STARE O SCAPPARE?
Mi chiamo Denise, e in questo periodo non so più se è meglio stare
o scappare. E' da anni che convivo con un ragazzo, abbiamo due
caratteri diversi, ma mi ama veramente anche se a volte non mi sento
bene con lui, ma ora il problema è che il suo migliore amico, lui però
sposato (e ha un figlio che io adoro), dopo anni che ci frequentiamo,
da tre settimane ufficiali diciamo, perchè io già da tempo pensavo a
lui, tra un sms e un'altro per scherzare siamo in una brutta bufera.
Ancora non ci siamo visti, ma stiamo malissimo, lui non riesce più a
stare in casa sua, esce tutte le sere, dice che non fa altro che
pensarmi, ma oltre tutto, ci siamo trovati come in un'uragano, tutti e
due stanchi della solita routine, non ci sentiamo capiti da i ns.
compagni, sembriamo due ragazzini, stiamo male, sms appena possiamo,
ma abbiamo paura....io soprattutto. Lui non capisco se davvero lo fa
perchè innnamorato, o perchè si trova in una situazione che da tre
anni si trascina per problemi vari di diversi tipi, e io pure, però
lui ha già avuto diverse storie con altre ma per sfogo, diciamo che mi
ha fatto capire che con me sarebbe diverso, e io non so copsa fare...Non
dormo più, in casa con il mio compagno non riesco a far finta di
niente, non mangio, non riesco nemmeno a stare dietro alla mia casa.
Io ho 24 anni, lui ne ha 30. Anche lui non sa cosa fare, dice che ha
bisogno di comprensione, tranquillità, svago, ma di una persona come
me. Stasera abbiamo deciso di vederci, ma Lei ci può dire cosa è
meglio fare???Io come devo comportarmi, cosa devo chiedergli, dirgli
per capire se davvero non è una cavolata passeggera preso da questa
situazione come me, in cui entrambi abbiamo gli stessi bisogni? Lui
dice che l'unica cosa che lo trattiene ancora li è il bimbo, e io non
voglio fare subito una pazzia, in cui subito dobbiamo scappare e
abbandonare. La prego mi aiuti, ho disperato bisogno di aiuto, non sto
in piedi, ho anche problemi fisici, e la testa mi sta abbandonando.
Piango in continuazione......Se mi vuole contattare telefonicamente
sono disponibile. Attendo disperatamente una Sua risposta il più breve
possibile, prima che....Grazie
Denise
Cara Denise,
Credo che la persona di cui mi parla non sia stata scelta da lei per
ragioni obiettive: lui non è migliore del ragazzo che ha e, credo, non
ha meriti o qualità particolari. In più è sposato con una persona che
credo lei ritenga sua amica, ha un figlio che lei adora, ha avuto giù
altre storie extraconiugali e dunque la storia con lei non vi è
ragione che sia diversa dalle altre. Penso, in conclusione, che questo
ragazzo sia per lei ‘il primo che capita a tiro’ e pertanto, non mi
sembra il caso di rovinare il suo rapporto di coppia ed il rapporto di
amicizia che vi lega per il bisogno di un’evasione dalla routine. Il
mondo è grande.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA SITUAZIONE MI ATTANAGLIA
Gradirei avere un parere per una situazione che da qualche tempo mi
"attanaglia".
Sono sposata da 2anni e mezzo, ho 30 anni, insieme a mio marito
(33anni) abbiamo deciso dal settembre scorso la ricerca di una
gravidanza. Ho quindi smesso la pillola Arianna in settembre dopo 2
anni di assunzione e il ciclo è ricomparso subito, anche se non
regolare (non sono mai stata regolarissima). Diciamo che abbiamo
subito cominciato a darci da fare ma al dicembre 2004 ancora niente e
mio marito si è cosi' avvilito che è antrato in una fase di
depressione che lo ha portato inizialmente alla mancanza dell'erezione
(il rapporto iniziava ma dopo pochi secondi dalla penetrazione
l'erezione cessava) poi ad un calo del desiderio. Ci siamo rivolti ad
uno spicologo che già aveva seguito mio marito 5anni fa per una
depressione dovuta al lavoro (ne era uscito con successo). Gli ha
prescritto Anafranil 10 in pastiglie (3 al giorno) e Lexotan in gocce
(15 alla sera). Sono passati più di 30gg dall'inizio della terapia ma
il desiderio sessuale non ritorna: dice che al momento sta bene così.
Abbiamo accantonato la "fretta" di avere un figlio ma decisamente
faccio fatica a capirlo: cosa vuol dire che sta bene così? Sottolineo
che la sua paura di fallire nel rapporto lo aveva portato ad avere
stati di ansia al momento del rientro a casa, perchè aveva terrore che
che avremmo fatto sesso e quindi di non riuscire a farlo dato che non
riuscuva a mantenere l'erezione. Un circolo visioso. Ora mi chiedo:
cosa devo fare? Se provo ad eccitarlo si arrabbia. Poi avevo notato, e
lui me lo ha confermato che ultimamente non faceva sesso per il
piacere ma con lo scopo di mettermi incinta e se ne è uscito con un:"tutt'ora
che rimani incinta siamo a posto così per 9 mesi non ho più l'obbligo
di farlo." Cosa devo pensare? La ringrazio in anticipo se vorrà
dedicarmi un pò del suo tempo e le mando i miei più sinceri saluti.
Daniela
Cara Daniela,
Penso che la situazione sia evidente: suo marito ha perso il piacere
di fare l’amore e per lui questo è diventato un compito. E’ una
situazione frequente fra coppie che cercano una gravidanza.
Direi che l’unico modo per far tornare a posto la situazione sia non
solo accantonare, per il momento, l’idea di avere un bambino, ma anche
tornare a fare sesso per il puro piacere di farlo, possibilmente
evitando la penetrazione, o almeno l’eiaculazione in vagina. Un
comportamento del genere rassicurerebbe suo marito sulla qualità del
rapporto e lo riporterebbe alla situazione precedente. Certamente
l’assunzione degli psicofarmaci contribuisce a diminuire il desiderio
sessuale, per cui il consiglio che le do è quello di aiutare suo
marito a non vedere più nel sesso un dovere e diminuire così,
gradualmente, l’assunzione dei medicinali.
Quanto al bambino, è vero, si perderanno degli anni o dei mesi
preziosi: ma a che serve far nascere un bambino se i due genitori non
vanno più d’accordo?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FIGLIA IN CRISI ORMONALE
sono una mamma di una ragazzina di 12 anni in piena "crisi"
ormonale...E' una ragazzina molto brava a scuola e nella danza, ma con
atteggiamenti a volte imbarazzanti con i maschietti. Quando tento di
farla ragionare sui suoi
atteggiamenti non sempre corretti, non riesce a capire perchè la
rimprovero. Tento di spiegare perchè certi atteggiamenti o il suo
bisogno di abbracciare o stare vicino alla gente non da tutti è visto
in positivo la sua reazione è
quella di guardarmi come se fossi una marziana anzi mi rispode "ma
cosa ho fatto"... E' come se mia figlia fosse di due persone a scuola
o in certi luoghi carina corretta gentile, e dall'altra parte
esagerata esuberante instancabile.
Come mi devo comportare? Che atteggiamento assumere per far capire
cosa per me significa un po' di "normalità"?
Cordiali saluti Angela
Cara Angela,
A 12 anni la personalità di sua figlia è ormai completamente formata e
non credo lei possa fare assolutamente nulla per condurla alla sua ‘normalità’,
soprattutto perché, a quanto pare, quando lei le fa osservare
qualcosa, la ragazza non comprende i suoi messaggi e la guarda come
una marziana. E’ evidente allora che i suoi messaggi non sono
efficaci: forse le parole usate, gli esempi, i riferimenti, non sono
quelli giusti. Provi a cambiare stile di linguaggio, atteggiamento,
contenuti e veda se, quanto meno, riesce a migliorare la comunicazione
fra voi. Detto questo, è ovvio che i suoi discorsi saranno non solo
compresi, ma accettati, quanto più saranno vicini alla personalità di
sua figlia e alle situazioni che sta vivendo in questo particolare
momento della sua evoluzione personale.
Quando si ha a che fare con un adolescente, la parola d’ordine è… ‘pazienza’.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LOTTA FRA DUE DONNE
Frequento da due anni un uomo divorziato con una figlia di 17 anni.
La sua ex moglie si è innamorata circa 10 anni fa di un altro uomo, e
lui l'ha lasciata non sopportondandone più il tradimento. Pare che lei
non intendesse rovinare
una così bella famiglia. Una volta libera, è andata a vivere con
l'altro, da cui ha avuto altri due figli. Soprattutto all'inizio,
hanno avuto problemi di inserimento sociale e di grande tensione, ed
ha cercato di denigrare ed isolare
il marito da amici e familiari, per ottenere sostegno nei confronti
del suo nuovo rapporto. Non ha avuto consensi, (la provincia è
inesorabile), neanche dalla sua stessa sorella, la quale ha aiutato il
cognato ad arredare la nuova
casa. Negli anni successivi, il nuovo convivente si è rivelato un
personaggio molto inaffidabile, che con facilità ha contratto debiti,
mettendo in serie difficoltà economiche la nuova famiglia.
