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Giovani e sessualità

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Dr. Walter La Gatta


La sessualità degli adolescenti, così come i loro comportamenti in altri ambiti (leggi bullismo, violenza di gruppo, stupri ecc.) sono ormai al centro del dibattito nazionale. La sensazione che spesso noi adulti proviamo nei confronti dei giovani è quella di essere di fronte ad una generazione del tutto fuori controllo, senza valori, senza obiettivi da raggiungere, se non il piacere, qui ed ora. L’interesse collettivo, viene da chiedersi in questa situazione, sta nel cercare di reprimere al massimo questi fenomeni, oppure nel cercare di comprenderli, allo scopo di prevenirli? E' da qui che vorrei far partire qualche riflessione.

Come sappiamo la sessualità dei nostri ragazzi è molto anticipata nei tempi: i giovani cominciano ad avere i primi rapporti sessuali nella scuola media e il passaggio dalla prima comunione alla discoteca è ormai brevissimo. Quello di cui la scuola e la famiglia principalmente si preoccupano è cercare di limitare le conseguenze di questo fenomeno, non di comprenderne le cause.

Concentrando i discorsi sulla sessualità solamente sulla malattia e la gravidanza, si contribuisce però a disorientare i ragazzi, a renderli ancora più fragili. Infatti, senza cognizioni su cosa stanno vivendo e su come dovrebbero viverlo, essi possono trovarsi a fare scelte sbagliate. Sappiamo ad esempio che la sessualità che essi conoscono e ritengono naturale è quella che vedono su Internet, nei numerosi film pornografici, facilmente accessibili a tutti, anche ai bambini. E' così che essi sono portati a ritenere 'normali' dimensioni degli organi genitali esagerate nella pornografia dalla selezione degli attori maggiormente dotati, oltre che da immagini e luci di scena che ne esaltano la dimensione. In questo modo molti ragazzi possono sentirsi 'anormali' e decidere di conseguenza di non essere all'altezza per provare un sesso 'normale'.

Un'altra cosa che potrebbe sorprendere, a proposito di ‘gravidanze indesiderate’ è che molti giovanissimi queste gravidanze le desiderano davvero e quindi, benché sappiano quasi tutto sull'uso dei contraccettivi, non fanno poi nulla per evitarle. A volte si tratta di un bisogno affettivo, il modo scelto per colmare un senso di vuoto familiare; a volte essi desiderano semplicemente mettersi alla prova, sperimentando la maturità del proprio corpo, vivendo una vita adulta, che del resto è l’unica che al giorno d’oggi viene presentata come l'unica degna di essere vissuta.

E mentre il mondo si chiede cosa stia succedendo fra i ragazzi, questi vengono lasciati soli alla scoperta del piacere sessuale, con le loro paure, con il rischio di compromettere per sempre la loro vita per una scelta sbagliata, e non alludo, ovviamente, solo alle MST. Tutte le ricerche mostrano che, malgrado l’enorme cambiamento dei costumi, di sessualità in famiglia non se ne parla ancora abbastanza.

E intanto un numero crescente di adolescenti, secondo recenti ricerche sull’argomento, ha preso l’abitudine di incontrarsi con il/la fidanzatino/a a casa propria, di pomeriggio, mentre i loro genitori sono fuori per lavoro. Case vuote che in qualche modo essi cercano di riempire, con il consenso a volte tacito dei genitori

A questo punto del discorso si torna, inevitabilmente, a parlare di "valori" e di "scelte" a livello familiare.

Per fronteggiare questa mancanza di valori e di obiettivi, la società e la famiglia si preoccupano di fornire solo informazioni generali di tipo anatomico sulla sessualità e, se va bene, un’esposizione abbastanza approfondita sulle malattie sessualmente trasmissibili: perché di medicina si può parlare, di emozioni e sentimenti no.
I giovani imparano così che il sesso può far male, perfino uccidere, dai genitori e dalla scuola, mentre nelle loro prime esperienze di petting scoprono e sperimentano che fare sesso è bello e dà grande piacere. Come vivere poi questa contraddizione? A chi dare ragione?

In questo modo il mondo degli adulti è destinato a perdere di credibilità: non possiamo lanciare solo segnali di allarme ai più giovani, impaurirli con il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmesse: qualcuno deve prendersi la responsabilità di affrontare anche l’altro aspetto della sessualità, e cioè spiegare che è una fonte di piacere, che avviene perché siamo esseri sessuati e subiamo le leggi della natura, che ci vogliono interessati ed attratti l'un l'altro. Da questa attrazione nascono sia la possibilità di riproduzione, sia l'interesse per l'altro, i sentimenti, le relazioni più o meno stabili, fra persone.

Dire sempre di no, negare l'evidenza, non può funzionare come sistema se viene applicato solo ai giovani: noi adulti, ai loro occhi, possiamo permetterci di tutto, lavorando tutto il giorno fuori casa, delegando ad altri i compiti domestici e la cura dei nostri anziani, sfasciando e ricostruendo famiglie e relazioni intime. Se questi sono i modelli, perché ci aspettiamo che i nostri ‘modellati’ possano essere migliori di quello che sono?

Il compito di mostrare ai giovani cosa sia veramente il sesso e l’amore viene delegato alla televisione, a Internet, alla pubblicità, che non a caso è sempre più allusiva. Ed in queste immagini, come si è detto, la sessualità è gonfiata, amplificata a dismisura. Ciò che i  ragazzi ne deducono è che fare sesso è tutto quello che c’è da fare nella vita: è quello che fanno le persone belle, glamour, trendy e così via. Il resto non conta, a parte forse il fare soldi facili, come si vede in televisione, con quiz e reality show.

Il problema è che gli adulti non sempre sono pronti a ritenere che il comportamento dei giovani rifletta le loro responsabilità, le loro complicità: può far comodo lasciare il proprio figlio da bambino davanti alla TV mentre ci si riposa dopo una giornata intensa, come lasciarlo navigare, nel segreto della sua stanzetta, da adolescente, mentre si ricevono gli amici. Preferiamo dire che i nostri figli non sanno controllarsi ed evitiamo di chiederci se e quanto li abbiamo davvero controllati: nelle loro amicizie, nei loro studi, nei loro interessi, nella loro formazione come persone.

Preoccupati come siamo perché i nostri figli usino il preservativo, prendano la pillola ecc. non ci chiediamo cosa essi stiano vivendo nelle loro prime relazioni sessuali, né il perché delle loro scelte.  Tutti sanno che gli adolescenti non hanno voglia di parlare di questi argomenti: basta non farsene un alibi per declinare le proprie responsabilità genitoriali.

 
Psicolinea.it © Ago 2008
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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