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Dentro e Fuori di Te
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PAGINA
DUE
(2001-2007) |
AMO UN ALTRO
Io e il mio ragazzo ci siamo lasciati da 1 anno e mezzo, continuiamo a
vederci, lui dice di amarmi ancora, io invece non lo amo più... amo un
altro uomo (40 anni)... sposato.. con una figlia.
La cosa è diventata per me tragica, tanto da non farmi più dormire la
notte.
Anche lui è molto innamorato di me, ma.... ora come ora dice di non
avere il coraggio di lasciare sua moglie(che non ama più da tanto, e
non per colpa mia..), sopratutto per la paura di perdere la figlia
(che ha quasi 10 anni). lui vorrebbe che la moglie capisse da sola che
il loro amore è finito, quindi che si arrivasse a una separazione
consensuale... il problema è però che lei ne è ancora innamorata, sà
che lui non lo è più, ma non ha nessuna intenzione di lasciarlo. lui
ha paura di perdere tutto quello che si è guadagnato e costruito fino
ad ora, sono sposati da 9 anni e stanno insieme in tutto 25 anni... il
mio compito sarebbe quello di aspettare fiduciosa che il tempo li
porti ad una separazione senza traumi per nessuno, ma come faccio se
lo amo così tanto ad aspettarlo per anni...??????
Aspetterò con impazienza una sua risposta... la ringrazio per aver
letto la mia e-mail..
Buonasera
S.
Cara S.,
Credo che lei sia ancora molto giovane. Quest'uomo, così diverso dai
suoi coetanei, è per lei un gioco eccitante, perché la porta a
sperimentare ed a parlare di cose che finora hanno riguardato il
'mondo degli adulti', di cui lei, da come parla, sicuramente non fa
ancora del tutto parte...
La mia impressione è insomma che lei non conosca bene le cose che
succedono in una coppia di lunga durata e che sia dunque portata a
giudicare con una certa superficialità, o forse, meglio dire,
ingenuità.
Queste due persone forse non si amano più, nel senso passionale del
termine (che è invece quello che lega lei al suo amico), ma molto
probabilmente si vogliono ancora molto bene, hanno degli interessi in
comune, si sostengono a vicenda nei momenti di difficoltà, condividono
le amicizie ed una casa e soprattutto hanno in comune la
responsabilità di allevare una figlia.
L'amore che lei prova per lui - e probabilmente anche quello che lui
prova per lei - non è assolutamente paragonabile a quello dei due
coniugi: si tratta di un'altra cosa, nel senso che probabilmente loro
hanno perso quello che state provando voi adesso, ma sicuramente hanno
guadagnato quello che lei e lui non avete ancora e, forse, non avrete
mai.
Le persone sposate non perdono il gusto estetico, l'amore per la vita,
la curiosità per la gente, la voglia di fare sesso con persone nuove:
probabilmente lei non sarà la prima storia che questo signore si
concede fuori di casa, e forse nemmeno l'ultima...
Torni a considerare i suoi coetanei, lì è la sua strada. Auguri.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
DOLORI AL PETTO
Ho 47 anni, sposato con 4 figli. 24 anni fa ho avuto un dolore al
petto da quel momento la mia vita è finita e adesso ogni qual volta
devo allontanarmi dai posti abituali mi viene il panico e poi non sto
più da solo e non esco da solo da quel maledetto giorno. potete
aiutarmi.
Anonimo
Caro Anonimo,
Lei parla di questo attacco di panico come se le fosse accaduto
l'altro ieri. In realtà, da quel momento, lei ha già vissuto un terzo
di quella che può essere la sua aspettativa di vita. Il ragionamento
che la inviterei a fare è questo: la paura di morire, accusata ben 24
anni fa, non l'ha fatta veramente un po' morire dentro, ogni giorno,
ogni momento, spegnendo ogni suo entusiasmo e riducendo la sua libertà
personale, la qualità della sua vita ?
Se è d'accordo con me, questo significa che in realtà lei è come se
fosse già morto...
A questo punto non le resta che risorgere, pensare che ha ancora tanti
anni davanti a sé e che nulla può impedirle ora di viverli tanto
intensamente, da recuperare tutto quello che ha finora perduto.
Non cerchi aiuto nei familiari, non continui questa dipendenza dagli
altri; se vede che ce la può fare da solo, si impegni tutti i giorni
per raggiungere un piccolo traguardo, ma se sente di non avere
sufficienti risorse per affrontare questa difficile battaglia contro
sé stesso, si rivolga con fiducia ad uno psicologo, il quale la
aiuterà moltissimo: nell'ascoltarla, nel comprenderla, nel suggerirle
tecniche e strategie per tirarsi fuori da questo precipizio nel quale
è caduto ormai troppo tempo fa. Coraggio!
Dott.ssa Proietti Ancona
ORGASMO
Buonasera, ho 33 anni ed ho rapporti completi da cinque anni. Solo
da tre anni ho l'orgasmo o almeno credo che sia tale. IL problema e'
che attraverso la sola stimolazione clitoridea riesco ad avere un tipo
di orgasmo, molto intenso, ma comunque localizzato.
Durante il rapporto con il mio lui riesco a venire solo stando sopra e
solo stimolando, così, il clitoride o almeno questo credo di fare.E'
intenso, ma comunque abbastanza localizzato...Ho parlato con una
ragazza e questa mi ha detto che con un ragazzo ha avuto un orgasmo
tale da farle vedere le stelline e che da quando e' stata con lui ha
creduto di non averlo mai provato realmente.Ne ho parlato con il mio
lui e non nego che "la ricerca" e' divertente, ma certe volte e' anche
un po' stressante...Effettivamente io di stelline non vedo...Credo che
il mio orgasmo sia comunque clitorideo, anche se ho rapporti completi.SE
acquistassi un vibratore, senza alcuna stimolazione clitoridea, crede
sia possibile che abbia un orgasmo esclusivamente vaginale?
La aspetto e grazie,
33enne
Cara 33enne,
Francamente non comprendo il motivo delle sue preoccupazioni.
1. Lei è in grado di raggiungere l'orgasmo: dunque tutto funziona a
perfezione e non vi sono blocchi psicologici. OK.
2. Lei è in grado di raggiungere l'orgasmo quando ha rapporti completi
con il suo lui: dunque riuscite a raggiungere entrambi il piacere
durante il rapporto sessuale, in un atto che riesce a divertirvi, come
lei mi dice, ed a soddisfarvi pienamente.
Dove è allora il problema? Le assicuro che 'vedere le stelline' non è
esperienza comune a tutte le donne, dunque se la sua amica le vede e
questo le fa piacere non ha che da congratularsi con lei...
Quanto al vibratore, credo che l'unico modo per togliersi questa
curiosità non è chiederlo a me, ma comprarselo, se lo ritiene, visto
che è una spesa del tutto abbordabile.
Si ricordi però che il suo orgasmo, prima di essere clitorideo o
vaginale è cerebrale: questo è l'organo che più di tutti gli altri
deve reagire alle sollecitazioni e che più di tutti deve essere
soddisfatto!
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
PAURA DEI LADRI
Le scrivo per chiederle un consiglio. Fin da quando ero piccola,
in seguito a una serie di chok, soffro per la paura dei ladri.
Nella mia infanzia-prima adolescenza abbiamo subito diverse volte
intrusioni di ladri in casa, di notte, quando noi dormivamo.
Dove abitavamo c'era un ufficio al piano terra e la nostra casa al
primo piano, anche se era tutto unito da una scala interna, come se
fosse una casa unica. Di per sé non ci e' mai successo nulla
poiché,dopo esserci svegliati (io,mia madre e mio nonno) i ladri se
ne andavano.
La cosa che mi ricordo di più e' che aspettavano che mio padre
partisse (sempre intorno alle 4) e poi entravano in azione.
Da allora, non riesco più a dormire da sola, a meno che non mi trovi
in un albergo etc.. insomma qualsiasi posto che non sia casa mia.
Anche a casa mia all'inizio non avevo problemi, ora che invece la
"sento" come casa, rifugio etc... mi fa paura starci da sola. Ho meno
paura se so che vicino abita un amico o altre persone che mi possono
aiutare.
La paura e' ovviamente assurda perché non c'e' effettivamente un
pericolo imminente, ma io lo sento così e non riesco a non averlo.
Dopo essermi addormentata, di solito facilmente, mi sveglio dopo un
paio d'ore e non mi riaddormento più...ascolto i rumori, ogni singolo
scricchiolio mi sembra che ci sia qualcuno etc...al che, inizia il
batticuore, tensione muscolare, freddo...insomma come quando uno ha
una forte paura.
Ho cercato più volte di autoconvincermi ma non funziona.
Non so che atteggiamento avere nei confronti di questa paura (che
comunque anche mia madre ha e ha sempre avuto) anche perché non posso
non dormire ogni volta che mio marito e' fuori per lavoro! Ho bisogno
di riposare...
Mi sono rifiutata di prendere medicinali per dormire e vorrei trovare
in me la forza per superare da sola questa paura.
Ha qualche consiglio?
La ringrazio molto per essermi stata ad ascoltare, grazie.
Cordiali saluti,
Paola
Carissima Paola,
Chissà quante persone si saranno riconosciute in questa lettera! Il
suo problema, mi creda, è piuttosto condiviso. La sua non è una fobia,
nel senso che la sua paura è reale, fa riferimento a dei fatti
concreti che le sono accaduti in passato e dunque non è frutto delle
sue fantasie e delle sue angosce interne. Questo è un bene, perché non
essendoci assolutamente nulla che possa essere fatto all'interno
(perché dovrebbe autoconvincersi che il pericolo non esiste se invece
lei sa benissimo che esiste?) lei deve risolvere il suo problema su un
piano di realtà.
Dunque, partendo dalla cosa serratura di sicurezza, che è la cosa più
semplice, salga a porta blindata, segnali di allarme, telecamera
nascosta, sensori e quant'altro le potranno consigliare gli
specialisti del settore.
