INCIDENTE D'AUTO PER SVEGLIARSI
buonasera, qualche giorno fa ho avuto un incidente
di auto. è capitato ad un momento in cui sto molto male. tornano dal mio
passato questioni irrisolte. dai 9 ai 13 anni, un amico di famiglia ha
"abusato" di me. baci, carezze, fellatio, nulla di più ma tante bugie. a
13 anni è deceduto. ma già prima mi inventavo un'altra vita, forse per
scapare dalla realtà. dopo tanti anni, dopo essere venuto a vivere in
italia dalla francia, continuo ancora a mentire. ho coscienza che sono
arrivato ad un limite. i miei amici mi vogliono bene ma se dovessi dire
la verità li perderei. mi sento in trappola. al momento dell'incidente
pensavo di finirla. in questa settimana, anche se sto bene e che nessun'altra
auto è stata coinvolta, sono deluso di stare ancora qui, che non mi sia
successo nulla. ma allo stesso tempo è come se avessi ricevuto uno
schiafo dalla vita, solo per svegliarmi e finalmente aprofitarne. sono
gay, lo sono sempre stato, ben prima che quell'uomo mi insegnasse a
baciare, ero consapevole di essere diverso. in fonoo mi piacevano quei
giochini sessuali però il fatto che sia morto prima che fossi
consapevole del male che mi abbia fatto mi rende impotente. non ho mai
potuto confrontarmi con lui. per quello penso di cercare di uscire dalla
realtà. di inventarmi una situazione anche sociale e familiare diversa
da quella reale per affrontare le cose da persona più forte. sono un
perpetuo insicuro. ho paura di tante cose. di essere messo in difficoltà
per esempio. sono molto confuso.
Gentilissimo,
Forse questo incidente non è capitato per caso: probabilmente lei
stesso, non certo a livello pienamente consapevole, ha contribuito a
crearne le condizioni, perché è una persona fortemente provata da questi
pensieri disturbanti ed ossessivi, che la inseguono ormai da diversi
anni. Credo che per lei sia assolutamente necessario rivolgersi ad uno
psicoterapeuta, perché ha bisogno di ripercorrere quegli anni
dell'abuso, elaborare il lutto per l'improvvisa perdita dell'amico,
riflettere sulla sua omosessualità, sulla sua autostima, sulla qualità
delle sue relazioni sociali e sui progetti da fare per il futuro. Vorrei
solo aggiungere a questo consiglio che le ho dato, la sensazione che le
continue ruminazioni interiori l'abbiano portata ad ingigantire
enormemente il suo "problema" e che forse se i suoi amici venissero a
sapere questo suo enorme segreto, forse non gli darebbero l'importanza
che lei si aspetta.
Abbia cura di sé.
Cordialmente,
Dr.
Walter La Gatta Ancona
SESSUALITA' CLASSICA
Salve dottore Sono C un ragazzo gay di 20
anni. Per quanto mi ricordo sono sempre stato gay e mi sono sempre
piaciuti i piedi maschili, fin da piccolissimo (ricordo bene ad esempio
che mi eccitavano molto i piedi di mio padre). Fin qui però non è un
problema. I ragazzi mi piacciono, mi eccito se sono a contatto con un
bel ragazzo, e mi sono sempre innamorato di ragazzi. Il problema è però
che non ho alcun interesse per il pene o per il sesso anale con i
ragazzi, cose che sono invece generalmente al centro del sesso gay.
Cioè, io non ho mai provato a fare sesso orale o anale con un ragazzo ma
so che non mi ecciterebbe (o almeno, il pensiero non mi eccita, anzi mi
fa fanche un pò schifo), l'unica cosa che mi eccita fino all'orgasmo
sono i piedi dei ragazzi, ed essere sottomesso da essi! So che il
feticismo dei piedi è molto diffuso, e io lo accetterei di buon grado se
non fosse però che questo è il mio unico modo per raggiungere l'erezione
e questo naturalmente mi limita moltissimo nella mia vita sentimentale e
sessuale in quanto ovviamente ogni ragazzo che conosco vorrebbe fare
sesso nel senso "classico" del termine, e io non posso dirgli solo "no
mi dispiace io lecco solo i piedi"...perchè per me praticamente il sesso
è questo. Cosa fare? Cosa posso fare per...ehm..."allargare i miei
orizzonti sessuali"? E' una situazione risolvibile? Grazie!
Gentile C,
La sessualità "classica" -come lei la definisce"-
è tale perché condivisa dai più. Dai più, per l'appunto, ma non da
tutti. L'esempio migliore è proprio lei, che in quel classicismo non si
riconosce e che attraverso le "normali" pratiche sessuali non riesce
nemmeno a trovare i presupposti della sessualità. Questo è il primo
punto. Il secondo è descritto da lei quando dice che il feticismo dei
piedi è molto diffuso: dato che lo è, ci sono molte persone che, come
lei, lo apprezzano e lo praticano, debbono solo essere incontrate. In
conclusione, credo che la sua giovane età non le abbia ancora permesso
di incontrare e scegliere persone che condividano con lei gli stessi
interessi erotici: con il tempo non escludo che possa trovare la persona
con cui vivere intensamente questa esperienza. Intanto però, poiché la
sessualità non è fatta di una cosa sola o due, ma di tante cose tutte da
scoprire, provi lentamente ad accettare anche altre modalità, per per
scoprirne quei lati che le rendono così popolari.
Cordiali saluti
Dr. Walter La Gatta - Ancona
IL DIVARIO TRA DI NOI
Vorrei sottoporvi un problema che attualmente contraddistingue il mio
rapporto di coppia. Ho 32 anni e sono sposata con mio marito (che ne ha
35) da tre anni dopo 4 di convivenza. Abbiamo un figlio di 2 anni.
Premetto che io e mio marito abbiamo fondamentalmente un buon rapporto
di coppia, nel senso che andiamo d'accordo sulla maggior parte delle
probelmatiche che interessano la nostra famiglia (non sempre
sull'educazione di nostro figlio) e tendiamo entrambi a trovare
compromessi per venirci incontro nelle scelte della vita quotidiana.
Prima della nascita di nostro figlio, avevamo un rapporto molto più
intimo e passionale (anche dopo 4 anni di convivenza), eravamo molto più
complici e sentivamo molto la distanza se uno dei due doveva assentarsi
per qualche motivo. Dopo la nascita di nostro figlio, le cose sono
lentamente cambiate (come per la maggior parte delle coppie, immagino).