Ora lei ha lasciato anche il secondo partner, esasperata, tra liti
e denunce. In tutto questo, i rapporti tra la figlia grande ed il
proprio padre sono sempre stati ottimi, ma la ragazza ha sempre
taciuto l'esistenza di qualsiasi problema tra la mamma ed il nuovo
compagno. Improvvisamente ha comunicato al padre che lei la mamma ed i
fratellini cambiavano casa e andavano ad abitare nel paese dove anche
lui risiede, e dove lei frequenta il liceo. Quando l'ex moglie ha
saputo, due anni fa, della mia esistenza, ha telefonato all'ex marito,
mettendosi a piangere, e dichiarando che era molto seccata e
dispiaciuta per la sua relazione. Credo che lui ne abbia avuto intima
ampia soddisfazione. Dopo un periodo di
rabbia e rapporti freddissimi, recentemente la figlia ha chiesto al
padre di andare a cena nella loro nuova casa, ed un sabato ha chiesto
se poteva invitare la mamma a casa di lui, sempre perchè era sola.
Nulla di male, anche se la stessa sorella la descrive come un
personaggio così presuntuoso, da pensare di poter disporre dell'ex
marito come e quando vuole. Premetto che io e lui viviamo a 600 km. di
distanza e ci vediamo ogni 15
giorni, e per le vacanze. Un sabato che io ero da lui, lei ha inviato
il seguente messaggio: "se sei sicuro di quello che provi per lei e se
pensi che tanti anni di lontananza non siano stati difficili, ok.
Altrimenti penso che si
debbano lasciare da parte paure ed orgoglio, e lasciarsi andare per
vivere una cosa molto bella" . Lui sostiene che sono fantasie prive di
qualsiasi fondamento e che non tornerebbe mai con lei. La sorella di
lei, che la sta
aiutando moltissimo anche economicamente, sostiene la tesi del mio
compagno, e che sarebbe un suicida se solo pensasse di tornare in un
inferno. Sostiene che le difficoltà l'hanno resa ancora più instabile,
e che la poverina rende la
vita impossibile anche a lei, pretendendo continua attenzione.
Mi chiedo, in tutto questo quadro, quanto sia giusto che per amore
della figlia lui continui ad assecondare indirettamente la moglie. Io
vorrei un rapporto leale, aperto, di sostegno a questa donna in
difficoltà, ma a condizione che rispetti il nuovo rapporto del marito.
Non ho alcuna volontà di scendere su di un piano di "lotta tra due
donne", piuttosto vorrei che lui, anzichè farsi gestire dalla figlia,
dalla ex moglie o da me, desse prova di maggiore personalità. Mi
devo defilare dalla situazione lasciando che lui si comporti nel modo
che
riterrà più opportuno attendendo che la figlia cresca, o è bene che in
modo educato ma deciso gli faccia notare che sta togliendo smalto al
nostro rapporto?
Grazie. Fiammetta
Cara Fiammetta,
La figlia ha diciassette anni e non sette, dunque credo che una scelta
in favore della figlia e dell’unità familiare sia solo un pretesto,
che copre un rapporto di dipendenza che lui potrebbe avere nei
confronti di questa donna. Da questo punto di vista credo che la cosa
migliore che lei possa fare è restare alla finestra e guardare come
evolvono le cose. Se lui dimostra scarsa personalità, dipendenza ed
attrazione verso la moglie, meglio accorgersene per tempo, piuttosto
che fra qualche anno, anche in considerazione del poco tempo che state
insieme e della vostra lontananza.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PERIODO ATROCE
ho 40 anni e vivo da 7 con l'uomo che amo e nostro figlio di 5
anni. Siamo sempre stati molto felici ma 4 "atroci" mesi mi sono
accorta che lui ha una relazione con un'altra donna. Ne abbiamo
parlato tanto, gli ho chiesto il perchè, gli ho chiesto "con paura" di
fare una scelta, di allontanarci per qualche tempo (anche se è
l'ultima cosa che vorrei) e tante, tante altre parole ma non troviamo
una soluzione. Le sue risposte sono queste: lui mi ama, sta bene con
me, non può pensare alla sua vita senza di me e il bambino, vuole
continuare con noi, insieme, nella nostra casa; mi assicura che non
devo avere paura, dice di non poter lasciare l'altra perchè la ama,
sta bene con lei e ha da me cose che io non posso dargli, non perchè
non ne sia capace ma solo per il fatto che, ovviamente, siamo diverse
e gli diamo cose diverse, mi assicura che da parte mia non ci sono
state colpe o mancanze nel nostro rapporto. Lui vive con me ma quando
è fuori per lavoro, ogni momento è buono perchè loro si incontrino, li
ho visti già due volte insieme in macchina (può immaginare la
sofferenza!) e ho visto la sua macchina sotto casa di lei. Più di una
volta è uscito con lei la sera fino a tarda notte, lasciandomi in
lacrime, consapevole e sofferente, mi sembra di morire ma ho il
bambino e mi devo fare forza e poi,
cosa fondamentale io lo amo ancora molto profondamente e intensamente.
Lui mi sta chiedendo di rispettare la sua sclta di avere tutte e due,
io proprio non ce la faccio anche se quando mi dice che esce non gli
dico "no", penso che, per
amore, devo concedergli la sua libertà se lo voglio felice, ma io mi
sento morire. Quando ce la faccio lo abbraccio perchè è la cosa che
desidero di più, sentirlo vicino, sono ancora disponibile ad avere
rapporti sessuali con lui,
quando me lo chiede, lo faccio con amore, lo desidero ma sento la
disperazione dentro. Da 4 mesi non dormo più una notte in maniera
continuativa, piango in continuazione, ho dei disturbi fisici ed
emotivi ... sono disperata! So che la
mia domanda è superficiale ma vorrei chiederle: "cosa ne pensa? per
quello che può servire nella mia situazione ha da offrirmi un
suggerimento?
Grazie da una donna che ama disperatamente!
Loretta
Cara Loretta,
Se due donne, che sono diverse fra loro, possono dare ad un uomo cose
diverse, perché allora non averne tre, o meglio dieci ? Lei capisce
che non può essere questa la base di un ragionamento serio, perché se
guardiamo solo agli istinti è ovvio che suo marito sia in questo
momento più soddisfatto che se avesse solo lei, ma poiché siamo esseri
umani e ci siamo dati delle regole etiche e sociali per consentire la
pacifica convivenza, nei gruppi e nelle coppie, è ovvio che suo marito
dovrà, prima o poi costringersi ad una scelta. Forse lui la rassicura
perché sa che, passata la tempesta emotiva dalla quale oggi sembra
travolto, tornerà da lei e dal vostro bambino.
Sono sicura che se lei avrà pazienza succederà così e più avrà
pazienza, più lui si renderà conto di quanto grande sia il suo amore
nei suoi confronti e ci penserà bene prima di decidere di lasciarla.
Tutto sta a capire se questa persona merita davvero questo sforzo di
pazienza: se si, non ci pensi due volte e faccia di tutto per aiutarsi
a superare questo difficile momento, cavalcando questa tigre
impazzita. Si mostri amorevole e comprensiva, ma non si faccia vedere
infelice, piangente o depressa: questo darà a lui la sicurezza del suo
amore e potrà dilatare i tempi. Meglio sopportare, ma senza farsi
annientare, anzi reagendo come e meglio può con persone, cose e luoghi
che possano aiutarla a portare altrove il suo pensiero. Se invece non
ne vale la pena… Lo lasci andare dove lo porta il cuore !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PADRE SEPARATO
Sono un uomo di 45 anni e da circa 1anno e mezzo vivo da solo
perche' la vita di coppia si era ridotta ad una semplice convivenza
tra adulti senza piu' amore e rispetto. Abbiamo un figlio di 14 anni
che purtroppo responsabilizza il sottoscritto per questa
separazione,convinto da sua madre che io mi sia allontanato da casa
per un altra donna.
Negli ultimi anni, sua madre ha avuto un comportamento da single,
usciva di sera, andava fuori città nei week-end
Tenga conto che circa 5 anni fa,volevamo separarci e accordati con gli
avvocati per un giorno preciso, la signora ha innescato un furibondo
litigio(cercava di spaccare tutto quello che aveva per le mani)ma il
grave e' che nostro figlio ha assistito alla scena perche' alzatosi da
letto risvegliato dalle urla di sua madre, la quale oltretutto ha
chiamato i carabinieri ed io per il bene del bambino mi sono
allontanato la sera stessa, presso un mio amico.Sono poi rientrato in
casa circa 2 mesi dopo perche' lei (affetta da Depressione ciclopatica)
attraversava il periodo negativo della malattia e cosi' ho riprovato a
rimettere in piedi la cosa.
Ad oggi mi ritrovo con mio figlio che non riesce a comprendere in
generale che nella societa' bisogna affrontare mille e piu'
problematiche e che il rapporto con gli altri non puo' non essere
valutato per "sentito dire", ma vagliato di persona.
Lei continua ad utilizzare il ragazzo per farmi passare per un padre
che non s'interessa a lui e gli ripete piu' volte che io ho un altra
famiglia(frequento saltuariamente una persona che a sua volta ha 1
figlio, ma ognuno poi torna nella propria casa).L'unica volta che l'ha
vista con suo figlio che erano venuti a vedere giocare mio figlio, ha
fatto una scena da isterica e strattonato nostro figlio,
allontanandolo in maniera brusca). Sicuramente la mia sofferenza mi
impedisce di affrontare la questione con mio figlio, che tra le altre
cose, ha un atteggiamento aggressivo a livello verbale come d’altronde
ha anche nei suoi confronti, e quando e' con me, mette sempre in
dubbio che io conviva con questa persona e suo figlio(sua madre
dice"grida"questo).Ad oggi, contattati gli assistenti
famigliari,attendo che il ragazzo sia sentito da una pedagoga,
sperando anch'io, ma sopratutto sua madre,cosa pensa effettivamente di
tutta questa faccenda.Penso, comunque che , sino a quando non accetta
lei la separazione non si potra' avere ritorni "normali" a livello di
comportamento da nostro figlio. Un ultima cosa:lei e' in cura(almeno
penso lo sia ancora),da uno psichiatra,ma purtroppo il proprio
carattere la porta a comportarsi come sembra giusto a lei e il mondo
deve girare come lei vuole.
