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ARCHIVIO DENTRO E FUORI DI TE

PAGINA diciotto
 

2010

BISOGNO DELLA SUA PRESENZA

Da sette mesi sono stata lasciata dal mio compagno con cui ho un figlio, dopo che lui ha conosciuto una ragazza di 19 anni. Il nostro rapporto durava da sei anni e tra alti e bassi, comunque dopo che lui ha deciso di lasciarmi per stare con quest'altra, per un pò di tempo abbiamo continuato ad avere rapporti sessuali anche se lui non stava più con me. So che non è stato inteligente ma non ho saputo dire di no e anche adesso lo rivvorei nella mia vita più di prima. Una settimana fa il suo atteggiamento era distaccato e furioso nei miei confronti e dopo Pasqua le cose sono cambiate radicalmente ogni volta che ci si vede è affettuoso e ogni volta che non sono attenta mi guarda fisso e quando me ne accorgo toglie lo sguardo. Diciamo che non ci sto capendo più nulla, non capisco il suo atteggiamento e da qualche settimana faccio dei sogni strani nei quali lui si riavvicina a me iniziando scrivendomi una lettera. So che forse questo è il mio subcoscio per il fatto che lo rivoglio con me. E poi altro piccolo particolare fra tre mesi si sposerà suo fratello e alla cerimonia è stata invitata anche quella con cui sta adesso, sono confusa e già la sola idea di sapere che stanno insieme mi da ai nervi, ma vederli anche con occhi potrebbe essere una catastrofe. Vorrei qualche suggerimento su come devo agire ora e su come capire il suo atteggiamento ambiguo??? Vorrei anche capire come poterli far capire che sia io che suo figlio abbiamo bisogno della sua presenza che per tre anni è stata assente dal momento che è stato in una comunità per tossicodipendenti per uso di droghe, dalla quale è uscito da un anno abbondante. Nostro figlio sente molto la sua mancanza, ma come farlo capire a una persona che non ha intenzione di crescere e per fuggire ai suoi doveri prima si è rifugiato nella droga, poi è corso a casa dei suoi genitori e infine in una storia con una ragazza che ha dodici anni meno di lui. La prego di volermi aiutare a trovare una soluzione vera per tutto questo. Grazie per la sua risposta Cordiali saluti

Gentilissima,

Sinceramente mi chiedo se lei sia davvero innamorata di questa persona, oppure se abbia talmente tanta paura della vita, tanto da attaccarsi a questo rapporto con le mani e con i denti, piuttosto che pensare di dover ricominciare tutto da capo...Se non ho capito male, in sei anni che siete insieme, lui ne ha trascorsi tre in comunità. Poco più di un anno fa è uscito dalla comunità, ma non è tornato a casa: è andato dai suoi genitori. Ora, da sette mesi frequenta una ragazza che ha dodici anni meno di lui... E' sicura che questa persona meriti le sue attenzioni ed il suo affetto? La mia sensazione è che il suo atteggiamento di dipendenza da lui e di eccessivo attaccamento contribuiscano a farlo sentire libero di scegliere a suo volere della vostra vita, nella piena consapevolezza che qualcuno a casa lo aspetterà sempre a braccia aperte, qualsiasi cosa faccia. Cominci a lanciare messaggi di diverso genere: dimostrando più autonomia e distacco, potrà non solo provare a costruirsi un futuro migliore, ma anche creare le condizioni per un effettivo cambiamento e riavvicinamento del suo compagno.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

QUANTA PAZZIA?

Lei: 46 anni. Sposata con una figlia. Laureata. A tre anni le muore il padre. A 35 la madre per tumore al seno che viene anche a lei a quell'età. Sorella spesso in cura per depressioni ecc. Nipote gay. Genero deceduto da poco tempo. Siamo colleghi di lavoro e cerco di aiutarla in tutto lavoro affetti soldi. Nasce amore folgorante anche perchè dopo l'operazione al seno non prova più piacere nei rapporti col marito reo di non averla supportata durante la malattia. Cerco di correggere quello che nel carattere la penalizza nei giudizi di colleghi e capi anche una certa facilità all'amicizia maschile, come lo dimostra il numero di uomini avuti che lei stessa ammette. A natale si innamora di un'altro il motivo è la mia gelosia e la gabbia di consigli in cui l'ho avvolta. Ritento per ricominciare ma mi dice che lei c'è si ancora, per me,ma che dovrò condividerla con altri. La vedo su facebook la vedo frequentare altri uomini, sesso compreso. Ma mi vuole ancora ed anch'io ho bisogno di lei. Ora è innamorata di un'altro collega più giovane sul quale ho sempre pensato e temuto che prima o poi sarebbero finiti assieme. Ora fà sesso con lui, con me, ed almeno con altri due, trà cui un amico di università col quale circa 20 anni fà ebbe una relazione durata prima e dopo i rispettivi matrimoni. Che fare? E quanta pazzia c'è in questa storia?

Sicuramente è una storia poco allegra, direi perfino triste: non a caso per spiegarla (e per spiegarsela) lei ricorre ad un lungo elenco di problemi e di disgrazie che hanno colpito direttamente o indirettamente questa persona. E' probabile che un comportamento del genere potrebbe essere una reazione a tutte queste sfortune, ma chiaramente è difficile poterlo dire, dal momento che si sa troppo poco della persona in questione. Non so dunque se c'è della follia in questo comportamento della signora; sicuramente c'è poca stabilità, poco desiderio di avere un rapporto esclusivo, di tipo tradizionale... Che fare? Se frequentarla le provoca sensi di gelosia, questa scelta si rivela decisamente poco felice e poco equilibrata. Se invece il piacere di avere vicina questa donna supera tutti i suoi malesseri, continui pure così. Sappia però che in questa storia non c'è futuro: se lei lo desiderasse, credo dovrebbe investire altrove i suoi talenti
Cordialmente.

Dr. Giuliana Proietti

IMPOSSIBILE LASCIARSI

Gent.le Dott.ssa Proietti, Le scrivo perchè vorrei avere il parere di un'esperta in merito alla mia personale situazione. Ho 25 anni e da qualche mese sto con un uomo che ha 15 anni più di me. All'inizio solo mail, messaggi e telefonate, quando poi lui mi ha chiesto di uscire insieme io non ho saputo dire di no e, nonostante uscissi da una storia lunga e importante con un'altra persona, ho provato sin da subito un fortissimo interesse per lui fino ad innamorarmene perdutamente. Sono rimasta affascinata soprattutto dalla sua testa, dal suo modo di ragionare, dal suo essere sempre presente per me... riusciamo a parlare di tutto e tra di noi cè un'intesa particolare, ci capiamo al volo...lui dice di amarmi tantissimo, molto più di quanto abbia mai amato qualcuno in tutta la sua vita...dice di non aver mai incontrato nessuna come me...continua a ripetermi che ormai gli sono entrata dentro e che non smetterà mai di amarmi. Il problema è che io vorrei di più...io lo sposerei domani e glielo ripeto spesso, per me i 15 anni di differenza non sono un problema, vorrei vivere questa storia in maniera completa, vorrei farlo conoscere ai miei genitori, conoscere la sua famiglia, lui invece dice che la differenza d'età è un ostacolo troppo grande, che quando io avrò la sua età lui ormai non sarà più in grado di darmi ciò di cui io avrò bisogno, ritiene che io ora sono convinta di volerlo ma che poi mi pentirò di questa scelta...dice che la nostra storia è destinata a finire...io lo amo davvero tanto e mi sento profondamente legata a lui, tanto da desiderare da lui un figlio...cosa che non mi era mai accaduta prima... Visto che lui si ostina a ritenere che tra di noi non durerà ho provato a troncare...ma non ci siamo riusciti...al solo pensiero di stare separati abbiamo cominciato a piangere entrambi...io non voglio perderlo...ma non voglio nemmeno continuare a vivere questa storia a metà... Cosa potrei fare per fargli cambiare idea? Lei, che ovviamente ne sa più di me, crede che per lui sia davvero solo l'età il problema o che il suo comportamento sia sintomatico del fatto che non voglia impegnarsi seriamente? Attendo con ansia una Sua risposta e La ringrazio anticipatamente. B.

Gentilissima,

Grazie per la fiducia, ma io non credo di saperne più di lei su questa sua storia... Infatti è difficile generalizzare: non tutti gli uomini che hanno una relazione con una persona più giovane temono che la loro storia non durerà e molti sono invece gli uomini che non vogliono impegnarsi seriamente, a prescindere dall'età della propria partner. Da quello che leggo, vista anche la partecipazione emotiva di lui, il condiviso bisogno di vedersi e di stare insieme, tutto lascerebbe pensare che possa esserci del vero amore, ma proprio per questo, se ci si rende conto che questa felicità sia un micidiale congegno a orologeria, si cerca di non cadere nella trappola. Del resto sappiamo bene che anche quella che sulla carta appare come un'unione perfetta può poi entrare in crisi a causa degli imprevisti della vita: allo stesso modo un'unione potenzialmente instabile e precaria potrebbe poi rivelarsi molto più solida di tante altre...Come si fa a fare previsioni non azzardate su una storia d'amore? Credo vi sia un unico modo e che questo sia conoscersi a fondo, frequentarsi, capirsi.  Non credo che una storia sia da considerarsi a metà solo perché non si fanno figli insieme o non si parla di matrimonio, oppure perché le due famiglie non si conoscono. In fondo lei frequenta questa persona solo da qualche mese... Perché tutta questa fretta? Forse lei pensa che aspettando qualche anno lui diventi troppo vecchio per lei? Se questa fosse la sua reale preoccupazione, credo che lui non abbia tutti i torti.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

GESTIRE LA MIA AGGRESSIVITA'

Buon giorno, Mi chiamo Sara sono della provincia di M. e ho 45 anni, Vorrei trovare una soluzione a un problema che mi porto dietro da sempre: gestire la mia aggressività. Specifico, che non è una cosa grave e neanche quotidiana ma sono madre di due adolescenti e la mia pazienza è spesso messa a dura prova, con risultati a volte che eccedono, dando un pessimo esempio di come si dovrebbe reagire alle discussioni anche ai miei figli (nei quali già intravedo questo lato di me che non sopporto). Non so se potete aiutarmi ma quello che vorrei, è sapere quali sono le tecniche che hanno dato i risultati migliori se con l’ipnosi la psicoterapia lo psicologo l’agopuntura o cos’altro; se esistono gruppi di lavoro o corsi o professionisti mirati. Vorrei proprio fare qualcosa, so che la rabbia può avere centinaia di motivazioni che spaziano da problematiche fisiche a modelli sbagliati nella nostra infanzia, al voler avere a tutti costi ragione; ma a prescindere dalla motivazione io vorrei trovare un aiuto concreto, un modo che mi permetta non tanto di bloccarla ma di gestirla. Grazie anticipatamente Sara