La nostra capacità di comunicare si è affievolita sempre più ed a volte
nascono forti incomprensioni su cose veramente banali. Il problema
maggiore riguarda l'intimità. Non ci sono grossi problemi fisici (anche
se sempre più difficilmente io riesco a rilassarmi e raggiungere
l'orgasmo). Il problema è più generale. Io non sento mio marito
partecipe. Facciamo l'amore, ma piuttosto raramente (anche una volta al
mese) ed abbastanza meccanicamente. Io vorrei farlo di più, ma sempre
più spesso i miei approcci finiscono nel niente, rendendomi sempre più
insicura del desiderio che mio marito prova per me. Ne ho parlato con
lui molte volte, ma vedo che le mie parole non sortono mai l'effetto che
vorrei. Ad aggravare la situazione, c'è il fatto che non abbiamo
famiglie nelle vicinaze, il chè non ci permette di lasciare nostro
filgio anche per una serata. Per questo motivo usciamo sempre separati
con i rispettivi amici. Il risultato è che il divario tra di noi si sta
aprendo sempre più ed io non so come fermarlo. Sento che la situazione
ci sta fuggendo dalle mani e sento che la mia frustrazione diventa
sempre più difficle da contenere. Che cosa mi suggerite? Grazie per
l'attenzione.
Gentilissima,
La cosa migliore da fare è mettere un punto alla vita che avete fin qui
condotto, dopo la nascita di vostro figlio e ricominciare la routine
familiare sulla base di nuove regole: discusse, accettate e condivise da
entrambi. Con un figlio di due anni infatti è ancora possibile trovare
dei momenti di intimità, ma forse ancor più importante dell'intimità è
in questo momento la ricerca e la condivisione di tempo libero: se
ciascuno di voi fa la sua vita ed ha i suoi interessi ed i suoi amici,
le ragioni della convivenza ed il progetto di coppia man mano sfumano,
divenendo inconsistenti. Gli amici non vanno visti necessariamente
fuori: possono essere anche invitati a casa. Se la presenza di vostro
figlio può essere in questo caso considerata un ostacolo, tenete
presente che tra un anno vostro figlio sarà inserito nella scuola
materna e questa sarà per voi un'occasione imperdibile per conoscere e
frequentare, come nuovi amici, i genitori degli amici di vostro figlio,
avendo così la possibilità di trascorrere molto tempo insieme,
soddisfacendo le esigenze sia dei grandi, sia dei piccoli. Se non
riuscirete in questo intento, la cosa migliore da fare è affidarsi ad un
aiuto professionale.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
VORREI SBLOCCARMI
Ho 38 anni e pur non essendo miss universo sono sempre stata
considerata ciuttosto piacente. Ho avuto pochissime relazioni serie,
sono sempre stata un po' sfortunata in questo: è difficilissimo che un
uomo mi prenda totalmente, tendo a stancarmi in fretta, e le poche volte
in cui sarei stata bendisposta ad approfondire la cosa... sono stata
scaricata. Dopo l'ultima delusione grossa, risalente a 4 anni fa, ho
vissuto un periodo in cui avevo storie a destra e sinistra senza ritegno
e con poco rispetto per i malcapitati ed i loro sentienti, ovunque mi
giravo c'era un uomo che mi voleva. La cosa era divertente ma
soprattutto mi serviva come "rivincita". Ma dopo un po' il divertimento
è diventato quasi disgusto, tutte queste storie non mi lasciavano niente
e ho iniziato a rifiutare qualsiasi corteggiatore. Adesso ho il problema
contrario: nessuno mi avvicina, e se dico nessuno intendo veramente
nessuno....nemmeno più mi fischiano i muratori per strada! Mi trovo in
una situazione di blocco: sicuramente sono io che inconsapevolmente
mando segnali di stop, ma non riesco davvero a capire cosa potrei fare
per sbloccarmi. L'ultima volta ch esono uscita con un uomo risale alla
preistoria e nonostante ci fosse un chiaro interesse da parte sua
abbiamo passato la serata sul divano di casa sua a chiacchierare senza
che facesse un minimo accenno a niente. Un periodo così va bene, ma qui
stiamo parlando di 3 anni e io ne ho solo 38!!! Cosa posso/devo fare?
Grazie....
Gentilissima,
Credo che lei debba anzitutto avere un progetto di vita. A 38 anni
infatti non può ancora chiedersi se esiste o non esiste un uomo ideale
che possa "prenderla totalmente". Inoltre, come lei ben sa, più si
va avanti con l'età, maggiore è il numero delle esperienze e delle
relazioni che si sono avute, più difficile è trovare un partner che sia
veramente "giusto"... Anche perché si diventa molto più esigenti. Non
capisco bene, dalla sua lettera, perché nel periodo in cui era
corteggiata da tanti uomini lei non abbia pensato di provare a stabilire
una relazione seria con uno di loro, invece di giocare senza ritegno,
dice lei, con i "malcapitati". Forse essi non avevano i requisiti minimi
necessari per aspirare al suo totale innamoramento: in questo caso mi
verrebbe da dire che lei ha forse delle aspettative eccessive nei
confronti degli altri e si mette poco in discussione. Se i muratori per
strada non la fischiano più, ad esempio, potrebbe esserci qualcosa di
mutato nel suo aspetto, così come nella storia del signore sul divano:
forse anche lui si aspettava, avendo già manifestato interesse per lei,
di ricevere "un minimo accenno". E' sicura che perseguendo fino
all'ultimo i suoi ideali di perfezione possa essere più felice che nel
cercare ogni tanto qualche compromesso, soprattutto con sé stessa?
Le faccio molti auguri per la sua vita.
Dr. Walter La Gatta
PAURA DI PERDERLA
Gent.mo Dott. La Gatta, sono un ragazzo di 29 anni in una situazione
forse un po' particolare. Per vari motivi sono arrivato alla mia età
ancora vergine. Prima ho avuto una storia lunga con una ragazza che, per
motivi religiosi, non voleva avere rapporti completi. Ci siamo lasciati
4 anni fa, e da allora ho esclusivamente praticato la masturbazione, in
certi periodi anche di frequente (diverse volte al giorno). Ora ho
incontrato una ragazza fantastica, molto innamorata di me, che però al
contrario ha avuto diverse esperienze precedenti. Lei ha voluto avere
rapporti quasi immediatamente, e sebbene non fossi avverso alla cosa,
qui sono iniziati i problemi. Mi accade di tutto: a volte raggiungo
l'eiaculazione con la semplice stimolazione tattile e magari neanche ad
erezione completa, altre volte non raggiungo neanche l'erezione e
rimango insensibile di fronte alle situazioni più eccitanti. D'altro
lato, mi capita pure di avere erezioni e piccole perdite in situazioni
apparentemente "innocenti", anche semplicemente abbracciandola. A questo
si aggiungono problemi di dimensioni "generose" del mio pene, che hanno
richiesto la ricerca di un preservativo adatto e comunque rendono
difficile la penetrazione se non quando raggiungo l'erezione completa.
La morale è che su una decina di "tentativi" (in giorni diversi) sono
effettivamente riuscito a penetrarla una sola volta, quando sono venuto
comunque dopo una decina di secondi. L'idea che suoi ex sono riusciti in
questo e io invece non riesco mi fa stare molto male, e non ho idea di
come affrontare il problema. Lei mi dice di stare tranquillo, ma io so
che questo è molto importante per lei e ho paura di perderla per questo.
Gentilissimo,
Paradossalmente, più lei si preoccuperà, più le cose le andranno male.