Non so ' cosa fare, io mio figlio l'ho sempre seguito e vorrei che
valutasse in generale, l'interlocutore che ha di fronte, sia l'amico,
il parente,il compagno di scuola, suo padre eccc.Da parte mia, in
molti casi purtroppo, ho un carattere che tende a non imporsi ma a
parlare delle cose, anche se con mia moglie questo non e' stato
possibile per i motivi sopradescritti. E da lei mi sento accusare di
comportarmi troppo nervosamente ed essere intollerante nei suoi
confronti.
Ancora oggi lei si organizza come meglio crede e gli altri si adattano
alle proprie organizzazioni, mio figlio a d esempio, dorme da mia
suocera, la sera che lei deve uscire.
Puo' gentilmente consigliarmi per il meglio?
Grazie di cuore
Papa' L.
Caro Papà L.
Ho letto con molta attenzione la sua lettera e mi sono accorta che in
essa non vi è nemmeno un riferimento a suoi eventuali errori, che
possano aver contribuito a rovinar il rapporto con sua moglie. L’unica
cosa negativa che si riconosce è la debolezza verso l’aggressività di
suo figlio e di sua moglie. Lei capisce che questa è solo
apparentemente un’ammissione di colpevolezza, perché riconoscendosi il
torto di essere ‘vittima’ non fa che confermare le accuse verso gli
altri. Ora, le sembra possibile che lei in vita sua non abbia
sbagliato mai nulla, non abbia detto o fatto cose che possono aver
ferito qualcuno? In genere, quando c’è una rottura, bisogna per prima
cosa compiere un onesto insight dentro sé stessi e capire in cosa si è
sbagliato.. Riconoscere gli errori, accettare le critiche, non è un
segno di debolezza, ma di forza: tutti noi siamo in continua
evoluzione ed il riconoscimento dei propri errori, in modo da
correggerli o comprendere meglio le ragioni degli altri, può essere un
ottimo punto di partenza per proporre una mediazione, un compromesso.
Se lei non vive con questa nuova donna, ma vi frequentate nelle
reciproche abitazioni, c’è poca differenza: perché non ammettere che
le cose stanno effettivamente così? Insomma, il consiglio è quello di
mantenere, prima di tutto con suo figlio, ma anche con sua moglie, un
rapporto sincero, civile, fatto di reciproco rispetto, dove non conta
quello che si è fatto in passato, ma quello che si decide di fare per
il futuro, in modo che tutti possiate essere felici, sebbene separati.
Se non ce la fa, si faccia aiutare da uno psicologo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FIGLIA INDOLENTE
sono la madre di una ragazza di 22 anni, studentessa universitaria.
Penso che avrebbe bisogno di aprirsi con uno psicologo, ma non ne
vuole sapere. Quindi mi sono decisa io. Dal mio punto di vista è
indolente, non vuole saperne di faticare per qualsiasi obiettivo, nè
di sacrificarsi per ottenere qualcosa, non ne sente la necessità o non
ha alcun obiettivo a cui veramente tenga. Ha qualche amicizia, ma sta
molto volentieri da sola. Lo sport è fatica, quindi non se ne parla
proprio. Passa da periodi di voracità a propositi di dieta ferrea che
poi per fortuna non segue. E' sempre stata in lotta con la bilancia,
in sovrappeso dalla nascita. Storie d'amore ne sono nate tante, ma non
durano. Non so proprio cosa fare. Ultimamente l'ho messa alle strette
con lo studio, pretendendo che dia il massimo, altrimenti si chiude il
discorso Università. Che mi consiglia? Marisa
Cara Marisa,
A volte i giovani quando si comportano così non sono semplicemente
indolenti, ma depressi. Purtroppo molti pensano che la depressione sia
come un raffreddore e che quindi, con un po’ di pazienza, prima o poi
passerà. Purtroppo non è così, o almeno non è sempre così: la
depressione può far insorgere ad esempio delle fobie, per cui dopo
uscire di casa da soli può essere causa di stress, incontrare delle
persone e doverci interagire può provocare attacchi di panico. La
disistima che si ha di sé può portare ad una dismorfofobia, ovvero
vedersi mostruosi, anche se si è del tutto normali ed infatti sua
figlia ha dei disturbi alimentari che confermano questo genere di
vissuti. Ora, non si può obbligare nessuno ad andare dallo psicologo,
perché oltre tutto non funzionerebbe, ma si può dare il buon esempio:
ci vada lei per prima !
In fondo, lo stress che le procura questa situazione non è abbastanza
per fare una decina di sedute di sostegno, allo scopo di ritrovare un
po’ di serenità? Sua figlia, vedendo i suoi miglioramenti, quanto meno
ci penserà con maggiore cognizione di causa.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI E’ GELOSO
Sto vivendo una storia d'amore con un ragazzo che ha un modo
esasperato di affrontare le discussioni.
Il tema su cui si discute è sempre lo stesso, i miei possibili
tradimenti. Ciò si dovrebbe verificare ad ogni istante, ma
specialmente quando esco con le mie amiche.
Non sopporta che mi vesta troppo appariscente, riscontro la sua
approvazione (cioè non mi critica) quando sono vestita mediocremente.
Ha paura di ogni mio contatto con l'altro sesso. A tal proposito egli
non pensa ad un sano scambio intellettuale, una semplice interazione,
ma va su tutte le furie dandomi appellativi volgari, e pensando solo
al sesso come unica dimensione nell'interazione fra due persone del
sesso opposto. Poi ho notato che quando mi porta all'esasperazione,
quasi si renda conto delle sue fantasie, cede, sorride, come se fosse
stato tutto un gioco, ma poi basta un niente e si ritorna alla stessa
situazione di prima.
Insomma non c'è in lui una presa di coscienza del suo comportamento,
ed io penso di dare sempre ogni volta il massimo per fargli
comprendere che si sbaglia. Quando la storia era ai primi albori,
subivo completamente la sua ira, ed in un certo senso mi lasciavo
andare, pensando che in fondo dimostrandogli tutto quello che lui
voleva, si sarebbe reso conto di quello che stava facendo. Ma poi,
dato che il suo comportamento peggiorava, mi son resa conto che il
problema non ero io, ma lui.
E' arrivato anche alle mani. Sporadicamente ma è capitato. Ho notato
che quando beve è ancora più violento con le parole, e con i gesti.
Più volte gli ho detto che il suo è un comportamento anomalo, gli ho
proposto di andare insieme a parlare con qualche psicologo. Ma la
verità è che non vuole far sapere a nessuno che sta vivendo un
problema. Da cosa può derivare la sua esasperata volgarità nel modo di
porsi quotidianamente nelle discussioni?E' possibile che le sue accuse
nei miei confronti siano in qualche modo una proiezione di se stesso
nel rapporto con l'altro sesso?E' davvero normale un comportamento del
genere?
La ringrazio per la sua attenzione, io ormai non so più cosa fare.
Mirella
Cara Mirella,
La gelosia è un sentimento normale; non è normale invece alzare le
mani o pretendere che la propria ragazza vada in giro con il burka,
per non far cadere gli altri in tentazione.
Qui secondo me il problema non è psicologico, ma culturale: il suo
ragazzo, in altre parole, non ha fiducia nelle donne e ciò che pensa
veramente è quello che le dice quando beve (in vino veritas dicevano i
latini). Sta a lei decidere se l’apertura mentale è tra le
caratteristiche desiderabili del suo partner o se per lei contano di
più altri valori (es. bellezza, denaro ecc.)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PROBLEMI DI LAVORO
sono una donna di 52 anni e lavoro da quasi 9 anni in una struttura
per anziani, come badante privata. Ho sempre lavorato bene ,con
soddisfazione e il lavoro non mi era mai mancato,Ora da un pò di tempo
la direzione,non mi assegna più nessun lavoro,alle mie richieste mi
rispondono che non c'è lavoro,e questo invece non è assolutamente
vero,perchè poi vedi che lo assegnano a qualcun'altra.Mi sono fatta
tante domande al motivo di questo rifiuto,ma non riesco a trovare una
risposta ,pur essendo molto obbiettiva.Mi pare di essermi sempre
comportata bene,anche perchè se così non fosse avrei sicuramente avuto
dei rimproveri dalla Direzione,Questo problema per me è veramente
importante,anche perchè ho davvero bisogno di lavorare,ho un figlio
che studia e tante necessità. Ora sto pensando di lasciare questo
lavoro, purtroppo a malincuore,anche perchè alla mia età non è facile
trovare qualcos'altro.Cosa potrei fare per farmi "accettare" da queste
donne che compongono la Direzione? Perchè sono così antipatica a
loro?Io saluto sempre e loro cercano addirittura di non rispondere al
saluto facendo finta di non vedermi. Davvero sono molto abbattuta e
non riesco più a dormire nemmeno di notte. La saluto e la ringrazio
Maria
Cara Maria,
Quando si parla in termini astratti di 'mobbing si pensa a questo
fenomeno come qualcosa che non ci riguardi nella realtà. Quello che
lei invece sta vivendo è proprio un caso di mobbing: infatti, intorno
a lei, nel suo posto di lavoro, si è creato un ambiente ostile che
tende a sconvolgere il suo equilibrio affettivo ed il suo senso di
autostima, portandola a rassegnare le dimissioni.
Lei può proteggersi da tutto ciò rivolgendosi ad un legale o ad un
sindacato. O altrimenti, si metta in proprio: il lavoro come badante
non è certo in crisi!
