AMORE IN CHAT
Gentile dottoressa Proietti,
dopo forti e numerose esitazioni decido di scriverle; magari riuscirò
a fare un po’ di luce dentro di me dove adesso regna il buio più
fitto. Ho 31 anni e sono sposata da quasi due anni con un uomo
meraviglioso a cui nulla è possibile rimproverare.
Attento, premuroso, presente, amico, compagno, confidente,
amante…Tutto, non potrei desiderare altro per essere felice, per
sentirmi una donna fortunata. Fino a pochi mesi fa era così! Cosa
accade? Conosco una persona in Chat con la quale si instaura da subito
uno strano feeling. Cominciamo a raccontare le nostre rispettive vite-
anche lui sposato con un figlio adottato e 45enne – senza omettere
nulla. Io gli dico subito di essere felicemente sposata; lui mi dice
di essere sposato e felice per sua moglie e suo figlio Questa sua
frase ha acceso qualcosa dentro di me. E’ così che ho cominciato a
sentire questa persona col cuore. Abbiamo cominciato a chattare sempre
più spesso e man mano sono venute fuori le confidenze più intime
insieme alla sensazione di sapere già cosa stesse pensando, o cosa
volesse dirmi. Dopo la Chat arriva anche la prima telefonata, la
seconda e così via fino a riempire un intera giornata con questa
presenza tuttavia virtuale. Un uomo che non conosco, non frequento
eppure così maledettamente presente, vicino. Sin dalla prima
telefonata avevamo nel tono della voce uno strano imbarazzo e voci
rotte da emozioni inspiegabili. Una forte intesa è sempre stata sullo
sfondo. Mi dicevo che non era normale. Dottoressa, io sono una ragazza
molto spigliata, solare che socializza alla velocità della luce,
innamorata della gente e sempre entusiasta di fare nuove amicizie ma
quest’uomo l’ho sentito diverso da subito. Con lui ho avuto la voce
rotta dall’emozione, un cuore che stranamente batte per conto suo, una
mente che lo pensa continuamente, un animo tranquillo in sua presenza
e in panico in sua assenza. Ho ignorato tutto quanto dicendomi che era
solo l’effetto del misterioso mondo della Chat; un mondo che dà spazio
a fantasie e che riesce persino a farle idealizzare. La cosa l’ho
ignorata ma ogni giorno sentivo la mia anima come accarezzata dalla
sua e sentivo che era così anche per lui. A dirmelo il tono della sua
voce, la sua esitazione, il suo defilarsi, il suo cercarmi. Ad un
certo punto mi dice “ Ti amo”
ed io cado nel caos più totale . Ho lottato contro me stessa fino al
punto di volerlo tagliare fuori dalla mia realtà che mi vede sposata.
Mi ha chiesto di non scappare impaurita da qualcosa che magari doveva
soltanto essere capito. Ho voluto
capirlo ed è venuto fuori anche il mio Ti amo. E’ arrivata poi la sua
gelosia nel pensarmi sposata, nel pensarmi a fare l’amore con un altro
uomo. Mi ha chiesto,qualche volta, di non farlo. Non potrò mai
dimenticare com’ è stato disperato quella volta in cui capì che avevo
fatto l’amore con mio marito. Non potrò mai dimenticare quella voce
risentita, triste e rabbiosa. E' stato così anche per me quando l'ho
saputo con la moglie. Dottoressa, noi abbiamo rubato e inventato ogni
spazio del giorno e della notte per stare in contatto. Si, persino la
notte ci sono stati fiumi di messaggi a tenerci legati finché, mio
marito prima e la moglie poi,scoprono di questo nostro legame. Non mi
dilungo su questo altrimenti questa lettera non avrà mai fine. Le dico
soltanto che una sola volta, la settimana scorsa, ci siamo incontrati.
Finalmente quella presenza e quella voce hanno avuto un volto, un
corpo in carne ed ossa. C’erano imbarazzo, curiosità e voglia di
guardarci negli occhi, labbra e mani che si cercavano. Un giorno
indelebile!!!
C'è stata anche la presa di coscienza dettata dall'avere davanti uno
sconosciuto. Io lo vedevo per la prima volta e mi chiedevo come avevo
potuto dire parole tanto importanti ad uno sconosciuto. Ma poi, era
davvero uno sconosciuto solo perchè non
ne conoscevo le fattezze? Anche lui ha avuto questa reazione
sentendosi persino inadeguato per una ragazza più giovane di lui.
Tutto trovava però senso in ogni bacio Sappiamo che non lasceremo i
nostri rispettivi compagni per un mare di perché - anche questi per
questione di spazio non spiego – però come convivere con il sentimento
provato l’uno per l’altra? Io vorrei capire cosa mi è successo…E’
possibile amare due uomini? Io credo di no ma allora qual è l’amore
che dovrei coltivare se di amore si tratta? Come faccio a non stare
male nel sentirlo meno? Come faccio a non sentirmi vile nei confronti
di mio marito? Come faccio a rientrare nella vita di mesi fa quando
lui non c’era ? Averlo avuto seppur brevemente ha fatto la differenza
che ora non mi riesce ignorare! Mi mancano le nostre chiacchierate,
quell'atmosfera di complicità, le nostre risate, lo stare bene
insieme, lui. Tutto
sembrava sorridermi. Come faccio a non desiderare più tutto questo?
Grazie Sara
Gentilissima Sara,
Quello che vorrei dirle come prima cosa è che evidentemente il
rapporto con suo marito non era poi così idilliaco come lo descrive,
dal momento che lei ha cominciato a chattare ed a cercare relazioni
nuove,sebbene virtuali. Si può essere complici di una persona, gli si
può volere bene o stimarla, ma questo non significa vivere l’amore più
completo, che è fatto di mistero, insicurezza, passione, desiderio
ecc. Ovviamente, in ogni unione che dura, tutto questo deve essere
provocato ad arte dai rispettivi partner, per fare in modo di trovare
nuove ragioni per stare insieme, nuovi modi di stare bene insieme.
L’alternativa a tutto ciò è il classico tradimento, capace di far
rivivere la passione, il desiderio, il tormento d’amore. In questi
rapporti extraconiugali non si cerca e non si offre sicurezza: al
contrario, più il rapporto è impossibile, contrastato, trasgressivo,
più si accende la scintilla.
Il nuovo strumento della chat facilita questa scelta di tradimento,
perché essendo in gran parte virtuale, si può praticare senza tanti
sotterfugi, con maggiore libertà d’azione e di pensiero. Credo che
vedere questo amico di persona l’abbia già in parte delusa, ma certo
le illusioni d’amore sono andate molto avanti e non sarà possibile
ridimensionarle solo con i dati oggettivi di realtà. Non le parlerò
dunque del fatto che siete sposati, avete dei figli, probabilmente
abitate in luoghi lontani ecc. Per uscire da questa situazione in cui
lei si trova, credo le basterà frequentare questo signore per qualche
giorno nella sua vita reale, al di fuori dell’illusione creata dalla
rete. L’aspetto positivo di questa esperienza non può che essere
cercato nella presa di coscienza che il rapporto con suo marito negli
ultimi tempi lasciava un po’ a desiderare: stare con lui non la
rendeva felice e questa ‘scappatella’ semi-virtuale può esserle
d’aiuto per capirsi meglio e parlare con suo marito di ciò che non va.
Quando la storia con il quarantacinquenne sarà scemata (perché solo
questo le conviene che sia), riconsideri la sua vita di donna e di
coppia e faccia di questa crisi il punto di partenza per riaccendere
la fiamma dell’interesse per suo marito, che forse è l’unico che
veramente la ama.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L’AMICA SBADATA
Salve!Sono una ragazza di 18 anni mi chiamo Elisa e scrivo per una
mia amica che ha un problema che la sta preoccupando in questi giorni.
Due giorni fa ha avuto un rapporto sessuale con un ragazzo
sconosciuto, che fa uso di sostanze stupefacenti(cocaina) e senza
nessun tipo di protezione; a questo punto volevo chiederle se da
questo rapporto ha potuto contrarre qualche malattie e come fare per
poterlo capire senza rivolgersi ad un medico. grazie salve
Cara Elisa,
Visto che la tua amica non ci vede e non ci sente posso dirti con
chiarezza ciò che penso e cioè che la tua amica sia molto
superficiale. Non si gioca infatti con tanta leggerezza con la propria
pelle, visto che è l’unica che abbiamo. Un cocainomane in sé non è un
soggetto a rischio, se non per il fatto che può avere avuto a sua
volta, sotto l’effetto della droga, dei rapporti sessuali non protetti
con persone infettate dall’Aids. Dunque, è assolutamente sciocco
cercare di risolvere il problema col fai-da-te: la cosa migliore da
fare è parlarne con una ginecologa, che potrà consigliare questa
ragazza sia su ciò che è passato sia su ciò che c’è da fare nel
futuro, se e quando deciderà di avere un rapporto sessuale
occasionale.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA PRETENDO!
mi chiamo Roberto, ho 41 anni, sposato da 13 senza figli. Ad ottobre
2002 mi sono iscritto ad un corso universitario serale dove ho
conosciuto tante persone tra cui una donna più "vecchia" di un paio di
anni.
E' successo che nel corso del tempo mi sono innamorato ed amo questa
donna, a cui mi sono dichiarato a maggio 2004. Uso il termine amo
perchè la mia non é solo una passione fisica (dove peraltro non c'é
stato nulla) e mentale ma vorrei chiaramente prendermi cura di lei e
trascorrere con lei il resto della mia vita e che nonostante le molte
attività (lavoro, scuola, sport, ecc.) mi sembra adesso vuota e senza
senso.
Il problema é che non sono corrisposto. E questo stato di cose mi fa
stare molto male psicologicamente, anche con crisi di pianto ed un
forte senso di perdita di autostima. Lo scorso mese di agosto ho avuto
anche brutte idee (suicidio) che mi sembrava l'unica via di uscita.
Lei é separata senza figli e da quanto mi ha detto le sue storie
sentimentali non sono mai andate come voleva e sono state piuttosto
burrascose. Forse conosco già la risposta: dimenticarla. Fosse
semplice ! La informo di aver confessato a mia moglie questo mio stato
"affettivo", ma nonostante lei mi ritenga un traditore e però faccia
di tutto per recuperare il nostro rapporto, io non so più cosa voglio
veramente dalla mia vita e mi sento profondamente solo. Può darmi
qualche suggerimento ?
La ringrazio e porgo distinti saluti.
