l'ha fatta andare a
sbattere contro il muro procurandole quelle escoriazioni. Mio marito
le ha detto di dire la verità perchè sarebbe stata una cosa grave da
andare dai carabinieri. Lei risponde che se le avesse fatto del male
lo direbbe che non è mica scema. Il fatto è che io non credo più a
mia figlia dopo tutte queste bugie. Lei cosa mi consiglia? Sono
disperata. Ho paura che possa combinare qualche cosa di spiacevole.
Grazie.
Cara signora,
Il rapporto con lo psicologo mi sembra sia stato un po' troppo
sbrigativo: non è con tre sedute che si aiutano un adolescente e la
sua famiglia ad uscire da un periodo di difficoltà. Se siete stati
voi, come è probabile, a voler tagliare drasticamente le sedute di
psicoterapia familiare, vi consiglio di ricominciare tutto da capo e
di aspettare un periodo di almeno sei mesi/un anno, prima di potervi
sentire più tranquilli e, gradualmente, sospendere o diradare gli
incontri con lo psicologo. Le regole che vi ha consigliato il
collega infatti sono ottime e sacrosante, ma perché esse siano
efficaci e possano essere rispettate vanno continuamente discusse,
adattate, rinnovate, a seconda degli eventi che accadono, dentro e
fuori la famiglia. Lo psicologo, un professionista che conosce i
fatti, ma che è estraneo ai reciproci condizionamenti generati dai
legami familiari, può essere in questi casi molto di aiuto: non solo
per i genitori, ma anche per l'adolescente stesso. Infatti,
confidarsi e consigliarsi con una figura adulta, ma estranea
all'ambiente familiare, può aiutare l'adolescente a non subire
passivamente le regole imposte dal gruppo dei coetanei (a proposito
del popper) così come gli atteggiamenti stupidamente aggressivi di
un sedicenne alle prese con la sua prorompente virilità.
Poi c'è il problema della sessualità: visto che sua figlia ha
rapporti sessuali completi, va trattata come una donna. Dunque,
visita ginecologica, uso di metodi contraccettivi, informazione sul
periodo fertile e sui rischi di malattie sessualmente trasmesse.
In questo momento vi trovate in difficoltà perché vi sembra che la
'ricetta' magica dello psicologo, che sembrava risolutiva, si è
rapidamente svuotata di qualsiasi contenuto e voi non sapete più
quale strada percorrere. Il consiglio è
tornare indietro, perché la strada della consulenza psicologica in
realtà non l'avete ancora percorsa.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
15ENNE STANCA DELLA VITA
Sono la mamma di una ragazza di 15 anni depressa, che rifiuta
l'interazione con qualsiasi psicologo, mia figlia dorme di giorno e
sta sveglia di notte chattando su internet, siè rinchiusa in casa e
non frequenta amici, fuma tantissimo e a volte si ubriaca, sostiene
che la vita non ha senso e che lei non ha alcun valore, da 20 giorni
si rifiuta di andare a scuola. L'ho portata dal dott. XX che mi ha
prescritto una cura a base di psicofarmaci che non posso attuare
perchè il mio ex marito è contrario. Mi ero separata tre anni fa
perchè il padre lasciava film a luci rosse alla portata dei ragazzi e
loro li hanno visti. Non so come aiutare mia figlia. La ringrazio di
una sua risposta.
Gentile signora,
Le consiglierei di rivolgersi allo psicologo del suo distretto
sanitario, oppure ai servizi sociali del suo Comune, o anche allo
psicologo scolastico (se c'è). Infatti, sua figlia è minorenne e lei
è responsabile della sua salute, fisica e psichica. Sicuramente il
comportamento della ragazza è abbastanza disturbato, ma è difficile
per me (e forse anche per lei) comprenderne a pieno le cause, anche
perché non sappiamo nulla della sua "second life" su Internet.