Gentile Sara,

Già il fatto di essersi posta questo problema, significa che lei è sulla strada della soluzione. Infatti, la maggior parte dei genitori aggressivi cerca sempre delle giustificazioni per i propri atteggiamenti (il lavoro, la mancanza di tranquillità, l'ansia, la depressione, il carattere difficile ecc.). E' vero che tutte queste sono delle componenti importanti e che i modelli ricevuti nell'infanzia sono assai influenti nel comportamento di una persona... Sta di fatto però che ad un certo punto si matura, si diventa persone autonome e nessuno di noi è un semplice replicante: molti dei nostri comportamenti non dipendono da condizioni esterne, ma da nostre specifiche scelte, di cui non vogliamo semplicemente assumerci le responsabilità. A volte l'aggressività dipende dalla mancanza di fiducia in sé stessi, dalla difficoltà a trovare argomenti convincenti e persuasivi, che possano essere usati al posto degli urli e delle minacce. Altre volte ciò che manca è l'ascolto: se non si ascoltano i problemi degli altri non li si capisce fino in fondo e dunque è difficile assumere atteggiamenti comprensivi ed empatici. Le consiglierei dunque, se le fosse possibile, di parlarne con uno psicologo, per avere suggerimenti sia sulla gestione dell'ansia e della rabbia (ad esempio imparare il training autogeno potrebbe farle molto bene), sia nell'acquisizione di migliori strumenti per la comunicazione interpersonale (tecniche di mediazione, per evitare i conflitti, e ascolto attivo), sia nella ricerca di una migliore stima di sé: chi ha detto che lei, parlando a bassa voce e con tutta calma, non riesca ad essere ugualmente convincente nei confronti dei suoi figli?
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti



IL BIMBO PICCOLO E LA SUOCERA PEDANTE

Gentile Dottoressa, vi scrivo perchè vorrei un consiglio. Circa due anni e mezzo fa ho partorito, dopo nemmeno una settimana, nemmeno il tempo di riprendermi psicologicamente dal parto a circa una settimana sono tornata a casa mia che dista 500 km da dove ho partorito, Vi spiego mi sono sposata e ho cambiato residenza, ma io tutti i miei parenti e i miei genitori sono rimasti nella città dove sono nata. Ho cambiato città per seguire l'amore e perchè mio marito lavora qua e un suo trasferimento nella mia città natale era impossibile. Come detto alla nascita del mio primo figlio mio marito ha voluto che io tornassi subito a casa e questo mi ha nuociuto moltissimo. Il bimbo troppo piccolo, una suocera alquanto pedante che criticava e mai aiutava solo per gli omogenizzati e i pannolini, ma io avevo bisogno di un sostegno morale di un appoggio visto che mio marito lavorava e solo la sera c'era ma era quasi sempre stanco e crollava sulla sedia e io in questi due anni e mezzo non mi sento felice, non mi sento adeguata nemmeno nel ruolo di madre avvolte. Qualche volta mi viene da piangere, sto sempre nervosa e non posso nemmeno stare con i miei genitori perchè gli vedo due volte all'anno. Se mio marito invece mi aveva lasciato nella mia città natale almeno un mese un paio di mesi massimo dopo il parto forse non sarei così infelice. Devo dire che almeno mi aiuta con il bimbo e la casa. Negli ultimi tempi mi sento peggio del solito. Cosa mi consiglia di fare dottoressa? Grazie per un suo consiglio, Cordialmente.

Gentilissima,

Come lei dice giustamente, "forse" non sarebbe stata così infelice, se suo marito l'avesse lasciata nella sua città natale, ma nessuno ci può dare la prova contraria. Forse si, forse no: chissà.
Personalmente però credo che suo marito abbia fatto benissimo a consigliarle di tornare, sin da subito, nella vostra casa e nella vostra nuova città. Capisco che i suoi affetti e probabilmente sua madre le manchino molto, ma lei deve vivere dove vive suo marito e deve crescere questo figlio insieme a lui (non insieme a sua suocera!).
E' vero che lui lavora e torna stanco, ma sicuramente avrete qualche momento per vivere la vostra vita in intimità. Se questi momenti non fossero abbastanza, occorre adoperarsi perché diventino più frequenti.
Quanto a sua suocera, se lei lavora è un aiuto prezioso, anzi preziosissimo, e dunque in questo caso non va detta una sola parola in più... Ma se lei non lavora e la sua giornata è già piuttosto vuota, l'aiuto non richiesto di sua suocera potrebbe essere più un peso che altro.
Se ha deciso di non lavorare, cerchi almeno di uscire spesso con suo figlio, lo porti al parco, lo porti in piscina e poi, quando sarà più grandicello, lo porti a fare sport. In questo modo suo figlio avrà una vita sociale intensa, che lo aiuterà nella crescita e anche lei potrà conoscere le altre mamme, con le quali stabilire un rapporto di amicizia e di frequentazione.
Le consiglierei di trovarsi anche delle occupazioni personali, come frequentare dei Corsi: dal corso di inglese a quello di pittura, da quello di ricamo a quello di burraco, veda lei, secondo i suoi gusti. L'importante è non lasciarsi andare ed evitare di sentirsi inutile. Anche se dista 500 km dalla sua città natale, la vita non è finita ed anche nella sua nuova città ci possono essere persone con le quali potrebbe trovarsi bene. Coraggio, le cerchi ;-)
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

3 FIGLI E VITA DI COPPIA CAMBIATA

salve sono monica di 33 anni ho 3 figli, da 10 mesi l'ultima,ecco inizia tutto da qui !da quando ho partorito e' cambiata la mia vita di coppia (da tanto sesso x avere questa bimba tanto desiderata a ritrovarci da 10 mesi senza far nulla)io in primis sono cambiata fisicamente e psicologicamente ho messo + di 30 kg e non mi accetto non riesco nemmeno a guardarmi nuda ,mi sto' rifugiando nel cibo xche' non mi sento nemmeno desiderata da mio marito lui ecco non mi cerca proprio io non so' se pensa ad un'altra opppure gli faccio tanto schifo da non venirmi vicino.lui dice che non penserebbe mai di tradirmi e mi accusa di essere cambiata .non so' cosa fare aiutatemi vi prego io l'amo troppo e non voglio perderlo.........

Gentile Monica,

Mi piacerebbe poterle dire che è una cosa normale tutto quello che le sta succedendo, ma purtroppo so che non è così. Nella coppia vi state lentamente allontanando e lei, come giustamente osserva, si sta abbandonando al cibo in quanto si sente insicura del rapporto e cerca in esso consolazione (peggiorando ulteriormente la situazione). E' un circolo vizioso dal quale si può sicuramente uscire, ma occorre fare subito qualcosa di serio e di concreto. Purtroppo via email e da queste poche righe in cui mi racconta la sua vita è difficile darle buoni consigli, perché sicuramente la vostra vita familiare, con tre bambini piccoli, non deve essere né facile, né "leggera". Le raccomanderei dunque di prendere al più presto un appuntamento con un terapeuta della coppia, che potrà aiutarvi, prima che le cose fra di voi precipitino. (10 mesi senza rapporti sono un segnale importante, da non sottovalutare!).
Cari saluti e molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

MI VORREI SEPARARE

Gentilissima, Sono una donna e mamma disperata. Mi vorrei separare, perchè con mio marito, nonostante gli innumerevoli tentativi che oltretutto nostro figlio ha subito, la situazione non va proprio ma nel contempo lui che ha 12 anni si oppone in tutti i modi. Lì per lì sembrava quasi "rassegnato" all'idea che io e suo padre ci separassimo ma col passare dei giorni, ha cambiato atteggiamento e dice continuamente che qualora ci separassimo ci odierebbe tutt'e due nel medesimo modo e che vuole che si stia insieme pur litigando. Mi tratta male perché, probabilmente vede in me la causa della rottura e minaccia spesso di scappare di casa e non vuole assolutamente che suo padre vada via. Ha atteggiamenti nervosi e talvolta aggressivi, soprattutto nei miei confronti.. Sono oltremodo disperata perchè soffro moltissimo per me e per lui, di questa situazione ma ciò nonostante mi rendo conto che io e suo padre non abbiamo speranze e non credo di dover abbandonare il “progetto”. Come posso affrontare mio figlio (dal momento che in questo suo padre non mi aiuta affatto, anzi) e fargli capire, nel modo meno doloroso possibile che è meglio così? Mi aiuti, La prego. Sono veramente in uno stato pietoso. Spero possa rispondermi Grazie infinite.

Gentilissima,

Lei non spiega i motivi della conflittualità con suo marito ma, poiché racconta nella lettera che suo figlio è molto aggressivo nei suoi confronti, presumo che a volere questa separazione sia soprattutto lei. Se la decisione della separazione fosse ormai definitivamente presa e suo marito fosse d'accordo (come sembrerebbe dalla lettera), sarebbe consigliabile lasciar trascorrere ancora un po' di tempo prima di attuare il progetto, per cercare di far tornare un po' di armonia in famiglia (per quanto forzata), nel tentativo di rassicurare vostro figlio che, comunque vada, sarete sempre i suoi genitori e continuerete entrambi a volergli molto bene.
Cercate di predisporre le cose in modo che questa separazione sia civile, senza inutili litigi o violenze verbali, e cercate di far sentire vostro figlio sempre al centro delle vostre attenzioni e del vostro affetto. Visto che il matrimonio sembra ormai fallito, è inutile tentare una terapia di coppia, ma potreste invece intanto provare a fare qualche seduta di mediazione familiare, per essere aiutati a preparare la vostra separazione nel modo migliore. Cominciate a prendere accordi (economici e non) sul futuro e a ragionare sulle scelte che pensate di fare per il vostro ragazzo, ma fatelo sempre quando lui non c'è, quando non vi può ascoltare. In sua presenza sforzatevi di mostrarvi sereni e affettuosi verso di lui. Una "buona" separazione è il miglior regalo che i genitori possono fare ai propri figli e vale molto di più del più costoso dei regali.
Auguri per tutto.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona


CONFUSA

cara dottoressa, scrivo perchè sono molto confusa e consapevole di dover affrontare i miei disagi, le mie attuali difficoltà. Le chiedo un primo orientamento, un consiglio sul modo migliore per trovare (cercare?) il mio equilibrio interiore. Ho due figli 10 femmina 8 maschio, due splendidi bambini. Sono sposata da undici anni con alti e bassi "fisiologici" nella relazione.I miei genitori, residenti in altra città, quindi lontani, sono sempre stati molto molto ansiosi e io non ho mai voluto essere come loro. Le persone che mi circondano amici, colleghe, conoscenti mi reputano una persona solare, disponibile, gentile. Faccio molta fatica a mantenere questo ruolo, vorrei preoccuparmi meno di-quello-che-pensano-gli-altri. I nostri bambini crescono e sento di avere difficoltà a lasciarli andare, nonostante la presenza, il sostegno di mio marito e soprattutto la condivisione dei nostri interventi educativi, genitoriali... faccio fatica, vorrei tenerli in braccio, stretti a me. Questo credo sia un nodo forte, anche perchè sono razionalmente convinta che crescere in autonomia con il giusto sostegno da parte dei genitori sia un elemento indispensabile per diventare persone, serene, libere e capaci di ragionare con la propria testa. Mi sento molto stanca, spesso mi vengono giramenti di testa. Il ciclo mestruale è sballatissimo (fatta visita ginecologica, sbalzi attribuiti allo stress, niente di fisiologico). Da qualche settimana il mio riposo notturno è un incubo! mi addormento subito ma poi mi sveglio durante la notte oppure faccio sogni brutti di cui non ricordo il contenuto; la mattina mi sveglio a pezzi.Ho frequentato un ciclo di terapia di gruppo per smettere di fumare... stava andando bene ma poi la psicologa mi ha consigliato lexotan e lì ho provato delusione nei confronti della terapia, volevo farcela da sola volevo sentirmi capace e invece... fumo ancora, ho vissuto un forte senso di fallimento. Mi sento inadeguata, faccio fatica ad affrontare tante cose ... attendo risposta, grazie Anna

