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La coppia lesbica è
una coppia composta da due donne che si amano, sia in senso affettivo,
sia sessuale. Il nome deriva dall'isola di Lesbo, dove visse la
poetessa Saffo nel VII secolo A.C., che si dedicava a
questo genere di amori e che viene ricordata per i suoi versi,
esaltanti il
rapporto fra donne (saffismo). Le lesbiche non amano essere definite omosessuali,
in quanto si sentono diverse dai gay maschi: dichiararsi
lesbiche anziché omosessuali è dunque per le donne che
amano le donne la rivendicazione di una
loro propria
specificità.
Secondo varie ipotesi psicoanalitiche, alla base del
lesbismo vi sarebbero o un narcisismo esasperato, che promuove una
ricerca della propria identità sessuale attraverso un rispecchiamento
nella partner, o un'ostilità materna che impedirebbe alla figlia
un'adeguata identificazione femminile, con conseguente accettazione
del proprio ruolo, o anche un rifiuto paterno nei confronti della
figlia, che indurrebbe la stessa ad alimentare una marcata ostilità
nei confronti del sesso opposto (con il quale il soggetto potrebbe
anche identificarsi, secondo il meccanismo di 'identificazione con
l'aggressore').
Le lesbiche hanno la stessa apparenza fisica delle
altre donne e non sono affatto riconoscibili: vi sono infatti molti
luoghi comuni sulle donne omosessuali, che sono in genere falsi e
fuorvianti. Si pensa ad esempio che le
lesbiche abbiano un aspetto tipicamente maschile, oppure che siano
iper- femminili, o anche che nel loro rapporto di coppia svolgano
l'una un
ruolo attivo e l'altra un ruolo passivo. In realtà questi sono tutti falsi miti perché
all'interno della coppia lesbica i ruoli non sono così rigidi ed anche perché le lesbiche
possono avere realmente tutti i tipi di apparenza sociale.
Un altro stereotipo abbastanza diffuso è che le lesbiche siano tutte
femministe: in realtà molte lesbiche non
aderiscono all'ideologia femminista (così come, del resto, le femministe
non sono tutte lesbiche: altro luogo comune, diffuso specialmente fra
i maschi).
Non è vero inoltre che le lesbiche detestino gli uomini per partito
preso: come
nella popolazione eterosessuale, ci sono a volte delle propensioni o
delle occasioni per permettersi una esperienza omosessuale,
altrettanto accade nel mondo omosessuale, quando, inaspettatamente, ci
si sente attratti da un partner di sesso opposto.
Un altro luogo comune è che le donne, essendo più fedeli degli uomini,
formino delle coppie assolutamente mongame: non è vero. Esistono nelle
grandi città dei rinomati locali dove le lesbiche possono incontrarsi
e conoscersi, cosa che ormai fanno di frequente, anche in forum
specializzati su Internet. Dunque le occasioni di incontro per
avventure fuori del rapporto di coppia davvero non mancano e le
proposte sono molteplici.
Due recenti ricerche, pubblicate nel numero di gennaio 2008 della
rivista Developmental Psychology in cui vi è
un dossier interamente dedicato
all'orientamento sessuale, vengono messe a confronto le relazioni fra
coppie gay, lesbiche e eterosessuali. I risultati
della ricerca condotta da Glenn I. Roisman
e la sua équipe presso
l'Università delll'Illinois mostrano che
ci sono davvero poche differenze nel rapporto di coppia fra soggetti
dello stesso sesso o di sesso opposto. Molte sono invece le
somiglianze: ad esempio, i partners, omo o eterosessuali riescono a
risolvere molto meglio i conflitti tra di loro se la relazione dura da tempo,
rispetto a coppie appena costituite, anche se eterosessuali. Inoltre,
nel confronto
fra coppie sposate, gay e lesbiche che vivono una solida relazione
di coppia, sembra che i partners siano soddisfatti della loro
relazione, tanto quanto le coppie eterosessuali.
