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ARCHIVIO DENTRO E FUORI DI TE
PAGINA TRE (2001-2007)
 


ATTACCHI DI PANICO
Gent.ma dottoressa buongiorno, sono una signora di 40 anni, ora single e soffro da circa 10 anni di attacchi di panico, migliorati notevolmente dal training autogeno. Ultimamente però mi capita di faticare non poco ad attraversare la strada se mi trovo sola; ho bisogno di appoggiarmi a qualcuno, mi gira la testa e temo di cadere. Tutto questo è riconducibile al dap? che posso fare per migliorare la situazione? La ringrazio di cuore e le porgo cordiali saluti Simona

Cara Simona,
Si, tutto questo può essere anche riconducibile al dap, ma anche ad uno stato ansioso che potrebbe accompagnare un periodo difficile della sua vita, come quello che lei sta probabilmente vivendo dopo la separazione dal suo partner.
Una separazione richiede comunque l'elaborazione di un lutto e questo periodo di ripensamento e di nuovo adattamento può causare un forte stato di ansia e di insicurezza che può manifestarsi nei sintomi che lei ha avvertito.
Il Training Autogeno va benissimo. Se vuole fare di più... Vada a trovare uno psicologo: parlarne le farà bene.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona

AMORI LESBICI
Gent.ssima dott.ssa,le racconto la mia storia: ho conosciuto,c.a tre mesi fa, una persona in chat bisex donna, distante da me 400 km.Dopo un approccio un pò scontroso, c'è stato da quasi subito un bel feeling virtuale. Ci siamo incontrate e a pelle non mi è piaciuta immediatamente ma qualche minuto più tardi; l'immaginazione era diversa dalla realtà. Da parte sua, a suo dire invece, nei miei confronti non è scattata
un'attrazione fatale, ma poi siamo"state in intimità". In poco tempo il bene reciproco,è sfociato in un TI AMO ed in altri rapporti sessuali: Un ti amo ripetuto più volte da lei e che io ho creduto fosse sincero. Così dopo questa bella illusione, adesso mi ha detto che ha sempre provato x me un bene profondo a cui non sa rinunciare, dice che siamo lontane, che non è un amore che si può vivere, che fisicamente non le piaccio, che ha
mentito x paura di perdermi..ed io mi ritrovo completamente svuotata da questa cosa.Tra l'altro si sente con un'altra persona che le piace (donna). Da me lei vuole solo amicizia. Non so cosa fare;da una parte vorrei sputarle addosso tutto il male che mi ha fatto e rompere il legame e dall'altra vorrei sperare che mi voglia ancora. Mi dia un
consiglio. Nell'attesa di leggere sue notizie,fiduciosa la ringrazio....
 "Sconsolata"

Cara Sconsolata,
Mi spiace dirlo, ma secondo me in tutta questa storia quei 'ti amo' servivano solo a condire un piatto insipido: mi sembra insomma che vi sia stata, da ambo le parti, una certa forzatura, dal momento che non vi era attrazione reciproca e non è scattata nessuna scintilla. Non vedo perché, cara Sconsolata, lei debba offrire amicizia ad una persona così poco leale nei suoi confronti: il mondo è grande.
Dott.ssa Proietti, Ancona

FREQUENTO UN VEDOVO
Mi chiamo Gianna ho 37 anni separata da 7 anni con un figlio di 12 anni. Da 5 anni frequento un uomo di 10 anni maggiore vedovo con due figlie una grande e una di 10 anni. Ha tentato per i primi 4 anni un rapporto normale ma non riusciva ad accettare mio figlio e tra noi ci sono alcune diversità di carattere che lui dice lo spaventano.
Così da 2 anni mi ha lasciato ufficialmente ma ci continuiamo a frequentare di nascosto da tutti, naturalmente ci vediamo una volta la settimana e ci sentiamo x telefono tutte le sere. Ma a me non basta voglio uscire da questa situazione ma lui non vuole dice che il rapporto così lo soddisfa e non vuole più avere problemi in famiglia soprattutto con la figlia maggiore e la situazione peggiora x me. Sono sempre scontrosa irritante nervosa non riesco a essere felice neanche quando sono finalmente con lui, ci vuole un'ora prima che mi passa la mia rabbia. Lui non cambia e io in cuor mio spero di si e soffro soffro tanto stargli lontano non essere partecipe della sua vita. Grazie per la sua eventuale risposta.Gianna

Cara Gianna,
Lei in questo uomo, più maturo di lei, forse più maturo anche del suo ex marito, ha trovato stabilità, sicurezza, affetto. Il fatto di sentirlo tutte le sere le consente di affrontare la vita con maggiore coraggio: sente di poter attraccare, quando è necessario, in un porto sicuro. Per questo non riesce a lasciarlo. 
Quanto a lui, lui ha trovato una situazione molto facile : ha una donna molto più giovane, verso la quale però non ha alcun obbligo, con la quale non condivide nulla, se non delle telefonate o degli incontri settimanali mordi e fuggi. Nessun problema con le figlie, con i parenti della povera moglie, pochi scontri con lei a causa del suo carattere 'diverso' e, soprattutto, nessuna seccatura con un adolescente rompiscatole di 12 anni. Per questo lui non desidera lasciarla e vuole portare avanti la storia così come è.
La conclusione è questa: bisogna capire se questa storia le dà più di quanto non le tolga. Occorre fare un bilancio. E poi decidere, ovviamente.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

DISTURBI DEL SONNO
Gentile Dott.ssa le scrivo in merito ad alcuni disturbi che vivo nel sonno. Ho 23 anni e  sono innamorata come una 15enne di un ragazzo ancora molto immaturo, indeciso e  che non è ancora riuscito a chiarire nulla di ufficiale ed è proprio questo elemento che mi rende instabile. la mia più grande paura è che non sia sincero e che prima o poi si rimetta con la sua ex. tutto questo scaturisce in me nervoso e non riesco ad avere sonni tranquilli. Infatti mi sveglio urlando di notte, sognando di lui o di lui e lei insieme...mi addormento con un brutto presagio e puntualmente al mattino sono da buttar via. Come posso far scomparire la paura ed essere più sicura di quello che vivo?
Phaedra
 

Cara Phaedra, 
Come lei dice, è innamorata 'come una quindicenne' di un ragazzo che lei definisce 'molto immaturo, indeciso e che non è ancora riuscito a chiarire i suoi sentimenti' per lei. 
Date le premesse, non credo lei si aspetti o possa aspettarsi da questa relazione un senso di stabile tranquillità, anche se sembrerebbe desiderarla. Verrebbe allora da chiedersi come mai la scelta è caduta proprio su questo ragazzo, così immaturo, e come mai lei stessa, nella relazione che ha con lui, si percepisca come un'adolescente. 
Probabilmente la soluzione per questo suo stato ansioso sta proprio nel cercare di 'crescere' come persona e di guardare a questa storia con un pizzico di maturità in più... Se il suo ragazzo le preferirà la sua ex, ciò significa che evidentemente la vostra relazione non poteva funzionare, non aveva solide basi, e che prima o poi sarebbe comunque finita. Dunque, accetti con maggiore fatalismo ciò che le accade intorno, si rilassi, e cerchi di imparare a 'cogliere l'attimo'... Comunque finirà, non è bello intanto sentirsi innamorata come una quindicenne? Si goda questo bel periodo e non pensi al futuro.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

E' NORMALE?
Mi chiamo luca, ho 26anni e le scrivo da Milano. Le scrivo per chiarire alcune mie domande: 
1) Ho iniziato a fare palestra, e vorrei chiederle se ci può essere qualche tipo di pericolo per i testicoli, magari non so nell'alzare dei pesi. 2) Poi ci sono alcune cose un po' più imbarazzanti per me, tipo 
3) Alla mattina quando mi alzo ho sempre un 'erezione e non c'e' mattina dico uno che salti. E' normale?
Poi dopo vado in bagno e urino, pero mi succede che dopo che ho urinato dopo un due minuti sento come una goccia che esce. Controllo e infatti sistematicamente fuoriesce la goccia. E' normale?
4) Poi a proposito di erezione non so come mai durante il giorno più o meno ogni mezz'ora ho sempre un'erezione. Sa dott.ssa una, due tre alla fine sono quasi cotto e i testicoli li sento molto gonfi.
E' normale avere sempre per tutto il giorno un'erezione, vedere una ragazza e immaginare le più erotiche fantasie sessuali?
5) Durante poi un rapporto sessuale la prima volta ho una eiaculazione veloce la seconda va gia meglio pero mi chiedo se e normale cosi veloce? Cosa posso fare? Devo andare da un'andrologo?
Mi vergogno andare da un'andrologo uomo poiché so già con il mio pensiero che appena mi denuderò mi imbarazzerò perché ho il pene Sarebbe meno imbarazzante forse davanti a una dottoressa anche se però non ne sono sicuro. Non ho trovato nessuna dott.ssa io che visiti privatamente anche perché ho vergogna di parlare con i miei genitori e come le ho gia detto di andare da un dottore uomo.
Per questo le ho scritto, sperando che mi possa aiutare. Scusi per il disturbo e grazie in anticipo per il tempo che le ho fatto perdere.
grazie distinti saluti
Luca

Salve Luca, 
le domande sono tante e andiamo per ordine. Andare in palestra non causerà alcun problema ai testicoli o ad altro, purché ci sia un istruttore qualificato a dare le giuste indicazioni. 
Le erezioni mattutine sono una normale caratteristica maschile, indicano una normale funzionalità dell'apparato genitale e sono più frequenti in giovane età. Se poi si ripetono anche durante la giornata, ciò è probabilmente dovuto ad una poco intensa attività sessuale: tenderanno a scomparire con lo stabilizzarsi della sua vita affettiva e una maggiore frequenza nei rapporti sessuali. 
Stesso discorso per la durata dei suoi rapporti sessuali. Se poi vuole maggiore tranquillità, vada pure da uno specialista, ma senza imbarazzi: la sua professione lo porterà ad occuparsi del disturbo che lei gli prospetterà, indipendentemente dal fatto che sia un dottore o una dottoressa.
Cordiali saluti
Dott.ssa Proietti, Ancona

