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Il Sesso e L'Amore

Home Page > ARCHIVIO > QDS 10


ARCHIVIO QUESTIONI DI
SEX

PAGINA dieci
 

2009
INCIDENTE D'AUTO PER SVEGLIARSI

buonasera, qualche giorno fa ho avuto un incidente di auto. è capitato ad un momento in cui sto molto male. tornano dal mio passato questioni irrisolte. dai 9 ai 13 anni, un amico di famiglia ha "abusato" di me. baci, carezze, fellatio, nulla di più ma tante bugie. a 13 anni è deceduto. ma già prima mi inventavo un'altra vita, forse per scapare dalla realtà. dopo tanti anni, dopo essere venuto a vivere in italia dalla francia, continuo ancora a mentire. ho coscienza che sono arrivato ad un limite. i miei amici mi vogliono bene ma se dovessi dire la verità li perderei. mi sento in trappola. al momento dell'incidente pensavo di finirla. in questa settimana, anche se sto bene e che nessun'altra auto è stata coinvolta, sono deluso di stare ancora qui, che non mi sia successo nulla. ma allo stesso tempo è come se avessi ricevuto uno schiafo dalla vita, solo per svegliarmi e finalmente aprofitarne. sono gay, lo sono sempre stato, ben prima che quell'uomo mi insegnasse a baciare, ero consapevole di essere diverso. in fonoo mi piacevano quei giochini sessuali però il fatto che sia morto prima che fossi consapevole del male che mi abbia fatto mi rende impotente. non ho mai potuto confrontarmi con lui. per quello penso di cercare di uscire dalla realtà. di inventarmi una situazione anche sociale e familiare diversa da quella reale per affrontare le cose da persona più forte. sono un perpetuo insicuro. ho paura di tante cose. di essere messo in difficoltà per esempio. sono molto confuso.

Gentilissimo,

Forse questo incidente non è capitato per caso: probabilmente lei stesso, non certo a livello pienamente consapevole, ha contribuito a crearne le condizioni, perché è una persona fortemente provata da questi pensieri disturbanti ed ossessivi, che la inseguono ormai da diversi anni. Credo che per lei sia assolutamente necessario rivolgersi ad uno psicoterapeuta, perché ha bisogno di ripercorrere quegli anni dell'abuso, elaborare il lutto per l'improvvisa perdita dell'amico, riflettere sulla sua omosessualità, sulla sua autostima, sulla qualità delle sue relazioni sociali e sui progetti da fare per il futuro. Vorrei solo aggiungere a questo consiglio che le ho dato, la sensazione che le continue ruminazioni interiori l'abbiano portata ad ingigantire enormemente il suo "problema" e che forse se i suoi amici venissero a sapere questo suo enorme segreto, forse non gli darebbero l'importanza che lei si aspetta.
Abbia cura di sé.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta Ancona

SESSUALITA' CLASSICA


Salve dottore Sono C un ragazzo gay di 20 anni. Per quanto mi ricordo sono sempre stato gay e mi sono sempre piaciuti i piedi maschili, fin da piccolissimo (ricordo bene ad esempio che mi eccitavano molto i piedi di mio padre). Fin qui però non è un problema. I ragazzi mi piacciono, mi eccito se sono a contatto con un bel ragazzo, e mi sono sempre innamorato di ragazzi. Il problema è però che non ho alcun interesse per il pene o per il sesso anale con i ragazzi, cose che sono invece generalmente al centro del sesso gay. Cioè, io non ho mai provato a fare sesso orale o anale con un ragazzo ma so che non mi ecciterebbe (o almeno, il pensiero non mi eccita, anzi mi fa fanche un pò schifo), l'unica cosa che mi eccita fino all'orgasmo sono i piedi dei ragazzi, ed essere sottomesso da essi! So che il feticismo dei piedi è molto diffuso, e io lo accetterei di buon grado se non fosse però che questo è il mio unico modo per raggiungere l'erezione e questo naturalmente mi limita moltissimo nella mia vita sentimentale e sessuale in quanto ovviamente ogni ragazzo che conosco vorrebbe fare sesso nel senso "classico" del termine, e io non posso dirgli solo "no mi dispiace io lecco solo i piedi"...perchè per me praticamente il sesso è questo. Cosa fare? Cosa posso fare per...ehm..."allargare i miei orizzonti sessuali"? E' una situazione risolvibile? Grazie!

Gentile C,

La sessualità "classica" -come lei la definisce"- è tale perché condivisa dai più. Dai più, per l'appunto, ma non da tutti. L'esempio migliore è proprio lei, che in quel classicismo non si riconosce e che attraverso le "normali" pratiche sessuali non riesce nemmeno a trovare i presupposti della sessualità. Questo è il primo punto. Il secondo è descritto da lei quando dice che il feticismo dei piedi è molto diffuso: dato che lo è, ci sono molte persone che, come lei, lo apprezzano e lo praticano, debbono solo essere incontrate. In conclusione, credo che la sua giovane età non le abbia ancora permesso di incontrare e scegliere persone che condividano con lei gli stessi interessi erotici: con il tempo non escludo che possa trovare la persona con cui vivere intensamente questa esperienza. Intanto però, poiché la sessualità non è fatta di una cosa sola o due, ma di tante cose tutte da scoprire, provi lentamente ad accettare anche altre modalità, per per scoprirne quei lati che le rendono così popolari. 

Cordiali saluti

Dr. Walter La Gatta - Ancona  

IL DIVARIO TRA DI NOI

Vorrei sottoporvi un problema che attualmente contraddistingue il mio rapporto di coppia. Ho 32 anni e sono sposata con mio marito (che ne ha 35) da tre anni dopo 4 di convivenza. Abbiamo un figlio di 2 anni. Premetto che io e mio marito abbiamo fondamentalmente un buon rapporto di coppia, nel senso che andiamo d'accordo sulla maggior parte delle probelmatiche che interessano la nostra famiglia (non sempre sull'educazione di nostro figlio) e tendiamo entrambi a trovare compromessi per venirci incontro nelle scelte della vita quotidiana. Prima della nascita di nostro figlio, avevamo un rapporto molto più intimo e passionale (anche dopo 4 anni di convivenza), eravamo molto più complici e sentivamo molto la distanza se uno dei due doveva assentarsi per qualche motivo. Dopo la nascita di nostro figlio, le cose sono lentamente cambiate (come per la maggior parte delle coppie, immagino). La nostra capacità di comunicare si è affievolita sempre più ed a volte nascono forti incomprensioni su cose veramente banali. Il problema maggiore riguarda l'intimità. Non ci sono grossi problemi fisici (anche se sempre più difficilmente io riesco a rilassarmi e raggiungere l'orgasmo). Il problema è più generale. Io non sento mio marito partecipe. Facciamo l'amore, ma piuttosto raramente (anche una volta al mese) ed abbastanza meccanicamente. Io vorrei farlo di più, ma sempre più spesso i miei approcci finiscono nel niente, rendendomi sempre più insicura del desiderio che mio marito prova per me. Ne ho parlato con lui molte volte, ma vedo che le mie parole non sortono mai l'effetto che vorrei. Ad aggravare la situazione, c'è il fatto che non abbiamo famiglie nelle vicinaze, il chè non ci permette di lasciare nostro filgio anche per una serata. Per questo motivo usciamo sempre separati con i rispettivi amici. Il risultato è che il divario tra di noi si sta aprendo sempre più ed io non so come fermarlo. Sento che la situazione ci sta fuggendo dalle mani e sento che la mia frustrazione diventa sempre più difficle da contenere. Che cosa mi suggerite? Grazie per l'attenzione.