La cosa migliore per uscire da questa impasse è immaginare e
fantasticare che la sua ragazza sia vergine, o alle sue prime
esperienze. Infatti, se durante la prestazione si farà venire in
mente la nutrita lista degli ex, (i quali, chissà poi perché, erano
tutti più bravi di lei), l'atto sessuale per lei diventerà sempre più
una sorta di incubo. Non ci pensi: pensi al presente. Questa ragazza ha
scelto lei ed ora sta a lei soddisfarla, ricordando che oltre al sesso
esiste anche l'intelligenza e il senso dell'umorismo, di cui le donne
sono, in genere, molto ghiotte.
Dr. Walter La Gatta
TRA TRE SETTIMANE MI SPOSO
Buongiorno, tra tre settimane mi sposo. Non
è un matrimonio improvviso, è un matrimonio che è stato pensato,
desiderato e progettato, da almeno 2 anni. Ma ora, a così poco tempo dal
grande passo, sono andata in tilt. Nell'ultimo mese ho avuto 2 crisi di
panico, nonchè numerose crisi d'ansia e pianto con il mio futuro marito.
Tra le varie paure che sono riusita ad articolare in parole (paura di
andare a vivere fuori dalla mia città, di lasciare la mia famiglia...)
soprattutto è emerso in me un pensiero che mi fa sentire in colpa, che
cerco di affrontare e poi cacciare, e che insomma mi accorgo di non
saper gestire con serenità. Nello stesso anno in cui ho conosciuto e mi
sono messa insieme al mio ragazzo (quello che sposerò) ho conosiuto
anche un altro ragazzo con cui da subito mi sono trovata in una forte
sintonia e siamo diventati molto amici. Dopo un po' lui mi si è
dichiarato, ma io ho rifiutato la sua proposta, scegliendo di rimanere
con il mio ragazzo. Per un po' non ci siamo visti ne parlati, poi
abbiamo faticosamente ricominciato il nostro rapporto di amicizia. Dico
faticosamente perchè in questi anni ogni volta che sono andat in crisi
con il mio ragazzo lui in qualche modo mi tornava in mente. Di fatto
però tra noi non è mai successo nulla e io ho se4mpre continuato la mia
storia d'amore. Ora che mi devo sposare il pensiero di quest'altra
persona mi 'perseguita' insieme alla domanda e se invece fosse lui la
persona giusta? Poi quando mi tranquillizzo ritorno invece al pensiero
della mia attuale scelta con serenità... Vedo l'altro come un'occasione
mancata, nel senso di mai verificata e mi sento in colpa per questo. Poi
mi chiedo se la mia è paura del matrimonio, stress del cambiamento e
della decisione, oppure se ho paura di lasciar perdere tutto perchè ci
vuole troppo coraggio... aiuto...
Gentilissima, una parte della risposta
la ha già data lei stessa ("paura di andare a vivere
fuori dalla mia città, di lasciare la mia famiglia..."). L'altra parte
è davvero più complessa. Credo che la sua complessità risieda anche
nelle paure precedenti che amplificano quella riguardo alla 'persona giusta'. Lei ha già sperimentato la capacità di fare coppia col suo
futuro marito, ne conosce i punti di forza e di fragilità, sa quanto e
come può contare su di lui. Cosa sa dell'altro? Vede 'l'altro come
un'occasione mancata' ma non sa di che tipo. Non sa se i suoi progetti
di vita coincidono con quelli dell'altro, se il concetto di coppia e
di famiglia sono gli stessi cui lei crede ... Insomma, è un perfetto sconosciuto, con addosso un
alone di mistero, che lo rende più attraente. Tanti progetti, tante discussioni col suo promesso
sposo non possono essere la stessa cosa di 'un'occasione mancata'.
Nessuno potrà garantirle la solidità eterna del suo
matrimonio, ma rifiutarlo potrebbe, questa si, essere una occasione
mancata.
Cordiali saluti
Dr. Walter La Gatta - Ancona
TRE RAGAZZE PER ME
Gentilissimi in questi giorni sto lavorando
all'estero. Ieri sera mi e' successa una cosa particolare: uscendo per
una passeggiata, sono stato fermato da una compagnia di ragazze (6 in
tutto) con le quali ho fatto amicizia ed ho passato la serata. Poi mi
hanno chiesto se potevano venire in camera mia per vedere le foto
dell'Italia che ho nel laptop. Cosi' sono salite ed hanno cominciato a
fare dei "giochi", che sono diventati sempre piu' espliciti. Insomma,
siamo arrivati al dunque. Il problema: pensavo che avere a disposizione
piu' di una ragazza allo stesso tempo fosse il mio sogno piu' segreto.
In realta' l'esperienza mi ha lasciato vuoto e turbato. E' come se non
avessi amato nessuna di loro, eppure ce n'era una con cui avrei avuto
passare del tempo, magari averla come fidanzata. L'ho trovata
un'esperienza negativa e non mi so capacitare di questo. Com'e'
possibile?
Gentilissimo,
Un conto sono le fantasie ed
i desideri risposti nell'immaginario erotico, un conto è la realtà.
Lei infatti nella realtà non solo avrebbe voluto avere rapporti sessuali
con solo una di loro, ma anzi costruire con lei una relazione più
profonda, di tipo affettivo. Che dire? Questa esperienza negativa
l'aiuterà anzitutto a comprendersi meglio e le tornerà utile sia nello
scegliere una storia di sesso, sia nel cercare una ragazza per avere una
relazione più impegnativa. Perché non riesce a capacitarsi di questo? La
quantità non sempre è sinonimo di qualità, le pare?
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
UNICA POSIZIONE
ritengo di avere un probblema,quando ho
rapporti con mia moglie riesco a raggiungere l'orgasmo solo in un unica
posizione,ossia io sotto e lei sopra me,in altre posizioni per me è
molto difficile raggiungere la gioia.Il mio passato,non è ricco di
esperieze amorose,e ho scoperto il sesso molto molto tardi(25 anni) a
causa della mia timidezza,nonostante non mi mancassero le occasioni,ma
nella mia testa non rientrava il cosidetto "sesso senza amore",purtroppo
lo trovavo molto frusrtante all'epoca e invidiavo chi riusciva a farlo
senza coinvogimento.Provai persino ad andare con una "donna a
pagamento",ma fu un vero disastro,provai pena per lei e ribrezzo al
pensiero di quanti fossero passati prima di me.Le ho accennato il mio
passato qualora potesse servirle,la ringrazio sin d'ora.Billy 69
Gentile Billy,
Finalmente, dopo anni di solitudine e frustrazioni, ha
trovato una donna con la quale ha stabilito un buon rapporto, sia fisico
che sentimentale, si è sposato e raggiunge il piacere senza problemi
(come invece accade a molti uomini). Perché adesso farsi il problema
inutile del "modo" in cui raggiungere il piacere? Si contenti di quello
che ha, si goda la moglie e la vita...