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LO AMO MA…
sono una ragazza di vent'anni e le scrivo perchè da troppo tempo
vivo una situazione angosciante..Sono fidanzata da quasi due anni con
un ragazzo che amo alla follia, che prova altrettanto per me, ma
che,ahimè,ha un carattere bruttissimo che spesso lo ha portato a
mancarmi di rispetto e a trattarmi male.La nostra storia è un alto e
basso continuo:si passa da momenti paradisiaci in cui lui sembra il
compagno ideale, dolce e pacato,ad altri in cui scoppiano liti
allucinanti che,pur partendo da sciocchezze, degenerano e lo portano a
dire e fare cose assurde,a offendermi,mortificarmi..tante volte se n'è
parlato,ho provato a fargli capire ke non può mancare rispetto e stima
in una storia,e che così mi ferisce a morte. Lui capiva i miei
discorsi, era mortificato,e riusciva sempre in qualche modo a farsi
perdonare.E poi risuccedeva..Come ieri sera,quando in un altro dei
suoi attacchi d'ira mi sono sentita dire che non valgo niente.Pesa
come un macigno questa frase.Ormai sono rassegnata,so che le cose non
cambieranno mai radicalmente e che è una storia destinata a finire,e
io per prima in cuor mio mi auguro che non sia lui il tipo
di persona con cui dividerò la mia vita,una famiglia..So che dovrei
lasciarlo,perchè anche se non lo fa con cattiveria ha una immensa
capacità di ferirmi,e mi dispiace per me stessa ritrovarmi a vent'anni
in questa situazione,io che sono sempre stata carica di autostima e
buoni valori.Il problema è che pur pensando queste cose,non riesco a
metterle in pratica!Io non so veramente come spiegarmelo,la sola idea
di stare senza di lui mi fa mancare l'aria..Ho provato a lasciarlo
quest'inverno,lui continuava a cercarmi ogni singolo giorno e io ero
talmente tanto depressa che alla fine ho ceduto,sono tornata con lui e
per me è stata la cosa più bella del mondo.Sono stati due mesi che
vorrei proprio dimenticare,mi erano venute mille fobie,paranoie,non
riuscivo neanche più a star sola nella mia stanza,e questo mi fa anche
tanta rabbia perchè è odioso che una persona possa avere tanto potere
su di me.
La prego di perdonarmi per la lunghezza della lettera..volevo che
avesse una panoramica completa della situazione.. Attendo con ansia un
suo parere.
Gaia
Cara Gaia,
E’ la famosa storia del carnefice e della vittima: non ha sempre
ragione la vittima, sa? A volte infatti, è la vittima a dare il potere
all’altro, per fargli fare il carnefice. In questo modo la ‘vittima’
ha il beneficio secondario di non dover prendersi la responsabilità di
scegliere, di agire, di cambiare la sua vita. Se lui fa il carnefice,
è lei che glielo permette. Lei è perfettamente libera ed in grado di
decidere se starci insieme o lasciarlo. Se decide di starci insieme e
poi sta male però, non se la prenda con la cattiveria di lui, quanto
con il suo rifiuto di voler decidere in proprio della sua vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
RAGAZZA MADRE
sono una ragazza madre di 31 anni, mi chiamo M., ho una bimba di
sei anni e mezzo. Il padre la vede a week end alterni, e abbiamo una
situazione difficile perché siamo regolati da un decreto del tribunale
minorile di b., e abbiamo continui litigi perché lui la vorrebbe
sempre con se, nonostante io viva in una diversa città e ci siano
notevoli viaggi da far fare a nostra figlia. Le parlo della mia
Situazione difficile, per farle capire in che situazione sono già.
Dopo il padre, con cui ho avuto una relazione di tre anni, non ho più
avuto una storia che durasse più di sei mesi, e sono passati sette
anni. Ne ho avute tre, di cui l'ultima mi sta rovinando davvero. E'
iniziata nel settembre del 2003, stavamo bene, poi lui dopo quattro
mesi è scappato. Mi ha detto che non riesce ad amare dopo che è finita
la storia che è durata dieci
anni e finita cinque anni fa. Che per il mio bene, per non
distruggermi lui scappa. Ho aspettato, ci sentamo ogni giorno due
volte mattino sera, viene da me e mi regala tante cose, piangeva e mi
diceva che non capivo che mi vuole bene, che sono unica. Non mi ha più
dato un bacio, cosa di cui ha il terrore, e neppure c'è più stato
sesso. Però mi prende la mano, mi abbracia teneramente,mi accarezza,
siamo agli occhi degli altri una coppia per strada ma nulla. Un anno e
mezzo e nulla, lui è come di ghiaccio. Ma non ha nessu'altra, perché
lo sento sempre e lui stesso dice che se dovesse avere un'altra
sarebbe perché non prova quello che prova per me più. Sto impazzendo,
e soffro molto, ogni giorno.
Mi sento sola. Voglio molto bene a mia figlia e dedico a lei tutto. Ma
sento tanto il bisogno di un uomo vicino. Non riesco a uscire da
questo perché sono innamorata. Mi sento come una naufraga che sta
affogando e lotta ma non ce la fa più. So che non posso smettere di
amarlo, e lui non penso che tornerà mai. Ma cosa devo fare? Gli mando
mail con scritto quello che penso, glie lo dico, ma poi torna tutto
come prima e si torna ogni giorno a fare finta che questa situazione
assurda sia normale.
grazie dell'ascolto, grazie
M.
Cara M,,
Per salvarti hai un'unica chance: allontana questa persona. Lui non
solo ha dei seri problemi personali, ma influenza negativamente anche
la tua vita, perché non ti permette di allacciare nuove relazioni. Dal
tono della tua lettera capisco che tu hai tanto bisogno di affetto e
di qualcuno che ti ascolti: prova ad andare dallo psicologo, cercati
un padre confessore se sei religiosa, datti al volontariato, iscriviti
a qualche forum... Insomma, cerca di capire che è solo una forma di
pigrizia mentale e si insicurezza ciò che ti lega a lui, non è amore.
Reagisici!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SEPARAZIONE
dopo 20 anni di matrimonio mia moglie ed io ci stiamo separando.
abbiamo una figlia di 15 anni che conosce i dettagli della nostra
decisione mentre il bambino di 6 anni è soltanto a conoscenza che
mamma e papà non vanno più d'accordo. da pochi giorni gli ho detto che
ho preso un appartamento e che con la mamma abbiamo deciso che papa'
andra ad abitare in questa nuova casa a pochi chilometri di distanza.io
sono dell'opinione che un distacco graduale sarebbe meno traumatico
per il bambino e così pensavo di trasferirmi gradualmente
(prima una notte..poi due..poi tre e così via).mia moglie invece pensa
che il distacco dovrebbe essere netto.
ci puo' dare un suggerimento in merito?
grazie mille
mv
Gentile mv,
Credo che, se il vostro rapporto si mantiene civile e non ci sono liti
furibonde tra di voi, la sua posizione sia preferibile: con la
gradualità ci si abitua a tutto, soprattutto quando le cose non sono
liete.
Auguri!
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
VOGLIO MORIRE
Gentile Dottoressa,
voglio morire. ho 15 anni e voglio morire...la mia vita fa schifo...come
me del resto. mi faccio schifo. quando avevo 6 anni mi hanno stuprata.
mio padre
picchia mia madre e più di una volta lo ha fatto davanti a me. non mi
accetto e di conseguenza neanche gli altri mi accettano. basta io non
ce l'ha faccio più!
basta veramente. mi scusi.
15anni
Cara 15anni,
La tua lettera è così breve, ma così intensa. Dici delle cose
veramente terribili... Io spero tanto che chi ti è intorno possa
capire quanto tu abbia bisogno di aiuto psicologico. Se nessuno lo
capisse, prova a chiederlo tu. Ci sono tanti consultori e centri per
gli adolescenti, dove non si paga.
Mi raccomando, prova a dire ai tuoi genitori che hai bisogno di aiuto,
oppure parlane con le tue insegnanti, prova a dirlo al tuo parroco...
Fatti aiutare, perché quando le cose che si mettono insieme sono
troppe, è difficile farcela da soli.
In ogni caso, non tutti i giorni sono uguali, spero che tu mi abbia
scritto in un momento in cui ti sentivi particolarmente giù. L'estate
è in arrivo e porterà con sé tante belle giornate. Dai, 15anni, hai
tutto un futuro davanti da costruire, tutto per te!
Un forte abbraccio.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PARLIAMO DI TUTTO
sto con un ragazzo da non molti mesi, ma sento che è la persona
giusta per me. Possiamo parlare di tutto. L'ho conosciuto mentre avevo
appena concluso una brevissima storia con un'altra persona. Abbiamo
trascorso bellissimi istanti insieme, anche se io, che esternamente ho
un carattere forte, ma che sono molto fragile, sono particolarmente
gelosa,anche se mi fido ciecamente di lui. Mi sono sempre tenuta in
contatto con il mio ex sperando di poter instaurare un rapporto di
amicizia. Lui mi ha sempre fatto capire di volere molto di più.
Sopratutto in questo periodo io ho cercato di sentirlo e lui mi ha
confessato di stare male, che ha avuto altre storia ma io sono
importante ecc... IO amo il mio ragazzo e questa persona ormai non mi
interessa più...allora perchè mi sono sentita turbata, tanto che il
mio ragazzo si è accorto del mio cambiamento di umore?
grazie per le delucidazioni
Mary
Cara Mary,
Forse con il tuo ex non 'parlavi di tutto', come ti accade con il tuo
ragazzo attuale, ma probabilmente sei ancora legata a lui. Ecco perché
vuoi restarci amica, anche quando sai benissimo che non è questo che
lui vuole da te. Credo tuttavia che sia una cosa abbastanza normale
quando, dopo una storia molto intensa, ci si innamora di un altro...
Per qualche tempo, forse anche solo per abitudine, non si può fare a
meno di pensare anche all' ex e questo genera confusione sulla
chiarezza dei propri sentimenti.