Gentilissima,

La cosa migliore da fare è mettere un punto alla vita che avete fin qui condotto, dopo la nascita di vostro figlio e ricominciare la routine familiare sulla base di nuove regole: discusse, accettate e condivise da entrambi. Con un figlio di due anni infatti è ancora possibile trovare dei momenti di intimità, ma forse ancor più importante dell'intimità è in questo momento la ricerca e la condivisione di tempo libero: se ciascuno di voi fa la sua vita ed ha i suoi interessi ed i suoi amici, le ragioni della convivenza ed il progetto di coppia man mano sfumano, divenendo inconsistenti. Gli amici non vanno visti necessariamente fuori: possono essere anche invitati a casa. Se la presenza di vostro figlio può essere in questo caso considerata un ostacolo, tenete presente che tra un anno vostro figlio sarà inserito nella scuola materna e questa sarà per voi un'occasione imperdibile per conoscere e frequentare, come nuovi amici, i genitori degli amici di vostro figlio, avendo così la possibilità di trascorrere molto tempo insieme, soddisfacendo le esigenze sia dei grandi, sia dei piccoli. Se non riuscirete in questo intento, la cosa migliore da fare è affidarsi ad un aiuto professionale.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

VORREI SBLOCCARMI

Ho 38 anni e pur non essendo miss universo sono sempre stata considerata ciuttosto piacente. Ho avuto pochissime relazioni serie, sono sempre stata un po' sfortunata in questo: è difficilissimo che un uomo mi prenda totalmente, tendo a stancarmi in fretta, e le poche volte in cui sarei stata bendisposta ad approfondire la cosa... sono stata scaricata. Dopo l'ultima delusione grossa, risalente a 4 anni fa, ho vissuto un periodo in cui avevo storie a destra e sinistra senza ritegno e con poco rispetto per i malcapitati ed i loro sentienti, ovunque mi giravo c'era un uomo che mi voleva. La cosa era divertente ma soprattutto mi serviva come "rivincita". Ma dopo un po' il divertimento è diventato quasi disgusto, tutte queste storie non mi lasciavano niente e ho iniziato a rifiutare qualsiasi corteggiatore. Adesso ho il problema contrario: nessuno mi avvicina, e se dico nessuno intendo veramente nessuno....nemmeno più mi fischiano i muratori per strada! Mi trovo in una situazione di blocco: sicuramente sono io che inconsapevolmente mando segnali di stop, ma non riesco davvero a capire cosa potrei fare per sbloccarmi. L'ultima volta ch esono uscita con un uomo risale alla preistoria e nonostante ci fosse un chiaro interesse da parte sua abbiamo passato la serata sul divano di casa sua a chiacchierare senza che facesse un minimo accenno a niente. Un periodo così va bene, ma qui stiamo parlando di 3 anni e io ne ho solo 38!!! Cosa posso/devo fare? Grazie....

Gentilissima,

Credo che lei debba anzitutto avere un progetto di vita. A 38 anni infatti non può ancora chiedersi se esiste o non esiste un uomo ideale che possa "prenderla totalmente". Inoltre,  come lei ben sa, più si va avanti con l'età, maggiore è il numero delle esperienze e delle relazioni che si sono avute, più difficile è trovare un partner che sia veramente "giusto"... Anche perché si diventa molto più esigenti. Non capisco bene, dalla sua lettera, perché nel periodo in cui  era corteggiata da tanti uomini lei non abbia pensato di provare a stabilire una relazione seria con uno di loro, invece di giocare senza ritegno, dice lei, con i "malcapitati". Forse essi non avevano i requisiti minimi necessari per aspirare al suo totale innamoramento: in questo caso mi verrebbe da dire che lei ha forse delle aspettative eccessive nei confronti degli altri e si mette poco in discussione. Se i muratori per strada non la fischiano più, ad esempio, potrebbe esserci qualcosa di mutato nel suo aspetto, così come nella storia del signore sul divano: forse anche lui si aspettava, avendo già manifestato interesse per lei, di ricevere "un minimo accenno". E' sicura che perseguendo fino all'ultimo i suoi ideali di perfezione possa essere più felice che nel cercare ogni tanto qualche compromesso, soprattutto con sé stessa?
Le faccio molti auguri per la sua vita.

Dr. Walter La Gatta


PAURA DI PERDERLA

Gent.mo Dott. La Gatta, sono un ragazzo di 29 anni in una situazione forse un po' particolare. Per vari motivi sono arrivato alla mia età ancora vergine. Prima ho avuto una storia lunga con una ragazza che, per motivi religiosi, non voleva avere rapporti completi. Ci siamo lasciati 4 anni fa, e da allora ho esclusivamente praticato la masturbazione, in certi periodi anche di frequente (diverse volte al giorno). Ora ho incontrato una ragazza fantastica, molto innamorata di me, che però al contrario ha avuto diverse esperienze precedenti. Lei ha voluto avere rapporti quasi immediatamente, e sebbene non fossi avverso alla cosa, qui sono iniziati i problemi. Mi accade di tutto: a volte raggiungo l'eiaculazione con la semplice stimolazione tattile e magari neanche ad erezione completa, altre volte non raggiungo neanche l'erezione e rimango insensibile di fronte alle situazioni più eccitanti. D'altro lato, mi capita pure di avere erezioni e piccole perdite in situazioni apparentemente "innocenti", anche semplicemente abbracciandola. A questo si aggiungono problemi di dimensioni "generose" del mio pene, che hanno richiesto la ricerca di un preservativo adatto e comunque rendono difficile la penetrazione se non quando raggiungo l'erezione completa. La morale è che su una decina di "tentativi" (in giorni diversi) sono effettivamente riuscito a penetrarla una sola volta, quando sono venuto comunque dopo una decina di secondi. L'idea che suoi ex sono riusciti in questo e io invece non riesco mi fa stare molto male, e non ho idea di come affrontare il problema. Lei mi dice di stare tranquillo, ma io so che questo è molto importante per lei e ho paura di perderla per questo.

