ATTACCHI DI PANICO
Gent.ma dottoressa buongiorno, sono una signora di 40 anni, ora
single e soffro da circa 10 anni di attacchi di panico, migliorati
notevolmente dal training autogeno. Ultimamente però mi capita di
faticare non poco ad attraversare la strada se mi trovo sola; ho
bisogno di appoggiarmi a qualcuno, mi gira la testa e temo di cadere.
Tutto questo è riconducibile al dap? che posso fare per migliorare la
situazione? La ringrazio di cuore e le porgo cordiali saluti Simona
Cara Simona,
Si, tutto questo può essere anche riconducibile al dap, ma anche ad
uno stato ansioso che potrebbe accompagnare un periodo difficile della
sua vita, come quello che lei sta probabilmente vivendo dopo la
separazione dal suo partner.
Una separazione richiede comunque l'elaborazione di un lutto e questo
periodo di ripensamento e di nuovo adattamento può causare un forte
stato di ansia e di insicurezza che può manifestarsi nei sintomi che
lei ha avvertito.
Il Training Autogeno va benissimo. Se vuole fare di più... Vada a
trovare uno psicologo: parlarne le farà bene.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona
AMORI LESBICI
Gent.ssima dott.ssa,le racconto la mia storia: ho conosciuto,c.a
tre mesi fa, una persona in chat bisex donna, distante da me 400 km.Dopo
un approccio un pò scontroso, c'è stato da quasi subito un bel feeling
virtuale. Ci siamo incontrate e a pelle non mi è piaciuta
immediatamente ma qualche minuto più tardi; l'immaginazione era
diversa dalla realtà. Da parte sua, a suo dire invece, nei miei
confronti non è scattata
un'attrazione fatale, ma poi siamo"state in intimità". In poco tempo
il bene reciproco,è sfociato in un TI AMO ed in altri rapporti
sessuali: Un ti amo ripetuto più volte da lei e che io ho creduto
fosse sincero. Così dopo questa bella illusione, adesso mi ha detto
che ha sempre provato x me un bene profondo a cui non sa rinunciare,
dice che siamo lontane, che non è un amore che si può vivere, che
fisicamente non le piaccio, che ha
mentito x paura di perdermi..ed io mi ritrovo completamente svuotata
da questa cosa.Tra l'altro si sente con un'altra persona che le piace
(donna). Da me lei vuole solo amicizia. Non so cosa fare;da una parte
vorrei sputarle addosso tutto il male che mi ha fatto e rompere il
legame e dall'altra vorrei sperare che mi voglia ancora. Mi dia un
consiglio. Nell'attesa di leggere sue notizie,fiduciosa la
ringrazio....
"Sconsolata"
Cara Sconsolata,
Mi spiace dirlo, ma secondo me in tutta questa storia quei 'ti amo'
servivano solo a condire un piatto insipido: mi sembra insomma che vi
sia stata, da ambo le parti, una certa forzatura, dal momento che non
vi era attrazione reciproca e non è scattata nessuna scintilla. Non
vedo perché, cara Sconsolata, lei debba offrire amicizia ad una
persona così poco leale nei suoi confronti: il mondo è grande.
Dott.ssa Proietti, Ancona
FREQUENTO UN VEDOVO
Mi chiamo Gianna ho 37 anni separata da 7 anni con un figlio di 12
anni. Da 5 anni frequento un uomo di 10 anni maggiore vedovo con due
figlie una grande e una di 10 anni. Ha tentato per i primi 4 anni un
rapporto normale ma non riusciva ad accettare mio figlio e tra noi ci
sono alcune diversità di carattere che lui dice lo spaventano.
Così da 2 anni mi ha lasciato ufficialmente ma ci continuiamo a
frequentare di nascosto da tutti, naturalmente ci vediamo una volta la
settimana e ci sentiamo x telefono tutte le sere. Ma a me non basta
voglio uscire da questa situazione ma lui non vuole dice che il
rapporto così lo soddisfa e non vuole più avere problemi in famiglia
soprattutto con la figlia maggiore e la situazione peggiora x me. Sono
sempre scontrosa irritante nervosa non riesco a essere felice neanche
quando sono finalmente con lui, ci vuole un'ora prima che mi passa la
mia rabbia. Lui non cambia e io in cuor mio spero di si e soffro
soffro tanto stargli lontano non essere partecipe della sua vita.
Grazie per la sua eventuale risposta.Gianna
Cara Gianna,
Lei in questo uomo, più maturo di lei, forse più maturo anche del suo
ex marito, ha trovato stabilità, sicurezza, affetto. Il fatto di
sentirlo tutte le sere le consente di affrontare la vita con maggiore
coraggio: sente di poter attraccare, quando è necessario, in un porto
sicuro. Per questo non riesce a lasciarlo.
Quanto a lui, lui ha trovato una situazione molto facile : ha una
donna molto più giovane, verso la quale però non ha alcun obbligo, con
la quale non condivide nulla, se non delle telefonate o degli incontri
settimanali mordi e fuggi. Nessun problema con le figlie, con i
parenti della povera moglie, pochi scontri con lei a causa del suo
carattere 'diverso' e, soprattutto, nessuna seccatura con un
adolescente rompiscatole di 12 anni. Per questo lui non desidera
lasciarla e vuole portare avanti la storia così come è.
La conclusione è questa: bisogna capire se questa storia le dà più di
quanto non le tolga. Occorre fare un bilancio. E poi decidere,
ovviamente.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
DISTURBI DEL SONNO
Gentile Dott.ssa le scrivo in merito ad alcuni disturbi che vivo
nel sonno. Ho 23 anni e sono innamorata come una 15enne di un ragazzo
ancora molto immaturo, indeciso e che non è ancora riuscito a
chiarire nulla di ufficiale ed è proprio questo elemento che mi rende
instabile. la mia più grande paura è che non sia sincero e che prima o
poi si rimetta con la sua ex. tutto questo scaturisce in me nervoso e
non riesco ad avere sonni tranquilli. Infatti mi sveglio urlando di
notte, sognando di lui o di lui e lei insieme...mi addormento con un
brutto presagio e puntualmente al mattino sono da buttar via. Come
posso far scomparire la paura ed essere più sicura di quello che vivo?
Phaedra
Cara Phaedra,
Come lei dice, è innamorata 'come una quindicenne' di un ragazzo che
lei definisce 'molto immaturo, indeciso e che non è ancora riuscito a
chiarire i suoi sentimenti' per lei.
Date le premesse, non credo lei si aspetti o possa aspettarsi da
questa relazione un senso di stabile tranquillità, anche se
sembrerebbe desiderarla. Verrebbe allora da chiedersi come mai la
scelta è caduta proprio su questo ragazzo, così immaturo, e come mai
lei stessa, nella relazione che ha con lui, si percepisca come
un'adolescente.
Probabilmente la soluzione per questo suo stato ansioso sta proprio
nel cercare di 'crescere' come persona e di guardare a questa storia
con un pizzico di maturità in più... Se il suo ragazzo le preferirà la
sua ex, ciò significa che evidentemente la vostra relazione non poteva
funzionare, non aveva solide basi, e che prima o poi sarebbe comunque
finita. Dunque, accetti con maggiore fatalismo ciò che le accade
intorno, si rilassi, e cerchi di imparare a 'cogliere
l'attimo'... Comunque finirà, non è bello intanto sentirsi innamorata
come una quindicenne? Si goda questo bel periodo e non pensi al
futuro.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
E' NORMALE?
Mi chiamo luca, ho 26anni e le scrivo da Milano. Le scrivo per
chiarire alcune mie domande:
1) Ho iniziato a fare palestra, e vorrei chiederle se ci può essere
qualche tipo di pericolo per i testicoli, magari non so nell'alzare
dei pesi. 2) Poi ci sono alcune cose un po' più imbarazzanti per me,
tipo
3) Alla mattina quando mi alzo ho sempre un 'erezione e non c'e'
mattina dico uno che salti. E' normale?
Poi dopo vado in bagno e urino, pero mi succede che dopo che ho
urinato dopo un due minuti sento come una goccia che esce. Controllo e
infatti sistematicamente fuoriesce la goccia. E' normale?
4) Poi a proposito di erezione non so come mai durante il giorno più o
meno ogni mezz'ora ho sempre un'erezione. Sa dott.ssa una, due tre
alla fine sono quasi cotto e i testicoli li sento molto gonfi.
E' normale avere sempre per tutto il giorno un'erezione, vedere una
ragazza e immaginare le più erotiche fantasie sessuali?
5) Durante poi un rapporto sessuale la prima volta ho una eiaculazione
veloce la seconda va gia meglio pero mi chiedo se e normale cosi
veloce? Cosa posso fare? Devo andare da un'andrologo?
Mi vergogno andare da un'andrologo uomo poiché so già con il mio
pensiero che appena mi denuderò mi imbarazzerò perché ho il pene
Sarebbe meno imbarazzante forse davanti a una dottoressa anche se però
non ne sono sicuro. Non ho trovato nessuna dott.ssa io che visiti
privatamente anche perché ho vergogna di parlare con i miei genitori e
come le ho gia detto di andare da un dottore uomo.
Per questo le ho scritto, sperando che mi possa aiutare. Scusi per il
disturbo e grazie in anticipo per il tempo che le ho fatto perdere.
grazie distinti saluti
Luca
Salve Luca,
le domande sono tante e andiamo per ordine. Andare in palestra non
causerà alcun problema ai testicoli o ad altro, purché ci sia un
istruttore qualificato a dare le giuste indicazioni.
Le erezioni mattutine sono una normale caratteristica maschile,
indicano una normale funzionalità dell'apparato genitale e sono più
frequenti in giovane età. Se poi si ripetono anche durante la
giornata, ciò è probabilmente dovuto ad una poco intensa attività
sessuale: tenderanno a scomparire con lo stabilizzarsi della sua vita
affettiva e una maggiore frequenza nei rapporti sessuali.
Stesso discorso per la durata dei suoi rapporti sessuali. Se poi vuole
maggiore tranquillità, vada pure da uno specialista, ma senza
imbarazzi: la sua professione lo porterà ad occuparsi del disturbo che
lei gli prospetterà, indipendentemente dal fatto che sia un dottore o
una dottoressa.
