NON RIESCO A PERDONARE
non riesco a perdonare il tradimento di mio marito. Non riesco ad
aprire la porta di casa ed andarmene (per motivi economici e
affettivi) e non riesco a convivere con questo dolore (sono passati
ca. 15 mesi).Desidero spesso morire per non sentire dentro me la
sofferenza, l'odio per la persona con cui mi ha tradito che è stata
anche molto crudele con me dicendomi tra
le altre cose, che lui non mi ha mai amata (20 anni insieme) e invece
con
lei era tenero e affettuoso (sono stati insieme contemporaneamente al
mio
matrimonio ca.5 mesi).Che posso fare? mi aiuti per favore...
Nadia
Cara Nadia,
L’altra” le ha sicuramente detto quelle cose perché non è riuscita
completamente nell’intento di manipolare suo marito a suo piacimento,
per cui attribuisca a quelle parole il peso che meritano. Ora però lei
deve reagire, regalandosi parte delle attenzioni che prima riservava
solo a suo marito. E’ una forma di ‘narcisismo sano’, che aiuta nei
momenti di difficoltà. Per il momento dunque si butti dietro le spalle
questa dolorosa esperienza e non cerchi di ruminare troppo sui
sentimenti che tutto ciò le ispira (dolore, sofferenza, odio). Tutte
le ferite, anche quelle psicologiche, devono avere il tempo per
rimarginarsi, dopo di che verrà il tempo delle decisioni e delle
scelte.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA “LEGGEREZZA” DELL’ANIMO
Non ho un'idea ben chiara dei motivi per cui le scrivo, ma sono
consapevole del fatto che non devono essere per forza definiti alcuni
problemi per essere tali. I turbamenti e le ansie sono una costante
nelle mia vita, non esistono momenti vissuti serenamente o con la
"leggerezza" dell'animo anche quando apparentemente tutto va bene. Ho
un rapporto con una donna splendida, procedo nell'ambito del lavoro,
ma ho sempre le spalle alte dalla tensione che mi porta ad avere
continui mal di testa e senso di sfinitezza. Sono ritenuto una
splendida persona, molto intelligente e piena di risorse, ma
l'insicurezza e il senso di inadeguatezza e di inferiorità
costituiscono una gabbia che non mi fa uscire, se non ogni tanto con
delle forzature incredibili. Sono sessualmente sano nel senso di
"normale", non ho deviazioni di nessun genere o manie o ombre da
nascondere di rilievo.Ma appunto, se ce ne fossero e fossero la causa
del mio mal di vivere e della inquietudine costante ?Mi sembra che la
serenità (non parlo di gioia...non mi interessa) sia sempre più avanti
nelle mille porte che apro e delle esperienze che faccio.
La saluto cordialmente.
Giuseppe
Caro Giuseppe,
Questo stato di leggera ansia che lei vive quotidianamente sta ad
indicare che in fondo non
è vero che tutto sta procedendo come lei vorrebbe. Dalla sua analisi
tuttavia non emerge alcun punto debole al quale poter attribuire la
responsabilità di questo suo male di vivere, se non per il generico
senso di inadeguatezza e di inferiorità che ogni tanto la assale.
Direi che le farebbe molto bene poter compiere un viaggio alla
scoperta di sé con uno psicoterapeuta che l’aiuti a trovare la chiave
di lettura della sua vita e a dissipare le tensioni che si manifestano
con i continui mal di testa. Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
CURIOSA DI SAPERE
Ho un grosso problema, sto con un ragazzo da 10 anni e che amo
tantissimo, desidero un figlio con lui, però l' ho tradito. Non so
perché e non vorrei mai averlo fatto. Non ho saputo resistere. In
tutti questi anni non ho mai smessodi amarlo anche se la monotonia si
è un po’ fatta sentire. Nell'
ambiente sportivo che frequento ho conosciuto uomini attraenti che mi
hanno chiesto di uscire ed è successo che dai oggi e dai domani ho
fissato un appuntamento. Ero solamente curiosa di sapere come erano a
letto e appagata di me stessa perché mi sentivo piena di attenzioni
forse solo per un unico fine da parte loro. Ho avuto 4 storie, la
prima con quello che mi piaceva da molto tempo ma una sola serata, la
seconda limitata ad una serata dopo una cena. La terza per due volte
con uno che poi aveva un carattere che non apprezzavo, e l' ultima che
è stata la più intensa sessualmente per circa 3 mesi. Il tutto è
durato 4 anni,adesso ho deciso di smettere con questa vita parallela
anche se ne ho nostalgia, ma voglio stare con il mio ragazzo e creare
una famiglia con lui.Non riesco a capire perché ho avuto questo
comportamento, sono appagata tuttora della mia vita di coppia anche
sessualmente.
Non ho mai provato niente per le persone con cui sono stata ho solo
avuto voglia di fare sesso con loro e basta.Non so come posso andare
avanti, ho paura che mi ricapiti, anche se ho smesso di frequentare
quell' ambiente, mi dia un consiglio su come superare questo mio
comportamento e perché è capitato. Grazie
Lucia
Cara Lucia,
Lei si sta chiedendo ossessivamente ‘perché’ lo ha tradito e sembra
non rendersi conto che la cosa anomala non è il tradire, che è la cosa
più banale che si possa fare, ma lo scegliere consapevolmente di NON
tradire, nonostante nella propria coppia i momenti di noia superino i
momenti di gioia. Lo stare insieme dà sicurezza, fiducia nel futuro,
senso di protezione. Tutto questo però uccide la passione, che reclama
il rischio, il mistero, l’insicurezza, la curiosità.
Dunque, in qualsiasi coppia, dopo un po’ insorge questo desiderio di
andare a scoprire cosa c’è dietro la porta di casa. Non tutti
tradiscono: molte persone decidono di concedersi solo delle fantasie,
senza passare all’atto. In qualche modo anche per lei è stato così: da
una sola serata infatti lei non ha certo capito che tipo di uomo ha
frequentato ed ‘amato’, seppure per poche ore. Evidentemente a lei non
interessa conoscere approfonditamente altri uomini, ma ha bisogno di
crearsi dei ricordi, delle piccole trasgressioni, che servono ad
alimentare il suo immaginario erotico quando è con il suo ragazzo, che
sarà pure, in prospettiva, un buon marito ed un buon padre, ma che
manca di carica erotica e di imprevedibilità.
Bene: visto che lei ha capito tutto ciò, ora non le resta che
modificare questa situazione, in modo che le scosse elettriche nel
vostro rapporto di coppia incomincino a svilupparsi da un generatore
interno, anziché esterno. Ad esempio da lei.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ATTRATTO DAI PIEDI
Mi chiamo Mimmo , ho 31 ,anni , confesso che vivo la mia vita
sessuale in maniera anomala , sin da quando ero ragazzino ero attratto
dai piedi sia delle ragazze che dei ragazzi , invece adesso mi
piacciono le donne ,ma mi eccitano i bei ragazzi ,e sopratutto sono
attratto moltissimo dai piedi
non so perche mi puo accadere una cosa simile , mentre fino ad oggi o
fatto solo sesso orale o imparte con donne e uomini , ad esempio non o
fatto ancora sesso completo e mi fa paura , farlo , anche perche mi
troverei impreparato , a diciasette anni o leccato per la prima volta
i piedi a mio cugino , e questo rapporto e durato per due anni, lui e
un anno piu grande di me, mentre le altre occasioni sono state
solamente con prostitute e prostituti la mia sola richiesta sono stati
sempre i piedi , mentre altri rapporti con ragazze solo baci e qualche
toccata , ma questo mio malessere sta limitando le mie prestazioni
sessuali, è un casino , io vivo sessualmente per i piedi , a volte
appena vedo qualcuno a piedi nudi , specie in estate , quando tutti
usano gli infradito io ne soffro , mi si attizza il pene , sono molto
malato , non lo so, e come posso uscire fuori .
Caro Mimmo,
la lunga lettera che ha scritto esprime in maniera completa il
profondo disagio che vive. Mi chiedo come mai non abbia ancora pensato
di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la possa aiutare a
liberarsi da questa ossessione feticistica, per orientare il suo
interesse su una persona completa, uomo o donna che sia.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ANDARE DALLO PSICOLOGO
Mia moglie è una donna eccezionale, ma da sempre afflitta da paure,
stati ansiosi che nel tempo sono andati acuendosi. il primo figlio, il
ritorno al lavoro, la morte prima di mio padre e poi di suo padre, i
problemi sul lavoro e di famiglia, la portano spesso a stati di ansia,
con palpitazioni (in
passato) ma soprattutto con paure immaginarie che si aggravano nel
tempo. Per es. il tumore del padre che lo ha portato alla morte ‘ha
indotta a pensare che anche lei avesse un tumore simile e solo dopo
tante visite si è tranquillizzata. ancora: la notizia al telegiornale
di una mamma che è
impazzita e ha ucciso il figlio l'ha fatta cadere da 5 giorni in uno
stato di ansia che la porta a pensare che anche lei abbia una malattia
mentale che può portarla a fare del male ai bambini. io per il lavoro
che faccio non posso starle vicino. lei ogni pomeriggio va via di casa
perché vuole distrarsi e non
cadere in questo stato di confusione mentale (la mattina va al
lavoro). Da tener conto che anche quando eravamo fidanzati aveva paura
dei tumori delle malattie in genere e alla notizia di qualche malattia
del genere "si procurava" gli stessi sintomi per giorni e giorni.
ora la cosa si fa più frequente e mi preoccupa. cosa possiamo fare? a
chi rivolgerci? non è facile farle accettare di andare dallo
psicologo, magari un supporto on line o telefonico potrebbe aiutarla a
capire.
vi prego aiutatemi...
Giovanni
Caro Giovanni,
Dalla situazione che mi descrive, sua moglie sta attraversando un
momento di difficoltà esistenziale, che ha riacceso il sintomo
ipocondriaco che la accompagna da tempo. L’ipocondria è caratterizzata
proprio dalla paura di ammalarsi e dalla percezione su sé stessi dei
sintomi delle varie patologie letti sulle enciclopedie mediche, o
ascoltati nei racconti di chi ne soffre realmente. Purtroppo la vita
ha voluto che sua moglie sperimentasse proprio da vicino esperienze
molto traumatiche dovute alle malattie di persone a lei care, che
hanno acuito i suoi sintomi.