Quanto alla compagnia : è vero, aiuta, ma se ragiona sui fatti, quando
a casa vostra eravate in tre i ladri sono venuti, ora che è sola non
sono mai venuti... Dunque?
Buone notti!
Dott.ssa Proietti Ancona
UN AMORE FINITO
Ciao dottoressa, è un problema che ha gia trattato nelle altre
discussioni, ma parlare (scrivere) con qualcuno, mi aiuta.
Io sono un ragazzo di 20 anni e mi sono appena lasciato con la mia
ragazza erano 1 anno e 10 mesi che stavamo insieme e per me era una
storia importante.
Soltanto credo per colpa della monotonia che si è venuta a creare in
seguito e forse perché abbiamo bruciato delle tappe fondamentali in un
rapporto, non c'erano più stimoli.
Io però non riesco a non pensare a lei, ogni cosa che facevo prima lei
era nella mia vita, ed ora pensare in modo diverso, un po' non ci
riesco e un po' non ci voglio riuscire, però spero nel mio piccolo che
tornerò insieme a lei, tanto che lascio il cellulare accesso tutta la
notte per sperare in una sua telefonata o in un suo messaggio, quando
la vedo vorrei baciarla e ci sto anche molto vicino, ho provato a non
chiamarla , a non vederla , ma ci riesco a mala pena per due giorni e
per riuscirci soffro moltissimo, a me mi fa star bene anche solo
sentirla o vederla.
Come posso fare a superare quest'ostacolo???
20enne
Carissimo ragazzo ventenne,
I tuoi sentimenti sono bellissimi e credo che più di una ragazza,
leggendo questa lettera, penserà che le piacerebbe avere accanto un
ragazzo sensibile e dolce come te. L'unica soluzione a questo tuo
problema è vecchia come il mondo: 'chiodo scaccia chiodo'... Per
metterla in pratica non guardare più indietro, ma guardati avanti: il
mondo ti aspetta!
In bocca al lupo :-)
Dott.ssa Proietti
ANSIA GENERALIZZATA
Ho 29 anni e da quasi 7 soffro di ansia generalizzata (con attacchi
di panico quotidiani) e depressione.
Durante questi anni ho consultato decine di medici e specialisti
diversi, né la medicina ufficiale né quella alternativa hanno saputo
guarirmi.
Ovviamente ho anche consultato uno psichiatra, per un anno, senza aver
ottenuto altro che dei farmaci antidepressivi (paroxetina). durante i
primi anni questi farmaci mi hanno aiutata, ma adesso hanno perduto la
loro iniziale efficacia e, non appena interrompo la cura -con le
dovute precauzioni- mi ritrovo a stare peggio di quando l'avevo
iniziata.
Nessun medico o psicologo é riuscito a spiegare la ragione del mio
stato, nemmeno io so perché sto cosi male. Non ho più una vita, sono
costretta a casa, e anche li sto male.
Le persone a me vicine (mio marito e la mia famiglia) hanno ormai
perso la pazienza, non fanno altro che ripetermi che tutto dipende da
me e che la scienza non mi può aiutare. Sono convinti che io sia una
malata immaginaria e che la forza di volontà, da sola, può guarirmi.
Io non la penso cosi, ho fatto tutto quello che era nelle mie
possibilità e non ho ottenuto risultato, penso che nessuno mi capisca,
nessuno che non abbia mai avuto questo problema. Vorrei trovare un
buon terapeuta che si interessi davvero al mio caso e che mi tiri
fuori da questo incubo. Ormai ho perso la voglia di vivere, penso alla
morte sempre più spesso e mi ritrovo a desiderarla per mettere fine
alla mia sofferenza.
Ho interrotto la paroxetina da 4 mesi, dopo 14 mesi di cura
ininterrotta : é evidente che non ha più alcun effetto su di me.
Ho letto molto sulla terapia comportamentale e cognitiva e vorrei
provarla, ma nessuno dei miei cari mi appoggia in questa scelta : sono
sempre più convinti che io possa e debba uscirne da sola, che i
terapeuti abbiano come solo scopo quello di spillare denaro ai malati
immaginari come me.
Non so come far capire loro che ho davvero bisogno di curarmi, che la
mia é una malattia VERA e che mi ha ormai ridotta allo stremo.
Mi sento sola e incompresa, non vedo via d'uscita.
Ogni consiglio che lei vorrà offrirmi sarà il benvenuto. La ringrazio
di essersi resa disponibile per le persone che, come me, non sanno più
a chi rivolgersi, la sua iniziativa é lodevole e sono sicura che,
oltre a me, tanti lo apprezzano.
Le invio i miei più Distinti Saluti
Angie (Francia)
Cara Angie,
Per prima cosa non cerchi né di curarsi da sola, né di farsi curare
dai suoi familiari: cerchi uno psicologo. Quanto al fatto che questa
categoria di professionisti lavori per avere un guadagno... Non ci
vedo nulla di male! Del resto se si svolge una professione d'aiuto, è
normale che si aiutino gli altri in cambio di un corrispettivo. Se lei
avesse però problemi economici e dunque non volesse spendere o
spendere molto per curarsi, può sempre rivolgersi ad un Consultorio,
alla ASL (in Francia ci sarà qualcosa di simile), ad una associazione
di mutuo aiuto.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
IL VICINO DI CASA
Gentile dottoressa le scrivo perché sono molto disorientata perché
sto vivendo un periodo un po’ pesante. Sono una donna di 28 anni
sposata da 8 con mio marito 33 anni, lui lo conosco dai 15 anni ed è
stato il mio primo fidanzato e il primo con cui ho avuto le mia
esperienza sessuale ( con lui lo premetto mi piace ma non così in modo
esaltate la maggior parte delle volte io sono così insoddisfatta, e di
una cosa sono certa non mi pace come bacia) abbiamo 2 figli e
lavoriamo anche insieme da 9 anni perché abbiamo un'attività nostra.
In questi 14 anni che lo conosco e frequento ho avuto varie occasioni
di incontri e corteggiatori, mi piaceva e mi piace essere corteggiata
ma però poi all'atto vero e proprio mi sono sempre tirata indietro.
A settembre 01 decidiamo di cambiare casa e dopo aver venduto il ns.
appartamento mi metto alla ricerca di una casa nuova; vedo quella che
poi abbiamo comprato ma decido di scartarla perché mi turba il
costruttore che me la mostra e mi dice che sarà se la compriamo il ns.
vicino in quanto essendo una bifamiliare nell'altra metà ci abita lui,
un ragazzo carino di 26 anni. Compriamo questa anche se io avevo
questo strano presentimento perché si avvicina il periodo in cui
dovevamo liberare il ns, vecchio appartamento e in giro non avevamo
trovato niente di esaltante come questa casa. Tutto normale con questo
ragazzo si instaura un normale rapporto di costruttore/acquirente e
poi di vicini. Un giorno lui mi dice: " sai ho visto che io e te
abbiamo quasi la stessa età potremmo divertirci" ecco dentro di me
scatta qualche cosa e comincio a vederlo sotto un'altro aspetto e più
lo guardo più mi piace.
Una mattina di fine aprile mi decido e comincio a mandargli degli sms
provocatori a lui piace però non avendo il mio numero di cellulare si
chiede chi fossi; gli dò indizi ma sono vaga; poi alla sera sicura di
essere sola gli suono e mi faccio offrire il caffè, passiamo tre ore a
chiacchierare di tutto anche di sesso ecc. in alcuni momenti lui era
visibilmente eccitato ( io ero andata da lui in camicia da notte
trasparente e perizoma) ma si teneva abbastanza distante, poi visto
che la seduzione si protraeva per troppo tempo decido di dirgli che
ero io quella degli sms del mattino, e solo allora lui mi bacia, mi
tocca e mi vuole; cavolo se mi vuole e mi piace lo voglio anche io
(bacia da dio come piace a me) però io gli dico di no che non posso e
me ne vado lui mi dice di fargli sapere se ci ripenso. Non c'era
bisogno di ripensarci sapevo di volerlo ma ho agito così perché
pensavo da dopo lui avrebbe cominciato a cercarmi; invece il mattino
seguente lui quasi scappava da me e mi dice che per fortuna non era
successo niente la sera prima che era uno sbaglio che si sentiva in
colpa verso mio marito che ero la sua vicina no no no; io allora gli
dico guarda che sono grande e so cosa voglio " io ti voglio, ho
cambiato idea e te lo sto dicendo come hai detto tu" con molta fatica
lui accetta di vedermi quella sera stessa però l'incontro è deludente
non c'era quella atmosfera della sera precedente e forse la cosa era
un pò troppo programmata e non voluta fino in fondo da parte sua. Dopo
quell'incontro io lo chiamo ancora e gli dico se ci vediamo ancora
però lui cerca sempre scuse e non accetta; fino a una sera dove
accetta ma anche lì deludente sotto il profilo delle emozioni troppo
freddo e distaccato. Poi mi cerca lui e allora è bello e anche dolce
c'è insomma qualche cosa in più.
I ns. incontri non sono mai decisi prima o concordati cioè anche se
ormai 2 mesi che ci vediamo al venerdì non lasciamo mai sottointendere
che è fisso uno dei 2 dopo che è uscito a divertirsi con i rispettivi
amici chiama l'altro per incontrarci per darci la buona notte. Questo
suo essere così distaccato comincia a non starmi più tanto bene, ma
lui mi dice che se voglio è così altrimenti lasciamo stare lui non mi
può dare di più e io pur di continuare a fare sesso con lui accetto.
(in fondo non gli avevo chiesto la luna solo qualche sms durante la
settimana un caffè al bar come 2 normali vicini) Tutto continua fino
alla fina di agosto quando dopo un ns. incontro lui mi dice che ha una
donna di 42 anni che lo stressa e lo riempie di messaggi che lo vuole
che si è innamorata di lui e lui però non ne vuole sapere e poi fa
riferimento a me dice:"vedi con te è diverso tu non mi stressi con sms
tu fai la tua vita durante la settimana ci vediamo e mi saluti sono
solo il tuo vicino poi al venerdi ci vediamo" io non ho avuto il
coraggio di digli che era così solo perché era lui a volerlo così.