Roberto
Caro Roberto,
Amare una persona significa anzitutto rispettarla: nelle sue idee, nei
suoi atteggiamenti, nelle sue scelte. Parafrasando la famosa canzone,
lei questa donna non la vuole, la pretende! L’atteggiamento non è
costruttivo e non la porterà da nessuna parte. Ecco perché nessuno le
chiede di dimenticarla, ma almeno eviti di andare a confessare a sua
moglie anche quello che non c’è… Perché farla soffrire inutilmente ?
Si tenga per sé questa storia bella e impossibile e nel frattempo veda
anche se è possibile recuperare il suo rapporto di coppia, dal momento
che sua moglie si sta già impegnando. Auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DIO E PORNOGRAFIA
Mi rivolgo a voi per un problema con il mio ragazzo. Un piccolo
disagio a mio parere ma che lo chiude sempre più in se stesso e che
sta diventando una fobia (il tema centrale di tutte le sue
conversazioni è la paura che Dio lo abbandonerà) vi prego sappiatemi
dare un consiglio. sono una ragazza di 29 anni e sono fidanzata con un
ragazzo di 27 da due anni non si sente pronto per un rapporto fisico
completo, ed infatti, giustamente rispettando i suoi tempi, facciamo
solo sesso orale e una sorta di rapporto parziale esterno. é un
ragazzo che esce da una situazione molto difficile, non ha ricevuto
un'educazione sessuale da parte di nessun adulto, e dopo un periodo
nella pubertà in cui praticava la masturbazione anche più volte al
giorno, guardando ed eccitandosi per i giornaletti porno, poi per
oltre 10 anni ha osservato una scrupolosa castità, in quanto dice
sentiva dentro di se che quello non era il modo giusto di amare,
quindi non sapendo cosa fare e per non cedere al peccato (è molto
cattolico osservante, con una paura quasi maniacale dell'inferno) ha
preferito astenersi. il problema è questo: tutti i giorni quando non
siamo assieme si procura dei giornali pornografici, guarda le figure
che lo eccitavano in pubertà e si masturba (non avvivando fino alla
fine per non sentire dice lui, quella sensazione di repulsione), poi
si sente male, prova disgusto per se stesso, me ne parla e (nonostante
io lo tranquillizzi dicendo che masturbarsi non è un peccato ed è
normale per un uomo della sua età provare queste voglie) giura che non
lo farà mai più, che sente di tradirmi guardando quelle cose, che non
devo pensare che non sia eccitante io stessa ai suoi occhi, anzi dice
che il mio corpo lo fà impazzire ed ha molta paura di esagerare e
perdere il controllo con me.
vorrebbe smettere di guardarli ma poi è debole e il giorno dopo
riprende. e cosi via sempre peggio. abbiamo analizzato che tipo di
immagini lo eccitano maggiormente (se può essere utile) e sono quelle
in cui l'uomo domina in maniera padronale sulla donna sentendola come
schiava. cosa posso fare per aiutarlo? ho provato a dirgli di parlarne
di persona ad un sessuologo ma lui si chiude ancora più in se stesso e
finge di dormire, sono riuscita solo a convincerlo a parlarne con un
prete di sua fiducia, il quale non lo ha colpevolizzato, gli ha detto
che è normale guardare giornaletti a volte e di non preoccuparsi ma
smettere di pensarci e fare altro. ma la situazione non è migliorata.
cosa posso fare per farlo uscire da questo gioco vizioso? e perchè è
così forte in lui il richiamo per queste cose?
grazie per avermi ascoltato. aspetto con ansia un suggerimento.
Isabella
Gentile Isabella,
Credo che anzitutto bisogna mettere ordine nella vostra storia. Per
prima cosa direi che quello che lui fa in privato non è e non deve
essere oggetto di discussione fra voi, perché la cosa tutto sommato
riguarda solo il suo ragazzo, il quale, se sentirà il bisogno di
parlarne con qualcuno, saprà a chi rivolgersi, anche dietro suo ottimo
consiglio.
Dunque, eviti di interessarsi di questo aspetto della vita del suo
fidanzato, perché parlarne fra di voi, esaminare i suoi sensi di
colpa, le scene che più lo eccitano eccetera non fa che ingrandire ed
esasperare il problema. Lei poi dovrebbe smettere di fare la psicologa
con lui, perché sebbene lo faccia con le migliori intenzioni, a parte
le conoscenze tecniche che potrebbero mancarle, è comunque parte in
causa e dunque inefficace nei suoi tentativi di aiuto. La domanda da
porsi è questa: lei è disposta ad accettare il rapporto così come è?
Se si, non c’è altro da dire, se no espliciti quello che lei si
aspetta da un rapporto e lo metta davanti ad un bivio : o cambi, o non
siamo fatti per stare insieme. Per cambiare lui potrebbe avere bisogno
di uno psicologo o anche di un buon sacerdote, visto che, mi pare di
capire, vi sono in questa storia severe influenze di tipo religioso
legate al senso del peccato.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA FRENESIA
Salve,sono una ragazza di 24 anni che sta da 4 anni con uno
splendido ragazzo.Lui è veramente innamorato....abbiamo avuto per
lungo tempo una storia "a distanza"...ci vedevamo poche volte al mese.
Ora, invece , è da una anno e più che ci frequentiamo assiduamente ed
è già da 3 anni che abbiamo rapporti sessuali. Questi però sono poco
frequenti e io spesso non sento una forte frenesia o eccitamento nei
suoi riguardi, nonostante sia convinta che sia la persona perfetta per
me. Lui di tutto ciò se ne accorge e spesso se ne lamenta pure. Io
cerco sempre di rassicurarlo perché spesso
ha anche pensato che a me lui non piace. Prima di stare con lui non ho
avuto altri rapporti sessuali. Ho avuto solo un'altra storia
importante con un ragazzo che mi prendeva parecchio, ma con cui non ho
mai avuto un rapporto completo per mancanza di fiducia ne suoi
confronti. In questo periodo sono parecchio confusa e mi pongo diverse
domande. Come posso migliorare il feeling e i rapporti con il mio
ragazzo? C'è da dire anche che lui lavora troppo e sono pochi i
momenti che trascorriamo insieme.
M.
Gentile M.,
Credo che il desiderio sessuale sia qualcosa da incentivare,
ricercare, incoraggiare. Infatti, se così non fosse, dopo pochi mesi
tutte le coppie si lascerebbero, perché esso viene sempre,
inesorabilmente meno, come accade per tutte le cose che non conosciamo
e che perdono interesse se cominciano ad appartenere alla nostra
quotidianità ed alla banalità della nostra routine. Detto questo, è
anche vero che questo processo di ‘disincanto’ è più frequente o
almeno più veloce nelle donne, rispetto agli uomini.
Se ci tiene a questo ragazzo e a questa storia lei non dovrebbe
pretendere di fare solo ‘ciò che le va e quando le va’: altrimenti
dovrebbe scegliere di avere centinaia di storie nella vita, con uomini
sempre diversi e misteriosi.
Saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO AFFEZIONATO
Ciao sono Andrea, la mia storia è lunga da raccontare ma cercherò
di riassumerla:
Sono un ragazzo di 20 anni e purtroppo, date certe circostanze di
amicizia, non ho ancora avuto una ragazza, da marzo ho intrapreso una
storia con una ragazza, l'unica che mi piaceva veramente. Purtroppo io
sono un ragazzo timidissimo con alcune persone, soprattutto con le
ragazze, dove oltre a non riuscire a parlare normalmente con loro, non
riesco neanche a guardarle negli occhi,soprattutto quelle che mi
piacciono.Con il passare del tempo mi deprimevo essendo consapevole di
non avere una ragazza. A febbraio il mio migliore amico ha lasciato la
sua ragazza dopo 2 anni e devo dire che questa ragazza era stregata da
lui tant’è che anche se lui la prendeva per i fondelli lei perdonava
sempre.Questa ragazza ha 17 anni. Dopo 2 settimane ci ha provato con
me e subito io essendo timido non riuscivo a formulare frasi normali,
ero molto emotivo. Poi con il passare del tempo ci vedemmo + spesso,
finchè un giorno ci baciammo.Il mio primo bacio. Poi senza un vero
motivo questa ragazza entra in crisi, perchè pensava al suo ex e mi
disse di non vederci più perchè lo amava troppo però il mio migliore
amico si era già fidanzato con un altra ragazza non dello stesso paese
e quindi non usciva più tanto con noi.Intanto noi eravamo solo amici.Poi
un bel giorno,ritorna da me e dice di vederci di nuovo e in una
settimana ci vediamo 4 volte. Il problema è che ogni volta che passava
la serata con me,il giorno dopo entrava in crisi sempre per il suo ex
e non riusciva più a mangiare, aveva ansia tant’è che è andata dal
medico e anche lui ci disse di trovare un altro ragazzo. Ma ancora
oggi non riesco a farla ragionare, dice di essere confusa,alle volte
vorrebbe avere una relazione seria con me e altre no, dice di provare
qualcosa per me ma poi ricade sempre in crisi, io ci ho provato in
tutti i modi e non voglio mandarla a stendere (anche se forse sarebbe
la cosa più logica da fare) perchè ci tengo troppo a lei. Io devo
vincere la battaglia con la timidezza,so che è difficile ma ce la
posso fare. Inoltre sono un ragazzo che si affeziona subito alle cose
e mi sono talmente affezionato a lei che sto soffrendo troppo x lei.Non
so più cosa fare, e ti chiedo se per cortesia potresti trovarmi un
rimedio, o meglio un miracolo per riuscire a far ragionare questa
ragazza. Spero di essere stato chiaro con il racconto.
Ti prego è un caso critico che devo affrontare al + presto quindi ti
chiedo se per favore puoi rispondere il più velocemente possibile.
