Definire l’amore non è semplice, perché
parliamo di qualcosa che si evolve in continuazione, che si presenta
nella nostra vita sotto varie forme. C’è, ad esempio, l’amore
sessuale, l’amore romantico, l’amore da attaccamento: secondo
l’antropologa Helen Fisher, che studia l’amore da oltre tre decenni,
questi tre sistemi operano ed interagiscono fra loro in ogni ordine e
combinazione.Ci si può dunque innamorare di una persona in senso
platonico, senza desiderare gli aspetti sessuali, così come si può a
volte stabilire con qualcuno un forte legame di attaccamento e di
amicizia, che poi si trasforma in un sentimento più profondo.
Naturalmente l’amore può arrivare anche in modo inatteso, così come
quando ci si imbatte occasionalmente in una persona con la quale si
stabilisce un rapporto esclusivamente sul piano fisico, sessuale, per
poi scoprire che quella persona è diventata la cosa più importante
della propria vita.
Ed è proprio questo l’amore: un pensiero unico, un pensiero fisso, una
meravigliosa ossessione, che fa perdere l’appetito ed il bisogno di
dormire, che ci porta a trascorrere ore e ore assorti in pensieri che
riguardano sempre e solo la persona amata. Quando ci si sente molto
innamorati, si crea un legame invisibile, ma profondo, con l’altra
persona, che riesce dunque a cambiare ed a stravolgere, spesso del
tutto involontariamente ed inconsapevolmente, la nostra vita.
Questo caos, per niente ‘calmo’, nel pensiero e nel comportamento
della persona innamorata ha un nome scientifico: dopamina, un
neurotrasmettitore cerebrale, fondamentale nel sistema delle
ricompense, che viene attivato, dal sentimento dell’amore, così come
dall’uso di sostanze, come la cocaina o la nicotina. E se l’attrazione
sessuale è una pulsione potentissima, secondo la Dr.ssa Fisher,
l’amore lo è ancora di più.
Forse sbagliamo a considerare l’amore come una semplice emozione: essa
è infatti una vera e propria pulsione, un istinto, visto che è molto
difficile da controllare, regolato come è dal nostro sistema nervoso.
Certo, non bisogna pensare che in una coppia di lunga durata l’amore
si presenti sempre in maniera così travolgente: sarebbe difficile, se
non impossibile, vivere con una persona che ha il potere, con il suo
solo sguardo, con la sua sola presenza, di farci sentire le ‘farfalle
nello stomaco’. Ed infatti, come scriveva molti anni fa Alberoni,
l’innamoramento è solo lo stato nascente di un sentimento più
profondo, che si chiama, propriamente, ‘amore’.
E questa forma di amore è vicina al sentimento di attaccamento che si
sviluppa nei confronti di un’altra persona, un bisogno che tutti
abbiamo sin dalla nascita e che, quando è appagato, ci infonde un
senso di calma e di sicurezza, dandoci la forza e il coraggio di
affrontare le sfide e gli schiaffi della vita.Anche questo tipo di
amore ha delle componenti chimiche: è infatti associato con gli ormoni
vasopressina ed ossitocina, che sono anche i responsabili del senso di
pace che si prova dopo aver avuto un rapporto sessuale soddisfacente.
Tenersi per mano, guardarsi negli occhi, accarezzarsi, stare vicini,
aumenta il livello di ossitocina, e ci fa sentire sempre più
dipendenti, l’uno dall’altro. Quello che però più conta è che l’amore
non solo allieta la nostra vita, ma ci migliora la salute. E’ provato
che le persone sposate o che vivono felicemente insieme vivono più a
lungo ed in migliore salute dei singles.
Tuttavia, sebbene la ricerca abbia dimostrato che la vita di coppia
sia la maggiore fonte di soddisfazione per le persone, è vero
anche l’esatto contrario, e cioè che la
coabitazione con una persona che non amiamo rappresenta la maggiore
causa dei conflitti interpersonali che può vivere una persona. Il
segreto sta dunque nella scelta accurata del partner: una scelta che
va evitata quando si è ancora in preda ai ‘fumi’ dell’innamoramento e
della passione, che possono portare a vedere il partner non per quello
che è, ma per quello che vorremmo che fosse.
Psicolinea Ago 08
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