Non mi preoccuperei di questo ma, se ci tieni a questo ragazzo, credo
che non abbia senso tenere il piede su due staffe.
Voglio anche darti una spiegazione in più, di tipo freudiano: volevi
evidenziare, alla fine della tua lettera, la parola 'amo' ed invece
hai evidenziato la parola 'io': uno psicoanalista ti direbbe subito
che in realtà tu ami solo te stessa...
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TIMIDEZZA
Sono un ragazzo di 24 anni della citta’ di C. , le scrivo per avere
un suo parere sulla mia condizione di vita che reputo condizionata a
causa di una timidezza che mi blocca, sono arrivato ad un punto che
ormai ho perso le speranze di poterne uscire e questo mi fa star male
da morire,la mia vita si riconduce a due semplici quanto odiate parole
casa-lavoro infatti non ho amici con cui parlare,
svagarsi,confrontarsi ne tanto meno una ragazza, anzi per dirla tutta
non ne ho mai avuta una,c’e’ da dire che di gente ne vedo parecchia
con il lavoro che svolgo (faccio l’edicolante) ma mai con nessuno/a ho
mai instaurato un rapporto,questo mi crea un mix di
rabbia,odio,invidia soprattutto nel vedere gli altri coetanei che
svolgono una vita normale,sto vedendo il mondo che gira mentre io
faccio da semplice spettatore buttando gli
anni migliori della mia vita,la società’ che ci circonda certo non mi
aiuta a mettermi a mio agio anzi mi fa sentire un emarginato,sembra
ormai che chi non sa ballare e non frequenta le discoteche non conti
assolutamente niente, l’obiettivo e’ essere trasgressivo e di certo
chi e’ nella mia condizione viene escluso,i miei genitori, anche loro
stanno male per questa cosa e piu’ volte mi hanno detto di frequentare
posti dove potrei socializzare ma per me e’ come scalare una montagna
e non ho mai fatto niente;vorrei riprendermi la mia vita ma non so
neanche da che parte cominciare,avevo anche pensato di mettermi alle
cure di uno psicologo ma alla fine quando tutto era pronto mi sono
tirato
indietro, il fatto e’ che vivo questa mia condizione come una
vergogna,come qualcosa da nascondere e non parlarne con nessuno. Spero
che lei mi dia un buon consiglio per uscire da questa mia situazione,
le porgo i miei piu’ sentiti saluti.
Newspaperboy
Caro newspaperboy,
Smettiamola anzitutto di pensare che, se le cose non girano bene, è
sempre colpa della società. Questo è un facile rimedio psicologico per
chi, attribuendo sempre la colpa a qualcosa o a qualcuno, ama leccarsi
le ferite e non fare assolutamente nulla per uscire da questa
situazione. Tu non ti rendi nemmeno conto di quanto, con il tuo lavoro
e con la tua maturità, possa essere ambito dalle ragazze che
condividono i tuoi stessi ideali! Fai qualcosa per tirarti fuori da
questa apatia, datti degli obiettivi, rischia. E se fai brutta figura?
Pazienza, riprovaci, alla fine vedrai, è una legge matematica, dovrà
andare bene anche a te.
Ti consiglio intanto di andare sul sito www.clinicadellatimidezza.it,
dove potrai trovare tanti utili consigli. Coraggio !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti
VERGINITA’
il fatto di consumare la propria verginità all'interno del
matrimonio da maggiori garanzie di fedeltà e attaccamento da parte
della donna verso l'uomo??? Credo nella logica dell'amore che anche se
non si è piu' vergini certamente si puo' essere fedelissimi al coniuge
ma il fatto (per la donna) di consumare la sua prima volta con il
proprio marito non da una garanzia ,un beneficio in piu' ,una
sicurezza in piu'??Oggi viviamo nel libertinismo sessuale e il sesso
si consuma con agilità in maniera molto precoce ma chi sceglie
coscientemente, razionalmente di donare la sua verginità in ambito
matrimoniale avrà delle conseguenze positive ??Un uomo che sposa una
donna che dona la sua verginità come frutto dell suo totale amore
assegnando grande importanza ad esso puo' in linea di massima
garantire una maggiore affidabilità, fedeltà???? Alcune statistiche
sostengono che chi ha avuto rapporti prematrimoniali ha il doppio
delle probabilità di tradire..voi cosa ne pensate??? Grazie,
gentilmente Matteo.
Caro Matteo,
Nella sua lettera la domanda è sempre la stessa e sembra sottintendere
quest’altra : ‘posso fidarmi della fedeltà della mia ragazza, che ha
avuto rapporti con un altro prima di stare con me’?
Allora io le dirò, statistiche alla mano, che oggi la crisi
matrimoniale arriva ben prima del settimo anno, che un matrimonio su
quattro fallisce, che sette volte su dieci sono le donne a chiedere la
separazione…
Pensa che in un mondo così tanto cambiato nei suoi valori di
riferimento e nei costumi possa ancora avere un senso chiedersi se la
verginità fa o meno la differenza in tema di fedeltà e di stabilità
della coppia? Le persone oggi stanno insieme solo se riescono a
crescere insieme, mantenendo vivo il fuoco dell’amore e del desiderio
: le assicuro che è un grande impegno per i due partners ed infatti
sono in pochi a riuscirci. Per conto mio dunque, l’attenzione da
prestare al futuro conta molto più dell’attenzione da dedicare al
passato e non vi sono, per nessuno, comportamenti ‘predittivi’, perché
le persone nella vita cambiano continuamente e cambiano anche in
funzione dei cambiamenti (e non cambiamenti) del partner.
Detto in altre parole, una ragazza ‘vergine’ non potrebbe darle
assolutamente un briciolo di sicurezza in più.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
L’HO AMATO TANTO
Mi chiamo Daniela,ho 27 anni. Ieri,per caso,ho visitato il suo sito
e l'ho trovato interessante. Le volevo domandare una cosa: oggi la mia
vita sessuale va bene ma spesso ripenso a una mia vecchia
passione,alla relazione con un uomo che ho amato tanto. Il mio dubbio
era: come è possibile, oggi i miei rapporti con mio marito vanno bene,
riesco a raggiungere l'orgasmo in 5 o 10 minuti di rapporto invece con
la passata relazione in 3 ore non riuscivo.
Forse perchè stavo tradendo il mio fidanzato ed ero condizionata
psicologicamente?
Mi piaceva tutto di lui,il modo in cui mi guardava mi faceva
impazzire,il modo in cui si muoveva dentro di me non ne
parliamo,ancora di più,quando stavo da sola il solo pensiero di fare
sesso con lui mi eccitava allora perchè poi quando ci incontravamo, mi
eccitavo da impazzire,godevo ma non riuscivo
a raggiungere l'orgasmo? quell'orgasmo che desideravo tanto ( non ci
vedevamo spesso,un paio di volte al mese ed era una storia che durava
da 3 anni).
E' un dubbio che mi sovviene spesso,alla differenza di rapporto che ho
adesso con mio marito e a quella storia. Anche una mia amica è nella
mia stessa situazione tutt'oggi,è sposata ma la sua vecchia storia non
è mai terminata,lei prova le mie stesse emozioni nel fare sesso con
l'altro ma non riesce a raggiungere l'apice? quindi non succede solo a
me? possono esistere rapporti così? Desiderare talmente tanto un uomo
da non riuscire a raggiungere l'orgasmo? forse perché siamo troppo
attaccate alle sensazioni che ci sta dando e non riusciamo a
concentrarci sull'orgasmo? mi può dare delle risposte? mi ha fatto
piacere scriverle, spero che leggerà questa email e mi risponderà al
più presto.
Daniela
Cara Daniela,
Credo che la risposta potrebbe semplicemente essere : ‘l’erba del
vicino è sempre più verde’. Se lei si fosse sposata con l’altro,
probabilmente suo marito oggi sarebbe nei suoi sogni erotici. Nel
ricordo le persone appaiono migliori perché fa piacere ricordarne solo
gli aspetti positivi. Suo marito invece, pur permettendole una vita
sessuale soddisfacente, ha il grave difetto di essere sempre presente
nella sua vita, con tutti i suoi piccoli e grandi difetti. Quanto al
fatto che con l’altro era eccitata, ma non raggiungeva l’orgasmo,
forse lui non era altrettanto bravo come suo marito, forse
l’anorgasmia era il prezzo che lei ‘pagava’ per lenire i sensi di
colpa dovuti ad un rapporto trasgressivo che lei non accettava fino in
fondo.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LUI E LA MIA FAMIGLIA
Le scrivo per chiederLe un parere sul mio rapporto di coppia. Ho 40
anni e sono sposata da sette, stiamo insieme da 12 anni in tutto. Ma
stiamo attraversando, da molti mesi ormai, una crisi. Sarebbe lungo
spiegarLe tutto, e non sono di Ancona, nel qual caso sarei venuta
sicuramente da Lei. Ma il Suo parere professionale conterebbe molto.
Mio marito ed io non riusciamo a comunicare.
