Freud: Prefazioni a L’Interpretazione dei sogni (1899)

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Freud 1907A sinistra: Sigmund Freud (1907)

Quando si legge il libro “L’interpretazione dei sogni”, pochi si soffermano sulle prefazioni alle varie edizioni, che sono invece interessantissime per capire la nascita della psicoanalisi. Eccole:

Prefazioni a L’interpretazione dei sogni

Prima edizione (1899)

Credo che con questo mio tentativo di esporre l’interpretazione dei sogni i confini di interessi della neuropatologia non vengano superati. Il sogno infatti si manifesta, attraverso l’osservazione psicologica, come la prima manifestazione psichica abnorme anche se, per ragioni pratiche, sono le altre – fobia isterica, ossessione, delirio – ad interessare necessariamente il medico. Il sogno, come si vedrà, nell’esposizione, non può pretendere altrettanta importanza pratica; nondimeno il suo valore paradigmatico teorico è tanto grande che chi non riesce a spiegare la formazione delle immagini oniriche non può riuscire a comprendere le fobie, le idee ossessive e deliranti e non può perciò intervenire terapeuticamente su di esse.
Le manchevolezze di questo mio lavoro nascono proprio da questa correlazione – in cui risiede peraltro l’importanza del mio tema – e le numerose zone di frattura corrispondono proprio ai molti punti di contatto tra il problema della formazione onirica e quelli più vasti della psicopatologia che in questa sede non ho potuto trattare e che, se non mi mancheranno tempo, forza e ausilio di altro materiale disponibile, conto successivamente di elaborare.
Un’altra difficoltà è data dal particolare tipo di materiale di cui mi servo per l’interpretazione dei sogni. Non ho potuto utilizzare nessuno dei sogni esposti nella letteratura, o eventualmente presi da sconosciuti ed il motivo di ciò risulterà chiaro nel corso del lavoro. Potevo perciò scegliere solo tra i miei sogni e quelli dei miei pazienti sotto trattamento psicoanalitico. Non potevo impiegare questo secondo materiale in quanto vi intervenivano caratteristiche nevrotiche che complicavano i processi onirici in modo indesiderato e non potevo impiegare il primo, quello dei miei sogni, giacché così facendo avrei dovuto rivelare ad estranei fatti intimi della mia vita psichica più di quanto io stesso gradissi e di quanto sia lecito chiedere ad un autore che sia uno scienziato e non un poeta. Situazione penosa, ma senza alternative, che ho dovuto accettare per non rinunciare a qualsiasi dimostrazione dei risultati psicologici conseguiti. Ho ceduto, naturalmente, alla tentazione di attenuare alcune indiscrezioni omettendo e sostituendo, pregiudicando, però il valore degli esempi addotti. Spero tuttavia che i lettori vorranno immedesimarsi nella mia difficile situazione e conseguentemente essere indulgenti con me, e spero inoltre che tutti coloro i quali si sentiranno in qualche modo colpiti dai sogni comunicati vorranno riconoscere almeno alla vita dei sogni libertà di pensiero.

Seconda edizione (1908)

Non è certo merito dell’interesse di quei settori di competenti cui mi rivolgo nella prefazione alla prima edizione il fatto che di questo libro di difficile lettura si sia resa necessaria una seconda edizione prima che siano trascorsi dieci anni. I miei colleghi psichiatri si sono fermati alla iniziale sorpresa che poteva derivare dalla mia nuova concezione del sogno, mentre i filosofi di professione, abusi a sbrigare in poche frasi – peraltro sempre uguali – i problemi della vita onirica, che essi intendono semplicemente come un’appendice degli stati di coscienza, non hanno afferrato che questo nuovo punto di vista poteva dar luogo a considerazioni tali da ingenerare una radicale trasformazione delle nostre teorie psicologiche. L’atteggiamento della critica scientifica non consentiva dubbi: un silenzio totale attendeva la mia opera e lo sparuto numero dei miei valorosi sostenitori, di quelli che seguono la mia guida nella pratica psicoanalitica ed il mio esempio nell’interpretazione dei sogni, servendosene nel trattamento delle nevrosi, non sarebbe stato in grado di esaurire la prima edizione. Ecco perché sono grato a quella ben più ampia cerchia di persone colte e curiose di sapere il cui interesse mi ha indotto, dopo nove anni, ad affrontare nuovamente questo lavoro difficile e per tanti aspetti fondamentale.
Sono lieto di affermare che ho trovato ben poco da cambiare. Ho inserito qua e là del materiale nuovo, ho aggiunto alcuni giudizi tratti dalla mia accresciuta esperienza ed in alcuni punti ho tentato dei rifacimenti, ma tutto l’essenziale sui sogni e sulla loro interpretazione come sui teoremi psicologici che se ne possono dedurre è rimasto invariato; esso almeno, soggettivamente, ha superato la prova del tempo. Chi conosce gli altri miei lavori (sull’etiologia e sul meccanismo delle psiconevrosi) sa bene che io non ho mai spacciato l’incompiuto per compiuto e che non ho mai rifiutato, con l’evolversi delle conoscenze, di modificare le mie asserzioni: ma nel campo della vita onirica son potuto restare fermo alle mie osservazioni. Durante i lunghi anni del mio lavoro sul problema delle nevrosi mi sono dibattutto continuamente tra differenti opinioni e qualche volta sono caduto in errore: ma nell’Interpretazione dei sogni ho ritrovato sempre la mia sicurezza. Agiscono perciò d’istinto tutti i miei oppositori scientifici che proprio nelle ricerche sui sogni si rifiutano di seguirmi.
Anche il materiale del libro, coè i sogni personali in base ai quali ho spiegato le regole dell’interpretazione dei sogni, ha rivelato una sua forza di inerzia e tale da non consentire, in sede di revisione, sostanziali mutamenti. Il fatto è che dopo averlo portato a termine mi sono reso chiaramente conto che il libro aveva per me un altro significato soggettivo: esso mi è parso come un brano della mia autobiografia, come la reazione alla morte di mio padre, all’avvenimento cioè più importante, alla perdita più dolorosa nella vita di un uomo, e dopo essermi reso conto di questo fatto non sono stato più capace di cancellare le tracce, anche se non avrà eccessiva importanza per il lettore su quel tipo di materiale egli imparerà a valutare ed interpretare i sogni.

