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Home Page > COPPIA > Litigare senza distruggersi

LITIGARE SENZA DISTRUGGERSI


di Giuliana Proietti

Litigate, su litigate, su litigate. Quando il rapporto di coppia è disturbato da continui litigi, c’è da chiedersi se ormai si sia giunti al capolinea, oppure se ci potrebbe essere ancora qualcosa da salvare.

O che valga la pena cercare di salvare, attivandosi per rianimare la fiammella che va spegnendosi.

Da cosa dipende il conflitto? Possono esservi ragioni profonde, ma anche difficoltà di comunicazione: a volte, sentendosi incompresi, si finisce per non confidarsi più con il proprio/la propria partner e questo atteggiamento porta la coppia a vivere in uno stato di isolamento, dove i problemi non vengono mai affrontati, ma solo ruminati nel silenzio e nell’odio.

A volte invece si parla troppo, ci si confida eccessivamente e questo rafforza il legame di amicizia, di solidarietà fra i due partners, ma spegne la passione, che si basa invece sul mistero e sull’incertezza.

Anche per litigare in modo produttivo dunque è necessario seguire delle regole. Eccone alcune:

1. Ascoltare. E’ una pessima abitudine, quando si sta litigando, prepararsi mentalmente delle risposte, mentre l’altro sta parlando: è vero che la propria risposta sarà più precisa ed articolata, ma avrà il grave difetto di non essere adeguata alla domanda, dal momento che non si è potuto ascoltarla. La cosa da fare dunque è osservare attentamente il/la proprio/a partner mentre parla, ascoltare tutti i suoi ragionamenti, cercare di capire non solo quello che dice, ma anche le motivazioni più profonde che possono spingerlo/a a cercare il litigio.


2. Non pensare subito: ‘siamo alle solite’. Se litigate sempre per gli stessi argomenti, evidentemente le vostre liti non vi portano a risolverli e dunque sono state completamente inutili. Una sana litigata infatti deve portare ad una soluzione dei problemi, ad una negoziazione delle questioni che creano conflitto, ad una concertazione sulle soluzioni da prendere.


3. Evitare di scappare.
Andarsene, cambiare argomento, distrarsi, non serve a nulla, se non a rimandare ed a perpetuare i conflitti. Se non ne potete più della situazione di tensione che state vivendo, fate la cosa opposta a quella che vi suggerisce l’istinto: invece di fuggire, sedetevi, fate un bel respiro profondo e predisponetevi ad un sano e pacato confronto.


4. Evitare di offendere. Una buona litigata deve saper misurare le parole e le offese inutili: concentrarsi sulle cose che, a proprio parere non vanno bene nel rapporto e vanno risolte, senza portare esempi che non c’entrano, ricordare vecchie storie, riferirsi causticamente alla famiglia del/della partner e così via.  Del resto, litigare per voi è elemento di gratificazione in sé, o preferite gratificarvi del fatto che sapete risolvere i vostri problemi senza distruggervi a vicenda?
 

5. Cercare una persona esterna. Se ci avete provato in tutti i modi, ma vedete che vi è impossibile litigare ‘civilmente’, così come affrontare e risolvere i vostri problemi, non rimane che cercare l’aiuto di una terza persona, che sia neutrale, estranea, assolutamente imparziale. Evitate dunque di coinvolgere figli, suoceri ed altri parenti, fidatevi della professionalità di chi è stato appositamente formato per dirimere i problemi della coppia: psicologi, psicoterapeuti, mediatori familiari, consulenti familiari.

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 16/07/2010
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