Negli
anni ottanta c’era chi celebrava il funerale della parola scritta.
Ormai, si pensava, le comunicazioni avverranno tutte per via
telefonica e televisiva: chi si sognerebbe più di scrivere una
lettera d’amore o un biglietto d’auguri?
E invece nel duemila abbiamo
fatto un tuffo nel passato, anche se con una tecnologia
all’avanguardia, ma anche codici comunicativi e galatei ancora da
sperimentare. Con le chat, con gli SMS, ecco rispuntare la parola
scritta, dietro la quale qualsiasi persona, anche timida, riesce ad esprimere sé
stessa, senza gli impedimenti tipici della realtà, accompagnando i
suoi discorsi solo con faccine, o smileys, che pretendono di comunicare
uno stato d’animo, come i segni :-) o :-(, da guardarsi come faccine
sorridenti o tristi, in senso orizzontale.
Ed ecco allora che la rete
diventa un modo per veicolare emozioni e sentimenti, specialmente fra
le persone timide. Passare un’ora in chat è come andare un’ora al
bar a prendere qualcosa con gli amici: si parla del più e del meno,
si scambiano opinioni, si conoscono persone nuove con le quali
condividere gli stessi interessi. Nelle chat infatti si trovano
diverse aree tematiche, per cui ognuno entra nella ‘stanza’ dove
ha maggiori probabilità di incontrare persone simili. Del resto solo
i più socievoli ed estroversi, oppure le persone con tanto tempo
libero, potevano effettivamente permettersi finora di poter incontrare
quotidianamente degli amici: la maggior parte delle persone, una volta
terminato il lavoro, si dedicavano agli impegni e agli obblighi
quotidiani, per poi rilassarsi in modo completamente passivo, davanti
alla TV.
La chat è uno spazio libero,
attivo, dove puoi entrare quando vuoi e ‘parlare’ con
qualcuno o ‘ascoltare’ quello che dicono gli altri; puoi essere te
stesso oppure giocare ad essere un altro. Quando si chatta infatti non
trema la voce, non si suda, non si diventa rossi: nel perfetto relax
offerto dalla propria abitazione, davanti al computer, con lo stesso
strumento col quale magari hai lavorato tutto il giorno o attraverso
il quale hai cercato informazioni ‘serie’, ora conversi, coperto
dall’anonimato, e puoi metterti finalmente in gioco, se lo vuoi,
mostrare il tuo lato debole, parlare dei tuoi sentimenti e delle tue
inibizioni, tanto se non ti senti compreso puoi sempre uscire dalla
stanza o rientrarci cambiando identità.
Parlare senza potersi servire del
linguaggio del corpo era già una cosa difficile con il telefono, che
però almeno consentiva di farsi un’idea dell’interlocutore dalle
tonalità della sua voce: l'emozione delle chat è allora proprio
quella di poter parlare veramente con tutti, anche con quelle persone che forse nella vita non si sarebbero mai
avvicinate, persone tanto volgari e maleducate o semplicemente ‘diverse’:
di altre città, di un altro partito, di un altro ambiente sociale. I
dialoghi che nascono da queste strane relazioni sono infarciti di
fraintendimenti, di interpretazioni sbagliate, proprio perché ci
arrivano del tutto
privi di altri segnali utili per capire la psicologia della persona
con la quale stiamo parlando.
Per la verità l’audio ed il
video potrebbero
essere utilizzati anche in chat: basta installare una videocam, ma
sembra che questo modo di conversare in chat non abbia avuto molto
successo, perché si viene a perdere quell’anonimato che è il
fascino supremo della rete. Quando si chatta infatti ci si sceglie un
nick name (e già la scelta di questo soprannome può essere
rivelatore della psicologia del personaggio, ma anche del tutto
fuoriviante, in quanto magari si può scegliere il nome del nostro
eroe, positivo o negativo, oppure ci si può divertire a fare la parte
di una persona dell’altro sesso) e si compila un modulo, visibile da
tutti, il resumé, cioè una sorta di C.V., dove ognuno rivela alcuni
dei suoi dati anagrafici (età, sesso, città di residenza ecc.), che
però, come si è detto, non sempre sono veri. Insomma, fra realtà e
finzione, ci si conosce, si fa amicizia e magari ci si innamora.
I chatteurs infatti, forse timidi ma
non asociali, conoscono le persone in modo virtuale ma, quando le loro
amicizie virtuali ‘funzionano’, decidono di conoscersi, dando vita
spesso a delle storie profonde e durature d’amore e di amicizia.
Essersi incontrati nel web non è come essersi conosciuti in
discoteca, questo è sicuro. A differenza di quanto avviene nella
realtà infatti, quando ci si conosce in chat la prima cosa che conta
non è l’aspetto fisico, il sex appeal, ma i gusti di una persona, i
suoi pensieri, la sua vita interiore. Andare a ‘conoscere’ una
persona che si conosce già tanto profondamente, con la quale si sa di
essere in perfetta sintonia, di avere interessi comuni, di condividere
il suo modo di guardare alla vita, consente di apprezzarla di più, di
considerarla, anche se poi l’aspetto delude un po’.
Certo, su Internet, proprio perché tutti possono barare, si rischia
anche di conoscere delle persone sbagliate, originali, assurde, cui
mai si sarebbe data confidenza nella vita reale. Proprio per evitare la delusione
del primo incontro tuttavia, dalla chat si passa in genere al telefono,
poi c’è lo scambio di fotografie o di videofilmati e quando ci si
incontra davvero non ci si sente certo delle persone ‘estranee’ . C’è poi il
discorso della dipendenza: la curiosità le forti sensazioni, le nuove
amicizie diventano prima o poi una specie di droga che ti lega al
computer e ti fa dimenticare la vita reale: così banale, così
ripetitiva!
Internet può essere considerata
la nuova ‘livella’, prima ancora di quella che conosciamo tutti e
di cui parlava Totò: le differenze in fatto di aspetto fisico non si
notano più, i bassi conversano con gli alti ed i grassi con i magri,
gli imberbi ed inesperti ragazzi pieni di brufoli con le top model, i
milanesi con i palermitani, i ricchi con i poveri ecc.
Vivere al tempo della chat
insomma è sicuramente più facile e usufruire di questo mezzo può
sicuramente avere anche una valenza terapeutica, data la possibilità
di chattare non solo con altre persone, ma con psicoterapeuti che
possono comprendere i tuoi problemi e magari darti dei consigli. Non
si pensi comunque di aver risolto, attraverso la chat, tutti i
problemi e le inibizioni : chi è timido infatti, può
avere problemi anche nella chat: quanti, ad esempio, hanno
effettivamente il coraggio
di scrivere ad una ragazza con la quale conversano on line in tre o
quattro, di raggiungerlo in una stanza privata?
Ma non c’è paura, prima o poi
quel tipo riuscirà a dire qualcosa di intelligente e qualcuno se ne accorgerà….
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