Un secondo studio delle Università
di Washington, San
Diego e del Vermont ha mostrato
la stessa similitudine fra coppie omo ed eterosessuali. Anche qui si è
visto che la qualità delle relazioni nelle loro interazioni quotidiane
erano simili sia fra le coppie dello stesso sesso, sia fra le coppie
di sesso opposto. Si è voluto inoltre comparare queste unioni a
quelle di coppie normalmente sposate o legate da un contratto civile.
In questo caso è addirittura emerso che, qualunque sia il lo stato
giuridico, le coppie omosessuali si dichiarano più soddisfatte della
loro relazione rispetto alle coppie eterosessuali. Sembra vi siano più
sentimenti positivi e meno conflitti. I ricercatori ritengono che
questo effetto potrebbe essere dovuto al fatto che le coppie
eterosessuali vivono un rapporto di coppia solamente se si amano,
mentre le coppie eterosessuali sono spesso costrette a rimanere unite,
anche se l'amore non c'è più.
Forse le coppie lesbiche somigliano di più ad una coppia eterosessuale
che ad una gay. Le coppie gay infatti, in numerose ricerche, appaiono
più trasgressive e promiscue di quelle lesbiche: ricordiamo ad esempio
uno studio (Mary Ellen Reilly e Jean Lynnch – Power sharing in lesbian partnership- Journal of Homesxuality
3, 1990) nel quale risultava che fra le
donne omosessuali la tendenza alla promiscuità fosse
assai minore rispetto ai gruppi gay.
Altre ricerche sull'argomento hanno evidenziato che la
frequenza dei rapporti sessuali all’interno delle coppie lesbiche
sembrerebbe di livello piuttosto scarso,
con una frequenza di rapporti minore rispetto sia alle
coppie
gay, sia a quelle eterosessuali.
Forse confermando qualche aspettativa di alcuni
ricercatori, l’espressione
dell’affettività all'interno della coppia lesbica è
sembrata, in questi studi, più facile e completa
rispetto a qualsiasi altro tipo di coppia.
In realtà la situazione non è così idilliaca. Per
molto tempo si è infatti pensato che all'interno della coppia lesbica
vi fossero solo sentimenti di amore, affetto e comprensione empatica:
della violenza domestica all'interno della coppia lesbica si comincia
a parlare da poco tempo, così come dei conflitti fra partners lesbiche
sui rapporti fra denaro e potere, o sui problemi relativi ai compiti
domestici.
E' solo di recente che le donne hanno iniziato
a dare un nome alla violenza domestica all'interno
della coppia lesbica ed a parlarne. Ad esempio,
a Toronto è attivo un Centro di
Consulenza per le lesbiche e i gay.
I consulenti di questo Centro, non senza sorpresa,
hanno cominciato a ricevere un numero sempre maggiore di donne che
denunciavano casi di violenza, sperimentati
all'interno delle loro relazioni omosessuali,
tanto che si è reso necessario costituire dei gruppi di sostegno per lesbiche abusate
dalle loro partner.
Il Centro, per valutare l'entità del pèroblema, ha distribuito 550
questionari a donne lesbiche, ottenendo 189 risposte.
Le domande riguardavano eventuali maltrattamenti
subiti all'interno della relazione
lesbica, i tipi di violenza a cui le donne erano state
esposte, le reazioni
della comunità, i servizi ai quali esse avevano
potuto accedere, ecc. Questa indagine, che tuttavia
non riguarda un campione rappresentativo della popolazione, ha
rilevato che il 30% dei soggetti
intervistati ritiene che l'omofobia e isolamento
sociale nel quale le coppie lesbiche vivono, siano fattori
capaci di alimentare la violenza
domestica. Ad esempio, paura e rabbia possono essere indirizzate a torto nei
confronti di una partner che può rappresentare
alcuni aspetti misogini della cultura eterosessuale.