Cordiali saluti
Dott.ssa Proietti, Ancona
NON VOGLIO FARE SESSO
Cara dottoressa, ho 23 anni e sto con un ragazzo da tre anni e
mezzo, il guaio è che io per una serie di motivi non voglio fare
sesso, io non vivo questa situazione come un problema anzi sto bene
non facendolo, il problema nasce quando in maniera diretta o indiretta
lui mi spinge a cambiare idea...lo so che non è giusto quello che lui
fa e che devo farlo quando mi sento pronta è solo che ho paura che non
sarò mai pronta, non mi fido degli uomini, non fino in fondo, inoltre
penso che una persona debba farlo in maniera spontanea, senza
pressioni...questo vuol dire che non lo amo?Io sto bene con lui, lo
vedo carino, lo capisco...ma per esempio non mi piace l'odore della
sua pelle, quell'odore naturale che tutti abbiamo...lui dice che non
lo amo...a questo punto non lo so più e penso di avere qualche
problema se a 23 anni non mi va di farlo...sembra che tutti al mondo
pensino solo al sesso per questo mi sento anormale perché mi fanno
sentire anormale...tutti si stupiscono che a quest'età non l'ho mai
fatto...ma nessuno si preoccupa di sapere se sono felice così...io sto
bene!Perché devo farlo?Non troverò mai nessuno disposto a farlo solo
quando io sentirò di farlo...Grazie
Francesca
Cara Francesca,
Io credo invece che lei, contrariamente a quello che dice, non stia
bene per niente. Infatti, se lui la spinge a fare cose che a lei non
va di fare, la cosa le dà molto fastidio, se lui si avvicina troppo,
lei prova un senso di repulsione, se parla con le amiche, si sente a
disagio per dover spiegare loro che non l'ha ancora fatto, ecc...
Insomma, io credo invece che la sua vita sia un inferno! Soprattutto
perché martellata dal dubbio: non mi va di fare sesso perché sono così
o perché non amo questa persona?
Non so quale risposta lei si aspetti da me e spero di non deluderla
dicendole che no, per me non è affatto normale stare insieme ad un
ragazzo 'carino', volergli bene e non sentire la voglia di
accarezzarlo e di lasciarsi accarezzare.
Quello che lei chiama 'fare sesso' una volta si chiamava in Italia
(prima che arrivassero in massa certi film americani) 'fare l'amore',
che a mio parere è una dizione molto più bella: significa dare corpo
ad un sentimento, far si che il legame spirituale che unisce due
persone si materializzi ed unisca ulteriormente i due partners. Lei a
questo punto potrebbe forse dirmi che il 'sesso' cui lei allude è ben
altra cosa dalle carezze di cui io le ho parlato; questo mi lascerebbe
pensare che forse non è il sesso che non le piace, ma l'idea che lei
ha del sesso. Qualche errata convinzione, qualche pregiudizio o magari
qualche ricordo spiacevole interferiscono evidentemente con i suoi
istinti e non la lasciano libera di vivere appieno la sua vita. Una
spiegazione alternativa è che questo suo ragazzo fondamentalmente non
le piaccia e, se così fosse, le consiglierei di guardare bene in
faccia la realtà, piuttosto che costringersi in un comportamento
ascetico. Infatti, a lungo andare, lei potrebbe pentirsi di questa
scelta.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
UN BILANCIO
La mia vita non è stata di certo facile ed oggi avendo compiuto da
poco 40 anni mi ritrovo a fare un bilancio.....e non vedo nulla di
bello,sto passando un brutto periodo e non so dovuto a cosa o forse
si,la solitudine forse è la cosa che mi fa star più male ma non tanto
quella delle persone attorno perchè anche se vivo da sola ne ho
abbastanza, la mia forse è voglia di essere amata,voluta bene, sentita
desiderata per la mia persona e non magari per il mio aspetto come mi
accade spesso:Ma forse vi devo raccontare qualcosa di più per potermi
aiutare...si perchè credo di aver davvero di nuovo....bisogno di
aiuto,dico di nuovo perchè già due volte in due periodi difficili
della mia vita mi sono rivolta ad una psicologa che in parte mi ha
aiutata a capire cosa mi stava accadendo.Vado indietro nel tempo,sono
figlia di genitori separati, mio padre è andato via di casa quando
avevo 12 anni lasciando mia madre sola e con tre figlie da crescere,
ma lei è stata una donna eccezionale ed è riuscita benissimo nel suo
compito, mentre il rapporto con mio padre è stato quasi inesistente.Ma
la vita è davvero strana e quando avevo33 anni ,la mia mamma ,la
persona più cara che avevo ci lascia perchè muore per un male
incurabile, qui comincia la mia distruzione interna a chiedermi perchè
e per come......e vado la prima volta dalla psicologa che mi aiuta ad
affrontare questo momento,nel frattempo in tutti questi anni la mia
vita sentimentale non è stata tanto meglio dai 18 ai 27 anni ho un
fidanzamento con un uomo che poi mi lascia senza sapere realmente i
motivi, per i sette anni successivi.....provo a cambiare la mia vita
ribellandomi anche alle regole di mia madre........cose che poi mi
hanno fatto vivere un pò nel rimorso,ma nessuna storia seria
più....gli uomini è come se fuggissero da me, non so perchè.......alla
morte di mia madre conosco un ragazzo con cui inizio una storia....che
dura tre anni e mezzo, una storia dove mi sentivo continuamente
dire....".non sono innamorato di te" eppure io ho lottato sperando che
un giorno le cose cambiassero.......ma quando dopo tre anni lui decide
di mollarmi....e per di più per un'altra conosciuta insieme a me.....io
non ho più ragionato, l'ho supplicato di non lasciarmi, ho fatto cose
assurde al pensiero di dover rimanere di nuovo da sola......ma niente
naturalmente è fuggito lasciando in me un dolore tremendo..... adesso
vivo da sola ho la mia casa, un bel lavoro ,sono una bella
donna(dicono), ma........ma c'è un ma.... che mi fa stare
male......non riesco ad avere una storia seria con nessun
uomo........inizialmente sono in un modo e poi e come se si
trasformassero....e fuggono come sempre....adesso vi chiedo........perchè???
perchè??? mi accade questo perchè di me non si innamora nessuno???mi
sto fissando che sarò io....che c'è qualcosa in me che non va....perchè
non è possibile che tutti....dico tutti.....si comportano alla stessa
maniera........vi prego di darmi una risposta, vorrei capire per poter
andare avanti almeno in modo tranquillo....cosa che per adesso non
sono GRAZIE in anticipo..........VIRGO 62
Cara Virgo,
Bè, certamente, non proverò nemmeno a darle le risposte che mi
chiede... Come potrei? Quello che invece vorrei dirle è che andare da
una psicologa non è poi un gran danno, non significa
cadere-in-basso-al-punto-di... Se già in passato ha potuto constatare
di ricevere da queste sedute un aiuto per superare i problemi, per
chiarirsi le idee, non resta che riprovarci ancora, senza torturarsi
con i suoi pensieri autodistruttivi e generalizzanti che al momento le
consentono di avere solo una visione troppo limitata del mondo e delle
persone.
Lei ha lottato per un amore 'impossibile', ha voluto a tutti i costi
trattenere qualcuno che le diceva di non essere innamorato di lei:
voleva proprio lui o voleva dimostrare a sé stessa che, se si fosse
impegnata, questa volta poteva farcela a trattenere il suo uomo?
Non è vero che gli uomini sono tutti uguali; non è vero che gli uomini
vogliono tutti fuggire da lei; è solo che la storia 'giusta' non è
sempre la prima ed a volte neanche la seconda, neanche la
terza... Forza e coraggio! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
UN PROBLEMA ALIMENTARE
Sono Ilaria, ho20 anni.Ho un grosso problema alimentare, non così
semplice come potrebbe apparire.
Sono sempre stata ossessionata dalla linea, non ero molto magra nella
prima adolescenza, tutt'altro..dovuto probabilmente anche a causa di
una predisposizione fisica?? Ho perso alcuni chilogrammi, con l'aiuto
di reductil, farmaco che come lei sa é stato tolto dal commercio.
Lavoro nel pub, nel bar, avere sott'occhio il cibo, lo stress, e la
mia poca forza di volontà ha fatto si che ingrassassi a vista d'occhi.
Mi odio, mi odio quando ingurgito dosi spropositate di cibo, senza
riuscire in nessun modo a frenarmi.
Ho provato l'impulso di vomitare, e se non fosse x me uno sforzo così
grande per una quantità così piccola di cibo forse sarei bulimica..
Quest'inverno provavo piacere per i miei giramenti di testa e per la
mia magrezza, adesso non ho più il controllo di me, non riesco, mi
creda quando le dico che non riesco a frenarmi, come un tossico con la
dose..lo stesso..
Tutto ciò mi porta in un circolo vizioso, più sto male più mi sento in
colpa per ciò che mangio, più mangio..
Vengo presa da crisi distruttive, quando mi guardo allo specchio.. Non
so come fare, vorrei poter rifare uso di reductil, solo per ritrovare
un po' di equilibrio e di serenità, ma purtroppo non é più in vendita,
come posso fare...?
mi creda, non so come fare..tutte le volte, a stomaco pieno mi
riprometto che l'indomani mangerò in maniera equilibrata e mi
controllerò..ma é un fallimento dietro l'altro.. Ho lasciato il mio
ragazzo perché mi sentivo a disagio con lui, lui che non ha le lonze,
lui che é perfetto..mi vergogno a stare in mezzo alla gente, e se non
fosse per il lavoro, non uscirei più..
mi aiuti.; Ilaria
Carissima Ilaria,
Allora, la prima cosa che lei deve fare è cambiare lavoro: per esempio
trovarsene uno dove intorno a sé ha carta, solo carta... O altri
elementi non commestibili.Seconda cosa: andare a trovare uno
psicologo, perché quando si decide di perseguire un obiettivo
difficile occorre anche avere qualcuno con il quale confrontarsi, con
il quale parlare, piangere, ridere ed anche compiacersi dei risultati,
anche minimi, che via via raggiungerà. Non mi dica che non se lo può
permettere, perché, come dico sempre, ci sono anche psicologi che
lavorano gratis ed in ogni caso uno psic costa a volte assai di meno
che andare a cena fuori una volta alla settimana, come molte persone
fanno, senza lamentarsi di spendere troppo. Non ci sono scuse. Terza
cosa: cerchi di cambiare il suo io-ideale. Se lei costituzionalmente
non è fatta per essere magra, non pretenda di diventarci, si accetti
per come è, impari a farsi bella anche con 'le lonze'... Solo come
quarta cosa si metta un po' a dieta, vada da un dietologo, oppure
stabilisca delle regole da rispettare, che non devono essere troppo 'difficili',
ma che devono essere rispettate con il massimo rigore: ad esempio
mangi tutto ciò che vuole, ma solo e soltanto durante i pasti. ll
segreto è quello di non pretendere troppo da sé stessi e di ragionare
sempre in termini di piccoli obiettivi, da raggiungere in breve
termine.Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona
CHE FACCIO, LO SPOSO?
Gentile Dottoressa, è da tanto tempo che cerco risposte alle mie
domande, ma mio malgrado mi sono resa conto che da sola non ci riesco.
Sono da sempre un persona insicura, ma questo mio problema è aumentato
da quando sto con il mio attuale fidanzato, quindi da poco più di due
anni. Il prossimo 5 luglio dovremmo sposarci, ma più vedo le cose
materializzarsi, più mi chiedo se ho fatto la scelta giusta.
