periodo ungherese
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Sopra: Anton Von Freund (1880-1920)

Come si può facilmente immaginare, anche Sigmund Freud, seppure giunto ormai all’apice del successo professionale, durante gli anni della prima guerra mondiale ebbe una vita tutt’altro che facile. I figli arruolati e al Fronte, i facoltosi clienti completamente spariti, così come del resto i cospicui risparmi, investiti in bond austriaci, che avevano perso tutto il loro valore.

Nel 1916 e nel 1917 dunque, Freud decise di integrare le sue entrate tenendo una serie di conferenze nell’Aula Magna della clinica psichiatrica di Vienna: queste conferenze vennero pubblicate nel 1917 con il titolo Conferenze d’introduzione alla psicoanalisi.

Un incontro davvero fortunato, dati i tempi, fu quello con Anton von Freund, ricchissimo direttore di una birreria di Budapest, laureato in filosofia. L’incontro fra i due avvenne in Ungheria, dove Freud trascorse l’estate del 1918: un anno difficilissimo, durante il quale vi furono carestie e la terribile Spagnola, una pandemia influenzale che uccise 50 milioni di persone (la Grande Guerra ne aveva uccise dieci milioni).

Nel soggiorno ungherese Freud riceveva visiste dal fidato allievo Sandór Ferenczi, con il quale trascorreva buona parte del tempo, facendo gite sul Danubio. Tra una gita e l’altra Freud analizzava qualche paziente facoltoso, fra cui Kata Von Freund, sorella di Anton e futura moglie del direttore dell’Ospedale Ebraico di Budapest.

Von Freund stesso si sottopose ad analisi con Freud. I due uomini divennero amici e, dato il sincero entusiasmo per la psicoanalisi, data la delusione di Freud per l’allontanamento di Jung, dati i tempi non certo facili, accadde che Von Freund in questo periodo ebbe un ruolo davvero importante per la salvezza del movimento psicoanalitico.

Fu lui infatti che organizzò il Quinto Congresso di Psicoanalisi a Budapest (insieme ad Abraham) e fondò il primo centro per la ricerca sulla psicologia infantile (per il quale assunse Melanie Klein, una delle pazienti di Ferenczi).

Finanziò anche la casa editrice Internationaler Psychoanalytischer Verlag, diretta inizialmente da Otto Rank. Sarebbe stato disponibile anche a creare una clinica analitica a Budapest, ma la sua morte prematura, di cancro, nel 1920, non permise di completare il progetto. Per Freud comunque questo paziente fu, come egli stesso lo definì, l”uomo della provvidenza”. Sebbene la somma di denaro stanziata fosse ingente, in poco tempo, data l’inflazione, si volatizzò e la Casa editrice, nel frattempo trasferitasi a Vienna, cominciò a produrre solo conti in rosso.

Durante il V Congresso di psicoanalisi, tenuto presso l’Accademia Ungherese di Scienze, il 28 e 29 settembre 1918, si parlò prevalentemente di “nevrosi di guerra”. Vi parteciparono 42 persone, tra analisti e simpatizzanti, e per la prima volta furono presenti la moglie di Freud e il figlio Ernst . Non meno importanti erano le presenze di alti ufficiali e funzionari statali, interessati a conoscere meglio il tema delle “nevrosi di guerra”.

Come c’era da aspettarsi, data l’importanza dello sponsor, anche il sindaco e le autorità di Budapest si mostrarono molto accoglienti. Ai congressisti venne riservato l’Hotel delle Terme Gellért-fürdö, venne messo a disposizione un battello sul Danubio, e vennero offerti pranzi.e ricevimenti. Durante il Congresso Ferenczi venne nominato Presidente della Società Internazionale.

Il centro del movimento psicoanalitico in questi anni di fine guerra si spostò dunque decisamente da Vienna a Budapest e Ferenczi, dopo l’allontanamento di Jung, sembrava destinato a diventare il delfino di Freud, anche perché proprio in quel periodo fu nominato Professore di Psicoanalisi presso l’Università di Budapest: il primo riconoscimento universitario per la nuova scienza.

… Le cose invece non andarono come previsto. Ferenczi lavorava alla traduzione de L’interpretazione dei sogni, ma non riusciva a completarla (infatti il libro fu pubblicato in Ungheria solamente nel 1934) ed inoltre, invece che prenderne il controllo, Ferenczi, in non buone condizioni di salute, sembrava distanziarsi sempre di più dal movimento psicoanalitico.

Fonte:
Freud Museum

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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