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PENETRAZIONE
Salve. Ho 36 anni, un passato bulimico alle spalle, ma
nel complesso una vita che, pur faticando, migliora di giorno in
giorno. Vorrei chiederle una cosa : dopo aver avuto le normali
esperienze sessuali che dall'adolescenza all'età matura capita di
fare, sono arrivata a un punto in cui mi piace godere con il mio uomo,
con cui ho un legame da più di due anni, in vari modi, tempi, ritmi ma
la penetrazione, avendo comunque constatato che tramite essa non godo,
mi fa sentire usata, anche se sono giunta precedentemente all'orgasmo
per più volte, e quindi tendo a evitarla, dopo averne completamente
sfatato il "mito" e averne ripetutamente parlato con il mio compagno.
Quello che io dico è poichè abbiamo voluto, con i contraccettivi,
"liberarci" del significato più vero della penetrazione come atto
procreativo, perchè continuare imperterriti a darvi compimento quando
da più parti si legge che solo il 7%delle donne gode in tal maniera?
"Avere un essere umano dentro di sè", come ho letto da qualche parte
in riferimento alla gioia suprema per una donna, dovrebbe essere -
caso mai - riferito a un bambino (ma penso che ci siano anche altre
gioie, magari l'adozione, anche più grandi) e non a un adulto. C'è
forse in psicologia un atto di violenza inconscio perpetrato dagli
uomini e subito dalle donne? Mi spiego meglio : cos'è che continua a
portare le donne "clitoridee" ad accettare il patner dentro di sè? Non
è poi così appagante essere penetrati, anche laddove si ami il proprio
compagno..o forse dovrei vedere in questo mio "fastidio" che si è
andato delucidando nel tempo ma che , latente, a parer mio, è sempre
stato dentro di me, la prova del mancato amore per il mio ragazzo? Ho
forse un celato odio per gli uomini? Ultimamente mi è capitato di
leggere frequentemente lettere di donne che lamenteno nella propria
vita sessuale la mancanza di piacere e lettere di uomini, magari
sposati, che lamentano il fatto che le loro mogli non vogliano più
buttarsi denrtro un letto con loro...mi chiedo e le chiedo, non sfiora
minimamente la testa di queste persone il fatto che si rifuta ciò che
non dà piacere? Perchè mai si dovrebbe finire in un letto? Per
tradizione? O per contratto? La ringrazio sin d'ora della pazienza che
avrà voluto mettere nel leggere il mio scritto.
Gentilissima,
Grazie anzitutto di questa lettera che, si sente, esprime pensieri e
riflessioni che sicuramente la accompagnano da tempo. A parte per le
situazioni in cui la coppia intende procreare, la penetrazione oggi,
come lei ben dice, non è affatto un must. Quanto al sentirsi
usata, varrebbe la pena riflettere sul fatto che un tempo le donne si
sentivano "usate" se venivano chieste loro delle prestazioni diverse
dalla penetrazione, che si svolgevano più nei postriboli che con la
propria moglie (intendo dire il sesso orale, il sesso anale ecc.). Con
la moglie l'unico sesso "lecito" era la penetrazione, dal momento che
era l'atto sessuale più casto, in quanto strettamente legato alla vita
riproduttiva e familiare.Oggi molti tabù sono caduti e con la propria
compagna si fa sesso di tutti i tipi, per cui siamo giunti al
paradosso che le donne possano sentirsi oggi usate se si chiede loro
il rapporto sessuale classico, magari nella posizione del
missionario... Come vede, il sentirsi o meno usate dipende più da un
fattore culturale che organico o fisiologico. In ogni caso, sono
d'accordo con lei: non c'è alcun motivo per costringersi a quell'atto,
se esso non è capace di restituire un piacere condiviso. Quanto alla
sua domanda sulle donne "clitoridee", risponderei che esse non
disdegnano la sensazione del pene che si muove dentro di loro, un po'
perché, anche se non le conduce all'orgasmo, si tratta comunque di una
stimolazione molto potente (se sono sufficientemente lubrificate), un
po' perché alcune donne possono sentirsi eccitate nel semplice donarsi
completamente al proprio uomo, anche fosse per il suo esclusivo
piacere. Non è certo questa la normalità, anzi... Però esiste. Nella
nostra società c'è molto individualismo ed egocentrismo: tutti
reclamano il proprio piacere, ma poco fanno per donarlo all'altro/a.
Il discorso vale per la donna, quanto per l'uomo: occorre imparare a
dare di più, per ricevere di più. Se, con il tempo, ci si accorge che,
malgrado gli sforzi sostenuti non si riesce ad ottenere il cambiamento
desiderato, si può riconsiderare il senso della propria unione, magari
passando, prima di buttare al vento anni e anni di convivenza, dal
terapeuta della coppia, o dal sessuologo. Non fanno miracoli, ma il
gioco vale sicuramente la candela...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
SCARICARE LA COSCIENZA
salve,sono un ragazzo di 35 anni fidanato da 8, da
quando avevo circa 25 anni ho scoperto di avere fantasie sessuali con
uomini e piano piano ho cercato contatti anche fisici in modo soft
,contatti che sono sempre diventati più fraquenti.ogni volta al
termine degli incontri m vergognavo di me stesso e mi promettevo di
non rifarlo più.non ho mai considerato questo mio vizio un tradimento
verso la mia compagna perchè lo consideravo una cosa intima mia che
non poteva sfiorare il mio amore per lei e che nessuno poteva mai
sapere.purtroppo oggi dopo qualche battuta strana di qualche
conoscente ho il sospetto che qualcuno del mio paese sappia qualcosa
ho mi abbia visto in posti"compromettenti" e la cosa mi ha
letteralmente sconvolto mi è caduto il mondo addosso. penso sopratutto
alla mia compagna,alle chiacchere della gente alle mie spalle e ogni
vota che lei mi gurda con occhi innamorati convinta che io sia un vero
uomo la mia coscenza vorrebbe dirgli tutto,perchè non sopporto più il
peso di questo segreto che pensavo tale. cosa devo fare?scaricare la
mia coscenza e farla sare male, e rischiare di perderla oppure
nascondere tutto e lasciare che gli altri possano ridere di lei sue
alle spalle?non se lo merita. sono veramente tormentato e distrutto
.non ho avuto più nessun contatto con uomini ormai da più di 1 anno e
mezzo .la dignità nei miei conronti ormai è a zero ed ho paura del
futuro.
Gentilissimo,
In realtà non vi è molta differenza fra un rapporto hard e uno soft,
tra una penetrazione, o una semplice masturbazione reciproca... Se lei
sente il bisogno di avere questo tipo di rapporti omosessuali non c'è
nulla di male: deve soltanto riconoscerlo e abituarsi a convivere con
questa parte di sé, anche compiendo delle scelte che riguardano la sua
vita.
Se invece si è trattato solo di una parentesi, di una esplorazione più
profonda della sua sessualità ed ha ora deciso di chiudere
definitivamente questa esperienza, non credo che "scaricarsi la
coscienza" con la sua ragazza sia la cosa migliore da fare. In questo
modo infatti rischierebbe di perderla, oltre tutto per un motivo che
ormai appare superato. Se sente il bisogno di parlare di questa cosa
(e credo che lei ne abbia veramente bisogno) può farlo con uno
psicologo: si potrà così aprire completamente e potrà sentirsi sicuro
della sua privacy, appellandosi al segreto professionale (cosa che non
potrà mai chiedere a nessuno dei suoi eventuali confidenti, compresa
la sua attuale ragazza).
E' vero che in amore la sincerità è un valore grandissimo e, quando è
possibile, andrebbe perseguito; vi sono tuttavia delle situazioni in
cui qualche omissis e qualche mezza verità possono rappresentare un
compromesso accettabile per riconquistare l'autostima e continuare a
credere nel futuro. Nessuno del resto è perfetto, ma tutti possono
impegnarsi per migliorare.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DEL BUIO
Gentilissima Dottoressa Giuliana, le scrivo per una
consulenza in merito ad una fobia che mi opprime da anni, la paura del
buio!! brevemente io: sono un ragazzo solare, sempre pronto alla
battuta, faccio un lavoro che non mi piace da molti anni (impiegato),
ho una vena artistica molto forte (mi piace costruire, disegnare,
progettare e realizzare ogni singola cosa della mia vita, dai quadri
all'arredamento alle macchine, moto ecc..), non ho alcuna fede
religiosa, non seguo nessuna corrente politica, sono abbastanza
inconcludente e sfaticato, fumo hashish abitualmente, fondamentalmente
timido e riservato. La paura del buio me la porto dietro da tutta la
vita, puntualmente arriva ogni notte prima di andare a dormire. Quando
sono al buio sono "ossessionato" dal fatto che qualcuno (che non c'è)
possa toccarmi o parlarmi e la maggior parte delle volte mi paralizzo,
apro gli occhi e fisso il nulla finchè non crollo esausto. Condivido
il letto con la mia compagna da qualke anno, e questo mi aiuta un po',
ho come un senso di protezione... ma non totale. Ultime due cose: La
mia casa è composta di due stanze (soggiorno e camera da letto) se
dormo in soggiorno avverto molto meno questa paura - forse perchè la
posizione del soggiorno mi consente di tenere "sott'occhio" quasi
tutta la casa mentre dalla camera da letto non vedo niente. Se invece
ci sono ospiti (e quindi dormono nel soggiorno o anche viceversa nel
caso dei genitori/suoceri ai quali cediamo volentieri la nostra
stanza) la paura scompare del tutto, in sintesi più persone ci sono
quando dormo/sono al buio più mi sento tranquillo. Ringraziandola
colgo l'occasione per augurarLe un sereno Natale e un felice anno
nuovo.
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Gentilissimo,
La paura del buio è la paura classica dei bambini. Quando è presente
negli adulti, sarebbe necessario cercare di recuperare alcuni ricordi
della propria infanzia, per capire se vi sono stati particolari traumi
che hanno prodotto questa difficoltà. Comprendere le cause del disagio
potrà di per sé esserle di grande aiuto. Per migliorare ulteriormente
la situazione nel presente, dovrebbe desensibilizzarsi gradualmente
alla situazione di oscurità, il che significa imporsi di dormire
sempre in camera da letto, con una luce (che non disturbi la sua
compagna). L'intensità dell'illuminazione dovrebbe essere poi via via
diminuita, fino ad arrivare alla condizione di buio. Un secondo
suggerimento è quello di cercare di fare al buio tutto quello che può
essere fatto (senza correre inutili rischi, ovviamente): mangiare,
ascoltare musica, conversare con altre persone, stare da solo a
pensare a qualcosa di bello che le è capitato, ecc. Associare ricordi
positivi allo stato di oscurità potrà aiutarla a superare la fobia.
L'unica cosa che le raccomando è il tempo: non abbia fretta. Queste
paure si superano solo quando c'è la motivazione, la costanza e
soprattutto la pazienza. Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA COPPIA ANNOIATA
Sono sposata da 11 anni non ho figli - mio marito e un
uomo buono onesto tranquillo in tutti i sensi! E peggiorato e sempre
stanco annoiato senza entusiasmo non gli va di fare nulla con me. Ho
provato a dirglielo ma dice che è anche colpa mia e che lui e cosi e
non puo farci nulla- Neanche con l'arma del sesso riesco a farmi
notare io lo ignoro e lui mi ingnora ci sarebbe tanto altro ma per ora
va bene cosi. mi sento terribilmente sola eppure vorrei solo un po di
attenzzione e complicità
Gentile Signora,
Non è molto vantaggioso, nella vita, aspettare che siano sempre gli
altri a cambiare... A volte il cambiamento, nel proprio partner, così
come nel proprio ambiente sociale, può essere prodotto da
atteggiamenti diversi, più efficaci nel raggiungere gli obiettivi
desiderati. Infatti, se le cose fra voi sono arrivate a questo punto,
non necessariamente le colpe sono tutte di suo marito... Come lui
dice, anche lei ha sicuramente la sua parte di responsabilità!
Cerchi allora di prendere seriamente in considerazione le motivazioni
di suo marito: perché si comporta così? Cosa gli manca per essere
felice? Cosa si aspetterebbe da lei? Sicuramente molte delle sue
richieste potrebbero essere soddisfatte senza particolari sforzi;
altre potrebbero invece essere accordate in cambio di qualcosa che
venga questa volta a soddisfare le sue aspirazioni, i suoi desideri.
Nella vostra coppia occorre produrre un cambiamento: qualcuno deve
prendersi la responsabilità di cambiare il suo modo di fare, per
influenzare positivamente l'altro. Rimanere uguali a sé stessi,
prendendosi come unica soddisfazione quella di lamentarsi, significa
accettare questo stato di cose come se fosse un destino, una
fatalità... E invece molto possiamo fare, nella vita, per stare
meglio, per essere più felici, anche se, ovviamente, non possiamo
desiderare l'impossibile. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FOLLE? E' POCO!
Devo presentare una situazione che definire folle è poco,
ma è certamente incomprensibile. Dopo 30 anni di matrimonio (poco
felice), con un figlio di 25 anni (scolarizzato, con me convivente e
attualmente sistemato), mia moglie decide - per motivi di
incompatibilità caratteriale - di abbandonarCi e di andarsene di casa.
Detto e fatto, alla breve, oggi siamo separati, dopo un lungo percorso
per trovare gli accordi del caso. Diciamo che "non ho tirato sugli
accordi" in quanto, nonostante il suo atto spregevole compiuto contro
il parere mio e di mio figlio, ho desiderato concludere tutto con il
minor dissidio possibile. Mia moglie vive da sola da sette mesi ormai,
ma, dopo un primo periodo di tre mesi, abbiamo ripreso a frequentarci
(per mia iniziativa) ed ho tentato anche una riconciliazione completa,
che non ha avuto l'intero esito auspicato. L'incomprensibile in tutto
questo è che io ho avuto un ritorno di fiamma da paura e non riesco a
stare senza di lei. Lei mi accetta e ci frequentiamo anche
intimamente, ma forse entrambi vorremmo dare un taglio definitivo alla
storia che, nella fase post separazione è stata spesso incredibilmente
straordinaria ed intensa, ma non priva dei litigi ricorrenti. Io
razionalmente le attribuisco dei difetti e delle colpe che non riesco
a sopportare e a dimenticare, ma a livello "cuore" - che ne so io? -
mi sembra che sia l'unica donna esistente e non mi piace e attrae
nessun'altra come lei. Lei è più freddina di me, e mi sembra che non
le dispiaccia comunque avere i piedi in due staffe e tenermi al caldo
per....chissà? Tutto questo mi destabilizza fortemente perchè, per
tutto e per tutta la vita, sono sempre stato estremamente razionale,
addirittura pragmatico, con un completo controllo dei sentimenti e
passioni. Sono sconvolto! Tutto il resto è sotto controllo ma questa
donna pare mi abbia scagliato contro un maleficio. Grazie! Mxxxo
Gentile M.,
A volte ci si può amare moltissimo, ma non sopportare la convivenza,
la quotidianità, i litigi per motivi inutili. Credo che sua moglie se
ne sia andata soprattutto per disperazione. Non è detto infatti che
essere "estremamente razionale, addirittura pragmatico, con un
completo controllo dei sentimenti e delle passioni" sia il massimo di
quello che una donna possa desiderare come compagno di vita. Forse
destabilizzare la vostra unione è servito a riprendere contatto con
una parte di voi stessi che si era ormai completamente annullata e
dispersa nel vostro stanco rapporto di coppia. Che dire? Il figlio è
grande e sistemato, voi siete presi da questo rapporto come non era
mai successo negli ultimi anni, vi volete bene e state bene anche
sessualmente... L'unico problema che ci vedrei è la spesa nel
mantenere due abitazioni, ma poiché di questo lei non fa cenno, non
vedo proprio perché darsi pena: vi siete lasciati per potervi
ritrovare. Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
ANESTESIA
Gentilissima, le chiedo un consiglio riguardo questa situazione,un
anno fà tramite amici ho conosciuto una persona che non è della mia
regione,nonostante questo abbiamo cominciato a frequentarci,io
separata e lui single,e ci siamo aperti e raccontati le nostre vite
senza remore e in breve tempo ci siamo fidanzati,frequentando le
rispettive famiglie amici ecc..lui mi ha raccontato di aver avuto una
storia che è durata dai 16 ai 32 anni a causa della quale ha sofferto
moltissimo quando la ragazza dell'epoca lo ha lasciato. Dopo tanta
sofferenza è seguita una sorta di anestesia delle emozioni ..in
generale x la vita,scarsa autostima nonostante sia una persona
brillante,e difficoltà ad avere storie . Dopo il nostro incontro era
contento,dopo anni(ora ne ha 40) finalmente sentiva di nuovo delle
cose,aveva iniziato a fare dei progetti per noi e mi aveva appunto
coinvolto in toto nella sua vita come io nella mia.
Quest'estate però è
stato colto da un vero malore,ha detto che si sentiva in colpa nei
miei confronti perchè era chiaro che io mi ero innamorata di lui
mentre lui ad un certo punto si era fermato e che non essendo giusto
non ce la faceva a continuare,pur riconoscendo che tra noi c'era
bene,rispetto,stima,massima fiducia,dolcezza e tante cose belle e
importanti in un rapporto,non ultima per importanza un ottima intesa
sessuale e si domandava cosa altro mancasse.Io da parte mia sono stata
sempre consapevole che lui avesse un limite in questo senso e stavo
bene con ciò che mi dava,non ho mai avuto pretese e non l'ho mai
soffocato con il mio amore e lui stesso ha detto che il mio
comportamento non faceva una piega e che di certo una persona come me
l'avrebbe difficilmente trovata tra l'altro non ha nemmeno ha
interesse a guardarsi intorno dato l'esito della nostra storia. Siamo
stati insieme un anno,e ora ci parliamo comunque tutti i giorni,lui
dice che se per qualche motivo sentisse di riavvicinarsi non si
farebbe problemi a parlarmene nonostante la colpa che sente per avermi
ferita..come sarebbe giusto che mi comportassi nei suoi confronti?
Anche per aiutarlo a svegliarsi da questa anestesia,lei crede che ci
possano essere imput che lo possano far tornare sui suoi passi?Crede
di aver fatto la scelta migliore ma non esclude nulla,dice che
qualsiasi cosa potrebbe succedere e fargli capire magari di aver
sbagliato..ma cosa potrebbe mai avvenire se non ci lavora neanche un
pò?Al di là di quello che sento ancora per lui,io vorrei aiutarlo a
sbloccarsi.Lei cosa ne pensa di tutto ciò? La ringrazio
anticipatamente Laura
Gentile Laura,
Questa situazione potrebbe andare avanti non per anni, ma per decenni.
Infatti, vi parlate tutti i giorni e fra di voi c'è amicizia, stima,
solidarietà, affetto. In più non vi vedete spesso (o non vi vedete
mai) e ciascuno continua a svolgere la sua vita, sapendo però che c'è
l'altro, cui poter ricorrere per qualsiasi difficoltà. Lui sa che lei
gli vuole bene e che sarebbe disponibile a riaccoglierlo a braccia
aperte al suo minimo segnale... Perché mai lui dovrebbe decidersi ad
uscire dalla sua anestesia? Provi a "svegliarlo" dal torpore, inviando
segnali di crescente disinteresse: è vero, c'è il rischio di perderlo
definitivamente, ma potrebbe anche essere questa la strada per creare
un utile cambiamento: non solo in lui, ma anche in lei (in fondo, a
pensarci bene anche il suo comportamento, rispetto a questa storia, è
abbastanza "sedato"... Non trova?)
Con molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti
RINASCITA
Cara dott.sa, le scrivo nuovamente dopo non aver ancora ricevuto
risposta, in quanto la stimo molto e vorrei un suo parere sul mio
caso. Ho 29 anni, laureata da tre anni e in cerca di occupazione nel
settore mass media. ho sofferto in passato di attacchi di panico e
sono stata in cura da una psicologa. ero stressata a causa di una
storia d'amore durata 7 anni con un cocainomane, che mi ha portato via
energie, e allontanata da tutti i miei affetti e dall'amore per
me stessa. finita la storia ho intrapeso un cammino di rinascita che mi
ha portata a ritrovare una certa stabilità. non ho sofferto piu per
anni di malori. ora da circa un anno ho sensazione di ansia forte, non
panica come un tempo, ma senso di vertigini, tristezza, paura del
futuro. cio è avvenuto dopo la morte di un mio caro amico di tumore,
la malattia sla che colpito il mio caro zio e soprattutto il
fallimento dei miei sogni di ragazza: non ho un lavoro che sognavo,
vivo a Roma lontana dalla mia famiglia una città che prima amavo ma
ora avverto come tristezza, solitudine, fallimentera. sono tornata da
qualche mese a casa dai miei per poter prendere il tesserino da
pubblicista presso un giornale locale in calabria e anche se i
malesseri fisici sono piu controllabili qui, il mio senso di
inquietudini interna permane. ho paura del futuro, di quello che sarò,
ho paura di perdere i miei cari, di avere ancora gli attacchi, di
innamorarmi ancora, di non trovare piu slanci di gioia, ambizioni e
scopi nella vita. sono confusa sulla decisione da prendere sul mio
futuro, dove vivere, restare a Roma o tornare nella mia terra tra i
miei affetti, abbandonare un sogno e ricominciare, non so piu chi
sono, cosa voglio. come potermi sbloccare? la prego mi dia un
parere...
Gentilissima,
Grazie per le parole gentili. Spero tuttavia che lei non mi stia
chiedendo cosa fare del suo futuro, perché chiaramente non saprei cosa
dirle, visto che non conosco nei dettagli la sua storia. Parlando in
generale, credo che ciascuno debba inseguire il proprio sogno, ma
senza perdere di vista la propria realtà. Adattarsi alla propria
condizione di vita senza curarsi del sogno è sbagliato, ma è
altrettanto sbagliato inseguire i sogni, senza dare concretezza e
stabilità alla propria esistenza. In più lei ha la fortuna, visto il
particolare sogno che coltiva, di poter fare entrambe le cose, visto
che la distanza geografica, in tempi di Internet, non rappresenta più
alcun limite per il settore del giornalismo (e dei media in generale).
A 29 anni è giunto il momento di trovarsi un lavoro (qualsiasi),
conquistare una sua indipendenza economica e rendersi indipendente dai
genitori: questo è il primo passo, dal quale potranno scaturire tutti
gli altri. Buona fortuna.
