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Adolescenza e pubertà

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(a cura della Redazione di psicolinea)


Adolescenza: ‘Tempestosa rivoluzione che si annuncia con il mormorio di passioni violente; un cambiamento dell’umore, impeti frequenti, una continua agitazione mentale rendono il bambino quasi indisciplinabile; diventa sordo alla voce che lo rendeva docile; è un leone nella sua febbre, non riconosce la sua guida, non vuole essere più governato’. Cosi ne parlava J.J. Rousseau.

Da allora niente sembra essere cambiato se non per il fatto che l'adolescenza arriva prima e finisce dopo. Infatti, il termine 'adolescenza' deriva dal latino adolescere, traducibile con 'crescere'. Il concetto di 'crescere' varia col variare delle culture, delle epoche storiche, delle società.

Nelle culture più primitive ad esempio, più vicine al mondo della natura e di minore complessità sociale, l'adolescenza è un periodo della vita particolarmente breve, perché subito dopo si entra nella vita adulta. Nella società occidentale questo periodo si è invece enormemente dilatato, divenendo lunghissimo (fino ai 30 anni circa) per la necessità di un apprendistato più lungo.

L’adolescente si potrebbe definire una ‘persona che sta crescendo’, una persona che ‘non è più…’ ma che ‘non è ancora…’. Se volessimo utilizzare la casa come metafora, potremmo vedere l'adolescenza come un corridoio, più che una stanza, un luogo di passaggio che ci porta altrove, dove è inutile sostare più del tempo necessario.

L'adolescenza, diversamente da quanto comunemente si crede, non è un concetto sovrapponibile a quello di 'pubertà':  la pubertà infatti è solo un fenomeno biologico che annuncia ed innesca l’adolescenza; quest'ultima invece è un processo molto più ampio della semplice crescita biologica. Esso comprende infatti la maturazione delle capacità intellettuali, attraverso l’elaborazione di un certo numero di tensioni e conflitti emotivi, che portano ad una stabile identità sessuale e al riconoscimento delle norme sociali che definiscono il ruolo adulto della società cui si appartiene. L’adolescenza comporta una crescita, anche di responsabilità e fra queste vi è senz’altro la responsabilità della propria sessualità.

La crescita fisica, con le relative ansie derivanti da una maggiore consapevolezza di un corpo che cambia, le pulsioni sessuali, le prime esperienze sentimentali non possono non creare delle tensioni, delle insicurezze, soprattutto rispetto alla propria immagine.

Rendersi conto di essere diventati più alti o più bassi, più grassi o più magri, con i caratteri sessuali secondari più o meno marcati, è da alcuni accettato e vissuto positivamente, da altri con angoscia profonda.

Per questo accade che un adolescente  abbia bisogno della continua conferma della propria identità psicologica, fisica, sociale ed ogni piccola inadeguatezza, soggettivamente percepita, può costituire fonte di grande disagio.

Prima che una nuova immagine di sé si stabilizzi, l’adolescente vive un periodo di insicurezza, di ansietà, di preoccupata attenzione per il proprio corpo, che viene paragonato con quello dei coetanei o con altri modelli provenienti dalla pubblicità, dai media, dai films, per cercare una forma di rassicurazione, che non sempre arriva. L’ipersensibilità nei confronti dei giudizi espressi dagli altri, soprattutto dal gruppo dei pari, porta gli adolescenti ad avere la convinzione di essere perennemente sulla scena, sempre intenti a recitare per un pubblico immaginario.

I cambiamenti fisici che provocano maggiore disagio sono nei maschi l’aumento della statura e la modificazione della voce, nelle femmine la formazione del seno (specie se troppo o troppo poco) e la comparsa delle mestruazioni. Il seno è sicuramente vissuto come la parte più sessualizzata del corpo femminile, perché rappresenta il segno più evidente, per sé e per gli altri, che il corpo sta maturando.

I ragazzi cominciano invece a dubitare della 'normalità' del proprio pene, sia per quanto riguarda le misure, sia per la sua funzionalità. Il ricorso alla masturbazione ha spesso lo scopo di una rassicurazione sulla propria 'normalità'.
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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