Cerchi, se può, di stabilire con lei un maggiore dialogo, si sforzi
di capire cosa c'è che non va, presti ascolto e provi ad essere di
aiuto, con affetto ed evitando atteggiamenti troppo giudicanti. Sua
figlia infatti potrebbe avere bisogno di uno psicologo, così come di
psicofarmaci, ma forse più di ogni altra cosa sarebbe importante per
lei avere accanto una figura genitoriale forte ed autorevole, che
possa diventare un punto di riferimento ed insegnarle i limiti oltre
i quali non è consigliabile spingersi. Se finora questo non è stato
possibile, vista la difficile vita con il suo ex marito, i traumi
della separazione ecc. ecc., non è detto che, da oggi in poi, non si
possa cambiare tutto e migliorare la qualità dei
rapporti all'interno della famiglia.
Forse un supporto psicologico in questo momento difficile potrebbe
aiutare anche lei ad essere più forte, serena e propositiva con sua
figlia.
Cari saluti e tantissimi auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LE RACCONTO LA MIA STORIA
Le scrivo perché sono molto triste e vorrei aiuto. Le racconto
la mia storia: a 30 anni la vera unica prima storia, ed è per quest’ultima
che le scrivo. Lui è un ragazzo più piccolo di me di 4 anni. La storia
è nata in maniera semplice e dolcissima, lui aveva alle spalle qualche
storia seria, diceva di non amare le avventure e io arrivavo dopo 2
anni di solitudine e di precedenti brevi storie che chiudeva per
mancanza di innamoramento.Un ragazzo serio e maturo, profondo, con una
grande capacità di analisi, di rara sensibilità, idealista come pochi.
La nostra storia è cresciuta con i tempi e i passi giusti, con la sua
giusta pazienza vista la mia totale inesperienza, ambedue non avevamo
pretese, solo speranze, la speranza di stare bene insieme, aiuto e
stima reciproca. La prima lite dopo 8 mesi, quando ad una cena in
presenza di altre donne lui si “dimentica della mia presenza”. Le sue
spiegazioni: “che vuoi le donne mi piacciono ma mai ti tradirei, sono
solo più gentile con le belle donne tutto qui”. mi convince a
continuare la storia dicendomi che tutti gli uomini lo pensano solo
che lui è più “sincero” degli altri, e che in giro non troverò di
meglio. Ho sempre sentito il suo amore, sapevo che mi amava. La storia
cresce da altri punti di vista, io mi trasferisco in un’altra città
per motivi di lavoro e finalmente riesco ad avere una stabilità
economica, lui ancora no. Mi ha fatto innamorare di lui anche il fatto
che non fosse un ragazzo incline alle avventure, con un senso
dell’etica e della moralità, con una correttezza e una sincerità poco
comuni. Un ragazzo che non si abbandonava a commenti e battute volgari
sul sesso, serio ed educato, pur con esperienza alle spalle. Le liti
cominciano perché ogni volta che si esce, che si va al mare, a cena o
a fare una passeggiata…non fa altro che fare commenti su tutte le
donne che passano, sul fisico: “che bel seno che ha quella…. , che bel
sedere quell’altra…, quella è una poco di buono, io le donne belle le
odio perché se la tirano e non le avrò mai….”. Io vado in crisi, e ad
ogni uscita è un mio pianto, ogni volta che mi racconta di tutti i
calendari con cui si trastulla io vado in crisi. Mi chiedo il motivo
per cui deve mettermi al corrente di tutte quelle che trova essere
meglio di me. Gli chiedo a che cosa spera che porti questo se non a
darmi insicurezze, incertezze su di lui. Gli continuo a spiegare che
il bello va guardato ma che non è possibile che mi debba rendere
partecipe delle sue fantasie sessuali continuamente come se io fossi
un compagno di caserma; le sue giustificazioni sono sempre le stesse:
“tutti gli uomini lo fanno, io sono solo sincero, mio padre lo fa e
non c’è niente di male, tu sei solo un’insicura complessata…ti dico
che ti amo cento volte e che sei bella cento volte e poi vai in crisi
lo stesso, sei insicura,io mi comporto con te come mi comporterei con
i miei amici, senza filtri”. Ogni giorno mi dice che mi ama e che sono
bella, ma , ogni giorno mi dice che il mondo è pieno di belle donne
che io raggiungo la sufficienza(mi perdoni l’immodestia ma per i più
io supero abbondantemente la media) e mi tortura su qualche mio
presunto difetto fisico, salvo poi dire “ma io scherzo” oppure “che
fortuna che hai a stare con un adone come me”, ma anche “ti amo”,”non
pensavo che potesse essere così l’amore”, “con te ho raggiunto la
maturità sessuale”,”il sesso con te è qualcosa di meraviglioso, non
può esserci di meglio”. L’ho amato perché faceva l’amore con amore.
