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L’astinenza sessuale è l’abitudine a rinunciare a tutti gli aspetti
che riguardano la vita sessuale. Generalmente lo si fa
deliberatamente, per ragioni religiose o filosofiche, ma vi possono
essere anche finalità pratiche, come ad esempio voler evitare
gravidanze indesiderate, HIV ed altre malattie sessualmente trasmesse.
A volte lo si fa forzatamente, semplicemente perché manca un partner
sessuale.
Molte religioni e sistemi etici vietano la pratica di attività
sessuale se non si è regolarmente sposati, prescrivendo la castità.
Dopo aver avuto una importanza rilevante per moltissimi secoli, la
castità è un valore che è andato via via sempre più perdendo di
significato, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra e dopo
l’avvento dei contraccettivi orali e degli antibiotici, che permisero
di evitare, o di poter curare, tutte le conseguenze negative procurate
dall’espressione libera del desiderio sessuale. A partire dagli anni
settanta, la castità prematrimoniale è divenuta solo un ricordo,
almeno nelle società occidentali più avanzate. L’Italia non era fra
queste, anche se lentamente anche da noi le cose sono cambiate ed
ormai è diventato abbastanza normale che i due fidanzati abbiano avuto
rapporti sessuali prima di arrivare al matrimonio.
C’è da dire che la norma morale della castità, anche prima degli anni
settanta, veniva tranquillamente, ma segretamente, violata. I rapporti
sessuali fra persone non sposate si sono sempre praticati, magari
cercando di evitare la penetrazione vera e propria, in favore di
accarezzamenti e toccamenti delle parti intime, definiti, con
un’espressione inglese ormai entrata nell’uso, ‘petting’. In questo
modo la verginità della ragazza era garantita, anche se era solo,
potremmo dire, una verginità ‘tecnica’.
Si può scegliere la castità, come abbiamo detto, anche per motivi
religiosi. In questo caso si parla di ‘ascetismo’, ovvero del rifiuto
di avere a che fare con le cose che riguardano il mondo fisico e
materiale, in favore di quello spirituale.
Si tratta insomma di una scelta di vita. Da un punto di vista
psicologico va osservato però che non è infrequente che, soggetti che
soffrono di fobie sessuali, ansia da prestazione, sensi di
inadeguatezza, carenza di abilità sociali ecc. scelgano, attraverso la
castità, la via più semplice per evitare di affrontare i loro disagi.
(Tra i cosiddetti ‘casti’ infatti è molto praticata la masturbazione,
il che la dice lunga sul problema).
C’è anche, tra gli uomini, chi sceglie la ‘vera’ castità, senza
autoerotismo, nella convinzione che questa pratica permetta di
risparmiare il liquido seminale, conservando le sostanze in esso
contenute nel corpo, per migliorare lo stato di salute generale, di
vitalità e di intelligenza (perché molte sostanze contenute nello
sperma sarebbero presenti anche nel cervello).
In realtà queste teorie non sono più considerate valide, almeno da un
punto di vista scientifico. Quello che si è appurato invece è l’esatto
contrario: maggiori sono le eiaculazioni, minore è il rischio di
ammalarsi di cancro alla prostata. Sono stati anche condotti studi,
negli anni settanta, che hanno provato che la repressione della
sessualità genera aggressività, insensibilità, comportamento
criminale.
I fautori della castità pensano che occorre distinguere fra chi si
astiene dalle attività sessuali per scelta e chi invece vi è
obbligato. E’ chiaro, dicono, che chi mette in pratica questo
comportamento perché obbligato dalle circostanze si senta represso e
frustrato e dunque sviluppi comportamenti anti-sociali. Chi invece lo
fa per libera scelta è una persona capace di gestire le proprie
emozioni, capace di evitare determinati pensieri, o l’esposizione a
situazioni che potrebbero essere sessualmente eccitanti.
Per quanto riguarda le tre religioni monoteiste, la castità è
considerata sempre una virtù, per cui tutte raccomandano l’astinenza
sessuale per i non sposati e la fedeltà al/alla partner durante la
vita matrimoniale, se non si usano contraccettivi e si fa sesso allo
scopo di mettere al mondo dei figli. Nel giudaismo e nell’islamismo i
rapporti fra coniugi sono proibiti anche durante il flusso mestruale e
per una settimana dopo.
Nelle religioni orientali, in particolare nel buddismo, l’attaccamento
alle cose impermanenti è considerato una delle ragioni che causano
maggiore sofferenza. Il sesso è la manifestazione più evidente di
attaccamento alle cose impermanenti di cui dispongono gli esseri
umani: per questo la castità è essenziale per raggiungere il Nirvana e
liberarsi dalla sofferenza.
Come metodo di controllo delle nascite, l’astinenza sessuale consiste
nell’astenersi dal coito nel periodo fertile della donna. Conosciuto
come metodo Ogino-Knaus, sappiamo oggi che esso non è affatto efficace
e che ha causato molte gravidanze indesiderate, a causa delle
irregolarità che a volte le donne possono presentare nel ciclo.
Negli Stati Uniti recentemente si sono svolti dei programmi di
educazione sessuale nelle scuole superiori, allo scopo di inculcare
nei giovani la castità come aspetto positivo della vita, per limitare
le gravidanze nelle adolescenti ed il contagio da HIV o altre malattie
sessualmente trasmesse. Si è visto che questi programmi hanno avuto
degli effetti diversi da ciò che ci si attendeva: i ragazzi infatti
hanno rinunciato al coito, ma si sono dedicati al sesso orale. In
questo modo restano vergini, senza rinunciare alla soddisfazione
sessuale. Il problema però è che molti di loro non riescono a
mantenere la promessa di castità che hanno fatto a sé stessi e, al
primo rapporto sessuale, non sono preparati all’uso del preservativo,
il che non previene assolutamente dal contagio e dalle gravidanze che
si volevano evitare ed anzi va nella direzione opposta.
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