Quella è stata l'ultima sera che ci siamo visti perché 2 giorni dopo
mio marito ormai insospettito da 5 mesi dove io ero sempre più stana
nervosa in casa non lo consideravo più anche a letto sempre meno e
sopratutto lo facevo solo se mi cercava lui, decide di controllare e
mi trova una agenda dove io avevo segnato le date e che di noi aveva
cercato l'altro con vari commenti sull'incontro dei vari giorni. Lui
capisce anche di chi si tratta e dopo aver discusso con me e avergli
detto che era un pò in crisi e non so bene cosa cercavo dall'altro, ma
che sopratutto non avevamo mai concluso il rapporto sessuale lui
decide di perdonarmi perché ci tiene a me e a tutto quello che abbiamo
costruito insieme, mi dice che però a lui 3 anni prima nonostante
aveva conosciuto una ragazza che apertamente gli aveva detto che
voleva solo una storia di sesso lui si era tirato indietro perché
pensava me e i bambini. Decide anche a mia insaputa di parlare con il
mio vicino perché così poteva confrontare le versioni che per fortuna
sono riuscita a far coincidere, io mi sono assunta tante
responsabilità che in effetti ho in quanto l'ho cercato io più volte e
ho messo il mio vicino un po' come se fosse poi stato vittima di me.
Sono passate 3 settimane dall'accaduto e io e mio marito in casa va
tutto più o meno bene però dall'altro non ho ricevuto neanche una
telefonata anche solo per sapere come stavo l'accaduto, o solo la
curiosità di chiedermi come lo ha scoperto mio marito, niente solo un
saluto quando ci incrociamo e basta, anche con mio marito si salutano.
Venerdì scorso non resisto più e decido di contattarlo devo parlargli
voglio parlargli dobbiamo chiarire cosa fare, insomma è finita solo
perché lo ha scoperto mio marito o perchè lui lo voleva; così nel
pomeriggio gli metto nella posta una fotocopia di un articolo dove si
dice il perché anche alle donne piace fare sesso e si scindono le 2
cose il sesso l'attrazione fisica per una persona dal sentimento per
un'altra.Pensavo che dopo aver letto quall'articolo mi avrebbe
chiamato anche solo per chiarire infondo lui sa che al veNerdi io sono
fuori con i miei amici e sono libera anche a casa, invece alla 1.00
ancora niente così decido di inviargli una barzelletta che recita
così:" 2 amanti lui le toglie gli slip e dice "do un bacetto al
boschetto" dopo 7 notti così lei dice:" coglione o pianti il pino o do
via terreno" lui mi risponde VENDI IL TERRENO ci rimango malissimo
sono disperata e non so come reagire poi torno a casa e lui non era
ancora rientrato vado a letto ma non riesco a dormire e piango, lo
sento rientrare alle 3.30 poi crollo dalla stanchezza.
Al mattino alle 5.30 mi sveglio stravolta e penso così decido di
prendere una busta gli metto dentro 100 EURO poi gli scrivo il
seguente testo:" PER IL DISTURBO DI AVERMI DEDICATO QUALCHE ORA DEL
TUO TEMPO PREZIOSO, VISTO CHE NON C'ERA VOGLIA E DESIDERIO. 100 PENSO
SIANO SUFFICIENTI PER SALDARE IL DEBITO E RIMANERE SEMPLICI
CONOSCENTI"
poi gli metto la busta nella posta e vado a lavorare. Non sono
arrivati ne messaggi ne altro da parte sua già al mio rientro a
mezzogiorno la busta nella posta non c'era quindi l'aveva gia trovata,
poi mi ha incrociato in strada in macchina soli tutti e 2 ma invece di
fermarmi e dirmi qualunque cosa è scappato accelerando. Oggi ero a
casa sola tutto oggi ma niente addirittura quando mi ha vista uscire a
piedi dal cancello ha girato lo sguardo dall'altra parte. Sono in
crisi totale non so più cosa fare speravo che qual gesto così forte lo
spingesse a chiamarmi anche solo per urlami dietro qualsiasi cosa ma
invece niente. Ho detto a mio marito di aver chiuso la storia con lui
dandogli dei soldi perché lo ritenevo giusto così perché volevo
umiliarlo invece lo detto a lui solo per tutelarmi nel caso che per
vendicarsi il mio vicino non gli facesse vedere la busta a mio marito.
Mi dica cosa devo fare adesso in fondo non so cosa provo veramente con
lui però ogni volta che lo vedo o lo sento arrivare o partire mi agito
tremo e nonostante tutto penso a lui e mi piacerebbe che chiarendo la
ns. non fosse solo una storia di sesso o magari si va bene anche solo
quello se il resto di lui ora che non lo conosco poi magari non mi
piace però anche se solo quello deve essere chiaro fin dall'inizio che
è voluto da entrambi
grazie mi dia un consiglio simonetta 76
Cara Simonetta,
Provi a rileggere la sua lettera pensando che l'abbia inviata un'altra
persona... Non le sembra di avere a che fare con una persona assai
confusa e sull'orlo di una crisi di nervi?
Quello che posso fare per lei non è darle consigli, ovviamente, ma
aiutarla a riflettere su alcuni punti, in modo da consentirle di
prendere una decisione che sblocchi questa triste vicenda.
Anzitutto, mi pare di capire, lei si è lasciata convincere da questo
articolo che ha dato anche al suo vicino, dove c'è scritto che anche
alle donne piace fare sesso ecc. ecc. Credo si renderà conto che le
cose non stanno esattamente così e che come purtroppo quasi sempre
accade, le donne, anche se decidono di avere con qualcuno una storia
di solo sesso, alla fine poi se ne innamorano. La stessa cosa, sempre
purtroppo, non succede agli uomini, che se avevano deciso di avere una
storia di sesso con una donna, rimangono quasi sempre dello stesso
parere, qualsiasi cosa succeda.Nella vostra storia, a mio parere, c'è
poco da chiarire, perché semplicemente la 'vostra storia' non esiste:
è qualcosa che lei ha sottilmente costruito per emozionarsi ancora,
per riprovare quei baci che le piacciono tanto, per non sentirsi una
suora a 28 anni, per sfuggire alla noia e alla depressione...
In realtà lei si è cacciata in una situazione triste e avvilente, dove
la cosa migliore da fare è uscirne al più presto, cercando di trovare
stimoli diversi, che migliorino la sua autostima e la facciano sentire
contenta di vivere, anche in assenza del 'grande amore'.
Se le capiterà ancora di cercare una storia di sesso, questa volta
cerchi di essere più forte e soprattutto più coerente.
Infine, parliamo dei suoi bambini: non vorrei apparirle antiquata e
pedante, ma credo sia opportuno riflettere sul fatto che non sono loro
ad aver deciso un giorno di venire al mondo: qualcuno ce li ha
chiamati ed ora questo qualcuno ha delle responsabilità nei loro
confronti. Anche se è depresso e infelice.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
TORNARE DA MAMMA'
Salve dottoressa,mi chiamo Kitty ed ho 15 anni,i miei sono
separati,mio fratello vive con mia madre a S. e io con mio padre in
provincia. Ho deciso di ritornare con mia madre a S. perché ho capito
di aver bisogno di lei,il problema è che non ho il coraggio di dirlo a
mio padre,lui fa tanti sacrifici per me e per mio fratello e per
questo gli sono riconoscente.Lui ci tiene tantissimo a me e sono
sicura che la prenderà malissimo e ho paura di farlo soffrire ancora
di più.Come posso fare? quali sono le parole giuste? Come lo troverò
il coraggio di dirglielo?
Mi aiuti la prego!
Kitty
Carissima Kitty,
Premetto che sarebbe bello che i genitori non si separassero mai e
andassero sempre d'amore e d'accordo. Purtroppo però, come ben sai,
non è così semplice e dunque vediamo di cercare il male minore per
tutti.
Dunque, tuo padre, mi pare di capire, ha perso una compagna, ma ha
mantenuto stretto il legame con voi figli: tiene moltissimo a voi e fa
tanti sacrifici. Tu, a quanto pare, sei l'unico 'pezzo' della famiglia
che si era costruito che gli è rimasto accanto e se tu ti allontanassi
lui ne soffrirebbe moltissimo...
Bè, cara Kitty, penso che lasciarlo in questo momento sia un atto di
puro egoismo: del resto tu non vai da tua madre perché lei 'ha bisogno
di te', ma perché 'tu hai bisogno di lei'. Dunque, se ci ragioni, nel
tuo modo di guardare alle cose c'è solo interesse personale: da una
parte ti fanno comodo i 'sacrifici' di papà, dall'altra non vuoi
rinunciare al 'valore aggiunto' che ti darebbe tua madre.
Sono d'accordo con te che sei giovane, che non è colpa tua se i tuoi
si sono separati e che dunque non è giusto che sia tu a dover compiere
dei sacrifici per causa loro, ma penso anche che ormai anche tu, che
hai 15 anni, dovresti cominciare ad assumere comportamenti più adulti
e responsabili, specie quando la situazione lo richiede.
Ritengo più che giusto che tu in questo momento di crescita senta il
desiderio di stare più vicina tua madre: fallo quando puoi e come
puoi. Ragiona però anche sul fatto che tu tra 3 o 4 anni potresti
comunque lasciare la famiglia per andare a studiare in un'altra città,
magari con il tuo 'fidanzatino', con tanti progetti per l'avvenire,
mentre per tuo padre riuscire ad allevarti con amore fino al momento
in cui tu lo lascerai, può rappresentare l'unica ragione di vita,
l'unica voce in attivo del suo fallimentare bilancio familiare...
Pensaci!
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
EREUTOFOBIA
Sono un ragazzo della Sicilia di 20 anni. Vi ho scritto perché ho
un 'piccolissimo' problema: l'ereutofobia.
