La psicologia amica 10° anno online

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Dentro e Fuori di Te
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NON RIESCO A PERDONARE

non riesco a perdonare il tradimento di mio marito. Non riesco ad aprire la porta di casa ed andarmene (per motivi economici e affettivi) e non riesco a convivere con questo dolore (sono passati ca. 15 mesi).Desidero spesso morire per non sentire dentro me la sofferenza, l'odio per la persona con cui mi ha tradito che è stata anche molto crudele con me dicendomi tra
le altre cose, che lui non mi ha mai amata (20 anni insieme) e invece con
lei era tenero e affettuoso (sono stati insieme contemporaneamente al mio
matrimonio ca.5 mesi).Che posso fare? mi aiuti per favore...
Nadia


Cara Nadia,
L’altra” le ha sicuramente detto quelle cose perché non è riuscita completamente nell’intento di manipolare suo marito a suo piacimento, per cui attribuisca a quelle parole il peso che meritano. Ora però lei deve reagire, regalandosi parte delle attenzioni che prima riservava solo a suo marito. E’ una forma di ‘narcisismo sano’, che aiuta nei momenti di difficoltà. Per il momento dunque si butti dietro le spalle questa dolorosa esperienza e non cerchi di ruminare troppo sui sentimenti che tutto ciò le ispira (dolore, sofferenza, odio). Tutte le ferite, anche quelle psicologiche, devono avere il tempo per rimarginarsi, dopo di che verrà il tempo delle decisioni e delle scelte.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA “LEGGEREZZA” DELL’ANIMO

Non ho un'idea ben chiara dei motivi per cui le scrivo, ma sono consapevole del fatto che non devono essere per forza definiti alcuni problemi per essere tali. I turbamenti e le ansie sono una costante nelle mia vita, non esistono momenti vissuti serenamente o con la "leggerezza" dell'animo anche quando apparentemente tutto va bene. Ho un rapporto con una donna splendida, procedo nell'ambito del lavoro, ma ho sempre le spalle alte dalla tensione che mi porta ad avere continui mal di testa e senso di sfinitezza. Sono ritenuto una splendida persona, molto intelligente e piena di risorse, ma l'insicurezza e il senso di inadeguatezza e di inferiorità costituiscono una gabbia che non mi fa uscire, se non ogni tanto con delle forzature incredibili. Sono sessualmente sano nel senso di
"normale", non ho deviazioni di nessun genere o manie o ombre da nascondere di rilievo.Ma appunto, se ce ne fossero e fossero la causa del mio mal di vivere e della inquietudine costante ?Mi sembra che la serenità (non parlo di gioia...non mi interessa) sia sempre più avanti nelle mille porte che apro e delle esperienze che faccio.
La saluto cordialmente.
Giuseppe


Caro Giuseppe,
Questo stato di leggera ansia che lei vive quotidianamente sta ad indicare che in fondo non
è vero che tutto sta procedendo come lei vorrebbe. Dalla sua analisi tuttavia non emerge alcun punto debole al quale poter attribuire la responsabilità di questo suo male di vivere, se non per il generico senso di inadeguatezza e di inferiorità che ogni tanto la assale. Direi che le farebbe molto bene poter compiere un viaggio alla scoperta di sé con uno psicoterapeuta che l’aiuti a trovare la chiave di lettura della sua vita e a dissipare le tensioni che si manifestano con i continui mal di testa. Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CURIOSA DI SAPERE

Ho un grosso problema, sto con un ragazzo da 10 anni e che amo tantissimo, desidero un figlio con lui, però l' ho tradito. Non so perché e non vorrei mai averlo fatto. Non ho saputo resistere. In tutti questi anni non ho mai smessodi amarlo anche se la monotonia si è un po’ fatta sentire. Nell'
ambiente sportivo che frequento ho conosciuto uomini attraenti che mi hanno chiesto di uscire ed è successo che dai oggi e dai domani ho fissato un appuntamento. Ero solamente curiosa di sapere come erano a letto e appagata di me stessa perché mi sentivo piena di attenzioni forse solo per un unico fine da parte loro. Ho avuto 4 storie, la prima con quello che mi piaceva da molto tempo ma una sola serata, la seconda limitata ad una serata dopo una cena. La terza per due volte con uno che poi aveva un carattere che non apprezzavo, e l' ultima che è stata la più intensa sessualmente per circa 3 mesi. Il tutto è durato 4 anni,adesso ho deciso di smettere con questa vita parallela anche se ne ho nostalgia, ma voglio stare con il mio ragazzo e creare una famiglia con lui.Non riesco a capire perché ho avuto questo comportamento, sono appagata tuttora della mia vita di coppia anche sessualmente.
Non ho mai provato niente per le persone con cui sono stata ho solo avuto voglia di fare sesso con loro e basta.Non so come posso andare avanti, ho paura che mi ricapiti, anche se ho smesso di frequentare quell' ambiente, mi dia un consiglio su come superare questo mio comportamento e perché è capitato. Grazie
Lucia

Cara Lucia,

Lei si sta chiedendo ossessivamente ‘perché’ lo ha tradito e sembra non rendersi conto che la cosa anomala non è il tradire, che è la cosa più banale che si possa fare, ma lo scegliere consapevolmente di NON tradire, nonostante nella propria coppia i momenti di noia superino i momenti di gioia. Lo stare insieme dà sicurezza, fiducia nel futuro, senso di protezione. Tutto questo però uccide la passione, che reclama il rischio, il mistero, l’insicurezza, la curiosità.
Dunque, in qualsiasi coppia, dopo un po’ insorge questo desiderio di andare a scoprire cosa c’è dietro la porta di casa. Non tutti tradiscono: molte persone decidono di concedersi solo delle fantasie, senza passare all’atto. In qualche modo anche per lei è stato così: da una sola serata infatti lei non ha certo capito che tipo di uomo ha frequentato ed ‘amato’, seppure per poche ore. Evidentemente a lei non interessa conoscere approfonditamente altri uomini, ma ha bisogno di crearsi dei ricordi, delle piccole trasgressioni, che servono ad alimentare il suo immaginario erotico quando è con il suo ragazzo, che sarà pure, in prospettiva, un buon marito ed un buon padre, ma che manca di carica erotica e di imprevedibilità.
Bene: visto che lei ha capito tutto ciò, ora non le resta che modificare questa situazione, in modo che le scosse elettriche nel vostro rapporto di coppia incomincino a svilupparsi da un generatore interno, anziché esterno. Ad esempio da lei.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ATTRATTO DAI PIEDI

Mi chiamo Mimmo , ho 31 ,anni , confesso che vivo la mia vita sessuale in maniera anomala , sin da quando ero ragazzino ero attratto dai piedi sia delle ragazze che dei ragazzi , invece adesso mi piacciono le donne ,ma mi eccitano i bei ragazzi ,e sopratutto sono attratto moltissimo dai piedi
non so perche mi puo accadere una cosa simile , mentre fino ad oggi o fatto solo sesso orale o imparte con donne e uomini , ad esempio non o fatto ancora sesso completo e mi fa paura , farlo , anche perche mi troverei impreparato , a diciasette anni o leccato per la prima volta i piedi a mio cugino , e questo rapporto e durato per due anni, lui e un anno piu grande di me, mentre le altre occasioni sono state solamente con prostitute e prostituti la mia sola richiesta sono stati sempre i piedi , mentre altri rapporti con ragazze solo baci e qualche toccata , ma questo mio malessere sta limitando le mie prestazioni sessuali, è un casino , io vivo sessualmente per i piedi , a volte appena vedo qualcuno a piedi nudi , specie in estate , quando tutti usano gli infradito io ne soffro , mi si attizza il pene , sono molto malato , non lo so, e come posso uscire fuori .


Caro Mimmo,
la lunga lettera che ha scritto esprime in maniera completa il profondo disagio che vive. Mi chiedo come mai non abbia ancora pensato di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la possa aiutare a liberarsi da questa ossessione feticistica, per orientare il suo interesse su una persona completa, uomo o donna che sia.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ANDARE DALLO PSICOLOGO

Mia moglie è una donna eccezionale, ma da sempre afflitta da paure, stati ansiosi che nel tempo sono andati acuendosi. il primo figlio, il ritorno al lavoro, la morte prima di mio padre e poi di suo padre, i problemi sul lavoro e di famiglia, la portano spesso a stati di ansia, con palpitazioni (in
passato) ma soprattutto con paure immaginarie che si aggravano nel tempo. Per es. il tumore del padre che lo ha portato alla morte ‘ha indotta a pensare che anche lei avesse un tumore simile e solo dopo tante visite si è tranquillizzata. ancora: la notizia al telegiornale di una mamma che è
impazzita e ha ucciso il figlio l'ha fatta cadere da 5 giorni in uno stato di ansia che la porta a pensare che anche lei abbia una malattia mentale che può portarla a fare del male ai bambini. io per il lavoro che faccio non posso starle vicino. lei ogni pomeriggio va via di casa perché vuole distrarsi e non
cadere in questo stato di confusione mentale (la mattina va al lavoro). Da tener conto che anche quando eravamo fidanzati aveva paura dei tumori delle malattie in genere e alla notizia di qualche malattia del genere "si procurava" gli stessi sintomi per giorni e giorni.
ora la cosa si fa più frequente e mi preoccupa. cosa possiamo fare? a chi rivolgerci? non è facile farle accettare di andare dallo psicologo, magari un supporto on line o telefonico potrebbe aiutarla a capire.
vi prego aiutatemi...
Giovanni


Caro Giovanni,

Dalla situazione che mi descrive, sua moglie sta attraversando un momento di difficoltà esistenziale, che ha riacceso il sintomo ipocondriaco che la accompagna da tempo. L’ipocondria è caratterizzata proprio dalla paura di ammalarsi e dalla percezione su sé stessi dei sintomi delle varie patologie letti sulle enciclopedie mediche, o ascoltati nei racconti di chi ne soffre realmente. Purtroppo la vita ha voluto che sua moglie sperimentasse proprio da vicino esperienze molto traumatiche dovute alle malattie di persone a lei care, che hanno acuito i suoi sintomi.
Per prima cosa consiglierei a sua moglie di usufruire dei consigli di uno psicologo, che possa seguirla quando le crisi si fanno più acute, come in questo ultimo periodo. Potrebbe dirle, per convincerla, diverse cose. Ad esempio, che lo psicologo è sempre più una figura che aiuta nella prevenzione piuttosto che nella cura di persone che hanno problemi patologici, oppure puntare sui figli, cui sua moglie tiene sicuramente molto e dirle che lo fa per loro: per farli crescere serenamente ed in perfetto equilibrio psicologico. Mi sembrano argomenti abbastanza convincenti: ci provi!
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