Gentilissima,

Dalla sua lettera appare chiaramente questo suo stato di confusione: tante sono le cose che in questo periodo le creano disagio, anche se potrebbero avere tutte un'unica causa. Ritengo che una psicoterapia individuale sia la cosa più indicata al momento per lei, che non deve "solo" smettere di fumare, ma anche, evidentemente, riconquistare fiducia in sé stessa e nella possibilità di gestire consapevolmente la propria vita.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

BELLISSIME FAMIGLIE E TRADIMENTO

Sono sposata con una bellissima famiglia. Da quasi un anno frequento, per motivi di lavoro, un uomo della mia stessa età, anche lui con una bellissima famiglia. Fino a qualche mese fa i nostri rapporti sono sempre stati abbastanza formali, ma poi qualcosa è cambiato. Ho cominciato a sentire con lui un legame più profondo e ho scoperto molte affinità tra di noi. Nonostante abbia un carattere molto ermetico è come se lo conoscessi da una vita e noto che anche lui lascia trasparire una certa simpatia e attrazione nei miei confronti. Mi sento confusa, non riesco a spiegarmi come abbia potuto succedere. Non so più come comportarmi con lui. Visto che i nostri rapporti sul lavoro non ci consentono un dialogo vero e proprio e visto che non oso assolutamente chiedergli di trovarci al di fuori, gli ho scritto una lettera in cui ho tentato di spiegargli quello che sento, in cui dichiaro di essere molto felice di questo legame ed esprimo però le mie paure al riguardo. Ma non so se avrò mai il coraggio di dargliela, né so se sia giusto. Forse sarebbe meglio non forzare le cose e lasciare che gli eventi seguano il proprio corso? Grazie per il Suo aiuto. Utopia

Gentile Utopia,

Credo non le stia succedendo nulla di particolare, né di imprevisto: frequentare una persona dell'altro sesso, specialmente quando c'è una certa affinità, porta a provare un naturale interesse verso l'altro/a, insieme ad una certa curiosità ed attrazione sessuale. La lettera che lei ha scritto (al di là di tutte le giustificazioni morali e le razionalizzazioni che lei avrà usato per spiegare a sé stessa e all'altro il senso profondo di questo messaggio...) probabilmente non ha altro scopo che quello di far comprendere al collega che lei è pronta e disponibile a saltare il fosso... Ma lei lo è davvero? La sua "bellissima" famiglia resterebbe tale anche dopo questa esperienza? Oppure: è proprio sicura che la sua famiglia sia davvero "bellissima"? Quanto si sente felice e realizzata lei, all'interno della sua "bellissima" famiglia?  Provi a farsi queste domande e cerchi dentro di sé una risposta sincera. Nulla infatti, in questo genere di situazioni, accade realmente per caso: se desidera avere questa esperienza, abbia il coraggio di confidarlo a sé stessa ed agisca di conseguenza; se tiene di più alla "bellissima" famiglia, sua e del suo collega, faccia invece un passo indietro. Gli "eventi" di questo tipo possono seguire il loro corso, come lei dice, ma possono essere anche opportunamente "guidati": scrivendo una lettera, così come cambiando abitudini e frequentazioni. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


IL PUNTO G

sono Rossella, sono una donna felicemente sposata, mio marito mi ha eposto il desidero di farmi provare l'orgasmo con la stimolazione del punto G, abbiamo letto qualche articolo ma senza alcun risultato, lui dice di trovare (verso il ventre)a circa 6-7 cm un tessuto liscio e duro simile ad una noce, lo stimola ma io sento dolore, vorrei sapere se è quello il punto G oppure si tratta di altro, magari una foto ben dettagliata o un consiglio tecnico,grazie per la risposta 

Gentile Rossella,

Il Punto G potrebbe non esistere (come sembra dalle ricerche più recenti), o comunque potrebbe non essere presente in tutte le donne. Non tutte le donne, inoltre, provano l'orgasmo vaginale, anzi lo prova solo una minoranza. Quanto alla domanda specifica, credo che una visita ginecologica potrà chiarirle ogni dubbio.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


3 FIGLI E VITA DI COPPIA CAMBIATA


salve sono monica di 33 anni ho 3 figli, da 10 mesi l'ultima,ecco inizia tutto da qui !da quando ho partorito e' cambiata la mia vita di coppia (da tanto sesso x avere questa bimba tanto desiderata a ritrovarci da 10 mesi senza far nulla)io in primis sono cambiata fisicamente e psicologicamente ho messo + di 30 kg e non mi accetto non riesco nemmeno a guardarmi nuda ,mi sto' rifugiando nel cibo xche' non mi sento nemmeno desiderata da mio marito lui ecco non mi cerca proprio io non so' se pensa ad un'altra opppure gli faccio tanto schifo da non venirmi vicino.lui dice che non penserebbe mai di tradirmi e mi accusa di essere cambiata .non so' cosa fare aiutatemi vi prego io l'amo troppo e non voglio perderlo.........

Gentile Monica,

Mi piacerebbe poterle dire che è una cosa normale tutto quello che le sta succedendo, ma purtroppo so che non è così. Nella coppia vi state lentamente allontanando e lei, come giustamente osserva, si sta abbandonando al cibo in quanto si sente insicura del rapporto e cerca in esso consolazione (peggiorando ulteriormente la situazione). E' un circolo vizioso dal quale si può sicuramente uscire, ma occorre fare subito qualcosa di serio e di concreto. Purtroppo via email e da queste poche righe in cui mi racconta la sua vita è difficile darle buoni consigli, perché sicuramente la vostra vita familiare, con tre bambini piccoli, non deve essere né facile, né "leggera". Le raccomanderei dunque di prendere al più presto un appuntamento con un terapeuta della coppia, che potrà aiutarvi, prima che le cose fra di voi precipitino. (10 mesi senza rapporti sono un segnale importante, da non sottovalutare!).
Cari saluti e molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona


MI VORREI SEPARARE

Gentilissima, Sono una donna e mamma disperata. Mi vorrei separare, perchè con mio marito, nonostante gli innumerevoli tentativi che oltretutto nostro figlio ha subito, la situazione non va proprio ma nel contempo lui che ha 12 anni si oppone in tutti i modi. Lì per lì sembrava quasi "rassegnato" all'idea che io e suo padre ci separassimo ma col passare dei giorni, ha cambiato atteggiamento e dice continuamente che qualora ci separassimo ci odierebbe tutt'e due nel medesimo modo e che vuole che si stia insieme pur litigando. Mi tratta male perché, probabilmente vede in me la causa della rottura e minaccia spesso di scappare di casa e non vuole assolutamente che suo padre vada via. Ha atteggiamenti nervosi e talvolta aggressivi, soprattutto nei miei confronti.. Sono oltremodo disperata perchè soffro moltissimo per me e per lui, di questa situazione ma ciò nonostante mi rendo conto che io e suo padre non abbiamo speranze e non credo di dover abbandonare il “progetto”. Come posso affrontare mio figlio (dal momento che in questo suo padre non mi aiuta affatto, anzi) e fargli capire, nel modo meno doloroso possibile che è meglio così? Mi aiuti, La prego. Sono veramente in uno stato pietoso. Spero possa rispondermi Grazie infinite.

Gentilissima,

Lei non spiega i motivi della conflittualità con suo marito ma, poiché racconta nella lettera che suo figlio è molto aggressivo nei suoi confronti, presumo che a volere questa separazione sia soprattutto lei. Se la decisione della separazione fosse ormai definitivamente presa e suo marito fosse d'accordo (come sembrerebbe dalla lettera), sarebbe consigliabile lasciar trascorrere ancora un po' di tempo prima di attuare il progetto, per cercare di far tornare un po' di armonia in famiglia (per quanto forzata), nel tentativo di rassicurare vostro figlio che, comunque vada, sarete sempre i suoi genitori e continuerete entrambi a volergli molto bene.
Cercate di predisporre le cose in modo che questa separazione sia civile, senza inutili litigi o violenze verbali, e cercate di far sentire vostro figlio sempre al centro delle vostre attenzioni e del vostro affetto. Visto che il matrimonio sembra ormai fallito, è inutile tentare una terapia di coppia, ma potreste invece intanto provare a fare qualche seduta di mediazione familiare, per essere aiutati a preparare la vostra separazione nel modo migliore. Cominciate a prendere accordi (economici e non) sul futuro e a ragionare sulle scelte che pensate di fare per il vostro ragazzo, ma fatelo sempre quando lui non c'è, quando non vi può ascoltare. In sua presenza sforzatevi di mostrarvi sereni e affettuosi verso di lui. Una "buona" separazione è il miglior regalo che i genitori possono fare ai propri figli e vale molto di più del più costoso dei regali.
Auguri per tutto.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona



AD UN CERTO PUNTO SI STOPPA

Sono una signora di 40 anni, sposata da 15, con un fidanzamento di 10 anni e con un figlio di 12. Mio marito ha 10 anni più di me. Nata e cresciuta in una famiglia dove l'affetto erano alla base dei nostri rapporti mi sono ritrovata con un uomo che di affettuoso non aveva proprio niente,neanche quella più elementare. In più mi ha sempre, da subito, tagliata fuori dalla sua vita professionale non mettendomi al corrente su niente. Per rendere meglio l'idea: io tuttora (lui è in artigiano senza stipendio fisso)non ho la più pallida idea di quanto e se, guadagni e anche questo ha fatto sì che si alzasse un muro tra noi. Ho sempre provato a ragionare e sragionare con lui, con non poche difficoltà e solo quando io lo mettevo alle strette ha avuto atteggiamenti diversi nell’approccio di coppia. Ma sono durati sempre molto poco. Con gli anni quello che provavo per lui si è lentamente spento, portandomi a tradirlo di continuo. Causandomi sensi di colpa verso lui e mio figlio. Ci sono state rotture drastiche con separazioni (l’ultima a fine 2008) e riavvicinamenti. A settembre del 2009 ho deciso di riprovare per il quieto vivere e per far star meglio mio figlio e forse, anche per far tacere la mia coscienza. Ho provato a ripartire da zero ma è più forte di me: purtroppo, non provo più quel sentimento che dovrebbe fare da collante a questo rapporto e oggi mi ritrovo al punto di partenza. Vorrei la separazione e finalmente una vita più serena anche se sola con mio figlio. Come faccio ad affrontare di nuovo questa situazione con mio figlio che non ha colpe se non quella di avere due genitori squinternati? Consideri che mio figlio non più di 15 giorni fa, mi ha detto che sarebbe meglio separarsi e che lui stava “meglio” l’anno scorso quando lo eravamo. Mi chiedo in cosa sto sbagliando ma soprattutto perchè, ad un certo punto mi “stoppo” e non riesco a portare a termine la mia decisione. Spero di essere stata sufficientemente chiara e ringrazio fin d’ora. L.