GRAZIE
Caro Andrea,
A mio modo di vedere tu non sei affezionato a questa ragazza: hai solo
paura di rimetterti in gioco e cercartene un’altra. In fondo hai preso
la prima che ti è capitata, ovvero la ex del tuo amico, ti sei fatto
corteggiare da lei fino a che finalmente ti sei deciso a darle il
primo bacio. Ora lei torna e va e tu stai lì ad aspettarla… Cosa credi
possa pensare lei di te? Se le sei veramente affezionato come dici,
dimostrale, con i fatti, che puoi fare a meno di lei. E’ l’unico modo
per riportarla a te.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SOFFRO DI QUALCOSA
Buongiorno.ho 21 anni.da più d'un anno soffro o meglio penso di
soffrire di un qualcosa. Non so se si tratta di depressione, di un
semplice periodo di crescita o qualcos'altro, so che ne voglio uscire.chi
mi vede adesso silenzioso,depresso e intristente (ho l'impressione di
intristire chi mi sta vicino conoscente o amico o chiunque si trovi a
parlare con me) non riconosce Francesco,mi vede lontano e io mi vedo
sempre più lontano da loro e spesso per evitare queste situazioni
evito di uscire.oltretutto stare fra la gente mi provoca una forte
emicrania e tensioni muscolari alle spalle e un po’ d’ansia.in ogni
momento del dialogo cerco vanamente parole che non mi facciano
sembrare stupido,lento o peggio poco interessante.quando poi c’è da
parlare con altra gente che t’ascolta evito del tutto di aprire la
bocca.ho un senso di solitudine angosciante.ho paura di mettermi in
discussione, di aprirmi agli altri, anche a chi conosco in pratica da
quando sono nato.tutto questo dopo una delusione (una ragazza..) e
dopo la fine “di fatto” di un’amicizia per motivi poco chiari (forse
proprio per le mie chiusure).ho avuto a lungo crisi di pianto..ora non
con la stessa frequenza.i miei pensieri sono stati per lungo tempo
confusi e caotici come incontrollabili.adesso ho trovato un po’ di
calma mentale,ma forse eccessiva.difatti mi sento e sono poco
lucido,poco reattivo e poco elastico mentalmente.Ultimamente
l’emicrania si fa sentire anche nelle situazioni familiari e tutto
questo fa paura. La cosa che fa più male è che mi sto abituando a
questo stato,ai miei silenzi,alla mia tristezza.ho avuto chiarimenti
con il mio amico, ma questo non ha cambiato molto i rapporti fra di
noi perché il mio non riuscire a parlare è anche per lui. Per la
ragazza..beh se prima i pianti erano per lei adesso sono per me. a
volte penso..se intristisco gli altri perché sto con loro?quando cerco
di parlare o di ascoltare e concentrarmi sulle parole di altri faccio
uno sforzo enorme.niente è più naturale come era prima.ho parlato con
uno psicologo di tutto questo, mi ha detto che è solo un periodo di
formazione,di maturità…di coscienza.boh forse si.ma se crescere
significa avere coscienza dell’essere soli e del non riuscire più a
relazionare voglio evitare di crescere.fatto sta che dura da troppo
tempo.. i miei m’hanno aiutato seppur non direttamente (psicologo).ma
non ho problemi di altro tipo in famiglia,anzi..!penso di dover dire
che sono stato sempre convinto che i problemi,personali o relazionali,
si risolvessero col tempo,inoltre che ero timido e un po’ lo sono
tutt’ora ma anche che sono certo che in questo periodo la mia non è
timidezza o quantomeno non più.spero di essere stato esaustivo.magari
queste sensazioni le hanno provate tutti e non mi dovrei sentire così
“unico”.cmq la mia domanda è..cosa devo fare?è naturale sentirsi così
per un periodo della vita?grazie mille.Francesco
Caro Francesco,
Se la domanda è questa ultima e cioè se è ‘normale’ trascorrere dei
periodi della vita in cui non ci si sente affatto nel pieno delle
forze, sia fisiche che intellettuali, la risposta è sicuramente si: è
normale e non c’è assolutamente nulla di preoccupante.
Tu però racconti nella tua lettera che questo stato di cose dura da
più di un anno e dunque comincia ad essere un po’ troppo.
Lo psicologo dal quale sei andato probabilmente ti ha dato delle
spiegazioni tecniche, ma non è riuscito a stabilire un rapporto
empatico con te e dunque non è riuscito a trasmetterti entusiasmo e
voglia di vivere. Non meglio posso fare io, visto che oltre tutto non
ti conosco.
Se però è giusto quello che leggo fra le righe, il tuo problema sta
proprio nel posto dove dichiari di non avere problemi : ho
l’impressione infatti che vivi una situazione familiare eccessivamente
protettiva e che alla tua età tu ti senta ancora come un adolescente.
Il consiglio che ti do è dunque questo: prova a camminare molto di più
sulle tue gambe, affronta la vita a muso duro e questo ti darà la
possibilità di cominciare davvero a credere in te stesso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MADRE DEPRESSA
Ho trovato casualmente il Vs. sito mentre stavo cercando
informazioni sulla depressione.
Ho quasi 40 vivo da sola e ho un compagno. Il mio problema riguarda
mia madre. Credo che soffra di una forte depressione. E' maniaca della
casa, non si stima per niente, ha problemi con l'alcol (quando e'
depressa beve), e' molto magra e non riesce (a volte ho paura che non
voglia) ad ingrassare. E' difficile capire quando sta male fisicamente
o quando fa la vittima. Non e' possibile farla ragionare non ascolta e
parla solo di se. Io nella mia vita ho avuto diversi comportamenti con
lei da quello comprensivo a quello deciso, ma e' stato tutto inutile.
Il motivo per cui stavo vagando in internet in cerca di risposte e'
stata l'ennesima lite della quale pero' sono stata io la causa,
infatti normalmente non reagisco alle provocazioni o ai suoi
atteggiamenti strani. Non sono riuscita a sopportare che non mi
lasciasse parlare con mio padre (come fa di solito perche' e gelosa) e
quando mi si e' avvicinata con quell'atteggiamento tutto infantile e
mieloso interrompendomi per l'ennesima volta e mi ha baciata ho perso
il controllo e le ho detto di lasciarmi in pace e che non ero mai
libera di parlare 5 minuti con mio papa' senza che lei non si
inventasse qualche cosa per interromperci.
Voglio precisare che vado a trovarli una volta alla settimana e che
con mio padre posso parlare solo mentre si cena, poi lui mi lascia con
mia madre ed io normalmente sto circa 1 ora (anche di piu' se lei e'
piu' gradevole) ad ascoltare tutte le sue lamentele (mio padre, i
vicini, l'amica) intervenendo praticamente solo per darle ragione
perche' non e' possibile fare dei discorsi produttivi con lei.
Qualsiasi indicazione le si dia per cercare di alleviare una sua
angoscia e' assolutamente rifiutata. Io quando lei mi parla di un suo
problema ho come primo istinto (anche se ce l'ho sempre di meno) la
voglia di cercare di aiutarla ma quando vedo che non ci prova neppure
e che le volte successive mi riparla sempre degli stessi problemi e
vuole essere capita mi viene una rabbia che normalmente comprimo ma a
volte non ci riesco proprio. Cosa posso fare? Io credo che abbia
bisogno di un aiuto specialistico ma lei non ne vuole sapere. Come la
si puo convincere? La devo forse ricattare o si cura o mi perde?
Ho bisogno di dirlo anche se e' una cosa che mi fa orrore a volte
vorrei che non ci fosse. E' da tempo che non ho piu' bisogno di lei,
ma ho dentro di me una rabbia che solo dicendole tutto penso si
attenuerebbe, ma forse le farei solo tanto male e ne farei a me stessa
perche' poi mi sentirei un verme.Sa a volte non so se pensare se e'
malata o se e' viziata ed egoista. Ai suoi occhi io sono la piu'
fortunata, tutta cio' che ho io e meglio di cio che ha lei. Sono stufa
di sentire questa sorta di invia e gelosia nei miei confronti, non
posso essere libera di essere contenta per qualcosa di mio (e di
carattere io tendo sempre a vedere la bottiglia mezza piena) perche'
scateno subito da parte sua il vittimismo. Una madre dovrebbe essere
felice della felicita' dei propri figli no!!!
Vorrei ancora chiederle una cosa. Io desidero tanto avere dei bambini
ed essere la mamma-amica che non ho avuto. Corro il rischio di
esagerare dall'altra parte per non essere come e' stata la mia o e'
solo una mia paura infondata?
La ringrazio per per il tempo che mi ha dedicato e per la possibilita'
che da alle persone di poter parlare con uno specialista nell'istante
in cui ne sentono il bisogno e ne hanno il coraggio.
Azzurra
Cara Azzurra,
Direi che sua madre è una persona piuttosto manipolativa, che desidera
avere tutta la famiglia sotto controllo. L’unico modo per uscire da
questo invischiamento nel quale lei si trova è quello di rompere la
catena dei comportamenti prevedibili, in modo che sua madre sia
costretta a cambiare atteggiamento. Del resto non è una legge divina
che lei debba andare una volta alla settimana, parlare prima con suo
padre, poi con sua madre per un’ora ecc.
L’importante è spezzare questo rituale: ad esempio lei potrebbe andare
due volte alla settimana, in orari sempre diversi, a volte in
compagnia di qualcuno… In questo modo sua madre sarebbe costretta a
cambiare atteggiamenti e discorsi non tanto perché convinta delle tesi
che lei le va ripetendo da anni, quanto perché costretta al
cambiamento, data l’imprevedibilità delle sue visite e dei suoi
discorsi. Se poi sua madre le sembra invidiosa e gelosa perché non
cercare di coinvolgerla di più nelle cose belle che evidentemente le
accadono, in modo che possa sentirsi anche lei un po’ più fortunata e
felice? Quanto a lei, come vede si può essere felici e ottimisti anche
senza aver avuto una madre perfetta: lei, diventando madre, faccia
tutto quello che può fare e … Un consiglio: impari a risolvere i
problemi man mano che le si presentano, altrimenti non vive più!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NON TORNERA’
Le scrivo per avere un'opinione sui fatti che mi sono capitati
negli ultimi mesi e che, purtroppo, stanno condizionando molto
l'andamento di tutta la mia vita. Ho 26 anni. Quattro anni fa mi sono
fidanzata con un ragazzo che, benchè simile nelle origini e
nell'educazione, si differenziava molto da me per le sue scelte
professionali. Amante della musica, aveva deciso di "sospendere" i
suoi studi di giurisprudenza per vivere nella Capitale (dove ci siamo
conosciuti) dove avrebbe potuto coltivare i suoi interessi di
compositore. Io, invece, ho portato a termine i miei studi in … a
tempo di record per poter pensare serenamente ad una vita indipendente
e, soprattutto, con lui che dopo un paio di anni di relazione aveva
iniziato seriamente a pensare al matrimonio. Vorrei precisarle che ho
amato moltissimo questo ragazzo ma che, purtroppo, non di rado avevo
notato in lui un'infelicità causata ovviamente dai suoi insuccessi
professionali. Questi ultimi, si sono acuiti particolarmente durante
l'ultimo anno tanto da costringerlo a tornare definitivamente a casa
dei suoi e a prendere in mano la gestione dei locali di sua madre. Ho
continuato a fare avanti e dietro per l'autostrada del sole,
raggiungendolo dalle diverse località dove avevo iniziato a lavorare.
Lui, in 4 anni, si sarà spostato 5 volte. Io tutti i fine settimana.
Finalmente a novembre arriva la svolta: vengo trasferita in sud Italia
a venti chilometri da lui. La storia però aveva già preso una piega
brutta. Lui aveva iniziato a preferire le sue amicizie e non aveva
reagito nel migliore dei modi al mio trasferimento. L'ho lasciato dopo
una settimana dal mio arrivo. Abbiamo passato tre mesi senza vederci.
