Definizione:
Secondo la definizione dell'OMS si configura una condizione di abuso e di
maltrattamento quando i genitori, i tutori o le persone che dovrebbero vigilare
sul bambino approfittano della loro condizione di privilegio e si comportano in
contrasto con la Convenzione ONU di New York sui Diritti del Fanciullo del 1989.
Forme di abuso
Quando si parla di "abuso", ci si riferisce in particolare a quattro forme di
sopraffazioni operate sul minore:
- Violenza fisica. Si ha violenza fisica quando il bambino viene picchiato,
ferito, drogato ecc. dai genitori o da altri adulti;
- Violenza psicologica. E' quella
che si esprime in tutte le forme possibili e che comporta umiliazione della
vittima, stato di soggezione. Modi per esprimere la violenza psicologica sono il
sarcasmo, la minaccia, la critica ingiustificata, grida, ecc.;
- Violenza sessuale. Quando un adulto usa un minore per trarne soddisfazione
sessuale si parla di "violenza sessuale". Oltre agli atti sessuali veri e
propri, è considerata violenza sessuale anche lo spingere un minore verso la
pornografia, sia in forma attiva che passiva.
- Condotte omissive: si hanno
quando ad un bambino si fanno mancare affetto, cure, attenzioni e/o lo si
abbandona a sé stesso.Fatti accertati
da tenere presenti:
- I bambini che subiscono abusi e violenze nella maggior parte dei casi
diventano loro stessi degli abusanti in età adolescenziale o adulta;
- Sebbene i genitori ritengano che i pericoli siano esterni alla famiglia e alla
cerchia di persone che si frequentano, è importante ricordare che la maggior
parte degli abusi subiti dai bambini avvengono per opera di qualcuno che li
conosce bene e li frequenta;
- I bambini sono particolarmente vulnerabili
rispetto alla violenza ed hanno una probabilità di essere uccisi che è cinque
volte superiore rispetto ad altre fasce di età (Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità quasi 60.000 bambini sono stati uccisi solamente nell'anno
2000);
- Otto bambini su dieci di quelli che hanno sperimentato un abuso fisico hanno
anche assistito a scene di violenza fra genitori.
La rivelazione
Si può conoscere un caso
di abuso
attraverso la rivelazione esplicita da parte della vittima,
o attraverso un’informazione diretta, più o meno anonima, sull’abuso.
Se vi è stata una rivelazione esplicita, occorre sempre
anzitutto accertarsi che le informazioni ricevute
dal bambino siano vere. A volte infatti il
minore potrebbe essere rimasto suggestionato da scene viste in
televisione, o da racconti di bambini più grandi, così come potrebbe
non aver capito a fondo il significato reale di ciò che gli è
accaduto. Stessa cosa quando siamo di fronte ad un adolescente, che
potrebbe avere interesse a "creare " un caso di abuso, per
colpire o danneggiare un amico, un insegnante, un genitore. Durante
la fase della ‘rivelazione’ occorre garantire
al minore l'esperienza di ascolto e di
accoglimento dei sentimenti e delle emozioni legate al racconto
dell'abuso, per evitare che il doveroso accertamento della verità
diventi per il bambino solamente una dolorosa
rievocazione dei fatti.
Evidenze oggettive
Per sapere se vi è stato un caso di abuso sessuale su un minore
occorre anzitutto esplorare i fatti raccogliendo le "evidenze
oggettive" come ad esempio la visita medica. Molti bambini tuttavia non presentano segni fisici di violenza dato
che spesso l’abuso che subiscono non ha carattere violento, ma
consiste in pratiche sessuali (baci, manipolazioni, carezze, rapporti
orali, ecc.) che non danno l'opportunità di essere dimostrate a
posteriori. A volte possono essere semplicemente non più
riconoscibili, dato il tempo trascorso: per questo motivo si
raccomanda un esame obiettivo del medico entro 72 ore.
Leggi italiane sull'abuso
In Italia, c'è l'obbligo di referto
(artt.365 c.p. e 334 c.p.p.) da parte degli operatori sanitari
che, nell'esercizio della propria professione, abbiano prestato la
propria opera o assistenza in casi che possono presentare i caratteri
di un delitto procedibile d'ufficio. Obbligato alla denuncia di reato
è anche il "pubblico ufficiale" o "l'incaricato di un
pubblico servizio" che, nell'esercizio delle sue funzioni, venga
a sapere di un delitto, o anche solo di un sospetto di delitto,
procedibile d'ufficio.
