I ricercatori
Lengermann e Niebrugge-Brantley (1990) affermano che il matrimonio
comporta molto lavoro alle donne, di tipo affettivo, sessuale,
riproduttivo: essenziale alla creazione ed al mantenimento della
coppia, ma soprattutto alla salute ed alla personalità del marito.
Il matrimonio, si potrebbe dire, conviene più agli uomini che alle
donne, come dimostrano tutte le statistiche comparative fra uomini
sposati e singles: gli sposati vivono più a lungo, stanno meglio in
salute, hanno più successo nel lavoro, guadagnano di più e sono più
felici.
Perché? Perché anche quando il marito si dà da fare in casa, è sempre
la moglie a doversi far carico delle responsabilità maggiori legate
all’igiene domestica, alla preparazione dei pasti, alla salute e
all’educazione dei figli, ecc. e questo anche quando svolge un lavoro
esterno.
Da sempre, le femministe dichiarano che il ruolo della persona che si
occupa della casa è una costruzione sociale e non necessariamente un
ruolo biologico, eppure i ruoli domestici non riescono a diventare
completamente intercambiabili.
In Italia, visto che le donne che lavorano sono otto milioni e mezzo
(Fonte: Istat), si può calcolare che le casalinghe siano circa 14
milioni. Molte, per conciliare lavoro e vita familiare, puntano al
part-time: lo praticano quasi il 22 % delle madri (senza figli, solo
il 14,2%).
Si tratta in genere di impieghi spesso mal pagati e precari. Altri
lavori tuttavia sfuggono alle statistiche perché sono ‘a nero’: in
genere riguardano lavori come domestica o badante, ma anche lavori a
cottimo, come fare maglioni o collane in casa, per cifre irrisorie.
Le statistiche ISTAT ci dicono che le italiane lavorano circa 60 ore a
settimana se sono sposate, più delle altre donne europee e questo a
causa del doppio lavoro. (Infatti, le single italiane lavorano di meno
perché non debbono accudire il marito).
La rinuncia al lavoro fuori di casa è stato ed è ancora, per molte
donne, una scelta obbligata per la mancanza di servizi sociali e per
la indisponibilità del marito, o compagno che sia, a farsi carico dei
lavori e degli impegni domestici.
La novità che sembra si stia registrando in questi ultimi anni è che
forse anche in questo campo granitico qualcosa si stia muovendo e che
molti uomini si stiano abituando al ruolo di casalingo, per dar spazio
alla moglie ed al suo desiderio di carriera.
Questo accade soprattutto in America, da dove, guarda caso arriva un
neologismo che spiega tutto: basta con la parola ‘casalinga’, ora c’è
il ‘Family Manager’ ! |