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Bambino vittima di abusi

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Dr. Giuliana Proietti
 

Definizione:

Secondo la definizione dell'OMS si configura una condizione di abuso e di maltrattamento quando i genitori, i tutori o le persone che dovrebbero vigilare sul bambino approfittano della loro condizione di privilegio e si comportano in contrasto con la Convenzione ONU di New York sui Diritti del Fanciullo del 1989.


Forme di abuso


Quando si parla di "abuso", ci si riferisce in particolare a quattro forme di sopraffazioni operate sul minore:

- Violenza fisica. Si ha violenza fisica quando il bambino viene picchiato, ferito, drogato ecc. dai genitori o da altri adulti;

- Violenza psicologica. E' quella che si esprime in tutte le forme possibili e che comporta umiliazione della vittima, stato di soggezione. Modi per esprimere la violenza psicologica sono il sarcasmo, la minaccia, la critica ingiustificata, grida, ecc.;

- Violenza sessuale. Quando un adulto usa un minore per trarne soddisfazione sessuale si parla di "violenza sessuale". Oltre agli atti sessuali veri e propri, è considerata violenza sessuale anche lo spingere un minore verso la pornografia, sia in forma attiva che passiva.

- Condotte omissive: si hanno quando ad un bambino si fanno mancare affetto, cure, attenzioni e/o lo si abbandona a sé stesso.

Fatti accertati da tenere presenti:

- I bambini che subiscono abusi e violenze nella maggior parte dei casi diventano loro stessi degli abusanti in età adolescenziale o adulta;

- Sebbene i genitori ritengano che i pericoli siano esterni alla famiglia e alla cerchia di persone che si frequentano, è importante ricordare che la maggior parte degli abusi subiti dai bambini avvengono per opera di qualcuno che li conosce bene e li frequenta;

- I bambini sono particolarmente vulnerabili rispetto alla violenza ed hanno una probabilità di essere uccisi che è cinque volte superiore rispetto ad altre fasce di età (Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità quasi 60.000 bambini sono stati uccisi solamente nell'anno 2000);

- Otto bambini su dieci di quelli che hanno sperimentato un abuso fisico hanno anche assistito a scene di violenza fra genitori.

La rivelazione

Si può conoscere un caso di abuso attraverso la rivelazione esplicita da parte della vittima, o attraverso un’informazione diretta, più o meno anonima, sull’abuso. Se vi è stata una rivelazione esplicita, occorre sempre anzitutto accertarsi che le informazioni ricevute dal bambino siano vere. A volte infatti il minore potrebbe essere rimasto suggestionato da scene viste in televisione, o da racconti di bambini più grandi, così come potrebbe non aver capito a fondo il significato reale di ciò che gli è accaduto. Stessa cosa quando siamo di fronte ad un adolescente, che potrebbe avere interesse a "creare " un caso di abuso, per colpire o danneggiare un amico, un insegnante, un genitore. Durante la fase della ‘rivelazione’ occorre garantire al minore l'esperienza di ascolto e di accoglimento dei sentimenti e delle emozioni legate al racconto dell'abuso, per evitare che il doveroso accertamento della verità diventi per il bambino solamente una dolorosa rievocazione dei fatti.

Evidenze oggettive

Per sapere se vi è stato un caso di abuso sessuale su un minore occorre anzitutto esplorare i fatti raccogliendo le "evidenze oggettive" come ad esempio la visita medica. Molti bambini tuttavia non presentano segni fisici di violenza dato che spesso l’abuso che subiscono non ha carattere violento, ma consiste in pratiche sessuali (baci, manipolazioni, carezze, rapporti orali, ecc.) che non danno l'opportunità di essere dimostrate a posteriori. A volte possono essere semplicemente non più riconoscibili, dato il tempo trascorso: per questo motivo si raccomanda un esame obiettivo del medico entro 72 ore.

Leggi italiane sull'abuso

 
In Italia, c'è l'obbligo di referto  (artt.365 c.p. e 334 c.p.p.) da parte degli operatori sanitari che, nell'esercizio della propria professione, abbiano prestato la propria opera o assistenza in casi che possono presentare i caratteri di un delitto procedibile d'ufficio. Obbligato alla denuncia di reato è anche il "pubblico ufficiale" o "l'incaricato di un pubblico servizio" che, nell'esercizio delle sue funzioni, venga a sapere di un delitto, o anche solo di un sospetto di delitto, procedibile d'ufficio.