Gentilissima,

Per vivere in coppia occorre andare entrambi nella stessa direzione. Dopo che, per anni, ognuno è andato per la sua strada, è difficile che possa risbocciare magicamente l'amore... Non so per quale motivo lei "stoppi" la separazione e non riesca a divorziare completamente: non credo per suo figlio, visto che lui le dice che stava meglio quando eravate separati; non credo per paura di perdere suo marito, visto che anche lui, se questa è la vostra situazione di coppia, avrà sicuramente imparato a fare a meno di lei. Forse quello che le impedisce di portare a termine la separazione è semplicemente la paura: separarsi significa ricominciare, cambiare abitudini, assumersi molte più responsabilità, diminuire il proprio tenore di vita... Forse lei capisce che, tutto sommato, le conviene lasciare le cose come stanno. E chissà che, quando il nido sarà vuoto e vostro figlio avrà preso la sua strada, ritrovarvi insieme non vi faccia piacere... Glielo auguro, sinceramente.

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona


CHATTER COMPULSIVO

GENTILE DOTT.SSA, spero lei possa venire in mmio aiuto, quasi 6 aa fa dopo una brutta separazione (mio ex marito perde la testa per altra donna e mi lascia con 2 bambine sola una delle quali molto piccola) conosco tramite chat una persona molto dolce che passa le notti con me a parlare al telefono , parliamo per un mese circa prima di incontrarci, ci incontriamo e ci frequentiamo quando io sono sola senza le mie figlie, nasce una storia bella lui molto preso e presente nella mia vita mi cerca sempre la storia continua dopo un anno mi chiede di venire a convivere con noi io un po' titubante poi accetto..... tutto abbastanza bene fatto di alti e bassi della vita quotidiana dopo due anni di storia si dimentica a casa il telefono e cosi' io lo prendo e scopro foto di donne sconosciute inviategli via cell capisco che lui continua a chattare...... si fa mandare foto da queste donne ma non le incontra mai perchè è sempre a casa mia . la cosa comincia a sconvolgermi , trovo la chat dove lui incontra persone mi iscrivo contatta anche me, dice di avere una compagna alla quale vuole molto bene ma ha bisogno di conoscere altra gente ed eccitarsi e la sua compagna non glielo permetterebbe mai.....io vado in crisi crisi di panico etc...lui parte per un mese a casa sua dai suoi come al solito, ritorna rinnovato pensando a una terapia di coppia andiamo la terapista dice che è meglio una terapia individuale, lui va 3/4 volte poi non va più.Scopre e-bay le aste on line poi scopre facebook io scopro che lui chatta anche li' cercando di tessere relazioni virtuali, gli scopro nelle e mail foto di ragazze straniere scopro che anche lui invia foto sue.....purtroppo con mio grande sofferenza prendo la decisione di mandarlo via da casa, cerco di non farmi trovare per i primi 15 gg poi ci risentiamo ci incontriamo lui mi chiede di ritornare io temporeggio, nel frattempo muore sua madre improvvisamente, chiama me, torna dai suoi per un po' mi chiama tutti i gg mi dichiara amore vuole ritornare con me.......ritorna a casa


Gentilissima,

Occorrerebbe capire perché lui sente il bisogno compulsivo di conoscere altre persone via chat. Probabilmente è una persona immatura che non ha avuto molte relazioni nella vita reale e ciò che cerca nel virtuale non è la possibilità di incontri veri e propri, ma solo un modo per nutrire le sue fantasie attraverso improbabili "conquiste" . Direi che dopo una separazione e con due figlie piccole, lei dovrebbe giustamente aspirare a rendere stabile la sua vita, accanto ad una persona che meriti la sua fiducia ed abbia senso di responsabilità. Secondo lei questo signore che lei frequenta è un tipo affidabile?
Cari saluti e buone riflessioni ;-)

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona


VOGLIO RINASCERE

Buongiorno Dott.ssa Proietti, sono felice del vosro sito e spero di riuscire a risolvere il problema che mi affligge molto , e non saprei da che parte cominciare perchè sarebbe molto lunga la mia storia e cercherò di fare un breve riassunto: allora soffro molto ansia e attacchi di panico , esco poco soprattutto devo essere in compagnia del mio compagno o mia mamma ecc... da sola non riesco andare es. a fare shopping o fare la spesa in un centro commerciale ecc.. soffro tanto di depressione perchè ho subito e subisco molti dispiaceri dovuto a un padre padrone violento e ho un hancdicap che non voglio specificare e mi fa vivere malissimo. Non riesco a essere felice , sono tanto paranoica per tutto non mi piaccio odio i mei capelli , il mio fisico ecc. e vado spesso in crisi e mi rovino anche le giornate e spesso ho rinunciato a uscire e preferisco stare chiusa in caso al sicuro. Poi anche solo per stendere la roba nel balcone mi devo truccare e pettinarmi perchè mi vergogno far vedere alla gente di come sono in acqua sapone, come anche andare a buttare l'immondizia mi devo vestire diciamo bene se non nn vado , così non è vita sono distrutta . Sono una ragazza molto intelligente e dentro di me sento che c è un vulcano che vorrei spaccare il mondo ma mi sento bloccatta la paura del giudizio della gente, esprimo raramente le mie opinioni preferisco stare zitta e cosi è ovvio che la gente mi prendeno per stupida e se ne approfittano, aiuto tanto le persone mentre gli altri no e spesso risolvo i problemi da sola....ho sempre il terrore che la gente è arrabbiata con me come esempio al lavoro se vedo che la mia collega non mi parla subito le chiedo sei arrabbiata con me ? e spesso mi sento rispondere seccata che può succedere che hanno la luna storta e io ci rimango male ecc.... Cosa devo fare voglio rinascere , voglio vivere in maniera libera e serena senza avere le paure e la perfezione e poi rischio di perdere il mio compagno perchè non è facile starmi accanto sono pesante . Comunque prima di salutare vorrei risolvere il problema di aver paura d parlare in mezzo alla gente perchè non ho una bella voce e cosi parlo pianissimo per evitare che la gente si gira e seconda cosa vorrei risolvere al piu presto il problema della sudorazione nelle ascelle e devo sempre comprare roba scura che mentre adoro i colori pastelli coa devo fare? grazie per l'attenzione e spero di essere stata abbastanza chiara con affetto A.


Gentilissima A.,

Quanti sono i problemi che vorrebbe risolvere per poter "rinascere"? Almeno una decina... Ma sicuramente ne avrà dimenticato qualcuno...  Non so cosa possa spingerla a vedere e a sentire i problemi che elenca (impossibilità di vestire con toni pastello, importanza del trucco per non farsi vedere acqua e sapone, ecc.) come importanti e capaci di infliggere sofferenza psicologica: visti dall'esterno essi appaiono decisamente marginali e di scarsa entità. Andrebbero dunque meglio spiegati, perché a mio parere questi problemi, apparentemente superficiali, potrebbero invece essere collegati al suo handicap, del quale, infatti, lei non desidera parlare. Proiettando all'esterno (sugli abiti, sul trucco, sui vicini ecc.) il suo problema interiore,  lei riesce probabilmente a placare le sofferenze che le derivano dalla ferita narcisistica, mai rimarginata, che il suo misterioso handicap le procura.
Per rinascere, cara A, bisogna guardare in faccia la realtà, per quanto doloroso questo passaggio possa essere. Per questo però esistono gli psicoterapeuti, la cui professione è mirata a prestare aiuto alle persone che, come lei, vivono con sofferenza un periodo di momentanea difficoltà e si sentono infelici, anche se hanno tutto, o molto (nel suo caso, almeno questo: un lavoro, un compagno, una mamma affettuosa, una casa, un buon livello intellettivo...)
Cari saluti e molti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


TRADITA E DISPERATA

Buongiorno, sono una donna tradita e disperata. Io e mio marito siamo stati fidanzati 3 anni e sposati da 4, con un bambino i 2 anni. Mio marito viaggia per lavoro e una o due gioni a settimana dorme fuori casa, due mesi fa ha assunto una collaboratrice, da subito ho sentito puzza di bruciato, ma non so perchè era una questione di pelle di sensazioni. La scorsa settimana è andato via per lavoro, dicendomi che avrebbe dormito in albergo solo una notte con questa ragazza, ma io non ci ho creduto e l'ho torturato di telefonate per tre giorni. Tornato a casa mi ha detto che lui non poteva essere torturato in quel modo quando lavora..e che se io mi ero comportata così significava che tra di noi le cose non andavano bene da tempo. Abbiamo poi parlato molto, da subito ho capito che mi aveva tradito, anche se non ha ammesso, il giorno dopo siamo partiti per una vacanza già organizzata durante la quale non ha voluto nemmeno toccarmi con un dito, ha continuato a chiamarla di nascosto. In vacanza abbiamo parlato molto di noi del nostro rapporto, ma lui voleva che tornando a casa di comune accordo comunicassimo che tra di noi non c'era più sentimento ma solo rapporto di amicizia, peccato che abbiamo avuto rapporti fino due giorni prima che andassse via con questa per lavoro. Tornati a casa ho trovato una chat in cui si scrivevano e progettavano un incontro la sera dopo, ho fatto una scenata ma lui è uscito ed è andato per 2 ore da questa e la sera dopo è andato con questa in hotel in un'altra città come da progetto telefonandomi e dicendomi che visto che è ancora a casa con noi ( dice che deve avere il tempo di trovare un alloggio) non sarebbe andato a letto con lei( e io ci credo? figuriamoci) io e mio marito abbiamo un legame molto profondo io mi sono messa molto in discussione al punto tale che da subito ho cercato di migliorarmi e di ritornare in forma come quando ci siamo conosciuti, visto che so che lui da tempo ci teneva . Non so cosa fare lui dice che vuole andare a vivere fuori casa per capire e che secondo lui non mi ama più ma il rapporto fra di noi è solo di fratello sorella e che inviece con questa donna da subito si sono trovati in sintonia e che gli piace molto scopare con lei. Che cosa faccio ? abbiamo un bambino di due anni e ho paura che la sua sia solo una storiella di sesso ed evasione. Mi aiutate? Grazie