Anche le donne infatti possono essere cresciute in famiglie
maltrattanti, con modelli genitoriali violenti ed anche le donne
possono avere delle concezioni razziste nei confronti di altre donne o
avere sete di potere così come il desiderio di
una posizione dominante nella loro relazione di
coppia.
Esempi di violenza e di abuso segnalati dal Centro di
Toronto sulla violenza domestica nella coppia lesbica: pestaggi, punzonatura,
calci, schiaffi,
strangolamento, morsi, ustioni, spinte,
lancio di oggetti,
limitazione del cibo o del sonno, limitazione della
libertà della partner o della mobilità, nel caso di una partner
disabile; controllo finanziario, furto di denaro, distruzione di beni
o effetti personali. Maltrattamenti psicologici riportati: critiche eccessive e
ripetute, umiliazione e atti di sfida, insulti,
espressioni di disprezzo, maltrattamento di
animali domestici, ecc. Esistono poi degli abusi
sessuali veri e propri: rapporti sessuali forzati, aggressioni
sessuali,
ecc.
L'indagine del Centro di Toronto rileva che il
66% delle donne (125 su 189 intervistate)
ha sentito parlare di lesbiche
abusate dalla loro partner
e che 37 soggetti, fra i 189 intervistati,
ritiene di aver subito abusi dalla propria compagna, soprattutto di
tipo psicologico. Tra i casi in esame, 20
hanno riferito abusi fisici e psicologici e 4 hanno
subito aggressioni a sfondo sessuale nella coppia.
Tra le donne che hanno ammesso di aver subito abusi nei loro rapporti,
il 38% ha consultato un consulente per imparare a reagire alla
violenza. Tuttavia, poche donne
si sono rivolte ai tradizionali servizi medici,
sociali o legali. Per
esempio, nessuna delle intervistate si è rivolta a linee
telefoniche di supporto, a
rifugi per donne maltrattate o
alle forze di polizia. Solo 6 donne (16%) tra
coloro che avevano riconosciuto manifestazioni di violenza nel loro
rapporto, ha cercato l'aiuto di medici e servizi
legali.
Va tenuto presente il dato non secondario che questo
campione, limitato e non rappresentativo della popolazione generale,
comprende solo donne lesbiche, senza disabilità fisica, bianche e di
buon livello sociale ed economico. E' prevedibile che in gruppi
maggiormente svantaggiati i dati possano essere ben peggiori.
Come nelle coppie eterosessuali, la maggior parte delle donne
abusate nella coppia lesbica,
ritiene di aver provocato tali reazioni
da parte della compagna e si sente in colpa per non
essere stata capace di creare un buon rapporto di coppia: ansia, tensione, mancanza di energia, depressione, insonnia,
cambiamenti nell'appetito,
sensi di inferiorità o indegnità sono i vissuti più frequentemente
sperimentati.
Alcune donne hanno già una
cattiva immagine di sé in quanto lesbiche: anche per questo non hanno
il coraggio di denunciare gli abusi, temendo che la divulgazione di
tali notizie possa aumentare lo stigma sociale sulla loro coppia
lesbica.
Tanta odiosa somiglianza alle coppie eterosessuali può essere però di
aiuto nell'abbattere uno dei più grossi pregiudizi contro la coppia
lesbica: quello di essere un nucleo familiare troppo diverso dalla
famiglia tradizionale e dunque incapace di allevare dei figli.
Molte ricerche dimostrano che i figli all'interno della coppia lesbica
possono crecere sanissimi.
Sicuramente anche sulla
maternità lesbica vi sono
ancora moltissimi pregiudizi, come se una madre non rimanesse tale, a
prescindere dal suo orientamento
sessuale. Del resto, una propensione sessuale verso il sesso
maschile anziché femminile non è, in sé stessa, garanzia di stabilità
psico-affettiva e di affidabilità materna: quante donne eterosessuali
uccidono o trattano in modo pessimo i loro figli?