La legge quindi punisce l'omissione di referto o denuncia, a meno che sia costretto dalla necessità di salvare se medesimo o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell'onore (art. 384 c.p.); oppure quando attraverso il referto, si esporrebbe il paziente a procedimento penale (art.365 c.p.). L'obbligo giuridico di denunciare l'abuso o il sospetto abuso non riguarda invece il cittadino comune, che è tenuto comunque a farlo sul piano morale, in quanto poi vi sarà l’Autorità Giudiziaria a stabilire la veridicità del sospetto.

Osservazione di comportamenti inconsueti

A volte il sospetto di un presunto abuso può nascere in seguito all’osservazione di comportamenti inconsueti: ad esempio una bambina sempre brava a scuola, attenta ed interessata allo studio, potrebbe cominciare a fare assenze inspiegabili a scuola, racconti o disegni con espliciti riferimenti sessuali, ecc. Oltre a queste informazioni indirette o mascherate sull'abuso, vi sono una serie di piccoli e grandi segnali che occorre conoscere e tenere sotto osservazione.

Segni fisici:

- Contusioni, graffi, morsi, segni di afferramento
- Sintomatologia fisica o prurito nell'area genitale
- Difficoltà di deambulazione
- Difficoltà nel mantenimento della posizione seduta
- Biancheria intima macchiata, strappata
- Tracce di sangue o di liquido seminale sugli indumenti o sulla cute
- Gravidanza nella primissima adolescenza in assenza di partner noto
- Pubertà precoce

Segni individuabili con esame clinico:

- Presenza di tracce di sperma nella vagina o nel retto
- Presenza di corpi estranei uretrali , vaginali e/o rettali;
- Lesioni genitali e/o anorettali
- Dilatazione vaginale o uretrale ingiustificata
- Infiammazioni, emorragie senza cause organiche evidenti
- Manifestazione di malattie infettive a trasmissione sessuale (gonorrea, clamidia, conditomi acuminati, sifilide, HIV, ecc)

Segni nel comportamento:

- Passività, paura, sfiducia verso gli adulti
- Conoscenze e comportamenti sessuali inadeguati per l'età
- Difficoltà a relazionarsi con i coetanei (atteggiamenti aggressivi, disinteresse verso attività ludiche)
- Atteggiamenti seduttivi verso gli adulti
- Calo del rendimento scolastico
- Difficoltà di linguaggio e dell'attenzione

Altri sintomi:

- Disturbi del sonno (insonnia, incubi anche a sfondo sessuale; pavor nocturnus)
- Disturbi dell'alimentazione
- Disturbi del controllo degli sfinteri (enuresi, encopresi)
- Ansia
- Depressione
- Fobie
- Sintomi ipocondriaci
- Rituali ossessivi (legati soprattutto alla pulizia personale)
- Disturbi psicosomatici del tratto gastroenterico

Indicatori prevalenti in adolescenza

- Fughe
- Condotte devianti
- Abusi di sostanze
- Condotte autolesionistiche, tentati suicidi
- Sessualità precoce e promiscua
- Inibizione sessuale
- Rifiuto sessuale

Prove testologiche

Uno dei test diagnostici più spesso utilizzati, soprattutto nel mondo anglosassone, per tentare di capire se un bambino può aver subito violenza è quello delle bambole. L'uso del test si basa sul presupposto che i bambini abusati abbiano un modo diverso di manipolare le bambole. Alcuni studi però dimostrano che tale discriminazione non è possibile (vedi Ceci e Bruck 1995), in quanto è nella natura dei bambini esplorare e manipolare gli oggetti.
Molto più significativi sono invece i disegni (la consegna può essere di disegno libero oppure di rappresentazione della famiglia o di emozioni, come la paura, ecc.) Ci sono dati a favore del fatto che nei disegni di bambini abusati compaiono più di frequente i genitali e le figure vengano altamente sessualizzate.

Effetti sui processi evolutivi del bambino

Qualsiasi forma di violenza costituisce un attacco destabilizzante alla personalità in formazione del minore. Un'esperienza stressante e traumatica può produrre disturbi psicopatologici o di devianza in età adulta. Naturalmente non tutti i bambini abusati diventeranno a loro volta dei violenti o dei pedofili, tuttavia, se non verranno aiutati, porteranno per tutta la vita il peso dell'abuso e dei traumi subiti.


 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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