BLOCCO D’AMORE

Sono qui per salvare un amore tra me e la mia ragazza. Un amore che lei ha bloccato dovuto a cause ancora ignote ma credo solo spiegabili tramite psicoanalisi.Parlo di Lei (la mia ragazza 23 anni) : ha avuto una difficile infanzia,la madre è stata abbastanza presente forse troppo nella sua vita ed all'età di 8 anni è capitato un bel trauma.La madre,dopo 10 anni di matrimonio, si è separata dal marito perchè amava un altro e ovviamente la vita della mia ragazza è cambiata radicalmente. La mia ragazza è andata vivere con il padre insieme al fratello in un'altra casa rompendo le amicizie.I rapporti con la madre si sono rotti e ancora oggi sono difficili, con rimorsi, anche se la madre vorrebbe ristabilirli. Purtroppo nemmeno con il padre ha molto dialogo.Forse per questo a volte lei è forte , emotiva o lunatica. Il problema è questo:A 18 anni ha avuto la prima vera storia d'amore troncata dopo due anni senza un motivo reale, non sentiva più amore ed era confusa senza capire. La seconda storia ha avuto gli stessi effetti(sempre dopo due anni), anche se credo dovuti al diverso carattere del suo ragazzo.La terza storia è stata con me e ci siamo amati serenamente, se non per due volte che mi sono fatto troppo sentire(per cercarla quando non la sentivo) e lei si allontanava da me.Finchè tre mesi fa un blocco d'amore di lei mi ha fatto impaurire e mi ha reso sempre più angosciante rendendo sempre più difficile il nostro rapporto d'amore anche se noi due stiamo bene insieme e parliamo senza contrasti.Lei dice che è come vedere da fuori la sua vita e non la vive a pieno, non da il massimo che sente.
Se serve io sono di carattere molto sensibile ,distratto,ero povero di spirito ma ultimamente forte e determinato, ho sofferto molto un passato difficile e privo d'amore, sono Cristiano ed ho una mentalità aperta.
Ciò che ha alimentato il blocco d'amore in tutti i rapporti, credo, sia il continuo cercarla quando lei non si fa sentire.
Il blocco credo sia dovuto alla rottura del rapporto precoce e traumatico con la madre (leggendo Bowlby "una base sicura"), ma volevo una conferma e se possibile un aiuto importante per la nostra vita.
Grazie per avermi ascoltato.
Un cordiale Saluto.
Dante

Caro Dante,

Tu scrivi perché, dici, vuoi salvare il tuo rapporto. A mio parere, paradossalmente, per salvare questo amore tu non dovresti fare assolutamente nulla, perché il tuo eccessivo attaccamento alla ragazza, il tuo modo di cercarla quando lei non si fa sentire, a quanto pare ha l’unico risultato di allontanarla sempre più da te. C’è però un consiglio che sento di poterti dare ed è questo: la tua ragazza cerca sicurezza, stabilità, ma apparentemente nulla intorno a lei le sembra capace di offrire queste caratteristiche. E’ stato così con i suoi genitori, con i suoi precedenti ragazzi ed ora sembra quasi che ti stia mettendo alla prova. Tu devi mostrarti molto sicuro di te, certo del vostro amore; devi mostrarle di avere fiducia in lei anche quando non c’è, devi fare progetti per il vostro futuro ed insomma apparirle quella roccia che lei sta cercando per la sua vita. Provaci: dovrebbe funzionare.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


MANCANZA DI RECIPROCITA’

In età matura (ho appena compiuto 51 anni) sono giunta alla motivata conclusione che le mie relazioni interpersonali sono molto insoddisfacenti per due ragioni fondamentali : mancanza di reciprocità (non ho successo con la gente e infatti ho pochissimi amici che non mi cercano quasi mai) e comunicazione faticosa dovuta al fatto ricorrente che molto spesso, quando parlo, vengo interrotta prima che abbia avuto modo di esprimere il mio pensiero e quindi di comunicare il mio messaggio. Tenuto conto delle ragioni che io ritengo responsabili delle mie difficoltà di relazione e quindi della mia solitudine, vorrei sapere quanto questo particolare tipo di ragioni (in base alla Sua esperienza clinica) possa essere la conseguenza di miei errati stili di comportamento e, in caso affermativo, vorrei ricevere spiegazioni al riguardo.
RingraziandoLa per l'attenzione che vorrà dimostrarmi La saluto cordialmente
Mirella


Cara Mirella,

Il suo è sicuramente un problema di comunicazione, ma più che di questo credo che dovremmo parlare di un bisogno forse eccessivo di attenzioni da parte sua, probabilmente dovuto a carenza d’affetto. Infatti, i rapporti che abbiamo con gli altri, difficilmente sono così appaganti come idealmente vorremmo averli: tutti hanno fretta, pochi ascoltano realmente, pochi si fanno sentire se non siamo noi a cercarli per primi. Del resto, dare sempre la colpa agli altri non aiuta, perché come spesso mi trovo a dire, noi siamo ‘gli altri’ per gli altri…
Il consiglio è quello di cercare di cambiare il suo stile di pensiero e cominciare a pensare che, per piacere agli altri bisogna rendersi piacevoli ed interessanti, bisogna sorridere molto e per primi, bisogna cercare di non richiedere attenzioni continue e profonde anche a persone che sono dei semplici conoscenti. Forse i suoi discorsi sono interessanti, ma troppo lunghi: cerchi di sintetizzare gli argomenti in poche parole e poi, sorridendo, ceda la parola all’altro, lo ascolti attentamente e poi continui con il suo discorso, magari facendo riferimento a quanto l’altro le ha detto.
Per risolvere questi problemi di comunicazione non ci vuole molto: su internet o in libreria potrà trovare molti validissimi consigli. Quello che secondo me invece dovrebbe cercare di approfondire è questo bisogno di attenzioni, che forse richiede un approccio diverso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SEDUZIONE

Gentile Dottore,
ho una collega che quando parlo con lei tende a reclinare da un lato la testa e ad accarezzarsi ed attorcigliarsi continuamente una ciocca di capelli. Può essere un segno di attrazione verso di me?
Grazie, cordiali saluti.
Axel


Salve Axel. Sicuramente si tratta di un gesto di seduzione abbastanza esplicito, ma per una giusta decodifica del messaggio che le invia la sua collega occorre tenere conto anche del contesto in cui questa persona compie questo gesto. Infatti, la conoscenza dei principi della comunicazione interpersonale ed in particolare le regole del linguaggio non verbale forniscono importantissimi strumenti per comprendere le persone che ci sono intorno: l'importante è non pensare che le cose stiano SEMPRE così come le abbiamo apprese, con le tante semplificazioni e banalizzazioni che la divulgazione di opere scientifiche spesso comporta.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

ESCE CON LUI MA AMA ME

Volevo avere qualche consiglio da Lei per recuperare un rapporto di coppia,ormai da circa 20gg. quasi chiuso da parte di Lei. Lei appunto che è stata innamorata persa di me x 2 anni,ha lottato x avermi contro tutti e tutto(genitori,amici,ecc)..in quanto io più grande di Lei di 10 anni e fidanzato già con un altra ragazza (l'ha saputo fin dall'inizio)...Io che più volte ho cercato di chiudere il rapporto ma dopo le reazioni di Lei(pianti,minacce di farla finita,pedinamenti vari sotto casa) non ci sono mai riuscito,forse dopo 2 anni nel momento che avevo deciso di avvicinarmi più a Lei,e forse ormai già ne ero innamorato, ma dato la mia situazione,non riuscivo ad accettarlo e lo negavo anche a me stesso,quindi proprio nel momento che io mi avvicinavo a Lei,e Le comunico che sono pronto ad affrontare tutto e tutti....lei mi dice che stà con un altro!! Poi mentre è con questo"Lui" mi dice di stare tranquillo,che è un uscita così,tanto per, e che ancora mi ama che farebbe tutto x me.....che farebbe anche subito un figlio. Poi una sera passando sotto casa sua trovo Lei e questo"Lui" ....io ero in auto poi Lei mi nota e vedo che lo dice anche a "Lui"...aspetto qualche minuto e Lei scende dall'auto di Lui ed entra nel portone di casa...così deluso me ne vado.....dopo circa una mezzora ricevo un suo SMS che dice: ...Sparisci x sempre dalla mia vita!..da quel momento io ho continuato invano a chiamarla,sono andato sotto casa sua lei non mi ha voluto parlare però io Le avevo scritto della lettere che Le consegnai,le ho mandato delle rose dove lavora....che altro posso fare?...non riesco a rassegnarmi perchè fino a qualche ora prima dell'sms mi aveva detto tutte quelle cose carine e mi disse anche......che quando stava con Lui pensava a me!..-.-che è successo?.....potrebbe essere stata fatale questa volta una forzatura della mamma,visto che mi aveva detto che questa persona l'ha conosciuta tramite suo Zio?....i genitori ovviamente non mi possono vedere,ma Lei ha sempre lottato ,possibile che ora che io sono pronto Lei si innamora di
un'altro?....adesso sembra che Lei ha come una maschera poichè ha cambiato totalmente atteggiamento nei miei confronti!!come è possibile,,,,La prego mi aiuti altrimenti divento pazzo....ma una ragazza di 22 anni può essere innamorata e poi un'ora dopo non esserlo più_?
Devo sottolineare anche che tutte queste dimostranze in precedenza non le avevo mai fatte.Grazie anticipatamente dell'aiuto!
Gianni


