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DENTRO E FUORI DI TE
Rubrica di Consulenza on Line

Risponde la Dott.ssa
Giuliana Proietti
psicologa psicoterapeuta

In questo numero...

DORMO TROPPO

salve , sono una ragazza di 26 anni ....dormo troppo ma questo nn mi causa problemi riesco a dormire fino a 48 ore di fila se nessuno mi sveglia e s se sono al buio. Quando mi sveglio sto benissimo .... sogno sempre ...ed i miei sogni sono quasi reali li ricordo tutti in genere se mi sveglio con calma .... anche se mi addormento per 15 minuti sogno e ricordo ..... ma nn soffro di sonnolenza anzi quando sono sveglia sto bene .... ma se decido di dormire lo faccio subito ..... e dormo dormo dormo ..... la mattina nn sento nulla ne sveglie ne rumori niente ...e questo per me è un problema .... quando mi sveglio sono abbastanza confusa ma solo per 10 minuti poi mi riprendo ..... di giorno sono molto fiacca mentre la sera sto molto bene ...... nei miei sogni riesco a ricordami ogni dettaglio invento faccie e le ricordo .....è un po come se vivessi in un altra realta .... puoi dirmi cosa posso fare per controllare il mio dolce dormir?

Gentilissima,

Può darsi che non sia così (perché a parte che l'ipersonnia, nella sua lettera lei non racconta altre notizie che la riguardano), ma è più che probabile che questo suo continuo dormire nasconda una leggera depressione, una sorta di ritiro interiore, per cui ricava più soddisfazione dai suoi pensieri e dalle sue fantasie, nonché dalla riconsiderazione dei ricordi onirici, che dalla vita reale, dalle relazioni con persone la cui faccia, purtroppo, non si può inventare, come invece si può fare nei sogni.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