Dr. Giuliana Proietti
VORREI AIUTARE I MIEI GENITORI
salve dott.ssa ho 20 anni e vorrei aiutare i miei genitori cercando di
non causare loro ulteriore dolore. loro sono sposati da 21 anni ma nn
sono mai andati davvero d' accordo. io cercavo di non pensare
,credendo fosse tutto normale,ma ora non posso piu chiudere gli occhi
e fare finta di niente. molto in breve la situazione è questa: mia
madre è una persona molto sola,con un carattere particolare,tendente
al nervoso perenne,con un esaurimento alle spalle e un altro in corso
aiutato dalla menopausa.non abbiamo un gran bel rapporto. non parliamo
molto.ha sempre messo un muro tra noi e quindi mi viene molto
difficile affrontarla e aiutarla da sola anche per questo. parte dell
esaurimento è dovuto all infelicità che ha per la vita che conduce,con
un marito che la trascura,le addossa problemi anche economici,e poco
svago.ribadisce sempre ke si è pentita di sposarsi,che prima era
indipendente,che insomma il matrimonio e allegati sono stati l errore
piu grande della sua vita. spesso dice anche che vorrebbe mettere fine
a tutto questo,tipo andando via o addirittura "scomparendo"(allusioni
suicide").inoltre ritiene di essere poco considerata a casa,non
aiutata e poco accettata.però ogni volta che cerco di aiutarla dice
che vuole fare tutto lei o critica ciò ke faccio. mio padre.carattere
menefreghista fondamentalmente ma anche lui soffre in modo diverso. ho
saputo il suo stato d animo degli ultimi 10 anni perchè ho letto per
sbaglio una sua conversazione con una tizia di una chat. diceva che
gli ultimi 10 anni sn stati i peggiori.a causa del lavoro che non
andava,dell azienda che è fallita.ecc. chiamava questa tizia amore..e
nn entro nei dettagli .nn si sono mai visti. lui le diceva che in
questo periodo aveva avuto delle avventure passeggere ma nn credo. a
mio padre"serve" mia madre,in quanto lei è impiegata ,con stipendio
fisso mensile e i suoi debiti passati li ha pagati lei. nemmeno con
mio padre parlo molto. ORA io vorrei mettere fine a questa situazione
nn posso dire a mia madre cosa so perchè conoscendo la sua instabilità
ho paura. non dicendolo ho i sensi di colpa perchè dovrei metterla al
corrente come figlia. se glielo dico potrebbe drimi ah lo sapevi e non
mi hai detto niente. se parlo con mio padre si potrebbe arrabbiare
dato che lo spio... e io non ne posso piu . grazie anticipatamente
Gentilissima,
A mio avviso la cosa migliore da fare è esattamente il contrario di
quella che si propone di fare lei... Infatti, come figlia, lei non ha
alcun diritto (e alcun dovere!) di entrare nella vita di coppia dei
suoi genitori. Capisco che questa nuova consapevolezza, da poco
acquisita, sulla loro infelicità, la faccia stare male, ma non può
certo lei, oltre tutto a venti anni, modificare un rapporto di
coppia che si trascina probabilmente da quando lei era una neonata.
Tanto meno può dare loro dei suggerimenti, o fare un lavoro da
mediatore familiare. Quello che può (e dovrebbe) fare, a mio avviso, è
cercare di dare loro il minor numero di preoccupazioni possibile, per
non aggravare il loro disagio ed in più cercare di portare in casa
qualche giovanile sorriso ed entusiasmo, che potrebbe servire ad
alleggerire la pesantezza del clima che si respira. Se uno dei suoi
genitori le chiedesse di prestare ascolto inoltre, lei dovrebbe
senz'altro farlo con attenzione ed empatia, ma senza esprimere
opinioni (e tanto meno, senza confidare nulla all'altro genitore, per
evitare di creare una ragnatela del tipo io-so-che-tu-sai-che-io-so,
dalla quale sarebbe poi impossibile uscire). In più, lei dovrebbe
pensare molto a sé stessa e alla sua vita, visto che a venti anni si
pongono le basi per costruire il proprio futuro... Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
VIDEO PORNO
Buonasera Gentile Dottoressa, sono un ragazzo di 23 che è insieme a
una ragazza di 24 anni: Le volevo chiedere se, nonostante abbia
rapporti sessuali costanti con la mia ragazza, fosse normale il fatto
che 1/2 volte al mese mi venga voglia di masturbarmi guradando video
porno; e queste mastubazioni possono essere la causa della limitata
durata dei miei rapporti sessuali, quindi di eiaculazione precoce?
Cordiali Saluti
Gentilissimo,
E' normale la masturbazione, anche in un rapporto di coppia, in quanto
non sempre ci si può sentire completamente appagati dalla frequenza e
dalla intensità dei rapporti. I video-porno possono invece procurare
dipendenza: meglio usare la fantasia...Non c'è relazione negativa fra
eiaculazione precoce e masturbazione (semmai il contrario).
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PER MIA MADRE SONO UN'INGRATA
Buongiorno, e la contatto per avere dei chiarimenti su un rapporto
ormi deteriorato tra me e mia madre.Ho 26 anni, e lavoro come
segretaria da tre anni.Com'è possibile che la persona che mi ha creato
sia diventata una mia rivale in tutto e per tutto?Non approva mai cio
che dico, faccio, indosso, critica ogni mio gesto, ogni mio movimento.Ho
altri 3 fratelli, e noto che con loro ha un atteggiamento diverso, con
loro si comporta da vera madre: è attenta e premurosa.Spesso capita
anche che in mia presenza faccia dei complimenti a loro denigrandomi,
o dicendo: "tu si che sei educato, o tu si che sei un figlio come si
deve". Io davvero non capisco...ho sempre fatto tutto al meglio, non
creando mai problemi di nessuna antura, cercando invano, di non darle
mai da parlare. Qualunque cosa faccia, per lei è comunque sbagliata.
Inizialmente soffrivo anche del fatto che nessuno intervenisse nei
nostri litigi, pur notando la sua reazione esagerata nei miei
confronti, elargendo spesso critiche gratuite, offese, parolacce.Col
tempo capii che se gli altri fossero intervenuti lei li avrebbe
accusati di essere come me, ingrata. Ancora oggi, non riesco a capire
cosa in me non va, in cosa sbaglio.Quando parlo dei litigi con mio
padre o mia sorella, loro mi dicono di lasciarla perdere o di non dare
peso a ciò che dice.Inoltre ci sono molti episodi che mi fanno pensare
ad una sua instabilità metale. Ad esempio quando andavo a scuola e le
mie compagne mi telefonavano lei diceva loro che non fossi a casa;
oppure racconta a mia sorella che quando ero piccola e andavamo al
ristorante, io facevo in modo di sedermi accanto mio padre per far si
che li dividessi. Sottolineo il fatto che dato questo rapporto con
lei, ho maturato un rapporto di maggiore complicità con mio padre, che
doveva assistere impotente alle sue critiche pesanti nei miei
confronti.Non si è mai fidata di me, riconoscendo di essere una
persona molto riservata, ma ogni volta che provavao a confidarmi con
lei, puntualmente sbandierava alle sue amiche i miei piccoli segreti.Ci
sono periodi in cui andiamo daccordo, duranno al massimo 1 o 2 mesi,
il resto dell'anno non ci parliamo nemmeno, pur vivendo sotto lo
stesso tetto.In quei giorni sono la persona piu felice del mondo,
anche se mi tocca fingere x andare daccordo con lei, approvare ciò che
fa, cio che dice, non contrariandola mai.Questo rapporto mi ha creato
non pochi problemi in amicizia, specialmente con le donne, diffidando
sempre del loro comportamendo, pensando sempre che sia solo
un'amicizia di convenienza.Allora le chiedo, cosa devo fare per farmi
aprrezzare e per fare cadere questo muro di ostilità, fingere tutta la
vita?
Gentilissima,
Occorre dire che nessuno è perfetto ed anche una madre può compiere
degli errori, anche gravi. In ogni caso, a questo punto non importa
decidere se sua madre abbia problemi psichici o meno, o perché la
consideri immotivatamente ingrata.... Io mi concentrerei piuttosto sul
fatto che lei ha 26 anni e sente ancora il bisogno di essere
apprezzata da sua madre per "essere la persona più felice del mondo".
E' questo cordone ombelicale che va spezzato: lei è ormai una donna e
la sua felicità è probabilmente altrove. La cerchi: nel lavoro, negli
hobbies, nelle relazioni con gli altri.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA POLITICA CI ALLONTANA
Salve dott.ssa, sono una ragazza 28enne fidanzata da circa 3anni e
mezzo. Il mio ragazzo ha la mia stessa età. È da in Po di tempo che la
nostra vita sessuale è quasi pari a zero, e quando facciamo l'amore
lui non riesce a raggiungere l'eiaculazione. Ormai è da mesi che ne
parliamo e cerchiamo di trovare una soluzione ma purtroppo niente. Lui
dice che gli piace fare l'amore con me e soffre anche lui per questo.
Lui fa un lavoro molto impegnativo e stressante(è in politica) e
dedica la sua vita al lavoro, da poco ha chiuso una campagna
elettorale durata mesi e durante la quale la nostra vita privata è
stata azzerata. Lui dopo questa campagna elettorale non ha staccato
mai dal lavoro, niente vacanza e ora... Secondo Lei lui non è più
innamorato di me? Potrebbe essersi fissato e avere un blocco? Non so
più cosa pensare e cosa fare, questa cosa mi rende insicura nel nostro
rapporto e ho paura che ci stia allontanando. Come devo comportarmi?
Grazie
Gentilissima,
Non credo all'idea che una coppia possa allontanarsi "ad interim", per
ragioni di lavoro o carriera, per poi ritrovarsi come e meglio di
prima quando è più serena, come se nulla fosse accaduto. A volte ci si
lascia andare, presi dagli impegni e dalle urgenze ed in un questo
modo si perde il contatto con la propria vita e con il/la partner. Un
rapporto stabile va coltivato giorno dopo giorno, con momenti di
qualità: basta organizzarsi e pensare alla propria relazione di coppia
come ad una vera priorità, che in alcuni casi deve superare tutte le
altre, senza apparire, come invece spesso accade, "una perdita di
tempo".
Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
EVOLVERE DA UNA CERTA SITUAZIONE
Salve. Ho 26 anni e sono un'impiegata. Vivo con i miei genitori e
sono fidanzata da quasi 6 anni.Non ho particolari interessi, mi piace
il mio lavoro anche se questo assorbe molte delle mie energie e alle
volte la sera sfogo parte delle mie tensioni litigando per motivi
futili sia con i miei genitori che con il mio ragazzo. Con i miei
genitori ho un discreto rapporto ma molto spesso non ci troviamo
d'accordo e sfociamo in brevi litigi ma che mi lasciano molta
amarezza. Lo stesso accade con il mio ragazzo il quale si lamenta di
me per la scarsa attenzione che dimostro a "Noi " inteso come coppia.
Le loro opinioni contano molto per me, ma da un po' di tempo a questa
parte ho necessità del loro affetto ma è come se non avessi alcuna
intenzione di ascoltarli e tuttavia trovo poca gratificazione in quel
che faccio e poca comprensione nelle persone che quotidianamente
frequento. Tutto ciò mi spaventa, specialmente se penso che ho un'età
nella quale da una parte vorrei/dovrei cominciare a pensare di
costruire le basi per una famiglia. Cosa potrebbe suggerirmi di fare
per evolvere da questa situazione? Ringraziando per una vs. cortese
risposta cordiali saluti
Gentilissima,
Per costruire una famiglia è importante anzitutto che ve ne siano i
presupposti. Probabilmente l'amore verso il suo fidanzato, come
avviene spesso di questi tempi, si è trasformato in una bella
amicizia, in un rapporto in cui vi offrite reciprocamente solidarietà
e affetto, ma dove ad esempio potrebbe essere sparita la passione, il
desiderio. Questo potrebbe essere il limite che lei, senza parlarne
con il suo ragazzoe senza nemmeno confessarselo, trova, di fatto,
nella vostra unione. Qualora le cose stessero realmente in questo
modo, occorre fare una riflessione più profonda su quali devono essere
gli obiettivi da raggiungere nella propria vita. Quali sono le sue
priorità? Cosa vuole fare "da grande"? E' importante che lei riesca a
leggere dentro di sé. Forse anche uscire dal "nido" familiare per
andare a vivere da sola (o a convivere), visto che ha un lavoro e se
lo potrebbe permettere, potrebbe aiutarla a diventare quello che sente
di dover essere, in ragione dell'età.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GENITORI CHE LITIGANO
un bambino di un anno che assiste a scene di violenza puo' avere
conseguenze? Se i due genitori litigano spesso o comunque non c'e'
molto feeling tra diloro, il bambino si accorge? In questi casi se il
comportamento dei genitori permane per differenze caratteriali e'
meglio la separazione o la convivenza da separati e litiganti in casa?
Come si gestiscono eventuali attacchi di nervosismo?
I genitori non devono mai litigare davanti ad un figlio: questo è un
dovere morale che dovrebbero sentire entrambi i partners. Prima della
separazione ci sono comunque molte strade da sperimentare, come ad
esempio la terapia di coppia, anche perché non è detto che la
separazione segni sempre la fine del conflitto fra i due genitori,
anzi! Spesso dopo la separazione, almeno nei primi anni e talvolta
fino a che il figlio non diventa maggiorenne, noi terapeuti, ma anche
gli avvocati e i giudici, assistiamo a scontri veramente molto aspri.
Gli "attacchi di nervosismo" si gestiscono cambiando le condizioni,
interne ed esterne, che portano la persona a provare questa intensa e
spesso incontrollabile emozione.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN FIDANZATO CHE VA IN PSICOANALISI
Buongiorno dottoressa, le chiedo un suo parere. Io e il mio ragazzo
ci siamo lasciati 10 giorni fa in quanto lui è secondo me quasi
totalmente incapace di esprimere i suoi sentimenti, è come se avesse
un blocco e questa cosa lui l'ha finalmente capita e ammessa per
questo sabato avrà la prima seduta dalla psicanalista. Ieri mi ha
cercata dicendomi che vorrebbe parlare, chiarire, capire cosa sia
successo tra noi due ma vorrebbe incotrarmi dopo la sua prima visita
con la dottoressa sabato, forse vorrà chiederle un parere. La mia
domanda è molto semplice, una persona con queste caratteristiche che
va in psicanalisi sarebbe meglio rimanesse solo e non avesse relazioni
sentimentali o questo non c'entra nulla? Grazie in anticipo. Cordiali
saluti.
Buongiorno:
Non esprimo commenti sulla vostra storia perché le poche righe della
sua lettera non mi permettono di farmi un'idea precisa, e quindi vengo
direttamente alla domanda. A mio parere una persona che va in
psicoanalisi (o comunque inizia una psicoterapia) è una persona
motivata più delle altre a risolvere i suoi problemi e a cercare una
maggiore felicità. Per questo ritengo che se il suo fidanzato (o ex
fidanzato) ha intrapreso questo lavoro psicologico su sé stesso,
questo sia un elemento che depone a suo favore e non certo una ragione
per isolarlo dal mondo, dalle persone e dagli affetti.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA SOLA ESPERIENZA
Sono Francesco, ho un problema, alla mia età non ho avuto che una
sola esperienza peraltro di sue mesi con una donna, senza aver fatto
sesso completo. Credo di essere timido e affetto da complesso di
inferiorità. La paura di non essere all'altezza di un rapporto con una
donna e di considerarmi fisicamente poco interessante mi ha fatto
desistere dall'iniziare storie sentimentali con le donne. Da anni mi
assale un forte dubbio sulla mia sessualità aggravato nell'ultimo anno
dal fatto che guardo spesso gli uomini e li vedo tutti belli e
mascolini rispetto a me (non che io abbia un aspetto femminile o che
sia effeminato). Spesso faccio confronti su internet con uomini nudi o
eccitati e la cosa strana è che mi eccito molto a guardarli anche se
non ho assolutamente voglia di fare sesso con altri uomini- Sono
credente e praticante e quando penso al mio futuro mi vedrei sposato e
con figli. Ho molti amici ma la mia paura è di rimanere solo
affettivamente mentre vedo gli altri che man mano si sposano. Credo di
essere stato esaurinete La ringrazio e aspetto una risposta.
Gentile Francesco,
Anzitutto potrebbe essere interessante capire quanti anni ha...
Infatti, se ne ha quaranta è un discorso, se ne ha venti è un altro!
In ogni caso, quello che le sta accadendo è che, per la paura di
avvicinare una partner dell'altro sesso (mondo per lei semi
sconosciuto e dunque inquietante), negli ultimi tempi ha cercato di
soddisfare la sua sessualità ispirandosi a modelli maschili che,
seppure non siano il suo ideale, sono almeno più "familiari", meno
ansiogeni per lei. Chiaramente qui c'è un problema di ansia, di
carenza di abilità sociali, di mancanza di esperienza. Come risolvere,
dice lei. Eh, non è facile: occorre seguire tutto un percorso di
maturazione e di sperimentazione, che implica cambiamenti profondi nel
suo modo di pensare, di essere e di agire. Sicuramente il supporto di
uno psicologo potrebbe esserle utile, ma in ogni caso la prima cosa da
fare è questa: ammettere che c'è qualcosa che non va nella propria
vita, ammettere che non si è felici, ammettere che si desidera essere
diversi e infine decidere, seriamente, di voler cambiare la propria
vita: questo è il punto di partenza.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA DONNA MOLTO INFELICE
Buongiorno Dott.ssa. 43 anni,madre di 2 figli di 10 e 13 anni, un
lavoro stabile,un uomo (sempre lo stessoe unico) da 18 anni. Lui ha
problemi di salute, in tempi recenti (un anno o poco più), le
problematiche di salute si sono allargate in modo serio anche alla
sfera sessuale, (non abbiamo più alcun tipo di intimità da un anno
cira), ritengo che la causa principale di questa mancanza di intimità,
sia legata alla disfunzione erettile in questione. La sua ricerca di
risoluzione a mia insaputa di questo che, nonostante la negazione da
parte di lui, è ora un grande ostacolo alla nostra relazione, mi ha
fatto conoscere col tempo un aspetto del padre dei miei figli che in
passato non esisteva o che non vedevo: l'insincerità. La ragione che
mi spinge a scriverle è questa: ho scoperto casualmente l'esistenza di
una relazione tra lui e una donna che (viviamo in un piccolo centro) è
definita di facili costumi, ma con la quale io avevo stretto amicizia,
lei aveva raccolto delle mie e io delle sue confidenze, di certo non
sono i pregiudizi di paese che condizionano i miei rapporti con le
persone. Nell'affrontare la faccenda con mio marito ho assistito prima
ad una sottovalutazione, poi a una come dire, rivincita da parte sua
verso colei che considera responsabile dei suoi fallimenti ossia io,
tutto questo in mezzo ad una immensità di bugie che in qualche maniera
si vanno per lo più svelando. Mi trovo in una situazione di stallo.
Come uscirne? Premetto che tutto ciò che ha a che fare con terapia di
coppia e affini sarebbe improponibile. Non è mia intenzione far
passare il messaggio di una donna disperata perchè tradita, ma di una
donna depressa perchè piena di senso di fallimento. Convivo con un
adolescente di 45 anni, padre dei miei figli, che sostiene (penso che
glielo abbia suggerito l'amica) , che "noi non siamo più innamorati",
per questo si inventa di tutto per non stare con me, fingendo persino
di dormire, attardandosi nei bar quando non è a lavorare, con i figli
e la moglie che lo aspettano per cena.... Mi sembra di rivivere la mia
infausta infanzia e gioventù. Grazie per ascoltarmi. Una donna, a
dispetto dell'apparenza, molto infelice.
Gentile signora,
Mi chiede: "come uscirne". Ma uscire da che cosa? Dalla evidente crisi
di coppia in cui siete precipitati? Dalla mancanza di rapporti
sessuali? Dal doppio tradimento della sua conoscente-amica ?
Dall'essere considerata, nel piccolo paese in cui vivete, una donna
tradita? Dalla sua depressione? O da tutto questo, nel suo complesso?
Se l'avessi in terapia le chiederei anzitutto di darsi delle
priorità... Quale è la cosa che la fa star male più di tutte ? E' su
quella che occorre lavorare per prima, usando tutte le proprie risorse
ed energie. Pensare di risolvere di colpo, con una bacchetta magica,
tutti i suoi problemi, è inefficace, oltre che illusorio: meglio
pensare ad una situazione "difficile" alla volta.Inoltre, un
atteggiamento, con suo marito, un po' meno orgoglioso e più dialogante
potrà aiutarla a capire i problemi della vostra relazione, in modo da
facilitare la ricerca di soluzioni. Parlando in generale, pensare che
le responsabilità di una crisi di coppia siano solo dell'altro/a, non
è mai un buon punto di partenza. Qualora i suoi sforzi non la
portassero da nessuna parte, non le resta che cercare di abbattere il
tabù della "improponibilità" di una terapia di coppia...C'è da
chiedersi: lei vuole VERAMENTE uscire da questa situazione? Se si,
niente è "improponibile": tutto è in discussione. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FATICO AD AVERE RAPPORTI
Da 3 anni oramai ho fatica ad
avere rapporti con il mio ragazzo, che amo tantissimo e con cui mi sto
per sposare, ma con cui non riesco più a afre l amore e eccitarmi.
Desidero fare l amore con lui, ma ogni volta che ci provo. Mi blocco
per il dolore o per la paura di non riuscirci e cosi gfacendo con il
tempo e' divenatto sempre peggio. Il problema forse più grave e' che
il problema non e' in generale ma solo con lui, infatti ho avuto una
relazione con un altro ragazzo con cui la passione e' stata
travolgente e finita non molti mesi fa. vorrei davvero risolvere
questo problema, anche perche l altra telazione era solo passione, ma
l amore per il mio ragazzo e forte e non ne ho dubbi. Cosa devo fare?
Perche non provo eccitazione e anzi provo dolore? A chi mi posso
rivolhgere? Grazie, Francesca Ps: le scrivo dopo un ennesimo tentativo
fallito perche come dice il mio ragazzo devo desiderarlo, non farlo
perche devo, e cosi finito in un tragico pianto per il dolore e perche
mi sento una fallita che non e più capace di fare l amore con l uomo
che ama. La pregoi dunque di darmi qualche ruisposta per uscirne, e
che non sia che non amo il mio ragazzo, mi rendo conto che possa
sembrare cosi, dal mio comportamnto passato e da questo mio blocco, ma
le assicuro che lo amo moltissimo, e non credo la passione sia la base
su cui crerare un rapporto... ma è comunque importante e vorrei
ritrovarla. Grazie ancora, Francesca
Gentile Francesca,
Da quello che scrive si comprende che non vi sono problematiche di
tipo fisico o psicologico ad impedirle la penetrazione ed il piacere
sessuale, visto che con l'altro ragazzo non ci sono stati problemi di
alcun tipo. Il discorso qui diventa filosofico: è giusto continuare
una relazione stabile con una persona verso la quale si è spento ogni
desiderio? La risposta non posso dargliela io, perché credo che ognuno
debba essere arbitro della propria vita. Dal punto di vista "tecnico"
le posso dire che il rapporto può essere migliorato tramite l'uso di
gel che facilitano la lubrificazione (questo attenuerebbe il dolore e
migliorerebbe le sensazioni di piacere, facendole perdere la "paura di
non riuscirci") oppure che con una psicoterapia di coppia si potrebbe
tentare di risvegliare l'interesse sopito (è un tentativo, che a volte
riesce). In ogni caso, in qualsiasi relazione stabile occorre mettere
in conto un futuro calo del desiderio (probabilmente sarebbe la stessa
cosa anche con l'altro ragazzo, dopo 3 anni...). Un'unione stabile non
può certamente basarsi sul sesso: ci sono tante altre caratteristiche
molto importanti da tenere in considerazione, come il carattere delle
persone, i valori, gli obiettivi, la condivisione degli interessi, la
progettualità, la costruzione di una famiglia, ecc. Detto questo, una
coppia senza vita sessuale è in genere destinata a fallire, in quanto
i due partners sono più sensibili ai richiami provenienti
dall'esterno, c'è maggiore senso di insoddisfazione, nervosismo,
mancanza di comunicazione e di momenti di intimità.
