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Disfunzioni sessuali femminili

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di Walter La Gatta


Le disfunzioni sessuali sono in genere dovute a moltissimi fattori, sia organici, sia psicologici.

Anzitutto va osservato che
quelle che un tempo venivano considerate delle disfunzioni sessuali tipicamente ‘femminili’ o ‘maschili’ poi, in una interpretazione più moderna, hanno cominciato ad essere trattate come ‘disfunzioni sessuali della coppia’ o anche ‘impotenza di coppia’. Prendiamo il caso della frigidità. Se guardiamo nei trattati storici della sessuologia, vi troviamo definizioni del tipo: ‘assenza della risposta sessuale nella donna’, oppure: ‘assenza di orgasmo nella donna durante il rapporto sessuale’…

Non viene però specificato cosa si intenda per ‘risposta sessuale’: la semplice eccitazione o il raggiungimento dell’orgasmo? Cosa dire poi dell'"orgasmo femminile"? E' quello clitorideo o quello vaginale? E cosa si intende, quando ci si riferisce ad un ‘rapporto sessuale di coppia’? La penetrazione, la penetrazione che segue i preliminari, l’accarezzamento dei corpi?

Esistono poi sull'argomento anche molti miti sui comportamenti di genere che condizionano il giudizio sulla disfunzione sessuale. Ad esempio quello per cui " le cose del sesso non c'è bisogno di impararle", "l'uomo deve sempre guidare la donna perché è più esperto", "l'orgasmo femminile più appagante deve avvenire durante il coito", "la donna è sessualmente passiva". E molto altro.

Spesso poi si è considerata la disfunzione sessuale come un disturbo che non meritava l'attenzione del clinico: in realtà negli uomini come nelle donne, la disfunzione sessuale va presa seriamente in considerazione non solo per i suoi effetti nella vita sessuale del/della paziente, ma anche perché può seriamente danneggiare l’autostima e la sua qualità della vita, inducendo stati ansiosi e depressione.

Vediamo dunque di fare un po’ di chiarezza sull’argomento, liberandoci delle pesanti eredità del passato e delle confusioni generate da definizioni pesantemente condizionate dai pregiudizi.

La classificazione diagnostica del disturbo sessuale nel DSM IV (il manuale statistico-diagnostico ad uso degli psichiatri) è attualmente la seguente:

DISTURBI DEL DESIDERIO
Desiderio sessuale ipoattivo
Disturbo da avversione sessuale

DISTURBI DELL’ECCITAZIONE SESSUALE
Disturbo dell’eccitazione sessuale femminile
Disturbo maschile dell’erezione

DISTURBI DELL’ORGASMO
Disturbo dell’orgasmo femminile
Disturbo dell’orgasmo maschile
Eiaculazione precoce

DISTURBI DA DOLORE SESSUALE
Dispareunia
Vaginismo

DISFUNZIONE SESSUALE DOVUTA AD UNA CONDIZIONE MEDICA GENERALE
Disfunzione sessuale indotta da sostanze

Le disfunzioni sessuali femminili (FSD, Female Sexual Dysfunction) si stima riguardino oggi il 40% delle donne. I periodi più critici sono considerati quelli dell’età giovanile e post-menopausale e il disturbo più lamentato è la perdita del desiderio sessuale.

Sebbene la risposta sessuale non debba avere un'interpretazione "monistica", in quanto si tratta di un processo, composto di almeno tre fasi: il desiderio, l’eccitazione, l’orgasmo e ciascuna di queste tre fasi possa presentare sindromi cliniche, con differenti cause e differenti prognosi, possiamo indicare quelli che normalmente vengono considerati i fattori predisponenti, comuni a ciascun disturbo.

Fattori predisponenti biologici:


• Disturbi endocrini (ipoandrogenismo, ipoestrogenismo, iperprolattinemia)
• Disturbi del ciclo mestruale / sindrome premestruale
• Vulvovaginiti ricorrenti e / o cistiti
• Trattamenti farmacologici che interessano il dosaggio ormonale o il ciclo mestruale
• Malattie croniche (diabete mellito, malattie cardiovascolari, malattie neurologiche o psichiatriche, ecc)
• Disturbi associati con insufficienza ovarica precoce (POF): genetiche, autoimmunitarie
• Malattie benigne (es. endometriosi) che predispongono alle menopausa iatrogena e dispareunia
• Menopausa iatrogena: ovariectomia bilaterale, chemioterapia, radioterapia
• Condizioni croniche (ad esempio, dispareunia / dolore cronico associato a endometriosi)