Caro Gianni,

Premesso che la sua storia, per quanto ricca di particolari, non è abbastanza chiara per poterle dare un consiglio con cognizione di causa, a me sembra che la vicenda poco abbia a che fare con l’amore, da parte di entrambi. Infatti, se lei fosse stato davvero innamorato, probabilmente sarebbe riuscito a lasciare la sua ex con maggiore convincimento ed in minore tempo. D’altra parte, anche questa ragazza potrebbe essere stata effettivamente invaghita di lei, ma due anni sono lunghi da passare e probabilmente, in questo periodo ha avuto modo di riflettere ed anche… Di uscire con altre persone. Non possiamo sapere cosa possa essere successo nella sua testa: sta di fatto che al momento attuale la ragazza non è sicuramente più interessata a lei e lei farebbe bene a non pensarla più. Del resto, la ragazza era anche molto giovane e questa differenza d’età può essere a volte un ostacolo per un rapporto che vuole durare nel tempo. Forse è stata la sua fortuna che sia andata così : si guardi intorno fra le sue coetanee e vedrà che sarà più facile comunicare e comprendersi.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

FARSI DEL MALE

Ho 17 anni e ne ho passati 5 a farmi del male.
A 12 anni ero ossessionata dal cibo,e lo sono ancora,ma va meglio di prima:ora non conto le calorie di ogni cosa che mangio,non mi ammazzo di ginnastica e soprattutto riesco a parlarne!
Dopo quel periodo ho passato due anni tra i letti dei ragazzi che conoscevo,lo facevo per ripicca verso il mio ex, perchè non mi sentivo accettata e più mi insultavano più continuavo! Ho smesso solo quando ho detto no ad un ragazzo e lui mi ha buttato per terra,togliendomi i pantaloni e la maglietta...sono riuscita ad uscire da casa sua,ma ora non mi fido più di nessun ragazzo e soprattutto per tornar a letto con un ragazzo ho aspettato quasi un anno!
Ma non poteva andar bene:la penetrazione mi fa male e alle volte non entra neppure.Sono stata da un ginecologo e dice che è tutto apposto,così mi ha consigliato di andare da uno psicologo e non lo mai fatto per pigrizia poi avrei paura di scoppiare in lacrime davanti a uno sconosciuto! Mi ero calmata con il mio autolesionismo inconscio,ma poi ho scoperto quanto mi tranquilizzasse, quanto mi facesse sentir viva tagliarmi le braccia e non ho più smesso.Ora che è estate mi massacro le gambe,la pancia con pinzette e aghi...vorrei essere solo più superficiale e leggera e avere una vita affettiva/sessuale da ragazza di 17 anni...cosa mi consiglia??
Nicole


Carissima Nicole,

Non dici una parola sulla tua famiglia e poiché hai detto che quando qualcosa ti fa particolarmente male non riesci nemmeno a parlarne, presumo che i tuoi rapporti familiari non siano stati dei migliori e che le cose non si siano ancora stabilizzate.
Per rispondere alla tua domanda, cosa ti consiglio di fare, la mia risposta è senz’altro quella di cercare un aiuto psicologico. Infatti, cara Nicole, le esperienze disastrose che hai vissuto ti hanno sicuramente insegnato molte cose della vita, ma non per questo puoi pensare di farcela da sola. L’intelligenza spesso non basta e, soprattutto, non aiuta. Infatti, un eccesso di introspezione, un’importanza eccessiva data ai propri pensieri pessimistici e depressivi può portare una persona all’autodistruzione, come succede a te. A volte imparare a dirigere il pensiero verso aspetti più marginali dell’esistenza, imparare a godere realmente delle piccole e grandi cose della vita può essere di grande aiuto nel vivere gli avvenimenti con maggiore equilibrio e forza interiore.
Sei andata a letto con tanti ragazzi, ma solo per provare dolore e umiliazioni: cosa può importarti di piangere davanti ad uno ‘sconosciuto’? Per quello ‘sconosciuto’ non sarai né la prima, né l’ultima che si comporta così, saprà cosa dirti, come consolarti, ti aiuterà ad uscire dal tunnel e poi… Per fortuna è uno ‘sconosciuto’ e quando ti sentirai meglio potrai tornartene alla tua vita, senza dover rendere conto delle tue scelte a nessuno, se non a te stessa. Non sciupare i tuoi diciassette anni !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

TROPPO CORTEGGIATA

gentile dottoressa volevo dirle che la mia ragazza viene sempre corteggiata, ci provano sempre lei è molto solare piace fare amicizia ma nn mi ha mai tradito mi dice sempre tutto. io dopo l'ennesima volta che ho sentito che un ragazzo ci ha provato sono andato incadescenza gli ho detto che nn doveva dare confidenza perchè gli uomini iniziano per l'amicizia per poi provarci....ma nn è che si
risolve cosi difatti lei si è scocciata di me sono pesante ha detto e nn mi ha perdonato ..cosa devo fare io la amo da morire nn voglio perderla
Gigi.


Caro Gigi,
Se la sua ragazza è molto solare, le piace fare amicizia ed essere corteggiata, come può pensare di poterle cambiare il carattere? Credo che una persona così potrebbe costringersi a subire delle continue auto-censure solo per motivi assolutamente inevitabili. Se lei l’ama da morire e non vuole perderla, cerchi piuttosto di cambiare carattere lei: sia meno geloso e pensi positivo: non è mica sempre vero il proverbio che dice che a pensare male ci si azzecca sempre !
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN PO' DI PACE

Ho visto sul sito un'intervista all'Avv. Bernardini de Pace, della quale ho letto il libro Separiamoci Insieme, vorrei avere qualche consiglio in merito al percorso che devo intraprendere per dare un pò di pace alla mia vita: ho sposato un uomo che si è rivelato insensibile alle questioni familiari, dispotico e per nulla comunicativo all'interno della casa (non così all'esterno dove ha una vita sociale e politica molto attiva).
Siamo sposati da 16 anni abbiamo due figli ed un lavoro, purtroppo, in comune (siamo due commercialisti).
Per quanto negli ultimi anni mi sono creata, per uscire da una profonda depressione diagnosticata e curata da specialisti, un'attività parallela continuo ad essere terribilmente bulimica e sempre malinconica perchè vorrei che le cose cambiassero, che mostrasse un pò più di rispetto per me, che anche soltanto mi parlasse di tanto in tanto o mi telefonasse (così come fa coni suoi amici) che pensasse a me ed ai ragazzi come una parte della sua vita e non, come sembrerebbe, un peso, un fastidioso contrattempo (non vuole mai portarmi fuori ma è sempre disponibile ad uscire con colleghi o camerati, non partecipa alle cene con miei amici nè si lamenterebbe se io non partecipassi alle sue cui mi degna di estendere l'invito, forse perchè tutti sono in famiglia, e non vuole essere infastidito da qualunque problema di vita quotidiana io gli ponga sempre pronto a decidere lui per tutti, se la cosa lo tange ovviamente, senza ascoltare ragioni di sorta e mortificando soprattutto il figlio maggiore (15 anni) che manifesta un forte disagio andando male a scuola, mentendo senza necessità e chiudendosi sempre più spesso in se stesso.
Vi chiederete cosa ci stia a fare ancora in questa melma! Non so dare risposta, forse paura di affrontare la piccola comunità in cui vivo, le questioni economiche in comune (due studi, il mutuo, crediti non riscossi da clienti di entità elevata), il tenore di vita alto che ho sempre condotto, la paura di essere considerata una guasta famiglie senza reali motivazioni, la paura di non essere capita dai miei figli e di procurargli un dolore profondo e permanente e, quindi, di arredare danno alla loro personalità in via di formazione.
L'unica conseguenza è che continuo a girare tra diversi analisti, ahimè, senza grandi conquiste, a danneggiare il mio fisico senza tregua ed a vivere la mia vita a metà senza vedere, anche in prospettiva lontana, una qualche soluzione di continuità.
Mi chiedo di aiutarmi a capire quali passi io possa e debba fare.
Corinne


Cara Corinne,

Forse si tratterà di banali errori di battitura, ma uno psicologo non può non notare anzitutto questi due vistosissimi lapsus in cui è incorsa: il primo, ‘arredare’ anziché ‘arrecare’. Mentre parlava dei problemi dei suoi figli e dopo aver specificato il tenore di vita nel quale vive, le è probabilmente venuto in mente che anche arredare un’altra casa, ricominciare tutto da capo, non deve essere cosa semplice… Il secondo, forse ancor più significativo, è quel ‘mi chiedo di aiutarmi’: lei sta facendo turismo psicologico da uno studio all’altro, ma a mio avviso è ancora talmente difesa che nessuna psicoterapia può avere effetto su di lei. Se si rivolge ad un collega, deve sceglierlo molto bene e poi fidarsi, lasciarsi andare, lasciarsi curare. A me sembra invece che la situazione in cui vive sia abbastanza triste per lei ma, anche per eccesso di realismo e concretezza, dovuti forse ad una deformazione professionale, lei è altrettanto convinta nell’intimo che la situazione sociale ed economica in cui vive va conservata, per vari motivi, con le unghie e con i denti. Meglio dunque ingoiare rospi ed imbavagliare quella disperata ricerca di aiuto e di affetto che la sua bulimia, per il momento, copre.
Spero di averle offerto qualche spunto di riflessione.
La lascio facendole i migliori auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

STORIA TRAVAGLIATA

Da circa 7 anni sto con un ragazzo ed è sempre stata una storia molto travagliata ma altrettanto si tratta un legame molto solido e forte.
Da qualche mese conviviamo, ma da un pò di tempo le cose non vanno bene. Il tutto è venuto da lui, sempre irascibile e poco propenso al dialogo; lui fondamentalmente non ha mai preso seriamente la convivenza. Poco tempo fa si è arrivati ad una rottura e da parte sua una non più convinzione del proseguimento della storia.
Dopo una breve pausa di riflessione in cui io mi sono allontanata da casa, ci siamo ricongiunti, con la promessa di arrivare presto ad una conclusione, parlando e stando insieme e sembrava che la cosa andasse bene e funzionasse sotto tutti gli aspetti. Abbiamo riscoperto amore e passione reciproco.
Fino a quando l'altro giorno lui mi ha confidato di avermi tradito sessualmente con un'altra, una scappatella, durante i giorni del mio ritorno a casa.
La cosa al momento mi ha sconvolta più che altro per il momento meno opportuno in cui accadeva.
Lui è pentito, si sente imbarazzato e sporco e non fa altro che chiedere scusa; non è mai successa una cosa del genere in passato.
Ora non so più cosa pensare o fare, sto impazzendo e la cosa mi sta iniziando a schifare più passa il tempo.
Cosa mi consiglia?
Serena '80