All'inizio vivevamo a Milano, i nostri genitori in altre città,
lavoravamo entrambi con molto tempo libero. Per cui io andavo dai miei
a metà settimana e lo raggiungevo dai suoi il fine settimana. Sono
sempre stata gentile e disponibile con la sua famiglia, nonostante non
mi fossero molto simpatici. A volte veniva lui dai miei. A quel tempo
tenevo un diario, dove rileggo certe frasi del tipo"ho fatto il pieno
della tua famiglia"!!. Lui non ha mai sopportato mia sorella, questo
da molti anni, senza vero motivo. La salutava a malapena, nei pranzi
non diceva una parola, serio anche alle battute. Dopo alcune malattie
dei miei genitori e la sua perdita del lavoro a Milano,visto che a lui
piaceva la mia città, siamo venuti a stare vicino a mia madre (mio
padre è venuto a mancare). E' stato molto carino, ha pagato lui certi
lavori del condominio nonostante sia casa mia e non sua ed è venuto ad
abitare con me accanto a mia madre (case separate, però). Beh, prima
di ciò ebbe un semi litigio con lei, e da allora non le ha quasi più
parlato. E' venuto a mangiare da lei credo due volte in un anno, ai
pranzi della mia famiglia non vuole venire. A Pasqua è stato da solo,
io non ho voluto rinunciare a stare con loro. Si è comportato male più
volte: non è venuto all'ultimo compleanno di mio padre, temevo fosse
l'ultimo, io ci tenevo, e lui non è voluto venire. Dopo la sua morte,
invece di capire che io avevo bisogno di stare vicino a mia madre,
voleva portarmi via di continuo. Dice che ho un attaccamento morboso
con la mia famiglia, e quando gli dico che io con la sua sono sempre
stata carina, lui mi risponde che non devo sempre fare confronti. Ora
suo padre è rimasto solo, quando andiamo da lui sono sempre
disponibile, vedo spesso la sua famiglia, anche i parenti più noiosi.
Se gli dico che anche a me farebbe piacere che lui fosse cordiale con
la mia famiglia, che mi piacerebbe salutasse mia sorella con un
semplice "ciao, come stai?", e che magari sarei contenta rivolgesse un
saluto al mio nipotino di cinque anni, mi risponde che ha già dato una
grande prova d'amore a venire nella mia città e che non vuole
diventare lo zerbino della mia famiglia. E che se voglio posso non
andare più dalla sua. Ma che rapporto sarebbe?
In passato avevo pensato ad un figlio, ha sempre detto che non era il
momento, ed ora che sono agli sgoccioli per poterne avere uno, dice
che non ne vuole e che lo sapevo. E conclude dicendo:"le cose stanno
così, non sopporto la tua famiglia e se verrò da loro sarà come farmi
sodomizzare, e non voglio figli. Ti va bene così???"
Se discutiamo, alla fine la nostra crisi è sempre nata per colpa mia,
sono troppo attaccata(malata, per lui) alla mia famiglia, sono
cambiata, non sono più carina con lui come un tempo..
Che fare? Lui con me è molto affettuoso, ma il suo comportamento mi fa
soffrire, e ancora di più il fatto che persegua con tale atteggiamento
sapendo di farmi soffrire. Lui vorrebbe che tutto fosse armonioso tra
di noi, ma non fa nulla di quello che mi piacerebbe.
Mesi fa ho conosciuto un altro uomo, ed è cominciata una relazione.
Con lui sto bene, e vorrebbe stare insieme a me, senza però essere la
causa della mia separazione. Io sono confusa, i problemi con mio
marito sono precedenti a questa relazione, ma non so realmente cosa
voglio. Così, ho deciso di provare a ricucire con mio marito, e lui
anche (non sa della mia relazione)ma continua a non risparmiare
battute ciniche sulla mia famiglia. Secondo lei ci farebbe bene una
terapia di coppia o non sarebbe utile?
Se è arrivata a leggere fino a questo punto, Le faccio i miei
complimenti per la pazienza e La ringrazio anticipatamente
Greta
Cara Greta,
Se dovessi ragionare in termini di ‘quantità’ credo che suo marito
occupi ancora il posto principale nella sua vita, visto il lungo
spazio che gli ha dedicato nell’economia della lettera. Questa sua
nuova fiamma infatti viene citata solo alla fine e per poche righe.
Tutto lascia dunque pensare che una terapia di coppia potrebbe farvi
bene, dal momento che suo marito è ancora, per lei, una persona
importante. Non altrettanto posso invece dire di lui nei suoi
confronti perché, dopo sette anni di matrimonio, non sente ancora
l’esigenza di assumersi delle responsabilità e di costruire una
famiglia, anche per appagare un suo legittimo desiderio di maternità.
Il comportamento di suo marito mi appare molto infantile, maleducato
come può esserlo quello di un adolescente che vuole conservare la sua
libertà e sente nel mondo adulto che lo circonda una pressione ad
entrare in schemi e ruoli che lui rifiuta a priori.
Che dire? Credo che la soluzione migliore sia intraprendere una
terapia di coppia se lei tiene davvero a suo marito, altrimenti meglio
guardare alle opportunità che la vita le offre, con generosità, in
alternativa.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
IL PENSIERO DI LEI
Espongo il quesito. da circa 4 anni sono rimasto vedovo e
nonostante il tempo trascorso sono legato al pensiero di mia moglie;
il trauma della sua precoce dipartita mi ha reso "di marmo" nei
confronti della vita; non ho più l'entusiasmo dei tempi passati nel
fare le cose anzi se posso evitare di fare,non faccio; mi rifugio nel
dormire; penso continuamente a malattie, sofferenze, penso che la vita
non abbia un senso, che tutto il tempo che corriamo a fare questo o
quello non serva a niente. e questo nonostante abbia un figlio a cui
potrei rivolgere, forse, più attenzione. potrei frequentare persone
che mi dimostrano affetto e che potrebbero diventare anche compagne
per un futuro, ma da parte mia non c'è un minimo d'interesse, in
sostanza sono diventato apatico, mi sono chiuso in me e non riesco a
trovare uno stimolo che mi dia il via a riprendere a vivere diciamo in
maniera "normale" ( non so se a 45 anni sia normale una cosa del
genere ). ho provato anche a suo tempo a rivolgermi a "specialisti" ma
come vede non è giovato a molto, il fatto stesso che le sto scrivendo
lo dimostra. non mi aspetto da Lei la risoluzione della mia
situazione, non perchè Lei non sia capace, ma semplicemente perchè
sono consapevole che un e-mail non sia sufficiente a dare il quadro
della situazione.
non so perchè ho voluto importunarla e per questo le chiedo scusa,
forse un momento di "debolezza", comunque ora tolgo il disturbo
porgendole
distinti saluti
Pippo
Caro Pippo,
La mia risposta è contenuta implicitamente nella sua lettera ed è
stata espressa chiaramente dalle sue stesse parole. Lei è una persona
che non si fida di nessuno e non vuole chiedere aiuto a nessuno,
perché vede in questo una forma di debolezza. Quando si rivolge a
qualcuno, come è successo con lo ‘specialista’ di cui mi parla,
probabilmente è prevenuto da dubbi e sospetti e, come fa con me,
lancia il sasso e poi ritira la mano. Con questo atteggiamento lei non
ha e non avrà la possibilità di superare la depressione insorta in lei
dopo la perdita di sua moglie. La inviterei pertanto a superare questo
atteggiamento di rigidità e di chiusura, che dura ormai da ben quattro
anni, se non altro per salvare dall’infelicità esistenziale suo
figlio, che ha tutto il diritto di avere almeno un genitore, visto che
non è un orfano. Questo sforzo interiore lei lo deve compiere
soprattutto per lui, oltre che per sé stesso.
Non deve fare nulla, se non andare da un bravo psicoterapeuta e
lasciare che egli (o ella) possa lavorare per la vostra serenità.
Cari saluti e molti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
INSICUREZZA
Ho 26 anni. Finora non ho mai avuto una ragazza e pochissime
esperienze sessuali. Tutto questo mi rende insicuro e mi rende più
difficile il trovare una ragazza. Ho pochi amici e quei pochi che ho
sono sfigati come me e non possono certo farmi conoscere nuove
ragazze. Da solo non riesco a fare conoscenze di ragazze. Sono troppo
timido e impacciato e una volta data quest'impressione non faccio una
bella figura. Sento tutto il disagio della mia condizione vedendo
molti miei coetanei e conoscenti che hanno già avuto esperienze
affettive e sentimentali e sono molto più avanti di me. Ho provato con
alcune ragazze (non molte a dire il vero) e ho avuto la percezione che
non fossero interessate a me. Una di sicuro, perchè si è fidanzata con
un altro. Soprattutto nella ricerca di sicurezza ho corteggiato
ultimamente delle ragazze meno 'carine' e più 'timide', meno belle sul
piano fisico, sperando stupidamente che in questo modo le potessi
conquistare più facilmente e invece ho fatto una cosa stupida, perché
non solo mi hanno rifiutato, ma addirittura io a causa di tali rifiuti
sono caduto in depressione più di prima e ho anche provato dei rimorsi
perché ho pensato che sono stato davvero insensibile e curante solo di
me stesso nel pensare di provarci con una ragazza solo perché ha dei
problemi e sperando così di risolvere i miei e i suoi problemi. Il
problema è che non riesco neppure a instaurare un'amicizia e una
conoscenza più approfondita con una ragazza e credo che senza questo
non può nascere un rapporto tenero e profondo, base credo
imprescindibile per un eventuale amore. Ho paura per via della mia
totale inesperienza e mi chiudo in me stesso complicando le cose.
Eppure avrei così desiderio di vivere almeno un amore in vita mia! Ma
come posso riuscirci se ho il terrore di avvicinami a una ragazza?
(anche con le ragazze con cui mi sentivo sicuro, poi alla fine sono
stato insicuro nel momento in cui ho dovuto loro chiedere per esempio
se le andava di uscire con me o quando sono uscito con loro). Volevo
poi chiedervi se il non avere avuto esperienze sessuali ed affettive
nell'età che io ritengo giusta - tra i 15 e i 20 anni - incide poi nel
tuo comportamento a un'età più matura, tipo come ho io ora 26 anni. Ho
molta paura do dover rivelare alla mia ragazza, ammesso che mai riesca
a conquistarne una, la mia inesperienza: avrei paura che mi lascerebbe
o non mi vorrebbe più. Per questo, stupidamente, vorrei avere una
ragazza inesperta come me. Per uno stupido desiderio di sicurezza.
