CHIEDO DISPERATAMENTE AIUTO!
Salve! CHIEDO DISPERATAMENTE AIUTO !!!! esco da poco da una storia
lunga e difficile e qualche settimana fa ho conosciuto un ragazzo, in
occasione di un week-end tra amici. Tra noi è scattato subito
qualcosa, ci siamo baciati, abbiamo passato tutti e due i giorni a
guardarci negli occhi e sospirare... qualcosa che devo dire di non
aver mai provato col mio precedente ragazzo... inutile dire che mi
sentivo felicissima e tormentata allo stesso tempo e non pensavo
minimamente al fatto che dopo quel week-end ci avrebbero divisi ben
250 km di distanza ....( dimentico di indicare la nostra età: 23 anni)
non pensavo a niente, è incredibile.... sapevo che ci eravamo
scambiati i numeri del cellulare e... dentro di me forse sentivo che
lui mi avrebbe richiamata... Così è stato. Ci siamo sentiti per
telefono, e-mail, messaggi....lui me ne mandava anche 6 al giorno.
Abbiamo intrapreso una sorta di rapporto telefonico in cui io non
avevo paura a mostrare il mio amore, mentre lui, pur apprezzando,
confessava di non essere il tipo da paroline dolci e smancerie. Ora le
chiedo, cortesemente di sottoporre ad analisi frammenti della sua
ultima mail, che risale a 5 giorni fa...e dopo la quale non ho avuto
più sue notizie.
"Ciao Elisa. Questa sera ci siamo lasciati un po' male al
telefono.... so che avresti voglia di gridare, urlarmi in faccia quei
sentimenti che costringi a tenerti dentro. Ci conosciamo da poco,
eppure sembra già che tu mi conosca molto bene; ...hai scoperto i miei
difetti e nonostante questo sei ancora disposta a volermi bene.Non ti
importa della distanza che ci separa, nè se non ci possiamo vedere
tutti i giorni...... Ho fatto in modo di nascondere quei pochissimi
lati buoni che ci sono in me e credimi ci sono riuscito benissimo...sono
solo stato un mostro in questi giorni, un mostro che non sono io, un
estraneo scomodo a me stesso perchè, anche se poco, c'è del buono in
me! mi sono chiuso dentro una specie di guscio ricoperto da spine e
non esito a pungerti quando ti avvicini. Il motivo di tutto ciò non
riesco a spiegarmelo ma mi rendo conto che meriteresti molte più
attenzioni da parte mia. Forse hai proprio ragione dicendomi che sono
immaturo, non riesco a capire il valore di quello che ho fra le mani,
mi vedo fermo a una stazione di treni e proprio adesso ne sta passando
uno tutto per me. Non riesco a muovermi, lo vedo scorrere veloce
davanti a me e l' unica cosa che riesco a fare è quella di rimanere
fermo lì ad osservare! sono sicuro che quando sarà passato del tutto
lo avrò perso per sempre. Me ne accorgerò soltanto quando il vento
provocato dalla sua enorme e bellissima velocità mi avrà sfiorato la
faccia, quasi a toccarlo e rendermi conto che ormai non c'è più. In me
soltanto un dolce ricordo di qualcosa che non saprò mai che cosa
poteva significare per me! Ti chiedo, senza averne alcun diritto, di
non odiarmi e di darmi la possibilità di capire, riflettere e prendere
una decisione da comunicarti....... ti meriteresti parole almeno belle
quanto quelle tue. Scusami per la delusione! Ci sentiamo presto,
magari domani o fra due giorni, comunque con la voglia di sentirci.
Buona notte, Elisa."
Inutile aggiungere che non si è più fatto sentire, mentre io sto per
impazzire al pensiero di COSA posso mai avergli fatto per meritare
questo....2 giorni dopo la lettera ho provato a chiamarlo, ma a casa
non c' era. Ho chiamato senza fine al suo cellulare, senza mai avere
risposta alcuna...non si è nemmeno preoccupato di staccarlo....
INCREDIBILE IL SENSO DI VUOTO E DI ABBANDONO CHE HA LASCIATO IN ME
QUESTA ESPERIENZA...!!!! vorrei almeno capire. Un parere per me
autorevole ha ravvisato nella lettera una sorta di DOPPIA
PERSONALITA', vedendo in questo ragazzo una personalità al limite
della normalità. Un' altra spiegazione probabile, seppur poco
lusinghiera sarebbe che è un bugiardo e mi ha liquidato come meglio
poteva....LA PREGO DOTTORESSA, MI RISPONDA PRESTO, SONO ORMAI AL
LIMITE, MI HA SFIORATO ANCHE LA MENTE L' IDEA DI FARLA FINITA.......AIUTO!
Delusa
Cara Delusa,
Ma che doppia personalità, questo ragazzo è semplicemente un
opportunista! In quella situazione gli interessava mostrarsi in un
certo modo perché aveva capito che ti piaceva; ora ti mostra un'altra
parte di sé, che è quella di chi non è più interessato perché magari
si sta occupando di conquistare un'altra ragazza... C'è una cosa però
che mi ha particolarmente colpito nella lettera di lui: un parlare per
frasi fatte, un tentativo (maldestro!) di esprimersi con frasi 'ad
effetto' al limite della poesia; quando poi ti dice che meriteresti
parole belle quanto quelle che tu hai scritto a lui, fa proprio
pensare che si sia sforzato parecchio per apparire diverso da quello
che è. Forse ha paura di frequentarti perché teme di deluderti e
preferisce conservare del vostro incontro un bel ricordo.
Forse non ha tutti i torti.
Saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
MI MANCA L'ANIMA GEMELLA
Ciao il mio nome e Mario ho 16 anni vi scrivo per porvi il mio
problema io ho un carattere molto sensibile ed e per questo soffro
molto della mancanza di un anima gemella, insomma voglio dire che alla
mia età non ho mai avuto una ragazza, e per questo soffro molto mi
pongo molti problemi,nessuno mi vuole e alle volte vengo anche offeso,
una sera sono andato al cinema con mia cugina mia sorella e una amica
di mia sorella, questa ragazzina all' uscita
del cinema mi ha molto offeso dicendomi che ho 16 anni sono brutto
sono single questo a aggravato il mio stato d’animo creandomi altri
problemi e fissazioni vi prego datemi una risposta a questo problema
perché proprio a me? cosa devo fare per piacere forse calare un po’ di
peso visto che sono 100kg ma sono anche alto 175 ciao da
mario
Caro Mario
Ma dai, hai 16 anni ! Come si fa a dire ad un sedicenne che è un 'single'?
L'amica di tua sorella ti ha detto un mare di sciocchezze e l'unica
cosa che potresti fare di buono è dimenticartele tutte. Quello che
invece non mi sembra sciocco è ciò che tu hai pensato di te stesso:
forse dovresti calare un po' di peso. Per fare questo ti consiglio di
andare da un dietologo, dimagrire secondo i suoi consigli, cominciare
a fare un po' di sport e magari anche una scuola di danza moderna. Tra
qualche mese, quando sarai più in forma, invita l'amica di tua sorella
in discoteca e falle vedere chi sei!!! Coraggio...
Saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
UNA STRANA MATASSA
salve dottoressa, spero possa darmi una mano a sgrovigliare questa
strana matassa.
io: 30 anni, tipo normale: niente di pazzesco ma mai avuto problemi
con le ragazze, acculturato, estroverso - credo interessante - sempre
in giro a suonare e a fare il mio mestiere. lei: 24 anni,
meravigliosa, straniera. acculturata ma un pò fuori dal mondo, molto
bambina e immatura su certe cose, sebbene avantissimo su altre.
2000: storia d'amore pazzesca, improvvisa, intensissima, tanto che
dopo 5 mesi lei si trasferisce da me in Italia, prima in casa con i
miei poi in un appartamento a parte (dove io non vado per i motivi che
le spiego a seguire). cose belle poche, cose brutte tante. lei è
gelosissima, lei mi chiude in una gabbia, io mi sento male ma non la
lascio perchè temo di distruggerle la vita, e provo a mandare giù e a
ricostruire. io la mantengo, ma con quella incoscienza paziente con
cui si mantiene una bambina (che come approccio è molto diverso dal
'mantenere l'amante', non so se mi spiego), lei dipende da me in quasi
tutto. studia, e lavora poco. ma attende occasioni, e io con lei.
sviluppiamo una grande conoscenza reciproca, anche se litighiamo
sempre. mettiamo su casa, lei ci va, io no: prima di trasferirmi
voglio che le cose vadano bene. intanto, prima e durante, c'è amore e
c'è sesso, normale, anzi bello, (lei perde la verginità con me)
poi un giorno, di colpo, dopo l'ennesima scena di gelosia assurda e
immotivata (controlli del telefonino, delle lettere, di tutto... un
inferno!) mi scende un velo davanti agli occhi. quello che 24 ore
prima mi eccitava, dopo quasi mi disturbava... risultato: sempre meno
sesso. fino all'azzeramento. mai capitata una cosa così. da 100 a zero
in un giorno. boh. nel frattempo, raggiunto il fondo del barile anche
quanto a gelosia e a incomprensioni reciproche, a dicembre dello
scorso anno, dopo un piccolo viaggetto, incredibilmente l'affetto (ma
non la passione) ricomincia a salire. sono sorpresissimo. tempo un
mese e troviamo un equilibrio, certo ancora in evoluzione ma
equilibrato tanto da farmi ben sperare. niente sesso, complice anche
una sua candidosi forte. ma in realtà sopratutto per mancanza di
stimoli passionali. adesso anche suoi. io la capisco, perchè è
capitato per primo a me....
fino a un mese e mezzo fa: sento che le cose devono ancora cambiare,
ma la ripresa inaspettata (mesi e mesi di affetto e di serenità, di
grande feeling, anche senza sesso) mi fa tutto sommato sperare che -
dopo essere arrivati così in basso - ci serva solo tempo per
riprendere quota.
io sono un pò infedele. lei non lo sa nè lo sospetta. storie di sesso
e poco più, con vecchie amiche. niente di serio.
poi, la bomba. io sto via 15 giorni all'estero e quando torno la
scopro (dopo una serie estenuante di bugie, di pianti etc etc)
invaghita di un ventenne (!) con cui ha avuto rapporti sessuali
durante la mia assenza. non me lo dice. ma me lo confessa dopo che
qualche amico mi mette la pulce nell'orecchio e mi crea il 'caso'.
a quel punto, dopo una settimana di tensione pazzesca (mezze
confessioni, lei che mi prega "ricominciamo da zero" etc etc..) lei
confessa tutto. shock, per me. si dice 'presa' ma non innamorata
dell'altro, dà la colpa alla mancanza di sesso e passione nel nostro
ultimo anno, è confusissima. poco lucida, altalenante (a volte si
scusa, a volte mi accusa)
come reazione cerca un'indipendenza, lascia la casa (mia), prova a
trovarsi un lavoro, dice che la mia famiglia è stata invadente etc etc
etc.
poi scrive che le manco tanto, che è confusa, che mi vuole un mondo di
bene e che naviga a vista, perchè adesso è l'unica cosa che può fare.
dunque, cara dottoressa, come la vede? questa è la mia idea, ora: a me
manca follemente, però non ho alcun risveglio del desiderio (con altre
ex, invece, lasciarsi aveva avuto ottimi effetti da quel punto di
vista). insomma: la vorrei solo vicina, con quell'intimità che mi è
venuta meno di colpo e che mi rende tristissimo. non penso al sesso.
poi: sono ferito e umiliato. non so davvero se la rivorrei o meno. so
che vorrei vederla intenta a ricostruire, a cercarmi, e invece sceglie
la solitudine e incontri occasioni con il ragazzo giovane. rigurgito
di immaturità? premetto che lei è così bella che nessuno le direbbe di
no... infatti mi fidavo per questo.
secondo lei (domanda pazzesca): io la amo ancora?
ora come ora io non presso in nessuna direzione, poichè non so quello
che voglio. magari, egoisticamente, vorrei poter essere io a decidere.
lei è spaesatissima. e mi fa tanta rabbia e tanta tenerezza. come una
bambina, appunto...