Dopo un anno e mezzo di relazione il suo tormentone era:”io vorrei un
harem, me le farei tutte, per stare con te devo rinunciare a tutte le
altre” e non c’era una volta che si uscisse che non si distraesse con
la prima ragazza che passasse, e visto che ci vedevamo due giorni al
mese…io piangevo. Gli dicevo che dirmi in faccia continuamente chi si
volesse fare era una cosa che non portava a nulla, non ci guadagnava
nulla se non ferirmi, e che quindi se continuava a farlo e a farmi
piangere voleva dire che voleva ferirmi. Gli chiedevo se gli mancava
qualcosa, se non era soddisfatto, se voleva rompere per “godersi la
vita” e lui rispondeva che non gli mancava nulla, che era appagato
sotto tutti gli aspetti, che ero bellissima, sensualissima, “la donna
più intelligente che avesse conosciuto” che con me aveva conosciuto il
vero significato dell’amore e che la nostra affinità sessuale era
strepitosa, che senza di me si sentiva perso, che non riusciva a
camminare solo sulle sue gambe. E’ spesso nervoso , lavora moltissimo
non esce quasi mai di casa, ha spesso un atteggiamento aggressivo e
critico sia con me che con la famiglia. Lui stesso mi diceva che era
talmente critico e nervoso con i suoi che spesso gli dispiaceva. Tante
volte mi diceva che ero bella quante mi controllava se avessi rughe,
mi diceva che ero bellissima e dopo 5 minuti trovava un altro difetto.
Vedendo le foto di un po’ di anni fa in cui ero grassa, mi diceva che
facevo schifo e che avevo un coraggio da leone a mostrargliele. Poi
scopro che chattando con un suo amico, che per scherzo gli chiedeva
quando ci saremmo sposati, lui gli comunicava che aveva conosciuto una
che aveva cercato di invitare, alle mie richieste di spiegazioni lui
rispondeva che non esisteva, che era solo una fantasia; era così,una
fantasia. Poi sono cominciate le battute a sfondo sessuale,
un’aggressività sessuale strana per lui, sempre “molto inglese”, e i
discorsi sul fatto che era bellissimo e che se voleva poteva avere
tutte le donne che voleva perché era l’uomo più intelligente che
esistesse, discorsi frammezzati da altri che dicevano che eravamo una
coppia perfetta, che lui non era un granchè, che aveva ricevuti molti
rifiuti e che io ero il meglio che potesse sperare di avere perché io
ero completa. Stanca delle continue critiche gli dicevo che se lo
avessi fatto io lui avrebbe resistito poco perché non sopportava le
critiche (anche per quelle minime esplodeva), e lui reagiva
alterandosi e dicendomi di stare zitta gridandomi insulti
irripetibili. Mi faceva rarissimamente regali, mi ritrovavo a dover
mendicare attenzioni, a mendicare di venirmi a trovare (lo facevo
sempre io) e quelle rare cose che ha fatto per me (cose che chiunque
farebbe per la propria donna, o per il proprio amico) me le ritrovavo
rinfacciate…. Dopo un paio di uscite in cui tornavo a casa “illesa”
nell’ultima cominciano i commenti su tutte le donne della sala, sino a
quando non si concentra su una cameriera…e tocca nuovamente il fondo
dicendo:”ha il fisico meglio del tuo, me la porterei in bagno e…”,
vista subito la mia espressione mi chiede scusa (e quando chiedeva
scusa si sapeva fare perdonare), dicendomi che avevo ragione quando
dicevo che tutta la sua cultura non gli sarebbe servita a nulla se non
aveva educazione, che era solo un bicchiere di troppo…io rispondo che
ero stanca e che avrebbe provato sulla sua pelle quello che voleva
dire essere messo continuamente a paragone…..dopo 10 minuti…è
scoppiato, dicendomi che per tutti i commenti fatti sugli altri uomini
avrebbe dovuto lasciarmi. Tiriamo avanti per altri quattro giorni di
felicità fino a quando non ricomincia con uno dei suoi soliti
tormentoni: io non mi voglio sposare prima dei 40 anni, non voglio
rinunciare a nulla delle cose che voglio fare, per allora tu sarai