Gentilissimo,

Paradossalmente, più lei si preoccuperà, più le cose le andranno male. La cosa migliore per uscire da questa impasse è immaginare e fantasticare che la sua ragazza sia vergine, o alle sue prime esperienze. Infatti, se durante la prestazione si farà venire  in mente la nutrita lista degli ex, (i quali, chissà poi perché, erano tutti più bravi di lei), l'atto sessuale per lei diventerà sempre più una sorta di incubo. Non ci pensi: pensi al presente. Questa ragazza ha scelto lei ed ora sta a lei soddisfarla, ricordando che oltre al sesso esiste anche l'intelligenza e il senso dell'umorismo, di cui le donne sono, in genere, molto ghiotte.


Dr. Walter La Gatta

TRA TRE SETTIMANE MI SPOSO

Buongiorno, tra tre settimane mi sposo. Non è un matrimonio improvviso, è un matrimonio che è stato pensato, desiderato e progettato, da almeno 2 anni. Ma ora, a così poco tempo dal grande passo, sono andata in tilt. Nell'ultimo mese ho avuto 2 crisi di panico, nonchè numerose crisi d'ansia e pianto con il mio futuro marito. Tra le varie paure che sono riusita ad articolare in parole (paura di andare a vivere fuori dalla mia città, di lasciare la mia famiglia...) soprattutto è emerso in me un pensiero che mi fa sentire in colpa, che cerco di affrontare e poi cacciare, e che insomma mi accorgo di non saper gestire con serenità. Nello stesso anno in cui ho conosciuto e mi sono messa insieme al mio ragazzo (quello che sposerò) ho conosiuto anche un altro ragazzo con cui da subito mi sono trovata in una forte sintonia e siamo diventati molto amici. Dopo un po' lui mi si è dichiarato, ma io ho rifiutato la sua proposta, scegliendo di rimanere con il mio ragazzo. Per un po' non ci siamo visti ne parlati, poi abbiamo faticosamente ricominciato il nostro rapporto di amicizia. Dico faticosamente perchè in questi anni ogni volta che sono andat in crisi con il mio ragazzo lui in qualche modo mi tornava in mente. Di fatto però tra noi non è mai successo nulla e io ho se4mpre continuato la mia storia d'amore. Ora che mi devo sposare il pensiero di quest'altra persona mi 'perseguita' insieme alla domanda e se invece fosse lui la persona giusta? Poi quando mi tranquillizzo ritorno invece al pensiero della mia attuale scelta con serenità... Vedo l'altro come un'occasione mancata, nel senso di mai verificata e mi sento in colpa per questo. Poi mi chiedo se la mia è paura del matrimonio, stress del cambiamento e della decisione, oppure se ho paura di lasciar perdere tutto perchè ci vuole troppo coraggio... aiuto...

Gentilissima, una parte della risposta la ha già data lei stessa ("paura di andare a vivere fuori dalla mia città, di lasciare la mia famiglia..."). L'altra parte è davvero più complessa. Credo che la sua complessità risieda anche nelle paure precedenti che amplificano quella riguardo alla 'persona giusta'. Lei ha già sperimentato la capacità di fare coppia col suo futuro marito, ne conosce i punti di forza e di fragilità, sa quanto e come può contare su di lui. Cosa sa dell'altro? Vede 'l'altro come un'occasione mancata' ma non sa di che tipo. Non sa se i suoi progetti di vita coincidono con quelli dell'altro, se il concetto di coppia e di famiglia sono gli stessi cui lei crede ... Insomma, è un perfetto sconosciuto, con addosso un alone di mistero, che lo rende più attraente. Tanti progetti, tante discussioni col suo promesso sposo non possono essere la stessa cosa di 'un'occasione mancata'. Nessuno potrà garantirle la solidità eterna del suo matrimonio, ma rifiutarlo potrebbe, questa si, essere una occasione mancata.

 
Cordiali saluti

Dr. Walter La Gatta - Ancona

TRE RAGAZZE PER ME

Gentilissimi in questi giorni sto lavorando all'estero. Ieri sera mi e' successa una cosa particolare: uscendo per una passeggiata, sono stato fermato da una compagnia di ragazze (6 in tutto) con le quali ho fatto amicizia ed ho passato la serata. Poi mi hanno chiesto se potevano venire in camera mia per vedere le foto dell'Italia che ho nel laptop. Cosi' sono salite ed hanno cominciato a fare dei "giochi", che sono diventati sempre piu' espliciti. Insomma, siamo arrivati al dunque. Il problema: pensavo che avere a disposizione piu' di una ragazza allo stesso tempo fosse il mio sogno piu' segreto. In realta' l'esperienza mi ha lasciato vuoto e turbato. E' come se non avessi amato nessuna di loro, eppure ce n'era una con cui avrei avuto passare del tempo, magari averla come fidanzata. L'ho trovata un'esperienza negativa e non mi so capacitare di questo. Com'e' possibile?

Gentilissimo,

Un conto sono le fantasie ed i desideri risposti nell'immaginario erotico, un conto è la realtà. Lei infatti nella realtà non solo avrebbe voluto avere rapporti sessuali con solo una di loro, ma anzi costruire con lei una relazione più profonda, di tipo affettivo. Che dire? Questa esperienza negativa l'aiuterà anzitutto a comprendersi meglio e le tornerà utile sia nello scegliere una storia di sesso, sia nel cercare una ragazza per avere una relazione più impegnativa. Perché non riesce a capacitarsi di questo? La quantità non sempre è sinonimo di qualità, le pare?

Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta


UNICA POSIZIONE

ritengo di avere un probblema,quando ho rapporti con mia moglie riesco a raggiungere l'orgasmo solo in un unica posizione,ossia io sotto e lei sopra me,in altre posizioni per me è molto difficile raggiungere la gioia.Il mio passato,non è ricco di esperieze amorose,e ho scoperto il sesso molto molto tardi(25 anni) a causa della mia timidezza,nonostante non mi mancassero le occasioni,ma nella mia testa non rientrava il cosidetto "sesso senza amore",purtroppo lo trovavo molto frusrtante all'epoca e invidiavo chi riusciva a farlo senza coinvogimento.Provai persino ad andare con una "donna a pagamento",ma fu un vero disastro,provai pena per lei e ribrezzo al pensiero di quanti fossero passati prima di me.Le ho accennato il mio passato qualora potesse servirle,la ringrazio sin d'ora.Billy 69

Gentile Billy,

Finalmente, dopo anni di solitudine e frustrazioni, ha trovato una donna con la quale ha stabilito un buon rapporto, sia fisico che sentimentale, si è sposato e raggiunge il piacere senza problemi (come invece accade a molti uomini). Perché adesso farsi il problema inutile del "modo" in cui raggiungere il piacere? Si contenti di quello che ha, si goda la moglie e la vita...

Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta



NIENTE SESSO

Niente sesso,per sua scelta... buonasera dott. ho cercato tra me e me tante volte darmi una risposta, visto che anch'io ho studiato nel suo ambito e mi mancano 2 esami per la laurea in psicologia, ma arriviamo al dunque è da 2 anni che sto con un ragazzo, ha 29 anni e io 24 le dico l'eta per farle capire che le esperienze sessuale con le nostre storie passate non ci mancano però tra di noi si, non abbiamo mai fatto amore, e questa per scelta sua anche se non mi sembra tanto normale... all'inizio c'era molto complicità(e cè tutt'ora), c'era il desiderio, la voglia, la pazzia... fino ad un certo punto perche al dunque poi pero c'era sepre anche la "scusa" del tipo non qua perche ce mia mamma perche l'unico posto per stare un po da soli era la casa sua, ho cercato di parlarli il perche questa sua scelta...anche se non gli piaceva e non gli piace anche adesso (che è da un anno ke conviviamo) mi ha spiegato in poche parole, che io sono speciale per lui e vorrebbe fare l'amore per fare un figlio sinceramente mi sentivo presa in giro il che poi gli ho risposto che non per forza l'atto sessuale dovrebbe portare al mondo un figlio,ci sono anche altre finalità nel fare amore...e lui ci rimase male e mi dissi...io per amore rinuncerei al sesso ma si vede ke siamo diversi, se tu non ci puoi rinunciare evidentemente non mi ami abbastanza ecct ecct...io ci sono rimasta male e poi ho cercato di spiegarmi bene e di tranquillizarlo adesso sono in astinenza sessuale con tutto che prima di conoscere il mio attuale ragazzo avevo una storia con un ragazzo che devo dirle che sessualmente era perfetto ed anche io ero molto soddisf. cosa posso fare, se sto con lui e perche lo amo follemente e ci rinuncio anche al sesso, ma per quanto tempo, e perche questa sua scelta?? ps, ho notato ke raggiunge diciamo presto l'orgazmo(nei giochi che facciamo) ed ho pensato che magari anche questa puo essere una sua paura nei miei confronti, nel non sentirsi sicuro di sè e di non poter soddisfarmi....influisce anche questo secondo lei dott?? la ringrazio distini saluti


Gentilissima,

All'inizio della sua lettera avevo capito che non facevate sesso per niente e la cosa era si preoccupante. Poi invece nel finale, mi pare di capire che vi limitate al petting: carezze e giochi erotici, ma niente penetrazione. Questo significa che non ci sono disturbi del desiderio o difficoltà nel raggiungere l'erezione, anche se evidentemente c'è un disturbo di eiaculazione precoce. Parlatene apertamente, perché l'eiaculazione precoce si può curare e poi perché non è detto che lei debba necessariamente raggiungere il piacere attraverso il coito. Se posso darvi un consiglio, sarebbe il caso che lui facesse una visita andrologica: gli uomini, a differenza delle donne, non hanno l'opportunità di farsi controllare i genitali da un medico e questo è un male, perché potrebbero esservi dei problemi oggettivi che potrebbero essere facilmente risolti con un farmaco o un piccolo intervento. Forse il suo ragazzo non si sente sicuro nell'affrontare il coito: potrebbe essere un disturbo psicologico (insicurezza, ansia da prestazione, fobia sessuale ecc.), ma anche fisico. La prima cosa da fare dunque è una visita andrologica, dopo di che, se tutto va bene, si potrebbe fare una psicoterapia di coppia, centrata sul sintomo.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta


LEI HA PAURA

Salve
! io sono insieme a una ragazza di 19 anni da circa un anno. Lei ,da quanto mi ha detto è vergine e non è mai stata penetrata neanche con un dito; io le credo. Il problma è che io ogni volta che cerco di penetrarla anche solo superficialmente, e lentamente con un dito, lei si tira indietro dicendomi che ha male; però lei a mio parere è ben lubrificata. LA DOMANDA : E' NORMALE IL DOLORE CHE LEI PROVA?..O E' VERO O MI STA MENTENDO PER QUALCHE MOTIVO? COSA POSSO FARE PR SUPERARE IL PROBLEMA? al fine di aiutare una risposta più precisa cerco di dare qualche altra informazione..: quando siamo in mezzo ai preliminari lei è eccitata, però quando poi cerco di penetrarla con un solo dito, solo superficialmente lei si spegne un pò; è come se si distraesse! grazie in anticipo per la risposta

Gentilissimo.

La paura non è un capriccio. E' possibile che la sua ragazza viva con terrore ciò che a lei sembra solo una banalità. La cosa da fare è cercare di tranquillizzarla e soprattutto capire se lei associ alla penetrazione qualche vissuto o qualche fantasia spiacevole. Ha qualche tabù sessuale? Sensi di colpa? Ha avuto qualche molestia? Sicuramente, parlando e agendo con dolcezza lei potrà aiutarla ad avere fiducia in lei e ad essere più rilassata durante questi momenti di intimità. Se, pur applicando questi suggerimenti, nulla dovesse cambiare, potrebbe consigliarle di andare da uno psicologo, per essere aiutata a sbloccarsi. Anche una visita ginecologica potrebbe essere utile, per capire se vi sono infiammazioni locali che rendono doloroso il rapporto..
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

UN QUESITO FORSE STUPIDO

Avrei un quesito forse stupido ma che mi sta creando molta ansia! Domenica scorsa, al 21^ giorno del ciclo' facendo petting con il mio ragazzo mi sono sporcata la mano destra penso del suo sperma, visto che la quantità era più abbondante del semplice liquido lubrificante. Dopo circa 1 oretta scarsa sono tornata a casa e mi sono lavata le mani con acqua calda e sapone, poi ho passato anche un pò di alcool (di quello che si usa in casa). Il problema è che dopo sono andata in bagno a fare pipì e non mi ricordo se ho usato la carta igienica con la mano che era stata precedentemente contaminata (sebbene lavata) La mia paura fobica è che sotto le unghie potessero essere rimasti spermatozoi che non siano stati lavati dal precedente lavaggio e quindi, pulendomi possano essere passati alla carta igienica e quindi in vagina. Altra paura è che richiudendo il rubinetto dell'acqua dopo essermi lavata possa la mia mano avere ripreso qualche spermatozoo depositato quando ho toccato il rubinetto per aprire l'acqua e quindi, se mi sono pulita dopo essere andata in bagno, passati in vagina. Insomma, sono solo fobie oppure un pò di rischio c'è? Quanto vivono gli spermatozoi su una mano? Vi prego di rispondere Grazie

Gentilissima,

Sono solo fobie. Dopo un lavaggio con acqua calda e sapone e successiva "disinfestazione" con alcol non c'è spermatozoo capace di applicare tecniche di guerriglia infiltrandosi sotto le unghie. Viva più tranquillamente la sua vita sessuale, ma comunque fa bene ad essere prudente, cosa diversa dall'avere timori infondati.

Cordiali saluti.

