La terapia di
coppia serve, come è facile intuire, per migliorare la qualità
della vita all'interno della coppia. La coppia in terapia può ricevere
suggermenti su come
migliorare la comunicazione,
ritrovare un
linguaggio comune,
riportare la
tenerezza fra i due partners.
Molte persone, dopo qualche anno di matrimonio (ma oggi sempre più
spesso anche dopo pochi mesi), possono sentirsi profondamente deluse del
rapporto coniugale: forse lo si era troppo idealizzato, forse si pensava
che lo stato di innamoramento fosse potuto durare tutta la vita... Forse
il problema è nella sessualità: c'è un calo del desiderio, disfunzioni
sessuali, rifiuti, oppure tradimenti...
Quando andare in
terapia?
Non subito dopo la prima litigata, certamente. In qualsiasi unione ci
sono alte e basse maree, litigi, divergenze di opinione, specialmente
dopo la nascita dei figli.
E' una cosa normale ed
è bene,
per i due partners, provare
anzitutto a risolvere i primi problemi da soli,
in modo da verificare anche le regole che ci si è dati per la nuova vita
in comune e vedere se esse si reggono su solide fondamenta.
Se così non fosse, se ci si fosse accorti di qualche ingenuità o
superficialità nelle aspettative che ci si è reciprocamente dati, si
possono fare subito dei cambiamenti, provare delle soluzioni
alternative, fare qualche esperimento, allo scopo di trovare nuove
regole condivise e, soprattutto, un
nuovo equilibrio.
Del resto, non si deve 'psicologizzare' tutto: si litiga perché a volte
si perde la pazienza, perché il/la partner si comporta in modo
irritante, perché ci sono altri problemi che incombono. E molto altro
ancora. Non sempre c'entra la psicologia.
Litigare è una cosa normale, come poi fare la
pace.
Se ci si accorge però che
le liti si fanno
sempre più frequenti e sono ormai divenute la regola, la
normalità, se ci si
parla sempre di meno, se le
parole scambiate
sono sempre più taglienti ed offensive e non c'è più intesa,
serenità, o allegria fra i due partners,
inutile aspettare
che la crisi si aggravi.
Il campanello
d'allarme più significativo riguarda i
rapporti sessuali:
se questi vengono sospesi per
più di due-tre mesi,
è il caso di
cominciare a preocuparsi.
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