Sentendoci poco. So che ha sofferto moltissimo. Ci siamo rivisti a
marzo e subito ripresi. Ho ricominciato a viaggiare con il treno per
raggiungerlo quasi tutti i giorni. I nostri discorsi sulla vita
insieme sono ripresi, come naturale, ma lui ha mostrato un
comportamento decisamente maschilista. A maggio ho scoperto di essere
incinta. Nell'arco di 24 ore dopo aver detto 1000 volte di non voler
abortire, mi ha convinta a farlo. Avevo capito che questo bambino non
sarebbe stato felice con un padre che non lo desiderava. A questo
punto abbiamo vissuto 2 mesi di silenzio in attesa dell'intervento. Io
ho attraversato momenti di rabbia e di dolore. Mi ha lasciata in un
mare di solitudine e il giorno dopo l'aborto, mi ha lasciata
definitivamente. Lui non tornerà in dietro. Ho provato anche a farlo
ragionare. Ogni tanto mi chiama e le sue telefonate non le capisco. E'
felice e lo sento chiaramente. Ma perchè? Mi chiedo anche: che
speranze ci sono per me? Ho anche paura che l'intervento non sia
andato bene come speravo: sono passati 42 giorni e le mestruazioni non
arrivano. Non so neanche più da chi andare a piangere. Sono sola, in
un paese che non è il mio, senza amiche, senza nessuno. Senza l'unico
essere che avrebbe dovuto preoccuparsene.
Valentina
Cara Valentina,
Quella che mi ha raccontato è la storia di un amore sbagliato. Per
nessun motivo lei è obbligata a correre dietro ad un uomo che non ha
dimostrato di valere : né negli affari, né come fidanzato, né come
possibile padre. Che persona è quella che non desidera un figlio
concepito insieme alla ragazza che ama da quattro anni e che fa di
tutto per essergli vicino e per comprenderlo?
Per fortuna lui non tornerà indietro, dice lei. Speriamo che sia
davvero così.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CUORE MATTO
Buonasera dottoressa,Mi chiamo Sabrina ho 32 anni e sono di R.
Quello che vorrei esporle è per me un problema molto grande.Da circa 2
anni soffro di periodi di ansia immotivati o cosi sembrano.Il mio
cuore batta all'impazzata,la testa gira ed io ho una gran voglia di
piangere.Ho fatto analisi,vari elettrocardiogrammi ma tutto è
risultato normale.
Il fatto è che io ascolto continuamente il mio battito e se lo sento
accelerato vado nel panico.Premetto che ho passato dei bruttissimi
periodi qualche anno fa a causa di mio padre che ha avuto 2 infarti.Ora
lui sta bene mentre io ho cominciato ad avere terrore del mio cuore.Sono
ipocondriaca e lo ammetto.
Tempo fa sono andata al pronto soccorso per un attacco di tachicardia
ma dopo 3 ore di monitoraggio mi hanno detto che era solo ansia.Mi
hanno prescritto 10 gocce di lexotan la sera prima di dormire.Dice che
è la cosa giusta o ho bisogno di una terapia?
La ringrazio anticipatamente.
Grazie ancora...
Sabrina
Cara Sabrina,
Direi che è la cosa giusta: non perché lo so, ma perché mi fido dei
medici che l’hanno monitorata per tre ore.
Il fatto di aver capito di essere ipocondriaca e di ammetterlo è già
un passo avanti notevolissimo : infatti l’ipocondriaco grave non
ammette mai di essere un malato immaginario, se la prende con le
analisi, gli esami diagnostici, i medici, ma non ammette mai di essere
lui stesso la causa dei suoi malanni. Detto questo, aver capito non
basta: ora bisogna apprendere delle tecniche di rilassamento per
tenere a bada l’ansia e soprattutto imparare a visualizzare il suo
cuore, a ‘parlarci’ come se fosse una persona : quando lo sente
agitato, gli faccia due ‘coccole’ e poi gli permetta di rilassarsi, ma
non gli faccia mai capire di essere preoccupata, mi raccomando!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti AnconaTERAPIA
DI COPPIA
Dopo un anno di separazione io e mia moglie abbiamo fatto un
tentativo di riavvicinamento (da 6 mesi) accompagnato da un ciclo di
terapia di coppia con due specialisti (uomo-donna).
La storia tra noi e' stata molto dolorosa e, dal mio rientro in casa
mia moglie ha ulteriormente tagliato ogni rapporto con i miei parenti
e amici (che e' riuscita anche a allontanare totalmente da nostro
figlio, che non vede da 2 anni i nonni). Sono preoccupato perche' la
sfera affettiva che, come famiglia, frequentiamo e' esclusivamente
riferita a lei e mio figlio ha un attaccamento morboso a lei.
Le sedute sono state 6 e nel corso delle sedute (salvo la prima) io e
mia moglie non abbiamo fatto che litigare. L' atteggiamento di mia
moglie (che insisteva su una terapia individuale solo mia) e' stato
sulle difensive e menzognero. Da parte mia l' ho presa molto
seriamente e ho scritto un diario dettagliato per quasi due mesi,
leggendo alcune cose in seduta. Dopo ogni seduta eravamo piu' tesi e
ci rimproveravamo reciprocamente le cose dette, con rabbia.
I pochi risvolti pratici che ci sono stati chiesti dai terapisti si
riducono in : far crescere la complicita' tra noi (uscire insieme da
soli, coinvolgere gli amici con tutti e due) ; non considerare nostro
figlio (10 anni) sullo sfondo; scrivere un diario (dopo mia proposta),
Ultimamente ho fatto presente che non reggevo piu' alcune situazioni e
che volevo avere un aiuto individuale a reggere. La risposta e' stata
di inframezzare le sedute di coppia con alcune singole che io potrei
fare con il terapista (uomo) "perche' e' quello che si immedesima
maggiormente con i miei problemi". Ora sono molto insoddisfatto dei
risultati, anche a causa della scarsa sincerita' di mia moglie
nell'impegnarsi in questo lavoro. So che lei ha dei veri problemi e
che non vorra' mai ammetterlo. Cosa devo fare? Sarebbe utile se
continuassi la terapia di coppia? Come essere realmente di aiuto a mia
moglie? Grazie
Anonimo
Caro Anonimo,
Premesso che salvare un matrimonio così tanto compromesso non è cosa
facile e che la terapia di coppia non è la panacea di tutti i mali,
non posso esprimere un parere su quanto ti/vi hanno consigliato i
colleghi, perché non conosco i dati essenziali. Mi chiedo ad esempio
perché vi siate lasciati, cosa avete rispettivamente fatto in questo
anno di lontananza, se c’era una terza e magari una quarta persona che
influenzavano il rapporto, che stile educativo avete usato con vostro
figlio, che tipo di comportamento abbiano usato i tuoi parenti ed i
tuoi amici nei confronti di tua moglie e di tuo figlio ed infine,
perché mai tua moglie partecipa a delle sedute di terapia di coppia se
non ha intenzione di risolvere un bel niente… E’ singolare che
entrambi pensiate che i problemi ‘veri’ ce li abbia l’altro/a e che
sia l’altro/a a dover essere aiutato/a, quando entrambi vivete una
situazione di tensione e di infelicità che non può rappresentare una
soluzione per nessuno, nemmeno per vostro figlio. Secondo me, se
veramente volete tentare di salvare questo rapporto, occorre anzitutto
la volontà di farlo, ma soprattutto la capacità e la sensibilità di
mettersi personalmente in discussione e cambiare, migliorandosi,
anziché andare dal terapeuta a litigare e a dire cose che non sono
vere. Se tutto ciò non è possibile, non resta che pensare ad una
separazione, cercando almeno di accordarsi al meglio per il futuro di
vostro figlio.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PRIMO AMORE
Ho 31 anni e 10 anni fa ho conosciuto una ragazza di un anno più
giovane. Per me è stato il primo vero amore, quello che ti segna per
tutta la vita. La nostra relazione abbastanza travagliata è durata tra
alti e bassi per circa 5 anni, dopodiché dopo un breve periodo di
frequentazione da semplici amici (sebbene io ne fossi ancora
innamorato) ho deciso che le nostre vite si dovevano nettamente
separare senza più alcun contatto ne visivo ne telefonico. Così è
avvenuto e dopo un periodo di circa 2/3 anni di solitudine e
depressione ho incontrato una nuova compagna con cui ho cominciato una
convivenza. Da questa convivenza è nata una figlia che però io non ho
mai potuto vedere perché varie contraddizioni tra le nostre famiglie
dovute alla gravidanza hanno fatto in modo che la nostra relazione si
sgretolasse e che lei mi abbandonasse al 6° mese per tornare dai
genitori. Ora è passato un anno da questa vicenda che con molte
difficoltà da solo ho superato. Nel frattempo da un paio di mesi
casualmente ho rincontrato la ragazza con cui ho vissuto il mio primo
amore. Sembrava che le nostre strade non dovessero più incontrarsi per
i sopra citati vissuti da parte mia e per altrettante relazioni sue.
Invece no ci ritroviamo entrambi single con delle esperienze negative
vissute nel frattempo e quando parliamo il tempo vola e sembra che a
dividerci siano stati pochi giorni e non anni. Con lei mi sento bene e
avverto che anche per lei è così. Durante un discorso a tarda serata
abbracciandola ho sentito la necessita di baciarla, ma lei mi ha
respinto. Tutto è finito li con un po' di imbarazzo e uno scambio di
scuse. Da parte sua mi è stato spiegato che questo rifiuto veniva dal
fatto che lei mi conosceva e mi rispettava (fosse successo con un
altro forse quel bacio innocente sarebbe stato accettato) e non voleva
farmi soffrire. Continuando a parlare è emerso che questo non
pregiudica nessuna evoluzione futura.
Ora il mio problema è questo come comportarsi, sento di volerle molto
bene e di stare bene con lei e questo mi rende difficile mantenere una
semplice amicizia.....ma cosa è giusto stare male per un amore mancato
o rinunciare a una persona che senti di amare veramente???