Cara Serena,

La capisco: è una brutta esperienza. Però, come vede, questo tradimento negli effetti pratici ha portato del bene nel vostro ménage, permettendovi di ritrovare amore e passione. Forse il suo ragazzo, tradendola, si è accorto del suo valore e si è riavvicinato con maggiore buona volontà a lei, cercando di rimettere insieme i cocci del vostro rapporto. In un rapporto di lunga durata queste ‘crisi’, dovute ai tradimenti come ad altre forme di incomprensione, sono cicliche: non creda alla favola del Principe Azzurro e al ‘vissero felici e contenti’… Quello che forse il suo ragazzo poteva fare, era tenersi il suo segreto ed assumersi le sue responsabilità, per ciò che aveva fatto, invece di venire da lei a piangere ed a scusarsi, per farsi perdonare. In ogni caso, se lei pensa che questa persona sia una persona valida, con la quale instaurare un rapporto serio e duraturo, si goda questo bel momento d’amore, guardi al futuro e pensi positivo; se lui, già ora, le sembra un uomo di scarso valore, incapace di amare davvero, un uomo che altre prenderebbero solo ‘a saldi’… Non ci pensi su due volte: il mondo è una vetrina di buone occasioni.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NATA NELL'EPOCA SBAGLIATA

Salve sono una ragazza di 26 anni e ho assolutamente bisogno di parlare con un esperto per chiedere il perchè di alcuni mei comportamenti.ho molti valori morali che mi impediscono di vivere la vita al meglio, e più vado avanti più mi chiudo in me stessa sotto il profilo sessuale.ho avuto solo una storia importante finita due anni fà e ho avuto rapporti sessuali solo con lui.premettendo che non ho più alcun interesse per questa persona ho provato ad uscire con altri ragazzi e qualcuno mi piaceva anche molto ma non riesco a vedere il sesso distaccato dall'amore possibilmente eterno non posso pensare di andare con una persona senza avere delle certezze su un futuro perchè questa idea mi fa stare male ho paura di soffrire perchè attribuisco all'atto sessuale un coronamento dell'amore!!
inoltre mi preoccupo molto di ciò che pensano gli altri per questo nella vita tendo sempre a comportarmi in modo corretto mettendo spesso da parte le mie esigenze per andare incontro a quelle degli altri.ho troppa paura di vivermi la vita sessuale senza certezze, sò che vivrei di sensi di colpa e di dolore anche dato dal fatto che nella società di oggi
questa chiusura mentale non è accettata e per questo automaticamente mi ritrovo sola.
Sò di essere una ragazza piacente ma il mio modo di essere non piace molto ai ragazzi di oggi con una mentalità sessuale molto aperta, ma la cosa più importante è che io non sono felice di essere cosi' perchè mi dico sempre che purtroppo sono nata nell'epoca sbagliata e che per poter vivere e farmi un futuro dovrei adeguarmi un pò di più ai tempi, farmi meno problemi ed essere più serena...ma non ci riesco proprio ci ho provato sono 2 anni che ci provo ma sono fatta cosi' e non penso che una persona a 26 anni possa cambiare i propri principi.
Sono molto confusa e disagiata per questo mio problema e vorrei sapere il parere di un esperto.
vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Annalisa.


Carissima Annalisa,

Non devi dolerti di essere nata nell'epoca sbagliata: ognuno di noi è unico e irripetibile e dunque è possibile che si senta diverso dagli altri.
Ma 'diverso' non è SEMPRE l'equivalente di 'sbagliato', sai?
La materialità dei rapporti che condiziona la nostra epoca, il fast-food del sesso, inteso come consumazione con 'vuoti a perdere' non è poi questa gran cosa: dunque, piuttosto che cercare a tutti i costi l'omologazione con gli altri, ti consiglio di valorizzare le tue qualità e le tue potenzialità: non credere di essere l'unica su questa terra a pensarla così. Sono sicura anzi che i nostri lettori mi aiuteranno a farti capire che sei 'giusta' anche tu, così come sei e che non ti devi disprezzare solamente perché senti di avere dei valori e fra questi ci metti l'amore.
C'è una cosa che potresti fare tuttavia, per stare meglio in mezzo agli altri ed è imparare a vivere questa tua 'diversità' con maggiore leggerezza: insomma, un po' di auto-ironia ti aiuterebbe a non farne un dramma. E' solo, come dice la canzone, 'questione di feeling'...
Ciao, coraggio!
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO GAY

Mi chiamo Donnie ho 20 anni e sono gay e single da quasi 2 anni. da quando la mia ultima storia è finita non sono più riuscito a vedere niente di buono in nessun uomo o almeno in nessun omosessuale. Sono sempre stato dichiarato ed uno dei problemi maggiori della mia ultima storia è stato proprio questo perchè l’altro era completamente il mio opposto, ho avuto sempre problemi a rapportarmi con gli altri gay,non mi piacciono gli ambienti,non riesco ad avere amici gay, tutte le volte o uno piace all’altro o comunque si tende alla falsità. Ho molti amici eterosessuali che sanno di me tranquillamente e amiche veramente care ma amici gay no. In tutto questo sorge il problema che non riesco a conoscere una persona e quando succede mi delude subito, sono
diventato insofferente e mi stanco subito. Naturalmente non è che illudo l’altro, non ci vado a letto, dall’ultimo rapporto con il mio ex non ne ho + avuti. Ho impiegato le mie energie e il mio tempo sul lavoro/studio e per carità mi sento soddisfatto, ma ho pur sempre 20 anni non posso avere questo blocco così irremovibile? spero in un suo consiglio Donnie

Carissimo Donnie,

Non vorrei sembrarti troppo banale, ma la prima domanda che mi pongo, dopo aver letto la tua lettera è la seguente: ma sei sicuro di essere gay? Del resto, in età adolescenziale, è abbastanza frequente che possano venire dei dubbi sulla propria identità di genere, o magari si è spinti in una direzione, o nell’altra grazie all’incontro ‘fatale’ con una persona che aveva particolare carisma, o sex appeal. Ti consiglierei di rivolgerti aduno psicologo, che ti aiuti a capirti meglio nel profondo. Potresti ad esempio scoprire di non essere gay, ma eterosessuale con fantasie erotiche di tipo ‘omo’ e tanto altro ancora.
Ti saluto e ti faccio tanti auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PORNOGRAFIA

Ho 24 anni e da 4 sto con un uomo molto piu grande di me. La nostra relazione potrebbe essere buona se io non tormentassi me e lui con alcune idee ossessive che negli ultimi anni non mi danno pace nè giorno nè notte. Il mio pensiero fisso è la pornografia. Non so perchè sia terrorizzata dal fatto che lui possa avvicinarsi a questo tipo di materiale, in realtà solo l'idea che possa ammirare un nudo di donna mi fa tremare e stare male. Così ho incominciato a controllare ogni sua azione, le sue mail, il tempo che trascorre al pc chiedendogli in continuazione cosa vede. Non credo a quello che mi dice, sono ormai convinta che mi menta su tutto per non subire i miei rimproveri. La mia gelosia,soprattutto quella virtuale,e la convinzione della sua disonestà mi stanno rovinando la
vita. Sento come se ci fosse un mostro in me che vien fuori in certi momenti,accusando e gridando,per scoprire qualcosa che neanche io so, Non riesco a controllarmi ma dopo mi sento in colpa verso di lui ed è peggio.Tra l'altro la situazione è peggiorata dalle sue condizioni di salute non ottimali, e sono consapevole che simIli stress lo uccidono. Non so piu che fare,mi ero rivolta anche ad uno specialista ma economicamente non posso sostenere la spesa. Sentirmi dire dopo ogni mia crisi che lo voglio morto peggiora la cosa, mi sento la sua vittima ed insieme il suo carnefice, La cosa mi mortifica e provoca in me un senso di rancore verso lui e odio verso me stessa. Continuamente gli ripeto che è un malato sessuale...ma lo dico anche per una normale ed inevitabile battuta tra colleghi di ufficio!In intimità è molto dolce,ma ormai io mi chiudo a guscio. Non voglio uccidere questa relazione,ma soprattutto non voglio più provare questo senso di angoscia profonda. Mi ha tolto ogni gioia di vivere.Grazie per l'eventuale risposta.
Sara


Cara Sara,

A mio avviso stai vivendo un periodo di forte ansia, ma probabilmente per motivi diversi da quelli che hai qui esposto. Infatti, da come appare la tua situazione, tu non sembri più interessata ad avere rapporti sessuali con quest’uomo, di questo ti senti in colpa e dunque temi che lui ti possa tradire, anche se in modo virtuale. La conferma della consultazione da parte sua di materiale erotico verrebbe dunque a rinforzare i tuoi sensi di colpa. Quando poi, data la situazione di stress, fai le tue scenate, per esprimere la tua rabbia, lui sta male, ti dice che lo fai morire ed i tuoi sensi di colpa nei suoi confronti dilagano, non riesci più a contenerli. A mio parere dovresti chiederti con sincerità: mi interessa ancora avere relazioni sessuali con quest’uomo? E da lì ragionare per capire, nella vostra relazione, dove finisce la tua libertà e dove comincia la sua.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


APPETITO SESSUALE

Ho 29 anni e sto con un mio coetaneo da un anno, conviviamo da quattro mesi ed io sono molto innamorata di lui, da qualche tempo l'appetito sessuale si è un pò attenuato, io non lo cerco per fare l'amore e quando lo fa lui mi da fastidio, a volte lo facciamo anche se non tutti i giorni, come lui vorrebbe, e lì non mi dispiace, però avverto che c'è qualcosa di non naturale... premetto che fisicamente non mi ha mai eccitato più del dovuto, in lui è la personalità ad attirarmi e a farmi sentire sicura e protetta...la mia storia precedente ha lasciato un segno negativo, stavo con una persona più immatura ed instabile, era una storia molto forte dal punto di vista sessuale,
conclusasi molto male, dopo un aborto...spero mi possa consigliare...
Lety


