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In questo
numero...
SOSPETTO
Salve, sono sposata da circa tre anni ed
abbiamo un bambino di due anni; il periodo del fidanzamento è durato
poco, circa nove mesi, durante i quali si è manifestata subito una
certa diffidenza sia da parte mia( avevo avuto una precedente
traumatica esperienza con un tipo che mi aveva nascosto di essere
sposato!Ma prima di allora ero stata fidanzata per 4 anni senza quasi
essere gelosa ) sia da parte di mio marito( anche lui diceva di aver
avuto esperienza negativa poichè aveva scoperto il tradimento della
cognata nei confronti di suo fratello). Nonostante ciò e nonostante
problemi con la sua famiglia, mio marito si era dimostrato una persona
dolce, garbata,gentile,sembrava quasi privo di cattiveria; dopo il
matrimonio, ahimè, le cose sono cambiate in modo radicale: la sua
gelosia nei miei confronti è diventata morbosa, con sospetti ed
umiliazioni di ogni tipo, pur essendogli stata sempre fedele; a ciò si
sono aggiunti comportamenti e modi di fare incredibilmente offensivi e
volgari, parolacce, minacce, urla, litigi per pretesti
banalissimi,insomma, si è manifestata una persona totalmente diversa
da quella che pareva prima del matrimonio, e tutto questo mentre ero
incinta; il bambino è nato prematuro(la sera prima della rottura delle
membrane c'è stata una lite furibonda tra noi), grazie a Dio ora sta
bene ed ha recuperato, ma il rapporto tra noi si è andato deteriorando
sempre più. Da un punto di vista fisico, poichè io desideravo per
scelta di fede avere rapporti dopo il matrimonio,(scelta che ha
condiviso dicendo di non aver avuto rapporti neanche lui),le cose non
sono andate bene poichè io non sono mai riuscita a rilassarmi e lui mi
ha anche incolpato di ciò,rendendo la cosa difficilissima; inoltre i
continui litigi me lo hanno allontanato sempre più cosicchè io non
l'ho più desiderato ed anzi, l'ho respinto ogni volta che si
avvicinava; da qualche mese,però,di colpo ho iniziato a ricollegare
tutta una serie di piccoli eventi strani,( ritardi, cose successe
all'ultimo momento, chiusure nel bagno per tanto tempo e tante altre)
inclusa una improvvisa assenza di gelosia da lui giustificata con la
voglia di andar d'accordo, ed ho iniziato a sospettare che ci sia
un'altra storia, con una persona in particolare,(una collega di
lavoro) poichè più volte me ne ha parlato ostentando un certo
disprezzo e poi l'ho ascoltato al telefono mentre parlava con ella con
un tono veramente molto dolce; alle mie domande mio marito ha reagito
dapprima in modo violento con altrettante urla e parolacce e dicendo
che sono pazza da ricovero, poi, negli ultimi tempi, sta cercando di
controllarsi e di non avere più questi atteggiamenti; io dal canto mio
ho cercato di avvicinarmi anche fisicamente, solo che, dopo essere
stati insieme(ed ero più rilassata) mi si è innescata una candidosi
che mi ha impedito di continuare e mi sono anche insospettita; ora mi
rendo conto che guardo ogni cosa con sospetto Grazie per il suo aiuto
Rossana
Gentilissima Rossana,
Le scelte di fede, seppure rispettabili, non sono sempre le scelte
migliori per quanto riguarda il benessere della coppia. Il rapporto
sessuale infatti non dipende da leggi matematiche e per questo non è
detto che mettendo insieme due persone a caso dentro un letto si possa
sempre creare l'alchimia giusta per una relazione sessuale soddisfacente per entrambi. La
sessualità infatti è una forma di dialogo, dove a parlare sono i
corpi; pù si "dialoga", più ci si capisce e si consolida la coppia.
