L'esame
di maturità fa paura, perché ci si sente chiamati a superare la
prima, vera, grande prova della vita.
Insomma, quando si arriva alla fatidica
tappa dell'esame di Stato, peraltro oggi assai facilitato rispetto ai
tempi dei nostri padri e dei nostri nonni, non si deve credere di
essere di fronte all'Esame-della-Propria-Vita: abbiamo una prova importante
da superare, ma altre ne abbiamo già incontrate e tante altre, molto
più difficili, stanno per arrivare... Dunque, coraggio! Siamo solo
all'inizio della grande avventura della vita, prepariamoci a dare il
meglio di noi stessi, ma non pensiamo a questa tappa come se fosse
l'unica e la più determinante.
Un'altra cosa che val la pena di ricordare
è che all'esame non basta sapere, ma occorre sapere in un certo modo:
ovvero quello del proprio insegnante. Seguite dunque il suo programma,
rispettate le sue priorità, studiate sui suoi appunti. Non è certo
questa l'occasione per mostrarvi diversi o superiori, così come
non è questo il momento di 'approfondire' i vostri interessi: se c'è
un argomento che vi appassiona molto, lo potrete sempre coltivare in
seguito.
Considerate inoltre che il periodo di
preparazione all'esame di Stato è in fondo abbastanza breve, se
comparato al resto della vita: è poi così stressante trascorrere un
mese a studiare e ripassare con maggiore impegno del solito ? La
parola d'ordine allora deve essere : 'concentrazione', il che
significa imparare a cronometrare il tempo necessario per la
ripetizione delle pagine e dei capitoli dei vostri testi e fare un
programma di massima che consenta di ripassare tutti gli argomenti di
esame. Naturalmente nel programma della propria giornata è sempre
bene inserire i momenti di svago e di distensione, perché studiare
dodici ore al giorno è inutile ed improduttivo.
Il proprio modo di studiare poi non va
cambiato, non va rivoluzionato; contate su quello che sapete fare,
cercate di migliorare il metodo, ma evitate perfezionismi inutili e
soprattutto siate sempre coscienti dei vostri limiti : non proponetevi
traguardi irraggiungibili.
Il programma di studio va affrontato
inizialmente 'a volo d'uccello', per poi concentrarsi sugli argomenti
più importanti, aiutandosi nella ripetizione con schemi, riassunti,
utilizzo del registratore.
Ricordate poi che come si dice una cosa
spesso vale più di quello che si dice: cercate di essere rilassati
nella vostra esposizione, sorridete, mostratevi sicuri di voi stessi,
senza essere arroganti. Preparatevi a questo tipo di performance ad
esempio studiando con un compagno, con il quale confrontarsi,
interrogarsi, commentare i contenuti, integrare le conoscenze.
Non mancate mai di prepararvi sempre un
argomento a piacere perché, nel caso vi fosse richiesto, sarebbe
tremendo non poter approfittare di questa ghiotta occasione per dare
buona prova di sé e sbloccare la tensione, con il minimo degli
sforzi...
Infine, evitate i pensieri negativi. Avete
presente la famosa risposta di Rossella o'Hara in via col vento 'ci
penserò domani' ? Voi Rispondete sempre 'ci penserò dopo gli esami'
a tutti i pensieri distruttivi ed autosvalutativi che dovessero
venirvi in mente in questo periodo. Cercate piuttosto di inviarvi
autoistruzioni positive, rinforzi dell'autostima, aspettative di
efficacia. Insomma ora fatevi del bene, vogliatevi bene! Le
autocritiche possono aspettare.
E se il vostro problema fosse che vi
sentite sempre troppo in ansia, al solo pensiero dell'esame? Niente
paura, l'ansia, quando non è eccessiva, serve per creare la giusta
tensione prima della propria prestazione, così come la corda di
violino, che se non è tesa nella giusta misura emette suoni stonati.
Imparate a convivere con la vostra ansia ed imparate a gestirla:
l'ansia è la vostra forza, la vostra energia.
In bocca al lupo!
Giuliana Proietti
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