Grazie per l' attenzione
Matteo
Caro Matteo,
Come comportarsi… Io non credo che, dopo una storia durata cinque
anni, fra alti e bassi, dopo un periodo di frequentazione da semplici
amici, 2-3 anni di separazione, altre storie parallele,
improvvisamente, rincontrandosi, possa rinascere la scintilla
dell’amore. E’ più che normale che stiate bene insieme, che vi
rispettiate ed abbiate fiducia reciproca, ma questo non è amore. Credo
che la sua amica sia stata frenata da questo genere di considerazioni
e che lei, deluso e amareggiato dalla piega che ha preso la sua vita,
sia ora portato ad idealizzare questa persona e a magnificare i
ricordi che la legano a lei. Credo che la cosa migliore da fare sia
invece cercare di riavvicinarsi alla sua ex convivente e cercare in
tutti i modi di vedere la sua bambina e di stabilire con lei il
rapporto genitoriale cui la piccola ha diritto. Si ricordi che sua
figlia non le ha chiesto di essere messa al mondo e che fuggire da
questa situazione, non assumersi le proprie responsabilità, è un
comportamento piuttosto puerile, che non può accrescere la sua
autostima. Il consiglio è questo: esca dal mondo dei sogni e si
comporti da persona adulta. Così facendo, sono sicura che prima o poi
troverà una persona che la apprezzerà veramente e con la quale potrà
rifarsi una vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LEI NON LO AMA
Dopo 7 anni di matrimonio, di cui 2 in cui si è manifestato il
maniera palese il problema, mia moglie mi ha confermato che non è più
innamorata di me e che ha tutta l'intenzione di porre fine al nostro
legame mediante la separazione. Inizialmente ho assorbito la notizia
piuttosto male, sentendomi quasi morire, non capivo come una persona
che fino a qualche giorno prima costituiva metà della mia vita potesse
diventare così crudele e fredda nei miei confronti. Abbiamo passato
varie vicissitudini, tra cui un periodo di separazione di circa 4
mesi, alla fine del quale abbiamo deciso di ritornare insieme. Dopo
questo episodio siamo stati bene (almeno io pensavo) per circa un anno
e poi siamo ricaduti nella stessa padella. Ciò che ha inciso però la
mia sensibilità sono state le parole e le accuse di mia moglie, la
quale insoddisfatta di me, asserisce che sono un monotono, che non mi
piace vivere, che penso solo a lavorare. Io non mi sento in questo
modo, anzi, mi piace divertirmi, ma nei modi e tempi giusti. Inoltre è
stata così brava che ha toccato anche la sfera intima del nostro
rapporto, asserendo che non l’ho amata come voleva lei e che nella
sfera sessuale non sono stato un gran chè. Allo stato attuale, provo
per lei dei sentimenti di indifferenza quasi di antipatia, e mi sento
ferito come uomo, quasi complessato. I miei pensieri più ricorrenti:
non sono in grado sessualmente di stare insieme ad una donna; sarò in
grado di ricostruirmi un rapporto con un'altra donna; troverò una
donna in grado di apprezzare la mia gioia di vivere. Tutti questi
interrogativi mi hanno fatto precipitare in uno stato di depressione
ed infiducia in me stesso da cui non so come uscire. Vorrei prendermi
una pausa con il mondo femminile, forse per paura non so, e ritrovare
quella fiducia che ho perso, sperando nel frattempo di riuscire a
superare questa fase in cui mi sento sprofondare ed a volte morire.
Riprendere nuovamente rapporti da single mi riesce molto difficile, ma
ci sto provando con tutte le mie forze. Come posso fare per riprendere
un pò la serenità e la fiducia perse. Un fattore che grava su questa
situazione e la presenza di un bimbo meraviglioso a cui io tengo
moltissimo. Il probabile mio distacco dalla casa familiare mi rende
debole nei suoi confronti ed ho paura di perderlo anche se cerco di
essere sempre presente nella vita del mio bimbo. A volte quando siamo
insieme mi chiede dove è la sua mamma e perchè non è con noi, ed io
cerco di spiegargli in maniera semplice il perchè di certi
comportamenti, ma mi rendo conto che all'età di 4 anni non è facile
capire certi meccanismi. Spero che lei possa suggerirmi alcune vie per
poter trovare un pò di equilibrio e serenità, visto che già a 32 anni
mi trovo solo a dover ricominciare da zero la mia vita.
Grazie
Marco
Caro Marco,
Direi che lei non ricomincia da zero: parafrasando Troisi, direi che
lei ricomincia da uno… Cioè suo figlio. Non conosco i particolari
della sua vicenda, ma penso di capire che la sua storia sia nata sotto
la spinta di una forte attrazione fisica e che poi, come spesso
succede, le strade del lavoro, degli interessi e delle amicizie vi
abbiano fatto crescere in modo diverso e che ora, dopo qualche anno,
vi sentiate estranei l’uno all’altra, come se non aveste più nulla in
comune, a parte vostro figlio. Se le cose stanno così lei deve cercare
anzitutto di ricaricare le sue pile, in modo da poter trovare
l’energia necessaria per ritrovare la stima di sé. Non è detto che
quello che pensa sua moglie lo pensino tutte le altre donne del mondo
: certamente ci sarà qualcuna che la apprezzerà per quello che lei è e
non vorrebbe vedere in lei niente di diverso. Quello che lei deve fare
è questo : andare da uno psicologo per essere aiutato a ritrovare la
sicurezza di sé, fare un passo verso sua moglie per vedere se è
possibile una riconciliazione definitiva, coinvolgendola magari in una
terapia di coppia. Se la situazione di tensione e di sfiducia
reciproca dovesse persistere, prepararsi ad una civile separazione.
Infine, non prendere suo figlio come confidente: al suo bambino lei
non deve raccontare proprio niente di quello che vive con sua moglie e
se le chiede perché non c’è, dica perché non c’è, non gli racconti la
storia della sua vita…
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L’IMPULSO CATTIVO
Cara dottoressa,
da circa una settimana c'è un pensiero che mi tormenta. Di solito
queste cose non mi accadono, sono una persona solare, positiva. Le
racconto cosa è successo. Una sera stavo facendo le coccole al mio
fidanzato, quando, nella mia mente, è balenato l'impulso di fargli del
male....una frazione di secondo, poi è passato. Non so perchè, forse
perchè l'adoro, era così piccolo, indifeso. Sta di fatto che mi sono
spaventata moltissimo, mi sono fatta riaccompagnare a casa e, da
allora, penso sempre a questo. Penso a ciò che è successo, mi domando
se potrei mai farlo davvero, mi chiedo se davvero lui è in pericolo,
se io sono un pericolo. E' una cosa che mi tormenta. Quando sto
insieme a lui,poi, cerco di difenderlo da una me stessa che in realtà
non sono io...lo tengo un po' distante da me e penso sempre a quella
sera. non so come fare x cancellare questi pensieri. Gli ho raccontato
tutto e lui è stato comprensivo; ha detto anche che, un paio di volte,
ha avuto anche lui simili pensieri. Solo che lui li ha relegati a quel
momento mentre io mi trascino dietro un gran senso di colpa. Non ho
atteggiamenti compulsivi, questo no, ho solo questa idea che ritorna
durante la giornata. A volte riesco a liberarmene e sto veramente
bene, mentre, altre volte, pregiudica la qualità del tempo che passo
con il mio ragazzo.
Le ripeto che è solo una settimana che provo questa cosa, ma voglio
assolutamente uscirne. Cosa devo fare?
Non so se questo c'entra niente, ma vengo da un periodo (un paio di
mesi) stressante x me (che non è ancora terminato) e da
un'enterocolite che mi ha fiaccato, sia fisicamente che moralmente.
Ringraziandola anticipatamente x la sua risposta la saluto caramente.
S.
Cara S.,
Questi pensieri ‘cattivi’ appartengono a tutti noi e non sono
assolutamente preoccupanti. Si formano in modo automatico nel
cervello, sulla scia di pensieri, ricordi, paure, ecc. ed hanno la
stessa valenza di un sogno.
Se lei avesse sognato questa cosa si sarebbe spaventata così tanto?
Non credo, perché non si sarebbe sentita responsabile della sua
attività onirica. Anche nella vita cosciente passano, ogni tanto,
questi pensieri, che generalmente non hanno conseguenze, specialmente
se si è una persona sana di mente ed equilibrata. Dunque, la cosa da
fare è cacciare i sensi di colpa e scherzarci su, anche da sola,
imparando a sorriderne. Eviti poi di parlarne al suo fidanzato…
Significherebbe fare un dramma di una cosa tanto minima.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ADOZIONE
Ciao, sono Beppe e scrivo da T.
ho un grosso problema (almeno per me) da sottoporvi. Sono un uomo di
37 anni che da qualche mese sta vivendo il periodo forse più brutto di
tutta la vita. Mi spiego meglio. Io e mia moglie abbiamo inoltrato una
domanda di adozione e siamo nell'attesa di ottenere l'abbinamento con
il bambino che ci sarà affidato. Fin qui tutto bene se non che la cosa
sta andando per le lunghe e l'ansia di giungere alla sospirata meta si
fa sentire molto pesantemente anche se io, contrariamente a mia
moglie, mi sono fatto una ragione di quest'attesa.
A questo problema dobbiamo aggiungere anche quello riguardante il mio
lavoro che, da diverso tempo a questa parte, ha subito una grave
recessione con pesanti risvolti dal punto di vista economico e
trattandosi dell'unica fonte di reddito in famiglia, ci ha
letteralmente scaraventati nella disperazione. Ho provato a cercare di
sottoporre il mio curriculum a diverse aziende, anche con incarichi
meno "prestigiosi" ma la situazione attuale non aiuta certamente
cosicché: altro stress. Il risultato di tutto questo ha fatto in modo
che oggi, la mia situazione (ma anche di mia moglie) è la seguente:
insonnia molto accentuata (dormo 3-4 ore per notte), mi sveglio di
soprassalto in piena notte con il cuore in gola;
paura del futuro (io che sono sempre stato un ottimista/realista...);
perdita di peso (4 Kg in due mesi) e inappetenza;
ogni seppur piccolo problema mi pare una montagna da scalare e lo
sconforto aumenta. Inoltre mi pare che tutti gli sforzi che faccio per
cercare di trovare una soluzione siano completamente inutili; ogni
mattina, al momento di andare al lavoro, mi prende un'angoscia
fortissima e, non mi vergogno affatto a dirlo, mi viene da piangere.
Spesso lo sconforto mi assale anche in momenti nei quali non si sono
manifestati problemi tangibili con soventi sbalzi di umore anche in
brevissimo tempo; non provo nessuno stimolo a fare cose che prima mi
piacevano come lo sport o una gita fuori porta. Tutto mi sembra
inutile.
Tutti questi segnali mi allarmano enormemente soprattutto se penso che
ho sempre avuto l'energia necessaria per far fronte a diversi problemi
della mia vita (la perdita del padre quando avevo 8 anni, il non aver
potuto proseguire gli studi per necessità lavorative, la paternità
irrealizzata a causa di un mio problema di oligospermia). L'unica mia
fonte di serenità sono le ore che trascorro con mia moglie al quale
sono legatissimo.