Per prima cosa consiglierei a sua moglie di usufruire dei consigli di
uno psicologo, che possa seguirla quando le crisi si fanno più acute,
come in questo ultimo periodo. Potrebbe dirle, per convincerla,
diverse cose. Ad esempio, che lo psicologo è sempre più una figura che
aiuta nella prevenzione piuttosto che nella cura di persone che hanno
problemi patologici, oppure puntare sui figli, cui sua moglie tiene
sicuramente molto e dirle che lo fa per loro: per farli crescere
serenamente ed in perfetto equilibrio psicologico. Mi sembrano
argomenti abbastanza convincenti: ci provi!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
BLOCCO D’AMORE
Sono qui per salvare un amore tra me e la mia ragazza. Un amore che
lei ha bloccato dovuto a cause ancora ignote ma credo solo spiegabili
tramite psicoanalisi.Parlo di Lei (la mia ragazza 23 anni) : ha avuto
una difficile infanzia,la madre è stata abbastanza presente forse
troppo nella sua vita ed all'età di 8 anni è capitato un bel trauma.La
madre,dopo 10 anni di matrimonio, si è separata dal marito perchè
amava un altro e ovviamente la vita della mia ragazza è cambiata
radicalmente. La mia ragazza è andata vivere con il padre insieme al
fratello in un'altra casa rompendo le amicizie.I rapporti con la madre
si sono rotti e ancora oggi sono difficili, con rimorsi, anche se la
madre vorrebbe ristabilirli. Purtroppo nemmeno con il padre ha molto
dialogo.Forse per questo a volte lei è forte , emotiva o lunatica. Il
problema è questo:A 18 anni ha avuto la prima vera storia d'amore
troncata dopo due anni senza un motivo reale, non sentiva più amore ed
era confusa senza capire. La seconda storia ha avuto gli stessi
effetti(sempre dopo due anni), anche se credo dovuti al diverso
carattere del suo ragazzo.La terza storia è stata con me e ci siamo
amati serenamente, se non per due volte che mi sono fatto troppo
sentire(per cercarla quando non la sentivo) e lei si allontanava da
me.Finchè tre mesi fa un blocco d'amore di lei mi ha fatto impaurire e
mi ha reso sempre più angosciante rendendo sempre più difficile il
nostro rapporto d'amore anche se noi due stiamo bene insieme e
parliamo senza contrasti.Lei dice che è come vedere da fuori la sua
vita e non la vive a pieno, non da il massimo che sente.
Se serve io sono di carattere molto sensibile ,distratto,ero povero di
spirito ma ultimamente forte e determinato, ho sofferto molto un
passato difficile e privo d'amore, sono Cristiano ed ho una mentalità
aperta.
Ciò che ha alimentato il blocco d'amore in tutti i rapporti, credo,
sia il continuo cercarla quando lei non si fa sentire.
Il blocco credo sia dovuto alla rottura del rapporto precoce e
traumatico con la madre (leggendo Bowlby "una base sicura"), ma volevo
una conferma e se possibile un aiuto importante per la nostra vita.
Grazie per avermi ascoltato.
Un cordiale Saluto.
Dante
Caro Dante,
Tu scrivi perché, dici, vuoi salvare il tuo rapporto. A mio parere,
paradossalmente, per salvare questo amore tu non dovresti fare
assolutamente nulla, perché il tuo eccessivo attaccamento alla
ragazza, il tuo modo di cercarla quando lei non si fa sentire, a
quanto pare ha l’unico risultato di allontanarla sempre più da te. C’è
però un consiglio che sento di poterti dare ed è questo: la tua
ragazza cerca sicurezza, stabilità, ma apparentemente nulla intorno a
lei le sembra capace di offrire queste caratteristiche. E’ stato così
con i suoi genitori, con i suoi precedenti ragazzi ed ora sembra quasi
che ti stia mettendo alla prova. Tu devi mostrarti molto sicuro di te,
certo del vostro amore; devi mostrarle di avere fiducia in lei anche
quando non c’è, devi fare progetti per il vostro futuro ed insomma
apparirle quella roccia che lei sta cercando per la sua vita. Provaci:
dovrebbe funzionare.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MANCANZA DI RECIPROCITA’
In età matura (ho appena compiuto 51 anni) sono giunta alla
motivata conclusione che le mie relazioni interpersonali sono molto
insoddisfacenti per due ragioni fondamentali : mancanza di reciprocità
(non ho successo con la gente e infatti ho pochissimi amici che non mi
cercano quasi mai) e comunicazione faticosa dovuta al fatto ricorrente
che molto spesso, quando parlo, vengo interrotta prima che abbia avuto
modo di esprimere il mio pensiero e quindi di comunicare il mio
messaggio. Tenuto conto delle ragioni che io ritengo responsabili
delle mie difficoltà di relazione e quindi della mia solitudine,
vorrei sapere quanto questo particolare tipo di ragioni (in base alla
Sua esperienza clinica) possa essere la conseguenza di miei errati
stili di comportamento e, in caso affermativo, vorrei ricevere
spiegazioni al riguardo.
RingraziandoLa per l'attenzione che vorrà dimostrarmi La saluto
cordialmente
Mirella
Cara Mirella,
Il suo è sicuramente un problema di comunicazione, ma più che di
questo credo che dovremmo parlare di un bisogno forse eccessivo di
attenzioni da parte sua, probabilmente dovuto a carenza d’affetto.
Infatti, i rapporti che abbiamo con gli altri, difficilmente sono così
appaganti come idealmente vorremmo averli: tutti hanno fretta, pochi
ascoltano realmente, pochi si fanno sentire se non siamo noi a
cercarli per primi. Del resto, dare sempre la colpa agli altri non
aiuta, perché come spesso mi trovo a dire, noi siamo ‘gli altri’ per
gli altri…
Il consiglio è quello di cercare di cambiare il suo stile di pensiero
e cominciare a pensare che, per piacere agli altri bisogna rendersi
piacevoli ed interessanti, bisogna sorridere molto e per primi,
bisogna cercare di non richiedere attenzioni continue e profonde anche
a persone che sono dei semplici conoscenti. Forse i suoi discorsi sono
interessanti, ma troppo lunghi: cerchi di sintetizzare gli argomenti
in poche parole e poi, sorridendo, ceda la parola all’altro, lo
ascolti attentamente e poi continui con il suo discorso, magari
facendo riferimento a quanto l’altro le ha detto.
Per risolvere questi problemi di comunicazione non ci vuole molto: su
internet o in libreria potrà trovare molti validissimi consigli.
Quello che secondo me invece dovrebbe cercare di approfondire è questo
bisogno di attenzioni, che forse richiede un approccio diverso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SEDUZIONE
Gentile Dottore,
ho una collega che quando parlo con lei tende a reclinare da un lato
la testa e ad accarezzarsi ed attorcigliarsi continuamente una ciocca
di capelli. Può essere un segno di attrazione verso di me?
Grazie, cordiali saluti.
Axel
Salve Axel. Sicuramente si tratta di un gesto di seduzione abbastanza
esplicito, ma per una giusta decodifica del messaggio che le invia la
sua collega occorre tenere conto anche del contesto in cui questa
persona compie questo gesto. Infatti, la conoscenza dei principi della
comunicazione interpersonale ed in particolare le regole del
linguaggio non verbale forniscono importantissimi strumenti per
comprendere le persone che ci sono intorno: l'importante è non pensare
che le cose stiano SEMPRE così come le abbiamo apprese, con le tante
semplificazioni e banalizzazioni che la divulgazione di opere
scientifiche spesso comporta.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
ESCE CON LUI MA AMA ME
Volevo avere qualche consiglio da Lei per recuperare un rapporto di
coppia,ormai da circa 20gg. quasi chiuso da parte di Lei. Lei appunto
che è stata innamorata persa di me x 2 anni,ha lottato x avermi contro
tutti e tutto(genitori,amici,ecc)..in quanto io più grande di Lei di
10 anni e fidanzato già con un altra ragazza (l'ha saputo fin
dall'inizio)...Io che più volte ho cercato di chiudere il rapporto ma
dopo le reazioni di Lei(pianti,minacce di farla finita,pedinamenti
vari sotto casa) non ci sono mai riuscito,forse dopo 2 anni nel
momento che avevo deciso di avvicinarmi più a Lei,e forse ormai già ne
ero innamorato, ma dato la mia situazione,non riuscivo ad accettarlo e
lo negavo anche a me stesso,quindi proprio nel momento che io mi
avvicinavo a Lei,e Le comunico che sono pronto ad affrontare tutto e
tutti....lei mi dice che stà con un altro!! Poi mentre è con
questo"Lui" mi dice di stare tranquillo,che è un uscita così,tanto
per, e che ancora mi ama che farebbe tutto x me.....che farebbe anche
subito un figlio. Poi una sera passando sotto casa sua trovo Lei e
questo"Lui" ....io ero in auto poi Lei mi nota e vedo che lo dice
anche a "Lui"...aspetto qualche minuto e Lei scende dall'auto di Lui
ed entra nel portone di casa...così deluso me ne vado.....dopo circa
una mezzora ricevo un suo SMS che dice: ...Sparisci x sempre dalla mia
vita!..da quel momento io ho continuato invano a chiamarla,sono andato
sotto casa sua lei non mi ha voluto parlare però io Le avevo scritto
della lettere che Le consegnai,le ho mandato delle rose dove
lavora....che altro posso fare?...non riesco a rassegnarmi perchè fino
a qualche ora prima dell'sms mi aveva detto tutte quelle cose carine e
mi disse anche......che quando stava con Lui pensava a me!..-.-che è
successo?.....potrebbe essere stata fatale questa volta una forzatura
della mamma,visto che mi aveva detto che questa persona l'ha
conosciuta tramite suo Zio?....i genitori ovviamente non mi possono
vedere,ma Lei ha sempre lottato ,possibile che ora che io sono pronto
Lei si innamora di
un'altro?....adesso sembra che Lei ha come una maschera poichè ha
cambiato totalmente atteggiamento nei miei confronti!!come è
possibile,,,,La prego mi aiuti altrimenti divento pazzo....ma una
ragazza di 22 anni può essere innamorata e poi un'ora dopo non esserlo
più_?
Devo sottolineare anche che tutte queste dimostranze in precedenza non
le avevo mai fatte.Grazie anticipatamente dell'aiuto!