NON VOGLIO FARE SESSO

Cara dottoressa, ho 23 anni e sto con un ragazzo da tre anni e mezzo, il guaio è che io per una serie di motivi non voglio fare sesso, io non vivo questa situazione come un problema anzi sto bene non facendolo, il problema nasce quando in maniera diretta o indiretta lui mi spinge a cambiare idea...lo so che non è giusto quello che lui fa e che devo farlo quando mi sento pronta è solo che ho paura che non sarò mai pronta, non mi fido degli uomini, non fino in fondo, inoltre penso che una persona debba farlo in maniera spontanea, senza pressioni...questo vuol dire che non lo amo?Io sto bene con lui, lo vedo carino, lo capisco...ma per esempio non mi piace l'odore della sua pelle, quell'odore naturale che tutti abbiamo...lui dice che non lo amo...a questo punto non lo so più e penso di avere qualche problema se a 23 anni non mi va di farlo...sembra che tutti al mondo pensino solo al sesso per questo mi sento anormale perché mi fanno sentire anormale...tutti si stupiscono che a quest'età non l'ho mai fatto...ma nessuno si preoccupa di sapere se sono felice così...io sto bene!Perché devo farlo?Non troverò mai nessuno disposto a farlo solo quando io sentirò di farlo...Grazie
Francesca

Cara Francesca,
Io credo invece che lei, contrariamente a quello che dice, non stia bene per niente. Infatti, se lui la spinge a fare cose che a lei non va di fare, la cosa le dà molto fastidio, se lui si avvicina troppo, lei prova un senso di repulsione, se parla con le amiche, si sente a disagio per dover spiegare loro che non l'ha ancora fatto, ecc... Insomma, io credo invece che la sua vita sia un inferno! Soprattutto perché martellata dal dubbio: non mi va di fare sesso perché sono così o perché non amo questa persona? 
Non so quale risposta lei si aspetti da me e spero di non deluderla dicendole che no, per me non è affatto normale stare insieme ad un ragazzo 'carino', volergli bene e non sentire la voglia di accarezzarlo e di lasciarsi accarezzare. 
Quello che lei chiama 'fare sesso' una volta si chiamava in Italia (prima che arrivassero in massa certi film americani) 'fare l'amore', che a mio parere è una dizione molto più bella: significa dare corpo ad un sentimento, far si che il legame spirituale che unisce due persone si materializzi ed unisca ulteriormente i due partners. Lei a questo punto potrebbe forse dirmi che il 'sesso' cui lei allude è ben altra cosa dalle carezze di cui io le ho parlato; questo mi lascerebbe pensare che forse non è il sesso che non le piace, ma l'idea che lei ha del sesso. Qualche errata convinzione, qualche pregiudizio o magari qualche ricordo spiacevole interferiscono evidentemente con i suoi istinti e non la lasciano libera di vivere appieno la sua vita. Una spiegazione alternativa è che questo suo ragazzo fondamentalmente non le piaccia e, se così fosse, le consiglierei di guardare bene in faccia la realtà, piuttosto che costringersi in un comportamento ascetico. Infatti, a lungo andare, lei potrebbe pentirsi di questa scelta.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

UN BILANCIO
La mia vita non è stata di certo facile ed oggi avendo compiuto da poco 40 anni mi ritrovo a fare un bilancio.....e non vedo nulla di bello,sto passando un brutto periodo e non so dovuto a cosa o forse si,la solitudine forse è la cosa che mi fa star più male ma non tanto quella delle persone attorno perchè anche se vivo da sola ne ho abbastanza, la mia forse è voglia di essere amata,voluta bene, sentita desiderata per la mia persona e non magari per il mio aspetto come mi accade spesso:Ma forse vi devo raccontare qualcosa di più per potermi aiutare...si perchè credo di aver davvero di nuovo....bisogno di aiuto,dico di nuovo perchè già due volte in due periodi difficili della mia vita mi sono rivolta ad una psicologa che in parte mi ha aiutata a capire cosa mi stava accadendo.Vado indietro nel tempo,sono figlia di genitori separati, mio padre è andato via di casa quando avevo 12 anni lasciando mia madre sola e con tre figlie da crescere, ma lei è stata una donna eccezionale ed è riuscita benissimo nel suo compito, mentre il rapporto con mio padre è stato quasi inesistente.Ma la vita è davvero strana e quando avevo33 anni ,la mia mamma ,la persona più cara che avevo ci lascia perchè muore per un male incurabile, qui comincia la mia distruzione interna a chiedermi perchè e per come......e vado la prima volta dalla psicologa che mi aiuta ad affrontare questo momento,nel frattempo in tutti questi anni la mia vita sentimentale non è stata tanto meglio dai 18 ai 27 anni ho un fidanzamento con un uomo che poi mi lascia senza sapere realmente i motivi, per i sette anni successivi.....provo a cambiare la mia vita ribellandomi anche alle regole di mia madre........cose che poi mi hanno fatto vivere un pò nel rimorso,ma nessuna storia seria più....gli uomini è come se fuggissero da me, non so perchè.......alla morte di mia madre conosco un ragazzo con cui inizio una storia....che dura tre anni e mezzo, una storia dove mi sentivo continuamente dire....".non sono innamorato di te" eppure io ho lottato sperando che un giorno le cose cambiassero.......ma quando dopo tre anni lui decide di mollarmi....e per di più per un'altra conosciuta insieme a me.....io non ho più ragionato, l'ho supplicato di non lasciarmi, ho fatto cose assurde al pensiero di dover rimanere di nuovo da sola......ma niente naturalmente è fuggito lasciando in me un dolore tremendo..... adesso vivo da sola ho la mia casa, un bel lavoro ,sono una bella donna(dicono), ma........ma c'è un ma.... che mi fa stare male......non riesco ad avere una storia seria con nessun uomo........inizialmente sono in un modo e poi e come se si trasformassero....e fuggono come sempre....adesso vi chiedo........perchè??? perchè??? mi accade questo perchè di me non si innamora nessuno???mi sto fissando che sarò io....che c'è qualcosa in me che non va....perchè non è possibile che tutti....dico tutti.....si comportano alla stessa maniera........vi prego di darmi una risposta, vorrei capire per poter andare avanti almeno in modo tranquillo....cosa che per adesso non sono GRAZIE in anticipo..........VIRGO 62

Cara Virgo,
Bè, certamente, non proverò nemmeno a darle le risposte che mi chiede... Come potrei? Quello che invece vorrei dirle è che andare da una psicologa non è poi un gran danno, non significa cadere-in-basso-al-punto-di... Se già in passato ha potuto constatare di ricevere da queste sedute un aiuto per superare i problemi, per chiarirsi le idee, non resta che riprovarci ancora, senza torturarsi con i suoi pensieri autodistruttivi e generalizzanti che al momento le consentono di avere solo una visione troppo limitata del mondo e delle persone. 
Lei ha lottato per un amore 'impossibile', ha voluto a tutti i costi trattenere qualcuno che le diceva di non essere innamorato di lei: voleva proprio lui o voleva dimostrare a sé stessa che, se si fosse impegnata, questa volta poteva farcela a trattenere il suo uomo?
Non è vero che gli uomini sono tutti uguali; non è vero che gli uomini vogliono tutti fuggire da lei; è solo che la storia 'giusta' non è sempre la prima ed a volte neanche la seconda, neanche la terza... Forza e coraggio! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

UN PROBLEMA ALIMENTARE
Sono Ilaria, ho20 anni.Ho un grosso problema alimentare, non così semplice come potrebbe apparire.
Sono sempre stata ossessionata dalla linea, non ero molto magra nella prima adolescenza, tutt'altro..dovuto probabilmente anche a causa di una predisposizione fisica?? Ho perso alcuni chilogrammi, con l'aiuto di reductil, farmaco che come lei sa é stato tolto dal commercio.
Lavoro nel pub, nel bar, avere sott'occhio il cibo, lo stress, e la mia poca forza di volontà ha fatto si che ingrassassi a vista d'occhi.
Mi odio, mi odio quando ingurgito dosi spropositate di cibo, senza riuscire in nessun modo a frenarmi.
Ho provato l'impulso di vomitare, e se non fosse x me uno sforzo così grande per una quantità così piccola di cibo forse sarei bulimica..
Quest'inverno provavo piacere per i miei giramenti di testa e per la mia magrezza, adesso non ho più il controllo di me, non riesco, mi creda quando le dico che non riesco a frenarmi, come un tossico con la dose..lo stesso..
Tutto ciò mi porta in un circolo vizioso, più sto male più mi sento in colpa per ciò che mangio, più mangio..
Vengo presa da crisi distruttive, quando mi guardo allo specchio.. Non so come fare, vorrei poter rifare uso di reductil, solo per ritrovare un po' di equilibrio e di serenità, ma purtroppo non é più in vendita, come posso fare...?
mi creda, non so come fare..tutte le volte, a stomaco pieno mi riprometto che l'indomani mangerò in maniera equilibrata e mi controllerò..ma é un fallimento dietro l'altro.. Ho lasciato il mio ragazzo perché mi sentivo a disagio con lui, lui che non ha le lonze, lui che é perfetto..mi vergogno a stare in mezzo alla gente, e se non fosse per il lavoro, non uscirei più..
mi aiuti.; Ilaria

Carissima Ilaria,
Allora, la prima cosa che lei deve fare è cambiare lavoro: per esempio trovarsene uno dove intorno a sé ha carta, solo carta... O altri elementi non commestibili.Seconda cosa: andare a trovare uno psicologo, perché quando si decide di perseguire un obiettivo difficile occorre anche avere qualcuno con il quale confrontarsi, con il quale parlare, piangere, ridere ed anche compiacersi dei risultati, anche minimi, che via via raggiungerà. Non mi dica che non se lo può permettere, perché, come dico sempre, ci sono anche psicologi che lavorano gratis ed in ogni caso uno psic costa a volte assai di meno che andare a cena fuori una volta alla settimana, come molte persone fanno, senza lamentarsi di spendere troppo. Non ci sono scuse. Terza cosa: cerchi di cambiare il suo io-ideale. Se lei costituzionalmente non è fatta per essere magra, non pretenda di diventarci, si accetti per come è, impari a farsi bella anche con 'le lonze'... Solo come quarta cosa si metta un po' a dieta, vada da un dietologo, oppure stabilisca delle regole da rispettare, che non devono essere troppo 'difficili', ma che devono essere rispettate con il massimo rigore: ad esempio mangi tutto ciò che vuole, ma solo e soltanto durante i pasti. ll segreto è quello di non pretendere troppo da sé stessi e di ragionare sempre in termini di piccoli obiettivi, da raggiungere in breve termine.Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona

CHE FACCIO, LO SPOSO?
Gentile Dottoressa, è da tanto tempo che cerco risposte alle mie domande, ma mio malgrado mi sono resa conto che da sola non ci riesco. Sono da sempre un persona insicura, ma questo mio problema è aumentato da quando sto con il mio attuale fidanzato, quindi da poco più di due anni. Il prossimo 5 luglio dovremmo sposarci, ma più vedo le cose materializzarsi, più mi chiedo se ho fatto la scelta giusta. All’inizio come sempre era tutto bellissimo, pensi che per lui ho lasciato un ragazzo con il quale stavo da più di cinque anni, (senza rimpianti era una storia stanca ormai) mi ha fatto perdere completamente la testa, ma oggi, tutta quella passione e quel sentimento non esistono più, anzi provo una grandissima rabbia nei suoi confronti sempre più spesso. Il suo atteggiamento nei miei confronti è sempre di critica, non gli vado mai bene, da come mi comporto, a come mi vesto. Per motivi di lavoro, siamo costretti a passare gran parte della giornata insieme, e il fatto di vedersi continuamente non giova sicuramente al nostro rapporto. Io sono gelosissima, lui è geloso. 
All’inizio ha impostato determinate regole che ho subito eseguito alla lettera, sbagliando tantissimo, vale a dire: Non si esce dopo le 18.00 con le amiche (e consideri che fino alle 18.30 – 19.00 sono chiusa in ufficio…..;), non si va al bar da sole, non è certamente da brave ragazze, se ha bisogno di una mano nel suo lavoro non ci sono scuse, anche di domenica si lavora e basta, non si dicono parolacce,
ci si deve vestire sempre elegantemente, truccati, struccati, mettiti la gonna, pettinati insomma mio padre non mi ha mai rotto le scatole così come questo individuo fa. Non ho mai perso troppo tempo davanti allo specchio e neanche davanti all’armadio, mi è sempre andata bene vestirmi in maniera sportiva, rigorosamente con i pantaloni visto che odio le gonne……per lui però, oggi indosso più spesso la gonna ed ancora più spesso mi trucco. Ma alla fine c’è sempre qualcosa da dire, perché se metto la gonna si vedono i Kili in più, e se invece mi trucco pretende di darmi lezioni. Tutte le volte che litighiamo parto con la convinzione di non cedere e poi alla fine lo chiamo, cosa che a lui fa molto comodo, sono sempre io che cerco di affrontare i ns. problemi parlandone, ma quando io parlo, lui non dice una parola. Quando siamo calmi con lui si può parlare solo di lavoro, neanche in quei rari momenti riesco a farmi dire perché è così duro con me, e soprattutto perché se mi ha scelto così come sono cerca in tutti i modi di cambiarmi. Con sua mamma (anche se non lo ammetterà mai) ha un rapporto di madre-padrona, lei dispone e lui esegue proprio come lui fa con me. Sua madre considera disdicevole andare a convivere e indovini un po??? Quando gli ho proposto una breve convivenza per conoscerci meglio mi ha tolto la parola per giorni. Non so come comportarmi, non capisco se sono io quella che sbaglia e quindi se sto combattendo una guerra già persa. I giorni si accorciano sempre di più ed io non voglio rischiare di fare l’errore più grande della mia vita sposandolo. Mi dica dottoressa cosa devo fare? Ringraziandola di cuore per il tempo che ha perso per me, la saluto. Anonima!

Cara Anonima,
Bè, non vorrà mica darmi la responsabilità di decidere se questo 'individuo', come lei lo chiama, se lo deve sposare o no...
A parte la necessaria premessa che non posso - ed anche non voglio - darle un consiglio del genere, vorrei solo aiutarla a riflettere su alcuni punti:
L'amore si è affievolito;
Lui le impone comportamenti, atteggiamenti, abitudini e questo la contraria;
Lavorate insieme e questo lei lo sente come una costrizione;
Non c'è molto dialogo fra voi perché lei vorrebbe affrontare gli argomenti che vi dividono, mentre lui tace;
I vostri argomenti di conversazione riguardano solo il lavoro;
Sua madre è un tipo autoritario e invadente...
Scusi, cosa c'è che la tiene ancora insieme a questa persona? Si potrebbe dire 'quasi niente'. Ma allora, perché quando litigate è sempre lei a chiamarlo? 
Si dia una risposta seria e da qui ragioni su quello che deve fare nel prossimo mese di luglio.
Intanto io le auguro buone vacanze, di qualsiasi genere esse siano!
Salve.
Dott.ssa Proietti Ancona

PAURA DI USCIRE DAL GUSCIO
Mi chiamo Daniela e vorrei proporre il seguente argomento: la pigrizia e la paura di uscire dal guscio. Ho bisogno di capire se sono l'unica anomala con questo problema che è sicuramente legato anche ad una forma di depressione, specie in alcuni periodi. Sono pigra, non riesco a fare niente e ahimé non lavoro. Ho 28 anni ma non riesco ad uscire dal mio guscio, non riesco a debuttare in niente e ho molta paura di lanciarmi in mondi nuovi. AIUTATEMI!!!!
Daniela


Cara Daniela,
la sua è una letterina breve breve, vista la sua pigrizia, ma ripete sempre la stessa cosa. Non sappiamo dunque da cosa dipenda questa sua pigrizia, se si tratta di una reazione a qualcosa che le è capitato o se è un tratto del suo carattere. Ha problemi di socializzazione, paura di rischiare, è particolarmente timida?
Se così, sarebbe bene che lei guardasse dentro di sé e invece di ripetersi continuamente che è pigra, come ha fatto con me, dovrebbe cercare di capire perché usa la pigrizia per nascondersi: perché il mondo le fa tanta paura? Cosa c’è che non va in lei? Cosa c’è che non va nel mondo?
Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti

L'HO TRADITA PROPRIO ADESSO
Ho tradito mia moglie nel periodo peggiore della sua vita, quando suo padre sta morendo con un tumore. 
Aiutatemi, vi prego!
GC

Caro GC,
Capisco il suo stato di angoscia per quanto le è accaduto, ma fondamentalmente il momento in cui lei tradisce sua moglie è secondario rispetto al fatto che l’ha tradita, non trova? Se anche lei l’avesse tradita, ma comunque fosse stato capace di esserle vicino in altro modo in questo momento difficile, il suo atto sarebbe poi così grave ? Lo sarebbe di più che se lei avesse fatto questa cosa in un altro momento ? 
Perché ha tradito sua moglie GC? Questo è quello che lei deve capire… Si è innamorato di un’altra, sua moglie in questo periodo non pensa al sesso, era un modo per sfuggire alla cupezza del triste momento che state vivendo?
Piuttosto che battersi il petto sul momento in cui lei ha tradito, le consiglio di chiedersi i motivi per cui ha tradito e, se possibile, di porvi rimedio.
Cari saluti e auguri, per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti

CRISI DI ANSIA

Sono una ragazza di 18anni frequento regolarmente la scuola superiore e sono al 5anno,in questo giorni ho avuto una crisi di ansia che mi ha provocato stanchezza, senso di nausea, mal di testa, volevo chiederle se può essere dovuta a stress e in che modo potrei sconfiggere queste crisi?grazie
Fausta


Cara Fausta,
L'unico modo per sconfiggere queste crisi è imparare a conviverci: infatti nessuno potrà mai toglierti le ansie della vita, i momenti difficili, gli esami e le prove continue cui siamo tutti continuamente sottoposti.
La vera ricchezza di una persona consiste nel saper trovare dentro di sé la capacità di controllarsi, di sedare le proprie ansie, di sostenersi con il pensiero positivo.
Cerca dunque di conoscerti meglio e soprattutto, quando senti che arriva la crisi, cerca di farti coraggio, piuttosto che chiederti a chi chiedere cosa fare per venirne fuori...
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

DISTURBI ALIMENTARI
Gentile Dott.ssa Proietti, Verrò subito al dunque.
Da circa tre anni sto felicemente con una ragazza  mia coetanea (26 anni).Da piccola ha cominciato ad ingrassare fino a diventare obesa.E' riuscita a dimagrire dopo i 18 anni ma facendo ricorso al vomito.Era sotto peso ma da quando stiamo assieme ha ripreso 8Kg (e sta notevolmente meglio)
Quando abbiamo cominciato a stare assieme mi ha raccontato tutto (con il suo ex non ci parlava) e devo dire che la sua situazione è notevolmente migliorata. Aveva un rapporto particolare con il cibo...non la potevo imboccare e guai a fare una battuta su quanto o come avesse mangiato.Adesso con il rapporto di fiducia tutto questo non esiste più, è molto più rilassata e naturale. Ma non è sempre così.
Il rapporto "particolare" con il cibo continua dentro casa sua.Rapporto conflittuale con la madre che non è una cattiva persona...ma si sa...ognuno vede le cose in modo diverso, e un non accettazione delle condizioni di salute del padre che ancora giovane afflitto da ipertensione e soggetto a ictus si è chiuso in se stesso lasciandosi travolgere dalla malattia.
In questo stato di cose lei si sente controllata...non mangia quasi mai a tavola con i suoi (c'è un fratello con cui ha un rapporto direi"normale")...sente soprattutto gli occhi addosso del padre che secondo lei la giudica su quanto e cosa mangia con occhiatacce di traverso...e litiga con la madre per inezie..anche se poi fanno molte cose assieme.
Insomma...spesso (non sempre) dopo pranzo ricorre ancora al vomito.Mai dopo cena (prende la pillola anticoncezionale...e sa che non puo') e mai quando mangiamo assieme.
Ne abbiamo parlato molto. Le ho spiegato che in realtà il suo ricorrere al vomito è solo in parte e in apparenza legato a eventuali problemi di linea ma che si tratta per lo più di problemi di autoaccettazione (derivato anche dall'essere stata obesa in adolescenza e quindi con tutti i problemi che gli adolescenti si portano dietro), di accettazione della condizione del padre e del "a volte conflittuale" rapporto con la madre.
Parlare le giova ma mi rendo conto che sarebbe necessaria una vera presa di coscienza di questi problemi per poter "guarire" definitivamente.
Mi consola il fatto che in qualche modo è capace di decidere se e quando ricorrere al vomito e che sono comunque episodi e non la norma ma credo che anche se il sintomo è saltuario il male che si porta dentro c'è e deve essere estirpato.Non è molto propensa a rivolgersi a uno psicologo (che ovviamente sarebbe la soluzione migliore) per cui non so cosa consigliarle e come aiutarla ulteriormente!
Probabilmente l'andare via da casa sarebbe già un passo avanti e potrebbe risolvere quasi in tutto i suoi "sintomi"...ma temo che i problemi che ha dentro resterebbero latenti e la condizionerebbero comunque nella vita!
So che mi consiglierà di convincerla a vedere uno specialista..ma le sarò grato se vorrà darmi qualche consiglio...qualche cosa da dirle per poter per lo meno cominciare seriamente a farle intraprendere un certo percorso di guarigione.
La ringrazio anticipatamente
Cordiali Saluti
G
Carissimo G,
L'idea che mi sono fatta di questo caso è che la sua ragazza abbia trovato in lei uno 'psicologo' e che per questo si senta molto sollevata e ricorra al vomito solamente nei momenti in cui non si sente da lei protetta, consolata e aiutata. Non a caso questo succede quando si trova immersa nel difficile clima familiare che mi ha descritto e mai quando siete insieme.
Contrariamente a quello che lei pensa, non le consiglierei mai di 'convincerla a vedere uno specialista': andare da uno psicologo senza convinzione, solo perché si vuole compiacere qualcuno è tempo perso. 
Penso anche che questa influenza psicologica che lei attualmente ha sulla sua ragazza sia, nel tempo, inesorabilmente, destinata a scomparire e dunque è di questo che mi preoccuperei, perché non credo che vivendo insieme la sua immagine 'carismatica' si consoliderà: al contrario penso che le inevitabili conflittualità dei primi tempi di convivenza potrebbero anche far peggiorare la situazione.
In conclusione, la cosa che le consiglierei di fare è cercare di diminuire gradualmente questa dipendenza che mi pare si sia stabilita tra di voi, in favore di un potenziamento della personalità della sua ragazza, in modo che impari a trovare in sé stessa le sicurezze per decidere del suo comportamento.
Solo così si potrà mantenere l'equilibrio e lei non cadrà... dal 'trono' sul quale ora è seduto.
Come fare per raggiungere tutto ciò? Bè, sicuramente lo psicologo potrebbe essere d'aiuto, ma anche lei mi sembra particolarmente bravo, solo che adesso che ha 'curato' la sua paziente deve fare un passo in più, e renderla autonoma. Ma lei vuole veramente questo? Spero di si.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