La legge quindi punisce l'omissione di referto o denuncia, a meno che
sia costretto dalla necessità di salvare se medesimo o un prossimo
congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e
nell'onore (art. 384 c.p.); oppure quando attraverso il referto, si
esporrebbe il paziente a procedimento penale (art.365 c.p.). L'obbligo
giuridico di denunciare l'abuso o il sospetto abuso non riguarda
invece il cittadino comune, che è tenuto comunque a farlo sul piano
morale, in quanto poi vi sarà l’Autorità Giudiziaria a stabilire
la veridicità del sospetto.
Osservazione di comportamenti inconsueti
A volte il sospetto di un
presunto abuso può nascere in seguito
all’osservazione di comportamenti inconsueti: ad esempio una bambina
sempre brava a scuola, attenta ed interessata allo
studio, potrebbe cominciare a fare assenze inspiegabili
a scuola, racconti o disegni con espliciti riferimenti
sessuali, ecc. Oltre a queste
informazioni indirette o mascherate sull'abuso, vi sono una serie di
piccoli e grandi segnali che occorre conoscere e tenere sotto
osservazione.
Segni fisici:
- Contusioni, graffi, morsi, segni di afferramento
- Sintomatologia fisica o prurito nell'area genitale
- Difficoltà di deambulazione
- Difficoltà nel mantenimento della posizione seduta
- Biancheria intima macchiata, strappata
- Tracce di sangue o di liquido seminale sugli indumenti o sulla cute
- Gravidanza nella primissima adolescenza in assenza di partner noto
- Pubertà precoce
Segni individuabili con esame clinico:
- Presenza di tracce di sperma nella vagina o nel retto
- Presenza di corpi estranei uretrali , vaginali e/o rettali;
- Lesioni genitali e/o anorettali
- Dilatazione vaginale o uretrale ingiustificata
- Infiammazioni, emorragie senza cause organiche evidenti
- Manifestazione di malattie infettive a trasmissione sessuale
(gonorrea, clamidia, conditomi acuminati, sifilide, HIV, ecc)
Segni nel comportamento:
- Passività, paura, sfiducia verso gli adulti
- Conoscenze e comportamenti sessuali inadeguati per l'età
- Difficoltà a relazionarsi con i coetanei (atteggiamenti aggressivi,
disinteresse verso attività ludiche)
- Atteggiamenti seduttivi verso gli adulti
- Calo del rendimento scolastico
- Difficoltà di linguaggio e dell'attenzione
Altri sintomi:
- Disturbi del sonno (insonnia, incubi anche a sfondo sessuale; pavor
nocturnus)
- Disturbi dell'alimentazione
- Disturbi del controllo degli sfinteri (enuresi, encopresi)
- Ansia
- Depressione
- Fobie
- Sintomi ipocondriaci
- Rituali ossessivi (legati soprattutto alla pulizia personale)
- Disturbi psicosomatici del tratto gastroenterico
Indicatori prevalenti in adolescenza
- Fughe
- Condotte devianti
- Abusi di sostanze
- Condotte autolesionistiche, tentati suicidi
- Sessualità precoce e promiscua
- Inibizione sessuale
- Rifiuto sessuale
Prove testologiche
Uno dei test diagnostici più spesso utilizzati, soprattutto nel mondo
anglosassone, per tentare di capire se un bambino può aver subito
violenza è quello delle bambole. L'uso del test si basa sul presupposto
che i bambini abusati abbiano un modo diverso di manipolare le
bambole. Alcuni studi però dimostrano che tale discriminazione non è
possibile (vedi Ceci e Bruck 1995), in quanto è nella natura dei
bambini esplorare e manipolare gli oggetti.
Molto più significativi sono invece i disegni (la consegna può essere
di disegno libero oppure di rappresentazione della famiglia o di
emozioni, come la paura, ecc.) Ci sono dati a favore del fatto che nei
disegni di bambini abusati compaiono più di frequente i genitali e le
figure vengano altamente sessualizzate.
Effetti sui processi evolutivi del bambino
Qualsiasi forma di violenza costituisce un attacco
destabilizzante alla personalità in formazione del minore.
Un'esperienza stressante e traumatica può produrre disturbi
psicopatologici o di devianza in età adulta. Naturalmente non tutti i
bambini abusati diventeranno a loro volta dei violenti o dei pedofili,
tuttavia, se non verranno aiutati, porteranno per tutta la vita il
peso dell'abuso e dei traumi subiti.
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