Da bambino ero molto timido, ma pur avendo difficoltà a rapportarmi
con gli altri riuscivo ad avere dei buoni rapporti con le persone che
più conoscevo. Il problema dell'ereutofobia è comparso quando avevo 12
anni e da lì non mi ha
più mollato. La cosa strana è che oramai non sono più timido come ero
da bambino, anzi, se mi guardo attorno vedo che la maggior parte delle
persone sono più introverse di me! Il mio problema mi assilla per
tutto il giorno, già dal mattino quando mi alzo: è diventato un
tormento. Altra cosa particolare è che nell'ultimo anno di
universitàho conosciuto decine e decine di persone a cui addirittura
risulto molto simpatico e con cui per fortuna il mio problema non si è
mai manifestato. Nonostante ciò io temo che possa accadere da un
momento all'altro.
Qualche mese fa ho conosciuto una ragazza colla quale ero diventato
un'altra persona: lei si era fatta tutta un'altra idea di me. Mi
considerava uno sfacciato, un estroverso ecc. Effettivamente lo ero,
anzi penso che lo sarei senza quel problema...
Purtroppo come è scritto nel vostro sito non tutti quelli timidi
arrossiscono (ed è proprio vero, beati loro), e non bisogna essere
troppo timidi (io lo ero ma adesso non più) per essere ereutofobico
Insomma che posso fare? E' vero che simpatectomia endoscopica
funziona? Non mi dica di no solo perché è un sito di psicologia!
La prego di rispondere e dirmi se il mio problema è veramente
superabile, come, con quali costi oppure se debba rassegnarmi a vivere
ai margini della vita.
Grazie.
John
Caro John,
Lei è un ragazzo informato, simpatico e intelligente. Non sono qualità
che tutti hanno e dunque la prima cosa che mi viene in mente di dirle
è che non si può avere tutto nella vita: lei deve imparare ad
accettare questo piccolo 'problema' che si trova fra i piedi con
maggiore condiscendenza ed anche rispetto verso le maggiori sfortune
che possono avere altre persone.
Le posso dire con certezza che l'unica cosa che funziona davvero per
questa sindrome è... Il tempo. Infatti, con il passare degli anni il
fenomeno tende a diminuire. Del resto lo ha già constatato riguardo
alla sua timidezza: una volta
era molto più timido, oggi si vergogna molto meno di stare con gli
altri, di fare delle cose 'sfacciate'.
La paura di arrossire viene dal fatto che non si sopporta di mostrare
la propria fragilità con chiunque, in qualsiasi situazione. A volte si
vorrebbe avere uno schermo per celare agli altri le proprie emozioni.
Ci si sente inferiori e si prova invidia per coloro che non
arrossiscono e che dunque appaiono forti, anche quando forti non sono.
Con il tempo però le situazioni della vita, a causa dell'esperienza e
della
continua esposizione ad una serie di eventi, diminuiscono il livello
delle
emozioni provate, si prova meno ansia, si impara a dissimulare, si ha
un
copione da recitare in caso di imbarazzo.
E' un po' come gli attori, che possono essere bravi anche da giovani,
ma che
con gli anni diventano sempre più sicuri di sé e sono loro a decidere
come e quando far emozionare il loro pubblico, non più viceversa.
Anche la vita è un palcoscenico e lei deve imparare a recitare il suo
ruolo, piano piano, senza fretta. Deve avere poi un'unica certezza:
passerà.
Nel frattempo però non manchi di godersi a pieno gli anni della sua
giovinezza, poiché purtroppo passeranno anche quelli...
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
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LA AMO ANCORA?
Ciao sono Matteo di 23 anni,e mi sono lasciato da circa un mese con
la mia ragazza di 19 anni dopo 3 anni di relazione. Ho delle
difficoltà a superare il fatto in quanto provo per lei ancora dei
sentimenti forti, mi preoccupo per quello che fa, mi arrabbio per
alcuni suoi comportamenti che a lei sono serviti come scusa per dire
che tra noi non può più andare, e non so trovare una via di fuga per
considerarla solo una amica.Quando la vedo, oppure ci sentiamo per
telefono, nasce in me una forma di speranza, un risentimento che fa
molto male dentro e non riesco più a sviarmi, non riesco a non pensare
a lei.. come posso comportarmi per trovare una soluzione che non
faccia soffrire entrambi?
Matteo
Caro Matteo,
Meglio non sperare su questa ragazza. Ormai vi siete lasciati e
l'unica cosa in cui devi veramente impegnarti è dimenticarla.
Non contare sulla sua amicizia: tra due persone che sono state insieme
per amore può anche nascere un'amicizia, ma solo dopo diverso tempo:
quando le ferite, che ogni storia d'amore che finisce porta con sé, si
saranno completamente rimarginate. Cerca 'scientificamente' di
evitarla: creati impegni, svaghi, occasioni che ti portino lontano da
lei e dalle scene che vi hanno visti insieme... La tua nuova ragazza
ti sta già sognando, non hai che da materializzarti davanti a
lei!Salve.
Dott.ssa Proietti Ancona
CRISI DI PANICO
Salve mi chiamo Aristide ed ho 40 anni;le dico molto in breve ciò
di cui spesso sono affetto.Da premettere che circa 3 anni fa venni
colpito da ripetute crisi di panico con componenti depressive anche se
lievi ,in seguito ad una forte preoccupazione inerente all'acquisto
della casa,oggi di mia proprietà.Iniziai a girare un po' molti medici
fino a che arrivai da uno psicologo amico che mi diagnosticò predetto
disagio e mi diede una piccola cura con seroxat,dicendomi inoltre di
avere uno stile fobico.Andiamo alle domande da porvi:perché quando
vedo una povera persona purtroppo malata di mente vado in panico?(come
se sta' situazione possa accadere pure a me).Poi perché notizie di
suicidio,specialmente di persone conosciute,mi portano crisi di panico
come se questo potesse succedere anche a me,per es. perdere il
controllo e fare una cosa del genere?Grazie a Dio dopo poco tempo
ritorno alla normalità(si fa per dire,sempre con ansie etc.ma non con
crisi di panico,anche se lievi).Questo in breve quello che mi accade
in seguito a queste brutte notizie;aspetto vostre delucidazioni in
merito;grazie e saluti.Voglio concludere aggiungendo ciò di cui mi
parlò l'amico psicologo che cioè avevo molta disistima di me. Aristide
Caro Aristide,
Forse il suo amico psicologo ne sapeva su di lei molte di più di
quelle che ne so io, perché io, leggendo la sua lettera, credo di non
avere assolutamente elementi per per poterle dire se lei si stima o no
e neanche quale potrebbe essere l'origine del suo problema. Che fa lei
nella vita? Ha una famiglia, un lavoro, degli affetti, delle
relazioni? Quale è la sua storia? Se lei rilegge la sua lettera, si
accorgerà di non avermi detto assolutamente niente di sé e dunque
ipotizzare delle diagnosi, trarre delle conclusioni, sarebbe veramente
un azzardo. Quanto alle situazioni che mi descrive, non posso
spiegargliene i motivi per quanto le ho già detto; mi limiterò però a
dirle che si tratta di situazioni assai comuni e condivise, per cui
non si ritenga per queste né un 'diverso', né un 'malato'... Se vuole
può riscrivermi, ma con assai minore avarizia... di particolari!A
presto.
Dott.ssa Proietti
LO AMO VERAMENTE?
Buonasera D.ssa Proietti, Mi chiamo Elena ho quasi 18 anni...
Da otto mesi sto con un ragazzo di un anno più grande,la nostra storia
e' iniziata benissimo non abbiamo mai voluto bruciare le tappe abbiamo
fatto tutto con molta calma e il nostro rapporto e' stupendo c'e'
moltissima fiducia rispetto ci ascoltiamo e ci aiutiamo a vicenda e'
il mio ragazzo ma anche il mio migliore amico,il mio amante,il mio
confidente...non stiamo vivendo questa storia da 18enni anzi crediamo
tutti e due di aver trovato la persona giusta forse un po' presto ma
non credo ci sia un'età stabilita per trovare il grande amore. Ci
amiamo moltissimo ed entrambi abbiamo bisogno l'uno dell'altro.con lui
sono cresciuta tantissimo:ho preso coscienza di molte cose del mio
carattere grazie a lui...prima non esternavo quasi mai quello che
provavo veramente non mi rendevo conto di com'ero davvero di quello di
cui avevo bisogno...sono una persona molto sensibile e tanto
complicata e lui e' una se non l'unica persona che posso dire che
davvero mi conosca...prima appena qualcosa o qualcuno inconsciamente m
spaventava alzavo quelle che noi chiamiamo corazze, muri dove ho
sempre nascosto il mio vero io, invece con lui ho imparato a farmi
conoscere a vivere fino in fondo non cosi a caso senza capire ciò che
facevo, con lui sono sempre me stessa nel bene e nel male non m
nascondo dietro a nulla...se sto male sto davvero male e piango senza
trattenermi o rimuginare dentro di me e non sono da sola, non mi
chiudo in me stessa come facevo un tempo.