vecchia e non potrai avere figli, forse fra 4 anni ci penso….io
comincio la guerra psicologica, gli dico che se è così, se non esiste
un noi, io voglio poter frequentare altre persone perché neanch’io
devo pagare per essermi innamorata di uno più giovane ed egoista….lui
preoccupato, prima dice che forse si sarebbe sposato prima, che forse
gli sarebbe venuta a lui la voglia di avere figli prima che a me, poi
esplode, mi insulta e quando gli dico che lo avevo solo voluto ferire
come lui puntualmente faceva con me, lui mi dice che vado punita e mi
minaccia come al solito di lasciarmi(ogni volta che c’era una lite ero
sempre io a tornare chiedendo scusa a torto o a ragione, umiliandomi e
implorando, sentendomi dire che ero “in prova” finchè non avessi fatto
l’ennesima predica sul rispetto che pretendevo). La sera lui mi chiama
tesoro, poi mi vuol comprare cioccolatini (cosa che non ha mai, mai,
fatto), poi mi deve far cenare, mi da un bacio, il giorno dopo
risponde al telefono, poi….scompare, si rende irraggiungibile. Avevo
passato gli ultimi giorni ad assisterlo, perché malato, con un amore
che lui stesso mi riconosceva e avevo assistito alle telefonate che
faceva ai suoi in cui li aggrediva e richiamava loro attenzioni, in
cui gli dava a credere che era seriamente ammalato (una banale
influenza!) e si lagnava di tutte le cose che andavano male…quando gli
dico che esagerava lui mi risponde con aggressività,che non ho la più
pallida idea di quante cose vanno male sul lavoro, che sono una
privilegiata perché lavoro, e che visto che ho “i soldi e lui” non mi
posso lamentare di niente e che ha lui “il coltello dalla parte del
manico”…così scopro che con me non si confida…eppure credo di aver
fatto tutto quello che una donna innamorata doveva fare… Scopro che
non mi reputa all’altezza o che non mi vuole rendere partecipe dei
suoi pseudofallimenti..mi domando e le domando, siamo una coppia?
Questa coppia l’ho voluta fortemente tenere in piedi io e non c’è mai
stata? Le mie richieste di “non mancarmi di rispetto” erano veramente
“da sciocca insicura”? E’ giusto che un uomo che ama debba sempre
tenere “sul filo dell’equilibrista” la propria donna ricordandole che
è vecchia e che se mi lascia mi rovina la vita o era veramente
eccessivo scrupolo nel mettermi in guardia che poteva non esserci il
lieto fine nella nostra storia? Ma soprattutto come giudicare il fatto
che è scomparso senza dare spiegazioni nel nulla? Io dopo un paio di
tentativi andati a vuoto, visco che non risponde al telefono e al
citofono non l’ho più cercato, dopo 15 giorni gli ho mandato una mail
spiegando i comportamenti suoi che mi facevano star male e che non
avrei fatto più nulla, che stavolta era lui a dovermi dare quelle
dimostrazioni che sempre cercava da me e la storia è finita da due
mesi….la mattina mi ha mandato un sms con la scritta ti amo, si è
commosso dichiarandomi amore e la sera…è scomparso…. Spero mi risponda
Gentilissima,
Come vede ho lasciato molto spazio a questa sua bella e intensa
lettera. La risposta che mi sento di darle è che PER FORTUNA questo
mostro, non saprei come altro chiamarlo, è scomparso dalla sua
vita... Forse la solitudine durata due anni, la poca esperienza,
l'hanno portata a sopportare una storia che ben poche donne oggi
sopporterebbero. Le tante umiliazioni, le offese gratuite,
l'aggressività, mostrano che questo "signore" è completamente
diverso da quello che lei ha visto o ha tentato di vedere, in forza
dell'amore (... dove sono lo stile 'inglese', l'educazione, la
cultura?) A me sembra sia solo una persona immatura, piena di
complessi, che ha bisogno di continue conferme per capire il suo
valore e che è capace di essere forte solo con chi è più debole,
ovvero con le persone che gli vogliono bene.