Gianni
Caro Gianni,
Premesso che la sua storia, per quanto ricca di particolari, non è
abbastanza chiara per poterle dare un consiglio con cognizione di
causa, a me sembra che la vicenda poco abbia a che fare con l’amore,
da parte di entrambi. Infatti, se lei fosse stato davvero innamorato,
probabilmente sarebbe riuscito a lasciare la sua ex con maggiore
convincimento ed in minore tempo. D’altra parte, anche questa ragazza
potrebbe essere stata effettivamente invaghita di lei, ma due anni
sono lunghi da passare e probabilmente, in questo periodo ha avuto
modo di riflettere ed anche… Di uscire con altre persone. Non possiamo
sapere cosa possa essere successo nella sua testa: sta di fatto che al
momento attuale la ragazza non è sicuramente più interessata a lei e
lei farebbe bene a non pensarla più. Del resto, la ragazza era anche
molto giovane e questa differenza d’età può essere a volte un ostacolo
per un rapporto che vuole durare nel tempo. Forse è stata la sua
fortuna che sia andata così : si guardi intorno fra le sue coetanee e
vedrà che sarà più facile comunicare e comprendersi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
FARSI DEL MALE
Ho 17 anni e ne ho passati 5 a farmi del male.
A 12 anni ero ossessionata dal cibo,e lo sono ancora,ma va meglio di
prima:ora non conto le calorie di ogni cosa che mangio,non mi ammazzo
di ginnastica e soprattutto riesco a parlarne!
Dopo quel periodo ho passato due anni tra i letti dei ragazzi che
conoscevo,lo facevo per ripicca verso il mio ex, perchè non mi sentivo
accettata e più mi insultavano più continuavo! Ho smesso solo quando
ho detto no ad un ragazzo e lui mi ha buttato per terra,togliendomi i
pantaloni e la maglietta...sono riuscita ad uscire da casa sua,ma ora
non mi fido più di nessun ragazzo e soprattutto per tornar a letto con
un ragazzo ho aspettato quasi un anno!
Ma non poteva andar bene:la penetrazione mi fa male e alle volte non
entra neppure.Sono stata da un ginecologo e dice che è tutto
apposto,così mi ha consigliato di andare da uno psicologo e non lo mai
fatto per pigrizia poi avrei paura di scoppiare in lacrime davanti a
uno sconosciuto! Mi ero calmata con il mio autolesionismo inconscio,ma
poi ho scoperto quanto mi tranquilizzasse, quanto mi facesse sentir
viva tagliarmi le braccia e non ho più smesso.Ora che è estate mi
massacro le gambe,la pancia con pinzette e aghi...vorrei essere solo
più superficiale e leggera e avere una vita affettiva/sessuale da
ragazza di 17 anni...cosa mi consiglia??
Nicole
Carissima Nicole,
Non dici una parola sulla tua famiglia e poiché hai detto che quando
qualcosa ti fa particolarmente male non riesci nemmeno a parlarne,
presumo che i tuoi rapporti familiari non siano stati dei migliori e
che le cose non si siano ancora stabilizzate.
Per rispondere alla tua domanda, cosa ti consiglio di fare, la mia
risposta è senz’altro quella di cercare un aiuto psicologico. Infatti,
cara Nicole, le esperienze disastrose che hai vissuto ti hanno
sicuramente insegnato molte cose della vita, ma non per questo puoi
pensare di farcela da sola. L’intelligenza spesso non basta e,
soprattutto, non aiuta. Infatti, un eccesso di introspezione,
un’importanza eccessiva data ai propri pensieri pessimistici e
depressivi può portare una persona all’autodistruzione, come succede a
te. A volte imparare a dirigere il pensiero verso aspetti più
marginali dell’esistenza, imparare a godere realmente delle piccole e
grandi cose della vita può essere di grande aiuto nel vivere gli
avvenimenti con maggiore equilibrio e forza interiore.
Sei andata a letto con tanti ragazzi, ma solo per provare dolore e
umiliazioni: cosa può importarti di piangere davanti ad uno ‘sconosciuto’?
Per quello ‘sconosciuto’ non sarai né la prima, né l’ultima che si
comporta così, saprà cosa dirti, come consolarti, ti aiuterà ad uscire
dal tunnel e poi… Per fortuna è uno ‘sconosciuto’ e quando ti sentirai
meglio potrai tornartene alla tua vita, senza dover rendere conto
delle tue scelte a nessuno, se non a te stessa. Non sciupare i tuoi
diciassette anni !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
TROPPO CORTEGGIATA
gentile dottoressa volevo dirle che la mia ragazza viene sempre
corteggiata, ci provano sempre lei è molto solare piace fare amicizia
ma nn mi ha mai tradito mi dice sempre tutto. io dopo l'ennesima volta
che ho sentito che un ragazzo ci ha provato sono andato incadescenza
gli ho detto che nn doveva dare confidenza perchè gli uomini iniziano
per l'amicizia per poi provarci....ma nn è che si
risolve cosi difatti lei si è scocciata di me sono pesante ha detto e
nn mi ha perdonato ..cosa devo fare io la amo da morire nn voglio
perderla
Gigi.
Caro Gigi,
Se la sua ragazza è molto solare, le piace fare amicizia ed essere
corteggiata, come può pensare di poterle cambiare il carattere? Credo
che una persona così potrebbe costringersi a subire delle continue
auto-censure solo per motivi assolutamente inevitabili. Se lei l’ama
da morire e non vuole perderla, cerchi piuttosto di cambiare carattere
lei: sia meno geloso e pensi positivo: non è mica sempre vero il
proverbio che dice che a pensare male ci si azzecca sempre !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN PO' DI PACE
Ho visto sul sito un'intervista all'Avv. Bernardini de Pace, della
quale ho letto il libro Separiamoci Insieme, vorrei avere qualche
consiglio in merito al percorso che devo intraprendere per dare un pò
di pace alla mia vita: ho sposato un uomo che si è rivelato
insensibile alle questioni familiari, dispotico e per nulla
comunicativo all'interno della casa (non così all'esterno dove ha una
vita sociale e politica molto attiva).
Siamo sposati da 16 anni abbiamo due figli ed un lavoro, purtroppo, in
comune (siamo due commercialisti).
Per quanto negli ultimi anni mi sono creata, per uscire da una
profonda depressione diagnosticata e curata da specialisti,
un'attività parallela continuo ad essere terribilmente bulimica e
sempre malinconica perchè vorrei che le cose cambiassero, che
mostrasse un pò più di rispetto per me, che anche soltanto mi parlasse
di tanto in tanto o mi telefonasse (così come fa coni suoi amici) che
pensasse a me ed ai ragazzi come una parte della sua vita e non, come
sembrerebbe, un peso, un fastidioso contrattempo (non vuole mai
portarmi fuori ma è sempre disponibile ad uscire con colleghi o
camerati, non partecipa alle cene con miei amici nè si lamenterebbe se
io non partecipassi alle sue cui mi degna di estendere l'invito, forse
perchè tutti sono in famiglia, e non vuole essere infastidito da
qualunque problema di vita quotidiana io gli ponga sempre pronto a
decidere lui per tutti, se la cosa lo tange ovviamente, senza
ascoltare ragioni di sorta e mortificando soprattutto il figlio
maggiore (15 anni) che manifesta un forte disagio andando male a
scuola, mentendo senza necessità e chiudendosi sempre più spesso in se
stesso.
Vi chiederete cosa ci stia a fare ancora in questa melma! Non so dare
risposta, forse paura di affrontare la piccola comunità in cui vivo,
le questioni economiche in comune (due studi, il mutuo, crediti non
riscossi da clienti di entità elevata), il tenore di vita alto che ho
sempre condotto, la paura di essere considerata una guasta famiglie
senza reali motivazioni, la paura di non essere capita dai miei figli
e di procurargli un dolore profondo e permanente e, quindi, di
arredare danno alla loro personalità in via di formazione.
L'unica conseguenza è che continuo a girare tra diversi analisti,
ahimè, senza grandi conquiste, a danneggiare il mio fisico senza
tregua ed a vivere la mia vita a metà senza vedere, anche in
prospettiva lontana, una qualche soluzione di continuità.
Mi chiedo di aiutarmi a capire quali passi io possa e debba fare.
Corinne
Cara Corinne,
Forse si tratterà di banali errori di battitura, ma uno psicologo non
può non notare anzitutto questi due vistosissimi lapsus in cui è
incorsa: il primo, ‘arredare’ anziché ‘arrecare’. Mentre parlava dei
problemi dei suoi figli e dopo aver specificato il tenore di vita nel
quale vive, le è probabilmente venuto in mente che anche arredare
un’altra casa, ricominciare tutto da capo, non deve essere cosa
semplice… Il secondo, forse ancor più significativo, è quel ‘mi chiedo
di aiutarmi’: lei sta facendo turismo psicologico da uno studio
all’altro, ma a mio avviso è ancora talmente difesa che nessuna
psicoterapia può avere effetto su di lei. Se si rivolge ad un collega,
deve sceglierlo molto bene e poi fidarsi, lasciarsi andare, lasciarsi
curare. A me sembra invece che la situazione in cui vive sia
abbastanza triste per lei ma, anche per eccesso di realismo e
concretezza, dovuti forse ad una deformazione professionale, lei è
altrettanto convinta nell’intimo che la situazione sociale ed
economica in cui vive va conservata, per vari motivi, con le unghie e
con i denti. Meglio dunque ingoiare rospi ed imbavagliare quella
disperata ricerca di aiuto e di affetto che la sua bulimia, per il
momento, copre.
Spero di averle offerto qualche spunto di riflessione.
La lascio facendole i migliori auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
STORIA TRAVAGLIATA
Da circa 7 anni sto con un ragazzo ed è sempre stata una storia molto
travagliata ma altrettanto si tratta un legame molto solido e forte.
Da qualche mese conviviamo, ma da un pò di tempo le cose non vanno
bene. Il tutto è venuto da lui, sempre irascibile e poco propenso al
dialogo; lui fondamentalmente non ha mai preso seriamente la
convivenza. Poco tempo fa si è arrivati ad una rottura e da parte sua
una non più convinzione del proseguimento della storia.
Dopo una breve pausa di riflessione in cui io mi sono allontanata da
casa, ci siamo ricongiunti, con la promessa di arrivare presto ad una
conclusione, parlando e stando insieme e sembrava che la cosa andasse
bene e funzionasse sotto tutti gli aspetti. Abbiamo riscoperto amore e
passione reciproco.