Non voglio assumere psicofarmaci o antidepressivi perché mi fanno
paura ma, al contempo, come posso cercare di migliorare il mio
orizzonte di vita?
Grazie.
Caro Beppe,
Tu conosci bene i sintomi che mi hai descritto e, se anche non lo hai
detto nella lettera, si capisce che tu riconosca in te i segni della
depressione. Ora, visto che non vuoi assumere psicofarmaci, l’unico
altro rimedio che ti rimane è la psicoterapia. Questo è l’unico mezzo
curativo per ‘migliorare il tuo orizzonte di vita’. Probabilmente mi
dirai che vuoi fare da solo. Se così fosse, non ti resta che
attaccarti ancor di più all’unica cosa che, a quanto pare, ancora ti
interessa e ti gratifica: tua moglie. Cercate di trascorrere questo
periodo in armonia, fate delle belle passeggiate insieme, regalatevi
dei momenti di intensa intimità, fate sesso, divertitevi. Quando il
vostro bambino arriverà, troverà una famiglia felice, pronta ad
accoglierlo. Quanto ai problemi economici e di lavoro… Chi può dirsi
al sicuro oggi?
Tenere duro !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SUPERARE QUESTO MOMENTO
Gentile Dottoressa,
ho 29 anni e Le scrivo perché è da poco terminata una relazione per me
molto importante e ho molte difficoltà a superare questo momento.
Ho conosciuto il ragazzo in questione (che ha 3 anni + di me e che
chiamerò Alessandro) circa due anni e mezzo fa; entrambi suonavamo in
un'orchestra e per me è scattato il classico colpo di fulmine, anche
se in realtà avevo già avuto modo di conoscerlo "di sfuggita" circa un
anno prima ed ero subito rimasta colpita dalla sua bellezza. Tra
l'altro, per me la musica è molto importante (ho la fortuna di poter
lavorare nell'ambito per il quale ho studiato e studio tuttora, quindi
la musica occupa gran parte del mio tempo, "lavorativo" e non), così
pensavo che il fatto che anche lui fosse musicista sarebbe stato un
"collante" importante. Purtroppo l'illusione è durata veramente poco,
nel senso che, poco tempo dopo aver iniziato a frequentarci, sono
subito nati problemi a non finire. Siccome anche Alessandro lavora
"nella musica" (si occupa di un programma di jazz per una radio
locale) diceva di essere già saturo di concerti e quant'altro (invece
io sono spesso impegnata in questo ambito, anche e soprattutto nei
fine settimana) e che conoscere una ragazza che faceva il mio lavoro
era stata una grande sfortuna per lui. Con grande fatica siamo stati
insieme "continuativamente" per un anno e mezzo, poi l'estate scorsa
l'ho lasciato (visto che le liti erano diventate una costante), poi in
ottobre abbiamo ripreso a frequentarci in modo "altalenante" fino a
circa un mese fa.
Ovviamente i problemi derivavano in gran parte dal mio lavoro (a lui
non gradito), ma anche da differenze caratteriali molto marcate. Non
aveva mai avuto interesse a conoscere i miei amici, in 2 anni e mezzo
non siamo mai usciti con altre persone o coppie, era esageratamente
riservato e non voleva che dicessi in giro che ero la sua ragazza.
Ultimamente (a maggio) la situazione era proprio un disastro, nel
senso che eravamo entrambi impegnatissimi (per motivi diversi) e ci
siamo visti veramente poco (vorrei comunque precisare che abitiamo a
73 km. di distanza, quindi vedersi non è stato sempre semplice,
soprattutto se avevamo poco tempo a disposizione). Le poche volte che
ci siamo visti (nei fine-settimana) lui voleva sempre rincasare presto
(alle 22 o giù di lì, anche il sabato sera!), sicché non abbiamo avuto
modo di stare molto insieme, finché alla fine del mese scorso
Alessandro ha deciso di chiudere, dal momento che per lui avere una
ragazza implicherebbe vederla molto di + e ha detto che, se entrambi
avessimo sentito fortemente la necessità di vederci, il modo e il
tempo l'avremmo trovato ugualmente. Estendendo questo discorso anche a
sé stesso, ha voluto farmi capire che questo stato di cose non lo
rendeva felice e, seppur a malincuore (a sua detta), voleva chiudere
la storia.
Io ho cercato di fargli cambiare idea in tutti i modi, ma non c'è
stato verso. Non risponde né alle mie chiamate (anzi, se vede il mio
numero spegne il cellulare), né ai miei SMS né alle mie mail. Se
chiamo a casa sua, dice ai suoi genitori di dire che non c'è.
Razionalmente so che non siamo mai andati d'accordo, che in fondo è
meglio così (in passato l'ho lasciato tantissime volte, perché capivo
che questa storia non poteva avere un futuro), che per me sarebbe
stato impossibile stare con una persona che avrebbe voluto che
lasciassi il mio lavoro, che mi criticava in tutto e per tutto (per la
mia espansività - a sua detta eccessiva - , per il mio modo di fare,
di vestire - con colori troppo vivaci -, per le mie amicizie ecc.
ecc.), ma "col cuore" sto da cani. Io vivo molto male le situazioni di
"non condivisione" o di "non approvazione", dal momento che anche con
i miei genitori (che hanno 44 anni + di me... ebbene sì, sono arrivata
tardi, per di + dopo 2 fratelli maschi già grandicelli. Alessandro,
invece, è figlio unico) non ho mai avuto un gran dialogo, proprio per
il fatto che abbiamo 2 generazioni di differenza e spesso e volentieri
punti di vista divergenti. Questo ha fatto sì che i disaccordi con
Alessandro mi abbiano sempre fatta soffrire moltissimo.
Ultima cosa, credo di non essere mai andata particolarmente a genio ai
suoi genitori (visto che oggi al telefono sua mamma mi ha praticamente
messo giù). In conservatorio (dove studio) ho molte compagne di classe
e una di loro mi ha detto che l'estate scorsa (quando eravamo
"separati") Alessandro ha avuto una storia con una ragazza che
conosceva ma che probabilmente la storia continua tuttora (mentre a
ottobre, quando avevamo ripreso a frequentarci, Alessandro mi aveva
giurato e spergiurato che durante l'estate non aveva mai smesso di
pensare a me, neppure per un attimo) e quindi da ottobre al mese
scorso Alessandro ha tenuto il piede in 2 scarpe. Non voglio fare
stupidi moralismi, so che purtroppo nel mondo d'oggi (dove valori come
la fedeltà e la lealtà non vanno molto di moda, a mio avviso) queste
cose sono all'ordine del giorno, solo che Alessandro era stato sempre
molto geloso nei miei riguardi e soprattutto molto intransigente su
certi argomenti (ma su questo ero d'accordo anch'io). Avrei messo la
mano sul fuoco sulla sua lealtà, e questa notizia di pochi giorni fa
mi ha letteralmente stesa a terra. Il fatto che lui non voglia
parlarmi e che non abbia nemmeno cercato di negare (mercoledì sera gli
ho mandato una mail in cui gli chiedevo spiegazioni, che purtroppo non
ho avuto) mi fa pensare che quello che ho saputo corrisponda
effettivamente alla realtà. Dopo un primo momento di incredulità, ho
iniziato a "fare 2+2" e a ragionare su tanti suoi comportamenti che
all'inizio mi sembravano strani, e ora i conti tornano. Ora sto
malissimo; mi passano per la testa bruttissime idee, che solo la mia
mancanza di coraggio mi impedisce di mettere in pratica. Ora mi sembra
che la mia vita non abbia + senso, e anche se razionalmente mi rendo
conto che prima o poi sarebbe comunque finita, tutto questo mi fa
soffrire moltissimo. Da marzo frequento un consultorio, ma la
psicologa che mi segue è molto impegnata e riesco a vederla solo ogni
2 o 3 settimane, mentre in questo momento mi sento molto disorientata
e avrei bisogno di vederla decisamente + spesso.
Spero di poter avere quanto prima un suo consiglio; a volte mi sembra
di avere la depressione (mio fratello 3 anni fa è stato in clinica
psichiatrica per 2 settimane per questo motivo: forse è questione di
DNA...), oggi sono stata a letto fino all'1 di pomeriggio (pur essendo
sveglia già dalle 8)e non riesco a trovare motivi per alzarmi.
Resto in attesa di una Sua risposta, per la quale La ringrazio in
anticipo. Valeria
Cara Valeria,
Come vede ho dato ampio spazio alla sua lettera, la quale è, a mio
avviso, molto bella, perché dà proprio l’idea di una persona che cerca
in tutti i modi di leggersi dentro, di capirsi e di capire chi le è
accanto. In realtà c’è poco da capire: questo rapporto non funziona !
Lui evidentemente è stato a lungo indeciso sul da farsi, ma ora ha
capito che stare insieme a lei non lo avrebbe portato da nessuna
parte. Del resto lo aveva già capito anche lei. Ora si tratta di
continuare con quel “2+2” che ha iniziato e che può continuare
cercando di organizzare la sua giornata in modo da fare cose e vedere
persone che le consentano di dimenticare questa persona al più presto.
Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L'HO TRADITO E POI...
La mia storia ha inizio nel gennaio di quest'anno...in seguito a un
tradimento (mio) lascio il mio ragazzo e inizio ad uscire con
"l'altro" di cui mi credevo
innamorata, usciamo per qualche mese ma mi accorgo di non essere
felice con il mio nuovo lui mi manca il mio ex ( che nel frattempo mi
ha corteggiata come non ha fatto probabilmente mai negli anni che
siamo stati insieme.. rose.. regalini.. e sopratutto la dichiarazione
che non solo mi perdonava nonostante tutto ma che avrebbe desiderato
una vita con me..) mi mancano i bei momenti con lui, le piccole
abitudini, il suo modo di scherzare e il fatto che per molti versi
l'ho sempre creduto la persona giusta per me .... così decido di
ricominciare ad uscire con lui sperando che tutto torni bello come era
all'inizio...
Ora ...sono uscita con lui già qualche volta ma mentre lui è molto
premuroso e affettuoso nei miei confronti a me non riesce di fare
altrettanto non riesco a baciarlo e abbracciarlo e la passione in me
non esiste per nulla!! Era un problema che c'era anche quando stavamo
insieme ma ora, dopo la storia con l'altro è peggio (devo ammettere
che invece una delle poche cose positive con l'altro era probabilmente
il fatto che lo desideravo...)...mi sento a disagio ..forse perché
siamo stati distanti qualche mese ??..o piuttosto perché non sono +
veramente innamorata di lui?? Non so più cosa fare..accettare che è
finita ed affrontare un nuovo fallimento oltre che deluderlo e ferirlo
per un'altra volta mi sembra impossibile...