TUTTO BENE, MA...
Gentile Dottoressa,
ho 23 anni ed ho un problema da sottoporLe. Ho un fidanzato con il quale tutto va bene,abbiamo una buona vita sessuale ma c'è un problema, mio personale; mi masturbo spesso, arrivando all'orgasmo. A volte mi domando se sono fuori di testa ma al pensiero del piacere mi lascio tentare. Inoltre ho sempre paura di restare incinta, anche nei momenti in cui potrei essere certa di non rimanerci; colpa del mancato dialogo con mia madre e delle sue assenze in materia sessuale con la figlia? Dipenderà dal fatto che mi ha dato sempre una marea di insicurezze? La prego di rispondermi per entrambi i quesiti, gliene sono grata. Buona Vita.
 Solly

Cara Solly,
Buona vita anche a lei e, proprio per cominciare a vivere meglio, vorrei consigliarle di evitare di pensare che se le cose vanno in un certo modo, è sempre colpa degli altri. 
Lei si masturba semplicemente perché le piace farlo. Punto. Non deve cercare delle spiegazioni o delle giustificazioni nella psicologia; le cerchi semmai nella biologia, dal momento che la natura ci ha dotato di organi genitali, che funzionano attraverso il piacere. 
Se sia giusto utilizzare questi organi di piacere anche al di fuori della funzione riproduttiva è un tema che interessa più la religione che la psicologia e dunque, se il timore di sbagliare derivasse da questo, è in quella direzione che lei dovrebbe lavorare.
Quanto alla paura di rimanere incinta... Non so, se lei è sicura di non poterci rimanere, evidentemente temerlo le porta dei benefici secondari, tipo quello di assegnarsi, a livello di immaginario, questa 'punizione' ed espiare così i suoi sensi di colpa.
Credo che qualche confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

MA LA NOTTE NO...
Ciao, mi chiamo Silvia e sto scrivendo per un problema che mi sta facendo impazzire, lo so che forse e' stupido ma... non so come fare. Sono terrorizzata all'idea di dormire in casa da sola. Vivo in un palazzo al terzo piano, e mi rendo conto che sono assurda, ma anche se chiudo tutto le finestre e tutte le tapparelle , quando sono sola non riesco a chiudere
occhio. Ho 28 anni e sto per andare a convivere con il mio ragazzo che, in piu' fa il trasfertista, quindi e' via per molti mesi l'anno!! Come posso fare? Ho anche il terrore di tornare a casa da sola di notte, ma per quello ho pensato di provare a fare un corso di autodifesa che iniziero' a Settembre, ma per il fatto di dormire da sola... Non ce la faccio, quando inizia a diventare tardi iniziano a sudarmi le mani, il cuore mi batte forte, mi scoppia un mal di testa atroce e sto li, sdraiata a letto con gli occhi sbarrati. Ho provato a prendere una medicina alle erbe che dicevano essere miracolosa, ma niente!!! Non ho chiuso occhio, questa cosa mi sta facendo impazzire anche perche' quest'estate sono stata sempre da sola perche' i miei erano al mare e ho dormito pochissimo, giusto le notti che veniva a dormire da me il mio ragazzo.
Silvia

Cara Silvia,
Il suo problema lo si risolve ricorrendo alla razionalità. E' vero che la notte fa paura, ma siccome è necessario dormire, occorre trovare delle soluzioni. Da un punto di vista pratico, visto che mi sembra di capire, il suo timore è quello di estranei che entrino in casa, faccia il Corso di autodifesa, metta tutti gli allarmi possibili e cerchi di non rientrare troppo tardi quando è sola (il silenzio della notte per lei può essere troppo ansiogeno). Cerchi di allacciare delle relazioni con i suoi vicini di casa, tenga a portata di mano il suo cellulare ecc. ecc.
E ora veniamo all'aspetto psicologico della vicenda.
Lei dovrebbe fare anche un Corso di Training Autogeno per imparare a tenere sotto controllo l'ansia. Le sue fantasie evidentemente riescono a prendere il sopravvento sul suo pensiero razionale: questo è un male, ma è anche un bene, perché, se ben allenata al training autogeno, imparerà ad utilizzare altre fantasie, questa volta positive, per indursi la calma.
Buone notti!
Dott.ssa Proietti Ancona

UNA COPPIA 'SORPRENDENTE'
Gentile Dottoressa, vorrei ringraziarla innanzi tutto per il sito davvero interessante. Non so se Lei potra' dare risposta ad un mio quesito via e-mail, ma mi faccio coraggio e le scrivo. Ho 57 anni, sposata felicemente da 30,con un'intesa di coppia davvero direi 'sorprendente'. Mi reputo, modestia a parte, una donna positiva, con la testa sul collo, abbastanza obbiettiva e realista. Di colpo tutto questo sembra essere svanito e mi ritrovo piena di dubbi ed incapace di obbiettivita'. Due anni fa, in ufficio da mio marito e' arrivata una nuova segretaria. Onde evitare malintesi le dico che non penso assolutamente che ci sia stata alcuna storia tra loro, ma mio marito e' rimasto coinvolto ,a mio modesto avviso, in maniera eccessiva. A suo dire e' come una figlia. La ragazza ha avuto una vita molto difficile, separazione dei genitori, abbandono da parte della madre in orfanotrofio, e poi tutta una serie di 'mali' sui quali non mi dilunghero' culminati con un incidente in auto con conseguente disturbo al collo. Da qui e' cominciato tutto: svegliarla la mattina con squilli di telefono (perche' altrimenti non si sveglia da sola),andarla a prendere e riaccompagnarla dopo ufficio, farle la spesa, accompagnarla dai dottori ecc. Questo e' durato per ben 1 anno ed io ho non solo pazientato ma anche cercato di capire questo coinvolgimento 'figliale', ed in parte, partecipato. Ma lei m'insegna come il subcosciente lavora...ed alla lunga (per onesta' devo dire che le chiacchiere della gente hanno influito), ho cercato di spiegare a mio marito 'come mi sentissi' e preteso che mettesse fine a tutto questo. Il problema e' che lui non capisce la mia posizione, anzi mi accusa di 'non aver avuto fiducia in lui' e se si ama si ha fiducia...si sente offeso ed e' assolutamente impossibile cercare di fargli vedere, almeno capire il mio punto di vista. Il nostro rapporto cosi' bello e' ora a rischio. Lui e' sempre 'sulla difensiva', io, lo ammetto a volte rischio di essere paranoica e tutto questo accade proprio perche' non riesco a aprire un varco nel modo giusto nella nostra 'conversazione'-discussione'. Mi puo' anche star bene che lui abbia aiutato la ragazza,e credo nella sua buona fede.Quello che non capisco pero' e' come mai allo stesso tempo lui non abbia capito il 'mio disagio' e cercato almeno di porvi riparo subito. La ragazza in questione ha ora lasciato l'ufficio,anzi e' andata all'estero. Ma le cose tra noi non vanno...e non vedo come porvi riparo. La mia domanda, forse infantile e': e' possibile un coinvolgimento paterno con una persona a tal punto di rischiare la felicita' di una vita? La ringrazio per la sua attenzione,per aver ascoltato pazientemente questo mio sfogo e, se possibile ascoltare il suo punto di vista e forse...un piccolo consiglio. (Ho cercato di convincere mio marito ad andare da uno psicologo con me..ma il rifiuto e' totale) Grazie, distinti saluti, Anna

Cara Anna,
Lasci stare suo marito e dallo psicologo ci vada da sola. In questo momento, dopo un periodo di sofferenza, ha bisogno di rilassarsi e di ritrovare un po' di equilibrio. Credo che non le occorrano tante sedute, visto che il suo non è un problema grave: questo è indubbiamente il consiglio che mi sento di darle.
In seguito, quando lei si sentirà più forte, e se le cose non saranno ancora tornate positive fra di voi, potrete iniziare una psicoterapia di coppia (da un altro terapeuta).
Quanto alla storia di suo marito, non saprei... Leggendola, mi sembra piuttosto un innamoramento senile nei confronti di una persona molto più giovane. Sono innamoramenti spesso platonici, assai frequenti, specie negli uomini ed hanno la caratteristica di non durare a lungo - soprattutto perché la lei in questione prima o poi si stanca di queste attenzioni -.
Ora la ragazza se ne è andata, non resta che tirare un sospiro di sollievo e cercare di ricominciare a vivere.Un abbraccio.
Dott.ssa Proietti Ancona