Credo di averle fornito degli utili elementi di riflessione, ma non
vado oltre, perché le decisioni spettano a lei.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
PAURA DEL FUTURO
Vi racconto un po la mia storia , sono un uomo di 43 anni , sin
da piccolo ho sofferto di una certa dose di ansieta , apprensione fin
dall'eta scolastica diciamo medie e superiore tante mi rivolsi all'Usl
gia dal esame di maturita , e ribadisco che dopo quella cura affrontai
l'ansia con un esame perfetto, sentivo di essere un leone insomma una
trasformazione. Adesso ho un attivita in proprio e dopo 3 di
psicoterapia ho capito che l'aspetto principale era combattere l'ansia
con ogni arma, tralasciando tutti gli aspetti e i contorni della vita
, procrastinando tutto o quasi , un matrimonio, le scelte conomiche ,
le amicizie mai state tanto strette . I genitori entrambi non mi sono
stati vicini, mai accorto di niente da solo ho affrontato cure ,
incontri psichiatri , psicoterapia spendendo tanti soldi , l'ultima di
tipo cognitiva e stata molto essenziale , efficace, pero in questo
momento ho paura del futuro e del mio lavoro sono rimasto a secco di
soldi, vivo con mia madre e lei mi sta spingendo per unirci un
matrimonio come faccio a spiegare che ho poco soldi e ho paura del
futuro , paura di rimettermi in gioco non ho potenzialita econmiche
per rimettermi in gioco. Attualmete prendo una terapia farmacologica .
Nicola
Gentile Nicola,
Le mi racconta la sua storia, ma non mi fa una domanda... Cosa
posso dirle? Mi dispiace che lei abbia speso tanti soldi in tutte
queste psicoterapie, che però a quanto pare in alcuni momenti della
sua vita sono state molto utili per farle trovare il coraggio di
affrontare la vita, di aprire una attività in proprio e via dicendo.
Il futuro fa paura a tutti, specialmente in questo periodo di crisi,
ma proprio per questo è importante compiere delle scelte che possano
risultare efficaci nel futuro. Credo che per lei la prima cosa da fare
sia imparare a vivere da solo, prima di pensare al matrimonio. I
genitori vicini infatti sono un incredibile supporto emotivo per il
bambino e l'adolescente, ma rappresentano un limite quando la persona
diventa adulta ed è incapace di progettare una vita autonoma, di
assumersi delle responsabilità Credo che al momento la sua migliore
psicoterapia sia quella di provare a stare da solo, a cavarsela con i
piccoli e grandi problemi della vita: in questo modo acquisirà fiducia
in sé stesso e nelle sue possibilità e si renderà conto che la paura
del futuro è solo un falso problema, che lei usa per restare nella sua
condizione attuale, la quale le impedisce di "volare", ma le offre un
bel nido, caldo e protettivo, che lei in cuor suo non ha alcuna
intenzione di lasciare...
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
SCELTA DI VITA
Gentile Dott.ssa, Leggendo la sua rubrica, mi sono accorta che ho
bisogno che qualcuno mi aiuti a capire, quella che deve essere la
scelta della mia vita.. anche se mi sento una fallita. Una decina di
anni fa ho passato un periodo simile ma non so cosa e' stato, forse la
gioia di vivere che ho sempre coltivato, mi ha dato la spinta di
andare avanti. Ora mi sento che non c'e piu nenche questa. Qualche
anno fa, facevo un lavoro che mi piaceva che pero non mi dava una
stabilita annuale. Lavoravo qualche mese al anno, cosi ho deciso di
cominciare a guardare altrove, e per mia fortuna, ho trovato lavoro
sempre non a tempo indeterminato, ma sapevo che finche non fosse
successo una strage, era un lavoro sicuro, che dava sempre lavoro...perche
erano sempre disperati per gente. A me piaceva parecchio, pero ad un
punto mi mancava la possibilita di crearmi un qualcosa di mio, un
futuro piu stabile, e allora ho deciso di trasferirmi, di cominciare
da capo e rischiare. (rischiare fino ad un punto perche sapevo che se
non avrebbe funzionato, potevo ritornare al mio precedente
impiego)...e' da 4 anni che vivo fuori, i primi 2 anni sono stati
stupendi, un lotta i primi mesi ma poi tutto sembrava che stava
cadendo a suo posto. Ho avuto un lavoro che mi piaceva e allo stesso
tempo ho conosciuto un ragazzo carino. Dopo poche mesi mi sono accorta
che era tutto falso, finito il contratto di lavoro, non me l'hanno
rinnovato perche la compania stava in crisi, lui mi ha detto che non
voleva sentirsi impegnato. Cosi mi sono rimboccata le maniche ho
cominciato a cercare un lavoro nuovo, e a farmi una vita bella, da
single e stimolante. Le cose purtroppo, non hanno funzionato tanto, il
lavoro, bello, ma con poche possibilita di un futuro stipendio
migliore, a causa del lavoro, ho dovuto rinunciare a parecchie uscite,
ho perso molte amiche, e le poche che mi sono rimaste si stanno
allontanando. Per aggiunta quando mi hanno confermato il lavoro a
tempo indeterminato, mi sono messa a piangere. Saby
Cara Saby,
Lei è un bell'esempio di persona che ha coraggio di fare, di
intraprendere, di mettersi alla prova e di rischiare. Seppure la sua
vita non sia stata fin qui troppo tranquilla, vi sono sicuramente
stati dei momenti in cui lei si è sentita felice e pienamente
realizzata. Tutte le cose che ha fatto, compresa quella di essere
andata fuori a cercarsi un lavoro, le avranno sicuramente insegnato a
conoscersi meglio e a contare su sé stessa, acquisendo fiducia di sé e
autostima. Certo, questo non basta e vi sono dei momenti in cui
l'umore può cadere a terra, fino a sentire dentro di sé un senso di
disfatta, di fallimento. E' una cosa normale: anche le persone più
importanti e realizzate del mondo hanno avuto, hanno e avranno periodi
e situazioni in cui non si sentono al meglio delle proprie possibilità
e aspirazioni. L'importante è guardare sempre avanti, fare progetti,
cercare nuovi equilibri e soluzioni. Nel suo caso specifico, forse
quello che lei cercava davvero non era il lavoro a tempo
indeterminato, (come ha ben capito quando le è arrivato); esso infatti
era solo una parte della torta: ora mancano l'amore e gli affetti. Non
si scoraggi: con la stessa forza e la stessa determinazione che ha
avuto fin qui, ora si ponga questo nuovo obiettivo e se, strada
facendo, incontrerà persone sbagliate, usi queste esperienze per
comprendere meglio quale è il tipo di persona che potrà renderla
veramente felice. Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
ARRIVARE VERGINI
Gentilissimi, cercherò di essere diretta. Ho 25 anni e sono
fidanzata da 3 anni e il mio ragazzo ne ha 26 . Ci lega un profondo
amore e una conoscenza di + di 10 anni. Il problema è che riesco
raramente a raggiungere il piacere e solo in determinate posizioni,
non mi masturbo e provo fastidio nel farlo e anche se lui lo fa io non
provo alcuna sensazione. Ho cercato di autoanalizzarmi e ciò che ne è
derivato e che ho anche comunicato al mio ragazzo è che probabilmente
i problemi che mi porto dietro derivano dall'educazione troppo rigida
datami dai miei genitori. Quando ci troviamo in momenti di intimità,
infatti, spessissimo mi capita che da un momento all'altro passo
dall'essere completamente presa e travolta da lui a uno stato in cui
subisco una forte pressione. Sento le parole di mia madre che dice che
bisogna arrivare vergini al matrimonio, o che le mie amiche non sono
"brave ragazze" perchè vanno in vacanza con i propri ragazzi o
convivono (Parole che non condivido) e tante altre cose dette in
termini dettati anche da una certa ignoranza (che non dipende tanto
dalla formazione scolastica, a mia madre mancavano pochi esami per
laurearsi; quanto + credo un'ignoranza dettata dalla vita). Quello che
desidereri fare è superare questi tabù che incidono in modo negativo
sulla mia vita di coppia e che stanno finendo per diventare un
problema di vita. Come?
Gentilissima,
A mio avviso ci sono solo due modi per comprendere l'influenza che
hanno avuto i pregiudizi ed i sistemi valoriali dei genitori sulla
formazione della propria personalità: la ricerca personale, o la
psicoterapia. Per "ricerca personale" intendo la lettura di autori che
possano spiegare i fenomeni di cui parliamo. Se la sua cultura è
di tipo universitario le consiglierei di leggere Freud, alcuni testi
di psicologia sociale, di psicologia dell'età evolutiva, di
sessuologia. Se i "mattoni" le fanno paura, provi ad andare in
libreria e a cercare dei libri di auto.-aiuto: in fondo gli autori di
questi libri non fanno che rendere più semplici e fruibili i concetti
espressi nei libri più impegnativi che le ho citato. Quanto alla
psicoterapia, i colloqui con lo psicologo possono aiutarla a vedere
certe situazioni della sua vita da angolazioni diverse, comprendendo
le dinamiche che l'hanno portata a pensare e ad agire in un
determinato modo. Entrambi i sistemi sono validi, la differenza è che
attraverso la lettura lei può comunque, a livello inconsapevole,
capire e trattenere solo i concetti che già conosce e che ritiene
validi, lasciando correre tutto il resto. Nel colloquio con lo
specialista invece è più facile che lei possa affrontare davvero tutti
gli argomenti, superando le resistenze.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
FALLIMENTO NELLE RELAZIONI SENTIMENTALI
Buongiorno. Mi interessa sapere se è
possibile e plausibile che un abuso sessuale vissuto all'età di 13 anni da
parte di un ragazzo di 15 possa aver provocato un tale fallimento nelle
mie relazioni sentimentali. Mi ritrovo moltissimo nella sintomatologiadi
coloro che hanno subito violenza: scarsa autostima, tendenza a minimizzare
l'entità della violenza, vergogna, tendenza a non essere appariscenti ma
anzi a fare understatement , a stare in disparte. Questo ragazzo con cui
ero uscita qualche sera e che poi avevo lasciato perchè aggressivo,
teppista, spesso ubriaco), una sera mi prese per mano dicendo che doveva
parlarmi. Si vendicò di averlo lasciato (e credo anche del fatto che
avessi preso ad usire con un altro ragazzino). Mi aggredì e mi sdraiò
bloccandomi e palpeggiandomi, offendendomi, chiamandomi puttana, dicendo
che quello che stava facendo in fondo piaceva. Non sono riuscita a reagire
(ho provato ma non potevo muovermi) ne' a gridare, non ho pianto, no gli
dissi nulla quiando mi lasciò andare. Non raccontai niente a nessuno,
avrei dovuto spiegare con chi ero sucita, perchè mi aveva aggredito, cosa
stavo facendo a quell'ora aluna park (stavo ceracndo il mio nuovo
fidanzatino). Tornai a casa umiliata, spaventata, vergognandomi, pensando
di essermela forse un po' cercata, forse uscivo con troppi ragazzi (a
quell'età non andavo oltre i baci), chiedendomi dove fosse quella sera il
ragazzino con cui stavo uscendo: ero uscita per cercarlo e mi era successo
una cosa orribile. uccessivamente quando lo incontravo guardandolo da
lontano pensavo "chissà se si ricorda di me, se gli piaccio ancora ". A 25
anni sono andata da una psicologa perchè il mio problema principale era
quello di reagire con un pianto singhiozzante e frignante in tutte le
discussioni con fratelli, genitori e potenziali fidanzati quando scoprivo
che si stavano allonatanando. La psicologa ai cui raccontai per la prima
volta questo fatto non mi disse che il mio probelma poiteva nascere da
quell'evento. Quindi Che ne pensa?
Gentilissima,
Penso che spesso è molto difficile trovare una causa "certa", come se la
vita fosse un'espressione matematica, che segue vari passaggi conseguenti
e che alla fine arriva ad un risultato inequivocabile. Non è così: tutto
può avere influenza sul proprio modo di essere e sui comportamenti. La
brutta esperienza che racconta nella mail può sicuramente essere la causa
dei suoi fallimenti sentimentali, ma anche altre cose, magari meno
evidenti, come il tipo di educazione ricevuta, le aspettative, i
pregiudizi ecc. possono avere avuto altrettanta influenza nelle difficoltà
da lei riscontrate nella relazione. Il consiglio, per quanto scontato, è
quello di cercare di guardare al futuro e non rimuginare continuamente sul
suo passato, a meno che non lo faccia insieme ad uno psicologo.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
VORREI SCAPPARE VIA LONTANO
Il mio quesito è molto difficile da risolvere per me, al punto tale da
chiedere aiuto a chi forse mi sa aiutare.é possibile aver paura del
divorzio più del sacrificio di stare con una persona ,che sai non ti potrà
dare il rispetto che meriti non potrà darti conforto morale nelle
avversità perché assente, non potrà non mentirti ,perché le menzogne sono
la sua vita. Perchè non ho paura di affrontare tutto ciò, senza pensare
che il divorzio sia la libertà . Nel momento di rabbia vorrei scappare via
lontano dalla persona che ho accanto, poi arrivano le riflessioni il
ricominciare tutto..... mi sarà possibile,non ho un lavoro mio ,lavoro con
lui gestiamo un'attività,è fin'ora non ho mai pensato a me stessa, perché
non avevo la libertà di farlo, dopo 18 anni di matrimonio sempre nelle
liti nella rutin quotidiana. Perchè non riesco a liberare me stessa da lui
che mi gestisce in tutto per tutto anche se io non lo voglio. Come dovrò
fare, riesce ha spegnere me stessa come se fossi una lampada, succhia
tutta la linfa vitale che ho dentro di me, io mi logoro nel pensare che le
cose con il tempo mutino ma attendo invano, intanto gli anni passano io
divento sempre più succube, sono una donna persa lo so cosa mi
consigliate. L’anno scorso ho fatto delle sedute dallo psicologo ma lui
non è voluto venire, troppo orgoglioso troppo sicuro che i problemi con il
tempo si risolvono da soli non necessitano di risoluzioni, o troppo sicuro
che i problemi li crei io. L’unica cosa che fa quando io gli espongo il
mio pensiero mi ascolta si mi dice che le cose cambieranno avrà la forza
di sistemare tutto, ma aimè non è così ,subito dopo lui ritorna al suo
modo di essere ed io mi richiudo sempre più in me stessa ad aspettare fino
quando con il tempo il logorio non mi porta ad una scenata ,dove assistono
anche i miei figli io non ho la forza di far nulla di più. Grazie di
esserci, cordiali saluti tizi
Gentile Tizi,
Se scappasse via lontano, si troverebbe nella stessa situazione, perché
potrebbe scappare da suo marito, ma non dalle sue insicurezze. Come lei
stessa ammette infatti, ciò che le fa più paura è prendere in mano la
situazione, affrontare le sue fragilità, prendere delle decisioni
importanti. Facendo la vittima ha il beneficio secondario di scaricare
tutte le sue frustrazioni su di lui, evitando di incontrare sé stessa, ma
nel lungo periodo, come si vede, questa non è una buona tattica. Ciò che
le consiglierei dunque non è tanto una terapia di coppia (che potrebbe
eventualmente fare in seguito), ma una psicoterapia individuale, di
sostegno. E' importante che lei possa costruire (o ri-costruire) una
immagine positiva di sé stessa, per sentirsi sempre più capace di
affrontare la vita, compiendo delle scelte individuali, di cui assumersi
la responsabilità: da quelle piccole, apparentemente insignificanti,
relative alla gestione della propria persona e del proprio tempo, a quelle
più complesse, che riguardano la vostra vita di coppia.
Se suo marito non ha la capacità o la motivazione ad affrontare la vostra
crisi, che è ormai divenuta cronica (ma che anche lui non può non
avvertire), lei ha il dovere morale di affrontare la situazione (e
possibilmente di risolverla!) Partendo da dove? Partendo da lei, da questo
momento. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
29 ANNI E UN GRAVE PROBLEMA
Mi chiamo Federica ho 29 anni ed un grande problema, quello di
non riuscire ad instaurare una relazione amorosa. A questa età non ho
ancora mai avuto un fidanzato ( se non brevi frequentazioni ), non ho
ancora avuto rapporti sessuali che è un mio grande cruccio che mi porta a
vergognarmi di me stessa e sentirmi diversa. Ho svolto una terapia di
gruppo per due anni che, se mi ha aiutato moltissimo per quel che riguarda
la mia insicurezza e ansia ormai quasi sparite e sebbene mi abbia aiutato
ad avere molta più sicurezza in me stessa, non mi ha molto aiutato dal
punto di vista relazionale. Non ho problemi a creare nuove amicizie ma il
mio principale problema è che credo di non piacere ai ragazzi; in realtà
noto che gli uomini in generale mi guardano molto, catturo i loro sguardi
ma poi, all'atto pratico, è difficile che si avvicinino a me ed è come se
si bloccassero. Altro fattore negativo è che se finalmente trovo un
ragazzo che mi avvicina e mi chiede di uscire dopo un pò sparisce nel
nulla, ed è quello che mi sta succedendo nuovamente; conosco questo
ragazzo da un pò di mesi ma sinceramente prima non lo consideravo molto
perchè interessata ad un mio collega che, nonostante i vari tentativi
(anche espliciti) che ho fatto per fargli capire il mio interesse nei suoi
confronti non mi ha mai dato cenni di riscontro se non in maniera molto
provocatoria e ironica. Comunque questo ragazzo a Luglio comincia a
cercarmi e usciamo insieme, mi invita a casa sua perchè ha una piscina
condominiale e ci vediamo fino al giorno della sua partenza per le vacanze
senza però che tra noi ci sia stato neanche un bacio. In questo periodo,
seppur breve, mi ha sempre cercato lui; durante il mese di Agosto non mi
ha mai cercato allora gli mando un messaggio per chiedergli come stanno
procedendo le vacanze, lui risponde e chiude il messaggio con un "ci
sentiamo", tornato pochi giorni fa a R. non si fa sentire. Lo trovo ieri
collegato su Facebook e gli chiedo se è tornato a R. e come sono andate le
vacanze e lui mi propone di uscire la sera stessa, ma non si fa sentire.
Comincio a stufarmi di questa situazione ed anche a rattristarmi perchè è
l'ennesima volta che mi illudo di poter finalmente piacere ad un ragazzo.
E' sempre la solita storia, si fanno avanti ma dopo un pò si tirano
indietro e comincio a convincermi che ci sia in me qualcosa che non va. Mi
scusi se mi sono dilungata troppo, sarei veramente desiderosa di ricevere
un Vostro parere.
Gentile Federica,
Difficile comprendere quali siano i veri motivi. Potrebbe infatti essersi
imbattuta in tipi strani, particolari, con qualche difficoltà relazionale,
oppure potrebbe essere lei stessa, con degli involontari comportamenti, a
mettere a disagio, ad annoiare, o a scoraggiare chi tenta l'approccio con
lei.
Non credo sia un problema di insicurezza, visto che riesce a mandare
messaggi espliciti di interesse ad un suo collega. Cosa potrebbe non
piacere di lei? Proviamo ad analizzare, partendo dall'estetica: si cura?
Fisicamente è in forma? Gli atteggiamenti: si mostra come una persona
eccessivamente "complicata", troppo introspettiva, oppure troppo critica,
esigente, ironica verso gli altri? Sessualità: ha dei tabù che non le
permettono di stabilire un rapporto anche sul piano fisico Aspettative:
comincia a parlare di matrimonio già alle prime uscite? E' troppo
possessiva? ecc. ecc. Come vede. troppi sono gli elenenti da prendere in
considerazione.
Non è possibile dunque poterle dare un parere, ma speriamo almeno che
tutte queste considerazioni possano aiutarla a rintracciare una possibile
causa, o almeno ad escluderla.
Le faccio molti auguri. ;-)
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL MIO UOMO NON PIACE A MIA MADRE
Frequento un uomo che ha 12 anni più di me,ma sebbene sappia che
12 anni non sono poi molti e sebbene io stia bene con lui e non senta
questa differenza,mi trovo in difficoltà. Il problema è che so che mia
madre non approverebbe: credo abbia capito e che sia questa la ragione per
cui mi fa discorsi sui "problemi" che ha chi frequenta persone molto più
grandi o più piccole. Io non so onestamente come rapportarmi,ho sempre
avuto il timore che chi mi fosse accanto non le piacesse e questa cosa mi
ha creato non poca sofferenza. Mio padre al contrario, ha sempre avuto un
atteggiamento diverso: lui dice che sa come ragiono,che sa che non prendo
mai decisioni affrettate e mi ha sempre appoggiato quando mi ha visto star
bene(ovvio che se non era d'accordo discutevamo della cosa,ma non mi ha
mai fatto sentire perennemente in errore).Lei invece pare condividere solo
le mie scelte "lavorative": per quelle io sarei grande,matura e
responsabile. In amore,no. A detta sua ho lasciato un ragazzo fantastico
(prepotente per me) per gettarmi in storie con persone che non avevano
niente da offrirmi. Ma chi è che decide cosa devo ricevere e cosa può una
persona offrirmi? Non sono una che salta da un fiore all'altro,che prende
decisioni impulsivamente o che si infatua di chiunque: è difficile che mi
interessi realmente qualcuno. Però ora mi interessa questa persona
nonostante la differenza d'età. Io non voglio che lei faccia sempre e
comunque i salti di gioia ma ho come l'impressione che non riesca a
distinguere cosa mi rende felice e cosa no. Perchè se son felice,se sto
bene,deve trattarmi come una persona che ha dei "problemi"?Io vorrei farle
capire che probabilmente il "manager" che lei si augura possa sposarmi(
avendo io a detta sua delle grandi capacità) potrebbe non essere la
persona che mi rende felice. Io non so come pormi,sto continuando a vedere
questa persona perchè dentro di me sento che non posso continuare a
rinunciare a ciò che mi fa star bene,perchè so che lei o i miei parenti
non starebbero lì a far festa per questa cosa. Sono abituata a discutere
quando non sono d'accordo ma non a cercare di imporre il mio pensiero e mi
fa male pensare anche lontanamente che lei stia cercando di farlo
indirettamente,giocando su un senso di colpa,un senso di errore perenne,
che ho ma non comprendo. Ma mi chiedo:sto sbagliando? Deriva da questo il
mio stato d'animo??Ha ragione lei a vederci qualcosa di terribilmente
sbagliato in un rapporto simile? grazie mille.