Dal punto di vista psicologico, i fattori predisponenti principali sono in genere i seguenti:

• Inadeguatezza / ritardo dello sviluppo psicosessuale
• Tratti di personalità borderline
• Precedenti esperienze sessuali negative: coercizione sessuale, violenza o abuso
• Problemi di immagine corporea / preoccupazioni
• Disturbi affettivi (distimia, depressione, ansia)
• Modelli sociali inadeguati
• Inadeguata educazione sessuale

Possono predisporre alla disfunzione sessuale anche alcuni aspetti sociali:

• Di tipo etnico / religioso / messaggi culturali, aspettative, e vincoli per quanto riguarda la sessualità
Ambivalenze sociali nei confronti della sessualità femminile (es. età matura, gravidanza, ecc.)
Status socio-economico scarso / ridotto accesso al sistema sanitario
Fattori precipitanti - Biologici
Esito negativo di eventi legati alla riproduzione (gravidanze indesiderate, parto, aborto traumatico, problemi del bambino, sterilità);
Depressione postpartum
Vulvovaginiti / malattie sessualmente trasmesse
Dolore
Menopausa precoce
Menopausa iatrogena
Trattamenti farmacologici
Abuso di sostanze (soprattutto alcol e oppiacei)

Ciò premesso, facciamo ora un breve excursus sulle principali disfunzioni sessuali della donna

Disturbi del desiderio

Nel desiderio ipoattivo Hypoactive sexual desire disorder (HSDD), che riguarda circa il 32% delle donne di età compresa fra i 18 ed i 59 anni (Laumann et al 1999) non vi sono sensazioni di interesse o desiderio sessuale, o queste sono avverte come molto diminuite, non si hanno pensieri o fantasie sessuali, non si hanno motivazioni verso l'eccitazione sessuale e manca anche il desiderio “responsivo”, in risposta alle avances del partner.
L’abbassamento del livello libidico, tipico di questa disfunzione, può comportare una mancanza totale di interesse o di attrazione verso la sessualità, ma anche verso la relazione interpersonale, sia a livello reale che a livello di immaginario, con totale mancanza di fantasie erotiche e di atti masturbatori. In questo caso, che contraddistingue tutta la storia personale di un soggetto si parla di disturbo ‘primario’, dovuto a problemi di tipo psicopatologico (depressione, schizofrenia, stati fobici ecc.); se invece il disturbo si è presentato in un secondo momento, a seguito di particolari esperienze emotive o stressanti (cambiamenti, nascita di un figlio, lutti ecc.) si parla di disturbo ‘secondario’. Si distingue poi una situazione ‘globale’, in cui vi è una cronica mancanza di desiderio, da una ‘situazionale’ in cui l’eccitazione e le capacità orgasmiche variano a seconda delle situazioni ed i partners.

Quando la mancanza di desiderio è legata ad un'ansia estrema e/o disgusto al solo pensiero, e/o al tentativo di avere qualsiasi forma di attività sessuale si parla invece di "Disturbo da avversione sessuale".

Disturbi dell'eccitazione sessuale

Questi si hanno quando la donna non si sente "mentalmente eccitata". La mancata eccitazione genitale produce il sintomo della secchezza  vaginale. Indagini epidemiologiche affermano che il problema riguarda il 19-20% delle donne (Lauman et al 1999). Questo cifre salgono al  39-45% in post menopausa (Dennerstein et al 2003, 2005).

Disturbi dell’orgasmo

Oggi l’idea di un orgasmo vaginale ‘maturo’ ed un orgasmo clitorideo ‘infantile’, come teorizzato da Freud è stata del tutto abbandonata. Un orgasmo è un orgasmo, da qualsiasi parte esso venga e ovunque esso si verifichi. Master e Johnson ritenevano che, in ogni caso, la stimolazione del clitoride era sempre e comunque essenziale per l’orgasmo femminile, mentre la Kaplan suggeriva che l’organo maggiormente interessato all'orgasmo non è né il clitoride, né la vagina, ma il cervello !

Ciò detto, il d
isturbo dell’orgasmo (e per orgasmo intendiamo lo stato di massima eccitazione sessuale) riguarda il 24% delle donne in età fertile (studio epidemiologico di Lauman et al - 1999). Dopo la menopausa invece, ben il 39% delle donne lamenta la difficoltà a raggiungere l’orgasmo. L’anorgasmia è meno frequente fra le donne con una relazione stabile, con titoli di studio elevati e di giovane età.