PASSIONI E VISIONI DIVERSE
Ho trent'anni, vivo da tre con il mio uomo (30) e da quattro stiamo assieme.
Logicamente siamo cambiati nel corso di questi anni, ma il problema è che le nostre educazioni familiari ci portano a vivere la vita in modo radicalmente diverso.
Io sono molto entusiasta e solare, lui molto solido e razionale. Io amo cultura, viaggi, nuove esperienze; lui non approva neppure il fatto che io mi sia laureata (lo ritiene inutile), devo litigare per andare via un weekend e il calcio o il divano fanno parte di lui.
Il fatto che due persone abbiano passioni e visioni diverse e naturale e giusto; il problema è che sono quasi depressa a non fare nulla che mi piace, ho perso gioia di vivere, passioni (sono sempre stata iperattiva) e non ho mai voglia di andare a letto con lui se non a causa di un bicchiere di troppo o una serata particolare.
Ho provato a far capire quello di cui ho bisogno ma non ottengo nulla se non lottando quotidianamente.
Non credo di riuscire a vedermi a 50 anni assieme e felice..
Non so se avere figli con lui perchè vedo la sua famiglia... patriarcale, leggermente maschilisti, casa-lavoro e poco altro.
Io sono sempre stata viziata dai miei; mi chiedo:è causa del mio modo di vedere la vita, ha ragione lui che sono un'immatura e ovunque sbatterò contro questi problemi o è solo l'uomo sbagliato con il quale nel mio inconscio non voglio una vita, ma sentendomi legata continuo a tirare avanti sperando in qualche miracolo??
Se mi rispondete mi fareste un grande favore...grazie.
 Alessia

Cara Alessia,
Probabilmente lei è una ragazza viziata ed immatura, ma forse lui è anche l'uomo sbagliato... Le due cose insomma non sono in contraddizione. Chiaramente se nessuno dei due intende cambiare questa unione non ha futuro, perché non è basata su fondamenta solide e mettere al mondo dei figli potrebbe essere un azzardo.
Se, nonostante tutto, avete un buon rapporto, vi volete bene e volete provare a cambiare, non vi resta che una psicoterapia di coppia, che vi porterà l'uno verso l'altra (e viceversa), anche a costo di qualche necessario cambiamento.
Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona

SEI TU IL MIO ROMEO?
Buongiorno, chi scrive è una coppia di giovani sposi di 30 anni: Romeo e Giulietta. Abbiamo un problema da sottoporle. Abbiamo una coppia di amici sposati da 17 anni, con due figli di 16 anni, in cui il marito di nome Luigi
soffre di un leggero stato depressivo. Forse tra loro le cose non sono più come una volta. Ci siamo accorti che da pochi mesi la nostra amica Luciana, (40 anni),
moglie di Luigi (45 anni), ha preso una "cotta" per me, Romeo.
Noi abbiamo un bel rapporto di amicizia con loro e ci frequentiamo spesso.
Secondo lei come dobbiamo comportarci ora??? Dobbiamo tagliare pian piano i rapporti con loro ? Dobbiamo parlar loro (a lei, a lui, a entrambi) ???
Dobbiamo far finta di niente??? Ricordo che io amo Giulietta.
A Giulietta ultimamente da fastidio il comportamento un po' adolescenziale di Luciana. Sembra che Luciana abbia la sindrome di Peter Pan.
Non ci sono state finora avance e nient'altro.  
Grazie e attendo con ansia la vostra risposta. Romeo

Caro Romeo, 
Innanzi tutto vorrei farle osservare che non sempre si è in grado di scegliere di chi innamorarsi: talvolta succede di essere colpiti dalle frecce di Cupido anche senza volerlo, senza desiderarlo e questo credo sia il caso della vostra amica Luciana. Infatti, se Luciana avesse Se le cose stanno così, credo che la cosa migliore da fare sia continuare a mostrare pubblicamente interesse per la sua Giulietta, diradando un po' gli incontri con questa sfortunata coppia, fino a che la cosa non sia un po' sfumata.
Direi che parlarne apertamente con loro potrebbe significare solo la fine di una bella amicizia.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti

DEPRESSIONE CON RISVOLTI PARANOICI

Una mia amica sta frequentando un ragazzo di 30 anni che da qualche anno soffre di depressione con risvolti paranoici.essendo in atto un inizio di innamoramento da parte del ragazzo che stravede per mia nipote e la vorrebbe sposare,chiedo di conoscere a quali rischi va incontro e quali sorprese una tale malattia può riservare per il futuro e se sia possibile ipotizzare una totale guarigione visto che a tutt'oggi dopo svariate cure e sedute con psicologi e psichiatri il problema ancora sussiste.soggetti simili sono idonei ad assumere tutte le responsabilità del matrimonio? BG

Carissimo BG,
Una depressione con risvolti paranoici, detta in parole semplici, è una forma di depressione in cui il soggetto perde fiducia nella vita e soprattutto se la prende con gli altri, tendendo a vedere in altre persone la causa dei suoi mali. Naturalmente questa malattia può essere molto grave e rientrare nei casi trattati dalla psichiatria, ma può anche essere un momentaneo sentimento di depressione con qualche tratto di aggressività. Bisognerebbe capire il livello di gravità della depressione e dei risvolti paranoici accusati da questo ragazzo, da quanto tempo ne soffre, se è soggetto a ricadute, quale è stata la causa scatenante della malattia e quali terapie ha finora seguito. Purtroppo, caro BG, mancandomi tutti questi dati, qualsiasi cosa le dicessi, la dovrebbe prendere con le molle ed allora, preferisco evitare di fare diagnosi a distanza…
Dott.ssa Giuliana Proietti

NON MERITA L'AMORE

Ho scoperto Psicolinea pochi mesi fa, leggo regolarmente le risposte che Lei fornisce e mi piace molto il Suo stile. Perciò vorrei chiederle un consiglio. Da quasi due anni stavo con un ragazzo (all'incirca mio coetaneo), che mi ha lasciato da poche settimane adducendo una motivazione che non mi piace affatto. Dice che non merita di essere amato e che per questo non se la sente di avere a che fare con un'altra persona così da vicino, non riesce a gestire l'idea di una relazione. Perciò ritiene meglio per se stesso il condurre una vita da "lupo solitario", come la definisce lui. Mi ha detto che io non ho colpe, che non ce l'ha con me, ma che dipende solo da lui. Ha detto che non vuole assolutamente smettere di vedermi perché mi vuole bene. Anche se sostiene che io sono la persona cui é più legato al mondo, non riesce a sopportare di essere così vicino a qualcuno. Ci si sente stretto. Ha paura del futuro, dei problemi che potrebbero nascere.
Ho la sensazione che voglia sempre scappare, non da me in particolare, bensì da qualsiasi cosa non si senta di poter affrontare. Si nasconde in una sorta di rifugio al quale non concede a nessuno di avvicinarsi. Premetto che all'inizio é stato lui a convincermi a metterci insieme, e ci é riuscito grazie all'entusiasmo che mostrava per questa storia. Secondo me dietro a questa sua decisione di voler restare solo c'é il trauma che ha subito una decina di anni fa a causa del terribile divorzio dei suoi genitori (che sono stati tanto incoscienti da scaricare su di lui tensioni e responsabilità). Da allora lui ha condotto un'esistenza il più isolata possibile, appena maggiorenne se ne é andato a vivere per i fatti suoi, ha pochissimi amici e mantiene con i suoi genitori rapporti cordiali ma radi e freddissimi.
Forse devo davvero rispettare la sua scelta e lasciarlo andare. Però mi
sembra molto triste che una persona di ventisei anni generosa e
intelligente si autocondanni alla solitudine, per paura dei sentimenti.
Perciò vorrei poterlo aiutare a superare questa sua paura, anche perché io sono molto sicura del mio amore nei suoi confronti e mi dispiace davvero buttare all'aria una storia a cui tenevo (e tengo) tantissimo. Quando mi dice che non merita di essere amato soffro anche io. Vorrei poterlo aiutare, ma non so davvero come fare. Ho cercato di essere paziente e comprensiva, ma temo che queste cose da sole non bastino. Però so che non accetterebbe mai di sottoporsi ad alcun tipo di psicoterapia o robe del genere.
Perciò vorrei sapere cosa posso fare io nel mio piccolo per poterlo aiutare. Mi domando anche se non sia invece il mio punto di vista ad essere sbagliato, forse davvero lui non ha bisogno di nulla e sono io ad aver commesso qualche grave errore che giustifica questo suo atteggiamento, non so. Non so più cosa pensare.
La ringrazio tanto per la sua attenzione e il tempo che mi ha dedicato.
Cordiali saluti,
LisaB.

Cara Lisa,
Grazie anzitutto dei complimenti, ma veniamo a lei. Credo che la cosa migliore da fare sia cercare di capire perché lui si sente così. Dice infatti che non merita amore, che è un lupo solitario, che non può sentirsi stretto in un rapporto, ma non ci spiega il perché... Cosa lo spaventa in particolare? Che sensazioni prova? Perché si sente bene solo quando è da solo? Perché, dopo aver investito tanto in questa storia, ora si ritrae? Lo spaventano ulteriori responsabilità, dopo quelle che gli hanno scaricato i suoi genitori? Ha progetti diversi per il suo futuro? E' depresso? Soffre di fobie? Ha dei sensi di colpa? 
Insomma, cara Lisa, se lui andasse in psicoterapia e raccontasse la sua storia così come lei me l'ha descritta, queste sono le aree che lo psicoterapeuta cercherebbe di indagare, al fine di poterne trarre delle conclusioni e di poterlo aiutare. Nel suo caso, aiutarlo senza capire di cosa soffre, ritengo sia veramente difficile.
L'unica cosa che posso consigliarle, se lei tiene a questa storia, è la pazienza : dopo un periodo di riflessione infatti, il ragazzo potrebbe tornare da lei e questa volta in modo definitivo, dopo aver affrontato e magari risolto alcuni suoi dubbi personali che gli impedivano di vivere serenamente.
Non giochi però a fare l'infermiera o la psicologa: in amore questi comportamenti non pagano! L'unica cosa che potrebbe ottenere è una dilazione temporale di questo stato di crisi e di incertezza, visto che avere problemi psicologici consentirebbe al suo ragazzo di avere dei benefici secondari, quali la sua disponibilità e la sua infinita comprensione. 
Si mostri dunque ancora interessata a lui, ma nel frattempo gli dimostri di poter vivere (bene) anche senza di lui. Auguri!
Dott.ssa Proietti