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
NIENTE SESSO
Niente sesso,per sua scelta... buonasera
dott. ho cercato tra me e me tante volte darmi una risposta, visto che
anch'io ho studiato nel suo ambito e mi mancano 2 esami per la laurea in
psicologia, ma arriviamo al dunque è da 2 anni che sto con un ragazzo,
ha 29 anni e io 24 le dico l'eta per farle capire che le esperienze
sessuale con le nostre storie passate non ci mancano però tra di noi si,
non abbiamo mai fatto amore, e questa per scelta sua anche se non mi
sembra tanto normale... all'inizio c'era molto complicità(e cè tutt'ora),
c'era il desiderio, la voglia, la pazzia... fino ad un certo punto
perche al dunque poi pero c'era sepre anche la "scusa" del tipo non qua
perche ce mia mamma perche l'unico posto per stare un po da soli era la
casa sua, ho cercato di parlarli il perche questa sua scelta...anche se
non gli piaceva e non gli piace anche adesso (che è da un anno ke
conviviamo) mi ha spiegato in poche parole, che io sono speciale per lui
e vorrebbe fare l'amore per fare un figlio sinceramente mi sentivo presa
in giro il che poi gli ho risposto che non per forza l'atto sessuale
dovrebbe portare al mondo un figlio,ci sono anche altre finalità nel
fare amore...e lui ci rimase male e mi dissi...io per amore rinuncerei
al sesso ma si vede ke siamo diversi, se tu non ci puoi rinunciare
evidentemente non mi ami abbastanza ecct ecct...io ci sono rimasta male
e poi ho cercato di spiegarmi bene e di tranquillizarlo adesso sono in
astinenza sessuale con tutto che prima di conoscere il mio attuale
ragazzo avevo una storia con un ragazzo che devo dirle che sessualmente
era perfetto ed anche io ero molto soddisf. cosa posso fare, se sto con
lui e perche lo amo follemente e ci rinuncio anche al sesso, ma per
quanto tempo, e perche questa sua scelta?? ps, ho notato ke raggiunge
diciamo presto l'orgazmo(nei giochi che facciamo) ed ho pensato che
magari anche questa puo essere una sua paura nei miei confronti, nel non
sentirsi sicuro di sè e di non poter soddisfarmi....influisce anche
questo secondo lei dott?? la ringrazio distini saluti
Gentilissima,
All'inizio della sua
lettera avevo capito che non facevate sesso per niente e la cosa era si
preoccupante. Poi invece nel finale, mi pare di capire
che vi limitate al petting: carezze e giochi erotici, ma niente
penetrazione. Questo significa che non ci sono disturbi del desiderio o
difficoltà nel raggiungere l'erezione, anche se evidentemente c'è un
disturbo di eiaculazione precoce. Parlatene apertamente, perché
l'eiaculazione precoce si può curare e poi perché non è detto che lei
debba necessariamente raggiungere il piacere attraverso il coito. Se
posso darvi un consiglio, sarebbe il caso che lui facesse una visita
andrologica: gli uomini, a differenza delle donne, non hanno
l'opportunità di farsi controllare i genitali da un medico e questo è un
male, perché potrebbero esservi dei problemi oggettivi che potrebbero
essere facilmente risolti con un farmaco o un piccolo intervento. Forse
il suo ragazzo non si sente sicuro nell'affrontare il coito: potrebbe
essere un disturbo psicologico (insicurezza, ansia da prestazione, fobia
sessuale ecc.), ma anche fisico. La prima cosa da fare dunque è una
visita andrologica, dopo di che, se tutto va bene, si potrebbe fare una
psicoterapia di coppia, centrata sul sintomo.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
LEI HA PAURA
Salve! io sono insieme a una ragazza di 19 anni da circa
un anno. Lei ,da quanto mi ha detto è vergine e non è mai stata
penetrata neanche con un dito; io le credo. Il problma è che io ogni
volta che cerco di penetrarla anche solo superficialmente, e lentamente
con un dito, lei si tira indietro dicendomi che ha male; però lei a mio
parere è ben lubrificata. LA DOMANDA : E' NORMALE IL DOLORE CHE LEI
PROVA?..O E' VERO O MI STA MENTENDO PER QUALCHE MOTIVO? COSA POSSO FARE
PR SUPERARE IL PROBLEMA? al fine di aiutare una risposta più precisa
cerco di dare qualche altra informazione..: quando siamo in mezzo ai
preliminari lei è eccitata, però quando poi cerco di penetrarla con un
solo dito, solo superficialmente lei si spegne un pò; è come se si
distraesse! grazie in anticipo per la risposta
Gentilissimo.
La paura non è un capriccio. E' possibile che la sua ragazza viva con
terrore ciò che a lei sembra solo una banalità. La cosa da fare è
cercare di tranquillizzarla e soprattutto capire se lei associ alla
penetrazione qualche vissuto o qualche fantasia spiacevole. Ha qualche
tabù sessuale? Sensi di colpa? Ha avuto qualche molestia? Sicuramente,
parlando e agendo con dolcezza lei potrà aiutarla ad avere fiducia in
lei e ad essere più rilassata durante questi momenti di intimità. Se,
pur applicando questi suggerimenti, nulla dovesse cambiare, potrebbe
consigliarle di andare da uno psicologo, per essere aiutata a
sbloccarsi. Anche una visita ginecologica potrebbe essere utile, per
capire se vi sono infiammazioni locali che rendono doloroso il
rapporto..
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
UN QUESITO FORSE STUPIDO Avrei un
quesito forse stupido ma che mi sta creando molta ansia! Domenica
scorsa, al 21^ giorno del ciclo' facendo petting con il mio ragazzo mi
sono sporcata la mano destra penso del suo sperma, visto che la quantità
era più abbondante del semplice liquido lubrificante. Dopo circa 1
oretta scarsa sono tornata a casa e mi sono lavata le mani con acqua
calda e sapone, poi ho passato anche un pò di alcool (di quello che si
usa in casa). Il problema è che dopo sono andata in bagno a fare pipì e
non mi ricordo se ho usato la carta igienica con la mano che era stata
precedentemente contaminata (sebbene lavata) La mia paura fobica è che
sotto le unghie potessero essere rimasti spermatozoi che non siano stati
lavati dal precedente lavaggio e quindi, pulendomi possano essere
passati alla carta igienica e quindi in vagina. Altra paura è che
richiudendo il rubinetto dell'acqua dopo essermi lavata possa la mia
mano avere ripreso qualche spermatozoo depositato quando ho toccato il
rubinetto per aprire l'acqua e quindi, se mi sono pulita dopo essere
andata in bagno, passati in vagina. Insomma, sono solo fobie oppure un
pò di rischio c'è? Quanto vivono gli spermatozoi su una mano? Vi prego
di rispondere Grazie
Gentilissima,
Sono solo fobie. Dopo un lavaggio con acqua calda e sapone e successiva
"disinfestazione" con alcol non c'è spermatozoo capace di applicare
tecniche di guerriglia infiltrandosi sotto le unghie. Viva più
tranquillamente la sua vita sessuale, ma comunque fa bene ad essere
prudente, cosa diversa dall'avere timori infondati.
Cordiali saluti.