All’inizio come sempre era tutto bellissimo, pensi che per lui ho
lasciato un ragazzo con il quale stavo da più di cinque anni, (senza
rimpianti era una storia stanca ormai) mi ha fatto perdere
completamente la testa, ma oggi, tutta quella passione e quel
sentimento non esistono più, anzi provo una grandissima rabbia nei
suoi confronti sempre più spesso. Il suo atteggiamento nei miei
confronti è sempre di critica, non gli vado mai bene, da come mi
comporto, a come mi vesto. Per motivi di lavoro, siamo costretti
a passare gran parte della giornata insieme, e il fatto di vedersi
continuamente non giova sicuramente al nostro rapporto. Io sono
gelosissima, lui è geloso.
All’inizio ha impostato determinate regole che ho subito eseguito alla
lettera, sbagliando tantissimo, vale a dire: Non si esce dopo le 18.00
con le amiche (e consideri che fino alle 18.30 – 19.00 sono chiusa in
ufficio…..;), non si va al bar da sole, non è certamente da brave
ragazze, se ha bisogno di una mano nel suo lavoro non ci sono scuse,
anche di domenica si lavora e basta, non si dicono parolacce,
ci si deve vestire sempre elegantemente, truccati, struccati, mettiti
la gonna, pettinati insomma mio padre non mi ha mai rotto le scatole
così come questo individuo fa. Non ho mai perso troppo tempo davanti
allo specchio e neanche davanti all’armadio, mi è sempre andata bene
vestirmi in maniera sportiva, rigorosamente con i pantaloni visto che
odio le gonne……per lui però, oggi indosso più spesso la gonna ed
ancora più spesso mi trucco. Ma alla fine c’è sempre qualcosa da dire,
perché se metto la gonna si vedono i Kili in più, e se invece mi
trucco pretende di darmi lezioni. Tutte le volte che litighiamo parto
con la convinzione di non cedere e poi alla fine lo chiamo, cosa che a
lui fa molto comodo, sono sempre io che cerco di affrontare i ns.
problemi parlandone, ma quando io parlo, lui non dice una parola.
Quando siamo calmi con lui si può parlare solo di lavoro, neanche in
quei rari momenti riesco a farmi dire perché è così duro con me, e
soprattutto perché se mi ha scelto così come sono cerca in tutti i
modi di cambiarmi. Con sua mamma (anche se non lo ammetterà mai) ha un
rapporto di madre-padrona, lei dispone e lui esegue proprio come lui
fa con me. Sua madre considera disdicevole andare a convivere e
indovini un po??? Quando gli ho proposto una breve convivenza per
conoscerci meglio mi ha tolto la parola per giorni. Non so come
comportarmi, non capisco se sono io quella che sbaglia e quindi se sto
combattendo una guerra già persa. I giorni si accorciano sempre di più
ed io non voglio rischiare di fare l’errore più grande della mia vita
sposandolo. Mi dica dottoressa cosa devo fare? Ringraziandola di cuore
per il tempo che ha perso per me, la saluto. Anonima!
Cara Anonima,
Bè, non vorrà mica darmi la responsabilità di decidere se questo 'individuo',
come lei lo chiama, se lo deve sposare o no...
A parte la necessaria premessa che non posso - ed anche non voglio -
darle un consiglio del genere, vorrei solo aiutarla a riflettere su
alcuni punti:
L'amore si è affievolito;
Lui le impone comportamenti, atteggiamenti, abitudini e questo la
contraria;
Lavorate insieme e questo lei lo sente come una costrizione;
Non c'è molto dialogo fra voi perché lei vorrebbe affrontare gli
argomenti che vi dividono, mentre lui tace;
I vostri argomenti di conversazione riguardano solo il lavoro;
Sua madre è un tipo autoritario e invadente...
Scusi, cosa c'è che la tiene ancora insieme a questa persona? Si
potrebbe dire 'quasi niente'. Ma allora, perché quando litigate è
sempre lei a chiamarlo?
Si dia una risposta seria e da qui ragioni su quello che deve fare nel
prossimo mese di luglio.
Intanto io le auguro buone vacanze, di qualsiasi genere esse siano!
Salve.
Dott.ssa Proietti Ancona
PAURA DI USCIRE DAL GUSCIO
Mi chiamo Daniela e vorrei proporre il seguente argomento: la
pigrizia e la paura di uscire dal guscio. Ho bisogno di capire se sono
l'unica anomala con questo problema che è sicuramente legato anche ad
una forma di depressione, specie in alcuni periodi. Sono pigra, non
riesco a fare niente e ahimé non lavoro. Ho 28 anni ma non riesco ad
uscire dal mio guscio, non riesco a debuttare in niente e ho molta
paura di lanciarmi in mondi nuovi. AIUTATEMI!!!!
Daniela
Cara Daniela,
la sua è una letterina breve breve, vista la sua pigrizia, ma ripete
sempre la stessa cosa. Non sappiamo dunque da cosa dipenda questa sua
pigrizia, se si tratta di una reazione a qualcosa che le è capitato o
se è un tratto del suo carattere. Ha problemi di socializzazione,
paura di rischiare, è particolarmente timida?
Se così, sarebbe bene che lei guardasse dentro di sé e invece di
ripetersi continuamente che è pigra, come ha fatto con me, dovrebbe
cercare di capire perché usa la pigrizia per nascondersi: perché il
mondo le fa tanta paura? Cosa c’è che non va in lei? Cosa c’è che non
va nel mondo?
Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti
L'HO TRADITA PROPRIO ADESSO
Ho tradito mia moglie nel periodo peggiore della sua vita, quando
suo padre sta morendo con un tumore.
Aiutatemi, vi prego!
GC
Caro GC,
Capisco il suo stato di angoscia per quanto le è accaduto, ma
fondamentalmente il momento in cui lei tradisce sua moglie è
secondario rispetto al fatto che l’ha tradita, non trova? Se anche lei
l’avesse tradita, ma comunque fosse stato capace di esserle vicino in
altro modo in questo momento difficile, il suo atto sarebbe poi così
grave ? Lo sarebbe di più che se lei avesse fatto questa cosa in un
altro momento ?
Perché ha tradito sua moglie GC? Questo è quello che lei deve capire…
Si è innamorato di un’altra, sua moglie in questo periodo non pensa al
sesso, era un modo per sfuggire alla cupezza del triste momento che
state vivendo?
Piuttosto che battersi il petto sul momento in cui lei ha tradito, le
consiglio di chiedersi i motivi per cui ha tradito e, se possibile, di
porvi rimedio.
Cari saluti e auguri, per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti
CRISI DI ANSIA
Sono una ragazza di 18anni frequento regolarmente la scuola
superiore e sono al 5anno,in questo giorni ho avuto una crisi di ansia
che mi ha provocato stanchezza, senso di nausea, mal di testa, volevo
chiederle se può essere dovuta a stress e in che modo potrei
sconfiggere queste crisi?grazie
Fausta
Cara Fausta,
L'unico modo per sconfiggere queste crisi è imparare a conviverci:
infatti nessuno potrà mai toglierti le ansie della vita, i momenti
difficili, gli esami e le prove continue cui siamo tutti continuamente
sottoposti.
La vera ricchezza di una persona consiste nel saper trovare dentro di
sé la capacità di controllarsi, di sedare le proprie ansie, di
sostenersi con il pensiero positivo.
Cerca dunque di conoscerti meglio e soprattutto, quando senti che
arriva la crisi, cerca di farti coraggio, piuttosto che chiederti a
chi chiedere cosa fare per venirne fuori...
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
DISTURBI ALIMENTARI
Gentile Dott.ssa Proietti, Verrò subito al dunque.
Da circa tre anni sto felicemente con una ragazza mia coetanea (26
anni).Da piccola ha cominciato ad ingrassare fino a diventare obesa.E'
riuscita a dimagrire dopo i 18 anni ma facendo ricorso al vomito.Era
sotto peso ma da quando stiamo assieme ha ripreso 8Kg (e sta
notevolmente meglio)
Quando abbiamo cominciato a stare assieme mi ha raccontato tutto (con
il suo ex non ci parlava) e devo dire che la sua situazione è
notevolmente migliorata. Aveva un rapporto particolare con il cibo...non
la potevo imboccare e guai a fare una battuta su quanto o come avesse
mangiato.Adesso con il rapporto di fiducia tutto questo non esiste
più, è molto più rilassata e naturale. Ma non è sempre così.
Il rapporto "particolare" con il cibo continua dentro casa sua.Rapporto
conflittuale con la madre che non è una cattiva persona...ma si sa...ognuno
vede le cose in modo diverso, e un non accettazione delle condizioni
di salute del padre che ancora giovane afflitto da ipertensione e
soggetto a ictus si è chiuso in se stesso lasciandosi travolgere dalla
malattia.
In questo stato di cose lei si sente controllata...non mangia quasi
mai a tavola con i suoi (c'è un fratello con cui ha un rapporto
direi"normale")...sente soprattutto gli occhi addosso del padre che
secondo lei la giudica su quanto e cosa mangia con occhiatacce di
traverso...e litiga con la madre per inezie..anche se poi fanno molte
cose assieme.
Insomma...spesso (non sempre) dopo pranzo ricorre ancora al vomito.Mai
dopo cena (prende la pillola anticoncezionale...e sa che non puo') e
mai quando mangiamo assieme.
Ne abbiamo parlato molto. Le ho spiegato che in realtà il suo
ricorrere al vomito è solo in parte e in apparenza legato a eventuali
problemi di linea ma che si tratta per lo più di problemi di
autoaccettazione (derivato anche dall'essere stata obesa in
adolescenza e quindi con tutti i problemi che gli adolescenti si
portano dietro), di accettazione della condizione del padre e del "a
volte conflittuale" rapporto con la madre.
Parlare le giova ma mi rendo conto che sarebbe necessaria una vera
presa di coscienza di questi problemi per poter "guarire"
definitivamente.
Mi consola il fatto che in qualche modo è capace di decidere se e
quando ricorrere al vomito e che sono comunque episodi e non la norma
ma credo che anche se il sintomo è saltuario il male che si porta
dentro c'è e deve essere estirpato.Non è molto propensa a rivolgersi a
uno psicologo (che ovviamente sarebbe la soluzione migliore) per cui
non so cosa consigliarle e come aiutarla ulteriormente!
Probabilmente l'andare via da casa sarebbe già un passo avanti e
potrebbe risolvere quasi in tutto i suoi "sintomi"...ma temo che i
problemi che ha dentro resterebbero latenti e la condizionerebbero
comunque nella vita!
So che mi consiglierà di convincerla a vedere uno specialista..ma le
sarò grato se vorrà darmi qualche consiglio...qualche cosa da dirle
per poter per lo meno cominciare seriamente a farle intraprendere un
certo percorso di guarigione.
La ringrazio anticipatamente
Cordiali Saluti
G
Carissimo G,
L'idea che mi sono fatta di questo caso è che la sua ragazza abbia
trovato in lei uno 'psicologo' e che per questo si senta molto
sollevata e ricorra al vomito solamente nei momenti in cui non si
sente da lei protetta, consolata e aiutata. Non a caso questo succede
quando si trova immersa nel difficile clima familiare che mi ha
descritto e mai quando siete insieme.