SOLO PER AMORE

Buona sera, sono disperata! Prima di tutto vorrei scusarmi gli errore grammaticali, perche' sono brasiliana, vivo in Italia da quase 9 anni.,VIVO QUA SOLTANTO PER AMORE. Inizialmente dovevo andare ad un'altro paese, ma quando lo conosciuto, ci siamo innamorati....e non ci siamo piu' lasciati. Abbiamo fatto un anno per conoscenza, io a Londra e lui a Roma, dopo questo meraviglioso anno, lui ha preso un monolocalino e nostra convivenza e' iniziata benissimo... Tutto aparentemente bene, anche perche' non sapevo parlare la lingua, avevo cambiato un'altra cultura, avevo lasciato TUTTO per stare con lui... e Lui ha lasciato la casa dei suoi. Loro hanno un azieda familiare, cioe' lui ha sempre lavorato con i suoi, ha sempre mangiato con i suoi, sin dal primo giorno che sono arrivata. e questa regola non e' mai stata cambiata. Andiamo d'accordissimo, ma quando ho deciso di portare mia mamma a passare 20 giorni con me e gli avevo detto che lui doveva tornare a casa della mamma per questi 20 giorni, abbiamo avuto la prima grave discussione. Dopo tanto stress, sua mamma ha accettato che mio marito tornasse a casa per 20 giorni. (Ho dovuto parlare con mia futura suocera, le ho detto che se non accettasse la mia mamma , io tornavo al mio paese, e lui doveva andare li, perche' qui in Italia non tornavo piu', cosi Lei ha accettato). Dopo 2 anni di convivenza, abbiamo deciso di sporsarci, E il tempo passava, nostro rapporto (io e LUI) era perfetto fin quando non metteva sua famiglia in mezzo. Le discussioni erano sempre basate sulla mia famiglia e la sua familia, perche' NOI insieme stiamo benissimo. Abbiamo comprato casa, con un piccolo aiuto dei suoi, E anche in questo dovevo ascoltare sempre i consigli dalla famiglia, se volevo qualcosa diversa degli altri non ero ascoltata. Abbiamo avuto nostro figli dopo 1 anno di matrimonio, li e' stato la prova:nel giorno della dimissione, vengono tutti a prendermi, marito, suocera, cognata e suocero... sono rimasta malissimo, perche' anche mia mamma e sorella erano a R. e lui non le ha nemeno chimate .... Lui doveva andare a prenderci da solo oppure con tutta la famiglia mia e sua. Quando mia mamma veniva a R., c'era sempre da parte della famiglia del mio marito molto stress, invidia, gelosia con il bam bimo. Non so se mi capisce? Al primo compleanno di mio figlio, molto stress, anche perche' mia mamma aveva appena scoperto un nodulo nel seno, eravamo tesi ... abbiamo litigato, sempre per motivi inutile.... verso fine anno, abbiamo scoperto il cancro di mia mamma, ho dovuto litigare per poter andare in Brasile, a passare le feste di capodanno, perche' si spendeva dei soldi. Mia mamma ha iniziato per un anno il trattamento in Brasile e dopo un anno, ho dovuto litigare per andare nella sua ultima chemio. A marzo 2009 mia mamma e mia sorella, sono venute a vivere a R., perche' c'era anche il mio fratello. Morale, sembra che la presenza di mia mamma li dava fastidio.... Lui cercava di non farmi stare con lei nei weekend, dovevo stare con sua famiglia, avevamo finito dal psicologo di coppia, perche' tornando da un weekend in montagna con la suocera, mio marito e' entrato in un grosso desequilibrio psicologico, diceva che io ce l'avevo con sua mamma, lche la odiavo, ecc..itigavamo tutti giorni.. Lui aveva il coraggio di parlare apertamente con mia mamma, che aveva appena scoperto le metastase, ma non aveva lo stesso coraggio di parlare con sua mamma, la difendeva sempre, la mettev sempre in alto, La cosa strana e' che non sappiamo neanche il perche' dello stress. Siamo andati da un consulente di coppie. Lui mi aggrediva psicologicamente, cercava di distrarmi dal problema di mia mamma, c'e' stato un momento che io non sapevo cosa stesse succedendo. (e' troppo difficile scrivere il tutto). Ho detto un frase tipo, se non smettela, io mi uccido, basta, lui ha scritto al psicologo di coppi,aquesta cosa... ed i problemi se tornavano sempre piu' difficile di risolvere. CMQ, ho fatto alcuni consulenza con una psicologa, solo perche' LUI mia ha chiesto, perche' diceva che io ero stressata, ma alla fine, io sapevo che il problema era solo suo, anche se io stavo passando un problema grosso di saluti di mia mamma. Dopo due mesi, con tutti quelli stress, di litigio con sua famiglia e con lui mia mamma si e' spenta novembre di 2009. Questo mese e' un perido molto difficile per me, perche' non riesco a dimenticare che l'anno scorso il mio marito mi ha fatto soffrire molto, ha fatto sofrire anche mia mamma, diceva cose senza pensare, offendeva senza accorgersi .... I problemi continuano, se io sto zita, va tutto bene se io mi impunto in qualcosa, basta inizia lo stress... Oggi gli ho detto che se lui non cambia questo attegiamento, io non ce la faro' stare con lui, chiedero' la separazione.... anche se lo amo, anche se lui mi ha fatto soffrire, anche se abbiamo un figlio. Io mi sento sempre in secondo piano, prima e' sua famiglia di origine dopo viene io e nostro figlio... sono stanca di tutto, ma sinceramente ho ancora la speranza che lui cambi, e' possibile??? Mi puo' dare un consiglio cosa dovrei fare, la pazienza sta' finendo.... grazie mille

Gentilissima,

Quando un rapporto di coppia è così litigioso come quello da lei descritto, è del tutto inutile che cambi solo uno dei due partners: devono cambiare tutti e due! Infatti, cambiare per sottomettersi alla volontà dell'altro, come lei ben sa, non rende felici. Nella vostra coppia è dunque necessario stabilire delle regole precise su come comportarsi nei confronti delle rispettive famiglie e decidere insieme fino a che punto le famiglie debbano sentirsi autorizzate ad invadere, in vari modi, la vostra privacy. Ciò detto, quando si chiede un aiuto economico a qualcuno, questo comporta in genere la perdita della propria libertà di azione nei confronti del proprio benefattore. Se non si vogliono obblighi o limitazioni, è meglio contentarsi di quello che si ha, senza chiedere favori ad altri.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti
 