Terza edizione (1911)

Mentre fra la prima e la seconda edizione di questo libro sono passati ben nove anni, la necessità di una terza edizione si è presentata dopo poco più di un anno. Non posso che rallegrarmi di tale evento, ma se prima non ho voluto accettare la noncuranza dei lettori come dimostrazione degli scarsi pregi della mia opera, non posso ora considerare l’attuale manifestazione di interesse come una riprova della sua validità. L’ampliarsi delle conoscenze scientifiche ha interferito anche ne L’interpretazione dei sogni. Nel 1899, quando la scrissi, non avevo ancora forumato la mia “teoria sessuale” e avevamo appena dato inizio all’analisi dei casi più complessi di psiconevrosi. Si pensava di usare l’interpretazione dei sogni quale mezzo atto all’analisi psicologica delle nevrosi, ma la susseguente maggior comprensione di queste ci ha portato ad una diversa concezione del sogno. La stessa teoria dell’interpretazione del sogno si è sviluppata in una direzione che, nella prima edizione di questo libro, era stata pressoché trascurata. Sia attraverso la mia diretta esperienza sia per l’apporto dei lavori di Wilhelm Stekel e di altri, ho imparato da allora a stimare la rilevante presenza e l’importanza del simbolismo nei sogni (o meglio nel pensiero inconscio), così che nel corso di questi anni ho raccolto una mole di materiale che richiede un’attenta considerazione. Spero che il mio tentativo di render note le tante innovazioni mediante interpolazioni nel testo e note aggiunte a pié di pagina sia risultato valido. Se queste a volte non giovano all’equilibrio dell’esposizione o se non sempre sono riuscito a portare al livello delle attuali conoscenze il testo precedente, chiedo indulgenza al lettore per tali manchevolezze in quanto conseguenze e manifestazioni del rapido progredire del nostro sapere. Mi prendo anzi la libertà di predire verso quale indirizzo volgeranno le modifiche che si apporteranno alle successive ristampe, se di queste sorgerà necessità. Esse dovrebbero mirare a creare un più stretto rapporto con l’abbondante materiale offerto dalla poesia, dal mito, dalle usanze linguistiche e dal folklore, nonché a trattare più di quanto sia possibile attualmente dei rapporti del sogno con le nevrosi e le malattie mentali.
Il signor Otto Rank mi è stato di valido aiuto nella scelta delle aggiunte ed ha curato la revisione delle bozze di stampa. Lui ed altri che mi hanno offerto contributi e rettifiche hanno tutta la mia gratitudine.
Quarta edizione (1914)

L’anno scorso, 1913, il Dott. A.A. Brill di New York ha pubblicato una traduzione in lingua inglese di questo libro (The interpretation of Dreams, G. Allen & Co., Londra).
Il Dott. Otto Rank, in questa occasione, non si è solo occupato della correzione delle bozze, ma ha anche arrichito il testo di due contributi personali (appendice al cap. 6)

Quinta edizione (luglio 1918)

Neppure la guerra mondiale ha spento l’interesse per L’interpretazione dei sogni, tanto che si è palesata la necessità di una nuova ristampa prima della sua fine. Non è stato possibile tener conto delle pubblicazioni comparse dopo il 1914: notizie di edizioni in lingua straniera dopo quella data mancano sia a me, sia al Dott. Rank. E’ prossima alla pubblicazione una traduzione ungherese, a cura del Dott. Hollòs e del Dott. Ferenczi. Nella mia Introduzione alla psicoanalisi, pubblicata nel 1916/17 presso Hugo Heller a Vienna, la parte centrale, di undici lezioni, mira a trattare il sogno con argomentazioni più elementari e a stabilire una maggior connessione con la teoria delle nevrosi. Nell’insieme, detta parte ha il carattere di un estratto de L’interpretazione dei sogni, anche se in qualche tratto si arricchisce di maggiori particolari.
Non sono riuscito a decidermi ad una completa rielaborazione del libro che, pur completandolo con l’esposizione delle attuali cognizioni psicoanalitiche, avrebbe senz’altro interferito con il suo carattere. Ritengo comunque che, dopo quasi venti anni di vita, esso abbia assolto il suo compito.

Sesta edizione (aprile 1921)

Che questa edizione compaia più tardi del necessario e che per la prima volta essa si presenti come una immutata ristampa della precedente è dovuto alle difficoltà in cui versa oggi l’industria libraria. Solo l’indice bibliografico – alla fine del volume – è stato completato ed aggiornato dal Dott. Otto Rank.
Mi sbagliavo dunque quando pensavo che dopo quasi venti anni di vita questo libro avesse esaurito il suo compito e potrei anzi dire che esso deve ora assolverne uno nuovo. Mentre prima si trattava solo di fornire alcuni chiarimenti sulla natura dei sogni, ora esso ha il compito non meno importante di combattere l’ostinazione e l’ambiguità di taluni, ai quali quei chiarimenti erano rivolti.

Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni, ed. Newton Compton

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