Dr. Walter la Gatta

MI MANCA IL MATRIMONIO

Buon giorno, sono una donna di 30 anni con due figli molto piccoli,uno di cinque mesi appena, convivo con il padre dei miei figli da quattro anni, sono fermamente cristiana e mi manca il matrimonio, che non potrò mai avere perchè il mio compagno è separato. Il problema tra di noi è grande, quando ci siamo messi insieme lui era separato da soli tre mesi, mi ha fatto vivere in casa sua con foto del matrimonio in ogni stanza, bomboniera del matrimonio appesa in cucina, vestiti ed effetti personali della sua ex in casa per più di un anno, non li toglieva perchè se lei fosse passata a casa e non li avesse trovati ci serebbe rimasta male, li ha tolti solo quando io l'ho scongiurato per l'ennesima volta di farlo perchè per me era insopportabile vivere così. Non le dico le volte che l'ha vista di nascosto o l'ha chiamata, raccontandomi bugie, o ancor peggio le volte in cui mi ha mandata a dormire da mia madre perchè aveva invitato lei a cena. Lui si è sempre giustificato dicendo che doveva "tenersela buona" per non farle chiedere il mantenimento. Poi abbiamo avuto una bimba, la cosa più bella della mia vita, e s'immagini, durante la seconda ecografia siamo stati interrotti da una telefonata della sua ex, che lui ha prontamente richiamato appena mi ha scaricata a casa. A dicembre avrebbe potuto chiedere il divorzio,(era nato da un mese il nostro secondo figlio, non voluto ma ora un altro angelo nella mia vita e per questo ringrazio il Signore), invece niente, a gennaio gli chiedo che intenzioni ha in merito al divorzio e lui risponde che sì vuole chiederlo ma non volendo indispettire la sua ex non vuole chiederlo subito per non dare la sensazione di non aspettare altro. Lo chiede a fine febbraio e pensa sia più educato parlarle di persona piuttosto che spiegare le sue intenzioni in una telefonata. Mi mette di fronte al fatto compiuto un giorno a pranzo : "oggi mi devo vedere con .... per chiederle il divorzio",si cambia,si lava, si fa la barba e si veste carino, tutto questo davanti a me. La ringrazio per l'attenzione e mi scuso se non sono stata chiara o troppo prolissa. Buon lavoro Francesca

Gentilissima Francesca,

Tutto ciò che dice riguardo ai motivi per essere gelosa è assolutamente vero e condivisibile, in particolare riguardo ai cimeli della ex, a lungo conservati. Credo che il distacco sia stato per lui particolarmente difficile, anche se inevitabile, ma ora la scelta di entrambi mi pare conclusa. Lei sebbene "fermamente cristiana" ha saputo superare le sue remore morali per dar vita a questa famiglia; lui, pur con sofferenza, ha chiuso quel rapporto e dopo quattro anni conferma nei fatti la propria scelta, anche attraverso la richiesta di divorzio. Nei dettagli ci sarebbe ancora qualcosa da dire. Se lui "si fa carino" per annunciare alla ex la richiesta di divorzio, lei ha fatto altrettanto per accoglierlo al suo rientro? Può essere uno spunto di riflessione.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

SESSO? SEMPRE PEGGIO

Sono sposato da 13 anni e la vita sessuale di coppia è andata sempre peggiorando .Io desidero mia moglie come un adolescente mentre lei no disdegnando assolutamente di avere rapporti non è partecipe a differenza dei primissimi anni di matrimonio ora faccio tutto io e lei sembra nonriesca ad essere partecipe niente più preliminari,fa fatica ad accarezzarmi tutto ciò senza dire nulla come se io non mie ne accorgessi .Ho già provato a parlargliene ma senza successo sembra pigra nel dare effusioni e partecipazione sembra come il film:"a letto con il morto".Io ne risento parecchio di questa situazione e non so come uscirne.La ringrazio fin da ora buon lavoro Dottore.

Gentilissimo,

E' probabile che sua moglie, come accade a molte donne dopo diversi anni di matrimonio, abbia perso il desiderio sessuale. Ciò nonostante, da quello che lei racconta, sua moglie continua a fare quello che può, senza volerne parlare, perché sa che dovrebbe dire cose spiacevoli (e tra voi evidentemente c'è ancora un sentimento di affetto e di stima). Il sesso però, lei capisce, non si può fare solo per senso del dovere e dunque ci sono solo due strade da percorrere: quella del silenzio, ovvero lasciare che le cose vadano avanti per forza d'inerzia, fino a che i rapporti sessuali non cesseranno del tutto, oppure quella del cambiamento. In questo caso occorre parlarsi con sincerità, dire quello che non va e cercare insieme qualche modifica sostanziale nella vostra vita sessuale, che possa riaccendere qualche scintilla. Va detto che, se troverete una soluzione efficace, questa non durerà in eterno e che la ricerca di piacere sessuale condiviso dovrà essere una costante, per tutto il tempo che resterete insieme.
Con molti auguri.

Dr. Walter La Gatta

I
L SUO RAGAZZO HA DEI PROBLEMI

Gentilissimo dottor La Gatta, Questa è la seconda lettera che invio al vostro sito e, anche se sono ben consapevole della mole di mail che ricevete, spero proprio che potrà rispondermi al più presto perchè non so più cosa fare. Ho 20 anni e sono vergine. Sono fidanzata con un ragazzo di poco più grande di me da più di un anno e mezzo. Va tutto abbastanza bene e con lui mi trovo molto bene anche fisicamente perchè quando facciamo petting siamo antrambi molto appagati e raggiungiamo entrambi l'orgasmo. Però c'è un enorme problema: LUI NON VUOLE MAI FARE L'AMORE CON ME. Io ho una voglia incredibile di fare l'amore con lui perchè ne sono innamorata, ma lui trova sempre delle scuse. Prima diceva che non avevamo un posto adatto (e invece avevamo e abbiamo tutt'ora un luogo tutto x noi, e anche quando c'è stata l'occasione di andarci o non ci siamo andati x niente o lui non andava mai oltre il petting, nonostante esprimessi il mio desiderio di andare avanti). Poi mi ha detto che lui aveva paura di farmi male o di non farmi star bene perchè era la mia prima volta e non voleva rovinarla. Quando gli ho domandato dell'argomento per l'ennesima volta mi ha detto che lui ha impressione del sangue e se ne perdessi durante il rapporto a lui darebbe fastidio. Ho tentato sempre di rassicurarlo dal canto mio, dicendogli che tengo particolarmente a lui, che il mio star bene durante un rapporto con lui deriverebbe dal fatto che c'è lui accanto a me, e non solo da una sensazione fisica e gli ho detto che non tutte le donne al momento del primo rapporto perdono sangue e che eventuali perdite sono, di solito, praticamente inrilevanti. Nonostante queste mie rassicurazioni, nulla è cambiato e noi in quasi 2 anni non abbiamo mai fatto l'amore, ma solo petting. Tra l'altro anche i momenti di intimità come il petting si stanno riducendo di frequenza (anche se io tento sempre di avere questo tipo di intimità con lui e non lo respingo mai). Ultimamente sto diventando nervosa e triste x questo fatto e inevitabilmente quando vado sull'argomento lui non vuole parlarne, oppure si innervosisce e dice che gli metto fretta. Quando gli chiedo di dirmi il motivo di questo blocco, così che io possa capirlo, lui non dice nulla oppure dice che non sa, o tira fuori le solite scuse dette prima. Gli ho fatto notare e gli ho anche detto tante volte espressamente che io soffro per questa cosa, ma non cambia nulla e sembra che anche ora stia continuando a trovare scuse x non farlo o per non trovarci soli insieme in casa o in altri luoghi dove potrebbe succedere (es non vuole che andiamo via insieme in vacanza ecc ecc). Pensavo che la cosa derivasse anche da inesperienza, ma lui dice di aver avuto altre esperienze. Che cosa può essere il problema? Cosa devo fare x aiutarlo? C'è una soluzione o la nostra storia dovrà finire x questo motivo? La prego mi aiuti perchè vorrei avere una relazione che presenta anche il lato fisico dell'amore.... Attendo la sua risposta, anche se mi sono dilungata un po'. Distinti saluti, Venus.