Sicuramente lei merita molto, ma molto di più...
Cari saluti e tantissimi auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CHI E' PIU' PAZZO?
In passato sono riuscito ad uscire
abbastanza rapidamente da storie chiuse dall'altra persona... Massimo
2-3 settimane e stavo meglio di prima!!! L'ultima invece, anche se è
stata molto più breve, mi sta mettendo veramente in crisi!!! Una
storia durata 6 mesi... con qualche litigio ma entrambi molto presi!!
Lei era molto gelosa, voleva uscire sempre con me pur di evitare di
lasciarmi solo!! Mi dava fastidio il suo fiato sul collo ma cmq
sopportavo, accontentavo ed apprezzavo!! Un mese e mezzo fa di punto
in bianco, senza aspettarmi una reazione del genere, mi dice che non
era sicura di amarmi!! Fin qui tutto normale... Dopo aver sentito
certe cose decido di chiudere!!! E' stata per 2 giorni interi a
messaggiarmi e chiamarmi in modo maniacale per farmici ripensare...
Rispondo all'ultima delle sue 1000 chiamate e dopo una lunga
conversazione riesce a convincermi e decidiamo di vederci per
chiarire!!! Dopo mezz'ora da quella chiamata mi richiama e mi dice di
non essere più sicura di volermi e che è meglio non vedersi!!! Fin qui
quasi normale... Dopo quel giorno è iniziato lo strazio!! All'inizio
chiamava 20-30 volte al giorno fino a quando non rispondevo
esasperato... continuava a dire che era sicura della sua scelta,
diceva che era dispiaciuta, piangeva e riattaccava... poi ricominciava
esattamente come prima fino a quando non rispondevo di nuovo!!! Adesso
le chiamate e il modo è cambiato!! Messaggia tutti i giorni per
accusarmi di darmi alla pazza gioia con la vita da single... il bello
è che le sue accuse sono infondate e proprio per colpa dei suoi modi
che illudono non riesco nemmeno a pensare di andare avanti!!! Ogni
volta che si parla dice che è confusa, che non sa quello che vuole,
che non fa niente con nessuno ecc!! Mi fa sentire talmente in colpa di
andare avanti per dimenticarla che non lo penso nemmeno e questo mi fa
stare solo male!! Poi sinceramente, anche se è un tipo molto
stravagante, mi sta mettendo in crisi psicologicamente!!! Vorrei
ritornare con lei ma nn mi è permesso... vorrei andare avanti ma mi fa
sentire in colpa e continua a controllarmi!!! Questa sera sto per
uscire con lei per la prima volta dopo tutto questo tempo... voglio
chiarire faccia a faccia questa situazione!! So che nn servirà a
niente ma almeno ci provo!!! A questo punto non so più chi è più da
manicomio tra i 2!!! Lei che lascia e mi martella così nonostante io
cerco di non sentirla o io che perdo tempo e spero ancora in un tipo
bizzarro come lei!! Non so più che fare e come comportarmi!! Grazie
per il tempo perso!!