Prima di lui ho vissuto delle esperienze sbagliate di cui mi sono
pentita...ho avuto un'altra storia di 8 mesi che però ho dovuto
rivalutare...quest'altra persona non mi dava quello di cui avevo
bisogno mi faceva mancare quelle piccole cose che fanno sentire una
persona amata, ho fatto quello che credevo fosse amore con lui per la
prima volta per poi rendermi conto che era soltanto sesso, che questa
persona mi aveva usata.E' durata anche troppo questa relazione ma nel
momento in cui lui ha detto basta io pur rendendomi perfettamente
conto che era finita non avevo il coraggio di dire anch'io basta...le
mie "storielle" passate le ho sempre vissute pensando con paura al
giorno in cui sarebbe finita e quando finivano (sempre per opera
dell'altra persona,cosa che mi fa temere di non essere in grado di
affrontare la realtà e di prendermi le mie responsabilità) mi sentivo
quasi sollevata come se le cose non dipendessero da me ma da una sorta
di deus ex machina, il destino che prestabilisce un giorno in cui
tutto finirà.Ho vissuto sempre idealizzando la persona che mi stava
accanto, ero innamorata di una possibile storia d'amore ma non della
persona stessa e d'altra parte escluso il mio ragazzo attuale le
presone che mi stavano accanto non avevano grande interesse o comunque
non sono riuscite a conoscermi per quella che sono davvero.dopo questa
storia durata appunto 8 mesi ho avuto un vero e proprio periodo
nero:uscivo con più ragazzi possibile,magari mi trovavo in situazioni
da una sera via...volevo sentirmi bella volevo provare a me stessa che
piacevo ,che ero desiderata e che potevo fare degli uomini ciò che
volevo...risultato :avevo attorno si tanti uomini ma oltre ad essere
in realtà terribilmente sola (secondo il mio ragazzo ho troppa paura
di stare da sola e questo lo spaventa) sono stata solo ed
esclusivamente usata(anche sessualmente),ero un oggetto una specie di
bambolina gonfiabile.Tra tutta questo schifo c'era pero il mio attuale
ragazzo che sospettava le mie stupidaggini ma teneva gia molto a me
per questo abbiamo continuato a frequentarci...lui c'e' sempre stato
ma io avevo paura di lui lo vedevo come una storia seria e in quel
momento ero troppo presa a vivere senza pensare per fermarmi a capire
cosa volevo davvero...tra l'altro gia allora andavamo molto d'accordo
e spesso pensavo di volere da lui solo amicizia non perché non
provassi qualcosa di più profondo ma perché cosi non l'avrei perso.Grazie
al cielo mi sono tirata fuori da questa situazione in cui continuavo a
ripetermi che stavo benissimo ma in realtà soffrivo da matti,sono
cresciuta e ho capito tantissime cose di me e delle cazzate che avevo
fatto fino a quel momento..tutto questo lo devo al mio ragazzo!!!
Però da un mese a questa parte soffro d'ansia e ho crisi di pianto...tutto
e' cominciato con l'inizio dell'estate periodo per me di brutti
ricordi (infatti la brutta storia con il mio ex - con cui sono stata
in vacanza dopo la quale ci siamo lasciati e per cui ora ho paura di
andare in vacanza con il mio ragazzo per timore che ricapiti come
l'anno scorso - e il mio "periodo nero" sono avvenuti in piena
estate)...tutte le mie certezze hanno cominciato a vacillare e sono
arrivata a chiedermi se lo amo veramente suscitando tra l'altro in me
un fortissimo senso di colpa...mi sono venuti tutti i dubbi del mondo
e' come se volessi tenere sotto controllo il mio cervello quando penso
ad una cosa m chiedo "ma e' veramente cosi???".
Ho molta paura...di non rendermi conto che magari sta succedendo
qualcosa senza che io me ne renda conto,o meglio senza che io guardi
davvero in faccia alla realtà (come ho fatto in passato),ho paura che
finisca, di perderlo,di fargli del male,da un giorno all'altro di non
provare più quello che provavo (tra l'altro mi rendo conto che prima m
stupivo e mi entusiasmavo del mio amore nei suoi confronti ora invece
mi stupisco tantissimo del suo amore) e di tante tantissime altre
cose...però dall'altra mi chiedo se lo amo e il mio cervello comincia
a lavorare senza poterlo fermare traendo le conclusioni più assurde..una
volta mi dico che sto crescendo.un'altra che i miei dubbi nascono
dalle mie paure e dall'importanza della storia altre ancora quando
siamo insieme(momenti in cui sto bene) mi dico ecco che stupida vedi
che e' tutto a posto?..ed altro,altro,altro ancora.Sto cercando di
imparare a vivere senza pensare "e se un giorno finirà" ma questa e'
solo una piccola parte della mia ansia.Lui mi ama tantissimo mi sta
vicino ne parliamo tanto(anche quando facciamo l'amore l'attenzione e'
incentrata su di me,anche sul mio piacere).E' la prima volta che
qualcuno mi ama e anche questo mi spaventa.Insomma dopo questa
lunghissima e-mail vorrei sapere se i miei dubbi circa il mio amore
possono derivare dalle mie paure?Quando lo guardo provo la stessa
emozione!E' possibile avere tanta paura (spero di essere riuscita a
spiegarmi non e' facile mettere per iscritto quello che mi passa per
la testa!!!) ed essere stata talmente segnata dal mio passato da farmi
dubitare su quello che provo per il mio ragazzo ora?ho provato a
pensare a se non lo amassi più ma l'unica cosa di cui sono certa e'
che voglio stare con lui (e' anche la prima volta che sono cosi sicura
che l 'altro non mi farà del male!!!!!!!)!!!!!!!!!!!!
Da cosa dipendono questi miei dubbi che mi fanno venire tutta quest'ansia???e
cosa significano???come faccio a superare questo periodo??sta
diventando un 'ossessione,voglio tornare vivere serenamente questa
bellissima storia!!!
spero di essere riuscita a spiegarle le mie paure!!!!!!!
Spero di aver una risposta il più presto possibile.La ringrazio
anticipatamente...
Elena.
Cara Elena,
questa che mi descrivi è una storia d'amore e l'amore non è
un'assicurazione sulla vita, è un sentimento leggero leggero, che come
una farfalla si posa e poi se ne va...Inutile dunque chiedersi troppe
cose sul futuro: vivi questa storia intensamente e comunque cerca di
conservarne dei bei ricordi. Quanto al tuo passato, cara Elena, niente
di preoccupante: hai sentito dire che anche le ragazze cercano il
sesso usa-e-getta, come spesso fanno gli uomini, ci hai provato e ti
sei accorta che non è così. E' vero, se una ragazza non è almeno un
po' infatuata del ragazzo con cui esce, crede di poter 'usare' e
finisce per 'sentirsi usata'. Non sono sensazioni particolarmente
felici, ma servono per imparare a capirsi meglio, a conoscersi, a
sperimentarsi... Non ci pensare più, ormai è passato. Concentrati
invece sul presente e rilassati: per vivere serenamente questa
bellissima storia non hai che da chiederlo a... Elena ! Ciao, stai
bene e goditi questa bellissima estate!
Dott.ssa Proietti
PROBLEMA DI MESTRUAZIONI
Salve sono una ragazza di 20 anni ho un problema con le
mestruazioni, il ciclo di solito è corto. Tra mercoledì e giovedì
scorso ho avuto un rapporto anale con il mio ragazzo, il coito è
avvenuto all'interno dell'ano. Sono preoccupata, perché lo sperma è
fuoriuscito, è stato pulito, ma solo dopo un po’ di giacenza sulle
labbra. Stamane ho sostenuto un esame universitario, per il quale sono
stata in uno stato d'ansia eccessivo, e stavo quasi per svenire. Il
ciclo dovrebbe arrivare il giorno 10/07/02, ma stasera ho fatto un
test di gravidanza ma è risultato negativo. Alè!!!!! Poiché il ciclo è
sempre stato corto posso stare tranquilla? Aspetto una vostra
importantissima e urgente risposta. Grazie distinti saluti Scorpione
Carissima Scorpione,
Non mi è facile risponderti perché nella tua lettera mancano alcuni
dati. Ad esempio se le mestruazioni dovevano arrivarti il 10-07, in
che giorno hai fatto il test di gravidanza?La cosa importante è capire
in quale giorno è successo 'il fatto' : quanti giorni mancavano alle
prossime mestruazioni? Tu sai infatti che il periodo più pericoloso è
attorno al quattordicesimo PRIMA delle prossime mestruazioni,
qualsiasi sia la lunghezza del ciclo.In ogni caso, ti consiglierei
l'uso del preservativo almeno per due buone ragioni:. prima di tutto
per non vivere l'ansia dell'attesa e quindi come sistema
contraccettivo;. per precauzione, contro le malattie sessualmente
trasmissibili, se non conosci le abitudini sessuali presenti e passate
del tuo partner.
Il test di gravidanza si può fare, con buoni margini di sicurezza, a
partire dal primo giorno di ritardo: farlo prima non ha senso.
Mi raccomando, prudenza: perché le conseguenze di rapporti sessuali 'a
rischio' ricadono soprattutto sulle donne e non credere che un
eventuale aborto sia facile da accettare e da ricordare... Fattelo
raccontare dalle ragazze e dalle donne che lo hanno provato.
In bocca al lupo per i prossimi esami...
Dott.ssa Proietti
LUI O UN FIGLIO?
Ho 33 anni e convivo con il mio compagno a casa sua da metà del
2000. Esco da un matrimonio che ho concluso per mettermi con il mio
attuale compagno. L'anno scorso ho espresso il desiderio di un figlio.
Ciò ha provocato il suo allontanamento fisico da me. Ora siamo al
punto che mi ha detto che lui non si vede in questo ruolo e che non
trova giusto che io rinunci ad un figlio per lui. Non è servito dirgli
che lui per me era + importante che avere un figlio. Io mi sono fidata
a lasciare tutta la mia vita precedente per questo rapporto. E ora e
le giuro che è vero a volte passiamo le ore sul letto a piangere
insieme. Io perché non mi aspettavo di concludere la storia e lui
perché per istinto si è allontanato da me e perché dice di aver capito
che non sarà mai + lo stesso perché si è reso conto che non è fatto
per stare con qualcuno. Dice di avere un concetto idealistico
dell'amore e di non trovare giusto scendere a compromessi. Io ho
trovato una casa e la acquisterò inaspettatamente e perciò con grossi
sacrifici. Lui è disposto ad aiutarmi ad imbiancarlo od altro, perché
noi in effetti per ora e ancora per 3 mesi al massimo continueremo a
vivere insieme perché io non voglio tornare da mia mamma. Mi stupisce
il fatto che noi non siamo in disaccordo. Non
litighiamo. Ci parliamo. Mi aiuta, ma perché allora non mi desidera
più? Perché? Un saluto e grazie in anticipo.
Antonella
Cara Antonella,
Quello che tiene insieme una coppia non è la passione, ma sono la
coesione, la solidarietà, la complicità nel realizzare dei progetti
per il futuro.