Fino a quando l'altro giorno lui mi ha confidato di avermi tradito
sessualmente con un'altra, una scappatella, durante i giorni del mio
ritorno a casa.
La cosa al momento mi ha sconvolta più che altro per il momento meno
opportuno in cui accadeva.
Lui è pentito, si sente imbarazzato e sporco e non fa altro che
chiedere scusa; non è mai successa una cosa del genere in passato.
Ora non so più cosa pensare o fare, sto impazzendo e la cosa mi sta
iniziando a schifare più passa il tempo.
Cosa mi consiglia?
Serena '80
Cara Serena,
La capisco: è una brutta esperienza. Però, come vede, questo
tradimento negli effetti pratici ha portato del bene nel vostro
ménage, permettendovi di ritrovare amore e passione. Forse il suo
ragazzo, tradendola, si è accorto del suo valore e si è riavvicinato
con maggiore buona volontà a lei, cercando di rimettere insieme i
cocci del vostro rapporto. In un rapporto di lunga durata queste ‘crisi’,
dovute ai tradimenti come ad altre forme di incomprensione, sono
cicliche: non creda alla favola del Principe Azzurro e al ‘vissero
felici e contenti’… Quello che forse il suo ragazzo poteva fare, era
tenersi il suo segreto ed assumersi le sue responsabilità, per ciò che
aveva fatto, invece di venire da lei a piangere ed a scusarsi, per
farsi perdonare. In ogni caso, se lei pensa che questa persona sia una
persona valida, con la quale instaurare un rapporto serio e duraturo,
si goda questo bel momento d’amore, guardi al futuro e pensi positivo;
se lui, già ora, le sembra un uomo di scarso valore, incapace di amare
davvero, un uomo che altre prenderebbero solo ‘a saldi’… Non ci pensi
su due volte: il mondo è una vetrina di buone occasioni.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NATA NELL'EPOCA SBAGLIATA
Salve sono una ragazza di 26 anni e ho assolutamente bisogno di
parlare con un esperto per chiedere il perchè di alcuni mei
comportamenti.ho molti valori morali che mi impediscono di vivere la
vita al meglio, e più vado avanti più mi chiudo in me stessa sotto il
profilo sessuale.ho avuto solo una storia importante finita due anni
fà e ho avuto rapporti sessuali solo con lui.premettendo che non ho
più alcun interesse per questa persona ho provato ad uscire con altri
ragazzi e qualcuno mi piaceva anche molto ma non riesco a vedere il
sesso distaccato dall'amore possibilmente eterno non posso pensare di
andare con una persona senza avere delle certezze su un futuro perchè
questa idea mi fa stare male ho paura di soffrire perchè attribuisco
all'atto sessuale un coronamento dell'amore!!
inoltre mi preoccupo molto di ciò che pensano gli altri per questo
nella vita tendo sempre a comportarmi in modo corretto mettendo spesso
da parte le mie esigenze per andare incontro a quelle degli altri.ho
troppa paura di vivermi la vita sessuale senza certezze, sò che vivrei
di sensi di colpa e di dolore anche dato dal fatto che nella società
di oggi
questa chiusura mentale non è accettata e per questo automaticamente
mi ritrovo sola.
Sò di essere una ragazza piacente ma il mio modo di essere non piace
molto ai ragazzi di oggi con una mentalità sessuale molto aperta, ma
la cosa più importante è che io non sono felice di essere cosi' perchè
mi dico sempre che purtroppo sono nata nell'epoca sbagliata e che per
poter vivere e farmi un futuro dovrei adeguarmi un pò di più ai tempi,
farmi meno problemi ed essere più serena...ma non ci riesco proprio ci
ho provato sono 2 anni che ci provo ma sono fatta cosi' e non penso
che una persona a 26 anni possa cambiare i propri principi.
Sono molto confusa e disagiata per questo mio problema e vorrei sapere
il parere di un esperto.
vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Annalisa.
Carissima Annalisa,
Non devi dolerti di essere nata nell'epoca sbagliata: ognuno di noi è
unico e irripetibile e dunque è possibile che si senta diverso dagli
altri.
Ma 'diverso' non è SEMPRE l'equivalente di 'sbagliato', sai?
La materialità dei rapporti che condiziona la nostra epoca, il
fast-food del sesso, inteso come consumazione con 'vuoti a perdere'
non è poi questa gran cosa: dunque, piuttosto che cercare a tutti i
costi l'omologazione con gli altri, ti consiglio di valorizzare le tue
qualità e le tue potenzialità: non credere di essere l'unica su questa
terra a pensarla così. Sono sicura anzi che i nostri lettori mi
aiuteranno a farti capire che sei 'giusta' anche tu, così come sei e
che non ti devi disprezzare solamente perché senti di avere dei valori
e fra questi ci metti l'amore.
C'è una cosa che potresti fare tuttavia, per stare meglio in mezzo
agli altri ed è imparare a vivere questa tua 'diversità' con maggiore
leggerezza: insomma, un po' di auto-ironia ti aiuterebbe a non farne
un dramma. E' solo, come dice la canzone, 'questione di feeling'...
Ciao, coraggio!
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO GAY
Mi chiamo Donnie ho 20 anni e sono gay e single da quasi 2 anni. da
quando la mia ultima storia è finita non sono più riuscito a vedere
niente di buono in nessun uomo o almeno in nessun omosessuale. Sono
sempre stato dichiarato ed uno dei problemi maggiori della mia ultima
storia è stato proprio questo perchè l’altro era completamente il mio
opposto, ho avuto sempre problemi a rapportarmi con gli altri gay,non
mi piacciono gli ambienti,non riesco ad avere amici gay, tutte le
volte o uno piace all’altro o comunque si tende alla falsità. Ho molti
amici eterosessuali che sanno di me tranquillamente e amiche veramente
care ma amici gay no. In tutto questo sorge il problema che non riesco
a conoscere una persona e quando succede mi delude subito, sono
diventato insofferente e mi stanco subito. Naturalmente non è che
illudo l’altro, non ci vado a letto, dall’ultimo rapporto con il mio
ex non ne ho + avuti. Ho impiegato le mie energie e il mio tempo sul
lavoro/studio e per carità mi sento soddisfatto, ma ho pur sempre 20
anni non posso avere questo blocco così irremovibile? spero in un suo
consiglio Donnie
Carissimo Donnie,
Non vorrei sembrarti troppo banale, ma la prima domanda che mi pongo,
dopo aver letto la tua lettera è la seguente: ma sei sicuro di essere
gay? Del resto, in età adolescenziale, è abbastanza frequente che
possano venire dei dubbi sulla propria identità di genere, o magari si
è spinti in una direzione, o nell’altra grazie all’incontro ‘fatale’
con una persona che aveva particolare carisma, o sex appeal. Ti
consiglierei di rivolgerti aduno psicologo, che ti aiuti a capirti
meglio nel profondo. Potresti ad esempio scoprire di non essere gay,
ma eterosessuale con fantasie erotiche di tipo ‘omo’ e tanto altro
ancora.
Ti saluto e ti faccio tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
PORNOGRAFIA
Ho 24 anni e da 4 sto con un uomo molto piu grande di me. La nostra
relazione potrebbe essere buona se io non tormentassi me e lui con
alcune idee ossessive che negli ultimi anni non mi danno pace nè
giorno nè notte. Il mio pensiero fisso è la pornografia. Non so perchè
sia terrorizzata dal fatto che lui possa avvicinarsi a questo tipo di
materiale, in realtà solo l'idea che possa ammirare un nudo di donna
mi fa tremare e stare male. Così ho incominciato a controllare ogni
sua azione, le sue mail, il tempo che trascorre al pc chiedendogli in
continuazione cosa vede. Non credo a quello che mi dice, sono ormai
convinta che mi menta su tutto per non subire i miei rimproveri. La
mia gelosia,soprattutto quella virtuale,e la convinzione della sua
disonestà mi stanno rovinando la
vita. Sento come se ci fosse un mostro in me che vien fuori in certi
momenti,accusando e gridando,per scoprire qualcosa che neanche io so,
Non riesco a controllarmi ma dopo mi sento in colpa verso di lui ed è
peggio.Tra l'altro la situazione è peggiorata dalle sue condizioni di
salute non ottimali, e sono consapevole che simIli stress lo uccidono.
Non so piu che fare,mi ero rivolta anche ad uno specialista ma
economicamente non posso sostenere la spesa. Sentirmi dire dopo ogni
mia crisi che lo voglio morto peggiora la cosa, mi sento la sua
vittima ed insieme il suo carnefice, La cosa mi mortifica e provoca in
me un senso di rancore verso lui e odio verso me stessa. Continuamente
gli ripeto che è un malato sessuale...ma lo dico anche per una normale
ed inevitabile battuta tra colleghi di ufficio!In intimità è molto
dolce,ma ormai io mi chiudo a guscio. Non voglio uccidere questa
relazione,ma soprattutto non voglio più provare questo senso di
angoscia profonda. Mi ha tolto ogni gioia di vivere.Grazie per
l'eventuale risposta.
Sara
Cara Sara,
A mio avviso stai vivendo un periodo di forte ansia, ma probabilmente
per motivi diversi da quelli che hai qui esposto. Infatti, da come
appare la tua situazione, tu non sembri più interessata ad avere
rapporti sessuali con quest’uomo, di questo ti senti in colpa e dunque
temi che lui ti possa tradire, anche se in modo virtuale. La conferma
della consultazione da parte sua di materiale erotico verrebbe dunque
a rinforzare i tuoi sensi di colpa. Quando poi, data la situazione di
stress, fai le tue scenate, per esprimere la tua rabbia, lui sta male,
ti dice che lo fai morire ed i tuoi sensi di colpa nei suoi confronti
dilagano, non riesci più a contenerli. A mio parere dovresti chiederti
con sincerità: mi interessa ancora avere relazioni sessuali con quest’uomo?
E da lì ragionare per capire, nella vostra relazione, dove finisce la
tua libertà e dove comincia la sua.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
APPETITO SESSUALE
Ho 29 anni e sto con un mio coetaneo da un anno, conviviamo da
quattro mesi ed io sono molto innamorata di lui, da qualche tempo
l'appetito sessuale si è un pò attenuato, io non lo cerco per fare
l'amore e quando lo fa lui mi da fastidio, a volte lo facciamo anche
se non tutti i giorni, come lui vorrebbe, e lì non mi dispiace, però
avverto che c'è qualcosa di non naturale... premetto che fisicamente
non mi ha mai eccitato più del dovuto, in lui è la personalità ad
attirarmi e a farmi sentire sicura e protetta...la mia storia
precedente ha lasciato un segno negativo, stavo con una persona più
immatura ed instabile, era una storia molto forte dal punto di vista
sessuale,
conclusasi molto male, dopo un aborto...spero mi possa consigliare...