Contrariamente a quello che lei pensa, non le consiglierei mai di
'convincerla a vedere uno specialista': andare da uno psicologo senza
convinzione, solo perché si vuole compiacere qualcuno è tempo perso.
Penso anche che questa influenza psicologica che lei attualmente ha
sulla sua ragazza sia, nel tempo, inesorabilmente, destinata a
scomparire e dunque è di questo che mi preoccuperei, perché non credo
che vivendo insieme la sua immagine 'carismatica' si consoliderà: al
contrario penso che le inevitabili conflittualità dei primi tempi di
convivenza potrebbero anche far peggiorare la situazione.
In conclusione, la cosa che le consiglierei di fare è cercare di
diminuire gradualmente questa dipendenza che mi pare si sia stabilita
tra di voi, in favore di un potenziamento della personalità della sua
ragazza, in modo che impari a trovare in sé stessa le sicurezze per
decidere del suo comportamento.
Solo così si potrà mantenere l'equilibrio e lei non cadrà... dal
'trono' sul quale ora è seduto.
Come fare per raggiungere tutto ciò? Bè, sicuramente lo psicologo
potrebbe essere d'aiuto, ma anche lei mi sembra particolarmente bravo,
solo che adesso che ha 'curato' la sua paziente deve fare un passo in
più, e renderla autonoma. Ma lei vuole veramente questo? Spero di si.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti AnconaTUTTO BENE, MA...
Gentile Dottoressa,
ho 23 anni ed ho un problema da sottoporLe. Ho un fidanzato con il
quale tutto va bene,abbiamo una buona vita sessuale ma c'è un
problema, mio personale; mi masturbo spesso, arrivando all'orgasmo. A
volte mi domando se sono fuori di testa ma al pensiero del piacere mi
lascio tentare. Inoltre ho sempre paura di restare incinta, anche nei
momenti in cui potrei essere certa di non rimanerci; colpa del mancato
dialogo con mia madre e delle sue assenze in materia sessuale con la
figlia? Dipenderà dal fatto che mi ha dato sempre una marea di
insicurezze? La prego di rispondermi per entrambi i quesiti, gliene
sono grata. Buona Vita.
Solly
Cara Solly,
Buona vita anche a lei e, proprio per cominciare a vivere meglio,
vorrei consigliarle di evitare di pensare che se le cose vanno in un
certo modo, è sempre colpa degli altri.
Lei si masturba semplicemente perché le piace farlo. Punto. Non deve
cercare delle spiegazioni o delle giustificazioni nella psicologia; le
cerchi semmai nella biologia, dal momento che la natura ci ha dotato
di organi genitali, che funzionano attraverso il piacere.
Se sia giusto utilizzare questi organi di piacere anche al di fuori
della funzione riproduttiva è un tema che interessa più la religione
che la psicologia e dunque, se il timore di sbagliare derivasse da
questo, è in quella direzione che lei dovrebbe lavorare.
Quanto alla paura di rimanere incinta... Non so, se lei è sicura di
non poterci rimanere, evidentemente temerlo le porta dei benefici
secondari, tipo quello di assegnarsi, a livello di immaginario, questa
'punizione' ed espiare così i suoi sensi di colpa.
Credo che qualche confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
MA LA NOTTE NO...
Ciao, mi chiamo Silvia e sto scrivendo per un problema che mi sta
facendo impazzire, lo so che forse e' stupido ma... non so come fare.
Sono terrorizzata all'idea di dormire in casa da sola. Vivo in un
palazzo al terzo piano, e mi rendo conto che sono assurda, ma anche se
chiudo tutto le finestre e tutte le tapparelle , quando sono sola non
riesco a chiudere
occhio. Ho 28 anni e sto per andare a convivere con il mio ragazzo
che, in piu' fa il trasfertista, quindi e' via per molti mesi l'anno!!
Come posso fare? Ho anche il terrore di tornare a casa da sola di
notte, ma per quello ho pensato di provare a fare un corso di
autodifesa che iniziero' a Settembre, ma per il fatto di dormire da
sola... Non ce la faccio, quando inizia a diventare tardi iniziano a
sudarmi le mani, il cuore mi batte forte, mi scoppia un mal di testa
atroce e sto li, sdraiata a letto con gli occhi sbarrati. Ho provato a
prendere una medicina alle erbe che dicevano essere miracolosa, ma
niente!!! Non ho chiuso occhio, questa cosa mi sta facendo impazzire
anche perche' quest'estate sono stata sempre da sola perche' i miei
erano al mare e ho dormito pochissimo, giusto le notti che veniva a
dormire da me il mio ragazzo.
Silvia
Cara Silvia,
Il suo problema lo si risolve ricorrendo alla razionalità. E' vero che
la notte fa paura, ma siccome è necessario dormire, occorre trovare
delle soluzioni. Da un punto di vista pratico, visto che mi sembra di
capire, il suo timore è quello di estranei che entrino in casa, faccia
il Corso di autodifesa, metta tutti gli allarmi possibili e cerchi di
non rientrare troppo tardi quando è sola (il silenzio della notte per
lei può essere troppo ansiogeno). Cerchi di allacciare delle relazioni
con i suoi vicini di casa, tenga a portata di mano il suo cellulare
ecc. ecc.
E ora veniamo all'aspetto psicologico della vicenda.
Lei dovrebbe fare anche un Corso di Training Autogeno per imparare a
tenere sotto controllo l'ansia. Le sue fantasie evidentemente riescono
a prendere il sopravvento sul suo pensiero razionale: questo è un
male, ma è anche un bene, perché, se ben allenata al training
autogeno, imparerà ad utilizzare altre fantasie, questa volta
positive, per indursi la calma.
Buone notti!
Dott.ssa Proietti Ancona
UNA COPPIA 'SORPRENDENTE'
Gentile Dottoressa, vorrei ringraziarla innanzi tutto per il sito
davvero interessante. Non so se Lei potra' dare risposta ad un mio
quesito via e-mail, ma mi faccio coraggio e le scrivo. Ho 57 anni,
sposata felicemente da 30,con un'intesa di coppia davvero direi 'sorprendente'.
Mi reputo, modestia a parte, una donna positiva, con la testa sul
collo, abbastanza obbiettiva e realista. Di colpo tutto questo sembra
essere svanito e mi ritrovo piena di dubbi ed incapace di
obbiettivita'. Due anni fa, in ufficio da mio marito e' arrivata una
nuova segretaria. Onde evitare malintesi le dico che non penso
assolutamente che ci sia stata alcuna storia tra loro, ma mio marito
e' rimasto coinvolto ,a mio modesto avviso, in maniera eccessiva. A
suo dire e' come una figlia. La ragazza ha avuto una vita molto
difficile, separazione dei genitori, abbandono da parte della madre in
orfanotrofio, e poi tutta una serie di 'mali' sui quali non mi
dilunghero' culminati con un incidente in auto con conseguente
disturbo al collo. Da qui e' cominciato tutto: svegliarla la mattina
con squilli di telefono (perche' altrimenti non si sveglia da
sola),andarla a prendere e riaccompagnarla dopo ufficio, farle la
spesa, accompagnarla dai dottori ecc. Questo e' durato per ben 1 anno
ed io ho non solo pazientato ma anche cercato di capire questo
coinvolgimento 'figliale', ed in parte, partecipato. Ma lei m'insegna
come il subcosciente lavora...ed alla lunga (per onesta' devo dire che
le chiacchiere della gente hanno influito), ho cercato di spiegare a
mio marito 'come mi sentissi' e preteso che mettesse fine a tutto
questo. Il problema e' che lui non capisce la mia posizione, anzi mi
accusa di 'non aver avuto fiducia in lui' e se si ama si ha fiducia...si
sente offeso ed e' assolutamente impossibile cercare di fargli vedere,
almeno capire il mio punto di vista. Il nostro rapporto cosi' bello e'
ora a rischio. Lui e' sempre 'sulla difensiva', io, lo ammetto a volte
rischio di essere paranoica e tutto questo accade proprio perche' non
riesco a aprire un varco nel modo giusto nella nostra 'conversazione'-discussione'.
Mi puo' anche star bene che lui abbia aiutato la ragazza,e credo nella
sua buona fede.Quello che non capisco pero' e' come mai allo stesso
tempo lui non abbia capito il 'mio disagio' e cercato almeno di porvi
riparo subito. La ragazza in questione ha ora lasciato l'ufficio,anzi
e' andata all'estero. Ma le cose tra noi non vanno...e non vedo come
porvi riparo. La mia domanda, forse infantile e': e' possibile un
coinvolgimento paterno con una persona a tal punto di rischiare la
felicita' di una vita? La ringrazio per la sua attenzione,per aver
ascoltato pazientemente questo mio sfogo e, se possibile ascoltare il
suo punto di vista e forse...un piccolo consiglio. (Ho cercato di
convincere mio marito ad andare da uno psicologo con me..ma il rifiuto
e' totale) Grazie, distinti saluti, Anna
Cara Anna,
Lasci stare suo marito e dallo psicologo ci vada da sola. In questo
momento, dopo un periodo di sofferenza, ha bisogno di rilassarsi e di
ritrovare un po' di equilibrio. Credo che non le occorrano tante
sedute, visto che il suo non è un problema grave: questo è
indubbiamente il consiglio che mi sento di darle.
In seguito, quando lei si sentirà più forte, e se le cose non saranno
ancora tornate positive fra di voi, potrete iniziare una psicoterapia
di coppia (da un altro terapeuta).
Quanto alla storia di suo marito, non saprei... Leggendola, mi sembra
piuttosto un innamoramento senile nei confronti di una persona molto
più giovane. Sono innamoramenti spesso platonici, assai frequenti,
specie negli uomini ed hanno la caratteristica di non durare a lungo -
soprattutto perché la lei in questione prima o poi si stanca di queste
attenzioni -.
Ora la ragazza se ne è andata, non resta che tirare un sospiro di
sollievo e cercare di ricominciare a vivere.Un abbraccio.
Dott.ssa Proietti Ancona
PASSIONI E VISIONI DIVERSE
Ho trent'anni, vivo da tre con il mio uomo (30) e da quattro stiamo
assieme.
Logicamente siamo cambiati nel corso di questi anni, ma il problema è
che le nostre educazioni familiari ci portano a vivere la vita in modo
radicalmente diverso.
Io sono molto entusiasta e solare, lui molto solido e razionale. Io
amo cultura, viaggi, nuove esperienze; lui non approva neppure il
fatto che io mi sia laureata (lo ritiene inutile), devo litigare per
andare via un weekend e il calcio o il divano fanno parte di lui.
Il fatto che due persone abbiano passioni e visioni diverse e naturale
e giusto; il problema è che sono quasi depressa a non fare nulla che
mi piace, ho perso gioia di vivere, passioni (sono sempre stata
iperattiva) e non ho mai voglia di andare a letto con lui se non a
causa di un bicchiere di troppo o una serata particolare.