Gentilissima,

Oramai che la "frittata" è fatta, non ha altre possibilità che aspettare che questa storia sfumi, per poi cercare di ricominciare un rapporto di coppia su nuove basi. Più lei esaspererà questa condizione, più torturerà suo marito con scenate di gelosia, più lui si sentirà sicuro del suo amore per lui e gli permetterà di vivere questa storia senza sensi di colpa (dal momento che ora la "cattiva" è lei...). Cambi completamente registro: sia dolce, premurosa, affettuosa, non faccia domande, sia sorridente e si rimetta presto in forma. E' solo questa la strada che aiuterà suo marito a capire la differenza fra una moglie con la quale si condivide un rapporto profondo, oltre che un figlio di pochi anni e una storiella di poco conto, di sesso occasionale, che lascia il tempo che trova.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


LA RAGAZZA CON LA VALIGIA

Buonasera, Sono una ragazza che sta vivendo un periodo critico della propia vita.In realtà questo periodo dura da quando ho conosciuto il mio attuale compagno. Ci siamo trasferiti per vivere insieme e cercare lavoro. All'inizio della storia lui era dolce e passionale,ora fa l'amore per dovere e solo se glielo chiedo io. Si alza presto e la sera è sempre distrutto.Io lavoro saltuariamente e ho il terrore di finire i miei risparmi. Prima lavoravo stagionalmente ma ero abbastanza indipendente.Ora il fatto di non esselo piu'mi rende insicura e molto triste. Piango spesso e vorrei andar via per risolvere questa situazione anche se non saprei dove andare. Prima vivevo dai miei,quando non ero fuori per lavoro,che pero'non possono aiutarmi avendo grossi problemi economici e personali. Il mio compagno quando piango mi ignora,guarda la tv o sente la musica.Mi dice che è stanchissimo e che non puo' darmi retta. Ho lasciato quel poco che avevo per stare con lui ed a volte mi sento più sola di prima.Non sono felice e mi manca l'appoggio di una famiglia. Vivo nel ricordo del passato e penso che tutti gli altri siano più felici di me. Cosa dovrei fare?Ho paura di perdermi. Grazie. Laura


Gentile Laura,

Lei ha temporaneamente smarrito i suoi obiettivi. Infatti, siete partiti dal luogo di origine avendo un progetto di coppia, che ora sembra dissolversi giorno dopo giorno, lasciandola completamente priva di energie: delusa dal presente, impossibilitata a riagganciarsi al passato, incapace di guardare al futuro. Credo che il suo percorso di liberazione da questa angoscia che al momento sta vivendo non potrà che ripartire dalla conquista di una maggiore sicurezza economica, da raggiungere attraverso qualsiasi tipo di lavoro (onesto). La stima di sé e l'energia per affrontare i problemi infatti potranno tornare solo quando lei si sentirà più sicura di poter contare pienamente su sé stessa.
Coraggio Laura, non si perderà, ma si dia da fare: piangere fa sentire meglio, ma non è d'aiuto.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


CONFUSA

cara dottoressa, scrivo perchè sono molto confusa e consapevole di dover affrontare i miei disagi, le mie attuali difficoltà. Le chiedo un primo orientamento, un consiglio sul modo migliore per trovare (cercare?) il mio equilibrio interiore. Ho due figli 10 femmina 8 maschio, due splendidi bambini. Sono sposata da undici anni con alti e bassi "fisiologici" nella relazione.I miei genitori, residenti in altra città, quindi lontani, sono sempre stati molto molto ansiosi e io non ho mai voluto essere come loro. Le persone che mi circondano amici, colleghe, conoscenti mi reputano una persona solare, disponibile, gentile. Faccio molta fatica a mantenere questo ruolo, vorrei preoccuparmi meno di-quello-che-pensano-gli-altri. I nostri bambini crescono e sento di avere difficoltà a lasciarli andare, nonostante la presenza, il sostegno di mio marito e soprattutto la condivisione dei nostri interventi educativi, genitoriali... faccio fatica, vorrei tenerli in braccio, stretti a me. Questo credo sia un nodo forte, anche perchè sono razionalmente convinta che crescere in autonomia con il giusto sostegno da parte dei genitori sia un elemento indispensabile per diventare persone, serene, libere e capaci di ragionare con la propria testa. Mi sento molto stanca, spesso mi vengono giramenti di testa. Il ciclo mestruale è sballatissimo (fatta visita ginecologica, sbalzi attribuiti allo stress, niente di fisiologico). Da qualche settimana il mio riposo notturno è un incubo! mi addormento subito ma poi mi sveglio durante la notte oppure faccio sogni brutti di cui non ricordo il contenuto; la mattina mi sveglio a pezzi.Ho frequentato un ciclo di terapia di gruppo per smettere di fumare... stava andando bene ma poi la psicologa mi ha consigliato lexotan e lì ho provato delusione nei confronti della terapia, volevo farcela da sola volevo sentirmi capace e invece... fumo ancora, ho vissuto un forte senso di fallimento. Mi sento inadeguata, faccio fatica ad affrontare tante cose ... attendo risposta, grazie Anna


Gentilissima,

Dalla sua lettera appare chiaramente questo suo stato di confusione: tante sono le cose che in questo periodo le creano disagio, anche se potrebbero avere tutte un'unica causa. Ritengo che una psicoterapia individuale sia la cosa più indicata al momento per lei, che non deve "solo" smettere di fumare, ma anche, evidentemente, riconquistare fiducia in sé stessa e nella possibilità di gestire consapevolmente la propria vita.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


BELLISSIME FAMIGLIE E TRADIMENTI

Sono sposata con una bellissima famiglia. Da quasi un anno frequento, per motivi di lavoro, un uomo della mia stessa età, anche lui con una bellissima famiglia. Fino a qualche mese fa i nostri rapporti sono sempre stati abbastanza formali, ma poi qualcosa è cambiato. Ho cominciato a sentire con lui un legame più profondo e ho scoperto molte affinità tra di noi. Nonostante abbia un carattere molto ermetico è come se lo conoscessi da una vita e noto che anche lui lascia trasparire una certa simpatia e attrazione nei miei confronti. Mi sento confusa, non riesco a spiegarmi come abbia potuto succedere. Non so più come comportarmi con lui. Visto che i nostri rapporti sul lavoro non ci consentono un dialogo vero e proprio e visto che non oso assolutamente chiedergli di trovarci al di fuori, gli ho scritto una lettera in cui ho tentato di spiegargli quello che sento, in cui dichiaro di essere molto felice di questo legame ed esprimo però le mie paure al riguardo. Ma non so se avrò mai il coraggio di dargliela, né so se sia giusto. Forse sarebbe meglio non forzare le cose e lasciare che gli eventi seguano il proprio corso? Grazie per il Suo aiuto. Utopia


Gentile Utopia,

Credo non le stia succedendo nulla di particolare, né di imprevisto: frequentare una persona dell'altro sesso, specialmente quando c'è una certa affinità, porta a provare un naturale interesse verso l'altro/a, insieme ad una certa curiosità ed attrazione sessuale. La lettera che lei ha scritto (al di là di tutte le giustificazioni morali e le razionalizzazioni che lei avrà usato per spiegare a sé stessa e all'altro il senso profondo di questo messaggio...) probabilmente non ha altro scopo che quello di far comprendere al collega che lei è pronta e disponibile a saltare il fosso... Ma lei lo è davvero? La sua "bellissima" famiglia resterebbe tale anche dopo questa esperienza? Oppure: è proprio sicura che la sua famiglia sia davvero "bellissima"? Quanto si sente felice e realizzata lei, all'interno della sua "bellissima" famiglia?  Provi a farsi queste domande e cerchi dentro di sé una risposta sincera. Nulla infatti, in questo genere di situazioni, accade realmente per caso: se desidera avere questa esperienza, abbia il coraggio di confidarlo a sé stessa ed agisca di conseguenza; se tiene di più alla "bellissima" famiglia, sua e del suo collega, faccia invece un passo indietro. Gli "eventi" di questo tipo possono seguire il loro corso, come lei dice, ma possono essere anche opportunamente "guidati": scrivendo una lettera, così come cambiando abitudini e frequentazioni. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


TRE ESAMI DALLA LAUREA

salve dottoressa, sono una ragazza di 29 anni laureanda in psicologia. ma da un paio di anni mi sono bloccata con gli ultimi 3 esami, rendendomi anche bugiarda con la mia famiglia ( loro pensano che abbia finito gli esami ed ho problemi con la tesi...) per questo mi sento molto in colpa, ma ho preferito dire bugie piuttosto che deluderli.. in questi ultimi anni ho anche iniziato soffrire di herpes. il fatto che ho notato è che ho interesse nello studiare, ma quando manca poco tempo alla data d'esame, nn riesco più a concentrarmi e studio veramente poco, cosicchè non mi presento mai all'appello e nn riesco a capire come posso fermare questo triste copione che mi sta dilaniando la vita. io penso che sia scarsa autostima e poca fiducia in me, volevo sapere se mi poteva dare un consiglio . grazie p.s. pensavo di iniziare a scrivere un diario pensa che possa essere utile?


Gentilissima,

Chiaramente lei non desidera laurearsi, perché c'è qualcosa che la spaventa. Laurearsi significa infatti concludere un ciclo, terminare il periodo della formazione personale ed entrare finalmente, da persona adulta, nel mondo del lavoro. Non è possibile comprendere quali siano le sue reali difficoltà da queste poche righe che mi scrive, ma andare da uno psicologo per farsi sostenere e motivare in questo ultimo periodo di fatica universitaria potrebbe essere un'ottima idea.
Lei ha 29 anni ed è già ampiamente fuori corso: la sua autostima potrà realmente riconquistarla solo quando riuscirà a staccarsi dalla sua famiglia e a "volare" da sola, trovandosi un lavoro. L'herpes è probabilmente una somatizzazione di questo suo stato di ansia e insoddisfazione. Tenere un diario potrebbe essere utile, soprattutto quando ci si fissa degli obiettivi ed ogni giorno si scrive cosa si è fatto per soddisfare gli impegni presi con sé stessi. 
A mio parere dovrebbe ricominciare immediatamente a sostenere gli esami, eventualmente presentandosi all'appello, anche quando non si sente preparatissima: solo come atto di buona volontà, di fiducia verso sé stessa. Un'altra cosa.... A volte può venire l'idea di scrivere un diario "segreto" per farlo in realtà trovare a qualcuno... Forse ci sono problemi di comunicazione fra lei ed i suoi genitori? Forse lei non sente di potersi realizzare, dopo la laurea, come i suoi genitori si aspetterebbero? Se queste fossero le sue difficoltà, occorrerebbe parlarne, con sincerità. Raccontare menzogne è infatti una modalità molto infantile di risolvere i problemi, i quali invece, con le bugie di mezzo, non fanno che aggravarsi ulteriormente.
Coraggio dunque, cara quasi-collega: questo momento di depressione e di incertezza le sarà molto utile in futuro per capire gli altri, quando sarà dall'altra parte. Non perda ulteriore tempo e si liberi al più presto della catena che la lega all'Università: il mondo può essere difficile, strano, pericoloso, ma conviene sicuramente affrontarlo se si desidera dare un senso alla propria esistenza, le pare? ;-)
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


LEI RUBA?

mi chiamo gianni, ho una relazione con una donna da circa 1 anno e mezzo, ho 55 anni lei 11 meno, circa 6 mesi fa ho avuto il sospetto, intuito che lei aveva preso il mio portafogli a mia insaputa, poi ho controllato il contanti ma non ero sicuro che mi avesse sottratto del denaro, magari 20 o 50 euro. poi circa 30 giorni fa dopo una notte di sesso, mentre io ancora dormivo, svegliandomi al mattino ho sorpreso lei con i miei pantaloni ed il mio portafogli in cucina, ed aveva sottratto circa 20 euro di cui 5 sono caduti dalla sua gonna, poi mi sono arrabbiato ed ho cercato di interrompere la realzione definitivamente con lei, ma dopo in serata ed il giorno dopo lei mi ha chiesto perdono del suo comportamento, ed io ho lasciato perdere. Ma adesso l'episodio ed il suo mal modo mi pesa, ho cercato di incontare altre donne, per finirla con lei. Lei ritiene che sia una donna non affidabile dopo l'accaduto, e che sia il caso di lasciarla definitivamente,? Cosa mi consiglia, rimanere con Lei e nel frattempo cercare un'altra relazione più affidabile? adesso comunque come prima ci vediamo quasi tutti i giorni e rimane da me a dormire poi al giono al lavoro, torna dalla mamma, e di solito la sera e la notte torna da me, cosa mi consiglia? devo lasciarla definitivamente? aspetto con urgenza il consiglio!