Lety
Cara Lety,
Il fatto è che tu hai scelto questa persona come marito e non come tuo
protettore. Bisognerebbe, nello scegliersi un compagno per la vita,
cercare di soddisfare entrambe le necessità, anche se mi rendo conto
che non è una cosa facile. Per guardare le cose con maggiore ottimismo
tuttavia, vorrei aggiungere che più o meno tutte le coppie, dopo un
certo periodo di tempo che stanno insieme, arrivano a questo calo del
desiderio, anche se fra loro la passione sessuale era stata intensa.
Che fare, dunque? Il consiglio è quello di impegnare la mente su tutto
quello che riguarda il sesso per almeno un’ora al giorno: prova a
curare di più il tuo aspetto, gioca con l’arte della seduzione, leggi
qualche libro o guarda qualche film un po’ erotico e così via. Agli
uomini certi pensieri vengono più naturali, le donne invece devono
aiutarsi un po’…
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNIVERSITA’
sno iscritto al primo anno di università e come tutte le matricole
mi trovo in quella prima fase dove, finito l'entusiasmo iniziale, mi
trovo a fronteggiare la realtà universitaria : Organizzarsi da soli lo
studio, senza direttive precise come accadeva alle scuole superiori.
Putroppo però questo non è l'unico problema che mi affligge, è da un
mesetto a questa parte che non riesco a trovare la giusta
carica/fiducia per andare avanti.
Mi sento completamente sfiduciato, leggo e capisco, ma non riesco a
memorizzare e concentrarmi e questo mi causa enorme stress benchè
studio materie che mi piacciono.
Mi chiedo se la causa di tutto ciò è dovuta alla mia difficile
situazione familiare, che mi genera uno stress quasi continuo, o è
semplicemente un fatto personale.
Che tecniche posso adottare per superarlo? sto cercando di studiare in
gruppo ma sento che il problema è proprio mio, non riesco a
rilassarmi...
Inoltre volevo chiedere, questa continua situazione di stress
familiare, in che modo può incidere su me? Io cerco di stare il meno
possibile a casa, di estraniarmi, ma di certo non si è mai estranei al
100%...
In particolare nella mia situazione mia madre e mio fratello soffrono
di problemi psichici che li portano a squilibri dell'umore, si
scontrano, litigano spesso, in questo modo la casa si trasforma da un
piacere ad un'inferno di tensioni . La cosa va avanti da molto, circa
5-6 anni, come mi
converrebbe comportarmi?
Spero possiate aiutarmi visto che non è facile trovare qualcuno che
possa capire queste situazioni
Saluti, Raffaele
Caro Raffaele,
Certamente una situazione familiare di questo tipo non è il massimo
per aiutare la concentrazione nello studio. Tuttavia a volte sono
proprio i nostri lati deboli, le nostre carenze, percepite o reali,
che ci inducono ad un comportamento motivato: lei deve al più presto
rendersi autonomo da questa famiglia e dunque guardi allo studio come
se fosse il suo talismano della felicità. Infatti, concentrandosi al
massimo, cercando di finire gli esami al più presto, lei potrà
finalmente andarsene di casa e trovare un po’ di serenità. Cerchi di
darsi degli obiettivi intermedi. Ogni 100 pagine di studio si conceda
un piccolo premio di incoraggiamento, ad ogni esame superato un premio
più grande. E poi si sbrighi, coraggio, è ora di cercare la propria
strada!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
MANCANZA DI SESSO
ho una relazione stabile, seria, matura e sentimentalmente
appagante da un anno e mezzo circa con un uomo di quasi 10 anni più
grande di me.ci vogliamo molto bene e da qualche mese abbiamo anche
deciso di convivere. ma abbiamo un problema: la mancanza di sesso. sin
da quando ci siamo conosciuti c'è stato un forte impatto fisico ma nel
letto non siamo mai riusciti ad avere un vero rapporto, un amplesso
vero. ci eccitiamo, lui mi penetra ma dopo pochissimi minuti
l'erezione svanisce e l'orgasmo viene raggiunto solo con la
masturbazione. ci siamo rivolti ad una sessuologa con un effetto
drammatico: in modo squisitamente accademico ci ha prescritto degli
esercizi sessuali (carezze a lume di candela), nei quali, francamente,
non abbiamo creduto e pertanto ha pensato bene di convincerci che il
nostro vero problema era di tipo relazionale, che la nostra
impossibilità di stabilire un'intimità amorosa derivava dagli inconsci
conflitti caratteriali che governavano il nostro rapporto.
Conclusione: siamo ancora insieme e siamo ancora più convinti delle
nostre affinità elettive. il problema sessuale però rimane, così come
rimane la forte attrazione fisica ed il desiderio enorme di fare
l'amore. dopo gli ultimi tentativi (l'ultimo proprio ieri sera) lui mi
ha detto che non c'è niente da fare, che fare l'amore con me è
complicato, che non viene naturale e che siamo incompatibili
addirittura sotto il profilo anatomico. io, d'altro canto, sono
determinata a risolvere l'empasse perchè non credo che
l'incompatibilità, per quanto condizionante, possa impedire la
penetrazione. Ho bisogno di sapere in che modo agire, se rivolgermi
nuovamente ad un sessuologo (stavolta di sesso maschile) possa avere
un qualche esito, se c'è un modo per uscire da questa oscura camera
psicologica che non ci permette di lasciarci andare quando siamo l'uno
nelle braccia dell'altro. aiuto.
Daria
Cara Daria,
Leggendo la sua lettera mi sono venute tante risposte da darle, ognuna
diversa dall’altra. Cominciamo dalla prima: se si va da un sessuologo,
bisogna fidarsi di ciò che fa e dice, altrimenti è meglio non andare.
Infatti, un sessuologo non è un astrologo o un cartomante che vi
guarda negli occhi e poi vi dice quello che avete e quale sarà il
vostro futuro. Occorre provare, sperimentare, vedere ciò che funziona
e ciò che non funziona. Inoltre, non sempre ciò che il sessuologo dice
è quello che effettivamente pensa: vi sono delle terapie che
richiedono determinate prescrizioni per far ‘sbloccare’ le persone,
per motivarle ad agire in un certo modo, anche se non lo sanno e non
lo capiscono, perché non hanno una formazione teorica specialistica.
Dunque: scegliere bene e poi fidarsi e continuare. Secondo: la
sessualità appagante non è nella penetrazione, ma nel piacere,
comunque raggiunto. Raggiungete l’orgasmo, vi sentite complici l’uno
dell’altro mentre vi accarezzate? Già questo dovrebbe farvi sentire ‘normali’.
Non fate della penetrazione il vostro incubo, anzi, per un po’ non
tentatela più ed invece provate a cercare nuovi stimoli erogeni in
altre parti del corpo. Uscite dal luogo comune che il piacere lo si
raggiunge sempre insieme e sempre nella penetrazione: leggete dei
libri sull’argomento, ad esempio la Kaplan, e scoprirete che l’uomo e
la donna hanno un identico organo sessuale (altro che
‘incompatibilità!): il cervello.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
DOVE ABITO IO
Ho 37 anni, lei 32, da tre mesi stiamo insieme, siamo molto
innamorati, per meglio spiegare la nostra situazione preciso che ci
siamo conosciuti nell'ambiente di lavoro (io consulente presso
l'azienda dove lei lavora): premetto che attualmente io vivo a casa
dei miei e lei a casa dei suoi, il prossimo anno è probabile che
l'azienda si sposterà dall'attuale sede che si trova a metà strada da
dove abito io e da dove abita lei alla città dove abito io,
naturalmente io ero convinto che in proiezione lei si sarebbe
trasferita
per poter andare a vivere insieme nella mia città, qui sorge il
problema: lei non vuole spostarsi dalla piccola cittadina dove vivono
i suoi genitori, a cui lei è molto attaccata (tra l'altro da poco sua
madre è stata sottoposta a intervento chirurgico al seno per tumore
benigno), quindi non se la sente di trasferirsi, dall'altra io sono
figlio unico (come lei),ma con i genitori più anziani (77 e 74), per i
quali trovarsi il figlio a 80 km di distanza sarebbe
difficile da accettare, visto che hanno solo me.Ora la mia fidanzata
mi chiede di trovare una soluzione e io non so cosa fare; volevo farle
capire che se venisse a vivere nella grande città sia io che lei non
avremmo problemi di pendolarismo (specialmente per me, visto che lei
vuole trovarsi lavoro nei dintorni dei Suoi) e in proiezione nemmeno
per i nostri figli (un giorno che volessero andare all'università),
senza contare maggiori chances per la professione;le ho chiesto se i
suoi erano disposti a trasferirsi, visto che sono più
"giovani"(sessantenni), ma loro non ne vogliono sapere.
Cosa posso fare?
In attesa di una sua risposta la ringrazio per l'attenzione e rinnovo
gli auguri per un felice anno nuovo
Luca
Gentile Luca,
A mio parere i motivi che lei esprime per giustificare il
trasferimento della sua ragazza e addirittura della famiglia di lei
nella sua città non sono i motivi reali che la spingono a voler
realizzare questo piano. Ad esempio lei pensa già all’università che
faranno i vostri figli (i quali fra venti anni magari andranno a
studiare in America, o forse in Cina, e non si chiede a chi potreste
affidare il vostro piccolo bebé quando, pochi mesi dopo la nascita, vi
troverete entrambi a lavorare tutto il giorno. Inoltre, se siete figli
unici entrambi, non vi è, fra voi, uno che ha più diritto ed uno che
ne ha meno diritto a stare vicino ai genitori, a prescindere dalla età
che questi hanno. Infatti anche i genitori della sua ragazza a breve
saranno anziani come i suoi oggi - e non credo sia nelle vostre
intenzioni vivere prima in una città, per assistere i propri genitori
anziani, per poi spostarsi nell’altra ed assistere i suoceri…Giusto?).