Cara Lety,

Il fatto è che tu hai scelto questa persona come marito e non come tuo protettore. Bisognerebbe, nello scegliersi un compagno per la vita, cercare di soddisfare entrambe le necessità, anche se mi rendo conto che non è una cosa facile. Per guardare le cose con maggiore ottimismo tuttavia, vorrei aggiungere che più o meno tutte le coppie, dopo un certo periodo di tempo che stanno insieme, arrivano a questo calo del desiderio, anche se fra loro la passione sessuale era stata intensa. Che fare, dunque? Il consiglio è quello di impegnare la mente su tutto quello che riguarda il sesso per almeno un’ora al giorno: prova a curare di più il tuo aspetto, gioca con l’arte della seduzione, leggi qualche libro o guarda qualche film un po’ erotico e così via. Agli uomini certi pensieri vengono più naturali, le donne invece devono aiutarsi un po’…
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNIVERSITA’

sno iscritto al primo anno di università e come tutte le matricole mi trovo in quella prima fase dove, finito l'entusiasmo iniziale, mi trovo a fronteggiare la realtà universitaria : Organizzarsi da soli lo studio, senza direttive precise come accadeva alle scuole superiori.
Putroppo però questo non è l'unico problema che mi affligge, è da un mesetto a questa parte che non riesco a trovare la giusta carica/fiducia per andare avanti.
Mi sento completamente sfiduciato, leggo e capisco, ma non riesco a memorizzare e concentrarmi e questo mi causa enorme stress benchè studio materie che mi piacciono.
Mi chiedo se la causa di tutto ciò è dovuta alla mia difficile situazione familiare, che mi genera uno stress quasi continuo, o è semplicemente un fatto personale.
Che tecniche posso adottare per superarlo? sto cercando di studiare in gruppo ma sento che il problema è proprio mio, non riesco a rilassarmi...
Inoltre volevo chiedere, questa continua situazione di stress familiare, in che modo può incidere su me? Io cerco di stare il meno possibile a casa, di estraniarmi, ma di certo non si è mai estranei al 100%...
In particolare nella mia situazione mia madre e mio fratello soffrono di problemi psichici che li portano a squilibri dell'umore, si scontrano, litigano spesso, in questo modo la casa si trasforma da un piacere ad un'inferno di tensioni . La cosa va avanti da molto, circa 5-6 anni, come mi
converrebbe comportarmi?
Spero possiate aiutarmi visto che non è facile trovare qualcuno che possa capire queste situazioni
Saluti, Raffaele


Caro Raffaele,
Certamente una situazione familiare di questo tipo non è il massimo per aiutare la concentrazione nello studio. Tuttavia a volte sono proprio i nostri lati deboli, le nostre carenze, percepite o reali, che ci inducono ad un comportamento motivato: lei deve al più presto rendersi autonomo da questa famiglia e dunque guardi allo studio come se fosse il suo talismano della felicità. Infatti, concentrandosi al massimo, cercando di finire gli esami al più presto, lei potrà finalmente andarsene di casa e trovare un po’ di serenità. Cerchi di darsi degli obiettivi intermedi. Ogni 100 pagine di studio si conceda un piccolo premio di incoraggiamento, ad ogni esame superato un premio più grande. E poi si sbrighi, coraggio, è ora di cercare la propria strada!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MANCANZA DI SESSO

ho una relazione stabile, seria, matura e sentimentalmente appagante da un anno e mezzo circa con un uomo di quasi 10 anni più grande di me.ci vogliamo molto bene e da qualche mese abbiamo anche deciso di convivere. ma abbiamo un problema: la mancanza di sesso. sin da quando ci siamo conosciuti c'è stato un forte impatto fisico ma nel letto non siamo mai riusciti ad avere un vero rapporto, un amplesso vero. ci eccitiamo, lui mi penetra ma dopo pochissimi minuti l'erezione svanisce e l'orgasmo viene raggiunto solo con la masturbazione. ci siamo rivolti ad una sessuologa con un effetto drammatico: in modo squisitamente accademico ci ha prescritto degli esercizi sessuali (carezze a lume di candela), nei quali, francamente, non abbiamo creduto e pertanto ha pensato bene di convincerci che il nostro vero problema era di tipo relazionale, che la nostra impossibilità di stabilire un'intimità amorosa derivava dagli inconsci conflitti caratteriali che governavano il nostro rapporto. Conclusione: siamo ancora insieme e siamo ancora più convinti delle nostre affinità elettive. il problema sessuale però rimane, così come rimane la forte attrazione fisica ed il desiderio enorme di fare l'amore. dopo gli ultimi tentativi (l'ultimo proprio ieri sera) lui mi ha detto che non c'è niente da fare, che fare l'amore con me è complicato, che non viene naturale e che siamo incompatibili addirittura sotto il profilo anatomico. io, d'altro canto, sono determinata a risolvere l'empasse perchè non credo che l'incompatibilità, per quanto condizionante, possa impedire la penetrazione. Ho bisogno di sapere in che modo agire, se rivolgermi nuovamente ad un sessuologo (stavolta di sesso maschile) possa avere un qualche esito, se c'è un modo per uscire da questa oscura camera psicologica che non ci permette di lasciarci andare quando siamo l'uno nelle braccia dell'altro. aiuto.
Daria


Cara Daria,

Leggendo la sua lettera mi sono venute tante risposte da darle, ognuna diversa dall’altra. Cominciamo dalla prima: se si va da un sessuologo, bisogna fidarsi di ciò che fa e dice, altrimenti è meglio non andare. Infatti, un sessuologo non è un astrologo o un cartomante che vi guarda negli occhi e poi vi dice quello che avete e quale sarà il vostro futuro. Occorre provare, sperimentare, vedere ciò che funziona e ciò che non funziona. Inoltre, non sempre ciò che il sessuologo dice è quello che effettivamente pensa: vi sono delle terapie che richiedono determinate prescrizioni per far ‘sbloccare’ le persone, per motivarle ad agire in un certo modo, anche se non lo sanno e non lo capiscono, perché non hanno una formazione teorica specialistica. Dunque: scegliere bene e poi fidarsi e continuare. Secondo: la sessualità appagante non è nella penetrazione, ma nel piacere, comunque raggiunto. Raggiungete l’orgasmo, vi sentite complici l’uno dell’altro mentre vi accarezzate? Già questo dovrebbe farvi sentire ‘normali’. Non fate della penetrazione il vostro incubo, anzi, per un po’ non tentatela più ed invece provate a cercare nuovi stimoli erogeni in altre parti del corpo. Uscite dal luogo comune che il piacere lo si raggiunge sempre insieme e sempre nella penetrazione: leggete dei libri sull’argomento, ad esempio la Kaplan, e scoprirete che l’uomo e la donna hanno un identico organo sessuale (altro che ‘incompatibilità!): il cervello.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

DOVE ABITO IO

Ho 37 anni, lei 32, da tre mesi stiamo insieme, siamo molto innamorati, per meglio spiegare la nostra situazione preciso che ci siamo conosciuti nell'ambiente di lavoro (io consulente presso l'azienda dove lei lavora): premetto che attualmente io vivo a casa dei miei e lei a casa dei suoi, il prossimo anno è probabile che l'azienda si sposterà dall'attuale sede che si trova a metà strada da dove abito io e da dove abita lei alla città dove abito io, naturalmente io ero convinto che in proiezione lei si sarebbe trasferita
per poter andare a vivere insieme nella mia città, qui sorge il problema: lei non vuole spostarsi dalla piccola cittadina dove vivono i suoi genitori, a cui lei è molto attaccata (tra l'altro da poco sua madre è stata sottoposta a intervento chirurgico al seno per tumore benigno), quindi non se la sente di trasferirsi, dall'altra io sono figlio unico (come lei),ma con i genitori più anziani (77 e 74), per i quali trovarsi il figlio a 80 km di distanza sarebbe
difficile da accettare, visto che hanno solo me.Ora la mia fidanzata mi chiede di trovare una soluzione e io non so cosa fare; volevo farle capire che se venisse a vivere nella grande città sia io che lei non avremmo problemi di pendolarismo (specialmente per me, visto che lei vuole trovarsi lavoro nei dintorni dei Suoi) e in proiezione nemmeno per i nostri figli (un giorno che volessero andare all'università), senza contare maggiori chances per la professione;le ho chiesto se i suoi erano disposti a trasferirsi, visto che sono più "giovani"(sessantenni), ma loro non ne vogliono sapere.
Cosa posso fare?
In attesa di una sua risposta la ringrazio per l'attenzione e rinnovo gli auguri per un felice anno nuovo
Luca


Gentile Luca,
A mio parere i motivi che lei esprime per giustificare il trasferimento della sua ragazza e addirittura della famiglia di lei nella sua città non sono i motivi reali che la spingono a voler realizzare questo piano. Ad esempio lei pensa già all’università che faranno i vostri figli (i quali fra venti anni magari andranno a studiare in America, o forse in Cina, e non si chiede a chi potreste affidare il vostro piccolo bebé quando, pochi mesi dopo la nascita, vi troverete entrambi a lavorare tutto il giorno. Inoltre, se siete figli unici entrambi, non vi è, fra voi, uno che ha più diritto ed uno che ne ha meno diritto a stare vicino ai genitori, a prescindere dalla età che questi hanno. Infatti anche i genitori della sua ragazza a breve saranno anziani come i suoi oggi - e non credo sia nelle vostre intenzioni vivere prima in una città, per assistere i propri genitori anziani, per poi spostarsi nell’altra ed assistere i suoceri…Giusto?).
Se le cose stanno così, si tratta piuttosto di affrontare il primo, vero, grande problema che riguarda la vostra vita di coppia: in genere, per risolvere questi conflitti bisogna prima di tutto ascoltare le ragioni dell’altro, cercare di comprenderle, mettendosi empaticamente nei suoi panni; dopo di che occorre anche cercare di capire quali sono i propri veri desideri ed aspirazioni e trovare un compromesso. Il vostro primo, importante, compromesso.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN AMORE INATTESO