Gentile Sig. Gianni,

Francamente nel suo quesito ci trovo poco di psicologico e dunque le rispondo come credo le risponderebbe chiunque: provi a mettere i soldi in un luogo inaccessibile e veda come va... In alternativa, lasci delle piccole somme in giro per la casa (o nel suo portafogli), scrivendo nei dettagli il luogo dove li lascia e il relativo importo, compresi gli spiccioli. Poi faccia un controllo. Credo però di intuire, visto che ha pensato di porre la domanda ad una psicologa, che lei stesso non ritenga del tutto infondato il sospetto che una donna tanto più giovane di lei possa avere qualche altro interesse, che vada al di là di una notte di sesso... Credo che la cosa migliore da fare sia affidarsi ad una prova "provata" che smentisca (o confermi) ogni dubbio.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


UN MARITO PUO' CAPIRE SE UNA MOGLIE HA UN DISTURBO DEL DESIDERIO?

Come si puo' riconoscere in una donna (la propria moglie di 39 anni) il disturbo del desiderio? Quali sono i sintomi e comportamenti nel dettaglio a parte ad esempio strategie di copertura che pero' potrebbero essere anche confusi da "tradimenti" (es. troppe chat su internet) o in effetti comportamenti attribuibili a me come partner (sebbene mai esplicitati in 13 anni di matrimonio). Solo ora confessa di non avere fantasie sessuali, aver sempre avuto poca voglia perché non gli interessa il sesso e di non essersi mai masturbata, nemmeno in adolescenza. Pero' siamo andati avanti per 13 anni e due figli anche se con molta irregolarità e mia masturbazione (che ora gli ho confessato visto che la situazione é diventata oggetto di litigi e insostenibile). Lei arriva anche a parlarmi di separazione e ha cominciato ad accusare me che sono padre troppo "perfetto" 100% casalingo che si occupa full time di casa e figli e domando a lei, donna lavoratrice, di essere un po' più madre (con i figli) e moglie presente. Risultato: lei preferisce il suo lavoro e i suoi amici e colleghi e io divento collerico con lei anche a causa del mio testosterone (che forse manca a lei?). Una cosa é certa, mia moglie mi ha sempre parlato poco..

Una cosa è certa: avete bisogno di una terapia di coppia, prima che le cose precipitino (e lei non ha sufficienti strumenti per risolvere le cose da solo, visto che non è estraneo a questa coppia, ma è parte di quel problema....)
Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

LA PENETRAZIONE

Salve. Ho 36 anni, un passato bulimico alle spalle, ma nel complesso una vita che, pur faticando, migliora di giorno in giorno. Vorrei chiederle una cosa : dopo aver avuto le normali esperienze sessuali che dall'adolescenza all'età matura capita di fare, sono arrivata a un punto in cui mi piace godere con il mio uomo, con cui ho un legame da più di due anni, in vari modi, tempi, ritmi ma la penetrazione, avendo comunque constatato che tramite essa non godo, mi fa sentire usata, anche se sono giunta precedentemente all'orgasmo per più volte, e quindi tendo a evitarla, dopo averne completamente sfatato il "mito" e averne ripetutamente parlato con il mio compagno. Quello che io dico è poichè abbiamo voluto, con i contraccettivi, "liberarci" del significato più vero della penetrazione come atto procreativo, perchè continuare imperterriti a darvi compimento quando da più parti si legge che solo il 7%delle donne gode in tal maniera? "Avere un essere umano dentro di sè", come ho letto da qualche parte in riferimento alla gioia suprema per una donna, dovrebbe essere - caso mai - riferito a un bambino (ma penso che ci siano anche altre gioie, magari l'adozione, anche più grandi) e non a un adulto. C'è forse in psicologia un atto di violenza inconscio perpetrato dagli uomini e subito dalle donne? Mi spiego meglio : cos'è che continua a portare le donne "clitoridee" ad accettare il patner dentro di sè? Non è poi così appagante essere penetrati, anche laddove si ami il proprio compagno..o forse dovrei vedere in questo mio "fastidio" che si è andato delucidando nel tempo ma che , latente, a parer mio, è sempre stato dentro di me, la prova del mancato amore per il mio ragazzo? Ho forse un celato odio per gli uomini? Ultimamente mi è capitato di leggere frequentemente lettere di donne che lamenteno nella propria vita sessuale la mancanza di piacere e lettere di uomini, magari sposati, che lamentano il fatto che le loro mogli non vogliano più buttarsi denrtro un letto con loro...mi chiedo e le chiedo, non sfiora minimamente la testa di queste persone il fatto che si rifuta ciò che non dà piacere? Perchè mai si dovrebbe finire in un letto? Per tradizione? O per contratto? La ringrazio sin d'ora della pazienza che avrà voluto mettere nel leggere il mio scritto.

Gentilissima,

Grazie anzitutto di questa lettera che, si sente, esprime pensieri e riflessioni che sicuramente la accompagnano da tempo. A parte per le situazioni in cui la coppia intende procreare, la penetrazione oggi, come lei ben dice, non è affatto un must. Quanto al sentirsi usata, varrebbe la pena riflettere sul fatto che un tempo le donne si sentivano "usate" se venivano chieste loro delle prestazioni diverse dalla penetrazione, che si svolgevano più nei postriboli che con la propria moglie (intendo dire il sesso orale, il sesso anale ecc.). Con la moglie l'unico sesso "lecito" era la penetrazione, dal momento che era l'atto sessuale più casto, in quanto strettamente legato alla vita riproduttiva e familiare.Oggi molti tabù sono caduti e con la propria compagna si fa sesso di tutti i tipi, per cui siamo giunti al paradosso che le donne possano sentirsi oggi usate se si chiede loro il rapporto sessuale classico, magari nella posizione del missionario... Come vede, il sentirsi o meno usate dipende più da un fattore culturale che organico o fisiologico. In ogni caso, sono d'accordo con lei: non c'è alcun motivo per costringersi a quell'atto, se esso non è capace di restituire un piacere condiviso. Quanto alla sua domanda sulle donne "clitoridee", risponderei che esse non disdegnano la sensazione del pene che si muove dentro di loro, un po' perché, anche se non le conduce all'orgasmo, si tratta comunque di una stimolazione molto potente (se sono sufficientemente lubrificate), un po' perché alcune donne possono sentirsi eccitate nel semplice donarsi completamente al proprio uomo, anche fosse per il suo esclusivo piacere. Non è certo questa la normalità, anzi... Però esiste. Nella nostra società c'è molto individualismo ed egocentrismo: tutti reclamano il proprio piacere, ma poco fanno per donarlo all'altro/a. Il discorso vale per la donna, quanto per l'uomo: occorre imparare a dare di più, per ricevere di più. Se, con il tempo, ci si accorge che, malgrado gli sforzi sostenuti non si riesce ad ottenere il cambiamento desiderato, si può riconsiderare il senso della propria unione, magari passando, prima di buttare al vento anni e anni di convivenza, dal terapeuta della coppia, o dal sessuologo. Non fanno miracoli, ma il gioco vale sicuramente la candela...
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


COSA STA SUCCEDENDO NELLA MIA VITA?

Gentile dottoressa, le scrivo per avere un suo aiuto a capire ciò che sta succedendo nella mia vita e in quella della mia famiglia. Ho 50 anni e sono sposato da 21 anni con mia moglie che ne ha 48 ( ci conosciamo da circa 29 anni). Abbiamo un figlio di 18 anni. Il nostro rapporto è stato fino a qualche mese fa di quelli molto tranquilli, senza scossoni e, apparentemente (questo è ciò che percepivo e-credo- pensassero gli altri ) molto solido. Ad un tratto, alla fine dello scorso mese di Settembre, tutto è cambiato… E’ bastato che un giorno facessi notare a mia moglie che mi sembrava che fossimo un pochino tristi senza capire bene i motivi per cui ciò avvenisse. Alla mia constatazione seguiva un suo sfogo che per me è stato come un’onda di piena che mi ha investito e travolto. In pochi attimi e un discorso nemmeno troppo lungo, tutta la nostra convivenza è stata ri-analizzata arrivando ad affermare che lei si era annullata a causa dell’amore provato per me e che io avevo vissuto tutti questi anni prevaricandola, impedendole di essere se stessa, cercando di chiuderla all’interno di un recinto, riservando la maggior parte del mio tempo e delle mie energie al mio lavoro e ai miei libri ( sono un docente universitario e conduco un’attività di ricerca in campo scientifico). Dopo i primi attimi di autentico stupore ( era quanto di più lontano potessi immaginare!) ho realizzato la gravità della cosa ed ho cercato di capire che cosa si potesse fare. Ho proposto di rivolgerci immediatamente ad un terapeuta ma, pur non ricevendo un rifiuto netto, mia moglie mi ha fatto capire che riteneva molto più utile per lei, in quel momento, riflettere da sola sulla situazione e rimandare questa decisione. Inutile dire che da quel momento tutta la nostra vita intima è cambiata: niente più rapporti sessuali, coccole, baci ma solo qualche raro abbraccio o carezza ( ma solo in privato, in quanto in pubblico non vuole che le prenda neanche la mano!). E’ trascorso da allora un periodo di inferno durante il quale si alternavano momenti drammatici in cui lei piangeva e si disperava ( a suo dire in quanto in preda al rimorso per la sofferenza che mi stava infliggendo) a momenti in cui sembrava che potessimo ritrovare un’armonia. Molte volte mi ha accusato di “non fare niente”, ovvero di non riflettere sulla nostra situazione ma limitarmi semplicemente ad attendere una sua decisione che non arrivava. Mi ha ripetuto infinite volte che mi vuole un bene grandissimo ( e che me ne vorrà sempre) ma che qualcosa si è rotto che non sente più l’attrazione di pr Come vede, sono veramente molto confuso e ho grandi difficoltà ad andare avanti in questa situazione di grandissima incertezza. Dormo poco, cambio continuamente umore. Ogni tanto, quando la situazione mi appare troppo degradata perché possa pensare che qualcosa si potrà ricostruire, sono tentato di raccontare pacatamente a mio figlio la mia versione dei fatti e uscirmene da quella che mi appare ogni giorno di più una trappola, ma fino ad ora non ho mai trovato la forza per farlo. In ogni caso, La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà riservare a questo mio sfogo. Distinti saluti Roberto