è il tipico caso in cui stavo male con lei e sto male senza. e se mai
tornassimo assieme, con il sesso come la mettiamo? cosa significa
quell'improvvisa repulsione?
che si fa? è recuperabile, per la sua esperienza di terapeuta?
grazie e scusi la lunghezza, ma sto maluccio e volevo essere
esaustivo...
luca
Caro Luca,
Perché se tradisce lei è un passatempo senza importanza e se invece
tradisce la sua bellissima straniera, lasciata senza sesso per un
anno, è un 'rigurgito di immaturità'? Perché se la sua ragazza fa
scenate di gelosia (per sua stessa ammissione, fondate!) è un inferno,
mentre se è lei che per una settimana intera chiede ed insiste per
avere una 'confessione', è cosa del tutto normale? Secondo me lei non
ha mai veramente amato questa ragazza, che l'ha attratta solamente
perché bellissima e straniera, oltre tutto anche vergine ed inesperta
della vita, così da poterla influenzare, ispirare, sorreggere,
addirittura 'mantenere'. Tutto questo ha accresciuto la sua autostima
e lei si è sentito 'un vero uomo'. Poi però la passione è svanita;
questo rapporto si è trasformato in una tenera amicizia. Certo, non
era il massimo, ma le sarebbe andato bene anche così, anche se
rimaneva fuori il soddisfacimento sessuale, da cercare altrove. Una
piccola seccatura. E invece che succede? La bambina diventa grande,
cerca una strada per uscire dalla dorata gabbia nella quale aveva
consentito di essere rinchiusa: se ne va di casa, si cerca un lavoro,
non vuole più essere mantenuta e per di più si mette con un ragazzo
più giovane... Credo che, ora come ora, lei non stia affrontando
nessuna struggente passione d'amore, ma solo una terribile ferita
narcisistica. Non penso lei sia ancora innamorato di questa ragazza,
anche se le vuole sicuramente un mondo di bene. Per questo la lascerà
libera di volare fuori della gabbia, non è vero?
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
UN PARERE
Salve,
sono una ragazza di 23 anni, vi scrivo per avere un parere sul
comportamento del mio ex-ragazzo (ha 22 anni). Un mese fa, dopo un
anno e mezzo di relazione abbastanza seria, il mio ragazzo ha deciso
di lasciarmi in quanto confuso sui suoi sentimenti per me e sulla sua
vita. Nonostante però mi abbia lasciata lui dice che sono la persona
più importante della sua vita che mi vuole molto bene che vorrebbe da
me una relazione meno impegnata dove lui non si senta obbligato nei
miei confronti. Inoltre due giorni prima di lasciarmi ha visto un film
Beautiful Mind che parla di un genio matematico schizofrenico e lui è
rimasto molto colpito da questo film tanto che si è documentato sui
sintomi della schizonfrenia e pensa di essere un po' malato dice di
essere un po' pazzo.
Sua mamma è malata di mente non so che tipo di malattia abbia so solo
che le manca la seratonina e prende dei farmaci, la sua famiglia ho
sempre notato che non era delle più normali, la sua casa è molto
disordinata e sporca. Lui è un ragazzo moto introverso dice che ogni
tanto ha delle crisi ma che non sa spiegare neanche lui il problema
dice che lui è diverso dall'altra gente che lui vede i rapporti tra le
persone in modo differente dagli altri, ultimamente se si parla di
qualche argomento che a lui non va alza la voce.
Gli ho detto che penso che in questo periodo pensi solo a sé stesso,
lui ha detto che è vero. Vorrei sapere cos'ha come posso aiutarlo se
devo rivolgermi a qualcuno e se è il caso, sono molto triste per
questa situazione, attendo una Vostra risposta, ringrazio in anticipo.
Lella
Cara Lella,
Quello che lei può fare è ricordare al suo ex ragazzo che è sbagliato
farsi delle auto-diagnosi. Spesso, così facendo, si incorre nel
pericolo di documentarsi dettagliatamente su malattie che non ci
riguardano, per poi autoconvincersi della presenza di una
sintomatologia acuta ed evidente su di sé.
Questo accade specialmente se si è ipocondriaci, cioè ossessionati
dalla paura di ammalarsi : si cominciano a sentire tutti i sintomi
possibili e tutte le diagnosi negative vengono attribuite
all'incapacità del medico di riconoscere i sintomi o di proporre esami
clinici all'avanguardia.
Non so se questo può essere il caso del suo ragazzo, che potrebbe
essere stato traumatizzato dalla malattia della madre sin dall'età
adolescenziale e che potrebbe ora vivere una situazione di incertezza
a causa della visione di questo film, che evidentemente lo ha
coinvolto emotivamente, ricordandogli qualcosa che comunque gli
appartiene (anche se questo non significa automaticamente che lui è
effettivamente malato)
E' anche vero che potrebbe essere biologicamente predisposto a tali
malattie mentali, ma i 'sintomi' che mi descrive non sono chiaramente
sufficienti per azzardare una diagnosi 'on line'.
Io le consiglierei dunque di invitare il suo ex ragazzo a visitare uno
psicoterapeuta o uno psichiatra, per rassicurarsi sul suo stato di
malattia.
Quanto a lei, cerchi intanto di guardarsi intorno, per capire bene
anche quello che sta succedendo dentro di lei.Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona
AMARE E NON AMARE
Gentiliss. Dottoressa, io ho un problema. Mi chiedo come sia
possibile amare un ragazzo e renderti conto che stai malissimo senza
di lui e, nello stesso tempo renderti conto che non ha le
caratteristiche per essere il tuo uomo ideale?Da quattro anni sto con
un ragazzo..adorabile;abbiamo trascorso momenti bellissimi,
indimenticabili, siamo quelli che definiscono"coppia perfetta". Lui,
mi ha chiesto di sposarlo e dentro di me si è creata un sentimento
opposto. Da una parte la paura di sposarmi, dall'altra la paura folle
di perderlo;si' perchè io senza di lui sono persa!!Mi rendo conto che
se forse non avrebbe questi due difetti(se cosi' vogliamo chiamarli);
sarei convinta al 100% di lui. In lui non mi piace la sua
professione(non mi è mai piaciuta) e il suo aspetto fisico non mi
piace più come all'inizio.Sono normali queste mie incertezze...
Rispondetemi ve ne prego, ho bisogno di un consiglio.
Giovanna
Cara Giovanna,
Credo che si debba guardare al matrimonio più con realismo che con
romanticismo. Sarebbe bello infatti sposare il principe azzurro e
scappare insieme verso il suo castello su un cavallo bianco, ma la
vita è un'altra cosa. Nessuno è perfetto, e sicuramente non lo sei
neanche tu. Dopo la sbornia dell'innamoramento, tutti i partner
cominciano a guardarsi con lenti un po' meno appannate e ci si valuta,
reciprocamente, per quello che si è. L'importante dunque è, al momento
di sposarsi, cercare di capire fino a che punto si è in grado di saper
tollerare i difetti del/della partner, quanto si ha voglia di
impegnarsi perché quello che una volta si faceva con passione, senza
sforzo, perché veniva spontaneo (e non parlo solo del sesso, ma anche
dei gesti affettuosi, le parole di tenerezza, la disponibilità
all'ascolto, i piccoli regalini ecc.) continui ad esserci perché si
vuole fermamente che la coppia resti unita e si rinsaldi in quelli che
sono i suoi veri cardini: la stima, l'empatia, la solidarietà, la
complicità. Anche il principe azzurro dopo qualche anno potrebbe
mettere su pancetta o perdere i capelli e, vista la precarietà che c'è
oggi nel mondo del lavoro, forse anche il principe azzurro, per
arrivare alla pensione, dovrà cambiare lavoro più volte, come accade
oggi, sempre più spesso. Non credo che il suo futuro marito svolgerà
la stessa professione per tutta la vita ed in ogni caso, se a lei
proprio non piace, può sempre inventarsi lei un lavoro bello e
redditizio, nel quale coinvolgerlo...
Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona
SONO MOLTO CONFUSA
Mi chiamo Stella ho 45 sono separata da 9 anni con due figli una di
22 anni e un maschio di 24., che vivono con me. Sono molto confusa in
questi ultimi tempi: un anno fa ho incontrato un ragazzo meraviglioso
di 29 anni, sposato con un figlio che ora ha un anno quindi quando mi
ha fermata per conoscermi ancora doveva nascere. E' inutile dire che
ci siamo innamorati,sto molto male in questa situazione sia per l'età
che per la sua situazione,lo vedo pochissimo anche perché ha una
moglie che non gli lascia granché tempo per lui ci vediamo nei ritagli
di tempo tra un turno e l'altro del lavoro.
Ho provato tante volte a dirgli che non sono adeguata a lui ho
tentando tante volte di chiudere pur sapendo di soffrire ma poi ci
ricasco. Non so cosa fare ho bisogno,bisogno, bisogno del suo aiuto la
prego mi risponda. Lui mi dice che non posso lasciarlo solo,non ce la
fa almeno a non sentirmi,non vuole dice rimanere solo nella sua
solitudine...La prego io sto male,anzi mi sto facendo del male, mi
aiuti
un bacio
Stella
Cara Stella,
Scusami se sarò con te estremamente sincera e non userò parole per
prenderla alla larga. Infatti tu in questo momento non hai bisogno di
comprensione, ma solo di una scossa che ti faccia tornare con i piedi
in terra. Questo tuo ragazzo infatti, come fanno molti uomini quando
la moglie è sessualmente meno disponibile (come può accadere, non a
caso, durante una gravidanza e nei primi mesi dell'allattamento), si
cercano un 'rimpiazzo' per esprimere la loro vis erotica. Quanto più
la preda è 'attempata', tanto più facile è la conquista, tanto
maggiore è la garanzia di averla sempre disponibile quando se ne ha
bisogno. Paradossalmente, è solo grazie al tuo amore ed alle tue
attenzioni, che lui può giocare il ruolo di marito e padre felice ed
affettuoso alla domenica e nelle feste comandate, mentre a te non ti
rimane che qualche scampolo della sua vita, fra un turno e l'altro...
Se pensi che la tua persona valga così poco, continua così.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
CHIEDO AIUTO
Gent.ma dr.ssa mi chiamo Giulio e scrivo da Napoli.Le chiedo aiuto
e dopo aver visto la sua foto ho deciso di fidarmi di Lei.Ho fatto
terapia per circa 15 anni. E’stata la cosa piu’ bella della mia vita.
Ho imparato e capito tante cose.Ho incominciato perche’ sono stato
lasciato dalla ragazza che avevo all’epoca e della quale ero molto
innamorato.