La passione, lo vede, dopo un po' sfuma. A lei è successo quando ha
lasciato suo marito per quest'uomo e al suo nuovo compagno sta
accadendo ora.
Non litigate perché sapete che non avete colpe reciproche e siete solo
delusi di voi stessi: per esservi illusi che i sospiri d'amore
potessero durare per sempre. Lui non vuole assumersi delle
responsabilità, non è pronto per fare il genitore: probabilmente si
sente ancora un ragazzo e tutto ciò che desidera è una fidanzata
innamorata; lei sente di aver già sbagliato due volte e a questo punto
starà forse convincendosi che solo un figlio, come un diamante 'è per
sempre'... Il suo è un bisogno di concretezza, di solidità, di mettere
radici per potersi finalmente realizzare, come donna e come madre.
Che dire? La prossima volta cerchi di essere più fedele a sé stessa e
non si lasci trasportare da passioni che la portano lontano, ma che
non hanno approdo. Cari saluti e Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona
UN PERIODO DIFFICILE
Gentile dottoressa,
le scrivo perché sto attraversando un periodo un po' difficile e
vorrei che lei mi desse qualche consiglio. Da più di un anno sono
fidanzata con un ragazzo che amo molto. Tutto potrebbe essere
perfetto, visto che ci vogliamo così bene e che andiamo
d'accordo. Purtroppo, però, c'è un problema che finisce col non farci
essere sereni come vorremmo: siamo entrambi laureati ma nonostante i
nostri molteplici sforzi non abbiamo ancora un'occupazione stabile.
Dal momento che non siamo più due ragazzini sentiamo il desiderio e
l'esigenza di avere una vita nostra, indipendente dalle famiglie. Ci
piacerebbe sposarci e, magari, metter su famiglia. Chiaramente, però,
gli ostacoli materiali ora non ce lo consentono. I miei sono
preoccupati per tutto ciò e in alcune occasioni mi hanno fatto
intendere che, quasi quasi, preferirebbero che io non stessi più
insieme al mio ragazzo. Ho sofferto e soffro molto per via di tali
opinioni: io sono una persona semplice alla quale piace essere in pace
ed armonia con tutti i suoi cari. A volte mi scoraggio e penso che non
riuscirò ad avere una vita felice e realizzata! Non sono
un'opportunista e non sarei mai capace di scegliere un partner solo
per interesse economico, figuriamoci un marito!
La prego mi dica una parola di conforto.
A.
Carissima A.,
Purtroppo molti giovani oggi si trovano nelle vostre stesse condizioni
perché non è facile trovare subito un'occupazione consona ai propri
studi e alle proprie aspettative. Questo può in effetti ritardare
molto il momento del distacco dalla famiglia d'origine e la creazione
di un proprio nucleo familiare. E' così che molte unioni di ragazzi e
ragazze che sarebbero degli ottimi partners si perdono strada facendo,
dopo lunghissimi fidanzamenti, che logorano i loro rapporti e quelli
dei loro familiari, nell'impossibilità di vedere vie di sbocco,
possibilità di uscirne in qualche modo.Personalmente, cara A., penso
che non si possa volere la botte piena e la moglie ubriaca: se volete
svincolarvi dalla dipendenza dalle vostre famiglie non avete che da
trovarvi un lavoro (qualunque) e conquistare così la vostra
indipendenza economica, per andare a vivere insieme, sposati o no : la
scelta spetta a voi. Questo comporta dei sacrifici, delle rinunce,
delle scomodità, delle insicurezze, ma significa anche libertà di
amarsi, di pensare, di vivere.Tutto questo vi spaventa, non vi sentite
pronti, avete paura della fatica e dei sacrifici? Bene, in questo caso
è giusto rimandare e rimanere come siete, godendovi le sicurezze e gli
agi che vi mettono a disposizione le vostre famiglie, avendo però la
consapevolezza che anche il non fare niente, il rimanere come siete,
non è una fatalità, ma una scelta: pertanto imparate a sopportarne le
conseguenze!Carissimi auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
MAI PROVATO UN ORGASMO
Gentile dottoressa,
Sono una ragazza di 23 anni e sto con un ragazzo ormai da tre anni, i
nostri rapporti non sono frequenti perché abitiamo lontani. Non ho mai
provato un orgasmo durante l'atto sessuale e anzi se non riesco a
rilassarmi provo anche dolore (questo succedeva anche con il mio ex).
Non ce la faccio più anche perché perdo facilmente la pazienza e a
volte penso '' purché si sbrighi '' sono fortemente attratta e
innamorata di questa persona ma nel momento ''clou'' perdo ogni
interesse. Lui sa di questa cosa ma non sappiamo come muoverci. Vado
regolarmente dalla ginecologa e non ho fisici . Devo andare da una
sessuologa o comprarmi un bel libro di figure per imparare come si fa?
:))
La ringrazio anticipatamente per i suoi consigli,
Sonia
Carissima Sonia,
Su Psicolinea troverai molte informazioni sul dolore nei rapporti
sessuali, il vaginismo, l'orgasmo clitorideo o vaginale. Prima di
rivolgerti a qualcuno, ti consiglierei inoltre di:. Imparare a
rilassarti nel 'momento clou' attraverso il training autogeno - se
possibile facendo un corso - il fai da te in questo caso non funziona
molto.. Provare a cercare il piacere attraverso la stimolazione del
clitoride, fino al raggiungimento dell'orgasmo (se il tuo ragazzo è
poco esperto e tu non l'hai mai provato potrà richiedere molto tempo e
molte 'sedute', ma in genere i risultati sono buoni).. Cambiare
posizione nel rapporto: per provare meno dolore è meglio non
utilizzare la posizione del missionario, ma avere un rapporto con la
donna sopra, che regola la penetrazione ed il ritmo. . Usare una crema
per una migliore lubrificazione e possibilmente cercare di avere
rapporti durante il periodo dell'ovulazione (attenzione! E' il momento
in cui la donna prova un maggiore piacere, ma dove il rischio di
restare incinte è più elevato!).Se tutto questo non funzionerà, si
potrebbe pensare ad un caso di vaginismo: ci vorrebbe allora un
intervento psicoterapeutico condotto da uno psicosessuologo.
Cari saluti e auguri.Ciao.
Dott.ssa Proietti Ancona
LIBRI SUL SESSO
Gentile dottoressa,
innanzitutto voglio complimentarmi per il sito, sicuramente un aiuto
del genere è molto positivo,soprattutto perché si parla di un
argomento che dovrebbe essere naturale,ma che purtroppo spesso non
viene trattato con naturalezza,e sul quale penso che pochissime
persone abbiano le idee veramente chiare.
Vengo al punto: sono fidanzato da 1 anno e mezzo con una ragazza che
non ha mai avuto rapporti sessuali, e nonostante il nostro grado di
complicità e fiducia reciproca (nonché il desiderio sessuale
dichiarato di entrambi) non riusciamo ad andare oltre i preliminari,
perché lei dice di non sentirsi ancora pronta. Ho provato ad offrirle
tutta la dolcezza e la comprensione possibile,ma sino ad ora con
scarsi risultati e parecchie liti.In questi ultimi tempi ho raggiunto
una consapevolezza: la colpa è mia e solo mia,poiché ho pensato che
con un solido legame fatto di affetto,sincerità e comprensione il
sesso sarebbe venuto in maniera quasi spontanea.Non mi sono curato di
assecondare la sua curiosità,non so nemmeno io perché l'ho fatto,non
abbiamo mai parlato a fondo di sesso,e solo ora mi rendo conto di
quante domande lei mi abbia fatto e di quanto io sono stato evasivo.
Ora ho deciso di rimediare cercando di soddisfare la sua curiosità in
modo da farle passare ansie e paure,e rendendomi disponibile a parlare
di sesso in tutte le sue forme,visto che nessun altro metodo è servito
per scioglierla vale la pena tentare.
Lei cosa ne pensa,dottoressa, è troppo tardi per attuare una soluzione
del genere. Ma c'è un altro suggerimento di cui ho bisogno e penso che
solo lei mi possa aiutare. Per dimostrarle che capisco le sue paure e
che nel nostro bellissimo rapporto non devono esserci queste paure
avevo pensato di regalarle un libro, il fatto è che non so quale e non
so nemmeno se esiste. Dovrebbe essere un libro "A misura di giovane"
(lei ha 21anni,io 26),che spieghi le cose in maniera chiara ma non
troppo tecnica, soprattutto rivolto alle donne che come la mia ragazza
si accingono ad affrontare la fatidica "prima volta". Esiste un libro
del genere? Spero di si. Potrebbe suggerirmi qualche
titolo,dottoressa. La ringrazio infinitamente per aver dedicato a me
un po' di tempo della sua vita e confido in una risposta.
F.
Carissimo F.,
Le consiglio di leggere, insieme con la sua ragazza, i libri di Helen
Kaplan. Sono chiarissimi ed anche se rivolti a chi pratica terapie
sessuali, comprensibili anche dai comuni lettori. I libri sono
corredati di illustrazioni molto belle ed anche molto 'esplicative'. Quello
che più di ogni altra cosa Le consiglierei tuttavia, è cercare di non
arrivare subito 'al dunque', ma di intrattenere la sua ragazza con
giochi erotici non troppo spinti, in modo che lei si sciolga
gradualmente ed arrivi al rapporto sessuale con la necessaria
tranquillità e naturalezza.Salve.
Dott.ssa Proietti Ancona
TOGLIERMELO DALLA TESTA
Da 14 anni frequento una persona di cui sono, credo, ancora
innamorata ciò che è certo che non riesco a togliermela dalla testa
portandomi ad una grande confusione sia interiormente che
materialmente. La cosa, in questo ultimo periodo si è aggravata nel
senso che ho la sensazione di vivere distaccata da questo mondo, di
non appartenergli; sono molto stanca vorrei svegliarmi una mattina e
sentire quanto è bello vivere anche senza questa persona che
attualmente sta vivendo l'inizio di un'altra storia è che
mi ha detto senza mezzi termini di lasciarlo stare.
