La psicologia amica

Psicolinea

Responsabile Scientifico del Sito:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

      

CONSULENZA ONLINE

Questioni di sex
Dentro e fuori di te
 
  CONSULENZA TELEFONICA GRATUITA

Tel. 349 590 7 591 

 esclusivamente
il giovedì    
dalle 11.00 alle 12.30
AL NUMERO INDICATO

 
  APPUNTAMENTI IN STUDIO e
RICHIESTA DI COLLABORAZIONI
Dr. Giuliana Proietti

347-0375949

Dr. Walter La Gatta
348-3314908
 
 

ARTICOLI
Archivio
Attualità
Biblioteca
Coppia
Costume e Società
Donne
Genitori
I Grandi Temi
Le interviste
Persone e Personaggi
Psiche in pillole
Sesso in pillole
Sessuologia
Teen Agers

Terapie e Tecniche

Test e Quiz
 
  WE SPEAK YOUR LANGUAGE

 
Index English Section
 

COMMUNITY
Il Blog di Psicolinea
Leggi le Notizie del Blog
 

 


CREDITS
  Psicolinea ringrazia...
 
  Psicolinea.it
è online
dal 13-10-01

Home Page > COSTUME E SOCIETA' > Gigolò

GIGOLO'


di Giuliana Proietti

La prostituzione maschile eterosessuale è una novità: il fenomeno infatti è diventato abbastanza consistente a partire dagli anni novanta. Fino a quel periodo si conosceva la prostituzione maschile, ma era quasi sempre di matrice transessuale ed in ogni caso rivolta ad una fruizione maschile. 

Vi era poi il caso del gigolò (dal francese, con il significato di 'ballerino') che era però un mantenuto, una persona con la quale una donna allacciava una relazione non occasionale, che poteva durare anche anni, nella quale le prestazioni sessuali di lui venivano ricambiate con costosi regali di lei. 

Il fenomeno della prostituzione 'eterosessuale' maschile, nel quale la donna paga un uomo in cambio di una prestazione sessuale occasionale è un fenomeno del tutto nuovo ed in crescita. La parte più conosciuta, più visibile di questa nuova disponibilità maschile ad essere un uomo 'oggetto' la possiamo riscontrare già negli spogliarelli maschili, che ormai sono l'attrazione principale in alcune feste private, nelle discoteche, negli addii al nubilato e nelle feste dell’8 Marzo.

Gli spogliarellisti sono ragazzi giovanissimi, palestrati, depilati e vestiti con sexy perizomi leopardati e simili. Il loro compenso per togliersi gli abiti di dosso è molto elevato: può arrivare perfino a diverse migliaia di euro per una sola serata per l’esibizione ‘normale’ e in molto di più qualora ci si renda disponibili ad accettare del ‘lavoro straordinario’. Le agenzie per le quali questi modelli lavorano, molto spesso gestite da affascinanti quarantenni in carriera, sono piuttosto compiacenti, per non dire incoraggianti, nel consigliare il ragazzo di accettare eventuali ‘extra’.

Non tutte le donne tuttavia sono interessate a vedere uno spogliarello maschile e poche si eccitano davvero. Molto spesso si va a vedere questo genere di spettacolo per curiosità, per ‘fare casino’, per mostrarsi aggiornate con i tempi o capaci di ‘vera’ trasgressione,: tutto questo piace però fino a che lo si fa in gruppo, in un locale, sotto le luci dei riflettori.

Andare con uno sconosciuto per comprare sesso tuttavia è ancora un’altra cosa e poche donne si avventurano su questo terreno, a causa di antiche remore morali, convinzioni profonde e radicate sui diversi ruoli sessuali, ma anche per semplice paura: un uomo, anche se è un 'prostituto', non è mai una persona di cui fidarsi fino in fondo e una donna che non sia una prostituta difficilmente ama lasciarsi andare con degli sconosciuti, seppure belli e ‘vogliosi’.


Infatti, non si può dire che ci sia similitudine fra prostituzione maschile eterosessuale e prostituzione femminile. Se la scelta comune di questa professione è, chiaramente, il desiderio di guadagnare molto e molto in fretta, senza doversi impegnare nello studio o nell’apprendimento di una professione, magari redditizia ma che richiede anni di tirocinio e di praticantato prima di consentire dei veri guadagni, nella prostituzione femminile i rischi maggiori li corre la prostituta, che viene quasi sempre disprezzata dal cliente, umiliata e magari anche uccisa, durante o dopo un gioco erotico;  non è così per i 'prostituti' maschi, che comunque fanno sempre la parte del leone e spesso si consentono perfino di essere loro ad umiliare e disprezzare le loro clienti.

Anche l’accettabilità sociale di questa professione è diversa se la svolgono uomini o donne: nessun genitore sarebbe entusiasta di presentare la figlia come pornostar, spogliarellista o, semplicemente ‘puttana’, mentre i genitori dei maschi  prostituti-spogliarellisti e/o pornostar (specialmente i padri), sembrano sorprendentemente orgogliosi di avere dei figli tanto belli e tanto desiderabili da donne talmente sciocche da concedersi loro gratuitamente, anzi no… A pagamento!

E che pagamento, per una cosa che i padri sarebbero disposti a fare con soddisfazione anche gratis, o, perché no, pagando perfino… I tempi sono cambiati, dicono, il bisogno di soldi per i giovani è tanto e dunque perché non cogliere al volo queste occasioni ? In fondo, che male fanno? Che rischi corrono?

La novità è dunque questa: se si è uomini e ci si prostituisce con il genere femminile (con il genere maschile no, è tutt’altra cosa…) la società è comprensiva, tollerante, tutt’altro che colpevolizzante: si è apprezzati dalle donne e addirittura invidiati dagli uomini, le famiglie sono contente perché il loro ragazzo ‘sa il fatto suo’.

Al di là del discorso moralistico della perdita di valori, della mercificazione del sesso e degli affetti, di una vita vissuta per guadagnare e consumare, pochi hanno paura di cadere nella rete di un’ organizzazione criminale, che sfrutta questo mondo, così come in precedenza ha largamente sfruttato (e sfrutta) la prostituzione femminile.

E’ un po’ come entrare nel gioco d’azzardo clandestino: nell’ambiente ovattato e fumoso della bisca all’inizio si vince molto e sembra di aver scoperto la vera chiave alla felicità e del successo, mentre tutti gli sciocchi sono là fuori a lavorare 8-10 ore al giorno, per portare a casa quello che altrimenti potrebbe essere guadagnato in una sola serata.

Peccato che poi, in breve tempo, il giocatore comincia – non si sa come – a perdere, perdendo tutto quello che aveva così in fretta guadagnato e tutto quello che aveva prima di cominciare a giocare, compresi i valori familiari e gli affetti. Nulla esclude dunque che,  anche per queste nuove professioni sessuali maschili al limite della legalità, all’inizio appaia tutto bello, facile e redditizio, ma poi si perda il controllo della situazione, si entri sempre più nella morsa di un’organizzazione criminale che, attraverso contratti capestro, droghe e ricatti sfrutterà il ‘giovane’ fino a che è tale, per poi abbandonarlo al suo destino, quando non renderà più…

Psicolinea Agg. Nov 07

Stampa
questa pagina

Disclaimer


Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 08/03/2010
Per una migliore navigazione visualizzare lo schermo a1024 x 768 pixel
e premere il tasto F 11 della tastiera
 

SiteMap

Motori di
Ricerca

psicolinea.it®è un marchio registrato

I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it. E' espressamente vietato riprodurre e diffondere, integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it


clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale
Per fare della timidezza un punto di forza

Amnesty International