LA LONTANANZA

Salve, buonasera mi chiamo lucia e scrivo per chiedere il consiglio di un esperto in quanto da 5 anni sono sposata con un uomo di 30 anni con cui ho una figlia di 6 anni. Purtroppo il mio matrimonio non è stato mai vissuto anima e corpo perchè mio marito è stato sempre fuori per lavoro in giro per l' Italia e per l'estero in trasferta mentre io e nostra figlia stavamo nella nostra città e lui veniva a casa una volta al mese per pochi giorni. La lontananza ha creato molti problemi tra di noi, io volevo che lui venisse più spesso perchè avevo bisogno di lui, lui col passare degli anni mi ha iniziato a chiedere di seguirlo e di andare sù con lui per trovare una stabilità lavorativa in modo da poter stare insieme come famiglia, ma tutto questo non è mai avvenuto perchè lui me lo ha sempre detto ma nella realtà non lo ha mai fatto perchè nella sua mente ha sempre avuto la convinzione che io non sarei mai andata ed è rimasto così a lavorare sempre in giro. Passando il tempo le nostre liti aumentarono perchè il lavoro mi portava ad avere tante carenze affettive che mi mancavano e per questo mi lamentavo in continuazione e litigavamo sempre anche le cose più stupide erano causa di litigi in casa fra di noi, molto spesso sono andata anche con la bambina da mia madre in modo da poter stare lontani, ma tutto questo ci ha allontanati sempre di più anche nei rapporti gionalieri, non eravamo più complici, uniti, affiatati, anche sessualmente molto lontani, lui è come se avesse una sensazione di schifo nei miei confronti tant'è che neanche mi guardava in faccia, così ho iniziato ad amarlo in silenzio senza poterlo e riuscendo a dimostrarglielo. Poi mi sono ammalata, un brutto linfoma all' addome e tutti i miei problemi famigliari sono diventati meno importanti, pensavo solo a me a guarire entravo e uscivo dall'ospedale, sedute di chemioterapia fino a fare l'autotrapianto, Adesso sono passati circa sei mesi che ho fatto l'autotrapianto, vado a fare controlli periodici, ma la mia vita con lui è sempre uguale, io lo amo ma non rieso a essere felice perchè lui è sempre freddo e distante con me, vuole separarsi definitivamente e io invece sto ancora con la convinzione di cercare di recuperare un marito che ormai sicuramente non mi ama più! Abbiamo discusso tanto gli ho anche detto di provare con una terapia di coppia ma lui non intende perchè è convinto che riprovarci non servirebbe a nulla perchè i problemi e la situazione ritornerebbe sempre la stessa. Io lo amo è ho ancora tanto bisogno di lui!!! Vi chiedo gentilmente di darmi un consiglio e Vi porgo distinti saluti. Lucia

Cara Lucia,

Quali sono, come dice suo marito, i problemi che renderebbero la vostra situazione sempre la stessa? Dalla sua lettera mi è difficile capirlo... Se si riferisce al problema della distanza, credo che in effetti questo sia un grosso problema, che dovrebbe essere affrontato. Lui non aveva particolare desiderio di averla accanto, ma a quanto pare neanche lei, prima di ammalarsi, ha fatto moltissimo per raggiungerlo dove lavora. Ora ciascuno di voi due ha una propria vita e propri interessi, non avete più da tempo rapporti sessuali e vi vedete pochissimo: sappia, cara Lucia, che la terapia di coppia è utile, ma non è bene illudersi troppo, perché non fa miracoli! Quello che c'è da capire è: 1. se lei ama davvero suo marito o ha (comprensibilmente) paura di affrontare una nuova vita completamente da sola, visti anche i problemi di salute 2) quali sono, come si diceva all'inizio, questi problemi che secondo suo marito impediscono il cambiamento e quali potrebbero essere le eventuali soluzioni (se ce ne sono).