Gentilissimo,
Perché qualcuno diventi un 'carnefice', c'è bisogno che qualcun altro
faccia la 'vittima'. Dunque, ciò che le consiglio è di uscire dal
ruolo predestinato della vittima, del 'buono' di turno, per proporsi a
questa ragazza con maggiore personalità ed autodeterminazione. Ormai
siete entrambi immersi in questa "follia a due" e forse non vi rendete
più conto di come vi state comportando, ma andando avanti così
esaurirete tutte le vostre energie, senza riuscire a trovare soluzioni
adeguate per questa insostenibile situazione di coppia. Mi domando se
a lei non convenga, a questo punto, divertirsi davvero come 'single':
la cosa le permetterebbe di conoscere altre persone, altre situazioni,
oltre che di riflettere sul vostro rapporto con maggiore distacco e
serenità. In ogni caso, a mio parere la ragazza di cui mi ha parlato
ha sicuramente bisogno di aiuto psicologico: cerchi di consigliarle di
andare in terapia e, se non lo volesse fare da sola, le proponga di
andarci insieme. In ogni caso, male non fa.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA SIGNORA DI 34 ANNI
cara dottoressa sn una signora di 34 anni sposata da 14 cndue figli
il mio problema e' mio marito,io vorrei sapere il perche' lui nn abbi
stimolo per fare l'amore con me premetto che io ho fatto di tutto x
attirare la sua attenzione ma lui non mi considera molto lo facciamo
ogni cuando lui se lo sente una volta al mese oppure ogni due mesi e
veloce pure che poi si gira e si addormenta di colpo non c'e un gioco
fra di noi di complicita' preliminari se gle lo dico io bene
altrimenti lui dice sempre mi va bene io nn mi son senita mai appagata
sul lato sessuale ma x far si che possa continuare il nostro rapporto
vad avanti ma sono arrivata ad un punto che mi sono stancata e vorrei
separarmi cosa mi consiglia grazie mille.
Cara 'signora',
Lei parla come se avesse 60 anni ed invece ne ha solo 34! Oggi molte
ragazze, alla sua età, si sposano o cominciano a convivere: mi sembra
dunque opportuno che lei faccia qualcosa per ritrovare un po' di
soddisfazione personale, che non può certamente esaurirsi in un buon
rapporto con i figli e in questi squallidi "rapporti sessuali" di cui
parla. Ciò che le consiglio è di sollevare il problema con suo marito,
di cercare di approfondire il discorso, con toni pacati ed in modo
costruttivo. Non aspetti dunque un momento di disperazione per
parlargliene, ma cominci, un po' al giorno, a spiegargli perché non si
sente una persona felice. Veda poi le sue reazioni: nel caso decidesse
di lasciarlo si assicuri prima un lavoro o un'entrata che le possa
permettere di vivere senza dover dipendere da lui.
Dott.ssa
Giuliana Proietti Ancona
UN BRUTTISSIMO INTERVENTO
Sono sposata da molti anni mio marito ha subito un bruttissimo
intervento anni fa ed ha iniziato ad avere un po di problemi sessuali.
da poco ho scoperto che è stato con una prostituta anni fa, lui dice
perchè non si sentiva più uomo e si sentiva umiliato tutte le volte
che si provata ad avere rapporti. mi assicura che è stata l'unica
volta e che è stato bruttissimo. Io purtroppo non riesco a passarci
sopra perchè penso che non sia stata l'unica volta ma lui ha giurato e
piangendo ha detto che sono la sola persona che ama. secondo Lei è il
caso che seguiamo una terapia..lui soffre perchè dice che ha paura che
da un momento all'altro io possa prendere una decisione di lasciarlo..dovrei
credere a quello che mi dice??
Cara signora,
La sua rabbia e la sua gelosia sono più che comprensibili, ma forse in
questo momento dovrebbe far emergere la sua parte razionale, per
difendersi soprattutto da sé stessa e dai pensieri negativi che la
perseguitano. Come lei dice, l'intervento che ha subito suo marito è
stato 'bruttissimo': non ragioni dunque come una donna ferita in una
condizione di 'normalità', ma cerchi di capire la personalità di un
uomo che sta cercando disperatamente un nuovo equilibrio con sé
stesso. Sentirsi improvvisamente privato della sua abilità sessuale
può aver portato suo marito a dubitare del suo valore personale ed a
pensare, sbagliando, che andare con una prostituta avrebbe potuto
rappresentare per lui una valida soluzione. Cerchi dunque di capirlo,
di aiutarlo a superare il brutto momento che sta vivendo, magari
sperimentando un tipo di sessualità più 'soft' che non lo metta a dura
prova e che gli permetta di mantenere la stima di sé, come uomo e come
marito. Se non riesce da sola, è una buona idea farsi aiutare da un
terapeuta.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DEVO ESSERE DONNA, AMICA O MADRE?
