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DENTRO E FUORI DI TE
Rubrica di Consulenza on Line

Risponde la Dott.ssa
Giuliana Proietti
psicologa psicoterapeuta

In questo numero...

SOSPETTO


Salve, sono sposata da circa tre anni ed abbiamo un bambino di due anni; il periodo del fidanzamento è durato poco, circa nove mesi, durante i quali si è manifestata subito una certa diffidenza sia da parte mia( avevo avuto una precedente traumatica esperienza con un tipo che mi aveva nascosto di essere sposato!Ma prima di allora ero stata fidanzata per 4 anni senza quasi essere gelosa ) sia da parte di mio marito( anche lui diceva di aver avuto esperienza negativa poichè aveva scoperto il tradimento della cognata nei confronti di suo fratello). Nonostante ciò e nonostante problemi con la sua famiglia, mio marito si era dimostrato una persona dolce, garbata,gentile,sembrava quasi privo di cattiveria; dopo il matrimonio, ahimè, le cose sono cambiate in modo radicale: la sua gelosia nei miei confronti è diventata morbosa, con sospetti ed umiliazioni di ogni tipo, pur essendogli stata sempre fedele; a ciò si sono aggiunti comportamenti e modi di fare incredibilmente offensivi e volgari, parolacce, minacce, urla, litigi per pretesti banalissimi,insomma, si è manifestata una persona totalmente diversa da quella che pareva prima del matrimonio, e tutto questo mentre ero incinta; il bambino è nato prematuro(la sera prima della rottura delle membrane c'è stata una lite furibonda tra noi), grazie a Dio ora sta bene ed ha recuperato, ma il rapporto tra noi si è andato deteriorando sempre più. Da un punto di vista fisico, poichè io desideravo per scelta di fede avere rapporti dopo il matrimonio,(scelta che ha condiviso dicendo di non aver avuto rapporti neanche lui),le cose non sono andate bene poichè io non sono mai riuscita a rilassarmi e lui mi ha anche incolpato di ciò,rendendo la cosa difficilissima; inoltre i continui litigi me lo hanno allontanato sempre più cosicchè io non l'ho più desiderato ed anzi, l'ho respinto ogni volta che si avvicinava; da qualche mese,però,di colpo ho iniziato a ricollegare tutta una serie di piccoli eventi strani,( ritardi, cose successe all'ultimo momento, chiusure nel bagno per tanto tempo e tante altre) inclusa una improvvisa assenza di gelosia da lui giustificata con la voglia di andar d'accordo, ed ho iniziato a sospettare che ci sia un'altra storia, con una persona in particolare,(una collega di lavoro) poichè più volte me ne ha parlato ostentando un certo disprezzo e poi l'ho ascoltato al telefono mentre parlava con ella con un tono veramente molto dolce; alle mie domande mio marito ha reagito dapprima in modo violento con altrettante urla e parolacce e dicendo che sono pazza da ricovero, poi, negli ultimi tempi, sta cercando di controllarsi e di non avere più questi atteggiamenti; io dal canto mio ho cercato di avvicinarmi anche fisicamente, solo che, dopo essere stati insieme(ed ero più rilassata) mi si è innescata una candidosi che mi ha impedito di continuare e mi sono anche insospettita; ora mi rendo conto che guardo ogni cosa con sospetto Grazie per il suo aiuto Rossana

Gentilissima Rossana,

Le scelte di fede, seppure rispettabili, non sono sempre le scelte migliori per quanto riguarda il benessere della coppia. Il rapporto sessuale infatti non dipende da leggi matematiche e per questo non è detto che mettendo insieme due persone a caso dentro un letto si possa sempre creare l'alchimia giusta per una relazione sessuale soddisfacente per entrambi. La sessualità infatti è una forma di dialogo, dove a parlare sono i corpi; pù si "dialoga", più ci si capisce e si consolida la coppia. Prenda questa storia della collega di suo marito come un ottimo campanello d'allarme, utile per farle comprendere che, se foste andati avanti con le modalità utilizzate in questi anni, presto vi sareste ritrovati nell'ufficio di un avvocato. Il consiglio è quello di cercare di rimettere a posto le cose attraverso una "provvidenziale" terapia di coppia.
Coraggio, cambiando un po' tutti e due ce la potrete fare. Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

HO PAURA

Cara dottoressa, io so che la mia non è una vera è propria domanda ma uno sfogo! sn abbastanza attenta e meticolosa sul cercare di capire cosa mi capita intorno a me! mi sento una persona empatica e a volte vivo dei sentimenti degli altri, mi sento come in un film dove se in quel preciso momento non piango sn falsa o c'è qualcosa che in me non va! sn molto confusa approposito delle mie emozioni, l'unica du cui non riesco ad avere controllo e la PAURA! mi domina, mi possiede e non mi fa vivere, vado a dormire con il dubbio del domani pensando alle cose più brutte che poi si avverano perchè sn io a farlo! ho accanto una famiglia ed un ragazzo stupendi che mi capiscono e mi seguono. sn rari momenti che la paura mi attanaglia e da cui non vedo una razionale uscita, essa scompare alcune mattine per non fare ritorno per messi a volte anni, ma quando ricompare mi consuma, mi lacera metto in dubbio tutto, dall'affetto per i miei cari all'amore per i mio fidanzato. AIUTO so che il cosiglio è vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, il futuro è il tuo presento che è il tuo passato ma.....HO PAURA