Carissima dottoressa, sono una ragazza di 35 anni sposata, abito a Firenze, e ho una bimba di 7 anni. Da un paio di mesi non riesco a capire cosa mi succeda: mi sto innamorando sempre di più di un amico che conosco da anni e x il quale non avevo mai provato attrazione ma solo sentimenti di pura amicizia essendo anche sposato con una mia amica. In questo momento sia il suo matrimonio che il mio sono un pò in crisi, per quanto riguarda me non provo più molta attrazione x mio marito anche se gli voglio molto bene. Da un pò di tempo vedo anche questo amico cambiato verso di me, quando ci incontriamo e parliamo lo vedo spesso emozionato, spesso mi osserva quando io non lo vedo ecc... Ci parliamo poco quando stiamo fra amici, ma molto via mail. So che non posso continuare a pensare a lui, ma non ci riesco, mi piacerebbe capire se anche lui prova per me le stesse cose, come posso fare? Lui spesso mi scrive di sè ci confidiamo, lo
sento vicino, anche se sembra non volersi spingere oltre mentre invece io vorrei....Che mi sta succedendo?? Come fare??? Grazie
Lina

Cara Lina,
La prego, non si metta nei guai. Ciò che le sta accadendo è l’innamoramento per una persona sbagliata, perché il suo è più un bisogno d’amore in senso lato, che non un bisogno d’amare quest’uomo. Quando si vive un rapporto di coppia duraturo, questi alti e bassi possono capitare, così come le momentanee attrazioni verso altre persone.
Dunque, non le sta capitando assolutamente nulla di speciale, solo una piccola crisi con suo marito che servirà a farle capire come cercare di cambiare le cose tra di voi, per far tornare la passione e l’interesse reciproco. Cominciando questa relazione con il marito della sua amica, che conosce e frequenta anche suo marito (e con lei che conoscerà sicuramente la moglie di lui), vi mettereste in una situazione difficile e controproducente per entrambi. Non è infatti escluso che, quando la bolla di sapone creata dalla reciproca attrazione scoppierà, vi ritroverete entrambi con le famiglie distrutte e vi chiederete se davvero ne valeva la pena… Cerchi di guardare oltre, molto oltre, la porta di casa e soprattutto, faccia lei per prima a suo marito ciò che vorrebbe lui facesse a lei (un regalo? una poesia? Una sorpresa? Un rapporto sessuale più ‘pepato’?)
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO STATA LASCIATA

Le scrivo per questo motivo:sono stata lasciata da un paio di settimane dal mio ragazzo dopo 2 anni di cui 7 mesi di convivenza.Lui dice di provare odio nei miei confronti e nulla'ltro da quando circa piu' di un mese fa ho deciso di interrompere una gravidanza;Pur avendo manifestato sin dall'inizio il suo dissenso ,col passare dei gg sembrava aver accettato la mia triste e sofferta decisione standomi accanto sino alla fine.Una settiamana dopo l''intervento scoppio':confessandomi che i suoi sentimenti erano cambiati l'amore che provava per me si era trasformato in odio , che gli avevo rovinato la vita , che non si sentiva piu' la stessa persona e da quel giorno in poi manifesto'comportamenti sempre piu' strani: evitandomi in ogni senso e cercando di starmi il piu' lontano possibile, alternando momenti di nervosismo e rabbia ad eccessiva euforia; sino a quando decise di lasciare me e la casa.Oltre l'eccessiva pressione da parte della sua famiglia, che non ha , da quanto da lui riferito ,accettato positivamente la mia decisione , puo' aver influito il fatto che un anno fa circa si è sottoposto ad un intervento al varicocele per problemi dovuti anche a eventuale infertilità? Puo' questa mia decisione aver scombussolato il suo equilibrio psichico?....c'e' una lieve speranza che possa ritornare in se'? Io sono quindi annientata dai sensi di colpa ,e delusa dal suo incomprensibile comportamento.
grazie
marana


Cara Marana,
In questa storia si sente suonare solo una campana: la sua. Infatti, vi sono tanti altri particolari importanti che lei non menziona e che invece, a mio parere, potrebbero essere importanti per capire meglio cosa sia realmente accaduto. Anzitutto non è chiaro se questa gravidanza sia stata voluta o sia capitata ‘per errore’, non è chiaro se lei aveva motivi seri per interromperla (lavoro, studio, malattie, insicurezza economica ecc.), o se sia stato per qualche motivo più superficiale, facilmente superabile. Bisognerebbe anche capire che tipo di persona è lui, quanto è legato alla famiglia, alla tradizione, alla religione…
Fatte queste necessarie premesse, è certamente possibile che lui (e la sua famiglia) siano molto in ansia per quanto riguarda la procreazione, a causa di questo varicocele del suo ex ragazzo e che, lui ed i suoi, non le abbiano perdonato di aver fatto svanire in un momento quel desiderio di paternità, che toglieva loro ansia e paura e li riconfermava nella sua/loro autostima e ‘normalità’.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


UN PERIODO DIFFICILE

io e mia moglie stiamo vivendo il periodo più difficile della nostra vita di coppia e non so come ne usciremo. Conviviamo da 14 anni e siamo sposati da 9; abbiamo 2 figli di 8 e 6 anni. Fino a circa 5 anni fa le cose tra noi andavano bene, ma poi, piano piano, inizialmente senza che io me ne rendessi conto e affrontassi i problemi per tempo, la crisi è diventata sempre più profonda e ora incombe il rischio della separazione. Dall’analisi che sto facendo ora dei fatti accaduti e del nostro rapporto di coppia mi sento di affermare che, da parte mia, c’è stata l’incapacità di coltivare il nostro rapporto sentimentale in relazione ai nuovi eventi della vita: nascita del primo e poi del secondo figlio, con relativa assunzione di nuove responsabilità genitoriali; il peso (vero o presunto) di nuove responsabilità di carattere economico/professionale (mia moglie lasciò un lavoro dipendente per mettersi in proprio in concomitanza con questi importanti cambiamenti) e conseguente maggiore stress sul mio lavoro (anch’io sono un libero professionista); grande impegno per la costruzione della nostra casa e successivo trasloco. Credo di essere stato inconsapevolmente schiacciato dalle responsabilità che mi ero assunto, il che mi ha portato a essere distante dalla famiglia, immerso nelle preoccupazioni, a sentirmi non compreso e apprezzato per quello che stavo facendo. Allo stesso tempo, mia moglie si sentiva abbandonata da me, non sentiva la mia presenza in ambito familiare, mi vedeva chiuso in me stesso. Lei ha cercato di parlarmi di queste cose, di dialogare, ma io mi sono chiuso, non sono riuscito ad ascoltarla, a liberarmi dal peso eccessivo e in parte ingiustificato delle mie responsabilità (quando lei mi parlava io mi sentivo attaccato e
colpevolizzato). La nostra distanza andava aumentando e la nostra vita sessuale ne risentì molto negativamente, il che probabilmente causò in me ulteriori motivi di risentimento.
(Omissis)
Sto (stiamo) facendo le cose giuste?
Pietro


Se siete tornati a fare la terapia di coppia state sicuramente facendo la cosa giusta: del resto la vostra relazione ed i vostri sentimenti hanno subito duri attacchi a causa di tutti questi cambiamenti intervenuti (nascita dei figli, trasloco, lavoro, mancanza di tempo, distacco emotivo, sentimenti negativi covati a lungo in segreto, che vi hanno portato a diventare estranei…). Direi che, a questo punto, in cui il dialogo si è spento e la crisi incombe, non c’è assolutamente niente altro da fare che affidarvi ad un buon terapeuta che vi aiuti anzitutto a spiegarvi, poi a comprendervi e poi a ritrovare nel/nella partner ciò che vi ha unito, anziché ciò che attualmente vi divide.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona


UNA GIOVANE TIMIDA

Sono una giovane e timida ragazza che non riesce ad accettarsi, a stare bene con se stessa, a non temere il giudizio degli altri, ma soprattutto il loro rifiuto. Cerco in tutti i modi di mascherare questa mia "debolezza", ma con risultati non sempre soddisfacenti....a furia di coprire la mia timidezza, non so piu'chi sono e quale delle tante maschere che mi sono creata mi assomiglia di piu'...non so distinguere i miei pregi e i miei difetti perchè mi sono
accorta che a seconda delle situazioni sociali in cui mi trovo mi comporto in maniera diversa...mi spiego meglio. Se sto con i miei, con i quali ho un rapporto abbastanza burrascoso, do' l'immagine della dura, di quella che ha tante ambizioni(questa cosa almeno è vera) che non ha debolezze e che sa gia cosa vuole della vita e che puo' fare a meno di loro....se sono con gli amici invece sono simpatica, disponibile, scherzosa e a volte con le amiche anche un po' stupidella...se sto con persone piu' colte cerco di dare l'immagine della ragazza dinamica, intraprendente e intelligiente, e mi sento a disagio se conosco qualcuno piu' ambizioso di me, perchè mi sento inferiore, e questo mi fa stare male con gli altri, ma soprattutto con me stessa. Ho riflettuto a lungo su queste cose e sono arrivata alla conclusione che io SONO COSI ed è bene che io mi accetti cosi...ma proprio non ci riesco. Ho tante insicurezze, che tra l'altro si ripercuotono anche in situazioni pratiche: per esempio, tra qualche giorno dovrò fare un colloquio di lavoro, e già penso "e se venissi scartata? e se loro si accorgerebbero di questa mia debolezza e non mi assumerebbero?" allora cio mette in atto in me un processo che mi porta a creare delle protesi, delle maschere...quache tempo fa lessi un libro sulla timidezza, che diceva che l'unica cosa da fare è prendersi cura della propria timidezza, accettarsi cosi come si è e basta...ma quindi mi devo rassegnare? Ma poi ho pensato che forse la via giusta da prendere è proprio questa, che se finalmente riuscissi ad accettarmi cosi come sono, con i miei limiti…
La ringrazio fin da ora per una sua eventuale risposta
Lucia