Gentile Venus,

Colgo l'occasione per scusarmi con lei e con gli altri lettori che inviano più volte le loro richieste, ma oggettivamente non è proprio possibile rispondere a tutti... Per i casi urgenti preghiamo di telefonare il giovedì al numero 349 590 7 591, esclusivamente dalle 11.00 alle 12.30.
Venendo alla sua lettera, è evidente che il suo ragazzo ha dei problemi (sensi di inadeguatezza? Ansia da prestazione? Fobie sessuali? Tabù religiosi? Timore di una gravidanza indesiderata? Timore di contrarre delle malattie?) ma le strategie finora usate non mi sembra abbiano portato a qualche soluzione, o almeno ad un miglioramento. Credo che continuare su questa linea servirà solo ad aumentare il suo senso di frustrazione, mentre il suo ragazzo si sentirà sempre più confuso e oppresso dalle sue pressanti richieste. Poiché in questo modo il vostro rapporto sta scivolando comunque verso una conclusione, gli proponga una psicoterapia di coppia, oppure una visita andrologica, o altrimenti una discussione fra di voi: aperta, franca e risolutiva, come atto di buona volontà. Se il suo ragazzo continuerà a negarsi alla discussione ed a negare qualsiasi intervento esterno di aiuto, senza peraltro fornire spiegazioni convincenti circa questo suo atteggiamento, non le resterà che fare oggi ciò che indubbiamente finirebbe per fare domani.
Cordiali saluti e auguri.

Dott. Walter La Gatta Ancona

EIACULAZIONE PRECOCE

salve dott..sono un ragazzo etero di 28 anni..ultimamente stò riscontrando dei problemi che non sò se sono causati dalla testa o altro..negli ultimi 2 rapporti è successo praticamente che ho avuto delle grosse difficoltà ad avere un'erezione completa..quando sono riuscito nella penetrazione ho avuto immediatamente l'orgasmo..questo per due volte consecutive nella stessa sera..era la seconda volta che frequentavo questa ragazza..la prima volta che siamo andati a letto insieme non sono riuscito ad avere un'erezione tale per una penetrazione..questa cosa mi è già capitata alcune volte..solamente però quando ho avuto un rapporto per la prima volta con una ragazza nuova..con una mia ex di qualche mese fà ho avuto questo problema la prima volta (con tanto di orgasmo immediato) ma dalla seconda volta in poi è sempre andato tutto bene..a volte con eiaculazione abbastanza veloce,a volte abbastanza duratura..per farle capire invece,quando mi masturbo l'erezione avviene senza nessun tipo di problema..ora ho paura di avere un blocco mentale che mi condizioni ogni volta che mi ritrovo a fare sesso con una ragazza..vorrei capire da cosa è dovuto questo disturbo e come posso risolverlo..e se ci fosse qualcosa per evitare di avere a volte questa eiaculazione precoce..grazie per l'attenzione..attendo una sua risposta..distinti saluti..

Gentilissimo,

I problemi di eiaculazione precoce che lei riscontra possono essere dovuti ad un cocktail di situazioni predisponenti. Gliene cito qualcuna come esempio: scarsa fiducia in sé stessi, ansia, stress, poca esperienza sessuale, poca frequenza sessuale, partner poco conosciuta, partner troppo esigente, partner troppo eccitante, ecc.
La soluzione potrà trovarla cercando di risolvere i problemi che le ho elencato. Buona parte di essi si risolve con una maggiore esperienza e frequenza sessuale, gli altri acquisendo un maggior controllo sulla propria vita emotiva e sulle proprie scelte.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta Ancona

NON MI SENTO AGITATO, EPPURE...

Sono un ragazzo di 20 anni e ho problemi di eiaculazioni precoci durante e anche prima di avere un rapporto sessuale.Ho letto che questi problemi possono essere di natura psichica ma io non mi sento agitato ne prima ne durante il rapporto..insomma non ho l'ansia della prestazione. oltretutto non sono le prime volte che faccio sesso ma il problema rimane. che può essere?.cosa posso fare?

Gentilissimo,

In questo caso la cosa migliore da fare è rivolgersi ad uno specialista, urologo o andrologo, e verificare se vi sono dei problemi di natura organica, anche solo per poterli escludere.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta, Ancona

TERAPIA DI COPPIA E TRADIMENTO

Salve dottore. io non le scrivo per rivolgerLe unquesito sulla mia relazione. in realtaà ho una storia da tre anni con un uomo sposato. quando è iniziata lui era sposato da poco piu' di un anno, ma la sua storia dura da circa 15 anni, e sua moglie in quel periodo era incinta della loro primae unica figlia. la ns. storia è stata scoperta subito dopo essere iniziataa, e da quel momento, tra alti e bassi in realtà non è mai finita. circa un anno e mezzo fa lui per due mesi ha abitato solo, per riflettere, poi è tornato dalla sua famiglia. milioi di volte mi ha detto che doveva tentare di salvare il suo matrimonio allontanandosi da me, poi tornava, e così sino ad oggi. circa 20 giorni fa mi ha confessato che era sull'orlo della separazione, poi abbiamo mlitigato per via di una mia ipotetica storia, che in realtà lo ha molto avvicinato a me. da 7 o 8 mesi non ha piu' rapporti con sua moglie, in quanto non prova piu' attrazione nei sui confronti. ora lei gli ha proposto una terapia di coppia e lui ha accettato, ma non credo che raccontera' tutta la nostra storia, in quanto da un anno le nega che la relazione continui anche se lei lo ha sguito e controllato spesso. ora io non vorrei sembrarle egoista e malevole, ma ho timore di perdere quest'uomo di cui sono innamorata, e vorrei capire se la terapia potraà davvero salvare il loro matrimonio e io dovro' rassegnarmi a questo. non ho mai cercato di separarli, ma sono terrorizzata all'idea di perderlo. lui dice di non essere piu' innamorato di sua moglie ma non crede di esserlo neppure di me. puo' una terapia restituirgli il desiderio nei confronti di sua moglie e faarlo riscoprire innamorato di lei? anche dopo un tradimento così forte e mai chiuso? perdoni il mio egoismo, ma vorrei capire se questo risolverà tutti i loro problemi o potrebbe anche essere la rottura definitiva. Grazie, Siria