Una sicurezza che non ho. Come vedete ho provato ad analizzarmi, per
quel poco che riesca. Ma le mie paure rimangono e in questo periodo
sto davvero molto male. Vorrei tanto che voi poteste darmi la
soluzione ai miei problemi.
Ma so che più di tanto non potete fare e che molto spetta a me. Ma da
solo non ce la faccio. Scusate la lunghezza della mail. Grazie
Andrea
Caro Andrea,
Per prima cosa vorrei invitarla a leggere le lettere pubblicate nel
sito www.clinicadellatimidezza.it per accorgersi che questi sentimenti
che lei prova sono condivisi da moltissimi ragazzi e ragazze. Il
problema lo si può affrontare e risolvere agendo su due fronti: la
psicoterapia e l’agenzia matrimoniale.
Se le condizioni economiche glielo consentono, potrebbe optare per
entrambe. Infatti, la psicoterapia la aiuterà a cambiare il modo di
pensare, di agire e di rapportarsi con gli altri; l’agenzia
matrimoniale le sarà d’aiuto proponendole incontri ‘ravvicinati’ con
ragazze interessate a cercare un partner stabile. Lei dovrebbe
accostarsi a questa esperienza con umiltà, con lo spirito di chi vuole
‘imparare’ come ci si comporta con una ragazza. Dopo qualche mese di
questa doppia cura ‘intensiva’ mi scriva ancora… E mi parli di lei (la
sua lei).
Cordiali saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
GELOSIA
Il mio è un problema di gelosia. Sto con un ragazzo (poco più
grande, ma molto più maturo di me) da più di un anno. E’ la prima
persona che sento di amare sul serio e i miei sentimenti sono
ricambiati in tutta la loro intensità... l'unico problema è che gli
faccio scenate inutili, delle quali mi pento non appena ci penso
razionalmente... poi mi scuso, ma oramai ho già rovinato la serata...
in questo anno sono state di più le serate che ho rovinato con questo
mio assurdo comportamento che non quelle che gli ho fatto passare in
tranquillità... ormai mi sopporta fin da troppo... sto uccidendo il
nostro rapporto... non me lo perdonerei mai se dovessi perderlo a
causa mia... ho provato mille volte a cambiare, ma ogni tentativo
finora si è dimostrato vano perchè, puntualmente, faccio un'altra
scenata davvero fuoriluogo... il mio problema è l'insicurezza... vengo
considerata da tutti la ragazza perfetta : bella, intelligente, dolce
e simpatica.... ma poi, con l'unico che vorrei mi reputasse tale, mi
trasformo in un "mostro" che distrugge tutto ciò che si costruisce
insieme... perchè mi comporto così?come posso guarire? secondo me la
mia insicurezza si è trasformata in un terrore dell'abbandono, e, da
quando è morto mio padre (pochi mesi), credo la cosa non sia affatto
migliorata (preciso, il mio problema non è iniziato con la morte di
mio padre, lo avevo già da prima)...
Ho letto di molte donne estenuate dalla gelosia del proprio
compagno... non voglio che il mio ragazzo faccia quella fine! che poi
io non gli impedisco di fare niente... può uscire con i suoi amici,
andare in vacanza da solo, fare tutto ciò che vuole, ma quando lo vedo
parlare con un'altra donna (anche se so che non lo attrae e che io
sono l'unica che vuole al suo fianco..)... beh, in me cresce una
sensazione fortissima che non si può spiegare con le parole... è
troppo forte... praticamente non ci vedo più, non sento più, riesco
solo a pensare quanto male mi fa assistere a quella
scena!!!praticamente ho paura che lui si possa innamorare di
un'altra.... la prego, mi aiuti, sto rovinando la cosa più bella che
la vita mi abbia mai regalato per una stupidaggine...per favore, mi
risponda, mi sono stancata di sentirmi stupida, inadeguata, infantile
e "sbagliata". grazie.
laura83
Cara Laura83,
Non credere che con le tue scenate di gelosia tu possa realmente
mantenere il controllo sulla vita ed i pensieri del tuo ragazzo: solo
basandoti sulle statistiche, puoi stare tranquilla che ti tradirà
continuamente col pensiero e quasi sicuramente anche nei fatti e
questo a prescindere dalla tua volontà, dai tuoi desideri e dalle tue
scenate. Scenate di gelosia che, oltre tutto, danno di te l’immagine
di una persona fragile e per questo di scarso valore. In questa
situazione, una ragazza altrettanto bella, ma con una personalità più
sicura di sé e con un modo di fare più pacato potrebbe avere la
meglio. Inoltre, vorrei farti osservare che tu stessa in questo modo
ti rendi una conquista troppo ‘scontata’, ormai fuori discussione.
Impara piuttosto a tenere lui sul filo del rasoio, in modo che non
possa mai sentirsi completamente sicuro di te. Infine, impara a
dominare le emozioni: conta fino a cento prima di reagire e, quando
assisti a queste scene ‘dolorose’ concentrati piuttosto su di te:
pensa a quanto sei bella, a quanto sei diventata brava nel saperti
gestire, a quanto sei elegante nei modi di fare, anche quando altri si
aspetterebbero da te la solita scenata di gelosia, per trovarvi
rassicurazione sul tuo amore.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TRADIMENTO
Sono piena di dolore che mi sta divorando la vita. Due anni fa
scoprii il tradimento di mio marito che confermò e mi chiese di
perdonarlo, cosa che con tanta sofferenza ho cercato di fare,anche se
la depressione era sempre in agguato.
Nonostante questa sofferenza terribile ho continuato a lavorare ed
andare avanti fra alti e bassi,più bassi sicuramente imbottendomi di
iperico ,fiori di bach e quantaltro.Ora dopo tutto questo tempo sono
ricaduta in depressione e lui affrontando sempre il discorso mi ha
confessato che mi tradiva con un uomo. Per me è stato doppiamente
terribile. Ora non so più cosa fare,penso di avere toccato il fondo e
non so se voglio stare ancora con un uomo così,abbiamo due figli uno
di 29 e 18 anni.Non ho un reddito che mi permette di vivere,cosa
potrei fare? penso che tra un po’ impazzirò
grazie un consiglio per favore.
Maria
Cara Maria,
Se non hai i mezzi per mantenerti da sola è inutile pensare di
allontanarti da quest’uomo. Non vi è, d’altra parte, alcun motivo per
continuare a sentirti sua moglie se non lo ami più e se pensi che lui
ti abbia deluso.
A questo punto vi consiglierei di non parlare mai più di quanto
accaduto e di rivolgervi piuttosto ad un terapeuta della coppia, che
possa farvi capire fino in fondo se ci sono margini di recupero per la
vostra unione o se è almeno possibile stabilire i termini per una
civile convivenza in cui ciascuno abbia i suoi spazi, nel rispetto
dell’altro.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DIALOGA CON L’ALTRO
sono un uomo di 43 anni, sposato da 15 e con due figli di 11 e 5
anni.Fino a qualche giorno fa ero un uomo tutto sommato felice, con
alti e bassi naturalmente, della mia vita familiare.Una sera mia
moglie è tornata un po’ tardi dal lavoro per fare, ed io ne ero a
conoscenza, una vista medica. Al suo ritorno ho chiesto come era
andata ma dal suo racconto ho capito non era stata a questa visita;
costretta dalle mie insistenze ha confessato che si era vista con un
altro uomo (non sessualmente). Ebbene, senza dilungarmi troppo nella
spiegazione, mi ha confessato di averlo voluto vedere e anche di
continuare a vederlo, solo per dialogare, per capire come quest'uomo
può turbare la sua vita e di conseguenza anche la nostra. Da
premettere che lei di me non si lamenta, che non poteva pretendere di
meglio da un uomo: presente, innamorato, intelligente e tutto il
meglio che si possa dire e che diverse amiche le avevano detto di
essere fortunata ad aver trovato un uomo così. Qui scatta la mia
confusione. Perché tutto questo? Non so come comportarmi. Ho subito
detto
che sarei andato via di casa, che non accettavo questa situazione.Non
posso pensare che lei torni più tardi dal lavoro perchè sta
"dialogando" con l'altro, ed io a casa con i bambini e preparare anche
la cena.Vorrei fargli provare la sensazione di non avermi più in modo
che lei potesse capire meglio, ma i figli?
Non so cosa fare può darmi un consiglio? (Da premettere che l'uomo in
questione lavora nello stesso stabile di mia moglie anche se durante
il lavoro possono parlarsi raramente, a detta di lei).Potrei capire
che se avessero lavorato insieme nel tempo sarebbe potuto nascere
qualcosa, ma parlandosi 5-10 minuti
alla settimana, cosa è successo?
Quale potrebbe essere il mio migliore atteggiamento? Mi scuso per la
lunghezza della lettera e spero di essere stato abbastanza chiaro. La
saluto con speranza. Giuseppe
Gentile Giuseppe,
Complimenti anzitutto per la sua autostima, che non la fa mettere
nemmeno per un istante in discussione… Lei sarà pure un uomo perfetto,
ma se sua moglie vuole ‘dialogare’ con l’altro, evidentemente c’è
qualcosa che non va nel vostro rapporto. Noia? Routine? Mancanza di
dialogo, di stimoli, di divertimento? Di complicità? Di passione? Di
piacere sessuale? A lei trovare le risposte. In ogni caso è ovvio che
sua moglie non possa essere davvero innamorata di un uomo che vede
5-10 minuti a settimana: si tratta sicuramente di una infatuazione.
Probabilmente, parlandoci di più, potrebbe rendersi conto di aver
preso una cantonata.