Ho provato a far capire quello di cui ho bisogno ma non ottengo nulla
se non lottando quotidianamente.
Non credo di riuscire a vedermi a 50 anni assieme e felice..
Non so se avere figli con lui perchè vedo la sua famiglia...
patriarcale, leggermente maschilisti, casa-lavoro e poco altro.
Io sono sempre stata viziata dai miei; mi chiedo:è causa del mio modo
di vedere la vita, ha ragione lui che sono un'immatura e ovunque
sbatterò contro questi problemi o è solo l'uomo sbagliato con il quale
nel mio inconscio non voglio una vita, ma sentendomi legata continuo a
tirare avanti sperando in qualche miracolo??
Se mi rispondete mi fareste un grande favore...grazie.
Alessia
Cara Alessia,
Probabilmente lei è una ragazza viziata ed immatura, ma forse lui è
anche l'uomo sbagliato... Le due cose insomma non sono in
contraddizione. Chiaramente se nessuno dei due intende cambiare questa
unione non ha futuro, perché non è basata su fondamenta solide e
mettere al mondo dei figli potrebbe essere un azzardo.
Se, nonostante tutto, avete un buon rapporto, vi volete bene e volete
provare a cambiare, non vi resta che una psicoterapia di coppia, che
vi porterà l'uno verso l'altra (e viceversa), anche a costo di qualche
necessario cambiamento.
Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona
SEI TU IL MIO ROMEO?
Buongiorno, chi scrive è una coppia di giovani sposi di 30 anni:
Romeo e Giulietta. Abbiamo un problema da sottoporle. Abbiamo una
coppia di amici sposati da 17 anni, con due figli di 16 anni, in cui
il marito di nome Luigi
soffre di un leggero stato depressivo. Forse tra loro le cose non sono
più come una volta. Ci siamo accorti che da pochi mesi la nostra amica
Luciana, (40 anni),
moglie di Luigi (45 anni), ha preso una "cotta" per me, Romeo.
Noi abbiamo un bel rapporto di amicizia con loro e ci frequentiamo
spesso.
Secondo lei come dobbiamo comportarci ora??? Dobbiamo tagliare pian
piano i rapporti con loro ? Dobbiamo parlar loro (a lei, a lui, a
entrambi) ???
Dobbiamo far finta di niente??? Ricordo che io amo Giulietta.
A Giulietta ultimamente da fastidio il comportamento un po'
adolescenziale di Luciana. Sembra che Luciana abbia la sindrome di
Peter Pan.
Non ci sono state finora avance e nient'altro.
Grazie e attendo con ansia la vostra risposta. Romeo
Caro Romeo,
Innanzi tutto vorrei farle osservare che non sempre si è in grado di
scegliere di chi innamorarsi: talvolta succede di essere colpiti dalle
frecce di Cupido anche senza volerlo, senza desiderarlo e questo credo
sia il caso della vostra amica Luciana. Infatti, se Luciana avesse Se
le cose stanno così, credo che la cosa migliore da fare sia continuare
a mostrare pubblicamente interesse per la sua Giulietta, diradando un
po' gli incontri con questa sfortunata coppia, fino a che la cosa non
sia un po' sfumata.
Direi che parlarne apertamente con loro potrebbe significare solo la
fine di una bella amicizia.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
DEPRESSIONE CON RISVOLTI PARANOICI
Una mia amica sta frequentando un ragazzo di 30 anni che da qualche
anno soffre di depressione con risvolti paranoici.essendo in atto un
inizio di innamoramento da parte del ragazzo che stravede per mia
nipote e la vorrebbe sposare,chiedo di conoscere a quali rischi va
incontro e quali sorprese una tale malattia può riservare per il
futuro e se sia possibile ipotizzare una totale guarigione visto che a
tutt'oggi dopo svariate cure e sedute con psicologi e psichiatri il
problema ancora sussiste.soggetti simili sono idonei ad assumere tutte
le responsabilità del matrimonio? BG
Carissimo BG,
Una depressione con risvolti paranoici, detta in parole semplici, è
una forma di depressione in cui il soggetto perde fiducia nella vita e
soprattutto se la prende con gli altri, tendendo a vedere in altre
persone la causa dei suoi mali. Naturalmente questa malattia può
essere molto grave e rientrare nei casi trattati dalla psichiatria, ma
può anche essere un momentaneo sentimento di depressione con qualche
tratto di aggressività. Bisognerebbe capire il livello di gravità
della depressione e dei risvolti paranoici accusati da questo ragazzo,
da quanto tempo ne soffre, se è soggetto a ricadute, quale è stata la
causa scatenante della malattia e quali terapie ha finora seguito.
Purtroppo, caro BG, mancandomi tutti questi dati, qualsiasi cosa le
dicessi, la dovrebbe prendere con le molle ed allora, preferisco
evitare di fare diagnosi a distanza…
Dott.ssa Giuliana Proietti
NON MERITA L'AMORE
Ho scoperto Psicolinea pochi mesi fa, leggo regolarmente le
risposte che Lei fornisce e mi piace molto il Suo stile. Perciò vorrei
chiederle un consiglio. Da quasi due anni stavo con un ragazzo
(all'incirca mio coetaneo), che mi ha lasciato da poche settimane
adducendo una motivazione che non mi piace affatto. Dice che non
merita di essere amato e che per questo non se la sente di avere a che
fare con un'altra persona così da vicino, non riesce a gestire l'idea
di una relazione. Perciò ritiene meglio per se stesso il condurre una
vita da "lupo solitario", come la definisce lui. Mi ha detto che io
non ho colpe, che non ce l'ha con me, ma che dipende solo da lui. Ha
detto che non vuole assolutamente smettere di vedermi perché mi vuole
bene. Anche se sostiene che io sono la persona cui é più legato al
mondo, non riesce a sopportare di essere così vicino a qualcuno. Ci si
sente stretto. Ha paura del futuro, dei problemi che potrebbero
nascere.
Ho la sensazione che voglia sempre scappare, non da me in particolare,
bensì da qualsiasi cosa non si senta di poter affrontare. Si nasconde
in una sorta di rifugio al quale non concede a nessuno di avvicinarsi.
Premetto che all'inizio é stato lui a convincermi a metterci insieme,
e ci é riuscito grazie all'entusiasmo che mostrava per questa storia.
Secondo me dietro a questa sua decisione di voler restare solo c'é il
trauma che ha subito una decina di anni fa a causa del terribile
divorzio dei suoi genitori (che sono stati tanto incoscienti da
scaricare su di lui tensioni e responsabilità). Da allora lui ha
condotto un'esistenza il più isolata possibile, appena maggiorenne se
ne é andato a vivere per i fatti suoi, ha pochissimi amici e mantiene
con i suoi genitori rapporti cordiali ma radi e freddissimi.
Forse devo davvero rispettare la sua scelta e lasciarlo andare. Però
mi
sembra molto triste che una persona di ventisei anni generosa e
intelligente si autocondanni alla solitudine, per paura dei
sentimenti.
Perciò vorrei poterlo aiutare a superare questa sua paura, anche
perché io sono molto sicura del mio amore nei suoi confronti e mi
dispiace davvero buttare all'aria una storia a cui tenevo (e tengo)
tantissimo. Quando mi dice che non merita di essere amato soffro anche
io. Vorrei poterlo aiutare, ma non so davvero come fare. Ho cercato di
essere paziente e comprensiva, ma temo che queste cose da sole non
bastino. Però so che non accetterebbe mai di sottoporsi ad alcun tipo
di psicoterapia o robe del genere.
Perciò vorrei sapere cosa posso fare io nel mio piccolo per poterlo
aiutare. Mi domando anche se non sia invece il mio punto di vista ad
essere sbagliato, forse davvero lui non ha bisogno di nulla e sono io
ad aver commesso qualche grave errore che giustifica questo suo
atteggiamento, non so. Non so più cosa pensare.
La ringrazio tanto per la sua attenzione e il tempo che mi ha
dedicato.
Cordiali saluti,
LisaB.
Cara Lisa,
Grazie anzitutto dei complimenti, ma veniamo a lei. Credo che la cosa
migliore da fare sia cercare di capire perché lui si sente così. Dice
infatti che non merita amore, che è un lupo solitario, che non può
sentirsi stretto in un rapporto, ma non ci spiega il perché... Cosa lo
spaventa in particolare? Che sensazioni prova? Perché si sente bene
solo quando è da solo? Perché, dopo aver investito tanto in questa
storia, ora si ritrae? Lo spaventano ulteriori responsabilità, dopo
quelle che gli hanno scaricato i suoi genitori? Ha progetti diversi
per il suo futuro? E' depresso? Soffre di fobie? Ha dei sensi di
colpa?
Insomma, cara Lisa, se lui andasse in psicoterapia e raccontasse la
sua storia così come lei me l'ha descritta, queste sono le aree che lo
psicoterapeuta cercherebbe di indagare, al fine di poterne trarre
delle conclusioni e di poterlo aiutare. Nel suo caso, aiutarlo senza
capire di cosa soffre, ritengo sia veramente difficile.
L'unica cosa che posso consigliarle, se lei tiene a questa storia, è
la pazienza : dopo un periodo di riflessione infatti, il ragazzo
potrebbe tornare da lei e questa volta in modo definitivo, dopo aver
affrontato e magari risolto alcuni suoi dubbi personali che gli
impedivano di vivere serenamente.
Non giochi però a fare l'infermiera o la psicologa: in amore questi
comportamenti non pagano! L'unica cosa che potrebbe ottenere è una
dilazione temporale di questo stato di crisi e di incertezza, visto
che avere problemi psicologici consentirebbe al suo ragazzo di avere
dei benefici secondari, quali la sua disponibilità e la sua infinita
comprensione.
Si mostri dunque ancora interessata a lui, ma nel frattempo gli
dimostri di poter vivere (bene) anche senza di lui. Auguri!