Resta solo da chiedersi se l’orgasmo vaginale per tutte sia un’utopia o semplicemente una disfunzione che può essere trattata. La risposta è che, nella maggior parte dei casi, questo tipo di risposta non si verifica e pertanto l’orgasmo clitorideo non deve essere considerato come una sorta di "ripiego",  ma come il vero orgasmo femminile.

In caso di disfunzione orgasmica, la prima cosa da fare è senz’altro quella di sottoporsi ad una visita ginecologica e ad esami clinici, per escludere che vi sia una patologia organica. Una volta superata questa fase, l’indagine prende una via prettamente psicologica.

Disturbi da dolore sessuale

Il vaginismo consiste nella contrazione involontaria della muscolatura vulvo-perineale e dei muscoli adduttori delle cosce (custodes virginitatis), il che impedisce la penetrazione e può generare angoscia e spasmi muscolari al primo tentativo di penetrazione, pur in presenza del desiderio sessuale.
La donna vaginistica non è
"anorgasmica", nel senso che può sperimentare il piacere sotto altre forme. Il disturbo è tutt’altro che raro (12-17%). Per diagnosticare un vaginismo la contrazione involontaria dei muscoli perineali che circondano il terzo esterno della vagina deve essere ricorrente e persistente ogni qual volta si tenti la penetrazione vaginale, non solo attraverso il rapporto sessuale, ma anche per l’introduzione delle dita, di un tampone o dello speculum.

La dispareunia è un disturbo cronico, sostenuta nell’80% da una patologia organica (spasmo dei muscoli vaginali, infezioni o irritazioni dei genitali esterni o della vagina, fimosi clitoridea, imene rigido, lembi doloranti dell’imene, trauma da parto o da intervento chirurgico, patologia pelvica o perineali, emorroidi). Anche in questo caso si tratta di un dolore intenso connesso al rapporto sessuale. L’indagine psicologica rivela che il carattere delle donne che soffrono di questi disturbi è in genere immaturo, infantile, condizionato da complessi di colpa, difese ossessive o dalla vergogna, ma possono anche esservi storie personali particolarmente difficili, come un tentativo di stupro o un’educazione religiosa estremamente rigida. Un ruolo importante lo svolge anche la disinformazione fisiologica: poiché la vagina è un organo interno, poche donne riescono davvero a rappresentarselo e lo immaginano troppo piccolo, troppo stretto, ricurvo o altro, sviluppando delle vere e proprie fobie

Presa in carico sessuologica

La presa in carico sessuologica di una disfunzione sessuale consiste anzitutto nell'escludere che vi siano delle patologie organiche. Attraverso sedute individuali con ciascun partner e sedute congiunte con entrambi i partners si procede poi a facilitare la conoscenza, fornendo informazioni sull'anatomia e la fisiologia, anche attraverso l'utilizzo di uno specchio, utilizzando in alcuni casi dei  ‘dilatatori’ in dimensioni graduate, apprendimento di tecniche di rilassamento, unitamente a specifici esercizi ideati da Kegel negli anni cinquanta, che consistono nella capacità di contrarre e decontrarre i muscoli della regione vulvo-perineale. Nella terapia mansionale si consiglierà di utilizzare posizioni che impediscono una penetrazione vaginale profonda, indirizzando la coppia verso posizioni a tergo, laterali o con la donna sopra, in modo che possa essere lei a regolare i ritmi. Il sostegno psicologico sarà poi fondamentale per la desensibilizzazione (verso ansia, paura, ecc.). Quanto al problema della mancanza di desiderio o di eccitazione mentale, l'intervento dovrà mirare a coinvolgere la paziente e la coppia nel cambiamento sia dei pensieri che dei comportamenti.

In conclusione, la disfunzione sessuale può e deve essere trattata, escludendo per prima cosa i fattori organici ed affrontando quelli psicologici in un setting terapeutico che non riguardi solamente la donna, ma anche il suo partner, perché non può esserci guarigione completa se non vi è il coinvolgimento e la collaborazione del partner, ricordando che una migliore vita sessuale nella coppia non potrà che influenza positivamente anche la loro qualità della vita.

 

 Psicolinea.it © Dic. 09

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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