Gentile Siria,

Il suo non è egoismo, ma rassegnazione: si è ormai talmente abituata di avere questo uomo a metà con un'altra donna, che non si rende neanche più conto dello stato di frustrazione che la cosa le comporta. Un conto infatti è accettare di vivere un avventura, una storia di solo sesso e poco di più, con un uomo sposato, un altro è aspettarsi che da essa possa nascere un amore parallelo che duri per sempre. Tutti i rapporti e le grandi passioni col tempo si esauriscono e, se non vi sono forti legami e buone ragioni per tenerli insieme, essi si volatilizzano. A mio parere dunque la scelta del suo amico, di intraprendere una terapia di coppia (che costa molto, in termini di soldi, di tempo, di stress) va unicamente nella direzione di cercare di ricostruire con sua moglie quello che si può ricostruire, ritrovando le ragioni (e fra queste c'è anche l'attrazione sessuale) che hanno portato queste due persone a scegliersi.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta Ancona

ORGASMI NATURALI


salve sono una ragazza di 20 anni e ho un problema. ogni volta che il mio fidanzato rimane a dormire a cosa mia, non appena si addormenta provo piacere e riesco a raggiungere l'orgasmo, solo standogli vicino senza masturbazione (anche 5/6 durante la notte) impedendomi di dormire... come mai mi succede questo...? la ringrazio anticipatamente Saluti

Effettivamente non è un caso molto frequente, ma comunque è un fenomeno che succede a molte donne. Probabilmente la sua soglia di eccitazione sessuale è molto bassa e quindi bastano l'odore,  la vista, di quel corpo così desiderato, ad attivare i meccanismi che regolano la risposta sessuale. Nel tempo sicuramente il fenomeno si attenuerà...
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta - Ancona


IN TUTTO, MA NON NEL SESSO

salve dottore.. siamo una coppia di 30 io e lei 32... andiamo daccordissimo... sia nella vita di tutti i giorni..sia nel sesso... ci amiamo tantissimo.. volevo chiederle una cosa.....a giorni facciamo l' amore..a giorni sesso.... e cioe''.... : quando facciamo sesso... gli faccio immaginare..che e' presa contemporaneamente da 2 uomini.. io ed un altro... gli creo situazioni erotiche.. molto spinte... ... a lei piace molto... e si eccita... pero' quando gli chiedo se lo vuole fare... realmente... dice di no... che non gli piacerebbe... mi chiedo.. ma allora perche nel mentre si eccita... e farebbe di tutto ?? non e' che magari lei pensa che facendolo veramente sarebbe una poco di buono ?? nonstante a me piacerebbe molto. Anche perche secondo me aiuta e rinforza il rapporto. in quanto si viene a creare quella complicita' che molte coppie normali non hanno...

Gentilissimo,

La creatività e la fantasia erotica rappresentano una grande ricchezza nella vita della coppia, ma ciò che appare gratificante nelle fantasie non sempre lo è anche nella realtà. Se la sua partner condivide con lei il piacere erotico di queste fantasie trasgressive, ma non intende realizzarle su un piano di realtà, credo sia meglio non insistere. Inoltre, non è affatto vero che l'introduzione di un terzo nella coppia rappresenti un elemento di unione e di complicità: esso è anzi quasi sempre il grimaldello che prima o poi scardinerà la coppia.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta Ancona

LEI NON SA SE E' BISEX O OMOSEX

Gnet.mo Dottore mi chiamo C., sono sposato da 8 anni con una donna con la quale ho vissuto un matrimonio felice. Non abbiamo figli. Dopo un periodo di separazione (6 mesi) dovuto a questioni lavorative ora viviamo nuovamente insieme. Nonostante la distanza fisica, io in C. lei in Italia, abbiamo sempre mantenuto i contatti via telefonica o via internet. In questo periodo di lontananza ci siamo visti due volte (una settimana dopo 2 mesi e la seconda volta ci siamo visti un'atra settimana dopo il 4º mese di lontananza). Da 4 mesi però (cioè da quando stiamo nuovamente insieme) il nostro matrimonio non è più come prima, infatti mia moglie ha scoperto di non essere eterosessuale, si sente molto confusa e dice di non sapere se é bisex o omosex. Questo dubbio è nato in lei dopo aver avuto una relazione omosessuale nei mesi in cui eravamo lontani. In questo momento lei mantiene una relazione epistolare con la donna con cui ha avuto questa relazione. Io per ora non ho nessuna pretendente. Ho fatto presente a mia moglie che chiaramente non è possibile per me mantenere una relazione coniugale con una persona che é sicura di non essere eterosessuale. Il sesso per me è molto importante e pensare a un matrimonio senza sesso e come voler giocare una partita di calcio senza pallone. Per me il matrimonio è come una struttura che si regge su tre pilastri: Amore, Fiducia e Sesso. Se uno di questi tre pilastri vacilla la struttura della casa è in pericolo e il pilastro debole nella nostra relazione è quello del Sesso. Ora le chiedo, perchè non riusciamo a separarci? Perchè pensare a una separazione ci da una tristezza immensa? MI domando perchè abbiamo una grande empatia e un grande sentimento di complicità che ci impedisce prendere una decisione che ci farebbe liberi entrambi? Spero di essere stato chiaro, capisco bene che il mi racconto è molto lacunoso ma è difficile poter mettere in una pagina un'esperienza così complicata. Un caro saluto C.

Caro C,

Scoprire dopo otto anni di matrimonio che la propria moglie è diversa da come la si pensava è senz'altro un'esperienza traumatica. Del resto, lei mi chiede (e si chiede) come si possa, nonostante ciò, desiderare di restare insieme e provare tristezza infinita al pensiero di lasciarsi. E' probabile che la vostra unione sia fondata sui tre pilastri che lei cita ed è altrettanto probabile che i due ancora in piedi siano tutt'ora ben saldi: questo spiega l'origine di tanta reciproca tristezza al solo pensiero di lasciarsi. E' impossibile stabilire dalle sue poche righe se si tratti di omosessualità o bisessualità: nel primo o nel secondo caso è comunque sua moglie che deve dare una risposta a tutti i suoi interrogativi. Le consiglio intanto di gestire questo momento critico nella vita della vostra coppia come se si trattasse di un caso di tradimento coniugale eterosessuale, che richiede una profonda rielaborazione da parte di entrambi i partners, alla ricerca di un nuovo equilibrio che dia maggiore stabilità.

Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta Ancona

FAZZOLETTI SPORCHI

Buongiorno, brevemente il fatto è questo. Ieri a ritorno dal lavoro mia moglie ha trovato dei fazzoletti sporchi, che avevo usato per pulirmi dopo una masturbazione. E' un periodo in cui sono molto agitato e nervoso perchè, mia moglie è in un momento particolare della sua vita, problemi col lavoro che le hanno scatenato problemi esistenziali più gravi e io sto male all'idea che lei si senta così. Mi ha accusato di averlo fatto apposta per ferirla e dice che sono malato. Io non credo questo, anche perchè ho affrontato un anno di psicoterapia superato bene e con ottimi risultati sulla mia vita, infatti sto molto meglio e affronto con più serenità i problemi della vita quotidiana. Per questo sò che masturbarsi è una cosa mia e tuttalpiù l'errore è stato di aver dimenticato i fazzoletti in giro, ho provato a spiegarglielo ma non capisce, come posso fare? Sto sbagliando atteggiamento? La cosa è molto più grave di come la vedo io? Grazie per l'attenzione che mi sta dando e attendo con ansia una sua risposta. Mario.

Gentile Mario,

Credo che l'attuale problema, sorto in seguito alla scoperta da parte di sua moglie della sua attività autoerotica sia riconducibile al particolare momento di stress che sua moglie stessa sta vivendo, così come lei ha accennato nella sua lettera. La masturbazione è un'attività erotica molto diffusa e che non rappresenta una forma patologica della sessualità. Credo che sua moglie dovrebbe, come lei ha già fatto, chiedere aiuto alla psicologia, per essere sostenuta nell' attraversare meglio questa fase della propria vita nella quale, mi par di capire, lei non può esserle di aiuto.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta - Ancona

STO DA CANI

Buonasera Dr. La Gatta, essere telegrafica per un problema d'amore che mi affligge, mi sembra quasi impossibile, ma ci proveró. Ho 33 anni, sono sposata da un anno e mezzo ca. con un uomo che conosco da 8 anni e con cui ho convissuto anche, prima del matrimonio, per 3 anni e poco +. Mio marito ha vissuto la separazione dei suoi genitori all'età di 13 anni e questa esperienza l'ha segnato molto. Premetto questo per darLe un'idea più o meno della situazione. Con la madre non ha + nessun tipo di rapporto da ca. 3 anni e con la sorella da ca. 8 o +. Il perché? Le posso assicurare che entrambe sono personalità molto contorte e soprattutto egoiste e forse la separazione da loro è l'unica cosa che resta. La madre ha abbandonato il padre, dopo essere stata tradita da lui, per andare a vivere con un altro uomo e per qualche anno non si è più interessata dei due figli. Allora, psicologicamente, penso che mio marito non abbia fiducia nei rapporti umani, o meglio, ne ha, ne vorrebbe avere, ma ha vissuto sulla sua pelle molte delusioni. Boh! Ora torno a me e ai ns. problemi. Da ca. un anno ho un gran desiderio materno che ogni giorno, quasi, esplode dal mio interno e mi fà piangere lacrime amare.... Il perché? Perché mio marito all'inizio mi ha rimandata all'anno nuovo e quindi al 2008 ed io devo dire che all'epoca non ho sofferto per questa proroga con il progetto "proviamo a metter su famiglia?". Poi ha iniziato a rimandarmi fino a quando avremmo trovato una casa o un appartamento da comprare. Ma da marzo scorso, quindi dall'anno nuovo, lo presso insistentemente e a volte anche offendendolo, con il mio progetto! Naturalmente da marzo non abbiamo spesso rapporti sessuali, perché lui vuole continuare ad usare un preservativo e io allora appena arriva con quel coso lì, non ho + voglia di far niente, perché per me l'idea sarebbe provare ad aver un bimbo! Ecco quindi anche il problema della sessualitá. Fino a Luglio lo attaccavo anche se sapevo inconsciamente che la proroga da parte sua fosse + psicologica, fosse paura e soprattutto paura di lasciarsi andare, ora negli ultimi due mesi sono diventata superdolce e tranquilla , diciamo così x dire, ma con dolcezza provo comunque a fargli capire come mi sento, che cosí non sto bene, che avevo pensato che anche lui volesse costruire con me una famiglia e non tra qualche anno, ma subito! E bene sì, la sua risposta ora è stata: "Ho paura, non mi sento all'altezza della situazione." La casa o l'app. non l'abbiamo ancora trovato e io sto da cani! Mio marito non è nemmeno cosí tanto giovane anche perché nel frattempo ha compiuto 41 anni. Ora la situazione peggiora sempre + e sono due mesi e + che non abbiamo rapporti. Se gliene parlo, mettendo in dubbio il fatto che mi ami, mi attacca, dicendo che sono fissata con l'idea del bambino e che voglio girare il problema a noi e alla situaz. sessuale. Cosa devo fare io??? Ha un consiglio? Si puó prendere contatto con Lei anche telefonicamente? Grazie della Sua disponibilità, pescina75

Gentile Pescina75,

Anzitutto rispondo alla sua ultima domanda: si, è possibile contattarmi, il giovedì mattina, nel numero indicato nel sito, per una consulenza telefonica. Veniamo ora al vostro problema. Ritengo che suo marito abbia le proprie ragioni per avere scarsa fiducia nel futuro e nelle sue capacità paterne: incertezze che, peraltro, sono comuni e condivise, perché nessuno ha la sicurezza di essere un buon genitore prima di diventarlo realmente. La difficile esperienza familiare vissuta da suo marito appesantisce i suoi timori e le sue incertezze; è però importante per lui imparare a guardare avanti, cercare di mettersi in gioco, senza rimanere rigidamente fissato al proprio passato. Credo che il suo ruolo sia, al momento, quello di sostenere suo marito in questa scelta per lui così difficile, ma non attraverso minacce, ricatti o altre forme di pressione, quanto attraverso il dialogo e la messa a punto di progetti comuni per il vostro futuro. Cerchi di fargli comprendere quanto forte sia per lei il desiderio di maternità e quanto importante per la vostra coppia potrebbe essere l'arrivo di un bimbo. Con il recupero di un buon rapporto dialettico fra voi, anche la sessualità potrà riprendere senza i limiti  cui lei accennava e con essa, si spera, anche l'opportunità di completarvi attraverso la costruzione di una famiglia tutta vostra, che potrete rendere del tutto diversa dai modelli negativi vissuti nel passato.

Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta - Ancona

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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