Ho cercato aiuti in diversi modi ma mi trovo sempre al punto di
partenza, da otto anni a questa parte la mia vita è gestita
esclusivamente da un'immagine che si deforma sempre di più ma che
ancora ha la vita di un sentimento.
Sono molto stanca di essere le sembianze di una donna che non c'è.
Ti ringrazio. Ni.
Carissima Ni,
Effettivamente la trovo un po' confusa e disorientata. Mi dice che ha
cercato aiuti in tanti modi e credo che uno di questi sia l'uso di
psicofarmaci. Questa lettera mi sembra scritta proprio sotto l'effetto
di tali medicinali.
Credo che non vi sia per lei altro sistema che quello di cercare
l'aiuto di uno psicoterapeuta che possa sostenerla in questo difficile
momento e ridarle un po' di fiducia in sé stessa. Se questa persona,
che oltre tutto lei non è proprio del tutto certa di amare ancora, le
ha chiesto di non essere disturbata, credo ne abbia il diritto,
specialmente se tra voi, come sembra di capire, non vi sono
particolari vincoli. La inviterei a concentrarsi su sé stessa e a
cercare di tornare ad accettare quella donna che vede nello specchio,
a cui deve volere bene, qualsiasi sembianza essa abbia, perché in
quella immagine vi è la sua storia, la sua vita, i suoi sentimenti più
cari. Dobbiamo imparare a distaccarci dall'idea che senza la bellezza
non ci possano essere né amore né amicizie: navigando su internet ad
esempio, lei potrà sicuramente raggiungere momenti di profondo
coinvolgimento, anche senza conoscere le persone con le quali viene in
contatto, senza sapere se sono belle o brutte, giovani o vecchie,
innamorate o disperate. Se poi vorrà anche impegnarsi nella
ricostruzione anche di una buona immagine estetica di sé stessa,
questo non potrà che migliorare ulteriormente la sua situazione, ma mi
raccomando, con equilibrio, senza esagerare! E non disperi, il mondo è
pieno di uomini!
Stia su, e mi scriva ancora...
Dott.ssa Proietti Ancona
UNA PERSONA CHE VUOLE BENE...
Gent.le dott.ssa,
sono un ragazzo di 27 anni,ho conosciuto un anno fa una ragazza di
33,di cui mi sono follemente innamorato.
Abbiamo un bellissimo rapporto,anche se abitiamo molto distanti,ci
vediamo molto raramente,continuando però a sentirci quotidianamente
per telefono. Quando stiamo insieme tutto funziona a
meraviglia,abbiamo rapporti sessuali molto belli e durante il giorno
continui scambi di gesti teneri e affettuosi,(come due veri fidanzati
).Io gli ho espresso i miei sentimenti,ma lei continua dirmi di
volermi solo bene, giustificando a volte questa cosa con la differenza
di età o con la lontananza.Se non la cerco io, mi cerca lei,vedo in
lei complicità nei sentimenti,ma poi si tira indietro.Non capisco
questo comportamento,perché secondo me una persona che vuole solo
bene,non si comporta così.Sono molto confuso.
La ringrazio anticipatamente per una sua risposta.
Un lettore
Caro Lettore,
Secondo me il problema non è nella differenza di età, che poi nel
vostro caso è davvero insignificante: solo sei anni ed in due persone
ormai mature. Probabilmente la sua ragazza vive delle incertezze, che
non possiamo capire a cosa possano essere dovute. Per consentirle di
chiarirsi un po' le idee, le consiglierei di trascurarla per un po' e
vedere cosa succede. In amore, si sa, vince chi fugge... Cordiali
saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
LE RAGAZZE MI LASCIANO
Egregia Dott.ssa,
sono un ragazzo di 23 anni. Ho sempre avuto un temperamento
ipersensibile che mi ha portato a sentire tutto in maniera
amplificata, a volte spropositata. Figlio di due genitori, forse non
troppo maturi nella loro vita di coppia e un poco problematici, ho
cominciato a soffrire interiormente dalla più tenera età, tanto che
all'età di 6 anni, a causa di un lieve tic, sono stato mandato dalla
psicologa, la quale ha diagnosticato semplicemente la percezione da
parte mia del disaccordo tra i miei.
Tuttavia non ho avuto una infanzia né una adolescenza sereni.
Specialmente per cause affettive: il rapporto con le ragazze, da me
sempre visto come fonte di sofferenza, essendo stato (anche 2 mesi
fa!) sempre lasciato. Questo mi ha provocato fin dalle prime innocenti
esperienze di questo tipo un senso di vuoto e una immotivazione nel
vivere che abbisognava di molto tempo per passare. A vent'anni la
prima vera psicoterapia, dopo una storia finita male. Poi fui
liquidato perché, secondo lo psicoterapeuta, ero perfettamente a
posto. Dopo pochi mesi fui costretto a farne un'altra (da un altro
psicologo) perché ero sempre tristissimo e le mie reazioni (sempre per
cause affettive) erano smodate (inappetenza, insonnia, pensieri
ossessivi, ansia, depressione esagerata, senso di vuoto,...).
Liquidato anche da questo (con grandi apprezzamenti per la mia
favolosa personalità - a sua detta), dopo la fine della storia di cui
sopra (durata un mesetto), ripiombo in questo immobilizzante stadio,
con la sensazione di stare anche peggio.
Mi dica dottoressa: cosa c'è che non va? Sarebbe opportuno secondo lei
intraprendere la via farmacologica? Ora mi rimangono due strade: sono
in lista d'attesa per una psicoterapia col dott. B. (la mia ultima
possibilità, visto che, se lo conosce, sa che tratta la psiche in
maniera piuttosto particolare) o, appunto la farmacologia, visto che
non ne posso veramente più. Aggiungo che nella mia vita non ci sono
realtà oggettive deprimenti (ossia fatti o situazioni insostenibili).
La ringrazio fin da ora.
Federico
Caro Federico,
La prima cosa da considerare è che lei ha solo 23 anni e dunque, se
anche vi fossero stati degli errori terapeutici, abbiamo ancora tutto
il tempo per recuperare. Certo, la scelta che adesso dovrà fare per un
nuovo specialista dovrà essere particolarmente accurata, perché alla
sua età essere uno 'psicoturista', ovvero uno che viaggia da un
terapeuta all'altro, da una metodologia psicologica ad un'altra, non è
proprio costruttivo, né tanto meno salutare...
Certo è che appare piuttosto strano il fatto che ben tre psicologi
abbiano voluto 'liberarsi di lei'... Ma ne è proprio sicuro? Cosa
significa per lei 'essere liquidato'? In bocca al lupo.
Dott.ssa Proietti Ancona
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NON HO PIU' CERTEZZE
Buongiorno,
non avrei mai pensato di dover ricorrere ad uno psicologo ma da due
giorni non ho più nessuna certezza... Vi racconto che cosa mi sta
succedendo...ho 27 anni, da quasi 4 anni sono fidanzata con un ragazzo
che per amore si è trasferito da circa 7 mesi nella mia città.
Tra noi tutto sembrava funzionare a meraviglia...abbiamo comprato casa
a fissato la data delle nozze. Ogni tanto andiamo insieme a trovare i
suoi genitori e i suoi amici ed è sempre andato tutto bene... Lo
scorso week end però per motivi di lavoro io non ho potuto
accompagnarlo e lui è andato da solo...
Da quando è tornato non è più come prima...dice di essere confuso, ha
paura di ciò che sta facendo e cosa peggiore non sa più quello che
prova per me.... Ma come è possibile che fino a venerdì fosse tutto
rose e fiori? Coccole, mille attenzioni, sempre pronto a baciarmi ed
abbracciarmi a fare l'amore con me e invece ora non sa più che cosa
vuole? Come posso aiutarlo e aiutare la nostra storia???...anche io ho
i nervi a pezzi ...ho paura...la mia vita senza lui non avrebbe più
senso sarebbe finita.... L'unica mia speranza è che tutto potrà
passare, magari sarà lo stress dovuto ai preparativi, la paura del
grande passo....ma non lo so...non so più che cosa pensare....
AIUTATEMI VI PREGO!!!!
A.
Cara A.,
E' un po' come per gli esami di maturità: ormai sono quasi una
formalità confronto a quelli di un tempo, in cui si 'davano' tutte le
materie davanti ad una commissione esterna, eppure quanta paura
provano ancora i giovani quando si trovano ad affrontare questo
passaggio della vita! E' così anche quando ci si sposa. Sicuramente
tutti sanno che non si compie più una scelta definitiva di vita, ma ci
si trova comunque di fronte ad un passo impegnativo, che non va
compiuto con leggerezza. Sposarsi significa contrarre degli impegni
nei confronti di una persona e spesso anche della sua famiglia,
significa fare dei debiti o fare spendere dei soldi ad altre persone,
significa manifestare un'intenzione di fronte ad una serie di persone,
più o meno autorevoli; nel vostro caso significa anche trasferirsi
stabilmente in un'altra città e dunque lasciare oggetti ed affetti
importanti, senza sapere ancora se sarà possibile ricostituirsi
un'analoga situazione nella nuova vita che si va a cominciare,
malgrado tutto l'amore che si possa provare per una persona. Il fatto
che lei non lo abbia accompagnato in questo week end può averlo messo
di fronte a questa difficile scelta che si trova a compiere in modo
molto più intenso del solito, dato che la sua assenza lo avrà fatto
calare nella sua antica realtà con maggiore impatto emotivo. Questo è
probabilmente quello che è accaduto e questa è l'origine di tutti i
suoi dubbi. Che fare? Il suo ragazzo va rassicurato, perché si trova
in un momento difficile.
Provi a parlarne con lui, lo faccia sentire importante per lei, gli
faccia capire che si rende conto di chiedergli una scelta 'pesante',
ma che per questo gli sarà sempre vicina con il suo amore e cercherà
in tutti i modi di renderlo veramente felice. Poi... Cerchi di
mantenere le promesse. Auguri.