Cara Lucia,
Le cose che mi racconti sono le cose che più o meno sento tutti i giorni quando ricevo un paziente in studio: sento questi discorsi da giovani e anziani, da uomini e donne, da colti e meno colti, da persone poco considerate socialmente e da persone che, agli occhi degli altri, sono delle persone di successo, molto sicure di sé.
E allora, dirai tu? E allora, credo che sia proprio della natura umana questo sentimento di carenza, questa insoddisfazione, questo voler essere sempre migliori, perfetti, non criticabili. Purtroppo questi sono ideali difficili da realizzare: non siamo sempre al massimo della forma e non possiamo piacere a tutti. Saper indossare delle maschere non è un limite, ma un’abilità, che serve ad avere un migliore inserimento sociale e dunque un maggior successo personale. Pensa se fossi sempre ‘te stessa’: diresti a tutti ciò che pensi dentro di te… Chi ti darebbe più un lavoro? Chi ti accorderebbe la sua amicizia?
Che poi si stia meglio senza indossare maschere, con le persone che veramente si amano e si apprezzano e dalle quali ci si sente ricambiati è un altro ragionamento…Ma io questa soluzione in tasca non ce l’ho: prova a consolarti con quanto ti ho detto prima.
Cari saluti.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA STORIA “SERIA”

ho un problema che vorrei esporle, in quanto non mi da pace. Ho 17 anni, da 4mesi sto con un ragazzo fantastico.. in tutti i sensi! Pur avendo avuto tanti ragazzi, lui è il primo con cui sono riuscita ad avere una storia "seria" ad affezionarmene davvero.. e a innamorarmi. Inizialmente le cose tra noi andavano alla grande... ma ora non piu. Mi considerano tutti una bella ragazza, e in parecchi si fanno avanti... a lui questo non va giu.
E' sempre stato geloso,ma ora esagera. Mi impedisce di mettere certi vestiti, di uscire senza di lui, e via dicendo... e io non ce la faccio più! Passiamo tutte le giornate rinchiusi in camera mia, lui non vuole uscire perché anke solo se saluto un ragazzo ke incontro per strada lui sta male.. e piange!!
piange tutti i giorni.. ma non nel senso ke gli scende qualche lacrima,piange proprio.. Se gli dico non essere geloso mi dice "scusa eh se ti amo!!!" e poi piange ancora di piu..
Lui ha sofferto tanto nella sua vita, i genitori sono divorziati e a lui questo non va giu.. dice che vuole sposarmi, e questo era anche il mio sogno ma io sento che sto diventando matta..e non sn piu
sicura di volerlo! Lui fino a poco tempo fapoi, si faceva le canne.. e se ne faceva tante!da quando sta con me io ci provo a farlo smettere, lui mi dice che non se le fa quasi piu ma non so se credergli.. ieri pomeriggio abbiamo litigato (tanto x cambiare), lui ha pianto e ha un certo punto gli si è quasi paralizzata una mano, e il respiro sembrava non averlo piu..
io lo so ke sta male e non so piu come fare m aiuti per favore.


Cara Teresa,
Il tuo ragazzo avrebbe bisogno di un aiuto e questo aiuto deve arrivare dall’esterno, per cui non giocare nemmeno per scherzo a fare la sua psicologa.
Chi ama davvero vuole il bene della persona amata: mi sembra invece che lui, che forse si sente già un fallito, tragga le sue sicurezze solo dall’averti messo in gabbia.
Se puoi, parlane con i tuoi genitori; in ogni caso questo rapporto non mi sembra nato sotto una buona stella. Sei molto giovane ed il mondo è pieno di ragazzi che NON si fanno le canne, NON piangono continuamente come damine del settecento, NON fanno scenate di gelosia.
Dunque?
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

QUALCOSA LO FRENA

Le scrivo perché sto vivendo una situazione insostenibile che non riesco più a gestire. Sono ormai mesi che è nata un'amicizia bellissima con un ragazzo, tutto filava liscio fin quando non mi sono resa conto di provare attrazione nei suoi riguardi.
Mese dopo mese il rapporto tra noi si è fatto sempre più intenso, al punto da stare sempre insieme e ad arrivare ad una situazione ambigua per entrambi. Credo che da parte sua ci sia una certa attrazione, ma ho come l'impressione
che ci sia qualcosa che lo freni. Infatti di recente mi ha confermato che,probabilmente, se non teneva a me
sarebbe già successo qualcosa tra di noi,in quanto lui è sempre stato abituato ad avere rapporti poco seri e impegnativi, cosa che, a sua detta, al momento non gli va più a genio.
Il punto è che non ho il coraggio di affrontarlo come dovrei, ho paura che se non va come voglio il rapporto tra di noi degeneri sempre di più.Che idea si è fatta della situazione? Come mi devo comportare?
Mirta


Gentile Mirta,
L’idea che mi sono fatto non è, ovviamente, quella che lui si senta frenato perché ha intenzioni serie con lei e dunque, come si diceva una volta, ‘la rispetta’.
Non saprei dire cosa lo frena, ma penso piuttosto a qualche sua incertezza che gli impedisce di assumersi le responsabilità di un rapporto che potrebbe diventare troppo serio, oppure qualche sopraggiunta insicurezza in ambito sessuale.
Direi che non c’è niente di particolare da fare: state vicini e vedrà che, prima o poi, la chimica prenderà il posto della ragione.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona

STABILIRE IL GENERE

Ho una domanda da porle: è possibile definire esattamente se una persona è omosessuale, bisessuale o transessuale, oppure sono delle definizioni moltopersonali, che variano a seconda del soggetto?
Mi spiego meglio: se un bambino, da piccolo, gioca con le bambole, è attirato dai gioielli e scarpe col tacco e non riesce a socializzare molto con gli altri bambini che fanno attività nettamente più maschili, da grande sarà
automaticamente gay e/o trans oppure è una faccenda molto più complessa?
La ringrazio anticipatamente,
Elisabetta


Cara Elisabetta.
Beh, certamente è una faccenda molto più complessa. Tuttavia, se un bambino non riesce a socializzare con altri bambini della sua età, non ha giochi in comune con loro e l’unica cosa che sembra interessarlo sono gli abiti femminili, in cui gioca a rappresentarsi come una donna adulta e seducente, sicuramente ci sono delle possibilità che il ragazzo senta di avere una identità sessuale ancora poco definita e che sia alla ricerca di sé stesso/a.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona


LA SBORNIA DA INNAMORAMENTO

Salve, le scrivo per chiederle perchè, secondo lei, ad un certo punto di una relazione profonda e appagante nata 2 anni fa, una persona può iniziare a pensare di non amare più il partner. molti mi dicono che la sbornia da innamoramento passa e restano i sentimenti. ammetto che ci sono state difficoltà, dovute alla lontananza (lui studia a M., ma viviamo a V.), ma pensavo che questo nn potesse minare i sentimenti. ora che questo problema è
emerso si è sommato ad altri. Ho rivisto un mio ex di 6 anni fa (storia finita male), e ora il suo pensiero mi assilla, come se provassi ancora qualcosa che nn c'è in realtà: nn l'ho più considerato come parte della mia vita.
effettivamente nessun sentimento mi lega a lui attualmente. è solo una mia sega mentale, molto disturbante. oltre a questo si somma la paura di non amare più il mio ragazzo, anche se non darei una spiegazione plausibile alla fine del nostro rapporto, perchè io voglio stare con lui, lo sento quando siamo sull'orlo della rottura, della decisione del distacco. sono lacerata da mille domande, e anche quando mi do delle risposte positive che mi fanno stare bene, le domande si ripropongono e fanno vacillare le mie certezze. cosa mi sta succedendo secondo lei? non voglio finire la mia storia con il mio ragazzo finchè non smetterò di provare sentimenti per lui. spero mai. cordiali saluti,
conto su una risposta.

ps. ultimamente sono assalita dal panico quando guardo una bambina e penso di essere pedofila e quando guardo una ragazza e penso di essere lesbica. qual'è il problema in me??? queste ultime cose mi lasciano sconcertata.

C.


Gentile C.,

La prima cosa che mi viene in mente è che lei sia un po’ troppo ansiosa, visto che basta un pensiero disturbante a farle perdere le sue certezze. Il fatto è che la vita è un processo dinamico, nel quale anche le cose e le persone che rappresentano le nostre certezze più assolute sono, nella realtà, continuamente ‘traballanti’ e alla ricerca di sempre nuovi equilibri. L’amore intenso e assoluto è un sentimento che si prova nei primi mesi, a volte anni, dell’innamoramento, quando l’amore è nel suo ‘stato nascente’; poi si tolgono gli occhiali rosa dell’amore e si comincia a guardare alla realtà sotto un’altra luce, un’altra prospettiva. La persona amata ne esce ‘umanizzata’ e la si vede per la prima volta così come è: con i suoi tanti pregi, ma anche con i suoi difetti, o con i suoi limiti.
A quanto pare, uno dei limiti che il suo ragazzo presenta è quello di imporle, anche indirettamente, una condotta sessuale esclusiva, che lei a livello non del tutto consapevole sente come una insopportabile catena. Forse dentro di sé avrebbe voglia di sperimentare, di scoprire, di provare, ma tende a reprimere queste sue fantasie, ritenendole inaccettabili. Questa continua rimozione però fa si che esse si ripresentino a lei con rinnovata energia e frequenza. Per uscire da questo circolo vizioso la cosa da fare non è chiudere la porta in faccia alle fantasie, ma accoglierle, analizzarle, magari con l’aiuto di un terapeuta, e cercare di trovare, nella realtà, uno stile di vita che tenga conto sia del suo desiderio di legami profondi, sia della sua curiosità per la vita.
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona

CALO DEL DESIDERIO

Convivo da circa 6 anni, ho due bimbe di 3 anni e 18 mesi, lavoro a tempo pieno in una ditta nostra, prendo la pillola, e dalla nascita delle bimbe non ho più desiderio sessuale. Sforzandomi riuscivamo ad avere rapporti circa ogni 15
giorni. Ora è da un mese che non ce la faccio più: sono stanca e non mi passa proprio per la testa. Amo mio marito non ci sono problemi tra di noi se non tensione a causa della stanchezza e delle responsabilità lavorative. Può essere
la pillola? (la prendo da qualche mese: ginoden) Può essere forse la stanchezza? Che fare? Mi sforzo ma provo anche molto dolore. Attendo una risposta. Grazie L.