Dott.ssa Proietti
UNA STORIA NON UFFICIALE
Gentile Dottoressa, vorrei da lei un consiglio su una storia che
sto vivendo. Ho 27 anni e da due anni frequento un ragazzo della mia
età. La nostra storia non è mai stata ufficiale nel senso che lui è
sempre stato un po' titubante dicendo che non se la sentiva di
impegnarsi in un rapporto "serio". Per un po' di tempo è andata bene
anche a me la situazione. Vorrei precisare che insieme stavamo molto
bene, parlavamo di tutto, ci divertivamo, c'era passione, riuscivamo
sempre a superare i problemi e le difficoltà . Quando però lui ha
iniziato a capire che per me la storia stava diventando troppo
importante e mi stavo innamorando di lui ha troncato bruscamente
dicendomi che i suoi sentimenti non erano abbastanza forti affinché
lui si impegnasse, che pensava di non essere innamorato perché secondo
lui l'amore è fatto di emozioni forti che con me non provava. Vorrei
anche precisare che noi due condividiamo la stessa compagnia di amici
perciò abbiamo continuato comunque a vederci in compagnia anche se le
relazione era finita pur non avendo nessuna interazione. Io ho
sofferto tantissimo, a maggior ragione appunto per il fatto che dovevo
sempre incontrarlo quando uscivo. Questo è successo a settembre, a
novembre sono venuta a sapere che era uscito per un po' di volte con
una nostra amica. Sono andata su tutte le furie ci siamo scontrati
pesantemente e lui ha sofferto tantissimo. Ha chiuso la mini-relazione
con l'altra persona e si è sempre più riavvicinato a me finché abbiamo
ricominciato ad uscire insieme. Lui era pieno di buoni propositi ha
detto che avrebbe fatto di tutto per far andare la storia, che gli ero
mancata, che si era sentito spento senza di me. E' andato tutto bene
da quel momento la coppia era come rinata abbiamo ricominciato a
conoscerci. Abbiamo passato un capodanno stupendo insieme e io sono
sicura che lui era veramente felice. Dopo tre giorni mi ha di nuovo
parlato ribadendomi ancora i concetti dell'altra volta dicendomi che i
suoi sentimenti non sono abb forti, anche se è tantissimo legato a me
e mi vuole un gran bene, cosa di cui sono sicura. Mi ha completamente
spiazzata. Mi aiuti lei a capire. E' possibile provare sentimenti
tanto profondi ma non essere innamorati? La sua è paura di
impegnarsi., la quale gli impedisce di liberare i suoi sentimenti o
non è veramente innamorato?Perché ogni volta che ci avviciniamo un po'
di più lui scappa?Come devo comportarmi adesso io con lui dal momento
che DEVO essergli amica? la ringrazio Cancro 75
Cara Cancerina,
è molto difficile distinguere una profonda amicizia da un
innamoramento, almeno quando questo non è più allo stato nascente.
Dopo più di due anni che dura la vostra storia, è naturale che ci sia
un cambiamento nel modo di vivere un amore. Del resto, l'amore nel
tempo diventa appunto complicità, amicizia, stima, solidarietà, e
tanto altro ancora. Ma più cambia nel tempo e meno somiglia all'amore
iniziale. L'importante, perché un amore duri, è che il vuoto lasciato
dalla passione iniziale svanita, sia riempito da tutto quel che
precede. Se così non è, la storia è destinata ad appassire. Provi
anche lei a frequentare gente diversa ed uscire con altre compagnie:
potrà esserle utile per capire se lui le è così indispensabile, oppure
era solo abitudine.
Saluti ed auguri
Dott.ssa Proietti Ancona
STRANA DISINIBIZIONE
Sessualmente sono molto disinibit..., questo piace a chi vive con
me, ma dopo che è successo di tutto sessualmente,mi riaddormento e mi
risveglio io che non ricordo niente, con i miei dolori e amareggiat...
di non ricordare niente .nemmeno di aver goduto o no. C'è qualcuno con
un caso simile?Si può guarire?Con che metodi?Ci possono essere delle
conseguenze?AIUTATEMI VI PREGO.n.b. vi chiedo scusa per le parole
incomplete ma ho paura di espormi.
ciao da an.
Caro/a AN (a caro anconetano/a),
Lei sicuramente sa che internet consente la privacy più assoluta,
permettendo anche di esprimersi con identità diverse e comunque non
riconoscibili. Avrebbe potuto scegliere un nick name, come peraltro
consigliamo noi stessi nella e-mail apposita, e nessuno la avrebbe
riconosciuta, senza il bisogno di mettere i puntini di sospensione. Ma
questo lei lo sa benissimo. Questo comportamento mi porta a pensare,
ma è solo un ipotesi, naturalmente, che le sue incertezze sessuali
possano non riguardare solo questa mail, ma la sua vita, la sua
persona. Forse è per questo che quando fa 'di tutto' da un punto di
vista sessuale non riesce fino in fondo a capire se ciò le piace
davvero o meno: in quei momenti una parte di lei, maschile o
femminile, che lei non vuole conoscere, o meglio ri-conoscere, viene
annullata, annichilita, dai suoi meccanismi di difesa inconsci, così
da costringerla a vivere in questa situazione di incertezza e di
dubbio esistenziale.
Il suo è uno di quei casi in cui una psicoterapia è d'obbligo, se
vuole riacquistare equilibrio e consapevolezza.
Le faccio i migliori auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
UN MOTIVO PERSONALE
Gentile dottoressa Proietti, sono R e le scrivo per un motivo
personale.Tra agosto e settembre ho sofferto di ansia, sintomi
psicosomatici e ipocondria e credo che la causa di ciò sia l'ansia da
separazione, perché i sintomi sono scattati questa volta per la
partenza di un amico che credevo (senza motivo) non avrei più rivisto
e 4 anni fa per la fine di una storia ho sofferto delle stesse cose,
ma molto più intensamente per 2-3 mesi. Ora mi chiedo se devo fare una
psicoterapia per risolvere questo problema.Crede che
dovrei farla anche se da più di un mese non ho più questi sintomi?
Quello che vorrei ora è solo "voltare pagina", ma intraprendere una
psicoterapia per me significa rimanere con la testa in quel periodo...
e non so se ne ho più la forza e la voglia... vorrei solo ricominciare
la mia vita di prima: allegra, spensierata, "impegnata", orientata al
futuro!Nel caso me la consigli, per questo tipo di problema i tempi
sono lunghi (indicativamente) e i costi? Sarebbe più adatta una
psicoterapia ad indirizzo cognitivo o psicodinamico? E' possibile
"risolvere " con una psicoterapia "breve"?Spero mi risponda
presto....La ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti
R
Cara R,
In alcuni periodi della vita è assolutamente necessario rivolgersi ad
uno specialista e cercare di districare un po' la matassa della
propria esistenza per comprendersi meglio, per imparare ad accettarsi
e soprattutto a valorizzarsi, ma non credo assolutamente che la
psicoterapia sia la panacea di tutti i mali. Se così fosse Freud per
primo avrebbe dovuto guarire dalle sue numerose fobie e personaggi
come Woody Allen dovrebbero essere dei mostri sacri di saggezza,
salute e benessere. Non mi sembra che sia così.
Nel suo caso, essendosi il problema risolto da solo, da più di un
mese, fa più che bene a voltare pagina e a non pensarci più! Qualora
in futuro le dovesse ricapitare una situazione simile, che dovesse
prolungarsi oltre i tempi da lei già sperimentati, allora si,
certamente, le consiglierei di intraprendere una psicoterapia.
Quanto al tipo di psicoterapia, se questa è focalizzata sulla
necessità di curare in fretta un particolare sintomo (ad esempio una
fobia), certamente la strada migliore è quella della terapia
cognitivo-comportamentale, che è una psicoterapia breve e che dura in
genere 10-20 sedute, con costi limitati.
Se invece lei non vuole curare un sintomo, ma mettersi totalmente in
discussione, per cercare in profondità le radici del suo disagio,
allora niente è più arricchente di una psicoanalisi freudiana o
junghiana. Il rovescio della medaglia è certamente il tempo (7-10
anni) e soprattutto i costi.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
SEMPRE IO A CERCARLO
Ciao, sono Giovanna e da un anno ho una storia con un uomo di 40
anni, lui è sposato ed ha una figlia. Il problema è che non so che
fare...perché sono sempre io quella che lo cerca, lui anche se sta
male non lo fa capire aspetta che sia sempre io a cercarlo. Adesso non
lo sento da un mese,ma ci vediamo spesso e non mi stacca gli occhi da
dosso...ora sono in crisi perché non so se telefonargli o aspettare.
Aiutami. Ho25anni.
Giovanna
Cara Giovanna,
Le donne sono sempre tentate di mettere il sentimento e la poesia
anche nelle storie più carnali e materiali che ci siano. Il fatto che
lui ti desideri significa indubbiamente che gli piaci, ma ciò non vuol
dire che lui provi del sentimento, dell'interesse, che vada oltre gli
aspetti sessuali. E' più che probabile che questa storia con te non
faccia assolutamente parte dei suoi progetti di vita. Forse lui non ti
cerca mai perché sa bene che presto lo farai tu e questa attesa, fatta
di sguardi e ammiccamenti, lo eccita e magari lo aiuta anche a
rinverdire le fantasie erotiche, quando è in intimità con la moglie.
Traduzione: lascialo.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
ABITUDINI SESSUALI
Buon giorno dottoressa, nel momento in cui escono i problemi, uno
si ricorda di tutto quello che ha sentito e pensa magari di poter
applicare nel proprio caso personale. Mi riferisco al fatto che ho
ascoltato i suoi interventi a Radio Arancia di qualche tempo fa ed in
particolare dell'applicazione dell'ipnosi nelle sedute psicologiche.
Veniamo al dunque, in ricordo di questo le volevo chiedere se con tali
terapie si possono curare delle abitudini sessuali, così sono state
definite da urologi e sessuologi che ho contattato. In pratica i miei
rapporti sono particolarmente veloci e questo sarebbe derivato dalle
abitudini maturate negli anni di matrimonio; dopo tempo mia moglie mi
ha fatto capire questo disagio che oggi mi condiziona la vita; secondo
alcuni ci sono delle tecniche che potrebbero aiutarmi, ma non ho tempo
da dedicarci, inoltre la mia compagna vuole accettare questa che
secondo lei è la sua croce. Lei ritiene che in qualche modo possa
essere aiutato dal tipo di terapia che ho accennato o ha degli altri
suggerimenti ?? Grazie.
FA
Caro FA,
Sinceramente non credo di aver capito la domanda fino in fondo, in
ogni caso proverò a risponderle. Credo che l'ipnosi in questo caso non
possa proprio aiutarla, perché qui si tratta di cambiare appunto
abitudini sessuali, e per cambiare delle abitudini ci vuole piuttosto
lucidità e volontà. Se ad esempio questi suoi comportamenti sessuali
un po' veloci sono dovuti alla poca attrazione sessuale nei confronti
di sua moglie, allo scarso feeling fra di voi o ad altro, c'è da fare
una terapia di coppia, se invece queste sue 'abitudini' sono dovute a
problemi organici o psicologici personali, deve rivolgersi o ad un
medico o ad uno psicologo.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
NON LA CONOSCEVO
Sono un ragazzo di 18 anni e sono fidanzato da quasi 3 mesi con una
ragazza di 17 anni. Praticamente io non l'avevo mai conosciuta. Un mio
amico me la fece conoscere e nel giro di 3 giorni fatti di
parlate,passeggiate, ci siamo messi insieme. Forse un pò presto, visto
che non conoscevo il suo carattere! Dopo il 1° mese che stavo con lei
l'ho scoperta piano piano. Quello che mi ha sorpreso di più era il suo
carattere. Prima di tutto devo dire che è figlia unica. Un primo fatto
che ho odiato e che non ho mai ho mai detto a lei era il fatto
che andavo a casa sua come se fossi un parente. Ho da aggiungere che
questa è la prima mia storia con una ragazza. Allora io , vedendo che
a lei faceva piacere, andai a casa sua. Questo poi accadde anche altre
volte. Poi un giorno, mia madre venendo a sapere di questo fatto se la
prese un poco affermando che era sbagliato che io andassi a casa sua.
