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Gravidanza in adolescenza

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di
Walter La Gatta


La maturità sessuale oggi si acquisisce molto prima della maturità psico-sociale. Accade così che molti teen agers, considerati per molti aspetti ancora dei bambini, abbiano una vita sessuale attiva ben prima di aver raggiunto la maturità che consente di poter lasciare la famiglia d'origine e costruirsi una vita propria. Oggi l'età media del primo rapporto sessuale è sui 15-16 anni: un'età in cui gli aspetti cognitivi, emotivi e sociali non sono ancora adeguati per affrontare in modo consapevole i rischi legati alla sessualità, sia per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmesse, sia per quanto riguarda le gravidanze indesiderate.

Questo non è certamente dovuto ad una mancanza di informazioni, che ormai i ragazzi possono ottenere sin da bambini attraverso i media, ma anche attraverso relativi programmi didattici, legati all'insegnamento delle scienze. La gravidanza in adolescenza dunque dovrebbe essere letta come una forma di resistenza alla contraccezione, attraverso l'attuazione di rapporti sessuali senza l'utilizzo di alcun metodo contraccettivo o attraverso un utilizzo inadeguato. Prendere la pillola tutti i giorni del resto richiede una grande disciplina, specialmente quando i rapporti sessuali sono ancora piuttosto sporadici e molte ragazze finiscono per dimenticarla Quanto al preservativo, esso spesso non viene utilizzato oppure viene precocemente abbandonato, quando i due partners
sentono di aver dato vita ad una coppia stabile.

Le gravidanze precoci riguardano in maggior misura
giovani appartenenti a classi sociali svantaggiate e appartenenti a gruppi familiari con problemi disfunzionali. Ad esempio, non di rado le ragazze che rimangono incinte giovanissime sono a loro volta figlie di madri rimaste incinte in età precoce.(Charbonneau et coll., 1989, in Cardinal Remete, 1999 ; Morazin, 1991).

Una gravidanza in adolescenza non è in genere voluta e programmata e per questo motivo essa rappresenta un problema abbastanza grave a livello personale, familiare e sociale.

A livello personale, la giovane mamma in attesa può vivere questo periodo come fortemente traumatico, per tutta una serie di fattori, che vanno dai problemi strettamente fisici (malesseri, nausee, mutamenti dell'aspetto fisico) ai problemi familiari (dirlo ai genitori, immaginare la loro reazione), sociali (abbandono della scuola, isolamento sociale, ecc.), medici (visite, esami, terapie). La ragazza potrebbe oltre tutto voler negare a sé stessa la possibilità di essere rimasta incinta minimizzando i sintomi, per non dover affrontare l'argomento con i genitori: in questo modo allontana il momento della diagnosi e riduce il numero delle possibili decisioni da prendere.

Del resto non è facile, per una giovane adolescente incinta, rendere esplicita questa sua condizione: vi è infatti il timore della reazione dei genitori, quella del padre del bambino e della sua famiglia, la necessità di sottoporsi a visita ginecologica, di doverne parlare ai compagni, agli insegnanti ecc. Di colpo la futura mamma si sente proiettata nel mondo degli adulti e ad affrontare problemi che fino a quel momento non l’hanno mai riguardata direttamente. Per questo, oltre ai vari timori, potrebbe provare anche sensazioni di rabbia, ansia, vergogna, o colpa.

Infatti, sebbene
le abitudini familiari siano molto cambiate negli ultimi anni, non sempre le adolescenti si sentono aiutate ad affrontare questo problema dalla propria famiglia. Le scelte da compiere sono importanti e vanno oltre tutto prese in gran fretta: non sempre è possibile negoziare delle decisioni adeguate tra famiglie che sanno ancora poco l'una dell'altra,
con visioni della vita e del futuro dei propri figli che possono essere anche fortemente discordanti.