Dr. Walter la Gatta
MI MANCA IL MATRIMONIO
Buon giorno, sono una donna di 30 anni con due figli molto
piccoli,uno di cinque mesi appena, convivo con il padre dei miei figli
da quattro anni, sono fermamente cristiana e mi manca il matrimonio, che
non potrò mai avere perchè il mio compagno è separato. Il problema tra
di noi è grande, quando ci siamo messi insieme lui era separato da soli
tre mesi, mi ha fatto vivere in casa sua con foto del matrimonio in ogni
stanza, bomboniera del matrimonio appesa in cucina, vestiti ed effetti
personali della sua ex in casa per più di un anno, non li toglieva
perchè se lei fosse passata a casa e non li avesse trovati ci serebbe
rimasta male, li ha tolti solo quando io l'ho scongiurato per l'ennesima
volta di farlo perchè per me era insopportabile vivere così. Non le dico
le volte che l'ha vista di nascosto o l'ha chiamata, raccontandomi
bugie, o ancor peggio le volte in cui mi ha mandata a dormire da mia
madre perchè aveva invitato lei a cena. Lui si è sempre giustificato
dicendo che doveva "tenersela buona" per non farle chiedere il
mantenimento. Poi abbiamo avuto una bimba, la cosa più bella della mia
vita, e s'immagini, durante la seconda ecografia siamo stati interrotti
da una telefonata della sua ex, che lui ha prontamente richiamato appena
mi ha scaricata a casa. A dicembre avrebbe potuto chiedere il
divorzio,(era nato da un mese il nostro secondo figlio, non voluto ma
ora un altro angelo nella mia vita e per questo ringrazio il Signore),
invece niente, a gennaio gli chiedo che intenzioni ha in merito al
divorzio e lui risponde che sì vuole chiederlo ma non volendo
indispettire la sua ex non vuole chiederlo subito per non dare la
sensazione di non aspettare altro. Lo chiede a fine febbraio e pensa sia
più educato parlarle di persona piuttosto che spiegare le sue intenzioni
in una telefonata. Mi mette di fronte al fatto compiuto un giorno a
pranzo : "oggi mi devo vedere con .... per chiederle il divorzio",si
cambia,si lava, si fa la barba e si veste carino, tutto questo davanti
a me. La
ringrazio per l'attenzione e mi scuso se non sono stata chiara o troppo
prolissa. Buon lavoro Francesca
Gentilissima Francesca,
Tutto ciò che dice riguardo ai motivi per essere gelosa è
assolutamente vero e condivisibile, in particolare riguardo ai cimeli
della ex, a lungo conservati. Credo che il distacco sia stato per lui
particolarmente difficile, anche se inevitabile, ma ora la scelta di
entrambi mi pare conclusa. Lei sebbene "fermamente cristiana" ha saputo
superare le sue remore morali per dar vita a questa famiglia; lui, pur
con sofferenza, ha chiuso quel rapporto e dopo quattro anni conferma nei
fatti la propria scelta, anche attraverso la richiesta di divorzio. Nei
dettagli ci sarebbe ancora qualcosa da dire. Se lui "si fa carino" per
annunciare alla ex la richiesta di divorzio, lei ha fatto altrettanto
per accoglierlo al suo rientro? Può essere uno spunto di riflessione.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta
SESSO? SEMPRE PEGGIO
Sono sposato da 13 anni e la vita sessuale di coppia è
andata sempre peggiorando .Io desidero mia moglie come un adolescente
mentre lei no disdegnando assolutamente di avere rapporti non è
partecipe a differenza dei primissimi anni di matrimonio ora faccio
tutto io e lei sembra nonriesca ad essere partecipe niente più
preliminari,fa fatica ad accarezzarmi tutto ciò senza dire nulla come se
io non mie ne accorgessi .Ho già provato a parlargliene ma senza
successo sembra pigra nel dare effusioni e partecipazione sembra come il
film:"a letto con il morto".Io ne risento parecchio di questa situazione
e non so come uscirne.La ringrazio fin da ora buon lavoro
Dottore.
Gentilissimo,
E' probabile che sua moglie, come accade a molte donne dopo diversi anni
di matrimonio, abbia perso il desiderio sessuale. Ciò nonostante, da
quello che lei racconta, sua moglie continua a fare quello che può, senza volerne
parlare, perché sa che dovrebbe dire cose spiacevoli (e tra voi
evidentemente c'è ancora un sentimento di affetto e di stima). Il sesso
però, lei capisce, non si può fare solo per senso del dovere e dunque ci
sono solo due strade da percorrere: quella del silenzio, ovvero lasciare che
le cose vadano avanti per forza d'inerzia, fino a che i rapporti
sessuali non cesseranno del tutto, oppure quella del cambiamento. In
questo caso occorre parlarsi con sincerità, dire quello che non va e
cercare insieme qualche modifica sostanziale nella vostra vita sessuale, che possa
riaccendere qualche scintilla. Va detto che, se troverete una soluzione
efficace, questa non durerà in eterno e che la ricerca di piacere
sessuale condiviso dovrà essere una costante, per tutto il tempo che
resterete insieme.
Con molti auguri.
Dr. Walter La Gatta
IL SUO
RAGAZZO HA DEI PROBLEMI Gentilissimo dottor La
Gatta, Questa è la seconda lettera che invio al vostro sito e, anche se
sono ben consapevole della mole di mail che ricevete, spero proprio che
potrà rispondermi al più presto perchè non so più cosa fare. Ho 20 anni
e sono vergine. Sono fidanzata con un ragazzo di poco più grande di me
da più di un anno e mezzo. Va tutto abbastanza bene e con lui mi trovo
molto bene anche fisicamente perchè quando facciamo petting siamo
antrambi molto appagati e raggiungiamo entrambi l'orgasmo. Però c'è un
enorme problema: LUI NON VUOLE MAI FARE L'AMORE CON ME. Io ho una voglia
incredibile di fare l'amore con lui perchè ne sono innamorata, ma lui
trova sempre delle scuse. Prima diceva che non avevamo un posto adatto
(e invece avevamo e abbiamo tutt'ora un luogo tutto x noi, e anche
quando c'è stata l'occasione di andarci o non ci siamo andati x niente o
lui non andava mai oltre il petting, nonostante esprimessi il mio
desiderio di andare avanti). Poi mi ha detto che lui aveva paura di
farmi male o di non farmi star bene perchè era la mia prima volta e non
voleva rovinarla. Quando gli ho domandato dell'argomento per l'ennesima
volta mi ha detto che lui ha impressione del sangue e se ne perdessi
durante il rapporto a lui darebbe fastidio. Ho tentato sempre di
rassicurarlo dal canto mio, dicendogli che tengo particolarmente a lui,
che il mio star bene durante un rapporto con lui deriverebbe dal fatto
che c'è lui accanto a me, e non solo da una sensazione fisica e gli ho
detto che non tutte le donne al momento del primo rapporto perdono
sangue e che eventuali perdite sono, di solito, praticamente inrilevanti.
