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Gigolò

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di Giuliana Proietti


La prostituzione maschile si ha quando un uomo fornisce delle prestazioni sessuali in cambio di denaro.
Non è una novità: nella Grecia classica, ad esempio, si conosceva già la prostituzione maschile, e a Roma essa fu addirittura tassata sotto il regno di Augusto.

Catone il Censore (n. 234 AC) si indignava perché i suoi concittadini erano disposti a pagare per i servizi di un prostituto l'equivalente di una fattoria.
Non era dunque la prostituzione maschile in sé che scandalizzava Catone, quanto il suo costo esagerato... Secondo il politico romano, celebre per il suo rigore morale, a questa attività si dedicavano soprattutto ragazzi viziati, ricchi, capricciosi, interessati al guadagno facile. Del resto a quel tempo gli uomini non perdevano la loro virilità se si prostituivano ad altri uomini: l'importante era mantenere con i loro partners un ruolo "attivo". Infatti, non erano assolutamente ben visti i prostituti maschi che si accoppiavano "come donne": nel 342 venne deciso, ad esempio, di punire questi prostituti "con la spada", non si sa se uccidendoli o evirandoli.

A Pompei, da quanto si legge nei graffiti, la situazione era ben diversa: intanto i prezzi di queste prestazioni erano assai più bassi di quelli denunciati da Catone e inoltre sembra che fra le prestazioni praticate vi fosse anche il cunnilinguus, il che fa pensare che esistesse già una prostituzione maschile destinata ad una utenza femminile. In ogni caso, anche questa attività era considerata poco onorevole.


La prostituzione eterosessuale maschile è
dunque sempre esistita, ma è sempre stato un fenomeno piuttosto marginale, poco visibile. Ancora oggi non vi sono molti studi scientifici sull'argomento e per questo è difficile capire quanto sia realmente diffuso il fenomeno.

In passato le donne sono spesso ricorse a questi accompagnatori a pagamento: il gigolò ad esempio (termine che viene dal francese, con il significato etimologico di 'ballerino') era più che altro un mantenuto, un uomo con il quale una donna allacciava una relazione duratura, durante la quale le prestazioni sessuali di lui venivano ricambiate con costosi regali, anche in denaro, di lei. 

Oggi tendenzialmente la donna tende a ricercare relazioni sempre più brevi e poco impegnative, volte alla fruizione di rapporti sessuali, come da sempre fanno gli uomini con le prostitute. Probabilmente non si tratta di un biso
gno vero e proprio, ma più che altro dell'emulazione di un comportamento maschile da parte di donne in carriera, ricche, singles, che vogliono recitare in questi rapporti una parte da protagonista.

La prostituzione maschile eterosessuale è molto comune fra gli spogliarellisti: dopo lo spettacolo, molti di loro si accompagnano alle clienti. Luoghi di incontro con questi gigolò possono essere discoteche, bar, pub, saune, alberghi, ma anche case private.
L'avvento di internet ha naturalmente facilitato la ricerca di questi contatti attraverso social network, blog, forum ecc.

Molti dei ragazzi che si prostituiscono sono stranieri e non hanno un lavoro stabile; altri invece fanno questo tipo di scelta per poter avere a disposizione molto denaro, con il quale comprarsi macchine costose, vestiti firmati, viaggi esclusivi.

 
Spesso i ragazzi stranieri si trasferiscono dopo aver conosciuto il lavoro della prostituzione nei loro paesi di origine. Sempre più diffuso è infatti il fenomeno del turismo sessuale femminile: le mete più richieste dalle donne in cerca di sesso (in genere di età compresa fra i 45 ed i 60 anni) sono Cuba, Giamaica, Kenya, Capo Verde e Santo Domingo. Spesso, quando arrivano in aereo, già all'aereoporto trovano il loro gigolò, che terrà loro compagnia per tutta la durata del soggiorno. In Africa chiamano queste donne "bottiglie di latte da riempire".

La differenza fra clienti uomini e donne è sicuramente quella che le donne in cerca di sesso non molestano, non violentano, non stuprano: anzi, semmai si innamorano dei loro partner occasionali. Non a caso, esse tendono a tornare in quei Paesi dove hanno fatto turismo sessuale, dai loro giovani amanti, per trascorrere insieme a loro altri periodi di travolgente passione e, nel farlo, non dimenticano di portare dei consistenti regali. Altre volte questi gigolò vengono a trascorrere dei periodi nel Paese della loro cliente e poi ci rimangono, continuando la loro attività di prostituti.

I rischi che corrono le turiste sessuali e, più in generale, le donne che usufruiscono del servizio di un gigolò sono principalmente due, ed entrambi molto seri: il primo è quello di contrarre una malattia a trasmissione sessuale se non viene usato il preservativo, vista l'alta promiscuità sessuale dei loro partners. Il secondo, assai più grave, è quello di poter essere derubate, e magari uccise, per un cellulare e un po’ di cash.


 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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