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La
diceria è una 'voce che corre', che si diffonde all'interno della
società un po' come un virus, di cui tutti siamo portatori sani, o
come un telefono senza fili in cui tutti noi siamo soggetti emittenti
e riceventi.
Molto spesso le dicerie sono leggende, cose stranissime che capitano a
persone sconosciute, ad amici degli amici. Si viene così a sapere di
quel tipo che si è trovato vivo in una cassa da morto e per la
disperazione si è cavato gli occhi, o della bambina rapita dagli
zingari nel grande centro commerciale.
Su internet poi le notizie e le
'bufale' corrono velocissime, circa nuovi virus da eliminare, bambini da aiutare ed altre
iniziative a sfondo filantropico.
Ovviamente non tutte le dicerie sono false, ma buona parte di esse lo
sono e la cosa che più sorprende è la nostra mancanza di senso
critico nel sentire certe storie strampalate e soprattutto la nostra
disponibilità inconscia a continuare a trasmettere agli altri cose in
cui non crediamo o crediamo solo a metà, senza far nulla per opporci
a questa sorta di catena di
Sant'Antonio.
Le dicerie nella maggior parte dei casi sono innocue, ma
vi sono situazioni in cui possono diventare davvero pericolose,
stroncare la vita e le relazioni sociali di una persona, isolarla e
portarla perfino alla morte.
Un caso del genere è accaduto ad esempio alla cantante Mia Martini, che nella
civilissima Italia di fine novecento si è sentita esiliata dallo show business per
oltre quindici anni, con le sofferenze e le conseguenze psicologiche
che tutti possiamo immaginare per il semplice fatto che qualcuno aveva
messo in giro la voce che la cantante... 'portava sfiga'.
Dati gli strepitosi effetti della diceria e del pettegolezzo sulla credulità popolare, non
è escluso che molte persone o gruppi sociali interessati, possano
mettere in giro delle dicerie 'ad arte', per raggiungere obiettivi
concreti come il discredito di un avversario o la crescita di consenso
rispetto ad una determinata idea o tendenza.
Attenzione dunque a non farsi intrappolare nella rete delle 'dicerie
organizzate', ma altrettanta attenzione anche all'altro aspetto della
chiacchiera sociale, al pettegolezzo, un conversare apparentemente
futile e distensivo, che però, anch'esso, non manca di produrre i
suoi effetti nella società.
Il pettegolezzo nasce dalla
chiacchiera sociale ed infatti è una 'verità'
non verificabile, la cui infondatezza non rappresenta un limite, ma
addirittura un fascino per la possibilità che offre di immaginare.
In
genere qualche particolare del pettegolezzo è vero e magari lo è anche
molto di più; il suo obiettivo è quello dello svelamento di una
doppia vita, di un segreto esistenziale o comportamentale che riguarda
qualcuno non perfettamente inserito nella società o nel proprio
gruppo, oppure una persona di potere, temuta, che viene così 'smontata'.
Attraverso il pettegolezzo infatti si riesce perfettamente a demolire
una persona o almeno ad insinuare dubbi nell'opinione pubblica sull'immagine
che una persona vuole dare di sé.
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