Nonostante queste mie rassicurazioni, nulla è cambiato e noi in quasi 2
anni non abbiamo mai fatto l'amore, ma solo petting. Tra l'altro anche i
momenti di intimità come il petting si stanno riducendo di frequenza
(anche se io tento sempre di avere questo tipo di intimità con lui e non
lo respingo mai). Ultimamente sto diventando nervosa e triste x questo
fatto e inevitabilmente quando vado sull'argomento lui non vuole
parlarne, oppure si innervosisce e dice che gli metto fretta. Quando gli
chiedo di dirmi il motivo di questo blocco, così che io possa capirlo,
lui non dice nulla oppure dice che non sa, o tira fuori le solite scuse
dette prima. Gli ho fatto notare e gli ho anche detto tante volte
espressamente che io soffro per questa cosa, ma non cambia nulla e
sembra che anche ora stia continuando a trovare scuse x non farlo o per
non trovarci soli insieme in casa o in altri luoghi dove potrebbe
succedere (es non vuole che andiamo via insieme in vacanza ecc ecc).
Pensavo che la cosa derivasse anche da inesperienza, ma lui dice di aver
avuto altre esperienze. Che cosa può essere il problema? Cosa devo fare
x aiutarlo? C'è una soluzione o la nostra storia dovrà finire x questo
motivo? La prego mi aiuti perchè vorrei avere una relazione che presenta
anche il lato fisico dell'amore.... Attendo la sua risposta, anche se mi
sono dilungata un po'. Distinti saluti, Venus.
Gentile Venus,
Colgo l'occasione per scusarmi con lei e con gli altri lettori che
inviano più volte le loro richieste, ma oggettivamente non è proprio
possibile rispondere a tutti... Per i casi urgenti preghiamo di
telefonare il giovedì al numero 349 590 7 591,
esclusivamente dalle 11.00 alle 12.30.
Venendo alla sua lettera, è evidente che il suo ragazzo ha dei
problemi (sensi di inadeguatezza? Ansia da prestazione? Fobie
sessuali? Tabù religiosi? Timore di una gravidanza indesiderata?
Timore di contrarre delle malattie?) ma le strategie finora usate
non mi sembra abbiano portato a qualche soluzione, o almeno ad un
miglioramento. Credo che continuare su questa linea servirà solo ad
aumentare il suo senso di frustrazione, mentre il suo ragazzo si
sentirà sempre più confuso e oppresso dalle sue pressanti richieste.
Poiché in questo modo il vostro rapporto sta scivolando comunque
verso una conclusione, gli proponga una psicoterapia di coppia,
oppure una visita andrologica, o altrimenti una discussione fra di
voi: aperta, franca e risolutiva, come atto di buona volontà. Se il
suo ragazzo continuerà a negarsi alla discussione ed a negare
qualsiasi intervento esterno di aiuto, senza peraltro fornire
spiegazioni convincenti circa questo suo atteggiamento, non le
resterà che fare oggi ciò che indubbiamente finirebbe per fare
domani.
Cordiali saluti e auguri.
Dott. Walter La Gatta Ancona
EIACULAZIONE PRECOCE
salve dott..sono un ragazzo etero di
28 anni..ultimamente stò riscontrando dei problemi che non sò se sono
causati dalla testa o altro..negli ultimi 2 rapporti è successo
praticamente che ho avuto delle grosse difficoltà ad avere un'erezione
completa..quando sono riuscito nella penetrazione ho avuto
immediatamente l'orgasmo..questo per due volte consecutive nella stessa
sera..era la seconda volta che frequentavo questa ragazza..la prima
volta che siamo andati a letto insieme non sono riuscito ad avere
un'erezione tale per una penetrazione..questa cosa mi è già capitata
alcune volte..solamente però quando ho avuto un rapporto per la prima
volta con una ragazza nuova..con una mia ex di qualche mese fà ho avuto
questo problema la prima volta (con tanto di orgasmo immediato) ma dalla
seconda volta in poi è sempre andato tutto bene..a volte con
eiaculazione abbastanza veloce,a volte abbastanza duratura..per farle
capire invece,quando mi masturbo l'erezione avviene senza nessun tipo di
problema..ora ho paura di avere un blocco mentale che mi condizioni ogni
volta che mi ritrovo a fare sesso con una ragazza..vorrei capire da cosa
è dovuto questo disturbo e come posso risolverlo..e se ci fosse qualcosa
per evitare di avere a volte questa eiaculazione precoce..grazie per
l'attenzione..attendo una sua risposta..distinti saluti..
Gentilissimo,
I problemi di eiaculazione precoce che lei riscontra possono essere
dovuti ad un cocktail di situazioni predisponenti. Gliene cito qualcuna
come esempio: scarsa fiducia in sé stessi, ansia, stress, poca
esperienza sessuale, poca frequenza sessuale, partner poco conosciuta,
partner troppo esigente, partner troppo eccitante, ecc.
La soluzione potrà trovarla cercando di risolvere i problemi che le ho
elencato. Buona parte di essi si risolve con una maggiore esperienza e
frequenza sessuale, gli altri acquisendo un maggior controllo sulla
propria vita emotiva e sulle proprie scelte.
Cordiali saluti.
Dr. Walter La Gatta Ancona
NON MI SENTO AGITATO, EPPURE...
Sono un ragazzo di 20 anni e ho problemi di eiaculazioni precoci durante
e anche prima di avere un rapporto sessuale.Ho letto che questi problemi
possono essere di natura psichica ma io non mi sento agitato ne prima ne
durante il rapporto..insomma non ho l'ansia della prestazione.
oltretutto non sono le prime volte che faccio sesso ma il problema
rimane. che può essere?.cosa posso fare?
Gentilissimo,
In questo caso la cosa migliore da fare è rivolgersi ad uno
specialista, urologo o andrologo, e verificare se vi sono dei problemi
di natura organica, anche solo per poterli escludere.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta, Ancona
TERAPIA DI COPPIA E TRADIMENTO
Salve dottore. io non le scrivo per rivolgerLe unquesito sulla mia
relazione. in realtaà ho una storia da tre anni con un uomo sposato.
quando è iniziata lui era sposato da poco piu' di un anno, ma la sua
storia dura da circa 15 anni, e sua moglie in quel periodo era incinta
della loro primae unica figlia. la ns. storia è stata scoperta subito
dopo essere iniziataa, e da quel momento, tra alti e bassi in realtà non
è mai finita. circa un anno e mezzo fa lui per due mesi ha abitato solo,
per riflettere, poi è tornato dalla sua famiglia. milioi di volte mi ha
detto che doveva tentare di salvare il suo matrimonio allontanandosi da
me, poi tornava, e così sino ad oggi. circa 20 giorni fa mi ha
confessato che era sull'orlo della separazione, poi abbiamo mlitigato
per via di una mia ipotetica storia, che in realtà lo ha molto
avvicinato a me. da 7 o 8 mesi non ha piu' rapporti con sua moglie, in
quanto non prova piu' attrazione nei sui confronti. ora lei gli ha
proposto una terapia di coppia e lui ha accettato, ma non credo che
raccontera' tutta la nostra storia, in quanto da un anno le nega che la
relazione continui anche se lei lo ha sguito e controllato spesso. ora
io non vorrei sembrarle egoista e malevole, ma ho timore di perdere
quest'uomo di cui sono innamorata, e vorrei capire se la terapia potraà
davvero salvare il loro matrimonio e io dovro' rassegnarmi a questo. non
ho mai cercato di separarli, ma sono terrorizzata all'idea di perderlo.
