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Prendersi, Lasciarsi
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di
Giuliana Proietti |
Un tempo gli sposi non dovevano scegliersi: erano i
membri del clan o della famiglia a controllare gli incontri e a
stabilire le regole dello ‘scambio’. Erano loro infatti che valutavano
le qualità del potenziale partner e le affinità che questi aveva con
il membro della propria famiglia che si erano incaricati di ‘sistemare’.
Le coppie così formatesi, avevano come unico progetto quello di
mettere al mondo dei figli –considerati come ‘bene pubblico’ da parte
di tutto il clan – e di restare uniti per il resto della vita.
L’amore romantico praticamente non esisteva: l’amore era più che altro
una forma di rispetto e devozione verso il partner, qualcosa che
somigliava più al dovere che ad un sentimento.
Il matrimonio d’amore, del resto, si è affermato, in tutte le classi
sociali, solo nel secolo scorso.
Con questo genere di matrimonio i due partner si scelgono unicamente
sulla base del sentimento che li lega, considerando come elementi di
secondo piano i ‘valori’ che i due sposi portano alle famiglie
acquisite.
Perché ci si sposa? Fondamentalmente perché la famiglia è ancora
sentita come un luogo sicuro della vita, un rifugio nel quale trovare
solidarietà ed affetti. Certo, il matrimonio è anche un impegno di
dedizione al partner ed ai figli che verranno, ma è qualcosa che offre
anche sicuri vantaggi, anche di tipo economico e sociale.
La ‘moglie ideale’ per la maggior parte degli uomini è anzitutto una
persona di aspetto gradevole e dal carattere mite, capace di
raggiungere la perfezione se ha anche l’attitudine ad occuparsi dei
lavori domestici, soprattutto per quanto riguarda l’arte culinaria.
Scontata è invece l’aspettativa di continua e massima disponibilità
sessuale che ogni uomo ha nei confronti della sua donna.
E le donne? Cosa si aspettano le donne dal loro ‘uomo ideale’ ?
Le ricerche in proposito ci dicono che le donne non guardano molto
alle doti estetiche, non si perdono nei particolari anatomici dei loro
compagni, ma guardano alla persona nel suo insieme; cercano anzitutto
persone intelligenti, colte o comunque più colte di loro stesse, di
buono status sociale ed economico, dotati di senso dell’umorismo e
dinamici.
Per la donna l’uomo ideale invece è ancora colui che provvede alle sue
necessità materiali (anche quando il lavoro consentirebbe alla 'lei'
di avere su questo aspetto una buona capacità di spesa e di
auto-mantenimento) ed è la persona cui affidarsi per essere aiutata a
superare le difficoltà della vita. E’ il mito del Principe Azzurro
insomma, che non riesce del tutto a scomparire, anche in una società
dove le donne hanno ormai raggiunto la parità con gli uomini ed, in
alcuni casi, li hanno addirittura superati (ad esempio:si laureano più
donne che uomini).
Essendo il matrimonio basato principalmente sull’amore, è ovvio che,
quando l’amore finisce, l’unione comincia seriamente a traballare, si
scopre di non aver nulla in comune e ci si lascia, anche dopo pochi
anni. Con l’introduzione del divorzio in Italia, negli anni settanta,
sono già moltissime le persone che hanno contratto due o tre matrimoni
: si tratta di persone ‘normali’ e non delle capricciose star di
Hollywood di cui leggiamo sui rotocalchi.
A chiudere i rapporti matrimoniali ‘in crisi’ sono soprattutto le
donne. Le donne infatti, soprattutto se economicamente indipendenti,
sono consapevoli di poter stare benissimo anche da sole, provvedendo
ottimamente all’organizzazione domestica. Possono inoltre contare
sull’affetto, espresso anche fisicamente, dei figli o dei nipoti, il
che viene a compensare la perdita del contatto intimo con il coniuge.
Per tutti questi motivi la presenza maschile, quando l’amore svanisce,
comincia ad essere sentita, da molte donne, come un peso e per questo
sono loro che spesso decidono di porre fine al matrimonio.
Non altrettanto possono dire gli uomini, per molti dei quali è ancora
un tabù lavarsi i calzini o doversi preparare un piatto di spaghetti,
così come malvisto potrebbe essere il loro lasciarsi andare a
manifestazioni di affetto con figli e nipoti…
Lo iato fra uomini e donne dei nostri tempi è ancora più evidente
nelle coppie non più giovanissime, di qualsiasi livello sociale e
culturale economico, dove la donna mantiene ancora un aspetto
giovanile, (cura dei capelli- cura dell’abbigliamento e degli
accessori ecc.) ed ha un maggior livello di informazioni, anche di
tipo culturale. Infatti, se l’uomo anziano di scarsa cultura si lascia
interessare solo da programmi sportivi o quiz televisivi con ballerine
seminude, le donne seguono con attenzione i contenitori televisivi,
dove si alternano esperti di tutti i tipi che offrono continui stimoli
di approfondimento.
Stessa cosa nella lettura dei giornali: i giornali sportivi, letti da
un pubblico maschile, sono
sempre gli stessi, mentre i giornali che offrono romanzi rosa,
fotoromanzi o gossip cercano sempre più di elevare il loro livello
culturale, offrendo anche notizie pratiche per la soluzione di
problemi grandi e piccoli della vita, consultando esperti ed offrendo
consigli.
Le giovani generazioni non sono immuni da questa differenza culturale
che si viene a creare fra uomini e donne: le ragazze
infatti abbandonano la scuola molto meno dei loro coetanei e raggiungono più
elevati titoli scolastici. La maggiore libertà di cui godono le
ragazze rispetto alle generazioni passate le porta poi ad assumere dei
ruoli sempre più attivi, scanzonati e liberi, che sempre di più
somigliano ai tradizionali ruoli maschili….
Perché sorprendersi dunque
se il maschio è sempre più insicuro, se teme l’intelligenza e la
preparazione culturale della donna, se ha paura della sua grinta ?
Piuttosto che affrontarla, sono molti i casi in cui presenta reazioni
di fuga. Ed è per tutto ciò che sempre più unioni si frantumano, per
'incompatibilità di carattere': l'amore finisce e non c'è più niente
che possa legare la coppia, neanche l'interesse per i figli.
Il risultato di questo stato di cose è una società sempre più
caratterizzata da una forte percentuale di singles che spesso non hanno
interesse a conoscersi tra loro, perché delusi dalle precedenti
esperienze e perché consapevoli della difficoltà nell'incontrare una
persona veramente affine.
In ogni caso, per coloro che hanno visto fallire la prima esperienza
matrimoniale basata sull'amore romantico, non è più evidentemente
questo il criterio che orienta le scelte future nella ricerca del
nuovo partner.... Viva allora il matrimonio 'combinato'?
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Psicolinea.it
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