In seguito anche lei venne a casa mia perchè lo voleva lei. E io dissi
a mia madre che sarebbe venuta una mia amica.Quando venne a casa
mia all'inizio andò bene ma dopo quando mia madre vide che stava
ancora a casa, allora disse : Ma lo sai che se fosse stata mia figlia
non l'avrei fatta mai venire?!, e poi mi predicò sul fatto che era
scostumata perchè stette a casa per 8 ore dicendomi : neanche se fosse
tua moglie!!. Allora io la ignorai (forse sbagliai). Poi
successivamente dissi alla mia ragazza una mezza cosa su questo fatto
e cioè che mia madre non voleva che io andassi a casa sua e allora la
sua reazione(della mia ragazza) fu di tristezza! Qualche settimana
dopo mi chiese da furba in modo molto sensibile che voleva stare a
casa mia! E anche quel giorno stette a casa per 8-9 ore e mia madre me
le disse!!Quando ne parlavo con un mio amico anche lui mi diceva che
avevo sbagliato a portarla a casa mia! Io mi sentivo e mi sento
disorientato. Poi siccome sappiamo che tutti e due siamo vergini
allora quando veniva a casa mia mi faceva anche qualche preliminare
quindi proprio tanto male non mi faceva! Questo fatto insieme ad altri
mi ha un pò scosso. Altri fatti sono: ad es. il fatto che non si pone
mai il problema di pagare quando andiamo in un bar, in un locale, in
una pizzeria come se io avessi lo stipendio! ha degli atteggiamenti da
bambina che io odio sentendoli spesso. Comunque ultimamente, saranno
questi motivi, ma non vedo più in lei quell'amore che vedevo nei primi
giorni e settimane. Cosa devo fare? Come mi devo comportare? Vi prego
tanto di rispondermi !
Mirko
Caro Mirko,
Effettivamente mi sembri un po' confuso e soprattutto non capisco se
questa confusione dipende da tuoi sentimenti contrastanti su questa
ragazza, oppure da ciò che ti dice tua madre sul suo conto. Infatti,
ti lamenti che ti abbia fatto andare a casa sua: perché ci sei andato
se non lo volevi?; perché ti lamenti se lei si trattiene troppe ore a
casa tua? Se è inopportuna o invadente, se questa cosa dà fastidio a
te o ad altri, puoi sempre cercare di farglielo gentilmente capire.
Perché continui a pagare tu per lei se non hai uno stipendio? Diglielo
! E' una cosa ormai del tutto normale pagare alla romana. Insomma, il
mio parere è che a te stare con questa ragazza non ti dispiace
affatto, anche perché i suoi 'preliminari', come dici tu, 'proprio
male non ti facevano...' Prova a parlarle con sincerità, cerca di
vederla fuori di casa, non fare impicciare tua madre di cose che al
momento non la riguardano e non andare più a casa di lei. Se ciò
nonostante questa persona continuerà a non interessarti più, lasciala
(con le buone maniere e senza chiedere consiglio ad altri che a te
stesso!) Saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
PROBLEMATICHE DI COPPIA
Gentile dottoressa, vorrei chiederle delle informazioni sulle
problematiche di coppia.
Sono fidanzata da 3 anni con un ragazzo, ma non viviamo nella stessa
città.
Ho avuto un'infanzia e una vita difficile che mi ha molto condizionato
e che ancora mi fa vedere tutto nero al punto che prima di conoscere
questo ragazzo sono andata dal uno psichiatra per colpa degli attacchi
di panico.
Il mio Ex, non mi amava mi criticava di continuo, guardava e ammirava
tutte tranne me, ma quando decisi di lasciarlo lui mi minacciò di
suicidarsi. La mia famiglia invece è particolarmente instabile e pone
in me il suo sostegno affettivo ed economico, alla fine sono esplosa e
ho avuto degli attacchi di panico. Così andai da uno specialista che
mi aiutò a lasciare serenamente il mio ex fidanzato, e mi esortò ad
andarmene di casa. Gli attacchi di panico passarono ed essendo le cure
molto costose poichè stavo meglio decisi di non andare più. Una cosa
però mi è rimasta dalla psicoterapia la consapevolezza che la
sofferenza è dentro di me e molte volte sono io a vedere tutto nero o
a cercare di provocarmi degli avvenimenti negativi.
Così sono fidanzata da tre anni con un ragazzo di un'altra città. Da
circa un anno siamo in attesa del mio trasferimento. Lui ha comprato
le casa e io i mobili, ma qualcosa dentro di me non va.
Soffro, sento come un logorio interiore e non so più distinguere se
sono io e il mio pessimismo cosmico, o se è il normale corso degli
eventi.
Quando conobbi il mio attuale ragazzo, non lo notai ma lui si innamorò
subito di me e iniziò una corte sfrenata. Non ostante abitavamo
lontani lui non mi lasciava mai in pace, così accettai di conoscerlo
meglio fino ad innamorarmene. Dopo alcuni mesi, in cui iniziai a
viaggiare per incontrarlo nei fine settimana, lui confessò di essere
fidanzato da otto anni e di aver perso la testa per me. Gli chiesi di
scegliere, ma la scelta non fu drastica ne immediata, alternava il ti
amo troppo al non posso farle questo....fino al punto che lei si
stancò di questa situazione e si lasciarono definitivamente. Lui disse
e dice ancora che io sono la ragazza con cui è stato meglio nella sua
vita ,che con me si sente se stesso, che gli do sicurezza e lo rendo
forte e sicuro. Dice che con me può essere se stesso e gestire le sue
emozioni, mentre delle ex ragazze ne era succube.Infatti da quando sta
con me ha avuto il coraggio di lasciare amici e lavoro che non gli
piacevano, non solo, con i miei consigli è migliorato nell'aspetto e
la sua carriera va a gonfie vele, al punto che non lo riconosco più.
Mi sembrava un timido ragazzo un po' sfortunato e pure un po' goffo, e
me lo rivedo vanitoso, sicuro di se, e in carriera....io sono rimasta
uguale...sfortunata....con la famiglia che mi opprime....e ora
spaventata dalla trasformazione del mio ragazzo.
Una volta che il mio ragazzo ha lasciato la sua ex io ero il centro di
tutto il suo mondo ,sembrava che pendesse dalle mie labbra....Ora è
così sicuro di se che mi spaventa. Mi sembra di non conoscerlo più e
non sono più sicura dei suoi sentimenti.
Si guarda intorno, e si lusinga tanto dalle attenzioni altrui in
specie da quelle femminili. La sua carriera lo sta portando molto in
alto e molte donne che prima non lo guardavano ora lo rincorrono.
Sembra che ovunque vada abbia successo. Il problema è che mi sento
destabilizzata, ne soffro e temo di perderlo. Ha sempre avuto dei
momenti in cui mi stava attaccato e dei momenti in cui lo sentivo
lontanissimo, in questi anni ci sono sempre stati questi momenti, ma
ora mi sento sempre in allarme, ho la sensazione che lui si guardi
sempre intorno, sto diventando gelosa e diffidente di tutti e di
tutte. In realtà è vero sembra che lo sport nazionale non sia più il
calcio ma fargli notare più donne possibile davanti a me come se io
non ci fossi. Questo avviene di continuo persino le mie amiche gli
fanno un po' il filo....con due ho addirittura rotto l'amicizia. Però
con il tempo mi sono interrogata su questo fatto e mi sono resa conto
che lui sta sempre al centro dell'attenzione non solo perché è carino
e molto simpatico ma anche perché lui si diverte. Più lo mettono in
mezzo e lo fanno sentire importante e più si diverte. Ho provato a
parlagli e ne ho palato anche con le amiche. Lui dice che scherza e
non pensa ne di trascurarmi ne di ferirmi ma che se questo mi da
fastidio ci farà attenzione. Ho chiesto alle mie amiche cosa ne
pensano così mi hanno risposto che parlano con lui in quel modo perché
lui sta allo scherzo, e che è vero che si fanno battute a doppio senso
e si scherza ma lo fanno egoisticamente senza pensare al male ma solo
al divertimento del momento . Loro dicono che nei loro casi i loro
fidanzati stanno un po all'ombra come io sto all'ombra del mio ma se i
loro fidanzati ci restassero male come ci resto io certamente
farebbero più attenzione.
Dopo che abbiamo parlato ho notato che lui ha mostrato un certo
distacco dalle compagnie femminili, ma ora ho la sensazione che si
annoi....lo vedo li in un angolo....che si guarda intorno .
Così mi rendo conto che non gli basto. E vero questo atteggiamento può
sembrare egoista, ma io lo vedo ogni 15 giorni solo il fine settimana.
E' possibile che a lui non basto vedendomi per così poco tempo?.Io
penso che vedendoci così poco io lo vorrei tutto per me , invece lui
vorrebbe svagarsi e divertirsi. Farsi bello e sgallinare un po con chi
gli presta attenzione. C'è da dire che quando non ci vediamo lui non
esce quasi mai. Cosa c'è di sbagliato ?Io non capisco sono io famelica
di attenzioni? Lui è in cerca di qualcosaltro e io non voglio
accettarlo ?Lui dice che io lo fraintendo, che lui è innamorato di me
e che con me sta bene e si sente se stesso, ma non riesco a placare
questo stato d'animo di ansia interiore.
Sono io che sto cercando il mio malessere ?. Come si evolve una
coppia, perchè non sono più il certo dei suoi interessi ,ma c'è se
stesso? .Perché vedendoci così poco, non mi rimane attaccato e
preferisce vantarsi dei suoi successi con chiunque ?. Perchè da solo
con me legge e dorme, ma se arriva qualcuno al di fuori dalla mia
cerchia si illumina?. Quali sono i segnali di un disinnamoramento e
quando è un distacco normale ?, se è vero come dice che mi ama perchè
questa sensazione di preallarme non cessa mai ?. Ieri mi ha detto che
il fatto che io mi devo trasferire è un grande impegno e un po ne ha
paura, mi ha detto che non si sente pronto per un matrimonio ma vuole
convivere. Io ovviamente ho sentito questo come sintomo di insicurezza
affettiva, poi quando mi ha visto rattristarmi, ha detto che non
capisco niente e che lui è innamorato di me....devo proprio aspettare
di vivere tutto per avere delle risposte ?lo so che non esiste la
sfera di cristallo, ma vorrei capire come si evolvono le relazioni
amorose e come posso fare per uscire da questo stato d'ansia che mi
pervade....Scusate le lunghissima lettera e se vorrete rispondermi, ne
sarò lieta e vi ringrazierò tantissimo.
A presto Stella
Carissima Stella,
Lei per questo ragazzo è stata, ed è, un vero punto di riferimento,
una certezza, una presenza cui potersi rivolgere in qualsiasi momento.