lui dice di non essere piu' innamorato di sua moglie ma non crede di
esserlo neppure di me. puo' una terapia restituirgli il desiderio nei
confronti di sua moglie e faarlo riscoprire innamorato di lei? anche
dopo un tradimento così forte e mai chiuso? perdoni il mio egoismo, ma
vorrei capire se questo risolverà tutti i loro problemi o potrebbe anche
essere la rottura definitiva. Grazie, Siria
Gentile Siria,
Il suo non è egoismo, ma rassegnazione: si è ormai talmente abituata
di avere questo uomo a metà con un'altra donna, che non si rende neanche
più conto dello stato di frustrazione che la cosa le comporta. Un conto
infatti è accettare di vivere un avventura, una storia di solo sesso e
poco di più, con un uomo sposato, un altro è aspettarsi che da essa
possa nascere un amore parallelo che duri per sempre. Tutti i rapporti e
le grandi passioni col tempo si esauriscono e, se non vi sono forti
legami e buone ragioni per tenerli insieme, essi si volatilizzano. A mio
parere dunque la scelta del suo amico, di intraprendere una terapia di
coppia (che costa molto, in termini di soldi, di tempo, di stress) va
unicamente nella direzione di cercare di ricostruire con sua moglie
quello che si può ricostruire, ritrovando le ragioni (e fra queste c'è
anche l'attrazione sessuale) che hanno portato queste due persone a
scegliersi.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta Ancona
ORGASMI NATURALI
salve sono una ragazza di 20 anni e ho un problema. ogni volta che il
mio fidanzato rimane a dormire a cosa mia, non appena si addormenta
provo piacere e riesco a raggiungere l'orgasmo, solo standogli vicino
senza masturbazione (anche 5/6 durante la notte) impedendomi di
dormire... come mai mi succede questo...? la ringrazio anticipatamente
Saluti
Effettivamente non è un caso molto frequente, ma comunque è un
fenomeno che succede a molte donne. Probabilmente la sua soglia di
eccitazione sessuale è molto bassa e quindi bastano l'odore, la
vista, di quel corpo così desiderato, ad attivare i meccanismi che
regolano la risposta sessuale. Nel tempo sicuramente il fenomeno si
attenuerà...
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta - Ancona
IN TUTTO, MA NON NEL SESSO
salve dottore.. siamo una coppia di 30 io e lei 32... andiamo
daccordissimo... sia nella vita di tutti i giorni..sia nel sesso... ci
amiamo tantissimo.. volevo chiederle una cosa.....a giorni facciamo l'
amore..a giorni sesso.... e cioe''.... : quando facciamo sesso... gli
faccio immaginare..che e' presa contemporaneamente da 2 uomini.. io ed
un altro... gli creo situazioni erotiche.. molto spinte... ... a lei
piace molto... e si eccita... pero' quando gli chiedo se lo vuole
fare... realmente... dice di no... che non gli piacerebbe... mi chiedo..
ma allora perche nel mentre si eccita... e farebbe di tutto ?? non e'
che magari lei pensa che facendolo veramente sarebbe una poco di buono
?? nonstante a me piacerebbe molto. Anche perche secondo me aiuta e
rinforza il rapporto. in quanto si viene a creare quella complicita' che
molte coppie normali non hanno...
Gentilissimo,
La creatività e la fantasia erotica rappresentano una grande
ricchezza nella vita della coppia, ma ciò che appare gratificante nelle
fantasie non sempre lo è anche nella realtà. Se la sua partner condivide
con lei il piacere erotico di queste fantasie trasgressive, ma non
intende realizzarle su un piano di realtà, credo sia meglio non
insistere. Inoltre, non è affatto vero che l'introduzione di un terzo
nella coppia rappresenti un elemento di unione e di complicità: esso è
anzi quasi sempre il grimaldello che prima o poi scardinerà la coppia.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta Ancona
LEI NON SA SE E' BISEX O OMOSEX
Gnet.mo Dottore mi chiamo C., sono sposato da 8 anni con una donna
con la quale ho vissuto un matrimonio felice. Non abbiamo figli. Dopo un
periodo di separazione (6 mesi) dovuto a questioni lavorative ora
viviamo nuovamente insieme. Nonostante la distanza fisica, io in C. lei
in Italia, abbiamo sempre mantenuto i contatti via telefonica o via
internet. In questo periodo di lontananza ci siamo visti due volte (una
settimana dopo 2 mesi e la seconda volta ci siamo visti un'atra
settimana dopo il 4º mese di lontananza). Da 4 mesi però (cioè da quando
stiamo nuovamente insieme) il nostro matrimonio non è più come prima,
infatti mia moglie ha scoperto di non essere eterosessuale, si sente
molto confusa e dice di non sapere se é bisex o omosex. Questo dubbio è
nato in lei dopo aver avuto una relazione omosessuale nei mesi in cui
eravamo lontani. In questo momento lei mantiene una relazione epistolare
con la donna con cui ha avuto questa relazione. Io per ora non ho
nessuna pretendente. Ho fatto presente a mia moglie che chiaramente non
è possibile per me mantenere una relazione coniugale con una persona che
é sicura di non essere eterosessuale. Il sesso per me è molto importante
e pensare a un matrimonio senza sesso e come voler giocare una partita
di calcio senza pallone. Per me il matrimonio è come una struttura che
si regge su tre pilastri: Amore, Fiducia e Sesso. Se uno di questi tre
pilastri vacilla la struttura della casa è in pericolo e il pilastro
debole nella nostra relazione è quello del Sesso. Ora le chiedo, perchè
non riusciamo a separarci? Perchè pensare a una separazione ci da una
tristezza immensa? MI domando perchè abbiamo una grande empatia e un
grande sentimento di complicità che ci impedisce prendere una decisione
che ci farebbe liberi entrambi? Spero di essere stato chiaro, capisco
bene che il mi racconto è molto lacunoso ma è difficile poter mettere in
una pagina un'esperienza così complicata. Un caro saluto C.