Ma era un amore platonico e non era corrisposto tanto e’ vero che
questa ragazza faceva della verginità il suo leit motif e percio’io
l’ho rispettata per circa dieci anni.Alla fine ho scoperto che piacevo
molto alla mamma di lei (nel senso di bravo ragazzo) e che quindi mi
aveva imposto alla figlia. Ho vissuto contemporaneamente un rapporto
di grande conflittualita’ con la mia famiglia e in modo particolare
con mio padre che non mi ha dato l’amore di cui avevo bisogno e non mi
ha mai incoraggiato in niente.
Contrasti insanabili e violenti nel senso che mi ha picchiato più
volte, spesso senza motivo apparente.Ho una madre peraltro molto buona
e dolce, che mi ha aiutato da un punto di vista psicologico, ma e’ una
figura d’altra parte negativa perche’ non sono riuscito,evidentemente,
a farne un punto di riferimento della mia vita.
Ad un certo punto ,comunque,a seguito dei numerosi attacchi di
panico,ho deciso di intraprendere l’analisi. Poi e’ successo che il
rapporto con mio padre e’ divenuto pericoloso nel senso che pensavo
spesso di prenderlo a botte o comunque di reagire ai suoi continui
soprusi .Per cui decisi di sposare una ragazza, cui volevo bene ,
sperando che la lontananza dai miei genitori mi aiutasse e
,contemporaneamente,facesse decollare il mio matrimonio.Oggi ho capito
di aver sbagliato completamente tutto. Perche’ non sono certo i km.di
distanza a farti stare meglio. Ad ogni buon conto il mio matrimonio e’
ben presto fallito nel senso che gia’ in viaggio di nozze eravamo
arrivati alla fine del rapporto con una bella litigata.Ho ,tuttavia,
aspettato ancora qualche mese prima di separarmi e in questo lasso di
tempo nell’unico rapporto non protetto della mia vita e’nato ... che
oggi ha 7 anni e al quale sono molto legato.Tuttavia non sono mai
riuscito ad innamorarmi di mia moglie che,peraltro,e’ una donna e
moglie esemplare.Due settimane fa’ ho conosciuto in maniera del tutto
fortuita una donna sposata con due figli con la quale e’ nata una
relazione per ora solo emotiva. E mentre stavo per incominciare a
pensare di….realizzare qualcosa con questa donna,dopo 8 anni di
matrimonio,al secondo rapporto non protetto della mia vita,mia moglie
e’ entrata in cinta.Oggi sono combattuto fra il continuare questo
matrimonio sballato e privo di vita, da parte mia, o iniziare con
questa nuova donna un rapporto . Sono sempre indeciso in tutto cio’
che faccio e cambio troppo spesso idea.Io mi sento piu’ forte rispetto
a sempre e non ho piu’paura, ma…Grazie per la Sua opinione.
Giulio
Carissimo Giulio,
Come prima cosa, per carità, per non combinare altri guai, veda di non
avere più rapporti 'non protetti' nella sua vita... A parte questo
particolare, non del tutto marginale, non sempre il matrimonio per
funzionare richiede l'amore, anzi! L'amore viene e va e questo non è
un bene per la stabilità dei rapporti, per l'educazione dei figli, per
il mantenimento degli impegni presi. Del resto lei vede sua moglie
come una donna e moglie 'esemplare': se vogliamo dare un peso alle
parole, ciò significa che lei ritiene questa donna e questa moglie
talmente perfetta nel suo ruolo, da dover essere presa per esempio da
altre donne e da altre mogli. Cosa vuole di più? Certo, se ci fosse
anche la possibilità di essere innamorati del/la proprio/a partner per
tutta la vita sarebbe stupendo: io conosco qualche persona che vive in
questo stato di grazia, ma la maggior parte di coloro che conosco e
che professionalmente ascolto, non vive questa situazione.
Lei mi dirà che per vivere bene non serve solo il pane, ma anche, a
volte, qualche dessert.... Lei saprebbe procurarselo e goderne senza
nuocere alla salute, anche psicologica, sua e di chi le è caro? Questo
è il nocciolo del problema.
Non si dimentichi poi che lei ha anche un'altra missione da compiere
nella vita: dare ai suoi due figli 'per caso' tanto amore,
incoraggiamento e fiducia in sé stessi, in modo che abbiano grandi
soddisfazioni nella vita e da adulti non si ritrovino a dire, come
lei, che mettersi in analisi è la cosa più bella della vita. Sono una
'psic' ma, mi consenta....
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
UNA GIOVANE DI 35 ANNI
Sono una giovane donna di 35 anni che ha appena dato alla luce un
bambino che adesso ha 4 mesi... Sia io che mio marito siamo musicisti
il nostro è stato amore grandissimo da subito e ci siamo sposati
pensando che il nostro legame fosse per la vita, calcolando il fatto
che siamo entrambi cattolici praticanti..
Io mi sono avvicinata alla religione attraverso lui che è un fervente
credente...
Ora...prima che sapessi di essere incinta,lui aveva iniziato una
relazione con una mia amica che ...appena l'ho intiuto ho fatto in
modo che lui lo confessasse e con sofferenza si sono lasciati..
Ora è passato un anno...di sofferenza indicibile per me e per lui che
non sa cosa vuole..non sa se mi ama...non sa cosa vuole fare della sua
vita... é dal giorno che abbiamo concepito il nostro bambino che lui
non mi tocca nemmeno con un dito..gli unici segni di affetto sono
bacetti fraterni sulle labbra..
dormiamo ancora assieme e lui progetta come se dovessimo rimanerlo...ma
io anche se lo amo...lo spingo continuamente a darmi delle risposte..io
non posso andare avanti così è troppo doloroso...
Lui non prende una decisione..
Ma la cosa peggiore e che teme tutti non parla con nessuno...ha paura
di uscire e di incontrare gente che lo conosca e che lo possa legare a
quel fatto....
Odia mia madre che lo ha scoperto e ha paura dei genitori...non so che
fare...
Emma
Cara Emma,
Ho messo in evidenza, nel titolo, questo suo sentirsi una 'giovane
donna' perché secondo me è da qui che dobbiamo partire. Lei, per
quanto ancora sicuramente giovane e forse anche piuttosto giovanile, è
una donna, per così dire, 'nel mezzo del cammin della sua vita', per
cui dovrebbe cercare di guardare alla vita con maggiore senso di
responsabilità.
Responsabilità che lei ha soprattutto nei confronti del suo
piccolissimo di 4 mesi. Prima di prendere una decisione grave, come
può essere ad esempio quella della separazione, cerchi di percorrere
tutte le strade possibili. Ad esempio, perché aspetta che sia lui a 'toccarla'?
Prenda lei l'iniziativa, provi a sedurlo con intelligenza e
sensualità; ai suoi bacetti fraterni risponda con baci alla
francese... Non è detto che l'iniziativa abbia successo, ma almeno
potrà dire di averci provato. Quanto al tradimento con la sua amica,
per carità, è una cosa terribile, specialmente se viene da un uomo
'fervente cattolico' . Ma a cosa serve ora ritirare fuori questo
discorso? Perché imporgli la presenza di sua madre che lo ha scoperto
o dei suoi genitori, che forse lo biasimano? Cercate di trovare gente
nuova di cui circondarvi, concedetevi qualche vacanza.
Visto che suo marito è, in questa fase, così confuso, prenda in mano
lei il timone del suo matrimonio e lo conduca in un porto sicuro.
Ormai lei è una donna e una madre di 35 anni...
Tanti, tanti auguri.
Dott.ssa G. Proietti Ancona
PICCOLISSIMI INCENDI
Salve
mi chiamo Andrea. Problemi non ne ho; ho solo una cosa da chiedervi:
sono fidanzato da circa 20 giorni con una splendida ragazza di cui
sono affezionato tantissimo...Lei ogni tanto ha il vizio di giocare
con l'accendino e di bruciare piccoli pezzi di carta mentre stiamo
parlando. Volevo saper il significato perché mi aiutasse a conoscerla
un po' meglio.
Grazie mille...
Andrea
Caro Andrea,
Credo che questo comportamento sia un rituale che la sua ragazza mette
inconsapevolmente in atto per combattere gli stati d'ansia. Quando si
trova ad affrontare un discorso difficile, quakosa che la mette in
tensione o in imbarazzo, compie questo gesto, che ha ormai il potere
di rassicurarla.
Probabilmente è talmente abituata a fare questa azione nella sua
intimità che non si rende nemmeno pienamente conto né della sua
pericolosità e nemmeno dell'imbarazzo che potrebbe suscitare in chi le
è accanto.
Credo che il problema possa risolversi con facilità se lei, con tatto
e rispetto, le fa capire che questo gesto la infastidisce un po'...
Sicuramente, nel rendersene conto, lei cambierà modo di fare, magari
inventandosi un altro modo per sedare l'ansia (Mangiarsi le unghie?
Strapparsi i capelli? Masticare un chewing gum? ) Cordiali saluti e
auguri.
Dott.ssa Proietti AnconaUNA NONNA-MAMMA
Buonasera, sono Paola. Sono fidanzata con un vedovo. La madre di
lui, che si occupa della sua bambina e della casa, non mi permette di
"fare la mamma": è un continuo conflitto di competenze fra una quasi
mamma (per lavoro non mi sono ancora trasferita in città) e una
nonna-mamma. Mi sento frustrata, ho provato a parlarle, ma lei è lì e
fa, io no. Il figlio cerca di capirmi, ma la situazione è stressante.
grazie
Paola
Cara Paola,
lasci che il tempo lavori per lei. Tutti gli attori della sua vicenda
hanno buoni motivi e buone ragioni. Il suo lui è preso nella tenaglia
dei sentimenti per lei e la necessità che ci sia chi si occupi della
figlia durante il giorno, in sua assenza e fin quamdo lei stessa non
sarà disponibile. La nonna della bambina, è motivata dall'amore per la
nipote e dal desiderio di proteggerla ed accudirla (e magari da quel
pizzico di rivalità verso chi le 'ruba' il figlio ...). Lei ... lei
non vede l'ora di appropriarsi di ciò che le appartiene, il suo uomo e
la figlia acquisita. Sperando che il suo trasferimento in città
avvenga al più presto, le suggerisco di non forzare gli eventi, anzi,
di usare il tempo che resta per guadagnarsi la stima della futura
suocera e l'affetto della bambina, senza forzature ma con la pazienza
e l'affetto che la situazione richiedono.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
TUTTO MIO PADRE
Ho 23 anni, ho i genitori divorziati ormai da tempo e forse questo
mi ha dato dei problemi,non ricordo quasi nulla della mia infanzia o
almeno, non ricordo carezze o attenzioni che mio padre mi dava (a
detta della mamma), ero molto gelosa quando mio padre abbracciava mia
madre e ricordo sempre che dicevo: LASCIALA STATE E' MIA, non ho mai
vissuto mio padre (tranne quando sono stata io a cercarlo!perché sono
sempre io che lo cerco!) e ora dopo essermi innamorata un paio di
volte sorge sempre lo stesso problema: sono uno zerbino, gli uomini
scaricano tutto su di me, le colpe sono sempre le mie, quando una
relazione sta per finire, faccio di tutto per poterla tenere stretta
pur sapendo che non va, e che non andrà mai.Non capisco perché mi
accade questo. Divento un'altra persona quasi a farmi pena da sola ma
non mollo, sono disperata perché non riesco più a trovare il mio
equilibrio e ora che ho appena terminato una storia (con un uomo che
somiglia tutto a mio padre, ha persino lo stesso viso!)sono in
profonda crisi.