Se le cose stanno così, si tratta piuttosto di affrontare il primo,
vero, grande problema che riguarda la vostra vita di coppia: in
genere, per risolvere questi conflitti bisogna prima di tutto
ascoltare le ragioni dell’altro, cercare di comprenderle, mettendosi
empaticamente nei suoi panni; dopo di che occorre anche cercare di
capire quali sono i propri veri desideri ed aspirazioni e trovare un
compromesso. Il vostro primo, importante, compromesso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN AMORE INATTESO
Carissima dottoressa, sono una ragazza di 35 anni sposata, abito a
Firenze, e ho una bimba di 7 anni. Da un paio di mesi non riesco a
capire cosa mi succeda: mi sto innamorando sempre di più di un amico
che conosco da anni e x il quale non avevo mai provato attrazione ma
solo sentimenti di pura amicizia essendo anche sposato con una mia
amica. In questo momento sia il suo matrimonio che il mio sono un pò
in crisi, per quanto riguarda me non provo più molta attrazione x mio
marito anche se gli voglio molto bene. Da un pò di tempo vedo anche
questo amico cambiato verso di me, quando ci incontriamo e parliamo lo
vedo spesso emozionato, spesso mi osserva quando io non lo vedo ecc...
Ci parliamo poco quando stiamo fra amici, ma molto via mail. So che
non posso continuare a pensare a lui, ma non ci riesco, mi piacerebbe
capire se anche lui prova per me le stesse cose, come posso fare? Lui
spesso mi scrive di sè ci confidiamo, lo
sento vicino, anche se sembra non volersi spingere oltre mentre invece
io vorrei....Che mi sta succedendo?? Come fare??? Grazie
Lina
Cara Lina,
La prego, non si metta nei guai. Ciò che le sta accadendo è
l’innamoramento per una persona sbagliata, perché il suo è più un
bisogno d’amore in senso lato, che non un bisogno d’amare quest’uomo.
Quando si vive un rapporto di coppia duraturo, questi alti e bassi
possono capitare, così come le momentanee attrazioni verso altre
persone.
Dunque, non le sta capitando assolutamente nulla di speciale, solo una
piccola crisi con suo marito che servirà a farle capire come cercare
di cambiare le cose tra di voi, per far tornare la passione e
l’interesse reciproco. Cominciando questa relazione con il marito
della sua amica, che conosce e frequenta anche suo marito (e con lei
che conoscerà sicuramente la moglie di lui), vi mettereste in una
situazione difficile e controproducente per entrambi. Non è infatti
escluso che, quando la bolla di sapone creata dalla reciproca
attrazione scoppierà, vi ritroverete entrambi con le famiglie
distrutte e vi chiederete se davvero ne valeva la pena… Cerchi di
guardare oltre, molto oltre, la porta di casa e soprattutto, faccia
lei per prima a suo marito ciò che vorrebbe lui facesse a lei (un
regalo? una poesia? Una sorpresa? Un rapporto sessuale più ‘pepato’?)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO STATA LASCIATA
Le scrivo per questo motivo:sono stata lasciata da un paio di
settimane dal mio ragazzo dopo 2 anni di cui 7 mesi di convivenza.Lui
dice di provare odio nei miei confronti e nulla'ltro da quando circa
piu' di un mese fa ho deciso di interrompere una gravidanza;Pur avendo
manifestato sin dall'inizio il suo dissenso ,col passare dei gg
sembrava aver accettato la mia triste e sofferta decisione standomi
accanto sino alla fine.Una settiamana dopo l''intervento scoppio':confessandomi
che i suoi sentimenti erano cambiati l'amore che provava per me si era
trasformato in odio , che gli avevo rovinato la vita , che non si
sentiva piu' la stessa persona e da quel giorno in poi manifesto'comportamenti
sempre piu' strani: evitandomi in ogni senso e cercando di starmi il
piu' lontano possibile, alternando momenti di nervosismo e rabbia ad
eccessiva euforia; sino a quando decise di lasciare me e la casa.Oltre
l'eccessiva pressione da parte della sua famiglia, che non ha , da
quanto da lui riferito ,accettato positivamente la mia decisione ,
puo' aver influito il fatto che un anno fa circa si è sottoposto ad un
intervento al varicocele per problemi dovuti anche a eventuale
infertilità? Puo' questa mia decisione aver scombussolato il suo
equilibrio psichico?....c'e' una lieve speranza che possa ritornare in
se'? Io sono quindi annientata dai sensi di colpa ,e delusa dal suo
incomprensibile comportamento.
grazie
marana
Cara Marana,
In questa storia si sente suonare solo una campana: la sua. Infatti,
vi sono tanti altri particolari importanti che lei non menziona e che
invece, a mio parere, potrebbero essere importanti per capire meglio
cosa sia realmente accaduto. Anzitutto non è chiaro se questa
gravidanza sia stata voluta o sia capitata ‘per errore’, non è chiaro
se lei aveva motivi seri per interromperla (lavoro, studio, malattie,
insicurezza economica ecc.), o se sia stato per qualche motivo più
superficiale, facilmente superabile. Bisognerebbe anche capire che
tipo di persona è lui, quanto è legato alla famiglia, alla tradizione,
alla religione…
Fatte queste necessarie premesse, è certamente possibile che lui (e la
sua famiglia) siano molto in ansia per quanto riguarda la
procreazione, a causa di questo varicocele del suo ex ragazzo e che,
lui ed i suoi, non le abbiano perdonato di aver fatto svanire in un
momento quel desiderio di paternità, che toglieva loro ansia e paura e
li riconfermava nella sua/loro autostima e ‘normalità’.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN PERIODO DIFFICILE
io e mia moglie stiamo vivendo il periodo più difficile della
nostra vita di coppia e non so come ne usciremo. Conviviamo da 14 anni
e siamo sposati da 9; abbiamo 2 figli di 8 e 6 anni. Fino a circa 5
anni fa le cose tra noi andavano bene, ma poi, piano piano,
inizialmente senza che io me ne rendessi conto e affrontassi i
problemi per tempo, la crisi è diventata sempre più profonda e ora
incombe il rischio della separazione. Dall’analisi che sto facendo ora
dei fatti accaduti e del nostro rapporto di coppia mi sento di
affermare che, da parte mia, c’è stata l’incapacità di coltivare il
nostro rapporto sentimentale in relazione ai nuovi eventi della vita:
nascita del primo e poi del secondo figlio, con relativa assunzione di
nuove responsabilità genitoriali; il peso (vero o presunto) di nuove
responsabilità di carattere economico/professionale (mia moglie lasciò
un lavoro dipendente per mettersi in proprio in concomitanza con
questi importanti cambiamenti) e conseguente maggiore stress sul mio
lavoro (anch’io sono un libero professionista); grande impegno per la
costruzione della nostra casa e successivo trasloco. Credo di essere
stato inconsapevolmente schiacciato dalle responsabilità che mi ero
assunto, il che mi ha portato a essere distante dalla famiglia,
immerso nelle preoccupazioni, a sentirmi non compreso e apprezzato per
quello che stavo facendo. Allo stesso tempo, mia moglie si sentiva
abbandonata da me, non sentiva la mia presenza in ambito familiare, mi
vedeva chiuso in me stesso. Lei ha cercato di parlarmi di queste cose,
di dialogare, ma io mi sono chiuso, non sono riuscito ad ascoltarla, a
liberarmi dal peso eccessivo e in parte ingiustificato delle mie
responsabilità (quando lei mi parlava io mi sentivo attaccato e
colpevolizzato). La nostra distanza andava aumentando e la nostra vita
sessuale ne risentì molto negativamente, il che probabilmente causò in
me ulteriori motivi di risentimento.
(Omissis)
Sto (stiamo) facendo le cose giuste?
Pietro
Se siete tornati a fare la terapia di coppia state sicuramente facendo
la cosa giusta: del resto la vostra relazione ed i vostri sentimenti
hanno subito duri attacchi a causa di tutti questi cambiamenti
intervenuti (nascita dei figli, trasloco, lavoro, mancanza di tempo,
distacco emotivo, sentimenti negativi covati a lungo in segreto, che
vi hanno portato a diventare estranei…). Direi che, a questo punto, in
cui il dialogo si è spento e la crisi incombe, non c’è assolutamente
niente altro da fare che affidarvi ad un buon terapeuta che vi aiuti
anzitutto a spiegarvi, poi a comprendervi e poi a ritrovare nel/nella
partner ciò che vi ha unito, anziché ciò che attualmente vi divide.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA GIOVANE TIMIDA
Sono una giovane e timida ragazza che non riesce ad accettarsi, a
stare bene con se stessa, a non temere il giudizio degli altri, ma
soprattutto il loro rifiuto. Cerco in tutti i modi di mascherare
questa mia "debolezza", ma con risultati non sempre soddisfacenti....a
furia di coprire la mia timidezza, non so piu'chi sono e quale delle
tante maschere che mi sono creata mi assomiglia di piu'...non so
distinguere i miei pregi e i miei difetti perchè mi sono
accorta che a seconda delle situazioni sociali in cui mi trovo mi
comporto in maniera diversa...mi spiego meglio. Se sto con i miei, con
i quali ho un rapporto abbastanza burrascoso, do' l'immagine della
dura, di quella che ha tante ambizioni(questa cosa almeno è vera) che
non ha debolezze e che sa gia cosa vuole della vita e che puo' fare a
meno di loro....se sono con gli amici invece sono simpatica,
disponibile, scherzosa e a volte con le amiche anche un po' stupidella...se
sto con persone piu' colte cerco di dare l'immagine della ragazza
dinamica, intraprendente e intelligiente, e mi sento a disagio se
conosco qualcuno piu' ambizioso di me, perchè mi sento inferiore, e
questo mi fa stare male con gli altri, ma soprattutto con me stessa.
Ho riflettuto a lungo su queste cose e sono arrivata alla conclusione
che io SONO COSI ed è bene che io mi accetti cosi...ma proprio non ci
riesco. Ho tante insicurezze, che tra l'altro si ripercuotono anche in
situazioni pratiche: per esempio, tra qualche giorno dovrò fare un
colloquio di lavoro, e già penso "e se venissi scartata? e se loro si
accorgerebbero di questa mia debolezza e non mi assumerebbero?" allora
cio mette in atto in me un processo che mi porta a creare delle
protesi, delle maschere...quache tempo fa lessi un libro sulla
timidezza, che diceva che l'unica cosa da fare è prendersi cura della
propria timidezza, accettarsi cosi come si è e basta...ma quindi mi
devo rassegnare? Ma poi ho pensato che forse la via giusta da prendere
è proprio questa, che se finalmente riuscissi ad accettarmi cosi come
sono, con i miei limiti…
La ringrazio fin da ora per una sua eventuale risposta
Lucia
Cara Lucia,
Le cose che mi racconti sono le cose che più o meno sento tutti i
giorni quando ricevo un paziente in studio: sento questi discorsi da
giovani e anziani, da uomini e donne, da colti e meno colti, da
persone poco considerate socialmente e da persone che, agli occhi
degli altri, sono delle persone di successo, molto sicure di sé.