UNA STORIA NON UFFICIALE
Gentile Dottoressa, vorrei da lei un consiglio su una storia che sto vivendo. Ho 27 anni e da due anni frequento un ragazzo della mia età. La nostra storia non è mai stata ufficiale nel senso che lui è sempre stato un po' titubante dicendo che non se la sentiva di impegnarsi in un rapporto "serio". Per un po' di tempo è andata bene anche a me la situazione. Vorrei precisare che insieme stavamo molto bene, parlavamo di tutto, ci divertivamo, c'era passione, riuscivamo sempre a superare i problemi e le difficoltà . Quando però lui ha iniziato a capire che per me la storia stava diventando troppo importante e mi stavo innamorando di lui ha troncato bruscamente dicendomi che i suoi sentimenti non erano abbastanza forti affinché lui si impegnasse, che pensava di non essere innamorato perché secondo lui l'amore è fatto di emozioni forti che con me non provava. Vorrei anche precisare che noi due condividiamo la stessa compagnia di amici perciò abbiamo continuato comunque a vederci in compagnia anche se le relazione era finita pur non avendo nessuna interazione. Io ho sofferto tantissimo, a maggior ragione appunto per il fatto che dovevo sempre incontrarlo quando uscivo. Questo è successo a settembre, a novembre sono venuta a sapere che era uscito per un po' di volte con una nostra amica. Sono andata su tutte le furie ci siamo scontrati pesantemente e lui ha sofferto tantissimo. Ha chiuso la mini-relazione con l'altra persona e si è sempre più riavvicinato a me finché abbiamo ricominciato ad uscire insieme. Lui era pieno di buoni propositi ha detto che avrebbe fatto di tutto per far andare la storia, che gli ero mancata, che si era sentito spento senza di me. E' andato tutto bene da quel momento la coppia era come rinata abbiamo ricominciato a conoscerci. Abbiamo passato un capodanno stupendo insieme e io sono sicura che lui era veramente felice. Dopo tre giorni mi ha di nuovo parlato ribadendomi ancora i concetti dell'altra volta dicendomi che i suoi sentimenti non sono abb forti, anche se è tantissimo legato a me e mi vuole un gran bene, cosa di cui sono sicura. Mi ha completamente spiazzata. Mi aiuti lei a capire. E' possibile provare sentimenti tanto profondi ma non essere innamorati? La sua è paura di impegnarsi., la quale gli impedisce di liberare i suoi sentimenti o non è veramente innamorato?Perché ogni volta che ci avviciniamo un po' di più lui scappa?Come devo comportarmi adesso io con lui dal momento che DEVO essergli amica? la ringrazio Cancro 75

Cara Cancerina,

è molto difficile distinguere una profonda amicizia da un innamoramento, almeno quando questo non è più allo stato nascente. Dopo più di due anni che dura la vostra storia, è naturale che ci sia un cambiamento nel modo di vivere un amore. Del resto, l'amore nel tempo diventa appunto complicità, amicizia, stima, solidarietà, e tanto altro ancora. Ma più cambia nel tempo e meno somiglia all'amore iniziale. L'importante, perché un amore duri, è che il vuoto lasciato dalla passione iniziale svanita, sia riempito da tutto quel che precede. Se così non è, la storia è destinata ad appassire. Provi anche lei a frequentare gente diversa ed uscire con altre compagnie: potrà esserle utile per capire se lui le è così indispensabile, oppure era solo abitudine.
Saluti ed auguri  
Dott.ssa Proietti Ancona

STRANA DISINIBIZIONE

Sessualmente sono molto disinibit..., questo piace a chi vive con me, ma dopo che è successo di tutto sessualmente,mi riaddormento e mi risveglio io che non ricordo niente, con i miei dolori e amareggiat... di non ricordare niente .nemmeno di aver goduto o no. C'è qualcuno con un caso simile?Si può guarire?Con che metodi?Ci possono essere delle conseguenze?AIUTATEMI VI PREGO.n.b. vi chiedo scusa per le parole incomplete ma ho paura di espormi.
ciao da an.

Caro/a AN (a caro anconetano/a),
Lei sicuramente sa che internet consente la privacy più assoluta, permettendo anche di esprimersi con identità diverse e comunque non riconoscibili. Avrebbe potuto scegliere un nick name, come peraltro consigliamo noi stessi nella e-mail apposita, e nessuno la avrebbe riconosciuta, senza il bisogno di mettere i puntini di sospensione. Ma questo lei lo sa benissimo. Questo comportamento mi porta a pensare, ma è solo un ipotesi, naturalmente, che le sue incertezze sessuali possano non riguardare solo questa mail, ma la sua vita, la sua persona. Forse è per questo che quando fa 'di tutto' da un punto di vista sessuale non riesce fino in fondo a capire se ciò le piace davvero o meno: in quei momenti una parte di lei, maschile o femminile, che lei non vuole conoscere, o meglio ri-conoscere, viene annullata, annichilita, dai suoi meccanismi di difesa inconsci, così da costringerla a vivere in questa situazione di incertezza e di dubbio esistenziale.
Il suo è uno di quei casi in cui una psicoterapia è d'obbligo, se vuole riacquistare equilibrio e consapevolezza.
Le faccio i migliori auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

UN MOTIVO PERSONALE

Gentile dottoressa Proietti, sono R e le scrivo per un motivo personale.Tra agosto e settembre ho sofferto di ansia, sintomi psicosomatici e ipocondria e credo che la causa di ciò sia l'ansia da separazione, perché i sintomi sono scattati questa volta per la partenza di un amico che credevo (senza motivo) non avrei più rivisto e 4 anni fa per la fine di una storia ho sofferto delle stesse cose, ma molto più intensamente per 2-3 mesi. Ora mi chiedo se devo fare una psicoterapia per risolvere questo problema.Crede che dovrei farla anche se da più di un mese non ho più questi sintomi? Quello che vorrei ora è solo "voltare pagina", ma intraprendere una psicoterapia per me significa rimanere con la testa in quel periodo... e non so se ne ho più la forza e la voglia... vorrei solo ricominciare la mia vita di prima: allegra, spensierata, "impegnata", orientata al futuro!Nel caso me la consigli, per questo tipo di problema i tempi sono lunghi (indicativamente) e i costi? Sarebbe più adatta una psicoterapia ad indirizzo cognitivo o psicodinamico? E' possibile "risolvere " con una psicoterapia "breve"?Spero mi risponda presto....La ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti
R

Cara R,
In alcuni periodi della vita è assolutamente necessario rivolgersi ad uno specialista e cercare di districare un po' la matassa della propria esistenza per comprendersi meglio, per imparare ad accettarsi e soprattutto a valorizzarsi, ma non credo assolutamente che la psicoterapia sia la panacea di tutti i mali. Se così fosse Freud per primo avrebbe dovuto guarire dalle sue numerose fobie e personaggi come Woody Allen dovrebbero essere dei mostri sacri di saggezza, salute e benessere. Non mi sembra che sia così.
Nel suo caso, essendosi il problema risolto da solo, da più di un mese, fa più che bene a voltare pagina e a non pensarci più! Qualora in futuro le dovesse ricapitare una situazione simile, che dovesse prolungarsi oltre i tempi da lei già sperimentati, allora si, certamente, le consiglierei di intraprendere una psicoterapia.
Quanto al tipo di psicoterapia, se questa è focalizzata sulla necessità di curare in fretta un particolare sintomo (ad esempio una fobia), certamente la strada migliore è quella della terapia cognitivo-comportamentale, che è una psicoterapia breve e che dura in genere 10-20 sedute, con costi limitati.
Se invece lei non vuole curare un sintomo, ma mettersi totalmente in discussione, per cercare in profondità le radici del suo disagio, allora niente è più arricchente di una psicoanalisi freudiana o junghiana. Il rovescio della medaglia è certamente il tempo (7-10 anni) e soprattutto i costi.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

SEMPRE IO A CERCARLO
Ciao, sono Giovanna e da un anno ho una storia con un uomo di 40 anni, lui è sposato ed ha una figlia. Il problema è che non so che fare...perché sono sempre io quella che lo cerca, lui anche se sta male non lo fa capire aspetta che sia sempre io a cercarlo. Adesso non lo sento da un mese,ma ci vediamo spesso e non mi stacca gli occhi da dosso...ora sono in crisi perché non so se telefonargli o aspettare. Aiutami. Ho25anni.
Giovanna

Cara Giovanna,
Le donne sono sempre tentate di mettere il sentimento e la poesia anche nelle storie più carnali e materiali che ci siano. Il fatto che lui ti desideri significa indubbiamente che gli piaci, ma ciò non vuol dire che lui provi del sentimento, dell'interesse, che vada oltre gli aspetti sessuali. E' più che probabile che questa storia con te non faccia assolutamente parte dei suoi progetti di vita. Forse lui non ti cerca mai perché sa bene che presto lo farai tu e questa attesa, fatta di sguardi e ammiccamenti, lo eccita e magari lo aiuta anche a rinverdire le fantasie erotiche, quando è in intimità con la moglie. Traduzione: lascialo.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

ABITUDINI SESSUALI
Buon giorno dottoressa, nel momento in cui escono i problemi, uno si ricorda di tutto quello che ha sentito e pensa magari di poter applicare nel proprio caso personale. Mi riferisco al fatto che ho ascoltato i suoi interventi a Radio Arancia di qualche tempo fa ed in particolare dell'applicazione dell'ipnosi nelle sedute psicologiche. Veniamo al dunque, in ricordo di questo le volevo chiedere se con tali terapie si possono curare delle abitudini sessuali, così sono state definite da urologi e sessuologi che ho contattato. In pratica i miei rapporti sono particolarmente veloci e questo sarebbe derivato dalle abitudini maturate negli anni di matrimonio; dopo tempo mia moglie mi ha fatto capire questo disagio che oggi mi condiziona la vita; secondo alcuni ci sono delle tecniche che potrebbero aiutarmi, ma non ho tempo da dedicarci, inoltre la mia compagna vuole accettare questa che secondo lei è la sua croce. Lei ritiene che in qualche modo possa essere aiutato dal tipo di terapia che ho accennato o ha degli altri suggerimenti ?? Grazie. 
FA


Caro FA,
Sinceramente non credo di aver capito la domanda fino in fondo, in ogni caso proverò a risponderle. Credo che l'ipnosi in questo caso non possa proprio aiutarla, perché qui si tratta di cambiare appunto abitudini sessuali, e per cambiare delle abitudini ci vuole piuttosto lucidità e volontà. Se ad esempio questi suoi comportamenti sessuali un po' veloci sono dovuti alla poca attrazione sessuale nei confronti di sua moglie, allo scarso feeling fra di voi o ad altro, c'è da fare una terapia di coppia, se invece queste sue 'abitudini' sono dovute a problemi organici o psicologici personali, deve rivolgersi o ad un medico o ad uno psicologo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