Cara L.,

Credo che più della pillola e più della stanchezza svolgano un ruolo, nel vostro rapporto, le preoccupazioni ed i problemi che, giorno dopo giorno, vi vedono vicini nella vostra ditta e che vi stanno trasformando da ‘amanti’ a semplici ‘soci’. La cosa da fare dunque è cercare di sforzarsi, non tanto alla produzione di numerosi quanto insoddisfacenti rapporti sessuali, ma nel ritrovare la complicità che c’era prima, la voglia di stare insieme per divertirsi, per fare delle cose che vi piacciano e vi uniscano. Dovrete cercare di non parlare più di famiglia o di lavoro, ma di voi, dei vostri desideri, del vostro tempo libero, del vostro benessere. Se non ce la fate da soli, iniziate una terapia di coppia.
Cari saluti.
Dr.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN BRUTTO PERIODO

Gent.ma dottoressa, sto attraversando un brutto periodo della mia vita in cui tutto mi sembra difficile da realizzare. Le dico prima di tutto che sono malata di intestino irritabile da 4 anni, conduco una vita normale, ma i problemi di salute si ripresentano nei momenti meno opportuni. In questi giorni, ad esempio sto malissimo e, guarda caso, sto perdendo un'intera sessione d'esami (sono iscritta a psicologia, più per conoscermi che per vera passione per la disciplina). Questo problema mi sta rovinando la vita. E non è tutto. Sono di una timidezza imbarazzante, soprattutto con gli uomini, tanto da scappare a gambe levate se capisco di piacere a qualcuno e ammetto che la mia autostima lascia molto a desiderare. Sono indecisa su ogni aspetto della mia vita, prima di prendere una decisione penso e ripenso per giorni. In questo momento sono disoccupata, senza una relazione ( a parte un uomo sposato conosciuto in chat,
con cui ci sentiamo solo al tel). Le chiedo un consiglio per guardare avanti senza paura e senza perdere la speranza. Grazie.
Elisa


Cara Elisa,
Ti consiglierei di imparare a non contentarti di cose che non ti soddisfano o ti soddisfano solo parzialmente. Ad esempio, se non hai una vera passione per la psicologia, ma lo fai solo per conoscerti, sarebbe meglio andare da uno psicologo e scegliere invece l'indirizzo di studi che ti piace e ti soddisfa di più. Perché poi contentarsi di un uomo sposato che senti al telefono?
Interrompi questa inutile relazione, che conviene solo a lui e cerca di trovare fra le persone che conosci realmente qualcuno che ti piaccia e che magari sia timido come te.
Se ti va, vai sul sito www.clinicadellatimidezza.it o sul relativo Blog, http://clinicadellatimidezza.blogspot.com e troverai tanti altri consigli utili.
Ciao.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

NESSUNO E' PERFETTO

Ho 27 anni e da un paio d'anni sto con un ragazzo di 35.Prima di lui stavo con un compagno di università, una volta laureata però mi sembrava che la storia languisse, tra difficoltà mie e sue a trovare lavoro e paranoie assurde dei miei, che sono molto tradizionalisti e non lo amavano per niente (mai andata in vacanza con lui, per fare un esempio, e musi lunghi ogni volta in casa ogni volta che uscivamo). con lui però parlavo tanto ed era un ragazzo molto intelligente ed ironico. Ora, nonostante la nuova storia continuo a pensare a lui e non so come capire se è vera nostalgia o solo un'idealizzazione romantica (perchè comunque l'ho lasciato per un altro, ed eravamo arrivati ad un punto in cui io gli organizzavo vita e dovevo sempre spronarlo, ad esempio a finire l'univesità). Il nuovo ragazzo è più bello, più dinamico, più concreto, mi ama molto ma il sesso è così così e lui è molto musone. Come faccio a chiarirmi e capire casa voglio??
Lettera non firmata


Gentilissima,

Secondo me la cosa da capire è che nessuno è perfetto e che nelle cose non esistono solo il bianco e il nero, ma anche infinite sfumature di grigio. Non è che 'si ama' o 'non si ama', che uno 'è simpatico' o 'non è simpatico', che 'si pensa molto ad una persona con la quale si ha una relazione', ma che 'non la si pensa più quando con lei ci si lascia'.
Posto che l’uomo della sua vita non sarà mai un essere perfetto (perché l'esperienza ci insegna che, anche se lo fosse all’inizio, dopo qualche anno, se non qualche mese, non lo sarebbe già più), cerchi di capire se i limiti che trova nel suo ragazzo superano i suoi pregi, oppure sono sopportabili e, meglio ancora, modificabili.Anche una storia di sesso appassionata può spegnersi poi nella routine e nel successivo calo di desiderio reciproco dei partners. Dunque, quello che voglio dire è che non tutto possiamo comprarlo all’esterno, già ‘confezionato’ e pronto per l’uso: abbiamo la responsabilità (ma anche gli strumenti) per migliorare molte delle nostre situazioni di vita. Questo nuovo ragazzo ha già numerosi punti di forza (la ama, è bello, è dinamico e concreto). Cose da migliorare: i suoi musi e il sesso 'così e così'. E’ sicura di non poter far nulla per renderlo più simile a come lei lo vorrebbe? Può fare molto, per esempio, cambiando qualcosa nei suoi atteggiamenti verso di lui, in modo da influenzarlo positivamente.
Perlomeno ci provi: se poi non ci riuscisse e arrivasse alla conclusione che, sul piatto della bilancia, i difetti del suo nuovo ragazzo pesano più dei suoi pregi, dovrà trarne le sue conclusioni.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO PREOCCUPATO

Buongiorno... Sono un ragazzo di 21 anni che da quasi un anno sta con la sua ragazza ed ha una vita sessuale del tutto soddisfacente, ma ultimamante una cosa mi ha turbato: proprio stanotte ho sognato di fare sessso orale con un ragazzo, cioè io di farlo a lui... è una cosa di cui dovrei preoccuparmi...??? Che cosa c'è dietro questo sogno...???
Poi una seconda domanda: la mia ragazzza giunge regolarmente all'orgasmo, ma per farlo quendo il rapposrto sta per giungere al culmine si tocca con la mano la vagina e si massaggia il clitoride... puntualizzo che lei era vergine e che è da due mesi che facciamo l'amore liberamente... questo è dato dalla poca conoscenza che lei ha ddl sesso o da me che non le do qualcosa...???
Grazie mille
Preoccupato 84


Salve, caro Preoccupato.
Direi che dovrebbe essere meno preoccupato, perché tutto va bene.
Quanto alla prima domanda, si tratta di una semplice fantasia che si è espressa nel sogno in quanto, probabilmente, nella vita vigile lei non ammetterebbe mai nemmeno una semplice curiosità per un rapporto omosessuale. L’inconscio si esprime così nel sogno, liberamente, potendo andare anche laddove in altro modo gli sarebbe impossibile. Peraltro, non necessariamente in questo caso descrive un desiderio, ma potrebbe anche esprimere il timore di non essere abbastanza virile, di non essere capace ad esempio di far godere una donna. E veniamo così alla seconda domanda.
Quello che la sua ragazza fa da sola è un ulteriore stimolo di cui ha bisogno per raggiungere l’orgasmo. Provi a chiederle se per lei va bene così, o se preferirebbe che fosse lei stesso a prendere l’iniziativa in questo senso. Le donne infatti sono complicate: si documenti, anche su www.psicolinea.it, sull’orgasmo vaginale e clitorideo e scoprirà che tutto rientra nella norma. Infatti, solo tre donne su dieci, si stima, raggiungono l’orgasmo vaginale senza una stimolazione diretta della clitoride.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

AMORE E AMICIZIA

Mia cara dottoressa, le scrivo perchè sono grandemente in crisi! Ho una stupenda amicizia con una carissimo amico, parliamo di tutto e ci confidiamo su tutto, anche su cose molto intime, siamo però entrambi fidanzati ed entrambi in crisi con i nostri partner e parliamo molto di questa situazione. Io ho sempre creduto moltissimo che un uomo e una donna possano essere amici, perciò sono disorientata adesso perchè temo di cominciare a provare per lui qualcosa di più, è una persona meravigliosa caratterialmente ed è anche un bel ragazzo!
Secondo lei, è possibile che l'amicizia fra un uomo e una donna non possa durare perchè prima o poi subentra sempre l'attrazione fisica? Inoltre, il fatto che un amico confidi ad un'amica cose molto intime e personali, può essere segno di attrazione anche da parte sua? In conclusione: secondo la sua esperienza può mai esistere una sincera amicizia fra uomo e donna? Oppure se un uomo e una donna si scelgono come amici c'è sempre un fondo di attrazione?
Grazie
Chiara da Verona

Cara Chiara,
Penso che se due persone si scelgono per scambiarsi delle confidenze sono due persone che provano, l'una nei confronti dell'altra, un sentimento di rispetto, di fiducia, di empatia, di simpatia. Nessuno andrebbe a confidare le sue cose più intime ad una persona che ritiene poco intelligente o che non stima. E' per questo che non credo all'amicizia fra un uomo ed una donna, specie quando questa amicizia è così profonda come la vostra...
L'amore infatti consiste nello stare bene con un'altra persona, nel sentire la sua mancanza, nel bisogno di condividere con lei delle emozioni: la vostra situazione è forse diversa? Se poi mi dice anche che lo trova anche un bel ragazzo... Penso certamente che lei ne sia innamorata e penso di non essere lontana dalla verità.
Secondo me il sentimento di amicizia tra un uomo e una donna può esserci solo in due casi: quando non c'è la minima attrazione fisica (anzi, si sfiora il disgusto) oppure quando si è già consumata una bella storia d'amore fra i due, che ha spento la passione ma non il bene che si vogliono.
Saluti e auguri.
Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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