Prenda questa storia della collega di suo marito come un ottimo
campanello d'allarme, utile per farle comprendere che, se foste andati avanti
con le modalità utilizzate in questi anni, presto vi sareste
ritrovati nell'ufficio di un avvocato. Il consiglio è quello di
cercare di rimettere a posto le cose attraverso una "provvidenziale"
terapia di coppia.
Coraggio, cambiando un po' tutti e due ce la potrete fare. Auguri.
Dr. Giuliana Proietti
HO PAURA
Cara dottoressa, io so che la mia non è una vera è propria domanda
ma uno sfogo! sn abbastanza attenta e meticolosa sul cercare di capire
cosa mi capita intorno a me! mi sento una persona empatica e a volte
vivo dei sentimenti degli altri, mi sento come in un film dove se in
quel preciso momento non piango sn falsa o c'è qualcosa che in me non
va! sn molto confusa approposito delle mie emozioni, l'unica du cui
non riesco ad avere controllo e la PAURA! mi domina, mi possiede e non
mi fa vivere, vado a dormire con il dubbio del domani pensando alle
cose più brutte che poi si avverano perchè sn io a farlo! ho accanto
una famiglia ed un ragazzo stupendi che mi capiscono e mi seguono. sn
rari momenti che la paura mi attanaglia e da cui non vedo una
razionale uscita, essa scompare alcune mattine per non fare ritorno
per messi a volte anni, ma quando ricompare mi consuma, mi lacera
metto in dubbio tutto, dall'affetto per i miei cari all'amore per i
mio fidanzato. AIUTO so che il cosiglio è vivi ogni giorno come se
fosse l'ultimo, il futuro è il tuo presento che è il tuo passato
ma.....HO PAURA
Gentilissima,
Questa volta, vede che succede anche a lei, ha sbagliato la
previsione... Infatti non le dirò affatto "vivi ogni giorno come se
fosse l'ultimo", ma piuttosto: prenda un appuntamento con un
terapeuta, perché lei potrebbe avere bisogno di un aiuto
professionale. Le persone care che le sono intorno infatti le danno
affetto ed attenzione, ma sicuramente non possono avere gli strumenti
necessari per restituirle l'equilibrio che sembra (momentaneamente)
perduto.
Non abbia paura, si fidi di chi potrà aiutarla.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
MOLTO CONFUSA
Salve, le scrivo perchè sono molto confusa in questo momento. La
storia con il mio ragazzo va avanti da 2 anni ma non sono stati 2 anni
molto felici. Io e lui abbiamo due caratteri molto diversi. Io per
certi versi sono più fragile e insicura, lui invece ha un carattere
decisamente forte e molto critico. Questo può essere dovuto anke alla
differenza di età visto ke abbiamo 8 anni di differenza. Comunque il
problema è ke lui mi critica costantemente per qualsiasi cosa, per
come sono fisicamente(sono un po in sovrappeso), per come mi comporto,
per come cucino e perchè a volte piango troppo quando litighiamo, però
noi litighiamo sempre. Inoltre devo sempre exere io a chiedergli di
fare l'amore e la maggior parte delle volte mi dice anke di no, mi fa
sentire indesiderata e anke se lui dice ke mi ama ed è un bravo
ragazzo, io lo vivo come una sorta di rifuito per il mio aspetto e
così anche se provo a mettermi a dieta ci sono momenti dopo ke abbiamo
litigato ke vado in crisi e invece di moderarmi mangio di più. Ho
provato a parlarne con lui, ma lui dice ke gli va bene così, però io
no riesco a far finta di niente, noi litighiamo quasi tutti i giorni,
perchè lui mi prende in giro, un giorno è arrivato a chiamarmi
pachiderma e non le dico come mi sono sentita, io non sono obesa e
sentirmi apostrofare così. Il bello è ke io prima non ero così, non
permettevo a nessuno di offendermi e mi arrabbiavo a sentire di donne
ke subivano cattiverie dagli uomini, ma quando lui fa così io non
riesc o a reagire, ho paura ke se gli rispondo lui alla fine se ne
vada e io non voglio ke ci lasciamo.La mia autostima in questo momento
è davvero bassa. Per lei c'è qualcosa ke posso fare per stare meglio?