Caro C,
Scoprire dopo otto anni di
matrimonio che la propria moglie è diversa da come la si pensava è
senz'altro un'esperienza traumatica. Del resto, lei mi chiede (e si
chiede) come si possa, nonostante ciò, desiderare di restare insieme e
provare tristezza infinita al pensiero di lasciarsi. E' probabile che la
vostra unione sia fondata sui tre pilastri che lei cita ed è altrettanto
probabile che i due ancora in piedi siano tutt'ora ben saldi: questo
spiega l'origine di tanta reciproca tristezza al solo pensiero di
lasciarsi. E' impossibile stabilire dalle sue poche righe se si tratti
di omosessualità o bisessualità: nel primo o nel secondo caso è comunque
sua moglie che deve dare una risposta a tutti i suoi interrogativi. Le
consiglio intanto di gestire questo momento critico nella vita della
vostra coppia come se si trattasse di un caso di tradimento coniugale
eterosessuale, che richiede una profonda rielaborazione da parte di
entrambi i partners, alla ricerca di un nuovo equilibrio che dia
maggiore stabilità.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta Ancona
FAZZOLETTI SPORCHI
Buongiorno, brevemente il fatto è questo. Ieri a ritorno dal lavoro
mia moglie ha trovato dei fazzoletti sporchi, che avevo usato per
pulirmi dopo una masturbazione. E' un periodo in cui sono molto agitato
e nervoso perchè, mia moglie è in un momento particolare della sua vita,
problemi col lavoro che le hanno scatenato problemi esistenziali più
gravi e io sto male all'idea che lei si senta così. Mi ha accusato di
averlo fatto apposta per ferirla e dice che sono malato. Io non credo
questo, anche perchè ho affrontato un anno di psicoterapia superato bene
e con ottimi risultati sulla mia vita, infatti sto molto meglio e
affronto con più serenità i problemi della vita quotidiana. Per questo
sò che masturbarsi è una cosa mia e tuttalpiù l'errore è stato di aver
dimenticato i fazzoletti in giro, ho provato a spiegarglielo ma non
capisce, come posso fare? Sto sbagliando atteggiamento? La cosa è molto
più grave di come la vedo io? Grazie per l'attenzione che mi sta dando e
attendo con ansia una sua risposta. Mario.
Gentile Mario,
Credo che l'attuale problema, sorto in seguito alla scoperta da parte di
sua moglie della sua attività autoerotica sia riconducibile al
particolare momento di stress che sua moglie stessa sta vivendo, così
come lei ha accennato nella sua lettera. La masturbazione è un'attività
erotica molto diffusa e che non rappresenta una forma patologica della
sessualità. Credo che sua moglie dovrebbe, come lei ha già fatto,
chiedere aiuto alla psicologia, per essere sostenuta nell' attraversare
meglio questa fase della propria vita nella quale, mi par di capire, lei
non può esserle di aiuto.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta - Ancona
STO DA CANI
Buonasera Dr. La Gatta, essere telegrafica per un problema d'amore
che mi affligge, mi sembra quasi impossibile, ma ci proveró. Ho 33 anni,
sono sposata da un anno e mezzo ca. con un uomo che conosco da 8 anni e
con cui ho convissuto anche, prima del matrimonio, per 3 anni e poco +.
Mio marito ha vissuto la separazione dei suoi genitori all'età di 13
anni e questa esperienza l'ha segnato molto. Premetto questo per darLe
un'idea più o meno della situazione. Con la madre non ha + nessun tipo
di rapporto da ca. 3 anni e con la sorella da ca. 8 o +. Il perché? Le
posso assicurare che entrambe sono personalità molto contorte e
soprattutto egoiste e forse la separazione da loro è l'unica cosa che
resta. La madre ha abbandonato il padre, dopo essere stata tradita da
lui, per andare a vivere con un altro uomo e per qualche anno non si è
più interessata dei due figli. Allora, psicologicamente, penso che mio
marito non abbia fiducia nei rapporti umani, o meglio, ne ha, ne
vorrebbe avere, ma ha vissuto sulla sua pelle molte delusioni. Boh! Ora
torno a me e ai ns. problemi. Da ca. un anno ho un gran desiderio
materno che ogni giorno, quasi, esplode dal mio interno e mi fà piangere
lacrime amare.... Il perché? Perché mio marito all'inizio mi ha
rimandata all'anno nuovo e quindi al 2008 ed io devo dire che all'epoca
non ho sofferto per questa proroga con il progetto "proviamo a metter su
famiglia?". Poi ha iniziato a rimandarmi fino a quando avremmo trovato
una casa o un appartamento da comprare. Ma da marzo scorso, quindi
dall'anno nuovo, lo presso insistentemente e a volte anche offendendolo,
con il mio progetto! Naturalmente da marzo non abbiamo spesso rapporti
sessuali, perché lui vuole continuare ad usare un preservativo e io
allora appena arriva con quel coso lì, non ho + voglia di far niente,
perché per me l'idea sarebbe provare ad aver un bimbo! Ecco quindi anche
il problema della sessualitá. Fino a Luglio lo attaccavo anche se sapevo
inconsciamente che la proroga da parte sua fosse + psicologica, fosse
paura e soprattutto paura di lasciarsi andare, ora negli ultimi due mesi
sono diventata superdolce e tranquilla , diciamo così x dire, ma con
dolcezza provo comunque a fargli capire come mi sento, che cosí non sto
bene, che avevo pensato che anche lui volesse costruire con me una
famiglia e non tra qualche anno, ma subito! E bene sì, la sua risposta
ora è stata: "Ho paura, non mi sento all'altezza della situazione." La
casa o l'app. non l'abbiamo ancora trovato e io sto da cani! Mio marito
non è nemmeno cosí tanto giovane anche perché nel frattempo ha compiuto
41 anni. Ora la situazione peggiora sempre + e sono due mesi e + che non
abbiamo rapporti. Se gliene parlo, mettendo in dubbio il fatto che mi
ami, mi attacca, dicendo che sono fissata con l'idea del bambino e che
voglio girare il problema a noi e alla situaz. sessuale. Cosa devo fare
io??? Ha un consiglio? Si puó prendere contatto con Lei anche
telefonicamente? Grazie della Sua disponibilità, pescina75
Gentile Pescina75,
Anzitutto rispondo alla sua ultima domanda: si, è possibile contattarmi,
il giovedì mattina, nel numero indicato nel sito, per una consulenza
telefonica. Veniamo ora al vostro problema. Ritengo che suo marito abbia
le proprie ragioni per avere scarsa fiducia nel futuro e nelle sue
capacità paterne: incertezze che, peraltro, sono comuni e condivise,
perché nessuno ha la sicurezza di essere un buon genitore prima di
diventarlo realmente. La difficile esperienza familiare vissuta da suo
marito appesantisce i suoi timori e le sue incertezze; è però importante
per lui imparare a guardare avanti, cercare di mettersi in gioco, senza
rimanere rigidamente fissato al proprio passato. Credo che il suo ruolo
sia, al momento, quello di sostenere suo marito in questa scelta per lui
così difficile, ma non attraverso minacce, ricatti o altre forme di
pressione, quanto attraverso il dialogo e la messa a punto di progetti
comuni per il vostro futuro. Cerchi di fargli comprendere quanto forte
sia per lei il desiderio di maternità e quanto importante per la vostra
coppia potrebbe essere l'arrivo di un bimbo. Con il recupero di un buon
rapporto dialettico fra voi, anche la sessualità potrà riprendere senza
i limiti cui lei accennava e con essa, si spera, anche
l'opportunità di completarvi attraverso la costruzione di una famiglia
tutta vostra, che potrete rendere del tutto diversa dai modelli negativi
vissuti nel passato.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta - Ancona
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