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Dopo la crisi: come salvare la coppia

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di Giuliana Proietti


Il matrimonio, così come la convivenza, sono in genere scelte di vita importanti, compiute quando i due partners si amano e stanno bene insieme. Difficile pensare in quei momenti all'eventualità che un giorno la propria relazione, apparentemente così forte e salda, possa incrinarsi e portare le due persone ad odiarsi tanto, facendole desiderare di vivere lontane, senza avere più il minimo contatto.

A volte la separazione arriva quando ormai i litigi e le incomprensioni si sono spinti troppo avanti e non sembra più possibile tornare indietro, per cui la separazione appare l'unica scelta possibile per riportare un po' di equilibrio nella propria vita.

Quando arriva la crisi, specialmente quando è inattesa, è normale che i due partners provino anzitutto un senso di incertezza, di smarrimento: in pochi giorni, talvolta in poche ore, tutte le proprie sicurezze svaniscono e il futuro appare quanto mai minaccioso.

In questi momenti è difficile comunicare con i parenti, con gli amici, perché non si desidera creare degli inutili allarmismi o imbarazzanti pettegolezzi. Se si hanno dei figli, non sempre se ne può parlare con loro: un po' perché potrebbero non avere l'età per capire, un po' perché possono mostrarsi poco disponibili (giustamente!) a raccogliere gli sfoghi dei genitori.

Per tutti questi motivi una crisi di coppia la si vive in genere in un'atmosfera di solitudine, di fallimento, di dolore, dove anche i più bei ricordi appaiono solo un cumulo di macerie ed il futuro semplicemente non sembra esistere, se non sotto forma di pericoli, difficoltà e minacce.

Oggi si stima che la prima crisi arrivi dopo circa quattro anni di convivenza. I motivi possono essere diversi: dalla litigiosità, alle incomprensioni, dalla gelosia all'offesa subita del tradimento, dai cambiamenti dello stile di vita alla nascita di un figlio.

Durante la crisi ci si accorge degli enormi cambiamenti prodotti dal tempo: giorno dopo giorno, goccia su goccia, questi cambiamenti non venivano notati (o si preferiva ignorarli), ma durante la crisi essi appaiono in modo macroscopico, anche perché è lo stesso stato di stress che porta le persone ad ingigantire ulteriormente i già gravi problemi vissuti, a livello individuale e di coppia.

I conflitti, fino a quel momento inespressi, o non espressi compiutamente, improvvisamente si esasperano, i due partners cominciano a litigare davvero, parlando di tutte le loro insoddisfazioni, pronunciando parole ed insulti che non avrebbero mai pensato di poter dire un giorno alla persona che amavano e con la quale desideravano vivere.

Questo, della crisi, è sicuramente il momento peggiore, perché non si vedono vie d'uscita, perché tutto sembra ormai perduto. Eppure, non è detto che sia così. Non sempre: a volte si può imparare a ricominciare, a ricostruire.

La parola “crisi” viene dal greco Krísis (da kríno = io giudico) e significa scelta, giudizio, separazione. Quando c’è una crisi significa che è venuto il momento del giudizio, delle scelte, del cambiamento: tutto quello che c’era prima ora non può più esistere, a meno che non venga trasformato, adattato alle nuove esigenze di realtà.

Dopo la crisi nulla può tornare come prima: questa è forse l'unica certezza. Riflettere sulla propria vita, individuare le cause che hanno portato a questa forte incomprensione, a questo incrinamento del rapporto, può rendere, sorprendentemente, le due persone molto più forti, più consapevoli, più decise a rispettare le proprie scelte.

Decidere di continuare a vivere insieme richiede un rinnovato impegno verso l'altro: questa volta la spinta può non partire dal cuore, può essere più razionale, ma può comunque portare allo stesso risultato di portare un'atmosfera di affetto, solidarietà, benessere. Comprendere che vivere insieme, fare gioco di squadra, è comunque meglio che vivere una vita altalenante ed incerta, può aiutare le persone a migliorare le proprie capacità di comunicazione all'interno della coppia, a favorire il mutuo supporto, così come la capacità di sacrificarsi per l’altro, superando il proprio interesse personale.

Il cambiamento di atteggiamento nei confronti del/della partner, basato su un nuovo patto di coppia può stabilizzare la coppia e, nel lungo periodo, portare molti benefici, come tutte le ricerche mostrano, sul benessere, la salute e la longevità delle persone sposate rispetto ai singles, il che ben ripaga dei sacrifici compiuti.

Ricostruire il rapporto dopo la crisi implica la volontà di affrontare insieme le difficoltà della vita, i momenti spiacevoli, mettendo un deciso freno alla conflittualità, ai risentimenti, ai comportamenti punitivi nei confronti del/della partner. In questo nuovo rapporto l'amore si esprime molto più con scelte "di testa" anziché "di pancia" e forse per questo funziona molto meglio di prima.


 
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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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