Gentilissima,
Occorrerebbe capire se è lui ad essere veramente maleducato ed
insensibile nei suoi confronti (e in questo caso bisognerebbe anche
chiedersene le ragioni) oppure se è lei che, vivendo un momento di
depressione e di scarsa autostima (succede a tutti prima o poi...)
attribuisce troppa importanza a quello che le viene detto, senza
comprendere che quello di lui è solo un modo goliardico per scherzare
tra di voi. Certo, il fatto che anche i rapporti sessuali siano
infrequenti e lascino a desiderare non depone a favore della seconda
ipotesi. Prenda dunque questo momento difficile come un momento di
riflessione profonda: si sente felice? E' riuscita ad essere quello
che voleva diventare? Quali sono i suoi sogni realizzati e quali
quelli ancora nel cassetto? Ci sono persone intorno a lei che la
potrebbero aiutare? Ha considerato l'ipotesi di fare qualche colloquio
psicologico di sostegno, per uscire più facilmente da questo stato di
confusione ? Venendo alla sua domanda, per stare meglio lei dovrebbe
anzitutto convincersi che, in questa corsa ad ostacoli che è la vita,
si può inciampare e magari anche cadere: l'importante è rialzarsi, più
sicuri e più forti di prima, trovando il coraggio di prendere le
giuste decisioni ed assumendosi la responsabilità delle proprie
scelte.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
VOMITO FACILE
Salve sono Arianna,credo di essere ammalata,il peggio è che me ne
sono resa conto solo qualche mese fà, guardando un dossier sulla
bulimia e l'anoressia,mi sono rivista in tutto e per tutto, così
tornando in dietro col tempo, ho contato 16 anni di vomito,il peggio è
che per mè non è mai stato un problema,anche perchè so soltanto io
quello che faccio al bagno ,,,,, ma da quando ho fatto caso al mio
atteggiamento ho visto che ancora prima di cominciare a mangiare so
già che me ne libererò presto, il mio stomaco tira, certe volte il
vomito è così sforzato da farmi male esofago e mandibole,il cuore a
duemila, e se non riesco a vomitare tutto per bene ci riprovo fino a
riuscirci ,oggi dopo 16 anni ho capito che ho un problema ,uno in più
a quelli che già ho,ma chiedo aiuto .......!!!!!!grazie p.s vomito
anche 4 volte al giorno in base a ciò che ho mangiato ,in sintesi
tutto ciò che contiene grassi, mangio a tappo così il vomito viene
facile.
Gentilissima,
Francamente non posso pensare che lei sia stata inconsapevole, per 16
anni, di soffrire di un disturbo alimentare. Se ne parla ovunque: sui
giornali, in TV, su Internet, su questo sito... Possibile che lei non
si sia mai imbattuta in simili informazioni? Sinceramente sono più
propensa a pensare che ora, finalmente, lei abbia ri-conosciuto il suo
problema e che questo sia il primo passo per trovarvi una soluzione.
Chiaramente in questo caso avrà bisogno di un aiuto professionale, dal
momento che uscire da un disturbo alimentare è possibile, ma c'è
bisogno di grande impegno e motivazione, soprattutto per la ricerca
delle cause profonde che l'hanno portata ad agire, fin qui, nel modo
che ha descritto. Non di meno dovrebbe essere analizzata questa sua
resistenza, o "disattenzione", che per 16 anni non le ha permesso di
guardare con occhio sereno ed obiettivo la sua realtà.
Non perda dunque altro tempo: cerchi un aiuto professionale per
risolvere al più presto questo suo problema, il quale non la mette
(forse) in pericolo di vita, ma rapina comunque la sua vita e violenta
la sua serenità.
Cari saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
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