E' lei che gli ha dato la forza, che lo ha fatto diventare simpatico e
brillante. Se lui è quello che oggi è c'è un'unica responsabile: lei!
Ne sia fiera.
Questo significa che lei è una ragazza ricca interiormente, forte,
piena di energie, tanto da trasformare un ranocchio in un principe.
Quello che ora deve fare è utilizzare queste sue risorse per sé
stessa, cercando di trasformare anche la piccola fiammiferaia in una
bella principessa. Nei giorni che non lo vede, si dia molto da fare,
per migliorarsi in tutti i sensi: si curi nell'aspetto, coltivi i suoi
hobbies, legga un bel libro, vada al cinema, faccia delle belle
passeggiate ecc.
L'obiettivo è quello di affrancarsi da questa nuova dipendenza
affettiva.
Lei deve avere piacere a stare con il suo ragazzo perché gli vuole
bene e non perché teme di perderlo, o perché è gelosa del suo successo
e delle sue amiche.
Detto questo, direi che le sue amiche non sono molto cortesi con lei:
da quanto ho capito le avrebbero detto che se i loro fidanzati
chiedessero loro di essere meno spumeggianti in società, loro lo
farebbero... Il fatto che, implicitamente, glielo abbia chiesto lei,
non è sufficiente per far loro assumere un atteggiamento più
amichevole e rispettoso nei suoi confronti?
Faccia come ha fatto lui: cambi giro!
Quanto alla convivenza o al matrimonio, non vedo il problema: cosa
cambia?
Se la coppia non funziona, oggi ci si lascia. E' meglio lasciarsi dopo
un matrimonio o dopo una convivenza? Mah... Cosa cambia?
Forse che un matrimonio offre maggiori garanzie?
Quello che conta non è una cerimonia in più o in meno, è la vostra
complicità, è il vostro amore.Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona
LEI MI HA LASCIATO
Gentile Dott.ssa Proietti
innanzitutto la ringrazio fin d'ora per l'opportunità. La mia storia è
questa: sono sposato da 18 anni con una donna meravigliosa ed abbiamo
un figlio di 11 anni. Tutto è filato liscio fino a quando non è
arrivato mio figlio. Mia moglie ha cominciato ad avere un
atteggiamento iperprotettivo nei suoi confronti, un atteggiamento
oserei dire quasi morboso. Le faccio presente che mia moglie è rimasta
orfana della madre quando aveva 5 anni e del padre all'età di 21.
Questo modo di fare è sfociato anche in frequenti episodi che avevano
come caratteristica, la mancanza di rispetto per le decisioni prese da
me nei confronti di nostro figlio, in particolare, questo succedeva di
fronte a lui. Tutto questo ha contribuito, sentendomi depauperato
della mia autorità di padre, ad un mio progressivo allontanamento
dalla mia famiglia. Non voglio addurre scuse alle mie azioni, perché
comunque mi sento responsabile, ma è solo per darle una motivazione
del mio comportamento. Ovviamente con il passare degli anni le cose
sono peggiorate, fino a che, 5 anni fa, mia moglie una sera mi disse
che non riusciva ad avere più rapporti sessuali con me perché aveva
dei problemi nei miei confronti. In quel momento non mi sono reso
conto che lei mi stava aprendo il suo cuore ma ho solo pensato che non
mi volesse più bene e mi sono sentito offeso come uomo.Stupidamente
non ho raccolto la sua richiesta di aiuto e mi sono chiuso in me
stesso come un riccio.Abbiamo da quel momento, cominciato a fare
ognuno vita a se. Dopo due anni circa, abbiamo riprovato a ristabilire
una relazione, sia dal punto di vista sessuale, sia comunicativo.
Purtroppo tutto inutile, perché lei si accorse dopo un po' che stava
facendo qualcosa che andava contro la sua volontà. Da parte mia ho
fatto qualcosa di cui ancora oggi mi vergogno e non riesco a
perdonarmi, e cioè, arrabbiato nei confronti di mia moglie per la sua
indifferenza per i miei sentimenti,
ho usato i soldi che erano anche i suoi, per cercare amore (quello
fisico) con le prostitute. Le sembrerà strano ma in quel momento
dentro di me, in parte la stavo punendo per il suo modo di fare, ma in
parte lo facevo perché non volevo un coinvolgimento sentimentale,
essendo tuttora innamorato di lei. Della mancanza dei soldi lei se ne
accorse ed io le confessai tutto. Non la prese certo bene, e come
risultato si tolse la fede. L'epilogo di questa storia ci fu circa un
anno fa, quando, cercando delle cose, trovai in casa la brutta copia
di una lettera di mia moglie nella quale si capiva, fin troppo bene,
che qualche tempo prima aveva avuto una relazione con un altro uomo,
(prima che io le confessassi di essere andato con le prostitute)
relazione che era durata circa quattro mesi e che lei con quella
lettera aveva troncato. In quel preciso momento mi sono reso conto
della gravità della situazione ed ho capito quanto ancora la amassi e
che la stavo perdendo. Non feci una scenata a mia moglie perché capii
che in parte, con il mio atteggiamento, l'avevo spinta tra le braccia
di un altro. Le chiesi di dare un'ultima chance al nostro matrimonio e
lei accettò. Sembrava che le cose andassero meglio quando invece, a
maggio di quest'anno, sentii per caso una sua telefonata con la
cugina, mentre le diceva che non aveva più intenzione di continuare a
vivere con me e che quindi voleva lasciarmi. Da quel momento in poi, è
stato un susseguirsi di episodi poco edificanti ed oltretutto negativi
per la tranquillità e la psiche di nostro figlio.Oggi mia moglie dice
di volermi un gran bene ma di non amarmi più, che
i suoi sentimenti nei miei confronti sono cambiati (non posso
darle torto) e che al momento ha solo bisogno di stare da sola per
riacquistare un po' di pace e di tranquillità, anzi, la mia presenza
le dà oltremodo fastidio. Ho cercato in tutti i modi di farle capire
che ognuno di noi ha commesso degli errori, ma non per questo siamo
delle persone cattive ed inaffidabili e che forse in un altro momento
potremmo tentare di tornare insieme, basando però il nostro rapporto
sulla stima e sulla fiducia reciproca, due cose che sono venute a
mancare purtroppo, ma lei adesso non ha nessuna intenzione di pensare
ad un eventuale tentativo, fatto ovviamente in un clima più sereno e
più disteso, ma vuole solo capire se le manco e se riesce a provare
ancora qualcosa per me. Le anticipo che in questo momento, lei non ha
un'altra relazione (me lo ha giurato sul figlio). Mi ha detto anche
che se non mi volesse più bene e non le importasse più nulla di me
sarebbe già andata da un avvocato per chiedere la separazione. Le
premetto oltretutto che abbiamo già parlato con nostro figlio, che
ovviamente aveva già intuito tutto, esponendogli la situazione e che
abbiamo bisogno di un periodo per starsene tranquilli per cercare di
risolvere i nostri problemi.Mi scusi se mi sono dilungato troppo ma
credo fosse necessario per farle capire la situazione.Il problema che
le sottopongo è questo: nonostante quanto le ho detto io amo ancora
mia moglie e mi danno ogni giorno che mi sveglio per quello che ho
fatto, ma soprattutto per quello che non ho fatto per salvare il
nostro rapporto e la mia famiglia. Ovviamente ho i problemi che credo,
tutte le persone che vengono lasciate hanno, e cioè, quello di
lasciare la donna che amo, perdere la quotidianità di mio figlio,
lasciare la casa dove ho vissuto per tanti anni ed oltretutto il
problema di trovare un alloggio preferibilmente vicino a lui per
poterlo vedere il più possibile.Non per ultimo, ho perso stima e
fiducia in me stesso, perché non mi credevo capace di fare certe cose.Cosa
mi consiglia di fare per cercare di affrontare nel migliore dei modi
questa situazione?Ed ancora: Crede sia possibile che una donna si
possa innamorare due volte della stessa persona, a patto ovviamente
che si vengano a creare le condizioni adatte?Pensa che ci sia ancora
qualcosa su cui basare un rapporto nuovo, o che tutto sia
irrimediabilmente perduto?La ringrazio anticipatamente e se in qualche
punto non fossi stato chiaro la invito a chiedermi ulteriori dettagli.
AM
Caro AM,
Leggendo la sua lettera ho avuto la sensazione che il vostro rapporto
di coppia sia fortemente asimmetrico : il potere in questa coppia ed
in questa famiglia è decisamente gestito da sua moglie e lei si
comporta come un adolescente.
Al di là del problema di coppia tuttavia, io vedo fortemente
minacciato il benessere di suo figlio, che a soli 11 anni si trova ad
essere un consulente di coppia, se non un giudice e non è escluso che,
a forza di metterlo in mezzo, dato anche il delicato periodo che di
maturazione personale che sta vivendo, possa assumere dei
comportamenti devianti o ammalarsi di qualcosa, in modo da darvi
preoccupazioni diverse e tenere unita la coppia. Dunque, attenzione!!!
Quanto a 'quello che lei ha fatto' direi che, per quanto non
particolarmente edificante, non è poi una cosa così mostruosa e sua
moglie tutto sommato è stata abbastanza comprensiva nei suoi riguardi.
Togliersi la fede è un gesto simbolico di una certa importanza, ma
poi, di fatto, continuate a vivere insieme e dunque indossare un
anello giallo o non indossarlo non fa tanta differenza. Del resto,
anche quando la fede la portava ancora, da quello che capisco, sua
moglie non si è fatta scrupolo di iniziare una nuova relazione :
dunque cerchi di evitare di comportarsi come colui che osserva ogni
albero, ma non vede la foresta.Secondo me poi lei è sicuramente
innamorato di sua moglie, ma ha soprattutto una grande paura, dopo
tanti anni, di doversi assumere delle responsabilità, di dover gestire
in prima persona la sua vita: quante camicie si deve comprare? cosa
dire alle insegnanti di suo figlio? come si cucina il sugo? E altre
cose del genere.
Dunque, cominciamo a chiamare le cose con il loro nome : la vostra
unione in questo momento non dipende tanto dall'amore, ma
dall'interesse reciproco di non perdere gli agi e le comodità che
avete, compresa naturalmente la possibilità di godere entrambi della
presenza costante e rassicurante di vostro figlio.
Il nuovo rapporto che dovete costruire deve basarsi su nuove regole,
che non c'entrano necessariamente con l'amore coniugale: il rispetto,
la tolleranza, la condivisione delle responsabilità, la fiducia, il
dialogo. Ognuno dei due dovrebbe porsi ogni giorno l'obiettivo di fare
qualcosa per l'altro, senza chiedere nulla in cambio, senza pretendere
'crediti' o far rilevare i 'debiti' dell'altro.
Sono sicura che in un clima più sereno vostro figlio e voi stessi
ritroverete un po' di armonia e piano, piano, anche l'amore tornerà,
anche se sarà un amore diverso, più maturo, più consapevole. Auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
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