Siamo insieme da 8 anni e mezzo e conviviamo da quasi 5 anni. L'ho
tradito qualche anno fa ed ora, mi ha tradito lui allo stesso modo.
Stiamo cercando di ricostruire il rapporto ma, lui dice di non avere
più desiderio sessuale. Mi dice anche che non dipende da me. Cerco di
creare la situazione ma puntualmente lui la esaurisce dicendo o
facendo in modo di sfuggirla. Abbiamo parlato di questo, non molto
perchè io ho paura che lui possa arrivare a dire che il rapporto è
finito. Lui dice che sta bene così e che non gli spaventa pensare di
invecchiare con me. Gli ho chiesto un figlio già da tempo ma non
vuole. Dice che non scaturisce da un conflitto e che potrebbe essere
perchè lui ha sempre interrotto il coito (non usiamo contraccettivi).
Gli ho proposto di andare da uno psicoterapeuta ma lui è contrario.
Come devo affrontare il problema? Devo essere donna oppure amica
oppure madre? E soprattutto, c'è qualcosa che io possa fare?
gentilissima,
Le direi che dovrebbe essere senz'altro 'donna', ma se il suo uomo non
lo desidera credo sia inutile e controproducente insistere. D'altra
parte, un rapporto come il vostro è in forte crisi e, se non vi
saranno cambiamenti, potrebbe in poco tempo giungere al capolinea.
Penso che l'idea di provare con una terapia di coppia sia ottima, ma
anche qui, se uno dei due partners non ne è convinto e non collabora,
c'è poco da fare.
Forse l'unica strategia valida a questo punto è quella del 'prendere o
lasciare', un ultimatum del tipo:
"o ci diamo da fare per migliorare insieme il nostro rapporto, oppure
ci lasciamo per sempre".
E' vero che, così facendo, lei rischia di perdere una persona che
ancora ama, ma considerando che il rapporto fra voi è ormai quasi
spento, di metter su famiglia non se ne parla, altre prospettive non
ce ne sono... A cosa serve restare insieme? Forse in quel suo
tradimento di qualche anno fa c'era già il disperato bisogno di
ritrovare un amore vero? Poi cosa è successo? E' forse la paura di
sbagliare, di restare sola, a frenarla? Se così fosse, non scarterei
l'ipotesi di fare intanto una psicoterapia individuale di sostegno,
per fare luce dentro di lei e decidere sul suo futuro con maggiore
consapevolezza.
La saluto cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
Gentile dott.ssa, sono una donna sposata da 4 anni. Pensavo di
aver ottenuto tutto quello che cercavo dalla vita, una famiglia, un
lavoro sicuro, una vita serena... Invece qualche mese fa ho
incominciato a provare una forte simpatia per una persona molto più
grande di me, un collega, molto intelligente e di elevata cultura, un
pò filosofo e un pò poeta... Quella che prima credevo fosse unicamente
ammirazione si è trasformata a poco a poco in una vera attrazione da
tutti i punti di vista, fisica, mentale, empatica... Ogni giorno
piangevo perchè non riuscivo più a capire cosa volessi, chi fossi,
dove fossero i miei valori. Pensavo a mio marito, al nostro rapporto e
alle cose dette e lasciate passare che risuonavano nella mie mente
come dei tamburi, al rapporto drastico che ho con i miei suoceri, ai
miei genitori e ai valori che mi hanno trasmesso...a LUI, che con i
suoi messaggi mi trascinava sempre più verso la sua parte...Mi sentivo
come trascinata in un vortice, mi disperavo, il cuore lacerato,
distrutto, ho pensato anche di voler morire, perchè non riuscivo più a
ritrovare me stessa, la MIA STRADA, la mia vita... Non è mai successo
nulla fra noi perchè IO non ho voluto che accadesse! Non ce la facevo
più, mi sentivo uno straccio, sono riuscita anche ad usurare il
rapporto con mio marito, senza però mai confidargli il perchè stessi
così male. Ho tentato anche l'aiuto di una psicologa. Poi, con il
suggerimento forzato di una mia amica, alla quale avevo confidato