Gentilissima,
Qui non c'è da dare ragione a lei o a sua madre: c'è solo da comprendere
le motivazioni di entrambe. Lei vuole giustamente (mi scrive che ha 24
anni in altra parte della mail) assumere un atteggiamento adulto, per
capire cosa vuole fare della sua vita ed anche quale tipo di relazione
sentimentale possa renderla veramente felice. D'altra parte sua madre, per
una maggiore maturità ed esperienza, anche personale, sugli sbagli che si
compiono in gioventù, cerca di proteggerla in ogni modo, anche generando
conflitti e ribellioni da parte sua, che certo non le faranno alcun
piacere. Dal punto di vista oggettivo inoltre, l'unione con una persona
che ha 12 anni in più non va guardata necessariamente con pregiudizio:
ogni storia infatti è una storia a sé e non è detto che un coetaneo, sia
pure un manager, potrebbe offrirle maggiori garanzie di successo. Poiché
non è più come una volta, quando il "fidanzamento" doveva necessariamente
sfociare nel matrimonio e nell'unione stabile e, per fortuna, oggi ci si
può frequentare e conoscere, per poi eventualmente ammettere di aver
sbagliato, senza incorrere per questo in penalizzazioni di alcun genere,
credo che lei dovrebbe sentirsi libera di provare, seppure con attenzione
e cautela, ben sapendo che potrebbe sbagliare, come le dice saggiamente
sua madre. D'altra parte, se non si prova non si conosce, come dice la
logica.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INCIDENTE DI PERCORSO
Gentile dottoressa, sono sposata da quasi un anno dopo una
convivenza di 2 anni con un ragazzo della mia età (29 anni). Il mio
problema è che non so perchè mi sono sposata. Mio marito è l'eterno
bambino, quello che non vuole mai crescere, e così mi ritrovo ora con un
figlio grande anzichè un marito, malgrado sapessi già prima del matrimonio
che la situazione era questa. E' pieno di attenzioni nei miei confronti,
cosa che credo manchi a molti uomini, e di questo ne sono felice, ma mi
manca la figura di un uomo al mio fianco. Non parla mai del più e del meno
perchè non gli interessa, se si parla di persone che conosciamo risponde
che non sono affari suoi, se si parla di problemi nostri o mi dice che lo
stresso oppure si litiga e se ne va. Se gli dico che una cosa di lui non
mi sta bene o non mi piace mi risponde che allora anch'io faccio cose che
non vanno bene e il discorso si chiude lì! A livello sessuale ha un
approccio molto infantile cosa che invece non aveva i primi tempi di
fidanzamento e convivenza. In passato ha fatto uso di droghe e ancora oggi
ogni tanto ci ricasca... mentendo spudoratamente davanti all'evidenza. Mi
mente anche sulle piccole cose, ho scoperto che mi ha rubato dei soldi.
Faccio fatica a fidarmi di lui anche se ho la certezza che lui è
innamoratissimo di me e non mi vorrebbe mai perdere. Poco tempo fa ho
incontrato una vecchia conoscenza, un ragazzo con il quale mi sono sempre
confidata prima di fidanzarmi, e con il quale ho avuto una storia. Parlo
ancora con lui e prova a darmi dei consigli per salvare la situazione, ma
allo stesso tempo l'attrazione tra noi è veramente forte e la situazione
si fa complicata. Inoltre io questo ragazzo non l'ho mai dimenticato, è
sempre stato nei miei pensieri e quello che provo per lui non è semplice
attrazione fisica. Lo stimo molto come persona, è veramente in gamba, è
molto intelligente ed educato e mi piace da morire parlare con lui. Quando
sono con lui non ho problemi sono rilassata STO BENE! Tutto questo mi fa
pensare che... Grazie
...Tutto questo fa pensare anche a me la stessa cosa: lei è innamorata
dell' altro! Non mi chieda un consiglio su cosa fare, perché non vorrei
interferire in alcun modo nelle sue scelte di vita. Certo, sembra strano
che questo ragazzo, mai dimenticato, si riavvicini a lei proprio adesso
che lei è sposata con un altro e che è un po' in crisi. Possiamo escludere
che non cerchi, con lei, una relazione facile e poco impegnativa, una
sorta di prevedibile "incidente di percorso"?
Spero di si.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
SENTIMENTI SBAGLIATI
Gentile dottoressa, mi ritrovo a 50 anni alle prese sempre con
gli stessi sentimenti sbagliati. Separata, con un figlio quindicenne - un
ragazzo meraviglioso - mi trovo sempre da sola ad affrontare la vita, le
situazioni. Attualmente ho un compagno, da circa cinque anni. La storia è
cominciata con grani profferte d'amore da parte sua, con l'intenzione di
vivere insieme - anche lui separato, vive col vecchio padre, ha con un
figlio che non sta mai con lui. Provo verso quest'uomo molta rabbia, la
stessa che provavo verso il mio precedente compagno. Mi sembra una persona
incapace di mantenere le promesse fatte, che parla tanto per farsi bello
ma non da nessun contributo di tipo pratico alla mia vita. Mi fa molto
male il pensiero che si sia tirato indietro su molte cose, che mi abbia
lasciato con il peso di un grosso affitto da pagare da sola dopo avermi
spinto a fare questo passo dicendo che mi avrebbe dato una mano e che
sarebbe venuto a vivere con me. Adesso pero pare non possa abbandonare il
padre malato, così passiamo insieme il fine settimana e la sera cena a
volte con me e mio figlio. Io non gli ho mai veramente chiesto di venire a
vivere con me, ma pensavo che sarebbe successo naturalmente, man mano che
il rapporto si consolidava. Ma si è consolidato soltanto il suo modo
infantile di fare - tutto divertimento - ed io sono troppo orgogliosa per
mettere in mezzo una questione di soldi. Mi appiglio a delle sciocchezze e
mi infurio, ma la verità è che lo considero molto male, dentro di me, non
lo stimo affatto. Ma non riesco a mandarlo a quel paese. E la rabbia mi
mangia. Sono paralizzata nell'azione, ho paura di fare cose sbagliate ed
una grande tristezza. Anche perché il tempo passa, e speravo che la
vecchiaia avrebbe portato stabilità alla mia vita.
Gentilissima,
Molte donne hanno l'aspettativa che l'uomo debba mettere (spesso e
volentieri) la mano al portafoglio per dimostrare i suoi sentimenti.
Capisco che il gesto renderebbe la storia più romantica e l'uomo più
simile ad un Principe Azzurro, all'eroe che viene a salvare la fanciulla
in difficoltà, ma credo che questo genere di comportamenti sia ormai
desueto, in particolare quando il proprio compagno è un separato, con
l'obbligo di versare l'assegno di mantenimento alla propria ex. Se viveste
insieme, certo sarebbe auspicabile e necessario condividere le spese, ma
visto che ciascuno di voi vive per conto proprio e più o meno avete una
situazione economica simile, perché pretendere che sia lui ad aiutare lei
e non viceversa? Provi a capire se il motivo della mancanza di stima nei
riguardi del suo compagno dipende da effettive manchevolezze, o da sue
aspettative sui ruoli all'interno della coppia, che ormai non hanno più
senso. Infatti, fino a pochi decenni fa le donne venivano "protette" dagli
uomini e quindi tutelate, aiutate, anche economicamente. Questo però
prevedeva anche una perdita completa della libertà della donna, sia per
quanto riguarda i comportamenti, sia per quanto riguarda i semplici
pensieri. Ringrazi dunque il cielo della fortuna che ha di potercela fare
da sola, decidendo ogni giorno, in piena autonomia, cosa fare della
propria vita.
Dr. Giuliana Proietti
IL MARITO CHIACCHIERATO
sono sposata da 22 anni mio marito ha 47 anni da quando mi sono
spostata ad adesso ci sono state varie chiacchiere su mio marito per
tendenze dello stesso sesso! tempo fà ho scoperto che visitava siti gay,
ha sempre avuto carenze sessuali devo dar credito alle chiacchiere?
Cara signora,
Ventidue anni non sono pochissimi per tentare di conoscere un uomo:
sicuramente, al di là delle chiacchiere, lei si sarà fatta un'opinione
sulla persona che le vive accanto... Se la sua vita è stata felice, se si
trova bene con lui, lasci perdere ciò che dice la gente e vada avanti per
la sua strada. Se, al contrario, la sua vita, anche sessuale, è stata un
fallimento, è giusto affrontare il discorso, parlarne, ma sempre lasciando
da parte le chiacchiere, che lasciano il tempo che trovano.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
PAURA DEL SUICIDIO
Carissima Dottoressa,tempo fa sfortunatamente ho assistito,per
caso,ad un suicidio di un uomo che si è gettato dal suo alto tetto.Da quel
giorno ho una paura terribile dell'altezza,ma ancor di più di impazzire e
di compiere un gesto simile.Non riesco a capire perchè...prima di quel
brutto giorno non ho mai pensato una cosa simile.Questo ora mi rende
vulnerabile e triste.Come posso fare?La ringrazio anticipatamente e le
invio cordiali saluti.
Gentilissima,
Assistere a questa scena di suicidio ha evidentemente provocato in lei una
forte emozione, soprattutto perché le ha dato la consapevolezza che si
tratta di qualcosa non così difficile o distante da ciascuno di noi.
Anzitutto vorrei tranquillizzarla con questo dato: sebbene l'ideazione
suicidaria sia molto comune, in Italia ogni anno si suicidano "solo" 8
persone ogni 100.000 abitanti. Naturalmente è sempre una cifra
inaccettabile e troppo elevata, ma comunque volevo evidenziare come il
suicidio rappresenti ancora, e per fortuna, una scelta che riguarda un
numero esiguo di persone, rispetto al totale della popolazione. Il suo
livello di ansia invece, accentuato dalle sue nuove fobie, dalla
percezione di debolezza e di tristezza, dal continuo rimuginio, mi sembra
meriti l' attenzione di un professionista della salute, non tanto per il
rischio di un possibile suicidio, quanto per una migliore comprensione
dello stato complessivo di infelicità nel quale lei al momento versa: per
cercare soluzioni adeguate e prevenire l'eventuale aggravamento dei
sintomi.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
INNAMORATA DI UN TIPO CONOSCIUTO SU FACEBOOK
Come recuperare il rapporto con mia moglie (49 anni) che dice di
amarmi e non ha alcuna intenzione di lasciare la famiglia ma ... ha
conosciuto un quasi coetaneo su Facebook che a sua detta è un tipo
interessante (imprenditore, ricco, con barche, interessi sociali e
culturali, single che vive ed accudisce la madre 80enne), tanto da
confidarsi, raccontarsi quasi quotidianamente. Io sono a conoscenza di
questa "relazione a distanza" visto che lui abita a 600 km.
Gentilissimo,
Credo che in questi casi basterebbe leggere i giornali per capire cosa
fanno realmente le persone di quel tipo e quali siano i loro reali
interessi femminili.... Forse, solo portando a sua moglie la prova dei
fatti potrebbe riuscire a convincerla dell'errore. Vuole mettersi a fare
lo Sherlock Homes? Assoldare un investigatore privato? Buone idee. Ma
perché non considerare l'idea di spegnere il computer e portare sua moglie
a divertirsi un po'? E poi, scusi, se lei non può essere ricco, perché
purtroppo non tutti sono unti dal Signore, perché non provare almeno ad
avere interessi sociali e culturali? Quelli sono gratis...
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
NON HO L'ETA'
Salve, sono una ragazza di quasi 14 anni e ho un problema. Sono
ancora vergine ma mi piacerebbe fare l'amore con il ragazzo che amo. Il
problema è la mia paura. Ho paura del dolore che potrei provare e non
riesco a lasciarmi andare. Come posso fare? Grazie in anticipo,
arrivederci
Carissima,
Quello che posso consigliarti è di non lasciarti condizionare da ciò che
fanno gli altri: non ci sono traguardi da raggiungere e non c'è alcun
bisogno di precorrere i tempi. Quando ti sentirai pronta e non avrai più
paura del dolore, quello sarà il momento di lasciarti andare al rapporto
sessuale completo. Naturalmente se, nel tempo, non avvertirtirai alcun
cambiamento a questo stato di cose, allora sarà necessario rivolgersi
prima ad una ginecologa e poi ad una psicologa, per essere aiutata. Per il
momento prendi le cose come vengono e non ti creare problemi inutili ;-)
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
IN ANALISI DA 10 MESI
Buongiorno, ho 34 anni e da 10 mesi sono in analisi presso una
psicoterapeuta di scuola freudiana per un problema di depressione lieve
(?) e di difficoltà affettive e relazionali (infedeltà compulsiva, terrore
del matrimonio), con una brutta infanzia alle spalle. A questi problemi si
è recentemente aggiunto un senso violentissimo di frustrazione dovuto al
fatto che 10 mesi di terapia (due volte alla sett., quasi 3.000 euro già
spesi) non hanno portato nessun miglioramento nella mia condizione,
nessuna diversa prospettiva, nessuno spiraglio di serenità. Sento che il
credito di fiducia si è esaurito, mancando riscontri di benessere, e in
qualche modo la psicoterapia da risorsa è diventato il mio problema più
grosso. Ho più volte cercato di parlarne con l'analista, la quale
invariabilmente mi rimanda alle mie difficoltà di dare fiducia (carenza di
affetti e assenza di riferimenti nell'infanzia) e alle mie aspettative di
tipo "onnipotente". Questo sarà anche vero, ma queste risposte mi causano
sensi di colpa e di inferiorità per non essere in grado di valorizzare le
opportunità della terapia. Se poi ribatto che il problema sta assumendo
dimensioni insopportablmente frustranti e ossessive, mi propone il ricorso
a psicofarmaci per sedare l'angoscia. E questo lo trovo umiliante, perché
mi sembra un modo per sbarazzarsi delle mie resistenze senza nemmeno
tentare di discuterne. Insomma, sono agli sgoccioli. Posto che nessuno mi
obbliga a continuare su questa strada (anche se in fondo non provo
ostilità verso la dottoressa, e anzi penso per il resto di avere un buon
rapporto con lei), il mio timore è che questa situazione, se davvero ne
sono io la causa unica e centrale, sia destinata a ripetersi con eventuali
altri professionisti. Lei che cosa ne pensa? Grazie. Fabio
Gentilissimo Fabio,
Dal tono della sua lettera capisco che lei è una persona colta e
informata: dunque non poteva non sapere che una psicoanalisi di scuola
freudiana dura spesso anni, se non decenni. Dieci mesi di terapia e 3.000
euro già spesi non sono dunque nulla (mi verrebbe da dire) rispetto
all'impegno che lei dovrà assumersi con sé stesso e con il suo
portafoglio, se vuole portare a termine la psicoterapia che ha intrapreso.
Se però lei ha fatto consapevolmente questo tipo di scelta, evidentemente
ha fiducia nella sua terapeuta e nel metodo: dunque fuggire alle prime
difficoltà non mi sembra una buona idea.
Se lei avesse invece scelto invece una terapia breve, come ad esempio una
psicoterapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul sintomo, dieci mesi
di terapia sarebbero stati sicuramente più che sufficienti per fare un
bilancio e tentare di apprezzare l'efficiacia dei primi cambiamenti sulle
sue condizioni di vita, le sue prospettive, gli spiragli di serenità.
La psicoterapia che lei ha scelto mira ad una ristrutturazione profonda
della sua personalità; la psicoterapia che io le ho citato non ha questa
ambizione: vuole semplicemente cambiare il suo modo di reagire di fronte
agli eventi della vita, senza indagare le ragioni profonde che la motivano
a comportarsi in un modo o nell'altro.
Conclusione: prima di intraprendere una psicoterapia è bene informarsi sui
tempi, gli obiettivi e, last but not least, sicuramente anche sui costi
che essa comporta.
Con i migliori auguri.
Dr. Giuliana Proietti
INNAMORATA DI UNA DONNA
sono disperata.ho due figli sposata da 26 anni,,non felice,mi sono accorta
di essermi innamorata di una donna,e' sempre nella mia testa.anche in
momenti erotici,non vive nella mia citta',e da due anni che ci siamo
conosciute.non sono ancora riuscita ad esprimermi,e un'anno che non ci
vediamo, la sento molto spesso..io sento che anche da parte sua,ci sia la
stessa attrazione.non ce la faccio piu',io voglio rivelarmi...però ho
paura di perderla..dottoressa mi aiuti come posso dirle che l'amo seza
rovinare il rapporto d'amicizia.grazie.spero di essetmi spiegata bene..ciaoo...
Gentile signora,
Ciò che mi scrive è troppo poco perché sia possibile farsene un'idea, però
francamente sono più portata a pensare che lei abbia cercato delle
fantasie sessuali spinte per i momenti altrimenti poco erotici con suo
marito. L'amore poi mi sembra una parola grossa da usare per questa
storia: vi conoscete poco, non vi vedete da un anno... Il consiglio
che mi sento di darle è di andarci con i piedi di piombo, svelandosi a
poco a poco e solo se proprio non riuscisse a trattenersi. E' possibile
infatti che le sue fantasie possano aver creato una persona, un'attrazione
e perfino un sentimento che sono tutti da verificare... Magari cercando di
frequentare questa persona nella realtà, per togliersi ogni dubbio.
Cordiali saluti.
Dr. Giuliana Proietti
STRANO DISTURBO
da circa 2 anni mi è comparso uno strano disturbo .sono terrorizzata se
devo dormire fuori casa. già nei giorni precedenti la partenza ho un
'ansia terribile giorno e notte .infatti sono 2 anni che non vado più in
vacanza neanche per un fine settimana .premetto che ho sempre viaggiato
molto e durante queste vacanze non è mai successo niente di particolare
.(incidenti, malesseri etc.)la stessa cosa mi succede se devo andare da un
medico . in attesa di una sua gentile risposta Le invio i miei più
cordiali saluti.roberta p.s.sono casalinga e ho una vita famigliare
abbastanza soddisfacente
Gentile signora,
Questi disturbi non nascono dal nulla e se lei non riesce ad individuarne
le cause, questa è una ragione in più per rivolgersi ad uno psicologo.
Visto poi che la situazione si presenta, in forma pressoché identica,
quando deve andare dal medico oltre che in viaggio, è possibile che vi sia
un collegamento fra queste due cose (paura della morte? paura di
ammalarsi? ecc.)
Cordialmente.
Dr. Giuliana Proietti
SEMBRA IMPAZZITO
Mio marito(siamo sposati da 2 anni dopo 10 di convivenza),3 mesi prima
del matrimonio,deve aver fatto il resoconto della sua vita,del ns
rapporto,e altro,e' andato in tilt !Alla fine ci siamo sposati lo stesso.Premetto
che lui era innamoratissimo di me. e io di lui e che i ns problemi ci sono
sempre stati,e sempre a causa degli altri! So di avere le mie colpe,non
avendo mai accettato una ex moglie ingombrante, un figlio ....sta di fatto
che viviamo ugualmente assieme per problemi economici.Lui premetto che
dorme poco,e in maniera agitata , ma ho notato che ha cambiato il modo di
comportarsi che sembra impazzito!!ultimamente
canta,fischia,ripetutamente,anche di notte sbadiglia urlando,e secondo me
non si rende conto di tutto questo!Certamente sta vivendo il fallimento
della sua vita un' altra volta,ma non vorrei fosse in depressione,e visto
che non vuole andare dal medico,,,come devo comportarmi?? La ringrazio
anticipatamente.
Gentile signora,
Credo che lei si senta profondamente corresponsabile di questo
fallimento e forse ora teme di averlo fatto impazzire. La cosa da capire,
in primis, è se le sue preoccupazioni circa la salute mentale di quest'uomo
siano appropriate, o siano semplicemente il frutto di sue fantasie. Per
dirimere ogni dubbio è assolutamente necessario avere il parere di uno
specialista. Provi a prendere un appuntamento con uno psichiatra, magari
dicendo che serve a lei, per una possibile depressione, e si faccia
accompagnare da suo marito. Una volta rassicurata su questo aspetto,
occorre pensare ad una terapia di coppia.
Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
USCIRE DA UNA SITUAZIONE
Gentile dottoressa, circa un anno fa ho conosciuto il mio ragazzo e
siamo andati a convivere subito. Questa scelta è stata in un certo senso
forzata dal fatto che lui si era ritrovato privo di una abitazione, dopo
l'ennesimo casino provocato dalla sua vita balorda. Io ero molto
innamorata e felice di aiutarlo. Lui (è più piccolo di me, ha 30 anni)
proviene da un passato pesante di tossicodipendenza da cocaina, non ha un
lavoro stabile. La sua famiglia è ottima e molto stimata in città ed anche
per questo motivo, dopo 10 anni di patimenti ha deciso di allontanarlo. Io
sono una donna che ha sofferto molto a causa degli attacchi di panico
(risolti dopo anni di terapia) e di una situazione familiare che vede due
genitori finalmente divorziati ( un padre sempre assente e sempre pieno di
altre donne ed una madre eterna bambina ossessionata dal dominio
sull'altro, figlie comprese). Nonostante questo mi sono sempre reputata
una donna forte, mi sono laureata e, anche se ho un lavoro precario fatico
ogni giorno per pagarmi un affitto e per rendermi indipendente. Non smetto
mai di studiare ed imparare perchè ho molte passioni e spero di aprire una
mia attività. Non so nulla di droga, ho avuto un passato molto divertente
ma sempre entro certi limiti. Avevo un'infinità di amici ed una vita
ricca. Oggi mi ritrovo completamente sola, senza amiche e schiava di
questo ragazzo dal quale non riesco a liberarmi. Mi umilia quotidianamente
e mi manca di rispetto. Parlare con lui è impossibile: ha reazioni
verbalmente violente ed intolleranti e preferisce la fuga allo scambio.
Quando cerco di spiegargli che sto male in questa situazione urla, spacca
gli oggetti e mi spaventa e cosi' preferisco rimanere muta ed essere
insultata piuttosto che rischiare di peggio. Passa le sue giornate
dormendo ed uscendo con gente poco raccomandabile. Torna a pranzo e cena,
guarda la tv e va a dormire, quando non esce la notte. Abbiamo rapporti
completamente insoddifacenti e brevi solo una volta al mese. Di abbracci,
baci ed altre tenerezze non se ne parla proprio. Non usciamo mai insieme
per sua volontà e non condividiamo interessi (cinema, teatro, passeggiate,
ecc...). Cinque mesi fa ha portato a casa un cucciolo che si è impeganto
di curare, ma che, all'oggi non ha mai portato fuori (non abbiamo nè un
giardino nè un terrazzo). Devo fare tutto io: lavorare, occuparmi del
cane, fare da mangiare, lavare, stirare e soprattutto privarmi dei miei
pochi risparmi perchè non so mai se il mese dopo lui sarà in grado di
pagare l'affitto e le spese. La sua famiglia, da quando lui sta con me,
(hanno un'alta considerazione nei miei confronti) ha voluto concedergli
ancora fiducia e, seppure non lo rivorrebbero più a casa, ci invitano a
pranzo tutte le domeniche e ogni tanto gli danno dei soldi per far fronte
alle spese di casa (che lui mi da). Ho ceracto di parlare con loro ma la
madre dice che in fondo lui è molto buono anche se ha un caratteraccio e
al padre, mi è stato suggerito di omettere parecchie cose per non
rischiare che lo allontani definitivamente. Con i miei ho parlato invano
perchè mia madre si fa prendere dal panico e mi crea più ansia che altro(
ha un compagno da poco e vive la storia come fosse un'adolescente), mio
padre sostanzialmente se ne frega(si è risposato). Mia sorella ha un
bambino piccolo ed una famiglia sua ed è ben contenta di essersi staccata
da quella di origine. Per cui con loro faccio finta che sia tutto a posto.