Le madri adolescenti incontrano generalmente problemi di isolamento sociale, interruzione degli studi, stress e depressione. Sebbene molte ragazze possano beneficiare del sostegno dei genitori e delle persone vicine, il quadro per quanto riguarda la futura realizzazione personale non è mai troppo roseo e non lo è neanche per il nascituro. I figli di madri adolescenti sono infatti soggetti considerati statisticamente più ‘a rischio’ di quelli avuti dopo i venti anni di età della madre. Il rischio cui possono essere esposti i figli di mamme molto giovani sono quelli del maltrattamento, della violenza, dell’abuso e dell’abbandono. Essi stessi, una volta cresciuti, hanno maggiori possibilità di assumere atteggiamenti di delinquenza giovanile, con ripercussioni che a questo punto non riguardano più solo la famiglia dove è avvenuta questa gravidanza precoce, ma la società intera.

Per quanto riguarda la paternità precoce non abbiamo molti dati in letteratura, ma secondo alcuni autori Rosiers-Lampe e Frappier (1981) l'adolescente investito del nuovo ruolo di padre in genere non si coinvolge troppo nel rapporto e lascia la madre del bambino o durante la gravidanza o nei due anni successivi alla nascita  (Loignon, 1996). In alcuni casi tuttavia può accadere che il giovane papà prenda molto seriamente il ruolo di cui è stato investito e voglia assumersi delle responsabilità. Questo coinvolgimento del papà non sempre è desiderato dalla madre del bambino o dalla sua famiglia, che accettano il figlio, ma non il relativo padre, specie quando la gravidanza è dovuta ad un rapporto occasionale o ad una relazione che si è ormai conclusa dal punto di vista affettivo.

 


Cosa fare

Prevenzione

Per limitare le gravidanze precoci è opportuno anzitutto pensare a degli interventi di prevenzione, per promuovere dei conportamenti sessuali sani e sicuri, offrire sostegno al momento della presa di decisioni relative all'esito della gravidanza e sostenere adeguatamente i giovani, affinché non subiscano traumi. L'educazione sessuale dovrebbe essere fatta sia a scuola, sia in famiglia.

Decisioni

Tenere presente anzitutto che il tempo rappresenta un fattore importante dal momento che molte opzioni possono divenire impercorribili dopo i primi tre mesi, come nel caso dell'interruzione volontaria della gravidanza. Le decisioni da prendere sulla eventuale interruzione di gravidanza non possono essere imposte, ma devono essere concordate, anche sulla base delle opportunità che si possono offrire sia al nascituro sia alla giovane coppia. E' auspicabile infatti che i due ragazzi possano continuare a studiare anche dopo la nascita del bambino e raggiungere così una professionalità spendibile nel mercato del lavoro, in modo da raggiungere una piena indipendenza economica e morale dalle famiglie di origine. I ragazzi inoltre dovrebbero ricevere il pieno sostegno, affettivo e psicologico, oltre che materiale, da parte delle famiglie di origine: un figlio, una figlia, restano sempre tali anche se hanno sbagliato.

Prognosi

Se la coppia di genitori decide di vivere insieme o comunque di continuare il proprio rapporto, sarà opportuno l’utilizzo di sistemi contraccettivi in seguito alla nascita del figlio, per evitare che l'errore compiuto si ripeta ancora, rendendo ancor più complicato l'avvio di questa nuova entità familiare.

Compatibilmente con i loro nuovi impegni di genitori, i ragazzi dovrebbero continuare a frequentare i loro amici e dedicarsi alle attività tipiche della loro età, per non dover crescere troppo in fretta, a scapito della effettiva maturazione psicologica sottostante. E' importante tuttavia che ai giovani genitori sia data la possibilità di assumersi delle responsabilità crescenti nei confronti del loro figlio, sia per garantire una crescita adeguata al bambino, sia per non bloccare il loro sviluppo psico-sessuale al periodo dell'adolescenza, rendendoli così incapaci di maturare e di realizzarsi anche in altri aspetti della vita.

 

Psicolinea.it © Genn 09
 

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Ultimo aggiornamento psicolinea.it: 12/12/2011

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