|
BISOGNO DELLA SUA PRESENZA
Da sette mesi sono stata lasciata dal mio compagno con cui ho un
figlio, dopo che lui ha conosciuto una ragazza di 19 anni. Il nostro
rapporto durava da sei anni e tra alti e bassi, comunque dopo che lui
ha deciso di lasciarmi per stare con quest'altra, per un pò di tempo
abbiamo continuato ad avere rapporti sessuali anche se lui non stava
più con me. So che non è stato inteligente ma non ho saputo dire di no
e anche adesso lo rivvorei nella mia vita più di prima. Una settimana
fa il suo atteggiamento era distaccato e furioso nei miei
confronti e
dopo Pasqua le cose sono cambiate radicalmente ogni volta che ci si
vede è affettuoso e ogni volta che non sono attenta mi guarda fisso e
quando me ne accorgo toglie lo sguardo. Diciamo che non ci sto capendo
più nulla, non capisco il suo atteggiamento e da qualche settimana
faccio dei sogni strani nei quali lui si riavvicina a me iniziando
scrivendomi una lettera. So che forse questo è il mio subcoscio per il
fatto che lo rivoglio con me. E poi altro piccolo particolare fra tre
mesi si sposerà suo fratello e alla cerimonia è stata invitata anche
quella con cui sta adesso, sono confusa e già la sola idea di sapere
che stanno insieme mi da ai nervi, ma vederli anche con occhi potrebbe
essere una catastrofe. Vorrei qualche suggerimento su come devo agire
ora e su come capire il suo atteggiamento ambiguo??? Vorrei anche
capire come poterli far capire che sia io che suo figlio abbiamo
bisogno della sua presenza che per tre anni è stata assente dal
momento che è stato in una comunità per tossicodipendenti per uso di
droghe, dalla quale è uscito da un anno abbondante. Nostro figlio
sente molto la sua mancanza, ma come farlo capire a una persona che
non ha intenzione di crescere e per fuggire ai suoi doveri prima si è
rifugiato nella droga, poi è corso a casa dei suoi genitori e infine
in una storia con una ragazza che ha dodici anni meno di lui. La prego
di volermi aiutare a trovare una soluzione vera per tutto questo.
Grazie per la sua risposta Cordiali saluti
Gentilissima,
Sinceramente mi chiedo se lei sia davvero
innamorata di questa persona, oppure se abbia talmente tanta paura
della vita, tanto da attaccarsi a questo rapporto con le mani e con i
denti, piuttosto che pensare di dover ricominciare tutto da capo...Se
non ho capito male, in sei anni che siete insieme, lui ne ha trascorsi
tre in comunità. Poco più di un anno fa è uscito dalla comunità, ma
non è tornato a casa: è andato dai suoi genitori. Ora, da sette mesi
frequenta una ragazza che ha dodici anni meno di lui... E' sicura che
questa persona meriti le sue attenzioni ed il suo affetto? La mia
sensazione è che il suo atteggiamento di dipendenza da lui e di
eccessivo attaccamento contribuiscano a farlo sentire libero di
scegliere a suo volere della vostra vita, nella piena consapevolezza che
qualcuno a casa lo aspetterà sempre a braccia aperte, qualsiasi cosa
faccia.
Cominci a lanciare messaggi di diverso genere: dimostrando più
autonomia e distacco, potrà non solo provare a costruirsi un futuro
migliore, ma anche creare le condizioni per un effettivo cambiamento e
riavvicinamento del suo compagno.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
QUANTA PAZZIA?
Lei: 46 anni. Sposata con una figlia. Laureata. A tre anni le muore
il padre. A 35 la madre per tumore al seno che viene anche a lei a
quell'età. Sorella spesso in cura per depressioni ecc. Nipote gay.
Genero deceduto da poco tempo. Siamo colleghi di lavoro e cerco di
aiutarla in tutto lavoro affetti soldi. Nasce amore folgorante anche
perchè dopo l'operazione al seno non prova più piacere nei rapporti
col marito reo di non averla supportata durante la malattia. Cerco di
correggere quello che nel carattere la penalizza nei giudizi di
colleghi e capi anche una certa facilità all'amicizia maschile, come
lo dimostra il numero di uomini avuti che lei stessa ammette. A natale
si innamora di un'altro il motivo è la mia gelosia e la gabbia di
consigli in cui l'ho avvolta. Ritento per ricominciare ma mi dice che
lei c'è si ancora, per me,ma che dovrò condividerla con altri. La vedo
su facebook la vedo frequentare altri uomini, sesso compreso. Ma mi
vuole ancora ed anch'io ho bisogno di lei. Ora è innamorata di
un'altro collega più giovane sul quale ho sempre pensato e temuto che
prima o poi sarebbero finiti assieme. Ora fà sesso con lui, con me, ed
almeno con altri due, trà cui un amico di università col quale circa
20 anni fà ebbe una relazione durata prima e dopo i rispettivi
matrimoni. Che fare? E quanta pazzia c'è in questa storia?
Sicuramente è una storia poco allegra, direi
perfino triste: non a caso per spiegarla (e per spiegarsela) lei
ricorre ad un lungo elenco di problemi e di disgrazie che hanno
colpito direttamente o indirettamente questa persona. E' probabile che
un comportamento del genere potrebbe essere una reazione a tutte
queste sfortune, ma chiaramente è difficile poterlo dire, dal momento
che si sa troppo poco della persona in questione. Non so dunque se c'è
della follia in questo comportamento della signora; sicuramente c'è
poca stabilità, poco desiderio di avere un rapporto esclusivo, di tipo
tradizionale... Che fare? Se frequentarla le provoca sensi di gelosia,
questa scelta si rivela decisamente poco felice e poco equilibrata. Se
invece il piacere di avere vicina questa donna supera tutti i suoi
malesseri, continui pure così. Sappia però che in questa storia non
c'è futuro: se lei lo desiderasse, credo dovrebbe investire altrove i
suoi talenti
Cordialmente.
Dr. Giuliana Proietti
IMPOSSIBILE LASCIARSI
Gent.le Dott.ssa Proietti, Le scrivo perchè vorrei avere il parere
di un'esperta in merito alla mia personale situazione. Ho 25 anni e da
qualche mese sto con un uomo che ha 15 anni più di me. All'inizio solo
mail, messaggi e telefonate, quando poi lui mi ha chiesto di uscire
insieme io non ho saputo dire di no e, nonostante uscissi da una
storia lunga e importante con un'altra persona, ho provato sin da
subito un fortissimo interesse per lui fino ad innamorarmene
perdutamente. Sono rimasta affascinata soprattutto dalla sua testa,
dal suo modo di ragionare, dal suo essere sempre presente per me...
riusciamo a parlare di tutto e tra di noi cè un'intesa particolare, ci
capiamo al volo...lui dice di amarmi tantissimo, molto più di quanto
abbia mai amato qualcuno in tutta la sua vita...dice di non aver mai
incontrato nessuna come me...continua a ripetermi che ormai gli sono
entrata dentro e che non smetterà mai di amarmi. Il problema è che io
vorrei di più...io lo sposerei domani e glielo ripeto spesso, per me i
15 anni di differenza non sono un problema, vorrei vivere questa
storia in maniera completa, vorrei farlo conoscere ai miei genitori,
conoscere la sua famiglia, lui invece dice che la differenza d'età è
un ostacolo troppo grande, che quando io avrò la sua età lui ormai non
sarà più in grado di darmi ciò di cui io avrò bisogno, ritiene che io
ora sono convinta di volerlo ma che poi mi pentirò di questa scelta...dice
che la nostra storia è destinata a finire...io lo amo davvero tanto e
mi sento profondamente legata a lui, tanto da desiderare da lui un
figlio...cosa che non mi era mai accaduta prima... Visto che lui si
ostina a ritenere che tra di noi non durerà ho provato a troncare...ma
non ci siamo riusciti...al solo pensiero di stare separati abbiamo
cominciato a piangere entrambi...io non voglio perderlo...ma non
voglio nemmeno continuare a vivere questa storia a metà... Cosa potrei
fare per fargli cambiare idea? Lei, che ovviamente ne sa più di me,
crede che per lui sia davvero solo l'età il problema o che il suo
comportamento sia sintomatico del fatto che non voglia impegnarsi
seriamente? Attendo con ansia una Sua risposta e La ringrazio
anticipatamente. B.
Gentilissima,
Grazie per la fiducia, ma io non credo di saperne più di lei su questa
sua storia... Infatti è difficile generalizzare: non tutti gli uomini
che hanno una relazione con una persona più giovane temono che la loro
storia non durerà e molti sono invece gli uomini che non vogliono
impegnarsi seriamente, a prescindere dall'età della propria partner.
Da quello che leggo, vista anche la partecipazione emotiva di lui, il
condiviso bisogno di vedersi e di stare insieme, tutto lascerebbe
pensare che possa esserci del vero amore, ma proprio per questo, se ci
si rende conto che questa felicità sia un micidiale congegno a
orologeria, si cerca di non cadere nella trappola. Del resto sappiamo
bene che anche quella che sulla carta appare come un'unione perfetta
può poi entrare in crisi a causa degli imprevisti della vita: allo
stesso modo un'unione potenzialmente instabile e precaria potrebbe poi
rivelarsi molto più solida di tante altre...Come si fa a fare
previsioni non azzardate su una storia d'amore? Credo vi sia un unico
modo e che questo sia conoscersi a fondo, frequentarsi, capirsi.
Non credo che una storia sia da considerarsi a metà solo perché non si
fanno figli insieme o non si parla di matrimonio, oppure perché le due
famiglie non si conoscono. In fondo lei frequenta questa persona solo
da qualche mese... Perché tutta questa fretta? Forse lei pensa che
aspettando qualche anno lui diventi troppo vecchio per lei? Se questa
fosse la sua reale preoccupazione, credo che lui non abbia tutti i
torti.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
GESTIRE LA MIA AGGRESSIVITA'
Buon giorno, Mi chiamo Sara sono della provincia di
M. e ho 45 anni, Vorrei trovare una soluzione a un problema che
mi porto dietro da sempre: gestire la mia aggressività. Specifico, che
non è una cosa grave e neanche quotidiana ma sono madre di due
adolescenti e la mia pazienza è spesso messa a dura prova, con
risultati a volte che eccedono, dando un pessimo esempio di come si
dovrebbe reagire alle discussioni anche ai miei figli (nei quali già
intravedo questo lato di me che non sopporto). Non so se potete
aiutarmi ma quello che vorrei, è sapere quali sono le tecniche che
hanno dato i risultati migliori se con l’ipnosi la psicoterapia lo
psicologo l’agopuntura o cos’altro; se esistono gruppi di lavoro o
corsi o professionisti mirati. Vorrei proprio fare qualcosa, so che la
rabbia può avere centinaia di motivazioni che spaziano da
problematiche fisiche a modelli sbagliati nella nostra infanzia, al
voler avere a tutti costi ragione; ma a prescindere dalla motivazione
io vorrei trovare un aiuto concreto, un modo che mi permetta non tanto
di bloccarla ma di gestirla. Grazie anticipatamente Sara
Gentile Sara,
Già il fatto di essersi posta questo problema, significa che lei è
sulla strada della soluzione. Infatti, la maggior parte dei genitori
aggressivi cerca sempre delle giustificazioni per i propri
atteggiamenti (il lavoro, la mancanza di tranquillità, l'ansia, la
depressione, il carattere difficile ecc.). E' vero che tutte queste
sono delle componenti importanti e che i modelli ricevuti
nell'infanzia sono assai influenti nel comportamento di una persona...
