La psicologia amica 10° anno online

Responsabile Scientifico:

psicolinea.it - Sito italiano di psicologia - Italian site of psychology Pagina FacebookPagina Twitter

Dr. Giuliana Proietti
ANCONA

Consulenza
online

Appuntamenti 
in Studio

Consulenza Telefonica del GIOVEDI' News dal Blog
Questioni
di sex
Dr. W. La Gatta
348-3314908

349 590 7 591

Dentro e fuori di te
Dr. G. Proietti
347-0375949
dalle 11.00 alle 12.30
Consulenza
in videochat
     
Info Attualità Biblioteca Coppia Costume Donne
Genitori e Figli I Grandi Temi Interviste Personaggi Psiche in pillole Sesso in pillole
Sessuologia Terapie_Tecniche Test in English Consulenza Il Sesso e L'Amore



Alcolismo in adolescenza

Home Page >   GENITORI E FIGLI  >  Alcolismo in adolescenza
 


(a cura della Redazione di psicolinea)


L'abuso di alcol, insieme al consumo di droghe pesanti, è considerato una tra le principali cause di morte tra i giovani, sia in modo diretto che indiretto. I fumi dell’alcool possono infatti spingere al suicidio, all’omicidio (in seguito a risse ed aggressioni per futili motivi), ad incidenti stradali.

Anzitutto chiariamo cosa si intende per ‘abuso’ di sostanze alcoliche,  perché non sempre si ha su questo punto chiarezza di idee.

Per ‘abuso’ si intende il consumo di almeno cinque bicchieri di vino consecutivi (dove un bicchiere contiene circa 10 cl), una bottiglia o un boccale di birra (circa mezzo litro), un superalcolico servito in un piccolo bicchiere (circa 5 cl, la metà del classico bicchiere di vino) o in un cocktail.

In una inchiesta svolta nel 1999 in trenta paesi europei, su un campione complessivo di quasi 100.000 ragazzi è emerso che l’uso e l’abuso di superalcolici, con conseguente stato di ubriachezza, è aumentato in quasi la metà dei paesi studiati e, se non è aumentato, non è comunque diminuito in nessun paese.

Un fenomeno in costante crescita dunque, dal quale non è esente il nostro Paese. In Italia, ci dice un recente studio dell’Eurispes,  si bevono oggi circa 34 milioni di ettolitri di vino, 14 milioni di ettolitri di birra, 23 milioni di litri di grappa e 58 milioni di litri di superalcolici (whiskey, gin ecc.).

La cosa più preoccupante è che questi barili di alcool non vengono consumati da vecchi ubriaconi all’osteria, tanto per passare il tempo, come accadeva in Italia fino a mezzo secolo fa, ma da giovani spesso al di sotto dei venti anni. I maschi infatti si avvicinano all’alcool prima delle loro coetanee, già prima di aver compiuto quindici anni.

Non che le ragazze siano più sagge: semplicemente arrivano a questo genere di consumi con un po’ di ritardo, verso i venti anni, per poi addirittura invertire la tendenza: 27,9% delle femmine, contro 25,3% dei maschi tra i ventuno ed i trent'anni; 15,1% contro 2,7% tra i trentuno ed i quaranta; 5,8% contro 1,1% tra i quarantuno ed i cinquanta…

Ma perché si beve? Nel campione dell’Eurispes sembra che il 28,9% del campione cerchi nell’alcool uno stato di euforia, il 14,1% addirittura la felicità. Può anche accadere che nell’alcool non si cerchi proprio nulla, se non una via di fuga dalla propria realtà: il 12,6% vuole infatti fuggire dalla depressione, l’11,1% dalla solitudine; quasi il 10% degli intervistati beve per ‘noia’.

Certamente da questa tendenza in continua crescita non sono esenti i modelli culturali proposti dalla pubblicità e dai media: ubriacarsi è considerato ‘figo’,  oppure,  forse peggio, ‘normale’. Chi abusa di alcool è generalmente un giovane che non ha mete da raggiungere, poche aspirazioni al successo e alla carriera, scarso impegno sociale e religioso,  deboli legami familiari, cattivi risultati scolastici, ma naturalmente possono esservi delle eccezioni.

Altri fattori di personalità che possono indurre a far uso di alcool sono l’introversione, la timidezza, l’aggressività, la tendenza alla ribellione. Nel caso un soggetto mostri segnali evidenti sia di timidezza che di aggressività, sappiamo ormai, da diversi studi compiuti sull’argomento, che siamo di fronte ad un soggetto ad alto rischio.

Un’altra cosa che può sembrare strana è il livello di intelligenza: si è visto infatti che gli adolescenti più portati verso la sperimentazione di alcol e droghe non sono quelli con più scarso livello intellettivo, ma anzi, sono spesso i più intelligenti e cioè i più curiosi e quelli che si pongono maggiori domande esistenziali.

Un altro fattore da tener presente è l’influenza subita dai modelli reali, dai quali si è circondati: non solo dunque la pubblicità, ma anche l’amico del cuore, il gruppo, oppure il comportamento dei propri familiari.

La formula ‘fai quello che dico e non quello che faccio’, da parte dei genitori, non solo non funziona, ma induce nei giovani un fattore di rischio aggiuntivo.
 

Psicolinea.it © 2001-2005
 

Disclaimer

Credits

Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

Stampa

Cerca nel Sito

Amnesty International 150 anni dell'Unità d'ItaliaSave the Children Italia Onlus

psicolinea.it® è un marchio registrato
I contenuti di questo sito, salvo diverse indicazioni, sono di proprietà di psicolinea.it.
E' espressamente vietato riprodurre e diffondere,
integralmente o parzialmente, i contenuti del sito senza autorizzazione scritta della proprietà e senza citare la fonte.
Per richiedere l'autorizzazione scrivere a:
utenti
@ psicolinea . it

 

 
Psicolinea on Facebook

Per fare della timidezza un punto di forza:
clinicadellatimidezza.it - Sito specializzato per problemi di timidezza e ansia sociale