Sono disperata e immobile e non so come uscire da questa situazione. Il
contratto di affitto è a mio nome ma da sola non riuscirei a pagarlo per
intero tutti i mesi. E in più c'è questo cane al quale voglio molto bene
anche se è fonte di problemi( è di taglia maxi con un carattere forte).
Più di una volta gli ho detto di andarsene, lui urla, sbatte le potre
giurando che lo farà ma poi è sempre qui. Il tutto senza dire una parola,
neanche scusa. Come faccio ad uscire da questa situazione? La ringrazio
anticipatamente.
Gentilissima,
Credo che lei per questa persona non provi più sentimenti d'amore o
interesse sessuale, ma che resti insieme a lui fondamentalmente perché non
ha più una famiglia, non ha più amicizie, non saprebbe a chi chiedere
aiuto per essere sostenuta economicamente. Non si tratta dunque di una
dipendenza psicologica dovuta all'amore che prova per questa persona; lei
è (e si sente) molto sola e dunque il rapporto con questo ragazzo le
appare comunque sempre meglio di nulla. Credo che l'unico modo per uscire
da questa situazione sia quello di andarsene, perché lui non lo farà mai,
visto che i suoi genitori non mi sembra siano molto disponibili a
riprenderselo a casa e che da solo non potrebbe certo pensare di
mantenersi economicamente. Visto che lei non ha particolari legami
familiari (non ha più rapporti significativi con la sua famiglia d'origine
e non ha ancora dei figli), visto che ha solo un lavoro precario, che non
ha ancora un'abitazione di sua proprietà, da un certo punto di vista
è una persona non troppo fortunata. Grazie però a questa sua poca fortuna
potrà
trovare la spinta (altrimenti impossibile) per riscrivere completamente il
suo futuro e per dare una svolta decisa alla sua vita. Andandosene,
cercandosi ad esempio un lavoro in un'altra città, lei non ha niente,
assolutamente niente, da perdere e forse molto da guadagnare.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
PRESERVATIVO ROTTO
Sono un ragazzo di 27
anni....ieri sera ho avuto un rapporto sessuale con la mia ragazza ,
volevo sapere che possibilità c'è che la mia ragazza anche se prende
la pillola anticoncezionale può restare incinta?purtroppo avevo il
preservativo ma alla fine mi soon accorto che era bucato!!sto
tremando.........!!grazie per l'attenzione!!
Carissimo,
Non esageriamo! La pillola anticoncezionale, se presa nelle modalitù
dovute, è efficace nel 99% dei casi, praticamente sempre: si
rilassi!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
EIACULAZIONE ESTERNA
Gentile dottoressa sono una ragazza di 24 anni e ho
una domanda da farle...si può essere incinta pur avendo avuto il ciclo
regolare? Mi è arrivato 2 giorni in anticipo e mi è durato come sempre
circa 6 giorni. Le faccio questa domanda perchè, pur avendo avuto il
ciclo ho nausea (è capitata anche di notte), mal di testa da un paio
di giorni. Io e il mio ragazzo non usiamo precauzioni, e preciso che
l'eiaculazione è sempre esterna. Non so se fare il test di gravidanza,
lei cosa mi consiglia?Anche se non abbiamo rapporti completi, posso
rimanere incinta? La ringrazio per l'attenzione
Gentilissima,
Credo che i suoi problemi siano legati soprattutto ad un problema di
ansia ed anche alla mancanza di esperienza. Le consiglio dunque di non
lasciarsi prendere dal panico, di stare tranquilla.
Quando avrete rapporti completi dovrete usare il preservativo; per il
momento l'importante è che l'eiaculazione non avvenga in prossimità
dell'orificio vaginale.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI NON MI ATTIRA PIU'
Gentile dottoressa, ho quasi 50 anni e da quasi
otto ho una relazione con una donna che io trovo molto particolare,
attiva e intelligente. Con lei ho stabilito un rapporto profondo, ma
ora di difficile gestione. Mi spiego meglio: il primo anno è stato
come si può immaginare tutto fuoco e dalla mia parte, non solo
nonoestante, ma proprio grazie al fatto che ci comportassimo in
maniera "libera" nella nostra vita - quindi con altre storie più o
meno durature e parallele - ho sviluppato un'enorme dialogo e
attenzione nei suoi confronti e una grossa profondità di rapporto. Poi
la cosa si è modificata: lei ha cercato di spostare l'asse di
equilibrio sull'amore e io mi sono sentito tradito. Tradito perché ho
visto un gioco pianificato, un gioco di conquista che prevede la
"cattura" dell'uomo con il sesso èer traghettarlo sul piano della
relazione stabile e costruttiva. Dapprima fu un enorme delusione, poi
visto che il rapporto era comunque intenso cercai di seguirla su
quella strada. Ma così facendo senza saperlo segnai l'inizio di una
situazione tormentata che prosegue tutt'ora. L'interesse sessuale pian
piano verso di lei è svanito sino a raggiungere dei minimi spaventosi,
sino al rigetto. Mentre il sentimento nei suoi confronti è sempre
rimasto uguale. Ho bisogno di sentire la sua voce e di sapere che è
viva e che sta bene, e passare il tempo con lei è bello e piacevole,
solo che dopo due giorni assieme rientro a casa - abitiamo in
differenti città - e ne passo altrettanti in depressione. Fisicamente
dormiamo anche assieme e mi sveglio che sogno di fare del sesso con
chiunque tranne che lei. Quelle rare volte che la tradisco il fisico
ringrazia, ma non riesco a godermela perché mi sento in colpa pensando
che a lei farebbe del male saperlo... e via così. Lasciarla e
dimenticarla mi sembra un' eresia e un atto contro ogni valore umano,
e il famoso "sano egoismo" non mi sembra che debba ricevere un tributo
tanto pesante. D'altra parte così non ho una vita sessuale che si
possa dire vissuta... Tutto questo senza contare che anche lei è
coinvolta in questa scomoda ruota che gira senza fine e che come donna
credo che non la viva meglio di me.. Per quante parole abbiamo speso,
non riesco a trovare una soluzione che si possa realisticamente
applicare.
Gentilissimo,
Anzitutto non mi sembra giusto attribuire alla sua compagna il
progetto di irretirla attraverso una sorta di adescamento sessuale...
Siete persone adulte e se lei non voleva coinvolgersi in un rapporto
sentimentale, ma avere solo storie di sesso, poteva benissimo troncare
la relazione rivolgendosi ad altre persone. Mi sembra che lei senta
questo legame come una sua colpa, o come una sua debolezza, il che
secondo me è un atteggiamento sbagliato, dal momento che una vita
intensamente vissuta, come quella che lei vorrebbe avere, non è fatta
solo di soddisfazioni sessuali, ma anche di affetti, di relazioni.
Quello che oggi succede al vostro rapporto di coppia è quello che,
purtroppo, succede quando la routine e la scontatezza del rapporto
supera l'attrazione fisica che c'è fra i due partners. Che fare?
Tradirla, come lei dice, non la soddisfa interamente perché la fa
sentire in colpa, lasciarla non le è possibile perché ha bisogno di
sentire che è viva e che sta bene (sic!)... Se stabilisse una nuova
relazione con un'altra persona, dopo qualche anno/mese si troverebbe
ancora nella medesima situazione. Una soluzione vera e definitiva
dunque secondo me non c'è. Detto questo, si può comunque cercare di
migliorare la qualità della propria vita cambiando atteggiamento
mentale, riducendo ad esempio le aspettative. Infatti, se una persona
si aspetta che la sua vita sessuale debba essere sempre e comunque
vissuta ad altissimi livelli non può che vivere di frustrazioni, visto
che la realtà è ben diversa da questo ideale di perfezione. Forse
varrebbe la pena prendere quello che c'è, goderselo, impegnandosi
sempre per migliorare. Fra le cose che le suggerisco per migliorare
c'è sicuramente una terapia di coppia, ma anche un dialogo diverso con
la sua partner, la quale, forse, prova la sua stessa noia, se non di
più. Perché non parlarne con lei?
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PROBLEMI SESSUALI CON LE ALTRE
Buongiorno, sono un uomo di 54 anni, sposato. Con
mia moglie difficilmente ho problemi di erezione, mentre con altre
donne si, mi prende una specie di consapevolezza di non riuscire e
così avviene. Dopo un consulto con il medico, egli mi ha consigliato
di prendere Levitra da 10 mg e così io riesco ad avere erezioni e
rapporti, direi alla grande, fino a 4-6 in 24 ore. Il medico dice che
è un fatto psicologico ed io sono d'accordo con lui. Il fatto è che io
vorrei fare a meno del farmaco ma questo mi riprovoca mancanza di
erezione. ripeto solo con altre donne, con mia moglie non ho di solito
problemi. grazie.
Gentilissimo,
I problemi psicologici cui accenna sono probabilmente sensi di colpa
causati dal tradimento: evidentemente il legame con sua moglie è
ancora forte e andando con altre donne lei sente di trasgredire una
regola morale importante che si è dato. Scusi ora per la domanda che
vorrei farle da donna (e non da psicologa!) e che sorge del tutto
spontanea: è proprio così necessario per lei imbottirsi di farmaci per
avere prestazioni adeguate con altre donne, quando con sua moglie va
tutto bene? Misteri della vita.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON SOPPORTAVO LA MADRE
ciao mi chiamo federica!!!! sono uscita da 9 mesi
da una storia importante!dopo 4 anni di fidanzamento io lo lasciato
per via che non sopportavao più la mdre che viveva con noi!! in questi
9 mesi io ho avuto delle avventure ma malgrado i miei sforzi appena lo
rivedevo lasciavo la persona con cui stavo e cercavo di rimprendermelo!!!!
ora lui ha saputo tutto e mi ha perdonato qualsiasi cosa ma io non so
se lo amo oppure no!!!! lui mi ha chiesto di tornare insieme ma se
torniamo insieme io devo cambiare e sopratutto devo rinunciare alla
mia libertà!!! io un mese fa ho conosciuto un ragazzo con il quale ci
stavo benissimo apparte la gelosia nei miei confronti e appena o
rivisto il mio ex lo lasciato cm al solito!!! ma sento dentro di me
che c'è qualcosa per questo ragazzo ma non so cosa sia!!!! so solo che
non so se voglio tornare con lui oppure riniziare una nuova storia con
quest'altro!!!! non lo so !!!! cosa mi consigliate di fare??'
Cara Federica,
Per vivere felicemente in coppia occorre saper superare i propri
egoismi e saper donare all'altro anche parte della propria libertà. E'
difficile, lo so, ma in fondo è una scelta che nessuno ti obbliga a
fare...
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI ASPETTA CHE GLI CADA TUTTO DAL CIELO
chiedo aiuto ,, sto attravesrando una profonda
crisi con mio marito .. ho 33 anni lui 35 sposati da 10 , senza figli
.. non sono mai stata una donna molto focosa .. diciamo che rientro
nella normalita' ,, il giorno prima di fare la seconda visita x fare
l'inseminazione artificiale lui mi dice che non se la sente .che e' da
un po' che non prova piu' desiderio verso di me ,,non per il mio
aspetto tutti mi dicono che sono una bella donna . mi confessa che da
4-5 mesi ha conosciuto un'altra ,,la nostra vita sessuale da un po'
era labile 2 -3 volte al mese ma io pensavo che fosse un po' di stress
x i troppi impegni e x il fatto dll'inseminazione ... cadiamo in crisi
ma comunque ci vogliamo riprovare ma lo stiamo facendo in modi diversi
.. io cerco di sforzarmi x andare verso di lui cercando di fare di
tutto anche dopo quello che mi ha fatto.. mentre lui aspetta che gli
cada tutto dal cielo e che gli venga la voglia da sola senza
impegnarsi verso di me ,, voglio recuperare il rapporto xche' ne vale
la pena ,, sulla bilancia ci sono piu' cose positive che negative .ma
non so cosa fare...
Gentilissima,
La cosa da fare è tentare una terapia di coppia, ma solo dopo essersi
accertati che la relazione/ infatuazione nei confronti dell'altra
donna sia giunta a conclusione. Infatti, è inutile tentare di
riscrivere le regole della coppia, cambiare radicalmente le abitudini
ed i comportamenti dei due partners, anche dal punto di vista
sessuale, se uno dei due non si sente pronto e convinto ad impegnarsi
in questo cambiamento. Credo inoltre che il lungo periodo di
infertilità e la decisione per la fecondazione assistita l'abbia molto
indebolita nel suo rapporto di coppia: lui infatti sa benissimo che
una donna che vuole a tutti i costi diventare madre ha bisogno di un
compagno fisso... Dunque, suo marito sa bene che, in questo momento,
lui è libero di assumere qualsiasi atteggiamento, tanto lei sarà
sempre pronta a riaccoglierlo. Forse mettere in dubbio queste sue
certezze potrebbe aiutarlo ad essere più fermo nei suoi propositi.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMICIZIA O AMORE?
Buonpomeriggio, il mio ragazzo mi ha lasciata dicendomi che mi vuole
tanto bene, ma non m ama più, che quello che provava per me è sparito
e non sa come farlo tornare. Io gli ho chiesto:"Se potessi riaccendere
l'amore, lo riaccenderesti? " e lui mi ha risposto di sì. Gli ho
chiesto anche se pensa che in futuro potremo tornare insieme e mi ha
risposto che non vuole rispondere a questa domanda chè altrimenti mi
illuderei e lui non vuole illudermi, nè farmi stare male. Gli ho anche
detto che potremmo riprovare a frequentarci senza aspettative, per
vedere come va e gli ho chiesto di persarci, lui mi ha risposto che lo
farà e che in caso mi telefonerà e se non sarò già impegnata con un
altro riproveremo. Lui non cerca nessun'altra, e mi ha detto che
potrebbe innamorarsi nuovamente oggi, domani, fra un anno o mai. Noi
ci sentiamo telefonicamente e ridiamo, scherziamo, mi racconta le sue
giornate, come si sente, siamo cordiali l'uno con l'altro, d'altra
parte io non sono arrabbiata con lui, nè lui con me. Crede che ci
possa essere una speanza di recupero e come devo comportari? Grazie
Gentilissima,
Credo che nell'amicizia ci sia anche una componente d'amore, così
come nell'amore c'è sempre una componente di amicizia. E' difficile
stabilire dei confini, mettere dei paletti... Certamente, continuare
a sentirsi e a ridere insieme può essere utile per rinsaldare la
vostra amicizia, però temo che non sia il modo migliore per capire
se vi amate ancora, o meno. Solo attraverso l'assenza di una persona
si può infatti capire se essa ci manca, o no. A mio modo di vedere
dunque, la sua scelta di essere ancora presente nella vita del suo
quasi-ex non gioca a suo favore, ma rinforza la convinzione di lui
dell'avvenuta trasformazione del vostro amore in semplice amicizia.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CERTI GIORNI MI SENTO UN LEONE
Ho una relazione da 5 anni con una donna di anni 30...vorrei
sapere perche il mio pene a giorni sembra un leone,altri da
vergognarmi..il mio rapporto nn dura più di 15min,mentre anni fà
potevo gestire come volevo la situazione...in più nn sono mai riuscito
a farlo per la seconda volta consecutiva...la mia donna è in crisi
...cosa devo fare?grazie arrivederci.
Gentilissimo,
Lei è ogni giorno di buon umore? Credo di no... La stessa cosa vale
per il suo organo genitale: in certe circostanze l'ansia, la
stanchezza, il malumore, la noia possono rendere più scarsa la
prestazione, mentre in altri giorni ci si può sentire "un leone",
come accade a lei. L'importante è pensare che una normalità a valori
fissi non esiste e sarebbe bene abituarsi a queste fluttuazioni, che
non dipendono dalla volontà, ma dalle circostanze (escludo l'età,
visto che lei è così giovane). Quanto a farlo per la seconda volta
di seguito, non tutti gli uomini ci riescono: coloro che hanno
un'erezione consistente e un orgasmo soddisfacente hanno a volte
necessità di un tempo più lungo di attesa prima di tornare alla
normalità (così detto "tempo di risoluzione") rispetto a coloro che
soffrono di disfunzioni erettili e lamentano orgasmi scarsamente
soddisfacenti.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
HO 20 ANNI E VOGLIO UN FIGLIO
Sono una ragazza di 20 anni , e da 3 anni sono
fidanzata con un uomo che ha 38 anni . Con lui sto bene e lo amo da
morire.. circa due anni fa sono rimasta incinta.. ma ho avuto un
aborto spontaneo dopo poco...e da allora io sento il desiderio di
avere un figlio e lui inizialmente avrebbe voluto ( e ci abbiamo
provato senza nessun risultato ) .Inizialmente ho insistito un pò per
fargli capire che quella era la cosa che più volevo , poi ho smesso di
insistere per non essere solo un altro problema per lui.Ma anche lui
sapeva che ne soffrivo . adesso sono passati un anno e mezzo e io
continuo a volere quel figlio ma non mi da modo di parlarne perchè
evita il discorso...e non capisco perchè . secondo lei cosa posso
fare? devo stare zitta e continuare a stare male?? ci sono dei momenti
in cui non ci penso ed altri in cui divento triste perchè ci ripenso e
se lui mi vede triste fa finta di niente.. e questo mi da noia.. non
so + che fare.. io sto bene cn lui e cerco cmq di farlo stare nel modo
piu felice possibile.. però questa cosa mi fa male.. Grazie mille di
avermi ascoltata! Laura
Cara Laura,
Ti ho ascoltata e ho cercato di comprenderti, ma purtroppo con scarso
successo... Infatti non capisco che tipo di relazione tu possa avere,
da tre anni, ossia da quando avevi 17 anni, con una persona che ha
quasi il doppio della tua età... Visto che sei così giovane, ti
consiglierei di lasciar passare un po' di tempo prima di pensare a
fare un figlio: per vedere se la vostra coppia è davvero solida e
rassicurarti che, con il tuo partner, avete gli stessi progetti di
vita, le stesse idee e lo stesso desiderio di diventare genitori. Sei
così giovane Laura: cerca di costruirti prima come persona, realizzati
nel lavoro, studia, divertitti... Insomma, fai le cose che si fanno
alla tua età, perché purtroppo gli anni che stai vivendo oggi non
torneranno mai più.
Inoltre, per allevare adeguatamente un figlio oggi è necessario anche
avere una cera maturità anagrafica, perché fare la mamma è diventato
un mestiere davvero difficile! Tutte considerazioni che vanno in una
sola direzione: aspetta, Laura, non avere fretta!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
OSSESSIONATA DA LEONARDO
Gentile Dottoressa, Mi chiamo Nadia ed ho 20 anni. Le scrivo
per chiederle un parere.. Due anni fa ho conosciuto un ragazzo
(Leonardo), siamo stati insieme, ed è finita nel giro di un mese per
le classiche paure che assalgono gli adolescenti (non sentirsi pronti
ad affrontare problemi, storie serie, desiderio di continuare ad
essere "fanciulli ancora per un pò", e così via). Io, avendo sempre
vissuto male la mia vita familiare, dopo 7 mesi da quella rottura,
decisi di lasciare la città dove vivevo per scappare altrove, lontana
da casa, insieme ad un'amica. Dove me ne andai conobbi un ragazzo, con
cui iniziai una storia piuttosto seria, durata fino a 6 mesi fa. Gli
ero affezionata, ma con il tempo mi resi conto che quello che provavo
per lui non era amore. Continuavo a pensare a Leonardo, e pur
convincendomi che fosse solo un'ossessione, non riuscivo a fare a meno
di non provare più il desiderio di restare accanto a quello che era il
mio ragazzo attuale, con il quale, purtroppo, mi sono resa conto solo
in questo periodo, sono stata solo per essere aiutata.. Sfogavo su di
lui tutti i miei problemi, e pretendevo che fosse lui a risolverli per
me.. Pretendevo dimostrazioni d'affetto che fossero teatrali, proprio
perchè queste dimostrazioni mi sono sempre mancate, soprattutto a
casa. Capito quali erano i miei sentimenti decisi di tornare a casa,
sopportando la vita familiare, cercandomi un lavoro e andando avanti.
E' stato davvero difficile, specie all'inizio, ma con il tempo questo
farmi forza mi ha aiutata moltissimo a superare gran parte delle mie
ansie, seguite da attacchi di panico, che in passato avevo fin troppo
spesso. Ovviamente, avendo capito che quello che provavo per Leonardo
non era ossessione, ma sentimento, decidemmo di riprovare una seconda
volta (non posso però non dire che mentre ero via, con l'altra
ragazzo, questo Leonardo era tornato sui suoi passi dichiarandomi
amore, e sperando in un mio costante ritorno. Ogni tanto ci sentivamo,
lo cercavo, e spesso arrivava a dirmi quanto stesse male per me, e per
la mia lontananza). Il risultato è che stiamo insieme da 5 mesi, e le
cose vanno malissimo. Lui si sente la seconda scelta, non si fida di
me e dei miei sentimenti, dice che la nostra storia manca
completamente di romanticismo, che è squallida, continua a ripetermi
che per colpa mia è stato male per un anno, e che questo malessere
l'ha completamente distrutto.. Si arrabbia tantissimo quando provo ad
aprirmi parlando con lui delle mie angoscie, dicendo che essendo io il
motivo delle sue sofferenze, non posso permettermi di cercare un
appoggio in lui. Mi odia e mi ama, anche se adesso sembra essere
confuso al riguardo.. Dice d'aver questo bisogno di restare con me,
anche se ormai non sa più nemmeno quel che prova.. Io dal canto mio so
che starei male sia con lui che senza di lui, ma temo che ponendo fine
a questa storia, io possa continuare a pensare a lui come in passato,
ho paura che non potrei mai dimenticarlo. Capisco alcuni dei problemi
di Leonardo, ma non riesco a trovarvi una minima soluzione per far si
che la nostra storia vada avanti serenamente. Ha qualche consiglio? La
ringrazio infinitamente. Nadia.
Cara Nadia,
Il consiglio che le dò è quello di non cercare appoggio nei suoi
fidanzati. Se sente bisogno di essere aiutata, si rivolga piuttosto
ad uno psicologo. Esistono infatti dei confini, anche nel rapporto
di coppia, oltre i quali non è consigliabile andare. Non si possono
svelare completamente all'altro tutte le proprie paure, le proprie
angosce, i propri sensi di inadeguatezza, le proprie infelicità,
perché così facendo l'altro si sentirà gravato di mille problemi e
frequentarla non sarà più un momento di gioia e serenità, ma quasi
un lavoro, che alla fine sicuramente stanca. Pensi per un attimo
cosa proverebbe lei ad avere un fidanzato così problematico... Del
resto nessuno è senza problemi e doversi accollare anche quelli
degli altri, quando non si è opportunamente formati per farlo, può
essere veramente difficile. Il consiglio che sento di darle dunque è
di vivere queste sue storie d'amore con maggiore leggerezza,
sforzandosi di vedere il positivo che esse le trasmettono e
riservando tutti i suoi pensieri negativi agli incontri con lo
psicologo. In mancanza, scriva un diario, apra un blog, si confidi
con qualche amica. Metaforicamente parlando, come suggerisce
l'immagine del post, provi a mettere dei fiori nei suoi cannoni: si
renderà conto che funzionano, a livello di relazione con gli altri,
molto di più :-)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOPO 15 ANNI UN FIGLIO
Gentile dottoressa,io e il mio compagno siamo insieme da 17 anni
e abbiamo un bambino di 2 anni e mezzo che è la nostra grande gioia,
ma che ci ha cambiato un po la vita...abitudini, uscite, io per
esempio non lavoro più per dedicarmi a lui almeno fino a quando non
inizierà l'asilo. da quando c'è il bambino io a parte che non ho più
il ciclo, ma non ho più alcun stimolo sessuale,non ho proprio voglia
di fare l'amore e neanche lui mi sembra così motivato...forse anche
perchè il bambino dorme con noi e non riusciamo a toglierlo.I primi
mesi sapevo essere normale ma ora vedo che il tempo passa e la
situazione non cambia! Tra noi il resto è tutto ok ci amiamo però mi
piacerebbe riprendere la nostra vita sessuale che tra l'altro prima
di rimanere incinta andava proprio bene. Cosa mi consiglia?
