Le
femministe americane alla richiesta se le donne possano ottenere gli
stessi risultati degli uomini rispondono: "Fred Astaire era
considerato un eccellente ballerino, ma anche Ginger Rogers era in
grado di ballare altrettanto bene. Il fatto è che lo faceva
all’indietro e con i tacchi a spillo". Sempre Benard e Schlaffer
(1989) in un volume che si rifà a questa celebre battuta femminista,
riportano una ricerca di Henning e Jardim sulle 7 caratteristiche
negative che producono ostacoli per le donne che lavorano:
1- si
aspettano che lodi o promozioni vengano spontaneamente dai superiori,
2-
sono titubanti e si aspettano decisioni e istruzioni dall’alto,
3-
sono ambivalenti sui propri obiettivi, spesso confusi,
4-
si innervosiscono in situazioni poco chiare,
5-
mal sopportano le critiche e ne sopravvalutano il significato.
Reagiscono emotivamente,
6-
evitano di assumersi dei rischi.
7-
Si affaticano troppo (lavoro, famiglia e casa) per giustificare il
fatto di dedicare tempo alla carriera.
Le
donne hanno la tendenza a voler piacere a tutti e mal sopportano le
critiche: ad esempio, essere "poco femminile" fa riemergere i sensi di
colpa che come abbiamo detto prima sono sempre all'erta. In genere
pretendono di essere perfette sul lavoro, come padrone di casa, come
madri e come mogli
Dall'analisi di filmati su una discussione tra uomo e donna si vede
che le donne si agitano molto emotivamente. Se si legge invece la
trascrizione dei dialoghi appare il contrario: l'uomo, il cui
atteggiamento corporeo ed emotivo sembra oggettivo e pacato, non
risulta, nel dialogo, ne' logico ne' pertinente. Ma la proiezione del
filmato arriva a trasmettere quelli che sono i luoghi comuni: donna
emotiva e irrazionale, uomo obiettivo e razionale. Solo dopo una
disamina del testo, senza le immagini la discussione appare capovolta.
Gli uomini propongono l'aspetto esteriore dell'obiettività, anche
quando comunicano contenuti irrazionali in grado di scatenare emozioni
negative. Le donne agiscono come parlano, cioè più emotivamente. E
glielo si rinfaccia.
Nella nostra società chi è emotivo è considerato poco qualificato. La
donna si dispiace e si arrabbia per questo... risultando così ancora
più emotiva.
Gli
attacchi degli uomini sono: "la signora X è vincente, è in grado di
imporsi ma non troverà mai un uomo e non piace a nessuno". Questi
colpi bassi purtroppo sono spesso condivisi anche da molte donne e
questo risulta definitivamente destabilizzante per qualsiasi
persona...
Non
chiedere apertamente, aspettarsi, come nella coppia, uno spontaneo
riconoscimento dall'ambiente, un ambiente che funziona diversamente
perché creato su regole maschili, è un altro problema diffuso.
Le
donne programmano meno la propria carriera e psicologicamente spesso
l'avvertono come un hobby e un qualcosa che l'allontana dal ruolo
fondamentale del privato, specialmente se ha dei figli.
La
responsabilità, parola chiave anche nella ricerca della Di Cristofaro
Longo, investe completamente la donna sul privato. Tra pianificare e
restere disponibili alle opportunità offerte da una "meravigliosa
casualità", le donne optano per la seconda possibilità.
Poiché un atteggiamento come quello descritto è controproducente sul
lavoro, negli USA si tende a studiare l'atteggiamento maschile
vincente per poi adottarlo. In Europa lo si studia per capirlo. Qui
non si tratta di verificare la mascolinizzazione delle dure donne in
carriera, ne', dopo aver compreso i trucchi maschili, di rifiutarli
sdegnosamente disgustate. Bisogna imparare a riconoscere i trucchi e
tavolta, se aggredite, ad usarli.
Insomma conoscere le regole del gioco.
Un
uomo, che dopo colazione chiude la porta di casa, è via fino a sera
fisicamente e spiritualmente. Una donna no. Inoltre è esclusa in
partenza dalla rete di informazioni per il fatto che non partecipa
alla vita da circolo maschile degli uomini. Le donne inoltre tendono a
discutere i loro modi di procedre con varie persone nell'azienda.
Anche questo è poco positivo. Spesso è importante affrontare una
questione in modo diretto e a sorpresa come fanno gli uomini. Le
Autrici suggeriscono alle donne di essere meno "trasparenti", più
risolute e meno disposte ad accollarsi ogni fatica e responsabilità.
Da
uno studio della società Decison-Research risulta che le donne che
lavorano hanno il 25% di tempo libero in meno rispetto agli uomini che
occupano la stessa posizione. "Nessuna società nella nostra storia ha
mai preteso da una classe in posizione di prestigio di funzionare
senza servizi di supporto. Però lo si pretende dalla donna in
carriera” osserva il prof. Silver, sociologo alla Columbia University.
Il
fatto è che una donna in carriera non ha una moglie che l'aiuta a
organizzare tutto!
Il
femminismo è scettico nei confronti del successo e non convince più lo
slogan della partecipazione femminile al potere allo scopo di
cambiarlo. Anche per le singole donne la questione resta problematica:
paura del successo?
Per gli uomini ogni successo rafforza quello successivo:
intelligenza, attrattiva sessuale, matrimonio, figli formano un'unità
armonica. Per le donne la società manda messaggi di incompatibilità:
il successo in campo lavorativo chiede il prezzo dell'infelicità e
della solitudine. Chi investe troppo a lungo nello studio e nella
formazione si renderà conto che alla fine tutti gli uomini migliori si
sono già sposati. Chi s'impegna troppo nel lavoro vedrà che nel
frattempo, qualche rivale meno ambiziosae più femminile le avrà
portato via il marito! Nello splendido romanzo “La donna spezzata” di
Simone de Beauvoir succede esattamente il contrario, ma gli
stereotipi sono duri a morire.
Dominarsi meglio sia nelle questioni private che pubbliche sembra un
obiettivo importante: le manifestazioni emotive mostrano una fragilità
per cui gli altri se ne approfittano. Le donne spesso danno
spiegazioni e giustificazioni lunghe e dettagliate del loro operato,
accettano, per essere accettate, carichi inverosimili di incombenze
sperando che questo sia apprezzato: il loro corrispondente maschile
invece considererà la fase iniziale di un rapporto come il periodo
critico in cui vengono stabilite le regole e marcati i limiti. Così
quel tipico comportamento disponibile femminile non viene
decodificato come gentilezza, amabilità e disponibilità, bensì come
sottomissione.
Le storie di vita del lavoro delle donne, pur con
l'insicurezza, senza linearità e programmaticità particolari, perdendo
tempo e affidandosi agli altri e al caso, barcamenandosi con uno
stress formidale sono pur sempre delle storie ricche e piene di
rapporti e, spesso, anche molto interessanti!
Chiara Simonelli |