Gentilissima,

Questa volta, vede che succede anche a lei, ha sbagliato la previsione... Infatti non le dirò affatto "vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo", ma piuttosto: prenda un appuntamento con un terapeuta, perché lei potrebbe avere bisogno di un aiuto professionale. Le persone care che le sono intorno infatti le danno affetto ed attenzione, ma sicuramente non possono avere gli strumenti necessari per restituirle l'equilibrio che sembra (momentaneamente) perduto.
Non abbia paura, si fidi di chi potrà aiutarla.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

MOLTO CONFUSA

Salve, le scrivo perchè sono molto confusa in questo momento. La storia con il mio ragazzo va avanti da 2 anni ma non sono stati 2 anni molto felici. Io e lui abbiamo due caratteri molto diversi. Io per certi versi sono più fragile e insicura, lui invece ha un carattere decisamente forte e molto critico. Questo può essere dovuto anke alla differenza di età visto ke abbiamo 8 anni di differenza. Comunque il problema è ke lui mi critica costantemente per qualsiasi cosa, per come sono fisicamente(sono un po in sovrappeso), per come mi comporto, per come cucino e perchè a volte piango troppo quando litighiamo, però noi litighiamo sempre. Inoltre devo sempre exere io a chiedergli di fare l'amore e la maggior parte delle volte mi dice anke di no, mi fa sentire indesiderata e anke se lui dice ke mi ama ed è un bravo ragazzo, io lo vivo come una sorta di rifuito per il mio aspetto e così anche se provo a mettermi a dieta ci sono momenti dopo ke abbiamo litigato ke vado in crisi e invece di moderarmi mangio di più. Ho provato a parlarne con lui, ma lui dice ke gli va bene così, però io no riesco a far finta di niente, noi litighiamo quasi tutti i giorni, perchè lui mi prende in giro, un giorno è arrivato a chiamarmi pachiderma e non le dico come mi sono sentita, io non sono obesa e sentirmi apostrofare così. Il bello è ke io prima non ero così, non permettevo a nessuno di offendermi e mi arrabbiavo a sentire di donne ke subivano cattiverie dagli uomini, ma quando lui fa così io non riesc o a reagire, ho paura ke se gli rispondo lui alla fine se ne vada e io non voglio ke ci lasciamo.La mia autostima in questo momento è davvero bassa. Per lei c'è qualcosa ke posso fare per stare meglio?

Gentilissima,

Occorrerebbe capire se è lui ad essere veramente maleducato ed insensibile nei suoi confronti (e in questo caso bisognerebbe anche chiedersene le ragioni) oppure se è lei che, vivendo un momento di depressione e di scarsa autostima (succede a tutti prima o poi...) attribuisce troppa importanza a quello che le viene detto, senza comprendere che quello di lui è solo un modo goliardico per scherzare tra di voi. Certo, il fatto che anche i rapporti sessuali siano infrequenti e lascino a desiderare non depone a favore della seconda ipotesi. Prenda dunque questo momento difficile come un momento di riflessione profonda: si sente felice? E' riuscita ad essere quello che voleva diventare? Quali sono i suoi sogni realizzati e quali quelli ancora nel cassetto? Ci sono persone intorno a lei che la potrebbero aiutare? Ha considerato l'ipotesi di fare qualche colloquio psicologico di sostegno, per uscire più facilmente da questo stato di confusione ? Venendo alla sua domanda, per stare meglio lei dovrebbe anzitutto convincersi che, in questa corsa ad ostacoli che è la vita, si può inciampare e magari anche cadere: l'importante è rialzarsi, più sicuri e più forti di prima, trovando il coraggio di prendere le giuste decisioni ed assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

VOMITO FACILE

Salve sono Arianna,credo di essere ammalata,il peggio è che me ne sono resa conto solo qualche mese fà, guardando un dossier sulla bulimia e l'anoressia,mi sono rivista in tutto e per tutto, così tornando in dietro col tempo, ho contato 16 anni di vomito,il peggio è che per mè non è mai stato un problema,anche perchè so soltanto io quello che faccio al bagno ,,,,, ma da quando ho fatto caso al mio atteggiamento ho visto che ancora prima di cominciare a mangiare so già che me ne libererò presto, il mio stomaco tira, certe volte il vomito è così sforzato da farmi male esofago e mandibole,il cuore a duemila, e se non riesco a vomitare tutto per bene ci riprovo fino a riuscirci ,oggi dopo 16 anni ho capito che ho un problema ,uno in più a quelli che già ho,ma chiedo aiuto .......!!!!!!grazie p.s vomito anche 4 volte al giorno in base a ciò che ho mangiato ,in sintesi tutto ciò che contiene grassi, mangio a tappo così il vomito viene facile.

Gentilissima,

Francamente non posso pensare che lei sia stata inconsapevole, per 16 anni, di soffrire di un disturbo alimentare. Se ne parla ovunque: sui giornali, in TV, su Internet, su questo sito... Possibile che lei non si sia mai imbattuta in simili informazioni? Sinceramente sono più propensa a pensare che ora, finalmente, lei abbia ri-conosciuto il suo problema e che questo sia il primo passo per trovarvi una soluzione. Chiaramente in questo caso avrà bisogno di un aiuto professionale, dal momento che uscire da un disturbo alimentare è possibile, ma c'è bisogno di grande impegno e motivazione, soprattutto per la ricerca delle cause profonde che l'hanno portata ad agire, fin qui, nel modo che ha descritto. Non di meno dovrebbe essere analizzata questa sua resistenza, o "disattenzione", che per 16 anni non le ha permesso di guardare con occhio sereno ed obiettivo la sua realtà.
Non perda dunque altro tempo: cerchi un aiuto professionale per risolvere al più presto questo suo problema, il quale non la mette (forse) in pericolo di vita, ma rapina comunque la sua vita e violenta la sua serenità.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

 


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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 08/03/2010
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