NON LA CONOSCEVO
Sono un ragazzo di 18 anni e sono fidanzato da quasi 3 mesi con una ragazza di 17 anni. Praticamente io non l'avevo mai conosciuta. Un mio amico me la fece conoscere e nel giro di 3 giorni fatti di parlate,passeggiate, ci siamo messi insieme. Forse un pò presto, visto che non conoscevo il suo carattere! Dopo il 1° mese che stavo con lei l'ho scoperta piano piano. Quello che mi ha sorpreso di più era il suo carattere. Prima di tutto devo dire che è figlia unica. Un primo fatto che ho odiato e che non ho mai ho mai detto a lei era il fatto che andavo a casa sua come se fossi un parente. Ho da aggiungere che questa è la prima mia storia con una ragazza. Allora io , vedendo che a lei faceva piacere, andai a casa sua. Questo poi accadde anche altre volte. Poi un giorno, mia madre venendo a sapere di questo fatto se la prese un poco affermando che era sbagliato che io andassi a casa sua. In seguito anche lei venne a casa mia perchè lo voleva lei. E io dissi a mia madre che sarebbe venuta una mia amica.Quando venne a casa mia all'inizio andò bene ma dopo quando mia madre vide che stava ancora a casa, allora disse : Ma lo sai che se fosse stata mia figlia non l'avrei fatta mai venire?!, e poi mi predicò sul fatto che era scostumata perchè stette a casa per 8 ore dicendomi : neanche se fosse tua moglie!!. Allora io la ignorai (forse sbagliai). Poi successivamente dissi alla mia ragazza una mezza cosa su questo fatto e cioè che mia madre non voleva che io andassi a casa sua e allora la sua reazione(della mia ragazza) fu di tristezza! Qualche settimana dopo mi chiese da furba in modo molto sensibile che voleva stare a casa mia! E anche quel giorno stette a casa per 8-9 ore e mia madre me le disse!!Quando ne parlavo con un mio amico anche lui mi diceva che avevo sbagliato a portarla a casa mia! Io mi sentivo e mi sento disorientato. Poi siccome sappiamo che tutti e due siamo vergini allora quando veniva a casa mia mi faceva anche qualche preliminare quindi proprio tanto male non mi faceva! Questo fatto insieme ad altri mi ha un pò scosso. Altri fatti sono: ad es. il fatto che non si pone mai il problema di pagare quando andiamo in un bar, in un locale, in una pizzeria come se io avessi lo stipendio! ha degli atteggiamenti da bambina che io odio sentendoli spesso. Comunque ultimamente, saranno questi motivi, ma non vedo più in lei quell'amore che vedevo nei primi giorni e settimane. Cosa devo fare? Come mi devo comportare? Vi prego tanto di rispondermi ! 
Mirko

Caro Mirko,
Effettivamente mi sembri un po' confuso e soprattutto non capisco se questa confusione dipende da tuoi sentimenti contrastanti su questa ragazza, oppure da ciò che ti dice tua madre sul suo conto. Infatti, ti lamenti che ti abbia fatto andare a casa sua: perché ci sei andato se non lo volevi?; perché ti lamenti se lei si trattiene troppe ore a casa tua? Se è inopportuna o invadente, se questa cosa dà fastidio a te o ad altri, puoi sempre cercare di farglielo gentilmente capire. Perché continui a pagare tu per lei se non hai uno stipendio? Diglielo ! E' una cosa ormai del tutto normale pagare alla romana. Insomma, il mio parere è che a te stare con questa ragazza non ti dispiace affatto, anche perché i suoi 'preliminari', come dici tu, 'proprio male non ti facevano...' Prova a parlarle con sincerità, cerca di vederla fuori di casa, non fare impicciare tua madre di cose che al momento non la riguardano e non andare più a casa di lei. Se ciò nonostante questa persona continuerà a non interessarti più, lasciala (con le buone maniere e senza chiedere consiglio ad altri che a te stesso!) Saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

PROBLEMATICHE DI COPPIA
Gentile dottoressa, vorrei chiederle delle informazioni sulle problematiche di coppia.
Sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo, ma non viviamo nella stessa città.
Ho avuto un'infanzia e una vita difficile che mi ha molto condizionato e che ancora mi fa vedere tutto nero al punto che prima di conoscere questo ragazzo sono andata dal uno psichiatra per colpa degli attacchi di panico.
Il mio Ex, non mi amava mi criticava di continuo, guardava e ammirava tutte tranne me, ma quando decisi di lasciarlo lui mi minacciò di suicidarsi. La mia famiglia invece è particolarmente instabile e pone in me il suo sostegno affettivo ed economico, alla fine sono esplosa e ho avuto degli attacchi di panico. Così andai da uno specialista che mi aiutò a lasciare serenamente il mio ex fidanzato, e mi esortò ad andarmene di casa. Gli attacchi di panico passarono ed essendo le cure molto costose poichè stavo meglio decisi di non andare più. Una cosa però mi è rimasta dalla psicoterapia la consapevolezza che la sofferenza è dentro di me e molte volte sono io a vedere tutto nero o a cercare di provocarmi degli avvenimenti negativi.
Così sono fidanzata da tre anni con un ragazzo di un'altra città. Da circa un anno siamo in attesa del mio trasferimento. Lui ha comprato le casa e io i mobili, ma qualcosa dentro di me non va.
Soffro, sento come un logorio interiore e non so più distinguere se sono io e il mio pessimismo cosmico, o se è il normale corso degli eventi.
Quando conobbi il mio attuale ragazzo, non lo notai ma lui si innamorò subito di me e iniziò una corte sfrenata. Non ostante abitavamo lontani lui non mi lasciava mai in pace, così accettai di conoscerlo meglio fino ad innamorarmene. Dopo alcuni mesi, in cui iniziai a viaggiare per incontrarlo nei fine settimana, lui confessò di essere fidanzato da otto anni e di aver perso la testa per me. Gli chiesi di scegliere, ma la scelta non fu drastica ne immediata, alternava il ti amo troppo al non posso farle questo....fino al punto che lei si stancò di questa situazione e si lasciarono definitivamente. Lui disse e dice ancora che io sono la ragazza con cui è stato meglio nella sua vita ,che con me si sente se stesso, che gli do sicurezza e lo rendo forte e sicuro. Dice che con me può essere se stesso e gestire le sue emozioni, mentre delle ex ragazze ne era succube.Infatti da quando sta con me ha avuto il coraggio di lasciare amici e lavoro che non gli piacevano, non solo, con i miei consigli è migliorato nell'aspetto e la sua carriera va a gonfie vele, al punto che non lo riconosco più. Mi sembrava un timido ragazzo un po' sfortunato e pure un po' goffo, e me lo rivedo vanitoso, sicuro di se, e in carriera....io sono rimasta uguale...sfortunata....con la famiglia che mi opprime....e ora spaventata dalla trasformazione del mio ragazzo.
Una volta che il mio ragazzo ha lasciato la sua ex io ero il centro di tutto il suo mondo ,sembrava che pendesse dalle mie labbra....Ora è così sicuro di se che mi spaventa. Mi sembra di non conoscerlo più e non sono più sicura dei suoi sentimenti.
Si guarda intorno, e si lusinga tanto dalle attenzioni altrui in specie da quelle femminili. La sua carriera lo sta portando molto in alto e molte donne che prima non lo guardavano ora lo rincorrono. Sembra che ovunque vada abbia successo. Il problema è che mi sento destabilizzata, ne soffro e temo di perderlo. Ha sempre avuto dei momenti in cui mi stava attaccato e dei momenti in cui lo sentivo lontanissimo, in questi anni ci sono sempre stati questi momenti, ma ora mi sento sempre in allarme, ho la sensazione che lui si guardi sempre intorno, sto diventando gelosa e diffidente di tutti e di tutte. In realtà è vero sembra che lo sport nazionale non sia più il calcio ma fargli notare più donne possibile davanti a me come se io non ci fossi. Questo avviene di continuo persino le mie amiche gli fanno un po' il filo....con due ho addirittura rotto l'amicizia. Però con il tempo mi sono interrogata su questo fatto e mi sono resa conto che lui sta sempre al centro dell'attenzione non solo perché è carino e molto simpatico ma anche perché lui si diverte. Più lo mettono in mezzo e lo fanno sentire importante e più si diverte. Ho provato a parlagli e ne ho palato anche con le amiche. Lui dice che scherza e non pensa ne di trascurarmi ne di ferirmi ma che se questo mi da fastidio ci farà attenzione. Ho chiesto alle mie amiche cosa ne pensano così mi hanno risposto che parlano con lui in quel modo perché lui sta allo scherzo, e che è vero che si fanno battute a doppio senso e si scherza ma lo fanno egoisticamente senza pensare al male ma solo al divertimento del momento . Loro dicono che nei loro casi i loro fidanzati stanno un po all'ombra come io sto all'ombra del mio ma se i loro fidanzati ci restassero male come ci resto io certamente farebbero più attenzione.
Dopo che abbiamo parlato ho notato che lui ha mostrato un certo distacco dalle compagnie femminili, ma ora ho la sensazione che si annoi....lo vedo li in un angolo....che si guarda intorno .
Così mi rendo conto che non gli basto. E vero questo atteggiamento può sembrare egoista, ma io lo vedo ogni 15 giorni solo il fine settimana. E' possibile che a lui non basto vedendomi per così poco tempo?.Io penso che vedendoci così poco io lo vorrei tutto per me , invece lui vorrebbe svagarsi e divertirsi. Farsi bello e sgallinare un po con chi gli presta attenzione. C'è da dire che quando non ci vediamo lui non esce quasi mai. Cosa c'è di sbagliato ?Io non capisco sono io famelica di attenzioni? Lui è in cerca di qualcosaltro e io non voglio accettarlo ?Lui dice che io lo fraintendo, che lui è innamorato di me e che con me sta bene e si sente se stesso, ma non riesco a placare questo stato d'animo di ansia interiore.
Sono io che sto cercando il mio malessere ?. Come si evolve una coppia, perchè non sono più il certo dei suoi interessi ,ma c'è se stesso? .Perché vedendoci così poco, non mi rimane attaccato e preferisce vantarsi dei suoi successi con chiunque ?. Perchè da solo con me legge e dorme, ma se arriva qualcuno al di fuori dalla mia cerchia si illumina?. Quali sono i segnali di un disinnamoramento e quando è un distacco normale ?, se è vero come dice che mi ama perchè questa sensazione di preallarme non cessa mai ?. Ieri mi ha detto che il fatto che io mi devo trasferire è un grande impegno e un po ne ha paura, mi ha detto che non si sente pronto per un matrimonio ma vuole convivere. Io ovviamente ho sentito questo come sintomo di insicurezza affettiva, poi quando mi ha visto rattristarmi, ha detto che non capisco niente e che lui è innamorato di me....devo proprio aspettare di vivere tutto per avere delle risposte ?lo so che non esiste la sfera di cristallo, ma vorrei capire come si evolvono le relazioni amorose e come posso fare per uscire da questo stato d'ansia che mi pervade....Scusate le lunghissima lettera e se vorrete rispondermi, ne sarò lieta e vi ringrazierò tantissimo.
A presto Stella