E allora, dirai tu? E allora, credo che sia proprio della natura umana
questo sentimento di carenza, questa insoddisfazione, questo voler
essere sempre migliori, perfetti, non criticabili. Purtroppo questi
sono ideali difficili da realizzare: non siamo sempre al massimo della
forma e non possiamo piacere a tutti. Saper indossare delle maschere
non è un limite, ma un’abilità, che serve ad avere un migliore
inserimento sociale e dunque un maggior successo personale. Pensa se
fossi sempre ‘te stessa’: diresti a tutti ciò che pensi dentro di te…
Chi ti darebbe più un lavoro? Chi ti accorderebbe la sua amicizia?
Che poi si stia meglio senza indossare maschere, con le persone che
veramente si amano e si apprezzano e dalle quali ci si sente
ricambiati è un altro ragionamento…Ma io questa soluzione in tasca non
ce l’ho: prova a consolarti con quanto ti ho detto prima.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
UNA STORIA “SERIA”
ho un problema che vorrei esporle, in quanto non mi da pace. Ho 17
anni, da 4mesi sto con un ragazzo fantastico.. in tutti i sensi! Pur
avendo avuto tanti ragazzi, lui è il primo con cui sono riuscita ad
avere una storia "seria" ad affezionarmene davvero.. e a innamorarmi.
Inizialmente le cose tra noi andavano alla grande... ma ora non piu.
Mi considerano tutti una bella ragazza, e in parecchi si fanno
avanti... a lui questo non va giu.
E' sempre stato geloso,ma ora esagera. Mi impedisce di mettere certi
vestiti, di uscire senza di lui, e via dicendo... e io non ce la
faccio più! Passiamo tutte le giornate rinchiusi in camera mia, lui
non vuole uscire perché anke solo se saluto un ragazzo ke incontro per
strada lui sta male.. e piange!!
piange tutti i giorni.. ma non nel senso ke gli scende qualche
lacrima,piange proprio.. Se gli dico non essere geloso mi dice "scusa
eh se ti amo!!!" e poi piange ancora di piu..
Lui ha sofferto tanto nella sua vita, i genitori sono divorziati e a
lui questo non va giu.. dice che vuole sposarmi, e questo era anche il
mio sogno ma io sento che sto diventando matta..e non sn piu
sicura di volerlo! Lui fino a poco tempo fapoi, si faceva le canne.. e
se ne faceva tante!da quando sta con me io ci provo a farlo smettere,
lui mi dice che non se le fa quasi piu ma non so se credergli.. ieri
pomeriggio abbiamo litigato (tanto x cambiare), lui ha pianto e ha un
certo punto gli si è quasi paralizzata una mano, e il respiro sembrava
non averlo piu..
io lo so ke sta male e non so piu come fare m aiuti per favore.
Cara Teresa,
Il tuo ragazzo avrebbe bisogno di un aiuto e questo aiuto deve
arrivare dall’esterno, per cui non giocare nemmeno per scherzo a fare
la sua psicologa.
Chi ama davvero vuole il bene della persona amata: mi sembra invece
che lui, che forse si sente già un fallito, tragga le sue sicurezze
solo dall’averti messo in gabbia.
Se puoi, parlane con i tuoi genitori; in ogni caso questo rapporto non
mi sembra nato sotto una buona stella. Sei molto giovane ed il mondo è
pieno di ragazzi che NON si fanno le canne, NON piangono continuamente
come damine del settecento, NON fanno scenate di gelosia.
Dunque?
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
QUALCOSA
LO FRENA
Le scrivo perché sto vivendo una situazione insostenibile che non
riesco più a gestire. Sono ormai mesi che è nata un'amicizia
bellissima con un ragazzo, tutto filava liscio fin quando non mi sono
resa conto di provare attrazione nei suoi riguardi.
Mese dopo mese il rapporto tra noi si è fatto sempre più intenso, al
punto da stare sempre insieme e ad arrivare ad una situazione ambigua
per entrambi. Credo che da parte sua ci sia una certa attrazione, ma
ho come l'impressione
che ci sia qualcosa che lo freni. Infatti di recente mi ha confermato
che,probabilmente, se non teneva a me
sarebbe già successo qualcosa tra di noi,in quanto lui è sempre stato
abituato ad avere rapporti poco seri e impegnativi, cosa che, a sua
detta, al momento non gli va più a genio.
Il punto è che non ho il coraggio di affrontarlo come dovrei, ho paura
che se non va come voglio il rapporto tra di noi degeneri sempre di
più.Che idea si è fatta della situazione? Come mi devo comportare?
Mirta
Gentile Mirta,
L’idea che mi sono fatto non è, ovviamente, quella che lui si senta
frenato perché ha intenzioni serie con lei e dunque, come si diceva
una volta, ‘la rispetta’.
Non saprei dire cosa lo frena, ma penso piuttosto a qualche sua
incertezza che gli impedisce di assumersi le responsabilità di un
rapporto che potrebbe diventare troppo serio, oppure qualche
sopraggiunta insicurezza in ambito sessuale.
Direi che non c’è niente di particolare da fare: state vicini e vedrà
che, prima o poi, la chimica prenderà il posto della ragione.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona
STABILIRE IL GENERE
Ho una domanda da porle: è possibile definire esattamente se una
persona è omosessuale, bisessuale o transessuale, oppure sono delle
definizioni moltopersonali, che variano a seconda del soggetto?
Mi spiego meglio: se un bambino, da piccolo, gioca con le bambole, è
attirato dai gioielli e scarpe col tacco e non riesce a socializzare
molto con gli altri bambini che fanno attività nettamente più
maschili, da grande sarà
automaticamente gay e/o trans oppure è una faccenda molto più
complessa?
La ringrazio anticipatamente,
Elisabetta
Cara Elisabetta.
Beh, certamente è una faccenda molto più complessa. Tuttavia, se un
bambino non riesce a socializzare con altri bambini della sua età, non
ha giochi in comune con loro e l’unica cosa che sembra interessarlo
sono gli abiti femminili, in cui gioca a rappresentarsi come una donna
adulta e seducente, sicuramente ci sono delle possibilità che il
ragazzo senta di avere una identità sessuale ancora poco definita e
che sia alla ricerca di sé stesso/a.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona
LA SBORNIA DA INNAMORAMENTO
Salve, le scrivo per chiederle perchè, secondo lei, ad un certo
punto di una relazione profonda e appagante nata 2 anni fa, una
persona può iniziare a pensare di non amare più il partner. molti mi
dicono che la sbornia da innamoramento passa e restano i sentimenti.
ammetto che ci sono state difficoltà, dovute alla lontananza (lui
studia a M., ma viviamo a V.), ma pensavo che questo nn potesse minare
i sentimenti. ora che questo problema è
emerso si è sommato ad altri. Ho rivisto un mio ex di 6 anni fa
(storia finita male), e ora il suo pensiero mi assilla, come se
provassi ancora qualcosa che nn c'è in realtà: nn l'ho più considerato
come parte della mia vita.
effettivamente nessun sentimento mi lega a lui attualmente. è solo una
mia sega mentale, molto disturbante. oltre a questo si somma la paura
di non amare più il mio ragazzo, anche se non darei una spiegazione
plausibile alla fine del nostro rapporto, perchè io voglio stare con
lui, lo sento quando siamo sull'orlo della rottura, della decisione
del distacco. sono lacerata da mille domande, e anche quando mi do
delle risposte positive che mi fanno stare bene, le domande si
ripropongono e fanno vacillare le mie certezze. cosa mi sta succedendo
secondo lei? non voglio finire la mia storia con il mio ragazzo finchè
non smetterò di provare sentimenti per lui. spero mai. cordiali
saluti,
conto su una risposta.
ps. ultimamente sono assalita dal panico quando guardo una bambina e
penso di essere pedofila e quando guardo una ragazza e penso di essere
lesbica. qual'è il problema in me??? queste ultime cose mi lasciano
sconcertata.
C.
Gentile C.,
La prima cosa che mi viene in mente è che lei sia un po’ troppo
ansiosa, visto che basta un pensiero disturbante a farle perdere le
sue certezze. Il fatto è che la vita è un processo dinamico, nel quale
anche le cose e le persone che rappresentano le nostre certezze più
assolute sono, nella realtà, continuamente ‘traballanti’ e alla
ricerca di sempre nuovi equilibri. L’amore intenso e assoluto è un
sentimento che si prova nei primi mesi, a volte anni,
dell’innamoramento, quando l’amore è nel suo ‘stato nascente’; poi si
tolgono gli occhiali rosa dell’amore e si comincia a guardare alla
realtà sotto un’altra luce, un’altra prospettiva. La persona amata ne
esce ‘umanizzata’ e la si vede per la prima volta così come è: con i
suoi tanti pregi, ma anche con i suoi difetti, o con i suoi limiti.
A quanto pare, uno dei limiti che il suo ragazzo presenta è quello di
imporle, anche indirettamente, una condotta sessuale esclusiva, che
lei a livello non del tutto consapevole sente come una insopportabile
catena. Forse dentro di sé avrebbe voglia di sperimentare, di
scoprire, di provare, ma tende a reprimere queste sue fantasie,
ritenendole inaccettabili. Questa continua rimozione però fa si che
esse si ripresentino a lei con rinnovata energia e frequenza. Per
uscire da questo circolo vizioso la cosa da fare non è chiudere la
porta in faccia alle fantasie, ma accoglierle, analizzarle, magari con
l’aiuto di un terapeuta, e cercare di trovare, nella realtà, uno stile
di vita che tenga conto sia del suo desiderio di legami profondi, sia
della sua curiosità per la vita.
