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La maturità sessuale oggi si acquisisce molto prima
della maturità psico-sociale. Accade così che molti teen agers,
considerati per molti aspetti ancora dei bambini, abbiano una vita
sessuale attiva ben prima di aver raggiunto la maturità che consente
di poter lasciare la famiglia d'origine e costruirsi una vita propria.
Oggi l'età media del primo rapporto sessuale è sui 15-16 anni: un'età
in cui gli aspetti cognitivi, emotivi e sociali non sono ancora
adeguati per affrontare in modo consapevole i rischi legati alla
sessualità, sia per quanto riguarda le malattie sessualmente
trasmesse, sia per quanto riguarda le gravidanze indesiderate.
Questo non è certamente dovuto ad una mancanza di
informazioni, che ormai i ragazzi possono ottenere sin da bambini
attraverso i media, ma anche attraverso
relativi programmi didattici,
legati all'insegnamento delle scienze. La gravidanza in adolescenza
dunque dovrebbe essere letta come una forma di resistenza alla
contraccezione, attraverso l'attuazione di rapporti sessuali senza
l'utilizzo di alcun metodo contraccettivo o
attraverso un utilizzo inadeguato.
Prendere la pillola tutti i giorni del resto
richiede una grande disciplina, specialmente quando i rapporti
sessuali sono ancora piuttosto sporadici e molte
ragazze finiscono per dimenticarla.
Quanto al preservativo, esso spesso non
viene utilizzato oppure viene precocemente
abbandonato, quando i due partners
sentono di aver dato vita
ad una coppia stabile.
Le gravidanze precoci riguardano in maggior misura giovani
appartenenti a classi sociali svantaggiate e
appartenenti a gruppi familiari con problemi disfunzionali.
Ad esempio, non di rado le ragazze che
rimangono incinte giovanissime sono a loro volta figlie di madri
rimaste incinte in età precoce.(Charbonneau et coll., 1989, in
Cardinal Remete, 1999 ; Morazin, 1991).
Una gravidanza in adolescenza non è
in genere voluta e programmata e per questo motivo essa rappresenta un problema
abbastanza grave a livello personale, familiare e sociale.
A livello personale, la giovane
mamma in attesa può
vivere questo periodo come fortemente traumatico, per tutta una serie di fattori, che
vanno dai problemi strettamente fisici (malesseri, nausee, mutamenti
dell'aspetto fisico) ai problemi familiari (dirlo ai genitori,
immaginare la loro reazione), sociali (abbandono della scuola,
isolamento sociale, ecc.), medici (visite,
esami, terapie). La ragazza potrebbe
oltre tutto voler negare a sé stessa la possibilità di essere rimasta
incinta minimizzando i sintomi, per non dover
affrontare l'argomento con i genitori: in questo modo allontana il momento
della diagnosi e riduce il numero delle possibili
decisioni da prendere.
Del resto non è facile,
per una giovane adolescente incinta, rendere esplicita questa sua
condizione:
vi è infatti il timore della reazione dei genitori, quella del
padre del bambino e della sua famiglia, la necessità di sottoporsi a
visita ginecologica, di doverne parlare ai compagni, agli insegnanti
ecc. Di colpo la futura mamma si sente
proiettata nel mondo degli adulti e ad affrontare problemi che fino a quel momento non l’hanno mai
riguardata direttamente. Per questo, oltre ai
vari timori, potrebbe provare anche
sensazioni di rabbia, ansia,
vergogna, o colpa.
Infatti, sebbene le abitudini familiari
siano molto cambiate negli ultimi anni, non sempre
le adolescenti si sentono aiutate
ad affrontare questo problema dalla
propria famiglia. Le scelte da compiere sono importanti
e vanno oltre tutto prese in gran fretta: non sempre è
possibile negoziare delle decisioni adeguate tra famiglie che
sanno ancora poco l'una dell'altra,
con visioni della
vita e del futuro dei propri figli che possono essere anche fortemente
discordanti.