Lei dunque, in questo momento così delicato, per salvare la sua
famiglia, dovrebbe a mio avviso evitare di essere comprensivo,
rimproverarla, minacciarla. Semplicemente dovrebbe evitare di
parlarne. Siccome l’amore non si compra, né lo si può pretendere da
chicchessia e poiché è suo interesse in questo momento riportare ‘a
casa’ sua moglie, se non altro per evitare ai figli il trauma di una
inutile e sciocca separazione, cerchi di fare del tutto per riservare
alla sua donna attenzioni e coccole: guardate le foto dei bambini
piccoli, di quando eravate fidanzati ecc. per rinforzare il senso
della vostra unione, ma soprattutto fate progetti per il futuro,
ritirate fuori i sogni che avete sepolto nel cassetto, rispolverate la
vostra complicità, provate, quando fate l’amore, ad accarezzarvi
lungamente, come forse non fate da tempo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
STUPENDA STORIA D’AMORE
Ho purtroppo da qualche giorno concluso una stupenda storia
d'amore. Il mio lui si è spaventato per l'impegno che stava
comportando tutto. Non si sentiva pronto. Abitiamo in due città
diverse, la lontananza ha contribuito molto al distacco. Mi sento
distrutta, completamente vuota, come se mi avessero strappato tutti
gli organi, il mio respiro è letteralmente spezzato. In tutto questo
ho iniziato a fare dei sogni molto strani. Ho sognato una coppia di
cavalli distesi a terra, apparentemente morti, con accanto il loro
puledrino, morto anche lui. Mentre mi avvicino a loro i due cavalli si
alzano, mentre il loro puledro era realmente morto. Un altro sogno
molto particolare è stato quello di coltivare con molta cura una
piantina di basilico dentro un piccolo vaso. Può aiutarmi a capire
quale è il messaggio che il mio inconscio sta cercando di inviarmi e
che io non riesco a recepire? La ringrazio infinitamente per la sua
attenzione e spero di poter ricevere un suo consiglio prezioso.
Lorena
Cara Lorena,
Come ho detto tante volte in questa rubrica, non è serio analizzare un
sogno se non si conosce nulla della vita del sognatore: come si fa ad
associare vissuto, desideri e simboli? Un’interpretazione molto
generale potrebbe essere quella di aver perduto la progettualità
futura. I due cavalli ‘anziani’ infatti possono sembrare morti, ma
ognuno poi può rialzarsi e cercare un’altra strada: ciò che è
definitivamente morto è il sogno di unire il proprio destino in un
progetto comune (rappresentato dal cavallino morto). Credo che ogni
storia d’amore che finisce lascia una ferita, specialmente se questa
storia era davvero ‘stupenda’. Ci vorrà del tempo per elaborare il
lutto di questa perdita. Mi permetta però una provocazione: come
faceva ad essere una storia ‘stupenda’ con un tizio che non si sentiva
pronto di amarla, che era ‘spaventato’dalla banale difficoltà
rappresentata dal vivere in due città diverse? E’ sicura di non averci
guadagnato al libertà di potersi scegliere un uomo capace di spaccare
le montagne per venirla a trovare?
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MI AUTODISTRUGGO
Vorrei poter dire di essermi imbattuta nel suo indirizzo per puro
caso ma in realtà non è così. Mi trovo in un momento della mia vita
dove in apparenza tutti credono che io stia bene e sia felice e
sinceramente io non sto facendo niente per dissuaderli da questa
convinzione, ma la realtà direi che è tutta un’altra. Se devo essere
sincera sono una persona molto fortunata, ho una famiglia meravigliosa
amici, sono carina quindi piaccio, ho raggiunto in quest’ultimo anno
la condizione fisica migliore perdendo qualche kg,mi sono laureata a
24 anni, faccio il lavoro per cui per anni ho studiato, viaggio,
quando decido di ottenere qualcosa mi impegno sino a farcela. Insomma
niente di cui lamentarmi. Se non fosse che.. non è facile da
spiegare.. Da tempo è come se qualcosa si fosse inesorabilmente spento
in me faccio fatica ad essere felice è come se tutto mi scivolasse
addosso. Tre anni fa ho conosciuto lui uscivo da tre anni di storia e
stavo vivendo
un momento di rinnovamento personale meraviglioso. Non è stato un
colpo di fulmine, ma l’amore non ci ha neanche messo tanto a
sbocciare. L’amore più grande che io abbia mai provato, il vero amore,
non mi serviva niente se non avere lui nella mia vita. Ma le favole
purtroppo nella realtà non esistono e così comincia una storia fatta
di tira e molla che ogni volta è come mi portano via un po' di me
stessa.
La prima volta mi ha lasciato dopo poco che eravamo insieme, sa
vacanze separate, paure, timori, non ci si conosceva bene... ma dopo
qualche mese un caffè fu galeotto e ci siamo ritrovati. Tutto bene,
anzi meravigliosamente per un anno e mezzo, poi io comincio a lavorare
prima di laurearmi, una situazione orrenda che mi opprimeva ogni
giorno che passava sempre di più e che minava tutte le mie certezze,
cercavo di portare avanti tutto, ma lui di nuovo mi lascia. La
disperazione, il dolore che ho provato è ancora così vivo in me che
faccio fatica anche a ricordalo. Decido di lasciare il lavoro (e
questo non centra niente con lui) e decido di andare 2 mesi in America
da sola per ritrovare me stessa. Mi privo di un’estate con le persone
a cui tengo e me ne vado per vivere un’esperienza che è stata per me
fondamentale, che mi è molto servita, ma che mi ha anche fatto
conoscere la vera solitudine e non perché non avessi persone intorno a
me la solitudine io ce l’avevo dentro. Lui nel frattempo si fa
risentire, ma quando torno niente è
cambiato. Ricomincio a fare la tesi e forse il troppo stare da sola
chiusa in casa davanti a un pc non mi ha fatto tanto bene: quando non
studiavo piangevo, quando non piangevo vivevo in una sorta di apatia.
Ecco che a novembre però ci rivediamo, lui mi dice di aver capito
tante cose e ricominciamo. Di nuovo amore, di nuovo tutto bello…anzi
no…nonostante io avessi ottenuto quello che volevo bastava un cambio
del tono della sua voce per farmi morire di terrore. Per cosa?
L’essere lasciata. Ad Aprile mi laureo e una mia amica mi offre di
andare con lei a S.Domingo per festeggiare ed ecco che mentre sono via
lui torna in crisi. Torno lo raggiungo praticamente immediatamente e
lui mi lascia. Come sono stata è difficile da piegare…innanzitutto non
cercavo negli altri nessun tipo di conforto perché a questo giro
sentivo di essermela cercata e quindi non ce la facevo a piangere
sulle spalle altrui. Ero arrabbiata col mondo,l’universo con me stessa
ma non con lui. Non sono mai riuscita ad odiarlo, neanche un minuto.
La rabbia l’ho fatta diventare la mia forza per alzarmi la mattina,
quando non ce la facevo. Io che della comprensione delle azioni
altrui, avevo fatto una mia massima di vita ero diventata cattiva,
cinica, categorica e la comprensione era diventata una di quelle cose
che odiavo. Ma nello stesso tempo agli occhi degli altri ero allegra,
spumeggiante e in piena forma. Passano i mesi e il mio umore è
altalenante, gioia, dolore, disperazione, euforia, si alternano a
volte nello spazio di una sola giornata. A ottobre lui mi cerca, ma
questa volta ce la voglio fare e mi nego. A novembre i giù diventano
troppi, vivo un momento di solitudine e così cedo: ci vediamo. Tutto
bello tutto perfetto. Credo che questo si possa definire veramente
l’inizio della fine. Ci vediamo ogni tanto, stiamo bene, finiamo a
letto e poi lui mi parla delle sue paure, di come gli manco, di come
si riinnamorebbe di me, ma sa che poi andrebbe a finire tutto male..
bla .. bla.. bla. E io? Non rispondo, faccio finta che questa
situazione sia perfetta così una volta gli ho anche detto che non lo
amavo più! Questo è il quadro più semplice che potevo farLe della mia
complicata storia e mi scuso per la lunghezza. I miei problemi sono di
due tipologie. 1-Ho 25 anni sia quando lui era di nuovo sparito che
ora, non riesco a provare interesse per nessun ragazzo che non sia
lui. Ci ho provato a uscire con qualcuno, mi sono anche lasciata
baciare, ma niente il vuoto, non una emozione, non un battito di cuore
o almeno una pura e semplice reazione fisica. Per 6 mesi nessuno è
riuscito a farmi provare qualcosa. Mi sembra di essere morta. 2-Lui.
Perché non riesco a smettere di vederlo? Fino a che punto è amore a
fino a che punto sta diventando un’ossessione? Stiamo andando da
qualche parte o mi sto solo lanciando in una folle corse che mi
porterà ad autodistruggermi? A volte il solo fatto di provare amore
per lui riesce a scaldarmi il cuore, mi rende felice, mi fa sentire
piena. Perché una persona come me che ha tutte le carte in regola per
poter essere felice si trova in una situazione del genere? Perché
senza di lui tutto perde di senso? Sono combattuta e questa guerra
dentro di me mi sta…. Non so neanche come definirlo… Vorrei solo
sapere cosa devo fare. La ringrazio per il solo fatto di avermi
ascoltato e nell’attesa di ricevere una sua risposta la saluto
cordialmente.
Selly
Cara Selly,
Per par condicio, una lunga lettera richiede una risposta breve. La
risposta è che, quando il paziente è morto non serve a nulla
l’accanimento terapeutico. Questa storia d’amore è finita ed è inutile
tentare di rianimarla. Se continuerà con lui non si
‘autodistruggerà’come in un feuilleton di primo novecento: perderà
solo del tempo. Coraggio, esca dal tunnel.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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