Gentilissima,
La prima cosa da fare è un controllo medico, perché non avere il ciclo
potrebbe essere un segnale di problemi a livello ormonale, che hanno
evidentemente influenza anche sul desiderio sessuale. In secondo
luogo, questo bambino che arriva dopo tanti anni di vita di coppia, è
naturale che modifichi tutte le vostre abitudini, anche sessuali.
Specialmente nei primi tempi dopo la nascita di un figlio, la maggior
parte delle donne non ha desiderio sessuale. C'è anche una spiegazione
biologica a questo, in quanto la madre deve occuparsi principalmente
del proprio figlio, per garantire la sua sopravvivenza. Dopo due anni
però è ora di cercare un nuovo equilibrio... Per ritrovare la voglia
di stare insieme con suo marito occorre ricreare un po' le atmosfere
del passato: qualche serata trascorsa insieme senza il bambino,
qualche ora trascorsa a passeggiare insieme abbracciati, come ai
vecchi tempi, potranno sicuramente riaccendere il desiderio. Il
bambino poi va messo sicuramente a dormire nel suo lettino, anche se
in modo graduale, senza traumi. La sera, al momento di addormentarsi,
il papà o la mamma dovranno restare con lui fino a che non avrà preso
completamente sonno.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SINTOMI DI GRAVIDANZA
salve dottoressa,avrei bisogno di parlare con lei. io ho avuto
l'ultimo ciclo il 15 marzo e il 16 ho avuto un rapporto con il mio
ragazzo..scusi la volgarità..lui ha eiaculato dentro..da circa 3
giorni mi sento strana..mi fa male lo stomaco e me lo sento in
subbuglio e poi ho la testa pesante e le notte on dormo....secondo lei
sono incinta?dopo quanto si dovrebbero accusare i sintomi? mi
dovrebbero venire tra 4 giorni.da premettere che ieri ho fatto il test
pensando si potesse fare ...invece è presto vero?comunque è risultato
negativo.mi devo preoccupare?grazie per la sua attenzione. spero in
una sua risposta.chiara
Cara Chiara,
Scusa la franchezza, ma tu non dovresti permettere che il tuo
ragazzo "eiaculi dentro" senza prendere alcun tipo di precauzione...
Lo sai che poi nei guai ti ci troverai tu e non lui? Dunque, per prima
cosa usa il preservativo, anche per proteggerti da eventuali malattie
sessualmente trasmesse. Quando il rapporto si sarà stabilizzato, vai
da una ginecologa e chiedi la prescrizione della pillola
anticoncezionale più adatta a te.
Venendo alla domanda, i sintomi di cui parli non hanno nulla a che
fare con la gravidanza... Anche perché i sintomi "veri" si cominciano
a sentire dopo il giorno previsto dell'arrivo del ciclo e non prima.
Prova a rifare il test nel giorno previsto dell'arrivo del ciclo e
ripetilo qualche giorno dopo.
Auguri per il futuro e prenditi cura di te.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMORE E FOLLIE DI FOLLETTO
Bsera e intanto grazie per il tempo che dedicherà a leggere i
miei pensieri.. Sono rimasta vedova da circa due anni e tempo fa ho
capito(ricambiata) di essere innamorata di un amico che conoscevo già
da tempo ma con cui non avevo confidenza.. Ai primi mesi in cui ci
siamo lasciati andara alla dolce sensazione di risentire l'amore, sono
seguiti altri in cui molti probelmi lavorativi e personali ci hanno
reso le giornate difficili da affrontare. L'intesa emotiva e sessuale
era ed è rimasta intensa ma io mi rendo conto di non riuscire a
lasciarmi andare completamente, liberamente e felicemente.. quindi le
mie sensazioni fisiche sono decisamente calate e l'orgasmo che sentivo
con lui, speciale e magico, non sempre arriva .. nonostante alle volte
mi sembra quasi.. di esserci.. mi rendo conto da me che non sono
rilassata come mesi fa, ma non so come chiudere il mondo fuori e
lasciare che lui ed io ritroviamo un momento privato che so che essere
bellissimo ... è forse possibilie che sia finito perchè i primi ardori
dei primi mesi sono passati? io lo amo e ho apura che le sue traversie
lo allontanino da me. mi firmo folletto ma vorrei gridare al mondo che
io ci sono.
Gentilissima,
Da come conclude la sua lettera e dal nick name che si sceglie credo
che il problema non sia solo nei tanti problemi che riguardano la
vostra coppia e nelle traversie che su di essa si sono abbattute:
qualcosa mi fa pensare che lei, anche all'interno di questa
relazione, non si senta realmente apprezzata come vorrebbe.
L'orgasmo femminile parte anzitutto dal cervello: se qualcosa turba
la tranquillità fra i suoi neuroni, la cosa non può che trasmettersi
anche alle ALTRE zone erogene della sessualità femminile...
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
OSSESSIONATO DAL GOSSIP
Buona sera. Sono stanco di rispondere a domande personali
mirate a sapere i fatti miei nel mio paese, di solito sono domande in
cui si presume che la persona curiosa sappia di qualche mio insuccesso
o situazione spiacevole e mi chieda di parlare proprio di quello, se
si tratta invece di qualcosa di positivo, non mi viene mai chiesto
nulla, oppure non risulta interessante. Sono stanco dei vicini di casa
che mi guardano con il binocolo in casa ed a cui ho tolto il saluto da
anni, proprio chiedendo educatamente di rispettare la mia privacy.
Insomma, vorrei sapere che cosa devo fare, quanto meno per evitare le
domande degli invidiosi o pettegoli che provano piacere nel gossip e
nel sentirsi meglio guardando al male altrui, piuttosto che pensare a
se stessi e migliorarsi, vorrei una soluzione che mi permettesse di
evitare il litigio o di diventare come loro oppure di essere costretto
ad andare via da qui. Purtroppo essendo nato in questo paese non ho
avuto modo di stabilire dei rapporti controllati e distaccati e per
motivi economici non posso andare via. Grazie.
Gentilissimo,
Francamente mi sembra strano che lei sia oggetto di tanta morbosa
curiosità da parte delle persone del suo paese: è possibile,
senz'altro, ma potrebbe trattarsi anche di una sua percezione, che
non è detto coincida con la realtà. Le persone timide, ad esempio,
credono di essere sempre al centro dell'attenzione degli altri,
mentre invece sono loro ad essere eccessivamente centrate su sé
stesse, tanto che continuamente si osservano, si controllano, si
criticano, si giudicano... Non vorrei dunque che questa sua
preoccupazione fosse solo un fatto interiore, dovuto ad uno stile
del pensiero un po' ossessivo, che in questo caso dovrebbe essere
affrontato con una psicoterapia. Se escludiamo questa prima ipotesi
e parliamo invece di reale, eccessiva, curiosità altrui, credo non
ci sia altro da fare che concedersi un po', almeno entro certi
limiti, alla naturale curiosità degli altri. Infatti, reagendo come
lei fa, non si fa altro che acuire la curiosità e il pettegolezzo,
dando vita ad un circolo vizioso senza fine. Dunque, coraggio, se la
gente sapesse qualcosa in più su di lei, questo cambierebbe in
peggio la sua vita? Fino a che punto? Del resto anche così, nel
massimo della privacy, non mi sembra che lei sia felicissimo...
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LIBERARSI DALLA BESTIA CATTIVA
ho 42 anni da circa 6 anni soffro del famigerato doc (disturbi
ossessivi compulsivi) in me si manifesta forse in modo più anomale
rispetto al normale.Purtroppo non mi riesce di staccarmi da tutto
quello che faccio in qualsiasi campo specialmente in campo lavorativo
dove le responsabilità sono di più la mia mente perversa mette in
dubbio tutto quello che faccio ho sempre la paura di combinare o di
aver combinato dei danni e che per questo venga rimproverato dai miei
superiori ma questo sarebbe niente il fatto e che mi scatta anche la
paura che per colpa mia qualcuno si farà del male o addirittura morirà
ho sempre la senzazione di non aver fatto la cosa giusta e cosi penso
e ripenso a quello che ho fatto cercando di combattere i pensieri
brutti che mi passano per la mente con scarsi risultati.Cosi scattano
le compulsioni comincio a controllare e ricontrollare quello che ho
fatto o che sto facendo anche qui con scarsi risultati.La mia vita e
diventata un'inferno un giro vizioso da qui non riesco ad uscirne mi
sono rivolto ad una piscologa che sta cercando di aiutarmi almeno a
conviverci meglio ma io voglio guarire definitivamente voglio che la
mia vita sia normale e non metta mai in discussione quello che ho
fatto.La prego di darmi un buon consiglio su come posso fare a
liberarmi della bestia cattiva che ce dentro di me.DISTINTI SALUTI da
ANTONIO
Caro Antonio,
Coraggio: lei sta facendo la cosa giusta, non ce ne sono altre. La
sua psicologa valuterà con il tempo se la psicoterapia procede nel
giusto verso e se sarà opportuno integrarla con eventuali farmaci.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FOBIA DEL BUIO
Sera. Non sò
perchè sono qua, non sò perchè scrivo, non sò se lei mi può aiutare,
non sò se si intende di queste cose, forse no, ma volevo parlare,
"confidarmi", anche se non è adatta come parola, dato che la mia
lettera la leggeranno a centinaia...Frequento il terzo anno di un
tecnico per il turismo, ho 16 anni. Ed ho una dannata paura del buio.
Non sò se considerarla addirittura fobia...ho letto che per
considerarsi tale dovrebbero esserci seri attacchi di panico..è così?
Ho questa paura da quando ero bimba, e ho notato che aumenta sempre di
più quando sento di particolari delitti, certe sere non riesco ad
addormentarmi per quanta è, altre invece no, ma sò che c'è sempre, lo
sento. Ho sempre pensato, e penso tutt'ora che derivi da un mostro che
vidi quando ero piccola in una serie televisiva che guardava e guarda
tutt'ora mia mamma, "Streghe", avrò avuto 5 anni o giù di li...tutt'ora
quando mi capita di sentirne parlare mi prende l'ansia. Tutt'ora, la
notte, nel buio, mi immagino il suo volto, ma non solo il suo...tanti
volti, che non conosco, che non ho mai visto, ma li immagino...mi
allarmo per ogni minimo rumore, e mi immagino delle figure che mi
seguono, e corro per l'ingresso di casa spaventata...sagome di uomini,
o donne, senza volto, tutte nere, o con un volto sconosciuto, che mi
vengono dietro e non sò perchè....ed io scappo.Qualche tempo fa, non
sò se due o tre mesetti, vidi uno speciale su una serial killer
americana, non sò cosa mi stava passando per la testa...misi il
canale, lo lasciai cinque minuti poi appena vidi la sua faccia mi
voltai, quella notte non riucii a dormire quasi per nulla...il cuore
mi batteva a mille, avevo il fiatone, e piangevo....Non riesco a
spiegarmi qui, sarei sempre voluta andare da uno psicologo, per avere
qualcuno a cui parlare di tutto, che magari ti aiuti...Ormai penso si
sia capito, che non ho paura del buio in quanto tale, ho paura di ciò
che si cela dietro, di tutto quello che si nasconde in lui..nessuno sa
questo, no
Gentilissima,
Hai probabilmente sviluppato una fobia del buio, forse a cominciare
da quel trauma che ben ricordi. Credo però che a questo contribuisca
anche l'abitudine familiare a vedere certi films, senza alcuna
protezione per i bambini, dove gli omicidi e le scene di violenza
sono la regola e non l'eccezione. Una persona particolarmente
sensibile, vedendo certe scene, può identificarsi con la vittima e
poi sviluppare delle paure immotivate, confondendo fantasia e
realtà. Credo che l'idea di rivolgerti ad uno psicologo possa essere
giusta. Altre cose che penso potrebbero essere indicate: 1. parlarne
con i genitori: a volte i genitori possono essere molto di aiuto
quando i figli hanno bisogno di risolvere un loro problema. Forse
non si sono accorti di questo tuo disagio, forse non ne avete
parlato insieme in modo sufficiente. Prima di escludere questa
possibilità dunque, prova a cercare un contatto con loro. 2.
Spegnere la televisione per un certo periodo di tempo: in Tv, oltre
ai filmacci che abbiamo detto, si parla di una serie di atti
criminali, serial killer, infanticidi e quant'altro, come se quella
fosse la realtà... Per fortuna non è così e tutto quel trash viene
utilizzato nei contenitori televisivi solo per fare audience. Così,
una cosa che magari è successa chissà dove nel mondo te la
amplificano, te la fanno vedere come se in qualche modo ti potesse
riguardare, in modo da suscitare emozioni e tenere incollati allo
schermo milioni di telespettatori (il famoso "pubblico sovrano"...
Mah!). Per questo, concediti una vacanza: almeno tre mesi senza
vedere la TV. Solo musica, chat e film divertenti: anche questa non
è la realtà, ma come "autoterapia" può funzionare.
Ciao e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL PENSIERO OSSESSIVO DELL'ALTRO
Buona sera mi chiamo Angelina ho 30 sono sposata da un anno, ma
le cose tra me e mio marito vanno cosi cosi siamo stati fidanzati 15
anni. Prima di prendere la decisione di sposarci io ho vissuto due
anni infernali tra depressione e attacchi di panico, poi piano pian mi
sono ripresa anche grazie all'aiuto di mio marito, e forse di mia
cugina e il suo ragazzo, vede io sono una persona molto insicura di me
e del mio aspetto fisico, durante la mia ripresa il fidanzato di mia
cugina spesso ha fatto apprezzamenti su me, sul mio modo di vestire e
io mi sono sentita molto lusingata.Poi qualche mese prima di sposarmi
durante un rapporto sessuale con il mio futuro marito mi e venuto in
mente questo ragazzo e da il sono andata in una profonda crisi sono
stata malissimo non sapevo piu se mi volevo sposare,il pensiero di
questa persona mi ossessionava, ho pensato di essermi innamorata, e
che poi mi sono sposata perche non potevo distruggere quello che io e
mio marito abbiamo costruito con grande fatica. Io amo Enzo mio
marito, lui è una persona stupenda, col la qule vado molto d'accordo
ci intendiamo quasi su tutto, e abbiamo molte cose in comune. forse
l'unica cosa che abbiamo trascurato è la nostra intimita che col
passare degli anni e diventata un po monotona. Io dopo il matrimonio,
sentendo mi ancora confusa su le sensazioni che mi provocava quella
persona ho cotattato uno psicologo che però ha peggiorato le cose, non
mi sono trovata bene.Poi dopo qualche mese ne ho trovata un altra che
mi sta aiutando molto ha capire me stessa e il mio rapporto di coppia
infatti ogni tanto viene anche mio marito. Sono consapevole del fatto
che l'essermi sentita attratta da questa persona può essere una cosa
normale, che i suoi complimenti hanno avuto un effetto cosi intenso su
di me proprio per il momento che stavo vivendo e anche per la mancaza
di qualcosa nell'intimita con mio marito, e sopratutto ho capito che
gli atteggiamenti di questo ragazzo nei miei confronti non erano un
modo per conquistarmi ma solo per scherzare e anche per questa persona
e proprio cosi lo fa con tutte. Pero le chiedo perche la mia mente non
riesce ancora a metabolizzare queste cose perchè non riesco a d'avere
rapporti sessuali sereni e soddisfacenti con mio marito pure se li
desidero. Ho sempre paura che mi venga in mente l'altro ragazzo ed ho
anche difficolta a incontrarlo. Lei mi chiederà perche queste cose non
le chiede a la sua terapeuta, gia l'ho fatto e forse le risposte che
mi darà lei saranno le stesse,o simili ho solo bisogno di maggiori
chiarimenti e sentire anche un'altro parere sulla mia vicenda mi
solleva. Mi auguro che mi risponda, da le risposte che ho letto ho
capito che lei e una persona molto in gamba eche riesce a dare una
chiave di lettura molto chiara. Grazie per il suo tempo. Angelina.
Cara Angelina,
Grazie anzitutto per le gentili parole. Veniamo a lei: credo che la
sua mancanza di esperienza della vita l'abbia portata ad idealizzare
i concetti dell'amore e della passione. L'amore passionale,
romantico, quello che fa sentire le farfalle nello stomaco per
intenderci, ahimé non dura che pochi anni, a volte pochi mesi. Poi
questo sentimento si trasforma in una relazione profonda di affetto,
complicità, stima, sostegno reciproco e via dicendo. Tutto questo
riempie la vita, ma certo non è più capace di dare quelle sensazioni
nuove e vibranti che dà l'incontro con una nuova persona. Per questo
motivo, chi vuole avere un rapporto di lunga durata deve essere
consapevole del fatto che, di tanto in tanto, a volte di più e a
volte di meno, si sentirà attratto/a anche da altre persone, perché
questa è la natura umana e ciò accade spessissimo anche contro la
propria volontà. Dunque, cara Angelina, non si senta in colpa per
quanto le è accaduto e cerchi di sdrammatizzare: le succederà ancora
chissà quante altre volte e per persone diversissime fra loro.
Quello che invece ora deve fare è cercare di portare avanti il
lavoro che sta facendo con questa nuova psicologa, in modo da
cercare di ritrovare un nuovo equilibrio con suo marito:
comportamenti nuovi, regole nuove, che vi permettano di essere più
felici ed allegri e di continuare ad amarvi, nonostante le
inevitabili tentazioni (... e forse grazie anche ad esse!).
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MATRIMONIO BIANCO
Gent.ma Dotto.ssa, sono una donna di 31 anni sposata da qualche
anno dopo un fidanzamento durato 8 anni, durante il quale non ho avuto
rapporti sessuali col mio allora fidanzato (l'unico ragazzo che ho
avuto a causa credo di una rigida educazione familiare). La spinta a
mettermi insieme e rimanere tanti anni con questa persona è stata
soprattutto l'affetto che mi dava e di cui avevo molto bisogno, oltre
alla tranquillità e serenità. Il non avere rapporti sessuali prima del
matrimonio l'ho sempre addotto alla mia rigida educazione e al mio
sentire religioso, e credo di aver convinto anche lui di questa cosa:
io stessa ero fermamente convinta che col matrimonio sarebbe stato
diverso, Invece dopo le nozze mi sono ritrovata nella stessa
situazione, con in più il non avere la scusa dell'arrivare all'altare
con l'abito bianco. Da lì è cominciata la mia confusione, o meglio il
mio domandarmi se avessi mai amato realmente quell'uomo a cui voglio
un bene immenso. A complicare la situazione si è aggiunta la
conoscenza (da 1 anno e mezzo) di una persona, verso cui ho provato
quasi da subito una forte attrazione sia mentale che fisica. Mentre
con mio marito a volte mi sembra di essere in gabbia (oltre al
problema sessuale, abbiamo altri problemi di coppia, altre cose che mi
hanno frustrata in questi anni, il suo idealizzarmi per poi non voler
vedere la Paola reale, quella che soffriva per certi atteggiamenti ed
egoismi che hanno fatto anche crollare la visione dell'uomo che mi
avrebbe per sempre protetta e avrebbe fatto di tutto per rendermi
felice), con quest'uomo io mi sento alla pari, a volte mi sconvolge la
sua capacità di capirmi anche senza parlare. Inoltre con lui mi sono
sentita per la prima volta "donna", non abbiamo avuto rapporti
completi, ma con lui non mi vergogno di farmi vedere nuda, il nostro è
un rapporto di dare e avere (mentre con mio marito a volte mi sembra
di aver preso solamente, e di non essere mai stata in grado realmente
di restituire), ho voglia di baciarlo in continuazione, di
accarezzarlo, di guardarlo, di parlargli. Sognamo un futuro insieme,
ridiamo e discutiamo anche spesso, mentre non ricordo quasi più da
quanto tempo non rido più per delle sciocchezze con mio marito.
Gent.ma Dott.ssa, la confusione in cui sono in questo momento deriva
dal non sapere se amo mio marito (mi ritrovo sempre a pensare
all'altro) e soprattutto il non sapere cosa fare (capirà che l'idea di
una separazione mi fa cadere in una paura delle conseguenze,
soprattutto della sofferenza che procurerei a mio marito, a cui voglio
un bene enorme. Tra l'altro mio marito ha quasi scoperto questa mia
relazione, e questo lo ha gettato in uno stato ansioso-depressivo di
cui mi incolpa continuamente). La ringrazio anticipatamente per la sua
risposta, Paola
Cara Paola,
Chiaramente non posso essere io la persona che può dirle se lei ama
di più suo marito o questa nuova persona, perché non conosco a fondo
la situazione e qualsiasi cosa le dicessi sarebbe probabilmente
sbagliata.
Lei non racconta nulla ad esempio di ciò che è accaduto fra di voi
dopo il matrimonio: sicuramente vi sarete resi conto che mancava
qualcosa, forse ne avrete parlato, forse a volte ci avrete anche
provato... O no?
Se tutto è proseguito come nel fidanzamento, ovvero nessun contatto
sessuale, credo si possa dire che lei ha solo firmato un contratto
di matrimonio, ma non è mai stata sposata (e neanche fidanzata!). In
genere in questi matrimoni bianchi le esigenze dei due partners si
incontrano: lei aveva dei tabù sessuali e dei valori religiosi che
la spingevano alla castità, lui probabilmente aveva altri tipi di
problemi (o magari gli stessi...).
Per prima cosa dunque, prima di prendere qualsiasi decisione sul
futuro e su una nuova relazione, occorre che lei chiarisca questo
aspetto sessuale mancato con suo marito. Se parlare dell'argomento
vi mettesse troppo in imbarazzo, dati gli anni di silenzio sulla
vostra vita sessuale, vi consiglierei di farlo davanti ad un
terapeuta, che vi potrà aiutare a comunicare, a superare le
inibizioni e a capire le reciproche posizioni ed i vissuti. In
questo modo potrete finalmente conoscere quella parte dell'altro che
ancora vi è reciprocamente ignota e, a questo punto, prendere
decisioni ragionevoli sul vostro futuro.
Tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LE PAURE DI UNA PSICOLOGA IN ERBA
Cara dottoressa, mi chiamo Dafne, sono una ragazza di 20 anni e
le scrivo perchè fin da piccola ho paura del buio. Anche quando sono
in casa con i miei genitori se è tutto buio io mi paralizzo e non mi
tranquillizzo fino a quando non mi metto sotto le coperte. Inoltre ho
paura ad andare al buio nella camera dei miei genitori, che si trova
in fondo al corridoio. Non so se può essere rilevante ma all'età di 5
anni sono stata vittima di attenzioni sessuali da parte di un vicino
di casa. Questa persona l'ho incontrata ogni giorno della mia vita
fino a qualche anno fa e quando ero piccola avevo sempre paura di
vederlo nel buio. Ho ancora qualche ricordo ma il resto lo so perchè
me lo ha raccontato mia madre. Io sto studiando psicologia e vorrei
tanto diventare psicoterapeuta e ho paura che questi fatti ostacolino
il mio sogno. La ringrazio per la sua pazienza e attendo con ansia una
risposta. Cordiali saluti.
Cara Futura Collega,
Non creda che gli psicologi siano una razza privilegiata di persone,
che non ha paura di niente e di nessuno e che non conosce traumi
infantili ed altre situazioni di disagio... Gli psicologi sono
esattamente come le altre persone e, se si curano, guariscono. Lo
stesso consiglierei di fare anche a lei, per superare questi brutti
ricordi, che sicuramente contribuiscono al perdurare di questa
tipica paura infantile.
Cari saluti e tantissimi auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DI SPOSARLO
Buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 24 anni che a settembre si
sposa... Non capisco perche' ma periodicamente si presenta la paura di
sposarlo o la paura di non amarlo...perche' non ho tanta voglia di
baciarlo... definirei forse paura... non lo so... premetto pero' che
con lui non ho mai avuto rapporti sessuali per scelta religiosa... poi
quando sto con lui pero' e' tutta la mia vita... e sto bene,bene
veramente...che cos'è?
Gentilissima,
Proprio non saprei cosa risponderle, vista anche la brevità della
sua lettera...
Mi permetta però di dirle con tutta franchezza che, pur rispettando
molto le sue idee, non le condivido. Infatti, se il matrimonio deve
essere una scelta seria e riflettuta, se deve poter durare per tutta
la vita, non ci si può avvicinare a questo evento con tanta
ingenuità e leggerezza. Con il tempo tutti i nodi vengono al pettine
e ciò che oggi è per lei un vago sospetto, tra qualche anno potrebbe
essere la causa della sua separazione... Non metta dunque la testa
sotto la sabbia: cerchi di capire meglio cosa sta facendo e,
soprattutto, non compri mai nulla a scatola chiusa.
Cari saluti e molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA TERAPIA DI COPPIA PUO' AIUTARE?
Convivo da quasi un anno con un ragazzo + grande di me di 8 anni, lui
ha un bimbo di 9 anni. nn é mai stato sposato ed é un disabile. é una
persona sensazionale, a conoscerlo non si direbbe mai sia un
disabile.. Ci siamo conosciuti nel suo ufficio ed é stato subito un
colpo di fulmine, io dovevo sposarmi, ma per lui ho lasciato tutto e
dopo 2 mesi sono andata a vivere con lui.. certo nn é stato facile, io
ho attraversato un periodo di crisi e lui mi é stato molto vicino...
ad agosto abbiamo concepito un bimbo, ma nn ho potuto tenerlo, per
volere suo visto che al momento non aveva un lavoro, ci conoscevamo da
poco, e c'erano tante piccole cose da sistemare compreso il rapporto
con il bambino, cosi a ottobre ho fatto un IVG. Dopo 10 gg lui ha
cominciato ad andare in crisi dicendomi che non era piu' sicuro di se
stesso,di cio' che ha fatto nella sua vita, e di amarmi.... io ho
voluto stargli accanto lo stesso pensando che questi dubbi fossero
dovuti solo alla frustrazione per la mancanza del lavoro.. ma i
problemi sono piu' seri, da dicembre va da uno psicologo per risolvere
questo stato di depressione, a parere dei dottori accumulato in tanti
tanti anni... La mia domanda é se é possibile che sia questa sua crisi
che lo porta a mettere in dubbio l'amore forte che ci ha legato fino a
qualche mese fa e che risolvendo i suoi problemi torni a essere quello
di pochi mesi fa oppure no... Ora continua a dirmi che non sa cosa
fare, che non ha le forze nemmeno per darmi una parola di conforto, il
dottore dice che "ha il conto in rosso"... Puo' essere questa la causa
della nostra crisi? Pensa che una terapia di coppia possa aiutare?
GRAZIE...
Gentilissima,
Credo che non si tratti solo di depressione, ma anche di un
forte stato di stress. Infatti, oltre ai problemi accumulati in
tanti anni, che gli hanno procurato il conto in rosso, come dice
chi lo ha in cura, la mancanza di un posto di lavoro e le
conseguenti difficoltà economiche non mi sembrano da meno... Se
a questo quadro già così complesso aggiungiamo la possibilità di
avere un altro figlio, la responsabilità di avere due famiglie,
il fatto di aver consentito che lei mandasse a monte il
matrimonio con un altro, ecc. possiamo sicuramente immaginare
uno stato elevato di ansia e di stress che possono averlo
confuso e reso insicuro sul futuro. A mio avviso una terapia di
coppia potrebbe aiutare a condividere i problemi, perché se sono
quelli che ho in parte delineato più sopra, sarebbe sicuramente
meglio discuterne in coppia ed anche trovare soluzioni
condivise.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Anconaù
AMO UN UOMO CONOSCIUTO IN CHAT
Buona sera, Ho 32 anni, sono sposata da 6 anni , e abbiamo un
marito di 7 anni. ci siamo sposati dopo la nascita del bimbo ancora
immaturi senza lavoro alle dipendenze dei genitori. Dopo il matrimonio
ci siamo trasferiti in paese dai genitori, mentre prima studievamio
all'università. Io mi sono lasciata trascinare, mi sono sposata adesso
dico non innamorata. Abbiamo passato dei brutti momenti legati alla
ricerca del lavoro, io penso che mi preoccupassi troppo di mio marito
di trovare per lui un asistemazione. Io ho studiato mi sono laureata e
poi mi sono spenta, nel senso che non ho trovato niente da fare e ho
passato un brutto periodo. penso che fossi depressa. Tre anni fa ho
incontrato un medico di 45 anni in chat. IO mi sono innamorata
praticamente subito. Non ho piu ragionato. Quest'uomo è sposato . Nel
primo periodo mi sono lanciata totalmente in questa relazione, anche
se nn riuscendo a mentire ci siamo incontrati poche volte. Lui non ha
mai detto di provare qualcosa per me, diceva solamentrew che bisognava
vivere la storia e poi si sarebbe visto. IO nel frattempo h detto
tutto a mio marito, credevo che anche lui nn provasse piu nulla per
me. Ho provato ad andar via di casa ma non ci sono riuscita ,
considerando di non avere un lavoro e di avere una situazione
particolare a casa di mia madre. POi... abbiamo pensato di rivolgergi
ad un consulente matrimoniale. Non è stata una bella esperienza, mi
chiedeva chi amavo e io amavo l'altro e a me piace essere sincera. MI
ha dato dei farmaci. Penso che comunque ne avessi bisogno . Ho preso i
farmaci, ma da quel consulente non sono piu voluta tornare. Il
problema nn si è risolto perche sono ancora innamorata , ma adesso nn
h piu speranze. Sto male , prendo dei farmaci per dormire, nel
frattempo l'altro ha avuto anche una bambina con lasua moglie. Insomma
ho incasinato la mia vita. MA adesso voglio impasrare ad essere piu
sicura di me, sapere quello che voglio. Ho vissuto questa relazione
molto male, perche cambiavo ideatroppo spesso. Grazie tante per
l'attenzione. Buona sera :Anna
Cara Anna,
Lei, a mio parere, non è innamorata di "quella" persona: lei è
innamorata dell'amore. Intendo dire che, per sentirsi felice,
vorrebbe sentirsi innamorata di qualcuno: questo le darebbe la forza
per ritrovare sé stessa e il coraggio di "riaccendersi", di uscire
dall'apatia nella quale è precipitata, nella totale mancanza di
prospettive. Credo che la soluzione ai suoi problemi lei non debba
cercarla online, ma nella vita reale, incontrando persone vere,
frequentabili, conoscibili. Questo medico è stata la sua terapia per
uscire dalla depressione: una terapia efficace, ma sbagliata, visto
che ha troppi effetti collaterali e poi non è risolutiva. Affronti
dunque con decisione il suo vero problema, che è quello della
depressione, e solo quando si sentirà meglio decida se si sente
innamorata di suo marito o meno ed eventualmente cosa fare per
ritrovare la serenità di coppia. Se l'esperienza con il consulente
(ma era uno psicoterapeuta specializzato in terapie di coppia ??)
non è andata bene, non generalizzi: altri professionisti potranno
aiutarvi, per cui vale la pena di ritentare. Non sempre si trova la
persona giusta al primo tentativo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PENTRAZIONE ANALE PER GIOCO
mio figlio di 11 anni mi arriva sconvolto perchè con il cugino
di 10 hanno voluto "provare" una penetrazione anale a suo carico.
prima non vuole dirmi cosa è successo, poi si confida e spiega che ha
avuto paura perchè ha provato un pò di dolore. mi rassicura che l'idea
è stata dell'altro ma si sente i colpa per aver accettato per gioco.
l'ho rassicurato che ciò non aveva conseguenze e si trattava solo di
curiosità, ma è realmente così?
Cara signora,
Queste sono le conseguenze di un'esposizione troppo precoce dei
bambini alla sessualità. E' possibile che si sia trattato di un
semplice gioco, magari fatto dopo aver visto qualche filmato porno
su Internet, o in televisione. Ha fatto bene a rassicurarlo e
soprattutto stia ora bene attenta a mantenere aperto questo canale
di comunicazione con suo figlio, in modo che sia possibile
continuare a ricevere le sue confidenze. Andrebbe però indagato
meglio come è stato realizzato questo "gioco": il cugino ha agito
con violenza? Può essersi trattato di un episodio di bullismo? Ha
assistito qualcuno? La scena è stata ripresa con un telefonino? Dove
è accaduto? Cerchi di capire meglio come è nata la fantasia di fare
questo gioco, da chi è partita la richiesta, se suo figlio ha dovuto
accettare la parte passiva, o se l'ha proposta lui. Lo lasci parlare
dei suoi sensi di colpa e gli parli sempre in tono rassicurante.
Detto questo, le consiglierei di sorvegliare con maggiore attenzione
(se già non lo fa) l'esposizione di suo figlio alla pornografia: non
gli faccia tenere la TV in camera, pretenda che il PC sia collocato
in una zona pubblica (es. in cucina). Se possibile, fino a che non
avrà capito meglio come sono andate le cose, eviti di lasciarlo
ancora solo con questo suo cugino.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI VISITA SITI HARD
Salve utilizzando il pc di mio marito ho scoperto qualche tempo fa
che visita con regolarità siti hard da moltissimo tempo, inoltre aveva
creato diversi account su siti hard amatoriali dove sotto mentite
spoglie chattava con altre persone e partecipava a forum . La cosa mi
ha lasciata notevolmente sconcertata, ferita e arrabbiata e non per
una questione morale perchè comprendo benissimo che la sessualità
maschile è molto diversa da quella femminile e che è notevolmente
influenzata da atteggiamenti voyeristici, ma perchè ho scoperto un
lato di lui che non immaginavo lontanamente.Ho sempre pensato che il
nostro rapporto fosse molto sincero e scoprire che lui ha un mondo
nascosto con gusti sessuali e pulsioni dei quale non mi ha mai resa
partecipe ha gettato un pò di dubbi su tutta la nostra relazione.Appena
fatta questa scoperta ne ho parlato subito con lui che si è
giustificato dicendo che era solo un gioco e che era molto dispiaciuto
per l'accaduto.Inoltre ho scoperto che con una donna si è sentito
telefonicamente (telefonata hard) e successivamente le ha scritto
chiedendole di sentirsi nuovamente perchè aveva provato emozioni che
da tempo non provavi più.. Mi ha detto che avrebbe rimosso tutti
gli account e che non si sarebbe più collegato a certi siti e che la
telefonata era avvenuta prima di conscerci..(bugia). Invece ho
verificato che nonostante abbia cancellato tutte le registrazioni , si
collega ancora su siti hard per visionare filmati e foto e scrive
ancora su dei forum. Il risultato è che mi sento molto a disagio , mi
chiedo spesso se gli piaccio ancora se ha intenzione di tradirmi,mi
sento inadeguata e non riesco a comprendere il suo comportamento.In un
certo senso la sto vivendo come se avessi scoperto un tradimento da
parte sua, anche se non c'è stato nulla di fisico (a parte la
telefonata...spero). Vorrei sapere come affrontare questa
situazione,se è normale un comportamento simile per un uomo oppure se
mi devo preoccupare e in che maniera posso definitivamente chiarirmi
con lui. Grazie per l'aiuto.
Gentile signora,
Occorrerebbe capire bene cosa lei intenda per "preoccuparsi". Il
vostro matrimonio non credo sia a rischio, ad esempio, se questa fosse
una preoccupazione, perché come lei stessa dice suo marito fa questa
cosa da moltissimo tempo e, per quanto lei ne sappia, non c'è stato nulla
di fisico, tranne una telefonata. Se le cose stessero veramente così
potremmo dire che probabilmente suo marito sente il bisogno di
eccitarsi con questo materiale, ma poi, sempre per quante ne sappiamo,
i rapporti sessuali veri e propri li ha solo con lei. Preoccuparsi per
un'eventuale escalation nella frequentazione di questi siti? In teoria
è possibile, perché quando si entra in determinati meccanismi si
sviluppano delle dipendenze: suo marito tuttavia fa questo da tempo e
questa abitudine non sembra aver arrecato problemi alla sua vita
familiare, lavorativa, affettiva e sessuale. Dunque, anche qui
preoccupazioni serie forse non dovrebbero essercene. Credo che l'unica
cosa di cui lei dovrebbe veramente preoccuparsi è la possibilità che
lei perda la stima
per suo marito, stancandosi delle sue bugie e dei suoi passatempi
privati. E' lei che deve capire se, e fino a che punto, questa
situazione la infastidisce o la tormenta; è lei che deve capire se,
nel vostro rapporto di coppia, può esserci spazio per questi
comportamenti, oppure no.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
DESIDERO UNA VITA INTIMA
Ho 50 anni, tre figlie di 16, 14 3 12 anni, sposata da 20. Lavoro da
sempre, sono insegnante e ho realizzato da mooto tempo che il mio
matrimonio è di fatto inesistente. Mio marito da cinque anni non ha
più rapporti con me, trova il sesso e i rapporti fisici in genere non
piacevoli, anche se davanti agli amici sembrerebbe uno che fa sesso
dalla mattina alla sera e non disdegna di occhiate e comlimenti tutte
le donne che vede. Non riusciamo più a parlare di niente senza
litigare, siamo in totale disaccordo su tutto, la casa, l'educazione
delle figlie, i rapporti con gli amici...Lui, come tanti, si aspetta
tutto da me, che lavori perchè con il suo magro stipendio avremmo
problemi, che mi occupi della casa perchè lui vuole vivere
nell'ordine, che mi occupi delle figlie perchè è un compito della
mamma, che non mi lamenti perchè alla sera vuole solo rilassarsi
davanti alla televisione e poi dormire. Da un po' di tempo soffro di
crisi di mancanza di respiro e mi sento tanto sola. Desidero tanto una
vita intima, ho pesino pensato di trovarmi un amante ma poi mi
persuado che sarebbe una cosa senza senso e tiro avanti rassegnata.
Gentile signora,
La sua lettera è molto breve e
dunque mi è difficile tentare di analizzare le possibili cause.
La prima cosa che mi
verrebbe da pensare è che lei, a seguito della nascita delle sue
figlie, a distanza di due anni l'una dall'altra, abbia perso interesse
per la sessualità e, per non sentirsi in colpa nei confronti di suo
marito, abbia cercato di ripagarlo lasciandogli campo libero in tutte
le situazioni che descrive. Questa rassegnazione che lei mostra di
avere non le fa bene: le regole che vigono nella vostra famiglia sono
umane, sono vostre, non sono leggi divine. Se non funzionano, se non
piacciono, esse possono essere cambiate, a partire da oggi stesso.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti Ancona
LAPSUS
Salve! volevo chiederle... si tratta sempre di "lapsus"quando ci si
confonde/sbaglia nome di una persona? ieri ero col mio ragazzo,stiamo
da poco insieme,appena un mese. mentre si parlava scherzando invece di
fare il mio nome ha fatto quello della sua ex! ma non stava
scherzando,nel senso non l'ha fatto apposta,gli è uscito proprio. io
lì per lì son rimasta interdetta,poi dopo un attimo ho realizzato...e
ho pensato "ha fatto qualche collegamento,inconsciamente o
consciamente ha fatto qualche collegamento" però non sono riuscita a
fargli nessuna domanda. tornata a casa poi...ho mandato un messaggio
chiedendo di pensarci e farmi sapere cosa ha pensato,che collegamento
avesse fatto...forse sbagliando non lo so. La ringrazio
anticipatamente!
Sicuramente deve esserci stato un collegamento, ma
non credo lei possa offendersi per questo, o considerarla una mancanza di
rispetto e di attenzioni. In questo caso infatti, il lapsus non svela
niente di sconosciuto: è probabile che lui a livello inconscio vi
assimili sotto certi aspetti, vi paragoni in altri. E' una cosa che
capita a tutti e che svanirà solo con il tempo e con la costruzione di
nuovi automatismi mentali.
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti
DOMANDE SUL MIO MATRIMONIO
Gentile Dottoressa, le scrivo dopo aver trovato il suo sito su
internet. Vorrei farle qualche domanda relativa al mio matrimonio.
Premetto che mio marito non è mai stato sessualmente molto attivo
(posso anche dirle che non ha mai subito traumi di alcun genere,
semmai ha iniziato molto tardi la sua attività sessuale, intorno ai
31, ora ne ha 38): da alcuni mesi a questa parte, però, non riesce più
ad avere rapporti con me, è completamente impotente. La frequenza dei
nostri rapporti - siamo sposati da appena 2 anni - è mutata sempre
più: da 1 volta nei fine settimana a una volta ogni 2 mesi finché si è
ridotta a zero. Lui ha fatto delle analisi generali (sangue, urine,
sperma) ma i risultati sono normalissimi. La situazione per me è molto
pesante. Per quanto provi a parlarne con lui, con calma e tanta
pazienza, senza essere drastica o impulsiva, le cose non cambiano.
Cerco di aiutarlo, di capire, ma non serve. Mi sento continuamente
mortificata e umiliata, sono arrivata a reprimere me stessa e i miei
desideri per continuare questa storia, una storia in cui ho
praticamente messo in gioco tutta me stessa (mi sono trasferita, ho
lasciato famiglia d'origine e precedente lavoro per vivere in un posto
dove non ho amici né parenti ma solo un nuovo lavoro). Adesso
sinceramente non so più che cosa fare. Pensa che ci possano essere
delle soluzioni a livello medico oppure devo gettare la spugna? Spero
di leggere una sua risposta. Grazie. Stella
Gentile Stella,
A volte negare la sessualità può essere anche espressione di
aggressività. Come vanno i vostri rapporti, al di là del sesso? Ci
sono ancora comunicazione, complicità, desiderio di stare insieme,
progetti comuni? Da quello che lei racconta, suo marito non sembra
voler essere aiutato, perché non sente questo suo comportamento come
un problema. A mio parere dunque, solo una terapia di coppia potrebbe
permettervi di capire se i problemi sono confinati all'area della
sessualità, o c'è dell'altro.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti Ancona
UN UOMO ALLA RICERCA DELLA SUA IDENTITA'
Buongiorno, la mia domanda riguarda un dubbio che mi è sorto
recentemente. Cosa è esattamente l'identità? Come è possibile capire
se si ha un'identità debole e quanto questo inficia i rapporti umani?
Sono un giovane uomo di cultura medio alta, mediamente piacevole e
mediamente intelligente, ma mio malgrado non sono ancora riuscito ad
incontrare una persona con la quale costruire un rapporto di coppia
decoroso. Solo fallimenti, in parte dovuti a storie oggettivamente
sfortunate e difficili, ma non solo... Ho iniziato ad interessarmi di
psicologia nella speranza di comprendere meglio le motivazioni di
questa condizione, che mi pesa man mano sempre più. Ho letto che
l'identità degli uomini oggi è spesso debole, e questo è negativo...Ma
non ho capito bene cosa sia l'identità, e come si possa comprendere se
la propria sia debole e quali sono le conseguenze. Inoltre mi
piacerebbe capire come e se ci sono dei modi per irrobustirla...terapie,
esercizi o altro. Grazie per l'attenzione e a presto.
Credo che il concetto dell'identità debole degli uomini di oggi non
sia un concetto propriamente psicologico, ma più attinente alle
scienze sociologiche e antropologiche. Questo stato di cose è
determinato infatti da molteplici fattori che hanno indebolito il
concetto atavico di "virilità". Oggi ad un uomo sono permesse tante
cose che una volta sarebbero state impensabili (es. piangere,
occuparsi in prima persona dei bambini, curare la propria estetica,
occuparsi delle faccende domestiche, ecc.), ma gliene sono state
proibite altre, sia attraverso specifiche leggi, sia attraverso il
veloce cambiamento dei costumi degli ultimi decenni. Intendo ad
esempio il diritto ad avere sempre delle posizioni di prestigio
riguardo alle figure femminili, sia nella famiglia, sia nel lavoro e
nella società; il diritto al delitto d'onore, il diritto alla
violenza domestica sui figli e sulla moglie ecc. In questo senso
credo che la nuova identità della figura maschile risulti
sicuramente "indebolita", ma non per questo necessariamente
peggiorata, anzi...
In senso psicologico l'identità è invece sovrapponibile al concetto
di "personalità", ovvero l'insieme delle caratteristiche
psicologiche di un individuo e delle sue modalità comportamentali.
E' la personalità che ci rende unici, distinguibili, differenti da
tutti gli altri che ci sono intorno.
La personalità detta infatti i nostri atteggiamenti,i nostri
comportamenti. In questo caso, una personalità maschile "debole"
all'interno del rapporto di coppia è quella di un uomo che sente
costantemente dei sensi di inferiorità e di inadeguatezza rispetto
alle proprie partners. Questo produce poi l'incapacità di costruire
e mantenere rapporti stabili, l'ansia da prestazione, le
defaillances sessuali. Le donne che hanno oggi la possibilità di
studiare, di lavorare e dunque di competere, sono spesso più
preparate, più efficienti, perfino più esigenti di quanto siano gli
uomini. E di fronte a una compagna così brava, così bella, così
esperta della vita, molti uomini crollano, sentendosi troppo
inadeguati. Alcuni si rifugiano nei rapporti omosessuali, che
appaiono meno "complicati", altri nella masturbazione e nella
pornodipendenza. Questo per semplificare, ovviamente: molto altro ci
sarebbe da dire, ma ovviamente questa lettera non vuole essere un
trattato specialistico. Come irrobustire la propria personalità?