Dharma
Cara Dharma,
Secondo lei è meglio vivere la vita accanto ad una persona con la
quale si condividono tante cose, ma c’è scarsa passione, oppure
accanto ad un uomo verso il quale si prova un’intensa passione
sessuale, ma non vi sono altri punti in comune ? Se lei ha scelto la
prima ipotesi, la cosa da fare è andare a fare una terapia di coppia,
in modo da provare a riaccendere il desiderio per il partner; se lei
ha scelto la seconda ipotesi, metta in preventivo che dovrà, forse per
lungo tempo, passare di fiore in fiore, perché se non c’è altro in
comune, la passione sessuale è destinata a durare pochissimo…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO ENTRATA NEL TUNNEL
Gentile dottoressa da circa 4 mesi mi sembra di essere entrata in
un tunnel, e ho paura di non uscirne, soffro di una nevrosi di tipo
ossessivo, di tipo alimentare, rifletto del fatto che ho il cibo nello
stomaco e quindi non concepisco nemmeno di deglutirlo, ho 29 anni non
mi manca nulla ho un ragazzo da 9 anni a cui tengo moltissimo e un
cane di cui ne sono totalmente innamorata, ero arrivata vicino ai miei
sogni , avevo il lavoro che mi piaceva tantissimo mi volevo sposare ma
all'improvviso tutto mi è crollato addosso ora sono in cura da uno
psichiatra da circa 1 mese, ma mi trovo davvero in uno stato di
malessere assurdo, cosa mi consiglia dottoressa io voglio vivere mi
aiuti e mi consigli
Valentina
Cara Valentina,
Ciò che mi racconta è davvero poco perché possa esprimere un parere,
darle un consiglio. L’unica cosa che posso dirle è che nessuna terapia
psicologica dà una guarigione immediata, perché occorre metabolizzare
certi ragionamenti, certi cambiamenti nel proprio stile di vita. Spero
per lei che questo accada al più presto. Abbia fiducia nella persona
che l’ha presa in cura e se, dopo 6-8 mesi di terapia non vede nemmeno
il minimo cambiamento e si sente ancora nel tunnel, provi a cambiare
il terapeuta.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SENSO DI FRUSTRAZIONE
Non conosco le motivazioni precise che mi hanno spinto a scrivere
queste righe, forse per un istinto provocatorio o per un desiderio di
avere delle risposte che forse già conosco (sono in terapia da ormai
10 anni da un terapeuta serio e professionale), ma penso in generale
per un senso di frustrazione che mi accompagna da tanti anni e di cui
non riesco a liberarmi che mi fa soffrire e mi rende l'esistenza
infelice e vuota piatta e noiosa fatta di rituali di sogni velleitari
di grandi conquiste di donne bellissime per poter mostrarLe ai miei
amici come si fa con dei trofei vinti o come facevano i cacciatori che
amavano colpire e poi portare via i loro bottini conquistati per
realizzare i loro bisogni di stringere la preda fra le loro mani ed
esporla nelle loro bacheche come un quadro o un souvenir portato chi
sa da quale lontano paese.
Solo che nel mio caso le frecce di cui dispongo si sono stemperate e i
bottini fatti sono magri o mediocri fatte di incontri sporadici ed
occasionali che non portano a niente ma ad senso di desolazione ancora
peggiore ho sempre vissuto col sogno di essere un playboy per avere
anch'io tanti trofei che potessero arricchire i miei sogni di "grande
cacciatore" ma la realtà è stata più spietata, o meglio le mie paure
ed insicurezza non hanno permesso che ciò potesse avvenire, mosso
dalla spinta che gli uomini sono ammirati dai propri simili che
possono vantare tante conquiste e realizzare questo sogno significava
per me ottenere la stima e l'ammirazione di tutti questi miei
coetanei.
Era una sorta di marchio di qualità che ti permetteva di emergere
dalla massa della mediocrità maschile pensavo, invece con il tempo e
la terapia, ho potuto comprendere che questa era una pia illusione che
solo una parte infantile della mia mente coltivava. In realtà la mia
ultima stabile relazione risale al 1998 con grande paura di
raggiungere una adeguata intimità con una donna che possa appagare il
senso di vuoto interiore che si annida nel mio doloroso animo
sofferente e pieno di dolore per questa sensazione di poter vivere una
relazione con pienezza ed intensità come se una mia parte della mia
mente con molta compiacenza si divertisse a farmi stare a far fare la
vittima ed avere una sorta di gratificazione per gli atti di
autosabotaggio che compio in particolare per il mondo degli affetti in
particolare , come se provassi un gusto masochistico per le
disavventure e i rimballi che prendo con le donne specie in questo
periodo che sto a casa, per un infortunio accidentale al braccio, che
mi è costato 40 giorni di lontananza dal lavoro, con evidenti sensi di
colpa per aver vissuto l'incidente non come una mera causalità ma come
un fatto voluto per non andare più a lavorare perché questo non mi
gratificava, mi sono sentito sbandato con un aumento del senso di
frustrazione e di sconcerto e un una discesa del mio umore e delle
sensazioni negative che cominciavano come dei fantasmi ad annidarsi
nella mia mente, nonostante l'uso abitudinario che faccio di
psicofarmaci antidepressivi che assumo da un pò di tempo.
Con questa grande afa che fa, non squilla il mio cellulare, non mi
cerca nessuno come se fosse calato una sorta di maledizione che non fa
altro che accentuare ancora di più il mio senso di malessere e di
frustrazione perché torna quella sorta di compiacimento interiore per
l'isolamento che sto vivendo e non faccio niente per cambiare anzi ci
provo gusto per questa disperazione che mi attanaglia, perché il mio
delirio di onnipotenza passa anche attraverso il desiderio non tanto
nascosto di non aver bisogno di nessuno, anzi in realtà la mia parte
che vuole vivere, quella razionale ci soffre per questo isolamento, ma
quella più intima invece e contenta perché in questo modo posso
chiudermi nel mio vittimismo e leccarmi le ferite sperando che più
vado a fondo e più aumenta questa sensazione interiore di goduria per
aver raggiunto il pieno isolamento con gravi ripercussioni per il mio
benessere psico-fisico.
Sembra un circolo vizioso da cui non riesco ad uscirne e con le donne
è peggio appena comincio a istaurare un rapporto un p’ più intimo
comincia a venir fuori il desiderio di chiudere la storia, con gravi
problemi di ordine sessuale per la manifesta avversione per l'atto
sessuale, come se la donna di turno nel mostrare voglia e desiderio
fosse una puttana che se reprimesse i suoi istinti forse potrebbe
creare i presupposti per continuare, ma appena questi istinti
cominciano a venir fuori cala il mio desiderio con senso di
aggressività nei suoi confronti e con un senso di "vendetta" e di
"cattiveria" che comincia a salire fino all'annientamento e al
sabotaggio del rapporto.
Anche il mio desiderio di chiudere passa anche attraverso questo
simbolico desiderio di perdere altre occasioni ma che in realtà non
succede niente anche quando sono liberissimo, come ho precedentemente
descritto.
Vorrei che con quest'e-mail, lo confesso vorrei che mi si dicesse che
sono profondo, e potrei avere tutte le donne che voglio perché sono
intelligente, ma che magra consolazione saziare questo mio istinto
esibizionistico, come se le altre persone che scrivono dei loro
problemi sono degli sfigati ed io invece mi considerassi migliore di
loro, perché in realtà non ho problemi quindi tutto nasce dal
dilettarmi nel far vedere a Voi esperti di come sono diventato bravo
ma che in realtà tutto quello che ho scritto appartenesse ad un altra
persona.
Mi sembra di assistere un uno sdoppiamento di persona una fragile
insicura problematica instabile l'altra arrogante grande onnipotente
non bisognosa di nessuno ma che in realtà soffre per solitudine e
isolamento sopratutto affettivo.
Penso che fin tanto che non ammetterò a me stesso che quello che
scrivo è vero non solo per la parte razionale ma anche per la mia
parte più intima orgogliosa poco modesta forse non risolverò mai i
miei problemi.Fintanto che non mi rendo conto che stasera fa caldo è
che nessuno mi ha chiamato per fare una passeggiata per uscire non
potrò risolvere i miei profondi disagi .. se non mi rendo conto che
forse questo è anche un atteggiamento positivo perchè mi sto rendendo
conto di questa mia situazione ma ho l'impressione che tutto è fermo
che rimane statico,, questo è quello che più mi preoccupa,Sicuramente
non ci sono bacchette magiche per risolvere i miei angoscianti disagi
interiori nevrotici, conflittuali,, anche queste righe che vi ho
scritto… Grazie per aver dato spazio alle mie riflessioni.. non so
cosa chiedervi.. se vi va apprezzerei una Vs risposta.
Luca
Caro Luca, in genere si risponde ad una domanda, ma forse formulare
una domanda significa avere bisogno o desiderio del parere di
qualcuno. Meglio allora scrivere una lunga lettera piena di
riflessioni argute, in modo che qualcuno possa dire: ‘nevrotico si, ma
interessante, intelligente, colto…’.Anche questa è una tecnica di
seduzione, perché a lei probabilmente non serve stabilire una
relazione adulta con le persone, ma essere semplicemente ammirato. La
sua autostima si basa sull’interesse che hanno gli altri nei suoi
confronti e nel piacere sadico di disprezzare chi l’apprezza, il che
accresce molto il suo autocompiacimento. Il mio parere, concreto e
realistico, è che questi dieci anni di psicoterapia con il luminare
non la stanno aiutando molto e che forse la soluzione dei suoi
problemi potrebbe essere nel cambiare semplicemente terapeuta…
ODIO I SUOI AMICI
Salve,
sono S. e avrei necessità di porvi questa domanda.
Ho una bellissima relazione con una donna. Tutto va benissimo fintanto
che restiamo io e lei, ma quando si esce con i suoi amici (con quelli
cioè con cui lei usciva già prima di conoscermi) che ora sono anche
miei, io passo immediatamente in secondo piano. Ieri sera per esempio,
siamo andati da alcuni amici, e per comodità il ritrovo è stato
fissato presso il negozio di abbigliamento di una di queste amiche.
Nell'attesa che tutti i partecipanti giungessero all'appuntamento, M,
la mia fidanzata, non ha resistito ed ha deciso di provare alcuni
abiti. Fin qui nulla di che, non fosse che dopo avermi reso partecipe
di alcune prove ha optato per l'acquisto di un capo direi costoso e
che io non gradisco per nulla.
Ho manifestato in modo decoroso il mio disappunto in tal verso, e le
ho consigliato di provare qualcos'altro. Lei senza nemmeno considerare
la mia preferenza ha acquistato l'abito che preferiva.