Sta di fatto però che ad un certo punto si matura, si diventa persone
autonome e nessuno di noi è un semplice replicante: molti dei nostri
comportamenti non dipendono da condizioni esterne, ma da nostre
specifiche scelte, di cui non vogliamo semplicemente assumerci le
responsabilità. A volte l'aggressività dipende dalla mancanza di
fiducia in sé stessi, dalla difficoltà a trovare argomenti convincenti
e persuasivi, che possano essere usati al posto degli urli e delle
minacce. Altre volte ciò che manca è l'ascolto: se non si ascoltano i
problemi degli altri non li si capisce fino in fondo e dunque è
difficile assumere atteggiamenti comprensivi ed empatici. Le
consiglierei dunque, se le fosse possibile, di parlarne con uno
psicologo, per avere suggerimenti sia sulla gestione dell'ansia e
della rabbia (ad esempio imparare il training autogeno potrebbe farle
molto bene), sia nell'acquisizione di migliori strumenti per la
comunicazione interpersonale (tecniche di mediazione, per evitare i
conflitti, e ascolto attivo), sia nella ricerca di una migliore stima
di sé: chi ha detto che lei, parlando a bassa voce e con tutta calma,
non riesca ad essere ugualmente convincente nei confronti dei suoi
figli?
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
IL BIMBO PICCOLO E LA SUOCERA
PEDANTE
Gentile Dottoressa, vi scrivo perchè vorrei un
consiglio. Circa due anni e mezzo fa ho partorito, dopo nemmeno una
settimana, nemmeno il tempo di riprendermi psicologicamente dal parto
a circa una settimana sono tornata a casa mia che dista 500 km da dove
ho partorito, Vi spiego mi sono sposata e ho cambiato residenza, ma io
tutti i miei parenti e i miei genitori sono rimasti nella città dove
sono nata. Ho cambiato città per seguire l'amore e perchè mio marito
lavora qua e un suo trasferimento nella mia città natale era
impossibile. Come detto alla nascita del mio primo figlio mio marito
ha voluto che io tornassi subito a casa e questo mi ha nuociuto
moltissimo. Il bimbo troppo piccolo, una suocera alquanto pedante che
criticava e mai aiutava solo per gli omogenizzati e i pannolini, ma io
avevo bisogno di un sostegno morale di un appoggio visto che mio
marito lavorava e solo la sera c'era ma era quasi sempre stanco e
crollava sulla sedia e io in questi due anni e mezzo non mi sento
felice, non mi sento adeguata nemmeno nel ruolo di madre avvolte.
Qualche volta mi viene da piangere, sto sempre nervosa e non posso
nemmeno stare con i miei genitori perchè gli vedo due volte all'anno.
Se mio marito invece mi aveva lasciato nella mia città natale almeno
un mese un paio di mesi massimo dopo il parto forse non sarei così
infelice. Devo dire che almeno mi aiuta con il bimbo e la casa. Negli
ultimi tempi mi sento peggio del solito. Cosa mi consiglia di fare
dottoressa? Grazie per un suo consiglio, Cordialmente.
Gentilissima,
Come lei dice giustamente, "forse" non sarebbe stata così infelice, se
suo marito l'avesse lasciata nella sua città natale, ma nessuno ci può
dare la prova contraria. Forse si, forse no: chissà.
Personalmente però credo che suo marito abbia fatto benissimo a
consigliarle di tornare, sin da subito, nella vostra casa e nella
vostra nuova città. Capisco che i suoi affetti e probabilmente sua
madre le manchino molto, ma lei deve vivere dove vive suo marito e
deve crescere questo figlio insieme a lui (non insieme a sua
suocera!).
E' vero che lui lavora e torna stanco, ma sicuramente avrete qualche
momento per vivere la vostra vita in intimità. Se questi momenti non
fossero abbastanza, occorre adoperarsi perché diventino più frequenti.
Quanto a sua suocera, se lei lavora è un aiuto prezioso, anzi
preziosissimo, e dunque in questo caso non va detta una sola parola in
più... Ma se lei non lavora e la sua giornata è già piuttosto vuota,
l'aiuto non richiesto di sua suocera potrebbe essere più un peso che
altro.
Se ha deciso di non lavorare, cerchi almeno di uscire spesso con suo
figlio, lo porti al parco, lo porti in piscina e poi, quando sarà più
grandicello, lo porti a fare sport. In questo modo suo figlio avrà una
vita sociale intensa, che lo aiuterà nella crescita e anche lei potrà
conoscere le altre mamme, con le quali stabilire un rapporto di
amicizia e di frequentazione.
Le consiglierei di trovarsi anche delle occupazioni personali, come
frequentare dei Corsi: dal corso di inglese a quello di pittura, da
quello di ricamo a quello di burraco, veda lei, secondo i suoi gusti.
L'importante è non lasciarsi andare ed evitare di sentirsi inutile.
Anche se dista 500 km dalla sua città natale, la vita non è finita ed
anche nella sua nuova città ci possono essere persone con le quali
potrebbe trovarsi bene. Coraggio, le cerchi ;-)
Cordialmente,
Dr.
Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
3 FIGLI E VITA DI COPPIA CAMBIATA
salve sono monica di 33 anni ho 3 figli, da 10
mesi l'ultima,ecco inizia tutto da qui !da quando ho partorito e'
cambiata la mia vita di coppia (da tanto sesso x avere questa bimba
tanto desiderata a ritrovarci da 10 mesi senza far nulla)io in primis
sono cambiata fisicamente e psicologicamente ho messo + di 30 kg e non
mi accetto non riesco nemmeno a guardarmi nuda ,mi sto' rifugiando nel
cibo xche' non mi sento nemmeno desiderata da mio marito lui ecco non
mi cerca proprio io non so' se pensa ad un'altra opppure gli faccio
tanto schifo da non venirmi vicino.lui dice che non penserebbe mai di
tradirmi e mi accusa di essere cambiata .non so' cosa fare aiutatemi
vi prego io l'amo troppo e non voglio perderlo.........
Gentile Monica,
Mi piacerebbe poterle dire che è una cosa normale tutto quello che le
sta succedendo, ma purtroppo so che non è così. Nella coppia vi state
lentamente allontanando e lei, come giustamente osserva, si sta
abbandonando al cibo in quanto si sente insicura del rapporto e cerca
in esso consolazione (peggiorando ulteriormente la situazione). E' un
circolo vizioso dal quale si può sicuramente uscire, ma occorre fare
subito qualcosa di serio e di concreto. Purtroppo via email e da
queste poche righe in cui mi racconta la sua vita è difficile darle
buoni consigli, perché sicuramente la vostra vita familiare, con tre
bambini piccoli, non deve essere né facile, né "leggera". Le
raccomanderei dunque di prendere al più presto un appuntamento con un
terapeuta della coppia, che potrà aiutarvi, prima che le cose fra di
voi precipitino. (10 mesi senza rapporti sono un segnale importante,
da non sottovalutare!).
Cari saluti e molti auguri.
Dr.
Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
MI VORREI SEPARARE
Gentilissima, Sono una donna e mamma disperata.
Mi vorrei separare, perchè con mio marito, nonostante gli innumerevoli
tentativi che oltretutto nostro figlio ha subito, la situazione non va
proprio ma nel contempo lui che ha 12 anni si oppone in tutti i modi.
Lì per lì sembrava quasi "rassegnato" all'idea che io e suo padre ci
separassimo ma col passare dei giorni, ha cambiato atteggiamento e
dice continuamente che qualora ci separassimo ci odierebbe tutt'e due
nel medesimo modo e che vuole che si stia insieme pur litigando. Mi
tratta male perché, probabilmente vede in me la causa della rottura e
minaccia spesso di scappare di casa e non vuole assolutamente che suo
padre vada via. Ha atteggiamenti nervosi e talvolta aggressivi,
soprattutto nei miei confronti.. Sono oltremodo disperata perchè
soffro moltissimo per me e per lui, di questa situazione ma ciò
nonostante mi rendo conto che io e suo padre non abbiamo speranze e
non credo di dover abbandonare il “progetto”. Come posso affrontare
mio figlio (dal momento che in questo suo padre non mi aiuta affatto,
anzi) e fargli capire, nel modo meno doloroso possibile che è meglio
così? Mi aiuti, La prego. Sono veramente in uno stato pietoso. Spero
possa rispondermi Grazie infinite.
Gentilissima,
Lei non spiega i motivi della conflittualità con suo marito ma, poiché
racconta nella lettera che suo figlio è molto aggressivo nei suoi
confronti, presumo che a volere questa separazione sia soprattutto
lei. Se la decisione della separazione fosse ormai definitivamente
presa e suo marito fosse d'accordo (come sembrerebbe dalla lettera),
sarebbe consigliabile lasciar trascorrere ancora un po' di tempo prima
di attuare il progetto, per cercare di far tornare un po' di armonia
in famiglia (per quanto forzata), nel tentativo di rassicurare vostro
figlio che, comunque vada, sarete sempre i suoi genitori e
continuerete entrambi a volergli molto bene.
Cercate di predisporre le cose in modo che questa separazione sia
civile, senza inutili litigi o violenze verbali, e cercate di far
sentire vostro figlio sempre al centro delle vostre attenzioni e del
vostro affetto. Visto che il matrimonio sembra ormai fallito, è
inutile tentare una terapia di coppia, ma potreste invece intanto
provare a fare qualche seduta di mediazione familiare, per essere
aiutati a preparare la vostra separazione nel modo migliore.
Cominciate a prendere accordi (economici e non) sul futuro e a
ragionare sulle scelte che pensate di fare per il vostro ragazzo, ma
fatelo sempre quando lui non c'è, quando non vi può ascoltare. In sua
presenza sforzatevi di mostrarvi sereni e affettuosi verso di lui. Una
"buona" separazione è il miglior regalo che i genitori possono fare ai
propri figli e vale molto di più del più costoso dei regali.
Auguri per tutto.
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
CONFUSA
cara dottoressa, scrivo perchè sono molto confusa
e consapevole di dover affrontare i miei disagi, le mie attuali
difficoltà. Le chiedo un primo orientamento, un consiglio sul modo
migliore per trovare (cercare?) il mio equilibrio interiore. Ho due
figli 10 femmina 8 maschio, due splendidi bambini. Sono sposata da
undici anni con alti e bassi "fisiologici" nella relazione.I miei
genitori, residenti in altra città, quindi lontani, sono sempre stati
molto molto ansiosi e io non ho mai voluto essere come loro. Le
persone che mi circondano amici, colleghe, conoscenti mi reputano una
persona solare, disponibile, gentile. Faccio molta fatica a mantenere
questo ruolo, vorrei preoccuparmi meno di-quello-che-pensano-gli-altri.
I nostri bambini crescono e sento di avere difficoltà a lasciarli
andare, nonostante la presenza, il sostegno di mio marito e
soprattutto la condivisione dei nostri interventi educativi,
genitoriali... faccio fatica, vorrei tenerli in braccio, stretti a me.
