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Nel normale sviluppo psicofisico della donna
esistono tre tappe fondamentali, quali la pubertà, la
gravidanza e la menopausa, che costituiscono altrettante
crisi, cioè una svolta che costringe ad eliminare o a
sconvolgere le antiche soluzioni abituali perché in
tutte e tre queste tappe la donna si trova ad affrontare
un notevole numero di nuovi compiti e nuovi adattamenti,
spesso opposti a quelli delle tappe precedenti.
La ragazza in epoca puberale mostra dei bisogni
complessi, come quello di raggiungere un’identità per
uscire dallo stato di confusione tra i due poli
adulto-bambino, l’ambivalenza fra il bisogno di
dipendenza e quello di autonomia e il bisogno di
autostima.
Spesso può esistere in questo periodo un’alta
conflittualità con la propria madre che può
rappresentare un modello inadeguato con il quale potersi
identificare o essere all’origine di
quell’alternarsi di bisogno di intimità e senso di
perdita e vuoto che così frequentemente si riscontra
nelle adolescenti.
Una vita sessuale sfacciatamente esibita in questo
periodo può essere un mezzo per riuscire ad ottenere il
controllo della propria vita o per esprimere la propria
rabbia contro i genitori e la società in generale.
Ma la particolarità di una donna si trova
soprattutto nella sua possibilità di essere madre :
qualità che in tutte le specie è riservata unicamente
a soggetti di sesso femminile.
In tutte le specie animali superiori la madre
rappresenta per i figli un fondamentale rifugio, dove
cercare rassicurazione e tenerezza.
La gravidanza influisce notevolmente sul senso di
identità della donna, attraverso i cambiamenti corporei
e relazionali che comporta ed i conseguenti cambiamenti
della personalità.
Nuovi problemi investono anche l’area del
rapporto col padre del nascituro e quindi la sessualità.
I risultati delle indagini più approfondite
confermano una dissociazione profonda fra maternità e
femminilità, con repressione di quest’ultima durante
la gravidanza.
Il periodo della gravidanza è critico per la
donna anche perché la costringe ad una interruzione
piuttosto lunga dal mondo del lavoro, pregiudicandone a
volte la carriera.
Del resto nel mondo del lavoro ed in genere nei
rapporti con la società, le donne che desiderano fare
carriera devono prestare maggiore impegno e sottoporsi a
sforzi maggiori degli uomini per ottenere e consolidare
la propria posizione.
Non
tutte le donne sono disposte a lottare : la fatica
fisica, le possibili frustrazioni, il senso di
avvilimento che questo svantaggio reale comporta possono
dare origine a sentimenti di inadeguatezza, di scarsa
valorizzazione di sé e di sconforto rispetto al futuro
che portano la donna a rinunciare alla carriera, a
chiudersi in casa, e spesso ad entrare in uno stabile
stato depressivo.
La cessazione delle mestruazioni in epoca
menopausale è un altro momento di ‘crisi’ nella
vita della donna e può assumere un carattere
particolarmente intenso.
In questa fase la donna deve celebrare il lutto
della perdita della sua giovinezza e della fecondità.
Da un punto di vista psicologico poi è difficile
constatare come il proprio corpo inizi a mostrare gli
stessi segni di decadimento, di impotenza, che aveva già
dovuto subire il corpo della propria madre in un tempo
precedente.
Per molte donne l’esperienza della menopausa è
simile al processo che segue una perdita reale, la morte
di una persona, perché a morire è la seduttività,
quel pezzo di sé che la società ancora ritiene la
parte più importante di una donna.
Oggi per fortuna sempre meno si fa coincidere la
femminilità con la capacità riproduttiva, per cui
anche ad una certa età esistono ancora donne belle e
desiderabili, che non hanno perduto né il fascino
personale né la voglia di vivere.
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