Grazie Ke
Cara Ke,
Inquadrando il suo caso da un punto di vista psicoanalitico potremmo
facilmente dire quello che lei si aspetta, e cioè che evidentemente il
trauma della separazione dei genitori ha bloccato il suo sviluppo
psico-sessuale, lasciandole un Edipo non risolto, che la porta a
scegliere, nella sua vita da adulta, delle figure che ricordino la
figura di suo padre.
Tutto questo potrebbe essere vero, ma sinceramente ciò che mi racconta
è ben poco per poterle dare un orientamento più sicuro.
Non è chiaro infatti perché gli uomini la considerino uno zerbino, dal
momento che poi invece è lei che vuole gestire il potere nella
relazione 'tenendola stretta' anche quando è finita e 'facendosi pena
da sola, ma non molla', 'pur sapendo che non va e non andrà mai'...
Le sembrano dei discorsi di una donna-zerbino questi? Guardi che, non
sempre, ma a volte è la vittima stessa a dare un apparente potere al
suo carnefice, allo scopo di poter ottenere quello che lei vuole,
ovvero fare la vittima...
La sua storia, a mio parere, è molto da approfondire e non bisogna
fermarsi alle apparenze. Ha voglia di raccontarmi maggiori
particolari?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
MORDICCHIARSI LE LABBRA
Parlando di segnali del corpo nella seduzione, ho letto che per
alcune versioni il fatto di "mordicchiarsi le labbra" e un segnale di
rifiuto verso chi lo riceve, mentre per altre versioni sembrerebbe un
segnale positivo atto a invitare il soggetto ad approfondire
l'argomento. Lei cosa ne pensa?
Grazie in anticipo e buon futuro.
Lus.
Cara Lus,
Grazie per gli inconsueti auguri per un buon futuro, che ricambio di
cuore, aggiungendovi anche il presente (che non è da meno...)
Quanto al linguaggio del corpo, direi che è impossibile dire con
certezza se un determinato gesto significa questo o quello, perché,
come lei sa o immagina, la cultura influenza notevolmente la
gestualità umana. Dunque, può essere accaduto che un ricercatore abbia
osservato questo gesto in persone che provavano un senso di rifiuto ed
un altro l'avrà osservato in una situazione completamente opposta.
Molto poi può dipendere dalla qualità del gesto che, sebbene riguardi
il mordicchiarsi le labbra, può essere compiuto più o meno
velocemente, più o meno profondamente, accompagnato da questa o quella
espressione ecc. E questo potrebbe fare la differenza.
Credo che entrambe le spiegazioni siano giuste.
A questo proposito mi consenta di citarle questa storiella che ho
letto, appunto, in un libro sul linguaggio del corpo. Ad una
conferenza, mi sembra in Bulgaria, cui partecipava anche una
delegazione americana, si decise di votare facendo un cenno del
capo... Solo che quello che per gli americani (e per noi) è un si, per
i bulgari era un no - e viceversa-!
Sembra che ci furono molte incomprensioni.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
ME NE HA DETTE...
da circa 2 mesi la mia ragazza, molto più grande di me (29 anni) mi
ha lasciato lasciato "tirandomi fuori dalla grazia di dio", ovvero, ha
voluto intraprendere dei discorsi per provocarmi.
come mai questa cosa? io gli sono sempre stato vicino, cercando di non
farle mai mancare niente, abbiamo fatto viaggi, siamo stati bene e
così, tornati dalle vacanze, di punto in bianco, mi ha lasciato
dicendomi che sono un alcolizzato ed un violento.
non capisco queste sue parole, ma soprattutto il comportamento che ha
avuto nei miei confronti.
non capisco perché mi abbia illuso, sapendo poi, di farmi star male
come un cane.
ho provato a farne di tutti i colori per dimenticarmi di lei, ma non
c'e' niente da fare, l'ho chiamata qualche volta e lei, me ne ha dette
dietro di tutti i colori. ( mah)
dottoressa, te che sei più grande di me,mi potresti spiegare il perché
da un momento all'altro lei ha avuto questa reazione?
Andrea
Ciao Andrea,
A volte le vacanze insieme aiutano a capire quale genere di vita si
potrebbe avere se si restasse insieme con una persona. Credo che la
tua ragazza abbia voluto fare in questo periodo una sorta di 'prova' e
che questa, purtroppo, abbia avuto un esito negativo.
Se ti ha detto che sei un alcoolizzato e un violento deve essere
accaduto qualcosa che l'abbia portata a credere questo, ti pare?
Evidentemente, qualsiasi cosa sia successa, per te non è poi così
grave, mentre vista dal suo punto di vista lo è.
Del resto lei ha qualche anno più di te e dunque è normale che guardi
alla vita con un occhio più attento, più critico, specialmente
nell'approssimarsi dei trenta anni, che per una donna sono in genere
un momento in cui comincia a pensare più seriamente che in passato ad
una eventuale famiglia, ai figli... Forse le sei sembrato un po'
immaturo, tutto qui. Ma del resto, se hai solo 21 anni, cosa ci puoi
fare? Cerca di goderteli con una ragazza più adatta a te.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
GIOVANI E STUPIDI?
Gent. Dott.ssa Proietti,
sono un ragazzo di Arezzo che le scrive nella speranza di poter
ricevere da lei una risposta riguardo la pratica del Coito Interrotto.
Insieme alla mia ragazza, con la quale sto insieme da poco più di un
mese , ho fatto l' amore due volte senza aver usato il preservativo
nelle ultime due settimane.
L'eiaculazione è avvenuta solo all'esterno di lei e i rapporti sono
avvenuti nel giro di due giorni l' uno dall' altro. L'unica
possibilità di fecondazione potrebbe ricollegarsi alle gocce di sperma
che normalmente escono durante la fase di eccitazione o durante il
rapporto sessuale. Dal momento che sono in attesa trepidante che la
mia ragazza abbia le mestruazioni (e a quanto pare, i sintomi ci sono
tutti: la mia ragazza dice di avere la pancia un po' gonfia, il seno
un pò ingrossato e un forte dolore alla schiena, cosa normale a quanto
dice lei), mi chiedo se con tali sintomi posso pensare ancora ad una
gravidanza indesiderata oppure se posso effettivamente stare
tranquillo.
Al momento, come avrà potuto capire dal tono di questa email, sono
piuttosto nervoso e mi auguro con tutto il cuore di ricevere da lei
una risposta il prima possibile. In realtà io e lei, abbiamo fatto
l'amore per la prima volta il mese scorso sempre senza aver usato
alcuna precauzione, ma da allora, il suo ciclo è stato regolare.
Quando, invece, ci siamo rivisti, il suo ciclo era già in ritardo di
un giorno. Adesso siamo entrambi in paranoia nonostante le buone
possibilità di un ciclo nel giro di pochi gg. Spero che non mi stia
maledicendo per questo comportamento "azzardato", ma come si suol dire
"siamo stati giovani e stupidi".
Aspetto una sua risposta e mi scuso per il disturbo arrecatogli con
questo messaggio.
Cordiali saluti
Luca
Caro Luca,
Mi consenta di cominciare a risponderle partendo dalla frase del
'giovani e stupidi', che non riesco a capire. Ancor meno capisco ciò
che precede, ovvero che io potrei addirittura 'maledirla' per questo
comportamento 'azzardato'... Mi scusi, ma perché attribuisce a me ciò
che evidentemente LEI pensa di sé stesso?
Lei sta affrontando una dissonanza cognitiva : da una parte è
informato molto bene sulla dinamica della riproduzione umana e quindi
è consapevole dei rischi cui si espone, dall'altra vuole concedersi
degli 'azzardi', perché siccome è giovane, può anche permettersi di
essere stupido. Per poter dare spazio alla seconda istanza, che le
piace di più, ha dunque deciso di 'proiettare sulla Proietti' ciò che
invece appartiene a Luca di Arezzo. E' così?
Ma si rende conto lei di cosa questi 'azzardi' potrebbero causarle e
di quanto presto dovrebbe poi uscire da questo stato di incosciente
spensieratezza?
In ogni caso, avvertire la sintomatologia premestruale non significa
non essere incinte: infatti i sintomi della gravidanza vengono dopo i
sintomi delle mestruazioni, altrimenti tutte le donne capirebbero, già
prima dell'arrivo del ciclo, se sono incinte o no, le pare?
Ad ogni buon conto oggi esistono dei test di gravidanza efficaci già
tre giorni prima della data prevista delle mestruazioni, che costano
intorno ai dieci euro: perché tormentarsi così? E quanto agli azzardi,
ci pensi...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
KAPIRE KOSA VUOLE
Cara dottoressa, sono una ragazza di 23 anni e vorrei ke mi
aiutasse a kapire...
Il punto é questo: Ho conosciuto un ragazzo, non della mia città, che
all' inizio della nostra conoscenza ha iniziato un vero e proprio
corteggiamento. frasi affettuose, assidue telefonate, e pur
conoscendolo da pochissimo mi ha offerto la possibilità di andare a
trovarlo per una settimana...Il problema é questo, lui a parer mio nn
sa ke kosa vuole.!!
una volta rientrati io gli ho manifestato ciò che provavo, ma queste
mie "confessioni" nn hanno sortito alcun effetto..a quel punto io l ho
knsiderato sempre meno, e kapitava ke quando c sentivamo lui o faceva
il geloso oppure si lamentava del fatto ke nn lo pensavo più, ke mi
kmportavo male nei suoi confronti..
Eppure lui sa ke io, dopo numerose delusioni, nn ho piu voglia di
soffrire, anke perké quando nn vedo nessuna certezza dall' altra parte
inizio ad allontanarmi...
Nn ne ho idea, lui é uscito da una storia e ci ha sofferto molto(erano
lontani)..però anke questo nn giustifika il fatto ke dopo pokissimo
tempo mi abbia "offerto"una vista nella sua terra (lei avrà kapito
kosa intendo dire, ma se glielo spiego a parole mie diverrei molto
volgare!), e nemmeno il fatto di giocare kn i sentimenti degli
altri... questa sorta di TIRA E MOLLA mi fa impazzire!!
La ringrazio anticipatamente Paola
Cara Paola,
Avrei preferito che lei si fosse spiegata con parole sue, volgari o
no, perché sinceramente non credo di aver ben capito cosa lei mi stia
chiedendo.
Riformulando la sua lettera in un linguaggio tradizionale quanto
vuole, ma forse più comprensibile, questo ragazzo, di un'altra città,
le ha chiesto di andare a trovarlo per una settimana. Lei
evidentemente c'è andata e quando vi siete rivisti lei gli ha, mi
sembra di capire, esternato i sentimenti di affetto o amore che
provava per lui. Lui invece è rimasto un po' freddino ed allora lei si
è sentita ferita, al punto che ha cercato di non considerarlo più. Lui
a questo punto si è ingelosito e le ha detto che si stava comportando
male nei suoi confronti. Ma insomma, cosa vuole questo tizio, dice
lei? Prima mi corteggia, mi invita e poi quando gli faccio capire che
mi interessa lui si ritrae; allora faccio un passo indietro pure io e
lui torna alla carica... Che è questo tira e molla?Questo tira e molla
si chiama 'schermaglia amorosa' e fa parte dei rituali della seduzione
e del corteggiamento, in noi esseri umani, come negli animali.