Gentile Roberto,

Sicuramente questo è un momento di grande confusione, ma è anche un momento in cui entrambi siete divenuti consapevoli che qualcosa nel vostro rapporto non va più bene e che c'è bisogno di fare qualcosa per ristabilire un minimo di serenità. Anzitutto va considerato che state vivendo un'età di transizione: vostro figlio sta diventando maggiorenne, il "nido" sta per svuotarsi e le abitudini nel tempo accumulate sembrano ormai non avere più alcun senso. Infatti, dopo tanti anni in cui vi siete occupati soprattutto della educazione e della sana crescita di vostro figlio, ora dovete ritrovarvi come coppia e questo non sempre è facile, perché ovviamente voi non siete più i ragazzi di un tempo: la vita vi ha necessariamente cambiato, nel corpo, nelle conoscenze, nelle esperienze, nelle esigenze. A questo punto dunque va completamente rinegoziato il vostro modo di stare insieme, i vostri rispettivi ruoli nella coppia, i compiti nella vita quotidiana. E' possibile che sua moglie senta davvero tutte le cose che le ha detto, ma forse la loro portata è stata ingigantita da uno stato di leggera depressione, che la porta a guardare in modo pessimistico tutto ciò che la circonda. Avere delle discussioni e dei litigi è comunque un'espressione di vitalità nella coppia e voi dovreste prendere questo momento di riflessione come una opportunità che vi si offre per migliorare il vostro stile di vita ed essere entrambi più felici, non solo come famiglia, ma anche come coppia. Il consiglio che sento di darle, a parte quello di rivolgersi ad un esperto, cosa che peraltro lei ha già preso in considerazione, è quello di ascoltare le esigenze di sua moglie, di mettersi in discussione, di mostrarsi disponibile a modificare alcune sue abitudini, magari chiedendo in cambio altre cose da sua moglie, che la renderebbero più felice nel rapporto con lei. Cercate di trovare o ri-trovare degli hobbies da condividere, fatevi dei nuovi amici, tornate a manifestare attenzione verso le esigenze dell'altro. A livello personale le consiglierei, come del resto implicitamente le chiede sua moglie, di uscire dall'apatia in cui sembra precipitato: la sua casa, la sua famiglia, non sono una trappola, perché lei non è una vittima inconsapevole di questo sistema, ma un protagonista. Cerchi dunque di mostrarsi attivo e sereno, evitando, questo si, di tornare su discorsi poco costruttivi e inconcludenti, che si attorcigliano su sé stessi, senza produrre cambiamenti. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


SCARICARE LA COSCIENZA

salve,sono un ragazzo di 35 anni fidanato da 8, da quando avevo circa 25 anni ho scoperto di avere fantasie sessuali con uomini e piano piano ho cercato contatti anche fisici in modo soft ,contatti che sono sempre diventati più fraquenti.ogni volta al termine degli incontri m vergognavo di me stesso e mi promettevo di non rifarlo più.non ho mai considerato questo mio vizio un tradimento verso la mia compagna perchè lo consideravo una cosa intima mia che non poteva sfiorare il mio amore per lei e che nessuno poteva mai sapere.purtroppo oggi dopo qualche battuta strana di qualche conoscente ho il sospetto che qualcuno del mio paese sappia qualcosa ho mi abbia visto in posti"compromettenti" e la cosa mi ha letteralmente sconvolto mi è caduto il mondo addosso. penso sopratutto alla mia compagna,alle chiacchere della gente alle mie spalle e ogni vota che lei mi gurda con occhi innamorati convinta che io sia un vero uomo la mia coscenza vorrebbe dirgli tutto,perchè non sopporto più il peso di questo segreto che pensavo tale. cosa devo fare?scaricare la mia coscenza e farla sare male, e rischiare di perderla oppure nascondere tutto e lasciare che gli altri possano ridere di lei sue alle spalle?non se lo merita. sono veramente tormentato e distrutto .non ho avuto più nessun contatto con uomini ormai da più di 1 anno e mezzo .la dignità nei miei conronti ormai è a zero ed ho paura del futuro.

Gentilissimo,

In realtà non vi è molta differenza fra un rapporto hard e uno soft, tra una penetrazione, o una semplice masturbazione reciproca... Se lei sente il bisogno di avere questo tipo di rapporti omosessuali non c'è nulla di male: deve soltanto riconoscerlo e abituarsi a convivere con questa parte di sé, anche compiendo delle scelte che riguardano la sua vita.
Se invece si è trattato solo di una parentesi, di una esplorazione più profonda della sua sessualità ed ha ora deciso di chiudere definitivamente questa esperienza, non credo che "scaricarsi la coscienza" con la sua ragazza sia la cosa migliore da fare. In questo modo infatti rischierebbe di perderla, oltre tutto per un motivo che ormai appare superato. Se sente il bisogno di parlare di questa cosa (e credo che lei ne abbia veramente bisogno) può farlo con uno psicologo: si potrà così aprire completamente e potrà sentirsi sicuro della sua privacy, appellandosi al segreto professionale (cosa che non potrà mai chiedere a nessuno dei suoi eventuali confidenti, compresa la sua attuale ragazza).
E' vero che in amore la sincerità è un valore grandissimo e, quando è possibile, andrebbe perseguito; vi sono tuttavia delle situazioni in cui qualche omissis e qualche mezza verità possono rappresentare un compromesso accettabile per   riconquistare l'autostima e continuare a credere nel futuro. Nessuno del resto è perfetto, ma tutti possono impegnarsi per migliorare.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


PAURA DEL BUIO

Gentilissima Dottoressa Giuliana, le scrivo per una consulenza in merito ad una fobia che mi opprime da anni, la paura del buio!! brevemente io: sono un ragazzo solare, sempre pronto alla battuta, faccio un lavoro che non mi piace da molti anni (impiegato), ho una vena artistica molto forte (mi piace costruire, disegnare, progettare e realizzare ogni singola cosa della mia vita, dai quadri all'arredamento alle macchine, moto ecc..), non ho alcuna fede religiosa, non seguo nessuna corrente politica, sono abbastanza inconcludente e sfaticato, fumo hashish abitualmente, fondamentalmente timido e riservato. La paura del buio me la porto dietro da tutta la vita, puntualmente arriva ogni notte prima di andare a dormire. Quando sono al buio sono "ossessionato" dal fatto che qualcuno (che non c'è) possa toccarmi o parlarmi e la maggior parte delle volte mi paralizzo, apro gli occhi e fisso il nulla finchè non crollo esausto. Condivido il letto con la mia compagna da qualke anno, e questo mi aiuta un po', ho come un senso di protezione... ma non totale. Ultime due cose: La mia casa è composta di due stanze (soggiorno e camera da letto) se dormo in soggiorno avverto molto meno questa paura - forse perchè la posizione del soggiorno mi consente di tenere "sott'occhio" quasi tutta la casa mentre dalla camera da letto non vedo niente. Se invece ci sono ospiti (e quindi dormono nel soggiorno o anche viceversa nel caso dei genitori/suoceri ai quali cediamo volentieri la nostra stanza) la paura scompare del tutto, in sintesi più persone ci sono quando dormo/sono al buio più mi sento tranquillo. Ringraziandola colgo l'occasione per augurarLe un sereno Natale e un felice anno nuovo.

Gentilissimo,

La paura del buio è la paura classica dei bambini. Quando è presente negli adulti, sarebbe necessario cercare di recuperare alcuni ricordi della propria infanzia, per capire se vi sono stati particolari traumi che hanno prodotto questa difficoltà. Comprendere le cause del disagio potrà di per sé esserle di grande aiuto. Per migliorare ulteriormente la situazione nel presente, dovrebbe desensibilizzarsi gradualmente alla situazione di oscurità, il che significa imporsi di dormire sempre in camera da letto, con una luce (che non disturbi la sua compagna). L'intensità dell'illuminazione dovrebbe essere poi via via diminuita, fino ad arrivare alla condizione di buio. Un secondo suggerimento è quello di cercare di fare al buio tutto quello che può essere fatto (senza correre inutili rischi, ovviamente): mangiare, ascoltare musica, conversare con altre persone, stare da solo a pensare a qualcosa di bello che le è capitato, ecc. Associare ricordi positivi allo stato di oscurità potrà aiutarla a superare la fobia. L'unica cosa che le raccomando è il tempo: non abbia fretta. Queste paure si superano solo quando c'è la motivazione, la costanza e soprattutto la pazienza. Salve.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA COPPIA ANNOIATA

Sono sposata da 11 anni non ho figli - mio marito e un uomo buono onesto tranquillo in tutti i sensi! E peggiorato e sempre stanco annoiato senza entusiasmo non gli va di fare nulla con me. Ho provato a dirglielo ma dice che è anche colpa mia e che lui e cosi e non puo farci nulla- Neanche con l'arma del sesso riesco a farmi notare io lo ignoro e lui mi ingnora ci sarebbe tanto altro ma per ora va bene cosi. mi sento terribilmente sola eppure vorrei solo un po di attenzzione e complicità


Gentile Signora,

Non è molto vantaggioso, nella vita, aspettare che siano sempre gli altri a cambiare... A volte il cambiamento, nel proprio partner, così come nel proprio ambiente sociale, può essere prodotto da atteggiamenti diversi, più efficaci nel raggiungere gli obiettivi desiderati. Infatti, se le cose fra voi sono arrivate a questo punto, non necessariamente le colpe sono tutte di suo marito... Come lui dice, anche lei ha sicuramente la sua parte di responsabilità!
Cerchi allora di prendere seriamente in considerazione le motivazioni di suo marito: perché si comporta così? Cosa gli manca per essere felice? Cosa si aspetterebbe da lei? Sicuramente molte delle sue richieste potrebbero essere soddisfatte senza particolari sforzi; altre potrebbero invece essere accordate in cambio di qualcosa che venga questa volta a soddisfare le sue aspirazioni, i suoi desideri. Nella vostra coppia occorre produrre un cambiamento: qualcuno deve prendersi la responsabilità di cambiare il suo modo di fare, per influenzare positivamente l'altro. Rimanere uguali a sé stessi, prendendosi come unica soddisfazione quella di lamentarsi, significa accettare questo stato di cose come se fosse un destino, una fatalità... E invece molto possiamo fare, nella vita, per stare meglio, per essere più felici, anche se, ovviamente, non possiamo desiderare l'impossibile. Auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