Carissima Stella,
Lei per questo ragazzo è stata, ed è, un vero punto di riferimento, una certezza, una presenza cui potersi rivolgere in qualsiasi momento. E' lei che gli ha dato la forza, che lo ha fatto diventare simpatico e brillante. Se lui è quello che oggi è c'è un'unica responsabile: lei! Ne sia fiera.
Questo significa che lei è una ragazza ricca interiormente, forte, piena di energie, tanto da trasformare un ranocchio in un principe. Quello che ora deve fare è utilizzare queste sue risorse per sé stessa, cercando di trasformare anche la piccola fiammiferaia in una bella principessa. Nei giorni che non lo vede, si dia molto da fare, per migliorarsi in tutti i sensi: si curi nell'aspetto, coltivi i suoi hobbies, legga un bel libro, vada al cinema, faccia delle belle passeggiate ecc. 
L'obiettivo è quello di affrancarsi da questa nuova dipendenza affettiva.
Lei deve avere piacere a stare con il suo ragazzo perché gli vuole bene e non perché teme di perderlo, o perché è gelosa del suo successo e delle sue amiche.
Detto questo, direi che le sue amiche non sono molto cortesi con lei: da quanto ho capito le avrebbero detto che se i loro fidanzati chiedessero loro di essere meno spumeggianti in società, loro lo farebbero... Il fatto che, implicitamente, glielo abbia chiesto lei, non è sufficiente per far loro assumere un atteggiamento più amichevole e rispettoso nei suoi confronti?
Faccia come ha fatto lui: cambi giro!
Quanto alla convivenza o al matrimonio, non vedo il problema: cosa cambia?
Se la coppia non funziona, oggi ci si lascia. E' meglio lasciarsi dopo un matrimonio o dopo una convivenza? Mah... Cosa cambia? 
Forse che un matrimonio offre maggiori garanzie?
Quello che conta non è una cerimonia in più o in meno, è la vostra complicità, è il vostro amore.Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona

LEI MI HA LASCIATO
Gentile Dott.ssa Proietti
innanzitutto la ringrazio fin d'ora per l'opportunità. La mia storia è questa: sono sposato da 18 anni con una donna meravigliosa ed abbiamo un figlio di 11 anni. Tutto è filato liscio fino a quando non è arrivato mio figlio. Mia moglie ha cominciato ad avere un atteggiamento iperprotettivo nei suoi confronti, un atteggiamento oserei dire quasi morboso. Le faccio presente che mia moglie è rimasta orfana della madre quando aveva 5 anni e del padre all'età di 21. Questo modo di fare è sfociato anche in frequenti episodi che avevano come caratteristica, la mancanza di rispetto per le decisioni prese da me nei confronti di nostro figlio, in particolare, questo succedeva di fronte a lui. Tutto questo ha contribuito, sentendomi depauperato della mia autorità di padre, ad un mio progressivo allontanamento dalla mia famiglia. Non voglio addurre scuse alle mie azioni, perché comunque mi sento responsabile, ma è solo per darle una motivazione del mio comportamento. Ovviamente con il passare degli anni le cose sono peggiorate, fino a che, 5 anni fa, mia moglie una sera mi disse che non riusciva ad avere più rapporti sessuali con me perché aveva dei problemi nei miei confronti. In quel momento non mi sono reso conto che lei mi stava aprendo il suo cuore ma ho solo pensato che non mi volesse più bene e mi sono sentito offeso come uomo.Stupidamente non ho raccolto la sua richiesta di aiuto e mi sono chiuso in me stesso come un riccio.Abbiamo da quel momento, cominciato a fare ognuno vita a se. Dopo due anni circa, abbiamo riprovato a ristabilire una relazione, sia dal punto di vista sessuale, sia comunicativo. Purtroppo tutto inutile, perché lei si accorse dopo un po' che stava facendo qualcosa che andava contro la sua volontà. Da parte mia ho fatto qualcosa di cui ancora oggi mi vergogno e non riesco a perdonarmi, e cioè, arrabbiato nei confronti di mia moglie per la sua indifferenza per i miei sentimenti,
ho usato i soldi che erano anche i suoi, per cercare amore (quello fisico) con le prostitute. Le sembrerà strano ma in quel momento dentro di me, in parte la stavo punendo per il suo modo di fare, ma in parte lo facevo perché non volevo un coinvolgimento sentimentale, essendo tuttora innamorato di lei. Della mancanza dei soldi lei se ne accorse ed io le confessai tutto. Non la prese certo bene, e come risultato si tolse la fede. L'epilogo di questa storia ci fu circa un anno fa, quando, cercando delle cose, trovai in casa la brutta copia di una lettera di mia moglie nella quale si capiva, fin troppo bene, che qualche tempo prima aveva avuto una relazione con un altro uomo, (prima che io le confessassi di essere andato con le prostitute) relazione che era durata circa quattro mesi e che lei con quella lettera aveva troncato. In quel preciso momento mi sono reso conto della gravità della situazione ed ho capito quanto ancora la amassi e che la stavo perdendo. Non feci una scenata a mia moglie perché capii che in parte, con il mio atteggiamento, l'avevo spinta tra le braccia di un altro. Le chiesi di dare un'ultima chance al nostro matrimonio e lei accettò. Sembrava che le cose andassero meglio quando invece, a maggio di quest'anno, sentii per caso una sua telefonata con la cugina, mentre le diceva che non aveva più intenzione di continuare a vivere con me e che quindi voleva lasciarmi. Da quel momento in poi, è stato un susseguirsi di episodi poco edificanti ed oltretutto negativi per la tranquillità e la psiche di nostro figlio.Oggi mia moglie dice di volermi un gran bene ma di non amarmi più, che i suoi sentimenti nei miei confronti sono cambiati (non posso darle torto) e che al momento ha solo bisogno di stare da sola per riacquistare un po' di pace e di tranquillità, anzi, la mia presenza le dà oltremodo fastidio. Ho cercato in tutti i modi di farle capire che ognuno di noi ha commesso degli errori, ma non per questo siamo delle persone cattive ed inaffidabili e che forse in un altro momento potremmo tentare di tornare insieme, basando però il nostro rapporto
sulla stima e sulla fiducia reciproca, due cose che sono venute a mancare purtroppo, ma lei adesso non ha nessuna intenzione di pensare ad un eventuale tentativo, fatto ovviamente in un clima più sereno e più disteso, ma vuole solo capire se le manco e se riesce a provare ancora qualcosa per me. Le anticipo che in questo momento, lei non ha un'altra relazione (me lo ha giurato sul figlio). Mi ha detto anche che se non mi volesse più bene e non le importasse più nulla di me sarebbe già andata da un avvocato per chiedere la separazione. Le premetto oltretutto che abbiamo già parlato con nostro figlio, che ovviamente aveva già intuito tutto, esponendogli la situazione e che abbiamo bisogno di un periodo per starsene tranquilli per cercare di risolvere i nostri problemi.Mi scusi se mi sono dilungato troppo ma credo fosse necessario per farle capire la situazione.Il problema che le sottopongo è questo: nonostante quanto le ho detto io amo ancora mia moglie e mi danno ogni giorno che mi sveglio per quello che ho fatto, ma soprattutto per quello che non ho fatto per salvare il nostro rapporto e la mia famiglia. Ovviamente ho i problemi che credo, tutte le persone che vengono lasciate hanno, e cioè, quello di lasciare la donna che amo, perdere la quotidianità di mio figlio, lasciare la casa dove ho vissuto per tanti anni ed oltretutto il problema di trovare un alloggio preferibilmente vicino a lui per poterlo vedere il più possibile.Non per ultimo, ho perso stima e fiducia in me stesso, perché non mi credevo capace di fare certe cose.Cosa mi consiglia di fare per cercare di affrontare nel migliore dei modi questa situazione?Ed ancora: Crede sia possibile che una donna si possa innamorare due volte della stessa persona, a patto ovviamente che si vengano a creare le condizioni adatte?Pensa che ci sia ancora qualcosa su cui basare un rapporto nuovo, o che tutto sia irrimediabilmente perduto?La ringrazio anticipatamente e se in qualche punto non fossi stato chiaro la invito a chiedermi ulteriori dettagli.
AM

Caro AM,
Leggendo la sua lettera ho avuto la sensazione che il vostro rapporto di coppia sia fortemente asimmetrico : il potere in questa coppia ed in questa famiglia è decisamente gestito da sua moglie e lei si comporta come un adolescente. 
Al di là del problema di coppia tuttavia, io vedo fortemente minacciato il benessere di suo figlio, che a soli 11 anni si trova ad essere un consulente di coppia, se non un giudice e non è escluso che, a forza di metterlo in mezzo, dato anche il delicato periodo che di maturazione personale che sta vivendo, possa assumere dei comportamenti devianti o ammalarsi di qualcosa, in modo da darvi preoccupazioni diverse e tenere unita la coppia. Dunque, attenzione!!!
Quanto a 'quello che lei ha fatto' direi che, per quanto non particolarmente edificante, non è poi una cosa così mostruosa e sua moglie tutto sommato è stata abbastanza comprensiva nei suoi riguardi. Togliersi la fede è un gesto simbolico di una certa importanza, ma poi, di fatto, continuate a vivere insieme e dunque indossare un anello giallo o non indossarlo non fa tanta differenza. Del resto, anche quando la fede la portava ancora, da quello che capisco, sua moglie non si è fatta scrupolo di iniziare una nuova relazione : dunque cerchi di evitare di comportarsi come colui che osserva ogni albero, ma non vede la foresta.Secondo me poi lei è sicuramente innamorato di sua moglie, ma ha soprattutto una grande paura, dopo tanti anni, di doversi assumere delle responsabilità, di dover gestire in prima persona la sua vita: quante camicie si deve comprare? cosa dire alle insegnanti di suo figlio? come si cucina il sugo? E altre cose del genere.
Dunque, cominciamo a chiamare le cose con il loro nome : la vostra unione in questo momento non dipende tanto dall'amore, ma dall'interesse reciproco di non perdere gli agi e le comodità che avete, compresa naturalmente la possibilità di godere entrambi della presenza costante e rassicurante di vostro figlio.
Il nuovo rapporto che dovete costruire deve basarsi su nuove regole, che non c'entrano necessariamente con l'amore coniugale: il rispetto, la tolleranza, la condivisione delle responsabilità, la fiducia, il dialogo. Ognuno dei due dovrebbe porsi ogni giorno l'obiettivo di fare qualcosa per l'altro, senza chiedere nulla in cambio, senza pretendere 'crediti' o far rilevare i 'debiti' dell'altro.
Sono sicura che in un clima più sereno vostro figlio e voi stessi ritroverete un po' di armonia e piano, piano, anche l'amore tornerà, anche se sarà un amore diverso, più maturo, più consapevole. Auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 30/08/2010
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