Dott.ssa Proietti - Ancona
ARACNOFOBIA
Gentile Dott.ssa Proietti,
mi chiamo Valentina, ho 25 anni e vivo a Londra. Le scrivo per
sottoporLe un mio problema che mi porto dietro da quando sono piccola,
in effetti non ricordo bene da quando.
Questo problema è la mia grande fobia per i ragni, di cui non capisco
il motivo. Insomma arrivo a comprendere che possano disgustare una
persona, ma io ne ho proprio il terrore e non posso vivere o andare in
posto dove ci sono i ragni! E' una situazione che mi preclude certi
miei sogni. Vede dottoressa io amo moltissimo viaggiare e in
particolar modo amo i viaggi avventurosi, non quelli "comodi". Tra i
miei sogni c'è quello di visitare posti come la foresta amazzonica o
l'Australia...posti che brulicano di questi simpatici amici.
Da che mi ricordo non penso di aver mai avuto un particolare incidente
da piccola con dei ragni da aver potuto creare tale situazione di
angoscia e non ci arrivo proprio nel comprendere tutta questa paura.
Anche i più piccoli e innocui, mi fanno scappare come se avessi il
diavolo che mi rincorre. Forse questa paura ha un altro significato?
Che cosa può aver fatto scattare nella mia mente una cosa del genere?
Le sarei molto grata se mi potesse aiutare a trovare un soluzione,
perché Le dico che francamente mi sono stancata di questa fobia e
credo sia venuto il momento di cambiare musica!
La ringrazio e nell'attesa di ricevere presto una Sua risposta Le
porgo i miei cordiali saluti.
Valentina
Cara Valentina,
Quando si soffre di una fobia non necessariamente si è in grado, da
soli, di ripercorrere le proprie esperienze e di rintracciarvi
possibili collegamenti. Se così fosse gli psicologi e gli
psicoanalisti dovrebbero tutti cambiare mestiere... Se veramente vuole
capire l'origine di questo suo disagio non deve far altro che mettersi
in analisi, al fine di comprendersi meglio ed essere aiutata a trovare
delle soluzioni. Si tratta di un percorso molto interessante, ma
sicuramente costoso ed impegnativo, visto che può richiedere molti
anni. Un altro modo di affrontare il disagio è quello di non chiedersi
più quali possano esserne le cause, occupandosi solo di cercare delle
soluzioni efficaci. Questo richiede un altro tipo di psicoterapia,
quella cognitivo-comportamentale, che agisce sia sul modo di 'pensare'
al suo disagio, sia sul modo di affrontarlo da un punto di vista
comportamentale. Anche questo è un lavoro abbastanza complesso, ma
sicuramente meno profondo e pertanto meno lungo e meno costoso di
quello psicoanalitico. Nel frattempo la inviterei a riflettere sul
fatto che l'Amazzonia e l'Australia sono delle zone del mondo ancora
piuttosto 'selvagge' e se lei è particolarmente affascinata da esse, a
meno che non voglia fare un viaggio in una cartolina, allo stile di
Mary Poppins, deve necessariamente pensare di confrontarsi con le
creature che legittimamente, da sempre, occupano questi territori, che
sono il loro - e non il nostro - habitat naturale. Provi infine a
documentarsi di più sulla vita dei ragni, evitando in un primo momento
le immagini e cercando piuttosto di interessarsi alla loro vita
sociale, al modo in cui essi si riproducono. Si sforzi anche di
disegnarli, ad esempio raffigurando, a forma di ragno, le persone a
cui lei tiene di più, cercando di renderle simpatiche e felici, anche
in questa nuova veste...
Forse, azzardo una diagnosi, la sua non è paura dei ragni, ma paura di
vivere in un mondo diverso da quello che lei vorrebbe o avrebbe
desiderato (ma la prenda con beneficio di inventario...)
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti - Ancona
UNA VITA TRAVAGLIATA
La mia vita e' stata molto travagliata, all'età' di 6 anni sono
stato per "gioco" violentato da un ragazzo più grande di me, per poi
essere deriso nei confronti dei miei compagni, mi sono portato dentro
questa "vergogna" per molti anni e non sono riuscito dopo tanto tempo
a capire bene tutto quello che e' seguito. L'educazione avuta dai
miei genitori e' stata completamente trascurata, erano esclusivamente
dediti al lavoro, io e mio fratello più grande siamo stati sempre
seguiti dalla nonna paterna. di quel periodo lavoravamo durante il
periodo estivo per mantenerci durante l'anno; sarò sincero non ricordo
di aver ricevuto alcun regalo fino Dopo alcuni anni sono iniziati i
primi problemi, differenza di orari di lavoro, poche amicizie e alcune
incomprensioni sono sfociate in un fallimento Ma che succede?,
improvvisamente per una "crisi" del settore l'azienda dove lavoravo,
si trova in difficoltà, tutte le responsabilità Amministrative erano
rivolte sulla mia persona in piena autonomia, vengo lasciato
completamente solo nella gestione, il momento di Sono stato
"imbottito" di farmaci con un dosaggio da "cavallo", il risultato e'
che sono diventato un "vegetale", farmaco dipendente, sono arrivato
fino a pesare Kg 120, ero irriconoscibile, ho rischiato più volte di
perdere il lavoro, ma visto i "meriti" precedentemente assunti la
proprietà e' stata molto comprensiva con me. Fortunatamente durante
questo periodo ho la fortuna di incontrare una donna più matura di me,
mentalità aperta, molto attiva e trasgressiva E' stato bello anche
perché vivevamo in due città diverse e ci vedevamo solo il fine
settimana e durante il periodo feriale, fin qui nulla di strano Ma
improvvisamente che succede, sono "abbagliato" da una "sirena",
bellissima donna, fascino, molto interessante...perdo la testa e nasce
M.B.
Caro M.B.,
Mi sta forse chiedendo il nulla-osta per poter sperimentare ora
rapporti 'omo'?Direi che la cosa migliore da fare al momento sarebbe
quella di dedicarsi a questo figlio, per cercare di curarlo come
meglio è possibile. Questo potrebbe forse dare un senso alla sua vita
ed aiutarla a capire che non è giusto vivere solo per soddisfare il
proprio narcisismo e le proprie pulsioni.
La ringrazio dei complimenti (che qui ho omesso) e le faccio,
sinceramente, tanti auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
SOGNO IL GABINETTO
Buongiorno dottoressa Proietti E' ormai parecchio tempo che faccio
strani sogni ma tutti con un elemento in comune: il bagno, o meglio il
gabinetto! So che può far sorridere, io se ci penso continuo a farlo!
Ma dopo tanti sogni quasi tutti uguali ho deciso di chiedere qualcosa
a qualcuno!
Il sogno solitamente si svolge così: ho bisogno di andare al gabinetto
e entro in un bagno pubblico. Regolarmente mi trovo in difficoltà
perché la porta del bagno (anche questo elemento è ricorrente) è
troppo alta e quindi ho paura che mi vedano da sotto, oppure ci sono
moltissime porte e devo tenerle chiuse tutte
contemporaneamente....ecc. Solitamente finisce che dopo un primo
momento di crisi faccio lo stesso quello che devo fare e non mi
importa più di trovarmi in imbarazzo con chi è fuori. Nell'ultimo poi
ho sognato di essere con un'amica (non riconoscibile nel senso che nel
sogno era un'amica, ma non ho idea di chi possa essere) al
supermercato e di dover seguire un percorso obbligato per poter
uscire... questo percorso portava in un gabinetto che comunicava a sua
volta con un altro gabinetto e così via finché la porta non diventava
tanto stretta da non consentirmi più di passare!(NB: la persona che
era con me era riuscita a passare e mi esortava ad uscire). Allora ho
guardato un pò la situazione, ho deciso che sarei riuscita anche a
passare ma così non mi piaceva, sono tornata indietro, ho attraversato
tutti i gabinetti e ho scavalcato il cordone che delimitava il
percorso obbligato, ho raggiunto la mia amica e ho sorriso contenta e
più "leggera". Per quanto riguarda la mia situazione attuale vivo
fuori casa, ho un uomo con cui sto molto bene e sto finendo di
studiare, credo di essere solo un pò stressata e oppressa in questo
periodo, ma per il resto mi sembra che vada tutto bene....
Aspetto una sua risposta! Paola
Cara Paola,
La sua lettera è lunga 27 righe e di queste solo 4 sono dedicate al
racconto di sé stessa... La mia risposta dunque potrebbe essere solo
generica ed avere più o meno la valenza di un oroscopo. Infatti, per
azzardare una conclusione, dovrei conoscere notizie importanti sul suo
conto. Ad esempio, non so come è andato, nei suoi primi anni di vita,
il suo 'svezzamento' dal pannolino, quali sono stati i comportamenti
dei suoi genitori in questo periodo, che tipo di rapporti ha lei con
il suo apparato uro-genitale, quali sono le sue abitudini igieniche,
quali sono i suoi timori in fatto di contaminazioni, se ha paura del
giudizio degli altri, se ha dei sensi di colpa per delle soste troppo
lunghe in bagno nel suo periodo adolescenziale, se per caso è stata
scoperta mentre studiava la geografia del suo corpo...
Ed ancora, molto più banalmente, quali sono le sua abitudini
alimentari? Quando va a dormire si premura di andarci con la vescica
vuota? Beve molto prima di coricarsi? Si alza di notte per fare pipì?
Infatti, a volte l'urgenza fisiologica può influire nella
rappresentazione onirica e farci sognare delle 'soluzioni' al
problema. Di questo ne parla ampiamente anche Freud ed è esperienza
assai comune.
Insomma, cara Paola, questo sogno potrebbe significare tutto ed il
contrario di tutto!
Volendo cercare una spiegazione più superficiale, le direi che
probabilmente lei teme il giudizio degli altri, ha problemi di
autostima e di adattamento sociale.
Ma, come dicevo prima...
Salve.
Dott.ssa Proietti
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