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La coppia anziana

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di Giuliana Proietti


La coppia anziana, rispetto alla coppia giovane, presenta molte differenze.
Anzitutto c’è maggiore disponibilità di tempo libero, per cui i due coniugi anziani stanno insieme, da soli, molte più ore di quanto accada per le coppie giovani, o comunque per le coppie in cui i due partners non si siano ancora ritirati dal mondo del lavoro.

Questa ritrovata vicinanza, se da una parte può essere d’aiuto per la soluzione di problemi pratici (divisione dei compiti, bisogno di compagnia), dall’altra può creare anche delle forti tensioni fra persone che spesso hanno perso l’abitudine ad avere spazi e tempi da condividere. I figli infatti, che sono stati il loro principale interesse comune, se ne sono andati di casa, lasciando il ‘nido vuoto’ e rendendo apparentemente inutile la sopravvivenza stessa della coppia.
Spesso dunque, i due partners si ritrovano insieme come due estranei e c’è tutto da ricostruire: abitudini, impegni, relazioni sociali e, non ultima, l’intimità di coppia.

Infatti, non poche persone, logorate dalla routine e dall’impossibilità effettiva di comunicazione con il partner si creano, nel tempo, un mondo a sé, che comprende il/la partner solo per il soddisfacimento dei bisogni materiali, più che affettivi (dall’orlo ai pantaloni alla riparazione del rubinetto che perde).

Ma i problemi non riguardano solo la coppia. Non possiamo infatti dimenticare che entrambi i coniugi, attraverso l’invecchiamento, vivono un periodo di difficoltà, per una serie di motivi. Al primo posto c’è sicuramente la svalutazione della propria immagine corporea, che non soddisfa più in pieno i requisiti estetici abituali e che dunque può portare, specie nelle donne, ad un drammatico calo dell’autostima, ad un senso di inadeguatezza personale, che produce isolamento sociale. L’autostima naturalmente non si perde solo a causa delle ragioni estetiche, che possono anche essere considerate perfino di poco conto rispetto a problemi più gravi, come ad esempio la graduale perdita di alcune capacità per l’autonoma gestione di sé stessi, il far fronte con le proprie forze ai propri bisogni (dal non riuscire più ad allacciarsi le scarpe, al farsi la barba, ai problemi di incontinenza ecc.) e questo può spingere verso la depressione.

La depressione dell’anziano è, in genere, più consistente nel periodo invernale, quando a causa della temperatura e delle intemperie, l’anziano si vede costretto a non uscire di casa, limitando ancor più del solito le relazioni sociali e gli svaghi.
Infine, l’attività sessuale: per molte donne entrare nella menopausa significa perdere la propria femminilità, quasi come se la capacità riproduttiva esaurisse tutte le risorse sessuali della donna, come se la genitalità  e la ‘sessualità’ fossero davvero dei sinonimi.
Gli uomini, anche se non hanno un corrispondente esatto della ‘menopausa’ (l’andropausa non lo è), vedono comunque un calo delle loro prestazioni sessuali, soprattutto per quanto riguarda la funzione erettile e la facilità nel raggiungere l’orgasmo. In un uomo, questa perdita, o questa riduzione della capacità sessuale, mina fortemente l’autostima, almeno quanto la perdita della bellezza mina la considerazione di sé che può avere una donna.

Dunque, cosa fare, per cercare di aiutarsi a ritrovare l’armonia e, come dice il titolo di un mio libro, ‘invecchiare bene e più tardi possibile’?

Ecco alcuni suggerimenti pratici:

- Cercare di non perdere le proprie relazioni sociali; se con i vecchi amici e conoscenti le relazioni si sono allentate (per il pensionamento, il minor tempo trascorso fuori casa, eventuali malattie ecc.) cercare di farsene di nuove. In che modo? Ad esempio frequentando dei corsi: giardinaggio, lingue straniere, computer, carte e soprattutto… Ballo! Il ballo non solo tiene alto il tono dell’umore e fa fare esercizio fisico, ma ha anche la potenzialità di permettere delle relazioni sociali più ‘intime’ di quanto non le possa permettere ad esempio un giro di bridge. Se da tempo non ci si abbraccia più con il coniuge, oppure si è soli e non si ha un partner, un corso di ballo è senz’altro la cosa più indicata da fare.

- Cercare di curare la propria immagine: esiste anche un tipo di bellezza senile che sta nell’essere sempre profumati, puliti e ordinati ed anche in forma, con un fisico ancora capace di muoversi con agilità, con un look piuttosto giovanile (anche se, in questo, l’esagerazione è sempre di cattivo gusto ed in genere è controproducente).

- Cercare di mantenere una vita sessuale attiva. Oggi ci sono molti rimedi farmaceutici contro la disfunzione erettile e dunque gli uomini non dovrebbero vergognarsi di parlarne con il proprio medico. Avere una vita sessuale in età adulta poi non significa limitarsi ai rapporti genitali, ma creare un’intimità soddisfacente con il/la partner, fatta di abbracci, baci, carezze, coccole… Anche questo può essere in sé soddisfacente a livello personale e può servire per migliorare la comunicazione e l’affinità fra i partners. Del resto, la diminuzione dei conflitti legati all’educazione dei figli, la mancanza di responsabilità stringenti, la possibilità di permettersi una privacy come prima non era possibile, l’avere maggiore tempo libero, non dovrebbero spingere naturalmente a questo?

Applicando tutti o parte di questi suggerimenti, si potrà sicuramente contribuire a ritardare anche l’invecchiamento psicologico, tenendo alto il tono dell’umore e l’autostima ed arricchendo la vita di svaghi e relazioni sociali stimolanti. E ci si abituerà gradualmente all'idea di essere vecchi: ma, naturalmente, il più tardi possibile.

 

Psicolinea.it © Mar. 06
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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