Il matrimonio, così come la convivenza, sono in genere scelte di vita
importanti, compiute quando i due partners si amano e stanno bene
insieme. Difficile pensare in quei momenti all'eventualità che un giorno
la propria relazione, apparentemente
così forte e salda, possa
incrinarsi e portare le due persone ad odiarsi tanto, facendole
desiderare di vivere lontane, senza avere più il minimo contatto.
A volte la separazione arriva quando ormai i litigi e le incomprensioni
si sono spinti troppo avanti e non sembra più possibile tornare
indietro, per cui la separazione appare l'unica scelta possibile per
riportare un po' di equilibrio nella propria vita.
Quando arriva la crisi, specialmente quando è inattesa, è normale che i
due partners provino anzitutto un senso di incertezza, di smarrimento:
in pochi giorni, talvolta in poche ore, tutte le proprie sicurezze
svaniscono e il futuro appare quanto mai minaccioso.
In questi momenti è difficile comunicare con i parenti, con gli amici,
perché non si desidera creare degli inutili allarmismi o imbarazzanti
pettegolezzi. Se si hanno dei figli, non sempre se ne può parlare con
loro: un po' perché potrebbero non avere l'età per capire, un po' perché
possono mostrarsi poco disponibili (giustamente!) a raccogliere gli
sfoghi dei genitori.
Per tutti questi motivi una crisi di coppia la si vive in genere in
un'atmosfera di solitudine, di fallimento, di dolore, dove anche i più
bei ricordi appaiono solo un cumulo di macerie ed il futuro
semplicemente non sembra esistere, se non sotto forma di pericoli,
difficoltà e minacce.
Oggi si stima che la prima crisi arrivi dopo circa quattro anni di
convivenza. I motivi possono essere diversi: dalla litigiosità, alle
incomprensioni, dalla gelosia all'offesa subita del tradimento, dai
cambiamenti dello stile di vita alla nascita di un figlio.
Durante la crisi ci si accorge degli enormi cambiamenti prodotti dal
tempo: giorno dopo giorno, goccia su goccia, questi cambiamenti non
venivano notati (o si preferiva ignorarli), ma durante la crisi essi
appaiono in modo macroscopico, anche perché è lo stesso stato di stress
che porta le persone ad ingigantire ulteriormente i già gravi problemi
vissuti, a livello individuale e di coppia.
I conflitti, fino a quel momento inespressi, o non espressi
compiutamente, improvvisamente si esasperano, i due partners cominciano
a litigare davvero, parlando di tutte le loro insoddisfazioni,
pronunciando parole ed insulti che non avrebbero mai pensato di poter
dire un giorno alla persona che amavano e con la quale desideravano
vivere.
Questo, della crisi, è sicuramente il momento peggiore, perché non si
vedono vie d'uscita, perché tutto sembra ormai perduto. Eppure, non è
detto che sia così. Non sempre: a volte si può imparare a ricominciare,
a ricostruire.
La parola “crisi” viene dal greco Krísis (da kríno = io giudico) e
significa scelta, giudizio, separazione. Quando c’è una crisi significa
che è venuto il momento del giudizio, delle scelte, del cambiamento:
tutto quello che c’era prima ora non può più esistere, a meno che non
venga trasformato, adattato alle nuove esigenze di realtà.
Dopo la crisi nulla può tornare come prima: questa è forse l'unica
certezza. Riflettere sulla propria vita, individuare le cause che hanno
portato a questa forte incomprensione, a questo incrinamento del
rapporto, può rendere, sorprendentemente, le due persone molto più
forti, più consapevoli, più decise a rispettare le proprie scelte.
Decidere di continuare a vivere insieme richiede un rinnovato impegno
verso l'altro: questa volta la spinta può non partire dal cuore, può
essere più razionale, ma può comunque portare allo stesso risultato di
portare un'atmosfera di affetto, solidarietà, benessere. Comprendere che
vivere insieme, fare gioco di squadra, è comunque meglio che vivere una
vita altalenante ed incerta, può aiutare le persone a migliorare le
proprie capacità di comunicazione all'interno della coppia, a favorire
il mutuo supporto, così come la capacità di sacrificarsi per l’altro,
superando il proprio interesse personale.
Il cambiamento di atteggiamento nei confronti del/della partner, basato
su un nuovo patto di coppia può stabilizzare la coppia e, nel lungo
periodo, portare molti benefici, come tutte le ricerche mostrano, sul
benessere, la salute e la longevità delle persone sposate rispetto ai
singles, il che ben ripaga dei sacrifici compiuti.
Ricostruire il rapporto dopo la crisi implica la volontà di affrontare
insieme le difficoltà della vita, i momenti spiacevoli, mettendo un
deciso freno alla conflittualità, ai risentimenti, ai comportamenti
punitivi nei confronti del/della partner. In questo nuovo rapporto
l'amore si esprime molto più con scelte "di testa" anziché "di pancia" e
forse per questo funziona molto meglio di prima.
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