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona
CALO DEL DESIDERIO
Convivo da circa 6 anni, ho due bimbe di 3 anni e 18 mesi, lavoro a
tempo pieno in una ditta nostra, prendo la pillola, e dalla nascita
delle bimbe non ho più desiderio sessuale. Sforzandomi riuscivamo ad
avere rapporti circa ogni 15
giorni. Ora è da un mese che non ce la faccio più: sono stanca e non
mi passa proprio per la testa. Amo mio marito non ci sono problemi tra
di noi se non tensione a causa della stanchezza e delle responsabilità
lavorative. Può essere
la pillola? (la prendo da qualche mese: ginoden) Può essere forse la
stanchezza? Che fare? Mi sforzo ma provo anche molto dolore. Attendo
una risposta. Grazie L.
Cara L.,
Credo che più della pillola e più della stanchezza svolgano un ruolo,
nel vostro rapporto, le preoccupazioni ed i problemi che, giorno dopo
giorno, vi vedono vicini nella vostra ditta e che vi stanno
trasformando da ‘amanti’ a semplici ‘soci’. La cosa da fare dunque è
cercare di sforzarsi, non tanto alla produzione di numerosi quanto
insoddisfacenti rapporti sessuali, ma nel ritrovare la complicità che
c’era prima, la voglia di stare insieme per divertirsi, per fare delle
cose che vi piacciano e vi uniscano. Dovrete cercare di non parlare
più di famiglia o di lavoro, ma di voi, dei vostri desideri, del
vostro tempo libero, del vostro benessere. Se non ce la fate da soli,
iniziate una terapia di coppia.
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona
UN BRUTTO PERIODO
Gent.ma dottoressa, sto attraversando un brutto periodo della mia
vita in cui tutto mi sembra difficile da realizzare. Le dico prima di
tutto che sono malata di intestino irritabile da 4 anni, conduco una
vita normale, ma i problemi di salute si ripresentano nei momenti meno
opportuni. In questi giorni, ad esempio sto malissimo e, guarda caso,
sto perdendo un'intera sessione d'esami (sono iscritta a psicologia,
più per conoscermi che per vera passione per la disciplina). Questo
problema mi sta rovinando la vita. E non è tutto. Sono di una
timidezza imbarazzante, soprattutto con gli uomini, tanto da scappare
a gambe levate se capisco di piacere a qualcuno e ammetto che la mia
autostima lascia molto a desiderare. Sono indecisa su ogni aspetto
della mia vita, prima di prendere una decisione penso e ripenso per
giorni. In questo momento sono disoccupata, senza una relazione ( a
parte un uomo sposato conosciuto in chat,
con cui ci sentiamo solo al tel). Le chiedo un consiglio per guardare
avanti senza paura e senza perdere la speranza. Grazie.
Elisa
Cara Elisa,
Ti consiglierei di imparare a non contentarti di cose che non ti
soddisfano o ti soddisfano solo parzialmente. Ad esempio, se non hai
una vera passione per la psicologia, ma lo fai solo per conoscerti,
sarebbe meglio andare da uno psicologo e scegliere invece l'indirizzo
di studi che ti piace e ti soddisfa di più. Perché poi contentarsi di
un uomo sposato che senti al telefono?
Interrompi questa inutile relazione, che conviene solo a lui e cerca
di trovare fra le persone che conosci realmente qualcuno che ti
piaccia e che magari sia timido come te.
Se ti va, vai sul sito www.clinicadellatimidezza.it o sul relativo
Blog, http://clinicadellatimidezza.blogspot.com e troverai tanti altri
consigli utili.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
NESSUNO E' PERFETTO
Ho 27 anni e da un paio d'anni sto con un ragazzo di 35.Prima di
lui stavo con un compagno di università, una volta laureata però mi
sembrava che la storia languisse, tra difficoltà mie e sue a trovare
lavoro e paranoie assurde dei miei, che sono molto tradizionalisti e
non lo amavano per niente (mai andata in vacanza con lui, per fare un
esempio, e musi lunghi ogni volta in casa ogni volta che uscivamo).
con lui però parlavo tanto ed era un ragazzo molto intelligente ed
ironico. Ora, nonostante la nuova storia continuo a pensare a lui e
non so come capire se è vera nostalgia o solo un'idealizzazione
romantica (perchè comunque l'ho lasciato per un altro, ed eravamo
arrivati ad un punto in cui io gli organizzavo vita e dovevo sempre
spronarlo, ad esempio a finire l'univesità). Il nuovo ragazzo è più
bello, più dinamico, più concreto, mi ama molto ma il sesso è così
così e lui è molto musone. Come faccio a chiarirmi e capire casa
voglio??
Lettera non firmata
Gentilissima,
Secondo me la cosa da capire è che nessuno è perfetto e che nelle cose
non esistono solo il bianco e il nero, ma anche infinite sfumature di
grigio. Non è che 'si ama' o 'non si ama', che uno 'è simpatico' o
'non è simpatico', che 'si pensa molto ad una persona con la quale si
ha una relazione', ma che 'non la si pensa più quando con lei ci si
lascia'.
Posto che l’uomo della sua vita non sarà mai un essere perfetto
(perché l'esperienza ci insegna che, anche se lo fosse all’inizio,
dopo qualche anno, se non qualche mese, non lo sarebbe già più),
cerchi di capire se i limiti che trova nel suo ragazzo superano i suoi
pregi, oppure sono sopportabili e, meglio ancora, modificabili.Anche
una storia di sesso appassionata può spegnersi poi nella routine e nel
successivo calo di desiderio reciproco dei partners. Dunque, quello
che voglio dire è che non tutto possiamo comprarlo all’esterno, già
‘confezionato’ e pronto per l’uso: abbiamo la responsabilità (ma anche
gli strumenti) per migliorare molte delle nostre situazioni di vita.
Questo nuovo ragazzo ha già numerosi punti di forza (la ama, è bello,
è dinamico e concreto). Cose da migliorare: i suoi musi e il sesso
'così e così'. E’ sicura di non poter far nulla per renderlo più
simile a come lei lo vorrebbe? Può fare molto, per esempio, cambiando
qualcosa nei suoi atteggiamenti verso di lui, in modo da influenzarlo
positivamente.
Perlomeno ci provi: se poi non ci riuscisse e arrivasse alla
conclusione che, sul piatto della bilancia, i difetti del suo nuovo
ragazzo pesano più dei suoi pregi, dovrà trarne le sue conclusioni.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
SONO PREOCCUPATO
Buongiorno... Sono un ragazzo di 21 anni che da quasi un anno sta
con la sua ragazza ed ha una vita sessuale del tutto soddisfacente, ma
ultimamante una cosa mi ha turbato: proprio stanotte ho sognato di
fare sessso orale con un ragazzo, cioè io di farlo a lui... è una cosa
di cui dovrei preoccuparmi...??? Che cosa c'è dietro questo
sogno...???
Poi una seconda domanda: la mia ragazzza giunge regolarmente
all'orgasmo, ma per farlo quendo il rapposrto sta per giungere al
culmine si tocca con la mano la vagina e si massaggia il clitoride...
puntualizzo che lei era vergine e che è da due mesi che facciamo
l'amore liberamente... questo è dato dalla poca conoscenza che lei ha
ddl sesso o da me che non le do qualcosa...???
Grazie mille
Preoccupato 84
Salve, caro Preoccupato.
Direi che dovrebbe essere meno preoccupato, perché tutto va bene.
Quanto alla prima domanda, si tratta di una semplice fantasia che si è
espressa nel sogno in quanto, probabilmente, nella vita vigile lei non
ammetterebbe mai nemmeno una semplice curiosità per un rapporto
omosessuale. L’inconscio si esprime così nel sogno, liberamente,
potendo andare anche laddove in altro modo gli sarebbe impossibile.
Peraltro, non necessariamente in questo caso descrive un desiderio, ma
potrebbe anche esprimere il timore di non essere abbastanza virile, di
non essere capace ad esempio di far godere una donna. E veniamo così
alla seconda domanda.
Quello che la sua ragazza fa da sola è un ulteriore stimolo di cui ha
bisogno per raggiungere l’orgasmo. Provi a chiederle se per lei va
bene così, o se preferirebbe che fosse lei stesso a prendere
l’iniziativa in questo senso. Le donne infatti sono complicate: si
documenti, anche su www.psicolinea.it, sull’orgasmo vaginale e
clitorideo e scoprirà che tutto rientra nella norma. Infatti, solo tre
donne su dieci, si stima, raggiungono l’orgasmo vaginale senza una
stimolazione diretta della clitoride.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
AMORE E AMICIZIA
Mia cara dottoressa, le scrivo perchè sono grandemente in crisi! Ho
una stupenda amicizia con una carissimo amico, parliamo di tutto e ci
confidiamo su tutto, anche su cose molto intime, siamo però entrambi
fidanzati ed entrambi in crisi con i nostri partner e parliamo molto
di questa situazione. Io ho sempre creduto moltissimo che un uomo e
una donna possano essere amici, perciò sono disorientata adesso perchè
temo di cominciare a provare per lui qualcosa di più, è una persona
meravigliosa caratterialmente ed è anche un bel ragazzo!
Secondo lei, è possibile che l'amicizia fra un uomo e una donna non
possa durare perchè prima o poi subentra sempre l'attrazione fisica?
Inoltre, il fatto che un amico confidi ad un'amica cose molto intime e
personali, può essere segno di attrazione anche da parte sua? In
conclusione: secondo la sua esperienza può mai esistere una sincera
amicizia fra uomo e donna? Oppure se un uomo e una donna si scelgono
come amici c'è sempre un fondo di attrazione?
Grazie
Chiara da Verona
Cara Chiara,
Penso che se due persone si scelgono per scambiarsi delle confidenze
sono due persone che provano, l'una nei confronti dell'altra, un
sentimento di rispetto, di fiducia, di empatia, di simpatia. Nessuno
andrebbe a confidare le sue cose più intime ad una persona che ritiene
poco intelligente o che non stima. E' per questo che non credo
all'amicizia fra un uomo ed una donna, specie quando questa amicizia è
così profonda come la vostra...
L'amore infatti consiste nello stare bene con un'altra persona, nel
sentire la sua mancanza, nel bisogno di condividere con lei delle
emozioni: la vostra situazione è forse diversa? Se poi mi dice anche
che lo trova anche un bel ragazzo... Penso certamente che lei ne sia
innamorata e penso di non essere lontana dalla verità.
Secondo me il sentimento di amicizia tra un uomo e una donna può
esserci solo in due casi: quando non c'è la minima attrazione fisica
(anzi, si sfiora il disgusto) oppure quando si è già consumata una
bella storia d'amore fra i due, che ha spento la passione ma non il
bene che si vogliono.
Saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona
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