Le
madri adolescenti incontrano generalmente
problemi di isolamento sociale,
interruzione degli studi, stress e depressione. Sebbene molte
ragazze possano beneficiare del sostegno dei genitori e delle persone
vicine, il quadro per quanto riguarda la futura realizzazione
personale non è mai troppo roseo e non lo è neanche
per il nascituro. I figli di madri adolescenti
sono infatti soggetti considerati statisticamente più ‘a rischio’ di quelli
avuti dopo i venti anni di età della madre.
Il rischio cui possono essere esposti i
figli di mamme molto giovani sono quelli del maltrattamento, della
violenza, dell’abuso e dell’abbandono. Essi
stessi, una volta cresciuti, hanno maggiori possibilità di assumere
atteggiamenti di delinquenza giovanile, con
ripercussioni che a questo punto non riguardano più solo la famiglia
dove è avvenuta questa gravidanza precoce, ma la società intera.
Per quanto riguarda la paternità precoce non abbiamo molti dati
in letteratura, ma secondo alcuni autori Rosiers-Lampe e Frappier
(1981) l'adolescente investito del nuovo ruolo di padre in genere non
si coinvolge troppo nel rapporto e lascia la madre del bambino o
durante la gravidanza o nei due anni successivi alla nascita (Loignon,
1996). In alcuni casi tuttavia può accadere che il
giovane papà prenda molto seriamente il ruolo di cui è stato investito
e voglia assumersi delle responsabilità. Questo coinvolgimento del
papà non sempre è desiderato dalla madre del bambino o dalla sua
famiglia, che accettano il figlio, ma non il relativo padre, specie
quando la gravidanza è dovuta ad un rapporto occasionale o ad una
relazione che si è ormai conclusa dal punto di vista affettivo.
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Cosa fare
Prevenzione
Per limitare le gravidanze precoci è
opportuno anzitutto pensare a degli interventi di prevenzione, per
promuovere dei conportamenti sessuali sani e sicuri, offrire sostegno
al momento della presa di decisioni relative all'esito della
gravidanza e sostenere adeguatamente i giovani, affinché non subiscano
traumi. L'educazione sessuale dovrebbe essere fatta sia a scuola, sia
in famiglia.
Decisioni
Tenere presente
anzitutto che il tempo rappresenta un fattore importante dal
momento che molte opzioni possono divenire impercorribili dopo i primi
tre mesi, come nel caso dell'interruzione volontaria della gravidanza.
Le decisioni da prendere sulla eventuale interruzione di gravidanza
non possono essere imposte, ma devono essere concordate, anche sulla
base delle opportunità che si possono offrire sia al nascituro sia
alla giovane coppia. E' auspicabile infatti che i due ragazzi possano
continuare a studiare anche
dopo la nascita del bambino e raggiungere così una professionalità
spendibile nel mercato del lavoro, in modo da raggiungere una piena
indipendenza economica e morale dalle famiglie di origine.
I ragazzi inoltre dovrebbero ricevere il
pieno sostegno, affettivo e psicologico, oltre che materiale, da parte delle famiglie di origine:
un figlio, una figlia, restano sempre tali
anche se hanno sbagliato.
Prognosi
Se la coppia di genitori
decide di vivere insieme o comunque di continuare
il proprio rapporto, sarà opportuno l’utilizzo
di sistemi contraccettivi in seguito alla nascita del figlio, per
evitare che l'errore compiuto si ripeta ancora, rendendo ancor più
complicato l'avvio di questa nuova entità familiare.
Compatibilmente
con i loro nuovi impegni di genitori, i ragazzi
dovrebbero continuare a frequentare i loro amici e dedicarsi alle attività
tipiche della loro età, per non dover crescere troppo in fretta, a
scapito della effettiva maturazione psicologica sottostante.
E' importante tuttavia che ai giovani
genitori sia data la possibilità di assumersi
delle responsabilità crescenti nei confronti del loro figlio, sia per
garantire una crescita adeguata al bambino, sia per non bloccare
il loro sviluppo psico-sessuale al periodo
dell'adolescenza, rendendoli così incapaci di maturare
e di realizzarsi anche in altri aspetti della vita.
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