Capisco che possa non piacerle, ma fa parte del gioco della vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona
SCELTE DOLOROSE
Gentile dottoressa,
Mi chiamo B., ho trent'anni. Convivevo con un ragazzo, A.. da due anni
e mezzo e la relazione non andava per niente bene così a inizio di
quest'anno dopo averne discusso ampiamente con lui, ho deciso di
prendermi una "pausa di riflessione" e sono ritornata a vivere con mia
madre e mio fratello.Subito dopo questa mia scelta ho rivisto un
amico, D., con il quale, dodici anni prima avevo intrattenuto
un'innocente flirt durato 10 mesi, e abbiamo iniziato una storia "non
ufficiale" basata su emozioni molto intense sia dal lato sessuale che
dal lato sentimentale.Per poter vivere più intensamente questa storia,
sono andava a vivere da sola dal mese di aprile 2002; lui invece
conviveva già con 4 amici in una grande casa. E' un ragazzo un po'
particolare, di professione educatore, si occupa di adolescenti
"problematici" e nonostante questo, dimostra di essere una persona
molto timida, introversa e un po' sfiduciata per quanto riguarda le
proprie capacità. Durante il mese di giugno 2002 ho deciso di
lasciare A. definitivamente per poter vivere liberamente la mia storia
con D. Credendo di renderlo ancor più felice, gli comunicai questa mia
decisione e contrariamente a ciò che mi aspettavo, da quella volta le
cose sono andate molto male fino al terribile 27 ottobre scorso, data
in cui mi ha lasciata.
Il motivo principale è il seguente: Nonostante la nostra età, non è
scattato in lui il desiderio di elaborare dei progetti futuri insieme
a me e questo fatto lo ha mandato talmente in crisi da credere che io
non sia la persona giusta per lui. Quando ormai sentivo che la
situazione era irremovibile, gli ho detto che mi stava bene e che gli
avrei voluto bene lo stesso e per sempre: al che lui si è messo a
piangere sommessamente, disperatamente. A quel punto gli ho chiesto se
potevamo passare l'ultima notte insieme e mi è sembrato di capire che
se non glielo avessi chiesto io, me lo avrebbe comunque chiesto lui.
Fatto sta che abbiamo fatto l'amore piangendo ed il giorno dopo
piangevamo ancora ed eravamo entrambi molto tristi.Io sto molto male e
non voglio credere che dovrò passare la mia esistenza senza di lui,
preferisco morire...davvero. Lo penso in continuazione e sto così male
da provare dolore anche a livello fisico (senso di vomito, di
svenimento, rifiuto il cibo, ecc...) tra l'altro sensazione mai
provate finora!!!Le scrivo perché vorrei che lei mi aiutasse a capire
lui, a capire il probabile meccanismo che è scattato nella sua mente e
che l'ha indotto a lasciarmi...Grazie di cuore.
B.
Cara B.,
Purtroppo non ho sufficienti elementi per esprimerle un parere al
riguardo di cosa possa essere scattato nel cervello del suo ragazzo
per prendere una decisione tanto estrema e dolorosa.
Da quello che mi racconta posso supporre tuttavia che, fino a che
l'altro, A., era all'orizzonte, lui si sentiva piuttosto tranquillo e
viveva questa storia con la logica del 'carpe diem'. Al momento che
lei ha compiuto delle scelte così decise e così significative
(lasciare A., andare a vivere da sola) lui ha capito che la storia con
lei stava per mettersi su un binario che vi avrebbe portati a vivere
insieme. Questo per lui significa lasciare i suoi tre amici, la vita
che si è costruito finora e forse non è pronto per pensare a qualcosa
di diverso. Per non perderlo le consiglierei di fargli vivere la
vostra storia con maggiore senso di leggerezza e gli darei del tempo
per poter maturare e riflettere.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
MA I BAMBINI NO...
Mi chiamo Mauro ho 40 anni e da sei sono fidanzato con una ragazza
di 29 anni. Stiamo bene insieme ci amiamo, abbiamo un'ottima intesa
sessuale, e condividiamo molti gusti ed interessi. Vivo solo da più di
un anno e da un po' abbiamo deciso di sposarci. Tutto bene fino a
quando un giorno abbiamo fatto un discorso riguardante i bambini.
Premetto che negli anni passati le ho sempre fatto presente la mia
poca propensione riguardo alla prole. Ho sempre pensato a lei come la
mia compagna e non come eventuale madre dei miei figli. Ho sempre
pensato, e glielo ho
sempre detto, di costruire con lei un solido rapporto di coppia,
basato sull'amore, rispetto e fiducia. Non ho mai pensato a metter su
famiglia e glielo ho fatto presente. Volevo e voglio vivere una vita
diversa, lontana dagli obblighi del genitore. Ora alla sua domanda
circa un'eventuale richiesta futura di maternità mi sono crollate le
braccia. Io non ho mai desiderato un figlio nè lo desidero e quasi
certamente non lo desidererò mai. Non ho la propensione nè la voglia
di fare il genitore Sicuramente sarei un padre responsabile e
premuroso mi sono analizzato, ma non ne ho proprio la minima
intenzione. Preferisco impostare la vita su un rapporto di coppia
solido, ma di coppia. E ora non so cosa fare. Mi preoccupo per lei, ho
paura di precluderle qualcosa di importante. Ma nello stesso tempo
dentro di me l'ho biasimata perché poteva farmi presente prima una
cosa del genere dopo che io per anni le avevo precisato i miei punti
di vista al riguardo. Le ho persino detto che alla fine se per lei
questo figlio fosse così "vitale" l'avrei accontentata pur non
desiderandolo. A lei non ho detto nulla, ma mi sento a un bivio. Io la
amo, e non potrei pensare di avere una storia con un'altra donna che
non sia lei. Premetto che prima di lei ho avuto innumerevoli storie
d'amore e flirt, ma solo con lei mi sono trovato a mio agio. Purtroppo
è da un po' di giorni che penso a questa cosa, al fatto che
l'eventuale nascita di un figlio potrebbe rompere quell'equilibrio di
coppia che si è creato. In questo momento sono confuso da un lato, ma
ho le mie certezze da un altro. Io voglio lei, solo lei e basta con
tutto l'amore che posso darle. Non l'ho mai tradita e mai la tradirò.
Ho rinunciato a donne bellissime per lei perché la amo e le voglio
bene. Ma il pensiero di avere un figlio che possa modificarmi la vita
mi mette a disagio. Io non ho vuoti da riempire.La mia vita
ringraziando Dio, va bene così. Vivo altre emozioni giornalmente e
sono felice così. Comprendo chi dedica la vita ai figli ma a me non
interessa. Posso far del bene in altre maniere magari adottando un
bambino a distanza o aiutando chi ha bisogno. Le chiedo un consiglio,
un parere. Grazie
Mauro
Caro Mauro,
Leggendo la sua lettera una frase mi è rimasta particolarmente in
mente: 'la amo'. Lei ama così tanto questa persona, non l'ha mai
tradita né mai lo farà, con lei ha un rapporto stupendo ecc.ecc... Mi
scusi la franchezza, ma io penso che lei non la ami poi così tanto se
non vuole darle quello che ogni donna è naturale che desideri ad un
certo punto della vita, per sentirsi veramente tale. Forse chi lei ama
più di tutti è sé stesso. Questo è il parere, quanto al consiglio,
caro Mauro, credo che mettere al mondo un figlio non significhi fare
del bene a qualcuno (se non a sé stessi) e dunque se non se la sente,
NON LO FACCIA.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti
BAMBINI AUTISTICI
Sto prestando servizio civile presso una scuola elementare in cui
per qualche ora al giorno devo assistere dei bambini autistici. Il
primo credo sia affetto da una forma lieve,riesce a parlare,leggere e
scrivere,anche se ha difficoltà a concentrarsi per troppo tempo e lega
poco o niente con gli altri
bambini(ha circa 6 anni ed è in prima elementare) Il secondo penso che
abbia una forma più pesante,non parla(ripete solo di rado qualche
parola),lega poco con gli altri bambini,mantiene l'attenzione per
periodi brevi e comunica Solo attraverso un computerino portatile(nel
senso che gli si scrive sul computerino e lui risponde su quello) ed è
abbastanza ingovernabile.Ha circa 8 anni ed è in terza. Entrambi i
bambini vengono seguiti per circa 4 ore al giorno da un insegnante di
sostegno. La mia domanda è:nel periodo in cui mi vengono affidati cosa
è bene che faccia fare loro? Cosa posso fare per aiutarli invece di
limitare la mia supervisione ad un semplice "turno di guardia"?
Grazie in anticipo per la risposta!
Anonimo
Gentile Anonimo,
la stessa sensibilità che l'ha portata a scegliere il servizio civile
sarà utile anche per scegliere i migliori comportamenti con questi due
bambini.
In linea di massima credo comunque che il miglior aiuto glielo potrà
dare cercando di stimolarli alla comunicazione usando quei canali che
tuttora consentono uno scambio con loro, cercando allo stesso tempo di
utilizzare anche forme di dialogo verbale che, anche se meno efficaci
sul piano dello scambio immediato, possono però aiutare a mantenere
attiva questa forma di relazione.
Comunque, le suggerisco di parlarne anche con l'insegnante di sostegno
che, conoscendo meglio la situazione specifica, saprà darle i migliori
suggerimenti.
Saluti
Dott.ssa Proietti, Ancona
STO INSIEME AD UNO + PICCOLO
ciao.. sono una ragazza di quasi 20 anni che da circa 7 mesi sto
insieme a un ragazzo più piccolo..
Tutto andava bene, la nostra storia era perfetta:c'era sentimento,
tanta passione,comprensione insomma tutto filava liscio quando a un
certo punto lui dice che non è più sicuro ad andare avanti a fare una
storia seria, non perché non mi ami più o sia cambiato qualcosa, ma
semplicemente si è accorto che forse per l'età che ha preferisce non
bruciare le tappe, vorrebbe fare cose che stando con me non può perché
comunque si sente vincolato!
vuole essere più libero però io questa sua libertà non la capisco
anche perché non gli ho mai impedito di uscire con gli amici o di
mettermi al primo posto rispetto a loro..
non sa che decisione prendere: se lasciarmi o continuare questa
storia.. è una decisione molto difficile perché entrambi siamo legati
da un sentimento profondo!
io penso che se è amore vero l'età non conti nulla..
ho provato a parlargli, a farlo ragionare, ho fatto tutto quello che
potevo fare però mi sa che non è servito a nulla.
lui è ancora confuso e io sono veramente disperata perché lui per me è
un ragazzo speciale, la mia dolce "metà" e non riesco a darmi pace che
possa finire così in questo modo!!
per favore mi aiuti a colmare quel vuoto che è dentro di me e mi dia
dei consigli per farlo tornare da me, per fargli capire che sta
sbagliando e che sta attraversando solo un momento di crisi!
Manuela
Cara Manuela,
Non mi dici quanti anni ha lui: 19, 16, 15? In ogni caso, non me la
sento di darti dei consigli per farlo tornare da te. Se lui non è
convinto, non lo forzare. Non sarebbe più comunque la stessa cosa di
prima.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
FELICEMENTE FIDANZATA
Salve sono S. una ragazza di 16, le scrivo per la prima volta.Ho
letto il nome del sito su un giornale e ho deciso che forse mi sarebbe
tornato utile e così comincio a scrivere.
Sono felicemente fidanzata con R. da qualche mese ma, come ogni
coppia, abbiamo i nostri problemi. Cominciamo dall'inizio....ogni
estate vado in vacanza in un piccolo paesino, molto lontano da dove
vivo, nel quale vive il mio ragazzo. Questa estate è stata la più
bella che io abbia mai passato; ho conosciuto un ragazzo fantastico
che è diventato il mio migliore amico (si chiama M. ed è il ragazzo
più sensibile e simpatico che al mondo esista). L'ho conosciuto
casualmente perché era interessato ad una mia amica B. che non
ricambiava i suoi sentimenti. Lui era gentile e lei l'offendeva, così
lui si dedicava al bere. Io cominciai a parlargli per chiedergli cosa
avrei potuto regalare ad un nostro amico comune. Da quello stupido
incontro nacque una solida amicizia (per lui ho litigato con la mia
amica B). Un giorno mi fece conoscere R e mi aiutò a conquistarlo e
infatti sembrava che anche R fosse interessato a me così ci scambiammo
i numeri di telefono; dopo qualche giorno ci siamo fidanzati ma i
problemi sono cominciati quando,a metà agosto nel paese c'era la
festa, io mangiai in piazza con M. e quando R ci ha visti si arrabbiò
molto perché pensava che tra me e M ci fosse qualcosa in più di una
semplice amicizia. Ci furono molte di queste piccole litigate ma poi
tutto si sistemò. Una sera, la sera prima della mia partenza per la
città, rimasi seduta su una panchina nel parco con M ad ascoltare una
bellissima canzone d'amicizia (noi eravamo sempre più uniti, mai avevo
avuto un amico come lui); ad un certo punto lui mi baciò con le
lacrime agli occhi. Io non riuscivo a dirgli nulla, era stato il bacio
più bello nonostante fosse durato un secondo. la prima settimana che
passai lontana dal paese fu un inferno, non perché R era lontano ma
perché non avevo vicino M. Mentre ero in città M mi scrisse
molti messaggi romantici e dolcissimi e io ricambiavo. Quando tornai
al paese per un week-end andammo a mangiare in una pizzeria perché R
era ammalato. All'uscita, in macchina, ci baciammo. Io lo guardai
negli occhi e piangendo gli dissi: "Non possiamo, a parte che sto con
R, e poi non si può. Se ci fidanzassimo sarebbe splendido ma se poi
dovessimo lasciarci la nostra amicizia non potrebbe mai tornare com'è
adesso e io non voglio", lui la pensava come me ma mi disse: "lo so ma
che ci posso fare se ti amo".
Per tutta la sera, in compagnia, non ci parlammo e non ci guardammo
negli occhi; così una mia amica mi parlò e convinse M a parlare con
me. Chiarimmo e decidemmo di rimanere amici per salvare la nostra
amicizia (che già da quella sera sembrava cambiata) e R.
La partenza fu tragica e, non so come esprimere ciò che sentivo e
quindi le scrivo tra parentesi un pezzo di una canzone che aiuta a
capire (Solo con te stavo bene con me, è proprio vero che a qualcuno
tu dai più importanza quando non l'hai più).
Passarono le settimane, R non sa nulla di quanto successo ma io e M
continuiamo a sentirci e a ripeterci che siamo solo amici
ma.................venerdì devo tornare al paese e sono felicissima,
non per il fatto che c'è R ma per rivedere M.In conclusione, molte mie
amiche mi dicono che devo lasciare R e mettermi con M senza
preoccuparmi dell'amicizia ma per me è difficile e terribile. Io gli
voglio bene e non so se solo come amico. La prego mi aiuti!
Lo so che la storia è complessa, non la capisco nemmeno io che l'ho
vissuta.
Miriana
Cara Miriana,
La tua lettera è molto simpatica e mi ha riportato indietro nel
tempo... Quello che tu vivi non è complesso o incomprensibile: è
quello che tutti vivono più o meno alla tua età. E' normale non essere
ancora sicuri dei propri sentimenti e confondere l'amicizia con
l'amore, così come è normale avere alla tua età 'amori paralleli', nel
senso che ami due persone, ma per motivi diversi.
E' solo con il tempo, quando il carattere si sarà rafforzato, proprio
grazie a queste esperienze e 'confusioni' giovanili, che potrai
veramente capire se sei veramente innamorata e di chi.
Poi c'è il vecchio discorso dell'amicizia fra un uomo e una donna. A
mio parere (ma non tutti la pensano così!) è impossibile, nel senso
che è un comportamento contro-natura. Se con una persona di sesso
opposto ti trovi talmente bene da sentire per lui/lei un sentimento 'speciale',
è naturale che prima o poi sbocci l'amore o il desiderio fisico. La
vera amicizia è possibile, ed è bellissima, solo dopo aver avuto una
relazione completa e abbastanza lunga. In conclusione, secondo me
hanno ragione le tue amiche, tu sei innamorata di M. (anche se R. non
ti dispiace...Ma non si può tenere il piede su due staffe, o no?)
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
LUI FA LO STRAFIGO
Sono Sonia e, approfittando della email della mia amica, vi espongo
i miei problemi. Ho 39 anni e da un anno sono fidanzata con un ragazzo
di 40 anni. Credo mi ami, perché lo dice raramente. Vive ancora con
sua madre la quale si occupa di tutto, viziandolo. Anche se hanno un
rapporto conflittuale, credo non voglia staccarsi da lei. Sta
ristrutturando la sua casa che gli consegneranno a marzo. A volte mi
chiede pareri mi coinvolge e altre volte non vuole che la senta mia.
E' pieno di paure e di conflitti interiori. Parliamo di tutto e a
volte anche di noi, del futuro, ma non lo sento convinto perché ne
parla in modo del tutto sfuggente e con gli amici si fa grande dicendo
che non si sposerà mai. Con loro ha sempre ostentato tanta sicurezza,
mostrandosi come lo strafigo della situazione, mentre io lo conosco un
po' più profondamente e so che non è come lo vedono. Abbiamo
attraversato dei momenti difficili, i bisticci erano all'ordine del
giorno e ora credo si sia spezzato qualcosa. Anche se andiamo
d’accordo e stiamo bene insieme, sono convinta che non voglia legarsi.
Abbiamo un carattere molto tosto e un modo di concepire la vita in
maniere del tutto differente, per questo credo non ci sarà un futuro.
Sono innamorata di lui e so che con la dolcezza lo conquisterei. Ma
lui non si vuole sbilanciare, non vuole creare false aspettative. Lo
so che mi direste di lasciarlo, ma credo ne valga la pena lottare,
datemi comunque un vostro parere. Grazie
Sonia
Cara Sonia,
L'unico mio parere è quello di non forzare questo 'ragazzo' a fare ciò
che non vuole o non si sente ancora pronto di fare. Ciò che lui dice
agli amici, per quanto possa ferirla, credo abbia poca importanza, da
momento che, come lei giustamente ricorda, loro lo conoscono solo
superficialmente e lo vedono come non è.
Se poi lei è convinta di poterlo conquistare con la dolcezza... Certo,
lo faccia, ci provi e lotti fino in fondo, ma nel farlo si ricordi
comunque che al mondo ci sono tanti altri 'ragazzi' quarantenni che
cercano moglie!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
UNA SITUAZIONE STRANISSIMA
Gentile dottoressa Proietti,
sono una ragazza di 24 anni che sta vivendo una situazione
stranissima.
Un anno fa circa ho conosciuto un ragazzo con cui ho condiviso una
storia.Dopo avermi confessato di essere stato a letto con una mia
amica,mi sono allontanata da lui.Lui però,ha continuato a chiamarmi.Nel
frattempo è successo qualcosa,ossia ho scoperto di amare un amico che
mi ama da sempre.Ora mi trovo ad essere attratta da due persone,l'uno
che rappresenta il mio passato,fatto di lacrime e di difficoltà nel
comunicare;l'altro rappresenta un futuro roseo...ma è lontano per
adesso perché si trova in un altro paese.
Non so cosa fare,cosa pensare.Mi sembra di impazzire.
Grazie.
Corinna
Cara Corinna,
L'unica cosa da fare è aspettare. Infatti tornare al passato può
significare compromettere il futuro. A meno che non si presenti una
terza persona che abbia tra le altre qualità anche quella di essere
presente al posto giusto nel momento giusto...
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti
DISTRAZIONE
Buona sera, sono una ragazza di 23 anni ed il il mio problema è la
distrazione.Può sembrare un problema non grave, ma le assicuro che mi
causa problemi veri.
Sono sempre stata un po' sbadata, sin da ragazzina, ma questo problema
anziché migliorare col passare del tempo è peggiorato. Ora le racconto
alcune cose della mia vita.
Ho frequentato le scuole superiori. Fino alla classe 4 sup. nessun
problema, nonostante fossi sbadata riuscivo a concentrarmi sullo
studio raggiungendo a volte il massimo dei giudizi, ce la mettevo
tutta. A partire dalla classe 5 cambiano le cose: inizio
improvvisamente a perdere la concentrazione sullo studio, ci metto
molto più tempo a studiare e nonostante gli sforzi non riuscivo più a
raggiungere il massimo e questo mi rattristava molto. Dopo il diploma
di scuola superiore trovo lavoro come segretaria. La situazione non
cambia: continuo ad essere sbadata, a dimenticare le cose facilmente
nonostante le scriva accuratamente, mi stanco mentalmente con molta
facilità e ciò non mi aiuta affatto a mostrare più attenzione.
In seguito accadono degli episodi che non mi aiutano a migliorare il
problema anzi lo peggiorano:
improvvisamente scopro che mio padre ha una grave malattia la quale lo
uccide dopo pochissimi mesi e nello stesso tempo scopro di avere io
stessa una malattia (trattasi di sclerosi multipla). Tutte queste
novità io credo che abbiano provocato in me uno shock. Quando ho
saputo di mio padre mi sono sentita come se mi fosse crollata addosso
una casa e quando ho scoperto di me ancora peggio. Io non esterno le
mie emozioni e sentimenti e questo mi impediva di piangere davanti
alle mie amiche e di parlare loro delle mie paure, apparendo una
persona fredda.
Ora a distanza di 1 anno credo di avere superato sola il problema
della morte di mio padre e della mia malattia
anche xchè per ora non ho problemi fisici visibili quindi riesco a
condurre una vita normale come tutte le mie coetanee.
Il mio problema rimane il fatto di dimenticare facilmente le cose, non
riuscire a concentrarmi e stancarmi facilmente a livello mentale pur
non facendo grossi sforzi mentali, ho spesso mal di testa. Quando poi
sono stanca la mia concentrazione peggiora e a volte non riesco
neppure a concentrarmi su ciò che mi viene detto, quando qualcuno mi
parla faccio fatica ad ascoltarlo. Questo mi causa non pochi problemi
sul lavoro, essere definita "stordita" non mi incoraggia affatto anzi
mi abbatte di più e mi fa perdere fiducia in me stessa. Penso di non
essere affidabile e di non essere capace. Non sono depressa perchè non
mi isolo, mi piace uscire con gli amici; anche se a volte sono giù di
morale soprattutto quando sorgono problemi sul lavoro.
Secondo lei è il caso che mi faccia curare da uno specialista o in
qualche modo ce la posso fare sola?
Dany
Cara Dany,
Lei è una ragazza sensibile e intelligente: non ce la può fare da
sola, deve farcela da sola! E per 'deve farcela' non intendo certo la
sua efficienza sul lavoro! La cosa in cui lei deve assolutamente
riuscire è imparare a convivere con sé stessa, accettandosi, senza
richiedersi la perfezione. Cerchi di non offendersi, di non deprimersi
se qualcuno le fa osservare qualche peccato veniale di distrazione:
impari a riderci su, a sdrammatizzare. Faccia battute simpatiche su
questa situazione e si faccia volere bene dagli altri anche per la
capacità di ridere di sé stessa. Se l'ambiente non dovesse aiutarla in
questo suo sforzo, cerchi di cambiare lavoro; faccia qualcosa di più
semplice, che non richieda troppa attenzione.
Cerchi ogni giorno di fare al meglio tutto quello che fa: se qualcosa
non va per il giusto verso lo butti dietro le spalle e non ci pensi
più. Se cambiare lo stile di pensiero e di comportamento le riuscirà
troppo difficile, si faccia aiutare da uno psicologo.
I saluti più cari.
Dott.ssa Proietti Ancona
LA SCUOLA, CHE LAGNA!
Salve, sono una ragazza di 16 anni e volevo sapere il vostro parere
riguardo a qualke mio problema... Mi affascina molto il mondo della
psicologia..da grande vorrei fare la psicologa..forse xkè in fondo
vorrei risolvere i problemi degli altri meglio di kome risolva i miei..recentemente
sono avvenuti dei fatti che hanno un pò cambiato la mia vita in
peggio..quest'estate ho lasciato il mio ragazzo xkè avevo una storia
segreta con il suo migliore amiko..e x questo motivo ho perso il mio
gruppo di amici che si sono schierati dalla parte del mio ex..sto
soffrendo molto di questa perdita,ma almeno sono abbastanza felice kon
il mio lui..Anke in famiglia le cose nn vanno un grankè..x adesso è
tutto apposto..ma mio padre..bhè..non c'è una bella situazione in
famiglia..e ho scoperto delle kose su mio padre ke mi hanno fatto
perdere la stima in lui..piu di quanto nn l'avessi già xsa..eppure
siamo kosì uguali..e infine ecco il problema:la scuola..sono sempre
stata brillante..sempre brava..x mia madre la migliore..ora io nn ce
la faccio piu..so di nn essere la migliore della classe..e nn riesco a
far nulla x non esserlo..ma fin qui posso anche passarci sopra nn
muore nessuno..ma nn riesco a stare 5 ore seduta ad ascoltare i miei
professori ke nn sanno far altro ke parlare parlare parlare e imporci
il silenzio..l altro giorno ho iniziato a paingere in classe..senza
motivo..mi sono sentita una stupida ma nn riuscivo a fermarmi..mi
batteva forte il cuore e mi sentivo morire dentro quella classe kosì
pikkola..una prigione..allora sono uscita x andare in bagno..e lì
stavo quasi x vomitare..x fortuna quando poi sono stata con il mio
fidanzato mi sono ripresa..ma nn riesco a concentrarmi nello studio..e
ho paura..grazie x l ascolto..spero rispondiate presto
16enne
Cara 16enne,
Non preoccuparti per quello che ti sta accadendo: sono cose che
succedono alla tua età. E' normale infatti innamorarsi con facilità e
magari della persona 'sbagliata' (se il tuo attuale ragazzo non fosse
stato legato al tuo ex ed al tuo gruppo di amici sarebbe stato meglio,
no?).E' altrettanto normale, in questo periodo della vita, perdere la
stima dei propri genitori. Questo avviene perché alla tua età li si
vede come persone 'normali', gente comune, che sbaglia ed ha le sue
debolezze. Crollano i miti della propria infanzia: tuo padre non è più
quel super-eroe invincibile che pensavi da piccola e lo senti
incredibilmente simile a te, anche nei difetti, anche nei limiti.
Meglio allora confrontarsi con il gruppo dei pari, con gli amici, che
condividono con te ansie, soddisfazioni e problemi: ma oggi anche loro
ti hanno abbandonata, ti hanno giudicata male. E tu ti senti
incredibilmente sola, anche se hai un ragazzo. Le tue sicurezze
vacillano: ecco perché ti senti così. E' normale che la prima cosa che
venga messa in discussione a questo punto sia la scuola, anche perché
non è più lo strumento per gratificare i tuoi genitori, per farti
voler bene - la cosa oggi ti importa molto meno - e non è ancora lo
strumento per poter vincere nella vita, per affermarsi, rendersi
autonomi e dunque liberi. Cara sedicenne, tutti quelli che hanno
qualche primavera in più ricordano le tempeste emozionali vissute alla
tua età: non devi fare assolutamente nulla, se non consolarti con il
fatto che questo periodo passerà, che ritroverai presto un equilibrio
e con esso l'interesse per la scuola, l'affetto per i tuoi genitori,
l'amore per la vita.
Come dite voi in gergo... Tranquilla!!! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
SARAI MICA 'CULO'?
Non avendo mai avuto storie serie (ho 25 anni) mia madre circa 3
mesi fa mi ha detto la seguente frase " non sarai mica culo" io
provenendo da un periodo di intenso stress, causato da il lavoro che
non va bene, da vari problemi fisici che mi impediscono di fare i miei
sport preferiti, e soprattutto dalla continua ricerca della fidanzata,
mai trovata, HO ACCUSATO TANTISSIMO quella frase e non riesco più a
togliermela dalla mente, pensando veramente di esserlo. Non provo
nessuna attrazione fisica verso gli uomini, al contrario con le donne
si, però noto se uno è un bello o brutto ragazzo. Sono disperato
voglio tornare felice come prima, aiuto. Con amici abbiamo sempre
scherzato su queste cose deridendo i "culi" e non ho mai avuto
problemi anzi ero uno di quelli più cattivi, ora però da quando ho
questa frase in testa non riesco + a stare tranquillo. frequento la
palestra gioco a calcio e quindi di spogliatoi con uomini nudi ne vedo
parecchi, senza nessuna reazione fisica, ma non riesco a levarmi dalla
testa quella frase. aiutatemi cosa devo fare? devo andare da qualcuno?
ho sempre pensato meglio la morte che essere culo!!!!! Disperato
Caro disperato,
Secondo me non devi andare da nessuno, però ti devi documentare di più
su che cosa significa essere gay, perché a mio parere sei una persona
piena di pregiudizi e, scusami, ma te lo devo dire, anche poco
informata.
Il gay non è un perverso, non è quello che va a fare la doccia con gli
uomini e poi vorrebbe andare con tutti quanti, è solo una persona che,
non si sa ancora perché, ma sicuramente non per sua 'colpa', si sente
attratto da persone del suo stesso sesso, non solo fisicamente, ma
anche affettivamente. Se uno non riesce a trovare una ragazza, non
necessariamente è gay: molto più probabilmente è timido, forse è uno
un po' 'imbranato', nel senso che non sa cosa dire, cosa fare quando
si trova a tu per tu con una ragazza... Forse è solamente un tipo
sfortunato, che non ha ancora mai incontrato una persona con la quale
stringere una relazione più profonda. Forse è troppo preoccupato per
il lavoro, che va male e non si applichi, con altrettanta serietà,
nelle tecniche di seduzione e di corteggiamento.
Forse è uno che frequenta solo luoghi 'maschili', come certi bar o
certe palestre.
Forse, forse, forse...Tanti possono essere i motivi per cui non hai
ancora trovato una ragazza, ma uno è il più importante di tutti: non
ti sei ancora affrancato dal giudizio di tua madre ed una sua battuta
sull'argomento riesce perfino a mandarti in crisi... Oltre che curare
i muscoli allora, cerca di curare anche gli altri aspetti della tua
personalità: leggi, documentati, informati, impara e cerca di essere
indipendente, nei giudizi e nei comportamenti. La tua futura ragazza
non aspetta altro.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona
MI VUOLE 'SOLO' BENE
Scusi se catturo la sua attenzione per un mio personalissimo
problema, ma vorrei una sua opinione su un atteggiamento tipico dell'
uomo moderno, che oggi mi trovo ad affrontare io in prima persona, ma
che un domani potrà riguardare i mie potenziali futuri pazienti, visto
che io sono laureanda in psicologia. Arrivo al sodo: Ho 23 anni e da
un anno circa ho una storia con un uomo di 35 anni, per ora non ci
vediamo spesso perché lui abita a Torino ed io a Napoli, ma presto
mi trasferirò. Il problema è che se io dico TI AMO, lui mi risponde
TVB. Perché ?Capisco certo le sue reticenze dovute alle precedenti
delusioni, ma lei cosa ne pensa ?
Grazie mille per l' attenzione
Pamy
Cara Pamy,
Lei è di Napoli, lui è di Torino; lei ha 23 anni, lui ne ha 35; lei ha
avuto poche storie alle spalle, lui ne ha avute molte, che gli hanno
procurato delusioni ecc. ecc. Non pensa che abbiamo già elencato molte
differenze, anagrafiche, sociali, culturali, che possono portarlo ad
esprimersi in un modo anziché in un altro? Del resto, per lei, non è
meglio sentirsi dire un TVB con il cuore, piuttosto che un 'ti amo'
detto come se stesse recitando in Via col vento ? Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
NUMERI PAZZERELLI
Buon giorno Dottoressa, è da molto tempo che la mia concentrazione
si sofferma su due coppie di numeri che compaiono sulla mia radio
sveglia, questa coppia di numeri è 2121(corrispondenti cioè alle ore
21,21), la mia concentrazione inizia istintivamente quando inizia
l'ora 21,21 e termina quando scocca l'ora 21,22 , io sinceramente non
so se questo può essere una cosa banale o no, ma in ogni caso le
chiedo il suo parere sul significato di questa coppia di numeri perché
vorrei sapere se c'è qualche significato importante da sapere o
qualcosa da affrontare in separata sede. La ringrazio per la cortese
attenzione
Distinti saluti
XY
Cara XY,
non credo ci possa essere un particolare significato da attribuire al
suo aumento di attenzione allo scoccare delle ore 21,21 . Credo che la
prima volta che lei ha prestato attenzione a quest'ora sulla sua
radiosveglia, si è resa conto della singolarità dell'orario (21,21) e
successivamente le è capitato ancora, rafforzandola nella convinzione
della importanza di questi numeri.
Provi a cambiare le sue abitudini, magari impegnandosi in qualcosa che
l'assorbe completamente in prossimità di quell'orario: vedrà che dopo
qualche tempo che si sarà tenuta lontana dalla sua fatidica
radiosveglia, anche questi numeri torneranno ad avere per lei lo
stesso significato che hanno tutti gli altri. Auguri e continui a
seguirci
Dott.ssa Proietti, Ancona
L'IDEA DEL SUICIDIO
Buonasera . sono una ragazza 18enne , piena di interesse , molto
timida, chiusa in se stessa e incline a nascondersi dietro maschere ma
comunque sia vivo una vita abbastanza serena.
Da ormai 8mesi sto con un ragazza molto complicato questa storia mi ha
dato tanto , ma ormai si sta strascicando , almeno da parte mia è
parecchio affievolita e per questo , anche se il pensiero di star male
e soprattutto di far star male lui mi distrugge , credo sia il caso di
chiarire questa cosa una volta per tutte.Non è questo il punto.decisioni
simili so prenderle anche da sola , il problema che mi tormenta è un
altro.Ogni volta che mi si affaccia questo pensiero di chiudere la
storia (ormai molto di frequente) mi assale una paura paralizzante che
lui possa decidere di farla finita , insomma di suicidarsi.Il fatto è
che mi ha confidato che una volta qualche anno fa si è gia trovato in
bilico su un cornicione , e a parte ciò sicuramente non sarebbe la
prima volta che pensa a una soluzione del genere.