Questo credo sia un nodo forte, anche perchè sono razionalmente
convinta che crescere in autonomia con il giusto sostegno da parte dei
genitori sia un elemento indispensabile per diventare persone, serene,
libere e capaci di ragionare con la propria testa. Mi sento molto
stanca, spesso mi vengono giramenti di testa. Il ciclo mestruale è
sballatissimo (fatta visita ginecologica, sbalzi attribuiti allo
stress, niente di fisiologico). Da qualche settimana il mio riposo
notturno è un incubo! mi addormento subito ma poi mi sveglio durante
la notte oppure faccio sogni brutti di cui non ricordo il contenuto;
la mattina mi sveglio a pezzi.Ho frequentato un ciclo di terapia di
gruppo per smettere di fumare... stava andando bene ma poi la
psicologa mi ha consigliato lexotan e lì ho provato delusione nei
confronti della terapia, volevo farcela da sola volevo sentirmi capace
e invece... fumo ancora, ho vissuto un forte senso di fallimento. Mi
sento inadeguata, faccio fatica ad affrontare tante cose ... attendo
risposta, grazie Anna
Gentilissima,
Dalla sua lettera appare chiaramente questo suo stato di confusione:
tante sono le cose che in questo periodo le creano disagio, anche se
potrebbero avere tutte un'unica causa. Ritengo che una psicoterapia
individuale sia la cosa più indicata al momento per lei, che non deve
"solo" smettere di fumare, ma anche, evidentemente, riconquistare
fiducia in sé stessa e nella possibilità di gestire consapevolmente la
propria vita.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BELLISSIME FAMIGLIE E TRADIMENTO
Sono sposata con una bellissima famiglia. Da
quasi un anno frequento, per motivi di lavoro, un uomo della mia
stessa età, anche lui con una bellissima famiglia. Fino a qualche mese
fa i nostri rapporti sono sempre stati abbastanza formali, ma poi
qualcosa è cambiato. Ho cominciato a sentire con lui un legame più
profondo e ho scoperto molte affinità tra di noi. Nonostante abbia un
carattere molto ermetico è come se lo conoscessi da una vita e noto
che anche lui lascia trasparire una certa simpatia e attrazione nei
miei confronti. Mi sento confusa, non riesco a spiegarmi come abbia
potuto succedere. Non so più come comportarmi con lui. Visto che i
nostri rapporti sul lavoro non ci consentono un dialogo vero e proprio
e visto che non oso assolutamente chiedergli di trovarci al di fuori,
gli ho scritto una lettera in cui ho tentato di spiegargli quello che
sento, in cui dichiaro di essere molto felice di questo legame ed
esprimo però le mie paure al riguardo. Ma non so se avrò mai il
coraggio di dargliela, né so se sia giusto. Forse sarebbe meglio non
forzare le cose e lasciare che gli eventi seguano il proprio corso?
Grazie per il Suo aiuto. Utopia
Gentile Utopia,
Credo non le stia succedendo nulla di particolare, né di imprevisto:
frequentare una persona dell'altro sesso, specialmente quando c'è una
certa affinità, porta a provare un naturale interesse verso l'altro/a,
insieme ad una certa curiosità ed attrazione sessuale. La lettera che
lei ha scritto (al di là di tutte le giustificazioni morali e le
razionalizzazioni che lei avrà usato per spiegare a sé stessa e
all'altro il senso profondo di questo messaggio...) probabilmente non
ha altro scopo che quello di far comprendere al collega che lei è
pronta e disponibile a saltare il fosso... Ma lei lo è davvero? La sua
"bellissima" famiglia resterebbe tale anche dopo questa esperienza?
Oppure: è proprio sicura che la sua famiglia sia davvero "bellissima"?
Quanto si sente felice e realizzata lei, all'interno della sua
"bellissima" famiglia? Provi a farsi queste domande e cerchi dentro
di sé una risposta sincera. Nulla infatti, in questo genere di
situazioni, accade realmente per caso: se desidera avere questa
esperienza, abbia il coraggio di confidarlo a sé stessa ed agisca di
conseguenza; se tiene di più alla "bellissima" famiglia, sua e del suo
collega, faccia invece un passo indietro. Gli "eventi" di questo tipo
possono seguire il loro corso, come lei dice, ma possono essere anche
opportunamente "guidati": scrivendo una lettera, così come cambiando
abitudini e frequentazioni. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL PUNTO G
sono Rossella, sono una donna felicemente
sposata, mio marito mi ha eposto il desidero di farmi provare
l'orgasmo con la stimolazione del punto G, abbiamo letto qualche
articolo ma senza alcun risultato, lui dice di trovare (verso il
ventre)a circa 6-7 cm un tessuto liscio e duro simile ad una noce, lo
stimola ma io sento dolore, vorrei sapere se è quello il punto G
oppure si tratta di altro, magari una foto ben dettagliata o un
consiglio tecnico,grazie per la risposta
Gentile Rossella,
Il Punto G potrebbe non esistere (come sembra dalle ricerche più
recenti), o comunque potrebbe non essere presente in tutte le donne.
Non tutte le donne, inoltre, provano l'orgasmo vaginale, anzi lo prova
solo una minoranza. Quanto alla domanda specifica, credo che una
visita ginecologica potrà chiarirle ogni dubbio.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
3 FIGLI E VITA DI
COPPIA CAMBIATA
salve sono monica di 33 anni ho 3 figli, da 10 mesi
l'ultima,ecco inizia tutto da qui !da quando ho partorito e' cambiata
la mia vita di coppia (da tanto sesso x avere questa bimba tanto
desiderata a ritrovarci da 10 mesi senza far nulla)io in primis sono
cambiata fisicamente e psicologicamente ho messo + di 30 kg e non mi
accetto non riesco nemmeno a guardarmi nuda ,mi sto' rifugiando nel
cibo xche' non mi sento nemmeno desiderata da mio marito lui ecco non
mi cerca proprio io non so' se pensa ad un'altra opppure gli faccio
tanto schifo da non venirmi vicino.lui dice che non penserebbe mai di
tradirmi e mi accusa di essere cambiata .non so' cosa fare aiutatemi
vi prego io l'amo troppo e non voglio perderlo.........
Gentile Monica,
Mi piacerebbe poterle dire che è una cosa normale tutto quello che le
sta succedendo, ma purtroppo so che non è così. Nella coppia vi state
lentamente allontanando e lei, come giustamente osserva, si sta
abbandonando al cibo in quanto si sente insicura del rapporto e cerca
in esso consolazione (peggiorando ulteriormente la situazione). E' un
circolo vizioso dal quale si può sicuramente uscire, ma occorre fare
subito qualcosa di serio e di concreto. Purtroppo via email e da
queste poche righe in cui mi racconta la sua vita è difficile darle
buoni consigli, perché sicuramente la vostra vita familiare, con tre
bambini piccoli, non deve essere né facile, né "leggera". Le
raccomanderei dunque di prendere al più presto un appuntamento con un
terapeuta della coppia, che potrà aiutarvi, prima che le cose fra di
voi precipitino. (10 mesi senza rapporti sono un segnale importante,
da non sottovalutare!).
Cari saluti e molti auguri.
Dr.
Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
MI VORREI
SEPARARE
Gentilissima, Sono una donna e mamma disperata. Mi
vorrei separare, perchè con mio marito, nonostante gli innumerevoli
tentativi che oltretutto nostro figlio ha subito, la situazione non va
proprio ma nel contempo lui che ha 12 anni si oppone in tutti i modi.
Lì per lì sembrava quasi "rassegnato" all'idea che io e suo padre ci
separassimo ma col passare dei giorni, ha cambiato atteggiamento e
dice continuamente che qualora ci separassimo ci odierebbe tutt'e due
nel medesimo modo e che vuole che si stia insieme pur litigando. Mi
tratta male perché, probabilmente vede in me la causa della rottura e
minaccia spesso di scappare di casa e non vuole assolutamente che suo
padre vada via. Ha atteggiamenti nervosi e talvolta aggressivi,
soprattutto nei miei confronti.. Sono oltremodo disperata perchè
soffro moltissimo per me e per lui, di questa situazione ma ciò
nonostante mi rendo conto che io e suo padre non abbiamo speranze e
non credo di dover abbandonare il “progetto”. Come posso affrontare
mio figlio (dal momento che in questo suo padre non mi aiuta affatto,
anzi) e fargli capire, nel modo meno doloroso possibile che è meglio
così? Mi aiuti, La prego. Sono veramente in uno stato pietoso. Spero
possa rispondermi Grazie infinite.
Gentilissima,
Lei non spiega i motivi della conflittualità con suo marito ma, poiché
racconta nella lettera che suo figlio è molto aggressivo nei suoi
confronti, presumo che a volere questa separazione sia soprattutto
lei. Se la decisione della separazione fosse ormai definitivamente
presa e suo marito fosse d'accordo (come sembrerebbe dalla lettera),
sarebbe consigliabile lasciar trascorrere ancora un po' di tempo prima
di attuare il progetto, per cercare di far tornare un po' di armonia
in famiglia (per quanto forzata), nel tentativo di rassicurare vostro
figlio che, comunque vada, sarete sempre i suoi genitori e
continuerete entrambi a volergli molto bene.
Cercate di predisporre le cose in modo che questa separazione sia
civile, senza inutili litigi o violenze verbali, e cercate di far
sentire vostro figlio sempre al centro delle vostre attenzioni e del
vostro affetto. Visto che il matrimonio sembra ormai fallito, è
inutile tentare una terapia di coppia, ma potreste invece intanto
provare a fare qualche seduta di mediazione familiare, per essere
aiutati a preparare la vostra separazione nel modo migliore.
Cominciate a prendere accordi (economici e non) sul futuro e a
ragionare sulle scelte che pensate di fare per il vostro ragazzo, ma
fatelo sempre quando lui non c'è, quando non vi può ascoltare. In sua
presenza sforzatevi di mostrarvi sereni e affettuosi verso di lui. Una
"buona" separazione è il miglior regalo che i genitori possono fare ai
propri figli e vale molto di più del più costoso dei regali.
Auguri per tutto.
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
AD UN CERTO
PUNTO SI STOPPA
Sono una signora di 40 anni, sposata da 15, con un
fidanzamento di 10 anni e con un figlio di 12. Mio marito ha 10 anni
più di me. Nata e cresciuta in una famiglia dove l'affetto erano alla
base dei nostri rapporti mi sono ritrovata con un uomo che di
affettuoso non aveva proprio niente,neanche quella più elementare. In
più mi ha sempre, da subito, tagliata fuori dalla sua vita
professionale non mettendomi al corrente su niente. Per rendere meglio
l'idea: io tuttora (lui è in artigiano senza stipendio fisso)non ho la
più pallida idea di quanto e se, guadagni e anche questo ha fatto sì
che si alzasse un muro tra noi. Ho sempre provato a ragionare e
sragionare con lui, con non poche difficoltà e solo quando io lo
mettevo alle strette ha avuto atteggiamenti diversi nell’approccio di
coppia. Ma sono durati sempre molto poco. Con gli anni quello che
provavo per lui si è lentamente spento, portandomi a tradirlo di
continuo. Causandomi sensi di colpa verso lui e mio figlio. Ci sono
state rotture drastiche con separazioni (l’ultima a fine 2008) e
riavvicinamenti. A settembre del 2009 ho deciso di riprovare per il
quieto vivere e per far star meglio mio figlio e forse, anche per far
tacere la mia coscienza. Ho provato a ripartire da zero ma è più forte
di me: purtroppo, non provo più quel sentimento che dovrebbe fare da
collante a questo rapporto e oggi mi ritrovo al punto di partenza.
Vorrei la separazione e finalmente una vita più serena anche se sola
con mio figlio. Come faccio ad affrontare di nuovo questa situazione
con mio figlio che non ha colpe se non quella di avere due genitori
squinternati? Consideri che mio figlio non più di 15 giorni fa, mi ha
detto che sarebbe meglio separarsi e che lui stava “meglio” l’anno
scorso quando lo eravamo. Mi chiedo in cosa sto sbagliando ma
soprattutto perchè, ad un certo punto mi “stoppo” e non riesco a
portare a termine la mia decisione. Spero di essere stata
sufficientemente chiara e ringrazio fin d’ora. L.
Gentilissima,
Per vivere in coppia occorre andare entrambi nella stessa direzione.
Dopo che, per anni, ognuno è andato per la sua strada, è difficile che
possa risbocciare magicamente l'amore... Non so per quale motivo lei
"stoppi" la separazione e non riesca a divorziare completamente: non
credo per suo figlio, visto che lui le dice che stava meglio quando
eravate separati; non credo per paura di perdere suo marito, visto che
anche lui, se questa è la vostra situazione di coppia, avrà
sicuramente imparato a fare a meno di lei. Forse quello che le
impedisce di portare a termine la separazione è semplicemente la
paura: separarsi significa ricominciare, cambiare abitudini, assumersi
molte più responsabilità, diminuire il proprio tenore di vita... Forse
lei capisce che, tutto sommato, le conviene lasciare le cose come
stanno. E chissà che, quando il nido sarà vuoto e vostro figlio avrà
preso la sua strada, ritrovarvi insieme non vi faccia piacere...
Glielo auguro, sinceramente.
Dr.
Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
CHATTER
COMPULSIVO
GENTILE DOTT.SSA, spero lei possa venire in mmio aiuto,
quasi 6 aa fa dopo una brutta separazione (mio ex marito perde la
testa per altra donna e mi lascia con 2 bambine sola una delle quali
molto piccola) conosco tramite chat una persona molto dolce che passa
le notti con me a parlare al telefono , parliamo per un mese circa
prima di incontrarci, ci incontriamo e ci frequentiamo quando io sono
sola senza le mie figlie, nasce una storia bella lui molto preso e
presente nella mia vita mi cerca sempre la storia continua dopo un
anno mi chiede di venire a convivere con noi io un po' titubante poi
accetto..... tutto abbastanza bene fatto di alti e bassi della vita
quotidiana dopo due anni di storia si dimentica a casa il telefono e
cosi' io lo prendo e scopro foto di donne sconosciute inviategli via
cell capisco che lui continua a chattare...... si fa mandare foto da
queste donne ma non le incontra mai perchè è sempre a casa mia . la
cosa comincia a sconvolgermi , trovo la chat dove lui incontra persone
mi iscrivo contatta anche me, dice di avere una compagna alla quale
vuole molto bene ma ha bisogno di conoscere altra gente ed eccitarsi e
la sua compagna non glielo permetterebbe mai.....io vado in crisi
crisi di panico etc...lui parte per un mese a casa sua dai suoi come
al solito, ritorna rinnovato pensando a una terapia di coppia andiamo
la terapista dice che è meglio una terapia individuale, lui va 3/4
volte poi non va più.Scopre e-bay le aste on line poi scopre facebook
io scopro che lui chatta anche li' cercando di tessere relazioni
virtuali, gli scopro nelle e mail foto di ragazze straniere scopro che
anche lui invia foto sue.....purtroppo con mio grande sofferenza
prendo la decisione di mandarlo via da casa, cerco di non farmi
trovare per i primi 15 gg poi ci risentiamo ci incontriamo lui mi
chiede di ritornare io temporeggio, nel frattempo muore sua madre
improvvisamente, chiama me, torna dai suoi per un po' mi chiama tutti
i gg mi dichiara amore vuole ritornare con me.......ritorna a casa
Gentilissima,
Occorrerebbe capire perché lui sente il bisogno compulsivo di
conoscere altre persone via chat. Probabilmente è una persona immatura
che non ha avuto molte relazioni nella vita reale e ciò che cerca nel
virtuale non è la possibilità di incontri veri e propri, ma solo un
modo per nutrire le sue fantasie attraverso improbabili "conquiste" .
Direi che dopo una separazione e con due figlie piccole, lei dovrebbe
giustamente aspirare a rendere stabile la sua vita, accanto ad una
persona che meriti la sua fiducia ed abbia senso di responsabilità.
Secondo lei questo signore che lei frequenta è un tipo affidabile?
Cari saluti e buone riflessioni ;-)
Dr.
Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona
VOGLIO
RINASCERE
Buongiorno Dott.ssa Proietti, sono felice del vosro sito
e spero di riuscire a risolvere il problema che mi affligge molto , e
non saprei da che parte cominciare perchè sarebbe molto lunga la mia
storia e cercherò di fare un breve riassunto: allora soffro molto
ansia e attacchi di panico , esco poco soprattutto devo essere in
compagnia del mio compagno o mia mamma ecc... da sola non riesco
andare es. a fare shopping o fare la spesa in un centro commerciale
ecc.. soffro tanto di depressione perchè ho subito e subisco molti
dispiaceri dovuto a un padre padrone violento e ho un hancdicap che
non voglio specificare e mi fa vivere malissimo. Non riesco a essere
felice , sono tanto paranoica per tutto non mi piaccio odio i mei
capelli , il mio fisico ecc. e vado spesso in crisi e mi rovino anche
le giornate e spesso ho rinunciato a uscire e preferisco stare chiusa
in caso al sicuro. Poi anche solo per stendere la roba nel balcone mi
devo truccare e pettinarmi perchè mi vergogno far vedere alla gente di
come sono in acqua sapone, come anche andare a buttare l'immondizia mi
devo vestire diciamo bene se non nn vado , così non è vita sono
distrutta . Sono una ragazza molto intelligente e dentro di me sento
che c è un vulcano che vorrei spaccare il mondo ma mi sento bloccatta
la paura del giudizio della gente, esprimo raramente le mie opinioni
preferisco stare zitta e cosi è ovvio che la gente mi prendeno per
stupida e se ne approfittano, aiuto tanto le persone mentre gli altri
no e spesso risolvo i problemi da sola....ho sempre il terrore che la
gente è arrabbiata con me come esempio al lavoro se vedo che la mia
collega non mi parla subito le chiedo sei arrabbiata con me ? e spesso
mi sento rispondere seccata che può succedere che hanno la luna storta
e io ci rimango male ecc.... Cosa devo fare voglio rinascere , voglio
vivere in maniera libera e serena senza avere le paure e la perfezione
e poi rischio di perdere il mio compagno perchè non è facile starmi
accanto sono pesante . Comunque prima di salutare vorrei risolvere il
problema di aver paura d parlare in mezzo alla gente perchè non ho una
bella voce e cosi parlo pianissimo per evitare che la gente si gira e
seconda cosa vorrei risolvere al piu presto il problema della
sudorazione nelle ascelle e devo sempre comprare roba scura che mentre
adoro i colori pastelli coa devo fare? grazie per l'attenzione e spero
di essere stata abbastanza chiara con affetto A.
Gentilissima A.,
Quanti sono i problemi che vorrebbe risolvere per poter "rinascere"?
Almeno una decina... Ma sicuramente ne avrà dimenticato qualcuno...
Non so cosa possa spingerla a vedere e a sentire i problemi che elenca
(impossibilità di vestire con toni pastello, importanza del trucco per
non farsi vedere acqua e sapone, ecc.) come importanti e capaci di
infliggere sofferenza psicologica: visti dall'esterno essi appaiono
decisamente marginali e di scarsa entità. Andrebbero dunque meglio
spiegati, perché a mio parere questi problemi, apparentemente
superficiali, potrebbero invece essere collegati al suo handicap, del
quale, infatti, lei non desidera parlare. Proiettando all'esterno
(sugli abiti, sul trucco, sui vicini ecc.) il suo problema interiore,
lei riesce probabilmente a placare le sofferenze che le derivano dalla
ferita narcisistica, mai rimarginata, che il suo misterioso handicap
le procura.
Per rinascere, cara A, bisogna guardare in faccia la realtà, per
quanto doloroso questo passaggio possa essere. Per questo però
esistono gli psicoterapeuti, la cui professione è mirata a prestare
aiuto alle persone che, come lei, vivono con sofferenza un periodo di
momentanea difficoltà e si sentono infelici, anche se hanno tutto, o
molto (nel suo caso, almeno questo: un lavoro, un compagno, una mamma
affettuosa, una casa, un buon livello intellettivo...)
Cari saluti e molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TRADITA E
DISPERATA
Buongiorno, sono una donna tradita e disperata. Io e mio
marito siamo stati fidanzati 3 anni e sposati da 4, con un bambino i 2
anni. Mio marito viaggia per lavoro e una o due gioni a settimana
dorme fuori casa, due mesi fa ha assunto una collaboratrice, da subito
ho sentito puzza di bruciato, ma non so perchè era una questione di
pelle di sensazioni. La scorsa settimana è andato via per lavoro,
dicendomi che avrebbe dormito in albergo solo una notte con questa
ragazza, ma io non ci ho creduto e l'ho torturato di telefonate per
tre giorni. Tornato a casa mi ha detto che lui non poteva essere
torturato in quel modo quando lavora..e che se io mi ero comportata
così significava che tra di noi le cose non andavano bene da tempo.
Abbiamo poi parlato molto, da subito ho capito che mi aveva tradito,
anche se non ha ammesso, il giorno dopo siamo partiti per una vacanza
già organizzata durante la quale non ha voluto nemmeno toccarmi con un
dito, ha continuato a chiamarla di nascosto. In vacanza abbiamo
parlato molto di noi del nostro rapporto, ma lui voleva che tornando a
casa di comune accordo comunicassimo che tra di noi non c'era più
sentimento ma solo rapporto di amicizia, peccato che abbiamo avuto
rapporti fino due giorni prima che andassse via con questa per lavoro.
Tornati a casa ho trovato una chat in cui si scrivevano e progettavano
un incontro la sera dopo, ho fatto una scenata ma lui è uscito ed è
andato per 2 ore da questa e la sera dopo è andato con questa in hotel
in un'altra città come da progetto telefonandomi e dicendomi che visto
che è ancora a casa con noi ( dice che deve avere il tempo di trovare
un alloggio) non sarebbe andato a letto con lei( e io ci credo?
figuriamoci) io e mio marito abbiamo un legame molto profondo io mi
sono messa molto in discussione al punto tale che da subito ho cercato
di migliorarmi e di ritornare in forma come quando ci siamo
conosciuti, visto che so che lui da tempo ci teneva . Non so cosa fare
lui dice che vuole andare a vivere fuori casa per capire e che secondo
lui non mi ama più ma il rapporto fra di noi è solo di fratello
sorella e che inviece con questa donna da subito si sono trovati in
sintonia e che gli piace molto scopare con lei. Che cosa faccio ?
abbiamo un bambino di due anni e ho paura che la sua sia solo una
storiella di sesso ed evasione. Mi aiutate? Grazie
Gentilissima,
Oramai che la "frittata" è fatta, non ha altre possibilità che
aspettare che questa storia sfumi, per poi cercare di ricominciare un
rapporto di coppia su nuove basi. Più lei esaspererà questa
condizione, più torturerà suo marito con scenate di gelosia, più lui
si sentirà sicuro del suo amore per lui e gli permetterà di vivere
questa storia senza sensi di colpa (dal momento che ora la "cattiva" è
lei...). Cambi completamente registro: sia dolce, premurosa,
affettuosa, non faccia domande, sia sorridente e si rimetta presto in
forma. E' solo questa la strada che aiuterà suo marito a capire la
differenza fra una moglie con la quale si condivide un rapporto
profondo, oltre che un figlio di pochi anni e una storiella di poco
conto, di sesso occasionale, che lascia il tempo che trova.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA RAGAZZA
CON LA VALIGIA
Buonasera, Sono una ragazza che sta vivendo un periodo
critico della propia vita.In realtà questo periodo dura da quando ho
conosciuto il mio attuale compagno. Ci siamo trasferiti per vivere
insieme e cercare lavoro. All'inizio della storia lui era dolce e
passionale,ora fa l'amore per dovere e solo se glielo chiedo io. Si
alza presto e la sera è sempre distrutto.Io lavoro saltuariamente e ho
il terrore di finire i miei risparmi. Prima lavoravo stagionalmente ma
ero abbastanza indipendente.Ora il fatto di non esselo piu'mi rende
insicura e molto triste. Piango spesso e vorrei andar via per
risolvere questa situazione anche se non saprei dove andare. Prima
vivevo dai miei,quando non ero fuori per lavoro,che pero'non possono
aiutarmi avendo grossi problemi economici e personali. Il mio compagno
quando piango mi ignora,guarda la tv o sente la musica.Mi dice che è
stanchissimo e che non puo' darmi retta. Ho lasciato quel poco che
avevo per stare con lui ed a volte mi sento più sola di prima.Non sono
felice e mi manca l'appoggio di una famiglia. Vivo nel ricordo del
passato e penso che tutti gli altri siano più felici di me. Cosa
dovrei fare?Ho paura di perdermi. Grazie. Laura
Gentile Laura,
Lei ha temporaneamente smarrito i suoi obiettivi. Infatti, siete
partiti dal luogo di origine avendo un progetto di coppia, che ora
sembra dissolversi giorno dopo giorno, lasciandola completamente priva
di energie: delusa dal presente, impossibilitata a riagganciarsi al
passato, incapace di guardare al futuro. Credo che il suo percorso di
liberazione da questa angoscia che al momento sta vivendo non potrà
che ripartire dalla conquista di una maggiore sicurezza economica, da
raggiungere attraverso qualsiasi tipo di lavoro (onesto). La stima di
sé e l'energia per affrontare i problemi infatti potranno tornare solo
quando lei si sentirà più sicura di poter contare pienamente su sé
stessa.
Coraggio Laura, non si perderà, ma si dia da fare: piangere fa sentire
meglio, ma non è d'aiuto.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CONFUSA
cara dottoressa, scrivo perchè sono molto confusa e
consapevole di dover affrontare i miei disagi, le mie attuali
difficoltà. Le chiedo un primo orientamento, un consiglio sul modo
migliore per trovare (cercare?) il mio equilibrio interiore. Ho due
figli 10 femmina 8 maschio, due splendidi bambini. Sono sposata da
undici anni con alti e bassi "fisiologici" nella relazione.I miei
genitori, residenti in altra città, quindi lontani, sono sempre stati
molto molto ansiosi e io non ho mai voluto essere come loro. Le
persone che mi circondano amici, colleghe, conoscenti mi reputano una
persona solare, disponibile, gentile. Faccio molta fatica a mantenere
questo ruolo, vorrei preoccuparmi meno di-quello-che-pensano-gli-altri.
I nostri bambini crescono e sento di avere difficoltà a lasciarli
andare, nonostante la presenza, il sostegno di mio marito e
soprattutto la condivisione dei nostri interventi educativi,
genitoriali... faccio fatica, vorrei tenerli in braccio, stretti a me.
Questo credo sia un nodo forte, anche perchè sono razionalmente
convinta che crescere in autonomia con il giusto sostegno da parte dei
genitori sia un elemento indispensabile per diventare persone, serene,
libere e capaci di ragionare con la propria testa. Mi sento molto
stanca, spesso mi vengono giramenti di testa. Il ciclo mestruale è
sballatissimo (fatta visita ginecologica, sbalzi attribuiti allo
stress, niente di fisiologico). Da qualche settimana il mio riposo
notturno è un incubo! mi addormento subito ma poi mi sveglio durante
la notte oppure faccio sogni brutti di cui non ricordo il contenuto;
la mattina mi sveglio a pezzi.Ho frequentato un ciclo di terapia di
gruppo per smettere di fumare... stava andando bene ma poi la
psicologa mi ha consigliato lexotan e lì ho provato delusione nei
confronti della terapia, volevo farcela da sola volevo sentirmi capace
e invece... fumo ancora, ho vissuto un forte senso di fallimento. Mi
sento inadeguata, faccio fatica ad affrontare tante cose ... attendo
risposta, grazie Anna
Gentilissima,
Dalla sua lettera appare chiaramente questo suo stato di confusione:
tante sono le cose che in questo periodo le creano disagio, anche se
potrebbero avere tutte un'unica causa. Ritengo che una psicoterapia
individuale sia la cosa più indicata al momento per lei, che non deve
"solo" smettere di fumare, ma anche, evidentemente, riconquistare
fiducia in sé stessa e nella possibilità di gestire consapevolmente la
propria vita.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BELLISSIME
FAMIGLIE E TRADIMENTI
Sono sposata con una bellissima famiglia. Da quasi un
anno frequento, per motivi di lavoro, un uomo della mia stessa età,
anche lui con una bellissima famiglia. Fino a qualche mese fa i nostri
rapporti sono sempre stati abbastanza formali, ma poi qualcosa è
cambiato. Ho cominciato a sentire con lui un legame più profondo e ho
scoperto molte affinità tra di noi. Nonostante abbia un carattere
molto ermetico è come se lo conoscessi da una vita e noto che anche
lui lascia trasparire una certa simpatia e attrazione nei miei
confronti. Mi sento confusa, non riesco a spiegarmi come abbia potuto
succedere. Non so più come comportarmi con lui. Visto che i nostri
rapporti sul lavoro non ci consentono un dialogo vero e proprio e
visto che non oso assolutamente chiedergli di trovarci al di fuori,
gli ho scritto una lettera in cui ho tentato di spiegargli quello che
sento, in cui dichiaro di essere molto felice di questo legame ed
esprimo però le mie paure al riguardo. Ma non so se avrò mai il
coraggio di dargliela, né so se sia giusto. Forse sarebbe meglio non
forzare le cose e lasciare che gli eventi seguano il proprio corso?
Grazie per il Suo aiuto. Utopia
Gentile Utopia,
Credo non le stia succedendo nulla di particolare, né di imprevisto:
frequentare una persona dell'altro sesso, specialmente quando c'è una
certa affinità, porta a provare un naturale interesse verso l'altro/a,
insieme ad una certa curiosità ed attrazione sessuale. La lettera che
lei ha scritto (al di là di tutte le giustificazioni morali e le
razionalizzazioni che lei avrà usato per spiegare a sé stessa e
all'altro il senso profondo di questo messaggio...) probabilmente non
ha altro scopo che quello di far comprendere al collega che lei è
pronta e disponibile a saltare il fosso... Ma lei lo è davvero? La sua
"bellissima" famiglia resterebbe tale anche dopo questa esperienza?
Oppure: è proprio sicura che la sua famiglia sia davvero "bellissima"?
Quanto si sente felice e realizzata lei, all'interno della sua
"bellissima" famiglia? Provi a farsi queste domande e cerchi dentro
di sé una risposta sincera. Nulla infatti, in questo genere di
situazioni, accade realmente per caso: se desidera avere questa
esperienza, abbia il coraggio di confidarlo a sé stessa ed agisca di
conseguenza; se tiene di più alla "bellissima" famiglia, sua e del suo
collega, faccia invece un passo indietro. Gli "eventi" di questo tipo
possono seguire il loro corso, come lei dice, ma possono essere anche
opportunamente "guidati": scrivendo una lettera, così come cambiando
abitudini e frequentazioni. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TRE ESAMI
DALLA LAUREA
salve dottoressa, sono una ragazza di 29 anni laureanda
in psicologia. ma da un paio di anni mi sono bloccata con gli ultimi 3
esami, rendendomi anche bugiarda con la mia famiglia ( loro pensano
che abbia finito gli esami ed ho problemi con la tesi...) per questo
mi sento molto in colpa, ma ho preferito dire bugie piuttosto che
deluderli.. in questi ultimi anni ho anche iniziato soffrire di
herpes. il fatto che ho notato è che ho interesse nello studiare, ma
quando manca poco tempo alla data d'esame, nn riesco più a
concentrarmi e studio veramente poco, cosicchè non mi presento mai
all'appello e nn riesco a capire come posso fermare questo triste
copione che mi sta dilaniando la vita. io penso che sia scarsa
autostima e poca fiducia in me, volevo sapere se mi poteva dare un
consiglio . grazie p.s. pensavo di iniziare a scrivere un diario pensa
che possa essere utile?
Gentilissima,
Chiaramente lei non desidera laurearsi, perché c'è qualcosa che la
spaventa. Laurearsi significa infatti concludere un ciclo, terminare
il periodo della formazione personale ed entrare finalmente, da
persona adulta, nel mondo del lavoro. Non è possibile comprendere
quali siano le sue reali difficoltà da queste poche righe che mi
scrive, ma andare da uno psicologo per farsi sostenere e motivare in
questo ultimo periodo di fatica universitaria potrebbe essere
un'ottima idea.
Lei ha 29 anni ed è già ampiamente fuori corso: la sua autostima potrà
realmente riconquistarla solo quando riuscirà a staccarsi dalla sua
famiglia e a "volare" da sola, trovandosi un lavoro. L'herpes è
probabilmente una somatizzazione di questo suo stato di ansia e
insoddisfazione. Tenere un diario potrebbe essere utile, soprattutto
quando ci si fissa degli obiettivi ed ogni giorno si scrive cosa si è
fatto per soddisfare gli impegni presi con sé stessi.
A mio parere dovrebbe ricominciare immediatamente a sostenere gli
esami, eventualmente presentandosi all'appello, anche quando non si
sente preparatissima: solo come atto di buona volontà, di fiducia
verso sé stessa. Un'altra cosa.... A volte può venire l'idea di
scrivere un diario "segreto" per farlo in realtà trovare a qualcuno...
Forse ci sono problemi di comunicazione fra lei ed i suoi genitori?
Forse lei non sente di potersi realizzare, dopo la laurea, come i suoi
genitori si aspetterebbero? Se queste fossero le sue difficoltà,
occorrerebbe parlarne, con sincerità. Raccontare menzogne è infatti
una modalità molto infantile di risolvere i problemi, i quali invece,
con le bugie di mezzo, non fanno che aggravarsi ulteriormente.
Coraggio dunque, cara quasi-collega: questo momento di depressione e
di incertezza le sarà molto utile in futuro per capire gli altri,
quando sarà dall'altra parte. Non perda
ulteriore tempo e si liberi al più presto della catena che la lega
all'Università: il mondo può essere difficile, strano, pericoloso, ma
conviene sicuramente affrontarlo se si desidera dare un senso alla
propria esistenza, le pare? ;-)
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI RUBA?
mi chiamo gianni, ho una relazione con una donna da
circa 1 anno e mezzo, ho 55 anni lei 11 meno, circa 6 mesi fa ho avuto
il sospetto, intuito che lei aveva preso il mio portafogli a mia
insaputa, poi ho controllato il contanti ma non ero sicuro che mi
avesse sottratto del denaro, magari 20 o 50 euro. poi circa 30 giorni
fa dopo una notte di sesso, mentre io ancora dormivo, svegliandomi al
mattino ho sorpreso lei con i miei pantaloni ed il mio portafogli in
cucina, ed aveva sottratto circa 20 euro di cui 5 sono caduti dalla
sua gonna, poi mi sono arrabbiato ed ho cercato di interrompere la
realzione definitivamente con lei, ma dopo in serata ed il giorno dopo
lei mi ha chiesto perdono del suo comportamento, ed io ho lasciato
perdere. Ma adesso l'episodio ed il suo mal modo mi pesa, ho cercato
di incontare altre donne, per finirla con lei. Lei ritiene che sia una
donna non affidabile dopo l'accaduto, e che sia il caso di lasciarla
definitivamente,? Cosa mi consiglia, rimanere con Lei e nel frattempo
cercare un'altra relazione più affidabile? adesso comunque come prima
ci vediamo quasi tutti i giorni e rimane da me a dormire poi al giono
al lavoro, torna dalla mamma, e di solito la sera e la notte torna da
me, cosa mi consiglia? devo lasciarla definitivamente? aspetto con
urgenza il consiglio!
Gentile Sig. Gianni,
Francamente nel suo quesito ci trovo poco di psicologico e dunque le
rispondo come credo le risponderebbe chiunque: provi a mettere i soldi
in un luogo inaccessibile e veda come va... In alternativa, lasci
delle piccole somme in giro per la casa (o nel suo portafogli),
scrivendo nei dettagli il luogo dove li lascia e il relativo importo,
compresi gli spiccioli. Poi faccia un controllo. Credo però di
intuire, visto che ha pensato di porre la domanda ad una psicologa,
che lei stesso non ritenga del tutto infondato il sospetto che una
donna tanto più giovane di lei possa avere qualche altro interesse,
che vada al di là di una notte di sesso... Credo che la cosa migliore
da fare sia affidarsi ad una prova "provata" che smentisca (o
confermi) ogni dubbio.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN MARITO
PUO' CAPIRE SE UNA MOGLIE HA UN DISTURBO DEL DESIDERIO?
Come si puo' riconoscere in una donna (la propria moglie
di 39 anni) il disturbo del desiderio? Quali sono i sintomi e
comportamenti nel dettaglio a parte ad esempio strategie di copertura
che pero' potrebbero essere anche confusi da "tradimenti" (es. troppe
chat su internet) o in effetti comportamenti attribuibili a me come
partner (sebbene mai esplicitati in 13 anni di matrimonio). Solo ora
confessa di non avere fantasie sessuali, aver sempre avuto poca voglia
perché non gli interessa il sesso e di non essersi mai masturbata,
nemmeno in adolescenza. Pero' siamo andati avanti per 13 anni e due
figli anche se con molta irregolarità e mia masturbazione (che ora gli
ho confessato visto che la situazione é diventata oggetto di litigi e
insostenibile). Lei arriva anche a parlarmi di separazione e ha
cominciato ad accusare me che sono padre troppo "perfetto" 100%
casalingo che si occupa full time di casa e figli e domando a lei,
donna lavoratrice, di essere un po' più madre (con i figli) e moglie
presente. Risultato: lei preferisce il suo lavoro e i suoi amici e
colleghi e io divento collerico con lei anche a causa del mio
testosterone (che forse manca a lei?). Una cosa é certa, mia moglie mi
ha sempre parlato poco..
Una cosa è certa: avete bisogno di una terapia di coppia, prima che le
cose precipitino (e lei non ha sufficienti strumenti per risolvere le
cose da solo, visto che non è estraneo a questa coppia, ma è parte di
quel problema....)
Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
LA PENETRAZIONE
Salve. Ho 36 anni, un passato bulimico alle spalle, ma
nel complesso una vita che, pur faticando, migliora di giorno in
giorno. Vorrei chiederle una cosa : dopo aver avuto le normali
esperienze sessuali che dall'adolescenza all'età matura capita di
fare, sono arrivata a un punto in cui mi piace godere con il mio uomo,
con cui ho un legame da più di due anni, in vari modi, tempi, ritmi ma
la penetrazione, avendo comunque constatato che tramite essa non godo,
mi fa sentire usata, anche se sono giunta precedentemente all'orgasmo
per più volte, e quindi tendo a evitarla, dopo averne completamente
sfatato il "mito" e averne ripetutamente parlato con il mio compagno.
Quello che io dico è poichè abbiamo voluto, con i contraccettivi,
"liberarci" del significato più vero della penetrazione come atto
procreativo, perchè continuare imperterriti a darvi compimento quando
da più parti si legge che solo il 7%delle donne gode in tal maniera?
"Avere un essere umano dentro di sè", come ho letto da qualche parte
in riferimento alla gioia suprema per una donna, dovrebbe essere -
caso mai - riferito a un bambino (ma penso che ci siano anche altre
gioie, magari l'adozione, anche più grandi) e non a un adulto. C'è
forse in psicologia un atto di violenza inconscio perpetrato dagli
uomini e subito dalle donne? Mi spiego meglio : cos'è che continua a
portare le donne "clitoridee" ad accettare il patner dentro di sè? Non
è poi così appagante essere penetrati, anche laddove si ami il proprio
compagno..o forse dovrei vedere in questo mio "fastidio" che si è
andato delucidando nel tempo ma che , latente, a parer mio, è sempre
stato dentro di me, la prova del mancato amore per il mio ragazzo? Ho
forse un celato odio per gli uomini? Ultimamente mi è capitato di
leggere frequentemente lettere di donne che lamenteno nella propria
vita sessuale la mancanza di piacere e lettere di uomini, magari
sposati, che lamentano il fatto che le loro mogli non vogliano più
buttarsi denrtro un letto con loro...mi chiedo e le chiedo, non sfiora
minimamente la testa di queste persone il fatto che si rifuta ciò che
non dà piacere? Perchè mai si dovrebbe finire in un letto? Per
tradizione? O per contratto? La ringrazio sin d'ora della pazienza che
avrà voluto mettere nel leggere il mio scritto.
Gentilissima,
Grazie anzitutto di questa lettera che, si sente, esprime pensieri e
riflessioni che sicuramente la accompagnano da tempo. A parte per le
situazioni in cui la coppia intende procreare, la penetrazione oggi,
come lei ben dice, non è affatto un must. Quanto al sentirsi
usata, varrebbe la pena riflettere sul fatto che un tempo le donne si
sentivano "usate" se venivano chieste loro delle prestazioni diverse
dalla penetrazione, che si svolgevano più nei postriboli che con la
propria moglie (intendo dire il sesso orale, il sesso anale ecc.). Con
la moglie l'unico sesso "lecito" era la penetrazione, dal momento che
era l'atto sessuale più casto, in quanto strettamente legato alla vita
riproduttiva e familiare.Oggi molti tabù sono caduti e con la propria
compagna si fa sesso di tutti i tipi, per cui siamo giunti al
paradosso che le donne possano sentirsi oggi usate se si chiede loro
il rapporto sessuale classico, magari nella posizione del
missionario... Come vede, il sentirsi o meno usate dipende più da un
fattore culturale che organico o fisiologico. In ogni caso, sono
d'accordo con lei: non c'è alcun motivo per costringersi a quell'atto,
se esso non è capace di restituire un piacere condiviso. Quanto alla
sua domanda sulle donne "clitoridee", risponderei che esse non
disdegnano la sensazione del pene che si muove dentro di loro, un po'
perché, anche se non le conduce all'orgasmo, si tratta comunque di una
stimolazione molto potente (se sono sufficientemente lubrificate), un
po' perché alcune donne possono sentirsi eccitate nel semplice donarsi
completamente al proprio uomo, anche fosse per il suo esclusivo
piacere. Non è certo questa la normalità, anzi... Però esiste. Nella
nostra società c'è molto individualismo ed egocentrismo: tutti
reclamano il proprio piacere, ma poco fanno per donarlo all'altro/a.
Il discorso vale per la donna, quanto per l'uomo: occorre imparare a
dare di più, per ricevere di più. Se, con il tempo, ci si accorge che,
malgrado gli sforzi sostenuti non si riesce ad ottenere il cambiamento
desiderato, si può riconsiderare il senso della propria unione, magari
passando, prima di buttare al vento anni e anni di convivenza, dal
terapeuta della coppia, o dal sessuologo. Non fanno miracoli, ma il
gioco vale sicuramente la candela...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
COSA STA
SUCCEDENDO NELLA MIA VITA?
Gentile dottoressa, le scrivo per avere un suo aiuto a
capire ciò che sta succedendo nella mia vita e in quella della mia
famiglia. Ho 50 anni e sono sposato da 21 anni con mia moglie che ne
ha 48 ( ci conosciamo da circa 29 anni). Abbiamo un figlio di 18 anni.
Il nostro rapporto è stato fino a qualche mese fa di quelli molto
tranquilli, senza scossoni e, apparentemente (questo è ciò che
percepivo e-credo- pensassero gli altri ) molto solido. Ad un tratto,
alla fine dello scorso mese di Settembre, tutto è cambiato… E’ bastato
che un giorno facessi notare a mia moglie che mi sembrava che fossimo
un pochino tristi senza capire bene i motivi per cui ciò avvenisse.
Alla mia constatazione seguiva un suo sfogo che per me è stato come
un’onda di piena che mi ha investito e travolto. In pochi attimi e un
discorso nemmeno troppo lungo, tutta la nostra convivenza è stata
ri-analizzata arrivando ad affermare che lei si era annullata a causa
dell’amore provato per me e che io avevo vissuto tutti questi anni
prevaricandola, impedendole di essere se stessa, cercando di chiuderla
all’interno di un recinto, riservando la maggior parte del mio tempo e
delle mie energie al mio lavoro e ai miei libri ( sono un docente
universitario e conduco un’attività di ricerca in campo scientifico).
Dopo i primi attimi di autentico stupore ( era quanto di più lontano
potessi immaginare!) ho realizzato la gravità della cosa ed ho cercato
di capire che cosa si potesse fare. Ho proposto di rivolgerci
immediatamente ad un terapeuta ma, pur non ricevendo un rifiuto netto,
mia moglie mi ha fatto capire che riteneva molto più utile per lei, in
quel momento, riflettere da sola sulla situazione e rimandare questa
decisione. Inutile dire che da quel momento tutta la nostra vita
intima è cambiata: niente più rapporti sessuali, coccole, baci ma solo
qualche raro abbraccio o carezza ( ma solo in privato, in quanto in
pubblico non vuole che le prenda neanche la mano!). E’ trascorso da
allora un periodo di inferno durante il quale si alternavano momenti
drammatici in cui lei piangeva e si disperava ( a suo dire in quanto
in preda al rimorso per la sofferenza che mi stava infliggendo) a
momenti in cui sembrava che potessimo ritrovare un’armonia. Molte
volte mi ha accusato di “non fare niente”, ovvero di non riflettere
sulla nostra situazione ma limitarmi semplicemente ad attendere una
sua decisione che non arrivava. Mi ha ripetuto infinite volte che mi
vuole un bene grandissimo ( e che me ne vorrà sempre) ma che qualcosa
si è rotto che non sente più l’attrazione di pr Come vede, sono
veramente molto confuso e ho grandi difficoltà ad andare avanti in
questa situazione di grandissima incertezza. Dormo poco, cambio
continuamente umore. Ogni tanto, quando la situazione mi appare troppo
degradata perché possa pensare che qualcosa si potrà ricostruire, sono
tentato di raccontare pacatamente a mio figlio la mia versione dei
fatti e uscirmene da quella che mi appare ogni giorno di più una
trappola, ma fino ad ora non ho mai trovato la forza per farlo. In
ogni caso, La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà
riservare a questo mio sfogo. Distinti saluti Roberto
Gentile Roberto,
Sicuramente questo è un momento di grande confusione, ma è anche un
momento in cui entrambi siete divenuti consapevoli che qualcosa nel
vostro rapporto non va più bene e che c'è bisogno di fare qualcosa per
ristabilire un minimo di serenità. Anzitutto va considerato che state
vivendo un'età di transizione: vostro figlio sta diventando
maggiorenne, il "nido" sta per svuotarsi e le abitudini nel tempo
accumulate sembrano ormai non avere più alcun senso. Infatti, dopo
tanti anni in cui vi siete occupati soprattutto della educazione e
della sana crescita di vostro figlio, ora dovete ritrovarvi come
coppia e questo non sempre è facile, perché ovviamente voi non siete
più i ragazzi di un tempo: la vita vi ha necessariamente cambiato, nel
corpo, nelle conoscenze, nelle esperienze, nelle esigenze. A questo
punto dunque va completamente rinegoziato il vostro modo di stare
insieme, i vostri rispettivi ruoli nella coppia, i compiti nella vita
quotidiana. E' possibile che sua moglie senta davvero tutte le cose
che le ha detto, ma forse la loro portata è stata ingigantita da uno
stato di leggera depressione, che la porta a guardare in modo
pessimistico tutto ciò che la circonda. Avere delle discussioni e dei
litigi è comunque un'espressione di vitalità nella coppia e voi
dovreste prendere questo momento di riflessione come una opportunità
che vi si offre per migliorare il vostro stile di vita ed essere
entrambi più felici, non solo come famiglia, ma anche come coppia. Il
consiglio che sento di darle, a parte quello di rivolgersi ad un
esperto, cosa che peraltro lei ha già preso in considerazione, è
quello di ascoltare le esigenze di sua moglie, di mettersi in
discussione, di mostrarsi disponibile a modificare alcune sue
abitudini, magari chiedendo in cambio altre cose da sua moglie, che la
renderebbero più felice nel rapporto con lei. Cercate di trovare o
ri-trovare degli hobbies da condividere, fatevi dei nuovi amici,
tornate a manifestare attenzione verso le esigenze dell'altro. A
livello personale le consiglierei, come del resto implicitamente le
chiede sua moglie, di uscire dall'apatia in cui sembra precipitato: la
sua casa, la sua famiglia, non sono una trappola, perché lei non è una
vittima inconsapevole di questo sistema, ma un protagonista. Cerchi
dunque di mostrarsi attivo e sereno, evitando, questo si, di tornare
su discorsi poco costruttivi e inconcludenti, che si attorcigliano su
sé stessi, senza produrre cambiamenti. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SCARICARE LA
COSCIENZA
salve,sono un ragazzo di 35 anni fidanato da 8, da
quando avevo circa 25 anni ho scoperto di avere fantasie sessuali con
uomini e piano piano ho cercato contatti anche fisici in modo soft
,contatti che sono sempre diventati più fraquenti.ogni volta al
termine degli incontri m vergognavo di me stesso e mi promettevo di
non rifarlo più.non ho mai considerato questo mio vizio un tradimento
verso la mia compagna perchè lo consideravo una cosa intima mia che
non poteva sfiorare il mio amore per lei e che nessuno poteva mai
sapere.purtroppo oggi dopo qualche battuta strana di qualche
conoscente ho il sospetto che qualcuno del mio paese sappia qualcosa
ho mi abbia visto in posti"compromettenti" e la cosa mi ha
letteralmente sconvolto mi è caduto il mondo addosso. penso sopratutto
alla mia compagna,alle chiacchere della gente alle mie spalle e ogni
vota che lei mi gurda con occhi innamorati convinta che io sia un vero
uomo la mia coscenza vorrebbe dirgli tutto,perchè non sopporto più il
peso di questo segreto che pensavo tale. cosa devo fare?scaricare la
mia coscenza e farla sare male, e rischiare di perderla oppure
nascondere tutto e lasciare che gli altri possano ridere di lei sue
alle spalle?non se lo merita. sono veramente tormentato e distrutto
.non ho avuto più nessun contatto con uomini ormai da più di 1 anno e
mezzo .la dignità nei miei conronti ormai è a zero ed ho paura del
futuro.
Gentilissimo,
In realtà non vi è molta differenza fra un rapporto hard e uno soft,
tra una penetrazione, o una semplice masturbazione reciproca... Se lei
sente il bisogno di avere questo tipo di rapporti omosessuali non c'è
nulla di male: deve soltanto riconoscerlo e abituarsi a convivere con
questa parte di sé, anche compiendo delle scelte che riguardano la sua
vita.
Se invece si è trattato solo di una parentesi, di una esplorazione più
profonda della sua sessualità ed ha ora deciso di chiudere
definitivamente questa esperienza, non credo che "scaricarsi la
coscienza" con la sua ragazza sia la cosa migliore da fare. In questo
modo infatti rischierebbe di perderla, oltre tutto per un motivo che
ormai appare superato. Se sente il bisogno di parlare di questa cosa
(e credo che lei ne abbia veramente bisogno) può farlo con uno
psicologo: si potrà così aprire completamente e potrà sentirsi sicuro
della sua privacy, appellandosi al segreto professionale (cosa che non
potrà mai chiedere a nessuno dei suoi eventuali confidenti, compresa
la sua attuale ragazza).
E' vero che in amore la sincerità è un valore grandissimo e, quando è
possibile, andrebbe perseguito; vi sono tuttavia delle situazioni in
cui qualche omissis e qualche mezza verità possono rappresentare un
compromesso accettabile per riconquistare l'autostima e continuare a
credere nel futuro. Nessuno del resto è perfetto, ma tutti possono
impegnarsi per migliorare.
Cordialmente,
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PAURA DEL
BUIO
Gentilissima Dottoressa Giuliana, le scrivo per una
consulenza in merito ad una fobia che mi opprime da anni, la paura del
buio!! brevemente io: sono un ragazzo solare, sempre pronto alla
battuta, faccio un lavoro che non mi piace da molti anni (impiegato),
ho una vena artistica molto forte (mi piace costruire, disegnare,
progettare e realizzare ogni singola cosa della mia vita, dai quadri
all'arredamento alle macchine, moto ecc..), non ho alcuna fede
religiosa, non seguo nessuna corrente politica, sono abbastanza
inconcludente e sfaticato, fumo hashish abitualmente, fondamentalmente
timido e riservato. La paura del buio me la porto dietro da tutta la
vita, puntualmente arriva ogni notte prima di andare a dormire. Quando
sono al buio sono "ossessionato" dal fatto che qualcuno (che non c'è)
possa toccarmi o parlarmi e la maggior parte delle volte mi paralizzo,
apro gli occhi e fisso il nulla finchè non crollo esausto. Condivido
il letto con la mia compagna da qualke anno, e questo mi aiuta un po',
ho come un senso di protezione... ma non totale. Ultime due cose: La
mia casa è composta di due stanze (soggiorno e camera da letto) se
dormo in soggiorno avverto molto meno questa paura - forse perchè la
posizione del soggiorno mi consente di tenere "sott'occhio" quasi
tutta la casa mentre dalla camera da letto non vedo niente. Se invece
ci sono ospiti (e quindi dormono nel soggiorno o anche viceversa nel
caso dei genitori/suoceri ai quali cediamo volentieri la nostra
stanza) la paura scompare del tutto, in sintesi più persone ci sono
quando dormo/sono al buio più mi sento tranquillo. Ringraziandola
colgo l'occasione per augurarLe un sereno Natale e un felice anno
nuovo.
Gentilissimo,
La paura del buio è la paura classica dei bambini. Quando è presente
negli adulti, sarebbe necessario cercare di recuperare alcuni ricordi
della propria infanzia, per capire se vi sono stati particolari traumi
che hanno prodotto questa difficoltà. Comprendere le cause del disagio
potrà di per sé esserle di grande aiuto. Per migliorare ulteriormente
la situazione nel presente, dovrebbe desensibilizzarsi gradualmente
alla situazione di oscurità, il che significa imporsi di dormire
sempre in camera da letto, con una luce (che non disturbi la sua
compagna). L'intensità dell'illuminazione dovrebbe essere poi via via
diminuita, fino ad arrivare alla condizione di buio. Un secondo
suggerimento è quello di cercare di fare al buio tutto quello che può
essere fatto (senza correre inutili rischi, ovviamente): mangiare,
ascoltare musica, conversare con altre persone, stare da solo a
pensare a qualcosa di bello che le è capitato, ecc. Associare ricordi
positivi allo stato di oscurità potrà aiutarla a superare la fobia.
L'unica cosa che le raccomando è il tempo: non abbia fretta. Queste
paure si superano solo quando c'è la motivazione, la costanza e
soprattutto la pazienza. Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA COPPIA
ANNOIATA
Sono sposata da 11 anni non ho figli - mio marito e un
uomo buono onesto tranquillo in tutti i sensi! E peggiorato e sempre
stanco annoiato senza entusiasmo non gli va di fare nulla con me. Ho
provato a dirglielo ma dice che è anche colpa mia e che lui e cosi e
non puo farci nulla- Neanche con l'arma del sesso riesco a farmi
notare io lo ignoro e lui mi ingnora ci sarebbe tanto altro ma per ora
va bene cosi. mi sento terribilmente sola eppure vorrei solo un po di
attenzzione e complicità
Gentile Signora,
Non è molto vantaggioso, nella vita, aspettare che siano sempre gli
altri a cambiare... A volte il cambiamento, nel proprio partner, così
come nel proprio ambiente sociale, può essere prodotto da
atteggiamenti diversi, più efficaci nel raggiungere gli obiettivi
desiderati. Infatti, se le cose fra voi sono arrivate a questo punto,
non necessariamente le colpe sono tutte di suo marito... Come lui
dice, anche lei ha sicuramente la sua parte di responsabilità!
Cerchi allora di prendere seriamente in considerazione le motivazioni
di suo marito: perché si comporta così? Cosa gli manca per essere
felice? Cosa si aspetterebbe da lei? Sicuramente molte delle sue
richieste potrebbero essere soddisfatte senza particolari sforzi;
altre potrebbero invece essere accordate in cambio di qualcosa che
venga questa volta a soddisfare le sue aspirazioni, i suoi desideri.
Nella vostra coppia occorre produrre un cambiamento: qualcuno deve
prendersi la responsabilità di cambiare il suo modo di fare, per
influenzare positivamente l'altro. Rimanere uguali a sé stessi,
prendendosi come unica soddisfazione quella di lamentarsi, significa
accettare questo stato di cose come se fosse un destino, una
fatalità... E invece molto possiamo fare, nella vita, per stare
meglio, per essere più felici, anche se, ovviamente, non possiamo
desiderare l'impossibile. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SOSPETTO
Salve, sono sposata da circa tre anni ed
abbiamo un bambino di due anni; il periodo del fidanzamento è durato
poco, circa nove mesi, durante i quali si è manifestata subito una
certa diffidenza sia da parte mia( avevo avuto una precedente
traumatica esperienza con un tipo che mi aveva nascosto di essere
sposato!Ma prima di allora ero stata fidanzata per 4 anni senza quasi
essere gelosa ) sia da parte di mio marito( anche lui diceva di aver
avuto esperienza negativa poichè aveva scoperto il tradimento della
cognata nei confronti di suo fratello). Nonostante ciò e nonostante
problemi con la sua famiglia, mio marito si era dimostrato una persona
dolce, garbata,gentile,sembrava quasi privo di cattiveria; dopo il
matrimonio, ahimè, le cose sono cambiate in modo radicale: la sua
gelosia nei miei confronti è diventata morbosa, con sospetti ed
umiliazioni di ogni tipo, pur essendogli stata sempre fedele; a ciò si
sono aggiunti comportamenti e modi di fare incredibilmente offensivi e
volgari, parolacce, minacce, urla, litigi per pretesti
banalissimi,insomma, si è manifestata una persona totalmente diversa
da quella che pareva prima del matrimonio, e tutto questo mentre ero
incinta; il bambino è nato prematuro(la sera prima della rottura delle
membrane c'è stata una lite furibonda tra noi), grazie a Dio ora sta
bene ed ha recuperato, ma il rapporto tra noi si è andato deteriorando
sempre più. Da un punto di vista fisico, poichè io desideravo per
scelta di fede avere rapporti dopo il matrimonio,(scelta che ha
condiviso dicendo di non aver avuto rapporti neanche lui),le cose non
sono andate bene poichè io non sono mai riuscita a rilassarmi e lui mi
ha anche incolpato di ciò,rendendo la cosa difficilissima; inoltre i
continui litigi me lo hanno allontanato sempre più cosicchè io non
l'ho più desiderato ed anzi, l'ho respinto ogni volta che si
avvicinava; da qualche mese,però,di colpo ho iniziato a ricollegare
tutta una serie di piccoli eventi strani,( ritardi, cose successe
all'ultimo momento, chiusure nel bagno per tanto tempo e tante altre)
inclusa una improvvisa assenza di gelosia da lui giustificata con la
voglia di andar d'accordo, ed ho iniziato a sospettare che ci sia
un'altra storia, con una persona in particolare,(una collega di
lavoro) poichè più volte me ne ha parlato ostentando un certo
disprezzo e poi l'ho ascoltato al telefono mentre parlava con ella con
un tono veramente molto dolce; alle mie domande mio marito ha reagito
dapprima in modo violento con altrettante urla e parolacce e dicendo
che sono pazza da ricovero, poi, negli ultimi tempi, sta cercando di
controllarsi e di non avere più questi atteggiamenti; io dal canto mio
ho cercato di avvicinarmi anche fisicamente, solo che, dopo essere
stati insieme(ed ero più rilassata) mi si è innescata una candidosi
che mi ha impedito di continuare e mi sono anche insospettita; ora mi
rendo conto che guardo ogni cosa con sospetto Grazie per il suo aiuto
Rossana
Gentilissima Rossana,
Le scelte di fede, seppure rispettabili, non sono sempre le scelte
migliori per quanto riguarda il benessere della coppia. Il rapporto
sessuale infatti non dipende da leggi matematiche e per questo non è
detto che mettendo insieme due persone a caso dentro un letto si possa
sempre creare l'alchimia giusta per una relazione sessuale soddisfacente per entrambi. La
sessualità infatti è una forma di dialogo, dove a parlare sono i
corpi; pù si "dialoga", più ci si capisce e si consolida la coppia.
Prenda questa storia della collega di suo marito come un ottimo
campanello d'allarme, utile per farle comprendere che, se foste andati avanti
con le modalità utilizzate in questi anni, presto vi sareste
ritrovati nell'ufficio di un avvocato. Il consiglio è quello di
cercare di rimettere a posto le cose attraverso una "provvidenziale"
terapia di coppia.
Coraggio, cambiando un po' tutti e due ce la potrete fare. Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
HO PAURA
Cara dottoressa, io so che la mia non è una vera è propria domanda
ma uno sfogo! sn abbastanza attenta e meticolosa sul cercare di capire
cosa mi capita intorno a me! mi sento una persona empatica e a volte
vivo dei sentimenti degli altri, mi sento come in un film dove se in
quel preciso momento non piango sn falsa o c'è qualcosa che in me non
va! sn molto confusa approposito delle mie emozioni, l'unica du cui
non riesco ad avere controllo e la PAURA! mi domina, mi possiede e non
mi fa vivere, vado a dormire con il dubbio del domani pensando alle
cose più brutte che poi si avverano perchè sn io a farlo! ho accanto
una famiglia ed un ragazzo stupendi che mi capiscono e mi seguono. sn
rari momenti che la paura mi attanaglia e da cui non vedo una
razionale uscita, essa scompare alcune mattine per non fare ritorno
per messi a volte anni, ma quando ricompare mi consuma, mi lacera
metto in dubbio tutto, dall'affetto per i miei cari all'amore per i
mio fidanzato. AIUTO so che il cosiglio è vivi ogni giorno come se
fosse l'ultimo, il futuro è il tuo presento che è il tuo passato
ma.....HO PAURA
Gentilissima,
Questa volta, vede che succede anche a lei, ha sbagliato la
previsione... Infatti non le dirò affatto "vivi ogni giorno come se
fosse l'ultimo", ma piuttosto: prenda un appuntamento con un
terapeuta, perché lei potrebbe avere bisogno di un aiuto
professionale. Le persone care che le sono intorno infatti le danno
affetto ed attenzione, ma sicuramente non possono avere gli strumenti
necessari per restituirle l'equilibrio che sembra (momentaneamente)
perduto.
Non abbia paura, si fidi di chi potrà aiutarla.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
MOLTO CONFUSA
Salve, le scrivo perchè sono molto confusa in questo momento. La
storia con il mio ragazzo va avanti da 2 anni ma non sono stati 2 anni
molto felici. Io e lui abbiamo due caratteri molto diversi. Io per
certi versi sono più fragile e insicura, lui invece ha un carattere
decisamente forte e molto critico. Questo può essere dovuto anke alla
differenza di età visto ke abbiamo 8 anni di differenza. Comunque il
problema è ke lui mi critica costantemente per qualsiasi cosa, per
come sono fisicamente(sono un po in sovrappeso), per come mi comporto,
per come cucino e perchè a volte piango troppo quando litighiamo, però
noi litighiamo sempre. Inoltre devo sempre exere io a chiedergli di
fare l'amore e la maggior parte delle volte mi dice anke di no, mi fa
sentire indesiderata e anke se lui dice ke mi ama ed è un bravo
ragazzo, io lo vivo come una sorta di rifuito per il mio aspetto e
così anche se provo a mettermi a dieta ci sono momenti dopo ke abbiamo
litigato ke vado in crisi e invece di moderarmi mangio di più. Ho
provato a parlarne con lui, ma lui dice ke gli va bene così, però io
no riesco a far finta di niente, noi litighiamo quasi tutti i giorni,
perchè lui mi prende in giro, un giorno è arrivato a chiamarmi
pachiderma e non le dico come mi sono sentita, io non sono obesa e
sentirmi apostrofare così. Il bello è ke io prima non ero così, non
permettevo a nessuno di offendermi e mi arrabbiavo a sentire di donne
ke subivano cattiverie dagli uomini, ma quando lui fa così io non
riesc o a reagire, ho paura ke se gli rispondo lui alla fine se ne
vada e io non voglio ke ci lasciamo.La mia autostima in questo momento
è davvero bassa. Per lei c'è qualcosa ke posso fare per stare meglio?
Gentilissima,
Occorrerebbe capire se è lui ad essere veramente maleducato ed
insensibile nei suoi confronti (e in questo caso bisognerebbe anche
chiedersene le ragioni) oppure se è lei che, vivendo un momento di
depressione e di scarsa autostima (succede a tutti prima o poi...)
attribuisce troppa importanza a quello che le viene detto, senza
comprendere che quello di lui è solo un modo goliardico per scherzare
tra di voi. Certo, il fatto che anche i rapporti sessuali siano
infrequenti e lascino a desiderare non depone a favore della seconda
ipotesi. Prenda dunque questo momento difficile come un momento di
riflessione profonda: si sente felice? E' riuscita ad essere quello
che voleva diventare? Quali sono i suoi sogni realizzati e quali
quelli ancora nel cassetto? Ci sono persone intorno a lei che la
potrebbero aiutare? Ha considerato l'ipotesi di fare qualche colloquio
psicologico di sostegno, per uscire più facilmente da questo stato di
confusione ? Venendo alla sua domanda, per stare meglio lei dovrebbe
anzitutto convincersi che, in questa corsa ad ostacoli che è la vita,
si può inciampare e magari anche cadere: l'importante è rialzarsi, più
sicuri e più forti di prima, trovando il coraggio di prendere le
giuste decisioni ed assumendosi la responsabilità delle proprie
scelte.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
VOMITO FACILE
Salve sono Arianna,credo di essere ammalata,il peggio è che me ne
sono resa conto solo qualche mese fà, guardando un dossier sulla
bulimia e l'anoressia,mi sono rivista in tutto e per tutto, così
tornando in dietro col tempo, ho contato 16 anni di vomito,il peggio è
che per mè non è mai stato un problema,anche perchè so soltanto io
quello che faccio al bagno ,,,,, ma da quando ho fatto caso al mio
atteggiamento ho visto che ancora prima di cominciare a mangiare so
già che me ne libererò presto, il mio stomaco tira, certe volte il
vomito è così sforzato da farmi male esofago e mandibole,il cuore a
duemila, e se non riesco a vomitare tutto per bene ci riprovo fino a
riuscirci ,oggi dopo 16 anni ho capito che ho un problema ,uno in più
a quelli che già ho,ma chiedo aiuto .......!!!!!!grazie p.s vomito
anche 4 volte al giorno in base a ciò che ho mangiato ,in sintesi
tutto ciò che contiene grassi, mangio a tappo così il vomito viene
facile.
Gentilissima,
Francamente non posso pensare che lei sia stata inconsapevole, per 16
anni, di soffrire di un disturbo alimentare. Se ne parla ovunque: sui
giornali, in TV, su Internet, su questo sito... Possibile che lei non
si sia mai imbattuta in simili informazioni? Sinceramente sono più
propensa a pensare che ora, finalmente, lei abbia ri-conosciuto il suo
problema e che questo sia il primo passo per trovarvi una soluzione.
Chiaramente in questo caso avrà bisogno di un aiuto professionale, dal
momento che uscire da un disturbo alimentare è possibile, ma c'è
bisogno di grande impegno e motivazione, soprattutto per la ricerca
delle cause profonde che l'hanno portata ad agire, fin qui, nel modo
che ha descritto. Non di meno dovrebbe essere analizzata questa sua
resistenza, o "disattenzione", che per 16 anni non le ha permesso di
guardare con occhio sereno ed obiettivo la sua realtà.
Non perda dunque altro tempo: cerchi un aiuto professionale per
risolvere al più presto questo suo problema, il quale non la mette
(forse) in pericolo di vita, ma rapina comunque la sua vita e violenta
la sua serenità.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
Chiedi una Consulenza gratuita online |