Sono assolutamente certo che se fossimo stati soli io e lei nel
negozio le cose sarebbero andate diversamente; già perchè sono sempre
andate diversamente, è sempre attenta ai miei gusti, così come io lo
sono nei suoi.
La realtà è che quando si è coi suoi amici, non c'è spazio per me,
solo per le sue necessità, e così vengo praticamente dimenticato
durante le conversazioni su alcuni argomenti, per esempio se si parla
di università, (che io non ho frequentato), le elucubrazioni si
protraggono per decine di minuti, in cui si parla di professori che
non conosco, di esami dati o da dare, etc, ed io resto come un pirla
perché palesemente non ho nulla da dire in proposito. E così per altre
cose, che seppur banali non sono certo piacevoli.
Faccio un'altro esempio: Dovevo spostare la moto perché i vigili me lo
hanno imposto, sulla moto c'erano appoggiati 2 caschi (mio suo) due
giacche, e il suo zaino borsa.
In una qualsiasi condizione normale in cui eravamo io e lei si sarebbe
precipitata sorridente ad aiutarmi, invece ieri sera, si è addirittura
andata a sedere al bar con i suoi amici mentre io cercavo di spostare
la moto senza il minimo aiuto.
Tutte le sue premure nei miei confronti vengono meno, e resto sempre
in secondo piano. Lo so che non è grave ma vedere atteggiamenti così
diversi a seconda di chi c’è mi preoccupa e rattrista. E la cosa non
si ferma qui, ripeto che so che queste sono sciocchezze, ma se va al
bar prende da bere per lei e neppure mi chiede se voglio qualcosa...
se cerco di inserirmi nella conversazione vengo considerato di più dai
suoi amici che da lei... una sorta di optional. Poi ogni tanto un
bacio e via dimenticato per altre 2 ore.
Premettendo che i suoi amici mi sono simpatici e li vedo volentieri, e
credo sia reciproco, perché cambia così il suo modo di rapportarsi a
me?
Certo non pretendo effusioni mano nella mano e sguardi languidi, solo
la medesima considerazione che ha per me in altri frangenti.
Io ho 29 anni lei 33, (giusto per essere precisi) ma non soffro di
nessuna sindrome di inferiorità, né nei suoi confronti ne in quella
dei suoi (miei) amici. Mi rendo conto che non sono cose importanti, e
allo stesso tempo mi rendo conto che forse pretendo troppo, ma quando
si torna a casa da una serata così, trascorsa nella penombra
(ovviamente parlo di penombra nei suoi confronti, non nei confronti
degli altri) mi sento davvero sminuito e privato di tutte quelle belle
cose che il rapporto a due mi da.
Non mi interessa essere al centro dell'attenzione per il gruppo ma mi
sembra legittimo aspirare ad essere considerato di più da lei.
Sarà che misuro il suo comportamento col mio braccio, o come io mi
comporto se siamo coi miei amici, ma perché lei cambia così modo di
comportarsi?
È un errore chiedere da parte sua lo stesso atteggiamento che ha in
due o con i miei amici?
Già dimenticavo, se si esce coi miei amici lei è esattamente com'è
sempre, premurosa e disponibile.
Sbaglio qualcosa? Cosa? Sono certo disponibile alle critiche
costruttive, vivo davvero male la sua fase da Dott. Jeckill e Miss
Hide.
C'è un consiglio per me? Grazie di cuore.
S.
Caro S.,
Il consiglio per te è quello anzitutto di parlarne con lei, in modo da
stabilire delle regole di comportamento cui attenersi, per amore
dell’altro. Sono sicura che, se questa ragazza ti vuole veramente
bene, capirà i tuoi discorsi e cercherà di venirti incontro in qualche
modo. Quanto al fastidio che provi tu, malgrado quello che dici nella
lettera, mi sembra di poter dire che tu provi un forte senso di
inferiorità nei confronti della tua ragazza, perché lei è più grande,
più esperta della vita, più colta di te. Non puoi pretendere che lei
torni indietro: sei tu che devi sforzarti di essere al passo. Leggi,
informati, viaggia, renditi interessante agli occhi dei suoi amici e
vedrai che sarai più apprezzato in società, lei sarà più attenta nei
tuoi riguardi e tu ti sentirai molto più fiero di te.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ETERNA INSOFFERENTE
Sono una ragazza di 29 anni a cui in realtà non manca nulla ma allo
stesso tempo mi sento un'eterna Insofferente.
Apparentemente sembro una ragazza estroversa, allegra tanto da
suscitare curiosità, molto spesso mi capita persino di sentirmi dire
come faccio ad essere sempre cosi' disponibile, cosi sorridente...
Eppure dentro di me, sento di morire. E' qualcosa che supera la
Tristezza... mi sento vuota.
Ho una bambina e vivo da un anno con un ragazzo adorabile al quale sto
dando il peggio di me stessa, con lui non riesco a fingere che sia
tutto ok e
la maggio parte delle volte mi vede in un angolo in silenzio per ore.
Sono cosciente che prima o poi lo perderò ma questo non mi da comunque
modo
di reagire, di scrollarmi questa sensazione di malessere di dosso. No
ho amici e le poche persone che mi vogliono veramente bene
"famigliari", finisco sempre con il maltrattarle. Sto veramente male
dentro, vorrei che finisse tutto, ma come? Non riesco.
Anonima
Cara Anonima,
la prima cosa che mi sento di consigliarti è di iniziare a guardarti
dentro, per cercare di capire la causa del tuo stato di vuoto. Questo
mondo che, come dici tu, sembra non farti mancare nulla in realtà crea
quel vuoto che ti fa star male. Devi cercare dentro di te lo stimolo
per capire ciò che veramente ti serve per essere felice. Un primo
passo potrebbe essere quello di ampliare le tue amicizie, magari
iscrivendoti ad un corso sportivo o non, dove è facile incontrare
molta gente e poter anche scambiare qualche parola. Potrebbe essere
l’inizio per nuove amicizie molto stimolanti.
Un mondo di auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNO STRANO SOGNO
Vi sottopongo uno strano sogno che ho fatto durante la notte tra
sabato e domenica u.s. e Ve lo sottopongo perchè mi è parso davvero
strano!
Premetto che ho 47 anni, sono felicemente sposato, ho due meravigliosi
figli e conduco una normale nella mia città (Varazze SV).
Veniamo al sogno. Mi sono sognato che partecipavo ad un funerale e mi
trovavo, insieme ad altre persone conosciute, proprio dietro la
macchina funebre che stava trasportanto il feretro. La cosa singolare
è che il morto, dentro al cassa, ero proprio io e, durante il
funerale, provavo immenso dolore. Praticamente partecipavo al mio
funerale! Gli altri partecipanti inoltre si lamentavano perchè dal
feretro si sprigionava un odore nauseabondo come se la salma si
trovasse in stato di decomposizione; odore che avvertivo anch'io e ciò
accresceva il mio dispiacere e il mio dolore.
Finalmente mi sono svegliato e ho faticato un bel po' ad allontanare
dalla mia mente quell'orrendo sogno!
Da studente mi ero interessato in matreia di "interpretazione dei
sogni"; avevo comprato anche qualche pubblicazione in merito. Mi
farebbe piecere sapere il probabile significato di un sogno così
inconsueto e singolare perchè, dopo qualche ricerca, non ho trovato
nulla di simile anche tra gli "internauti"!!
Grazie.
Sognatore
Caro Sognatore,
capisco il suo desiderio profondo di capire e interpretare il suo
sogno così inconsueto, come lo ha definito lei, ma è abbastanza
complicato anche solo ipotizzare un probabile significato, senza avere
altre informazioni su di lei tali da dare un senso al suo inconscio.
Come infatti avrà letto non è possibile trovare sogni uguali, tali da
essere comparati e associati. In ciascuno di noi infatti interviene la
parte più inconscia, carica di significati associati ai vissuti
personali.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DEVO SUPERARE QUESTA PAURA
Salve dottoressa, mi chiamo floriana 29 anni separata da 2 e senza
figli. Dopo 4 anni di fidanzamento e una crisi di coppia decidemmo con
il mio ragazzo di sposarci, anche se dentro di me qualcosa mi
spaventava, era come se sapessi dentro di me, che non sarei stata
felice e che lui non mi amava, così dopo appena sei mesi dopo il
matrimonio lui mi disse che ero cambiata e che non provava più
interesse e sentimenti per me, e come nella precedente crisi, c'era
già un'altra a fargli compagnia, mentre io speravo in cuor mio che
nulla stesse accadendo, e che il dolore lacerante che avevo dentro
scomparisse per incanto.Passai ancora con lui altri mesi fino a quando
con l'aiuto dello psicologo, riuscii a mettere a fuoco tutta la
situazione, prendere coraggio e troncare tutto al più presto, facendo
come dire "VIOLENZA SU ME STESSA", ma dovevo farlo era diventato tutto
troppo rischioso, per la mia salute sopportare uno stress emotivo
quotidiano così dopo un ennesima lite e dopo i suoi calci lo mandai
fuori per sempre. in questi anni ho cercato di dimenticare, ma ogni
giorno rivivo al risveglio e durante la giornata gli episodi di quel
tormento, anzi ora sono diminuite le voci che mi accusavano e
assalivano il cervello, ma ho ancora spesso confusione, torbidità alla
mente,e paura di uscire ed incontrarlo o incontrare le persone che
insieme a lui ho amato e rispettato. Ho paura di uscir di casa, cweco
di andare contro la mia volontà, perché mi dico che devo superare
quesa .paura e esco, ma quando sono fuori come oggi, mi sento male
diversa da altri, li guardo tutti in faccia per vedere chi sono ,come
sono........ho un lavoro di grande responsabilità e non mi posso
permettere DI FARE<ERRORI GRAVI. Dottoressa la prego, mi dia una mano
, non prendo psicofarmaci, e nemmeno ho intenzione di prenderli,come
posso guarire ? Io questa situazione di disagio non la vivo bene.
GrAZIE MI RISPONDA PRESTO SE PUO
Cara Floriana,
la cosa migliore per te è stata sicuramente uscire da questa storia
che non ti ha causato altro che sofferenza. Naturalmente non e’ facile
dimenticare tutto e continuare la propria vita; il dolore e la paura
che hai dentro ne sono una prova, ma posso dirti con sicurezza che
puoi uscirne, anche se non da sola. Il consiglio che ti do è infatti
quello di ricercare di nuovo quello psicologo che ti ha aiutata a
mettere a fuoco la situazione e a prendere con coraggio la decisione
di troncare il tuo rapporto prima che esso potesse distruggerti. Sono
convinta che con il suo aiuto e la tua forza d’animo sarai in grado di
superare anche questo.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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