SOSPETTO


Salve, sono sposata da circa tre anni ed abbiamo un bambino di due anni; il periodo del fidanzamento è durato poco, circa nove mesi, durante i quali si è manifestata subito una certa diffidenza sia da parte mia( avevo avuto una precedente traumatica esperienza con un tipo che mi aveva nascosto di essere sposato!Ma prima di allora ero stata fidanzata per 4 anni senza quasi essere gelosa ) sia da parte di mio marito( anche lui diceva di aver avuto esperienza negativa poichè aveva scoperto il tradimento della cognata nei confronti di suo fratello). Nonostante ciò e nonostante problemi con la sua famiglia, mio marito si era dimostrato una persona dolce, garbata,gentile,sembrava quasi privo di cattiveria; dopo il matrimonio, ahimè, le cose sono cambiate in modo radicale: la sua gelosia nei miei confronti è diventata morbosa, con sospetti ed umiliazioni di ogni tipo, pur essendogli stata sempre fedele; a ciò si sono aggiunti comportamenti e modi di fare incredibilmente offensivi e volgari, parolacce, minacce, urla, litigi per pretesti banalissimi,insomma, si è manifestata una persona totalmente diversa da quella che pareva prima del matrimonio, e tutto questo mentre ero incinta; il bambino è nato prematuro(la sera prima della rottura delle membrane c'è stata una lite furibonda tra noi), grazie a Dio ora sta bene ed ha recuperato, ma il rapporto tra noi si è andato deteriorando sempre più. Da un punto di vista fisico, poichè io desideravo per scelta di fede avere rapporti dopo il matrimonio,(scelta che ha condiviso dicendo di non aver avuto rapporti neanche lui),le cose non sono andate bene poichè io non sono mai riuscita a rilassarmi e lui mi ha anche incolpato di ciò,rendendo la cosa difficilissima; inoltre i continui litigi me lo hanno allontanato sempre più cosicchè io non l'ho più desiderato ed anzi, l'ho respinto ogni volta che si avvicinava; da qualche mese,però,di colpo ho iniziato a ricollegare tutta una serie di piccoli eventi strani,( ritardi, cose successe all'ultimo momento, chiusure nel bagno per tanto tempo e tante altre) inclusa una improvvisa assenza di gelosia da lui giustificata con la voglia di andar d'accordo, ed ho iniziato a sospettare che ci sia un'altra storia, con una persona in particolare,(una collega di lavoro) poichè più volte me ne ha parlato ostentando un certo disprezzo e poi l'ho ascoltato al telefono mentre parlava con ella con un tono veramente molto dolce; alle mie domande mio marito ha reagito dapprima in modo violento con altrettante urla e parolacce e dicendo che sono pazza da ricovero, poi, negli ultimi tempi, sta cercando di controllarsi e di non avere più questi atteggiamenti; io dal canto mio ho cercato di avvicinarmi anche fisicamente, solo che, dopo essere stati insieme(ed ero più rilassata) mi si è innescata una candidosi che mi ha impedito di continuare e mi sono anche insospettita; ora mi rendo conto che guardo ogni cosa con sospetto Grazie per il suo aiuto Rossana

Gentilissima Rossana,

Le scelte di fede, seppure rispettabili, non sono sempre le scelte migliori per quanto riguarda il benessere della coppia. Il rapporto sessuale infatti non dipende da leggi matematiche e per questo non è detto che mettendo insieme due persone a caso dentro un letto si possa sempre creare l'alchimia giusta per una relazione sessuale soddisfacente per entrambi. La sessualità infatti è una forma di dialogo, dove a parlare sono i corpi; pù si "dialoga", più ci si capisce e si consolida la coppia. Prenda questa storia della collega di suo marito come un ottimo campanello d'allarme, utile per farle comprendere che, se foste andati avanti con le modalità utilizzate in questi anni, presto vi sareste ritrovati nell'ufficio di un avvocato. Il consiglio è quello di cercare di rimettere a posto le cose attraverso una "provvidenziale" terapia di coppia.
Coraggio, cambiando un po' tutti e due ce la potrete fare. Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

HO PAURA

Cara dottoressa, io so che la mia non è una vera è propria domanda ma uno sfogo! sn abbastanza attenta e meticolosa sul cercare di capire cosa mi capita intorno a me! mi sento una persona empatica e a volte vivo dei sentimenti degli altri, mi sento come in un film dove se in quel preciso momento non piango sn falsa o c'è qualcosa che in me non va! sn molto confusa approposito delle mie emozioni, l'unica du cui non riesco ad avere controllo e la PAURA! mi domina, mi possiede e non mi fa vivere, vado a dormire con il dubbio del domani pensando alle cose più brutte che poi si avverano perchè sn io a farlo! ho accanto una famiglia ed un ragazzo stupendi che mi capiscono e mi seguono. sn rari momenti che la paura mi attanaglia e da cui non vedo una razionale uscita, essa scompare alcune mattine per non fare ritorno per messi a volte anni, ma quando ricompare mi consuma, mi lacera metto in dubbio tutto, dall'affetto per i miei cari all'amore per i mio fidanzato. AIUTO so che il cosiglio è vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, il futuro è il tuo presento che è il tuo passato ma.....HO PAURA

Gentilissima,

Questa volta, vede che succede anche a lei, ha sbagliato la previsione... Infatti non le dirò affatto "vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo", ma piuttosto: prenda un appuntamento con un terapeuta, perché lei potrebbe avere bisogno di un aiuto professionale. Le persone care che le sono intorno infatti le danno affetto ed attenzione, ma sicuramente non possono avere gli strumenti necessari per restituirle l'equilibrio che sembra (momentaneamente) perduto.
Non abbia paura, si fidi di chi potrà aiutarla.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

MOLTO CONFUSA

Salve, le scrivo perchè sono molto confusa in questo momento. La storia con il mio ragazzo va avanti da 2 anni ma non sono stati 2 anni molto felici. Io e lui abbiamo due caratteri molto diversi. Io per certi versi sono più fragile e insicura, lui invece ha un carattere decisamente forte e molto critico. Questo può essere dovuto anke alla differenza di età visto ke abbiamo 8 anni di differenza. Comunque il problema è ke lui mi critica costantemente per qualsiasi cosa, per come sono fisicamente(sono un po in sovrappeso), per come mi comporto, per come cucino e perchè a volte piango troppo quando litighiamo, però noi litighiamo sempre. Inoltre devo sempre exere io a chiedergli di fare l'amore e la maggior parte delle volte mi dice anke di no, mi fa sentire indesiderata e anke se lui dice ke mi ama ed è un bravo ragazzo, io lo vivo come una sorta di rifuito per il mio aspetto e così anche se provo a mettermi a dieta ci sono momenti dopo ke abbiamo litigato ke vado in crisi e invece di moderarmi mangio di più. Ho provato a parlarne con lui, ma lui dice ke gli va bene così, però io no riesco a far finta di niente, noi litighiamo quasi tutti i giorni, perchè lui mi prende in giro, un giorno è arrivato a chiamarmi pachiderma e non le dico come mi sono sentita, io non sono obesa e sentirmi apostrofare così. Il bello è ke io prima non ero così, non permettevo a nessuno di offendermi e mi arrabbiavo a sentire di donne ke subivano cattiverie dagli uomini, ma quando lui fa così io non riesc o a reagire, ho paura ke se gli rispondo lui alla fine se ne vada e io non voglio ke ci lasciamo.La mia autostima in questo momento è davvero bassa. Per lei c'è qualcosa ke posso fare per stare meglio?

Gentilissima,

Occorrerebbe capire se è lui ad essere veramente maleducato ed insensibile nei suoi confronti (e in questo caso bisognerebbe anche chiedersene le ragioni) oppure se è lei che, vivendo un momento di depressione e di scarsa autostima (succede a tutti prima o poi...) attribuisce troppa importanza a quello che le viene detto, senza comprendere che quello di lui è solo un modo goliardico per scherzare tra di voi. Certo, il fatto che anche i rapporti sessuali siano infrequenti e lascino a desiderare non depone a favore della seconda ipotesi. Prenda dunque questo momento difficile come un momento di riflessione profonda: si sente felice? E' riuscita ad essere quello che voleva diventare? Quali sono i suoi sogni realizzati e quali quelli ancora nel cassetto? Ci sono persone intorno a lei che la potrebbero aiutare? Ha considerato l'ipotesi di fare qualche colloquio psicologico di sostegno, per uscire più facilmente da questo stato di confusione ? Venendo alla sua domanda, per stare meglio lei dovrebbe anzitutto convincersi che, in questa corsa ad ostacoli che è la vita, si può inciampare e magari anche cadere: l'importante è rialzarsi, più sicuri e più forti di prima, trovando il coraggio di prendere le giuste decisioni ed assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

VOMITO FACILE

Salve sono Arianna,credo di essere ammalata,il peggio è che me ne sono resa conto solo qualche mese fà, guardando un dossier sulla bulimia e l'anoressia,mi sono rivista in tutto e per tutto, così tornando in dietro col tempo, ho contato 16 anni di vomito,il peggio è che per mè non è mai stato un problema,anche perchè so soltanto io quello che faccio al bagno ,,,,, ma da quando ho fatto caso al mio atteggiamento ho visto che ancora prima di cominciare a mangiare so già che me ne libererò presto, il mio stomaco tira, certe volte il vomito è così sforzato da farmi male esofago e mandibole,il cuore a duemila, e se non riesco a vomitare tutto per bene ci riprovo fino a riuscirci ,oggi dopo 16 anni ho capito che ho un problema ,uno in più a quelli che già ho,ma chiedo aiuto .......!!!!!!grazie p.s vomito anche 4 volte al giorno in base a ciò che ho mangiato ,in sintesi tutto ciò che contiene grassi, mangio a tappo così il vomito viene facile.

Gentilissima,

Francamente non posso pensare che lei sia stata inconsapevole, per 16 anni, di soffrire di un disturbo alimentare. Se ne parla ovunque: sui giornali, in TV, su Internet, su questo sito... Possibile che lei non si sia mai imbattuta in simili informazioni? Sinceramente sono più propensa a pensare che ora, finalmente, lei abbia ri-conosciuto il suo problema e che questo sia il primo passo per trovarvi una soluzione. Chiaramente in questo caso avrà bisogno di un aiuto professionale, dal momento che uscire da un disturbo alimentare è possibile, ma c'è bisogno di grande impegno e motivazione, soprattutto per la ricerca delle cause profonde che l'hanno portata ad agire, fin qui, nel modo che ha descritto. Non di meno dovrebbe essere analizzata questa sua resistenza, o "disattenzione", che per 16 anni non le ha permesso di guardare con occhio sereno ed obiettivo la sua realtà.
Non perda dunque altro tempo: cerchi un aiuto professionale per risolvere al più presto questo suo problema, il quale non la mette (forse) in pericolo di vita, ma rapina comunque la sua vita e violenta la sua serenità.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 30/08/2010
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