tutto, ho deciso di tagliare quella corda che mi teneva legata a
QUELLA persona, e lui ha reagito non scrivendomi più. Un giorno, in
occasione di un incontro di lavoro, l'ho inseguito perchè desideravo
spiegargli il perchè della mia ascelta, il perchè stessi però così
male... Lui mi ha chiuso la portiera della macchina in faccia ed è
scappato, fuggito... Sono passati alcuni mesi, l'ho rivisto pochi
giorni fà (sempre per motivi di lavoro), ma ha fatto finta di non
vedermi, si è rintanato in un angolo e non si è più mosso, così anche
io, non l'ho guardato, ho solamente sentito la sua voce. Ci siamo
completamente ignorati con il corpo, ma, almeno io, non con la
mente... Non so, è come se avessi ancora bisogno di sciogliere quel
nodo, avere e dare quelle spiegazioni che potrebbero, forse, liberarmi
da quel legame così pericoloso. Lui mi ha fatto sentire male, ma io lo
sento ancora vicino a me. Vorrei odiarlo, cacciare dalla mie mente i
suoi occhi, la sua voce, i suoi ricordi... E' faticoso, un pò alla
volta sento che sto riacquistando la mia identità, la forza che avevo
prima di conoscerlo, l'amore per la vita... Perchè sono ancora legata
a lui? Perchè questo uomo, dell'età di mio padre, mi confonde ancora
la vita? Perchè ho lasciato che entrasse nel mio cuore e lo toccasse
così nel profondo? La prego gentilemte di aiutarmi a rispondere a
queste domande, che ogni giorno pongo a me stessa. Grazie. Barbara
Gentilissima Barbara,
L'amore è un 'virus' dal quale nessuno è immune, dal momento che,
come lei ha sperimentato, colpisce senza pietà anche le persone che
vivono in coppia ed hanno una vita apparentemente serena (forse
'troppo' serena...). Probabilmente ciò che l'ha attratta di quest'uomo
è la sua cultura, la sua maturità, l'esperienza... Forse suo marito
da questo punto di vista è un po' carente, forse in quest'uomo lei
ha visto un sostituto paterno, forse il vostro rapporto coniugale
stava entrando in una fase di stanchezza... Forse è andata così solo
per un caso della vita, senza una ragione precisa. Non serve ora
tormentarsi sul 'perché' lei si è innamorata di un altro:
meglio concentrarsi sul cosa fare per ritrovare un po' di
equilibrio.
Visto che LEI non ha voluto che accadesse qualcosa di più con
l'altro, deve intanto attribuirsi il merito di aver compiuto una
scelta consapevole e di aver deciso autonomamente cosa fare della
propria vita, senza seguire la corrente, che probabilmente l'avrebbe
portata altrove. Ora deve solamente cercare di essere coerente con
le scelte effettuate. Cercare l'altro con l'obiettivo di dare e
ricevere spiegazioni ormai inutili (visto che la storia è finita) è
sbagliato, oltre che autolesionistico: bene ha fatto dunque il suo
collega a cercare un allontanamento, che lei deve assecondare, in
modo attivo e passivo, per poter uscire presto e bene da questa
tormentata situazione. Rifletta sul fatto che, malgrado lei abbia
vissuto momenti difficili, questi si sono verificati solo nella sua
testa ed hanno riguardato una persona che è ormai uscita dalla sua
vita: nella sua vita reale non è praticamente successo 'quasi nulla'
e tutto può dunque ricominciare come prima, meglio di prima.
L'esperienza avuta le avrà probabilmente fatto capire che c'è
qualcosa nella sua vita che le manca: poniamo che questo 'qualcosa'
sia la cultura, la filosofia, la poesia... Perché non ricercarlo in
prima persona, anziché vivere di luce riflessa (es. iscrivendosi
all'Università, a qualche corso, circolo, club, ecc.)? Meglio
ancora: perché non coinvolgere suo marito in qualche nuovo hobby o
iniziativa che possa colmare la sua sete di conoscienza e, nello
stesso tempo, rinnovare un po' il vostro rapporto, dandovi nuovi
obiettivi da realizzare insieme? Ci
pensi.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona |