IL MIO PROF
Mi chiamo Teresa e le scrivo perché sono un'affezionata frequentatrice
del sito. So bene che la mia richiesta di consulenza on-line non è una
delle più originali, nè la più particolare...Solo che ho bisogno di un
piccolo consiglio che mi restituisca alla razionalità. Cercherò di
essere molto breve. Si tratta di una questione di sentimenti e di
rapporti. Frequento l'università e da molto tempo ammiro un professore
che ho avuto solo durante il primo anno di corso. Ha vent'anni più di
me, ma io l'ho sempre "venerato", come qualcosa di irraggiungibile e
impossibile. Da circa un paio di mesi abbiamo iniziato una
corrispondenza privata via mail, poi via sms.Una corrispondenza
dolcissima,tenera, confidenziale. Ci siamo visti qualche volta per un
caffè. Fin qui tutto bene. Fino a quando lui ha cominciato a farmi dei
piccoli, sottilissimi complimenti che, oltre a farmi un immenso
piacere, mi hanno anche fatto, per così dire, "volare alto" per la
prima volta in vita mia. Purtroppo temo di aver interpretato tutti i
suoi segnali con eccessivo entusiasmo (nella prima mail privata
scriveva semplicemente che il giorno prima mi aveva trovato veramente
molto carina) e infatti una settimana fa ci siamo visti per un the, e
ho ascoltato per due ore il triste racconto del suo innamoramento per
una giovane ragazza (che non conosco).
Mi ha fatto capire con molta vivacità che sono un'amica, che è un po'
imbarazzante il nostro rapporto (che esula dal contesto
professore-studente) ma che è felice di avermi trovato. Nonostante io
nel tempo abbia lanciato qualche segnale,ne deduco che quest'uomo non
lo ha colto e se invece l'ha colto ha scelto una via molto meschina
per tarparmi le ali...Il mio vero problema è: come posso restare solo
amica dell'uomo di cui sono innamorata? Un uomo che ora non "venero",
ma semplicemente amo per quello che è (cioè un uomo come altri)? La
mia scelta finora è stata fingere, nascondere tutti i miei sentimenti.
Ma mi sto accorgendo che questa cosa mi sta distruggendo dentro.
Vorrei provare ad allontanarmi da lui, ma temo che si insospettirebbe,
nonché adesso come adesso non so se riuscirei ad accettare di perdere
anche questo fragile legame che ho appena conquistato. Cosa mi
consiglia di fare, per salvare me e per non ferire lui? Mi scusi per
l'eccessiva lunghezza di questa mail, ho cercato di ridurre il
problema ai minimi termini!
Ringraziandola,
Teresa
Cara Teresa,
Sono io che ringrazio lei, anzitutto, per essere un'assidua
frequentatrice del sito. Quanto alla storia che mi racconta,
francamente devo confessarle che ha suscitato in me non poche
perplessità. Le sembra infatti ragionevole che un uomo di 45 anni
circa instauri una, chiamiamola così, 'affettuosa amicizia' con una
persona tanto più giovane di lui ? Che le invii delle mail, poi
addirittura degli SMS, al solo scopo di trovare in lei una confidente
? Che le racconti di un precedente, perduto innamoramento, per
un'altra giovane ragazza, che lei nemmeno conosce? Lei poi sostiene di
avergli fatto capire qualcosa; lui però ha fatto finta di niente ed ha
continuato a parlare di sé steso e del suo infelice amore... Che dire?
Anzitutto che è sicuramente un narciso, compiaciuto di sé stesso, del
suo ruolo sociale e del suo fascino. E poi che è un tipo astuto, del
quale non fidarsi troppo.
Credo poi che lei non abbia alcun motivo per NON allontanarsi da lui
(perché ci tiene tanto ad avere per amico una persona che nemmeno la
considera? che le importa se, allontanandosi, lo ferisce? Lei non si
sente un po' ferita da tanta superficialità ed indifferenza nei suoi
confronti?).
Detto in altre parole: se lei non si allontana da lui c'è solo un
motivo: quest'uomo le piace ed il suo inconscio le chiede di provare
ad andare fino in fondo... Una volta presa consapevolezza di ciò, non
resta che agire, facendo bene attenzione a restare sempre con i piedi
per terra e tenendo presente che, molto probabilmente, questo non sarà
l'uomo della sua vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
PENSO ALL'ANTICA
Sono un uomo di 35 anni che non ha mai avuto relazioni sentimentali
con l'altro sesso, questo perché penso molto all'antica e sono molto
timido nel primo approccio...e altri motivi.
Ho conosciuto una ragazza più giovane di me, con più di 10 anni di
differenza, con la quale ho fatto amicizia. Lei è solare, estroversa,
espansiva e generosa nei modi e nei sentimenti (l'opposto di quello
che sono io e questo è il motivo per cui lei mi ha dato il "due di
picche", e sono parole sue).
Non ci frequentiamo più e questa mancanza ha scatenato una serie di
effetti paragonabili a quelli, forse, che si avrebbero per una "crisi
di astinenza" in un drogato. Devo dire che lei quando ci frequentavamo
ancora, notando un certo attaccamento esagerato da parte mia, ha
cambiato atteggiamento nei miei confronti mantenendoli immutati con
gli altri, comportandosi con me quasi come se io ci riprovassi sempre
con lei.
Ne ho sofferto e glielo dissi ricevendo per risposta che lei lo faceva
per il mio bene. Continuo a soffrire.
Perché non posso più essere trattato da lei come gli altri? Posso
essere amico di una ragazza simile?
I miei sentimenti verso di lei sono sempre stati uguali, anzi, sono
cresciuti con il suo diniego.
La situazione è a dir poco imbarazzante per me perché non ho mai
pianto come adesso.
Chris
Caro Chris,
Capisco la sua sofferenza, ma compatirla è inutile: vorrei invece
proporle qualche motivo di riflessione.Anzitutto, cosa c'entra pensare
all'antica? Non credo che gli antichi non avessero relazioni con
l'altro sesso... Mi sembra che questa sia una scusa, dietro la quale
lei si trincera per non mettersi in discussione e magari arrivare alla
conclusione che anche lei dovrebbe sforzarsi un po' di più per piacere
agli altri.
Questa storia d'amore che le è capitata dovrebbe, a mio parere,
insegnarle che la vita può essere molto bella se si ha il coraggio di
viverla, piuttosto che osservarla dal di fuori, come qualcosa che
riguarda gli altri.
Lei attraverso questa storia, breve ma intensa, ha imparato che
esistono al mondo donne molto estroverse, espansive, solari e che
stare in loro compagnia è molto piacevole. Perché non prova a fare uno
sforzo su sé stesso, cercando anche lei di somigliare un po' a questa
sua amica che tanto le è piaciuta?
Sicuramente, con un carattere del genere, o almeno con modi di fare
più aperti verso gli altri, anche lei sarà in grado di attirare a sé
altre persone interessanti ed altrettanto piacevoli. Quanto al
passato, caro Chris, io ci metterei una pietra sopra. Sa cosa diceva
Oscar Wilde? A tutti gli uomini piace essere il primo per una donna,
ma a tutte le donne piace essere l'ultima per il proprio uomo...
Questa sua inesperienza con il gentil sesso avrà sicuramente pesato
nel rapporto e dopo un primo momento di curiosità, la ragazza può aver
capito che non era il caso. Ora però, niente che la riguarda sarà più
come prima: lei dopo questa esperienza non può che essere cambiato,
sicuramente in meglio.
Tragga spunto da questo per farsi coraggio e cercare altre ragazze.
Riveda un po' il suo modo di pensare 'all'antica', non si inventi
scuse e si butti. Il mondo è pieno di donne... Coraggio!
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
MIO MARITO E GLI ATTACCHI DI PANICO
Mio marito soffre da circa 25 anni (ora ne ha 44) di crisi di panico,
è stato ed è seguito da psicologi e psichiatri, assume da anni
medicinali antidepressivi, ecc. ha fatto cure omeopatiche, agopuntura,
ma le crisi si ripresentano e la vita di tutta la famiglia (abbiamo
una figlia di 10 mesi) è resa impossibile dal suo tormento. Quale
atteggiamento assumere noi che gli stiamo vicino e lui rispetto alla
sua perenne paura dell'imminenza della crisi? Esiste un modo per
risolvere o perlomeno convivere con questi disturbi? Esiste qualche
tecnica che permette di affrontare e gestire la crisi?
Noi abitiamo in Piemonte, esiste qualche gruppo di autoaiuto o qualche
altra realtà specifica per questo tipo di disturbi nella nostra zona,
a cui possiamo rivolgerci? La ringrazio e la saluto cordialmente.
Lory
Cara Lory,
Per quanto riguarda i gruppi di auto-aiuto, cerchi su internet: ce ne
sono diversi, coi quali può prendere diretto contatto. Per il resto,
francamente, rimango molto stupita del fatto che suo marito non sia
migliorato, dopo tutti questi anni e tutte queste cure.
Non sono in grado, tuttavia, di darle un consiglio/rimedio che vada
bene per tutto e per tutti! Infatti, dietro ogni attacco di panico c'è
una persona, una storia, un'anamnesi ed io non solo non conosco suo
marito, ma non so nemmeno di quale tipo di disagio fobico egli soffra,
quali siano i fattori o le situazioni scatenanti, in cosa consistano i
suoi attacchi di panico, la loro frequenza, i miglioramenti osservati
nel tempo ed in seguito a quali cure... Purtroppo, in questa
situazione, non posso esserle d'aiuto. Provi a riscrivermi,
raccontandomi meglio.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
PROBLEMI DI UN CINQUANTENNE
Gentile Dottoressa, ho quasi 50 anni, mi sono sposato in giovane età,
passando con mia moglie periodi buoni e meno, una decina di anni fa
abbiamo passato un brutto momento, siamo stati vicinissimi alla
separazione ma poi tutto è rientrato, problemi d'incompatibilità poi
superati.
Da qualche anno lavoro con delle colleghe, con una di queste, esiste
una "certa complicità" caratteriale, ci sentiamo abbastanza simili nei
pensieri e nel modo di affrontare le problematiche di tutti i giorni,
con le abitudini familiari, con figli, moglie marito genitori suoceri
ecc. non esiste assolutamente nessun rapporto sentimentale, solo
un'amicizia, una reciproca simpatia.
Da alcuni mesi, purtroppo, sottolineo purtroppo, questa persona che ha
due anni di più, occupa i miei pensieri sempre più frequentemente, che
mi sta succedendo? A questa età ci si può innamorare nuovamente,
oppure è un'infatuazione temporanea? Sono già alcuni anni che la
conosco. Con mia moglie non ci sono più disaccordi, convivo benissimo
con lei, non saprei farne a meno.
Quando penso a questa persona non immagino una relazione passionale,
una vita parallela con tradimenti e con tutto quello che possa
comportare avere un'amante, ma semplicemente avere un momento di
tenerezza, un bacio, una carezza per un sentimento reciproco da tenere
in un angolo del cuore per una persona che non potrò avere, portare
con me l'illusione di aver perso la possibilità di vivere insieme sarà
come ricordare di aver perso un treno che è partito quando nemmeno ci
conoscevamo. Sono più che consapevole di sapere che siamo due persone
con destini diversi, e che tutto finirà lì!
Le chiedo un aiuto, un consiglio, vorrei vivere quell'istante, quel
breve momento ma non sono sicuro che colei possa nutrire gli stessi
sentimenti e gli stessi desideri, come posso fare a scoprire i suoi
segreti delicatamente, come posso percepire nella sua mente i suoi
sinceri sentimenti, in che modo o con quali parole posso capire o
farle capire questo il mio desiderio?
Lei pensa che il rischio contro è troppo elevato e potrei rovinare
l'amicizia e il matrimonio?
Nel profondo del mio pensiero, forse guidato dall'istinto una voce mi
dice che la vita di ognuno di noi, nel bene e nel male, con i desideri
e con le rinunce, alla fine dei nostri giorni, alla resa dei conti,
l'amore dovrebbe sempre trionfare perché reprimere tale sentimento non
ci arricchisce.
Un imperdonabile sentimentale verso il tramonto.
Gregory
Caro Gregory,
Credo che la sua sia una storia molto comune. Infatti, vivendo accanto
per tante ore al giorno con colleghi dell'altro sesso, è normale che
queste persone diventino i 'mariti' e le 'mogli' dell'ufficio: non ci
sono rapporti sessuali, ma si creano delle inevitabili complicità, che
derivano dal fatto che con alcune persone ci si sente più 'simili' e
'vicine' di quanto accada con altre.
E' una cosa del tutto normale, così come è normale chiedersi che
sarà... Resterà un'intesa di lavoro o ci sarà qualcosa di più?
Chissà...
Credo che il fulcro di queste passioni sul lavoro sia tutto nel 'chissà',
che rende possibili i sogni e che tiene occupata la mente, con
piacevoli pensieri, come se fosse una droga.
Il mio consiglio è dunque quello di conservare gelosamente lo status
quo, perché questa situazione, oggi così piacevole ed appagante,
seppure precaria ed indefinita, continui a darle anche in futuro uno
scopo in più per alzarsi la mattina e sorridere al mondo.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
NON CAPISCO COSA MI ACCADE
Mi chiamo Marisa ho 40 anni e le scrivo per esporLe quello che in
questo momento mi sta accadendo e al quale non riesco a dare la benché
minima risposta.
Sposata con un bambino un matrimonio tranquillo sereno, insomma la
solita unione ordinaria oggi direi piatta, più mamma che donna più
amica che moglie, però per come lo vivevo e per quello che sentivo
dire dalle mie amiche, lo ritenevo apprezzabile.
Un giorno di 6 anni fa vengo investita da Lui, un fiume in piena,
divertente, loquace e silenzioso, elegante e misterioso, torno a
sentirmi donna e faccio di tutto per farmi notare mi sento di nuovo
una donna viva animata riscopro sopite emozioni. Per un po' sembra una
partita di scacchi, poi finalmente una sera riusciamo a restare soli i
primi baci, le prime carezze, torno a casa eccitata, confusa, felice
insomma mi rivedo donna con la D maiuscola.
Inizia una storia incredibile con delle emozioni mai provate vivo la
giornata per vederlo, sentirlo, toccarlo e quando finalmente riusciamo
a unire i nostri corpi vengo travolta da qualcosa di
indescrivibilmente bello e intenso, provo quello che con nessun altro
uomo ho mai sentito e da quel momento lo cerco continuamente e con
maggiore insistenza. I nostri incontri diventano giorno dopo giorno
più dolci e piacevoli e raggiungono il loro apice nei rapporti sotto
le lenzuola. In quegli attimi mi annullavo completamente non riuscivo
più a capire dove ero e se quello che accadeva stava succedendo
proprio a me o era un sogno, era così bello che non vedevo l'ora di
farlo, rifarlo ancora e poi di nuovo. Nel frattempo il mio matrimonio
va a rotoli e mi sento in diritto di chiedergli sempre con maggiore
insistenza una vita non più clandestina ma alla luce del sole. Sembra
approvare la mia richiesta, ma chiede un po' di tempo e di calma, ha
appena cambiato città e lavoro e deve considerare il modo migliore per
conservare forte il bellissimo rapporto che ha con i figli. Ci resto
molto male, ma tutto passa quando ci vediamo insisto lo voglio tutto
per me, sembra intimorito continua a chiedermi calma e tempo mi dice
che la convivenza stravolgerà molti equilibri sia all'interno della
nostra unione che di quella con le altre persone (ex coniugi, figli,
parenti, amici). Sono furiosa e delusa esco con altri uomini, storie
che durano poco non riesco a stargli lontano e quando mestamente torno
da lui ne sono sempre più infatuata. Lo persuado che i miei sono dei
colpi di testa, però diventa più dubbioso e suscettibile e inizia ad
essere incerto sulle ragioni che mi portano a volerlo come compagno.
Continuiamo a vederci percependo sempre le stesse intense
trepidazioni, ho l'impressione che non sarà mai completamente mio e un
anno fa decido, succeda quel che succeda devo imbattermi in un uomo
tutto per me e questa volta devo andare fino in fondo e non guardarmi
più indietro. Il caso vuole che ad una cena tra amici incontro il mio
attuale compagno, accetta subito di vivere con me. All'inizio non
credevo a me stessa ci stavo riuscendo mi stavo dedicando ad un'altra
persona, brava, buona, gentile disponibile che stravede per me
attratta da me. Piena di orgoglio e di convincimenti faccio di tutto
per mostrare (a Lui finalmente ex) la mia nuova condizione di donna
soddisfatta di donna che sa vivere anche senza di Lui.
Purtroppo l'entusiasmo è durato poco e a distanza di un anno mi
ritrovo oggi ad essere tornata la donna di quando ero ahimè sposata.
A questo punto Le chiedo cosa mi succede, cosa mi consiglia di fare,
non vorrei tornare in ginocchio da lui eppure è pazzesco quanto
desidero vederlo e toccarlo non riesco a farlo uscire dalla mia mente,
perché nonostante altre storie io fantastico una vita solo con lui?
Con il mio attuale compagno non sto male è sempre disponibile scatta
ad ogni mio sospiro farebbe qualsiasi cosa per me, ne sono più che
certa l'unico grosso problema è la sua tremenda gelosia, però manca
quella scintilla che faccia decollare questo rapporto dal volergli
bene ad amarlo anche la metà di quello che ho provato con lui (mi
accontenterei) e da amore a passione e desiderio.
La ringrazio e la saluto
Marisa
Cara Marisa,
Sicuramente scoprirsi Donna a 40 anni è una cosa meravigliosa, ma non
so se, guardando il rovescio della medaglia, lo sia davvero: un
matrimonio fallito, un figlio abbandonato al suo destino, un amore
passionale dall'elettroencefalogramma sempre più piatto ed il ricordo
di un uomo meraviglioso che la desidera come Donna, ma evidentemente
non come Moglie...
Il problema è che qualsiasi unione stabile comporta una serie di
rinunce e dura solo se ci si costringe ad una disciplina piuttosto
severa, sia verso sé stessi, sia verso il partner. Accorgersi che
tutt'intorno al proprio piccolo mondo esistono una serie di occasioni
di crescita e di gratificazione personale può essere entusiasmante, ma
può rappresentare anche un pericolo per la propria stabilità ed il
proprio equilibrio. Lei, ad esempio, ha imboccato da giovane la via
del matrimonio, per poi ricredersi in età più matura, coinvolgendosi
in una meravigliosa storia d'amore e di passione. Risultato: dopo una
serie di storie senza storia, come nel Monopoli, lei è tornata al
punto di partenza, senza passare dal via... E ora? O ripercorre lo
stesso cammino già intrapreso, che le porterà, come ormai sappiamo,
intense gioie ed intensi dolori, oppure si siede nella mediocrità del
suo quotidiano, dove non ci sono grandi bagliori, ma almeno è un luogo
di tranquillità e di pace, in cui è possibile programmare eventi
futuri ed obiettivi da raggiungere.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
OCCHI INESPRESSIVI
Sono una ragazza di 20 anni,e scrivo perché credo di avere un
problema(forse
insolito?). Quando parlo faccia a faccia con qualsiasi
persona,percepisco che
i miei occhi non riescono a sorridere,e ad adeguarsi,solo in tal
senso,all'espressione dell'altro interlocutore.
In tal modo,pur essendo ben disposta verso l'altra persona,credo di
comunicare,invece,l'esatto contrario, in modo del tutto involontario,e
con mio rammarico.
Come mai mi capita tutto ciò?Esiste un modo per superare il problema?
Grazie.
20enne
Cara Ventenne,
Credo che questa situazione le capiti perché lei è forse una persona
un po' ansiosa, che si sente sempre sotto esame ed è abituata ad
osservarsi (troppo?), sia dall'interno che dall'esterno. Quando
incontra qualcuno, forse, invece di concentrarsi su quanto l'altro le
dice, lei comincia ad osservarsi criticamente, spettatrice di sé
stessa, trovandosi questo difetto e probabilmente anche altri.
Poiché gli occhi non sorridono, se non di riflesso, tutto quello che
lei deve fare è spostare l'attenzione dagli occhi alle orecchie e
concentrarsi con maggiore attenzione su quanto le viene detto, anziché
sui suoi occhi che non sorridono (mi deve spiegare poi come fa a
vedere i suoi occhi mentre parla con gli altri, perché mi è un po'
difficile capirlo. E se fosse solo una sensazione?)
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
ATTACCHI DI PANICO
Gentile dottoressa, io ho 45 anni, sposata, due figli. 8 anni fa ho
avuto il primo attacco di panico. Il mio medico non l'ha riconosciuto
perché dalle analisi risultavo sana come un pesce, né io mi rendevo
conto di cosa si trattasse. Parlando con un 'amica che aveva sofferto
dello stesso disturbo mi sono rivolta ad una psichiatra, che mi ha
curato con i farmaci, ma non ha risolto il problema perché gli
attacchi si sono sempre ripresentati.
L'ultimo è stato il peggiore e a forza di ragionare, leggere, pensare
sono arrivata ad individuare il motivo del mio male. Solo che non so
combatterlo.
Il fatto è che ho, come dire, aperto gli occhi su me stessa e ho
scoperto che mio marito non mi accetta come sono, mi vorrebbe diversa,
e io con lui ho sempre finto: ho finto di essere come lui mi voleva
purché mi amasse.
Ma la verità è venuta a galla , non ci si può nascondere a lungo e
adesso lui non mi vuole più. Ed è ricomparso l'attacco di panico.
Desidero un uomo da amare a da cui essere amata. Paradossalmente mi
sono innamorata di un uomo in una chat line, ma lui non mi ha voluta
(neanche lui), non mi ha
voluta neanche incontrare dicendo che ama moltissimo sua moglie. E di
nuovo è comparso l'attacco di panico. Non riesco a non pensare a lui.
Ma ci si può innamorare di una persona senza averla vista, solo per
ciò che ha dentro?
A me è capitato. E sto soffrendo come se fossi malata. Si può guarire
di mal d'amore? Come faccio a uscire da questa specie di incubo. Sono
in preda a sensazioni forti, che comprimo dentro me stessa...la
ragione sta andando a farsi friggere. E ho molta paura. Andrò in
terapia, ho già preso un appuntamento...ma intanto... una parola
d'aiuto. Sto molto male. Grazie.
Sonia
Cara Sonia,
Lei è una donna ancora relativamente giovane, ma l'età in cui si
cominciano a fare i bilanci è ormai più vicina di quanto non lo sia
l'età della sua giovinezza. In altre parole, questo significa che è il
momento di cominciare a vivere la vita così come vuole lei e non come
vogliono gli altri. Non mi è chiaro se lei si sia separata da suo
marito e cosa ne sia dei figli. In ogni caso, con tutti, è giunto il
momento di far capire che lei vuole essere sé stessa. Per fare questo
non c'è bisogno di fare proclami o gesti eclatanti: basta porsi degli
obiettivi, neanche tanto ambiziosi all'inizio, e cercare di
raggiungerli.
Quanto all'uomo della chat line, si può capire che in un momento di
depressione e di buio dell'anima ci si possa innamorare di un'entità
che parla attraverso la videoscrittura, ma le consiglierei di tornare
a cercare questa persona nella realtà, per avere maggiore speranza di
trovarla.
L'importante è, per il momento, non cercare nessuno fuorché sé stessa:
faccia ciò che le piace, si impegni per realizzare i suoi sogni.
Quanto all'uomo della sua vita... Forse è già all'orizzonte, ma lei
ancora non lo sa.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
DOPO LA MORTE DI MIA SUOCERA
Sono passati + di nove anni che siamo assieme; da quattro conviviamo e
da due siamo sposati. Dopo la morte di mia suocera,avvenuta pochi mesi
dopo il nostro matrimonio,le cose sono cambiate; per correttezza devo
dire che il nostro è sempre stato un rapporto 'burrascoso' dove spesso
si litigava anche per stupidate ma poi era stupendo fare la pace...insomma
ci cercavamo sempre. Dopo questa
morte,i rapporti sono precipitati,lei voleva tornare nella sua
città con o senza di me perché diceva che il padre non sarebbe
riuscito da solo a reagire al dramma.
Con il tempo ha notato che il padre ha reagito bene e l'idea di
andarsene è così svanita Si è trovata un lavoro stabile e siamo stati
benone fino alla scorsa estate.
Mi diceva che aveva il bisogno di uscire con le amiche,aveva bisogno
di spazi; dopo il distacco che sentivo in lei ho deciso di affrontare
la cruda realtà scoprendo che lei mi tradiva con un suo collega.
Decise di andare a vivere momentaneamente da lui ma solo per una
ventina di giorni poi ha deciso di mollare tutto ed è tornata al suo
paesello.
Intanto avevo avviato le pratiche di separazione e ogni volta che ci
incontravamo non volevamo mai firmare le pratiche perché stavamo
benissimo in quella situazione (intendo quando ci vedevamo).
Siamo tornati assieme e abbiamo passato i primi mesi da veri
fidanzatini ma oggi mi ritrovo a sentire in lei di nuovo un certo
distacco e la voglia di uscire ogni tanto con le amiche: stessa
situazione precedente solo che ora non c'è nessun altro (non lavora +
lì con il suo ex amante) mi dice che mi vuole veramente bene ma non è
sicura se mi Ama ancora o meno.
Io per contro sono sprofondato ancora nell'oblio (inizio a non
mangiare e dormire) anche se ieri ho deciso che sarebbe giusto
troncare e che lei ritorni al suo paese. Mio malgrado. Ma non vogliamo
distaccarci io perché la amo e lei forse perché sono un punto di
riferimento da tanti anni;ma io non posso aspettare sempre che lei
capisca cosa provi per me sopratutto dopo quello che è successo uno
non dovrebbe avere + dubbi ,no? in pratica io sarei disposto ancora a
riprovarci ma con delle condizioni: prima noi e poi gli spazi con gli
amici altrimenti nulla. Non posso + concedere spazi per la mia salute.
Stasera ne parleremo ancora spero mi dia una mano il + in fretta
possibile così da poter salvare il
salvabile (se possibile).
Mi scuso per la lungaggine ma credo che per questi problemi sia giusto
specificare bene i fatti.
Grazie
A.
Caro A.,
I dubbi fanno parte dell'intelligenza umana: non averne non è sintomo
di agilità e brillantezza di pensiero. Certo è che convivere una vita
con una persona che ha tanti dubbi, che vanno peraltro in un'unica
direzione (ovvero il vostro rapporto), può essere pesante.
Credo che la vostra attuale unione si basi su un rapporto di
convenienza: non c'è più quel legame che c'era prima, siete un po'
delusi l'uno dell'altro, ma sapete bene che ciò che vi unisce è tutt'ora
più forte di ciò che vi divide. Ecco perché lei ha buttato giù il
rospo del tradimento ed ecco perché lei, sebbene tentata dal
riprendere la sua vita da adolescente nel suo paesello, le rimane
accanto... Non so in che modo la morte di sua suocera possa aver fatto
scattare in sua moglie la molla che la spinge verso un maggiore senso
di autonomia personale, di libertà; certo è che questa morte ha
influito pesantemente nella psiche di lei, portandola a cercare un
nuovo equilibrio in cose e persone che poi comunque si sono dimostrate
inadeguate. Che dire?
Secondo me c'è solo da aspettare che i tempi maturino: parlarne
troppo, senza trovare soluzioni, serve solo ad amplificare i problemi.
Se lei ha pazienza ed ama questa donna, cerchi di accettare questo suo
momento di sbandamento; altrimenti si separi definitivamente da lei.
Terza via: tentare una terapia di coppia.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona
RICORDO UN ABORTO
Sono 32enne ed a 25anni ho "subito" un aborto..L'ho scritto tra
virgolette perché anche se ho firmato il consenso a farlo
volontariamente sono stata comunque costretta dalle persone più
vicine. Ora non riesco dopo 7 anni ad uscire dalla depressione e non
riesco più ad avere rapporti sessuali con il ragazzo che avevo deciso
di lasciare dopo l'aborto. Ho trascorso 3 anni senza confidarmi ed
in solitudine. Ora che ho un lavoro e che mi capita di relazionarmi mi
accorgo di essere giudicata come "stravagante" perché probabilmente
sono solita parlare poco o forse perché ho sempre l'aspetto
malinconico e triste. Mi relaziono con il pubblico quasi tutti i
giorni ma questo non mi impedisce di pensare perché dovrei essere
depressa? Ho un lavoro non sono una nullafacente? Lavorando presso una
Asl non posso rivolgermi ad un neurologo del posto perché i miei
colleghi potrebbero vedere l'eventuale visita prenotata e potrebbero
per questo prendermi in giro. Non ho i soldi per affrontare una
terapia a pagamento...che fare?
32enne
Cara 32 enne,
Credo che lei debba anzitutto cercare di abbattere le numerose
resistenze che la portano a non affrontare i suoi problemi. Credo che
per una donna un aborto sia un'esperienza fra le più traumatiche, di
quelle che lasciano il segno e probabilmente per lei è stato
l'elemento scatenante che l'ha spinta verso la depressione.
Depressione che la porta ad isolarsi dagli altri, a sentirsi diversa,
e che oltre tutto non le fa trovare le energie e le motivazioni per
fare qualcosa di concreto per uscire da questo stato.
Credo che una psicoterapia possa fare al suo caso, ma le motivazioni
che lei adduce per non iniziarla mi sembrano poco convincenti...
Frequentare uno psicologo una volta alla settimana non è un costo così
eccessivo per una persona che lavora e non ha impegni familiari. In
ogni caso esistono anche dei Consultori dove gli psicologi forniscono
consulenze gratuite (ad esempio in alcune Parrocchie o centri sociali)
e poi non credo che lei non possa eventualmente rivolgersi ad un'altra
ASL, dove non conosce nessuno. Ed infine... C'è qualcosa di male a
sentirsi un po' depressa e chiedere consiglio ad uno psicologo? Perché
dovrebbero prenderla in giro?
Dunque, il problema lo conosce, la soluzione pure... Coraggio!
Dott.ssa Proietti Ancona
IL PUNTO DI NON RITORNO
Gentile Dottoressa, ho paura di essere arrivato al punto di non
ritorno. Ho 47 anni e da 3 anni sto vivendo un grande amore che ora mi
sta soffocando. Mi sono perdutamente innamorato, ricambiato, di una
ragazza ( 32 anni) che per 5 anni prima di conoscermi ha umiliato la
sua vita e il suo orgoglio di donna passando da un uomo all'altro
senza ritegno.
Il mio amore è andato oltre; ho visto la vera persona che c'è in lei e
me ne sono innamorato alla follia. L'ho invitata a raccontarsi, sia
nelle storie passate che nei particolari vissuti, convinto che mi
sarebbe servito a cancellare questo periodo negativo conoscendo la
verità.
Lei è stata molto onesta e si è aperta completamente con me,
riconoscendo i suoi errori e rifacendosi una vita con me.
Sono passati 3 anni, la amo come prima ma i fantasmi del suo passato
mi attanagliano la testa: adoro fare l'amore con lei ma negli ultimi
mesi quando siamo in intimità, non riesco a pensare se non al suo
corpo toccato dagli altri, nelle situazioni e circostanze che lei
stessa mi ha rivelato. Capisce bene il mio stato d'animo e la mia
confusione... Non riesco più a vivere in questo modo, ho bisogno di
ritrovare me stesso e di ragionare liberamente. Mi aiuti a capire se
esiste un modo per liberarmi dall'ossessione del passato della mia
donna (che amo come il primo giorno e che sposerei anche oggi) e
quindi pensare ad un futuro con lei, o se riuscirò a liberarmi di lei
solo rinchiudendo l'amore che provo e vivere senza di lei e senza
amore.
Con fiducia, La ringrazio
M.V.
Caro MV,
La sua è una gelosia retrograda che non ha nessuno scopo se non quello
di rovinare il vostro rapporto. In realtà nessun uomo può aver toccato
quel corpo di donna come fa lei, perché nessuno degli uomini che
l'hanno preceduta era innamorato come lo è lei. Per lo stesso motivo,
si potrebbe dire, la sua donna non ha mai fatto veramente l'amore in
precedenza, ma solo 'sesso' : lei converrà che non è esattamente la
stessa cosa, la stessa esperienza. Infine, ciò che la sua donna ha
fatto in passato non la riguarda in alcun modo : la sua donna può aver
sbagliato, ma se ha offeso qualcuno è solamente sé stessa. Mi permetta
però una domanda: ma la sua ragazza è altrettanto innamorata di lei?
Perché non me ne ha parlato? Guardi che non basta 'perdonare' una
persona per il suo passato perché questa automaticamente si innamori e
arrivi, come lei, al punto di non ritorno...Credo che il presente
meriti la sua attenzione assai più del passato !
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
SOLA
Sola,incredibilmente sola.Vivere per quasi mezzo secolo una vita al
servizio degli altri,mettendo da parte le proprie idee,i propri
sentimenti, le proprie esigenze... e improvvisamente rendersi conto di
avere sbagliato tutto,di essere stata usata,cercare di ricominciare,ma
rendersi conto che è tardi.Rendersi conto improvvisamente che i tuoi
sogni di bambina e di adolescente sono stati calpestati,che il sogno
di una famiglia tua,tutta tua,è irrimediabilmente svanito...non avrai
mai un compagno da amare nè un bambino da accudire,non sentirai mai le
sue piccole braccia stringersi a te,non sentirai mai su di te il suo
sguardo fiducioso.E allora....che fare...quando tutto ciò che hai
fatto è sbagliato,tutto ciò che hai non serve,ciò che sai non ti
aiuta...che fare....
Sola
Cara Sola,
Le sue parole esprimono una profonda sofferenza. A cinquanta anni si
fa un primo bilancio della propria vita e si cominciano a valutare i
profitti e le perdite. Nel suo caso le perdite sono assai superiori ai
profitti. Forse voleva un figlio, e non l'ha avuto; forse voleva una
relazione stabile, una famiglia e ora non l'ha più. E' sola.
Giusto è allora piangere sulla propria disperazione e leccarsi le
ferite.
Quello che conta però è aiutarsi presto a risalire la china, un po' al
giorno, senza sforzi e senza grosse aspettative. Imparare a vivere nel
presente è la ricetta che più funziona, in questi casi.
Rispolveri i suoi sogni da adolescente perché mai forse, prima d'ora,
lei è stata veramente nelle condizioni di poterli realizzare: si ponga
degli obiettivi e pian piano cerchi di riempire la sua vita con le
soddisfazioni che le mancano.
Quanto alla mancanza di un bambino, capisco il grave senso di perdita
che questo le dà. Vorrei però dirle che un figlio non è sempre
sentirsi stringere da piccole braccia o osservare da sguardi
fiduciosi...
Quante mamme, sue coetanee, potrebbero parlare della loro disperazione
perché i figli si drogano, frequentano cattive compagnie, chiedono
continuamente soldi e non si cercano un lavoro, se ne vanno da casa
sbattendo la porta, malgrado i genitori abbiano loro dedicato tutta la
loro esistenza...Cerchi insomma di non idealizzare la figura di questo
figlio-mai-nato e cerchi di consolarsi (anche se, mi rendo conto, è
difficile) pensando a queste mamme di cui le ho parlato, che forse si
sentono ancora più fallite di lei e che magari dicono a sé stesse:
'ah! Se potessi essere sola e potermi gestire la vita come vorrei...'
Coraggio!!
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
LUI E' PIU' PICCOLO
Buonasera dottoressa.. io mi chiamo Paola ho 35 anni e da 1 anno sto
con un ragazzo di 8 anni più più piccolo di me... premetto io sono
separata e ho un bambina di 11 anni.. questa persona l'ho conosciuta
su di una chat... non abita qui nella mia città... da prima la nostra
storia è cominciata in chat e come amici stavamo bene insieme... nel
parlare eravamo molto in sintonia... poi ci siamo conosciuti di
persona.... e ci siamo messi insieme subito ... è nata una bellissima
storia d'amore ... ci vedevamo e ci vediamo spesso.. per quanto è
possibile con gli impegni vari.....da prima ci frequentavamo e
non parlavamo di un futuro .. poi sia perché ci mancavamo a vicenda o
perché eravamo sicuri di questa storia abbiamo cominciato a fare
progetti insieme ..con l'intento lui di trasferirsi da me ... il
problema sta che lui ha continuamente alti e bassi.. in amore dei
giorni ama alla follia e dei giorni sembra che non ti ami più... però
queste crisi sono sempre vicine a dei miei malumori.. è stato sul
troncare la nostra storia diverse volte e io ho sempre insistito ...
perché voleva autoeliminarsi dicendo che mi faceva solo
soffrire....ora da parte mia mi sento come quella che non è più sicura
perché dico "ho sempre insistito io mi amerà veramente?" sono sempre
un po’ titubante non so che fare io lo amo molto i problemi ci sono
... lui dice che mi ama.... però a volte non mi sembra sicuro.....ho
sentito troppe frasi in cui mi diceva che non c'era sintonia o che
aveva un calo al momento dovevo aspettare... poi si riprende dopo
giorni dandomi amore infinito......i nostri malumori sono stati sempre
per l'età perché lui non mi vedeva sicura e io non lo vedevo sicuro...
ci rincorriamo con i stessi discorsi poi alla fine com'è la situazione
non lo ancora capita... siamo molto simili troppo... a volte
orgogliosi....e pensiamo sempre che l'altro non ci ama o che non diamo
abbastanza amore..... premetto lui ha accettato mia figlia e la mia
vita...... però???????? la saluto e aspetto risposta.
Paola
Cara Paola,
Non credo lei faccia bene a forzare gli eventi. La vostra unione, come
lei sicuramente sa già, non si è costituita su basi solide: lui è
molto più giovane e per di più è ancora molto immaturo. Forse non è
mai stato sposato, non sa cosa significhi diventare padre, accettare
delle responsabilità. Forse non ha avuto ancora una vera storia
d'amore nella sua vita.
Credo sia positivo portare avanti questa relazione se le fa bene
sentirsi innamorata e in coppia con qualcuno. Sbagliato invece è, a
mio parere, pensare che questa storia riguardi in qualche modo il suo
futuro o che sua figlia abbia trovato un nuovo papà...
Le consiglierei di aspettare un uomo più maturo e consapevole prima di
pensare a rifarsi una vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti
STORIA DI UN SEPARATO
Salve Dott.ssa Proietti, Sono un ragazzo di 30 anni,ho una figlia di 3
anni e sono separato da con la mamma da ben 4 anni. Io e lei
pur essendo separati abbiamo continuato ad avere rapporti fino a
l'estate scorsa,ma veniamo al dunque.
La nostra separazione è dovuta al fatto che io ho avuto problemi con
sostanze stupefacenti,a quel tempo la mia ex non faceva niente di quel
genere di cose quindi essendo in 2 mondi completamente diversi oltre a
litigare sempre e ad avere io la sua famiglia contro ci siamo separati.Il
mio sospetto però è che la mia ex moglie fosse anche messa su dalla
madre visto che nel suo comportamento dimostrava di volermi ancora
bene nonostante tutto.Poi io abbandonato a me stesso e privato di ogni
cosa perfino di vedere mia figlia,(non l'ho vista per alcuni
mesi),sono riuscito a reinserirmi,anche se c'è voluto molto tempo,ma
in tutto quel periodo lei di nascosto continuava ad avere rapporti con
me pur essendo gia fidanzata con un altro.Oggi ho di nuovo un lavoro
ed una vita sana e regolare,vedo ogni week-end la mia piccola e dolce
vita(l'affidamento nel periodo di separazione fu dato giustamente alla
mamma);Ma la cosa più brutta di tutto questa storia è che la mamma di
mia figlia è in una comunità perchè vittima a sua volta della
maledetta droga,oggi è lei che mi chiede aiuto nonostante io non sia
stato aiutato ne de lei ne da nessuno dei suoi familiari,ma anzi non
ho ricevuto altro che insulti e altre bruttissime cose da parte loro
nei miei confronti,e tutto questo dovrebbe avvenire all'insaputa dei
suoi genitori che ancora oggi e malgrado la situazione sia
completamente al contrario,non accettano assolutamente il fatto che io
e lei possiamo ricostruire la famiglia che eravamo vista anche la
splendida bambina che abbiamo.
Ma per finire un'altra cosa voglio dirti,io non sono neanche dopo
tutto questo sicuro di volerlo fare perchè se penso a noi come una
famiglia la cosa non è che mi piaccia molto.
Amo moltissimo mia figlia ma forse non è cosi anche per sua madre.Non
credi?E ancora, io ho dispiacere per la situazione in cui lei si
trova,ma sento il bisogno di stare tranquillo e al di fuori di questo
problema,non pensi che farei bene a far cosi?Ti prego aiutami
rispondi,nel frattempo saluti e baci ciao.
M.
Caro M.,
Sarebbe bello che lei desse una mano alla sua ex moglie per farla
riuscire meglio nel suo programma di riabilitazione, purché lei si
senta ora veramente forte per poterlo fare. Non vorrei infatti che,
frequentando di nuovo un certo mondo, lei abbia un momento di
debolezza e magari si lasci andare per la seconda volta. Questa volta
infatti, vista la situazione di sua moglie e considerando la
meravigliosa bambina che avete, lei non può assolutamente rischiare di
'perdersi'.
Quanto a ricostruire la vostra famiglia... Forse è bene pensarci
quando tutto sarà tornato a posto. Per ora si concentri sulla bambina
e non le faccia mancare l'affetto: né il suo, né quello della mamma.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
STO MALE FISICAMENTE
Salve, innanzitutto complimenti per il vostro sito.... io vi scrivo
per dirvi che sono un ragazzo di 25 anni con un bel lavoro un po
stressante anzi molto...una bella ragazza ...l'unica cosa che ho
cambiato negli ultimi tempi nella mia vita' è il fatto che dopo 10
anni di fumare è da circa 3 mesi che non fumo piu'....la cosa che
volevo dirvi è che io sto malissimo fisicamente i dottori mi dicono
che sia depressione, i sintomi sono giri di testa, testa vuota, non mi
sento forza nelle gambe orecchie tappate ecc ecc.. sara' che ho paura
delle malattine e magari quando mi fa male qualcosa mi impressiono
tanto da farmi venire la depressione con sintomi bruttissimi.
in piu' mi capita di avere dei desideri erotici con donne diverse
dalla mia ragazza e come se cercassi una bellissima donna per poter
fare del sesso ....da dire che con la mia lei il sesso non mi
manca....aspetto una vostra risposta...grazie
FP
Caro FP,
Grazie anzitutto per i complimenti al sito: sono contenta che le
piaccia. Quanto ai suoi problemi, direi che attribuire tutto al fumo
mi sembra un'esagerazione... Che il fumo dia dipendenza è un fatto
assodato, ma che ora tutto quello che le capita lei lo attribuisca
alla sua astinenza da fumo credo sia un atteggiamento sbagliato.
Piuttosto, ogni volta che si sente in forma, che sente il suo respiro
libero dal catarro e dalla tosse, dica a sé stesso: sto benissimo e
sono un uomo fortunato, perché ce l'ho fatta a liberarmi di questa
schiavitù, che si chiama fumo!
Quanto ai desideri erotici, credo proprio che lei li avrebbe avuti lo
stesso, anche se avesse continuato a fumare... Non c'è niente di male:
sono solo sogni !
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
PER LUI SONO TROPPO PICCOLA
Salve! Sono una ragazza di quasi 18 anni e mi chiamo "Sveva".Ammetto
che sono giunta alla conclusione di appellarmi a lei, perché non trovo
più le forze per andare avanti.
E' da tempo ormai che sono innamorata di un ragazzo che ha 9 anni più
di me, che chiamerò "Marco", e questa cosa invece di portarmi
benefici, ultimamente inizia a farmi star male. Secondo Marco, il
problema fondamentale che non ci permette di stare insieme è l'età! Io
sono troppo giovane, studio ancora, mentre lui lavora da un bel pò di
tempo ormai, e non deve più rispettare delle regole che invece a me
sono imposte.
Non sono una ragazza casa e scuola. Mio padre si fida molto di me e,
mi lascia tutta la libertà che voglio, per cui a differenza di altre
mie coetanee ho il permesso di uscire tutte le sere,senza esagerare
con gli orari, e di fare tardi il sabato sera. Anche lui questo lo
nota, perché frequentiamo più o meno gli stessi posti, ma continua a
sostenere che sono ancora una bambina. Io non mi ritengo così, forse
perché la vita mi ha messo di fronte a degli ostacoli che mi hanno
fatto maturare molto prima del normale. Infatti quando avevo appena13
anni mia madre è morta e ho cominciato a badare a me stessa senza
appellarmi troppo all'aiuto di mio padre e mio fratello. Non che loro
non fossero disposti a darmelo, anzi, ho un rapporto molto aperto con
tutti e due, ma volevo, e voglio tutt'ora evitare di dare dei
problemi. Malgrado tutto, sono una ragazza vivace, che ama stare tra
le gente e divertirsi, ma cerco in ogni caso di tenere sempre la testa
sulle spalle! 9 mesi fa ho notato Marco. Abita nel mio stesso posto,
ma solo una sera dell'estate passata mi sono accorta di lui!
All'inizio era tutto un gioco, volevo solo vedere se riuscivo a
conquistarlo, ma poi, con il passare del tempo me ne sono innamorata!
Evito di raccontarle tutte le pazzie che ho combinato per lui!!! Un
giorno decisi di scrivergli perché non riuscivo mai a incontrarlo da
solo per parlarci.
Lui però, a 4 pagine piene di domande e di perplessità, mi ha risposto
con un sms dicendo che ero troppo piccola, ma molto carina! Sono
andata in crisi, ma come sempre mi sono rialzata. Solo che lui nel mio
cuore ci è sempre rimasto!Interdetta ormai dal suo sms, continuavo ad
amarlo in silenzio, ma ad un tratto, precisamente a gennaio di quest'anno,
sembrava molto più interessato!Lo sorprendevo a guardarmi,mi
sorrideva, mi salutava, così sono tornata all'attacco!Ma anche questa
volta non è andata bene, gli ho chiesto di parlare ma lui ha
rifiutato! Ancora una volta mi sono sentita morire, ma poi ho stretto
i denti e mi sono rimessa in carreggiata! Finché all'ennesima
richiesta di parlare, e all'ennesimo suo rifiuto, gli ho mandato un
sms dicendogli che era un egoista e che non si meritava assolutamente
niente! Dopo quel messaggio lui è di nuovo cambiato. Era
improvvisamente diventato conciliante, parlava molto bene di me, ma
questa volta non ci sono cascata! Ho chiuso gli occhi e sono andata
avanti! Ho addirittura conosciuto un altro ragazzo "Matteo" ma
purtroppo non è andata bene! Il problema però è che ora Marco è molto
strano! Se mi vede al bar, s'intrattiene di più, se mi incontra mi
saluta...è diventato un altro! A questo punto io, ho capito che non lo
avevo affatto rimosso dalla mia testa, anzi avevo solo fatto finta di
averlo dimenticato! Oggi gli ho chiesto di vederci! Lei penserà che me
le vado a cercare, ma ora le spiego. Un amico comune mi ha detto che
il vero problema per lui non è la mia età, bensì ciò che potrebbero
pensare i suoi amici e anche i miei!Questo perché da quando la notizia
a fatto il giro della combriccola io sono diventata una poco di buono
e lui uno scemo!Così ho deciso di riattivarmi! Gli ho chiesto di
vederci di nascosto, all'insaputa di tutti, perché io avevo bisogno di
spiegazioni! Ma anche questa volta ha rifiutato. Gli ho chiesto una
motivazione attendibile, ma non è stato in grado di darmela! Io non so
poù che fare! Credo che lui mi abbia preso in giro per 9 lunghi mesi!
Va dicendo in giro che gli piaccio che vorrebbe parlarmi, ma poi,
appena glielo chiedo io rifiuta! Sta volta sto male! Ho paura di non
riuscire più ad andare avanti! Io ho bisogno di sapere i purché,e se
non me li da lui, come faccio io a trovare pace? Sono diventata
intrattabile, e questo non è da me! La prego, non mi dica anche lei di
lasciare stare, perché se fossi stata in grado di farlo avrei mollato
tutto al primo rifiuto! Vorrei solo riuscire a trovare un pò di
serenità, ma con questi presupposti proprio non ci riesco! Come fargli
capire che chiedo solo delle spiegazioni e non un matrimonio?? La
ingrazio anticipatamente! Un Abbraccio Sveva
Cara Sveva,
Non credi anche tu che la tua ossessiva 'richiesta di spiegazioni'
altro non sia che una richiesta di attenzione, un modo alternativo per
dirgli : 'ho voglia di stare da sola insieme con te' ? Tu infatti non
hai bisogno di alcuna spiegazione, perché lui ti ha detto in tutti i
modi che non è interessato a te (anche se i veri motivi non li
sappiamo, ma che importa? )
Se tu vuoi comportarti in questa vicenda secondo un copione
tradizionale, diciamo 'femminile', resta solo da farlo cadere in una
trappola di seduzione, se invece vuoi assumere un ruolo più 'maschile',
non devi far altro che prenderlo da parte e fargli una proposta molto
chiara. Se scegli questa via però, ricordati che lui potrebbe dirti
ancora di no, malgrado la tua proposta esplicita... Non pensi che
agendo in questo modo sarebbe poi molto più duro affrontare le
chiacchiere della tua 'combriccola' ? Personalmente sono convinta che
tu non sia veramente innamorata e che questo sia solo un gioco, una
sfida, per mettere alla prova le tue capacità seduttive. Ma ne vale
proprio la pena?
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
FIN SOPRA I CAPELLI
Gentile Dottoressa, di lettere come la mia, di storie come la mia ne
avrà fin sopra i capelli, però purtroppo a volte noi esseri umani ci
sentiamo deboli e smarriti e nel mio caso non so con chi parlare,
quindi Le chiedo scusa se mi dilungherò un pò ma ho bisogno veramente
di capire. Sono stata fidanzata per otto anni con un ragazzo, diciamo
che tra alti e bassi la nostra storia filava e già avevamo fatto
progetti per il futuro.
Poi improvvisamente l'anno scorso ho incontrato un altro ragazzo e per
farla breve mi sono presa una sbandata (o mi sono innamorata?) per lui
ed ho lasciato il mio ragazzo. Mi sono buttata a capofitto in questa
storia, senza guardarmi indietro, dritta come un treno a fortissima
velocità, mi sembrava di toccare il cielo con un dito, c'era passione,
complicità.....abbiamo vissuto due mesi intensi, quasi una convivenza
....poi a poco a poco, come se fossi ritornata sulla terra ho
cominciato a stare male, i sensi di colpa mi opprimevano, notavo delle
insicurezze nel carattere di questo nuovo ragazzo che mi
disorientavano, lui mi diceva che mi voleva sposare, avere un figlio
etc. etc. ma io non vedevo possibile realizzare queste cose, lui ha
parecchi problemi economici, insomma sono tornata di nuovo a casa
mia....ho provato a lasciarlo...ma alla fine tornavamo sempre insieme,
nonostante io continuassi ad avere mille dubbi, perplessità,
nonostante lui sotto certi aspetti non mi piacesse, mi faceva delle
scenate di gelosia assurde, senza senso, mi ha isolato dalle amicizie,
mi mandava mille sms al giorno, biglietti, telefonate....ma tutto
andava avanti...mi sentivo in un certo senso incapace di affrontare la
situazione, vivevo un pò alla giornata soffrendo terribilmente...a
volte non riuscivo ad avere un dialogo con lui e purtroppo mi chiudevo
a riccio...poi a capodanno sempre per una scenata lui mi ha dato uno
schiaffo e dentro di me deve essere successo qualcosa di grave perché
per molti giorni non volevo né vederlo, né sentirlo....tantomeno
perdonarlo....poi non so perché ma sono tornata insieme a lui e le
cose ultimamente sembravano andare meglio...invece due settimane fa,
dopo l'ennesima assurda litigata, ho scoperto (non perché me l'abbia
detto lui) che frequentava un'altra donna, che lui con estrema durezza
e crudeltà ha definito quasi "la donna della sua vita" il suo "angelo
custode" che lo sa capire, che lo apprezza per come è, che in pochi
giorni gli ha dato quello che io non gli ho dato in un anno e
mezzo....sono distrutta.....mi sento adesso inutile, depressa, non
riesco a venire fuori da questa situazione, perché se da un lato mi
rendo conto che forse questa è la soluzione migliore, dall'altro provo
un terribile dolore lancinante, che non mi lascia più vivere...sono
diventata l'ombra di me stessa e non riesco davvero più a
capirmi....ne ero innamorata? E se ero innamorata perché ho fatto di
tutto forse per allontanarlo? Sono sbagliata? Oppure il mio modo di
amare non così esagerato come il suo è sbagliato? Perché soffro in
questa maniera disumana? Io non ce la faccio più veramente....mi
risponda al più presto...ho bisogno di aiuto.
La saluto caramente
Alessandra
Cara Alessandra,
A volte, anche quando si è innamoratissimi, si riesce comunque a
vedere ed a capire i difetti del partner e questo forse era il suo
caso. Sapeva che era una bella storia, ma sapeva anche che sarebbe
stato meglio se fosse finita presto. Non sempre però si è pronti a
lasciare tutto, ad avere la forza di fare un salto nel buio, proprio
perché, come lei dice, spesso ci sentiamo 'deboli e smarriti'. Direi
che la scoperta di questa terza persona nella vostra vita vada
salutata come la cosa migliore che le potesse capitare: a questo punto
il bilancio va fatto non solo sulle insicurezze di lui, sul suo
atteggiamento violento, sulla sua difficile situazione finanziaria -
che forse un giorno avrebbe potuto coinvolgere anche lei - ma anche
sulla doppiezza di questo suo ragazzo e sulla sua scarsa affidabilità.
La fine di un amore fa sempre soffrire, ma cerchi di concentrarsi su
sé stessa, senza guardare al passato e vedrà che piano piano anche lei
ritroverà la sua serenità. Quanto alla sua storia di otto anni con il
suo ex-fidanzato, direi che per tuffarsi in questa avventura con uno
sconosciuto, era lei e non io, ad avercene fin sopra i capelli di
quella storia...
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti
SONO FELICE
Gentile dottoressa,
le scrivo in un particolarissimo momento della mia vita... sono
felice. E' per me la prima volta, 'dura' da quasi un anno, e a quanto
pare.. non ne ero preparata. Vengo da una famiglia disastrosa (a dir
poco) e da una solitudine dolorosa, profonda, che non si lasciava
ingannare nè dal frastuono delle discoteche nè dalle colorate
compagnie di amici non miei che avevano il compito di riempirsi i
vuoti a vicenda.Ho conosciuto una persona, stupenda, che dopo un mese
mi ha chiesto di essere la sua compagna, dopo due di dividere la vita
di tutti i giorni. Figlio di una famiglia serena, unita, che neanche
si rende conto della gioia di un pranzo domenicale... che mi ha
adottato senza fare domande, mi coccola
e mi cerca (!!); passo giorni tranquilli in una villa in campagna, la
suocera che abita vicino che mi considera la salvezza dal cielo del
figlio, il suocero che mi adora, uno stupendo pastore tedesco che non
mi molla mai. Un uomo al mio fianco con cui in un anno non ho mai
litigato ma ho solo riso, di testa e di pancia, e che non mi ha mai
fatto mancare niente dal cuore. Intelligente, dolce, affascinante,
innamorato e pure bello...Cosa manca? io. Mi sveglio al mattino e per
un attimo, terrificante, mi trovo indietro nel tempo, quando stavo
ancora con i miei, e la paura quotidiana, quella che ti azzanna lo
stomaco così spesso da non farci neanche caso, è la molla che in
qualche modo ti fa arrivare a sera, e non vedi l'ora di andare a
dormire di nuovo, perchè nel sonno puoi scappare lontano. Paura di
risvegliarsi e accorgersi che è ancora tutto così. Hai cinque anni, e
quei due adulti, così alti e irraggiungibili, hanno deciso che sei un
giocattolo (in fondo è giusto) e i giocattoli non soffrono se in casa
vige il silenzio, se non puoi giocare con gli altri bambini, non puoi
parlare con nessuno dei due perchè l'altro si offende. Hai otto anni,
e tuo padre ti dice che non ti vuole bene, se non suoni il pianoforte.
Che non ti vuole bene, se ne vuoi a tua madre: deciditi. Hai otto
anni, e preghi che ti
abbandonino. Lei intanto lava i pavimenti, e non vede il problema...
basta la pancia piena, parlarsi è un optional. E manda te a chiamarlo
per cena, e tu ci vai con una paura tremenda, che s'arrabbierà per
qualcosa, una qualunque, e tu sarai di nuovo la sua delusione, 'la
stilettata al fianco'. Hai quattordici anni: non ti vorrà più bene, se
non farai il liceo classico. Il liceo ti fa schifo, per due anni è
comunque la sola alternativa a 'casa' e perciò qualcosa combini, ma i
nodi vengono al pettine (nota: non hai il
permesso di uscire di casa. Mai. con nessuno, per nessun motivo.
Accompagnata a scuola, a Messa. Ripresa all'uscita. Niente amiche:
solo un disturbo allo studio... ah: MAI raccontare a nessuno cosa
succede in casa, sennò...)
Hai sedici anni: passi dall'8 al 4: spiegazione del collegio
scolastico: 'è improvvisamente immaturata'. Commento paterno: sei la
mia delusione. Materno (ovviamente in separata sede): non ti azzardare
a ridere mai più.Reazione personale: tentativo di suicidio.Commento
paterno 2: mi hai deluso per l'ultima volta.Commento materno 2bis:
...nessuno. Mai più affrontato l'argomento. Un pomerggio libero a
settimana... il primo amore, segreto: la salvezza. Il primo rapporto:
niente dolore, niente 'barriere'. Particolarmente portata
all'argomento? O forse... mi chiedo quando ho saputo che i bambini non
crescono sotto i cavoli. Non ricordo. Ho sempre saputo come nascono i
figli. Ho sempre saputo cos'è un rapporto sessuale. Sono così
intelligente? All'epoca la televisione non affrontava certi argomenti,
e io non avevo accesso a NIENTE che non avesse superato diverse fasi
di controllo. E l'argomento sesso era tabù (unica cosa normale in casa
mia).Quindi, eravamo in tre chiusi in una scatola ermetica nel
silenzio totale: qualcuno me l'ha spiegato, e non ha usato le parole.
E io oggi mi lascio 'eccitare' da una cosa sola (a parte il mio
compagno): manga giapponesi, cartoni senza vita, che parlano di
'giochi' anche violenti ma che non fanno male perchè non ci sono
persone vere. Solo... bambini disegnati. Io so che se vedessi fare
male ad un bambino vero impazzirei: non mi limiterei a fermare chi lo
sta toccando; non mi interesserebbe se è un poveretto che non sa
quello che fa: io lo ammazzo. Subito, comincio tagliandolo a pezzi,
lentamente, facendo in modo che duri il più possibile. Ma io forse
sono come
lui. Mio padre mi ha fatto quello che mi ha fatto... e forse mi è
anche piaciuto. Ma mi è piaciuto molto anche il suo regalo per il mio
diciottesimo compleanno: un altro suicidio in casa, ma stavolta
riuscito. Bè, almeno ha avuto ragione: io al suo confronto sono stata
proprio un'incapace. Solo un vero genitore ti fa un regalo che ti
possa tornare alla mente per tutti gli altri compleanni che ti restano
da festeggiare.
Commento materno: nessuno. Argomento non pervenuto.Hai vent'anni...
vai all'università: incredibile, ti piace. E riesci. Non sei così
stupida: scopri che se l'argomento ti interessa prepari esami in poche
settimane, la media è alle stelle.Tua madre si sveglia dal torpore e
comincia a godere dei tuoi risultati. No, anzi... se ne appropria.
Ogni cosa che fai diventa un suo vanto personale, e te lo porta via.
Nel frattempo ti nutre, ti veste, controlla ogni respiro. Mai andata a
comperare un vestito da sola. E se è capitato... il suddetto abito
della colpa viene casualmente bollito in lavatrice, e buttato senza
appello.
Anche il trucco viene controllato, i capelli...anche le mutande. E
ogni problema... non se ne discute, tanto è lei che ha ragione: io
solo la figlia, la bambola di plastica da portare a far vedere alle
amiche. Punto. Il silenzio continua a regnare, solo chiacchiere su
argomenti neutri come il tempo e lo shopping.
Da sola hai solo il permesso di andare con i mezzi. Niente macchina,
soprattutto se degli amici.Andrai in bici da sola per la prima volta a
27 anni.A 30 scappi di casa, con una voce che ti urla dietro: 'tanto
da sola non ce la fai, tornarai indietro per forza'. Ma indietro non
sei tornata, a costo di fare la fame, e anzi sei scappata sempre più
lontano ogni volta che la vedevi avvicinare. E non ti sei lasciata
fregare dal 'dopo tutto quello che ho fatto per te', perchè credi che
anche tu hai fatto molto per lei: le hai dato ragione per 30 anni per
quieto vivere e adesso basta. Sono felice, non ho più paura, non mi
sento più gelare il sangue quando sento girare una chiave nella toppa
e anzi corro incontro a quell'uomo che
scherza e chiacchiera anche quando non sta bene e con le braccia al
collo lo mangio di baci, e ringrazio Dio col cuore.
Ma lei è lì. Tutti i giorni, la telefonata quotidiana in cui ti chiede
come stai, e qualunque sia la tua risposta (monosillabica, per evitare
di darle utleriori appigli) saprai che ti arriverà una cattiveria.-Che
stai facendo?
--pulizie...-
-Ecco! proprio quello che non volevi! sei finita a fare la casalinga!-
(no, mamma: il punto era che non volevo fare una qualunque cosa vicino
a te)
-ma c'è almeno un teatro, in quel posto dimenticato da Dio?-
-bè... siamo un po' fuori...-
-Ecco! così ti si inaridirà il cervello! -
(no, mamma: il punto è che a casa ci si sta bene, quando abiti con
delle persone normali...)
-Ma stai bene?-
-Sì...-
-Io mi domando come sia possibile, senza negozi o posti dove andare..
proprio il contrario di quello che avevi sempre detto che avresti
fatto-(no, mamma. i miei desideri si traducono in una sola cosa:
lontano da te.)
Io non ti sopporto più, non desidero mai più sentire la tua voce, sono
stanca di giustificare una felicità senza di te. Ma queste cose non le
dico a voce alta, le penso ogni giorno sempre più spesso e ora sento
che ho superato la soglia di guardia. Sto male, partecipo a litigi
virtuali e violentissimi di cui immagino botta e risposta, e mi
sveglio di soprassalto mentre sto per passare alle mani. E odio che mi
tocchi.. non sopporto la sua vicinanza, il suo bisogno di baciarmi in
continuazione perchè in fondo sono sempre il suo giocattolo da
riempire e coprire (mi ha fatto il bagno lei fino all'adolescenza). Di
cui
usare la vita.Queste crisi stanno diventando sempre più numerose, ma
finchè sono da sola me le faccio passare prima che torni il mio
compagno; sabato mattina ne ho avuta una in sua presenza e mi sono
spaventata: significa che non posso più controllarle. A volte mi viene
un dolore fortissimo, vicino al cuore: non ho nulla di fisico ma è
così intenso che devo accasciarmi per poter respirare.Eravamo a letto,
insieme a farci coccole e scherzare (il sesso comunque va bene, anzi)
e trilla il telefono: -siete a letto? a quest'ora? e cosa state
facendo??...-
la risposta ce l'avevo sulla punta della lingua: "stiamo scopando,
mamma, anzi glielo stavo succhiando e tu hai rotto il cazzo nel
momento più importante" ...ma naturalmente non ho detto nulla, ho
raigganciato e gli sono scoppiata a piangere tra le braccia e questa
volta si è spaventato anche lui, che è sempre così solare con tutti.
Ho bisogno di aiuto. Da sola non ce la faccio. Rischio di rovinare la
cosa più bella della mia vita perchè il mio passato mi ricatta e mi
ritrascina nell'inferno da cui sono in qualche modo emersa,
artigliandomi la caviglia e trascinandomi giù.
Lei che non mi ha portata via, lei che non ha visto perchè era più
comodo rimanere e non vedere e che si è sempre vantata di essere stata
una madre eccezionalmente presente.
Ma un giorno espoderò e allora... la distruggerò, perchè neanche si
rende conto di come sto (a tutt'oggi non ha capito perchè preferisco
stare con un uomo - che schifo!!- piuttosto che con lei).
E avrò due genitori sulla coscienza. Anche il mio cinismo ha un
limite...ho preso la decisione di andare da un medico, è l'unica
soluzione (una semplice mail credo che sia poco, temo che le mie rogne
siano un po' troppo lunghe...) ma non ho idea di a chi rivolgermi.
Abito qui da 'poco', il borgo non contempla l'ambulatorio psicologico
a fianco del pollaio e sinceramente non me la sento di far sapere alla
mia nuova famiglia che il loro pupillo è finito con una squilibrata.
Una grande metropoli è a mezz'ora di treno, ma non avendo riferimenti
è come un terno
al lotto: devo scegliere un nome a caso dall'elenco telefonico? Ho
troppa paura di finire nelle mani sbagliate... e mi ci mancherebbe
solo questa.
Perdonatemi: sono stata lunghissima e logorroica (diciamo che ho anche
ridotto di molto la storia trista e penosa), ma è la prima volta che
cerco di fare un po' d'ordine. E mi sa che mi ci vorrà, quando lo
psicoterapeuta, alla prima seduta, mi farà la prima domanda:
-Allora, signorina, qual'è il problema?-
-Eh, cazzo, il problema è che sono felice...-
Non pretendo che mi dia una cura via mail, dottoressa, ma solo un
consiglio: come posso fare per avere dei nominativi di professionisti
affidabili nella mia zona? (ripeto, abito vicino ad una città
grandissima, ma è inutile che con la metro scendo in centro e poi non
so dove sbattere la testa, visto che non voglio rivolgermi al medico
di base per i motivi di prima).
tantissimi saluti, e grazie di cuore.
Melinda
Cara Melinda,
Lei non mi ha scritto una lettera, lei mi ha scritto un romanzo breve,
un'opera prima... Brava, veramente brava nella ricerca introspettiva e
nella capacità di comunicare i suoi sentimenti. Credo che, con queste
qualità, il lavoro psicoterapico, assolutamente necessario, sarà molto
produttivo. Venendo alla domanda che mi ha fatto, credo che non
esistano professionisti validi per tutti, perché a mio parere uno
psicologo è valido non solo perché ha una solida preparazione
culturale alle spalle ed una discreta esperienza professionale, ma
soprattutto perché è capace di instaurare con il suo paziente un
rapporto di estrema fiducia, un'alleanza terapeutica, basata sulla
volontà di capire e di empatizzare con il proprio paziente. Se non ha
nominativi di cui fidarsi, la migliore cosa da fare è prendere le
pagine gialle e cominciare a telefonare, chiedendo un colloquio
diretto con lo psicologo, al fine di verificarne la disponibilità e lo
stile di comunicazione. Fatta una prima scrematura, ne vada a trovare
due o tre e poi scelga quello con il quale 'sente' di poter fare un
buon lavoro.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
PROVO DOLORE NELLA PENETRAZIONE
Sono una donna di 32 anni, sposata da 2 anni e arrivata vergine al
matrimonio. Il mio problema è che non riesco nella penetrazione,provo
un dolore terribile e questo mi fa stare giù,mi fa sentire diversa
dalle altre, come se non avessi il diritto di provare piacere. Sono in
psicoterapia da 1 anno e mezzo ma il problema non è stato risolto, o
meglio adesso non mi sottraggo più ma sento sempre dolore. Ho un padre
ginecologo che mi ha confermato di persona, che non ho alcun problema
fisico. Adesso, con la psicoterapia il rapporto con mio marito è
migliorato ma continuo a sentire dolore,non ho più molta pazienza e
sono un po' stanca di andare dallo psicologo, anche se mi ha aiutato
molto. Inoltre, adesso che le cose tra me e mio marito vanno molto
meglio, mio marito non vuole più che vada dallo psicologo.
Non so cosa fare...io vorrei avere un figlio! Vorrei un consiglio:
pensate possa servire il training autogeno?
Grazie
32enne
Gentile 32enne,
Anzitutto mi lasci dire che cercare rassicurazioni di questo tipo in
un padre ginecologo non è assolutamente ammissibile. Non si può
infatti escludere che la professione di suo padre non abbia in qualche
modo influito in questo suo vaginismo, in questo terrore della
penetrazione. Come prima cosa dunque, mi affiderei ad un altro
ginecologo, possibilmente sconosciuto a suo padre. Non capisco poi
perché suo marito, visto che le cose vanno meglio, dopo che lei è
andata dallo psicologo, vuole ora che lei non ci vada più... E' come
se lei avesse una grave malattia infettiva, tanto che il medico le
prescrive gli antibiotici; ma dopo tre pillole lei sta meglio e butta
via le altre... Visto che la cura è efficace, mi sembra giusto
portarla avanti fino alla completa guarigione (che evidentemente
ancora non c'è stata !) Quanto ai figli, oggi non c'è più alcuna
necessità che essi vengano concepiti con i canali 'naturali' e quindi
potrebbe tentare un'inseminazione artificiale, ma io glielo sconsiglio
caldamente, perché ritengo che un bambino debba nascere, se possibile,
in un clima familiare sereno. Esattamente quello che sarà il suo
quando il suo 'psic', insieme al nuovo ginecologo, avranno portato a
termine la loro terapia.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona
NON RIESCO PIU' A VIVERE
Sono una ragazza di 28 anni e da un pò di mesi non riesco più a
vivere. Sono convinta di avere diverse malattie e , nonostante abbia
consultato degli specialisti, non mi sento rassicurata. in particolare
la mia attenzione si è concentrata sul seno e sui nei. Ho fatto 2
ecografie e 2 visite dal dermatologo e dopo un pò di tempo ecco che di
nuovo è sopraggiunta la convinzione di avere qualcosa. Tanto che a
furia di controllarmi il seno pìù volte al giorno, adesso mi fa male
veramente!Non so cosa fare. Quest'anno ho avuto paura di avere infarti
vari, ictus, problemi allo stomaco e ogni volta ho consultato uno
specialista. Non mi sopporta più nessuno e in verità non mi sopporto
nemmeno io!Cosa posso fare?
Gioia
Cara Gioia,
L'ipocondria è una malattia psicologica fra le più dolorose ed è tanto
difficile da estirpare, se non con una accurata psicoterapia, cosa che
mi sembra lei non abbia ancora tentato. Dunque questo è anzitutto il
consiglio per un benessere di lunga durata. Per cercare di
risollevarsi il morale durante queste crisi, la inviterei invece a
leggere le statistiche dei decessi per malattia: il cancro al seno è
ormai sotto controllo, dato che si riesce a prevenire o a
diagnosticare in tempo sempre più spesso e così il cancro della pelle.
Volendo affidarsi a statistiche più terra-terra: quante persone che
lei conosce a 28 anni sono morte o hanno sofferto di ictus, infarti
vari, problemi seri allo stomaco? Faccia proprio una statistica
accurata, contando il numero di persone di sua conoscenza nella fascia
di età 20-30 anni e metta in una colonna le persone che hanno avuto
problemi e nell'altra colonna quelle che non li hanno avuti... Vedrà
che il potere dei numeri potrà sollevarla dalle sue 'crisi'. Infine
un'ultima considerazione: quale fattucchiera ha consultato per
'sapere' che lei morirà di malattia? Non potrebbe morire 'dal ridere',
come evidentemente a qualcuno è successo ?
Cari saluti e non dimentichi lo psic.
Dott.ssa Proietti Ancona
CURE MEDICHE ERRATE
Mi chiamo Mark e vorrei il vostro consiglio.
A seguito di cure mediche errate ho riportato seri danni alla
salute,danni che mi impediscono una vita normale e pregiudicano
seriamente ogni mia attività, sia sociale che lavorativa.
A causa di quanto sopra ho iniziato a provare un forte astio verso i
sanitari responsabili della mia situazione e purtroppo questo pensiero
mi accompagna tutto il giorno.
Potreste suggerirmi come liberarmi da questa sorta di pensiero fisso ?
Grazie
Mark
Caro Mark,
Se le cose stanno veramente come lei racconta, è sicuramente
comprensibile che lei provi questo genere di sentimenti nei confronti
dei sanitari, anche se si tratta di pensieri negativi che non solo non
cambiano e non risolvono la sua situazione, ma addirittura
l'aggravano, rendendo la sua giornata comunque triste e tesa. E la
vita è fatta di giornate... Dunque direi che la cosa migliore da fare,
al di là degli eventuali interventi portati avanti dal suo legale per
il risarcimento in termini monetari di quanto lei ha subito, la cosa
migliore da fare è guardare alla sua esistenza con senso di realtà.
Praticamente è come ritrovarsi con pochi spiccioli in tasca, dopo
essere stato ricco. Pensare al passato non è d'aiuto e non serve per
riempire le sue tasche: quello che deve fare è prendere in mano questi
suoi spiccioli e cercare di farli fruttare al meglio. L'obiettivo è
quello di tornare ad essere 'ricco', ma guardando nel futuro anziché
nel passato.
I migliori auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
LEI MI HA LASCIATO
Mi chiamo Pasquale ed ho 21 anni dopo due anni trascorsi con la mia
ragazza con momenti fantastici e qualche piccola litigata le mi ha
lasciato. Ora vi racconto la nostra storia : noi ci siamo messi
insieme il 25 *** di due anni fa, la nostra storia e andata avanti
come una favola dove lei spesso mi diceva piangendo che io non la
dovevo mai lasciare, e che per lei il vero amore era questo! quello
che stava provando con me con attenzioni mai ricevute nella sua vita
da nessuno e ogni giorno la sorprendevo sempre di più. Dopo due anni
le cose sono un pò cambiate ma le mie attenzioni sono rimaste sempre
le stesse, pure quando ho affrontato un particolare periodo nero della
mia vita cadendo in un ansia depressiva e non volevo bene nemmeno a me
stesso ma credevo in questo enorme amore in cui mi ha dato la forza di
uscire da questo tunnel!! Dopo qualche mesetto esattamente il 3 ***
scorso lei mi ha chiesto una pausa di riflessione ma dopo nemmeno un
giorno ci siamo continuati a sentire perché non c'e la facevamo e
stare lontani ma lei non voleva tornare e mi diceva che aveva ancora
bisogno di tempo che gli mancavo mi amava ma aveva bisogno di capire
da sola che persona fosse che aveva bisogno di sentirsi importante
anche da sola, ad un certo punto a me questa situazione non mi andava
più bene anche perché non ci credo molto in queste pause di
riflessione, alla fine ci sono state una serie di scaramucce che io
non rispettavo per qualche giorno la sua decisione di non sentirci che
la pressavo e che ero ingiusto se gli dicevo che ora ero io che avevo
voglia di farmi un altra vita, alla fine di questi batti becchi lei mi
ha detto che non mi ama piu!!! Sto Malissimo ci devo credere? non
tornerà mai più da me vero? Sto male vi prego rispondetemi.
Pasquale
Caro Pasquale,
Purtroppo le storie d'amore finiscono e credo che anche la sua sia
finita. A volte si matura in modo diverso, si frequentano altre
persone, altri luoghi di lavoro e di svago e ci si accorge di avere
esigenze diverse dal passato. Ecco il perché delle 'pause di
riflessione' che non sono altro che dei bilanci, che gli innamorati
dubbiosi fanno per capire se è più quello che guadagnano o quello che
perdono da un'eventuale separazione. Evidentemente i dubbi di lei si
sono definitivamente chiariti dopo le sue 'pressioni', le 'scaramucce'
ed infine la sua dichiarazione di volerla lasciare. Che fare? Credo
niente. Le ferite pian piano si rimargineranno e lei sarà pronto a
cercare una ragazza con la quale poter vivere momenti ancor più 'fantastici'.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
MANIA DI RUBARE
Sono la mamma di MC, una bambina di nove anni, carina, gentile,
affettuosa, ma con la mania di rubare. Mc è una bambina seguita da
anni da psicologi e logopedisti per un problema, ormai risolto, di
"mutismo elettivo"di cui ha sofferto dalla nascita fino all'età di sei
anni circa e per un lieve deficit cognitivo anch'esso in via di
risoluzione. Ora il suo vocabolario è ampio anche se permane un lieve
deficit nella pronuncia di alcune parole più che altro dovuto ad un
apparato buccale non proprio perfetto ma in via di correzione.
Potremmo dire risolti i suoi problemi se non fosse che ormai da
diverso tempo, circa un anno, ma ad intervalli, Mc ha cominciato a
rubare. Si tratta soprattutto di caramelle e piccoli oggetti
(scatoline, cartoline, bamboline..) che lei preleva dalle borse di
genitori, nonni, zii, maestra, compagni di classe, dai supermercati e
dai negozi. La sua tattica è praticamente perfetta, al punto tale che,
pur facendo attenzione, quasi sempre ce ne accorgiamo a furto
compiuto. A niente pare servano le punizioni e le mortificazioni che
le riserviamo, ne in alternativa, la comprensione e il dialogo. Se
ruba qualcosa ad una sua amichetta a niente servono le lacrime di
disperazione dell'amica per la perdita dell'oggetto, anzi lei la
consola e chiede a noi genitori di rimediare ricomprando all'amica l'ogetto
"perduto". Poco tempo fa in un negozio la sua borsetta è stata
perquisita dal commesso che l'ha trovata in possesso di una cartolina,
speravamo che dopo questo episodio, la mortificazione pubblica sarebbe
servita a farla smettere, ma non è andata così. A parte qualche
battuta spiritosa di amici, che ci consigliano di farle fare un
giretto da Bulgari o da Cartier, noi siamo seriamente preoccupati
perchè non riusciamo a comprendere se il problema di MC possa essere
l'espressione di un suo disagio ed eventualmente in relazione a cosa o
se possa trattarsi di qualcos'altro. A questo si aggiunge la rabbia
nel sentirci manipolati e non in grado, evidentemente, di esercitare
su di lei la giusta autorità. Gli psicologi che io e mio marito
incontriamo come coppia genitoriale sostengono che sia difficile
individuare un'unica causa, quanto invece è più probabile l'esistenza
di più cause come la richiesta di attenzione da parte nostra, ma
allora perchè ruba anche alla maestra di sostegno che a lei si dedica
quasi esclusivamente? O magari la gelosia nei confronti del fratello
di sei anni che invece viene trascurato proprio per poter seguire
maggiormente lei. Gradirei un vostro consiglio e vi ringrazio in
anticipo per il servizio offerto.
Mamma preoccupata
Gentile Mamma Preoccupata,
Il furto di questi piccoli ed insignificanti oggetti può essere dovuto
ad una sorta di compulsione, un'idea ossessiva di origine ansiosa alla
quale la bambina non riesce a sottrarsi. Non è improbabile che la
bambina cerchi disperatamente le vostre attenzioni e forse anche le
vostre punizioni, a causa di un senso di colpa interno per il fatto di
non sentirsi la 'bambina perfetta' che ogni genitore vorrebbe. Se così
fosse, proprio dalle mortificazioni, dalle umiliazioni e dai castighi
la vostra bimba potrebbe trarre soddisfazione, per questo perverso
meccanismo. Poiché avete provato a fare di tutto, provate con questa
altra tattica: mostratevi indifferenti a questo 'vizietto' della bimba
(scusandovi con gli interessati in forma privata) e rassicuratela sul
fatto che per voi lei è la migliore bambina del mondo. Provate per
almeno sei mesi e se non funziona... Occorre cambiare strategia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
QUALCOSA DI STORTO
Non so bene cosa possa essere la mia, ma sono certa che qualcosa di
storto va avanti da troppo tempo. Soffro di tricotillomania da circa
10 anni, ed adesso ne ho 18.Ho passato gia due depressioni, una con
accenni bulimici. La mia sensibilità è elevata oltre ogni limite.
Sento che dentro di me,anche se rido e scherzo, qualcosa non mi fa
stare bene,ma, non riesco a capire cosa sia. Ho bisogno di essere
aiutata anche se sembro apparentemente un'allegra ragazza senza
problemi. Anais
Cara Anais,
Sicuramente ha bisogno di essere aiutata, ma consideri anche che la
vita è fatta di momenti buoni e momenti meno buoni, per cui non creda
che un qualsiasi aiuto le possa conferire la patente della felicità.
Bisogna in questo aiutarsi molto da soli, impegnandosi per cercare di
guardare al lato positivo delle cose, sdrammatizzando ed imparando
anche a ridere dei propri difetti. Coraggio!
Dott.ssa Proietti
BALBUZIE
Dott.ssa, mio marito è da anni affetto da balbuzie. Ha provato mille
terapie farmacologiche, anche psicoterapiche (psicosintesi), senza
successo. E' disperato. La sua balbuzie lo condiziona nella fobia
sociale, forme di evitamento, mutismo ect...Che tipo di approccio
consiglia a mio marito che ha 36 anni, e viviamo a ***? Conosce
qualche centro. Conosce qualche personale qualificato. La prego ci
aiuti, perchè siamo disperati.
Cordialmente
Titti
Cara Titti,
Per prima cosa lei cerchi di vivere questo problema di suo marito con
un certo distacco, cercando di sdrammatizzare e dimostrandogli che per
lei è un uomo di valore, attraente, importante e desiderabile, al di
là del suo problema personale. Quanto alle terapie, lasci che
suo marito si cerchi uno psicologo (meglio donna, in questo caso), che
sappia tranquillizzarlo e ridargli fiducia in sé stesso. Esistono
anche dei centri specializzati nella terapia della balbuzie, che potrà
agevolmente trovare su internet, usando i motori di ricerca. In ogni
caso, prima di tentare questa strada, io proverei ancora con uno
psicoterapeuta, perché non è detto che si trovi la persona giusta al
primo tentativo. L'importante è, secondo me, non mirare alla
guarigione completa, quanto all'attenuazione del sintomo e,
soprattutto, all'accettazione di sé stesso, al di là del disagio
avvertito. Il suo ruolo comunque è bene rimanga quello della moglie e
non quello dell'infermiera... E' in gioco anche il vostro rapporto di
coppia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona
RICATTI AFFETTIVI
Salve, avrei bisogno di un consulto psicologico riguardante il mio
ragazzo. Pochi giorni fa, dopo tre mesi di fidanzamento, mi ha
rivelato di aver tentato il suicidio circa quattro anni fa. Al momento
si è sentito liberato, anche perché non ho dato peso alla cosa, ma
l’ho rassicurato. Poi, poiché a causa di una discussione in famiglia
non ho potuto seguirlo ad una gita in occasione della Pasquetta, ha
reagito inveendo con me, che non mi ero ribellata ai miei, e che
secondo lui ero succube della “follia” di mia madre. E mi ha posto di
fronte ad una scelta: o lui e l’amore, o la mia famiglia. Da parte mia
non credo che i miei genitori abbiano sbagliato nei miei confronti, ho
rispettato la loro decisione ma soprattutto ho ritenuto opportuno
risolvere la mia situazione familiare e rimandare una gita che avrei
sempre potuto fare. Lui è andato alla gita e poi quanto detto.
Nell’ultimo suo messaggio mi ha chiesto di dargli tempo. Cosa posso
fare per aiutarlo? E soprattutto, posso io aiutarlo? Posso salvare
questo rapporto?Grazie
Cecilia
Cara Cecilia,
sicuramente un modo per aiutare il tuo ragazzo (ma anche te stessa ),
è quello di non cedere ai suoi continui ricatti affettivi. Questo non
vuol dire tirarsi indietro o rinunciare a lui, semplicemente così
facendo, puoi concedere al vostro rapporto di poter crescere e
ricercare una modalità più costruttiva di stare insieme. Infatti, puoi
sempre restare vicino a lui e offrirgli sostegno quando ne sente il
bisogno senza diventare succube dei suoi ultimatum. La vostra
relazione, inoltre, non è solo nelle tue mani, entrambi dovete
impegnarvi a venirvi incontro. Rispetta il suo bisogno di prendersi
del tempo e approfittane anche tu per riflettere sulla vostra
relazione. Auguri e saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
FERIRE ALTRI
Buongiorno Dottoressa!!
Sono una ragazza di 23 anni e non riesco a capire cosa veramente
voglio e ricerco in un rapporto. Con gli uomini ho sempre avuto dei
buoni rapporti soprattutto di amicizia ma è così difficile per me che
qualcuno mi piaccia veramente. Anzi di solito non mi piace mai
nessuno..non sono mai stata con nessuno per un lungo periodo,mi sono
sempre molto divertita anche ferendo gratuitamente persone che mi
dimostravano il loro affetto e il loro amore ...poi è arrivato lui,mi
ha cercato e io all'inizio ero un pò titubante anche perchè lo vedo
insicuro,almeno con me.Io non riesco a fingere quando sono con lui,non
riesco ad attuare i miei giochetti e questo mi fa pensare. Dopo aver
passato una notte magnifica fatta solo di carezze,baci&co ma senza
sesso (bhè avevo 38 e passa di febbre!)..lui non mi cerca più ma
quando all'università ci vediamo fa di tutto per attirare la mia
attenzione.Anche se quando ci ritroviamo vicini nessuno dei 2 riesce a
proferire parola...Per me è difficile manifestare i miei sentimenti ma
gli ho scritto ugualmente che gli voglio bene..e lui che dice?.."lo so
ed è per questo che scappo"Ora ogni tanto si fà sentire e parliamo
spesso del fatto che nessuno dei 2,pur uscendo e frequentando tante
persone,è contento di quello che ha .Mi ha detto che gli provoca
fastidio il fatto che tutto il nostro entourage sappia di noi e di
quello che c'è stato..io sinceramente non la vedo così tragica ma non
so che fare..vorrei dimenticarmi di lui e metterlo nell'elenco dei non
Valeria-compatibili ma è come se ci fosse una forza dentro di me che
mi dice di continuare ..di aspettare..devo seguire questa voce oppure
no?..un grosso bisous Valeria
Cara Valeria,
il tuo bisogno di ferire le persone che ti donano affetto e amore può
essere una reazione dovuta ad una tua insicurezza nei rapporti
affettivi. L’unico modo che hai trovato per relazionarti all’altro è
quello di attuare i tuoi giochetti e, quindi, di difenderti. Mi sembra
che con questo ragazzo hai provato ad essere te stessa e per questo
stare con lui ti procura ansia e senti il bisogno di scappare. Non
metterlo nei Valeria-non-compatibili, sarebbe una scappatoia che non
ti aiuterebbe affatto. Segui la “ forza dentro di te “ che ti dice di
continuare, così potrai sperimentare una nuova Valeria, che si
relaziona all’altro non più con i suoi giochetti, ma provando ad
aprirsi e a manifestare i suoi sentimenti. Naturalmente questo ti
procura una certa paura ma è del tutto normale. Se poi questa storia
non fosse quella giusta, è partendo da essa che potrai ritentare.
Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
OSSESSIONE DEI CAPELLI
Sono ossessionata dai capelli che ritengo ripetutamente tagliati male
dal parrucchiere, a seguito di questa ossessione sono io a porre
rimedio ritagliandoli sino all'inverosimile. Soffro di questo disturbo
da dieci anni circa, a seguito di un rapporto disastrato con la figura
materna. Come puo' definirsi questa mia patalogica fissazione? Puo'
essere una variante della tricotillomania? Quali i rimedi? Grazie.
Grazia
Cara Grazia,
non è detto che questa tua ossessione sia necessariamente dovuta ad un
rapporto “difficile “ con tua madre, le cause potrebbero essere altre.
Hai provato a tornare con la memoria al periodo in cui è sorta la tua
fissazione, forse stavi attraversando un momento particolare o
difficile ? La tricotillomania è caratterizzata da estirpazione dei
capelli, fino a lasciare, a volte, delle vere e proprie chiazze sulla
testa e quindi non mi sembra il tuo caso. Prova a capire se in certe
situazioni il tuo silenzio si acuisce e se sì quando, con quali
persone, in quali ambiti. Prova, cioè, ad osservare cosa ti succede
intorno e in te stessa quando senti il bisogno di tagliarti i capelli.
In questo modo puoi individuare alcuni elementi che attivano questo
tuo comportamento e cercare in seguito di evitarli e superarli. Un
ulteriore suggerimento, per non acuire questo sentimento di
inadeguatezza, sarebbe meglio evitare di tagliare i capelli da sola
perché o sei diventata un’esperta parrucchiera o è meglio lasciarlo
fare a chi è più esperto di te. Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
SEPARAZIONE
Salve mi chiamo Massimo e da oltre un anno ho lasciato mia moglie e
due bellissime bambine a cui sono legatissimo. Dopo qualche mese
dall'allontanamento, sono andato a conviverre con un'altra donna.
Prima di fare ciò però, su richiesta della mia ex (se così si può
dire) moglie, siamo stati dal suo Avvocato per avviare la procedura di
separazione consensuale. dopo il primo appuntamento, da cui siamo
usciti con tutti gli accordi necessari, io non ho avuto più notizie,
ne da lei ne dal suo Avvocato, ne verbali ne scritte. Ormai come già
detto è trascorso oltre un anno, periodo in cui io ho passato,fino al mese scorso, quanto verbalmente pattuito per il mantenimento,
e periodo servito a Lei per creare numerosi ostacoli agli incontri tra
me e le mie due figlie (meravigliose). Oggi mi ritrovo con un niente
di fatto riesco a vedere la Bimba piccola (7 anni) e la grande di 9
anni (ritengo a seguito di quanto detto dalla Madre e dalla Nonna),
che dice di non volermi vedere perchè arrabiata con me. Cosa posso
fare perchè si possa procedere alla separazione (non vorrei andare per
via giudiziale inquanto aggraverei la situazione con le mie figlie) e per poter riuscire a riconquistarmi
gli spazi necessari per poter riacquistare il mio rapporto di padre
con entrambe le figlie? Vi ringrazio per la disponibilità e
gientilezza e colgo l'occasione per mandarVi i mie più cordiali saluti
ed un augurio di buon lavoro.
Caro Massimo,hai provato a parlare con tua moglie per cercare di
chiarire come mai la procedura di separazione consensuale non prosegue
come pattuito? Prendi spunto dalla mancanza di un accordo scritto per
ricontattare tua moglie e proporle di formalizzare i vostri accordi
verbali. Questo nuovo contatto servirà anche a verificare l’effettiva
disponibilità della sua ex moglie e risolvere amichevolmente la vostra
situazione. In caso contrario non resta che rivolgersi al più presto
ad un suo legale per non aggravare il suo apparente distacco di oltre
un anno dalla vita delle sue figlie. Saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti
SITUAZIONE COMPLICATA
Buongiorno e congratulazioni per il sito esauriente.Vorrei porre alla
sua attenzione il mio problema che mi accompagna ormai da diversi anni.Mi
è impossibile curarmi i denti poichè ogni volta che il dentista
introduce dentro la mia bocca qualsiasi strumento ho dei conati di
vomito,di"riflesso", come capita quando si introducono le dita in gola
per provocare volontariamente il vomito.Ho patito duramente i dolori
ai denti e ho "risolto" il problema se così si puo dire
,sottoponendomi a sedute di anestesia generale per far intervenire il
dentista .Non è la soluzione ideale ovviamente,inoltre anni fa mi sono
sottoposto ad ipnoterapia ma senza ottenere nulla,forse da parte di un
psicologo ci vule molta esperienza per questo caso?Non so neanche se
tutto questo sia dovuto ad un trauma,magari di origine infantile.Può
darmi qualche consiglio?Nonostante tutto pongo ancora fiducia nell'
ipnosi.La situazione per me è veramente complicata.La ringrazio molto
Claudio
Caro Claudio,
non può essere lei a stabilire la diagnosi e la terapia, vorrei
osservare che sarebbe più opportuno lasciare allo specialista la
diagnosi e l’eventuale terapia da attuare: potrebbero esserci infatti
altre tecniche psicoterapeutiche che nel suo caso consentono più
rapide ed efficaci risoluzioni al suo problema, per esempio il
training autogeno o la tecnica della desensibilizzazione. Cordiali
saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
AMANTI
Ho frequentato per parecchio una ragazza fidanzata, i ruoli erano ben
definiti e nonostante fossimo amanti, ci vedevamo quasi tutti i giorni
ed eravamo sempre in contatto.
Dopo circa un anno nei panni dell'amante siamo stati scoperti e da li
sono iniziati i problemi. A seguito di questo, Lei lo ha sempre
ricercato ( frequentando gli stessi amici ecc.. ), sentendosi in
colpa, visto che siamo stati scoperti proprio a seguito di un grave
lutto di Lui nella sua famiglia:
Ma ha continuato sempre a frequentare me, visto che io e lei stiamo
veramente bene insieme, naturalmente tenendomi nascosto a lui. Ci
legava una forte passione, ma nello stesso tempo si é creato un grande
disagio e un forte stress dentro di me, visto che ancora adesso non ho
nessun ruolo.
Non sono piu' l'amante, non sono il suo ragazzo perché ancora mi tiene
nascosto ai suoi ( un pò lo fà per soggezione, e per paura di
ripresentare una persona con cui poi potrà finire male con la storia
precedente, ma un pò lo fà perché ancora il suo ex la cerca a casa
ecc. ecc. ).
Lei mi ha espresso ancora una volta la sua incapacità nel staccarsi da
lui, di non rispondere alle sue telefonate, di dirgli di no, ecc. ecc.
( voglio tralasciare il probabile aspetto sessuale visto che lei mi
conferma che quelle poche volte che si vedono, lo fanno come sé
fossero fratello e sorella. ( dopo 10 anni di fidanzamento, secondo
Lei, devono solo capire che é solo amicizia il loro reciproco cercarsi
).
Questo ragazzo é una persona debole ( io penso non abbia le palle per
trovarsene un'altra ), continua a ricercarla non so per quale motivo,
Lei glielo a chiesto ma lui rigira sempre il discorso posticipandolo (
naturalmente anche Lei fà la sua parte essendoci sempre ad ogni sua
chiamata ).
Io sembro arrivato ad un punto che nonostante tutte le promesse di Lei
dicendomi che la situazione cambierà, che qui che là, mai avvenute da
tanto tempo, non credo più a niente.
Non sento più l'elettricità, non ho più attrazione, e sinceramente sé
si vede con ...(OMISSIS)
Mi sento scarico, non mi é mai successa una cosa del genere, ma nello
stesso tempo non voglio perderla questa persona. Proprio ieri a Lei
gli ho sintetizzato tutto questo, gli ho detto che non ci credo più ai
suoi sms, alle sue e-mail, cosa altro posso fare?
Dentro me ci sto male e la mia paura é che Lei non sia sincera con me,
non mi dica le sue incapacità e come si comporta ( sono successe delle
volte che mi ha detto delle bugie ) e forse per la prima volta mi sono
reso conto che Lei non é quello che cerco e quello di cui ho bisogno.
Ho frequentato per parecchio una ragazza fidanzata, i ruoli erano ben
definiti e nonostante fossimo amanti, ci vedevamo quasi tutti i giorni
ed eravamo sempre in contatto.
Dopo circa un anno nei panni dell'amante siamo stati scoperti e da li
sono iniziati i problemi.
A seguito di questo, Lei lo ha sempre ricercato ( frequentando gli
stessi amici ecc.. ), sentendosi in colpa, visto che siamo stati
scoperti proprio a seguito di un grave lutto di Lui nella sua
famiglia:
Ma ha continuato sempre a frequentare me, visto che io e lei stiamo
veramente bene insieme, naturalmente tenendomi nascosto a lui.
Ci legava una forte passione, ma nello stesso tempo si é creato un
grande disagio e un forte stress dentro di me, visto che ancora adesso
non ho nessun ruolo.
Non sono più l'amante, non sono il suo ragazzo perché ancora mi tiene
nascosto ai suoi ( un pò lo fà per soggezione, e per paura di
ripresentare una persona con cui poi potrà finire male con la storia
precedente, ma un pò lo fa perché ancora il suo ex la cerca a casa
ecc. ecc. ).
Lei mi ha espresso ancora una volta la sua incapacità nel staccarsi da
lui, di non rispondere alle sue telefonate, di dirgli di no, ecc. ecc.
( voglio tralasciare il probabile aspetto sessuale visto che lei mi
conferma che quelle poche volte che si vedono, lo fanno come sé
fossero fratello e sorella. ( dopo 10 anni di fidanzamento, secondo
Lei, devono solo capire che é solo amicizia il loro reciproco cercarsi
).
Questo ragazzo é una persona debole ( io penso non abbia le palle per
trovarsene un'altra ), continua a ricercarla non so per quale motivo,
Lei glielo a chiesto ma lui rigira sempre il discorso posticipandolo (
naturalmente anche Lei fa la sua parte essendoci sempre ad ogni sua
chiamata ).
Io sembro arrivato ad un punto che nonostante tutte le promesse di Lei
dicendomi che la situazione cambierà, che qui che là, mai avvenute da
tanto tempo, non credo più a niente.
Non sento più l'elettricità, non ho più attrazione, e sinceramente sé
si vede con
Mi sento scarico, non mi é mai successa una cosa del genere, ma nello
stesso tempo non voglio perderla questa persona. Proprio ieri a Lei
gli ho sintetizzato tutto questo, gli ho detto che non ci credo più ai
suoi sms, alle sue e-mail, cosa altro posso fare?
Dentro me ci sto male e la mia paura é che Lei non sia sincera con me,
non mi dica le sue incapacità e come si comporta ( sono successe delle
volte che mi ha detto delle bugie ) e forse per la prima volta mi sono
reso conto che Lei non é quello che cerco e quello di cui ho bisogno.
Sergio
Caro Sergio,
Siete tre indecisi. Ognuno per i suoi motivi. La tua ragazza non ha le
idee chiare, perché in te trova quello che manca al suo fidanzato e
per sentirsi realizzata sente di aver bisogno di entrambe le parti
della 'mela'. Il suo ex è indeciso, per ovvii motivi di gelosia e di
insicurezza, dato quello che ha scoperto su una persona di cui si
fidava. E tu... Sei anche tu indeciso, perché in realtà questa ragazza
non ti interessa più e probabilmente il ruolo dell'amante è anche un
modo di fuggire da un rapporto impegnato e di fruire di una vita
sessuale comoda, facilmente accessibile.
Dimostra di essere tu la persona meno debole: risolverai sicuramente
la tua vita e probabilmente anche la vita delle altre due persone
coinvolte in questa storia.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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