Adolescenti allevati da madri lesbiche non mostrano invece dei
problemi nello sviluppo, né nel rapportarsi a coetanei cresciuti
all'interno di famiglie eterosessuali. Russell, Patterson
e Wainright dell'Università
della Virginia hanno ad esempio intervistato 12.000 adolescenti
americani e le loro famiglie: ogni adolescente di
famiglia omosessuale è stato messo a confronto con un altro adolescente di
famiglia eterosessuale che aveva stessa età, sesso, stato di adozione,
razza, reddito ecc. E' risultato che non
ci sono differenze fra i due gruppi in termini di depressione, ansia,
autostima e rendimento scolastico.
Mucklow e Phelan (1979, Lesbians and traditional mothers'
responses to adult response to child behavior and self-concept
Psychological Reports 44, 880-882) esaminando 34 madri lesbiche e
47 eterosessuali trovarono che i due
gruppi di madri non differivano affatto nelle attitudini materne o nel
self-concept.
La preoccupazione principale è quella che
la maternità lesbica possa
rappresentare un handicap per i figli, specialmente maschi,
in quanto verrebbero privati di un modello di identificazione paterna
o, più in generale, maschile. Sembra che nella pratica
non sia così: lo studio di B. Hoeffer (1981- Children's
acquisition of sex role behavior in lesbian-mothers families- American
Journal of Orthopsychiatry 51, 536-544) ha mostrato che,
indipendentemente dall'orientamento sessuale della madre,
i figli di entrambi i sessi si
orientavano preferibilmente verso i giocattoli tradizionalmente
associati al loro sesso. I maschi in particolare cercavano
giocattoli solo maschili, mentre le femmine erano
orientate verso giocattoli associati ad entrambi i sessi (dunque,
se vi fosse un pericolo nell'identificazione sessuale, questa
riguarderebbe più le figlie femmine che i figli maschi). Tale
risultato comunque è sembrato dipendere più
all'influenza dei modelli esterni, che
all'incoraggiamento diretto della madre
a comportarsi in un modo o nell'altro. (Non esiste solo la famiglia
nucleare: i figli frequentano la famiglia allargata, con nonni, zii ed
altri parenti, oltre ad altre agenzie educative, fra le quali la
scuola, la palestra, la chiesa ecc.)
Inoltre, anche da questa ricerca si evince che
tra le due donne della coppia lesbica non c'è
una sostanziale ripartizione di ruoli in senso tradizionale e
che le funzioni sono ripartite sulla base delle
predisposizioni personali delle due mamme verso la cura o la crescita
dei figli.
Sembra invece confermata l'ipotesi che i figli
di genitori omosessuali abbiano una
minore adesione ai ruoli tradizionali
maschili e femminili, ma questa distanza dai modelli
tradizionali di comportamento non sembra necessariamente spingere
verso l'omosessualità.
Sono stati studiati gli effetti
dell'età in cui i bambini vengono a conoscenza
dell'omosessualità genitoriale:
sembra che essi fronteggino meglio questa conoscenza quando arriva
nell'infanzia o nella prima
adolescenza. Altre ricerche mostrano
inoltre come la madre lesbica sia più orientata verso il
proprio figlio di quanto non lo sia la madre
omosessuale.
Si
potrebbe dunque concludere che, almeno
secondo i dati disponibili al momento,
i pregiudizi ed i radicati timori sociali sullo stile educativo della
coppia lesbica siano infondati
e che la coppia lesbica sia, nel bene e nel male, davvero molto simile
alla coppia eterosessuale.
Bibliografia:
Galimberti, Dizionario di Psicologia
Guida, Guerra, Paternità e maternità nelle coppie omosessuali: quando
i genitori sono dello stesso sesso, ed. Rivista di Sessuologia, n.
31/1 41-43
Siti consultati:
Centre National d'information sur la violence dans la famille
Transisters.net
psicolinea.it Apr 08
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