Questo vale per gli uomini e per le donne: costruendo una stima di
sé, ragionata e motivata, che porti la persona ad accettare le
critiche e ad imparare dai propri errori, per migliorare
costantemente, sapendosi rialzare dopo ogni caduta: eventuale certo,
ma spesso inevitabile.
La traduzione pratica di tutto ciò è che lei possa affidarsi alle
cure di uno psicologo, in modeo dia poter meglio comprendere la
situazione che vive, i suoi punti di forza e quelli di debolezza e
orientare lo stile del suo pensiero, i suoi atteggiamenti e i
comportamenti verso soluzioni per lei più efficaci per il
raggiungimento dei suoi obiettivi.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA PERDITA DELLA MAMMA
salve dott.ssa purtroppo da un po di tempo ho perso la mamma a
soli 61 anni a cui ero molto legata, ma non il solito sentimentalismo.
le sono stata vicina fino all ultimo nella sua improvvisa malattia. ma
ad oggi sto ancora soffrendo moltissimo non riesco a concentrarmi nei
lavori domestici, ho perso il lavoro e non riesco a riprendere, e
anche con gli amici il rapporto è peggiorato loro hanno problemi anche
con le mamme anziane e io non riesco a vederli cosi contenti. ad
aggravare la situazione già abbastanza critica, mi ritrovo l
indifferenza di mia sorella, il babbo che è rimasto solo e come me
piange in continuazione e mio marito con cui non ci prendiamo più. io
parlo di casa, lui di lavoro, io penso ad arrivare a fine mese lui mi
parla di auto se ho voglia di affetto lui gioca a playstation e il
sesso una volta all anno quando va bene dato anche da impotenza ed
eiaculazione precoce. ora mi ritrovo sola, a piangere continuamente
pensando ai bei momenti e forse ultimi che ho passato con la migliore
amica e mamma del mondo, continuo a star male dolori articolare e
febbre e dopo un ricovero all ospedale mi hanno detto che tutto è
nella mia testolina e nel mio cuore. ho sentito tanti consigli "c'è
chi sta peggio" la "vita va avanti" ma sinceramente sono magre
consolazioni. e a questo punto non so più che pesci prendere. mi
aiuti. grazie
Gentilissima,
Quando il rapporto con la propria madre è così intenso, questa
figura è davvero unica e insostituibile e la sua perdita è
sicuramente uno dei più grandi dolori della vita. E' dunque
abbastanza normale che, a seguito di questo doloroso evento, sia
cominciato per lei un periodo di depressione, in cui fa fatica a
ritrovare il senso della propria vita, della propria quotidianità.
Per questo l'unico consiglio che posso darle è di parlarne con il
suo medico, per farsi consigliare se può esserle più utile una
terapia farmacologica o psicoterapeutica (o entrambe). Ciò che
racconta del suo rapporto di coppia tuttavia, al di là della
depressione, è già di per sé qualcosa che mette pensiero: sembra che
fra voi non ci sia più comunicazione, né rispetto, né complicità.
Anche questo problema va dunque affrontato, ma in un secondo
momento, quando lei sarà riuscita a ritrovare un po' di gioia di
vivere e di equilibrio personale. Il consiglio dunque è quello di
concentrarsi intanto su sé stessa, per venire fuori dallo stato
ansioso-depressivo che l'ha colta. Non appena si sentirà meglio,
dovrà cercare di risolvere anche il suo rapporto di coppia che, così
come è, non può che arrecarle ulteriore infelicità.
Coraggio!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CONFUSISSIMA Gentilissima dottoressa ,finalmente dopo qualche giorno ho
deciso di scriverle e di chiederle un aiuto per capirmi..per capire.sono
sposata da 10 anni ,ho due splendidi figli e fino a un paio di anni fa
credevo di stare con l'uomo che ho per sempre:ora in tutto questo nn
ci credo piu' nemmeno un pizzico! premetto che i miei genitori sono
separati e fino al momento in cui ero a casa con loro per me quella
famiglia era la famiglia ideale ..senza problemi gravi e con grande
armonia:col passare degli anni ho capito che era stata una messinscena
per farmi crescere al meglio!cosi,quando ho capito ,ho deciso di
sposarmi..di andare x la mia strada..di costruire qualcosa di bello e
solido.e cosi è stato..o almeno ..l'ho sempre creduto!!!! un paio di
anni fa decidiamo di comprarci una casa..la casa dei nostri sogni..per
far crescere i bambini...per dargli un futuro..per stare tutti
meglio!era tutto bellissimo,incredibile! e qui arriva il
patatrac!!!!conosco un uomo,capisco che da subito prova attrazione
verso di me ma io nn ci faccio minimamente caso..anzi,ne ero
infastidita!lui nn ha mai fatto niente,era sempre molto cortese verso
chiunque,trattava me come tutti gli altri!un giorno ci ritroviamo soli
in casa mia e inizio a scherzare con lui,mi parla delle sue cose in
generale e io delle mie:fino a qui tutto normale!da quel giorno in me
è scattato qualcosa ,ho cominciato a dimagrire perche' ero in
sovrappeso dopo la gravidanza e ad essere simpatica e interessata a
lui e alla sua vita.inizia un rapporto di confidenza ma nn troppo e
iniziamo a telefonarci con delle scuse assurde,io chiamavo lui per
stupidate e lui lo stesso e cosi inizia a venire piu' spesso da me,beviamo
il caffè ,chiaccheriamo,mi dice che ha la fidanzata da 16 anni e che
si sarebbe sposato nell'estate successiva!io gli faccio chiaramente
capire che mi piaceva..mentre lui mi fa capire che gli piaccio un
casino ma che nn tradirebbe mai la sua compagna xche' la ama.decido di
smetterla e di continuare la mia vita tranquilla come al solito..io
stavo lontana da lui e lui dapprima ha fatto lo stesso mentre poi mi
cercava ,mi faceva capire di volermi,parlavamo ore ed ore al telefono
e...insomma ,alla fine è successo:abbiamo questa relazione da due anni
,lui si è sposato e al ritorno dal matrimonio pensavo che mi dicesse
di troncare invece no..continuiamo,ci vediamo nn spessissimo,ci
sentiamo mille volte al giorno,conosco milioni di cose sue,di
pensieri,di punti di vista e anche per lui è cosi! io sono sicura che
nel momento in cui ho intrapreso questa relazione è xchè manca
qualcosa nel mio matrimonio cosi idilliaco e perfetto e ne sono
consapevole,credo di essermi innamorata di questo ragazzo,sto bene con
lui ,mi capisce,mi comprende,mi consiglia,sa come prendermi nei miei
momenti no,mi fa sentire desiderata....lui dice che si trova benissimo
con me,che sta bene,che si diverte,che la nostra è una storia bella
,che quando finirà sarà un ricordo speciale magari domani o magari fra
cent'anni.... e qui sta il punto:lui dice che con sua moglie ha tutto,nn
gli fa mancare nulla,è una brava ragazza e nn si merita nessuna
sofferenza quindi questa nostra storia la vuole vivere xchè sta bene
ma è GIUSTO che stia con lei xchè ha scelto cosi da 16 anni a questa
parte.e gli chiedo "ma se dovessi innamorarti davvero di un'altra
donna,la lasceresti per seguire il tuo cuore?"e chiaramente mi dice
"no,xchè lei starebbe male"!!!!!! io capisco che noi donne siamo
diverse dagli uomini e ragioniamo in un altro modo ma io mi arrabbio
al pensiero che lui sia cosi..secondo me fortemente immaturo....e mi
arrabbio anche al pensiero che io sia cosi' stupida a continuare un
rapporto,oserei dire,inutile x la mia vita xchè io e lui nn staremo
mai insieme e nn puo' offrirmi nulla se nn la confusione che ho in
testa....ma al quale nn riesco a rinunciare! il problema sta che
,mentre x lui è facile procedere con la sua vita bella,sicura e
tranquilla,x me sta diventando stretta la mia con la consapevolezza
che il mio matrimonio è finito e nn riesco a prendere una decisione al
riguardo :secondo me nel momento in cui si tradisce(e nn x avere solo
avventure di poco tempo)vuol dire che nn c'è piu' nulla,assolutamente
nulla che si possa tenere in piedi. che ne pensa?sono chiaramente
molto giu' di morale,a volte vorrei scappare e nn farmi trovare piu'
,a volte vorrei mollare lui e tornare a provare a riamare mio marito,a
volte vorrei nn aver mai incontrato nessuno dei due,a volte credo di
nn essere nè una buona donna nè una buona mamma ..xchè una buona mamma
pensa al benessere dei propri figli e nn vive certe cose x egoismo
xsonale!mi puo' aiutre ,x piacere?almeno a capire un pò di piu'
,quanto sto sbagliando...quanto sono sbagliata!!!!!! La ringrazio e mi
scusi x averle rubato del tempo x dei problemi magari assurdi a che
,in questo momento mi fanno stare chiaramente molto male!!!!!!!!!un
abbraccio!ANONIMA CONFUSISSIMAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Gentilissima,
Anzitutto mi permetta di dire che, nella situazione in cui si trova,
la cosa migliore da fare è non prendere al momento nessuna decisione
importante, perché potrebbe fare dei grossi errori. La seconda cosa
da fare è rivolgersi al più presto ad uno psicologo, perché lei
possa sentirsi aiutata e compresa in questo momento di profonda
confusione.
Aver sentito un'attrazione per quella persona è una cosa abbastanza
normale: tutti si sentono, prima o poi, attratti da altre persone,
perché questa è la natura umana. C'è chi riesce a resistere alle
tentazioni (per rigore morale, rigidità caratteriale, valori, fede e
tanti altri motivi del genere) e c'è invece chi non resiste e inizia
una relazione extra-coniugale. Questo è il caso che al momento ci
interessa.
Una relazione come quella che ha descritto può durare, in teoria,
anche trent'anni e più: infatti seppure non possa essere definita
una storia d'amore, essa riesce a compensare le vostre reciproche
insoddisfazioni e solitudini. Entrambi avete dei rapporti stabili e
profondi con persone che stimate, ma verso le quali non provate più
attrazione sessuale, trasporto, passione...
La vostra storia extraconiugale è solo una pallida soluzione ai
vostri problemi di coppia, un rimedio che vi aiuta ad andare avanti,
ma che non servirà a costruire il vostro futuro. Vedersi, sentirsi
per telefono, cercarsi di nascosto, mette del sale nell'insipidezza
della vostra vita coniugale, ma allo stesso tempo funziona come
un'incantesimo: tutto è apparentemente stabile, in un caos calmo.
C'è bisogno di uscire da questa chimera, occorre una svolta nella
sua vita, uno stimolo nuovo che la faccia sentire viva e felice
anche senza questo secondo signore, che ingombra inutilmente la sua
vita, senza offrirle soluzioni reali. Si trovi dei nuovi interessi,
esca dalla routine, abbia maggiore fiducia nelle sue capacità e, se
permette, anche nella sua famiglia, della quale mi ha parlato molto
poco, come se i suoi pensieri in merito fossero, su questo punto,
anestetizzati.
E' l'effetto della droga-tradimento.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INCIDENTE STRADALEgentile dottoressa credo di essere nei guai con la mia mente e
l altra parte di me.!! Durante quest anno purtroppo ho avuto un lutto
in famiglia causato da un incidente stradale,dopo circa un mese io e
mia sorella ne siamo state vittime,piu o meno 10 anni fa mia madre ci
ha quasi lasciato la pelle allo stesso modo.Ora ogni volta che sono al
volante ho estrema paura e uguale se sono seduta al fianco di chi
giuda.Non riesco ad essere tranquilla se con me in auto cè qualcuno e
preferisco uscire sempre sola.Ogni volta che i miei genitori escono,
il mio stato si ribalta e attraverso momenti di crisi. Questa notte ho
sognato che i mei percorrevano il tratto che dal paese porta in citta'
e durante questo hanno subito un incidente in cui mio padre ha perso
una gamba,gli è stata amputata.Io sono stata avvisata dll accaduto
tramite un sms in cui diceva:E' SUCCESSA UNA COSA GRAVISSIMA. Al
risveglio ho provato un forte senso d angoscia che ha affaticato tutto
lo svolgersi della mia giornata. Sono una laureanda in psicologia e un
po' capisco che avrei seriamente bisogno d aiuto in quanto
inoltre,spesso ho l impressione di avere lievi accenni di attacchi di
panico. Il respiro si affatica e il battito cardiaco accelera,la
sudorazione aumenta notevolmente e intorno a me mi appare tutto
distante,sento quasi un senso di smarrimento. Spero di avere presto
risposta, la ringrazio in anticipo. CHIARA.
Gentile Chiara,
Aver vissuto delle esperienze negative, tutte associate con il
concetto di auto e di guida, potrebbe aver contribuito a legare i
suoi stati ansiosi a questa paura, in un certo senso oggettiva,
vista la frequenza in cui nella sua vita essa si è mostrata fonte di
pericolo: potenziale e reale. Una buona psicoterapia potrebbe
senz'altro esserle d'aiuto, ma credo che anche approfondendo gli
studi di psicologia le potrà essere chiaro quali sono i meccanismi
che regolano questi processi, in modo da imparare a gestirli in modo
migliore.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ATTACCHI DI PANICO
Cara dottoressa Ultimamente ho sofferto di attacchi di panico e
spesso sono accaduti mentre ero in macchina...
Purtroppo un paio di anni fa ebbi un incidente ma non guidavo io e da
quel momento ho iniziato ad essere il doppio produnte durante gli
spostamenti purtroppo però da qualche mese a questa parte ho iniziato
ad avere una vera fobia per la macchina sopratutto se non guido io.
Poche settimane fa mi è capitato di fare un viaggio con degli amici...4
ore di tensione fino a quando sono scoppiata a piangere dal nulla e
quasi non riuscivo a respirare...ho sempre paura che ad ogni curva la
macchina sbandi oppure che chi guida non veda bene davanti a sè ...c'è
qualcosa che posso fare?E poi perchè questa reazione si è manifestata
solo da qualche mese anche fosse dovuta all incidente accadutomi 2
anni fa? Grazie mille per l'attenzione
Gentilissima,
La sua reazione non è dovuta all'incidente subito, ma alla paura
di morire. E' una paura che più o meno hanno tutti, ma con la
quale da bambini si impara a convivere. Può accadere tuttavia che in
alcuni momenti della vita si possa diventare più sensibili e più
vulnerabili all'idea della propria morte e per questo si tenda a
rappresentarsi questa eventualità in maniera ripetitiva ed ossessiva.
E' questo stato di cose che spesso produce gli
attacchi di panico. Se lei avesse avuto a che fare con una
grave malattia, sua o di qualche persona cara, probabilmente sarebbe
diventata ipocondriaca, se avesse provato il panico in un ascensore
avrebbe sviluppato una claustrofobia. Le esperienze vissute
influiscono infatti sulle proprie paure e
dunque è plausibile che, dopo l'esperienza
dell'incidente, lei associ più facilmente la
guida in auto con il pericolo
maggiore che lei possa correre. Il consiglio è
quello di apprendere una tecnica di rilassamento, da applicare durante
questi viaggi, di affidarsi sempre a guidatori di sua completa
fiducia, chiedendo, senza vergogna, la cortesia di una guida più
prudente del solito. Faccia inoltre frequenti soste, meglio se
programmate, per alleggerire la tensione. In ogni caso, sappia che
questo momento di debolezza passerà e questo accadrà più presto se lei
si affiderà al suo pensiero razionale, il quale ben le farà capire che
si può morire di qualsiasi cosa e non è detto che si debba per forza
morire di cause già in parte sperimentate e vissute. La vita ci
riserva sempre molte sorprese ed in fondo è bella proprio per questo.
Coraggio!
Cari saluti.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
CLEPTOMANIA
gentile dottoressa, Le scrivo per chiederLe un consiglio per un
problema molto serio che ha colpito mia madre. Grazie all'affetto di
una mia cara amica, la quale mi ha illuminata, ho scoperto purtroppo
che mia madre soffre di cleptomania. La sua mania ha colpito due
persone a me molto care.Una di loro ha reagito in modo brusco e, ora
che l'increscioso evento si è ripresentato, non posso condannare il
suo comportamento. Vorrei tanto che questi episodi fossero solo delle
sporadiche coincidenze perchè non so davvero come e cosa fare. Le dico
comunque che il suo gesto non dipende da un bisogno materiale e credo
neanche affettivo, in quanto siamo una famiglia comune e serena. Le
chiedo davvero aiuto su come comportarmi con lei e con gli altri.
Grazie. G.
Gentilissima,
La cleptomania è un comportamento compulsivo che genera
in chi lo compie dei forti sensi di colpa. Non
creda dunque che sua madre rubi con leggerezza
o con superficialità: probabilmente ciò che è accaduto con queste due
persone a lei molto care ha causato a sua madre forti sensi di colpa e
di vergogna, che in una persona sensibile e socialmente esposta
potrebbero essere anche piuttosto pericolosi.
Le consiglierei dunque di
cercare un dialogo con sua madre, sincero, onesto e
costruttivo, invitandola a curarsi, dicendole che lei in questo
periodo non sta bene ed ha bisogno di seguire delle terapie. Si
consigli con il suo medico di base: a seconda della gravità del
sintomo potrebbero, in un primo momento, essere necessari anche dei
farmaci. In questo caso è consigliabile rivolgersi alle cure di uno
psichiatra; nei casi meno gravi e meno pericolosi, è invece
sufficiente una buona psicoterapia.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti, Ancona
LEI MI HA LASCIATO
sono un ragazzo di 29 anni, da tre anni circa convivo con un forte
sentimento di rabbia maturato dall'infanzia e scoppiato in età adulta
verso uno dei miei genitori e con una serie di pensieri compulsivi
fastisiosissimi, ho seguito una terapia per tre anni, poi interrotta
bruscamente in un momento topico del mio percorso, ora da un anno
circa ho ricominciato a lavorare su me stesso. La storia è sicuramente
più complicata e profonda, impossibile da raccontare in queste poche
righe. Il quesito che invece vorrei porle riguarda una relazione
terminata circa 9 mesi fa. La ragazza con cui stavo e con cui sono
cresciuto negli ultimi 6 anni mi ha lasciato. Abbiamo vissuto momenti
molto pesanti a livello emotivo, soprattutto per la convivenza con la
rabbia che mi ha dominato e che tutt'ora in alcuni momenti mi domina,
comprendo i motivi per cui lei possa essersi allontanata da me, quello
che faccio fatica a comprendere è il mio sentimento verso di lei. Ogni
passo che faccio verso il miglioramento e il contatto con me stesso,
riconoscendo e provando sentimenti positivi, mi porta verso la
sensazione molto forte di amarla ancora, di aver in questi ultimi anni
provato un sentimento dominante che offuscava ogni altro sentimento
nei suoi e nei miei confronti. Il problema è che parlandole
dell'eventualità di un riavvicinamento lei va letteralmente nel
panico, viene pervasa da sensi di colpa, piange, tende a fuggire e si
sente responsabile della nostra separazione. Non nego di essermi
appoggiato a lei in passato, poi la relazione avevana ricominciato a
funzionare, ci siamo reincontrati, riguardati negli occhi, siamo
andati a vivere insieme con l'intenzione di chiedere aiuto ad uno
specialista per riuscire a sciogliere alcuni nodi formati nel tempo.
Però non ha funzionato pian piano è come se ci fossimo abbandonati
alla rassegnazione perdendoci ancora. Come posso gestire la cosa? Devo
cercare di dimenticare o cercare di riavvicinarla? E in che modo? Io
continuo nel lavoro su me stesso, continuo per migliorarmi ed
eliminare definitivamente quel rancore e quella rabbia, la sensazione
di amarla ancora cresce sempre più, vorrei poter fare qualcosa,
riuscire a parlarne con lei e continuare il nostro percorso insieme.
Grazie A.
Gentilissimo,
Credo che il lavoro su sé stesso possa produrre buoni risultati se lei
comincia ad avere una visione più razionale delle cose. Non è escluso,
a questo proposito, che la sua crescente sensazione di innamoramento
per questa persona, anche di fronte all'evidenza del fallimento della
vostra storia, sia un sintomo dei problemi psicologici che l'hanno
afflitta in passato, ovvero un'ideazione ossessivo-compulsiva che non
le permette di guardare oltre. Cosa le dice in proposito il suo
psicologo? Certamente, guardando la storia dall'esterno e
conoscendola, dalle sue poche righe, in modo molto superficiale, a me
sembra che fra di voi esista ancora un intenso affetto, un amore se
preferisce, ma è probabile che i vostri caratteri non siano adatti per
costruire una coppia armoniosa e stabile. Se così fosse, occorre
prenderne atto ed evitare di idealizzare persone e sentimenti, per
evitare ulteriori delusioni.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
SIAMO IN CRISI NERA
Salve,
sto insieme a mio marito da 17 anni tra fidanzamento e matrimonio con
2 bimbe bellissime di 8 anni ed una di 9 mesi ma da 2 anni ci siamo
accorti, parlandone ,io, con lui ,solo ora, abbiamo capito di essere
in crisi,nera. niente rapporti, niente piu' dialogo, solo per le
bambine, e son passati cosi' due anni... io sono indipendente con la
figlia grande (lavoro scuola sport spesa ci penso io) lavoro full time
e guadagno anche bene , x la piccola ci pensa la nonna fino alle 16:30
circa. lui pero' non mi rispetta , sul piano gestione familiare mi ha
sempre snobbato anche se faccio veramente il massimo: lui lavora e
basta tutto il giorno. e la sera magari si lamenta che c'e' qualcosa
fuori posto in casa, senza poi levarla lui di mezzo.lo vedo alle 8 la
mattina e poi la sera alle 20 circa+la domenica...il sabato lavora poi
o dorme o ha da fare.. ma se stiamo insieme si litiga x le stesse
ragioni..dice che non mi so organizzare, ma intanto lui non aiuta...e'
un maschilista e vuole lo stesso che io lavori.....e si lamenta.... e'
taccagno perche una collaboratrice domestica qualche oretta non la
vuole, lui dice che l'ho trascurato troppo e non sono una donna di
casa (quando mi ha conosciuto lavoravo in altro dìsettore anche
festivi....) e quindi non gli interesso piu'. io sono dispiaciuta per
come e' la ns storia oggi...gli ho cheisto la separazione e ha detto
semplicemtne ok va nebe,,,, ma io mi sento disperata e per ora non me
la sento,,,,,,
Carissima,
L'unica cosa da fare è ricorrere con urgenza ad una terapia di coppia.
Questo matrimonio può essere salvato, ma vanno completamente cambiate
le vostre abitudini familiari, perché la modalità in cui avete
impostato la vostra vita non può che portarvi, prima o poi, alla
rottura completa. C'è troppa solitudine, troppa indifferenza tra di
voi e, andando avanti così, presto non sarete più neanche una coppia,
ma solo due persone che condividono a stento sentimenti di solitudine
e infelicità.
La soluzione c'è: non esiti ad usufruirne. In questo momento lo
psicologo le potrà essere davvero molto più utile di una colf o di un
avvocato.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti - Ancona
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