Cari saluti e soprattutto... Stia bene!

Dr. Giuliana Proietti

MARITO PREOCCUPATO

Gent.ma Dott.sa Proietti, sono a chiederLe aiuto: sono un marito veramente preoccupato che dopo trent’anni insieme all’unica donna della sua vita è nello scoramento più totale. Lo scenario è questo: con mia moglie siamo sposati da 25 anni e fidanzati da altri 5 e abbiamo due bellissime figlie di 17 e 11 anni. Io ho quasi 52 anni e mia moglie 48. Dopo tanti anni trascorsi senza scossoni particolari, ma con qualche litigio dovuto alla gestione delle figlie che ci ha forse un po’ allontanato. Infatti ormai da quasi un anno e mezzo se mi avvicino a mia moglie anche solo per una carezza la vedo in grande difficoltà. Si immagini parlare di fare l’amore! La situazione che percepisco è di imbarazzo e quasi di schifo. Spesso colgo anche un certo astio quando parla con me. Dopo trent’anni insieme non è certo una situazione facile. Ho cercato di parlarne con lei, ma ottenendo poche risposte.Ho pensato anche alla presenza di un “altro”, ma lei dice che non c’è nessuno, anche se non mi sa spiegare perché usi un contraccetivo comunque.Mi ha detto solo che prova solo indifferenza nei miei confronti, che non abbiamo più interessi in comune e cerca di non parlare di questa ns. situazione. Da qualche mese è in cura presso un centro specializzato antidepressione, ma per ora con pochi risultati a parte una leggera apparente tranquillità forse dovuta alla Paroxetina che le è stata prescritta. Come è anche giusto non mi racconta molto delle sedute e non so se hanno parlato del ns. problema. Le parlo sempre con grande calma e dolcezza, ma ormai certe volte mi sembra di parlare con un’estranea e di essere sempre più lontano dalla sua vita. Purtroppo non sembra una situazione recuperabile e questo, per non danneggiare il rapporto con le bimbe, mi porta spesso a pensare al passo della separazione. Amo sempre mia moglie, ma questa situazione mi sta lentamente distruggendo.Che mi consiglia di fare? Cordiali saluti e grazie per l'aiuto e i preziosi consigli che mi potrà dare. Franco

Gentile Franco,

Lei non è uno spettatore di prima fila nella rappresentazione della crisi di questo vostro rapporto di coppia: lei è il primo attore, il protagonista. Inoltre, lei non può non rendersi conto che se una persona prende antidepressivi e fa psicoterapia è perché sta vivendo un momento di particolare infelicità, di ansia, di stress... Altrettanto irragionevole è pensare che una donna possa prendere degli anticoncezionali se non ha rapporti sessuali. Il consiglio che le posso dare è dunque quello di cessare questo atteggiamento passivo, questo chiamarsi fuori dagli eventi che stanno portando il vostro rapporto alla deriva, e cercare un modo serio e concreto per riaprire un dialogo costruttivo con sua moglie. Provi a fare lei per primo dei discorsi, dei gesti significativi di riavvicinamento, per dimostrare in modo convincente la sua disponibilità al dialogo e al cambiamento, la sua sensibilità nei confronti delle insoddisfazioni e delle infelicità di sua moglie. Probabilmente lei si chiederà: ma perché devo essere proprio io a fare il primo passo? Risposta: perché è lei che sostiene di amare ancora sua moglie. Se questo è vero, lo dimostri: invece di pensare alla separazione, provi anzitutto a fare qualcosa di concreto per salvare questo vostro matrimonio, e lo faccia nel nome di quell'amore che sente di provare per sua moglie così come, immagino, per le sue due figlie. Non le sembra che la posta in gioco sia abbastanza per fare un piccolo sforzo su sé stesso e uscire da questa apatia in cui si è rifugiato? Consideri anche l'eventualità di una terapia di coppia.
Con molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti

 


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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 30/08/2010
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