Un altro tema strettamente legato alla
differenza di genere è quello religioso: la teologia è un sistema di
pensiero dovuto esclusivamente ai maschi, interessante quindi per capire
la costruzione ideale maschile del rapporto uomo-donna. Viene analizzato
il culto mariano come la funzione della Donna angelicata. La donna,
anche oggetto di culto o di idealizzazione resta oggetto, viene
allontanata da se', amata perché morta, lontana, irreale: il corpo della
donna deve essere incontaminato, chiuso (L’Organizzazione mondiale della Sanità
riferisce che 75 milioni di donne sono infibulate in Sudan, Somalia,
Senegal e India islamizzata)
Maria Vergine e Madre. L'analisi di queste costruzioni religiose portano
alla luce aspetti violenti e psicotici ritenuti ovvi e normali nella
quotidianità. In definitiva le donne sono escluse, controllate e viste,
da Eva in poi, con sospetto.
Nel
1993 questo tema viene ripreso dalla stessa Magli che analizza il
documento dell'attuale Papa, "Mulieris dignitatem", che si rivolge alle
donne come simbolo passivo e vittima sacrificale necessaria alla
dottrina che, per l’antropologa, rappresenta il fondamentale tradimento
del discorso di Cristo.
Per l'odio verso le donne e la
sessualità da parte della Chiesa e su quanto questi non trovino le loro
radici nel Vangelo è molto interessante il pensiero di Uta
Ranke-Heinemann (1990 e 1993).
L'Autrice, teologa, insegna Storia
della Chiesa all'Università di Essen e nel 1953 è stata la prima donna
abilitata dalla Chiesa cattolica ad insegnare teologia nelle
università...ma anche la prima donna che la Chiesa ha allontanato
dall'insegnamento per la sua interpretazione critica verso il
concepimento virginale di Maria!
Un’ altra antropologa, Gioia Di
Cristofaro Longo, nel suo libro Identità e cultura, tratta l'identità di
genere alla luce della mutazione antropologica epocale a cui stiamo
partecipando e che riguarda, appunto, le donne. Ripercorriamo insieme
alcune delle tappe fondamentali relative alla giurisprudenza:
dal 1945 (art. 3 della Costituzione e
ammissione delle donne al voto)in poi si può dire che il superamento del
pregiudizio nei confronti delle donne trova le prime concrete
affermazioni a cominciare dal piano legislativo.
Dal 1960 le donne hanno diritto
all'accesso a tutte le professioni.
Dal 1968 la Corte Costituzionale
dichiara illegittima la norma che punisce l'adulterio e nel 1969
stabilisce la completa uguaglianza sull'argomento.
Nel 1965 una nuova legge sancisce
l'uguaglianza remunerativa tra manodopera maschile e femminile: Da
questa legge proviene quella più recente sulle pari opportunità.
1970: divorzio
1971: tutela delle lavoratrici madri
1975 : riforma del diritto di
famiglia. Tra l'altro non si parla più di patria potestà ma di potestà
genitoriale. Questa riforma, ottenuta dopo dieci anni di discussioni, è
frutto dell'impegno di tutto il movimento delle donne e recepisce la
caduta di consenso sull'autorità maritale, patriarcale, a favore di una
concezione culturale paritaria.
1975: legge 405 sui Consultori
familiari sulla procrezione responsabile e l'assistenza alla maternità
come scelta consapevole, tutela della salute della donna e della
sessualità.
1977: pari trattamento sul lavoro.
Estensione del diritto di assentarsi dal lavoro anche al padre
lavoratore, in alternativa alla madre.
1978: si afferma il diritto di
autodeterminazione della donna nell’interruzione volontaria di una
gravidanza.
1981: abrogazione della rilevanza
penale della causa d'onore e del matrimonio riparatore. (Art. 587 del
C.P. riguardava l'omicidio come delitto di genere in quanto relativo
alla moglie, alla figlia e alla sorella. La donna era dunque l'oggetto,
il contenitore dell'onore, mentre l'onore apparteneva al soggetto
maschile con cui la donna era in relazione. ) Ad esempio, in una
sentenza del 28 marzo 1955 leggiamo testualmente: "Il sangue della
vittima è il lavabo dell'offesa, la sua morte, la propria riabilitazione
morale".
1983: legge 123 chiamata Disposizioni
in materia di cittadinanza.Con questa legge sia il padre che la madre
trasmettono la cittadinanza al figlio e il coniuge straniero, non
importa se moglie o marito, acquistano la cittadinanza italiana se
risiedono da almeno 6 mesi in Italia o dopo 3 anni di matrimonio.
1991: legge 125 sulle azioni positive.
Di grande rilievo culturale, ha come scopo attivo quello di rimuovere
gli ostacoli alla realizzazione delle pari opportunità: nella formazione
scolastica e professionale come nel lavoro stesso e nella ripartizione
delle responsabilità familiari.
Questo breve excursus ha evidenziato
il cambiamento di valori sociali tradotti nelle nuove scelte normative
che hanno permesso alle donne di passare da una concezione ruolizzata e
subalterna a quella di teoriche pari opportunità che, come salta agli
occhi, è di recentissima acquisizione.
A questo proposito segnaliamo che solo
nel 1996 è stata approvata la legge sulla violenza sessuale che
finalmente colloca questo reato tra delitti contro la libertà personale
e sessuale e non più tra quelli contro la morale e il buon costume.
La forzata sottrazione delle donne,
attraverso la divisione dei ruoli (privato femminile, pubblico
maschile), alla costruzione in prima persona della storia viene
riconosciuta come la discriminazione che genera poi tutte le altre
discriminazioni piccole e grandi, palesi e nascoste, che sostanziano la
vita di tutte le donne in misura diversa, indipendentemente dalla loro
collocazione di classe, dal grado di istruzione e dalle condizioni
economiche. Il valore nuovo che viene affermato è quello della parità,
delle pari opportunità tra uomo e donna.
Marilyn French (1993) affronta la
storia della misoginia, più evidente nei paesi di cultura islamica, dove
impera il dominio sul corpo e sulla mente delle donne e ci fornisce dati
agghiaccianti anche dei paesi occidentali di religione cattolica e nella
culla del grande sogno americano.
Ogni 12 secondi, negli Stati Uniti,
c'è un uomo che picchia una donna e, ogni giorno, 4 donne muoiono per
maltrattamenti. L’Autrice invita gli uomini a superare l'invidia del
potere riproduttivo femminile per una politica del cambiamento che dia
pari dignità a maschi e a femmine.
Fintanto che le donne in tutto il
mondo saranno relegate al ruolo riproduttore che non viene riconosciuto
ne' rispettato dalla società maschile, il tempo e le energie delle donne
per un apporto pubblico saranno decisamente conflittuali, scarse e
sofferte.
Chiara Simonelli
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