Oltretutto quest'estate ho fatto una terribile scoperta e cioè che mia
madre l'anno scorso ha tentato il suicidio e per questo motivo (e non
, come mi avevano fatto credere , per un "semplice" collasso nervoso),
è stata ricoverata in ospedale.Questa notizia mi ha sconvolto e ancora
adesso mi tarla il cervello nei momenti piu disparati per quanto
riguarda lei ,ma anke per tutte le altre persone che ho vicine.
Ho provato a parlarne con una psicologa (oltretutto la stessa che ha
in cura mia madre), ma l'incontro è terminato in un pianto angoscioso
che si mi ha sfogato , ma non ha risolto nulla.Da quella volta non ci
sono piu tornata e ne ho parlato -raramente- solo col mio ragazzo e
con alcune amiche, ma che sinceramente non mi sembra abbiano un reale
interesse ad aiutarmi.
Quello che volevo da lei è solo un consiglio.sinceri saluti.
Nimue
Cara Nimue,
Lei da me vuole 'solo' un consiglio : se è questo che mi chiede la
risposta non può che essere quella di tornare da uno psicoterapeuta ed
andare avanti. Il pianto alla fine della seduta infatti, a mio parere,
le ha consentito di sfogarsi un po', ma nello stesso tempo le ha
aperto nuovi scenari di riflessione, nuove porte della sua vita
interiore, nelle quali lei ha scelto di non entrare, perché
evidentemente teme di entrare in contatto con del 'materiale' che
potrebbe crearle angoscia. Ha fatto bene: lasci chiuse quelle porte,
fino a che non avrà modo di aprirle insieme ad una persona competente,
che potrà aiutarla nel modo giusto ad affrontare le cose che la
spaventano. E nel frattempo eviti di parlare di questo argomento, così
delicato, con persone che non la possono né capire, né aiutare.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
SONO CAMBIATA
Carissima dott.ssa, Mi chiamo Lucia e ho 21 anni. Ho deciso di
rivolgermi a Lei sperando che mi possa aiutare veramente. Sono
fidanzata con un ragazzo di 22 anni e stiamo insieme da tre anni (al
24 dicembre di quest'anno) ma mi sono accorta, non ora ma da un bel
po' di tempo che qualcosa è cambiato da parte di entrambi. Non
stravedo più per lui come prima, non mi batte più il cuore quando lo
vedo, non so più cosa voglio da lui, dalla mia vita. Sono tanto
confusa e depressa: non dormo più la notte, mi sveglio e non riesco a
riaddormentarmi, non ho più appetito e sono dimagrita, ma soprattutto
ho ripreso a fumare, cosa che se lui sapesse ci resterebbe molto male,
in quanto gli avevo promesso che non fumavo più. Ma c'è un'altra cosa
di cui mi vergogno tanto: l'ho tradito con un mio collega di lavoro di
30 anni, sposato e con tre bambine; ci siamo baciati e abbiamo fatto
altre cose ma non ci sono andata a letto e non ci andrò perché non
sono il tipo, anzi non mi riconosco più per aver fatto tutto questo.
Tuttavia il mio collega mi fa stare bene, mi aiuta mi sta vicino
quando ne ho bisogno e soprattutto non mi fa pensare ai problemi che
ho con il mio ragazzo. Non voglio lasciare il mio fidanzato, perché in
fondo ci tengo tanto a lui, mi preoccupo e gli sto vicina nei momenti
di bisogno ma tutto questo non è ricambiato. Non facciamo più l'amore
come un tempo, adesso mi chiede che gli faccia solo certe cose ed io
spesso lo accontento pur non desiderandole affatto. Io ho parlato con
lui di come mi sento, ma lui mi dice cosa deve fare, dice che mi ama
ed io gli chiedo di dimostrarmelo ma lui mi chiede: come? Devo dire
che è un ragazzo un po' immaturo e non sa farmi mai un discorso serio
e maturo, non sa affrontare un problema, non è capace di fare
sacrifici per comprarsi una macchina, in quanto il suo stipendio lo
spende solo a sigarette, lotto e totocalcio, e ogni tanto quando gli
resta qualcosa mi porta in pizzeria il sabato. Io mi sento esclusa
dalla sua vita, mi sento sola per cui desidero fargli capire come si
ama una persona, come ci si comporta.. Come devo fare dott.ssa, mi
aiuti per favore, sto impazzendo! Spero di avermi capita e La
ringrazio anticipatamente.
Lucia
Cara Lucia,
Quando ci si fidanza molto giovani, può accadere che poi non si maturi
in modo omogeneo. Può capitare ad esempio che uno dei due entri prima
nel mondo del lavoro, abbia delle nuove responsabilità, conosca delle
altre persone, perda una persona cara... La vita può maturarci in modo
diverso e questo probabilmente è successo a voi. Il suo ragazzo è
rimasto simile a sé stesso, mentre lei è cambiata. Ora, giustamente,
si sente diversa e vorrebbe un rapporto diverso. Come si fa?
Prima di tutto occorre capire se le cose che vi uniscono, malgrado le
diversità di cui abbiamo parlato, sono ancora più di quelle che vi
dividono, e viceversa.
Se, dopo un'attenta analisi, lei si renderà conto che ciò che vi
unisce supera di gran lunga ciò che vi divide, non c'è altro da fare
che parlarne con il suo ragazzo, spiegargli i motivi della sua
insoddisfazione, riscrivere insieme le regole del vostro rapporto. Tra
queste, ovviamente, l'aspetto sessuale: lei non è una prostituta e
dunque non può accettare di fare sesso solo per farlo contento. Fare
l'amore è, per definizione, un atto d''amore, e lo si fa perché fa
piacere ad entrambi.
Se invece dovesse venir fuori che ciò che vi divide è ormai superiore
a ciò che vi unisce, c'è una sola cosa da fare, senza esitazioni e
senza rimorsi.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
UNA FAMIGLIA AFRICANA
Vorrei chiedere ai vostri esperti un consiglio ed eventualmente un
diagnosi riguardante il mio caso. Ho già fatto delle sedute di terapia
ipnotica e devo dire che ho avuto dei risultati soddisfacenti, che
però a distanza di 4 mesi si sono affievoliti fino al punto di
trovarmi nuovamente in profonda crisi di depressione. Non mettetevi a
ridere, ma banalmente il mio problema è di tipo affettivo e mi sta
nuovamente sconvolgendo la attuale vita. Ho 54 anni compiuti, sposato
e con 2 figli di cui la ragazza mi ha reso nonno circa 4 mesi or sono.
Sono rientrato dall'estero circa un anno e mezzo fa dopo aver vissuto
per più di 10 anni in Africa dove mi sono occupato di Turismo con
villaggi di proprietà e di organizzazione turistica. Mediamente
trascorrevo metà anno in ... e l'altra a ... dove vivo.Ho conosciuto
una signora africana che è diventata mia socia ed inoltre ho curato
con amore e dedizione i suoi figli. Anno dopo anno il rapporto si è
fatto sempre più forte sotto l'aspetto familiare.Mia moglie non mi ha
mai impedito di aiutare, amare questa mia "famiglia africana". Ad un
certo momento della mia convivenza con la mia famiglia africana si è
ripresentato il padre naturale dei miei figli "adottivi" e su
richiesta della mia compagna ho dato il permesso a questo uomo di
poter venire a trovare i figli abbandonati per più di 6 anni. Ad un
certo momento di questa storia ho preso una decisione importante nella
mia vita ed ho deciso che era arrivato il momento di ricomporre questa
famiglia africana nel modo migliore. Con il consenso della mia
compagna africana le ho suggerito di preparare un matrimonio cattolico
che è stato celebrato in una cattedrale di ... ed ha avuto come
testimoni di nozze mia moglie e me.Ebbene appena poco dopo mi sono
svegliato da quello che credevo un gesto d'amore nei riguardi della
mia compagna africana e sono caduto in una depressione profonda e
dolorosa. Siamo oramai vicini ai 3 anni di matrimonio di questa coppia
ed ancora io soffro di assurde gelosie, di traumi banali quali
rifiutare di vedere le vetrine dei negozi di abiti da sposa, o di
vedere in televisione programmi che parlino di Africa e la stessa
lingua inglese mi irrita benché quando parlo con la mia ex compagna
devo usare l'inglese. Sono al punto che ogni giorno io dialogo con lei
nella mia mente in Inglese, "altrimenti non mi capirebbe!!!!" Non ho
più interesse in nulla che mi circonda, il mio pensiero fisso è
rivolto a quel vissuto che non può più tornare. La mia domanda è forse
disarmante: è possibile con sedute ipnotiche allentare la morsa in cui
mi trovo attualmente? è possibile rimuovere l'ansia ed il dolore che
io provo nel saperla lontana e con un altro uomo? è possibile che io
torni alla gioia che ho provato nel preparare, organizzare e
realizzare il loro matrimonio ed essere finalmente libero!!!Sto
dicendo una sciocchezza ma se fosse possibile essere ipnotizzato e
rimuovere il ricordo di questa persona sarei l'uomo più felice della
terra.Grazie e confido nelle vostre capacità. L.
Caro L.,
Come lei sa, visto che si è già sottoposto ad ipnosi clinica, non si
può essere ipnotizzati contro la propria volontà, così come è
possibile riuscire a guarire attraverso l'ipnosi se ci si crede e se
si ha fiducia nel terapeuta. L'ipnosi infatti è un metodo terapeutico
molto direttivo: occorre praticamente abbandonarsi completamente alle
tecniche dell'ipnoterapeuta, abbattendo qualsiasi resistenza. Non
sempre tuttavia questa metodica rimane efficace nel tempo perché,
ovviamente, non va alla radice del problema, che rimane lì, come
quando si prendono degli antidepressivi.
Dunque, la mia opinione in merito è che l'ipnosi può aiutarla
sicuramente a stare meglio, ma non dovrebbe pensare di risolvere così
il suo problema in modo definitivo. Infatti, va affrontato e capito
questo suo comportamento apparentemente piuttosto bizzarro: da una
parte l'amore per questa donna e dall'altra la decisione di 'liberarsene',
per poi tornare a sognarla...
Non credo che a cinquanta anni suonati, con una famiglia alle spalle,
con una moglie più che comprensiva, una vasta esperienza di vita, lei
abbia potuto prendere decisioni avventate, anzi, lo escluderei.
Dunque, perché questo comportamento masochistico? Oppure lei di quella
donna si era proprio stancato e dunque ha voluto trovare per lei la
sistemazione più auspicabile, con la benedizione di sua moglie,
mettendo così 'a posto' famiglia africana, coscienza, relazione
coniugale, apparenze e libertà personale? Una sorta di 'condono
tombale' insomma.
Forse si era illuso che ciò sarebbe bastato per riaccendere qualche
scintilla con sua moglie, forse avrà pensato di fare altri incontri
interessanti, mentre invece niente di tutto questo è accaduto e
dunque, per ritrovare un po' di piacere, non le resta ora che
ripercorrere la strada dei ricordi...
Ciò che le consiglio non è di addormentarsi in un sonno ipnotico o
onirico, ma al contrario svegliarsi, destarsi da questo torpore e
tornare a vivere al presente, compiendo azioni che possano essere
efficaci nel mutare al meglio le sue condizioni di vita, gli affetti,
i pensieri.
Chiuda, per ora, la scatola dei ricordi: le farà comodo tra qualche
anno. Adesso è presto.Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
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